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Redazione Antimassoneria – Antimassoneria Copyright © 2016
 
Leggi QUI il corposo articolo facendo riferimento alle immagini e relativo titolo sotto esposto
 
Inoltre, per non farci mancare nulla:
 

Brexit, per Mario Monti è un eccesso di democrazia. I cittadini devono subire. 

Un articolo di Gianluigi Paragone pubblicato su: Il Fatto Quotidiano. Leggi QUI l’articolo.

La “scelta” della Russia

La rivoluzione Agricola della Russia
che può cambiare il mondo 

La Russia sta dando un’enorme colpo di mano all’industria agricola statunitense che cerca il predominio del commercio mondiale degli alimenti.

In un recente discorso, il presidente Vladimir Putin ha annunciato che l’obiettivo nazionale della Russia è quello di diventare autosufficiente in materia di alimento per l’anno 2020.

E ciò che risalta di più:

Putin pretende di convertire la Russia nel maggior esportatore mondiale di alimenti organici non transgenici dell’industria dell’alimentazione.

In occidente si ha l’immagine superficiale di una Russia che è dipendente dalle esportazioni di petrolio e gas come l’Arabia Saudita o il Qatar.

Eppure passa inosservata la significativa trasformazione che oggi è in atto nell’agricoltura russa e l’enorme impatto che questo può avere in tutto il mondo.

 
Oggi, dopo meno di un anno e mezzo dopo la decisione di proibire le principali importazioni agricole dalla Unione Europea verso la Russia, come rappresaglia per le sanzioni imposte dalla UE contro la Russia, la produzione agricola interna della stessa sta sperimentando una rinascita notevole e in alcuni casi anche una nascita.

In termini di dollari, le esportazioni russe dei prodotti agricoli, sono superiori a quelle delle armi ed equivalgono a un terzo dei benefici derivanti dall’esportazione di gas. E’ da prendere molto in considerazione.

Il presidente Putin ha detto ai membri riuniti in Parlamento nel suo discorso sullo stato della nazione russa tenuto nel mese di dicembre, che:

“Il nostro settore dell’agricoltura è un esempio positivo.

Da un decennio importiamo quasi la metà dei nostri prodotti alimentari e dipendiamo in maniera critica dalle importazioni. Adesso però la Russia è entrato nel gruppo degli esportatori.

L’anno scorso le esportazioni della Russia sono salite a quasi 20.000 milioni di dollari.

Questo corrisponde a un quarto in più delle nostre entrate derivanti dalla vendita di armi e a circa un terzo delle entrate derivanti dalle esportazioni di gas. La nostra agricoltura ha fatto un balzo in un periodo breve ma produttivo.

Molti ringraziamenti ai nostri residenti delle zone rurali.

Credo si debba stabilire un obiettivo nazionale, fornire appieno il nostro mercato interno con alimenti prodotti nel paese per l’anno 2020.

Siamo capaci di alimentarci da soli e questo è importante, inoltre abbiamo tutte le risorse idriche.

La Russia può trasformarsi in uno dei maggiori produttori mondiali di alimenti di qualità, sani e puliti, ecologicamente parlando, alimenti che alcune industrie occidentali hanno smesso di produrre da molto tempo nonostante la domanda mondiale di questi prodotti continui a crescere“.

Come misura addizionale, il presidente Putin ha chiesto alla Duma di promulgare misure per iniziare a usare milioni di ettari di terra coltivabile che fino ad ora sono rimaste inattive:

“E’ necessario utilizzare milioni di ettari di terra coltivabile che aspettano.”

Appartengono ai grandi proprietari terrieri, molti dei quali non sono interessati all’agricoltura. Per quanti anni ne abbiamo parlato? Eppure le cose non sono cambiate.

Suggerisco di requisire le terre agricole di quei proprietari che le utilizzano male e di venderle all’asta a coloro che possono e vogliono coltivare la terra“.

LA GRANDE SVOLTA DELL’AGRICOLTURA RUSSA

Nella prima presidenza di Vladimir Putin, la Russia dell’anno 2000 iniziò a trasformare la sua produzione agricola.

Durante i disastrosi anni di Yeltsin nella decade 1990, la Russia importò gran parte degli alimenti di cui aveva bisogno, in parte dovuto al credere erroneamente che tutto era “Made in America” o che proveniva dall’Occidente era migliore.

La Russia importò prodotti insipidi che provenivano dagli allevamenti di pollame seriali degli Stati Uniti invece di promuovere i propri polli allevati a terra e con alimentazione naturale di qualità migliore.

Il paese importò anche insipidi pomodori colorati artificialmente che provenivano dalla Spagna e dall’Olanda, invece dei deliziosi e succulenti pomodori organici del proprio raccolto.

Chi ha provato tutti e due saprà che non c’è paragone.

Il cibo organico russo supera i prodotti agricoli industriali occidentali, adulterati in maniera disonesta e etichettati erroneamente come “alimento”.

Quello che i Russi non hanno compreso dell’era di Yeltsin è stato che la qualità degli alimenti occidentali è diminuita drasticamente con l’introduzione “dell’agricoltura di affari” nordamericani e delle sue fabbriche di alimenti condotta nella decade degli anni ’70.

La UE ha fatto lo stesso con la sua imitazione dei metodi industriali degli Stati Uniti anche se non arrivò agli estremi raggiunti dai Nordamericani.

Inoltre, l’uso intensivo dei fertilizzanti chimici, erbicidi, pesticidi, antibiotici che passano dagli animali al terreno coltivato hanno portato ad un esaurimento drammatico dei microorganismi essenziali in sempre più suoli agricoli dell’America e dell’Unione Europea.

E sfortunatamente lo stesso sta accadendo in Cina secondo quanto riportano gli agronomi ben informati.

