Archivi tag: Tumori

Impatto biologico dei nostri telefoni cellulari

Nuovi pericoli correlati all’uso dei telefoni cellulari
che tutti devono conoscere

Dr. Mercola

Se pensate che l’uso dei telefoni cellulari non sia pericoloso per la vostra salute, allora dovreste trovare il tempo di leggere cosa ne pensa la Dott.ssa Devra Davis autrice di “Disconnect – La verità sulle radiazioni da telefoni cellulari” che ha fatto delle ricerche approfondite sui pericoli delle radiazioni emanate dai cellulari.

Come molti di noi, quando iniziò i suoi studi, la Dott.ssa Davis non pensava che i telefoni cellulari potessero essere pericolosi. Ma oggi, basandosi su prove tossicologiche ed epidemiologiche è convinta che le radiazioni da cellulare non solo siano pericolose, ma addirittura, che possano essere letali.

Nelle sue conferenze la Davis spiega come l’impatto biologico dei nostri telefoni cellulari non sia legato alla potenza del segnale emesso dal dispositivo, quanto dalla frequenza irregolare in grado di interferire con il DNA.

Questa teoria, secondo la Davis, fornirebbe le risposte sull’insorgenza di una vasta gamma di patologie, cancro compreso…

Può il nostro cellulare provocare il cancro?

Un caso molto interessante, che può essere un utile avvertimento sul potenziale cancerogeno delle radiazioni da telefono cellulare, è quello di una giovane donna affetta da cancro al seno con la presenza di diversi focolai di metastasi. Indagando sulle abitudini della paziente si è scoperto che aveva l’abitudine di tenere il cellulare infilato nel reggiseno.

I due specialisti che seguivano il caso, Robert Nagourney e John West, hanno concluso che non c’era altra possibilità per la causa del suo cancro: “Abbiamo collegato i puntini” e la distribuzione delle cellule cancerose era allineata perfettamente con la forma del suo cellulare e del posto in cui era solita riporlo.

Anche se i due medici non possono dimostrare che sia stato il cellulare la causa del tumore, questa storia dovrebbe servire come avvertimento per tutte le donne che hanno la stessa “brutta” abitudine. Ma anche per tutti coloro che tengono il telefono nella tasca dei pantaloni o della camicia.

Il nostro consiglio è di tenere a mente che i punti maggiormente pericolosi per queste radiazioni si estendono per un raggio di circa 15 centimetri attorno all’antenna del dispositivo. Fate quindi attenzione a dove riponete il vostro cellulare, tenendolo a debita distanza dal vostro corpo.

Ecco perché tenere il cellulare vicino al corpo non è una buona idea…

Alcune zone del nostro corpo sono più vulnerabili alle radiazioni da telefono cellulare.

Nel 2009 è stato pubblicato uno studio che ha preso in esame 150 uomini con l’abitudine di tenere il telefono su di un fianco, attaccato alla cintura. I soggetti avevano portato il telefono al fianco per circa 15 ore al giorno, per una media di 6 anni di tempo.

Mediante l’uso di raggi X e tecniche utilizzate nella diagnosi e nel monitoraggio di pazienti affetti da osteoporosi, i ricercatori hanno misurato la densità minerale pelvica.

Scoprendo che i soggetti della ricerca avevano una densità minore sul lato in cui erano soliti tenere il telefono. Questo dato è molto importante per lo studio dell’influenza dei campi elettromagnetici emessi dai nostri dispositivi.

Bisogna rendersi conto che il telefono emette radiazioni anche quando non si sta effettuando una chiamata. Di conseguenza tenere sul proprio corpo il cellulare per tutto il giorno ci espone a radiazioni quasi continuamente.

Molti studi concordano che le radiazioni emesse dai nostri cellulari siano in grado di influenzare negativamente: quantità, qualità e motilità degli spermatozoi umani. Un’altro problema da aggiungere alla minor densità ossea…

Uno studio pubblicato su “PLoS One” rileva che: “RF-EMR nella gamma di densità e frequenza dei telefoni cellulari aumenta le reazioni mitocondriali riducendo la motilità e la vitalità degli spermatozoi umani e in ultima analisi la frammentazione del DNA. Questi risultati hanno chiare implicazioni sulla sicurezza dell’uso di telefoni cellulari da parte di maschi in età riproduttiva. Implicazioni che interessano sia la fertilità e la salute sia il benessere dei figli.”

Per questo motivo, in particolare gli uomini, non dovrebbero tenere il proprio cellulare in tasca, evitandone il posizionamento vicino agli organi riproduttivi. Inoltre nella medesima zona vi sono altri organi sensibili alle radiazioni come fegato, reni, colon e vescica.

