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Il Giochetto …

Vogliono farvi litigare!  

di Marco Cedolin

Quando contro ogni previsione un paio di settimane fa, dopo 88 giorni di tira e molla, confusione e veti presidenziali, il governo Conte vide finalmente la luce, fu subito chiaro a tutti come si sarebbe trattato di un percorso ad ostacoli assai accidentato, dal momento che il suo incedere sarebbe stato ostacolato con tutti i mezzi possibili, leciti ed illeciti. 

Le forze (nazionali e non) che da sempre detestano gli italiani e li vogliono prostrati e con il capo chino sono coscienti di avere ancora fra le proprie mani un potere immenso. Gestiscono praticamente la quasi totalità dell’informazione cartacea e televisiva, gestiscono il 90% degli uomini dello spettacolo, gestiscono i sindacati, gestiscono il sistema bancario e la finanza. Gestiscono in parole povere quasi tutte le leve del potere, anche se in questa occasione, per quello che mi piace considerare uno strano scherzo del destino, non sono riusciti a gestire il voto degli italiani…. 

Il loro unico e vero nemico oggi non è costituito da Salvini o Di Maio, ma dall’opinione pubblica, perché il governo Conte non è in questo momento sostenuto solamente dagli elettori di Lega e 5Stelle, ma anche da molti altri milioni di italiani (come me) che hanno votato altro o non hanno votato affatto e gode di una popolarità mai sperimentata in tempi recenti.  

Di fronte ad una situazione di questo genere, ogni rimbrotto di un politico di opposizione, ogni sparata di un guitto da salotto, di un banchiere o di un imprenditore compiacente, non fanno che rafforzare il sostegno popolare al governo e questo non può che essere chiaro anche a chi ha fatto dell’arroganza e della supponenza una ragione di vita.  

L’unica arma rimasta nelle mani di questi signori (ma si tratta di un’arma potentissima) è il dividi et impera che nella fattispecie deve concretarsi nel dividere Di Maio da Salvini o più precisamente nel provocare un profondo scollamento fra i sostenitori di 5S e della Lega, affinchè si rivoltino gli uni contro gli altri.  

Sapendo che esiste un terreno fertile in questo senso, stanno spendendo ogni energia per far si che tale scollamento si concretizzi. Alimentano polemiche e litigi, ricamando fra le pieghe di ogni affermazione fatta da Salvini, diffondono sondaggi totalmente privi di ogni valenza statistica per indurre l’elettore di 5S a pensare che la Lega stia cannibalizzando il proprio movimento e quello della Lega a fantasticare sul fatto che qualora si tornasse ad elezioni il suo partito diventerebbe la prima forza politica in Italia. Seminano zizzania e malumore in tutte le maniere possibili, 

praticando il “giochetto della questura” dove i due sospettati vengono convocati ciascuno in una stanza e ad entrambi viene fatto credere che il complice ha già confessato facendo il suo nome. Insomma giocano sporco che più sporco non si può, senza porsi alcun problema, sia perché sono totalmente privi di ogni etica e non hanno alcun rispetto per il cittadino, sia perché la posta in gioco è altissima. 

Ora tocca a voi, italiani, elettori di Lega e 5S o meno, decidere se cadere nel tranello che vi riporterà a strisciare con il capo basso o se tenere la testa alta con fierezza e mandarli tutti a quel paese, giudicando il governo per quel poco che riuscirà a fare, ma che sicuramente non hanno mai fatto coloro che l’hanno preceduto.   

http://ilcorrosivo.blogspot.com/ 

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Almanacco di marzo 2018

Putin: Usa fermatevi, abbiamo missili iper-sonici ‘imparabili’

Scordatevi di passarla liscia, dopo aver colpito la Russia con un “first strike”, un attacco nucleare preventivo come quello lungamente accarezzato dai neocon annidati alla Casa Bianca sotto la presidenza Obama: Mosca dispone di armi nuovissime e micidiali, in grado di annullare l’intero arsenale balistico statunitense. Ha del clamoroso, il recente annucio di Putin: i russi hanno a disposizione armamenti fino a ieri inimmaginabili. Missili atomici intercontinentali fulminei, non intercettabili: viaggiano a una velocità pari a 20 volte quella del suono, e non in base a un’orbita prestabilita. I missili Avangard e Sarmat sono a guida remota, pilotati a distanza e diretti sul bersaglio, su cui piombano dopo un volo a bassissima quota. In più, la Russia annuncia di aver varato il primo drone sommergibile della storia, un natante senza pilota in grado di filare a 200 chilometri orari a grande profondità, anch’esso armato con missili atomici. «Non esiteremo a impiegare questi armamenti – avverte Putin – per difendere il suolo russo e anche i nostri più vicini alleati». Il che, tradotto, «significa una sola cosa: la protezione strategica russa si estende alla Cina», sostiene Giulietto Chiesa su“Pandora Tv”. Di colpo, l’annuncio del Cremlino vanifica 15 anni di continue provocazioni da parte degli Usa, che hanno sostanzialmente accerchiato la Federazione Russa. Continua QUI

Tenere Trump e Netanyahu fuori dal carcere: Israele pianifica un attacco alla Siria con Trump, la Russia tradita

Trump sta minacciando la guerra nucleare a meno che Mueller non si ritiri dalle accuse contro il presidente. Questo è più che “distrazione”, questa è la vera “arte del patto”, il vero Trump, un gangster di New York armato di armi nucleari.

