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Piramidi & Serpenti

L’eredità di Sumer

Tutti i segni, tutti i misteri, tutte le eredità del passato, provengono da Sumer.

La scrittura Vinca e Sumer

La cultura Vinca fu una cultura preistorica che si sviluppò nella penisola Balcanica tra il VI e il III millennio a.C. Nel VI millennio a.C. questa cultura occupava la zona delimitata dai Carpazi a nord, dalla Bosnia a ovest, dalla pianura di Sofia a est e dalla valle di Scopije a sud.

  • La cultura toccò il corso del Danubio, nelle attuali Serbia, Romania, Bulgaria e Macedonia. 
  • Esempi di scrittura Vinca furono trovati nel 1875, nel 1908, e nel 1961 in varie zone della Romania e della Serbia, vengono datate al V millennio a.C.
  • Gli studiosi ritengono questa scrittura precedente al cuneiforme anche se non tutti identificano i segni Vinca come una vera e propria scrittura.

  • Gli assiriologi tacciono sul legame tra scrittura Vinca e lingua sumera! Esiste invece traccia del farro che i sumeri conoscessero la scrittura Vinca Una tavoletta BILINGUE cuneiforme e Vinca! 
  • Lista di segni Vinca come ritrovati su diversi manufatti. Guardate cosa succede se specchiamo verticalmente i segni:

  • Confrontiamo i segni Vinca con la parte bassa della tavoletta sumera: 

  • Non solo alcuni simboli Vinca sono uguali ai pittogrammi sumeri del VI millennio!!!

Le Tavole Tartaria

  • Considerate a lungo un mistero, le tavole Tartaria sono tre reperti di piccole dimensioni con segni simili a pittogrammi, datate alla cultura Vinca.
  • Rinvenute in Romania 

  • Le tavole Tartaria sembrerebbero la più antica testimonianza della cultura Gheto-Dacia, l’antico popolo da cui ha avuto origine la cultura rumena. Il contenuto della placca orizzontale è stato decifrato usando la lingua sumera!!! 

BAB-SARRU/RABU-DU-KI-USU-GIRA-PATESI-III-BANSUR-MU-NANNAR-RABU/ZU-II-DINGIR-IIDINGIRANA 

La Porta del grande re, che conduce i 4 distretti del paese ai potenti Dei della Luna e del Fuoco, dei principi che servono il grande tavolo per le offerte dedicate alla triade sacra e al rinomato Dio della Luna del Nord, colui che fa abbondare cibo e bevande dopo la scomparsa dei due Dei e delle due Dee

  • La tavola rotonda invece è stata decifrata così:

4 NUN KA SA UGULA PI IDIM KARA I

Dei 4 capi (principi), per il viso del Dio Aue, uno, il più anziano (in virtù) della sua profonda saggezza è stato bruciato

I 10 Pianeti – Sumer e Perù

  • Il sigillo sumero VA243 mostra una stella con 11 corpi celesti – secondo Zacharia Sirchin sono il Sole con i 9 pianeti del Sistema Solare più Nibiru e la Luna

  • Secondo Sitchin NIBIRU AVREBBE UNA ORBITA MOLTO ELITTICA che lo fa passare all’altezza della fascia degli asteroidi, dividerebbe quindi il Sistema Solare in due zone: Una composta da 5 pianeti: Plutone-Urano-Nettuno-Nettuno-Saturno-Giove 
  • Una composta da 4 pianeti: Marte-Terra-Mercurio-Venere

  • Ma il sigillo VA243 non è l’unico reperto a mostrare questa situazione, anzi, la testimonianza più dettagliata sta in Perù!!
  • Nel muro di CORICANCHA, il tempio del Sole di Viracocha, sta un pannello dorato che mostra un ‘uovo’, una orbita ellittica che divide due zone: Una con 5 pianeti e una con 4 pianeti!!! 

  • Gli studiosi ci dicono che quella ellisse è ‘l’uovo primordiale’ da cui escono le stele, l’uomo e la donna, e tutti gli elementi presenti nel pannello. Ma non spiegano perché nell’ellisse è presente UN ALTRO PIANETA.  

Questo è l’intero pannello:

Ma dal pannello del Coricancha notiamo anche un altro particolare: è diviso in due registri – quello alto tutto con elementi ‘terreni’.

E cosa vediamo in basso (registro terreno) a sinistra?

Ma perché gli assiriologi ci dicono che i 7 pallini sono le Pleiadi? Nella cultura sumera non esiste nessun riferimento alle Pleiadi. Se i pallini nel Corichancha si trovano nel registro ‘terreno’ allora ha ragione Sitchin nel dire che erano la rappresentazione del pianeta Terra??!!

Ricordiamoci che nella tavola accadica WAK8535 compaiono 7 pallini in fila con la scritta:

IL DIO ENLIL VIAGGIA TRA I PIANETI

I sette pallini rappresentano la terra
perché la Terra è il 7° pianeta arrivando
dall’esterno del Sistema Solare.
Sia il sigillo VA243, sia il pannello dei
Coricancha ci confermano che nell’antichità
il Sistema Solare era conosciuto nella sua interezza,
compreso NIBIRU.

Piramidi e Serpenti

Il sito archeologico di Giza (Egitto) mostra 3 piramidi disposte in questa maniera:due in linea retta e una spostata leggermente a sinistra. Il sito di Teotihuacan (Messico) ci mostra 2 piramidi e un tempio (il piccolo tempio di Quetzalcoatl) allineate allo stesso modo. 

Nella provincia di Xian’yan (Cina) sono sparse decine di piramidi, alcune delle quali sono disposte allo stesso modo. Tutti e 3 questi posti sono legati

univocamente tramite le loro divinità al serpente, o ai serpenti, spesso intrecciati a un bastone o tra di loro.

Ma quale è l’origine del serpente? perché lo troviamo in Egitto, in Cina, e in Messico?

IL SERPENTE VENIVA DA SUMER!!

I serpenti intrecciati erano il simbolo di Ningishzidda adorato in Egitto come THOT, adorato in Messico come KUKULCAN e il serpente singolo era il simbolo di suo padre ENKI, adorato in Cina come FUXI!

Il Video che ho trascritto qui è stato creato da:

 Alessandro Demontis
Per approfondimenti visita il sito:
“Shirine of the Lord Ningishzzidda”
http://gizidda.altervista.org

Articolo correlato: Alla ricerca di Planet 9 di Tommaso Maccacaro che nel suo articolo su altrogiornale.org ci dice che:

“Si può quindi dire che vi sono alcune evidenze – certamente non conclusive – a favore dell’esistenza di Planet X (che ora dovremmo chiamare Planet 9); che le ricerche osservative condotte finora non hanno dato esito positivo ma che vi sono ancora margini per poterlo individuare.”

Metalli Divini

Sud Africa, trovata una metropoli di 200.000 anni realizzata dagli Anunnaki?

METALLURGIA

L’uso dei metalli da parte dell’uomo è iniziato con l’oro ed è continuato con argento e rame – metalli che si trovano allo stato puro in natura. Reperti archeologici indicano che l’uso di “pietre tenere” (ossia i metalli), martellandole e dando loro forme utili, cominciò nel vicino Oriente nel IV millennio a.C.; l’uso di metalli puri si trasformò in metallurgia nel IV millennio a.C. con l’introduzione della lega di rame e stagno chiamata bronzo; i progressi tecnologici nella lavorazione dei minerali metallici introdussero l’Età del Ferro nel II millennio a.C. 

A differenza dell’archeologia, le antiche credenze in tutto il mondo, che trattano la successione delle età dei metalli (a partire dall’Età dell’Oro), assegnavano invariabilmente a queste tre ère una ben maggiore antichità.

Anche le narrazioni sumere degli Anunnaki, che descrivono il loro arrivo sulla terra alla ricerca di oro e la creazione di Bad-Tibira come centro metallurgico nell’Edin, fanno risalire questi eventi a un periodo precedente il Diluvio.

Anche nella Bibbia si trovano riferimenti all’uso del metallo prima del Diluvio: osservando ad esempio che uno dei fiumi dell’Eden scorreva da dove <<giungeva il buon oro>> e notando che Tubalkain (della stirpe esiliata di Caino) era <<il fabbro, padre di quanti lavorano l’oro, il rame e il ferro>>. (Genesi 4,22). 