Negli Stati Uniti, alla fine del 2015, il Congresso abrogò una legge per l’etichettatura della carne utilizzata da molti anni, la legge Country-of-Origin Labeling (COOL), che obbligava i rivenditori a indicare esplicitamente il paese di origine di tutte le carni rosse.

Ormai non è più richiesto che i pacchi di carne di vitello e di maiale abbiano l’etichetta su cui si indicano la provenienza dell’animale.

L’industria agraria americana ha fatto pressione affinché il cambiamento permettesse l’importazione di carne dalla dubbia qualità proveniente da paesi in via di sviluppo dove i controlli sulla salute e sicurezza e i costi sono minimi.

In molti stati degli Stati Uniti, dove l’industria agricola dispone di grandi allevamenti, le cosiddette “Leggi Bavaglio” proibiscono ai giornalisti anche di fotografare queste istallazioni agricole industriali, spesso grandi produttrici de latticini , di uccelli e maiali.

Se tutto ciò che succede in queste grandi istallazioni agricole fosse reso pubblico, il pubblico in generale si renderebbe conto di quello che fa nel mettere quella carne sulla sua tavola e grandi masse di gente diventerebbero vegetariani.

DA INDUBBIO IMPORTATORE A ESPORTATORE


Durante l’era sovietica, specialmente dopo il 1972, quando cattivi raccolti sovietici provocavano la scarsità di alimenti, l’URSS utilizzò i suoi petroldollari per divenire un grande importatore dagli Stati Uniti di frumento e grano.

Compagnie del cartello del grano degli Stati Uniti come Cargill e Continental Grain, lavorarono con il Segretario di Stato Henry Kissinger per negoziare con la Russia prezzi di vendita astronomici di questi prodotti agricoli e il fatto fu denominato “il gran furto del grano“.

I contribuenti statunitensi furono derubati anche dei sussidi per i produttori americani di grano.

Cargill ha ricevuto succulenti benefici da queste operazioni.

Dal 2000, la Russia insieme all’Ucraina, e in misura ridotta al Kazakistan, non dipendono dalle importazioni di cereali e sono divenuti nuovamente giganti mondiali per l’esportazione di grano e in particolar modo di frumento come lo erano stati prima della Rivoluzione Russa del 1917.

Anche prima della crisi delle sanzioni degli USA del 2011-2013, la Russia esportava una media di 23 milioni di tonnellate metriche (mmt) di grano all’anno.

Insieme, Russia, Ucraina e Kazakistan vendevano 57 milioni di tonnellate metriche all’estero.

In quel periodo, i tre paesi, come un’unica regione, fornivano il 19% del totale delle esportazioni mondiali di cereali e il 21% delle esportazioni di frumento spiazzando gli Stati Uniti dal posto di più grande esportatore di frumento del mondo.

Adesso, con l’Ucraina diventata di fatto uno Stato fallito dovuto all’intervento del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dell’Amministrazione Obama nel febbraio 2014, che promossero il colpo di stato a Kiev, l’agricoltura russa ha un’importanza strategica mondiale in termini di alimenti e gran organico di alta qualità.

La proibizione russa del 2014 di importare prodotti alimentari della UE è stato un importante punto di svolta se si osserva a ritroso trasformando quella che era stata “una crisi in un’opportunità” come dice un antico proverbio cinese.

Dal totale di importazioni agricole e alimentari russe pari a 39 milioni di dollari che si producevano nel 2013, 23,5 milioni corrispondevano alla categoria di prodotti inerenti la proibizione, il 61% di tutte le importazioni di alimenti in Russia.

La decisione recente di proibire anche l’importazione di prodotti turchi, come sanzione per l’abbattimento da parte della Turchia di un aereo russo nello spazio aereo siriano, si somma anche al totale di importazioni agricole e alimentari proibite.

La proibizione dell’importazione di alimenti dalla Turchia è entrata in vigore il 1 gennaio 2016.

Mentre molti economisti occidentali avevano segnalato il grande impatto sull’inflazione iniziale che sarebbe scaturito con la proibizione dell’anno passato, un fattore che portò la Banca Centrale Russa a mantenere i tassi si interessi elevati in maniera estremamente pericolosa per un periodo di tempo troppo lungo, la realtà è che la proibizione ha obbligato la Russia a realizzare una svolta drammatica verso l’autosufficienza agricola.

Mano a mano che gli alimenti d’importazione scomparivano dagli scaffali dei supermercati in tutta la Russia, anche l’inflazione iniziale dei prezzi degli alimenti del 2015 scompariva.

La recente caduta del rublo, nel bel mezzo della caduta globale dei prezzi del petrolio ridurrà ancora di più il consumo russo di alimenti d’importazione provenienti dalla UE, questo favorirà il consumo degli alimenti “prodotti” in Russia.


Quindi, invece di essere un disastro come il New York Times e altri media occidentali proclamano allegramente, la caduta più recente del rublo si trasformerà in un beneficio per l’economia agricola russa e anche per l’economia globale.

Questo aumenterà in buona parte gli obiettivi dell’autosufficienza dell’industria agricola e dell’alimentazione russa. Le restrizioni per l’importazione di alimenti in Russia sono poco probabili in un prossimo futuro, anche se la UE abbandonerà le sanzioni contro la Russia.

C’è troppo in gioco adesso per l’economia nazionale russa, immersa nello sviluppo di un’agricoltura organica di alta qualità senza prodotti Geneticamente Modificati.

La decisione poi della Russia di un’autosufficienza alimentare per il 2020, la proibizione del settembre 2015 nei confronti di tutte le coltivazioni transgeniche è stata un’altra delle decisioni prese dal Presidente Putin che ha permesso di trasformare l’avversità in una virtù.  

LA BELLA TERRA NERA RUSSA

La Russia ha anche un vantaggio naturale straordinario per trasformarsi oggi nel produttore più importante del mondo e anche nel maggior esportatore di alimenti organici e non OGM di alta qualità.

