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La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione

Bizzi: Cro-Magnon, l’Uomo di Atlantide venuto dalle stelle

Chi siamo? Da dove veniamo? Sono domande che ci interpellano da sempre. «La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione: gente inconsapevole, gestita completamente». Lo scrive in un libro il biologo Giovanni Cianti, in una considerazione erroneamente attribuita a Carlos Castaneda. «Chi ha capito, ha capito: non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone», scrive Cianti: «Sono strutturate per vivere, e basta: mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione e mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere una partita. Il mondo, per loro, finisce lì: non sono in grado di percepire altro. C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani, che possono essere definiti “difetti di fabbricazione”. Sono sfuggiti al “controllo qualità” della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici e sono guerrieri». Mi piace molto, questa frase, forse perché anch’io sento di appartenere a questa minoranza. Ma non è solo questione di rifiutare i dogmi, le imposizioni, e di sentirsi guerrieri. E’ anche una questione di sensibilità. Si tratta di porsi domande, di chiedersi sempre il perché delle cose.

E infatti, tutte le grandi tradizioni spirituali – quelle autentiche, dell’antichità, quelle cioè che hanno preceduto l’era dei dogmi – hanno sempre spinto le persone a porsi domande. Tutte le grandi tradizioni iniziatiche dell’antichità erano finalizzate al risveglio della coscienza e Uomo di Cro-Magnondella percezione, all’apertura di certi canali che noi possediamo naturalmente, ma che magari non sappiamo come utilizzare. Sono canali di comunicazione tra macrocosmo e microcosmo. Comunicazione diretta: sono dei portali, che abbiamo dentro di noi. Molte persone, semplicemente, li ignorano: non si pongono nemmeno il problema della loro esistenza. Nel libro “Resi umani“, scritto con Mauro Biglino, il biologo molecolare Pietro Buffa riflette sulla nostra parentela con lo scimpanzé: il cucciolo di scimpanzé e il “cucciolo d’uomo” sono praticamente indistinguibili. Poi lo scimpanzé adulto si trasforma e si allontana molto da noi, mentre l’uomo adulto conserva i tratti delle specie domestiche, con scarsissima aggressività, e mantiene i caratteri morfologici del cucciolo, come gli occhi grandi rispetto al resto del corpo: un fenomeno che gli scienziati chiamano “neotenia”.

Siamo stati “domesticati” da qualcuno, che ci ha “fabbricati” con la genetica? Lo dicono i testi sumeri: raccontano che gli Anunnaki “crearono” gli Igigi, loro servitori, progettati per lavorare al posto loro, nelle miniere. La nascita degli Igigi ricorda da vicino quella degli Adamiti, che la Bibbia attribuisce agli Elohim. Nella tradizione eleusina, i nostri “creatori” sono gli dèi Titani. Per la precisione, quattro di loro: Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, figli di Giapeto. Da cui la Stirpe Giapetide, ottenuta anche in quel caso con l’ingegneria genetica. La nostra sarebbe la Quinta Umanità, anche per Esiodo. In vari testi antichi si allude a interventi numerosi e ripetuti, attraverso varie fasi del nostro passato. Si parla di una civiltà avanzata, sbarcata sulla Terra in un’epoca incredibilmente remota. La Terra: un pianeta Una ricostruzione dell'Atlantideottimale per la vita, abitabile, con enormi risorse naturali da sfruttare. Solo che, magari, i primi “pionieri” erano in pochi: un’avanguardia di sparuti colonizzatori.

