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Roba da fantascienza … ma la verità è che molti progetti sono già stati sviluppati

Di Lauren Libbert  

I PROIETTILI che non mancano mai, super soldati con forza estrema e guerrieri robot capaci di ribellarsi contro gli umani possono sembrare roba da fantascienza … ma la verità è che sono già stati sviluppati.

Un ente governativo segretissimo degli Stati Uniti chiamato Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) è dietro queste innovazioni dell’era spaziale, che ha sviluppato come parte della sua missione di rivoluzionare il modo in cui l’America combatte le guerre del futuro. (Basti pensare al laboratorio di Q in James Bond, ma per l’esercito americano).

Un’agenzia americana chiamata DARPA funziona come una versione reale del laboratorio di Q’s in James Bond

Sin dalla sua fondazione nel 1958, la DARPA è stata oggetto di teorie cospirative che affermavano – tra le altre cose – che l’agenzia copriva gli sbarchi degli UFO, cercando di sviluppare il controllo della mente e di lavorare su super-armi distruttive come i raggi della morte.

Tuttavia, per quanto inverosimili possano essere queste affermazioni, la verità è che DARPA ha già sviluppato nuove tecnologie che sono altrettanto fantastiche e che hanno le stesse probabilità di cambiare il mondo – forse al di là del riconoscimento.

Nel frattempo, la ricerca di dare alle forze armate statunitensi un vantaggio imbattibile ha anche portato DARPA a sviluppare una serie di tecnologie pratiche che ora utilizziamo ogni giorno: GPS, Google Maps e persino Internet hanno tutte le loro origini nei laboratori segreti di DARPA.

Ma con gli attuali progetti controversi della DARPA, tra cui il software AI non controllato e il potenziale per gli insetti armati, non c’è dubbio che queste innovazioni del futuro possano essere altrettanto influenti.

DARPA opera da un quartier generale nella contea di Arlington, in Virginia  

Proiettili da cecchino che colpiscono obiettivi

Immagina l’incredibile potenziale di un proiettile da cecchino che cambia la sua traiettoria dopo che è stato sparato, garantendo che il tiratore non fallisca mai.

L’EXACTO, o le pallottole Ordnance con precisione estrema, fanno esattamente questo, trasformando enormi proiettili calibro 50 in giri guidati in grado di azzerare il bersaglio.

L’idea è che uesto può annullare inesattezze causate da cattivo tempo, vento, distanze estreme o errore umano.

Sebbene DARPA stia zitto su come funziona, altri siti riportano che la tecnologia coinvolge sensori ottici nel naso del proiettile e pinne in grado di regolare la traiettoria di volo del proiettile nella coda.

I test di fuoco vivo rivelano le correzioni estreme fatte dai proiettili della DARPA a mezz’aria 

Il proiettile è anche in grado di apportare alcune correzioni di rotta notevolmente acute.

DARPA afferma che il sistema è così facile da usare che, durante i test, uno sparatutto inesperto che usa il sistema per la prima volta è stato in grado di colpire direttamente un bersaglio in movimento.

DARPA è diretto dal dott. Steven Walker, le cui innovazioni includono pallottole auto-mirate  

Fare soldati superumani

Presto in un campo di battaglia vicino a te: DARPA ha sviluppato un incredibile esoscheletro, una macchina mobile indossabile, che trasforma qualsiasi soldato di fanteria in un super soldato.

Realizzato con l’aiuto dei ricercatori dell’Harvard’s Wyss Institute per Biologically Inspired Engineering, Soft Exosuit di DARPA è un telaio scheletrico leggero che risparmia l’energia dei soldati durante il loro lavoro sul campo di battaglia.

Le creazioni di DARPA includono un esoscheletro progettato per aiutare i soldati a percorrere vasti campi di battaglia in modo più rapido ed efficiente 

Il fantascientifico esoscheletro può aumentare la forza e la resistenza di chi lo indossa assistendo con i movimenti e assumendo alcuni dei carichi fisici di camminare su lunghe distanze e trasportare oggetti pesanti, utilizzando sensori integrati e un microcomputer per abbinare in modo intelligente i requisiti del suo utente.

Un nuovo studio, in cui la tuta è stata testata da sette soldati su un’escursione di 12 km nel Maryland, ha mostrato un consumo energetico ridotto di circa il 15%, rendendo le truppe più efficienti e in grado di coprire più terreno.

Le truppe con gli esoscheletri DARPA possono conservare fino al 15% della loro energia rispetto ai soldati normali

Robot Terminator che potrebbero distruggere l’umanità

Uno dei principali interessi della DARPA è il mondo sconcertante dell’intelligenza artificiale: computer intelligenti in grado di pensare in modo simile agli umani.

Il Dr Steven Walker, il direttore alla testa dell’agenzia controversa, sta attualmente investendo $ 2 miliardi (£ 1,55 miliardi) nell’esplorare come le macchine possano insegnare a comunicare e ragionare nello stesso modo in cui lo facciamo.

L’obiettivo è creare computer militari ultraleggeri in grado di adattarsi a nuove situazioni, analizzare i dati sul campo di battaglia e, infine, consigliare soldati e pianificatori nel fervore di un conflitto, in cui ogni secondo è importante.

Tuttavia, AI ha i suoi critici, i quali avvertono che consegnare il lavoro dell’analisi militare alle macchine crea il rischio di un computer in stile Skynet che potrebbe trasformare la sua considerevole conoscenza e potenza contro l’umanità.

 I robot in stile Terminator, come il tipo qui raffigurato, sono ciò che molti teorici della cospirazione hanno associato all’IA militare della DARPA 

Il professore esperto di intelligenza artificiale Michael Horowitz, dell’Università della Pennsylvania, ha affermato nelle interviste: “C’è molta preoccupazione per la sicurezza dell’IA – [circa] algoritmi che non sono in grado di adattarsi alla realtà complessa e quindi malfunzionamenti in modi imprevedibili.

“È una cosa se quello di cui stai parlando è una ricerca su Google, ma è un’altra cosa se quello di cui stai parlando è un sistema di armi”.

Arti finti controllati dal cervello e da super-persone

Altri progetti di ricerca DARPA comprendono la creazione di arti protesici con l’intera gamma di movimento della cosa reale.

