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L’energia gratuita di Tesla

La Russia vuole la freenergy andando contro gli interessi Usa

di Eduardo Capuano

Lo sai perché gli Usa vogliono fermare Putin? Perché vuole produrre elettricità gratis! ECCO COME. Gli usa vogliono fermare la Russia per evitare il crollo del petrolio. I russi stanno investendo su Tesla, tecnologia per produrre elettricità gratis via etere.

Gli usa vogliono fermare la Russia per evitare il crollo del petrolio.I russi stanno investendo su Tesla,tecnologia per produrre elettricità gratis via etere.

“SE VOGLIAMO ESSERE LIBERI dobbiamo ottenere la Free Energy di Tesla”. Così la pensano i russi. Essa potrebbe permettere la distribuzione di energia elettrica a costo zero, senza uso di cavi e accessibile a tutti sul pianeta.

Negli ultimi 20 anni gli Stati Uniti hanno distrutto mediamente 1 nazione intera ogni 2 anni, per mantenere il proprio potere basato su petrolio e dollari.

La Russia di Putin sta investendo sulla tecnologia Tesla per realizzarla, permetterebbe la distribuzione di energia elettrica senza limitazioni. MAGGIORI INFORMAZIONI

Gli Stati Uniti stanno cercando di fermare la Russia per evitare il crollo del loro impero coloniale e industriale basato sul petrolio e quindi sul sistema monetario del dollaro, valuta monetaria con cui oggi avvengono la maggior parte dei pagamenti per l’acquisto di petrolio nel mondo e su cui si basa la dittatura bancaria moderna (che si è sostituita alla sovranità degli stati nazionali).

Crollando il sistema energetico del petrolio, in poco tempo finirà il flusso di dollari che oggi alimenta le industrie d’armi americane, e quindi finirà anche la continua serie di guerre provocate, alimentate e volute dagli Stati Uniti.

CAPITO ORA PERCHÉ GLI USA DETESTANO I RUSSI?

Chissà, forse il condizionale non sarebbe qui servito se laWardenclyffe Tower del geniale scienziato serbo Nikola Tesla, costruita all’inizio del XX secolo (nella foto sopra), avesse portato alla creazione di un sistema efficace di trasmissione e di produzione di energia elettrica libera in tutto il mondo. Quello che successe cent’anni addietro è tuttora avvolto dal mistero.

Si sono conservate soltanto le impressioni prodotte su abitanti locali e su giornalisti dallo splendore celeste “per migliaia di miglia” causato dalla Torre di Tesla. Recentemente i giovani fisici russi Serghej e Leonid Plekhanov, dopo aver studiato scrupolosamente i diari e i brevetti dello scienziato, hanno deciso di rianimare il progetto di trasmissione di energia senza fili. Hanno persino raccolto mediante internet una somma rilevante per la costruzione della propria Torre. Nell’intervista a “La Voce della Russia” Leonid Plekhanov ha raccontato dei principi di funzionamento della nuova Torre:

– Intendiamo iniziare la costruzione della torre quest’autunno a 400 chilometri a nord da Mosca. Non vogliamo creare “una grande e bella cosa” per fare delle misurazioni. Il nostro approccio è quello scientifico. Condurremo ricerche in diverse condizioni meteorologiche, tenendo conto dei vari fattori. Poi questi risultati devono essere ricevuti e confermati dalla comunità scientifica. Ciò può impiegare anni, ma è importante almeno avviare il dialogo.

– Quante torri dovranno essere costruite? Sarà una rete come quella realizzata un tempo per il telegrafo ottico? Cosa può servire da fonte originaria di energia? Pile solari in deserti?

– Anche se parliamo di trasmissione senza fili, in realtà serve da “filo” la terra, il che garantisce un alto rendimento. Nel nostro caso basterà una sola torre per creare onde nel suolo di tutto il pianeta. Per quanto riguarda le fonti, è stato calcolato che la quantità di energia solare che arriva in sei ore sulla superficie di tutti i deserti del pianeta è sufficiente per rifornire per un anno di energia tutto il pianeta. Ovviamente, questo progetto è dispendioso, ma nessuno si prefigge di cambiare in un giorno tutto il sistema azionando un interruttore. Le fonti sono numerose, sia tradizionali che alternative. Il problema principale è il trasporto dell’energia fino ai centri di consumo senza la costruzione delle reti che richiedono spese ingenti.

– Perché l’industriale americano John Morgan, che all’inizio sponsorizzò il progetto di Tesla, cessò alla fine il suo finanziamento? Capì che se fosse apparsa energia libera, sarebbe arrivata l’epoca del benessere generale e non sarebbe rimasto più nessuno cui inviare le bollette?

– Tesla scrisse nel suo diario che Morgan aveva adempiuto tutti i suoi obblighi, ma il suo progetto era troppo progredito per quell’epoca. Il progetto sarebbe stato ripetuto con un successo trionfale, ma allora il mondo non era ancora pronto ad accettarlo. La trasmissione di energia senza fili è un progetto delicato in quanto coinvolge tutto il pianeta. Quindi i paesi leader dovranno accordarsi. È una questione da risolvere. In ogni caso bisogna seguire la strada dell’evoluzione, anziché quella rivoluzionaria.

– Vi rendete conto di correre il rischio di attirare su di voi l’ira, ad esempio, dei magnati del petrolio e delle maggiori compagnie dell’energia?

– Una decina d’anni fa si diceva che i giganti petroliferi non avrebbero permesso alle elettromobili di uscire sul mercato. Ma vediamo che questo settore è adesso in ascesa. Qui può sorgere una situazione simile. Per la nostra tecnologia può esistere un ottimo business driver, ossia le stesse elettromobili per le quali possono essere costruiti tanti distributori quanti ci vogliono in quanto non sarà necessario posare cavi.

– Su un portale scientifico uno scettico vi chiede: come mai è successo così che in oltre cent’anni nessuno abbia capito come costruire la Torre di Tesla?

– I motivi possono essere più di uno. Attualmente, se vieni in qualsiasi comunità scientifica e dici di disporre della teoria del funzionamento della Torre, ti risponderanno subito: grazie, arrivederci, non devi pensare di essere più intelligente di 300 accademici e dottori in scienze. Inoltre, nell’ultimo decennio si è profilata la tendenza che definirei “una specializzazione ristretta degli scienziati”. Per ricerche di carattere ristretto vengono concessi grant. Ma la Torre abbina vari indirizzi della fisica, per tale progetto ci vogliono persone appassionate. Riteniamo che ciascuno abbia diritto di difendere la propria teoria se, certo, la stessa è convalidata da prove.

– Nei vostri lavori affermate che la teoria di Tesla quadra al 100% con la fisica classica. Ed intanto si diceva che ciò è antiscientifico, che è ciarlataneria…

– Tesla non seguiva l’alveo della fisica del suo tempo. Era, in generale, una persona strana. Per interessare la gente doveva a volte ricorrere a serie azioni pubblicitarie. Questo è il motivo dell’apparizione dell’aureola mistica attorno al lavoro dello scienziato. Da qui i discorsi di tutti questi freak scientifici che non capiscono niente di fisica ma attribuiscono a Tesla le teorie del complotto secondo cui, ad esempio, lo scienziato avrebbe provocato la caduta del meteorite di Tunguzka. Inoltre, Tesla era un pratico e non era mai troppo scrupoloso nelle questioni teoriche. Ma se leggi i suoi lavori essendo armato di concezioni scientifiche moderne i suoi elaborati cominciano ad acquistare senso. Non si deve dimenticare che, grosso modo, tutte le cose elettriche nella nostra vita sono apparse grazie alle invenzioni di Tesla

Autore: Gerardo / Fonte: italianosveglia.com

http://www.ecplanet.com/node/4940 

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“telegeodinamica”

Tecno-Scimmie

L’invasione delle Tecno-Scimmie. Gli effetti psico-sociali collaterali degli smart-phone e delle nuove tecnologie. 