Per ottenere lavoratori, questi pionieri hanno incrociato i loro geni con quelli di alcuni tipi di primati, al fine di ottenere manodopera a costo zero? Si tratta di un’ipotesi inquietante, come è inquietante che l’umanità attuale presenti tanti segni di soggezione, di sottomissione. Non è un mistero, per psicologi e sociologi: l’Homo Sapiens attuale è estremamente manipolabile, suscettibile di indottrinamenti. Tutte le grandi religioni (monoteistiche, in particolare) hanno sempre imposto dogmi: non spingersi oltre, non cogliere il frutto proibito, non porsi domande, accettare il dogma di fede. E’ la basilare forma di indottrinamento, che nelle religioni monoteistiche accompagna l’essere vivente dalla culla alla tomba. Ci viene insegnato a credere, e tutto il sistema si regge su questo. Proprio tutto? Secondo certe interpretazioni, alcune manipolazioni genetiche sarebbero avvenute in epoche assai remote, prima di 200.000 anni fa, e avrebbero portato alla nascita di alcuni ceppi del Sapiens. Secondo invece la tradizione misterica eleusina, sarebbe avvenuta una successiva manipolazione, ad opera dei Titani, attorno all’anno 80.000 avanti Cristo.

Molto plausibilmente, questa seconda manipolazione dette vita all’Uomo di Cro-Magnon, un ceppo del Sapiens particolarmente evoluto. E’ un enigma, per la storia, perché il Cro-Magnon nasce già avanzato, con elevatissime proprietà di linguaggio e con una struttura sociale organizzata, e si diffonde in buona parte dell’emisfero occidentale. La sua comparsa può aver turbato certi processi precedenti? Ha generato un’anomalia? Una falla, nella cosiddetta Matrix? Secondo determinate teorie, il Cro-Magnon sarebbe l’Uomo di Atlantide: proprio quella Astronaviparticolare umanità che gli dèi Titani avrebbero creato a loro immagine e somiglianza, e che avrebbe generato una propria civiltà in quello che era un grande continente, oggi scomparso, nell’Altantico settentrionale.

Doveva essere un continente che poi sarebbe stato distrutto nell’ambito di una grande guerra, che ci viene descritta nella “Teogonia” di Esiodo come la Titanomachia, una guerra combattuta fra dèi. Secondo certi testi mitologici, questo cosiddetto Primo Impero di Atlantide avrebbe cessato il proprio percorso storico attorno al 19.000 avanti Cristo. Poi, la civiltà umana del Cro-Magnon sarebbe risorta dalle proprie ceneri (dalle palafitte, dalle caverne) fino a tornare grande, organizzata e civile, e a conquistare vastissimi territori, incluso il bacino mediterraneo, il Medio Oriente, buona parte dell’Africa e le Americhe. Sempre secondo alcune interpretazioni, questa particolare parte di umanità avrebbe dato molto fastidio, a certi gestori della Matrix. Lo so, sembra di sconfinare nella fantascienza. E sia: facciamo finta Bizziche sia fantascienza. Dunque, immaginiamo che questo sia vero, e che tanti altri ceppi umani siano frutto di una manipolazione finalizzata esclusivamente all’assoggettamento e alla “domesticazione”, per diventare forza lavoro gratuita.

Tutto questo può aver fatto comodo, a certi schemi di potere che poi, di volta in volta, hanno dovuto ricorrere a forme manipolative. Come una sorta di “tagliando”: ogni tanto è stato necessario, nella storia, per certe élite di potere, ricorrere a ulteriori giri di vite, a ulteriori interventi manipolativi a livello concettuale, di dogma, di pensiero religioso, giusto per riportare questa umanità nei binari prestabiliti. Immaginiamo però che una parte di umanità sia sfuggita, a questa logica. Immaginiamo che abbia portato avanti una civiltà libera da questi schemi, libera da certi dogmi, e che questa parte di umanità sia sempre stata contrastata da certi poteri. Poi, la distruzione della Seconda Atlantide (fra il 10800 e il 9600 avanti Cristo, a causa di un cataclisma di origine cosmica) ha segnato di nuovo un duro colpo, per questa umanità.