Geoff Ling, un medico di neurologia dell’ICU, ha persino sviluppato un braccio protesico controllato dalla mente che chi lo indossa controlla con i loro pensieri.

Altre incredibili protesi create dall’agenzia di ricerca possono offrire una gamma di movimenti naturali che chi lo indossa controlla tramite sensori posti altrove sul loro corpo.

Tuttavia, i teorici della cospirazione sostengono che questa è solo una copertura per piani per sviluppare arti contraffatti migliori e più sofisticati che possono essere adattati a soldati robot e altre macchine da guerra.

Questo è qualcosa che Ling ha pubblicamente negato, affermando che il governo degli Stati Uniti ha messo dei limiti ai poteri della DARPA per sviluppare robot killer o una “super-persona”.

Arti finti tra cui le mani di robot in grado di trattenere e raccogliere oggetti pesanti sono tra le creazioni del laboratorio di ricerca  

Trasformare gli insetti in armi

Uno dei progetti più controversi della DARPA, Insect Allies, è progettato per impedire agli insetti di essere parassiti e sfruttare i loro poteri per sempre.

L’idea è che le cicaline, le mosche bianche e gli afidi possano essere utilizzati per proteggere l’approvvigionamento alimentare della nazione di fronte alle minacce causate da siccità, malattie delle colture e bioterrorismo.

DARPA mira a raggiungere questo obiettivo infettando deliberatamente gli insetti con virus e mutazioni ingegnerizzati che possono poi essere trasferiti sulle piante per renderle più resistenti o resistenti agli attacchi biologici.

Tuttavia, per alcune persone l’idea di utilizzare gli insetti come strumenti agricoli non è così innocente come sembra.

Secondo quanto riferito, DARPA intende utilizzare le cicaline per diffondere virus e altre mutazioni tra le colture 

Blake Bextine, che dirige il progetto, ha riconosciuto che gli Insetti agli alleati coinvolgono nuove tecnologie che potenzialmente potrebbero essere utilizzate, in teoria, come un’arma originale (in questo caso, utilizzando insetti infetti per paralizzare l’offerta di colture di un rivale).

Ma il direttore del programma ha detto al Washington Post che quasi tutte le nuove tecnologie sono in grado di essere armate. “Non credo che il pubblico debba essere preoccupato”, ha aggiunto. “Non penso che la comunità internazionale debba essere preoccupata”.

Alcuni sono preoccupati per gli ultimi piani della DARPA di armare sciami di insetti 

Esperimenti umani per creare cervelli migliori 

Alcuni dei più incredibili centri di ricerca militare della DARPA si concentrano sulle armi più letali: la mente umana.

Sotto Justin Sanchez, a capo dell’Ufficio Tecnologie Biologiche della DARPA, l’organizzazione ha finanziato esperimenti umani alla Wake Forest, all’Università della California del Sud e all’Università della Pennsylvania, con lo scopo di dare agli individui un “impulso” di memoria.

I ricercatori hanno impiantato elettrodi nel cervello di una persona per registrare l’attività mentale associata al riconoscimento di schemi e alla memorizzazione di elenchi di parole.

Quindi hanno rinforzato la memoria di quella persona riproducendo l’attività cerebrale registrata attraverso i circuiti, migliorando significativamente la loro memoria.

Tuttavia, molte persone hanno messo in discussione questi risultati, tra cui l’ex direttore del programma DARPA Doug Weber.

Ha spiegato all’Atlantico che quando gli scienziati inseriscono gli elettrodi nel cervello, questi dispositivi alla fine falliscono, dopo alcuni mesi o alcuni anni, principalmente a causa di perdite di sangue.

DARPA è anche dietro un drone marinaro che può cacciare sottomarini ostili 

Droni marini per cancellare i campi minati

Molte delle innovazioni della DARPA prendono le tecnologie esistenti e le applicano in un contesto militare pratico, e il loro Vascello senza equipaggio della Guerra Contro-Truppa Anti-Sottomarino non è diverso.

Questo nome prolisso si riferisce alla drone boat da 140 tonnellate dell’agenzia che percorre gli oceani seguendo i sottomarini nemici e rilevando le mine.

Il dragamine senza equipaggio può operare ininterrottamente per 60-90 giorni senza l’intervento umano necessario ed è già stato sperimentato con successo in mare.

Veicoli come la barca senza equipaggio sono davvero all’avanguardia della tecnologia militare   

Il piano spaziale fantasma

Il Phantom Express – o XS-1 – è una navicella spaziale di nuova generazione che permetterà di lanciare missioni segrete verso l’ultima frontiera ogni giorno.

Il decollo previsto per la prima volta nel 2020, si pensa che l’aereo misterioso sia alimentato solo dall’elettricità e si prevede che abbia la capacità di atterrare e decollare verticalmente.

Si sposterà come un razzo, si sposterà oltre l’atmosfera e rilascerà un missile e un satellite di seconda fase, prima di girarsi e atterrare come un aereo su una pista.

Il portavoce della DARPA Jared Adams ha dichiarato che l’obiettivo del programma XS-1 è di volare 10 voli entro dieci giorni.

Il piano spaziale della DARPA consentirà presumibilmente operazioni segrete all’ultima frontiera

Prevenire le minacce nucleari nelle strade americane

Il programma SIGMA della DARPA è stato sviluppato con l’obiettivo di ridurre al minimo le perdite in caso di uno scenario peggiore: un attacco nucleare o radiologico contro gli Stati Uniti.

Nel 2017, DARPA ha messo alla prova i suoi rivelatori di radiazioni montati su veicoli all’avanguardia a Washington, DC, inserendoli nella flotta della città su veicoli di emergenza.

Ciò ha trasformato ogni ambulanza, autopompa e auto della polizia in città in un annusatore di armi portatili, fornendo la prima mappa in scala cittadina dei livelli di radiazione di fondo in tutta la capitale degli Stati Uniti e identificando eventuali spike insoliti che potrebbero indicare una minaccia.

Con l’onnipresente minaccia di guerra che grava pesantemente sui pianificatori militari americani, sono previsti altri test per il prossimo anno … e non si sa quali altri incredibili progetti DARPA abbia in cantiere.