Prove recenti incolpano i cellulari dell’insorgenza del cancro.

L’anno scorso, un gruppo di ricerca israeliano, ha registrato un aumento dell’incidenza di tumori della ghiandola parotide negli ultimi 30 anni. Con un picco dopo il 2001. La parotide è un ghiandola salivare che si trova vicino alla guancia, proprio dove solitamente appoggiamo il telefono durante una conversazione.

Nello stesso anno il Dott. Siegal Sadetzki ha testimoniato in un intervento al senato degli stati uniti che i telefoni cellulari sono stati identificati come causa del cancro alla parotide.

Lo studio afferma che il rischio di questo tipo di tumore, sul lato di ascolto abituale, aumenta del:
34% nel caso di utenti che abbiano usato il cellulare per 5 anni.
58% se si hanno più di 5500 chiamate nel corso della vita.
49% se si hanno più di 266,3 ore di conversazioni telefoniche ne corso della vita.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica le radiazioni dei telefoni cellulari come cancerogeno di classe B

Gli abbonamenti di telefonia cellulare nel mondo sono stimati in circa 5,9 miliardi, ovvero l’87% della popolazione globale… Penso si possa dire che abbiamo superato il punto di non ritorno per quel che concerne questa tecnologia. Ma, così come il numero di utenti, cresce anche il numero di ricercatori che studia e ci avverte in merito agli effetti collaterali.

Fortunatamente? I loro moniti stanno lentamente quanto inesorabilmente cominciando a farsi sentire.

Il 31 Maggio 2011 l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) insieme al IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) ha pubblicato un rapporto in cui ammette la connessione tra telefoni cellulari e cancro. Classificando i campi elettromagnetici a radiofrequenza “possibilmente cancerogeni per l’uomo” (Classe 2B). Questa classificazione è la risposta ai molti studi che indicano i cellulari come responsabili del cancro al cervello. Il Dott. Jonathan Samet ( Università della California) presidente del gruppo di lavoro ha indicato che: “Mentre stiamo accumulando altre prove, è giusto sostenere una giusta conclusione la classificazione 2B. Date le potenziali conseguenze per la salute pubblica è importante prendere misure pragmatiche e a lungo termine per ridurre l’esposizione“.

I bambini sono i soggetti più a rischio, già nell’utero materno.

Purtroppo, bambini e adolescenti sono i soggetti più a rischio per i tumori della parotide, alle ossa e al cervello. Le ossa del cranio nei più piccoli sono più sottili permettendo alle radiazioni di raggiungere il mesencefalo, dove il cancro risulta più letale.

Inoltre, l’alta velocità di riproduzione cellulare, rende i più giovani maggiormente suscettibili alla crescita cellulare anomala quanto aggressiva di un tumore. Secondo il professor Lennart Hardell (Svezia) nei giovani che iniziano in tenera età ad usare telefoni cellulari aumentano di 4/5 volte le possibilità di cancro al cervello.

L’immagine seguente mostra chiaramente le differenze di penetrazione delle radiazioni tra adulti e bambini. Nei bambini le radiazioni attraversano il cranio molto più facilmente che negli adulti. 

La foto è stata tratta dal libro “Sanità pubblica SOS: il lato oscuro della rivoluzione wireless”

Le donne in gravidanza dovrebbero evitare l’uso del cellulare. Nel 2008 alcuni ricercatori analizzando i dati provenienti da 13000 bambini hanno scoperto che l’esposizione ai telefoni cellulari nel grembo materno e durante l’infanzia potrebbe essere collegata a disturbi comportamentali.

Un utilizzo minimo, due o tre volte al giorno durante la gravidanza alzerebbe il rischio nei futuri bambini di iperattività e difficoltà emozionali. Il fattore di rischi cresce ulteriormente se i bambini faranno uso di cellulari in età prescolare.

Nello specifico, il rischio di problemi comportamentali è aumentato del 54% nei figli di madri che hanno fatto uso di cellulare durante la gravidanza.

Quando i bambini hanno iniziato ad usare telefoni cellulari gli incrementi riscontrati sono stati i seguenti:
80% in più di probabilità di soffrire di disturbi comportamentali.
25% in più di rischio di problematiche emotive.
34% in più di rischio di complicazioni nella sfera relazionale con i coetanei.
35% in più di rischio di iperattività.
49% in più di rischio di problemi legati alla condotta.

Gli esperti categoricamente dichiarano che gli effetti nocivi sono dimostrabili.