Cos’è rimasto, di quella civiltà? La Creta minoica e certe altre civiltà del Mediterraneo, anch’esse poi messe a dura prova dagli eventi, con la fine del matriarcato e l’avvento del patriarcato, e con lo scontro tra religioni avvenuto con la Guerra di Troia (fra l’antico culto degli dèi Titani e il culto dei nuovi dèi olimpici). Tutto ci porterebbe a credere che il Cro-Magnon sia stato una sorta di anomalia nell’anomalia. So benissimo che questo è un campo minato: nessun antropologo ammetterà mai che possano esistere ceppi umani con origini diverse. Loro tendono sempre a ricondurre tutto agli eredi dei grandi primati, in modo lineare, con una discendenza diretta. Effettivamente, il problema del fenotipo che ci differenzia è inquietante. Io posso citare interpretazioni fornite da studiosi sulla soglia dell’eresia. Già nell’800, ad esempio, il fatto degli Fenotipi umaniocchi a mandorla presenti nel fenotipo orientale (che non ha nessuna giustificazione apparente, per quanto riguarda la vita sulla Terra) è stato associato ipoteticamente ad un incrocio con delle “razze” (o meglio, delle civiltà) provenienti da un pianeta con una luminosità molto maggiore della nostra, quindi magari con una stella molto più luminosa del nostro sole. Se è vero che questi “creatori” hanno utilizzato dei loro geni, può essere un carattere che si è trasferito: altrimenti gli occhi a mandorla non avrebbero alcuna giustificazione, se non – appunto – per proteggere gli occhi da una forte luce. E’ solo un’ipotesi, naturalmente.

Anche il fatto della pigmentazione scura non ha nessun rapporto con i climi tropicali, dove infatti troviamo anche popolazioni native con pelle molto più chiara. E’ come se questi ceppi umani avessero effettivamente delle origini diverse. Ma questo rappresenta una pericolosissima eresia, per gli antropologi attuali. Sono cose che non si possono dire, anche perché, solitamente, chi avanza queste ipotesi viene accusato di razzismo. Ma qui non si tratta assolutamente di razzismo, nel senso di discriminazione razziale. Non ha senso parlare di discriminazione: si tratta semplicemente di ipotizzare le origini di questi fenotipi. Gli aborigeni, i nativi americani dalla pelle rossa: ognuno sembra raccontare qualcosa di diverso. Alcuni hanno folta peluria, altri meno. Per noi, l’eliminazione della peluria è diventata quasi un’ossessione. Come se si volesse arrivare ad assomigliare a questi “attori terzi”, o all’elemento “creatore” originario.

Lo stesso discorso della peluria si collega alla questione della “neotenia”, cioè il mantenimento dei tratti giovanili che caratterizza anche l’adulto nel solo caso dell’Homo Sapiens: tratti che poi l’uomo vuole mantenere a tutti i costi. Come se, inconsapevolmente, cercassimo di scavare in un ipotetico passato, remotissimo. A questo proposito trovo impressionante un frammento di un antico testo misterico, attribuito I Minoici in Americaalla letteratura atlantidea e tramandato dalla tradizione eleusina, pubblicato per la prima volta (a pagina 518) nel mio libro “I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta”, appena uscito. «Un tempo – vi si legge – la Stirpe di En’n (cioè l’umanità) non era ospite nella Casa della Dea Taéa, ma aveva stabile dimora nella Grande Casa di Shanal, e compiva viaggi per le rotte di Nehéfre (fra le stelle). Questo per tutto il tempo che i Padri-Madri Phykkhesh-Tàu imperarono nella Grande Casa». Phykkhesh-Tàu è il pianeta della costellazione della Balena, il sistema solare di Tau-Ceti da cui gli eleusini fanno discendere i Titani.