I rivelatori di radioattività portatili possono agire come annusatori di nuke mobile se l’America viene attaccata

Fonte: https://www.thesun.co.uk/news/

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Catturare l’attenzione in tre secondi

Immagineillustrata JaapArriens www.globallookpress.com

Ex impiegati di Facebook e Google Lottano contro la tecnologia che hanno costruito

06 Febbraio 2018 dal Sito Web RT traduzione di Nicoletta Marino Versioneoriginale in spagnolo

Queste persone Vogliono che prendiate coscienza dell’impatto che l’industria tecnologica ha sulla salute dei bambini.

Vecchi dirigente della Silicon Valley (California, Stati Uniti) che hanno aiutato a trasformare Google e Facebook in giganti tecnologici, hanno unito le loro forze per lottare contro la natura di dipendenza di queste industrie e il loro impatto sulla società.

Questi ex dipendenti di imprese tecnologiche hanno fondato il Center for HumaneTechnology (Centro per la Tecnologia Umana in italiano) per,

“invertire la crisi di attenzione digitale e riportare la tecnologia verso i migliori interessi dell’umanità”.

Allo stesso tempo hanno lanciato la campagna The Truthabout Tech (La verità sulla Tecnologia) centrata sull’impatto che questa industria ha sulla salute dei bambini.

Immagineillustrata Armin Durgut  www.globallookpress.com 

Questa iniziativa sarà finanziata dal gruppo di controllo dei media senza scopo di lucro Common Sense e con il capitale che si raccoglie in questa organizzazione, che cercherà di far prendere coscienza sul danno da dipendenza della tecnologia.

Una parte di questo sforzo sarà data con la realizzazione di una campagna in 55.000 scuole pubbliche degli Stati Uniti, diretta a educare gli studenti, i genitori e i professori sui pericoli della tecnologia, che comprende la depressione che può causare l’uso intensivo delle reti sociali.

“Eravamo dentro”

Uno dei creatori di questa iniziativa e vecchio gestore di prodotti di Google, Tristan Harris, assicura che,

essendo stato “dentro”, loro sanno “ciò che fanno” le imprese, “come parlano” e “come funziona l’ingegneria”, riporta il The New York Times.

Google e Facebook possiedono,

“i super computer più grandi del mondo”.

“Dove stiamo puntando con quelle?” si domandò Harris: “Ai cervelli delle persone, ai bambini”.

Il fondatore e direttore esecutivo di Common Sense, JimSteyer, ha spiegato che la sua campagna fu ispirata dalle iniziative antitabacco; si centra sui bambini vista la loro vulnerabilità e spera che serva affinché i direttori tecnologici cambino.

Il gruppo pianifica anche di lanciare Ledger of Harms (Libri che contabilizzano i Danni), in sito web diretto a guidare gli ingegneri delle grandi compagnie tecnologiche che sono preoccupati per gli incarichi che vengono chiesti loro che comprenderà soprattutto gli effetti sulla salute di diverse tecnologie e i modi per creare prodotti più salutari.

Alleanza senza precedenti

Il Centro per la Tecnologia Umana comprende un’alleanza senza precedenti di persone che hanno lavorato in alcune delle compagnie tecnologiche più grandi del mondo.

Oltre ad Harris ci sono:

  • Sandy Parakilas, che era un manager delle Operazioni Facebook
  • Lynn Fox, una vecchia dirigente delle Comunicazioni di Apple e Google
  • DaveMorin, un ex-dirigente di Facebook
  • Justin Rosenstein, colui che ha creato il tasto “Like” di Facebook
  • Roger McNamee, un investitore della prima epoca di Facebook
  • RenéeDiResta, una specialista in bots

http://www.bibliotecapleyades.net/

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5 Verità ferrea sui segnali dei social media È tempo di lasciar perdere

Dimentica “leoni e tigri e orsi, oh mio!” L’affermazione più accurata delle principali paure per il 2018 sembra essere “pubblicità e portata ad algoritmi, oh mio!”, Mentre nessuno di questi termini è nuovo per il nostro lessico digitale, essi” Sicuramente si sono imposti alla ribalta di ogni mente del marketing digitale, grazie in gran parte ai recenti cambiamenti “ben intenzionati” annunciati da Mark Zuckerberg.

A quelli che sono strettamente utenti finali, questi cambiamenti sicuramente suonano molto bene, come ricordiamo tutti i giorni in cui i nostri newsfeed erano pieni di “John Smith è in palestra” e “Suzie Jones ha bisogno di un caffè”, piuttosto che “ISCRIVITI PER IL MIO WEBINAR GRATUITO”.

Ma tutto quello che “lo Zuck” sta facendo sembrare è che presto useremo e faremo viaggiare solo la nostra memoria verso i nostri amici e famiglie, che non potrebbero essere più lontani dalla verità. Vedremo ancora tanto contenuto “ingannevole” come lo siamo stati, tranne che ora lo vedremo solo da coloro che possono permettersi di metterlo davanti a noi.

Come gestore di social media per diverse aziende e marchi (incluso il mio), lasciatemi dire che questo articolo non intende essere uno sfogo per lamentarmi dello stato attuale dei social media. È per aiutarti a dare un senso a qualcosa di quello che sta succedendo, dal momento che sembra interessare anche mia zia che usa Facebook per nient’altro che cucinare video e giocare alla saga di Candy Crush.

Ecco 5 aspre verità per aiutarti a dare un senso a ciò che sta accadendo ai social media nel 2018:

Il passato è il primo

Mentre le statistiche relative al tempo medio che passiamo quotidianamente sui social media potrebbero suggerire che è solo l’inizio, sappiamo tutti che ha più a che fare con la sua forte attrattiva, piuttosto che con la qualità di ciò che offre.

Pensaci, quand’è l’ultima volta che hai sentito qualcuno che ti diceva che amano sinceramente scorrere le notizie? Non è detto che non esista alcun contenuto valido o utile sui social media, ma è innegabilmente invaso sia da ciò che è completamente insignificante sia da quello per cui è stato pagato.

Per le aziende e i marchi, i social media sono passati, perché: A) sono passati i giorni in cui i seguiti erano facili da coltivare e arrivare e, B) non è più possibile interagire anche con quelli che in precedenza hanno mostrato interesse per te senza pagare il massimo dollaro.

Per gli utenti finali, i social media sono passati, perché: A) continui a vedere sempre le stesse cose dalle stesse persone e, B) non ti puoi fidare molto di quello che vedi per molte delle ragioni per cui io sto andando a precisare sotto.