I ricercatori in campo di impatto biologico delle frequenze elettromagnetiche (CEM) e tecnologie wireless ritengono che non ci siano più dubbi sulla relazione radiazioni cellulari e cancro. Esistono svariate patologie in relazione alle radiazioni elettromagnetiche. Come ad esempio la depressione, il diabete, le irregolarità cardiache e perdita di fertilità. Gli studiosi hanno spiegato come le onde elettromagnetiche danneggino cellule e DNA.

Il Dott. Martin Blank ha tenuto una conferenza nel 2010 intitolata ” Gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici” in cui spiega come la struttura a doppia elica del DNA sia particolarmente vulnerabile a campi elettromagnetici di ogni tipo.

Il DNA possiede delle caratteristiche strutturali, conduzione elettronica e auto-simmetria, che contribuiscono ad una maggiore reattività con i campi elettromagnetici. Rendendo le lunghe e ripetute esposizioni alle radiazioni particolarmente dannose.

Blank sottolinea in molti suoi articoli e relazioni di come la scienza abbia già dimostrato questi effetti nocivi. Come ad esempio l’articolo del novembre 2010 intitolato: “Effetti non termici e meccanismi di interazione tra campi elettromagnetici e materia vivente”. Inoltre altri studi mostrano un aumento del rischio di tumore al cervello in soggetti che abbiano usato il cellulare per più di 1640 ore. Uno studio indipendente svedese del 2007 ha riscontrato un aumento di rischio del 540% in soggetti con un uso del cellulare maggiore di 200 ore.

I miei consigli sull’uso del telefono cellulare
I bambini fino a 10 anni non dovrebbero mai usare i telefoni cellulari.
Ridurre l’uso del telefono.
Usa la rete di telefonia fissa a casa e in ufficio.
Riduci o elimina l’uso di dispositivi wireless.
Utilizza il cellulare solo quando la ricezione è buona (quando la ricezione è bassa il cellulare emette più radiazioni per ricevere segnale)
Non utilizzare il cellulare in macchina (le onde elettromagnetiche sono maggiori)
Evita di tenere il telefono vicino al corpo.
Usa un auricolare.
Non pensare che possa esistere un cellulare sicuro.
Spegni il cellulare di notte e non tenerlo vicino al letto.


Marco Falda
Come Difendersi dalle Onde Elettromagnetiche
Accademia Vis Vitalis


Riccardo Stagliano
Toglietevelo dalla Testa.
Cellulari, tumori e tutto quello che le lobby non dicono
Chiarelettere


Riferimenti
i The Environmental Health Trust June 6, 2012
ii Journal of Craniofacial Surgery September 2009;20(5):1556-60
iii PLoS ONE 4(7): e6446
iv Epidemiology January 2011 – Volume 22 – Issue 1 – pp 130-131
v Mobithinking.com Mobile statistics 2012
vi Electromagnetichealth.org, WHO/IARC Classifies Radiofrequency Electromagnetic Fields as Possibly Carcinogenic to Humans
vii International Agency for Research on Cancer, May 31, 2011, Press release # 208
viii Epidemiology. 2008 Jul;19(4):523-9
ix International Journal of Radiation Biology April 2011, Vol. 87, No. 4 , Pages 409-415
x Electromagnetichealth.org, Non-Thermal Effects and Mechanisms of Interaction Between Electromagnetic Fields and Living Matter
xi International Journal of Epidemiology June 2010;39(3):675-94
xii International Journal of Occupational Safety and Ergonomics 2007: 13(1); 63-71

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.

Dionidream

Riproduzione consentita a patto che l’articolo non sia modificato in nessuna parte indicando autore e link attivo al sito.

Link attivo al sito: http://www.dionidream.com/danni-cellulare/

Almanacco di dicembre 2015

Preparazione alla terza World War 

************************************

UE: come si decidono le sanzioni alla Russia. Renzi non ostante. 

di Maurizio Blondet

Prima di tutto una correzione al troppo esultante titolo ““L’Italia blocca l’estensione delle sanzioni UE alla Russia”.

In realtà, l’Italia è uno dei cinque stati che al vertice di Antalya, a metà novembre, al margine del G20 e sui ordine degli Usa, ha votato il prolungamento delle sanzioni alla Russia – insieme a Germania e Francia e Spagna. Anzi, il prolungamento delle sanzioni era stato deciso già molti mesi prima in sedi riservatissime, nemmeno dai governi europei, se il 3 giugno 2015 il Financial Times poteva già profetizzare: “Importanti funzionari sono fiduciosi che l’intero pacchetto di sanzioni sarà esteso a gennaio 2016 (…) questa decisione sarà un colpo per Mosca, che contava su Francia, Italia e Spagna invocassero misure per almeno alleviare le sanzioni in qualche aspetto, come riflesso di una situazione più calma in Ucraina” (Donbass). Leggi QUI l’articolo.