«Distrutto il loro Impero, anche le progenie di En’n figlio dei Phykkesh-Tau caddero in disgrazia ed ebbero rifugio solo nella Casa di Taéa», continua il testo. «E nella Casa di Taéa la progenie di En’n, privata delle scienze della Mente Cosmica, dovrà restare tante generazioni quante vissero per Nehéfre nella Grande Dimora di Shanal. Ma la progenie di En’n col passar delle generazioni – prosegue il frammento – dimenticò la sua naturale origine, facendo di ciò che fu realtà il mito, e allora gli Dei, Giusti e Veraci, mandarono alla progenie di En’n ospite nella Casa di Taéa, luogo d’esilio, il Dio che guarda Nehéfre per concepimento di Anuve, affinché fosse ricordo alla progenie di En’n dove è la sua Vera Casa e quale l’origine della Stirpe, e che il destino dei figli di En’n figlio dei Phykkhesh-Tau è di tornare donde venne, perché la progenie di En’n non può rimanere eternamente in esilio nella Casa di Taéa, essendo questa estranea alla sua origine». E’ incredibile: praticamente, quel testo ci parla di una nostra origine stellare, e di un nostro destino finalizzato al ritorno alle stelle.

Visto che siamo in tema di citazioni, propongo un testo appena scritto sul suo sito da Elisa Renaldin, che è un’attrice e regista teatrale. Fa una considerazione molto profonda, che si ricollega al discorso che ho fatto adesso. «Continuo a leggere da tutte le parti che l’anima sarebbe qui per evolvere», premette Elisa. «Vi dirò che non credo a questa storiella. O almeno, non ci credo nei termini in cui viene presentata». E spiega: «Collocare l’anima al pari di un ego infantile che deve crescere, ed è qui per imparare, lo trovo degradante per la natura intrinseca Elisa Renaldindell’anima: è un altro modo per dirci che siamo piccoli e miseri esseri incapaci. Giunti quaggiù per fare che cosa? Per “migliorare”: ma stiamo scherzando? Se noi arriviamo da lassù, prima cosa, significa che abbiamo origine da un punto della coscienza oltremodo evoluto e sviluppato. Che poi, scendendo qui, ci dimentichiamo chi siamo, veniamo deviati dall’inizio alla fine e ci perdiamo per la strada, questo è un altro paio di maniche».

«Tuttalpiù – continua Elisa Renaldin – siamo qui per ricordare. Ricordare che cosa? Chi siamo. Ce ne dimentichiamo, per una serie di ragioni che qui sarebbe troppo lungo trattare. Ma questo è ciò che io sento come vero. Ad ogni incarnazione aggiungiamo un pezzo al puzzle della nostra memoria. Ci avviciniamo ogni volta un po’ di più al ricordo di sé, ed è questo il vero scopo. Se per evolvere intendiamo questo, allora possiamo essere d’accordo. Ma se per evolvere intendiamo imparare, come se fossimo dei bambini incapaci, allora no. E perché alcuni sembrano più evoluti di altri? Si trovano solo in punti differenti del ricordo di sé. Chi si riunifica alla sua identità (divina, o coscienziale) modifica il suo approccio alla vita, e quindi modifica pensieri, sentimenti, comportamenti ed energie. Come facciamo, a ricordarci di noi? Esercitandoci a rimanere il più a lungo possibile nello stato di presenza. E sbarazzandoci degli orpelli inutili che ci hanno appicciato addosso: credi, memi, ideologie, dogmi, e via discorrendo. Insomma, uscendo dai recinti percettivi che ci hanno costruito addosso».

