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Troppo tardi per saltar fuori dalla pentola

Liberamente schiavi

sono ripetutamente occupato della rete di spionaggio globale che da qualche anno, grazie sopratutto a Julian Assange e ad Edward Snowden, è venuta alla ribalta ed ha prodotto dei consistenti effetti sull’opinione pubblica mondiale.

di Piero Cammerinesi

Tutti ricorderanno il clamore mediatico che costrinse, due anni fa, il governo americano a varare delle misure di controllo sulla cosiddetta bulk data collection. Era tuttavia chiaro, come paventavo in un precedente articolo, che le Agenzie avrebbero trovato facilmente il modo di aggirare l’ostacolo e di continuare indisturbati a spiare tutto lo spiabile.

È di ieri, infatti, la notizia di oltre 8.700 documenti della CIA messi in circolazione da parte di Wikileaks. Nonostante Snowden sia in esilio in Russia e Assange confinato in una stanza dell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra, Wikileaks – pur con tutti i distinguo e i dubbi che lecitamente si possono avere su questa organizzazione – prosegue la sua opera di disvelamento della hybris dei poteri forti.

Tali documenti aprono uno scenario terrificante sull’evoluzione dei sistemi di spionaggio informatico che le élite portano avanti da decenni – e questa è la cosa che più colpisce – nella sostanziale indifferenza dei popoli.

Ci infuriamo se qualcuno ascolta una nostra telefonata o se un familiare legge un nostro messaggio su WhatsApp – magari a fin di bene – ma tolleriamo distrattamente se poteri disumani controllano – e questi certamente non a fin di bene – ogni nostro sussurro mentre sediamo davanti alla televisione o usiamo il nostro smartphone.

Come le rane non ci accorgiamo che l’acqua diventa sempre più calda, ma quando vorremo saltar fuori dalla pentola sarà troppo tardi…

I quasi 9.000 files – 8.761 per la precisione – di Vault-7, così si chiama questo leak, sono, a detta di Wikileaks, solo la prima parte di un più ampio programma di rivelazioni che si riferiscono al periodo 2013-2016 ed aprono uno scenario terrificante sul controllo globale da parte delle super-agenzie militari.

Non solo controllo totale dei nostri smartphone ma monitoraggio delle nostre parole ed attività tramite i nostri apparecchi televisivi, senza parlare del progetto di controllare persino le autovetture che utilizziamo per spostarci. Quello che emerge da questi leaks è non solo lo stato di avanzamento tecnologico che consente un controllo pressoché totale sulla vita della gente ma anche la più assoluta indifferenza, da parte delle Agenzie, nei confronti delle leggi che dovrebbero tutelare la privacy di ogni cittadino.

Ma forse il concetto di privacy vale solo per i membri del l’élite, per gli altri vale invece il totem della ‘sicurezza nazionale’…

Vault-7 ci rivela altresì che la sede centrale del Grande Fratello di Langley, in Virginia, ha una succursale – totalmente illegale secondo il diritto internazionale – presso il consolato USA di Francoforte, che ficca il naso negli affari di Europa, Medio Oriente e Africa.

Ma non è tutto.

Dai documenti risulta anche che software di hakeraggio come SwampMonkey o Shamoon – che consente di rubare i dati e anche di distruggere completamente l’hardware – permettono di controllare totalmente i nostri apparati elettronici, PC, iPhone o Android.

Last but not least
, dai leaks emerge, infine, che alcuni di questi sistemi di controllo sarebbero stati sottratti alla CIA e potrebbero essere nelle mani di altre organizzazioni o altre Nazioni.

La CIA, interpellata, ha risposto – indovinate – con il solito No comment.

Pensate dunque a questo scenario – per ostacolare il quale Wikileaks ha deciso di rivelare i files – di ordinaria follia: sono seduto sul divano a guardare il telegiornale – ma l’apparecchio TV potrebbe essere anche apparentemente spento – e pronuncio parole di critica verso il governo, magari parole che, attraverso i programmi di ricerca automatica di keywords, mi identificano come un ‘terrorista’.

Continuo poi a dire o scrivere qualcosa di negativo sul governo o la polizia tramite il mio smartphone – che a mia insaputa è del tutto nelle mani degli spioni – e poi salgo in macchina per andare al lavoro o ad un appuntamento. Tramite la geolocalizzazione – che tutti attiviamo allegramente sul nostro iphone per trovare la pizzeria più vicina – o attraverso un controllo remoto attivato a mia insaputa sulla mia automobile, quest’ultima non risponde più ai comandi e io finisco fuori strada schiantandomi da qualche parte.

Fantascienza?

No, realtà già pienamente possibile.

Il tutto giustificato dall’esigenza di combattere quel terrorismo che è stato creato ad arte per giustificare a sua volta il controllo globale.

“A me non interessa essere spiato, tanto non ho niente da nascondere”. “Meglio essere spiato e tranquillo che rischiare un attentato”.  “La sicurezza prima di tutto”.

