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Mantenere il sistema immunitario in perfetta forma tutto l’anno

Segui questi passaggi per proteggere te stesso e la tua famiglia dall’influenza di questo e di ogni anno – NATURALMENTE

Natural News

I lettori di Natural News da lungo tempo sanno che il nostro fondatore / editore Mike Adams, l’Health Ranger, non fa assolutamente alcun uso per la maggior parte dei vaccini, e specialmente per i “vaccini antinfluenzali”.

“Il vaccino antinfluenzale è una frode”, ha scritto in un articolo di gennaio 2015, uno dei tanti che ha scritto sull’argomento. “Ma è una frode così profondamente radicata nella delirante cultura pro-vaccino dell’industria farmaceutica controllata dal controllo medico che anche i medici e i farmacisti (che altrimenti sono molto intelligenti) non riescono a capire che i vaccini antinfluenzali non funzionano.

“In effetti”, ha proseguito, “gli inserti per vaccino antinfluenzale ammettono apertamente che non ci sono prove scientifiche che dimostrino che i vaccini antinfluenzali funzionano”.

Egli rileva inoltre che probabilmente la ragione per cui molte persone che ricevono i vaccini antinfluenzali ogni anno continuano ad avere l’influenza.

Abbiamo persino documentato che i cosiddetti vaccini antinfluenzali “senza conservanti” contengono ancora tossine mortali.

La buona notizia è che ci sono diversi modi naturali per difendersi dall’influenza che, tra l’altro, si è diffusa rapidamente quest’anno in almeno 36 stati. Loro sono:

– Lavati le mani. Questo è probabilmente il n. 1 di tutti, in quanto è il modo migliore per prevenire la diffusione dell’influenza e altre infezioni respiratorie associate. Per uccidere il virus dell’influenza, è necessario strofinare accuratamente le mani in acqua tiepida con sapone per circa 20 secondi. Non toccare la bocca, il naso senza prima aver lavato le mani.

– Salute intestinale: guarire l’intestino è la chiave per prevenire tutte le malattie, poiché l’80 percento del sistema immunitario è situato nell’intestino. Assumere un probiotico comprovato, potente, organico e multistrato è un ottimo modo per mantenere la salute dell’intestino e ti aiuterà a mantenere i tuoi livelli di batteri intestinali abbastanza alti da combattere i virus infettivi.

– Abbassare l’alcol, zucchero: ridurre l’assunzione di alcol aiuta perché anche un consumo moderato può sopprimere il sistema nervoso centrale e, quindi, la risposta immunitaria. Tagliare gli zuccheri (che dovresti fare comunque) fornirà una spinta al tuo sistema immunitario e renderà più facile per il tuo corpo combattere l’influenza. Inoltre, troppo zucchero e alcol ti rendono più suscettibile alle infezioni da batteri come la candida e il SIBO, che sopprimono il tuo sistema immunitario e possono causare perdite nell’intestino.

– Sbarazzarsi dei momenti stressanti: abbassare i livelli di stress farà molto per ridurre le probabilità di contrarre l’influenza quest’anno (e ogni anno). Puoi prendere in considerazione cose come esercizio fisico, yoga, meditazione e altre tecniche di riduzione dello stress e rilassamento. Ecco un ottimo sito per consigli di tutti i tipi.

– Dormire! Il riposarsi un po’ – è davvero un toccasana – come tra le sette e nove ore ogni notte. Un corpo ben riposato è il picco della risposta al sistema immunitario, e il tuo corpo si basa sul sonno per recuperare dall’esposizione quotidiana alle tossine.

– Da considerare inoltre un potenziamento immunitario: i supplementi contenenti immunoglobuline e proteine ​​contribuiranno a dare al tuo sistema immunitario un ulteriore impulso per la stagione influenzale e oltre. Gli ottimizzatori del sistema immunitario come il colostro, ad esempio, aumentano gli anticorpi IgA o la prima linea di difesa del tuo corpo. Questi sono prodotti da cellule immunitarie nel tuo intestino (sano) e possono anche disattivare agenti patogeni e tossine nocive.

– Il supplemento di vitamina C e curcuma può anche aumentare la vostra immunità e aiutarvi a prevenire l’infezione influenzale. Questi sono antiossidanti e sono sostenitori estremamente importanti del sistema immunitario mentre aiutano il fegato con il suo ruolo di disintossicazione. La curcumina conferisce alla curcuma il suo aspetto arancione, ma è anche un potente antiossidante che può aiutare anche la salute delle articolazioni, secondo gli studi. La vitamina C è un noto antiossidante potente. (Articolo correlato: 15 motivi per cui dovresti bere acqua al limone ogni mattina).