************************************

Nota di Vatic:  

Per molti di noi gli strumenti che vengono usati per la soppressione e lo spopolamento, non è una novità, è un fatto normale per questi psicopatici. Ma questo non dimostra chi, cosa, quando e dove. Quindi leggete e fatevi voi una riflessione. Credo che sia stato largamente dimostrato che le cellule tumorali siano contenute nella dispersione che avviene con la Geo-Ingegneria alias scie chimiche. Il cancro e i tumori è ora ad un tasso di livello più alto che mai. È solo una coincidenza o c’è una connessione? Leggi e decidi da solo.

INDAGINE: Tre giorni prima della morte del dottor Bradstreet trovato morto in un fiume, agenti del governo degli Stati Uniti, hanno fatto irruzione nella sua struttura di ricerca per prelevare documenti e materiali svolti alla sua ricerca del trattamento sul cancro, chiamato GcMAF. L’articolo che segue QUI è in lingua inglese.

************************************

A condannare il mondo non sono le azioni dei cattivi, ma il silenzio dei buoni!

Di veritanwo

Mi capita spesso di trovarmi a parlare con persone che vivono totalmente immerse nel mondo patinato descritto dai mass media, che non riescono a comprendere le grandi menzogne e inganni globali, ad iniziare dal funzionamento del sistema monetario, gestito in quasi tutti i mondo da banchieri privati, che hanno indebitato praticamente tutte le nazioni, assumendo il controllo del mercato.

E’ una condizione che conosco molto bene, visto che fino ad alcuni anni fa, anche io ero in quel modo. Seguivo con attenzione il dibattito politico italiano, leggevo i quotidiani, seguivo i talk show e mi schieravo dalla parte dei vari commedianti. Continua a leggere QUI

 ***********************************

Pubblicità progresso

Grazie all’assiduo aiuto di amici e sostenitori nella battaglia per denunciare e fermare l’ingegneria del clima, è stato installato un altro cartellone che invita a prendere coscienza del problema, indicando il sito geoengineeringwatch.org come fonte per reperire tutte le informazioni utili. Quest’ultimo cartellone è in New Mexico, lungo la strada I-25, nel tratto tra Santa Fe ed Albuquerque. Continua a leggere QUI

************************************

La Geo-ingegneria sta diventando un business globale, mentre i media tradizionali e i governi continuano a negare la verità Articolo in lingua inglese QUI

************************************

Forze armate russe stanno dimostrando la loro prodezza come forza moderna in Siria 

Secondo l’analista Blake Franko, il dispiegamento di un limitato contingente russo in Siria nella sua guerra contro il Daesh, ha effettivamente preso due piccioni con una fava; la mossa dimostra l’impegno di Mosca a sostenere i suoi alleati siriani, e allo stesso tempo serve a dimostrare l’abilità dei soldati russi nei confronti dell’Occidente. Continua a leggere QUI l’articolo in lingua inglese.

************************************

I segreti dell’antica Archeologia nascosta,  c’è forse qualcosa che non ci viene detto? 

Strutture megalitiche; Sculture e vari oggetti che semplicemente non abbiamo mai letto e/o sentito parlare, di segreti e conoscenze nascoste.

Non prendete per buona la mia parola, ma se avete dei dubbi fate la vostra ricerca e cercate di dare una risposta alle vostre domande. Tutto è a portata di un clic.

L’autore ci scrive dicendoci che non possiede la maggior parte di questi video, li ha solo combinati tutti insieme, aggiungendo il suono per un migliore intrattenimento. LINK

http://ningizhzidda.blogspot.it/

dolorosi ricordi che affiorano alla mente

chemospill_suitChemioterapia: quel che succede se una goccia cade sulla mano nuda…

Pubblicato: 18 Agosto 2015
Scritto da Cristina Bassi

Se è necessario prendere tutte queste precauzione dall’esterno…che succederà mai quando entra nel corpo? Una bruciatura e una ferita [vedi immagine sotto]: questo il risultato di una perdita di chemioterapia sulla mano nuda.

Come non sorprendersi se le persone sono preoccupate di ciò che potrebbe capitare dentro i loro corpi quando la chemioterapia viene iniettata per endovena? Come non sorprendersi se le infermiere e gli infermieri indossano guanti protettivi? Ma anche perché sorprendersi se una percentuale così alta di oncologi si rifiuta di sottoporsi ai trattamenti che caldeggiano invece per i loro pazienti?