Chi la pensa così – e non sono pochi – sta collaborando al progetto di una umanità totalmente asservita ai poteri oscuri delle élite dominanti che – tramite la tecnologia e la realtà virtuale – da anni perseguono instancabilmente questo obiettivo.

Far sì che l’uomo scelga liberamente la sua schiavitù.

Il che deve portare, a mio avviso, a due conclusioni: prima di tutto che siamo corresponsabili di quanto ci accade e, in secondo luogo, che forse dobbiamo iniziare a ridimensionare la nostra dipendenza dal mondo della realtà virtuale per dedicare più tempo ed energie al mondo reale, quello che ci collega ai nostri simili in vincoli di sentimento e di libera azione. 

“un gruppetto di pretoriani di sicuro affidamento”

Obama: un presidente col vizietto
della guerra mondiale

di Michele Rallo

Tutto iniziò negli anni ’90 del secolo scorso, quando gli unici veri vincitori della Seconda guerra mondiale – quelli che comunemente chiamiamo “i poteri forti” – decisero che si poteva ormai fare a meno dell’esistenza di un avversario-schermo come l’Unione Sovietica. Ne venne decretata allora la dissoluzione, facendo ben attenzione a porre alla guida della Russia e dei Paesi ex-satelliti un gruppetto di pretoriani di sicuro affidamento; con il compito (da taluni accettato anche in buona fede) di “fare le riforme” e di gestire la svendita dell’intera economia di quei Paesi a pro delle multinazionali americane.

A Washington, al tempo, regnava il Clinton-marito (1993-2001); e a Mosca, messo da parte l’ingenuo sognatore Gorbaciov, imperava Boris Nikolaevič Eltsin, alias Corvo Bianco (1992-1999). È soltanto la mia “opinione eretica”, naturalmente, ma entrambi – consapevoli o meno – erano due modesti ingranaggi del grande progetto di un “governo mondiale” della finanza da realizzarsi sulle ceneri degli Stati nazionali, USA compresi. Il primo step di quel disegno prevedeva la fine della potenza (politica, economica, militare) della Russia, la neutralizzazione delle potenzialità europee (l’Unione cosiddetta Europea nasce nel 1992) e l’emergere degli Stati Uniti d’America come unica superpotenza dell’intero globo. Il passo successivo sarebbe stato, probabilmente, la liquidazione anche della potenza USA (ostaggio di un debito pubblico al cui confronto il nostro sembra uno scherzo) e l’ufficializzazione del governo mondiale della finanza. Fantapolitica? Non credo proprio.

Ma torniamo alla Russia. In quegli anni – e questa non è un’opinione più o meno eretica ma la storia documentata – la sua economia era massacrata, derubata dagli oligarchi e dalle privatizzazioni, la macelleria sociale era al parossismo, i pensionati chiedevano materialmente l’elemosina agli angoli delle strade (li abbiamo visti tutti nei telegiornali del tempo), gli impiegati statali e i militari restavano senza stipendio, e chi poteva vendeva al mercato nero ciò che riusciva a rubare (compresi gli armamenti e la componentistica nucleare).

Poi, verso la fine del 1999, uno di quelli che una volta si chiamavano “gli accidenti della storia” aprì le porte del Cremlino a un ex funzionario del KGB, Vladimir Vladimirovič Putin, e la musica cambiò immediatamente. Per farla breve: oggi la macelleria sociale è soltanto un ricordo, i pensionati arrivano a fine mese, lo Stato paga gli stipendi e gli ufficiali non si sognano più di mettere in vendita piccole atomiche “tattiche”.

E non solo questo: la Russia ha ripreso gradualmente un ruolo dignitoso sulla scena mondiale, impedendo che gli Stati Uniti assurgessero al ruolo di unica superpotenza e bloccando così il ruolino di marcia del “nuovo ordine mondiale”.

Di fronte a un tale delitto di lesa maestà (la maestà del denaro, s’intende), alcuni settori della politica e della finanza mondialista hanno reagito nel modo peggiore: alzando il livello dello scontro e moltiplicando le provocazioni. L’obiettivo dichiarato è quello di “contenere” l’attivismo del Cremlino. L’obiettivo reale – a modesto parere del sottoscritto – è quello di provocare una reazione russa che possa giustificare la “risposta” militare di una NATO che è ormai soltanto il paravento del colonialismo americano in Europa.

I più attenti fra i miei lettori ricorderanno forse un articolo da me scritto per “La Risacca” nell’ottobre 2011. Si intitolava – tanto per non restare nel vago – “Qualcuno prepara la terza guerra mondiale”, e vi si affermava fra l’altro: «Secondo taluni analisti, l’unico mezzo che gli USA hanno per sovvertire questa situazione è quello di provocare una guerra di vaste dimensioni che possa portare ad un generale rimescolamento di carte in alcuni “teatri” di vitale interesse: il Medio Oriente, innanzitutto, al confine tra Africa ed Asia; il Mediterraneo, al confine tra Europa ed Africa; ed il Caucaso, alla periferia della sempre temibile Russia».

