Archivi tag: tablet

Latente tossicodipendenza dei bambini

Genitori attenzione: una generazione di bambini tossicodipendenti

Wikimedia Commons

Inserito da: Katherine Rushton

La naturale inclinazione umana verso la dipendenza è già abbastanza grave, ma gli algoritmi di YouTube guidano volutamente la gioventù verso materiale inappropriato e inquietante che non dovrebbe impressionare le giovani menti. Se hai figli o nipoti, questo è un articolo da leggere. ⁃ Editor TN

I bambini sono diventati tali tossicodipendenti che stanno abbandonando i loro amici e gli hobby, oggi un importante rapporto ci avverte avverte.

I ricercatori hanno scoperto che i bambini al di sotto dei cinque anni trascorrono un’ora e 16 minuti al giorno online. Il tempo di visualizzazione dello schermo è di quattro ore e 16 minuti quando sono inclusi giochi e televisione.

I giovani di età compresa tra i 12 e i 15 anni trascorrono in media quasi tre ore al giorno sul web, oltre a due ore in più guardando la TV. Lo studio ha detto che YouTube è stata “una caratteristica quasi permanente” di molte giovani vite e sette su dieci di età compresa tra i 12 e i 15 anni hanno portato gli smartphone a letto.

Conclusione: “I bambini guardavano le persone su YouTube a perseguire gli hobby che non avevano fatto da soli o che avevano abbandonato di recente offline”.

Un numero crescente di genitori ha ammesso ai ricercatori di aver perso il controllo delle abitudini online dei propri figli.

Il principale studio di Ofcom arriva quando l’analisi mostra che gli iPad possono ostacolare lo sviluppo dei bambini

Quasi il 20% dei bambini con meno di cinque anni ha una compressa, che sale alla metà dei bambini più grandi (immagine)

Gli attivisti hanno descritto il rapporto del controllore dei media Ofcom come terrificante.

“Nei primi anni, i bambini hanno bisogno di interagire con altre persone e giocare – è fondamentale per le loro abilità sociali”, ha affermato Sue Palmer del gruppo Toxic Childhood.

‘Se ciò non accade quando sono piccoli, non so dove conduce. C’è lo stesso tempo dello schermo e poi c’è lo spostamento dell’ora sullo schermo.”

Il rapporto annuale, basato su 2.000 interviste, ha rivelato anche che:

  • I bambini di età compresa tra i 5 e i 15 anni trascorrono 20 minuti in più online al giorno che a guardare la TV;
  • Un bambino su cinque pre-scolaresca e due quinti dei bambini di età compresa tra cinque e otto anni hanno un dispositivo iPad o tablet;
  • Un quinto dei bambini di età compresa tra 8 e 12 anni è sui social media – nonostante un presunto divieto di minori di 13 anni;
  • Quasi un bambino su cinque tra i 12 e i 16 anni ha speso accidentalmente denaro online.

I bambini di tre e quattro anni guardano ancora più la televisione rispetto ai video online, ma il loro consumo televisivo si sta riducendo mentre il loro tempo online è sbalorditivo.

Molti si affollano su YouTube e trascorrono ore a guardare video a misura di bambino come il modo di fabbricare la melma o disegnare animali. Altri cercano video “unboxing” in cui le stelle di YouTube sfornano nuovi prodotti.

Alcuni giovani stanno diventando così ossessionati dalle celebrità di YouTube che li idolatrano come modelli di riferimento, ha affermato il rapporto Ofcom.

Alcuni caricano i loro video, sperando di fare carriera da soli. Disturbingly, molti guardano lo stile di vita dei “vlogger” che perseguono gli hobby e interagiscono con gli amici invece di farlo da soli.

Molti nuovi genitori considerano l’opportunità di offrire ai loro figli un iPad o un tablet con cui giocare considerandoli essere una manna dal cielo – ma le cifre mostrano che più giovani si stanno allontanando dai vecchi hobby

Ofcom ha parlato con un numero di bambini che avevano abbandonato i loro hobby – come disegnare e fare acrobazie in scooter – per guardare film su YouTube.

Un bambino che si è descritto come “molto arty” ha ammesso di aver provato raramente qualsiasi tipo di artigianato, e ha preferito guardare gli altri a essere creativi online.

Alcuni giovani hanno dichiarato di socializzare meno con gli amici, perché uscire di casa era “troppo sforzo” quando potevano interagire con loro online.

“YouTube è stata una caratteristica quasi permanente della vita di molti bambini, utilizzata durante il giorno”, hanno affermato i ricercatori.

Ma molti bambini che vanno online per guardare video innocui si trovano a guardare materiale profondamente inquietante. Spesso incontrano contenuti non adatti per sbaglio, quando cercano qualcos’altro.

A volte cercano semplicemente materiale che sono troppo giovani per vedere. Sono anche guidati da questo algoritmo di YouTube che fornisce loro suggerimenti basati sui loro gusti, ha rilevato Ofcom.

Solo uno su cento dei minori di 5 anni ha uno smartphone, ma a 11 è cresciuto del 35%

I bambini preferiscono YouTube ai servizi televisivi o TV on-demand vecchio stile perché “potevano facilmente accedere esattamente a ciò che volevano vedere e venivano offerti con un flusso infinito di raccomandazioni su misura per i loro gusti”, afferma il rapporto.

Molti dei genitori coinvolti nella ricerca sono rimasti scioccati nello scoprire cosa stavano guardando i loro figli. Due quinti di quelli con bambini dai 5 ai 15 anni temevano che i loro figli fossero sotto pressione per spendere soldi sul web.

La metà era preoccupata per le imprese tecnologiche che raccoglievano troppe informazioni sui loro figli, e circa un terzo temeva che i loro figli vedessero contenuti inadatti o fossero radicalizzati dagli estremisti.

Nonostante queste paure, molti genitori di adolescenti hanno ammesso di avere difficoltà a controllare la quantità di tempo trascorso dai loro figli online.

Secondo il rapporto parte del problema era che i giovani preferiscono guardare i contenuti sul web da soli.

Guardano la TV in diretta come un’attività di famiglia, ma si sentono molto più a loro agio su un dispositivo che possono controllare in privato.

I bambini usano spesso più schermi contemporaneamente, ma le ore che dedicano a ciascuno vengono contate separatamente per la ricerca Ofcom.

Stanno anche utilizzando più profili di social media per progettare un ‘immagine perfetta’ e per evitare il bullismo. Il numero di persone di età compresa tra 12 e 15 anni vittime di bullismo online è quasi raddoppiato dal 5% nel 2017 al 9% l’anno scorso.

I giovani ora usano spesso diversi account per progettare diverse versioni di se stessi in modo che il loro “sé reale” possa evitare lo stigma sociale, afferma il rapporto.

Più della metà dei bambini intervistati ha affermato che i social media presentano un’immagine non realistica, e alcuni ricercatori hanno affermato che i filtri glamour e lusinghieri per renderli più “graziosi” sono stati utilizzati in molti casi. Circa il 20% delle ragazze ha dichiarato di aver bisogno di apparire online sempre “online” rispetto a solo l’11% dei ragazzi.