Il paziente ha tutto il diritto di preoccuparsi sul danno che avviene dentro il suo corpo, mentre le viene somministrata per endovena una dose di chemioterapia. Qui potete trovare altre informazioni ed immagini: www.ricmasten.com/PCaOdyssey/Prostate%20spill%20page.html

ANDARE IMMEDIATAMENTE NEL REPARTO DI EMERGENZA

Le informazioni che seguono sono apprese da un sito web di un college medico, specializzato nel trapianto di midollo spinale, accompagnato da un “supporto” di chemioterapia. Questo testo particolare discute delle procedure in loco che devono essere eseguite, sia con l’abbigliamento che con conseguente apparato, quando si verifica una perdita di chemioterapia.

Nella immagine che apre questo articolo, si nota una infermiera che indossa un abbigliamento protettivo come da regolamento, per gestire una simile perdita.

“Tessuti, tamponi, garze e simili che sono contaminati, i guanti esterni e i copri-scarpe, vengono messi nel primo sacco rifiuti chemio, che viene poi chiuso e annodato e collocato in un secondo sacco rifiuti. Il restante abbigliamento protettivo e i guanti restanti, sono collocati nel secondo sacco rifiuti chemio.

 

Una volta rimossi, gli occhialini protettivi possono essere riciclati e vengono messi in un sacco, separatamente, con chiusura a cerniera e mandati in farmacia con il kit relativo alla chemio con perdite.

I sacchi di rifiuti chemio, devono essere sigillati in sicurezza e depositati in containers relativi a rifiuti con pericoli biologici. Dopo ogni caso del genere , di perdite di chemioterapia, occorre poi compilare un rapporto di “incidente medico”’.

Se la pelle entra in contatto con la medicina, bisogna procedere come segue:
• rimuovere i guanti e l’abbigliamento protettivo
• risciacquare molto accuratamente l’area contaminata, con acqua calda
• lavare accuratamente con sapone e sciacquare di nuovo con acqua calda.
• se la pelle non si è lacerata, avvolgere con accuratezza l’area colpita, con delle garza satura di candeggina diluita allo 0,05% e sciacquare con acqua calda.
• se la pelle invece si è lacerata, usare acqua ossigenata al 3% e lavar via poi con acqua calda

  • Annotare la medicina o le medicine con cui si è entrati in contatto, poiché ci potrebbe essere un antidoto specifico.

• Andare immediatamente nel reparto di emergenza.

Ecco questo è ciò che viene pompato nel paziente che si sottopone a trattamento convenzionale. La natura tossica della chemioterapia è tale che molti medici non vi ripongono alcuna fiducia.

La più parte dei pazienti malati di cancro in questo paese, muore di chemioterapia.

La chemioterapia non elimina cancri al seno, al colon o ai polmoni. Questo fatto è stato documentato per oltre un decennio, tuttavia i medici usano ancora la chemioterapia per questi tumori – dr Allen Levin, MD UCSF The Healing of Cancer

Se contraessi il cancro, non andrei mai in un centro oncologico, per il trattamento standard. I pazienti di cancro che vivono lontani da questi centri, hanno più possibilità di vita. Professor Charles Mathe, specialista oncologo francese.

Per quanto ancora possiamo continuare ad autorizzare la chemioterapia come trattamento cruciale contro il cancro?

FULL STORY HERE

fonte: http://www.cancertutor.com/chemospill/

traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net 

La mia storia: una storia d’amore durata quarant’anni. 

Mia moglie (55 anni) è deceduta nel 2006 dopo quattro anni per un oligodendroglioma di secondo grado (un tumore celebrale infiltrante come un blob che si annidava tra i gangli del cervello), chemio e radioterapia sono state le cure; oltre ai soliti flebo di chemio aveva anche delle capsule che doveva prendere a casa per cinque giorni dopo l’infusione della flebo fatta in ospedale. Queste capsule (date solamente dalla farmacia dell’ospedale) riportavano questa dicitura nel bugiardino: “può fare insorgere il cancro, il prodotto deve essere solo ad esclusivo uso e manipolato dal paziente, perché sprigiona raggi X, tenere in un posto chiuso e lontano da tutti, ecc. ecc.” Per la “radioterapia”, ne parlo più avanti.

Non ho mai voluto parlare di questo fatto che ancora oggi dopo nove anni mi fa male, ho letto questo articolo scritto da Cristina Bassi e mi son fatto coraggio per documentare un calvario di dolore durato “quasi” cinque anni. Ancora oggi ripercorro con la mente tutti i passaggi di questa mia tragedia che mi ha lasciato solo, ripromettendomi di documentarla in tutti i particolari, (come ho fatto nella vicenda che mi ha riguardato personalmente QUI uno degli articoli più letti nel mio blog ma, questo è stato più facile mi apparteneva personalmente) troppo dolore mi ha impedito di accennarne solo anche piccoli particolari nelle vicissitudini di mia moglie Lory.