E continuavo: «Al centro del mirino, in questo momento, c’è la Siria. (…) Ma l’obiettivo vero è l’Iran. (…) È a quel punto che si aprirebbero gli scenari più pericolosi: Russia e Cina, infatti, non potrebbero assistere passivamente alla distruzione dell’Iran – loro importantissimo alleato e partner commerciale – e potrebbero essere spinte ad intervenire. Ecco l’evenienza che potrebbe preludere ad una terza guerra mondiale».

Certo, quell’analisi è “datata”. In questi ultimi cinque anni la mina iraniana è stata in parte disinnescata; ma, in compenso, un altro micidiale focolaio è stato acceso in Ucraina: qui gli Stati Uniti hanno finanziato una rivolta armata che ha destituito il Presidente filorusso – democraticamente eletto – e portato al potere il solito gruppetto di “democratici” filo-americani.

Poi c’è stata la Libia e, infine, il tentativo di dare il colpo di grazia alla Siria, anche a costo di favorire la creazione di un “califfato” terrorista che si ritagliasse una generosa porzione di territori siriani e iracheni. Ma l’intervento della Russia ha sparigliato le carte, costringendo gli americani a fare anche loro qualcosa per contrastare i taglia-gole. Salvo – naturalmente – a “sbagliare”, bombardando i siriani e favorendo la difesa dell’ISIS, com’è avvenuto qualche giorno fa.

In tutto ciò, il povero Barack Hussein Obama – 44° Presidente degli Stati Uniti agli sgoccioli di un modestissimo mandato nonché incredibile Premio Nobel per la Pace – vede ogni giorno di più la propria immagine appannata, sfocata, malferma. Ha chiuso la sua carriera con la sconfitta in Siria, con l’affronto della Brexit e con la bocciatura del suo progetto di imporre all’Unione Europea un trattato-capestro di cosiddetto libero scambio. L’ultimo colpo basso lo ha ricevuto dai compatrioti della rivista “Forbes”, massima autorità mondiale in materia di ricchi e famosi. Fino ad ieri, nella graduatoria degli “uomini più potenti del mondo” il Presidente degli Stati Uniti era immancabilmente al primo posto. Oggi al primo posto c’è Putin, al secondo Angela Merkel, e lui – il povero Premio Nobel – solamente al terzo. Potete controllare voi stessi, digitando su Google “più potenti forbes”.

 

È questo il clima in cui è maturata l’ultima provocazione: quella dell’annunzio di una “guerra cibernetica” contro la Russia. Mosca ha risposto che gli Stati Uniti “scherzano col fuoco”. Speriamo che ci si fermi agli scherzi, se così vogliamo chiamarli. Speriamo che Putin – come ha fatto finora – mantenga i nervi calmi e non cada nella trappola di rappresaglie e contro-rappresaglie. Perché il pericolo di una guerra mondiale è tutt’altro che remoto. Peraltro, la linea del fronte non sarebbe in America, ma qui, in Europa.

E noi, in aggiunta, siamo tanto coglioni da mandare i nostri soldati a partecipare ai giochetti provocatori della NATO ai confini della Russia.

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Wikileaks Tracked to Haifa, Trump’s Real Campaign Headquarters and more, much more 

Una versione diametralmente opposta su Wikileaks ….
Coloro che pensano che Wikileaks si stia muovendo contro Hillary naturalmente, non presta attenzione,  molti non prestano attenzione – non riescono a notare quali sono gli obiettivi di Wikileaks e a che cosa serve. Wikileaks vuole destabilizzare la Russia, hanno intenzione di usare gli Stati Uniti per farlo, il risultato sarà il caos.
 
L’articolo è ben documentato in questo link e nel video al suo interno:

http://www.veteranstoday.com/2016/10/24/wikileaks-tracked-to-haifa-trumps-real-campaign-headquarters/

Il “Wipe Clean” di Hillary

Putin potrebbe distruggere Hillary Clinton … questo Ottobre (2016)  

22 Agosto 2016 dal Sito Web ElRobotPescador traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo 

Si intensifica sempre di più l’isterica guerra d’informazione sulle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, oscurata dalla grande ombra di Putin e dei servizi segreti russi.

L’ultimo capitolo si è svolto quando la leader della Minoranza Democratica della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha detto che degli hackers russi che lavorano per il Governo del loro paese, avevano divulgato mail della candidata democratica per intaccare la sua popolarità (o meglio per affondarla definitamente).

La leader democratica, citando le fonti, ha dato riportato che molto probabilmente la divulgazione delle mail è avvenuta nel mese di ottobre, a pochi giorni dalla data delle elezioni presidenziali che si celebreranno il prossimo 8 novembre.