Il cane da guardia ha scoperto che i bambini dovevano affrontare il bullismo sempre più spesso attraverso servizi come WhatsApp.

La scorsa settimana il padre della quattordicenne Molly Russell ha accusato Instagram per la sua morte, dopo aver visto post sul social network che ha affascinato il suicidio e l’autolesionismo.

Anche la piattaforma YouTube di proprietà di Google è stata messa sotto accusa per consentire jihadisti, attivisti di estrema destra e predicatori di odio.

****************************

Come gli iPad possono ostacolare lo sviluppo

Lasciare che i bambini in età prescolare giochino su iPad e guardino un sacco di televisione può danneggiare il loro sviluppo, hanno scoperto i ricercatori.

Hanno detto che quelli che sono stati esposti maggior tempo sullo schermo all’età di due anni hanno mostrato abilità generali più limitate all’età di tre anni.

I ricercatori, dell’Università di Calgary in Canada, hanno dichiarato: “I media e gli schermi digitali sono ormai onnipresenti nella vita dei bambini.

“Sebbene siano stati identificati alcuni benefici del tempo sullo schermo interattivo di alta qualità, il tempo di schermatura eccessivo è stato associato a deleteri risultati fisici, comportamentali e cognitivi. Lo studio ha esaminato i risultati durante un periodo critico di crescita e maturazione, rivelando che il tempo trascorso sullo schermo può interferire con la capacità dei bambini di svilupparsi in modo ottimale.

“Quando osservano gli schermi, possono mancare importanti opportunità per praticare e padroneggiare le capacità interpersonali, motorie e comunicative.”

Lo studio, pubblicato sulla rivista medica JAMA Pediatrics, monitorava 2.400 bambini.

Leggi l’articolo completo in lingua originale qui …

Fonte: https://www.dailymail.co.uk/

®wld

Noi non siamo manichini

  

PhoneGate, lo scandalo dei cellulari fuori legge (ritirati dal mercato). Ecco la lista incriminata. Marc Arazi: “Quante sono le vittime?” – ESCLUSIVA OASI SANA 

di Maurizio Martucci 

Limiti soglia superiori ai livelli regolamentati. L’affondo: “Miliardi di consumatori sono stati consapevolmente fuorviati sui reali limiti di esposizione alle onde elettromagnetiche nell’utilizzo dei cellulari a contatto col corpo, tenuti in tasca, in mano o nel reggiseno”. Il più grosso scandalo al mondo sull’irradiazione irregolare emessa da Smartphone e telefoni cellulari si chiama PhoneGate. E’ scoppiato in Francia nel 2017 dopo l’avanzata delle ricerche di Marc Arazi, battagliero medico transalpino che nei giorni scorsi in Polonia, nel 3° Forum Internazionale “Protezione dell’ambiente dall’inquinamento delle radiofrequenze”, ha presentato nella sede municipale di Cracovia i dati di un clamoroso scandalo di portata mondiale, clamorosamente ignorato dalla stampa italiana. Sostiene Arazi: “Per più di 20 anni i produttori potrebbero aver messo sul mercato telefoni cellulari rischiosi per la salute e la sicurezza degli utenti. Diverse centinaia di milioni di modelli di cellulari e Smartphone di Apple, Samsung, Nokia, Alcatel, LG, Huawei, Sony, HTC, Motorola, Blackberry hanno fatto registrare valori preoccupanti”. Per Arazi, tutto è cominciato così. Pochi anni fa: “I risultati complessivi mostrarono che il SAR per il tronco e le estremità di 9 telefoni su 10 era superiore al valore limite quando i telefoni sono stati testati a contatto con il corpo. Alcuni telefoni cellulari hanno superato da 3 a 4 volte i valori limite”.

La querelle si riferisce ai valori SAR, ovvero ai limiti di emissione elettromagnetica stabiliti dall’’Unione europea e condivisi in quasi 150 paesi al mondo, concordati sulla base delle raccomandazioni della ‘Commissione internazionale sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti’ (ICNIRP). Si tratta – come spiego nel mio ultimo libro d’inchiesta “Manuale di autodifesa per elettrosensibili” (Terra Nuova Edizioni) – dell’unita di misura individuata per lo standard di sicurezza del telefono cellulare, creato su un limite soglia dedotto empiricamente dagli effetti termici, stabilito cioè non sulla possibile reazione umana registrata al momento dell’impatto con l’elettrosmog, ma sull’analisi di un campione di manichini riempito di gel, i phantoms, i cosiddetti fantasmi, che mimerebbero il punto di surriscaldamento registrato sulla materia vivente (ma noi non siamo manichini!) 

Infatti il SAR (specific absorption rate, cioè l’indice di assorbimento elettromagnetico di un tessuto stimato in 2W/Kg in Europa, generalmente indicato nelle istruzioni allegate a un telefono cellulare al momento dell’acquisto) è stato calcolato proprio in simulazioni di laboratorio, durante obsoleti e inadeguati test con fantocci imbottiti di una sostanza gelatinosa: un campione per altro non rappresentativo quanto a categorie di peso, altezza e capacita dielettriche dell’organismo umano e dei fluidi di un ‘cervello vivo’, non riproducibili con materiali sintetici. Questo perché l’Organizzazione Mondiale della Sanita non ha ritenuto doveroso considerare esami di tipo biologico in grado di investigare sui possibili effetti genetici ed epigenetici dovuti all’esposizione elettromagnetica, evidenziati invece nei risultati scientifici di 833 studi censiti da Henry Lai dell’University of Washington. Lo stesso Arazi, chiarisce: “Gli standard di controllo per la SAR non sono un metodo affidabile per determinare il livello di radiazione semplicemente perché la distanza alla quale il tronco SAR e le estremità del corpo sono misurate non è realistica”. 

“Il limite SAR è di 2,0 W / kg in media su 10 grammi di tessuto umano per 6 minuti di esposizione alla testa, al tronco e agli arti” – al cospetto di numerosi ricercatori e scienziati, ha detto a Cracovia Arazi, mostrando la presentazione che OASI SANA riporta in esclusiva per il pubblico italiano – “Per l’esposizione dell’intero corpo, la soglia SAR cosiddetta ‘corpo intero’ è di 0,08 W / kg, media per tutto il corpo. Negli Stati Uniti, in Canada e in altri 17 paesi, la Federal Communications Commission (FCC) ha richiesto dal 1998 che i telefoni commercializzati adottassero un livello SAR inferiore a 1,6 watt per chilogrammo (W / kg) in media su 1 grammo di tessuto umano per 6 minuti di esposizione per la testa e il tronco e 30 minuti per gli arti”.