Secondo le iscrizioni sulle mura del tempio a Edfu, in Egitto, il dio Horus donò ai suoi sostenitori umani armi di “ferro divino” forgiate in una fonderia che lui aveva creato in quel luogo.

Attività estrattiva delle miniere

Pur se in linea di massima viene considerata parte integrante dell’argomento metalli e metallurgia, l’estrazione mineraria svolse un ruolo importante negli affari degli Anunnaki, come è descritto chiaramente nell’Epica di Atra-Hasis e in altri testi citati da ZS.

Essendo stati costretti a lavorare nelle miniere per estrarre l’oro di cui avevano bisogno, gli Anunnaki assegnati a tale lavoro si ribellarono, l’ammutinamento sfociò nella creazione di un “Lavoratore Primitivo” – l’Homo Sapiens – affinché lavorasse al posto loro.

Oro (Gush.kin, Ku.gi).

“L’Oro Lucente estratto dalla Terra”; anche Zu.ab. “Ciò che brilla proviene dalle profondità primordiali”, da cui deriva probabilmente (H) Zahab, “oro”): minerale prezioso e lucente che si trova sia sotto forma di filoni nelle viscere della Terra, sia come pepite nei letti dei fiumi o come granelli mescolati all’acqua di mare.

E’ il metallo più malleabile e duttile conosciuto: può essere allungato, ridotto in fili sottilissimi, in lamine, in fogli, in grani o polvere (oggi persino essere ridotto ai suoi atomi). Si può fondere, colare, forgiare, martellare e si può legare ad altri metalli; non è corrosivo ed è un perfetto conduttore elettrico.

Primo metallo noto al genere umano, sin dall’inizio venne considerato proprietà degli dèi che lo usavano per comunicare con l’umanità (il bastone d’oro che Viracocha consegnò in Perù; i Cherubini d’oro sull’Arca dell’alleanza per ascoltare Yhaweh). 

Sia nel Vecchio sia nel Nuovo Mondo, le dimore divine e i Sancta Sanctorum erano interamente rivestiti del prezioso metallo a formare recinti d’oro, decorati con emblemi d’oro, oggetti rituali in oro e perfino utensili in oro.

Secondo i testi sumeri, gli Anunnaki estraevano l’oro dall’Africa sud-orientale (Arali, “luogo dei filoni lucenti”), dalle miniere dell’Ab.zu (“Profonda sorgente primordiale”). I testi attribuivano la decisione degli dèi di creare l’uomo alla necessità di avere dei lavoratori primitivi in grado di sostituire gli Anunnaki nelle miniere, dopo l’ammutinamento di questi ultimi, stufi delle condizioni proibitive in cui erano costretti a lavorare.

Quando il Diluvio distrusse tutto, emerse una nuova fonte di oro, pronta per essere raccolta: le pepite che abbondavano sul terreno esposto proprio dalle acque del Diluvio in Sud America, dando origine agli insediamenti e alle operazioni che ebbero come centro Tiahuanacu. Ciò spiega la quantità incredibilmente vasta di oro e manufatti d’oro razziata dai conquistadores spagnoli nelle terre andine del Sud America, i cui indigeni non erano assolutamente in grado di estrarre dalle miniere.

Lo Stagno (An.na):

metallo che, a differenza dell’oro, argento o rame, si trova molto raramente allo stato puro in natura. Veniva ricavato da un minerale, la cassiterite (ossido di stagno), seguendo un processo di estrazione complesso, composto da numerosi fasi: il minerale veniva combinato con il carbonio in apposite fornaci in grado di raggiungere temperature elevate; lo stagno fuso veniva raccolto e purificato attraverso un ulteriore processo di fusione.

E’ un metallo estremamente utile perché, mescolato in piccole porzioni al rame (poco più del 10%), forma una lega – il bronzo – che acquista una resistenza straordinaria. Nonostante la complessità dei processi metallurgici che hanno consentito il passaggio alla cassiterite al bronzo, a Sumer (dove lo stagno veniva chiamato An.na, “Pietra Celeste”) “L’età del Bronzo” risale al 3600 a.C., e da lì si diffuse poi lentamente, nell’arco di parecchi secoli, in tutto il Vicino Oriente.

Questa impresa dei Sumeri è ancora più importante se si considera il fatto che, mentre il rame si poteva ricavare dalle fonti del Vicino Oriente, relativamente poco distanti (Cipro, Creta), i minerali di stagno si trovavano in terre più lontane: nel subcontinente indiano e nel Lontano Oriente, nelle Isole Britanniche (Cornovaglia) o in Sud America (nei pressi del Lago Titicaca).

Nel libro Gli Dei dalle Lacrime d’Oro di ZS, viene citato un testo sumero in cui Inanna parla della presenza di stagno nel suo dominio nella Valle dell’Indo e fornisce la prova che gli Anunnaki ricavavano lo stagno a Tihuanacu in Bolivia – ancora oggi principale fonte mondiale di stagno. ZS si è chiesto persino se il nome della città derivi dalla parola accadica per stagno – Anaku – così che Ti-anaku significava letteralmente “Città dello stagno”

Ferro: Età del ferro (An.ta):

il passaggio dal bronzo al ferro, quale metallo più robusto per armi e utensili, richiedeva importanti progressi tecnologici, che andavano dall’estrazione mineraria, alla separazione delle scorie, alla raffinazione, alla fusione, alla colatura.

Prove archeologiche indicano che il cambiamento si verificò nell’antico Vicino Oriente nel 1200 a.C. circa. Prove testuali, tuttavia, suggeriscono una precoce familiarità con il ferro: leggende egizie di Horus e Seth in battaglia – molto prima dell’era faraonica – descrivono Horus che donava ai suoi seguaci umani <<armi che vennero forgiate>> (ossia fatte di ferro).

La Bibbia, nel capitolo 4 della Genesi racconta che Tubalkain, discendente di Caino, era un “fabbro, padre di quanti lavoravano il rame e il ferro”, presumibilmente già prima del Diluvio. Nel Deuteronomio, la Terra promessa è descritta – all’epoca dell’Esodo, nel XV secolo a.C. – come un <<paese dove le pietre sono ferro e dai cui monti scaverai il rame>>. 

Fonte: 

Le Cronache Terrestri Rivelate di Zecharia Sirchin 2009

p: 104-163-186-187-230

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L’Età dell’Oro, dell’Argento, del Bronzo e l’eroica età del Ferro  

Dov‘è finito tutto l’Oro del Mondo?  

Il Sud Africa è conosciuto come il più grande paese produttore di oro al mondo. La più grande zona di produzione d’oro del mondo è il Witwatersrand, la stessa regione dove l’antica metropoli si trova. Infatti nelle vicinanze di Johannesburg, una delle città più note del Sud Africa, è anche un luogo chiamato “Egoli”, che significa la città d’oro. (Continua QUI l’interessante articolo) 

Nin.Gish.Zid.Da 

Il Crollo della Civiltà Sumero/Accadica

di Alan F. Alford

IL CROLLO IMPROVVISO DI SUMER

La misteriosa nascita della civiltà di Sumer quasi 6000 anni or sono trova corrispondenza nell’altrettanto improvviso e misterioso suo declino. Le circostanze di questa fine non non vengono di solito affrontate nei libri di storia. Ci spiegano che questa meravigliosa civiltà finì con l’avere una rivale nel vicino e altrettanto misterioso impero di Accad, e che intorno al 2000 a.C. sia i Sumeri che gli Accadi scomparvero senza un motivo apparente.

Ci viene detto che due nuove civiltà, quella babilonese e quella assira, spuntarono dal nulla e assunsero il controllo della Mesopotamia. Tutti questi semplicismi sembrano servire solo ad addormentare la questione. Eppure, esistono abbondantissime documentazioni che descrivono la caduta di Sumer: come mai, allora, non compaiono nei libri di storia?

La risposta è questa: la natura del definitivo disastro che colpì i Sumeri disorientò loro tanto quanto disorientò gli studiosi. La descrizione lasciata dai Sumeri della catastrofe è talmente strana che si è scelto di considerarla mitologia. Ma è una realtà archeologica il fatto che la morte di Sumer sia aggiunta all’improvviso.