  1. È antisociale

Come può una piattaforma di SOCIAL media essere antisociale? Facile, essendo ciò che sono attualmente. Potremmo essere collegati a più persone di quanto i nostri sé più giovani (a seconda di quanti anni hai) avrebbero mai pensato possibile, ma quanto ne sappiamo veramente di loro?

I social media ci danno tutta l’illusione della socializzazione, mentre gradualmente ci rendono sempre più a disagio con l’interazione reale. Caso in questione: pensa a quanto anche una semplice telefonata da tutti tranne pochi numeri selezionati ti mette a disagio. Confrontalo (sempre a seconda di quanti anni hai) a come le telefonate di benvenuto sono cresciute nella tua famiglia.

Viviamo in un mondo in cui centinaia, se non migliaia, di noi si radunano ogni giorno su autobus e metropolitane per non scambiarsi più di un cenno cortese con uno o due altri. Proprio come i numeri di utilizzo dei social media sono in aumento, così come quelli relativi alla depressione e alla solitudine, pensi che esista una correlazione?

  1. Portare fuori il peggio di noi

A questo punto abbiamo tutti familiarità con il termine “cyber-bullo” e, mentre Internet nel suo complesso potrebbe essere responsabile della sua creazione, sui social media il cyberbullismo ha saldamente messo piede.

Proprio come l’alcol fornisce a molti di noi un livello di “coraggio liquido” per parlare, i social media ci forniscono la sicurezza sufficiente a vocalizzare apertamente il nostro dispiacere nei confronti di qualsiasi cosa. I commenti odiosi e maleducati sono diventati la norma, mentre le parole di sostegno e di incoraggiamento sembrano poche e lontane tra loro, tranne quando sono chiamate naturalmente da difficoltà o tragedie.

Anche se ti consideri uno dei “simpatici” online, probabilmente ne sei ancora influenzato attraverso il filtro conscio o subconscio applicato a tutto ciò che dici, piace o condividi per mitigare le tue possibilità di essere il destinatario di esso.

  1. Tutti vogliono i tuoi soldi

Che sia alimentato da necessità ben intenzionate o pura avidità, tutti alla fine cercano i tuoi soldi online. A questo punto dovremmo sapere che il webinar gratuito è solo il punto di partenza per una canalizzazione di vendita e che il titolo “click-bait” è per farti raggiungere il loro sito da unità pubblicitarie. E va bene.

La migliore difesa di fronte a questa realtà non è di evitarli del tutto, ma di pensare veramente in modo critico prima di agire su di essa. Come qualcuno che ha costruito un corso online da solo, e sta attualmente lavorando su un altro, so che sembra controproducente per me dire questo, ma so anche che il mio lavoro non avrà valore per tutti quelli che lo attraversano.

C’è molto valore da trovare in certe cose online, ma ciò che queste cose certe differiscono per ognuno di noi.

  1. Ti sta rendendo impaziente

L’articolo è un medium che muore lentamente; infatti, è quasi un miracolo che tu stia leggendo questa frase. Dai la colpa alla vite, dai la colpa ai feed di notizie, dai la colpa a Snapchat, qualunque sia il principale colpevole nella tua vita, siamo diventati tutti molto più impazienti e impegnativi online.

Spoiler alert: il tuo newsfeed è attualmente disseminato di video quadrati con titoli orecchiabili (alcuni dei quali sono dichiaratamente miei) e numerati articoli “list-icle” (come questo) per una ragione … è praticamente l’unica cosa che attira la tua attenzione 1 in ogni 50 tentativi! (non una statistica effettiva)

Sono ormai lontani i giorni in cui potremmo essere lentamente attirati in un punto di interesse, e qui per restare sono i giorni in cui la nostra attenzione deve essere catturata in 3 secondi o meno. Quindi, se sei stanco di vedere la stessa “schifezza” online, renditi conto che è lì solo perché l’abbiamo collettivamente portata a quel punto.

http://www.collective-evolution.com/

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BLOCKCHAIN – ETHEREUM

 

MACRON, LE PEN PER I POLLI.
BLOCKCHAIN, ETHEREUM PER GLI ALTRI.

di Paolo Barnard

In queste settimane i cervelli Top di JP Morgan Chase, Microsoft, Intel, Accenture, Google, Banco Santander, British Petroleum, Credit Suisse, UBS, Banco Bilbao, ING, Federal Reserve USA, la BCE, la Banca d’Inghilterra, e non proseguo perché la lista è infinita se non con la Banca Centrale della Cina, hanno delegato ai dipendenti Junior, quelli da poco, di seguire cosa fanno in Francia alle urne. I piani alti come sempre si occupano invece di quello che governa il mondo, tu incluso, la tua vita, i tuoi figli e i figli dei tuoi figli.

Non si può dire che al livello del Vero Potere vi sia una priorità in questo momento, ma di certo le priorità non sono gli ‘…on’ francesi e neppure le ‘…pen’. Una cosa che però sta scuotendo tutte le boardrooms dei nostri decisori e padroni (non uno di questi risiede in Italia) è la Blockchain, Ethereum e a latere il mondo Bitcoin. Che significa?

Oh, bazzecole. Significa la fine dopo cinque secoli del sistema bancario e monetario così come lo abbiamo sempre conosciuto. La fine dei pagamenti dalla casa al cinema, alla benzina, alla prostituta con cui vai, alla retta dell’asilo, al libro che compri, ecc., così come li abbiamo sempre conosciuti.

Poi significa un potere di controllo sugli umani calcolabile in 10.000 volte quello denunciato da Edward Snowden.

E vabbè, concediamoglielo, significa anche un paio di vantaggi per tutti, ma proprio in coda.

E’ dura per me stavolta cominciare a spiegare col solito stile della zia Marta, ci provo, ma dopo Ray Dalio, la NGA, gli OLEGs, la Augmented Reality di Facebook, e l’OPA su Saudi Aramco (più molto altro), i giochi CHE CONTANO PER LE NOSTRE VITA oggi si stanno facendo sempre più complessi e diventa sempre più complesso metterveli in mano.