Ora ci provo …
Era una bella e soleggiata domenica della primavera 2001, ci eravamo appena alzati io e mia moglie e dopo la prima colazione, l’ho vista seduta sul divano con la testa tra le mani, pensavo si stesse sfregando gli occhi come si fa quando ci si è appena svegliati, ma non era così la cosa si prolungava e allora preoccupato dissi: Lory hai mal di testa? Non mi rispose e mi fece cenno con la mano come ‘lasciami stare un momento’ … la lasciai stare e preoccupato aspettai un suo cenno.

Quando si riprese mi spiegò che un’energia che saliva dal basso ventre si irradiava allo sterno salendo su nella trachea per finire alla testa lasciandole in bocca un sapore metallico e completamente priva di forza, spossata. Queste crisi si sono ripetute nei giorni successivi e sempre con la stessa intensità ravvicinate sempre più nel tempo. Non indugiammo oltre e prontamente siamo andati in un noto ospedale per patologie neurologiche.

La dottoressa che ha fatto la prima visita, sembrava già conoscesse il tipo di patologia che aveva colpito mia moglie ma, per assicurarsi ancor meglio ci indirizzò dal primario dello stesso ospedale nel suo studio privato, che a sua volta ordinò una risonanza magnetica con liquido di contrasto. La diagnosi tomografica, non lasciava dubbi, lesione di secondo grado

(il massimo è quattro) di oligodendroglioma, un tumore infiltrante (“blob”) nei gangli del cervello che si confondeva con la matria grigia. Per limitare le crisi le fu ordinato un farmaco (Dintoina), non era la soluzione, ma almeno conteneva il malessere. Le crisi si fecero sempre più rare, e dopo sei mesi (consigliato dal medico) fu rifatta la risonanza magnetica; la lesione purtroppo si era estesa creando all’interno della scatola cranica un edema che insieme alla lesione premevano sui ricettori all’interno del cervello, i quali potevano a lungo andare inficiare gli arti, gli occhi e anche la parola.

Non restava molto tempo, bisognava prendere una decisione sul da farsi; ci rivolgemmo (con tutti gli esami fatti) ad un ospedale che al suo interno aveva un reparto molto avanzato di microchirurgia-neurologica (stereotassica). Il primario di questo reparto era specializzato in problemi di epilessia e, una lesione del tipo che ha colpito mia moglie non si differenziava troppo da quello che tutti i giorni praticavano in sala operatoria, sala operatoria completamente buia con solo i monitor da dove i chirurghi operavano.

Una decisione molto sofferta da dover prendere; mia moglie (molto coraggiosa) non aveva dubbi, per non rimanere offesa in qualche parte del corpo come una paralisi, non più cosciente o perdita della vista, confortata dal primario e dall’equipe medica prese la decisione di operarsi ma, solo dopo il matrimonio di nostro figlio e del battesimo del piccolo nipote che è nato a giugno del 2001. Così siamo andati in Germania al matrimonio/battesimo, mia moglie contenta di aver visto il suo nipotino, poteva ora operarsi…

L’operazione è durata nove ore, è andato tutto bene tranne una fastidiosa diplopia che nei giorni successivi è regredita, nessun organo del corpo è stato inficiato dall’operazione; dopo un giorno di stanza intensiva è stata portata al reparto dove in tre giorni ha fatto un incredibile recupero, si è alzata e con grande impeto si tolse il pannolone deambulando fino al bagno ferma sulle sue gambe.

Dimessa dall’ospedale una settimana dopo, ci si è dati un appuntamento per una successiva risonanza magnetica a sei mesi; intanto, le cure imposte dai medici sono state ancora Dintoina e cortisone per fare regredire l’edema post-operatorio. La grande sfida consigliata dai medici chirurghi era quella di rivolgersi ad un istituto ospedaliero specializzato nelle cure post-operatorie, per iniziare un ciclo di chemioterapia che in quel ospedale non venivano praticate.

Questa decisione è stata molto combattuta, nonostante i protocolli canonici, io e mio figlio eravamo moto restii a queste cure virulente ma, mia moglie non aveva dubbi, la paura di rimanere invalida e/o non più mentalmente presente decise per la cura chemioterapica.

Nessuna intenzione da parte mia e mio figlio di usare il plagio per convincerla a non fare la cura, l’abbiamo lasciato libera di gestire la vita che le apparteneva.