Ebbene, in Francia nel 2015 l’Agenzia nazionale delle frequenze (ANSES) testò i cellulari disponibili sul mercato, evidenziando come su 95 telefoni cellulari, acquistati a campione dai negozi di vendita regolarmente autorizzati, ben l’89% faceva registrare un tasso di assorbimento specifico (SAR) superiore a 2,0 W / kg, ovvero con il 25% del valore SAR superiore addirittura al doppio, a ben 4,0 W / kg. Inoltre, contrariamente all’ingaggio di un’informazione trasparente per il consumatore, le istruzioni operative allegate nella scatola d’acquisto del 25% dei telefoni testati non indicavano nemmeno una distanza minima di sicurezza da dottare per l’utilizzo.

Da qui l’azione intrapresa dall’Organizzazione non governativa PhoneGate Alert, guidata proprio da Marc Arazi, che ha invitato l’ANSES ad “indicare se questi superamenti dei valori SAR registrati tra il 2012 e il 2016 possono causare effetti sulla salute ” e studiare in particolare le conseguenze per i bambini poiché ” possano essere più esposti degli adulti”. Le tappe dello scandalo PhoneGate portano impressi i medi dell’anno corrente: 

Ad Aprile 2018 la svolta. In Francia inizia il ritiro dal mercato dei primi 100.000 telefoni cellulari irregolari (Hapi 30, fabbricato da MOBIWIRE e commercializzato in Francia da Orange);  

• Il 29 Maggio 2018 tocca ai telefoni NEFFOS X1 TP902 importati dalla società TP-Link France, mentre l’ANFR annuncia di aver richiesto l’aggiornamento di tre telefoni dei marchi Alcatel PIXI 4-6, Eco Star Plus e Huawei Honor 8.

• Il 26 Luglio 2018 sempre ANFR dichiara che, dai riscontri effettuati, altri due modelli di telefoni cellulari superano il limite SAR, si tratta del Wiko Tommy2 (versione di Bouygues Telecom) e del Sense F23. 

• Lo scandalo acquista dimensioni mondiali: il 27 Luglio anche in Canada vengono ritirati dal mercato altri modelli di Smartphone risultati fuori soglia e il governo vieta la distribuzione dei modelli Alcatel U 50 per il superamento delle soglie di emissione normativa.

Il problema, ha poi spiegato Arazi nel forum polacco, è “l’assoluto fallimento delle normative e dei mezzi di controllo internazionali. In Europa, solo pochi paesi tra i quali Francia e Olanda, esercitano il controllo post-mercato. A fronte dei miliardi di euro introitati dalle vendite annuali di telefoni cellulari in Europa, la Francia spende in media 130.000 euro l’anno per il controllo di appena 70 modelli. In realtà, per tutti gli altri strumenti Hi-Tech non viene effettuato alcun controllo, vale per Tablet, Laptop e altri apparecchi wireless”.

Ma non finisce qui, perché il 28 Giugno 2018 l’associazione Phonegate Alert organizza a Parigi una conferenza stampa per chiedere il ritiro di più di 250 modelli dai mercati di Francia e in Europa (quindi, in Italia molti di questi modelli sono attualmente in vendita regolare). L’elenco dei marchi incriminati secondo Arazi, include le versioni di telefoni cellulari più utilizzati al momento (tra i quali almeno 34 modelli Samsung, 19 della LG, 14 della Wiko, 12 di Nokia, 10 di Huawei, 9 di HTC e di 5 Apple. “La pietosa reazione delle autorità europee – insiste Arazi – è stata quella di rivendicare il principio di segretezza in favore delle aziende produttrici, ovvero la clausola di riservatezza inclusa nell’articolo 5 della direttiva comunitaria 2014/53/UE, valido per tutte le apparecchiature a radiofrequenza e a rischio per la salute umana, ovvero telefoni cellulari, Tablet, computer e giocattoli wireless per bambini”. La domanda, allora, è presto fatta nell’interrogativo del Presidente di PhoneGate Alert: “Quante vittime ci sono già a causa di questa sovraesposizione acuta e cronica ai telefoni cellulari?”

Secondo Gilles Brégant, direttore generale dell’ANFR, la SAR di tutto il corpo è “non adatta ai dispositivi mobili, è la stima dell’esposizione per una fonte che è relativamente lontana e che inonderà l’intero corpo, ad esempio un’antenna”. Nuove frequenze (4G e presto pure il 5G) sono certamente più potenti e penetranti. “La ricerca scientifica è sempre in ritardo nell’analisi degli effetti sulla salute delle nuove tecnologie”, conclude Arazi. Ma anche i mezzi d’informazione non scherzano: in Italia l’opinione pubblica è totalmente all’oscuro degli inquietanti dati emersi da PhoneGate, ma soprattutto i cittadini-consumatori restano ignari dei reali livelli d’emissione elettromagnetica, la pericolosa irradiazione prodotta da cellulari, Smartphone, Tablet e Lim di uso comune, soprattutto tra i giovani, le fasce più a rischio e potenzialmente vulnerabili.

Riproduzione consentita, citando autore e fonte 

Fonte: https://oasisana.com/  

®wld

Nda, ho pubblicato questo articolo perchè ancora oggi sono alla ricerca di cosa abbia ucciso mia moglie, e forse qualche relazione potrebbe esserci con l’uso del telefono cellulare, cellulare (Motorola) che nell’anno 1998 regalai a mia moglie in occasione del nostro anniversario di nozze: 

Mia moglie (55 anni) è deceduta nel 2006 dopo quattro anni per un oligodendroglioma di secondo grado (un tumore celebrale infiltrante come un blob che si annidava tra i gangli del cervello, il continuo della disavventura e nefasta fine della mia amata continua QUI, alla fine di un articolo pubblicato in data 20 agosto 2015 che vertiva sulla tossicità dei Radio/Chemio terapici, usati e applicati come protocolli dalla medicina.

Il Magico Futuro dell’Augmented Reality (AR)

UN FUTURO MAGICO. PECCATO PER GLI UMANI
(SCORDATE L’EUROZONA 2)

Ce l’hanno già pronto il Futuro Magico, indicibili cambiamenti che neppure immaginate, un progresso umano formidabile. Ma ora vi ghiaccio il sangue: sarà in mano a chi? E peggio: per quali portafogli? E ancora peggio: gli Stati moderni, ormai ridotti a carcasse di pollo in discarica, come soccorreranno i milioni su milioni di cittadini che rimarranno fuori dal… Futuro Magico?

Mi è balzata in mente un’immagine antica da libro delle favole di questo Futuro Magico: il disegno della vetrina della pasticceria inglese dei tempi di Dickens, lussuriosi dolci e prelibatezze dietro il vetro, ma in strada orde di bambini sudici con nasi e mani appiccicate dall’altra parte della vetrina, nel gelo, a guardare quel paradiso. Così sarà per i vostri figli e i figli dei figli, il Futuro Magico.

Ma cosa c’è di così fantastico dietro alla vetrina? Ecco, inizio l’elenco.

Il Graphene, la nanotechnologia e gli OLEDs. Materiali e applicazioni.