  Nancy Pelosi

I sospetti devono avere fondamento (perché nel Partito Democratico sanno perfettamente il contenuto presumibilmente polemico di queste mail) visto che la Pelosi e in varie pubblicazioni al servizio del Partito Democratico come Politico, si sono già affrettati ad asserire che i possibili documenti resi pubblici,

“sarebbero testi fabbricati dal Cremlino per dare più opportunità nelle presidenziali al rivale della Clinton: Donald Trump.”

I repubblicani dicono che i Democratici stanno cercando di distrarre il pubblico dalla questione più importante:

il contenuto delle infiltrazioni.

Dicono che i Democratici hanno già cercato di fare la stessa cosa con il primo lotto di 20.000 messaggi di posta elettronica del Comitato Nazionale Democratico (DNC) che è stato reso pubblico a luglio, che ha portato alla rinuncia della presidentessa Debbie Wasserman Schultz dopo aver aver dimostrato che alcuni membri del personale del DNC, avevano favorito la Clinton sul rivale principale, il senatore Bernie Sanders.

Funzionari dell’Intelligence (compreso il Direttore del NSA, Michael Rogers e il direttore dell’Intelligence Nazionale James Clapper), hanno sostenuto per molto tempo che una ampia manipolazione di dati è una possibilità inquietante e che potenzialmente sarà il prossimo fronte che sta germogliando, sia nel campo della ciber-delinquenza che nella guerra digitale.

Lo scorso mese, un gruppo bipartitico composto da 32 esperti di sicurezza nazionale del Gruppo di Sicurezza Nazionale dell’Istituto Aspen, hanno ravvisato uno specifico tipo di falsificazione, affermando che i presunti pirati informatici russi che avevano attaccato il DNC e il Comitato perla Campagna Democratica del Congresso, avrebbero potuto falsificare il contenuto degli archivi e che avrebbero rilasciato e presumibilmente avrebbero voluto vendere come documenti resi pubblici a coloro che avessero aggregato un qualsiasi tipo di informazione false per danneggiare Hillary Clinton.

La rivista americana Forbes afferma che se succedesse tutto ciò, sarebbe molto probabile che i documenti siano stati mail che la Clinton avrebbe cancellato prima di darli all’FBI e poi sono stati recuperati durante il tempo in cui gli hacker hanno avuto accesso ai server dell’account della Clinton.

È così che gli hacker sono divenuti gli unici possessori di queste mail visto che la Clinton ha fatto un “Wipe Clean”, cioè a fatto pulizia (il che rende impossibile recuperare archivi e posta elettronica eliminata) prima di dare i suoi server al Federal Bureaux of Investigations degli Stati Uniti (FBI).

Per questa ragione è possibile che in questo momento gli hacker posseggano mail e testi che nemmeno l’FBI o la Clinton posseggono.

Inoltre, tutto ciò permetterebbe agli hacker di falsificare quei documenti come meglio credono, aggiungendo “la salsa necessaria” come vogliono per demonizzare la Clinton senza che nessuno possa cambiare il contenuto, visto che l’unica maniera di dimostrare che quegli archivi pubblicati sia stati falsati sarebbe rendere pubblici altri presunti archivi originali che contraddicano quelle informazioni.

E questo è impossibile da realizzare…

La ragione? Accettiamo l’ipotesi che i ‘Russi’ manipolino i documenti, come già apparso sui media di informazione al servizio del Partito Democratico.

Chiunque abbia la pretesa di dimostrare che “i Russi” abbiano falsificato quei documenti resi pubblici, producendo gli archivi generali “non falsificati”, evidenzierebbe all’opinione pubblica quanto a sua volta pregiudicherebbe ancora di più la Clinton:

  •         L’FBI teoricamente non dispone di quei documenti originali e non falsificati, per cui non saprebbe come giustificare che all’improvviso li tira fuori.       
  •         Nessuna altra Agenzia Governativa, come la CIA, potrebbe tirar fuori quei presunti documenti, “non falsificati dai Russi” senza dover spiegare dove li ha presi, perché così facendo intensificherebbe l’ombra della vigilanza illegale di massa, in questo caso, sul Partito Democratico.        
  •         E soprattutto, i Democratici stessi e in particolare la Clinton, non potrebbero presentare quei documenti presunti originali, visto che così facendo incorrerebbero nel reato per aver nascosto prove non avendoli presentati all’inizio alla Giustizia e all’FBI.

Quindi tutto lascia presumere in una mossa da maestro di scacchi da parte di Vladimir Putin, sempre più vicino a uno scacco matto verso Hillary Clinton.

Alla Clinton rimane solo l’opzione di denunciare a priori che saranno resi pubblici solo documenti falsificati per dare la vittoria a Trump, “l’agente di Putin”, però senza nessuna possibilità di poter dimostrare che quei documenti sono stati manipolati.

E se non bastasse sulla Clinton pesa il pericolo che quei documenti siano resi pubblici da una fonte dal “prestigio inattaccabile” quale è Wikileaks.