Il progresso tecnologico umano è il frutto della prodigiosa attitudine della nostra specie a ideare e costruire strumenti per incrementare le nostre capacità naturali motorie, auditive, visive ed espressive. A differenza degli altri animali, l’uomo si è dotato di protesi capaci di aumentare a dismisura il proprio controllo sulla realtà. A partire dai primi tronchi utilizzati come rulli per spostare macigni, passando per la celebrata invenzione della ruota sino ai mezzi di trasporto moderni è stato un progredire di protesi motorie, atte a superare i limiti dati dalla dotazione biologica. Oggi abbiamo aerei, sommergibili e astronavi: protesi motorie. E poi abbiamo occhiali, lenti a contatto e monitor, telecamere, visori a infrarossi: protesi della funzione visiva. L’inventiva e la creatività umana hanno prodotto strumenti musicali e riproduttori di suono come protesi auditive per arricchire la nostra capacità di manipolare e apprezzare il suono. Computer, memory card e schede sd sono l’evoluzione delle prime protesi della memoria: pezzi di corteccia, pietre lisce e tavolette d’argilla usate per scrivere così da ricordare, condividere e diffondere la conoscenza.

Oggi l’immenso numero di protesi tecnologiche umane è una dotazione standard: orologi, telefonini, smart phone, consolle da gioco sono l’armatura minima necessaria per interagire con la nostra realtà, una realtà nuova, totalmente inventata, che gira nei software, si de-materializza nei pixel di foto e filmati, e viaggia costantemente in una nebulosa di dati oltre l’immaginabile. Ma se in passato la tecnologia serviva ad  aumentare la capacità umana di elaborare e gestire la realtà, oggi le nostre sofisticatissime protesi elettroniche sembrano prevalere sull’utilizzatore, che ne dipende in modo passivo e non le utilizza ma ne fruisce in modo superficiale e meccanico. L’essere umano sembra sempre di più un organismo biologico che serve acché le sue protesi funzionino, ne è l’alimentatore mentre non ne è più alimentato, ne è anzi sfruttato ed impoverito.

Tecno-scimmie su Facebook. Per esempio, l’utilizzo di massa di facebook e di altri social-network va ben oltre la funzione di una protesi psicosociale finalizzata ad estendere le proprie comunicazioni e a implementare la capacità umana di interazione. Gli utenti  aprono Facebook preda di una compulsione imponderabile, passano ore a cliccare “mi piace” e ad alimentare il macchinario senza trarne alcun beneficio concreto. Non sanno esattamente cosa stiano facendo, ma lo fanno per ore: la protesi sociale detta loro scelte d’acquisto, influenza la percezione dei rapporti affettivi, li fagocita e li digerisce in un intestino informatico fatto di giochini e di informazioni, assolutamente inutili per chi le acquisisce, ma indispensabili al rafforzamento della protesi tecnologica. Il risultato è un mondo di incompetenti sociali che però hanno 600 “amicizie” virtuali mentre perdono progressivamente le capacità empatiche e comunicative per intraprenderne una davvero autentica.

Impoverimento linguistico da cellulari e smartphone. Ci sono persone che non conoscono il congiuntivo e che ignorano le basi minime dell’interazione umana, persone che però vanno in giro dotate di tecnologie spaziali come touch-screen con wi-fi e telefotocamera dalle quali sembrano letteralmente possedute. Se date un Macintosh a un macaco della savana ottenete lo stesso effetto convulsivo di operazioni ripetute senza senso, di manipolazione continua e scriteriata dell’oggetto tecnologico che purtroppo si osserva guardando umani contemporanei seduti ai tavoli di bar e ristoranti o al cinema. Ovunque, è un pullulare di tecno-scimmie che possiedono una ricchezza lessicale inferiore al T9, il dizionario precariato nelle loro magiche tavolette, e che si baloccano insensatamente con la loro protesi apple. Mentre il loro cervello stalla davanti all’ultima insulsa app acquistata, tipo un simulatore di peti umani (e, purtroppo, non è una battuta)  o l’aggiornamento “Isola dei Famosi”, la loro protesi si arricchisce di un nuovo contenuto utile a sfruttare il suo oramai scimmiesco utilizzatore biologico.

Tecno-scimmia contro homo sapiens. La tecno-scimmia è il modello umano emergente: una sottospecie di homo sapiens asservita alle protesi informatiche. E ne è influenzata a tal punto che persino il suo linguaggio si limita alla sintassi asfittica degli sms e si sostanzia nell’incapacità di comprendere e, meno che mai, di formulare ragionamenti astratti e di riflettere sulla propria realtà e su di sé in modo costruttivo. La tecno-scimmia sbadiglia al primo congiuntivo, sbalordisce davanti a una considerazione originale, ammutolisce annoiata al primo capoverso di un romanzo. Una tecnoscimmia non arriverebbe mai a questo punto dell’articolo che state leggendo, avrebbe già cambiato sito. Viceversa, si eccita sino al parossismo per il nuovo video nonsense su Youtube e sfoggia una cultura enciclopedica su marche di scarpe o sull’intero cast di Amici di Maria De Filippi in n edizioni. Indifferente al valore della reciprocità e dello scambio, la tecno-scimmia passa gran parte del suo tempo ad agghindarsi secondo le istruzioni dei tutorial on-line, spende cifre inverosimili per una t-shirt e trascorre il suo tempo “nei locali giusti”, dove anziché interagire costruttivamente con gli altri, sfoggia la sua protesi tecnologica retroilluminata e mostra agli altri primati presenti fotografie e messaggini.


Lo sfruttamento operato dalla protesi tecnologica sulla mente dell’umano causa un impoverimento della capacità d’iniziativa e della creatività. Tanto esiste una app per tutto, come recita il famoso slogan. Dunque perché la tecno-scimmia dovrebbe impegnarsi attivamente a migliorare la propria vita? Prima o poi farà un semplice download da iTunes e troverà il lavoro (che di solito non ha) o l’occupazione migliore a cui aspira oziosamente come sotto un casco di banane sull’albero che non si prende il disturbo di scalare, l’amore che lamenta di non trovare e gli amici che la deludono (ovviamente su Facebook).

Tecno-scimmie e analfabetizzazione emotiva. Esiste una correlazione tra l’epidemia di tecno-scimmie e il declino della capacità economica del nostro Paese? Tv e cellulari, Internet e quant’altro si comportano sempre di più come dissipatori dell’attenzione e utilizzatori cinici e sfrontati del neurone residuo: l’obiettivo non è certo rafforzare la dotazione biologica intellettuale dell’umano, ma sfruttarla per “fare numeri” e per elevare al massimo grado lo svuotamento delle teste in favore del “riempimento” delle memorie elettroniche che, senza i grandi numeri, non macinerebbero i miliardi che servono alla sua ostinata e vegetale espansione. E poiché non è più l’uomo a usare la tecnologia, ma la tecnologia a usare l’uomo, quello che inquieta è notare che le tecno-scimmie finiscono per adottare nelle relazioni umane lo stesso stile meccanico e anaffettivo previsto dall’interazione con computer e iPhone. Non parlano più con l’amico, ma con la sua protesi informatica, inviando dalla propria comunicazioni generalmente asettiche e comunque emotivamente poverissime. La tecno-scimmia ottimizza propria competenza relazionale sulla base delle macchine e non delle persone: non c’è più spazio per parlare di cosa si provi per l’altro, per capire le emozioni proprie e altrui. Non solo non c’è più lo spazio, ma manca completamente l’abilità di conquistarlo, quella meravigliosa capacità che l’antenato sapiens della tecno-scimmia chiamerebbe empatia.