Il Graphene è un singolo strato di materiale con proprietà mai esistite in nessun altro materiale al mondo. E’ più forte dell’acciaio, conduce meglio del rame, è sottile come un singolo atomo, come semiconduttore è praticamente trasparente, e ha applicazioni ovunque, per esempio nel filtraggio dell’acqua, e questo varrebbe tantissimo per i Paesi più poveri dove ancora muoiono come zanzare per ciò che bevono. Ci possiamo contare che le Nazioni Unite acquisiranno il brevetto per poi far bere centinaia di milioni di gente in stracci? Come no.

Gli OLEDs sono tecnologie visive, che trasformeranno le tv, gli smart phones in applicazioni molto più flessibili, intercambiabili, permetteranno a una televisione di casa di essere ripiegata in un tablet e poi anche in uno smartphone. Inimmaginabile come cambierà le comunicazioni o l’intrattenimento. Cosa che preoccupa, perché questo binomio – comunicazioni e intrattenimento – è già stato l’artefice della caduta in apatia di milioni di cittadini mentre il Vero Potere gli fotte la vita alle spalle.

Le nanotecnologie sono immense, non ho altro modo per descriverle. Prendete anche le più avanzate chemioterapie di oggi. La nanotecnologia saprà arrivare dritto alla singola cellula cancerosa senza mai sfiorare un’altra singola cellula sana del corpo. Su questo capitolo si sa già tantissimo, non mi dilungo. Mi chiedo solo se le Sanità Pubbliche, oggi in difficoltà per gli stipendi degli infermieri e con 4 centri d’eccellenza ogni 70 milioni di abitanti, se le potranno mai permettere le chemio nanotecnologiche. O avremo un bel doppio binario della morte? Il Signor X che in 6 mesi risolve il carcinoma, e il tizio Y che in 6 mesi scrive il testamento.

________________

Eccoci alla AUTO 2.0. L’intera industri automobilistica si dissolverà in nulla, polvere del passato. Letteralmente, con tutti gli impianti e tutti i dipendenti e operai di oggi che vanno in fumo.

I motori non esisteranno più. Ci saranno motori elettronici. E’ la realtà che sta spazzando via tutti i mercati. Poi avremo non più automobili, ma supercomputers. Dimenticate l’auto di oggi con i marchingegni software. Le auto che arrivano sono fornite di Intelligenza Artificiale (AI), sapranno portarci da luogo a luogo senza nessuna interazione umana. Non esisterà più il mercato dove un compra un’auto, svaniranno i concessionari, e il 90% dell’impiego burocratico del mondo dei trasporti privati. Le auto si chiameranno a domicilio attraverso gli smart phones, e saranno usate solo per lo scopo richiesto. Fine del vecchio modo di acquisto auto, uso e rottamazione.

Spiace dirlo, ma le industrie tradizionali dell’auto saranno spazzate via e dovranno adattarsi. Ma non solo. Immaginate quanto indotto verrà distrutto da questi cambiamenti, i calcoli della perdita occupazionale di AUTO 2.0 sono… incalcolabili, è già stato dichiarato. Ogni auto circolante sarà appunto un supercomputer fatto da altri supercomputers intelligenti. Non una singola mano operaia esisterà più e fra pochissimo.

 __________________

AI, ormai notissimo acronimo per Artificial Intelligence. Passeremo da un mondo, oggi, dove gli umani danno regole alle macchine, a un mondo dove gli umani porranno problemi alle macchine e loro penseranno e li risolveranno. Per gli investitori questo significa centinaia di miliardi di dollari di risparmi. Il trucco qui sta nella velocità in cui gli algoritmi stanno superando la velocità del cervello umano. AI sta arrivando alla capacità delle macchine di pensare e risolvere problemi molto più velocemente di qualsiasi umano o industria. Pensate alla Sanità, velocizzazione delle diagnosi, eliminazione dell’errore. Nella grande distribuzione vediamo AI eliminare il bisogno di gran parte del personale, alcuni studi dicono di tutto il personale. Di nuovo, e chi li raccoglie sti milioni a spasso?

Ma ciò che dovrebbe terrorizzare noi umani dell’arrivo di AI sono le applicazioni in capo di Forze dell’Ordine e Militari. La pattuglia che ti ferma sui viali non esisterà più. Né esisterà il soldato e tutta la catena di comando sul campo di battaglia. Ora, il problema di liquido orrore qui sta in quale Codice Etico-Morale verrà impiantato a questi poliziotti o soldati e generali nella loro AI. Se l’asticella verrà posta a zero tolleranza, l’umano dall’altra parte sarà annullato in ogni sua manifestazione, ragionamento, colloqui, persino cultura giuridica. Non sarà più umano.

_________________

L’Agribusiness, cioè quella che oggi è la più colossale industria del Pianeta Terra. Nei prossimi 30 anni la popolazione terrestre crescerà del 35%, ma la terra per produrre cibo crescerà solo del 4%. Per nutrirci tutti, i produttori avranno bisogno di nuove tecnologie.

Avremo la cosiddetta Agricoltura di Precisione per estrarre il quadruplo da ogni ettaro di terra. Ci saranno non più i mega macchinari trattori agricoli di oggi, che devastano i terreni, tolgono acqua e inquinano, ma mini macchinari software che faranno lo stesso lavoro con un decimo dell’impatto e dello spreco di raccolto. I drones si sostituiranno ai contadini. Contadini: addio, fine, a casa o al cimitero. I drones esamineranno ogni cm quadrato di terra e riferiranno problemi che il contadino non capirebbe mai a centrali operative di Agriscienziati. Poi ci sarà la Semina di Precisione, cioè software che diranno alle aziende cosa piantare in ogni cm quadrato di terra perché sanno che lì il seme crescerà meglio. Poi i Fertilizzanti di Precisione. Non più immense spruzzate di fertilizzanti agli idrocarburi, ma applicazioni precise per ogni seme e limitate alla necessità del singolo seme, con un risparmio di fertilizzanti immenso. Bè, tutto questo si trasforma per gli investitori in un mercato di 240 miliardi di $ entro il 2050.

Avete letto bene: PER GLI INVESTITORI. Qualcuno dotato di almeno 4 neuroni immagina che questi miracoli di cibo per cm quadrato saranno esportati GRATUITAMENTE in Sudan, Chad, Bangladesh, India, Ande, o Medioriente? No comment. E i nostri contadini? E la tutela di cosa c’è in tutta sta… Precisione che finisce nella patata che mangi, mentre sappiamo oggi che Agribusiness sta piegando la Commissione UE a deregolamentare tutti i controlli di salute? Ah! bé, certo, ci sarà poi la Precisione della nano-diagnosi di cancro dopo 30 anni di sta roba che mangi, ok, allora tutto a posto. 

____________________

La fabbrica come l’abbiamo sempre conosciuta. L’industria manifatturiera affronta oggi la sua più grande rivoluzione dall’800. La cosiddetta fabbrica sparirà del tutto, come sono sparite le carrozze a cavallo. Il futuro della robotizzazione farà risparmiare all’industria manifatturiera immediatamente almeno 500 miliardi di $. Prima innovazione: Ecosistema Virtuale.

