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Baalbek: la prova finale

Baalbek: La prova finale di una perduta antica tecnologia

Se una antica perduta e a lungo avanzata tecnologia è esistita sulla Terra, allora le pietre megalitiche di Baalbek sono sicuramente la prova di essa. L’antico sito megalitico di Baalbek vanta pietre perfettamente ben intagliate pesanti fino a 2.000 tonnellate, allineate insieme formano uno dei più grandi misteri antichi di costruzione del pianeta. In realtà, erano forse quelle pietre super-massicce di Baalbek il risultato della loro messa in opera con “bastoni” e “pietre”, come alcuni studiosi suggeriscono? 

Il sito archeologico di Baalbek, situato nella moderna Libano è una delle più misteriose e antiche strutture mai realizzate sul pianeta Terra. Inoltre, esso contiene alcuni delle più grandi e più pesanti pietre del pianeta.

Si trova ad est del Libano, a 86 chilometri nord-est della città di Beirut, nella valle di Beqaa, vicino al confine con la Siria.

Questo affascinante sito – come molti altri in tutto il Pianeta ha sconcertato gli studiosi che non sono stati in grado di capire come e perché questo massiccio ‘santuario’ sia stato eretto.

Come una umanità primitiva migliaia di anni fa, ha trasportato, tagliato, e collocato in posizione pietre enormi, sembra difficile da credere utilizzando solo i primi strumenti del Bronzo.

Secondo gli esperti, la storia di questo antico sito può essere fatta risalire quasi 10.000 anni. Era un’antica città che ha preso il nome dal dio Ba.al. Leggende fenicie suggeriscono che Baalbek sia stato il primo iniziale avamposto in cui Ba.al è arrivato sulla Terra in tempi antichi.

Tuttavia, la verità è che nessuno può dire con certezza quanti anni abbia questo antico sito. Molti credono che Baalbek risalga a decine di migliaia di anni, forse anche circa 20.000 anni, rendendolo uno dei più antichi siti del pianeta.

È interessante notare che sia l’età del sito che la storia non sono in grado di dare una risposta causando così confusione, rimane il fatto che i megalitici blocchi di pietra presso il sito sono semplicemente da capogiro.

L’antico tempio costruito in onore di Giove si trova su una piattaforma che non dovrebbe esistere, almeno non con la tecnologia ‘primitiva‘ utilizzata dai suoi costruttori circa 9.000 – 10.000 anni fa.

In realtà, il Trilithon a Baalbek frantuma tutte le spiegazioni logiche. Esso è composto da tre blocchi super-massicci che misurano 22 metri di lunghezza e 5 metri di altezza aventi una larghezza di 3,5 metri.

La giusta domanda che ci si pone è perché sono così grandi? Bene, il peso di queste pietre massicce è compresa tra le 1000 e 2000 tonnellate.

Quindi, come possono questi antichi costruttori aver raggiunto questo obiettivo? Li hanno davvero tagliati, trasportati e riposti nella giusta posizione queste pietre dal peso di 2000 tonnellate con bastoni e pietre?

La spiegazione ufficiale che gli archeologi suggeriscono è che migliaia di uomini, con una tecnologia semplice come bastoni e pietre, hanno partecipato nella sua costruzione e al trasporto di questi enormi blocchi di pietra. Alcuni altri ricercatori suggeriscono che questo è qualcosa di matematicamente improbabile e quasi impossibile, spostare e sollevare pietre enormi con gruppi di uomini e con strumenti rudimentali. Quindi, se non possedevano la tecnologia come la nostra di oggi, come l’hanno fatto?

I tre blocchi sono posizionati su una fila di sei blocchi di granito, che misurano 10 metri di lunghezza e 4 metri di altezza, il loro peso è stimato a più di 300 tonnellate.

Sembra altamente improbabile che Baalbek sia il risultato dei metodi di costruzione antiche, tra cui bastoni, pietre e migliaia di uomini trascinavano pietre massicce intorno al luogo. Molti suggeriscono che la mancanza di riferimenti per la costruzione del sito, lo rende ancora più discutibile. Perché non ci sono informazioni che ci dicono qualcosa circa i costruttori?

Perché creare qualcosa di così tremendamente imponente senza lasciare spiegazioni? O, un punto di riferimento?

Manca un enorme anello mancante quando si cercano spiegazioni attendibili  su Baalbek.

Questo antico sito vanta pietre perfettamente intagliate pesanti fino a 2.000 tonnellate allineate insieme formano uno dei più grandi antichi misteri di costruzione del pianeta.

E se le domande che cerchiamo su questo antico sito fossero che è stato costruito da una antica civiltà che ha avuto in suo possesso una tecnologia avanzata? Una tecnologia che oggi è andata perduta? Una tecnologia che forse ha anche aiutato a creare molti altri siti megalitici in tutto il pianeta?
Ecco, forse queste sono le domande che dobbiamo porci.
 

