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Il Messaggio di Cydonia

Foto,Contributo del blog “esoterya

Oggi i fisici ritengono che l’universo comprenda un numero di dimensioni molto maggiore delle quattro (tre spaziali e uno temporale) che conosciamo e percepiamo con i sensi. L’unica via per poter cominciare a visualizzare il concetto di universo multidimensionale è quella analogica.

Una delle migliori analogie è quella di un mondo immaginario chiamato Flatlandia, un luogo bidimensionale abitato da esseri bidimensionali, dove esiste solo la lunghezza e larghezza, non un su e un giù – un po’ come un foglio di carta.

Proviamo a immaginare come gli abitanti di Flatlandia percepirebbero un oggetto tridimensionale che interagisse con il loro mondo. Per esempio, se per il loro mondo passasse una sfera i flatladiani vedrebbero solo la sua sezione: dapprima apparirebbe un punto, che poi diverrebbe un cerchio che cresce finché il diametro maggiore della sfera sia passato, per poi diminuire ancora di dimensioni e infine svanire.

(Certamente un simile fenomeno <<paranormale>> provocherebbe non poca costernazione tra i flatladiani e probabilmente susciterebbe accesi dibattiti nelle società colte e sarebbe liquidato come illusione ottica dagli <<scettici>> locali.)

L’analogia con una ipotetica Flatlandia ci permette di capire che gli eventi che si svolgono nelle dimensioni superiori oggi riconosciute dalla fisica teorica sarebbero visibili nel nostro mondo tridimensionale, anche se la causa rimarrebbe al di là della portata dei nostri sensi e anche dei nostri strumenti più sofisticati.

I fisici trafficano con queste dimensioni <<extra>> a causa di determinati fenomeni associati con la fisica nucleare, anche se il numero di dimensioni che costituiscono l’universo è oggetto di discussione. Queste iperdimensioni non possono essere osservate direttamente, dal momento che noi con tutti i nostri dispositivi di misurazione siamo legati all’universo tridimensionale, ma possono essere intese matematicamente.

L’oppinione di Hoagland è che alcuni rapporti geometrici nel complesso di Cydonia (Cydonia Mensae è una regione di Marte situata alle coordinate 33° Nord e 13° Ovest. È un buon esempio di pareidolia nella topografia di Marte.) sono riferimenti a questa matematica iperdimensionale.

La chiave geometrica è l’uso ripetuto dell’angolo di 19,5 gradi. Per esempio, due facce della Piramide D & M (collina pentagonale su Marte) formano un angolo di 19,5 gradi con le linee di latitudine di Marte e questo angolo ricorre nella posizione dei ponticelli nella stessa regione.

Secondo Hoagland – e altri che la pensano come lui – 19,5 gradi (più precisamente 19,47) è un dato significativo, perché è la costante tetraedrica, si riferisce cioè al tetraedro, il più semplice dei solidi regolari, con quattro facce di triangoli equilateri, compresa la base triangolare.

Se questa forma viene inserita in una sfera, per esempio un pianeta, con un angolo in corrispondenza con uno dei poli, gli altri tre angoli toccheranno la superficie ciascuno a una latitudine di 19,5 sull’emisfero opposto. Questo è un fatto.

E’ stato osservato che tutti i pianeti del sistema solare quando è possibile vedere la superficie – Venere, per esempio, è sempre coperta di nubi – c’è invariabilmente una forte perturbazione, in corrispondenza di un’emissione di energia, a una latitudine di 19,5 gradi a nord o a sud dell’equatore. La macchia rossa di Giove si trova in quella posizione. Su Marte, il Monte Olimpo, il vulcano più grande che si conosca nel sistema solare (560 chilometri di diametro) si trova a 19,5 gradi a nord. Sulla terra, questa è la posizione delle Isole Hawaii, fortemente vulcaniche, e del più grande vulcano del pianeta, il Mauna Loa.

Si ritiene che il fenomeno dei 19,5 gradi sia legato alla rotazione dei pianeti, essendo in effetti un'<<ombra>> di forze potentissime di dimensioni più alte. In altre parole, il sito dei 19,5 gradi è un punto in cui affiorano le altre dimensioni, manifestandosi nel mondo tridimensionale come una rivelazione di forze iperdimensionali. E’ per questo, afferma Hoagland, che l’angolo di 19,5 gradi ricorre con tanta frequenza a Cydonia.

E’ un indizio lasciato per condurci a comprendere la causa iperdimensionale delle emissioni planetarie di energia responsabili della macchia rossa di Giove e del Monte Olimpo di Marte. Questo a sua volta ci permette di avvicinarci alla fisica iperdimensionale.

Hoagland sostiene che se riuscissi a imbrigliare l’energia generata da dimensioni superiori, avremmo una fonte illimitata di potenza e la possibilità di sviluppare tecnologie come i meccanismi di propulsione antigravitazionali e i viaggi interstellari. Queste tecnologie, aggiunge, risolveranno molti problemi del mondo e instaureranno, secondo le sue parole, un <<nuovo ordine mondiale>>.

Qui però sorgono le difficoltà.Già nella sua conferenza alle Nazioni Unite, dove parla a lungo dell’importanza dei 19,5 gradi e della geometria tetraedrica, Hoagland ammette che all’affioramento delle energie planetarie in questi punti erano già arrivati anni prima i matematici che si occupavano di iperdimensioni. Il Messaggio di Cydonia, in pratica, non fa che ripetere una cosa che gli scienziati terrestri sapevano già da anni.

Fatto più importante, Hoagland ed Erol Torun ricavarono numerose conclusioni significative dalla latitudine di Cydonia. Una delle loro affermazioni chiave è che la latitudine della piramide D & M – 40.868 gradi nord -non era stata scelta soltanto perché racchiudeva importanti concetti matematici (essendo la tangente esponenziale  e diviso pi), ma anche perché gli stessi concetti si ripresentao nella geometria di altri punti caratteristici di Cydonia.