La mortificazione del corpo.
Lo scenario dell’analfabetizzazione emotiva passa dalla leggerezza con cui le ultime generazioni, vittime del boom di protesi del nuovo millennio, vivono la sessualità e dalla superficialità con cui maltrattano l’unica cosa che possiedono davvero e che non è una protesi: il proprio corpo. Fotografarlo, postarlo, invialo per mms, prostituirlo esibendolo in ammiccamenti da tronisti e corteggiatori di Uomini e donne, emblemi della sottocultura tecno-scimmiesca.
L’abuso del corpo, la sua oggettivazione è forse l’estrema conseguenza della vittoria delle protesi sull’umano. E, purtroppo, è il sintomo di un declino intellettuale che mortifica le emozioni e le banalizza con un commentino su facebook e  con sms di una rozzezza agghiacciante nello stile “Ti amo” “Idem”.

Questo non è uno scenario fantascientifico, ma il racconto di un’invasione psicologicamente e socialmente devastante: quella delle tecno-scimmie.
E non si tratta di un’invasione belligerante, armata e tumultuosa, ma di un dilagare sistemico, incipiente e apparentemente lento dell’apatia, della noia, dell’ozio e della superficialità. Le tecno-scimmie si moltiplicano attraverso tutte le azioni che non compiono, i pensieri abortiti e i sentimenti inespressi. Con inedia, conformismo, passività e a volte e con la prepotenza dell’ignoranza. E non ci sono strumenti elettronici e tanto meno giuridici e istituzionali che possano bloccare questa involuzione. Occorrono invece metodologie psicologiche per promuovere interventi sociali e politici che arginino il degrado. Per bloccare le tecno-scimmie bastano due parole: alfabetizzazione emotiva. Bisogna aiutare le persone a recuperare ciò che la dipendenza dalle protesi elettroniche inibisce ormai sin dall’infanzia: l’empatia, la capacità di riconoscere le proprie emozioni e di comunicarle, la competenza sociale di ascoltare gli altri senza il medium esclusivo di un display. Sarà dura. Le tecno-scimmie odiano gli psicologi.

Fonte originale: http://lifestyle.tiscali.it/socialnews/salute/Secci/15328/articoli/L-invasione-delle-Tecno-Scimmie-Gli-effetti-psico-sociali-collaterali-degli-smart-phone-e-delle-nuove-tecnologie.html

Visto su: http://www.nogeoingegneria.com/motivazioni/sociale/tecno-scimmia-contro-homo-sapiens/

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Civiltà: Crollo & Decadenza

La NASA afferma: decine di civiltà sono cadute nei millenni passati. 

E’ possibile che, proprio come molte altre civiltà avanzate in passato, anche la nostra si stia dirigendo verso un imminente crollo? È il crollo imminente della società? Queste sono alcune delle domande fatte da uno studio della NASA che intende dare una risposta. Lo studio, in parte sponsorizzato dal Goddard Space Flight Center suggerisce che la civiltà come la conosciamo potrebbe avere nei prossimi decenni a una brusca fine a causa di una serie di fattori.

Se si va indietro nella storia di 3000-5000 anni, troveremo una documentazione storica che ci mostra chiaramente come le civiltà avanzate e complesse erano altrettanto sensibili al collasso di come lo si presume siamo oggi. Questo modello di collasso in corso dei nostri attuali tempi ha portato i ricercatori a mettere in discussione la futura esistenza della società e civiltà come la conosciamo.

Se dovessimo guardare ancora più indietro nel tempo, di 10.000 anni, troveremo le prove di civiltà avanzate che forse hanno preceduto gli Inca, Olmechi, Toltechi, Maya e la civiltà dell’Antico Egitto, per non parlare di altre antiche civiltà avanzate nell’antica Mesopotamia.

E’ difficile trascurare i ripetuti indizi individuati dagli studiosi, la maggior parte di questi studi sulle civiltà passate, sono state finanziate dalla NASA, quello che ne deriva da questi studi è l’evidente prova del percorso che hanno fatto le antiche civiltà sulla Terra per migliaia di anni. Questo percorso fatto nel tempo, è considerato da molti come un segno che afferma chiaramente che le civiltà antiche, sono cadute e risorte un certo numero di volte.

Questi fattori di caduta e risorta, delle antiche civiltà, (colpevoli o non della loro scomparsa) hanno continuato nel tempo a ripetere se stesse ancora prima di noi. Nel rapporto, applicato matematico di Safa Motesharri e nel suo “Dinamico modello dell’umana natura” afferma che “il processo di crescita e collasso è in realtà un ciclo ricorrente che si trova nel corso della storia.”

“La caduta dell’impero romano, e gli altrettanti (se non di più) avanzati imperi Han, Maurya e Gupta, così come tanti avanzati imperi mesopotamici, sono tutti lì a testimoniare il fatto che le civiltà, oltre ad essere avanzate, sofisticate, complesse, creative, possono essere sia fragili che non permanenti.

Lo studio è giunto alla conclusione che ci sono due principali caratteristiche sociali che hanno contribuito al crollo di ogni singola civiltà avanzata nel passato: “lo sfruttamento delle risorse dovuto al ceppo posto sulla capacità di carico ecologico”; e “la stratificazione economica della società in Élite [ricchi] e le Masse (o “gente comune”) [poveri]” Questi fenomeni di carattere sociale hanno giocato “un ruolo centrale, portandoli alla fase del collasso,” in tutti questi casi sopra elencati, si sono verificati “negli ultimi cinquemila anni.”

Anche se la nostra civiltà si trova in una fase tecnologica “molto avanzata”, questo non significa necessariamente che ci possiamo salvare dal caos imminente. Nello studio troviamo che “il cambiamento tecnologico può aumentare l’efficienza dell’uso delle risorse, ma tende anche a sollevare il consumo pro capite, aumentando la scala di estrazione delle stesse risorse, essendo quasi totalmente assenti gli effetti politici, gli aumenti dei consumi spesso compensano la maggiore efficienza nell’uso delle risorse.”

Uno dei migliori esempi avanzati sulla scomparsa delle antiche civiltà, la possiamo trovare in Mesoamerica.

Se diamo uno sguardo agli antichi Maya (che erano un’antica civiltà estremamente avanzata) troviamo che alla fine diversi fattori che hanno giocato un ruolo cruciale a far crollare quello che una volta era un grande impero. Mentre la maggior parte dei ricercatori concordano sul fatto che la deforestazione, carestia e siccità sono alcune delle componenti chiave del fallimento degli antichi Maya, troviamo questo simile modello in altre civiltà, non solo nelle Americhe, ma in tutto il mondo.

Motesharrei e i suoi colleghi concludono che le condizioni “riflettono da vicino la realtà del mondo d’oggi … scoprendo che il collasso è difficile da evitare.” Uno di questi di scenari è:

“la civiltà …. sembra essere stata per lungo tempo su di un percorso sostenibile, anche con un tasso di esaurimento ottimale delle risorse, e partendo da risorse consumate da un piccolo numero di élite, alla fine, le élite, hanno fatto un uso indiscriminato di queste risorse, causando una carestia tra la gente comune provocando alla fine il crollo della società. È importante notare che questo tipo di collasso e carestia è dovuto ad una disuguaglianza indotta che ha causato la perdita di lavoratori, piuttosto che un collasso della natura.”

QUI sotto un video che completa l’articolo:

Fonte http://www.ancient-code.com/  

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

“l’ovile di Facebook”

  Così Facebook ha fregato Google (e ci ha chiusi nel suo recinto)

Partiamo da un assioma che è difficile mettere in discussione: lasciando da parte i fanboy, le passioni e le opinioni personali (che in quanto opinioni al momento non ci interessano) ci sono sostanzialmente 5 aziende (che io chiamo le 5 Sorelle) che stanno costruendo tecnologicamente il nostro presente e gettando i ponti per il nostro futuro e sono, in rigoroso ordine alfabetico, Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft.