Ogni sei mesi veniva fatta una RM e, ogni volta la lesione e l’edema avanzava, non regrediva e, ogni volta venivano (come da protocollo) consigliati cicli di chemio che mia moglie accettava di fare. Il suo corpo deperiva ogni giorno, le sue difese immunitarie erano ridotte al lumicino oltre a perdere peso, inappetenza, stanchezza cronica, debolezza diffusa le impedivano di vivere una vita accettabile.

La lesione non accennava a regredire e non era più possibile continuare con la chemioterapia, i medici oncologici, consigliarono allora la radioterapia, dove nella liberatoria informativa (che mia moglie doveva firmare) c’era scritto che nessuna responsabilità era da imputare agli operatori (che precedentemente ci hanno informato) che i cicli delle radiazioni fatte in loco sulla testa non avrebbero eliminato la lesione ma l’avrebbe solo necrotizzata e che non era diverso dal tumore presente.

Nessuna regressione della lesione si evidenziava nelle successive RM, anzi l’edema interno era cresciuto e comprimeva la fronte occipitale sinistra dove era stata fatta la resezione del tumore; un ulteriore ciclo di chemio è stato ancora intentato ma senza successo.

Quell’estate 2005, come tutti gli anni, siamo andati sul lago nella villa del nostro carissimo amico, mia moglie ormai provata e gonfia per via del cortisone, sembrava ristorarsi dalle lunghe terapie subite in quattro anni, ma la vedevo triste e ormai rassegnata a qualcosa di … che ancora non capivo.

Sempre vestita con il suo pigiama in casa e, non avendola avvicinata mai per rispetto alla sua malattia, un giorno a casa, appena tornati dal lago mi mostrò il suo corpo dove all’interno di una coscia aveva una grossa protuberanza color violaceo, sul fianco sinistro appena sopra il gluteo, una ancor più grossa protuberanza che sporgeva di cinque centimetri per cinque, sotto il braccio destro all’interno del muscolo un’altra protuberanza, così sul fondo della schiena all’inizio della vita.

Ci siamo subito rivolti dove abbiamo fatto le terapie e dove il primario l’aveva in cura, abbiamo mostrato tutte quelle lesioni anomale che aveva sul corpo. Il primario è rimasto basito a quella visione e non sapeva capacitarsi di tali lesioni e non sapendo cosa fare ci ha inviato da un dermatologo. Con stupore il dermatologo ha riconosciuto subito tali lesioni come sarcomi e ancora più stupito che un primario che si occupava di tumori ci avesse inviato da lui.

Il ricovero in ospedale era inevitabile (mia moglie c’è entrata con le sue gambe). la diagnosi e prognosi è stata crudelmente scioccante da parte del primario dell’oncologia: “massimo quattro settimane di vita” e, così precisa è stata, entrata il 24 novembre 2006 è mancata il 23 dicembre dello stesso anno, alla VIDAS, non potendo più essere gestita ne a casa e nemmeno in ospedale perché non c’era più nulla da fare, dove io e mio figlio siamo stati con lei tutto il tempo che gli rimaneva.

Mi fermo qui, quelle quattro settimane fanno parte della mia intimità e, non avrei parole per poterle scrivere, troppo dolore ancora mi pervade pensando ad allora, così ancora presente nella mia mente…

Questa mia testimonianza, è parte del mio vissuto e in nessun caso vuole essere una critica alla sanità e ai suoi protocolli, ci sono persone che con le stesse terapie sono guarite, hanno visto regredire la loro lesione, così come tante persone hanno avuto meno fortuna; rimane il fatto se ne valga la pena soffrire così tanto per dei protocolli (anche se rivisti e corretti), e se veramente ci siano solo queste cure, che tanti medici consigliano ai loro pazienti ma non farebbero mai loro.

Un grande ringraziamento a Cristina Bassi, che con l’articolo in testa e pubblicato nel suo blog, mi ha dato il coraggio di scrivere di mia moglie Lory, mancata nove anni fa ma, che mi sono sempre proposto di scrivere per non dimenticare la donna con cui ho vissuto un grande amore per quarant’anni.

 wlady

http://ningizhzidda.blogspot.it/

®wld

L’indignazione di un giorno non basta!

Vero che pensavi che eravamo matti?

di Medici Alberto 

Che sostenevamo cose strampalate? Dai, non negarlo … sotto sotto l’hai sempre pensato … Non ricordi?