Viste le restrizioni economiche della Guerra Fredda, a quel tempo si stabilì che i prodotti dell’industria chimica si dedicassero principalmente alle necessità della difesa nazionale, il che fece sì che gran parte del suolo fertile della Russia fosse sottoposto a decadi di distruzione provocata dai fertilizzanti chimici o dalle fumigazioni di erbicidi come è successo in gran parte dell’occidente.

Allora questo si trasforma in una benedizione mascherata giacché gli agricoltori della UE e dell’America del Nord lottano contro gli effetti distruttori che i prodotti chimici hanno causato ai terreni e che hanno distrutto in gran parte i microorganismi essenziali all’agricoltura.

Creare terreni agricoli ricchi richiede anni e quegli stessi terreni possono essere distrutti in un momento.

Laddove il clima è umido e caldo, ci vogliono migliaia di anni per formare pochi centimetri di terreno fertile. Nei climi freddi e secchi si ha bisogno di più tempo.

La Russia comprende una delle due zone di terreno al mondo conosciuta come “zone Chernozem”. Si estende dal sud della Russia alla Siberia attraverso gli Oblasts di Kursk, Lipetsk, Tambov e Voronezh.

Chernozem, che è la parola russa per dire terra nera, è composta da terreni neri con un’alta percentuale di humus, acido fosforico, fosforo e ammonio.

Chernozem è un suolo molto fertile con un alto rendimento agricolo.

La zona Chernozem di Russia si estende dal sud della siberia e della Russia fino al nord est dell’Ucraina fino ai Balcani lungo il Danubio.

RISULTATI INIZIALI MOLTO POSITIVI

I risultati iniziali di questa nuova politica di autosufficienza dell’agricoltura russa sono in generale abbastanza positivi.

Da quando entrò in vigore nell’agosto del 2014 la proibizione di importare alimenti dalla UE, la produzione di carne di manzo e di patate è aumentata

  • di un 25% di carne di maiale 
  • di un 18% di formaggio e di ricotta 
  • di un 15% di carne di pollo e di carne di animali da cortile 
  • di un 11% di burro di un 6%

La raccolta di verdure in Russia nel 2015 ha raggiunto anche un record con una crescita della produzione globale del 3%.

Le assurde sanzioni americane e la guerra economica contro la Russia stanno producendo il contrario di quello che i globalisti pretendevano ottenere.

Infatti sta obbligando la Russia a eludere gli accordi dell’agroindustria imposti dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Cargill redasse l’accordo con la OMC in materia di Agricoltura.

Le sanzioni stanno obbligando la Russia ad abbandonare il libero flusso di scambio di prodotti alimentari occidentali.

Ha obbligato la Russia a cercare di raggiungere un’autosufficienza nazionale per uno dei beni economici più strategici, se non il più strategico, il campo dell’alimentazione e inoltre di una produzione alimentare sana e di qualità.

La Russia ha deciso saggiamente che ha la priorità sui “diritti del libero commercio” di giganti come Cargill, ADM o Monsanto. La rivoluzione dell’agricoltura russa rappresenta un esempio per il resto del mondo. Si basa sulla ricerca della qualità sulla quantità.

Ed è di fatto che il nutrimento di qualità è molto più di quando rendano per ettaro dalle coltivazioni.

*****

Nota del Robot Pescador

Articoli come questo dovrebbero far pensare tutti i cittadini europei sull’indegno ruolo dei loro governanti, che direttamente stanno tradendo il proprio popolo.

Abbiamo un’Unione Europea disposta a gettarsi nelle braccia degli USA mediante mostruosi trattati come il TTIP (e il TPP), che comporteranno una serie di grandi danneggiamenti al continente europeo (e al resto del mondo) poiché saranno sottoposti a un’inondazione di prodotti alimentari tossici nord americani.

Rendiamoci conto che il TTIP eliminerà le restrizioni che ha la UE per gli organismi modificati geneticamente, i pesticidi e la carne di manzo trattata con ormoni.

Per tutti coloro che non hanno chiare le gravi conseguenze che questo può avere, cercate di dare un’occhiata allo stato di salute di un medio Nordamericano.

E’ chiaro che almeno per l’esperto agricolo e alimentare e quindi per il campo della salute, agli Europei converrebbe molto di più essere amici della Russia piuttosto che degli Americani… LINK

di F. William Engdahl
21 aprile 2016
dal Sito Web NEO
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo

Nin.Gish.Zid.Da

Il complotto di Chernobyl

Il complotto di Chernobyl – Il Woodpecker russo 

 A circa 10 chilometri a sud dalla centrale nucleare:
Chernobyl-2 

Nel trentennale del disastro di Chernobyl,  arriva in anteprima al festival Il complotto di Chernobyl, il film di Chad Gracia vincitore del Gran Premio della Giuria a Sundance 2015. 

E se non fosse stato solo un incidente?

Wonder Pictures presenta l’anteprima de Il complotto di Chernobyl – The Russian Woodpecker, di Chad Gracia. Il film, già vincitore del Gran Premio della Giuria a Sundance 2015, a 30 anni dall’esplosione del reattore a Chernobyl getta una nuova luce sulle origini e le motivazioni dietro il disastro.

Presentato in anteprima italiana a Biografilm 2015, dove ha vinto il premio Premio Hera “Nuovi Talenti” per la migliore opera prima, Il complotto di Chernobyl sarà distribuito nei cinema italiani da I Wonder Pictures a partire dal 7 aprile.