Gli Stati Uniti e Israele prevedono di utilizzare armi nucleari tattiche sviluppate segretamente per decapitare la Siria. Queste armi sono state sviluppate dal 1994 e sono state prodotte e dispiegate usando fondi preventivati ​​destinati a modernizzare la bomba nucleare B61. Includono armi nucleari “salate” con una carica di kiloton, molto piccola, che accecherà il radar russo e distruggerà le comunicazioni russe in Siria.

Trump ha appena licenziato il Segretario di Stato Tillerson per far avanzare la questione.

Tillerson è stato avvertito di rimanere in silenzio o di essere ucciso.

Nell’attentato all’attacco pianificato, due aerei russi sono stati abbattuti, uno in Siria, uno in Russia, parte di un piano per influenzare le elezioni russe. A Trump è stato detto che la Russia non risponderà a causa delle prossime elezioni.

Il piano si svolgerà nelle prossime 36 ore, a cominciare da un massiccio attacco missilistico a Damasco e dagli attacchi aerei statunitensi e israeliani per decapitare la Siria e uccidere il presidente Assad. La guerra di propaganda contro la Siria, amplificata al massimo negli ultimi giorni, è il “set up”. Continua QUI (L’articolo è in lingua inglese)

Rapporto MIL€X 2018: la spesa militare italiana per il 2018

I dati dell’Osservatorio Milex: la spesa militare vale l’1,4% del Pil. Pesa, oltre ai bilanci di Difesa, l’aumento dell’importo destinato al ministero dello Sviluppo per l’acquisto di nuovi armamenti. E una quota è destinata al Nuclear Sharing, le spese di mantenimento dell’arsenale nucleare Usa dislocato in Italia

Ammonta a 25 miliardi di euro la spesa militare italiana per il 2018, l’1,4 per cento del Pil, con un aumento del 4 per cento rispetto al 2017. Si tratta ormai di una tendenza di crescita avviata dal governo Renzi (con un 8,6 per cento in più rispetto al 2015) che non accenna a fermarsi. Nel 2018, infatti, crescono anche il bilancio del Ministero della Difesa (21 miliardi, il 3,4% in più rispetto al 2017) e i contributi del Ministero dello Sviluppo Economico all’acquisto di nuovi armamenti (3,5 miliardi di cui 427 milioni di costo mutui, ossia il 115% in più nelle ultime tre legislature).

A rivelarlo è il Rapporto MIL€X 2018,(1) (2) a cura di Enrico Piovesana, cofondatore dell’osservatorio sulle spese militari italiane e di Francesco Vignarca della Rete italiana per il Disarmo. Il dossier è stato presentato oggi presso la sala stampa della Camera dei Deputati alla presenza di Daniel Högsta, coordinatore della campagna ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), premio Nobel per la Pace 2017. Continua QUI

ACCELERAZIONI E SEGNI

di Maurizio Blondet 

Erdogan fa’ il saluto dei Lupi Grigi,  il gruppo  di estrema destra laicista

Oppure invoca l’aiuto del Superiore?

Tillerson cacciato: è  guerra all’Iran. 

Trump ha cacciato Tillerson e l’ha sostituito con Mike Pompeo, capo della CIA.  Il motivo è che Tillerson non era a favore del rigetto, da parte americana,   del patto sul nucleare con l’Iran; il che significa  che hanno vinto i neocon, che la  guerra a Teheran tanto desiderata da Sion si sta avvicinando (Netanyau era venuto a chiederla  pochi giorni fa in USA).  La nomina di Pompeo significa che anche la guerra in Siria continuerà e   anzi avrà un’escalation: i j vogliono la rivincita.  Mentre Tillerson viene cacciato senza nemmeno una letterina di addio, John McEntee, assistente personale del  presidente, è stato accompagnato fuori dalla Casa Bianca dalle guardie, che gli hanno impedito anche di raccogliere i suoi effetti personali.

Come ha scritto Zero Hedge, la Casa Bianca di Trump sta perdendo un alto membro dello staff ogni 17 giorni. Continua QUI