  • Quando ti dicevamo che l’11 Settembre non era stato un attentato di barbuti terroristi islamici che vivono nelle caverne dell’Afghanistan, ma un’operazione dei servizi segreti per giustificare due guerre di aggressione a due stati inermi, vero che pensavi che eravamo matti? Massì, la nazione più progredita al mondo, un faro per tutti i popoli, l’esempio di democrazia… mai si sarebbe potuta accettare una teoria simile, no?
  • Quando ti dicevamo che il denaro viene creato dal nulla dalle banche centrali ma molto di più dalle banche commerciali, che con il meccanismo della riserva frazionaria creano tutta la liquidità che c’è al mondo, indebitando tutti, stati, aziende, privati, di un debito eterno ed inestinguibile, che schiavizza l’umanità, vero che pensavi che eravamo matti? Se fosse stato così si sarebbe saputo, l’avrebbero insegnato nelle Università, che non era possibile che andasse così!
  • Quando ti dicevamo che il cibo è inquinato da additivi chimici se non addirittura alterato alla fonte, con gli OGM che causano malattie, tumori, difetti neonatali e nuove malattie, vero che pensavi che eravamo matti? Non ti sembrava possibile che la ricerca scientifica fosse così spudoratamente al servizio degli interessi economici e così contro l’uomo, vero?
  • Quando ti dicevamo che l’industria farmaceutica controlla tutta la sanità, ed è molto più attenta ai suoi profitti che alla cura delle malattie, e che per ottenere questo riesce a mettere il bavaglio a tutti gli studi e tutte le scoperte che potrebbero veramente far star meglio la gente, senza tenerla in cronico bisogno di farmaci, vero che pensavi che eravamo matti? Ti sembrava che era proprio grazie alle scoperte della farmaceutica che adesso si sta meglio, suvvia!
  • Quando ti dicevamo che il terrorismo è per lo più finanziato da quelli che vogliono la guerra, per appropriarsi delle ricchezze di altri paesi, e che hanno bisogno di tali atti terroristici falsi (False Flag) per avere la scusa per attaccare paesi indifesi, vero che penavi che eravamo matti? Ma no, dai, esiste l’ONU, gli stati si sono dati un ordinamento, ci mancherebbe…
  • Quando ti dicevamo che l’AIDS non è causato dall’HIV, che chissà poi se l’HIV esiste, se neanche in un processo sono riusciti a dimostrarlo, vero che pensavi che eravamo matti? E come puoi dire questo, con tutti i bambini che muoiono di AIDS… che crudeltà anche solo il pensarlo!
  • Quando ti dicevamo che anche il tumore, sì, il tanto odiato e temuto tumore, altro non è che una fase di un processo biologico, sensato e speciale, e come tale si può tranquillamente inquadrare in un disegno divino di perfetto amore che contempla le migliori soluzioni possibili per il nostro corpo, vero che pensavi che eravamo matti? Ma come si fa: lo dice anche l’esimio Veronesi: “Dio non esiste perché se no non ci sarebbero i bambini che muoiono di tumore”

-oOo-

 Adesso che però ti hanno toccato sula cosa che hai più cara, sui tuoi figli, ti sei accorto che l’impensabile avviene. Adesso che vogliono imporre, senza chiederti il consenso, una educazione sessuale spinta a sostenere l’insostenibile, ad esempio che il genere non è un fatto di natura o di biologia, ma di libera scelta del singolo, adesso ti sei reso conto degli assurdi estremi a cui può arrivare i potere (in questo caso per distruggere la famiglia, comunità dove si formano individui più forti e meno manipolabili, e il potere detesta chi non è manipolabile).

E su questo, grazie a Dio, ti sei svegliato.

E sei sceso in piazza.

Bravo. Te ne sono grato.

Ma ti chiedo un piccolo, ulteriore sforzo: adesso che sai che il potere ottuso non ha limiti, nelle sue richieste e nella spudoratezza dei suoi fini e dei suoi mezzi, fai 1+1 e domandati: ma se ci vogliono ingannare a questo punto su una cosa così evidente come il gender, a cosa possa essere arrivati negli altri campi?

E magari riconsiderare tutti i punti citati sopra. In fondo funziona sempre così. Ti fidi di qualcuno in maniera ostinata, cieca, fino a quando non te la fa troppo grossa. E allora a quel punto rimetti in discussione tutto, e ti rendi conto che tante altre volte ti ha ingannato.

A me è successo con l’11 Settembre. E da lì ho cominciato con tutto il resto. A te con le teorie gender? Bene. Continua così. Non lasciare che la tua indignazione sia una cosa di un giorno, di un sabato 20 Giugno 2015, e poi tutto ritorni come prima.

Comincia da qui. E Dio ti benedice.

Di Medici Alberto

Fonte: http://www.stampalibera.com/ 

http://ningizhzidda.blogspot.it/