Che le possibilità per cui Hillary Clinton affondi prima di arrivare alle elezioni dovrebbe essere una buona notizia per il mondo… ma non lo è più quando vediamo che l’alternativa alla Clinton è Donald Trump… come minimo, possiamo concludere che il mondo non guadagna molto conil cambio.

COMMENTO: A tutto questo dobbiamo aggiungere le crescenti e apparentemente fondate voci sulla cattiva salute di Hillary Clinton.

E visto che in questo blog ci piace molto fare congetture sui possibili piani e cospirazioni, pensiamo ad una possibile manovra sporca della Clinton per vincere le elezioni:

    utilizzare i suoi mezzi di comunicazione che sono con lei per simulare che i sondaggi la danno per favorita (anche se non è vero) e poco prima delle elezioni realizzare un ‘false flag’ (operatività sotto falsa bandiera) contro se stessa…

Stiamo parlando di un tentativo di assassinio contro la Clinton, dove lei sarà ferita da un proiettile e dal quale guarirà “eroicamente” per “continuare a dirigere il paese con pugno duro.”

Non c’è maggior dimostrazione di forza che apparire,

    “determinata davanti alle camere dopo un vile tentativo di assassinio” (in Spagna si è già utilizzato una volta questo metodo).

Cosa c’è di meglio di un pazzo difensore di Trump, preferibilmente razzista, che cerca di assassinare una “donna innocente” presunta progressista e “amante delle minoranze” come Hillary Clinton?

È possibile che qualcuna delle menti malate che la consigliano stiano già pensando a questo; comunque la formula risulterebbe una delle più vantaggiose per lei.

Così facendo si potrebbero utilizzare gli entusiasmi demenziali di carattere razzista di Trump, sommate alle sue insinuazioni di “sparare alla Clinton” per incolparlo dell’attacco.

Inoltre, questo servirebbe come un chiaro esempio della necessità di compiere “un controllo sulle armi” negli Stati Uniti.

Questo farebbe sì che si collegasse la Clinton con personaggi storici di prestigio della storia americana come i Kennedy (John F. Kennedy e Robert Kennedy), Reagan o lo stesso Abraham Lincoln.

E tutto ciò aggiunto alla campagna che vincola Trump al “nemico russo” e al malvagio furfante Putin.

E in ultimo un vantaggio in più:

    Le possibili dimostrazioni del brutto stato di salute di Hyllary Clinton dovute dai suoi problemi di coagulo e che presumibilmente potrebbero essere sempre più visibili a momenti, sarebbero giustificate dall’attacco ricevuto.

E così ad un certo punto vedremo una Hillary Clinton debilitata, e i mezzi di comunicazione a lei favorevoli vendere così la situazione:

    “ancora soffre delle conseguenze del attacco fanatico avuto” e agli occhi dell’opinione pubblica passerebbe (come cercano di fare i suoi nemici) come una “debolezza che la rende incapace ad essere presidente” mentre sarebbe “la dimostrazione di una forza incrollabile di una donna che sfida il destino e le pallottole e si espone eroicamente agli attacchi”.

Da un paio di settimane iniziamo a temere questo pacchetto di argomentazioni e più concretamente da quando Trump insinuò che:

    “un difensore delle armi potrebbe fermare la Clinton” (come si può essere tanto idiota?),

…e dal momenti in cui iniziò la campagna repubblicana sulla salute di Hillary Clinton.

Insomma, il clan gemellato Clinton-Bush, è specialista in ‘false flags’…

Bibliografia

Fonte

Articolo correlato: “La Scelta” Tra psico e squilibrio 

TPP-TTIP-TISA

Il TPP (Trans Pacific Partnership) a fatto un passo avanti 

E’ più vicino a diventare legge negli Stati Uniti dopo che il Senato ha votato per dare una veloce pista preferenziale all’autorità del Presidente. Il TPP però deve essere davvero considerato come uno dei tre mega trattati progettati per fornire un controllo senza precedenti al mondo del commercio dei giganti multinazionali tra cui c’è Big Pharma e le grandi aziende Biotecnologiche.

Come sta incidendo il Sì al TPP

Le altre 2 parti sono il TTIP (transatlantico commerciale e partenariato per gli investimenti) e la Tisa (commercio in Accordo sui servizi); insieme il TTP, TTIP e TISA formano i 3 T-trattati per cementare la corporatocrazia come nostro capo globale. Il TTP è focalizzata su 12 paesi del Pacifico, che contribuiscono al 40% del PIL mondiale (Stati Uniti, Giappone , Australia, Perù, Malesia, Vietnam, Nuova Zelanda, Cile, Singapore, Canada, Messico, e Brunei), mentre il TTIP armonizza il commercio tra gli Stati Uniti e l’Unione europea. Il TISA include gli Stati Uniti, Unione europea, Australia e altri paesi (per un totale di 24) e mira a privatizzare il commercio mondiale dei servizi bancari, la sanità e i trasporti.

