Trilateral Commission al Quirinale

Lo Stato Italiano e la Commissione Trilaterale

Il presidente della Repubblica Italiana accoglie al Quirinale la Commissione Trilaterale – una organizzazione paramassonica molto potente – e la elogia. Credo che questo dica molto, ma veramente molto. Anche l’Italia è controllata e influenzata dalla Commissione Trilaterale che conduce al Nuovo Ordine Mondiale

Ora, che cos’è la commissione trilaterale?

La Commissione Trilaterale (in inglese, Trilateral Commission) è un gruppo non governativo e non partitico di studio-discussione sorto nel giugno del 1973 per opera dell’Illuminato David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti e notabili, tra cui l’ebreo Henry Kissinger (ex segretario di Stato USA) e Zbigniew Brzezinski (che fu consigliere per la sicurezza nazionale sotto la presidenza di Jimmy Carter). La Trilaterale conta oltre trecento membri (uomini d’affari, politici, intellettuali) provenienti dall’Europa, dal Giappone e dall’America Settentrionale, e ha l’obiettivo di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree (di qui il nome). Ha la sua sede sociale a New York.

Tra i membri italiani si annoverano tra gli altri: Mario Monti, l’attuale presidente del Consiglio dei ministri italiano nonché senatore a vita e presidente dell’Università Bocconi, che nel 2010 era diventato presidente europeo della Commissione Trilaterale, e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, ma che a seguito della nomina a presidente del Consiglio si è dimesso da questi incarichi il 24 novembre 2011; John Elkann, presidente di Fiat SpA, Exor e della Giovanni Agnelli e C; Enrico Letta, politico italiano e attuale vicesegretario del Partito Democratico; e Marco Tronchetti Provera, imprenditore e dirigente d’azienda italiano (da Wikipedia).

Lo scrittore e giornalista francese Jacques Bordiot (1900 – 1983) ha affermato riguardo ai membri della commissione, che

‘il solo criterio che si esige per la loro ammissione, è che essi siano giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell’organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione’ e che ‘il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale’.(‘Présent’, 28 e 29 gennaio 1985).

E il senatore americano Barry Goldwater (1909-1998) nelle suo libro With No Apologies ha scritto che

‘il vero impegno della Trilaterale è la creazione di un potere economico mondiale superiore al governo politico delle nazioni implicate. Essi sono convinti che lo sfrenato materialismo che si propongono di creare possa superare le differenze esistenti. In quanto dirigenti e creatori del sistema, governeranno il futuro’ (citato in Arthur Goldwag, Il Libro che la Massoneria non ti farebbe mai leggere, pag. 206).

Tratto dal libro “La massoneria smascherata” di Giacinto Butindaro

Posted by Haiaty Varotto

Link diretto alla fonte: http://destatevi.org/lo-stato-italiano-e-la-commissione-trilaterale/

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L’EUROPA DI OGGI, SEMPLICE E IGNARA PEDINA NELLA “GRANDE SCACCHIERA” DISEGNATA DA
ZBIGNIEW BRZEZINSKI
 
Per capire l’attuale stato dell’Unione Europea, più che le fesserie dette di volta in volta da politicanti ora di finta destra ora di finta sinistra, è indispensabile leggere un libro di Zbigniew Brzezinski, “La Grande Scacchiera”, pubblicato da Longanesi nel lontano 1997. Il libro in questione non è facilmente reperibile e, dopo averlo letto, la cosa non stupisce.
 
Brzezinski, per chi non lo sapesse, è uno dei più influenti player della politica americana da molti anni; appartenente al primo cerchio del potere globale, già ideatore e fondatore di consessi paramassonici potentissimi come la “Trilateral Commission”, Brzezinski fa parte di quella categoria di uomini che i fatti non li analizza: li determina.
 
L’autore ha il dono di parlare chiaro, dipingendo la realtà senza concedere nulla né alla “forma” né al “garbo”. I Paesi “amici” dell’America vengono definiti senza tanti giri di parole “Stati vassalli”, da blandire o minacciare a seconda degli interessi contingenti delle élite statunitensi. Brzezinski parte da un dato di fatto: Gli Stati Uniti esercitano oggi una indiscutibile leadership sul piano globale, leadership che il definitivo crollo dell’impero sovietico ha reso esclusiva e assoluta. 
 
Come mantenere e consolidare un simile primato negli anni a venire? Il libro si snoda intorno a questa priorità, approfondita da Brzezinski con approccio tanto lucido quanto cinico. Il politologo di origine polacca individua nell’Eurasia la zona strategica da presidiare sull’assunto che chi “comanda in Europa comanda nel mondo intero”.
 
Per gli Stati Uniti quindi è decisivo non perdere influenza nel Vecchio Continente, favorendo un progressivo processo di unificazione trainato dall’asse franco-tedesco. Brzezinski sostiene inoltre che, nell’ottica americana, è preferibile avallare la leadership dei tedeschi, considerati più “gestibili” rispetto ai francesi ancora nostalgici di una “grandeur” che ne gonfia l’ego rendendoli più imprevedibili. 
 