La seguente digressione marchettosa è utile ai fini del post, e quindi mi verrà concessa: scrivevo nel mio libro sul Web 3.0 e sulle tecnologie di domani: “Ci sono delle realtà nel nostro mondo che sono in grado di cambiare la vita di tutti noi. Non solo delle realtà, anche delle persone.

Persone come Bill Gates (Microsoft) o Steve Jobs (Apple), hanno cambiato le nostre vite. Per sempre

Questi imprenditori, anche se chiamarli imprenditori mi sembra riduttivo visto l’influenza che hanno avuto sulla vita della comunità, insieme a gente come Sergey Brin e Larry Page (Google), Jeff Bezos (Amazon) e Mark Zuckerberg (Facebook) hanno modificato non solo la nostra quotidianità, ma anche i nostri modi di pensare e di approcciarci al resto del mondo”.

Amazon – Jeff Bezos
Amazon ha del tutto cambiato il modo di concepire lo shopping, l’acquisto, il mercato e tutto quello che è “comprare”. In pochi anni è diventato di fatto il più grande negozio del pianeta, il servizio di logistica più importante di sempre (e qua sta la sua vera forza) e un servizio di cloud e di hosting senza precedenti.

Microsoft – Bill Gates
Microsot, l’eterna “data per morta”. Microsoft, l’odiata progenitrice di Windows che gira su tutto. Microsoft, l’azienda che per tutti si sarebbe dovuta estinguere presto. Microsoft, la “madre delle schermate blu”.
Microsoft… l’azienda tecnologica che l’8 aprile ha compiuto 40 anni. Da 40 anni leader del mercato dell’innovazione. Ho detto tutto.

Apple – Steve Jobs
Il Sogno. Apple è il sogno.
“Il Macintosh è più di un computer: è uno stile di vita”. Steve Wozniak.

Apple crea una tecnologia che ha una caratteristica mai avuta prima: è bella, talmente bella da diventare di moda. Apple non solo produce hardware ottimo ma lo rende di moda. E vince. Tutto.

Ok, la doverosa digressione era d’obbligo ma adesso passiamo ai veri protagonisti di questo post, ovvero Google e Facebook.

Brin e Page hanno messo insieme due cose assolutamente geniali con Google, ovvero un indice di tutti i siti presenti in rete ordinato, completamente automatizzato e un modello di business perfetto.

Google nasce come “banale” motore di ricerca e diventa una galassia di servizi: innovazione dopo innovazione Big G cambia il nostro modo di vivere giorno dopo giorno.

Mappatura
Google sponsorizza dei satelliti geostazionari, come GeoEye 1 che gira sopra alle nostre teste a 680 Km di altezza. Attraverso questo tipo di controllo globale ha mappato la Terra (Maps), il cielo (Sky), i mari (Oceans), la Luna (Moon) e addirittura Marte (Mars).

Ricerca
Ognuno di noi fa decine di query su Google ogni giorno, chi più chi meno superiamo mediamente le dieci.

Quando abbiamo bisogno di qualcosa lo cerchiamo su Google, sempre che non sia qualcosa di verticale come ad esempio alberghi, oggetti da acquistare o ristoranti… li entrano altri fattori e Google lo sa bene.

Acquisizioni

Google ha comprato colossi incredibili che gli permettono di tenere un piede dentro alle principali innovazioni oggi presenti sul pianeta. Ha comprato Motorola (per poi rivenderla svuotata dei brevetti) e ha comprato nel 2013 Boston Dynamics ovvero una delle più evolute realtà robotiche presenti al mondo.
E non ci dimentichiamo che ha comprato e reso planetario il successo di YouTube quando nessuno, nessuno, cedeva nei video come settore di mercato concorrenziale e tremendamente penetrante.
Ricordo che ai tempi sentivo gente dire “i video sono morti”. Seeee, morti.

Android
Google è proprietaria di Android, il sistema operativo che gira sulla maggior parte dei dispositivi mobili presenti oggi sul mercato. Non va solo sui cellulari ma anche su orologi e su ogni dispositivo possa portare dentro un processore.
Android è stato fondato da una compagnia di sviluppatori capitanata da Andy Rubin che oggi, guarda caso, è a capo della divisione robotica di Google, ovvero di Boston Dynamics.

In questo scenario che ha del fantascientifico Google si pone come leader innovatore praticamente incontrastato di fronte a una Apple che dalla scomparsa di Steve Jobs è diventata muscolare ma poco innovativa (più ram e processori più veloci non sono innovazione) e alle altre che per quanto leader nei loro settori non brillano per innovazione pura. Tranne… tranne Facebook.

Credits: Charis Tsevis (mikeshouts.com)

L’UNIVERSO DI ZUCKERBERG

Facebook nasce quasi per caso dal gioco, brutale e del tutto fuori luogo, di un ragazzino di Harvard che decide di costruire un sito per mettere a confronto musi di animali con volti di donne: il ragazzino di chiama Mark Zuckerberg e si appresta a cambiare il mondo indossando delle ciabatte Adidas.

Facebook cresce, supera il miliardo di utenti, viene quotato in borsa, passa il miliardo e 500 milioni di utenti superando il numero di abitanti dell’India e piazzandosi dietro solo alla Cina. Facebook non è più un gioco ma un sistema complesso di “controllo delle masse” dove controllo sta per misurazione delle attività delle persone e gusti delle stesse.

FB sa tutto, di tutti: sa con chi parliamo, cosa diciamo, quando, cosa ci piace, di cosa parliamo e con chi, da cosa siamo influenzati. Facebook sa tutto ma non gli basta.

Nel 2013 compra Instagram (qualche filtro fotografico senza un modello di business per la cifra di un miliardo di dollari circa) e un annetto dopo sconcerta il mondo comprando Whatsapp per qualcosa come 19 miliardi di dollari, soldi sufficienti a comprare la portaerei Ronald Regan.

Abbiamo capito, il valore per Facebook sono le persone, il numero enorme di persone, di fatto tutte le persone. Ma per farci cosa?

Il valore sono gli esseri umani, tipo Matrix, i dati che le persone generano e continueranno a generare sempre di più. Il valore sono i gusti degli individui e le loro relazioni, Facebook l’ha capito prima degli altri e lo sfrutta come nessun altro.

Mentre Google fatica a mantenere in crescita il proprio modello di business a causa dell’idiosincrasia che le persone mostrano verso ogni forma di pubblicità (anche se il fatturato di Big G rimane enormemente superiore a quello di FB) Facebook si proietta nel futuro, passando anche dall’Internet delle cose.

Cosa vuol dire Internet delle cose?

Mark Zuckerberg. Credits: wsj.com

E’ un’evoluzione di Internet in cui le cose, gli oggetti anche di uso comune, sono in grado di interagire tra loro ed accedere alla Rete e a tutti i dati in essa contenuti, per poter acquisire “l’intelligenza” necessaria a svolgere compiti complessi.

Anche qua, come avrete capito, è tutta questione di protocolli e di linguaggi: se le cose saranno in grado di parlarsi e di sentirsi tra loro lo dovranno fare nella stessa lingua, ma una volta raggiunto un accordo (e qua si parla più di politica economica che non di tecnologie), il pianeta sarà una vera e propria selva di sensori e dispositivi che parleranno tra loro.

Da questo universo tracciato, mappato tecnologicamente, potremo estrapolare ogni forma di informazione, di scienza e di applicativo.