____________________

Oggi i passaggi per produrre il prodotto finito sono tantissimi, ma con l’innovazione virtuale si ridurranno a un decimo, naturalmente significa robot e software. Ma non ci saranno più robots, ci saranno i COBOTS cioè robots che collaborano con una figura umana che li integra, ma ovviamente queste figure umane non saranno più l’operaio o l’operaia, né l’impiegato o l’impiegata, né il magazziniere ecc.. Poi ci sarà un controllo strettissimo del top management sui pochi lavori svolti da umani rimasti, permesso dalla AI, con un risparmio di costi e sprechi ed errori immenso. Che dire del prezzo umano di posti di lavoro in tutto questo? Bè, le industrie si focalizzeranno più sui luoghi dove quest’unione di AI e lavoro umano è possibile, piuttosto che sui luoghi dove l’impiego costa di più o di meno. Il modello futuro della fabbrica sarà adattato ai bisogni dell’industriale e ai vantaggi che i creatori di AI technology gli possono dare.  

Allora poche balle: chi ci rimetterà saranno sia i dipendenti dell’Occidente, che quelli del Terzo Mondo, perdenti entrambi, e i vincitori sono industriali e colossi high tech della Cobotizzazione.

______________________

I Drones. Questi robot volanti, alcuni grandi come mosche (oggi già esistono al DARPA USA), daranno efficienza e costi assai minori, per un business di 100 miliardi di dollari entro soli 5 anni. I drones sono noti per gli usi militari, ma sono già pronti per il mercato dei consumatori e per il business. Per esempio si useranno per le riprese televisive e cinematografiche, per le ispezioni dei lunghissimi oleodotti a rischio di attentati o di usura, o per la mappatura dell’edilizia e dello stato di degrado delle città, o per la già citata Agricoltura di Precisione dove i drones ispezioneranno ogni stelo di grano singolarmente.

Ma soprattutto i governi useranno i drones sostituendo intere forze di polizia o di guardie di finanza, nelle ispezioni del territorio, delle frontiere, e persino dei carichi commerciali che passano quelle frontiere. Si sostituiranno ai vigili del fuoco per mappare incendi senza l’uso degli elicotteri che sono molto imprecisi. La promessa certa è appunto di un business di almeno 100 miliardi di dollari in 5 anni.

Bella notizia per i cameramen che andranno a spasso, per oceani di tecnici che andranno a spasso, per i poliziotti e finanzieri licenziati, per i geometri sul lastrico, ma in effetti chi ha più bisogno degli umani oggi? 

_________________

Virtual Reality (VR). E’ solo una parte di ciò che sta arrivando per ancora e definitivamente paralizzare miliardi di persone via da ogni forma d’impegno o attivismo e difesa sociale che richiede l’uso della strada e del corpo e della voce. L’altra parte in arrivo si chiama la Augmented Reality (AR). La VR ti obbliga a vestire una maschera che ti blocca tutta la vista, mentre la AR sono occhiali che fanno il doppio lavoro, quella della vista naturale e quello della VR. Entro 8 anni questo è un mercato da 80 miliardi di dollari.
 
Un esempio: chi cerca casa non dovrà più girare mesi in auto per visitare singoli appartamenti, ma starà a casa sul divano e con un set di VR li vedrà uno a uno in 3 dimensioni e in ogni dettaglio. Nelle scuole i ragazzi potranno vedere il mondo dal banco in classe, senza spostarsi di un metro dalla città, vedranno la Muraglia Cinese come fossero lì, o Calcutta, o Aleppo, ma senza il ‘disturbo’ degli odori dei poveri, dei fetori di sangue rappreso, e con una visione totalmente pilotata dalle Autorità occidentali. I Social Media ti permetteranno dal divano di casa di essere fra amici a una cena virtuale, e di corteggiare una persona per capire chi è prima ancora di muovere un passo da casa. O di non muovere neppure più un passo da casa, e avere un orgasmo, toccare un petto o un seno virtuali, e uscirne totalmente soddisfatti.
 

Qui l’arrivo della VR e della AR compiono come mai immaginato prima, né sognato prima, il sogno di Edward Bernays negli anni ’30 e di Samuel Huntington/Trilaterale nel 1975. Cioè L’INDUZIONE DI APATIA COMMERCIALE SU MILIARDI DI PERSONE ALTRIMENTI PERICOLOSE SE UN GIORNO S’INCAZZANO E VOTANO TRUMP, BREXIT O I ‘POPULISTI’. LA PAROLA D’ORDINE E’: RI-APATIAMOLI… Se oggi è un dramma convincere un cittadino a uscire di casa per contestare il proprio Comune, immaginate dopo, quando il tizio con la maschera/occhiali contesterà il Comune in 3d fra un amplesso 3D e l’altro.

__________________
 
Fine e ricapitoliamo. Certo, è il Futuro Magico, ma per chi? in mano a chi? e con quali scopi manipolatori di massa? Arriva un Tsunami a 360 gradi nella vita di ogni abitante del pianeta, per i benestanti e per i miserabili, ma come si è visto a danno di entrambi e in numeri di miliardi. Il gruzzolo agli INVESTITORI, AI DETENTORI DI BREVETTI E DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ’ INTELLETTUALE, IL POTERE TUTTO ALLA POLITICA CHE COMANDA DAVVERO.
 
Ma dramma nel dramma. Se rileggete e capite che i calcoli di perdita d’impiego e di diritti del lavoro sarà, appunto, incalcolabile, non ci sarà MMT o Programmi di Lavoro Garantito, né alcun altro intervento della putrefatta spesa pubblica che ci salverà.
 
Ve lo dico qui, io Paolo Barnard: mancano pochi anni al giorno in cui i nostri figli e i loro figli rimpiangeranno i… ‘Cattivi’ Merkel, Juncker, Draghi, Rothschild, Monti, Le Pen o Trump, e li vedranno come batuffoli di cotone a confronto a ciò che da Ray Dalio e questi fatti di cui sopra vi porteranno.
 
* con la gentile collaborazione di Goldman Sachs.
 

Tecno-Scimmie

L’invasione delle Tecno-Scimmie. Gli effetti psico-sociali collaterali degli smart-phone e delle nuove tecnologie. 

Il progresso tecnologico umano è il frutto della prodigiosa attitudine della nostra specie a ideare e costruire strumenti per incrementare le nostre capacità naturali motorie, auditive, visive ed espressive. A differenza degli altri animali, l’uomo si è dotato di protesi capaci di aumentare a dismisura il proprio controllo sulla realtà. A partire dai primi tronchi utilizzati come rulli per spostare macigni, passando per la celebrata invenzione della ruota sino ai mezzi di trasporto moderni è stato un progredire di protesi motorie, atte a superare i limiti dati dalla dotazione biologica. Oggi abbiamo aerei, sommergibili e astronavi: protesi motorie. E poi abbiamo occhiali, lenti a contatto e monitor, telecamere, visori a infrarossi: protesi della funzione visiva. L’inventiva e la creatività umana hanno prodotto strumenti musicali e riproduttori di suono come protesi auditive per arricchire la nostra capacità di manipolare e apprezzare il suono. Computer, memory card e schede sd sono l’evoluzione delle prime protesi della memoria: pezzi di corteccia, pietre lisce e tavolette d’argilla usate per scrivere così da ricordare, condividere e diffondere la conoscenza.