La Germania, invece, anche per i trascorsi nazisti, senza l’ombrello militare a stelle e strisce non godrebbe di nessuna legittimazione in campo internazionale, onde per cui un eventuale processo di disallineamento da parte delle classi dirigenti teutoniche rispetto agli ordini impartiti da oltre Oceano viene considerato altamente improbabile. Brzezinski, fautore di un progressivo allargamento ad est dell’Europa (cosa poi puntualmente avvenuta), individua per tempo nella Russia il principale antagonista di un simile progetto, dimostrando anche in questo caso di possedere una certa “lungimiranza”. 
 
I semi delle odierne tensioni in Ucraina sono già presenti all’interno delle pagine de “La Grande Scacchiera” (pubblicato, lo ricordiamo, quasi venti anni orsono), allorquando Brzezinski preconizza il futuribile ingresso della Patria di Poroshenko nella grande famiglia della Ue in un periodo che va dal 2005 al 2010. Nel rapporto con l’Europa l’autore tradisce sentimenti ambivalenti: da un lato ritiene indispensabile scoraggiare il possibile riemergere di nazionalismi intraeuropei non funzionali al controllo americano sul Continente; dall’altro però coglie come una Europa politicamente unita avrebbe tutte le carte in regole per ristabilire in termini paritari il rapporto-ora di “puro vassallaggio”- con lo zio Sam. 
 
La paralisi odierna è tutta racchiusa nell’analisi di Brzezinski. Ai manovratori serve una “Europa unita ma non troppo”. La lettura del libro in argomento è utile anche per capire le fisime sulle politiche di austerità, considerate da Brzezinski funzionali non tanto al rilancio dell’economia, quanto indispensabili per risvegliare lo spirito di un popolo – quello europeo – ora ripiegato a causa dell’eccesso di benessere. Una tesi che ricorda la “riscoperta della durezza del vivere” teorizzata da un altro bel personaggio come Tommaso Padoa Schioppa.
 
E’ interessante notare infine come Brzezinski, legato a doppio filo ai principali circuiti massonici mondialisti, individui proprio nel “cristianesimo” il collante culturale buono per accelerare il progetto di integrazione comunitaria. A pagina 83 del suo libro l’autore rivendica infatti come “imprescindibile, sul piano politico ed economico, l’azione civilizzatrice dell’Europa cristiana, depositaria di una antica eredità religiosa comune”. 
 
Nel libro “Wojtyla segreto” di Galeazzi e Pinotti, d’altronde, si ricostruiscono gli strettissimi rapporti intercorsi fra Giovanni Paolo II e lo stesso Brzezinski, quest’ultimo fortemente sospettato di avere recitato un ruolo nell’elezione del papa polacco, secondo solo a quello esercitato dallo “Spirito”.

10 pensieri su “Trilateral Commission al Quirinale”

  1. Non sono in tema con l’articolo.
    Mi piacerebbe sapere se lei vede una qualche differenza tra Cristianesimo e Cattolicesimo, se sì in cosa si sostanzia?
    Grazie ed a rileggerla.
    Giorgio Andretta

    1. Bentrovato Giorgio;
      le due cose sono ben distinte, anche se cercano di fondersi in un unico credo.

      Il Cristianesimo è una religione monoteista a carattere universalistico, fondata sull’insegnamento di Gesù. Non serve dire altro.

      Il Cattolicesimo è una delle tante e diverse chiese che a torto chiamano cristiane (ortodosse o protestanti che siano) perché si avvalgono di un interlocutore, che nel caso nostro è il papa.

      Le parole che ho letto in passato dicono più o meno questo: ” La Chiesa Cattolica (in questo caso Romana) è una, perché unisce nella santa fede; tutti i suoi “servi” seguono una sola dottrina ed un’unica verità, sono uniti in un’autorità . Il capo supremo della Santa chiesa Cattolica è il Papa di Roma.”

      Ad esempio in Ebrei 3: 6 si legge: “Cristo è come il Figlio, sopra la sua casa; e la sua casa siamo noi se riteniamo ferma fino alla fine la nostra franchezza, questo è il vanto della nostra speranza.” in parole povere, la chiesa è dentro ogni essere umano, il cristo alberga in ognuno di noi, basta averne consapevolezza.

      E se per caso, sia mai che il Cristo ritarda ad essere trovato dentro di se, devi sapere come comportarti nella casa di Dio, che è la vera chiesa del dio vivente, colonna e base della verità.

      Ma non voglio divulgarmi oltre; ogni persona ha la sua fede e crede in ciò che gli sembra giusto, peccando spesso di ipocrisia, disattendendo tutto ciò dell’insegnamento di Gesù Cristo, creando surrogati della fede.