E chi fornisce la piattaforma per fare si che tutto si parli e tutto comunichi formando la più grande intelligenza artificiale collettiva? Ma guarda un po’, Facebook.

“Durante la conferenza di apertura dell’F8, l’evento dedicato agli sviluppatori in corso a Fort Mason, Ilya Sukhar ha annunciato il rilascio di Parse per l’Internet of Things. Parse è la piattaforma mobile di Facebook dedicata a chi vuole sviluppare app senza curarsi degli aspetti più tecnici come storage, backend, server, cloud, analytics e dopo smartphone e tablet è già aperta da tempo ad accessori come Arduino. Il passo alla domotica, quindi, è più breve di quanto si possa pensare.”
(fonte)

Quindi FB non si limita a far parlare zii e cucini ma fa parlare ogni oggetto presente su questo pianeta con tutti gli alri e se pensate che questo pianeta conta circa 8 miliardi di device connessi a Internet allora beh, il chiacchiericcio delle cose diventa Big Data.

Nel mentre succede anche che il social blu pensa di uscire dai proprio confini, quei enormi confini da un miliardo e mezzo di utenti, con una piattaforma chiamata Atlas che serve a fare pubblicità sugli utenti Facebook fuori da Facebook, ovvero stai sul social blu che sa tutto di te, esci e vai su siti affiliati i quali sanno tutto di te, grazie a quello che gli dice FB.

Forte, eh?

FACEBOOK È “IL NUOVO GOOGLE”

Qualcuno mi ha detto che sì, tutto questo è vero, ma oggi Google grazie ad Android sa dove siamo tutti noi in ogni momento. Verissimo, ma lo saprà anche FB quanto tutti i dispositivi parleranno e comunicheranno attraverso di esso.

Qualcuno mi ha detto che Google ha un piede in tutte le tecnologie più impattanti del prossimo futuro. Vero, ma FB sta lavorando esattamente in questa direzione e questa, quindi, è innovazione.

Qualcuno mi ha detto che su Google Plus le community hanno altri gradi di interazione. Probabilmente è vero, ma alla casalinga di Voghera (che è la discriminante per il successo di una piattaforma rispetto a un’altra) non interessa molto Google Plus.

Qualcuno mi ha detto che le persone sono su Facebook solo per cazzeggiare mentre su Google ci sono servizi utili. Si, vero, ma FB è stata la prima azienda a trasformare il cazzeggio in una fonte di business.

Qualcuno mi ha detto che le 5 Sorelle si spartiranno il mondo tecnologico da brave appartenenti a un cartello con Google=Hub, Facebook=Piazza, Amazon=Market place, Apple=Piattaforma Microsoft=Office e SO.

Probabilmente anche questo è vero ma mi pare che la battaglia per la conquista del mondo digitale sia decisamente aperta e aspra e che specialmente penda sempre da qualche parte, non sia mai bilanciata.

Facebook ha miliardi di conversazioni al giorno da leggere, guardare, monitorare, misurare. Facebook ha monetizzato il cazzeggio. Facebook è nei tuoi messaggi privati, qualunque cosa usi.

Facebook permetterà il passaggio di danaro attraverso Messenger (l’avevo dimenticata, ma Mark no…. ecco cosa se ne fa di Messenger oltre che Whatsapp).

Facebook permetterà alle cose di comunicare tra loro attraverso di lui, divenendo di fatto un Hub come non si è mai visto prima.
Facebook permetterà ai siti partner di guadagnare sulla sua stessa mole di dati e sulla conoscenza degli utenti.

Non lo so cosa accadrà tra 5 anni, giuro che non lo so come non lo sa nessuno, ma quello che so è che in questo momento, nel preciso momento in cui scrivo, Facebook è certamente la piattaforma e l’azienda che maggiormente sta correndo per innovare, in alcuni casi inseguendo gli altri ma pur sempre correndo più veloce.

Direi che ‘sti ragazzi ci sanno fare, no ? 

RUDY BANDIERA 

FONTE

Pubblicato su: http://www.nogeoingegneria.com/ 

http://ningizhzidda.blogspot.it/

Il “Padre” della “Famiglia”

Sono un fisico del CERN. Abbiamo fatto qualcosa che non avremmo dovuto fare. Il collegamento ad altre dimensioni è reale e abbiamo raggiunto il Contatto!

 Parte 1, Parte 2, & PARTE 3

1) Nel pubblicare queste informazioni sto contravvenendo alle leggi internazionali in materia di privacy e segretezza. 

2) Non ho intenzione di rivelare la mia posizione perché so che ogni tentativo di dimostrare quello che ho visto o di quello che ho fatto parte si tradurrà nella mia immediata eliminazione. 

3) Il mio nome è Dr. Edward Mantill ed ero (tecnicamente lo sono tuttora) un fisico del CERN, che si trova a Ginevra, Svizzera. Sono specializzato nella ricerca di particelle subatomiche, con particolare attenzione alle interazioni dei quark. In altre parole, studio le molto piccole particelle e di come interagiscono tra loro a elevate velocità. Fino a Giovedì, 15 gennaio 2014 ero un normale scienziato che viveva e lavorava al campus del CERN. La maggior parte degli scienziati che sono direttamente coinvolti nella ricerca all’interno del campus di Ginevra, si possono occasionalmente recare a casa solo per attività sociali.

La maggior parte di voi che hanno sentito parlare del CERN avranno sentito parlare di LHC (Large Hadron Collider) il più grande strumento scientifico che supera 20 miglia di diametro e viaggia sotto il territorio sovrano dei due paesi (Svizzera, Francia). Al pubblico è stato detto che la sua costruzione ha avuto un costo in euro di decine di miliardi, al fine di studiare la nascita dell’universo e le collisioni che si svolgono all’interno del collisionatore, permettendoci una rapida panoramica del fenomeno che può essere testimoniato solo quando le particelle si colpiscono le une con le altre, questo avviene ad prezzo incredibilmente alto. Ma la macchina non è stata progettata per questo motivo, né (sin dall’inizio) è stata usata per lo stesso scopo. Lo scopo principale della costruzione del CERN Collider era quello di aprire una porta, una via. Mi spiego: l’idea della porta è entrata in fruizione nel 1960.

Dopo anni e anni di tentativi per nascondere il fenomeno UFO, tra cui fatte su larga scala e le interazioni molto pubbliche come l’incidente di Roswell, l’incidente della battaglia di Los Angeles ben prima che i governi di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia avessero deciso di darle la giusta importanza e comprensione di ciò che questi oggetti erano. Le ipotesi volavano di lungo e in largo. Erano UFO provenienti da un altro pianeta? Erano arrivati da un altro tempo? O era semplicemente illusione e isteria di massa alimentata dalla fervida immaginazione di un pubblico con la paura dei comunisti e della loro tecnologia? No, non erano nessuno di questi.

Il nostro universo non è altro che una pagina in un grande libro. Si pensi ad un libro chiuso riposto su di un tavolo: si vede ogni pagina impilata una sopra l’altra, un libro vincolato dalla colonna dorsale inserita tra le due copertine. Il nostro universo è una sola pagina in una vasta e onnicomprensiva del libro. E la nostra ricca pagina non è certamente l’unica, ad avere una profondità di pensiero e scrittura impegnata in essa. Ogni pagina del libro rappresenta una dimensione diversa ciascuno con la propria unica scrittura, una storia unica, è proprio un modo unico di isolarsi dalle altre pagine. Nessuna pagina viene ad interagire con le altre, così come nessuno inchiostro può infiltrarsi da una pagina all’altra. Ogni pagina, è un universo a sé stante.