Il complotto di Chernobyl – The Russian Woodpecker (Ucraina, Stati Uniti, Regno Unito/2015/82′) di Chad Gracia 30 anni fa l’incidente di Chernobyl ha risvegliato nel mondo l’attenzione sui rischi dell’energia nucleare. Ancora oggi è l’unico grande disastro nucleare riconosciuto ufficialmente come causato da un errore umano. Ma se non si fosse trattato di un errore? Fedor nel 1986 aveva solo quattro anni. Quando sceglie d’indagare su quella catastrofe, arriva a scoprire la Duga, una gigantesca antenna che doveva interferire con le comunicazioni occidentali e infiltrarle di propaganda sovietica. Una struttura che non ha mai funzionato e che, forse, non è estranea allo scoppio del reattore… Nel bel mezzo della rivoluzione ucraina, Fedor porta alla luce una verità pericolosa per sé e per chi gli sta accanto, in un thriller politico scandito dal rumore inquietante e cadenzato della minacciosa Duga, simile in tutto e per tutto a quello di un grosso picchio.

L’anteprima è a ingresso gratuito ed è realizzata in collaborazione tra I Wonder Pictures, Festival Internazionale del Giornalismo e Cinema Postmodernissimo di Perugia.

FONTE http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2016/the-russian-woodpecker

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival e in anteprima italiana a Biografilm Festival di Bologna. Sarà distribuito nelle sale italiane a partire dall‘8 aprile 2016, con un’anteprima il 7 aprile al Festival del Giornalismo di Perugia.

Pagina sul film http://www.russianwoodpecker.com/about/ 

NOTA

L’inclusione delle proteste euromaidan nel film. 

Durante la produzione del film, il direttore della fotografia Artem Ryzhkov è stato ferito da un cecchino a euromaidan e la sua attrezzatura è stata distrutta. Due persone in piedi accanto a lui quel giorno sono stati uccisi in quel momento.

ESTRATTO DEL LIBRO  PIANETA TERRA ARMA DI GUERRA di ROSALIE BERTELL (testo inedito)

Riscaldatori della ionosfera: HAARP e Woodpecker

Uno dei prodotti delle ricerche di Tesla, la tecnologia del riscaldatore ionosferico, fu il cosiddetto Picchio (“Woodpecker”) russo, che probabilmente è in grado di scatenare terremoti. Negli anni 1970, in una inusuale collaborazione fra americani e sovietici durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti diedero ai sovietici un gigantesco magnete, che di fatto divenne una parte del loro Progetto Woodpecker. Nel 1974, nell’ambito degli Accordi di Vladivostock, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica presero la decisione congiunta di sciogliere la calotta polare artica.11 Non si tratta di un accordo bilaterale registrato dell’ONU, perciò non divenne mai accessibile a coloro i quali – più tardi – furono messi in allarme dal rapido scioglimento dei ghiacci e delle nevi polari, e dalla situazione degli orsi polari che ne è risultata. Per il pubblico, lo scioglimento della calotta polare artica è diventato un segnale forte e inquietante del cambiamento climatico, talmente forte che negli Stati Uniti ai media è stato richiesto di non parlare mai di orsi polari! A causa del segreto militare la gente è stata indotta a pensare che il controllo industriale delle emissioni di CO2 riporterebbe tutto a posto nell’Artico!


Il sovietico Woodpecker (simile a quello che in seguito negli USA fu HAARP) era uno strumento di Tesla situato in Ucraina, in quella che in seguito, nel 1986, divenne la zona non accessibile del disastro del reattore nucleare di Chernobyl (che forniva energia per il Woodpecker). Secondo Tom Bearden, un semplice guasto per il Woodpecker (oppure per HAARP) potrebbe essere una catastrofe per la sua fonte di energia, cioè in questo caso per il reattore di Chernobyl. Inviando un’onda scalare invertita sull’onda Woodpecker osservata negli Stati Uniti, il Woodpecker fu messo fuori uso, il che a sua volta fece guastare il reattore di Chernobyl, che gli forniva energia.12

Lo stesso tipo di onde scalari invertite potrebbe interferire con il sistema energetico scalare che controlla il sistema di retroazione Sole-Terra, Sole-Luna e Terra-Luna. Inoltre:

“Se il sistema di scambio di radiazione scalare ad anello concluso Terra-Sole fosse inavvertitamente “pizzicato” nell’anello di retroazione dalla Terra al Sole, così che fosse stimolata una grande risonanza scalare, … il Sole potrebbe emettere una potentissima “eruttazione” risonante, che semplicemente spazzerebbe via tutta la vita sulla Terra in una tempesta di fuoco”.13

“Particolarmente sensibili sono le risonanze dei sistemi Sole Terra, quella Sole-Luna e quella Terra-Luna.”14

Il Woodpecker originale fu abbandonato nel 1989 e si può ancora vederlo, come una mastodontica schiera di torri di trasmissione a poca distanza dal reattore nucleare rovinato…

Il riscaldatore della ionosfera sovietico fu chiamato “Picchio” (“Woodpecker”) dagli osservatori USA che constatarono che i caratteristici suoni pulsati che emetteva assomigliavano al battito di un picchio sul tronco. Una persona potrebbe riconoscere l’attività di influsso sul tempo locale provocata da HAARP o da Woodpecker, osservando delle nuvole che hanno la forma dei raggi di una ruota di bicicletta, oppure delle pale di un ventilatore: si chiamano nuvole radiali (“radial clouds”). Un altro indicatore sarebbero delle inconsuete interruzioni di corrente e l’insolita comparsa di punti bianchi sugli schermi dei televisori. I punti rimarrebbero visibili per circa due minuti e comparirebbero a distanza di tre-dieci minuti, e alla fine lo schermo diventerebbe scuro. Altri effetti riferiti sono: cavi elettrici che schioccano all’interno delle pareti, rumori di canto e di suoni a bocca chiusa (“humming”) provenienti da cavi all’interno delle pareti, un forte odore di ozono, lampadine a incandescenza che si fulminano, caffettiere che ronzano, ecc.; tutti fenomeni che possono manifestarsi immediatamente prima dell’interruzione di corrente. Talvolta le lampadine a incandescenza sfarfallano e poi si assestano su una debole luminosità arancione, poi la luce si fa molto chiara e le lampadine cessano di funzionare. Alcune persone riferiscono di aver visto un bagliore verde nel cielo notturno, oppure si parla di una netta deviazione della corrente a getto, che fa arrivare aria fredda dal Nord. È stato riferito di anomali rumori tonanti nell’aria, oppure di “scosse dell’aria”. Altri indicatori si possono trovare nell’Appendice I dell’edizione del 1986 del libro di T. Bearden Fer de Lance. (L’Appendice è riportata nell’edizione del 2002.)