Carpeoro: avremo la solita merda, perché votiamo con odio

Nessuno si faccia illusioni: alla fine delle procedure istituzionali di rito, lente e macchinose, al governo ci sarà il solito schifo, fatto di politici “dimezzati” e proni ai diktat dell’élite finanziaria. Detto in francese: «Avremo la solita merda». Motivo? «Abbiamo votato come sempre: contro qualcuno, anziché per qualcosa. Ha vinto l’odio, ancora una volta. Inevitabile, quindi, che il risultato finale sia il nulla, il vuoto assoluto». Gianfranco Carpeoro non ha dubbi: nascerà comunque un governo, perché la “sovragestione” dei poteri forti teme un unico scenario, quello di nuove elezioni. Quale governo? Dipende dalla formula che alla fine prevarrà, dopo aver in ogni caso rottamato Matteo Renzi: l’ex premier «verrà “garrotato” lentamente, in modo che si tolga di mezzo e cessi di ostacolare l’unica soluzione percorribile, cioè quella di un esecutivo sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dal Pd», opportunamente de-renzizzato. La sortita di Emiliano, che tifa per la convergenza verso i grillini? «Una candidatura personale, nel caso nel Pd prevalga la tentazione di un’alleanza aperta coi pentastellati». La discesa in campo di Calenda? Solo una variazione sul tema: «Sarebbe lo scivolo perfetto per riproporre la candidatura di Gentiloni, come capo di un “governo del presidente”, in ogni caso sempre sostenuto dai 5 Stelle e dal Pd senza più Renzi», ridotto al ruolo di semplice senatore e di fatto isolato, anche se a capo di una nutrita pattuglia di parlamentari a lui fedeli.  Continua QUI

APPELLO DEL COMITATO NO GUERRA NO NATO NO ALLE BOMBE NUCLEARI IN ITALIA 

Sono in fase di sviluppo negli Stati Uniti – documenta la U.S. Air Force – le bombe nucleari B61-12, destinate a sostituire dal 2020 le attuali B61 installate dagli Usa in Italia e altri paesi europei.

La B61-12 – documenta la Federazione degli scienziati americani (Fas) – non è solo una versione ammodernata della B61, ma una nuova arma nucleare: ha una testata nucleare a quattro opzioni di potenza selezionabili, con una potenza media pari a quella di quattro bombe di Hiroshima; un sistema di guida che permette di sganciarla a distanza dall’obiettivo; la capacità di penetrare nel terreno per distruggere i bunker dei centri di comando in un attacco nucleare di sorpresa.

Le B61-12, che gli Usa si preparano a installare in Italia, sono armi che abbassano la soglia nucleare, ossia rendono più probabile il lancio di un attacco nucleare dal nostro paese e lo espongono quindi a una rappresaglia nucleare. Secondo le stime della Fas, gli Usa mantengono oggi 70 bombe nucleari B61 in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi-Torre), 50 in Turchia, 20 rispettivamente in Germania, Belgio e Olanda, per un totale di 180. Nessuno sa però con esattezza quante effettivamente siano le B-61, destinate ad essere sostituite dalle B61-12.

Foto satellitari – pubblicate dalla Fas – mostrano che, per l’installazione delle B61-12, sono già state effettuate modifiche nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre.

L’Italia, che fa parte del Gruppo di pianificazione nucleare della Nato, mette a disposizione non solo il suo territorio per l’installazione di armi nucleari, ma – dimostra la Fas – anche piloti che vengono addestrati all’attacco nucleare con cacciabombardieri italiani sotto comando Usa. Continua QUI

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Domenica 4 marzo – Il capriccio che governa le genti

At enim quis reprehendet quod in parricidas res pupublicae decretum erit? Tempus dies fortuna, quoius lubido gentibus moderatur.

Mi si dirà: chi potrà biasimare quanto si sarà stabilito contro dei traditori? Le circostanze, il tempo, la sorte, il cui capriccio governa le genti. Gaio Sallustio Crispo

Almanacco di febbraio 2018

 Il voto utile? Si, per farvi spennare

Matteo Beringhi
(L’articolo è del 2013.. N.d.C.)
 

La gara dei polli sta per iniziare. Si stanno raccogliendo le scommesse su chi vincerà. Il tifo è alle stelle e la lucidità mentale è sparita da tempo

Ormai si combatte a colpi di slogan collettivisti e di tale idiozia da ritenere il tifoso privo di capacità mentali: dai redditi di cittadinanza regalati nelle patatine, alla restituzione delle tasse pagate, fino all’abbassamento delle tasse da parte di colui che le ha aumentate ieri, oggi e domani decidendo aumenti per il prossimo lustro (IVA, imposte sui bolli, TARES, multe), ce n’è da sbizzarrirsi. 

E’ la sagra del collettivismo, l’importante è spararla grossa, apparire sui giornali, sulle vignette in Facebook, esaltare la propria tifoseria, illuderla, comprarla con qualche panzana. 

Ormai il popolo crede che il governante possa fare quello che vuole una volta al potere, è disposto a dargli ancora più potere e privarsi di ogni libertà, purché il processo di irresponsabilizzazione continui e sia qualcun altro a pagare il pasto che oggi viene consumato (illusoriamente) gratis. 