Nel 1986 Zecharia Sitchin propose un’ipotesi plausibile relativamente all’uso di armi nucleari a ovest di Sumer, in un’epoca che coincide proprio con il misterioso crollo di quella civiltà. Discuteremo più avanti questa ipotesi, ma intanto proviamoci a considerare l’asserzione di Sitchin, secondo il quale i Sumeri vennero decimati dalla ricaduta sulla superficie terrestre di polvere di materiale radioattivo.

Le prove sono racchiuse in testi noti come “lamentazioni” per la distruzione di molte città sumere. Le traduzioni che seguono sono state pubblicate dal massimo esperto di Sumer, il professor Samuel Kramer.

Sulla Terra (Sumer) cadde una calamità
sconosciuta all’uomo una che mai prima fu vista,
una che non poté essere sopportata.
Una grande tempesta dal cielo …
Una tempesta che uccideva la Terra …
Un vento maligno, come un torrente impetuoso …
Una cruenta tempesta unita a un calore divampante …
Privava di giorno la terra di sole splendente,
la sera le stelle non rilucevano.

Le persone terrorizzate a malapena respiravano;
le ghermiva il vento maligno
senza concedere loro un altro giorno …
Le bocche erano piene di sangue,
le teste nel sangue sguazzavano …
Il volto era reso pallido dal vento maligno.
Provocò la desolazione nelle città,
la desolazione entrò nelle case;
le stalle divennero desolate,
e vuoti gli ovili …
I fiumi di Sumer fece scorrere
con un’acqua amara;
i campi ben arati diedero gramigna,
nei pascoli crebbe erba appassita.

La natura del disastro fu tale che neppure gli dèi poterono farvi fronte. Una tavoletta intitolata Il lamento di Uruk racconta:

Così gli dèi tutti evaquarono Uruk;
lontano si tennero;
si nascosero nella montagna,
fuggirono nelle lontane pianure.

Un altro testo, intitolato Il lamento di Eridu, Enki e sua moglie Ninki fuggono dalla città di Eridu:

Ninki la sua grande signora, volando come un uccello lasciò la sua città …
Padre Enki rimase della città all’esterno …
Per il destino della sua città ferita pianse lacrime amare.

Negli ultimi cento anni sono state rinvenute numerose tavolette sumere contenenti lamentazioni riguardanti Uruk, Eridu, Ur e Nippur. Esse indicavano che tutte le città vennero colpite contemporaneamente dal medesimo fenomeno. Ma non c’è accenno ad azioni di guerra, un argomento assai consueto per i cronisti di Sumer.

Al contrario, il disastro viene presentato non come “distruzione” bensì come “desolazione”. Uno studioso, Thorkid Jacobsen ha tratto la conclusione che Sumer fu colpita non da degli aggressori, bensì da una catastrofe pura e semplice, di natura inspiegabile.

Come i testi spiegano, ciò che colpì le città sumere era un <<vento malvagio>> che recò morte con un invisibile fantasma, cosa <<che mai prima fu vista>>. Nessuna meraviglia che taluni abbiano interpretato questa sciagura come il risultato della ricaduta di polvere e di materiale radioattivo.

Quali alternative potrebbero esserci? E’ possibile che si sia trattato di un’epidemia senza precedenti? Certo, è possibile ma non scordiamo le descrizioni lasciate dai Sumeri, che raccontano di acque divenute amare, di persone che vomitano sangue, di vittime tra gli animali oltre che tra gli uomini, tutte cose che indicano come non si sia trattato di malattie quali oggi conosciamo.

Inoltre, diversi testi contenenti le lamentazioni, come quello già citato, fanno riferimento a una <<tempesta>> che si accompagnava all’invisibile fantasma. Coloro che hanno esperienza con l’invisibile radioattività conseguente a una esplosione nucleare non potrebbero descriverla meglio. 

Nel Sinai pietre bruciate ricoprono un sottosuolo di colore chiaro  

Tratto dal libro di Alan. F, Alford “Il Mistero della Genesi delle Antiche Civiltà” capitolo 10: “2024 A.C. LA CATASTROFE NUCLEARE”

p: 254-255-256  

Nin.Gish.Zid.Da 

IL Lago Titicaca e gli Anunnaki

IL Lago Titicaca e gli Anunnaki 

Gli Anunanki sono considerati da molti come i “padri fondatori” della civiltà e l’umanità, Sumer è considerata la culla della civiltà. Alcuni archeologi anno suggerito che gli Anunnaki hanno una storia molto importante con il Sud America e la civiltà pre-Inca e Inca. (Ricordate la Fuente Magna Bowl?) Oggigiorno la moderna archeologia non è d’accordo con queste teorie, anche se vi è abbondanza di prove. Un esempio è il ritrovamento della piramide che è stata localizzata e sepolta sotto Tiahuanaco, questo importante ritrovamento fornisce nuove teorie riguardo a questa antica cultura. Queste nuove teorie, unitamente alla somma di ricerche fatte per più di cento anni, fornisce una nuova visione del rapporto tra gli dèi Anunnaki e le divinità del Sud America.

Il Lago Titicaca è un posto molto speciale in questo contesto. In passato, più di duemila pezzi archeologici sono stati salvati dalle profondità del lago Titicaca. La maggior parte dei pezzi sono stati recuperati da subacquei archeologi belgi con il sostegno della Andino Underwater Archaeology Centre (CASA), ma l’archeologia di oggi sembra ignorare questi risultati come se non avessero nessuna importanza.

Gli incredibili manufatti recuperati includono nella collezione ossa, statue, pezzi d’oro, pietre preziose e ceramiche. La lunga storia di questi manufatti ha una grande importanza in quanto alcuni dei pezzi sono stati datati al periodo Inca, altri al periodo pre-Inca e alcuni reperti sono stati datati addirittura all’anno 500 d.C.

Secondo gli storici e gli archeologi, molti dei pezzi che sono stati recuperati sono in realtà offerte gettate nel lago Titicaca, dagli antichi abitanti di Tiahuanaco che anticamente era considerato un lago sacro. Tra questi, ci sono teoriche “speculazioni”, a riguardo di antichi alieni dove si crede ci siano indizi molto importanti che sono stati trascurati dai tradizionali archeologi, indizi che puntano verso un potente collegamento tra le antiche culture della regione e gli antichi Anunnaki. I manufatti d’oro e le monete scoperte sul fondo del Lago Titicaca sono un indizio molto importante, che puntano verso l’antica teoria aliena esposta da Zecharia Sitchin.

Secondo Sitchin, intorno al 4000 a.C., Enki, uno dei capi Anunnaki, legato alle operazioni di estrazione di metalli sulla Terra, ha deciso di invitare suo padre, il re di Anu per visitare l’impianto metallurgico più importante del mondo, Tiahuanaco. Secondo i teorici degli antichi astronauti alieni, tra cui anche Sithcin, ritengono che le strutture a Tiahuanaco siano state ricoperte con tavole d’oro, questo in onore dell’arrivo del re Anu. La prova di questa teoria si basa sui risultati dell’archeologo austriaco Arthur Posnansky che ha trovato e fotografato a Tiahuanaco una serie di piccoli fori nei blocchi di pietra levigata, questi fori, si ritiene che siano stati fatti da strumenti avanzati di precisione.

Il nome di “Posnansky” non suona familiare perché l’archeologia tradizionale lo ha annoverato tra gli “archeologi dilettanti”, anche se le sue scoperte e il lavoro svolto per la storia a Tiahuanaco e nel Sud America è incalcolabile. Posnansky fondò la Società archeologica della Bolivia nel 1930. Anche se a Tiahuanaco non è stato il luogo in cui sono state trovate grandi quantità di oro, i ricercatori ritengono che la maggior parte degli oggetti d’oro sono nascosti sotto il duro terreno della regione e nelle profondità del Lago Titicaca dove sono già stati scoperti pezzi d’oro.