Considera anche un integratore di zinco e ottimizza anche l’assunzione di vitamina D, poiché quest’ultimo è un potente modulatore del sistema immunitario.

Iniettarsi il vaccino influenzale non è la migliore risposta alla lotta contro l’influenza. Allontanare i virus influenzali naturalmente non solo funziona, ma questi metodi mantengono anche il tuo sistema immunitario in perfetta forma tutto l’anno.

JD Heyes è editore di The National Sentinel e uno scrittore senior per Natural News and News Target. 

Le fonti includono:

USAToday.com

NaturalNews.com

Fonte articolo: https://www.naturalnews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

 

“la porta blindata che ci separa dalla realtà”

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Una pacifica tribù globale grazie alla tecnologia

Scritto da MMJ in novembre 25th, 2016. scritto in collaborazione con Chiara Lyn

Una delle più comuni critiche che si fanno alla vita degli uomini preistorici o non civilizzati è quella delle faide tribali. Anche se ci sarebbe molto da scrivere in proposito e verificare quante di queste faide siano endemiche e inerenti a quelle società, e quante in realtà siano state innescate dal contatto con l’uomo civilizzato che ha mutato gli equilibri delle zone in cui ha messo piede, facciamo finta che l’uomo non civilizzato abbia davvero questa mancanza: il vedere SOLO la sua tribù come una famiglia e tutte le altre come possibili nemici.

Dopo questa (già fallace) premessa, di solito l’argomentazione successiva è quella di cercare di dimostrare che invece l’uomo civilizzato, grazie alla tecnologia, si è globalizzato e ha (potenzialmente) messo in contatto tutti gli uomini su questo pianeta fornendoci la possibilità di diventare un’unica grande “tribù” con conseguente prosperità, pace e amore globali.

Diciamo la verità, le capacità tecniche di connettere tutti gli uomini esistono, ma la realtà è ben differente da quella romanzata appena descritta. Più che una umanità unita in “una sola tribù”, vediamo un mondo fatto da infinite tribù divise in stati, generi, classi sociali, famiglie, ecc. per ognuna delle quali esiste un conflitto.

Le cosiddette faide tribali non sono state assolutamente disinnescate dalla civilizzazione, anzi, sono  aumentate esponenzialmente mettendo in conflitto addirittura persone vicine, di fatto “della stessa tribù”, separate e portate a competere dalla civiltà stessa e dalle regole su cui si basa, arrivando a creare un moderno tribalismo dalle conseguenze ben peggiori rispetto a quelle (anche ingigantite) dell’uomo non civilizzato che non era certo solito recintare, dividere, distruggere l’ambiente in cui viveva, competere con il proprio vicino, creare eserciti, soggiogare e schiavizzare, torturare, incarcerare…

Di fronte a questa argomentazione l’ultima linea di difesa alla civiltà ed alla tecnologia come mezzo per arrivare ad una “tribù globale”, è indicare come responsabili del loro fallimento e delle estreme divisioni che vediamo oggi, solo alcuni aspetti, quelli divenuti ormai palesemente negativi e deleteri come il capitalismo e la competizione economica.

In pratica la linea di difesa è affermare che questa “globalizzazione tribale” non funziona solo perché esiste un sistema economico competitivo, mentre la tecnologia che ci mette in contatto, di per sé e al netto della competizione economica, potrebbe davvero regalarci lo status di “tribù globale” con annessi e connessi.

C’è un grosso problema in questa affermazione: le tecnologie che ci hanno permesso di connetterci tra noi, mettendo in comunicazione anche chi vive in due parti opposte del globo, è essa stessa frutto di una separazione profonda. Senza aver schiavizzato altri popoli in passato, senza il ricatto economico nel presente, senza la predazione selvaggia della terra per ottenere le preziosissime risorse, senza il deturpamento di interi habitat, l’uccisione e l’abuso di animali usati come test, senza lo sfruttamento comunque di qualcuno, non ci sarebbe e non ci sarebbe mai stata alcuna tecnologia. Ogni oggetto tecnologico intorno a noi è frutto di processi produttivi e, ripercorrendo a ritroso questo processo, si finisce inevitabilmente al capezzale della miniera in cui il piccolino scava a mani nude, con il fucile del soldato puntato sulla schiena o si finisce fatalmente al centro di una foresta che non c’è più, o in fondo ad un oceano che non ha più i suoi coralli. Il costo della tecnologia che produciamo è altissimo, direi inestimabile. Eppure, a giudicare dagli scontrini, la tecnologia sembra sempre piuttosto economica, solo perché il vero costo, in questo momento, lo sta pagando qualcun altro lontano da noi, o altri soggetti che non hanno voce. Ma anche la parte privilegiata di questo mondo che utilizza le tecnologie paga caro parte di quel costo nascosto in termini di de-umanizzazione, meccanizzazione del pensiero, stress e malattia.