Il conto sarà salato, ma tanto pagherà il perdente…Continua QUI

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 FINALMENTE UN FARO PER L’ECONOMIA DELL’ITALIA. 

di Paolo Barnard

Devo delle scuse, da critico feroce che sono del Pollitalico Pollaio e della sua arretratezza in tutto, a una rara cima che si è elevata in questo Paese, finalmente. E’ Banca Intesa. Nell’indifferenza dei nostri media generici, è invece accaduto che Banca Intesa abbia organizzato un evento capitale e illuminato per l‘economia italiana, e persino con un precedente clamoroso. Lo dichiaro con sollievo ad alta voce: finalmente un faro in Italia. Ecco i fatti molto riassunti ma impressionanti: continua QUI

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Dipendente aeroportuale: vi spiego come impiegano gli aerei commerciali per la geoingegneria
(interessante nota politica al minuto 18:30 nda) 

 

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Banche, treni, aerei, latte e gioielli: perché l’Italia è in vendita

di Alberto Negri

Fonte: Alberto Negri

L’Italia è terra di conquista degli investitori stranieri? E’ un’impressione che si rafforza con il passaggio dei treni di Italo al fondo Usa Global Infrastructure Partners che ha messo sul piatto un’offerta da 2 miliardi di euro (1,98 più i debiti della società che ammontano a quasi 450 milioni). Non sarà certo questo l’ultimo annuncio di acquisizione nel settore trasporti, anzi si attende anche quello per Alitalia. 
Per la compagnia di bandiera è tornata in corsa anche Air France – Klm che guarda con interesse ad Alitalia ma temporeggia in attesa dell’esito delle elezioni del 4 marzo. Il matrimonio mancato del 2008 e il divorzio consumato nel 2014, quando la compagnia transalpina è uscita definitivamente dal capitale Alitalia, bruciano ancora e il gruppo franco-olandese si muove con cautela. 
Ma la posta in gioco è alta. La pressione dei concorrenti si fa sentire e il gruppo franco-olandese è stretto tra Iag (British Airways, Iberia, Aer Lingus e Vueling) e Lufthansa che negli anni scorsi ha incorporato Swiss Air, Austrian Airlines e Brussels Airlines. Non solo. In gioco c’è il futuro dell’alleanza transatlantica tra Air France – Klm, Delta Airlines e Alitalia. Se Air France-Klm non si sbriga rischia di ritrovarsi isolata perchè il rischio è che prevalga la Lufthansa piuttosto che Easyjet. COntinua QUI
 
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(in controtendenza nda) 
Italo agli Americani, mentre i nostri Fondi dormono

Leggi l’articolo QUI

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 Hai scelto di donare i tuoi organi e ancora non lo sai  

Posted by Federica

Ecco quello che devi sapere prima di decidere se donare i tuoi organi:
1- Si dona da vivi o da morti?
I critici ha l’idea che la domanda: “Vuoi donare gli organi dopo la morte?’ non sia corretta. Essi dichiarano che si dona da vivi anche se in coma profondo, infatti anestetizzano le persone ‘decedute’ per prelevare gli organi. Da qui deriva l’affermazione per cui per salvare un malato tramite trapianto c’è la neccessità ucciderne un’altra persoan, che forse avrebbe potuto svegliarsi. Se avesse avuto più di 6 ore di tempo o fino a 24 ore per i bambini molto piccoli. 
6 ore
6 ore di coma che viene definito “irreversibile” da molti vengono considerate un’attesa troppo breve. La legge precedente all’attuale prevedeva 12 ore e in quella ancora precedente ben 24. Questa modifica appare decisamente sconcertante a molti per l’assenza di giustificazioni adeguate.
Aggiungiamo che la dichiarazione di morte cerebrale è prevista anche nel caso in cui il cuore è fermo da 20 minuti. La cosa potrebbe sembrare ovvia, ma riportiamo più avanti casi di pazienti con una ‘pausa’ molto più lunga, che sono ‘risuscitati’. 
La decisione va ai parenti
In caso di coma improvviso e più frequente dopo un incidente, i parenti che non si oppongono alla “donazione” del familiare e ne decidono la morte dopo 6 ore di coma, mentre alcuni si oppongono e fermano i sanitari, che di fatto sono costretti ad aspettare…anche se per legge dovrebbero lasciare andare il paziente alla morte dopo 6 ore ed alla fine, i familiari ed amici possono sempre sostituirsi alla istituzione sanitaria nel pagare le spese per dargli una possibilità di ritornare, in un tempo maggiore.
I “parenti” previsti dalla legge 91/99 art. 3 sono nell’ordine: “Il coniuge non separato, il convivente dichiarato tale all’anagrafe, o in mancanza, i figli maggiori di età, o in mancanza i genitori ovvero il rappresentante legale” Per i figli minori lo stato di donatore ha valore solo se manifestato da entrambi i genitori. Continua QUI
 
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ELOGIO DI PIPPO BAUDO (E DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA) 
 
di Turi Comito 
Mi sono fissato con Sanremo. Ormai, a cena, se non lo vedo non mangio. Mi fa molto riflettere. Ieri sera ad esempio, dopo avere visto l’ultra novantenne svolazzare in aria come Heather Parisi quando aveva dodici anni, volevo suicidarmi. Poi ho rinunciato perché avevo sonno e sono andato a dormire.
Stasera invece mi sono visto il monologo di Pippo Baudo.
Ovvero: applausi, ovazioni, commoventi ricordi, aneddoti strappalacrime e strapparisate, scoperte inaudite (la Hunziker fidanzata durante l’iniziale eterna gioventù con un barbiere catanese), ringraziamenti di massa e personalizzati.
E mi sono messo a pensare… cntinua QUI
  
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 Matteo Salvini al Festival di Sanremo, in piena par condicio. 