…..12 Thomas Bearden, Fer de Lance: A briefing on Soviet Scalar Electromagnetic Weapons (“Fer de Lance. Un’informativa sulle armi elettromagnetiche scalari sovietiche”), Cheniere Press, Santa Barbara, California, 1986. Con aggiorn. 2002, pp 129-134. Secondo Bearden, i sovietici stavano per avviare un processo che avrebbe causato un grande terremoto lungo l’intera faglia di San Andrea, per distruggere l’intera costa occidentale degli USA.

Un gruppo di scienziati USA ha identificato l’attacco e inviato un impulso-replica gigante coniugato in direzione inversa (“a giant conjugate replica pulse backtracking”) verso il trasformatore (trasmettitore?) [sic, N.d.T.] sovietico, facendolo incendiare e distruggendo anche la sua fonte di energia: il reattore di Chernobyl.

FONTE http://www.nogeoingegneria.com/timeline/storia-del-controllo-climatico/pianeta-terra-arma-di-guerra/

CernobylL’ORA DI CHERNOBYL

Il tempo della “atomnaja stanzija” di Chernobyl non si è fermato. E così il cronista che ha vissuto i giorni della catastrofe va a rileggere il diario dell’epoca per tornare a riflettere su quella che era stata una catastrofe annunciata. Proprio perché quanto avvenne all’una di notte del 26 aprile 1986, in uno sconosciuto villaggio dell’Ucraina sovietica, era già stato narrato, con tremenda e diabolica forza anticipatrice, da un fine artista come il regista Andreij Tarkovskij il quale, con il film “Stalker”, aveva descritto una catastrofe epocale che aveva isolato dal mondo un’intera regione. Allora si parlò del film come di un viaggio spirituale di conoscenza in un panorama di fantascienza. E tutto fu incasellato nella cineteca delle opere da non dimenticare. 

Ma proprio nel giorno dell’apocalisse nucleare nessuno ricordò l’ammonimento di Tarkovskij. Perché in quella notte le “autorità” dell’Ucraina sovietica tennero nascosta la notizia a tutti. Alla gente del posto che aveva, forse, sentito il “botto” fu detto che si era trattato di un semplice incidente e che, comunque, ogni cosa era sotto controllo. Cominciava, invece, proprio in quei momenti il tempo di Chernobyl. Con la vicenda che fu nascosta anche dalle fonti più autorevoli del Cremlino, a partire da Gorbaciov.

Nessuna notizia, nessun allarme. Furono solo alcune emittenti occidentali che, dal nord Europa, lanciarono un primo allarme. Ma nell’Urss ufficiale non si credette a niente. Il cronista rilegge gli appunti di quelle ore. Non trova una riga sulla Pravda e resta ancora attonito ricordando che, nella serata del 29 aprile, lo speaker del telegiornale centrale Vremija annunciò: “La propaganda borghese sta alzando molta polvere su chernobyl” e andò poi avanti dicendo che erano “false le notizie su migliaia di morti”. Disse allora che “le vittime sono solo due e i ricoverati 197”. Per il resto la tv presentò una foto della centrale dopo l’esplosione affermando che “come si vede i danni sono minimi”. Tutto si svolse, quindi, con una perfetta sceneggiatura. Il perché era semplice: il paese si stava preparando alla Festa del Primo maggio. E così le strade delle città e dei villaggi dell’intero paese erano già coperte di bandiere. E a Kiev – ad appena 150 chilometri da chernobyl – si doveva svolgere la tradizionale parata con donne, bambini e uomini in festa.E fu proprio l’organo del Cremlino – Izvestija – che nell’edizione serale del 1 maggio titolò su una Ucraina “felice, colorata dai tulipani e dal rosso delle bandiere”. Ma la domanda che si poneva già allora a livello generale era questa: perché Gorbaciov tace? L’informazione, la chiarezza, la glasnost e la sincerità non sono forse i suoi cavalli di battaglia? Tutto, invece, veniva ovattato mentre su tutta l’Europa si diffondeva l’allarme per il rischio di contaminazione radioattiva. Tra la popolazione si registrava la corsa all’accaparramento di scorte alimentari. Il Cremlino si vedeva costretto ad emanare una serie di disposizioni che proibivano la vendita delle verdure e la somministrazione di latte fresco alle gestanti e ai bambini. E così, a poco a poco, si scopriva la tragica realtà: la nube radioattiva proveniente da chernobyl contaminava già in maniera seria 150.000 km quadrati attorno alla centrale, un’area popolata da circa di 7 milioni di persone. Venti e piogge la spingevano fino all’Europa Occidentale. Con l’area attorno alla centrale – un raggio di 30 km – che veniva a poco a poco evacuata mentre la nube radioattiva contaminava in maniera seria 150.000 km quadrati attorno alla centrale….

Seguirà un articolo di approfondimento.

Fonte

CHI SEI? – WHO ARE YOU?