Ogni cosa che compri oggi passa da due vie: A) quella elettronica, con bancomat, carta di credito, assegni, bonifici et al. B) il contante, che viene solo registrato all’emissione dalla banca a te, e di conseguenza nei registi della Banca Centrale. Il sistema A) è rintracciabile, quello B) no. Si è già parlato di eliminare il contate per vari motivi, così l’autorità statale avrà pieno controllo sui pagamenti, e lo si è ventilato per sconfiggere il business del malaffare, mafie ecc. Ma questa ipotesi rimane sempre ancorata all’idea che vi sia un monopolista della moneta, lo Stato il Tesoro e la Banca Centrale insieme, che ad esempio emettono dollari solo elettronici e mai più in biglietti, così ogni pagamento viene registrato da computers per qualsiasi cosa, dal pacchetto di caramelle a quello per 1 kg di cocaina. Quindi si parla di uno Stato, una valuta, e pagamenti tutti rintracciabili elettronicamente dopo aver eliminato il contante.

Ma a un certo punto un anonimo con un nome fittizio giapponese si era inventato un’altra moneta elettronica globale chiamata Bitcoin che poteva essere scambiata senza affatto passare da Stati, Tesoro e Banche Centrali, quindi senza controlli delle Autorità. Fino a pochi anni fa i Bitcoin erano la moneta sfigata dei narcos colombiani, o di altri ceffi che vendevano esplosivi ad Al-Nusra o ai Sauditi (cioè Obama e Renzi), o di altri pochi rari investitori e micro commercianti. Ma poi questa moneta elettronica ha cominciato ad attirare anche i Big della finanza. E perché?

La risposta sta non tanto nel volume d’affari del Bitcoin che era patetico, né nel Bitcoin in sé, quanto nel SISTEMA DI CIRCOLAZIONE E REGISTRAZIONE dei pagamenti che sosteneva il Bitcoin. Please welcome:

THE BLOCKCHAIN. E prima di leggere oltre ricordate: sulla Blockchain si stanno avventando come vampiri i cervelli Top di JP Morgan Chase, Microsoft, Intel, Accenture, Google, Banco Santander, British Petroleum, Credit Suisse, UBS, Banco Bilbao, ING, Federal Reserve USA, la BCE, la Banca d’Inghilterra, e la Banca Centrale della Cina.

Perché ve ne parlo? Rileggete le 4 righe sopra. Non ve ne parlo per fare il figo che scrive cose spaziali NO! Ne scrivo perché fra meno di un istante tutto quello che voi spenderete, dal gelato all’auto nuova al capannone per l’azienda, sarà regolato dalla BLOCKCHAIN, e questo se da una piccola parte vi darà dei vantaggi, dall’altra sarà la più massiva e storica inculata monetaria e poi sociale dai tempi dei Babilonesi. E sta arrivando, non è una roba che “fra 60 anni…”.

La Blockchain è una tecnologia, prima di tutto. Un sistema DISTRIBUITO GLOBALMENTE di registrazioni di pagamenti (ledger system) disponibile in teoria alla visione di chiunque. Il fatto cruciale è che questo sistema di pagamenti, al contrario dell’euro, dollaro, yen, renminbi, corona, pesos ecc. non passa da un’autorità centrale come sarebbero le Banche Centrali delle valute che ho citato, ma passa da un network di computers sparsi ovunque, e in mano a chissà chi.

Questo vuol dire che chi usa una moneta digitale come il Bitcoin o la molto più importante Ethereum, grazie alla tecnologia Blockchain non era finora tenuto nelle gabbie nazionali delle singole valute (appunto Stati, Banche Centrali, Tesoro ecc.). Ciò, dissero i sostenitori di Bitcoin o Ethereum, porta il vantaggio che queste monete non sono in mano a dei corrotti o criminali servi del Vero Potere come Greenspan, Bernanke, o Draghi, o Jens Weidmann ecc., che le possono manipolare per fottere intere nazioni o ingrassare gli amici.
  
Poi la piattaforma tecnologica Blockchain è molto più veloce di altri sistemi di pagamento bancari tradizionali. Avete presente il classico bonifico che fate e che deve aspettare 3 giorni? Con Blockchain il numero rimane 3, ma dopo viene la parola minuti.
 
Inoltre, dicono sempre i sostenitori di Blockchain, Bitcoin o Ethereum, essendo appunto la piattaforma tecnologica di queste monete, cioè il Blockchain, rintracciabile ovunque nel mondo, il riciclaggio della Mafie diventa un incubo. Si trattava in sostanza di una molto azzardata, certo, ma rivoluzionaria ‘anarchia della moneta’ finché…
  
E qui cominciano le controverse note di sto mostro Tech che fra dieci minuti te lo ritrovi nel portafoglio. Abbiate la pazienza di arrivare in fondo, giudicherete voi alla fine se le elezioni francesi sono la news o no.
 
Essendo i Nerd (cervelloni) Blockchain e i loro server 10.000 volte più veloci dei politici (cioè dei bolsi Regolamentatori Bancari), ancora non esiste una traccia di regolamentazione internazionale della Blockchain, Bitcoin e Ethereum, per cui la European Banking Authority vi avvisa: “Hey gente, fate pure ma non esiste legislazione che vi protegga i conti correnti sulla Blockchain. Perdi tutto? Cazzi tuoi”. Ma questo è niente.
 
La Blockchain è un prodigio d’informatica fatto di sole 200 linee di codici. Tutto qui. Ci si scambia valore elettronico registrato alla visione di tutti (in teoria) in pc visibili da tutti (in teoria) e quindi… chi cazzo ha più bisogno della banche? Vi rendete conto che la Blockchain stava per spazzare via 500 anni di storia delle banche e il loro business da multi migliaia di miliardi (di furti)? Ripeto: con la Blockchain il computer che registra l’acquisto della tua casa non starebbe più in Unicredit, o BNL, eh no! Sta in un qualsiasi buco del mondo.
 
Poi: come P.B. vi ha mille volte spiegato, il mutuo che hai preso da UBI banca è un affare regolato da Banca d’Italia, sempre, anche il pagamento in contanti del cinema lo è. Ma con Blockchain di nuovo chi ha più bisogno di sti dinosauri? E allora:
 
VI ASPETTATE CHE I MOSTRI DEL DENARO ORTODOSSI SIANO STATI FERMI A GUARDARE LA LORO MISERA FINE?
 
E qui le note non sono più controverse, ma c… (finisce per azzi) amari.
 