E la Rai che fa? 

di Redazione Blitz
SANREMO – Matteo Salvini al Festival di Sanremo, a meno di un mese dalle elezioni politiche e dunque in piena par condicio. E’ giusto o no che uno dei leader dei partiti che prenderanno più voti associ la sua faccia a uno degli eventi più popolari d’Italia? E come si comporterà la Rai, tv pubblica? Inquadrerà Salvini (con la sua fidanzata Elisa Isoardi, tra l’altro conduttrice proprio in Rai) oppure per rispetto della par condicio lascerà correre? Di certo la quarta serata di Sanremo è destinata a suscitare polemiche politiche. Continua QUI
 
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La Russia ha gli Stati Uniti per le palle in Siria  

… di Jonas E. Alexis 

La Russia ha umiliato di nuovo gli Stati Uniti. Le forze americane sono in Siria per “beni economici”, hanno detto i funzionari russi. Non sono lì per combattere il terrorismo o per stabilire la pace nella regione. No, sono lì per creare problemi, hanno dichiarato funzionari russi. [1] E hanno le prove per dimostrarlo: 

“Il Ministero della Difesa si riferiva a un incidente avvenuto martedì nella provincia di Deir Ez-Zor, mentre un’unità di milizia siriana si stava muovendo contro una” cellula dormiente “dello Stato islamico (IS, ex ISIS). L’operazione è stata provocata da un’ondata di bombardamenti sulle posizioni delle forze del governo siriano nella zona negli ultimi giorni, attribuite alle attività segrete dei terroristi dell’IS, ha detto il ministero in una dichiarazione di giovedì.

“Un’unità della milizia filogovernativa stava conducendo una missione di ricerca di ricognizione il 7 febbraio vicino all’ex impianto di lavorazione del petrolio di Al-Isba. Mentre erano lì, i miliziani caddero a sorpresa sotto i colpi di un mortaio e un bombardamento MRLS, e furono attaccati dagli elicotteri della “coalizione internazionale” guidata dagli Stati Uniti. ” [2] 

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha recentemente affermato … leggi l’articolo in lingua inglese QUI 

Uno su due ha smesso di votare

Voto inutile? Non per sempre: gli italiani sono in sciopero

Sempre sicuri che un terzo dell’umanità si starebbe risvegliando dal letargo, come scrive l’analista geopolitico Fausto Carotenuto?

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il 9 ottobre 2013 nella sala stampa di palazzo Chigi durante una conferenza stampa dei ministri del Pdl.
ANSA/ GUIDO MONTANI

L’Italia è il paese in cui ha il coraggio di ripresentarsi alle elezioni Beatrice Lorenzin, addirittura alla guida di una coalizione centrista, non paga di aver appena mandato nel panico milioni di famiglie, insieme alle scuole e alle Asl, con la valanga di vaccinazioni imposte senza l’ombra di un’emergenza sanitaria in atto. Tutti i sondaggi in vista delle politiche 2018 danno i 5 Stelle come primo partito, verso il 30%, ma il centrodestra in lievissimo vantaggio, sommando i voti dell’intramontabile Berlusconi a quelli (in calo) della Lega di Salvini, fatalmente annacquatasi nell’alleanza col Cavaliere, fattosi conciliante con Bruxelles.

Dopo la grana Boschi-Etruria, lo stesso Renzi appare in discesa libera, addirittura al 22,8% secondo Ixè, anche per colpa dell’altra fenomenale novità del prossimo 4 marzo, il cartello “Liberi e Uguali” capitanato da due new entry della politica italiana come D’Alema e Bersani, alle spalle degli entusiasmanti Grasso & Boldrini. E’ tutto qui il presunto risveglio degli italiani? Nient’altro, in vista, per gli elettori stufi di farsi prendere in giro da politici che in realtà si limitano da decenni a obbedire a diktat stranieri, soprattutto finanziari?

Negli ultimi mesi, è diventato rovinosamente evidente il ruolo di “gatekeeper” del Movimento 5 Stelle, in un certo senso rivendicato dallo stesso Grillo, anni fa: non ci fossimo noi, ci sarebbero le barricate in strada. Finora, dai 5 Stelle, non una parola sulle guerre Nato che minacciano la sicurezza strategica italiana, a cominciare dalle tensioni con la Russia (già costate miliardi, al made in Italy, in termini di mancato export dopo le sanzioni inflitte a Mosca)

Soprattutto, i grillini non hanno ancora formulato una ricetta per il problema numero uno, la drammatica crisi economica. Insistono nel proporre un “reddito di cittadinanza”, cioè la paghetta per la rassegnazione definitiva al peggio, pagata peraltro facendo solo la cresta agli “sprechi”. L’Europa “matrigna”? Grillo ha tentato di smarcarsi da Farage, a Strasburgo, per approdare tra gli ultra-europeisti dell’Alde, vicini a Monti, l’uomo del rigore. L’euro? Peggio che andar di notte: quando ormai tutti gli economisti del mondo spiegano che la moneta unica è una trappola mortale per l’Italia, la pentastellata Laura Castelli confessa, in televisione, che a un eventuale referendum sull’euro non saprebbe come votare.