Oggi l’immenso numero di protesi tecnologiche umane è una dotazione standard: orologi, telefonini, smart phone, consolle da gioco sono l’armatura minima necessaria per interagire con la nostra realtà, una realtà nuova, totalmente inventata, che gira nei software, si de-materializza nei pixel di foto e filmati, e viaggia costantemente in una nebulosa di dati oltre l’immaginabile. Ma se in passato la tecnologia serviva ad  aumentare la capacità umana di elaborare e gestire la realtà, oggi le nostre sofisticatissime protesi elettroniche sembrano prevalere sull’utilizzatore, che ne dipende in modo passivo e non le utilizza ma ne fruisce in modo superficiale e meccanico. L’essere umano sembra sempre di più un organismo biologico che serve acché le sue protesi funzionino, ne è l’alimentatore mentre non ne è più alimentato, ne è anzi sfruttato ed impoverito.

Tecno-scimmie su Facebook. Per esempio, l’utilizzo di massa di facebook e di altri social-network va ben oltre la funzione di una protesi psicosociale finalizzata ad estendere le proprie comunicazioni e a implementare la capacità umana di interazione. Gli utenti  aprono Facebook preda di una compulsione imponderabile, passano ore a cliccare “mi piace” e ad alimentare il macchinario senza trarne alcun beneficio concreto. Non sanno esattamente cosa stiano facendo, ma lo fanno per ore: la protesi sociale detta loro scelte d’acquisto, influenza la percezione dei rapporti affettivi, li fagocita e li digerisce in un intestino informatico fatto di giochini e di informazioni, assolutamente inutili per chi le acquisisce, ma indispensabili al rafforzamento della protesi tecnologica. Il risultato è un mondo di incompetenti sociali che però hanno 600 “amicizie” virtuali mentre perdono progressivamente le capacità empatiche e comunicative per intraprenderne una davvero autentica.

Impoverimento linguistico da cellulari e smartphone. Ci sono persone che non conoscono il congiuntivo e che ignorano le basi minime dell’interazione umana, persone che però vanno in giro dotate di tecnologie spaziali come touch-screen con wi-fi e telefotocamera dalle quali sembrano letteralmente possedute. Se date un Macintosh a un macaco della savana ottenete lo stesso effetto convulsivo di operazioni ripetute senza senso, di manipolazione continua e scriteriata dell’oggetto tecnologico che purtroppo si osserva guardando umani contemporanei seduti ai tavoli di bar e ristoranti o al cinema. Ovunque, è un pullulare di tecno-scimmie che possiedono una ricchezza lessicale inferiore al T9, il dizionario precariato nelle loro magiche tavolette, e che si baloccano insensatamente con la loro protesi apple. Mentre il loro cervello stalla davanti all’ultima insulsa app acquistata, tipo un simulatore di peti umani (e, purtroppo, non è una battuta)  o l’aggiornamento “Isola dei Famosi”, la loro protesi si arricchisce di un nuovo contenuto utile a sfruttare il suo oramai scimmiesco utilizzatore biologico.

Tecno-scimmia contro homo sapiens. La tecno-scimmia è il modello umano emergente: una sottospecie di homo sapiens asservita alle protesi informatiche. E ne è influenzata a tal punto che persino il suo linguaggio si limita alla sintassi asfittica degli sms e si sostanzia nell’incapacità di comprendere e, meno che mai, di formulare ragionamenti astratti e di riflettere sulla propria realtà e su di sé in modo costruttivo. La tecno-scimmia sbadiglia al primo congiuntivo, sbalordisce davanti a una considerazione originale, ammutolisce annoiata al primo capoverso di un romanzo. Una tecnoscimmia non arriverebbe mai a questo punto dell’articolo che state leggendo, avrebbe già cambiato sito. Viceversa, si eccita sino al parossismo per il nuovo video nonsense su Youtube e sfoggia una cultura enciclopedica su marche di scarpe o sull’intero cast di Amici di Maria De Filippi in n edizioni. Indifferente al valore della reciprocità e dello scambio, la tecno-scimmia passa gran parte del suo tempo ad agghindarsi secondo le istruzioni dei tutorial on-line, spende cifre inverosimili per una t-shirt e trascorre il suo tempo “nei locali giusti”, dove anziché interagire costruttivamente con gli altri, sfoggia la sua protesi tecnologica retroilluminata e mostra agli altri primati presenti fotografie e messaggini.


Lo sfruttamento operato dalla protesi tecnologica sulla mente dell’umano causa un impoverimento della capacità d’iniziativa e della creatività. Tanto esiste una app per tutto, come recita il famoso slogan. Dunque perché la tecno-scimmia dovrebbe impegnarsi attivamente a migliorare la propria vita? Prima o poi farà un semplice download da iTunes e troverà il lavoro (che di solito non ha) o l’occupazione migliore a cui aspira oziosamente come sotto un casco di banane sull’albero che non si prende il disturbo di scalare, l’amore che lamenta di non trovare e gli amici che la deludono (ovviamente su Facebook).

Tecno-scimmie e analfabetizzazione emotiva. Esiste una correlazione tra l’epidemia di tecno-scimmie e il declino della capacità economica del nostro Paese? Tv e cellulari, Internet e quant’altro si comportano sempre di più come dissipatori dell’attenzione e utilizzatori cinici e sfrontati del neurone residuo: l’obiettivo non è certo rafforzare la dotazione biologica intellettuale dell’umano, ma sfruttarla per “fare numeri” e per elevare al massimo grado lo svuotamento delle teste in favore del “riempimento” delle memorie elettroniche che, senza i grandi numeri, non macinerebbero i miliardi che servono alla sua ostinata e vegetale espansione. E poiché non è più l’uomo a usare la tecnologia, ma la tecnologia a usare l’uomo, quello che inquieta è notare che le tecno-scimmie finiscono per adottare nelle relazioni umane lo stesso stile meccanico e anaffettivo previsto dall’interazione con computer e iPhone. Non parlano più con l’amico, ma con la sua protesi informatica, inviando dalla propria comunicazioni generalmente asettiche e comunque emotivamente poverissime. La tecno-scimmia ottimizza propria competenza relazionale sulla base delle macchine e non delle persone: non c’è più spazio per parlare di cosa si provi per l’altro, per capire le emozioni proprie e altrui. Non solo non c’è più lo spazio, ma manca completamente l’abilità di conquistarlo, quella meravigliosa capacità che l’antenato sapiens della tecno-scimmia chiamerebbe empatia.