In particolare, nessuno dei paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) sono inclusi in una qualsiasi delle 3 T-Trattati e, come chiaramente hanno messo in discussione e turbato troppo l’élite denominata NWO anglo-americana. Obama, durante la sua presidenza è ora sul punto di spingere questi trattati attraverso  2 leggi: l’Affordable Care Act (Obamacare-la cura di Obama) e il TPP-TTIP-TISA (Obamatrade-il commercio di Obama). Allora, è interessante sapere di come  il gestore di Obama, Zbigniew Brzezinski, servitore dei Rockefeller, che sono i proprietario di Big Pharma e, il loro maggiore interesse per le altre società che beneficeranno maggiormente di questo .

VIDEO 

La stessa parola segretezza è ripugnante in una società libera e aperta

Tutti i trattati delle 3-T in questo momento è in fase di negoziazione e sono deliberatamente tenuti nascosti al pubblico. Sappiamo solo di loro grazie a Wikileaks. In realtà, la segretezza è stata così severa che non è stato consentito di prendere appunti con dispositivi elettronici, l’accesso è stato limitato ai soli membri dello staff del Congresso ottenuto con un apparato di alta sicurezza. Questo è quello che ha detto una statunitense (Barbara Boxer) riguardo la segretezza del TPP:

    “Beh, lasciate che vi dica, che cosa dovete fare per leggere e seguire questo accordo. Dovete indirizzare i componenti del vostro staff a munirsi di un nulla osta di sicurezza, perché Dio sa che questo è sicuro. Questa classificazione, non ha niente a che fare con la difesa. Non ha nulla a che fare con quello che è successo dopo l’ISIS. Non ha nulla a che fare con tutto questo, ma è classificato per la sicurezza. Così vado con il mio staff con quello che mi è stato consentito di portare con me, e non appena arrivo, la guardia mi dice, consegnate i vostri dispositivi elettronici.

    Va bene, io consegno i miei dispositivi elettronici alla guardia. Poi la guardia dice, non è possibile prendere appunti. Ho detto, non posso prendere appunti? Beh, è possibile prendere appunti, ma bisogna che io li possa vedere e poi io li metterò in un file. Così, ho detto, aspetta un attimo. Sono note prese camminando e strada facendo, e poi tu prendi le mie note portandole lontano da me, per poi metterle in un file, leggendo così i miei appunti?”

Se il TPP è davvero buono per gli americani, perché deve essere segreto? Perché non permettere a nessuno apertamente di leggere il testo e decidere per se stessi? “La parola segretezza è molto ripugnante in una società libera e aperta”, così come disse JFK nel suo famoso detto del 1961 al Waldorf-Astoria un discorso dove ha esposto l’influenza insidiosa che le società segrete stavano avendo sugli Stati Uniti. E’ stato ucciso perché andava contro questi gruppi segreti. Tra l’altro George HW Bush, che è stato pesantemente coinvolto con l’assassinio di JFK, faceva parte  di una società segreta come il Club del Teschio e Ossa all’interno della Yale University, così come altri, come il Bohemian Club i quali si impegnano fintamente (o realmente) nei rituali Satanici al Bohemian Grove.

Il TPP è una delle principali cause che allarmano i cittadini che vivono in un paese. Esso si rivolge ad alcuni dei vostri diritti fondamentali in materia di accesso alla conoscenza. Esso mina la capacità delle nazioni di decretare le proprie leggi per proteggere le proprie aziende e i cittadini. Così come ha scritto Julian Assange di Wikileaks:

    “Se verrà istituito, l’IP (Intellectual Property-la proprietà intellettuale) il regime del TPP andrebbe a calpestare i diritti individuali e la libertà di espressione, così calpesterebbe la creatività dei beni comuni e le menti intellettuali del popolo. Se leggere, scrivere, pubblicare, pensare, ascoltare, ballare, cantare o inventare; se sei una azienda o consumi alimenti; se ora sei malato e/o in futuro potresti ammalarti, il TPP ti ha nel suo mirino.”

Di seguito, ci sono 5 modi specifici che il TPP interesserà voi come un cittadino medio negli Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda o qualsiasi altra nazione.

#Effetto 1 del TPP: Indebolimento del salario minimo

Il modo più ovvio di male minore del TPP farà alla classe media americana è quello attraverso l’outsourcing dei posti di lavoro. Abbiamo già visto l’effetto disastroso del NAFTA in questo settore. Ora, i lavoratori americani dovranno competere con quelli del Vietnam (che ottengono un minimo salario di circa 52 centesimi l’ora) e anche in Messico (che ottengono un salario minimo di circa 62 centesimi l’ora). Lo sapevate che il Brunei non ha nemmeno un salario minimo? Perché una società deve pagare $ 15, $ 10 o anche 7,25 dollari quando potrebbe pagare i suoi lavoratori meno di 70 centesimi l’ora?