Di fronte a questo tipo di offerta, è facile intuire che l’oceano dell’astensionismo crescerà ancora – ma secondo Aldo Giannuli si illudono, Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa, se sperano di far breccia nel non-voto con una proposta last minute: «Ammesso che riescano a presentare le liste, c’è il rischio che non raggiungano neppure l’1%». Realisticamente, numeri alla mano, lo spettacolo che ci attende non è allegro: l’ennesimo “inciucio” tra Renzi e Berlusconi o un’alleanza tattica tra D’Alema e Di Maio, che si sta accreditando come un possibile premier rassicurante per i poteri forti, uno che si guarderà bene dal cambiare qualcosa.

In entrambi i casi, molti analisti ritengono che le urne produrranno un esecutivo zoppo, di breve durata. Motivi di consolazione? Uno, forse: i milioni di italiani che, magari a torto, nel 2013 presero per buona la freschezza dei 5 Stelle, mandando in tilt l’establishment politico. Poi il seguito è cronaca, a cominciare dalla commedia romana della Raggi. Ma quei voti-contro, espressi ormai quasi cinque anni fa, restano un monito, sommati al gesto dei milioni di italiani che hanno disertato le urne per protesta e sfiducia. Uno su due ha smesso di votare; degli altri, e quasi uno su tre voterà 5 Stelle, illudendosi che serva a qualcosa. Tradotto: in larga maggioranza, l’Italia ha già bocciato questa politica. Prima ancora delle elezioni.

http://www.libreidee.org/2018/01/voto-inutile-non-per-sempre-gli-italiani-sono-in-sciopero/

Anteprima – Almanacco di settembre 2017

Soros, il problema indicibile

 di Enzo Pennetta – 01/09/2017 

Fonte: Enzo Pennetta
La nazione è sottoposta all’ingerenza di un singolo personaggio che esercita un potere illecito e che, secondo le moderne definizioni, è in guerra contro l’Italia.

La presa esercitata da George Soros sull’Italia è andata chiarendosi negli ultimi tempi, un contributo rilevante è stato fornito da Daniel Wedi Korbaria, un eritreo che vive a Roma dal 1995, sulle colonne del sito Media Comunità Eritrea. Nell’articolo si rimanda ad un episodio avvenuto nel 2010 e precisamente all’offerta fatta a George Soros dall’allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi, di ospitare nello storico edificio delle Murate un centro di rifugio per ‘blogger perseguitati’. In pratica il futuro Premier italiano ha cercato Soros per offrirgli un “regalo”, ma vediamo cosa diceva il Corriere di Firenze in quell’occasione:

La fondazione Soros ha accettato di aderire al gruppo di lavoro per creare «case rifugio» per i blogger dissidenti. Ventiquattro attivisti, giornalisti del web, che non possono più vivere nei paesi di provenienza perché perseguitati, abiteranno alle Murate, dal 2011. L’Open society institute & Soros Foundation, «braccio armato» (virgolettato nell’originale ndr) del discusso finanziere Soros, negli anni ha finanziato molte associazioni e gruppi indipendenti che lottavano contro i regimi: tra i primi, Solidarnosc in Polonia e il movimento che ha portato alla «rivoluzione delle rose» in Georgia. E ora la fondazione, per bocca del presidente Aryeh Neier, ha accettato di partecipare alla creazione di questo centro.

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Wikileaks: Clinton, Obama e Soros hanno rovesciano Papa Benedetto XVI

Un gruppo di leader laici cattolici hanno chiesto al presidente Trump di indagare le loro richieste su Soros, Obama e Clinton che hanno organizzato un colpo di stato in Vaticano con l’installazione del radicale di sinistra Papa Francesco

 
Papa Benedetto XVI ha regnato come primo vescovo della Chiesa cattolica tra il 2005-2013 prima che inaspettatamente desse le dimissioni in circostanze insolite diventando il primo Papa a dimettersi dai tempi di Papa Gregorio XII nel 1415, Benedetto è ampiamente considerato il primo a farlo di propria iniziativa dopo Papa Celestino V nel 1294. Nulla di sconvolgente… 
 
Tuttavia un gruppo di leader cattolici che si chiama “Catholic Spring” cita nuove prove rinvenute nelle e-mail diffuse da WikiLeaks per rivendicare che Papa Benedetto XVI non ha in realtà dato le dimissioni di propria iniziativa, ma è stato spinto fuori Vaticano da un vero e proprio colpo di stato. 
 
Muscoli politici e potere finanziario, queste le “macchine” usate dalla diplomazia statunitense: George Soros, Barack Obama e Hillary Clinton per costringere con tangenti e ricatti il “cambio di regime” nella Chiesa cattolica romana al fine di sostituire il “conservatore” Benedetto XVI con l’attuale “radicale di sinistra” Papa Francesco. Continua QUI

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VOTARE E’ PERFETTAMENTE INUTILE. CHIUNQUE VINCA DOVRÀ LIMITARSI AD APPROVARE L’AGENDA IMPOSTA DALLA MASSONERIA MONDIALISTA

 di Francesco Maria Toscano

In quella che i servi del regime chiamano pomposamente “democrazia”, il cittadino conta solo una volta ogni cinque anni, nell’atto cioè di inserire una scheda nell’urna per indicare il partito da sostenere. Punto. Finite le elezioni il cittadino ritorna a non contare nulla, mentre i “suoi rappresentanti” in Parlamento possono tranquillamente fare l’esatto contrario di quanto promesso in campagna elettorale, cambiare casacca, schieramento e vendersi brillantemente al maggiore offerente.