Nel giro di pochi anni una miriade di scienziati hanno lavorato e condiviso la loro ricerca matematica, sotto la minaccia di essere eliminati, l’idea del libro è stata finalmente cementata. Anche se molti non si sono trovati d’accordo, la matematica era lì per sostenere l’idea del libro, ora, la matematica ci ha anche mostrato che era impossibile per una pagina interagire con un altra. Questo, fino al 1980. Nel corso del 1980 miliardi di dollari per la ricerca sono stati stanziati sull’idea se l’energia usata sia stata sufficiente, se la forza utilizzata sia stata congrua, concentrata in una piccola area (dalle dimensioni di una punta di spillo) per poter teoricamente testare la nostra pagina e avere un assaggio della pagina accanto alla nostra. Potendo così aprire una porta dal loro universo al nostro.

Quando la “famiglia” (nome in codice per un ristretto gruppo di scienziati che funzionavano come testa ai servizi del CERN) ha mostrato nel marzo del 1981 la presentazione iniziale, molti di loro hanno espresso profonda preoccupazione per le conseguenze dell’apertura di una tale porta. Ma nel bel nome della scienza, la famiglia ha deciso di condividere queste idee con i governi che costantemente finanziavano la loro ricerca. In una riunione svoltasi a Lussemburgo, i capi di stato della nuova formazione dell’Unione europea, insieme con gli Stati Uniti e la Cina, gli sono stati mostrati i piani per la costruzione di una colossale macchina che consentiva l’apertura di una porta che poteva essere chiusa a nostra discrezione. La porta sarebbe stata aperta, e il livello di energia sprigionata sarebbe stato misurato dimostrando che il CERN aveva adempiuto al suo compito, e successivamente la porta sarebbe stata chiusa. Semplicemente, Aperta, Chiusa, a piacimento.

I capi di governo hanno stanziato alla “famiglia” e al CERN un finanziamento senza limiti, nella speranza di capire che tipo di potere avrebbero trovato in un altro universo. Pensate alla possibile fonte inesauribile di energia, la leggerezza di viaggiare più veloci, armi laser che potrebbero annichilire i nemici. Le possibilità di potere era veramente sconcertante. Così, al pubblico gli è stata raccontata la favola per “comprendere l’universo”, mentre la famiglia e i governi sapevano la verità. La maggior parte degli scienziati del CERN sono stati tenuti completamente al buio, dopo tutto il collider potrebbe svolgere la sua funzione normalmente, di  come si scontrano le particelle per i cacciatori di finanziamento desiderosi di capitalizzare. Ma lo scopo è di gran lunga più nefasto, che si sarebbe verificato solo in presenza della “famiglia” e di alcuni scienziati selezionati.

Io sono il membro della famiglia per la mia divisione. Ovviamente la famiglia originaria sono tutti pensionati o estinti, ma c’è un nuovo gruppo, più giovane, più desideroso di provare a se stessi di saper reggere il timone, e le conseguenze di questo sono e saranno terribili. Così, come stabilito, mi permetto di spiegare quello che è successo lo scorso giovedì. È stata una giornata normale all’LHC, erano state programmate di effettuare due collisioni, uno alle 9 del mattino e l’altro al 6:30pm. E’ andato tutto splendidamente e gli esperimenti sono stati ritenuti un successo. Abbiamo assistito alle due collisioni e il gruppo generale di ricercatori sono rimasti molto soddisfatti del loro lavoro.

Intorno alle 7, la maggior parte della squadra era uscita fuori dalla sala di osservazione, la macchina è stata messa nella solita modalità di stand-by. Quando la camera si è svuotata, la clip dell’ID che indossavo per il controllo della mia vita, (dotata di un display che vibra), ha iniziato a vibrare. Guardai il display, ho letto una scritta verde molto tenue, la scritta che si leggeva era “Salotto”, ho capito subito quello che si cercava di fare. Alzai gli occhi dal distintivo e catturato dallo sguardo del dottor Celine D’Accord, un altro membro della famiglia alla testa sulla fisica del plasma. Anche lei aveva appena alzato gli occhi dal suo badge. Entrambi abbiamo capito e lasciato il “Soggiorno”, una grande camera sotto la struttura principale che si trova nella sezione-A. Non era una stanza speciale, era una stanza del tutto normale. Questa è stata la chiave per nascondere le nostre vere intenzioni. Se ci fossimo incontrati in un segreto bunker sotterraneo al posto del regolare seminterrato, avremmo destato dei sospetti ogni volta che si andava ad eseguire un esperimento.

Come Celine ha fatto, sono andato dal collisore alla sezione A, abbiamo girato tutto il campus, l’aria fredda e tagliente della Svizzera ha colpito la mia faccia facendola bruciare. La notte era eccezionalmente chiara, e questo fattore ha ulteriormente rafforzato il mio sospetto. Gli sono sempre piaciuti fare questi esperimenti nelle notti serene. Siamo entrati nella Sezione A e fatto a nostro modo per entrare nell’edificio principale. Le porte si aprirono appena ci siamo avvicinati e allo stesso modo le porte degli ascensori, ci siamo trovati in un’ampia sala una hall con soffitti a volta.

Il segnale RFID emesso da nostri personali badge ha fatto aprire le porte dell’ascensore anche se prima avevamo premuto il tasto. Dopo essere entrati in ascensore, le porte si sono chiuse l’ascensore ha cominciato a muoversi. “Non mi abituerò mai a questo”, ha detto Celine, riferendosi al livello di automazione degli edifici. Ci era stato programmato un incontro nel soggiorno, e l’edificio era a conoscenza di questo incontro, così tutte le luci strategicamente si accesero, gli ascensori leggevano dove dovevamo andare. Il miracolo del networking. Usciti l’ascensore che ci ha portati verso la camera del consiglio, la porta si è chiusa e al suo interno c’era la famiglia. A capo del tavolo c’era il “Padre”, un giovane fisico piuttosto ambizioso di nome Sandra O’Reilly. “Padre” che è stato designato, da quando è stato incaricato di dare ordini alla Famiglia per quanto riguarda i nostri esperimenti clandestini.

L’umore delle persone nella stanza non è mai stato teso, ma piuttosto uno stato di eccitazione controllata. La famiglia, negli ultimi 10 anni intentava questi test una volta ogni 6 mesi ma senza molto successo. Siamo passati attraverso diversi, “Padri”, dal grande Dr. Bertramberg al meno conosciuto e costantemente ubriaco dottor Yao, Ognuno di loro non era riuscito a realizzare ciò che aveva progettato la famiglia originaria. Miliardi sono stati spesi, ma ancora nessuna porta era stata aperta. L’annuncio del Padre è stato: “Stasera, proviamo con 40 Tera Electron Volts”.

http://www.anonymousmags.com/im-physicist-cern-weve-shouldnt-connecting-dimensions-real-achieved-contact/

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http://ningizhzidda.blogspot.it/2015/06/cern-la-porta-dellinferno.html

Traduzione a cura di Nin.Gish.Zid.Da 

Religione & Sviluppo Tecnologico

 

Il SETI e le religioni extraterrestri

 L’affermazione se esista un’intelligenza extraterrestre o non esista può essere vista in parallelo se esista un Dio oppure no. Alcuni dicono che ci sono prove sufficienti dell’esistenza per entrambi. Se mettiamo da parte i rapimenti e i miracoli, vero è che l’assenza di prove non è è prova di assenza per entrambi. Tuttavia, se uno rileva la prova di una intelligenza extraterrestre, si romperà la simmetria di queste due affermazioni e, di fatto, sarà una prova che sarà incompatibile con l’esistenza di Dio o almeno delle religioni organizzate.  

 

 E’ tutta una questione di spazio e tempo.

 Le civiltà tecnologiche non possono avere la stessa ubicazione – mediamente non possono essere vicino a noi nello spazio e nel tempo – a meno che tali civiltà tecnologiche siano di lunga durata. Non sto parlando di circa 100 anni o 1.000 anni. Sto parlando dell’età delle stelle o galassie.