Inoltre, la tanto millantata unione che la tecnologia ci pone dinnanzi, a guardarla a mente lucida, altro non è che un insieme di esseri umani rinchiusi in loculi di cemento omologanti che chiamiamo case, che digitano spasmodicamente il proprio malcontento, la propria solitudine, la propria vanità, il proprio ego su tastiere di plastica o su un display.

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La comunicazione, in questo senso, sembra apparentemente amplificata, potenziata, globalizzata, ormai i traduttori on line permettono di superare ogni barriera linguistica. Di fatto però, abbiamo dimenticato come si percepisce chi abbiamo di fronte, abbiamo dimenticato il “sentire” chi abbiamo di fronte, il percepirne i bisogni immediati, il percepirne lo stato d’animo, e persino (al contrario di quanto accadeva agli uomini non civilizzati) il guardarlo negli occhi.

Guardiamo un telegiornale pensando che quella sia la realtà che ci circonda, ci pensiamo in contatto con la notizia, ci sentiamo in quel luogo, accanto alle vittime e ci convinciamo di sapere cosa sia davvero accaduto. Guardiamo un documentario e pensiamo di essere in quella savana, pensiamo di conoscere ogni segreto della leonessa che va a caccia, sappiamo a che velocità corre, a quanti mesi i suoi cuccioli saranno svezzati, ma nessuno sa che odore hanno, nessuno sa che rumore fanno i suoi passi, nessuno è stato veramente lì. Chattiamo con persone sconosciute al di là dell’oceano, illusi di avere un vero dialogo, come lo avremmo con una persona di fronte a noi, ma non possiamo avvertire il ritmo del suo respiro, lo sguardo, la gestualità.

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Pensiamo quindi di essere più informati, ma siamo solo pieni di frammenti di nozioni; pensiamo di poter esperire e conoscere più luoghi, ma non è tanto diverso rispetto a vederli in cartolina; pensiamo di comunicare con più persone, ma lo facciamo solo per finta. Pensiamo di fare tutte queste cose veramente, ma è solo un gioco virtuale perché ad ognuna di queste esperienze mancano dei tasselli fondamentali e questa mancanza le rende tutte finte.
Nessuno vive più esperienze dirette. Tutto, ormai, viene filtrato dalla tecnologia. Tutto è dietro un rassicurante vetro dello schermo. Vicino, sì, ma sempre più lontano.

La tecnologia è diventata il trampolino con il quale lanciamo i nostri alter ego nel mondo virtuale. E il mondo reale, di conseguenza, si sta svuotando giorno dopo giorno della nostra presenza. Non stiamo parlando di un modo sbagliato di usare una tecnologia neutra o addirittura buona, stiamo parlando di quello che l’uso della tecnologia produce intrinsecamente nella società per il modo stesso in cui funziona, per il modo stesso in cui viene prodotta.

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La tecnologia non ci connette con il resto del mondo. La tecnologia è la porta blindata che ci separa dalla realtà.

Ecco allora il paradosso: l’essere umano cerca di imitare e migliorare la sua stessa natura e la natura intorno a sé, fallendo miseramente già al primo passo che compie, perché allontanarsi dalla natura, violentarla, analizzarla, farla propria, adattarla, fare lo stesso a persone ed animali, non potrà mai portare ad alcuna connessione, ad alcuna prosperità, ad alcuna pace. Non ci si connette a ciò che si usa: lo si domina. Quello che abbiamo fatto è semplicemente tentare di connettere attraverso mezzi che separano. E tragicamente commettiamo lo stesso errore in tutti i settori che portano avanti quello che nelle nostre teste suona come “progresso” ma che in realtà è solo un rotolare giù da un dirupo dopo un inciampo, un passo falso che non abbiamo il coraggio di ammettere di aver compiuto.

http://www.masonmassyjames.it/blog/una-pacifica-tribu-globale-grazie-alla-tecnologia2/