Aspetto geologico sulla grande costruzione della Sfinge di Giza

Gli scienziati: la prova geologica mostra che la Grande Sfinge ha 800.000 anni

Uno dei monumenti più misteriosi ed enigmatici sulla superficie del pianeta è senza dubbio la Grande Sfinge di Giza in Egitto. Si tratta di una antica costruzione che ha sconcertato i ricercatori fin dalla sua scoperta e fino ad oggi, nessuno è stato in grado di datare con precisione la Sfinge, poiché non ci sono documenti scritti o menzioni passate su di essa. Ora, due ricercatori ucraini hanno proposto una nuova teoria provocatoria in cui i due scienziati ritengono che la Grande Sfinge d’Egitto sia vecchia di circa 800.000 anni. Una teoria rivoluzionaria che è sostenuta dalla scienza.

Lo studio è stato presentato in occasione della Conferenza internazionale di Geo-archeologia e Archeo-mineralogia tenuta a Sofia dal titolo: ASPETTO GEOLOGICO DEL PROBLEMA sulla COSTRUZIONE del sito sulla GRANDE Sfinge egizia.

Gli autori di questo documento sono gli scienziati Manichev Vjacheslav I. (Istituto di Geochimica Ambientale della Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina) e Alessandro G. Parkhomenko (Istituto di Geografia dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina).

Il punto di partenza di questi due esperti è il cambiamento di paradigma avviato da West e Schoch, un ‘dibattito’ destinato a superare la visione ortodossa dell’Egittologia con riferimento alle possibili origini remote della civiltà egiziana e, dall’altro, prove fisiche di erosione idrica presente nei monumenti della Piana di Giza.

Secondo Manichev e Parkhomenko:

“Il problema della datazione sulla costruzione della Grande Sfinge egiziana è ancora valida, nonostante le ricerche fatte sulla sua lunga storia. L’approccio geologico in relazione ad altri metodi scientifico-naturali, permette di rispondere alla domanda circa l’età relativa della Sfinge. L’indagine visiva condotta sulla Sfinge ha portato alla conclusione sul ruolo importante che ha avuto l’acqua sui corpi idrici di grandi dimensioni che ha parzialmente invaso il monumento formando dei tagli e cavità sulle sue pareti verticali “.

“La morfologia di queste formazioni ha un’analogia con tali simili cavità formate dal mare nelle zone costiere. La somiglianza genetica delle forme di erosione rispetto alla struttura geologica e alla composizione petrografica dei complessi rupestri sedimentari portano a una conclusione che l’energia delle onde sono state un fattore decisivo per la distruzione del monumento storico, piuttosto che all’abrasione della sabbia portata dal vento. Nella voluminosa letteratura geologica conferma di fatto l’esistenza antichi laghi d’acqua dolce in vari periodi del Quaternario dal Pleistocene inferiore all’Olocene. Questi laghi erano sparsi nei territori adiacenti al fiume Nilo. L’erosione che ha subito la grande conca dove è sita la Sfinge corrisponde al livello della superficie dell’acqua, che ha avuto luogo nel Pleistocene inferiore. La Grande Sfinge egiziana era già presente sulla piana di Giza da quel tempo geologico (historical).”

Un sostenuto dibattito è stato fatto dagli scienziati ucraini nei riguardi della Sfinge, argomenti basati anche su punti di vista e studi geologici per quanto riguarda la Sfinge e la sua età, sono anche stati fatti da parte di Schoch. Manichev e Parkhomenko hanno messo all’attenzione l’aspetto deteriorato del corpo della Sfinge, lasciando da parte le caratteristiche erosive in ​​cui si trova la Sfinge, che erano stati studiati in precedenza da Schoch. Gli studiosi ucraini si sono concentrati sul terreno ondulato della Sfinge che visualizza un disegno misterioso.

Gli scienziati tradizionali offrono spiegazioni per questa evidente caratteristica che si basa sull’effetto o stato di abrasione fatto del vento e della sabbia, portando avanti la tesi che le ondulazioni sono state formate perché gli strati più duri di roccia sopportano meglio le erosioni mentre gli strati più morbidi sarebbero stati intaccati ed erosi, formando dei vuoti.

Tuttavia, come ha osservato Manichev e Parkhomenko, questa tesi non spiega perché la parte anteriore dove si trova la testa della Sfinge manca di tali caratteristiche. Per quanto riguarda la tesi sostenuta da Schoch su un periodo di forti precipitazioni piovose che si sono verificate circa il 13.000 a.C., gli scienziati ucraini hanno riconosciuto a Schoch la parziale ipotesi che suggerisce che le caratteristiche erosive della Sfinge vanno indietro nel tempo oltre il 13.000 a.C. Manichev e Parkhomenko sostengono è che le zone montane e costiere del Caucaso e Crimea, (che conoscono molto bene), hanno un tipo di erosione eolica che differisce morfologicamente dalle caratteristiche erosive riportate sulla Sfinge. Essenzialmente, essi affermano che l’erosione del vento ha un effetto molto morbido, indipendentemente dalla composizione geologica delle rocce.

Il muro occidentale del recinto Sfinge, mostra un’erosione costante lungo tutta la sua lunghezza. (Cortesia e copyright di Colin Reader)

“Nelle nostre spedizioni geologiche in diverse montagne e zone litoranee della Crimea e Caucaso abbiamo potuto spesso osservare le forme di alterazione eolica la cui morfologia differisce notevolmente sulla disgregazione che si verificano sul GES. La maggior parte delle forme naturali dovute agli agenti atmosferici sono di carattere levigato, indipendentemente della composizione litologica delle rocce”.