Come tutto questo ci può interessare: il TPP potrebbe significare che molte persone che lavorano in posti di lavoro con un minimo salario dovranno lavorare per meno, o perdere il loro lavoro definitivamente.

#TPP Effetto 2: più censura, meno la libertà di espressione

Internet è stata una spada a doppio taglio nella battaglia per la libertà. Esso ha permesso alla élite di condurre sulla popolazione una sorveglianza di massa senza precedenti; tuttavia, ha anche permesso una fantastica libertà di espressione e la rapida condivisione delle informazioni. Ora, più che mai, è possibile ottenere reali notizie e analisi su eventi che si manifestano, piuttosto che il solito giro di propaganda dei media mainstream. Per contrastare questo fenomeno, l’élite sta adottando la sua amata tattica del “copyright” come un metodo furtivo di emanare censura e soffocare la libertà di espressione. Naturalmente, non è certo con meno libertà di espressione che ci liberemo dai loro schemi di centralizzazione del potere.

Il capitolo del TPP sull’IP (Intellectual Property) I diritti mettono l’accento sull’estensione dei termini del copyright. Come la EFF (Electronic Frontier Foundation) che ha scritto il suo pezzo La Trappola del Copyright TPP:

    “Il meccanismo che corre verso l’alto nei termini di copyright arriva in un momento in cui Internet e altre tecnologie digitali hanno stimolato una rivitalizzazione di dominio pubblico a livello mondiale: una mole di opere che ha superato il diritto d’autore. Grazie alla distribuzione digitale, materiale di dominio pubblico è ora disponibile a livello globale quasi costo zero per lo studio, divertimento e il riutilizzo … Per oltre 20 anni si sono sommate le protezione del copyright per una appropriazione indebita di pubblico dominio. Questo inibisce la creazione di nuove opere che si basano sul passato e aggrava il problema delle opere orfane. Anche il Copyright dell’Office degli Stati Uniti ha indicato che il termine del copyright potrebbe essere troppo lungo, e le opzioni proposte per mitigare i suoi effetti deleteri”.

Anche blogger, autori, documentaristi e altri che vogliono utilizzare estratti di opere protette da copyright per scopi di critica possono essere limitati dal linguaggio proposto dei  tre step test “Three-Step Test”, che pone restrizioni nel farne uso. Questo capitolo del TPP inserisce anche nuove problematiche sul proprio ISP (Internet Service Provider), richiedendo loro di diventare polizie digitali. Saranno tenuti a sorvegliare ciò che i loro utenti fanno con l’accesso a Internet facendo rispettare la legge sul copyright!

Come tutto ciò potrà interessarci: il TPP richiederà alle nazioni firmatarie di adottare sanzioni penali per i colpevoli della violazione del copyright, il che significa che si potrebbe finire in carcere per il solo fatto di condividere della musica, video o altre cose in linea.

#TPP Effetto 3: Le corti aziendali private

Un’altra caratteristica inquietante del TPP è la spinta di IDIS (Risoluzione delle controversie che investono lo stato) tribunali che si sostituiscono ai tribunali giuridici e giudiziari delle nazioni. Questo è un altro passo verso il governo mondiale. Il meccanismo IDIS è essenzialmente una corte privata aziendale, un tribunale internazionale di avvocati privati, che avrebbero il potere di risarcire i soldi per le grandi società se hanno scoperto che le leggi di una nazione ha impedito alle società di fare soldi. In altre parole, le grandi società otterrebbero (avendo “perso il profitto”) dei dollari e il contribuente di quella nazione sarebbe tenuto a pagarne il conto!

L’ISDS costituisce un grave pericolo per la legge. Come sottolinea il senatore statunitense Elizabeth Warren in questo video dell’ISDS ha permesso di vedere le seguenti cose che accadano:

– Una società francese ha citato in giudizio l’Egitto perché l’Egitto ha aumentato il salario minimo;

– Una società svedese ha citato in giudizio la Germania perché la Germania ha cercato di eliminare gradualmente l’energia nucleare dopo il disastro di Fukushima;

– Una società olandese ha citato in giudizio la Repubblica ceca perché non ha tirare fuori dai guai una banca che la società olandese che in parte è di proprietà;

– La Philip Morris sta cercando di utilizzare ISDS per fermare l’Ecuador dall’introduzione di nuove leggi per proteggere il suo consumo di sigarette/tabacco.

Come tutto questo potrà interessarci: il mandato del TPP interesserà la vostra nazione che non sarà più in grado di fare leggi che vietano i prodotti tossici (ad esempio case farmaceutiche e farmaci, prodotti alimentari carichi di OGM, ecc.) e che avrà poco o nessun ricorso legale se farà del male, danneggiamenti o se si saranno persone avvelenate da loro.