La mortificazione del corpo.
Lo scenario dell’analfabetizzazione emotiva passa dalla leggerezza con cui le ultime generazioni, vittime del boom di protesi del nuovo millennio, vivono la sessualità e dalla superficialità con cui maltrattano l’unica cosa che possiedono davvero e che non è una protesi: il proprio corpo. Fotografarlo, postarlo, invialo per mms, prostituirlo esibendolo in ammiccamenti da tronisti e corteggiatori di Uomini e donne, emblemi della sottocultura tecno-scimmiesca.
L’abuso del corpo, la sua oggettivazione è forse l’estrema conseguenza della vittoria delle protesi sull’umano. E, purtroppo, è il sintomo di un declino intellettuale che mortifica le emozioni e le banalizza con un commentino su facebook e  con sms di una rozzezza agghiacciante nello stile “Ti amo” “Idem”.

Questo non è uno scenario fantascientifico, ma il racconto di un’invasione psicologicamente e socialmente devastante: quella delle tecno-scimmie.
E non si tratta di un’invasione belligerante, armata e tumultuosa, ma di un dilagare sistemico, incipiente e apparentemente lento dell’apatia, della noia, dell’ozio e della superficialità. Le tecno-scimmie si moltiplicano attraverso tutte le azioni che non compiono, i pensieri abortiti e i sentimenti inespressi. Con inedia, conformismo, passività e a volte e con la prepotenza dell’ignoranza. E non ci sono strumenti elettronici e tanto meno giuridici e istituzionali che possano bloccare questa involuzione. Occorrono invece metodologie psicologiche per promuovere interventi sociali e politici che arginino il degrado. Per bloccare le tecno-scimmie bastano due parole: alfabetizzazione emotiva. Bisogna aiutare le persone a recuperare ciò che la dipendenza dalle protesi elettroniche inibisce ormai sin dall’infanzia: l’empatia, la capacità di riconoscere le proprie emozioni e di comunicarle, la competenza sociale di ascoltare gli altri senza il medium esclusivo di un display. Sarà dura. Le tecno-scimmie odiano gli psicologi.

Fonte originale: http://lifestyle.tiscali.it/socialnews/salute/Secci/15328/articoli/L-invasione-delle-Tecno-Scimmie-Gli-effetti-psico-sociali-collaterali-degli-smart-phone-e-delle-nuove-tecnologie.html

Visto su: http://www.nogeoingegneria.com/motivazioni/sociale/tecno-scimmia-contro-homo-sapiens/

Articolo correlato: Trucioli

wireless: a quali pericoli siamo esposti?

la tecnologia wireless

Un professore finlandese ha avvertito che la tecnologia wireless nelle scuole può portare ad una epidemia globale di danno cerebrale nella popolazione.

Il professor Rainer Nyberg ha messo in guardia genitori e scuole a “protestare” nell’adottare la tecnologia senza fili e rottamarla prima che sia troppo tardi, perché i bambini e i giovani sono molto più vulnerabili di noi adulti.

Emfacts.com riferisce:

In questa intervista, per Channel TV-Finlandia, spiega come ha scoperto i rischi per la salute legati direttamente alle emissioni dalla tecnologia wireless, mentre si pensava che avesse avuto solo solo effetti positivi.

Quando è iniziato il tuo interesse per la tecnologia wireless e dei suoi effetti sulla salute?

In realtà è iniziato con il mio profondo interesse e coinvolgimento in nuove tecnologie. Come insegnante-formatore presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione ho anche iniziato a progetti pedagogici per l’apprendimento della IT. Ciò mi ha portato, tra le altre cose, a scrivere due libri. Uno era Come insegnare l’Educazione Online, un altro di 350 pagine era una guida sulla ricerca, con 120 pagine dedicate su come Internet può essere utilizzato per la ricerca di informazioni scientifiche.

Quindi, il punto di partenza riguardava solo i benefici, e non sugli effetti nocivi?

Sì, sicuramente. Allora, Ho potuto vedere solo i benefici. Avevo usato i telefoni cellulari per un lungo periodo e troppi gadget-wifi. Mentre, intensamente stavo lavorando sulla quinta edizione della Guida di ricerca ho usato sia una tastiera e mouse wireless, ho iniziato a ricevere una sensazione di formicolio nelle dita. Mi sono chiesto, perché mi sta succedendo questo? In quel periodo, poco prima di Natale 2012, ho letto la lettera scritta da mio nipote a Babbo Natale, “Per favore, per favore Babbo Natale, la cosa che desidero più di tutto è quella di avere un iPad.”

Come ha reagito a quel desiderio?

Ho pensato che era fantastico, davvero grande che il mio nipotino voleva usare i computer. A quel tempo non avevo idea che ci potrebbero essere stati dei problemi. Volevo solo esaudire un suo desiderio, così le ho comprato un iPad.

Ora che avete esplorato le ricerche disponibili in questo campo, e imparato a conoscere gli effetti nocivi sulla salute sei sorpreso di quello che hai scoperto dalla ricerca di diversi studi?

Sì, molto sorpreso. In realtà è iniziato con mia sorella che mi ha inviato un articolo di giornale svedese su come i telefoni cellulari e iPad possono essere nocivi per la salute. Immediatamente ho pensato, questo è stupido. Come può essere che nuoce alla salute? Tutti utilizzano questi prodotti tecnologici. Ma nel contesto ho anche pensato, posso anche esaminare il problema facendo le dovute ricerche. Quindi a marzo 2013 ho trascorso tre settimane nella ricerca. Avevo insegnato al recupero delle informazioni e avevo appena scritto 120 pagine nella Guida di ricerca, quindi sapevo come fare ricerca on-line. Abbiamo un facile accesso ai fantastici strumenti dell’università, il portale NELLI, è una grande fonte di informazioni dove possiamo cercare molte grandi banche dati scientifiche gratuitamente, così come recuperare articoli di stampa molto velocemente.

Qual è stata la tua prima impressione? Che cosa hai trovato?

La prima cosa che ci ha fatto impressione è stato l’avvertimento da parte del Consiglio d’Europa. Nel 2011 hanno invitato a tutti gli Stati membri dell’Unione europea una nota che in sostanza diceva: “dovete avvertire tutti i cittadini che vi è un pericolo per la tecnologia cellulare e la connessione internet wireless”. I bambini in particolare hanno bisogno di attenzione, perché sono particolarmente sensibili. La loro scatola cranica è più sottile e più sensibile perché sono ancora in crescita. Sì, ho ricevuto il messaggio di proteggere i bambini. L’avvertimento del Consiglio d’Europa ha messo in chiaro che se non facciamo qualcosa ora, potrebbe portare a costi umani ed economici devastanti.

Quindi fu assorbito in questa nuova conoscenza. E poi che è successo?

Mi sono molto preoccupato e ho continuato a guardare i rapporti scientifici più in profondità. La raccomandazione del Consiglio d’Europa non è solo da un punto di vista socio-politico, ma è basato sulla scienza. Così ho pensato che sarebbe stato meglio documentarsi sulla scienza. Tra i molti reperti ho letto il nuovo rapporto del 2012 BioInitiative che comprendeva 1.800 studi recensiti. Gli scienziati hanno concluso: “Se non facciamo qualcosa ora, potremmo presto vedere una epidemia globale di danno cerebrale.” I bambini sono più vulnerabili agli effetti delle radiazioni elettromagnetiche pulsate. E, naturalmente, ho pensato a mia nipote, a cui avevo appena dato un iPad.