Prendete il caso Alfano. Eletto con Berlusconi nel 2013, il prode ministro degli esteri si è poi calato nel ruolo di stampella del Pd per cinque lunghi anni, fregandosene altamente dei desideri dell’elettorato. Le elezioni sono solo una grande presa in giro, perché l’oligarchia decide le riforme da approvare o da bocciare sulla testa di politicanti corrotti ed eterodiretti da poteri massonici e finanziari. 

Chiunque vinca le ricette saranno sempre le stesse: “riforme strutturali”, “privatizzazioni”, “smantellamento di welfare e pensioni” e “distruzione del diritto del lavoro”. Il Pd insieme a Forza Italia e ai centristi ha già dato prova sotto il governo Monti di volere assecondare e sostenere le mire sterminatrici dei massoni mondialisti che hanno apparecchiato questo nuovo e ingegnoso Olocausto in salsa tecnocratica, mentre i partiti “antagonisti”- Lega e Movimento 5 Stelle- possono ancora sventolare una presunta patente di verginità. Continua QUI

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 Immigrazione e banlieue come armi di destabilizzazione

 

Con sempre maggiore frequenza appaiono notizie di attacchi a centri d’accoglienza, di crescente disagio sociale nelle periferie delle città, di un’insofferenza montante verso l’ondata migratoria che sta investendo il Paese. Le forze dell’ordine, sempre più spesso, sono chiamate a soffocare le proteste contro l’insediamento di nuovi immigrati nei centri urbani. Un effetto collaterale dell’esodo africano incentivato dalla UE/NATO, dalla Chiesa di Jorge Mario Bergoglio, e dal compiacente governo italiano? No, è ormai evidente che uno dei principali obbiettivi dell’ondata migratoria sia proprio quello di destabilizzare la società dei Paesi europei, Germania ed Italia in testa. Man mano che l’impero angloamericano collassa, cresce il bisogno di esportare caos all’estero. Continua QUI

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Sono pazzi, dicono ancora che l’Ue si possa democratizzare
 

Mettetevelo in testa: l’Unione Europea è finita, non è riformabile. E’ la sintesi che fornisce Carlo Formenti su “Micromega”, commentando il numero di maggio-giugno della rivista “Il Ponte”, intitolato “Un’altra Europa”, con 10 mini-saggi firmati da autori come Ernesto Screpanti, Luciano Vasapollo, Giorgio Cremaschi nonché Marco Baldassari, Diego Melegari e Stefano Zai. 

Fine dell’illusione riformista, nessuna possibile «evoluzione democratica delle istituzioni comunitarie». Tesi scolpite nel marmo: la natura dell’Ue è «costitutivamente oligarchica».
 
Peggio: «Principi e valori dell’ordoliberalismo tedesco ne ispirano il progetto». C’è ormai una «presa d’atto della natura neocoloniale della relazione fra Germania e paesi dell’area mediterranea e dell’Est europeo».
 
Tutti concordi sulla «necessità di rompere con la Ue e di dare avvio a processi alternativi di aggregazione fra paesi periferici». Sbagliato, scrive Formenti, considerare “un errore” la politica economica europea «nel ritorno al dogma dello Stato minimo, tipico del liberismo classico». Sbagliato pensare «che tale errore sia correggibile attraverso il ritorno a politiche neokeynesiane». Con Bruxelles la partita è persa, resta solo la fuga. Continua QUI

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L’origine delle ONG
 
 

Il libro di Engdahl, di cui traduciamo di seguito il primo capitolo, (Geheimakte NGOs, Kopp Verlag, Rottenburg, giugno 2017) documenta come le principali ONG siano strumenti forgiati dalle oligarchie politiche ed economiche statunitensi, uno dei mezzi che esse, sulla base di un esasperato nazionalismo, si sentono in dovere di usare per condizionare e rovesciare i governi che ritengono non abbastanza allineati ai loro piani.