Inoltre, i due ricercatori continuano spiegando che:

“La nostra esperienza personale nella ricerca scientifica sulla geologia delle coste marine ci ha dato motivi per tracciare un’analogia con il GES suggerendoci un altro meccanismo della sua distruzione. Specialisti-geologi, che lavorano nel campo delle coste-marine geomorfologiche, conoscono tali forme dovute alle onde che formano cavità e fessure (Morskaya Geomorfologiya, 1980). Possono essere mono e multi-piano. Esse sono disposte orizzontalmente alla superficie dell’acqua di mare, se la costa effettua una parete verticale (scogliera). Soprattutto le onde formano profonde cavità e tagli nelle rupi scoscese costituite da strati di rocce carbonacee. Tali forme di rilievo sono ben note e studiate nel dettaglio, sulla costa del Mar Nero, del Caucaso e della Crimea (Popov, 1953; Zenkovich, 1960). Il modello di formazione generale degli incavi e delle fessure nelle rocce sedimentarie del Caucaso è dato da Popov (1953, 162; Fig. 3). Nella dinamica del processo sulla formazione degli incavi e fessure provocate dal moto ondoso si può notare una caratteristica, tale caratteristica è dovuta all’energia provocata dalle onde che si infrange sullo strato roccia a livello della superficie dell’acqua. Inoltre, l’acqua sia salina che dolce può sciogliere le rocce.”

Manichev e Parkhomenko propongono una nuova naturale teoria che può spiegare le ondulazioni e le caratteristiche misteriose della Sfinge. Questo meccanismo è l’impatto delle onde sugli scogli della costa. Fondamentalmente, questo potrebbe produrre, in un periodo di migliaia di anni la formazione di uno o più strati di increspature, un fatto che è chiaramente visibile, per esempio, sulle rive del Mar Nero. Tale processo, che agisce in senso orizzontale (cioè, quando le onde colpiscono la roccia in superficie), produrrà una usura o dissoluzione della roccia.

Il fatto è che l’osservazione di queste cavità nella Grande Sfinge ha fatto pensare agli scienziati ucraini che questo grande monumento potrebbe essere stato influenzato da sopra tale processo, nel contesto di immersione in grandi masse d’acqua, non dalle regolari inondazioni del Nilo.

Manichev e Parkhomenko suggeriscono che la composizione geologica del corpo della Sfinge è una sequenza di strati composti di calcare con piccoli interstrati di argille. Manichev e Parkhomenko spiegano che queste rocce possiedono un diverso grado di resistenza all’effetto dell’acqua e le cavità non sono dovute all’abrasione della sabbia, le cavità dovrebbero corrispondere agli strati di una certa composizione litologica. Essi suggeriscono che le grandi cavità della Sfinge si sono infatti formate all’interno di diversi strati, o occupano una parte dello strato di composizione omogenea.

Il posteriore della Grande Sfinge d’Egitto

Manichev e Parkhomenko sono fermamente convinti che la Sfinge doveva essere stata sommersa sotto l’acqua per molto tempo e, a sostegno di questa ipotesi, essi sono portati verso l’esistente letteratura degli studi geologici sulla Piana di Giza. Secondo questi studi, alla fine del periodo geologico del Pliocene (tra 5,2 e 1,6 milioni di anni fa), l’acqua di mare è entrata nella valle del Nilo e gradualmente la zona è stata inondata. Ciò ha portato alla formazione di depositi lacustri, che sono di 180 mt. sopra il livello dell’attuale del Mar Mediterraneo.

Secondo Manichev e Parkhomenko, l’alto livello dell’acqua di mare ha anche causato lo straripamento del Nilo creando nel tempo corpi idrici molto lunghi. Per quanto riguarda il tempo corrisponde a 800.000 anni.

Quello che abbiamo qui è la prova che contraddice la teoria convenzionale di deterioramento causato dalla sabbia e dall’acqua, una teoria già criticata da West e Schoch, che ha ricordato che nel corso dei secoli, il corpo della Sfinge è stato sepolto dalle sabbie del deserto, così il vento e la conseguente erosione della sabbia non avrebbero fatto alcun danno all’enigmatica Sfinge.

Tuttavia, se Schoch ha chiaramente rilevato l’azione di corsi d’acqua causate da piogge continue, i geologi ucraini vedono l’effetto dell’erosione sul corpo Sfinge causata dal contatto diretto dalle acque dei laghi formatosi nel Pleistocene. Ciò significa che la Grande Sfinge d’Egitto è uno dei monumenti più antichi sulla superficie della Terra, spingendo indietro drasticamente l’origine del genere umano e della civiltà.

Qualcuno potrebbe dire che la teoria proposta da Manichev e Parkhomenko sia molto estrema perché pone la Grande Sfinge in un’epoca in cui non c’erano esseri umani, secondo schemi evolutivi attualmente accettati. Inoltre, come è stato dimostrato, i due templi megalitici, che si trovano adiacenti alla Grande Sfinge sono stati costruiti dalla stessa pietra il che significa che la nuova datazione della Sfinge include questi monumenti con la stessa Sfinge a 800.000 anni. In altre parole, ciò significa che civiltà antiche hanno abitato il nostro pianeta molto più indietro nel tempo di quanto è disposta ad accettare e dica la scienza ufficiale.

Fonte di Riferimento: Geo-archeologia e Archeo-mineralogia (Eds. RI Kostov, B. Gaydarska, M. Gurova). 2008. Atti del Convegno Internazionale, 29-30 ottobre 2008 Sofia, Casa Editrice “St. Ivan Rilski “, Sofia, 308-311.

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Traduzione e adattamento curata da Nin.Gish.Zid.da

wlady

nulla succede casualmente

Il magheggio del burattinaio

Sembra proprio che le guerre mondiali cambino i mondi e se si possiede un’agenda mondiale, dunque, i problemi globali permettono di offrire soluzioni globali. E se si guarda di come il mondo è stato trasformato dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale, il mondo è letteralmente cambiato dopo queste due guerre.

Sin dall’inizio l’idea è sempre stata quella di una Terza Guerra Mondiale per completare l’operazione; le premesse c’erano tutte, dalla Guerra Fredda, Cuba, Ucraina e in prima linea la costituzione di uno stato in Palestina, Israele. Tutto rivolto verso uno stato globale, con un governo e un esercito mondiale, che si impongano globalmente sulla popolazione mondiale.