Secondo Posnansky, ad un certo punto della sua storia, l’incredibile città di Tiahuanaco era ricoperta di piastre d’oro che sono state fissate con piccole borchie d’oro che si adattavano perfettamente nei fori della pietra. Posnansky ha suggerito che la precisione di questi fori non sono stati messi lì per scopi decorativi, ma piuttosto avevano un significato meccanico. Recenti scoperte, più che mai, sembrano sostenere la teoria degli antichi alieni astronauti, e i ricercatori si aspettano nuove prove dagli scavi in programma, già iniziati nella metà del 2015, nuove prove verranno portate alla luce, il che significa che i tradizionali archeologi dovranno cambiare il loro approccio su Tiahuanaco e la sua antica storia.

I misteri circa Tiahuanaco e il Lago Titicaca sono grandi, e con le nuove scoperte che sono state fatte negli ultimi mesi, gli archeologi sperano di scoprire tutti i segreti che detiene questa misteriosa regione.

Ivan è uno scrittore free-lance, redattore capo del ancient-code.com, scrive anche per EWAO, condividendo le sue conoscenze, Svemir online e le antiche origini.

Storia, Archeologia, Spazio e misteri del mondo sono alcuni dei temi di cui scrive.
http://www.ancient-c  Link diretto 

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“Ba’albek del nuovo mondo” 

L’Eldorado degli Anunnaki

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

ANTROPOMORFI (terza parte)

I SAUROIDI

“Questo pianeta è il nostro, siamo noi i veri terrestri, non voi.”

La figura mitologica del Serpente
I nativi americani Hopi raccontano dell’esistenza di una razza di uomini rettile che vivrebbe sottoterra chiamata Sheti o “Fratelli Serpente”, mentre nella mitologia precolombiana, l’Eva primordiale di nome Bachue si trasformò in un grande serpente, a lei ci si riferiva anche come “Il Serpente del Cielo”.

Quetzalcoatl, ovvero il serpente con le piume (anche chiamato Viracocha o Kontiki), era il nome azteco del dio Serpente piumato dell’antica Mesoamerica, una delle divinità più importanti per molte civiltà messicane e centro americane.

La divinità del serpente piumato rivestì una certa importanza, sia nell’arte che nella religione, in gran parte del territorio mesoamericano per quasi 2.000 anni, dall’età pre-classica fino alla conquista spagnola: tra le civilizzazioni che praticavano il culto del serpente piumato ricordiamo, 

  • gli olmechi
  • i mixtechi
  • i toltechi
  • gli aztechi
  • i maya

In Asia, invece, nelle scritture e leggende indiane, i Naga (Devanagari) erano esseri a forma di serpente che si riteneva vivessero sottoterra, pur avendo contatti anche con gli uomini, in alcune versioni, si riferiva che tali esseri avessero vissuto su di un continente che si sarebbe poi inabissato nelle acque dell’Oceano Indiano; i testi indiani riferiscono anche di un’altra razza di uomini serpente chiamata Sarpa (Devanagari). 

Nella cultura cinese, vietnamita, coreana e giapponese, si conoscono le storie dei Long (Yong in Coreano, Ryu in giapponese ) o dragoni, forme a metà tra il piano fisico e il piano astrale, ma raramente descritte in forma umanoide, e che possono assumere una forma tra l’umano e il rettiliano, mentre i Giapponesi raccontavano le storie sui Kappa, un popolo di rettili umanoidi. In Cina, Corea e Giappone, i reami sottomarini erano mitologicamente popolati da Re Dragoni e i loro discendenti sono considerati, ancora oggi umani, discendenti da una razza di dragoni, tanto che questa discendenza viene spesso rivendicata dagli Imperatori Asiatici, che si credeva fossero in grado di mutare volontariamente da una forma umana ad una forma di drago, forma ritenuta, presso le tradizioni asiatiche, migliore rispetto alla forma del diavolo. 

Nel Medio Oriente sono conosciuti i Jinn, uomini serpente o dragoni di cui si parla fin dai tempi più antichi, mentre nella Genesi ebraica, Dio punì il serpente per aver convinto con l’inganno Eva a mangiare il frutto della conoscenza:

«Allora il Signore Dio disse al serpente: poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame, e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.»

Questo passo della Bibbia suggerirebbe che i serpenti avessero originariamente le gambe.

Nella mitologia sumera il termine Anunnaki (o Anunnaku), ossia “figli di An”, indicava l’insieme degli dèi sumeri ed essi erano costituiti in un’assemblea, presieduta da An, dio del cielo.

Tale assemblea si componeva dei sette supremi, di cui facevano parte i quattro principali dei creatori (An, Enlil, Enki, Ninhursag), con l’aggiunta di Inanna, Utu e Nanna e di 50 dei minori, detti anche Igigi.

Alcuni sostengono, tra cui Zecharia Sitchin, di aver individuato in tavolette sumere il riferimento a una razza aliena (gli Anunnaki) che avrebbe creato la razza umana (mischiando i propri geni con quelli dell’Homo Erectus) allo scopo di utilizzare gli uomini come schiavi in alcune miniere in Africa. Secondo altri, gli Anunnaki però avrebbero sembianze umane (sarebbero discendenti o facente parte della razza aliena Umanoide) e oggi abiterebbero il loro pianeta Nibiru.

Secondo Sitchin le tavolette attesterebbero che il popolo Sumero dalla “Testa Nera” sarebbe stato creato da questi esseri mescolando “l’essenza di vita” di “uomini e bestie” e il “Popolo dalla Testa Nera” sarebbe stato schiavo dei Sumeri, una casta gerarchicamente al di sotto dei loro creatori.

L’esistenza di uomini serpente secondo Sitchin sarebbe provata dalla concezione di regalità e dal suo collegamento alla figura del drago, definita in Babilonia come ‘Sir’ o dragoni (ossia “grande serpente”, dal sanscrito sarpa, parola che originariamente descriveva il grande “Dio-Dragone”, creatore e governatore della antichissima cultura dravidica).

Secondo Laurence Gardner, sarebbe esistita una “Linea del Sangue dei Dragoni”, una variante del Sacro Graal collocata nell’antica Sumeria quando gli Anunnaki sarebbero discesi sulla regione creando una linea di sangue reale attraverso una manipolazione genetica.

In Africa, l’antico dio egiziano Sobek veniva riprodotto come un uomo con la testa di coccodrillo, mentre nel Mali si trova ancora oggi una popolazione, i Dogon, che possiede un mito di fondazione che comprende un uomo rettile: i Dogon dicono di discendere dal dio Amma, proveniente dalla stella Po Tolo (Sirio B).

In Europa, il primo re mitico di Atene, Cecrope, era mezzo uomo e mezzo serpente e nella mitologia greca, avevano servitori serpenti i Titani e i Giganti e, talvolta, i Giganti stessi venivano raffigurati in forma “anguiforme”, ossia con le gambe formate da terminazioni serpentiformi, come il gigante Klyteros, raffigurato nel fregio della Gigantomachia sull’Altare di Pergamo.

Anche il vento Borea (Aquilone per i Romani) veniva descritto in questa forma. Si narra, ad esempio, che al matrimonio di Giove e Giunone ci fu una gara tra tutte le gerarchie divine nell’offrire alla coppia i doni più preziosi. La Terra non aveva voluto essere da meno e regalò degli alberi da frutto molto particolari: infatti ogni primavera sui loro rami nascevano delle mele d’oro.

Questi alberi erano custoditi in un meraviglioso giardino affidato a quattro ninfe, le Esperidi, le quali avevano posto a guardia del cancello d’entrata un drago con cento teste. Ogni volta che qualcuno si avvicinava al giardino con l’intenzione di rubare i pomi, le teste del drago iniziavano a gridare con cento tonalità diverse facendo fuggire via anche il più coraggioso degli uomini.

Ma una delle dodici fatiche date a Ercole da Euristeo chiedeva proprio di rubare quelle mele, ed Ercole grazie al consiglio di Prometeo di farsi aiutare da Atlante e grazie ad Atlante stesso, riuscì ad uccidere il drago e a rubare le mele; infine Era pose il drago nel cielo nella costellazione del Dragone in modo che tutti potessero ricordarlo.

Nei bestiari e nelle leggende greche ed europee, il basilisco (dal greco βασιλίσκος basilískos, “piccolo re” da βασιλεύς basiléus, “re”; in latino rēgulus) è una creatura mitologica citata anche come “re dei serpenti”, che si narra abbia il potere di uccidere con un solo sguardo diretto negli occhi.