Ed eccoci alla sfida finale. Ovviamente mentre Blockchain, Bitcoin o Ethereum venivano sviluppati, non è che nelle Banche Centrali (oddio, forse sì in Bankitalia…) stavano a dormire. Questi hanno capito che da lì a poco si prendevano un pilone autostradale in quel posto e andavano a ramengo per sempre, e quindi si sono attrezzati. Tradotto: tutte la maggiori Banche Centrali del mondo hanno oggi già pronte, ai posti, via! le rispettive valute digitali che correranno sulla pista della Blockchain. E ancora…
 
Ovviamente mentre Blockchain, Bitcoin o Ethereum venivano sviluppati, non è che nelle mega banche stavano tutti a farsi le canne… ed eccoli i cari Wall Street and City boys, da JPM a HSBC a Credit Suisse, che si sono super attrezzati anche loro a correre la gara sulla Blockchain, non importa quanti soldi in commissioni ci perderanno. Qui si stanno giocando il culo tutti, lo capite? Ripeto: “Vi rendete conto che la Blockchain stava per spazzare via 500 anni di storia delle banche e il loro business da multi migliaia di miliardi?” Ma di più. Sti giganti mostruosi stanno abbandonando la prima forma di valuta Blockchain, cioè il Bitcoin, e si buttano sul neonato Ethereum, e… e?… su piattaforme Open Source (ahimè caro Giancarlo Algieri di Agorastrea, pioniere di sta roba, ci sono già arrivati sai?).
 
Abbiamo parlato non di teorie di un matto del web, ma di una tecnologia, di valute e di un futuro dei pagamenti che è a 5 minuti dalla nostra vita. Abbiamo detto che questo futuro era nato da indipendente ‘anarchico’, ma gli Stati e le Banche Centrali non sono stati a dormire, e ora se lo pappano, e ci schiaffano sopra i regolamentatori e soprattutto il GRANDE FRATELLO DI TUTTI I GRANDI FRATELLI, quello che sa come hai speso 50c, o se hai passato la paghetta a tuo figlio, o se compri Viagra, o se bevi troppo, o che libri leggi, o se vai a puttane, o se sei in psicoterapia, o se non consumi certi prodotti, che malattie hai su quali farmaci ti appoggi… ecc. La tua privacy di consumatore è polverizzata.
 
Il Blockchain ripreso in mani ortodosse, che appunto per definizione eliminano il contante, rende poi possibile una tassazione spietata poiché lo Stato ha traccia di ogni centesimo che hai speso dando via libera a prelievi immensamente più vessatori degli studi di settore e dell’accertamento presuntivo. I commercialisti diventeranno pazzi a battagliare su prelievi di IVA e ogni altro balzello fiscale esistente perché dall’altra parte avranno tutto registrato su Blockchain in tempo reale, e soprattutto di nuovo la moneta sarà preda della dittatura dei Banchieri Centrali divenuti Banchieri Blockchain Centrali. Infine la Blockchain taglierà di miliardi di dollari i costi operativi delle banche, e indovinate……?
 
Ci guadagneremo noi? Oh, yes, ninna nanna. Intanto il ragazzino Junior di JP Morgan segue la Francia, ma il CEO di JP Morgan, Jamie Dimon, pensa alla Blockchain. Tu mi raccomando, non…
 

HAARP: “informazioni né confermate e né smentite”

HAARP, perché la predizione dei terremoti va occultata

Di Alessandro Lattanzio

Per provocare un disastro nel posto giusto al momento giusto è necessario risolvere il problema del tempo di predizione, a lungo termine, del “punto di mira”. Perciò gli statunitensi crearono un modello digitale dettagliato dell’atmosfera terrestre e un super-computer in grado di elaborare enormi quantità di informazioni. Ed ecco perché non si dovrebbe ‘scientificamente’ prevedere il terremoto, s’intralcerebbe il monopolio che detengono il Pentagono e le sue agenzie ‘scientifiche’ su quest’arma.

Un primo interesse dei militari nello studio della ionosfera per impieghi bellici, si ebbe nel 1958, quando gli Stati Uniti condussero la prima esplosione nucleare ad un’altezza di 70 chilometri, al limite della ionosfera, sull’atollo Johnson. Secondo il piano originale, l’impulso elettromagnetico dell’esplosione avrebbe bruciato i sistemi elettronici nel raggio di centinaia di chilometri, aprendo la via alla flotta di bombardieri B-52 con bombe all’idrogeno nella difesa aerea sovietica. Ciò non accadde, ma si notò un fenomeno interessante! Nell’arcipelago delle Samoa, 3500 km a sud del luogo dell’esplosione, apparve un’aurora luminosa! Un disturbo ionosferico che durò a lungo, a distanza di migliaia di chilometri! Le particelle cariche prodotte dall’esplosione nucleare, corsero lungo le linee magnetiche nell’emisfero opposto forando la ionosfera della Terra. L’esperimento fu ripetuto (tre esplosioni a un’altitudine di 480 km nel Sud Atlantico) e si scoprì che le esplosioni nucleari non sono violavano la ionosfera con anomalie radio per anni, ma influivano attivamente sui processi climatici della Terra. Da allora, gli scienziati iniziarono a studiare un’arma geofisica e climatica che permettesse di controllare il meteo sul campo di battaglia e sul territorio nemico. Così nacquero le armi geofisiche!

Le attuali armi geofisiche permetterebbero:
– La distruzione dello strato di ozono sopra specifiche superfici da “bruciare” con le radiazioni solari;
– Influire sulle risorse idriche (inondazioni, tsunami, tempeste, frane);
– Disastri atmosferici (tornado, tifoni, cicloni, acquazzoni) così come il clima generale in una particolare area (siccità, gelo, erosione).
– Terremoti e tsunami.
Negli Stati Uniti, tale tipo di arma viene chiamata “HAARP”, o “Ricerca attiva dell’area aurorale del programma ‘Northern Light’”, frutto dell’”Iniziativa di Difesa Strategica” (SDI o Star Wars). Dopo l’11 settembre 2001, attorno l’HAARP furono installati sistemi di difesa aerea. L’installazione fu costruita congiuntamente da US Navy e US Air Force, ufficialmente per studiare la natura della ionosfera e lo sviluppo di sistemi di difesa aerea e missilistica. Tuttavia, molti ricercatori ritengono che in realtà il complesso agisca sui meccanismi naturali globali e locali, nei Paesi avversari degli Stati Uniti.