L’equazione di Drake, (che in realtà non si usa quasi mai), non è altro che un bel modo per organizzare la nostra ignoranza. Quando si scrive una qualsiasi equazione ci si attende che venga calcolata una risposta. Questo è impossibile. Non c’è una risposta a questa equazione se non con l’osservazione e l’esperimento.

  N = R* · fp · ne · fl · fi · fc · L

dove:

N   è il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazioneR*   è il tasso medio annuo con cui si formano nuove stelle nella Via Latteafp    è la frazione di stelle che possiedono pianetine   è il numero medio di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vitafl    è la frazione dei pianeti ne su cui si è effettivamente sviluppata la vitafi    è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligentifc    è la frazione di civiltà extraterrestri in grado di comunicareL    è la stima della durata di queste civiltà evolute 

L’equazione di Drake dice che il numero di civiltà nella Via Lattea con cui possiamo attualmente comunicare potrebbe essere stimato prendendo il tasso medio di formazione stellare nella Via Lattea – e qui abbiamo davvero la possibilità di calcolare stelle simili al nostro sole che vivono abbastanza a lungo perché l’evoluzione sia possibile (sempre che l’evoluzione altrove abbia avuto lo stesso tempo che ha avuto il nostro pianeta) – per la frazione di stelle che hanno pianeti.

Ora sappiamo che i pianeti extrasolari sono poco più di 40 e considerando le attrezzature migliori che abbiamo sui telescopi possiamo trovare solo pianeti molto massicci con orbite di breve periodo. Forse dieci anni fa qualcuno avrebbe scommesso che non ne avremmo trovato nessuno. Ma, ancora non avevamo sufficienti strumenti di precisione per trovare altri pianeti. Oggi sappiamo qualcosa in più dei pianeti extrasolari, ma non abbastanza, in particolare su pianeti simili alla Terra.

Ora cerchiamo di entrare in una vera e propria speculazione.

  • Qual è la frazione di pianeti simili alla Terra la fuori su cui è cominciata la vita?
  • E di quella frazione di vita che ha avuto inizio, quanti hanno sviluppato un’intelligenza da poter essere riconosciuta?
  • E delle specie intelligenti là fuori, quanti di loro hanno sviluppato una civiltà tecnologica comunicativa che può essere percepita oltre le distanze delle stelle?
  • E per ultimo, per quanto tempo le civiltà e le loro comunicazioni sono durate?

Considerato tutto quello che sappiamo e tutto quello che non sappiamo,
Possiamo dire che attualmente il numero di civiltà nella nostra galassia che potrebbero comunicare è inferiore alla loro età in anni.Ora, ritenendo che la Via Lattea sia molto vecchia e molto grande – 10 miliardi di anni, e di 100.000 anni luce.Noi viviamo qui in questo posto alla periferia della Via Lattea che contiene 400 miliardi di stelle, circa un quarto delle quali, 100 miliardi, sono simili al sole. In quante stelle avremmo dovuto cercare per trovare una civiltà intelligente.E allora, a quale distanza avremmo dovuto cercare nelle molte stelle della Via Lattea?

E’ da circa 100 anni che abbiamo una tecnologia di comunicazione. Con questa tecnologia cerchiamo di trovare un’altra intelligenza tra circa quattro miliardi di stelle. Questo significa che avremmo dovuto cercare a circa 10.000 anni luce, in tutta la nostra galassia – il 10% della distanza in tutta la galassia.

Supponiamo che l’età giusta sia qualcosa come 13.000 o 15.000 anni, la quantità di tempo che abbiamo avuto finora come civiltà. Allora sarà come 1 a 30 milioni di stelle che si trovano entro i 1.700 anni-luce. Se le civiltà durassero un milione di anni, allora la ricerca dovrà essere fatta solo su 400.000, per trovarne una con 430 anni luce. E se le ultime civiltà con 400 milioni di anni, quindi 1 su 1.000 saranno sufficienti a rientrare nei 50, 60, 70 anni luce.

Il che sarà 1 su 1.000 dove attualmente vengono fatte le più sensibili ricerche del SETI (Il SETI è il nome collettivo per le attività scientifiche svolte per cercare vita extraterrestre intelligente). Per avere successo di trovare una vita intelligente extraterrestre da parte della nostra primitiva tecnologia, vuol dire che stiamo cercando qualcosa di molto vecchio. Così successivamente a breve termine implica che la tecnologia che rileveremo sarà molto più vecchia rispetto alla nostra. Anche se in futuro, (pensando alle nuove generazioni), non necessariamente sarà possibile trarre la stessa conclusione.

Pertanto, dobbiamo essere in grado di sopravvivere al tipo di stato in cui ci troviamo oggi – con la nostra infanzia tecnologica – longevi, non solo noi stessi ma anche il nostro pianeta. Tale longevità estrema è del tutto incoerente con il tipo di religione organizzata che conosciamo. Va ricordato che gli uomini non fanno mai completamente il male così allegramente come quando lo fanno per convinzione religiosa. In altre parole, in genere le persone cattive fanno cose cattive; persone buone fare cose buone. Ma, ci vuole la religione per portare una persona buona a fare qualcosa di veramente brutto.

La religione organizzata è una delle nostre più grandi minacce alla sopravvivenza. Tutta la gamma delle religioni che abbiamo oggi, sono relegate ad una delle forme più comuni di preghiera.

Ambrose Bierce ha definito il “pregare” come:

“dichiaratamente indegna la richiesta di un singolo di annullare le leggi dell’universo”.

Lo stato d’animo – la volontà di mettere da parte le leggi dell’universo a favore di qualche autorità superiore – consente fondamentalmente a una tantum di gratuita impunità. Questo tipo di impunità, consente alle persone di eludere le conseguenze delle proprie azioni, compresa la distruzione della specie e dell’habitat.

La religione organizzata è un’invenzione del nostro possibile, intelletto, e non solo del nostro, ma anche di altri intelletti.

HL Mencken ha detto:

“La più comune di tutte le follie è credere appassionatamente che il palpabile non sia vero. Questa è la principale occupazione del genere umano”.

Steven Pinker ci dice che l’evoluzione e l’intelligenza umana ha plasmato il modo in cui era quello di creare un sistema di moduli progettati per capire come funziona il mondo. Quando, (ancora agli inizi) non ne avevamo compreso il funzionamento. Originariamente i popoli (di conseguenza non ancora alfabetizzati), hanno inventato fantasmi e ipotesi sul futuro, garantendo poteri a oggetti ordinari senza averne inventati di diversi, ma solamente prendendo un banale oggetto caricandolo di potere.

Quindi, la religione organizzata è un’invenzione della mente, come ci dice Steven Pinker. Dio è una nostra invenzione.

Ci stiamo trasformando e dirigendo a sopravvivere in una civiltà tecnologica longeva, la religione organizzata ha bisogno di essere superata. Le guerre di religione sono state portate avanti in modo tradizionale per secoli.

Anche se qualcuno ha imposto dei trattati, i conflitti non sono mai del tutto finiti. Di esempi veramente orribili ci sono stati in passato come lo sono ancora nel presente.

L’unica soluzione possibile che possiamo auspicare oggi è superare la religione così come la conosciamo, con le sue sette e denominazioni, sviluppando una religione universale senza deviazioni, senza differenziazioni assolutamente completa e interessante per tutti. Una tale religione potrebbe essere in grado di coesistere per lungo tempo con lo sviluppo tecnologico, senza precipitare nelle peggiori tendenze umane.