La Pietra della Donna Gravida di Baalbek

La pietra della donna incinta

La pietra della donna gravida di Baalbek
-uno dei monoliti più grandi dell’antichità-

di Jorge Alvarez
12 Settembre 2016
dal Sito Web LaBrujulaVerde
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in spagnolo

Un monolite è un grande blocco di pietra in un solo pezzo.

Può essere di origine naturale, come nei casi di quello australiano di Ayers Rock o la Punta di Ifach spagnola, o frutto del lavoro umano, lavorato con una finalità concreta come sono tra gli esempi classici i menhir preistorici.

All’interno di questo secondo gruppo possiamo suddividerli secondo diverse motivazioni:

Alcuni sono più grandi di altri, però se parliamo di misure dobbiamo porre l’attenzione al Libano dove è stato ritrovato uno dei più grandi costruito dall’Uomo dell’Antichità.

Si tratta di quello che curiosamente è chiamato la Pietra della Donna Gravida, che si trova nella cava di Baalbek.

Situata a circa 86 chilometri da Beirut, era una città di origine cananea dove i Fenici avevano costruito un santuario al dio Ba.al (da cui il nome).

Più tardi, durante l’occupazione greca, la città fu ribattezzata col nome di Heliopolis, sicuramente perché in tempi ellenistici Ba.al fu identificato con Helios, divinità solare.

La Pietra della Donna incinta agli inizi del XX secolo

 Anche i Romani la conobbero così e ai tempi di Augusto sostituirono il culto con quello di Jupiter Heliopolitano conservando però il tempio.

Era stata apportata una modifica rispetto al tempio greco aggiungendo una grande piattaforma o patio di 88 metri di lunghezza e 48 di larghezza, utilizzando tre blocchi di pietra immensi di 750 tonnellate l’uno.

Un quarto blocco avrebbe dovuto essere aggiunto ma rimase abbandonato nella cava dove si stava tagliando.

 
Piano del complesso sacro di Baalbek,  con il tempio de Jupiter nella parte superiore

Questo blocco era destinato a continuare quel trilithon, una struttura tipo dolmen (due monoliti verticali che sostengono un terzo orizzontale come una T) che probabilmente circondava il perimetro del patio.

Non si trova nel posto esatto da dove fu estratto ma fu spostato anche se di un tratto abbastanza corto (ancora dentro la cava che si trova a meno di un chilometro dal tempio) come lo dimostra il fatto che non si trova affondato ma in una curiosa posizione obliqua.

Gli studi portati a termine nel 1996 da un gruppo dell’Università di Linz (Austria) hanno confermato le stime precedenti fatte dall’archeologo Jean-Pierre Adam e sono arrivate alla conclusione che misura 21,5 metri di longitudine per 4,8 di larghezza con una sezione quadrata di 4,2 metri di più, e si calcola che il suo peso sia tra 900 e 1.100 tonnellate.

Senza ombra di dubbio, una delle cose più curiose di questo monolito è il nome.

Gli Arabi lo chiamano Hadjar-el-Qoublé (Pietra del Sud) però tradizionalmente è conosciuto come la Pietra della Donna Gravida.

Perché? E’ una bella domanda e come succede di solito con le denominazioni molto antiche, ci sono varie teorie al riguardo:

  • la più semplice è che si riferisca a qualche credenza locale secondo la quale toccare la sua superficie avrebbe aumentato la fertilità, cosa che succede anche in altri luoghi.
  • Però c’è anche una leggenda che parla di una misteriosa donna in stato di gravidanza che si offerse di muovere la pietra in cambio del mantenimento per se e per il futuro bambino.
  • La terza è quella che dice che la grandezza del blocco era dovuta ai djinns (esseri della mitologia semita, una specie di geni che potevano essere sia maschili che femminili) che sarebbero stati in cinta.

Il secondo monolite ritrovato a Baalbek

Comunque sia, la Pietra della Donna Gravida non è la sola.

Nel 1990 si è trovato un altro ciclopico blocco appena più piccolo (19,5 x 4,4 x 4,5 metri), anche se si crede che è più pesante (1.242 tonnellate). E alcuni anni fa, nel 2014, l’Istituto Tedesco di Archeologia scoperse un terzo blocco dalla dimensioni più grandi degli altri che è considerato il più Grande mai costruito dall’Uomo.

Misura di lunghezza qualcosa come 19,6 metri, però guadagna in larghezza (6 metri) e in sezione (5,5 metri), per cui il peso si aggirerà intorno alle 1.650 tonnellate.

Questi parametri sono oggi il suo vanto ma allora furono la sua condanna poiché si considerarono eccessivi per un trasporto con garanzie; in quel senso assomiglia e allo stesso tempo si differenzia dal famoso Obelisco Incompiuto di Luxor, abbandonato perché si era scheggiato.

 

Il terzo monolite trovato nel 2014

Il giacimento di Baalbek continua a essere scavato e studiato.

Nel 1984 fu inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

FONTE