L’HAARP può:
– Causare aurore artificiali;
– Disturbare le stazioni radar oltre l’orizzonte che sorvegliano i lanci di missili balistici e addirittura eliminare il sistema di telecomunicazioni nemico in una particolare area del pianeta;
– Distruggere i missili intercontinentali surriscaldandone le componenti elettroniche;
– Controllare le condizioni meteo ionizzando l’alta atmosfera;
– Cambiare il comportamento umano trasmettendo radiazioni elettromagnetiche di una particolare gamma, stimolando nelle persone stati di confusione;
– Rilevare ai raggi X risorse minerarie, tunnel sotterranei o cavità naturali;
– Disattivare velivoli spaziali.

Ma quando si raggiunge un livello di potenza in uscita maggiore (ufficialmente gli Stati Uniti dichiarano che la potenza di trasmissione dell’HAARP sia “solo” 6,5 MW, come la prima centrale elettronucleare del mondo, quella di Obninsk. Ma in realtà la capacità sarebbe tra 65 e 650 MW, (e forse ancora di più), si ha la reale opportunità di influenzare l’atmosfera, fino a suscitare calamità naturali: potenti tempeste, terremoti, alluvioni ed uragani.

Ed alcuni esempi specifici di tale influenza:
– 1997-1998, l’uragano “El Niño” imperversò su molte città; il danno complessivo ammontò a 20 miliardi di dollari;
– 1999, terremoto in Turchia di magnitudo 7,6 che uccise 20mila persone;
– 2003, uragano “Isabel“, il più potente e mortale che causò diverse migliaia di vittime;
– 2004, al largo della costa orientale dell’isola indonesiana di Sumatra vi fu uno dei più forti e distruttivi terremoti nella storia moderna. Il maremoto causato dal terremoto di magnitudo 9, costò la vita a circa 300mila persone;
– 2005, il terremoto in Pakistan di magnitudo di 7,6 fu il più potente di tutte le osservazioni sismiche in Asia meridionale, uccise più di 100mila persone;
– 2008, l’improvviso risveglio del vulcano addormentato Caitya, in Cile, dopo secoli;
– aprile 2010, eruzione di un vulcano in Islanda che causò la sospensione dei voli aerei in Europa.

Terremoti in Giappone, come quello che causò l’incidente nella centrale nucleare di Fukushima nel 2011.

Per provocare un disastro nel posto giusto al momento giusto è necessario risolvere il problema del tempo di predizione, a lungo termine, del “punto di mira”. Perciò gli statunitensi crearono un modello digitale dettagliato dell’atmosfera terrestre e un super-computer in grado di elaborare enormi quantità di informazioni.

Gli autori A. Sokolov e A. Burmakin si chiedono nel loro testo: La Russia può respingere l’attacco, o almeno rilevare e dimostrare l’aggressione geofisica?

I sovietici lavoravano al contraltare dell’HAARP, il sistema radar di Krasnojarsk, distrutto da Gorbaciov e Shevardnadze su insistenza degli statunitensi. La stazione di Krasnojarsk sarebbe entrata nel sistema di Primo allarme contro un attacco missilistico balistico, agendo da radar, ma un radar dalle caratteristiche uniche, e dall’altro, aveva una potenza tale che poteva semplicemente bruciare le antenne dell’obiettivo, agendo da sistema di difesa aerea e antisatellite, distruggendo la minaccia all’istante. La Stazione radar oltre l’orizzonte Darjal-U aveva trasmettitore e ricevitore distanziati di 2 chilometri, per il rilevamento a lungo raggio dei missili balistici in orbita e oggetti spaziali provenienti da direzione sud, tra la Cina occidentale e l’Iran. L’Unione Sovietica aveva anche il suo programma “HAARP”, che portò alla realizzazione del “Sura“nella Russia centrale, a 150 km da Nizhnij Novgorod. Apparteneva all’Istituto di Ricerca Scientifica di Radiofisica, uno dei principali istituti di ricerca scientifica dell’URSS. Oggi è abbandonato. Su una superficie di 9 ettari vi sono file di antenne di 20 metri, ora invase da arbusti. Nel centro del campo delle antenne vi era un enorme trasmettitore, con cui gli scienziati studiavano i processi acustici nell’atmosfera. Ai bordi del campo vi erano gli edifici per i trasmettitori radio, la cabina di trasformazione e il laboratorio. “Sura” fu attivato nel 1981. L’installazione assolutamente unica ottenne dei risultati molto interessanti sul comportamento della ionosfera, compreso l’effetto della generazione aperta delle radiazioni a bassa frequenza nella modulazione delle correnti ionosferiche, denominato dal direttore dell’impianto “effetto Getmantsev”. “Sura” fu finanziato in gran parte dai militari, ma dopo il crollo dell’Unione Sovietica non fu più finanziato.

Nei primi anni ’80, quando “Sura” venne attivato, furono osservate in cielo delle anomalie interessanti. Molti lavoratori videro strani bagliori, globi rosso-incandescente immobili o sfrecciare ad alta velocità nel cielo, erano luminescenti formazioni di plasma. “Sura” lavorava circa 100 ore all’anno, ma l’istituto non ebbe più finanziamenti per operare. Gli statunitensi conducevano esperimenti con l’HAARP per 2000 ore all’anno, cioè 20 volte tanto, per una spesa stimata in circa 300 milioni di dollari all’anno. I russi ne spendevano 40 mila…

L’HAARP (Programma di ricerca attiva aurorale ad alta frequenza), fu avviato nella primavera del 1997 ad Hakon, Alaska. La struttura è composta da antenne radar dalle radiazioni incoerenti, dal diametro di venti metri, radar laser, magnetometri, computer per l’elaborazione del segnale e controllare il campo delle antenne. Il complesso era affidato ai “Laboratori Philips”, situati nella base dell’US Air Force di Kirtland, New Mexico, subordinati alla divisione armi astrofisiche e geofisiche del Centro di tecnologia spaziale dell’US Air Force. Il complesso di ricerca ionosferico (HAARP) sarebbe stato costruito per studiare la natura della ionosfera e sviluppare sistemi di difesa aerei e missilistici. L’HAARP non è l’unico negli Stati Uniti, vi sono due stazioni, a Porto Rico (vicino all’Arecibo Observatory) e l’altro, noto come HIPAS, in Alaska, vicino Fairbanks. Entrambe le stazioni sono simili all’HAARP. In Europa vi sono altri due gruppi di ricerca sulla ionosfera, in Norvegia, il radar EISCAT, presso Tromso, e lo SPEAR (Radar di ricerca attiva per l’esplorazione del plasma spaziale), nelle Svalbard. Gli altri sono a Vasilsursk (“Sura“); a Zmiev, regione di Kharkov (Ucraina) “Uran-1“; a Dushanbe (Tagikistan), sistema radio “Horizon” (2 antenne rettangolari verticali), e a Jicamarca (Perù).