Dopo che la sequenza di destabilizzazioni, di colpi di Stato, di assassinii politici, di abusi nei confronti di cittadini stranieri e americani sollevò nell’America degli anni ’70 forti polemiche che minacciavano di impacciare i liberi movimenti dei servizi segreti, nel 1983, durante la presidenza Reagan, il direttore della CIA, Casey, uscì dall’angolo con un colpo di genio: affidare le destabilizzazioni e i cambiamenti di regime non più a manovre coperte dietro le quinte, indifferenti se non ostili alla volontà dei popoli, dunque in contrasto con l’ideologia democratica professata dagli Stati Uniti, ma ad organizzazioni ufficialmente indipendenti dal governo che le aveva create e le finanziava in segreto, le quali in nome dei diritti umani, della democrazia e della lotta alla corruzione, creassero nei paesi da colpire avanguardie in grado di mobilitare la piazza contro i governi. La destabilizzazione e il cambiamento dei regimi assunsero così l’aspetto di un generoso movimento dal basso. Continua QUI

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Klintsevich: Mosca risponderà all’introduzione del controllo biometrico da parte di Kiev

La Russia risponderà all’introduzione del controllo biometrico per gli stranieri in ingresso in Ucraina; la risposta sarà indirizzata a Kiev e non ai cittadini ucraini. Lo ha dichiarato il primo vicepresidente della commissione federale per la difesa Franz Klintsevich.
Il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko venerdì ha firmato un decreto per l’introduzione, a partire dal 2018, del controllo biometrico per gli stranieri alla frontiera. Sarà inoltre migliorata la legislazione in materia di registrazione degli stranieri, per sviluppare un meccanismo di informazione preventiva sugli stranieri che entrano Ucraina e sarà aggiornato l’elenco degli stati a rischio migrazione, includendo la Russia.
“Non dobbiamo aver fretta a reagire… abbiamo il tempo per pensarci e prendere una decisione con calma. Ma una risposta, ovviamente, ci sarà e dovrà colpire le autorità di Kiev e non i cittadini ucraini”, ha detto Klintsevich.
Secondo il senatore, la decisione di Kiev provocherà una risposta speculare da parte di Mosca.

“A Poroshenko e compagnia non importa che per molte famiglie ucraine ciò significherebbe una tragedia, la perdita tutti i mezzi di sussistenza. Per rompere i rapporti tra i nostri paesi, buttare benzina sul fuoco dell’odio per la Russia, che divampa in Ucraina: solo a questo serve questo decreto”, ha aggiunto il senatore. https://it.sputniknews.com/

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DALLA UE AL QUARTO REICH? 
UN PUTSCH SILENZIOSO E’ IN CORSO. 

di Maurizio Blondet 

 
Un putsch silenzioso è in corso nelle istituzioni europee, con la brutale velocità di un blitzkrieg, per mutare la UE in Quarto Reich. Così sussurrano le voci ben informate del deep superstate a Bruxelles, raccolte dal sito belga Dedefensa, che ha nell’ambiente buone entrature.

“Con il Brexit, i funzionari britannici stanno lasciando posti strategici nel labirinto istituzionale e burocratico che hanno occupato, da abili tattici, da una trentina d’anni. Invece di aprire una procedura trasparente di ripartizione fra i funzionari degli stati membri, i tedeschi li occupano praticamente tutti loro, approfondendo il loro potere su queste retrovie strategiche decisive e dando la loro impronta alla UE.

“il punto è che i britannici, fautori accaniti della sovranità nazionale, in quei posti chiave erano riusciti a bloccare i più ambiziosi progetti sovrannazionali ed oligarchici delle tecno-eurocrazie.

 
Va riconosciuto che hanno proseguito in questo l’opera che condusse contro i progetti delle tecnocrazie “apatridi” il generale De Gaulle nel primo decennio della Comunità. Partiti loro, e data l’incredibile stato di deliquescenza della Francia ormai subalterna a Berlino, la via è aperta alla chiusura in gabbia degli europei in un sistema che corrisponde all’ideologia e agli istinti profondi dello Stato più grosso e pesante economicamente, che impoliticamente ha sempre avuto della nazione un concetto volkisch, naturalistico e non politico; la volontà benintenzionata di abolire i conflitti invece di riconoscerli in istituzioni appropriate, ossia politicamente pluraliste.
 
Ricordiamo che la Prussia non unificò la Germania proponendo gli altri staterelli germanofoni un esplicito progetto politico, bensì una pacifistica Unione Doganale (Zollwerein) ; che il concetto di Stato non è affatto compreso in quello di Reich, parola che mal si traduce come Impero, perché ogni impero è multinazionale, mentre il Reich del Kaiser puntò alla omogeneità del Volk e della Kultur. Di fatto, divenne una struttura di comando e obbedienza, ossia l’estensione del prussianesimo dalla Baviera ad Hannover.
 
Su questa pericolosa forma che l’Unione Europea tende a prendere di per sé sotto il dominio delle tecnoburocrazie a-politiche e sovrannazionali, John Laughland ha scritto un saggio la cui lettura andrebbe resa obbligatoria ai politici, The Tainted Source (La fonte inquinata).

I politici d’oggi non avendo la levatura di un Andreotti ( “amo tanto la Germania che ne preferisco due”) non sono capaci di capire il rischio, a cui daranno la loro adesione nel nome – ovvio – del “ci vuole più Europa”, a cui il Quarto Reich somiglia. I servi mediatici ci parleranno di una Merkel che “avanza verso il federalismo europeo”…

Intanto i tedeschi annetteranno alla loro già smodata potenza economica e finanziaria che governano coi diktat nel più brutale disprezzo delle regole che loro stessi impongono (vedasi il loro demenziale surplus) anche la politica estera comune e a difesa “europea”. Allora sarà davvero il Quarto Reich. Continua QUI