Un’altra stortura è quella dell’ISIS che è venuto fuori (apparentemente) dal nulla, incredibilmente ben armato e finanziato, con a disposizione miliardi di $. Sono entrati in città irachene assumendone il potere e il controllo. Si sono stabiliti in luoghi chiave di frontiera tra Siria e Giordania, penetrando anche al suo interno, fino a lambire la Turchia.

Tutto questo è stato rapido e fulmineo, un piano per creare un conflitto di massa di divide & impera per vincere, tra mussulmani sciiti e sunniti. Tutti si stanno mantenendo a distanza per permettere all’ISIS di consolidare la sua posizione in quelle regioni. Basta un niente per innescare un catastrofico conflitto se Israele si sentirà minacciato, di conseguenza America e NATO entreranno in azione, perché (anche se hanno abilitato l’Iran togliendogli l’embargo e Cuba vicino a casa per avere le mani libere), si impegneranno a proteggere i finanziatori delle loro campagne presidenziali.

Sembra proprio che questa Terza Guerra Mondiale, sia volta a coinvolgere la Russia e la Cina contro l’occidente. La geniale idea è quella di portare tutto il mondo fuori controllo in un globale conflitto per poi iniziare a ricostruirlo, non solo nella struttura ma anche nel modo di agire.

Tutto questo si avvicina molto e assomiglia a quello che hanno cercato di ottenere, sin dall’inizio: un governo mondiale, una banca centrale mondiale, un esercito mondiale, un’unica moneta mondiale, insomma, il controllo globale del pianeta.

Quello che sta succedendo in Medio Oriente non è casuale, niente è stato casuale, la Libia non è stata casuale, la Siria non è stata casuale, niente lo è stato, nemmeno gli ultimi fatti successi in Tunisia sono stati casuali, nulla succede casualmente e, senza alcun dubbio, l’ISIS non è casuale, fa parte di un lungo progetto per assumere il controllo del mondo, creando un enorme caos affinché si possa ristabilire un ordine dopo il caos, questo è il loro ordine, il loro Nuovo Ordine Mondiale.

Chi non collega i fili non può vedere la progressione di quello che sta accadendo, Andare in Afganistan è stato il primo passo, giustificato da una menzogna … e di chi c’era veramente dietro, in seguito sono andati in Iraq, creando la situazione attuale, andando completamente fuori controllo. Le loro intenzioni sono quelle di andare in Africa e, provocare il terrorismo in tutta l’area. Il silenzio tombale sugli abomini ucraini è assordante; come lo è stato quello sulla Iugoslavia a suo tempo.

Per la Libia, l’ostacolo più grande, senza dubbio, è stato il colonnello Gheddafi, per questo hanno dovuto liberarsene, questo era lo scopo di quello che è accaduto in Libia, dove sono stati addestrati, armati, e finanziati i ribelli affinché attaccassero il regime di Gheddafi, dopo la Libia, questi ribelli si sono spostati in Siria per fare la stessa cosa. Pensando che in Siria le cose sarebbero andate nella stesso modo che in Libia, non è stato così e, per loro, questo è un grosso problema.

Sono state trasferite armi da oltreoceano all’ISIS che gli hanno anche permesso di fornirle ai terroristi in Siria, che controllano allo stesso modo. Tutto questo si sta svolgendo con il magheggio del  burattinaio dietro le quinte. E quando ci renderemo conto di questo, potremo vedere che gli avvenimenti non sono casuali, ma freddamente calcolati.

La loro malvagità di quello che stanno facendo deve essere compresa dalla gente, per rifiutare il loro diabolico piano atto ad assassinare, mutilare e sterminare così tante persone. Tutto questo loro possono farlo per mancanza di empatia, privi di cuore, nessuna compassione emotiva, è in questo modo che il loro lemma diventa il caos senza avere conseguenze emozionali, non essendo come noi, non possiamo giudicare quello che fanno.

Nell’aprile del 2015, leggevo questo articolo:

“Erdogan sta creando serio malcontento persino all’interno del suo entourage, mentre a livello internazionale l’immagine del paese è pesantemente danneggiata a causa di tutta una serie di gravi episodi: la repressione di Gezi Park; la persecuzione di giornalisti e intellettuali; gli scandali finanziari di alcuni membri del governo; l’appoggio turco all’ISIS, con tanto di rifornimento di armi ai jihadisti e cure mediche negli ospedali in Turchia” LINK

Oggi leggiamo che dei raid aerei turchi distruggono postazioni in Siria uccidendo 32 persone, ma nell’occasione anche due poliziotti del pkk hanno perso la vita. La svolta di Erdogan è quella di combattere finalmente L’ISIS, ma non disdegna di annientare il suo nemico di sempre, il pkk curdo.

“LE AMBIGUITA’ DI ANKARA” 

“La Turchia per mesi è stata nell’occhio del ciclone per i suoi rapporti ambigui con lo Stato Islamico. In molti l’hanno accusata di mantenere una posizione interlocutoria per evitare rappresaglie. Alcuni media si sono spinti oltre, dicendo chiaramente che Ankara collabora con le truppe di Al-Baghdadi. Il quotidiano Cuhmuriyet, due mesi fa a pochi giorni dalle elezioni, ha pubblicato due video in cui si vedono uomini dell’intelligence turca portare armi ai terroristi jihadisti oltre il confine siriano.” LINK

Adesso la Casa bianca ha dato il via alle incursioni aeree contro l’ISIS in basi aeree gentilmente concesse da Ankara e ha aperto l’annoso conflitto interno con i Curdi gli unici che stanno combattendo contro gli jihadisti, In Ucraina invece è sceso un silenzio tombale

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