Lo scopo principale di tali sistemi è lo studio della ionosfera, e la maggior parte di essi può stimolare piccole zone localizzate della ionosfera. L’HAARP si differenzia da questi complessi per l’insolita combinazione di strumenti di ricerca che permette di controllare le radiazioni su varie bande. L’HAARP ha presumibilmente una potenza di 3600 kW (la capacità esatta non è nota), l’EISCAT di 1200 kW e lo SPEAR di 288 kW. A differenza delle stazioni radio, che hanno trasmettitori fino a 1000 kW e antenne omnidirezionali, il sistema HAARP utilizza antenne a scansione trasmittenti altamente direzionali, in grado di focalizzare tutta l’energia irradiata in una piccola area. L’HAARP nel linguaggio diplomatico degli USA suona così: “Il progetto è anche oggetto di numerose teorie cospirative, compresa l’affermazione che HAARP sia un’arma climatica o geofisica“Cioè, non confermiamo né smentiamo queste informazioni!

Il terremoto in Giappone fu causato dal sistema HAARP?
US Air Force e US Navy fornirono una immagine di ciò che causò il terremoto (magnitudo 9,0), in Giappone alle 05:46:23 UTC dell’11 marzo 2011.

Questo spettro (coordinate, frequenza e tempo) mostra la frequenza della radiazione registrata dal magnetometro ad induzione di HAARP. Il dispositivo dell’Università di Tokyo, cattura le modifiche nella gamma di frequenza ultra-bassa (ULF – Ultra Low Frequency), da 0 a 5 Hz, del campo magnetico terrestre (magnetosfera). Se si osserva lo spettrogramma dell’HAARP, è possibile vedere il momento in cui il terremoto si verificò (linea rossa verticale), e ciò che accadde prima e dopo. Sullo spettrogramma, si può vedere la luce costante alla frequenza di 2,5 hertz, registrata dal magnetometro. La frequenza del segnale di 2,5 hertz è una testimonianza del fatto che il terremoto fu indotto. 

Generalmente il segnale viene registrato prima, durante e dopo un terremoto. L’11 marzo 2011 la frequenza del segnale, 2,5 Hz, venne registrata dalle 00:00 fino a circa le 10:00, per 10 ore. Si sa che il terremoto in Giappone durò solo pochi minuti, quindi perché il segnale, la “firma” del terremoto (alla frequenza di 2,5 Hz), fu registrato fino alle 10 del mattino dell’11 marzo 2011? Perché il sistema HAARP emise un segnale (irradiato) ad una frequenza di 2,5 Hz, causando il terremoto in Giappone e il conseguente tsunami.

Questa immagine mostra i sismogrammi di “Jakutskgeofizika” dell’11 marzo 2011, attivo nel sud-ovest della Jakutia. Il prima sismogramma si ebbe 2 minuti prima che l’onda del terremoto in Giappone (a 3000 km di distanza) raggiungesse l’osservatorio. La frequenza delle onde registrate in modalità di produzione, 15-90 Hz, e la frequenza delle onde del terremoto (secondo sismogramma) di 2,5 Hz. L’intensità della prima onda era così alta che la rilevazione del segnale fu completamente soppressa.

Fonti:
Фомы
Город Змиев и его тайны. Часть первая. Оружие Змея Горыныча

FONTE ARTICOLO

Molte menti stanno lavorando per mettere a punto i mezzi per terrorizzare intere nazioni.

Negli anni settanta i Russi avevano costruito un enorme generatore a pulsioni battezzato “Pamir” Il dispositivo fu ufficialmente presentato come un sistema per analizzare la situazione di un terreno misurandone sulle grandi distanze e a grandi profondità la conduttività elettrica del suolo.Il sistema, usato con moderazione, può testare il terreno, come quando si danno leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in un burrone.
Ma un tale sistema potrebbe non solo studiare la situazione pre-sismica del territorio, ma eventualmente innescare il terremoto.

Se la faglia non è pronta a cedere, occorrerebbe una notevole energia per innescare il terremoto.
Al giorno d’oggi ormai sappiamo che una variazione di conduttività è il segno di un imminente terremoto.

Con una simile macchina e dei dati geologici esatti, i militari potrebbero, in aree potenzialmente “ostili”, o per ragioni geo-politiche, innescare un devastante terremoto, uno tsunami o un’eruzione vulcanica….

– Qui le pagine originali dell’IVTAN, l’Istituto Russo per le Alte Temperature, che parla di uno di questi generatori Pamir:
http://www.ihed.ras.ru/mg/otdel6.htm
http://www.ihed.ras.ru/mg/Pamir3U.htm

Un generatore MHD (detto anche “generatore di plasma”) a scappamento lineare di Faraday, alimentato con esplosivo (propergol) solido al cesio, o al sodio (sostanze a basso potenziale d’ionizzazione). Lo scappamento espelle gas ionizzato a 3000° tra due o più elettrocalamite. Esso sviluppa 4,8 tesla, e ha elettrodi che raccolgono le correnti generate durante qualche secondo (15000 a 25000 A su 1000V).

-Dal documentario ”Les colères du climat” (le collere del clima), trasmesso sulla 5 (emissione televisiva franco-tedesca), film che passa in rassegna le differenti catastrofi “naturali” mondiali dal 2002 in poi, un corto estratto sulla “Pamir”…. (vedi articolo integrale qui) 

Fonte:
http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/sistemi-radar/haarp-perche-la-predizione-dei-terremoti-va-occultata/

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