      Il confronto tra Cristianesimo e Cattolicesimo

      Grazie della gradita visita;
      wlady

  2. La ringrazio per la risposta ed il link.
    Chi certifica il fondamento della comparazione delle tabelle da lei segnalatemi?
    Vedo che è un assiduo frequentatore del blog di zret che confonde ed interscambia il Cattolicesimo con il Cristianesimo.
    Lei spesso commenta in accordo con il Nostro anche in post dove l’equivoco si è prodotto, ma non dovrebbe presentare ad Antonio l’errore?
    Di nuovo e buona giornata.
    Giorgio Andretta

    1. … ecco, questo è il link: http://camcris.altervista.org/cristiano.html

      Non sono un così frequentatore del blog dell’amico Zret, scambio solo qualche informazione di tematiche che si possono incontrare.

      L’equivoco, spesse volte è inteso come tale, perché noi tutti siamo diversi gli uni dagli altri; non sta a me dimostrare e/o imbastire una disamina su di un presunto ed eventuale equivoco, del tipo che: “sono sicuro di non sapere”.

      Come vede signor Giorgio, cerco di non entrare mai nel personale delle persone, anche perché la parola scritta è diversa dalla parola esplicitata verbalmente, specialmente con i supporti telematici, tutto può essere il contrario di tutto, Lei sa meglio di me che la retorica può ribaltare un pensiero e confondere l’interlocutore.

      Grazie della gradita visita;
      Buona giornata.
      wlady

      1. Le sono debitore per l’indicazione.
        Il “de visu” è sempre preferibile alla comunicazione a distanza perché con quest’ultimo mezzo non si rilevano i colori delle parole.
        Qualsiasi conoscenza dovrebbe essere diretta e non riportata, in questo caso subisce la mediazione del riportante. Ecco perché non faccio mai fede su ciò che leggo, chiunque l’abbia scritto.
        Per sincerarsi sul Cristianesimo si dovrebbe essere chiaroveggenti, sul cattolicesimo è inutile in quanto un’invenzione della chiesa romana.
        A rileggerla.
        Buona serata.
        Giorgio Andretta

        1. Gentilissimo Signor Giorgio, Lei scrive: “Ecco perché non faccio mai fede su ciò che leggo, chiunque l’abbia scritto.” purtroppo tutto lo scibile del sapere umano è comunque stato scritto dall’uomo fin dall’età della pietra e su questi testi noi tutti abbiamo tratto il nostro insegnamento, compresa la prima forma di politica, la religione.

          Oggi abbiamo sostituito in classi: religione, filosofia, astrologia, astronomia, alchimia, biologia, genetica, eugenetica, cosmo, microcosmo, magi, esoterismo, ecc. Tutto questo slegandolo dal sapere antico dei nostri avi, denominati “Magi” che studiavano tutte queste cose senza mai slegarle tra di loro.

          Nelle Sue ultime asserzioni di Cristianesimo e Cattolicesimo, non posso che convenire con quanto ha scritto.

          Grazie della piacevole chiacchierata, buona serata.
          A rileggerla;
          wlady

          1. Infatti “se non ci metto il naso” non ci credo, ed anche dopo stento. Sono d’accordo con lei sui magi.
            Pensi che il prof. Mario Bertolissi che regge la cattedra di diritto alla facoltà di giuruspredenza dell’ateneo di Padova, sostiene, e non solo lui, che i testimoni diretti non sono attendibili, quindi forse lo sono coloro che scrivono?
            Il Nostro. durante le sue lezioni, ha fatto assistere i suoi alunni a delle improvvise scene, interrogatili nessuno è stato in grado di descrivere cosa era veramente accaduto, e questi sarebbero i futuri avvocati e quindi addentro alla materia, figuriamoci gli altri!
            Ed io dovrei far fede in ciò che leggo?
            A rileggerla.
            Giorgio Andretta

  3. … pienamente d’accordo, ma … tant’è, noi presumiamo di sapere da quello che leggiamo che guarda-caso è scritto da altri che hanno appreso da altri.

    Ad esempio la “Bibbia” è stata scritta la prima volta in quel di Babilonia dal popolo ebraico deportato, che a sua volta ha attinto da un testo ancora più vecchio di millenni scritto su tavolette di terracotta in cuneiforme “Enuma Elish”.

    Da allora lo stesso popolo ebraico ha preso la Bibbia come testo dettato da Dio; la prima forma di costituzione, rivista e corretta nel tempo alla bisogna, tutti ci hanno messo mano ed è stata interpretata come una forma politica,

    Costantino invece ha messo d’accordo tutti i vescovi, pena … l’essere tacciati di eresia, il resto lo sappiamo come è andato a finire.

    A rileggerla.
    wlady

    1. Contro la forza ragion non vale od ubi major minor cessat.
      Dal mio punto di vista noi siamo succubi di disegni che oltrepassano le possibilità umane e non ci è dato da capire, almeno in questa dimensione, poi chissà?
      Quando eravamo bambini e giocavamo a passa parola era matematico che il termine d’inizio non avesse alcuna attinenza con quello finale, ecco sorta la magia! O le religioni, o le credenze ed i miti.
      Buona riflessione.
      Giorgio Andretta

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