Secondo Solino e la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, il basilisco sarebbe un piccolo serpente, lungo meno di venti centimetri e nonostante questo sarebbe la creatura più mortale in assoluto. È infatti velenosissimo ed è in grado di uccidere con il solo sguardo.

Secondo alcune leggende medioevali, se un cavaliere cercava di colpire il basilisco con la lancia, il veleno vi si infiltrava immediatamente uccidendo cavallo e cavaliere. Il basilisco vivrebbe nel deserto da lui stesso creato, perché ha la capacità di seccare gli arbusti oltre che con il contatto, con il solo sguardo. A Plinio si rifece Isidoro da Siviglia, che lo definiva come il re dei serpenti, i quali lo temono per il suo soffio velenoso e per il suo sguardo mortale.

Alessandro Neckham attorno al XII secolo, fu il primo a riferire la teoria secondo la quale non era lo sguardo del basilisco a uccidere direttamente, ma la corruzione dell’aria che esso provocava. Viene chiamato “re” a causa della cresta a forma di mitra che ha sulla testa oppure, secondo Plinio, a causa di un marchio biancastro sulla sommità del capo.

Nell’iconografia dell’arte occidentale vi sono, inoltre, rappresentazioni di una donna con una coda di serpente, qualche volta con piedi da rettile, come nel quadro il Giudizio Universale di Hieronymus Bosch, tanto che nel Medioevo il Diavolo veniva spesso raffigurato con caratteristiche rettiliformi, così come i demoni nella maggior parte dell’iconografia.

Una leggenda: Rettiliani e Draconiani
Supponiamo che sul pianeta Terra in un periodo compreso tra i 245 e i 65 milioni di anni fa (probabilmente tra i 160 – 115 milioni di anni), in piena “Era dei Dinosauri” e tra le variegate razze di Sauri che popolavano il pianeta, si sia sviluppata una razza intelligente, capace di dar vita ad una prima civiltà terrestre.

Supponiamo, inoltre, che attorno a 65 milioni di anni fa un cataclisma di proporzione gigantesche abbia scosso l’intero pianeta, sterminando i Dinosauri e costringendo questa civiltà ad abbondare il pianeta e a trasferirsi verso altri sistemi solari. Infine, supponiamo che comunque, non tutte le forme di vita scomparvero, poche sopravvissero e tra queste, anche alcuni superstiti di questa civiltà di Sauri intelligenti che, per vivere all’inverno nucleare che seguì, si rifugiarono nel sottosuolo, contribuendo poi milioni di anni dopo, ad alimentare il mito della Terra Cava o del regno perduto di Agharti.

Secondo la tradizione induista, esiste un grande regno sotterraneo, dove dimorerebbe il Re del Mondo, colui che da Shamballah (in sanscrito “Città degli Smeraldi”), la capitale di questo grande luogo mitico, domina le menti dei grandi, dei re, degli imperatori e dei capi di stato di tutto il mondo.

Qui vivono esseri superiori, da tempo immemorabile, esseri capaci di cose inaudite, in grado di usare ancora quell’energia che noi, uomini di superficie, abbiamo ormai dimenticato ad usare, un’energia che, volendo, può essere ancora risvegliata, in quanto è presente ancora in tutti noi, ma è “addormentata”.

La capitale di questo regno, che dovrebbe trovarsi in profondità sotto il deserto del Gobi, in Asia, è solo il centro dato che dovrebbe estendersi, attraverso un’immensa rete di gallerie, sotto tutta la superficie del globo, collegando tra loro i diversi continenti. Agharti è questo, un’estesissima rete di gallerie sotterranee abitate da questi esseri, terrestri, che ancora oggi vivono nelle profondità della Terra e che per comodità chiameremo i Rettiliani, dato che è un termine comune agli studiosi di questa teoria.

Ma la razza dei Sauri che era fuggita dalla Terra, si evolse in modo se stante, i “Draco o Draconiani” (gli alieni Sauroidi), andando alla conquista del Cosmo. Per milioni di anni vagarono nella Galassia, entrando in contatto con altre civiltà, sfamando la loro voracità attraverso la conquista e nel predominio dei mondi altrui.

Infine, stabilirono la loro nuova patria nel sistema solare della stella Thuban, nella costellazione del Dragone, da qui continuarono le loro scorribande galattiche arrivando a conoscere le entità luciferine, che divennero ben presto un fedele alleato. Da questa ricostruzione è facile capire come nel loro lungo peregrinare, milioni di anni fa, le due razze entrarono in contatto, più o meno quando i Sauri si erano già da tempo insediati tra i pianeti della costellazione di Orione e, ancor prima, avevano preso contatti con la razza degli Horus, con la quale iniziarono un importante collaborazione futura.

Dapprima, questo vampirismo dei Luciferini iniziò in modo subdolo e silenzioso, poi quando i Sauroidi si evolsero tanto da arrivarne a scoprirne la presenza, iniziarono uno scambio di informazioni, sino a stipulare un patto di mutuo soccorso reciproco.

I Sauri avevano bisogno di acquisire maggiore conoscenza del creato e dell’Universo, sfamando la loro voracità di conquista grazie ad un maggiore sapere, mentre il Luciferino trovava in esso una forza impressionante e un contenitore dove vivere e nel quale sarebbe stato in grado di trarne molta energia, seppur per un tempo limitato (il mito del “Frutto della Conoscenza” di cui i Serpenti furono i portatori e che poi doneranno anche all’Uomo attuale, ovvero la “Conoscenza Luciferina”).

Ma quando entrambi scoprirono che nella Galassia (e in tutto l’Universo) erano stati creati esseri intelligenti dotati di una energia inesauribile, un energia eguagliabile a quella di Dio, decisero di cambiare i piani e di andare a sfruttarla per altri scopi e a loro vantaggio.

Trovata una variante ibrida dell’Uomo (Giganti o Nephilim) su un pianeta meraviglioso e dal quale curiosamente provenivano (l’Eden o la Terra), dopo aver compreso che non era possibile assoggettarlo al proprio volere, decisero di comune accordo con altre razze aliene, che nel frattempo si erano unite al progetto, di creare un contenitore più piccolo in grado di contenere ugualmente quell’energia per poi sfruttarla.

Fu così che apparve sulla scena l’attuale Essere Umano, sintesi di una operazione genetica che vide l’unificazione del genoma alieno, con quello dei Giganti e delle scimmie. Tutta questa parte è approfondita in diversi studi paralleli e analoghi, ma già è possibile trarre molti spunti di riflessione.

I Sauroidi, che nella mitologia sono i Serpenti, concessero all’uomo nel Giardino dell’Eden (il pianeta Terra), il “Frutto della Conoscenza”, in realtà questo frutto è ciò che portavano dentro di se da molto tempo, la “Conoscenza Luciferina”, questa entità di luce generata dalla stessa materia di cui sono formate le stelle. In questo ritorno al pianeta di origine, ma che da tempo avevano dimenticato, ripresero contatti anche con la razza dei Rettiliani, rimasta nel sottosuolo Terrestre e che aveva visto svilupparsi in superficie, la venuta dei mammiferi e delle altre forme ibrido-umane.

Superata una prima diffidenza iniziale che spesso è sfociata anche in aperti conflitti, attualmente è in atto un programma di riunificazione, dato che gli obbiettivi finali e le origini sono comuni.

I Sauroidi continuano a vivere in varie colonie, la principale si trova su Thuban nella costellazione del Dragone, le altre a Bellatrix nella costellazione di Orione, Zeta Reticoli in quanto fondatori del “Nuovo Ecosistema Alieno” che coinvolge la razza dei Grigi, e su Sirio, in un pianeta esterno al sistema binario, il quale è occasione di scontro e di veri e propri conflitti con la razza degli Umanoidi.


La costellazione del Dragone
Il Dragone (in latino Draco) è una costellazione settentrionale, è una delle 88 moderne costellazioni ed era anche una delle 48 elencate da Tolomeo.