#TPP Effetto 4: forti Brevetti, Più controllo per Big Pharma

John D. Rockefeller, l’istigatore dell’Impero Rockefeller, è stato segnalato per aver detto che la concorrenza è un peccato. Il suo impero petrolifero è diventato il supporto per la Big Pharma, ancora di proprietà dei Rockefeller fino a questo momento. Non è una sorpresa che il gioco sia sempre lo stesso: cercare di eliminare la concorrenza per ottenere il monopolio. Il capitolato del TPP sulla trasparenza (trasparenza e correttezza procedurale per i prodotti farmaceutici e dispositivi medici), in base alle analisi di Deborah Gleeson, è qualcosa che ha dato più potere alla Big Pharma:

    “Lo scopo presunto dell’allegato è quello di facilitare l’alta – qualità sanitaria, ma l’allegato non fa nulla per raggiungere questo obiettivo. E’ chiaramente uno scopo per soddisfare gli interessi dell’industria farmaceutica. Né questo fa nulla per promuovere il “libero commercio”: piuttosto specifica strettamente il funzionamento dei regimi dei paesi per sovvenzionare i prodotti farmaceutici e dispositivi medici, con l’obiettivo di fornire una più completa informativa, più strade ci sono per l’industria farmaceutica più influenza e maggiori opportunità ci saranno per l’industria farmaceutica per contestare il processo decisionale”.

Afferma inoltre che, il TPP “è il chiaro bersaglio dell’Agenzia Manageriale farmaceutica della Nuova Zelanda (PHARMAC)”, mentre altri hanno discusso di come le altre nazioni del TPP come l’Australia potrebbero essere costretti ad adottare lo stile sanitario USA – un sistema che uccide circa 225.000 persone all’anno (tra cui 106.000 per gli effetti negativi dei farmaci della Big Pharma) questo, secondo lo studio del Dr. Starfield. Questa disposizione mira anche a rendere molto difficile per i produttori di farmaci generici di competere con i farmaci di marca di Big Pharma. L’idea è quella di forzare tutte le altre nazioni con il TPP fuori degli Stati Uniti e di utilizzare solo i farmaci di marca. Inoltre, lo sapevate che Big Pharma attraverso il TPP sta spingendo per brevettare su animali metodi chirurgici? Come può eventualmente Big Pharma pretendere di avere l’esclusiva per poter brevettare su di un animale? Data la lunga tradizione dei brevetti non è mai stato concesso di brevettare cose che esistono in natura?

Questo potrebbe interessarvi: Vi piacerebbe se un domani un chirurgo dice a  lui/lei non posso operarti perché è una particolare tecnica chirurgica che è stata protetta da copyright e quindi è  proprietà privata? Perché dovrei pagare di più per una “marca” medicinale perché esattamente lo stesso tipo del tipo generico che è volutamente non disponibile?

#TPP Effetto 5: Meno Protezione Ambientale

Le funzioni nel capitolo ambientale del TPP è visto più come un esercizio di PR che di ogni altra cosa. Ci sono poche clausole o nessun meccanismo in esso contenute che possono essere applicate. Il Sierra Club, World Wildlife Fund e Consiglio Nazionale Resources Defense ha pubblicato un’analisi congiunta che ha concluso che il TPP è stato un passo indietro da un accordo del 2007 sotto l’amministrazione Bush. Ecco cosa crivono:

    “Invece di obbligare i paesi ad adottare il TPP, bisogna mantenere e implementare le leggi, i regolamenti e tutte le altre misure obbligatorie da adempiere ai sensi del MEA e sottoporre tali obblighi alla composizione delle controversie, ogni paese del TPP è semplicemente impegnato ad “affermare il suo impegno” attuando il MEA per cui è una delle parti (art SS.4.1).

Quindi il punto di riferimento è stato cambiato da essere richiesto per legge ad adottare e attuare la politica ambientale affermando l’impegno – e diversamente portati di fronte alla corte verranno multati se non lo fanno. Pensate che una società senz’anima e i loro sociopatici amministratori delegati siano abbastanza onorevoli per sostenere gli standard ambientali senza essere legalmente e finanziariamente costretti?

(…) Mi ricorda di come il costituzionalista presunto Barack Hussein Obama ha giurato di difendere gli Stati Uniti e la sua Costituzione, procedendo poi ad eliminare le persone nelle liste  extragiudiziali (compresi i cittadini americani residenti all’estero) firmando leggi come il NDAA che permette al governo degli Stati Uniti di detenere americani indefinitamente senza accusa né processo (Il 4° emendamento dice qualcosa a qualcuno?).

Come ciò ci interesserà: aspettiamoci meno tutela dell’ambiente e molti più modi che la corporatocrazia potrà avvelenare l’ambiente senza dover affrontare alcuna conseguenza legale o finanziaria.

Il Pacific Partnership Trans è un altro trampolino di lancio per il totalitario Nuovo Ordine Mondiale, con la creazione graduale e la fusione dei sindacati economici e accordi di libero scambio. Spargi la voce.

Fonte: http://www.pakalertpress.com/

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