E’ molto difficile per un educatore anziano avvertire il problema?

È stato allora che mi sono molto turbato perché ho promosso la tecnologia tramite le conferenze e i miei libri. Ora capisco che la connettività via cavo provoca meno problemi a differenza della connettività senza fili che crea molti tipi di problemi. Milioni di persone ne sono colpite.

Inoltre sono state scoperte lesioni al vasi sanguigni del cervello. Nel nostro cervello abbiamo circa 600 km di vasi sanguigni. Devono alimentare 60-100 miliardi di cellule nervose con ossigeno e glucosio. Anche se ogni cellula nervosa è estremamente piccola, ogni cellula nervosa ha molti microscopici rami. Il ramo più lungo da ogni neurone (cellule nervose), che comprende assoni (fibre nervose), è tra un millimetro e 20 cm. La media è meno di un millimetro. Tuttavia, se dovessimo collegare tutti questi neuroni e utilizzare solo il ramo più lungo da ciascuno di essi e mettere tutti i neuroni in una linea, raggiungerebbe quattro volte il parallelo intorno all’equatore. Ciascun neurone può avere contatti (sinapsi) con migliaia di altri neuroni.

In questo contesto ho cominciato a capire perché il cervello è particolarmente sensibile. I vasi sanguigni del cervello sono estremamente sottili e di vasta portata, ed è lì che si manifesta il problema. Come si è visto, i sottili vasi sanguigni nel cervello hanno pareti che sono ancora più sottili. Quando qualcuno è esposto ad un telefono cellulare o altra radiazione wireless, le pareti dei vasi sanguigni iniziano a perdere una proteina dal sangue (albumina) può anche fuoriuscire dalle cellule cerebrali e ha il potenziale per uccidere le cellule nervose. Questo è stato dimostrato in Svezia con delle foto nei rapporti di ricerca, pubblicato dai professori Bertil Persson e Leif Salford a Lund. I ricercatori, hanno studiato gli effetti attivi delle radiazioni del cellulare nelle immediate vicinanze di una scatola in cui dei topi camminavano liberamente. Essi hanno scoperto (solo dopo 2 ore di esposizione) che anche le radiazioni deboli causano lesioni ai vasi sanguigni nelle cellule cerebrali dei ratti. Immaginate cosa può accadere ai bambini e agli adulti che possiedono telefoni cellulari vicino alle loro orecchie e cervello per diverse ore ogni settimana per anni?

La tua lezione di oggi riguarda le conseguenze per la salute restando troppo a lungo in ambienti wireless? E quali personali provvedimenti avete preso per risolvere questo problema?

Oggi tengo il cellulare in modalità (standby) di attesa per 99% del tempo per ridurre le emissioni. Non utilizzo più questa tecnologia ‘intelligente’ da molto tempo, anche se ho sempre avuto il mio telefono con me e su di me per molti anni. Ora, per lo più lo lascio a casa, o lo tengo spento e lo accendo solo per controllare i messaggi. A casa io uso internet via cavo e una tastiera e un mouse cablato. Ho anche sostituito il telefono DECT wireless con un telefono tradizionale via cavo, e evito luoghi con alti livelli di radiazioni elettromagnetiche.

Come docente ospite, quale sarà oggi il vostro messaggio chiave?

Prima di tutto voglio dare una breve panoramica di quanto sia ed è importante uno strumento come il nostro cervello. È la struttura più complessa nel nostro mondo. È più complessa di qualsiasi aeromobile e altri supporti tecnologici avanzati. È molto sensibile agli impulsi elettromagnetici. Tutto quello che avviene sia nel nostro cervello che nel nostro corpo dipendono da impulsi elettrici, che sono molto più deboli degli impulsi artificiali elettromagnetici digitali. In aereo non si è autorizzati ad utilizzare telefoni cellulari perché potrebbe disturbare le apparecchiature elettroniche di bordo. Eppure la maggior parte delle persone pensano ancora che un cellulare non potrebbe danneggiare il cervello, che è molto più complesso di un aereo che gira su impulsi elettrici molto più deboli. In futuro, vorrei anche parlare dei vari danni causati dai vari gadget wireless, ma soprattutto come proteggersi e come evitare di essere esposti a troppe radiazioni elettromagnetiche.

In base a quello che hai detto finora, la vostra raccomandazione è quella di usare le connessioni via cavo e usare il wireless solo quando non abbiamo altra scelta altrimenti ne paghiamo le conseguenze? È questo che volete comunicarci?

Sì, è molto meglio usare internet via cavo quando possibile, solo che non è possibile utilizzare il cavo per telefoni cellulari, tablet e iPad, perché funzionano solo su reti wireless. Tutte le comunicazioni digitali utilizzano alte frequenze. Non è solo coinvolto l’orecchio, ma anche a chi detiene un bimbo in grembo, ci si siede con il cellulare in tasca, lo abbiamo a diretto contatto con il nostro corpo. Ragazzi e uomini spesso mantengono il loro smartphone in tasca. La ricerca mostra che gli spermatozoi muoiono a tale esposizione, e lo sperma che sopravvivere è di minore qualità.

Un esperimento fatto da (A. Balmori) ha trovato una marcata differenza tra due contenitori di girini posizionato a 140 metri da un celltower (ripetitore di cellulari). Un contenitore è stato protetto da una gabbia di Faraday. In tale contenitore solo 4% è morto, ma il 90% dei girini non protetti è morto, e deformità sono state trovate tra il restante 10%. Non stupisce quindi che gli spermatozoi muoiono o siano danneggiati se si porta uno smartphone in una tasca dei pantaloni. Persone, rane e uccelli sono stati studiati, i risultati mostrano che sono stati tutti influenzati negativamente dai ripetitori cellulari (celltowers). Non si tratta solo di cancro. Ci sono immediate lesioni ed evidenti sul EEG, cambiamenti delle attività cerebrali, e anche danni al DNA.

Quindi ci sono molti diversi tipi di danni. Ecco perché è così importante proteggere i bambini e non installare reti wireless e conseguentemente l’uso dell’iPad nelle scuole. Lo scenario peggiore è quando molti di questi strumenti tecnologici sono in uso tutti nello stesso momento e nella stessa aula e/o stanza, come nelle scuole, perché continuamente cercano di connettersi alla stessa connessione modem-wifi. E’ come se ogni iPad stia freneticamente cercando di connettersi nello stesso tempo al modem e questo smog elettromagnetico diventa sempre più forte. Questo è quando diventa particolarmente dannoso. Come possono i bambini conoscere i rischi, quando nemmeno i loro insegnanti ne comprendono la pericolosità?

Oggi abbiamo parlato di cose molto importanti. Grazie mille per questa intervista, Vi faccio tanti auguri per le Vostre lezioni future.

Grazie a te.


http://yournewswire.com/

traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da