Se Questo sviluppo è stato possibile per le altre civiltà, si potrebbe ipotizzare che, se e quando mai arriverà un messaggio, sarà un invito a far comprendere a tutti noi che le cose sono ben diverse da come le abbiamo ipotizzate. D’altra parte, se vogliamo auspicare di ricevere un messaggio laico di tale importanza, dovremo staccarci dalle religioni organizzate superandole.

di Jill Tarter

FONTE 

wlady

Brevetti sottochiave, soppressi o sequestrati

Come il governo sopprime la tecnologia sull’energia gratuita

di Buck Rogers

Vi siete mai chiesti di come sarebbe il mondo se le fonti di energia pulite fossero ampiamente disponibili e accessibili a tutto il popolo della terra? Se ne siete convinti, non siete i soli, la ricerca di una migliore esistenza sull’energia pulita è stata al centro di molti ingegnosi inventori, scienziati, sperimentatori e anche generazioni di scienziati che lavorano e hanno lavorato in aziende e ambiti governativi.

Sappiamo che questa energia ‘pulita’ è possibile, ma però, per qualche ragione, la società proprio non riesce ad andare in autostrada oltre la media di 23,6 miglia per gallone. Il divario della scienza tra ciò che è chiaramente capace e ciò che è disponibile per il mercato di massa dei consumatori è straordinario, quello che facciamo è come se non ci fosse un domani, siamo spasmodicamente alla ricerca di combustibili fossili, la costruzione di impianti nucleari, tutto nella serafica noncuranza.

La verità è là per coloro che hanno occhi per vedere. Le tremende forze di mercato e dei capitali coinvolti nei governi e nei settori dell’energia e automobilistico rendono praticamente impossibile qualsiasi promettente dispositivo di energia e/o brevetto tecnologico per farlo emergere come valida alternativa e accessibile nel vero mercato, e non solo per apparire su YouTube o in occasione di qualche prototipo per fiere. Le alternative esistono, ma perché non le rendono più ampiamente disponibili?

Oltre ai più famosi casi come Wilhelm Reich, e di altri geni scientifici come Nikola Tesla, Raymond Rife, o Linus Pauling, molti inventori meno noti hanno brevettato o tentato di brevettare dispositivi di energia funzionali che non sono mai stati resi disponibili al pubblico.

Come funzionano esattamente gli avanzati tipi e dispositivi di tecnologia energetica che sono effettivamente stati soppressi? Si potrebbe sostenere che la soppressione di tecnologie energetiche siano un male necessario da parte del governo, come Gary Vesperson ci illustra qui:

“Una ragione comprensibile per la soppressione di alcuni tipi di invenzioni di energia è che la conoscenza dietro di loro è anche in grado di produrre armi elettromagnetiche avanzate enormemente distruttive come il “raggio della morte” apparentemente inventato da Nikola Tesla. Quindi molte di queste nuove tecnologie energetiche, tecnologie a “doppio uso”, in particolare quelli che utilizzano questo tipo di conoscenza dei principi elettromagnetici avanzati, sono oltre 4.000 brevetti, non numerati e sequestrati messi in una cassaforte presso dall’US Patent and Trademark Office per il loro potenziale militare e la necessità di mantenere quella conoscenza occultata ai nemici dell’America. [Gary Vesperson]” 

Forse, alcuni casi, possono certamente essere considerati sicurezza nazionale, ma oggi, nell’età delle innovazioni e scoperte tecnologiche, il pubblico viene scoraggiato anche per alternative semplici, come l’auto elettrica che è stata originariamente sopressa.

Chi sa esattamente quante opportunità la razza umana ha perso per vedere emergere la ‘free energy‘?

Ad esempio il caso del progetto Orion, (un’organizzazione dedicata alla trasformazione del nostro consumo di energia) che ha dato un’occhiata da vicino, ed esattamente di come il governo ha soppresso i dispositivi di energia libera. Nelle loro revisioni delle tecnologie del passato (ora oscurate), hanno notato i principali modi in cui le tecnologie energetiche alternative sono state soppresse:

“La nostra rassegna di innovazioni tecnologiche del passato (ormai segretate) mostra che queste invenzioni sono state soppresse o sequestrate da grandi categorie con le seguenti azioni e motivazioni:”

1.5.1 Anteriormente, l’intento di acquisire la tecnologia da parte delle imprese è stato quello di ‘accantonare’ l’invenzione onde evitare che il dispositivo arrivasse sul mercato.

1.5.2 Un’azione sistematica da parte degli Stati Uniti e di altri uffici brevetti è stata quella della negazione dei brevetti e la protezione della proprietà intellettuale.

1.5.3 Sequestro o soppressione della tecnologia mediante l’applicazione illegale della sezione 181 della legge statunitense dei brevetti o di altre applicazioni illegali di norme nazionali su quello che la tecnologia potrebbe provocare per la sicurezza, classificate o ritenute “di importanza per la sicurezza nazionale”. Si noti che queste applicazioni sono azioni illegali adottate da delinquenti a piede libero e da entità che lavorano in collusione con gli interessi per sopprimere queste tecnologie.

1.5.4 Violazioni da parte di altri enti per la regolamentazione o della licenza, inclusi ma non limitati solo agli elementi canaglia all’interno del Dipartimento della Difesa, la CIA, la NSA, Federal Trade Commission, Dipartimento di Energia e altri.

1.5.5 Vengono presi di mira l’inventore o la società con truffe finanziarie, accordi finanziari illegali che portano alla scomparsa della società, e/o trappole simili.

1.5.6 Intercettazione sistematica di fondi per il sostegno finanziario necessario e indispensabile per sviluppare e commercializzare queste fondamentali nuove fonti di energia. La sintesi di Breakthrough tecnologie energetiche, 10/19/09 a pag. 6

1.5.7 I modelli di dissuasione sono molteplici come le molestie, minacce di attentati dinamitardi, furto e altre azioni poco chiare che spaventano e demoralizzano l’inventore, o chi possiede lo sviluppo di tali tecnologie; a quanto pare, si sono verificati significativi danni fisici.

1.5.8 Incentivi attraverso significative acquisizioni finanziarie, offerte di posizioni di potere e di prestigio e altri benefici al proprietario di tali tecnologie per garantire la loro cooperazione nella repressione di tali tecnologie.

1.5.9 Istituire un scientifico pregiudizio e il rifiuto della tecnologia alla luce degli effetti elettromagnetici non convenzionali pensando che non possano essere possibili per la conoscenza scientifica convenzionale.

1.5.10 Corruzione di enti scientifici e dirigenti attraverso contatti clandestini con progetti criminali classificati privati ​​o poco chiari che intendono sopprimere tali dispositivi.

1.5.11 Le principali corruzioni di media entità e le figure chiave vengono fatti tramite contatti clandestini con progetti criminali classificati privati ​​o oscuri son quelli che intendono sopprimere tali dispositivi. [Fonte] “

Come si può vedere, si tratta di un dominio a spettro completo quando si tratta di soppressione delle tecnologie energetiche. Cosa ci vorrà per vedere un significativo cambiamento culturale verso le tecnologie energetiche sostenibili? Ci si deve chiedere se la soppressione di queste cose importanti come la libera energia ‘overunity’ sia anche possibile per gli esseri umani. Cosa ne pensi?

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Le 7 invenzioni soppresse che avrebbero cambiato il Mondo

Le 10 invenzioni di Nikola Tesla che avrebbero cambiato il Mondo

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Buck Rogers è l’incarnazione legato alla terra da quella parte di familiari cosmici senza tempo, è il ribelle dentro. Lui è un surfista di ideali e medita spesso sulla promessa di un mondo felice e di un’umana spensieratezza che oggi è martoriata da mari arrabbiati. Lui è uno degli scrittori personali di WakingTimes.com.

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Pubblicato il 25 Settembre 2015 su ARGOMENTI DI: Buck Rogers le cospirazioni sull’energia di Nikola Tesla
FONTE

wlady