Quella del Dragone è una delle costellazioni più grandi della volta celeste, si presenta completamente circumpolare fino alle latitudini temperate boreali, come le regioni del Mediterraneo. Il gruppo della testa è rappresentato da quattro stelle, tra cui le più luminose chiamate Eltanin e Rastaban, la prima stella riveste una grande importante storica, poiché fu misurando la parallasse di questo astro che James Bradley scoprì nel 1725 il fenomeno dell’aberrazione della luce, che costituisce una delle prime prove della rotazione della Terra attorno al Sole.

Inoltre tra 1.5 milioni di anni, la stella che attualmente si trova a 148 anni luce da noi, transiterà a soli 28 anni luce, a questo punto sarà la stella più brillante del cielo (ovviamente dopo il Sole), arrivando a rivaleggiare con Sirio. Il resto della costellazione si snoda attorno al polo nord celeste, insinuandosi tra l’Orsa Maggiore e quella Minore, circondando quest’ultima sui lati est, sud ed ovest.

Circa 2.700 anni fa, il polo nord celeste si trovava in direzione di questa costellazione e in particolare nella parte della coda, all’altezza della stella Thuban, che all’epoca era considerata la Stella Polare.

Thuban (α Draconis/ Alpha Draconis) è una stella della costellazione del Dragone (Draco, in latino), nell’emisfero boreale e in buone condizioni atmosferiche è individuabile dato che si trova immediatamente sopra l’asterismo del Grande Carro dell’Ursa Major.

Per la precessione degli equinozi, Thuban è stata la stella di riferimento del polo nord dal 3.942 a.C., prendendo il posto di θ Bootis fino al 1.793 a.C., quando venne soppiantata da κ Draconis; il momento in cui è stata più vicina al polo nord è stato nel 2.787 a.C., quando si è trovata a soli 2 gradi e mezzo dal polo. Nonostante la vicinanza al polo è stata usata come punto di riferimento fino circa al 1.900 a.C. quando la più brillante Kochab (β Umi) entrò nella zona del polo nord, allentandosi lentamente negli ultimi 4.800 anni.

Arriverà al massimo di lontananza dal polo nord intorno nel 10.000 d.C., per poi riavvicinarsene gradualmente e tornare ad essere la stella polare nel 20.346 d.C. Thuban, attualmente, ha finito la fusione dell’idrogeno ed è passata alla fusione dell’elio, è quindi una stella gigante brillante circa 250 volte più del Sole e distante circa 300 anni luce, inoltre è una stella binaria, con un periodo di orbita di 51 giorni e la compagna è probabilmente una nana rossa o bianca.

Poche indicazioni abbiamo sui pianeti che compongono questo sistema solare, anche perché la stella essendo una gigante ha inglobato molti di essi durante la sua espansione.

Attualmente presenta pochi mondi, il primo è un gigante roccioso, grande la metà del nostro Giove dove vivono i Sauroidi. Il pianeta, che si trova ad una considerevole distanza dalla stella, ne subisce comunque tutti gli effetti, in quanto il pianeta è arido e caldo e i Sauri vivono nel sottosuolo, ancora ricco di materie prime e in parte di acqua. La sua superficie è per buona parte interamente ricoperta di rocce, mentre vaste aeree sono soggette a continue e spettacolari eruzioni vulcaniche.

Praticamente è un ambiente simile ad un Inferno, deserto e caldissimo, ma base ideale per lo svernamento di questa razza che comunque è riuscita a creare nelle viscere del pianeta, un intricato complesso di città altamente funzionale e sofisticato, sfruttandone ogni proprietà geotermica. Seguono piccoli pianeti, residui di giganti gassosi, nutrite fasce di asteroidi e meteore.

Altre fonti di sostentamento, invece, provengono da un pianeta ancora più esterno, un tempo ricoperto di ghiacci mentre attualmente ricoperto da un vasto oceano allo stato liquido, con un clima temperato ai poli e caldo umido all’equatore, nel quale vivono moltissime specie animali.

Da questo mondo, i Sauri, prelevano l’acqua di cui hanno bisogno e il cibo ittico che vi viene coltivato, nonché viene utilizzato, addirittura, come un vero e proprio luogo di villeggiatura per le classe più abbienti.

Chi sono i Sauroidi
I Sauroidi (anche se spesso vengono erroneamente chiamati “Rettiloidi”) sono in realtà anfibi, tra i quali non è evidente la presenza di sessi e se ne possono riconoscere di due tipi.

Il primo è alto circa 2,80 m, ha cinque dita nelle mani e nei piedi, più sull’avambraccio distante dalla mano, un’unghia rostrata simile al dito che i gatti hanno nelle zampe posteriori, ma con una struttura chitinosa molto dura. La pelle, che sembra sempre umida e traslucida, è di colore verde-marrone e vista da vicino, appare dotata di scaglie, le quali se esaminate attentamente, si rivelano più morbide del previsto.

Sul torace, alcuni esemplari, presentano inoltre un piumaggio, raro da vedersi, perché spesso ricoperto da una tuta o divisa che indossano, questo piumaggio dal colore cangiante con alcune striature azzurre e verdi, si confonde perfettamente con le scaglie presenti. Sembra che questo piumaggio sia presente in un alcune razze di alto lignaggio, probabilmente denotano l’appartenenza ad una casta altolocata o di regnanti.

La pelle diventa progressivamente rossa nella zona ventrale e nei polpastrelli delle mani, in quelle zone si fa addirittura più sottile e si può veder scorrere una linfa rossa all’interno di un intricato quanto mai affascinante sistema sanguigno, soprattutto quando l’alieno sembra comportarsi in modo collerico. Le dita delle mani e dei piedi sono abbondantemente palmate.

Il cranio sui lati destro e sinistro è caratterizzato dalla presenza di due superfici cornee, tondeggianti e poco sporgenti, mentre al centro esiste una struttura più morbida, sotto la quale si vede pulsare la linfa; questa struttura sembra una spina dorsale in rilievo e percorre, bene in evidenza, tutta la lunghezza della testa, del collo, del dorso e della grossa coda.

Disponiamo di pochi dati anatomici sulla lingua, che sembra, però, anch’essa tozza e bifida.

Gli occhi sono dotati di una sotto-palpebra (membrana nittitante) che scorre in diagonale, dal basso verso l’alto e dal naso verso l’esterno. Le pupille sono verticali e le iridi cambiano di colore, dal giallo verde al rosso vivo, a quanto pare secondo l’umore. L’orecchio esterno è inesistente, mentre l’orecchio interno sembra chiudibile a comando.

L’aspetto generale viene descritto come quello di un “drago” o a volte, come quello di un “coccodrillo in piedi”, anche se il viso (o muso?) è arrotondato come quello di un serpente, con labbra sottili e narici poste in fondo al setto nasale, ma laterali, piuttosto che frontali come le nostre. La grossa e tozza coda viene utilizzata come terzo punto di appoggio quando il Sauroide sta fermo sulle due corte e tozze gambe.

Altre volte, viene utilizzata come vera e propria arma per attaccare il nemico, soprattutto nelle battaglie agonistiche per la supremazia del più forte. Ci sono rapporti su “draghi” di varie dimensioni e pare che queste dipendano dall’età, cioè che essi continuino a crescere sempre, senza un vero e proprio limite massimo. Il secondo tipo è rappresentato da Sauroidi senza coda, alti circa 2 m, con pelle traslucida, occhi a palla che conferiscono rigidità allo sguardo (perciò li chiameremo “Rane”) e denti verticali, lunghi e sottili, che ricordano i fanoni delle balene.

Sulla testa hanno come dei piccoli corni che, da lontano, ricordano una capigliatura a spazzola; non si tratta tuttavia di capelli, ma di molte escrescenze cornee ravvicinate.

Questi esseri sono talmente simili l’uno all’altro da rendere impossibile l’identificazione di differenze, anche quando se ne vedono diversi contemporaneamente. Sono caratterizzati da un abito simile alla divisa dei militari nazisti dell’ultima guerra mondiale, spesso presentando dei simboli simili a quelli dell’alfabeto runico e, anche tra di loro, non si nota la presenza di sessi.