Il complesso, concludevano, è quindi <<autoreferenziale>>, il che significa che la matematica degli <<edifici>> si riferisce alla posizione del complesso sul pianeta, dimostrazione che niente di tutto ciò è una semplice coincidenza.

Tratto dalle mie letture: “Il Complotto Stargate

di Linn Picknett & Clive Prince p. 109-110-111  

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Il Sole Blu

La NASA conferma che la Terra sperimenterà 15 giorni di buio completo in Novembre 2015

Washington DC conferma che questa non è un’esercitazione, – La Nasa ha confermato che la Terra sperimenterà 15 giorni di buio totale che avrà inizio tra il 15 novembre e il 29, 2015. Secondo la NASA, questo evento inatteso, potrebbe verificarsi.

Gli astronomi della NASA hanno indicato che il mondo rimarrà in completa oscurità a partire Domenica 15 Novembre, 2015 alle 03:00 e si concluderà il Lunedì, 30 novembre, 2015 04:45. Secondo i funzionari, (il blackout di novembre sarà causato da un evento astronomico tra Venere e Giove)

Charles Bolden, che è stato nominato a capo della Nasa dal Presidente Obama, ha pubblicato un documento di 1000 pagine che spiega l’evento alla Casa Bianca.

Secondo il rapporto, il 26 ottobre 2015 Venere e Giove saranno impegnati in un stretto parallelismo, separati solo da un grado. Venere passerà a sud-ovest di Giove, causando il brillamento di Venere, facendolo diventare 10 volte più luminoso di Giove. La calda luce sprigionata dal brillamento di Venere riscalderà i gas su Giove causandole una reazione gassosa. 

La reazione gassosa rilascerà una quantità senza precedenti di idrogeno nello spazio. Il gas d’idrogeno si interporrà tra il Sole e la Terra alle ore 02:50 circa. La quantità di idrogeno rilasciato, venendo in contatto con la superficie del Sole, causerà una massiccia esplosione sul Sole stesso, in un istante innalzerà la temperatura a 9.000 gradi Kelvin.

Il Sole tenterà di contenere l’esplosione emettendo calore dal suo nucleo, (vedi diagramma sopra)

Per attenuare il calore sviluppatosi sul Sole lo farà diventare di colore bluastro. una volta che il Sole avrà raggiunto il colore bluastro, ci vorranno circa 14 giorni per ripristinare la sua normale temperatura sulla superficie, restituendo al Gigante Rosso il suo colore naturale.

Mentre la superficie del Sole si sta raffreddando, la sua luce si autoregolerà, ma ovunque ci vorranno 7-8 minuti e mezzo a seconda della rotazione della Terra perché la luce dal Sole arrivi alla Terra. Purtroppo la gente non conoscerà l’evento fino alle 02:58 del 15 novembre.

Bolden ha tenuto una conferenza con l’Amministrazione di Obama per discutere ulteriori dettagli della “manifestazione sul Blackout”. Secondo Bolden, non ci si aspetta alcun effetto importante sull’evento del Blackout. L’unico effetto che questo evento avrà sulla Terra è un aumento di 6 – 8 gradi di temperatura. la calotta polare sarà in gran parte influenzata da questo. Nessuno dovrebbe preoccuparsi più di tanto. Questo evento potrebbe essere simile a quello che in inverno succede in Alaska.

Inoltre Boleden ha aggiunto, l’unico altro effetto che tutti avranno sarà quello di un “venerdì nero” da ringraziare.

Con i 15 Giorni di Buio che verranno, potremmo solo immaginare cosa accadrà sulla Terra durante quel periodo !!!!. LINK

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Ho tradotto e pubblicato il citato sopra articolo, perché ne ho visto una analogia con la “Profezia Hopi” che loro chiamano “Il Purificatore – Il Messaggero Fiameggiante”. “Questo evento ci avrebbe detto che i tempi finali sono molto vicini. Quindi la Stella Blu Kachina sarebbe apparsa fisicamente nei nostri cieli e avrebbe significato che siamo nei tempi finali”. (Hopi Prophecy).

La profezia Hopi descrive eventi che non possono venire assolutamente trascurati e che coincidono con diverse teorie e scoperte astronomiche. Oggi la NASA per conto dei suoi portavoce ci racconta questo parallelismo tra Venere e Giove, vero o meno che sia poco importa, importa in vero, che parla del nostro Sole come una stella che si ammanta di blu per via dell’eccessivo calore.

La Blu Kachina pare non essere affatto una cometa, (come in passato si pensava) ma un enorme pianeta blu con caratteristiche simili a Nettuno e Urano; un pianeta con numerosi satelliti e polveri, che orbita molto distante dalla propria stella rossa (Red Kachina) e che potrebbe quindi attraversare le regioni vicine alle orbite di Marte e di Giove. Come si può notare, Giove è sempre al centro della scena.

“Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faranno più brillare la loro luce; il Sole si oscurerà mentre sorge, la Luna non farà più risplendere il suo chiarore” (Isaia 13,10 – Bibbia).

Le anomalie nel nostro sistema solare stanno aumentando. Il Sole è più irrequieto di quanto si credesse: turbolenze di un’intensità mai vista finora sono state osservate per la prima volta nella zona compresa fra la superficie della stella e la sua atmosfera. A catturarne le immagini è stata la sonda Iris della Nasa. Lanciata il 27 giugno 2013, Iris ha il compito di osservare una zona del Sole impossibile da studiare nel dettaglio dai telescopi a Terra: quella compresa tra la superficie e la parte più esterna dell’atmosfera solare, detta corona.

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