Conosciamo poco della loro dieta, anche se è ben nota la loro voracità, alcuni sostengono che i Sauri userebbero gli umani anche come cibo. Fortemente indipendenti e autoritari, soggetti a colleriche reazioni, da sempre si sono imposti una guida o re supremo, definito anche “Re del Mondo”, colui che ha la facoltà di imporre le sorti a tutta la popolazione e prendere le decisioni più importanti, soprattutto riguardo le conquiste da intraprendere su altri mondi (stessa carica di “Re del Mondo” è comune anche nei Rettiliani terrestri).

Comune a molte razze aliene è la struttura piramidale, dove al vertice si trova questo Re e a scendere tutto un intricato sistema di sottocomandanti, una componente strutturale simile al nostro feudalesimo medievale con al comando una sorta di “Barone”. Tutti i “Baroni” formano una “Suprema Casta o Consiglio”, seconda carica più importante dopo quella del “Re”.

Ogni “Barone” comanda un proprio territorio, non solo nel pianeta-capitale, ma anche negli altri pianeti colonizzati sparsi per la Galassia. Sotto di lui e ai suoi servigi, si trova una popolazione composta da funzionari, amministratori, sacerdoti, istruttori, scienziati, ginnasti, operai e schiavi che compongono il tessuto sociale.

Ogni baronia è fortemente autarchica e il suo potere è dovuto non solo allo sfruttamento delle risorse, sia planetarie o sauriane (nel nostro caso si direbbe in materie prime e umane), ma anche alla capacità di conquista di altri mondi e lo sfoggio di potenza e autorevolezza, con la conseguente capacità distruttiva e di saccheggio più totale.

Interferenze con l’Uomo

Grande capacità dei Sauroidi, durante le adduzioni, è quella di manipolare il tempo, creando quella condizione meglio conosciuta come “missing time”.

Questi vuoti di tempo, che possono variare da pochi secondi a qualche minuto, sono tipici di quelle adduzioni dove si rende necessaria un interruzione temporale, in grado di creare un buco quantico e nel quale l’alieno può agire indisturbato. Comune a molti addotti è la visione, nelle paralisi apparenti o nei sogni, di serpenti viscidi dallo strano comportamento, di solito di colore marrone, spesso anche di draghi dalle fattezze possenti e dagli occhi rossi, sino ad arrivare alla visione indistinta di ombre o di aloni olografici in movimento.

Spesso nei ricordi più vividi è sovente rammentare un respiro pesante, profondo e rumoroso, accompagnato da sibili e grugniti.

Artefice sin dai primi tempi del vasto progetto di manipolazione genetica su vasta scala, è la razza che per prima arrivò sulla Terra, dopo averla abbandonata milioni di anni prima per motivi di sopravvivenza, nel quale attuò un iniziale piano di nuova conquista e ricerca insieme alla razza aliena degli Horus, a quel tempo all’interno dei vertici della “Gerarchia Superiore”.

Non è un caso che la figura del Serpente o del Drago, sia presente insieme a quella dell’Aquila o del Falco (ma anche del Leone o gli Uomini Pesce), in quanto erano le principali divinità presenti in quel periodo sul nostro pianeta e direttamente responsabili di quanto è stato realizzato.

Durante i vari millenni di permanenza sulla Terra sono cambiate molte cose, non soltanto il progetto di ibridazione umano-aliena per il controllo futuro delle Anime, ma anche la composizione gerarchica delle varie razze aliene. Un tempo potenti e temuti, persero ben presto potere per essere declassati anche da altre civiltà più recenti, ritenuti troppo collerici, voraci e pericolosi, fu necessario ridimensionare il loro potere, per meglio contenere la loro “fame”.

Inoltre, il grande errore imputato ai Sauri fu quello di aver concesso ai Luciferini di entrare all’interno dei contenitori umani, regalando, involontariamente, quello che comunemente nelle nostre religioni è meglio conosciuto come il “Frutto della Conoscenza”.

Il passaggio dei Luciferini, dal Sauroide all’Umano, dette una spinta a quest’ultimo in fatto di intelligenza, portandolo ben presto ad una maggiore consapevolezza di se, attuando, al tempo stesso, un forte parassitaggio condizionando il comportamento umano (vedi la religione, la politica, l’economia).

I Sauri, inoltre, non sono stati da meno in tutta questa operazione, intervenendo molto spesso di persona sulla Terra, portando e regalando importanti conoscenze all’Uomo. E’ molto probabile che questo sviluppo dell’Uomo, sia stato deciso per avere esseri viventi più “svegli e meno dormienti”, in grado di regalare molta più energia, rispetto ad un soggetto più spento o peggio ancora ridotto ad un automa.

Sia i Luciferini che i Sauri, hanno bisogno di grandi risorse energetiche per sopravvivere che solo gli umani sono in grado di dare, per questo sono stati tra i primi a creare i macchinari necessari per strappare le Anime dagli addotti ed immetterli per breve tempo all’interno dei loro corpi per auto-rigenerarsi.

La sua invadenza, non solo nelle gerarchie aliene è ovviamente opprimente, ma anche sulla civiltà umana, perché non a caso il Serpente nella nostra cultura è associato al diavolo e di quanto più malefico possa esistere.

In lui si ritrova uno dei tanti demoni che vogliono rapirci l’Anima, che vivono negli inferi, profusori di versi aberranti, affamati di potere ma anche della nostra carne, del nostro sangue, nonché della nostra energia animica.

Nelle ricostruzioni delle adduzioni, la parte mistico-religiosa di questo essere ha assunto componenti più scientifiche, facendo notare la sua vera natura, la tecnologia che dispone, le grandi capacità tattiche, ma anche una frustrazione latente dovuta ad un ridimensionamento del suo potere, che spesso l’ha portato in aperto contrasto e in lotta con le altre razze.

Infondo si considera padrone di questo mondo, perché qui è nato, ed aspetta un passo falso delle altre razze aliene per riscattare questo diritto.

E’ ovvio pensare che considera l’Uomo di sua esclusiva proprietà, prospettando per lui un futuro di schiavitù a livello sociale ed energetico.

Moderne teorie cospirazioniste
Alcune teorie della cospirazione hanno sostenuto la presenza sulla Terra di stirpi di “rettiliani” di origine extraterrestre, in alcuni casi in grado di mutare la propria forma.

Secondo tali teorie sarebbero per esempio rettiliani gli alieni provenienti dalla costellazione del Drago, che sarebbero le “eminenze grigie”, i padroni nascosti degli alieni più famosi, i cosiddetti Grigi, provenienti dal sistema di Orione, Zeta Reticuli e Bellatrix.

Di extraterrestri rettiliani racconta Herbert Schirmer, che sostiene di essere stato rapito ad Ashland nel 1967 da esseri umanoidi, alti tra 1,4 e 1,8 m, rivestiti da una tuta aderente, con testa sottile e allungata e pelle grigio-bianca; la bocca sarebbe stata simile ad una fenditura e non si sarebbe mossa mentre parlavano e i loro occhi sarebbero stati inclinati. Sulle tute Schirmer avrebbe visto un emblema a forma di “serpente alato”.

Secondo sempre Schirmer tali esseri proverrebbero da un’altra galassia e sarebbero provvisti di basi sul nostro pianeta.

John Rhodes raccolse insieme le testimonianze dei presunti contatti tra esseri umani e rettiliani umanoidi, ha fondato nel 1997 un apposito centro di ricerca ed è apparso in televisione e alla radio per illustrare le sue scoperte e le presunte prove scientifiche di sostegno alle sue teorie.

Rhodes afferma che i rettiliani umanoidi discenderebbero dai dinosauri e sarebbero quindi un sottoprodotto dell’evoluzione terrestre. Rhodes per avvalorare le proprie tesi cita le teorie di Dale Russel degli anni ottanta, relative alla descrizione di quale sarebbe potuta essere l’evoluzione dei dinosauri in una specie intelligente. Secondo Rhodes l’attenzione umana sarebbe intenzionalmente spostata dai mondi sotterranei allo spazio profondo, proprio allo scopo di mantenere segreti gli argomenti riguardanti le dimore dei popoli sotterranei e le loro antiche civiltà.

Secondo David Icke, come pubblicato nel suo libro “The Biggest Secret: The Book That Will Change the World” (in italiano “Il più grande segreto: Il libro che cambierà il mondo”) gli umanoidi rettiliani sarebbero una forza occulta che manipolerebbe e controllerebbe l’umanità.

La razza sarebbe costituita da esseri alti 2,13 m e bevitori di sangue e proverrebbe dal sistema stellare Alpha Draconis.

Antropomorfi, prima parte QUI

Antropomorfi, seconda parte QUI

Tratto da: http://www.bibliotecapleyades.net/ 

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Montagne Sacre

I MONTI SACRI DELL’ANTICHITÀ

In questa breve esposizione parlerò dei “Monti Sacri dell’Antichità”, spesso dimenticati dalle narrazioni storiche ma, di vitale importanza nell’ambito delle ricerche archeologiche legate al nostro passato antropologico e religioso.

Monte del Tempio: monte Moriah

Il monte Moriah (“Monte che indica la via, che addita”), il monte centrale dei tre sui quali sorge Gerusalemme, tra il monte Zophin (“Monte degli osservatori”) a nord e il monte ziom (“Monte del segnale”) a sud. E’ chiamato così perché sulla sua piattaforma venne costruito il Tempio dedicato a Yahweh. Circondata da un muro, la piattaforma rialzata contiene la sacra Even Sharit (“Pietra della fondazione”) dove sia la tradizione, sia gli studi archeologici, indicano che si trova il Sancta Sanctorum del Tempio (ora inglobato nel Duomo della Roccia, è diventato un tempio mussulmano.

A ovest, l’antica piattaforma è supportata dal Muro Occidentale, contemporaneo al Tempio, le cui fondamenta poggiano direttamente sul substrato roccioso. Rovine che risalgono all’epoca di Gesù di Nazareth indicano che l’accesso del pubblico al Tempio avveniva attraverso una scala cerimoniale, nonché attraverso le porte del muro meridionale.

Il Monte Moriah (“Monte che indica la via”) è il monte centrale dei tre monti di Gerusalemme, dove venne costruito il Tempio e dove era ubicato il Centro di controllo missione postdiluviano degli Anunnaki.

Monte Olimpo 

Il Monte Olimpo, che secondo le leggende dell’antica Grecia era la dimora dei “dodici” dèi, dèi che a capo dei quali era Zeus.

“Il Monte Olimpo si trova nel Nord della Grecia: altissimo e inaccessibile, sempre avvolto dalle nuvole, fu ritenuto la dimora degli dèi, che per questo motivo furono chiamati anche olimpici. E il termine olimpico, sta a indicare le vite beate delle divinità, è ancora oggi sinonimo di imperturbabile calma” 

Monte Sinai 

 Il Monte Sinai, è il monte sul quale il Libro dell’Esodo, atterrò Yahweh a bordo del suo Kavod difronte al popolo israelita, e dove Mosè ricevette le tavolette con i Dieci Comandamenti. I monaci del monastero di Santa Caterina, nella parte meridionale montuosa del Sinai, chiamano “Monte di Mosè” un monte che si trova lì accanto e lo identificano come il biblico monte Sinai.

Questa identificazione presuppone che l’Esodo abbia seguito quella che gli studiosi chiamano una “Via meridionale”. Per ragioni addotte in alcuni libri, l’approcio è che si tratti di una “Via centrale”, in base alla quale il vero monte Sinai si troverebbe più a nord, nella zona pianeggiante della penisola.

Il monte si presume possa essere legato alle strutture postdiluviane degli Anunnaki, il “monte Masu” è lo stesso monte dove Gilgamesh si recò per essere trasportato in cielo.

Monte Zaphon

Il monte Zaphon, viene indicato in ebraico come il “monte del Nord” – nome biblico di un picco nella regione settentrionale di Cannan; il nome poteva anche significare in ebraico “Monte del segreto nascosto”. Poiché la narrazione epica cananea di Kerer descrive il monte come “il monte di Ba’al” e il suo “recinto sacro (…) recinto dell’ampia misura”, con i suoi trilithon da oltre 1200 tl. Nella zona di Ba’albek in Libano.

Monti Tauro 

I monti del tauro si trovano nella catena montuosa in Asia Minore (odierna turchia) che corre in direzione est-ovest lungo una buona parte della regione meridionale del paese, con vette che raggiungono i 3.048-3.657 metri; da questi monti nascono i fiumi Tigri, Eufrate e i loro affluenti.

 

Gli Ittiti e altri popoli dell’Anatolia vi estraevano l’argento e, in seguito lo stagno; l’ipotesi è che dopo il Diluvio il dio Teshub/Adad portò con sé esperti minatori dall’Anatolia per estrarre oro e stagno nella regione del lago Titicaca in Sud America.

Monti Zagros

I monti Zagros sono una catena montuosa che forma il confine orientale della pianura mesopotamica e che segna l’inizio dell’altopiano montuoso dove si trova il regno di Elam, diventato poi la Persia/Iran.

Elam è l’antico regno nelle terre montuose a sud-est di Sumer; citato la prima volta nella Bibbia come la Terra di Elam, figlio di Sem; la sua capitale era Susa, era la Shushan dei tempi persiani citata nella Bibbia.

Estensione della civiltà sumera, Enlil la assegnò a suo figlio Ninurta (che gli Elamiti chiamavano In-shushinak, “Signore di Shushin”). Gli Elamiti erano un popolo guerriero e ottimi produttori di armi in metallo, fornivano truppe per diverse campagne militari, come la “Guerra dei re”, descritta nel capitolo 14 della Genesi.  

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Mar.duk (“figlio del puro cumulo”)

Mar.duk (“figlio del puro cumulo”): meglio noto come dio nazionale di Babilonia, dove precedenti testi canonici, come l’Epica della Creazione, furono revisionati per garantirgli la supremazia celeste come Pianeta Creatore, cambiando il suo nome da Nibiru a “Marduk”. Era il primogenito di di Ea/Enki, nato su Nibiru e portato sulla Terra da sua madre, Damkina.

Responsabile responsabile della morte del fratello minore Damuzi, Marduk venne sepolto vivo all’interno della Grande Piramide, ma venne risparmiato ed esiliato – e infine si attirò le ire degli altri leader Anunnaki, e in particolare di Enlil, quando infranse un tabù prendendo in moglie una donna terrestre (che gli dette un figlio, Nabu).

Testimone della costante, e tuttavia dell’inutile lotta di suo padre Enki con Enlil per i diritti di successione, abbracciò la lotta per la supremazia della quale suo padre, a suo avviso, era stato ingiustamente privato.

Limitato inizialmente al dominio enkita dell’Egitto (dove secondo ZS, era venerato come Ra), i suoi ripetuti tentativi di stabilirsi anche nei domini enliliti sfociarono in episodi tristemente famosi quale la “Torre di Babele”, guerre brutali, e l’uso di armi nucleari.

In competizione per la successione con Ninurta, figlio di Enlil, riuscì infine a ottenere il “Rango di Cinquanta” – ma solo dopo che la grande civiltà sumera era stata annientata dal vento nucleare. Fu allora che Babilonia divenne una città imperiale, con un importante recinto sacro, dominato da una ziggurat a sette gradoni, l’Esagil: servì come dimora del dio, come quartier generale e infine anche come sua tomba. 

Secondo storici greci e romani dell’epoca, la tomba di Marduk si trovava all’interno dello ziggurat Esagil, attaccata dal re persiano Serse nel 482 a.C.; ZS è perciò giunto alla conclusione che Marduk morì nel 484 a.C.

Nella sua brama di supremazia Marduk non introdusse il monoteismo; una volta ottenuto il Rango di Cinquanta (NB: il Rango di Cinquanta, in successione arriva subito dopo quello di Sessanta che apparteneva ad ANU), invitò gli altri dèi (inclusi gli enliliti) a dimorare nel sacro recinto di Babilonia, ordinando la costruzione di templi residenziali per loro<: infatti, per essere davvero il Supremo, aveva bisogno della presenza degli altri dèi e del loro riconoscimento.

Marduk: nell’astronomia babilonese, il pianeta di provenienza degli Anunnaki, Nibiru, che i babilonesi ribattezzarono “Marduk”. Nel primo millennio a.C., tavolette astronomiche elencate da ZS ne Il Giorno degli dèi, registravano la ricomparsa del pianeta “Marduk” nell’era zodiacale dell’Ariete.

Tratto da: “Le Cronache Terrestri Rivelate”

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