Con questo testo, Elisa Renaldin ha centrato pienamente l’essenza dei Misteri Eleusini. Gliel’ho scritto, in un messaggio che le ho inviato: i Misteri Eleusini insegnano proprio questo. Insegnano alle persone a ritrovare il proprio sé, quindi la propria identità, stabilendo correttamente il proprio percorso. Probabilmente la specie umana è stata addomesticata, da qualcuno. Ammesso e non concesso che si riesca a farlo, sta a noi scoprire se questo è vero, o no. Quindi non accontentiamoci dei dogmi della scienza, non accontentiamoci della storia Tau Cetiper come ci viene raccontata: perché, se magari ci hanno imposto una certa “domesticazione” (assimilabile alla famosa Matrix, quella dei film che ben conosciamo) possiamo anche imparare a uscirne, a rifiutarla. L’importante è crescere: far crescere il nostro sé, la nostra coscienza, dal punto di vista evolutivo. Poi potremo anche decidere: se continuare ad essere animali addomesticati, o invece diventare uomini e donne liberi.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate nella diretta web-streaming “ll Sentiero di Atlantide – Homo Sapiens“, trasmessa il 18 aprile 2021 sul canale YouTube “Facciamo finta che“, di Luca Lamberti. Storico ed editore di Aurora Boreale, nonché iniziato alla tradizione dei Misteri Eleusini, Bizzi ha pubblicato saggi di estremo interesse, come “Da Eleusi a Firenze“, che aprono squarci inattesi sulla nostra storia, partendo dalla documentazione riservata della comunità eleusina. Un filone di indagine che continua nell’ultimo saggio, appena uscito: Nicola Bizzi, “I Minoici in America  e le memorie di una civiltà perduta“, Edizioni Aurora Boreale, 616 pagine, euro 28,50, disponibile anche in versione epub, euro 11,99).

Pubblicato sul sito web: https://www.libreidee.org/

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Perchè l’Era Presente teme i Classici Antichi?

di: Francesco Carraro

Molte delle cose migliori, e anche di quelle peggiori, arrivano come noto dall’America. Quindi, anche la crociata contro la cultura classica partita dalla Howard University di Washington probabilmente produrrà a breve i suoi effetti da noi. Dobbiamo aspettarci l’eliminazione del latino dai curricula dei licei? Anche peggio. Magari, già che ci sono, i paladini del culturalmente corretto aboliranno pure i licei tout court. Forse partendo dal Classico che – da questo punto di vista – si presenta come il covo di ogni nequizia: lì si spacciano persino i sediziosi pensieri (in greco antico!) di Eraclito, Parmenide, Socrate, Aristotele; e le cattivissime trame dei tragediografi Eschilo, Sofocle ed Euripide; e i semi di discordia universale della filosofia stoica.

Ora, il fenomeno è già stato correttamente inquadrato da qualche intellettuale più attento della media. Per esempio, Marcello Veneziani su “La Verità” ha messo giustamente in luce come la guerra alla cultura classica occidentale sia consonante a una precisa “nota” della nostra epoca. E cioè la saldatura tra le esigenze puramente materiali, consumistiche, di “crescita” del turbocapitalismo apolide e transnazionale, da un lato; e le ossessioni orwelliane, poliziesche e censorie di una certo permalosissimo “mondo”: quello, per intenderci, degli antifa, del metoo, dell’antirazzismo ottuso, della cancel culture, dell’ideologia gender.

In effetti, il neoliberismo ha bisogno di consumatori privi di identità specifica, di genere definito, di tradizione radicata. Mentre le nuove “ideologie” di cui sopra (paranoiche, aggressive e intimidatorie verso chiunque non si allinei) forniscono il “tipo umano” ideale di cui l’Evo Competitivo abbisogna. Tutto vero, ma non è tutto. C’è un altro aspetto da considerare. In gioco non c’è solo la volontà di sbriciolare e disperdere le “tradizioni” in senso lato: e quindi i concetti di patria e di nazione, di religione e di famiglia, di lingua e di specificità culturale. In gioco, c’è anche (se non “proprio”) il deliberato intento di annichilire una peculiare forma di cultura: e cioè quella classica occidentale.

È quest’ultima il vero idolo polemico e bersaglio finale dei distruttori. La vogliono far saltare per aria come i talebani hanno polverizzato i Buddha di Bamiyan. L’alibi è quello, ridicolo, del maschilismo, della misoginia, del razzismo, del “bianchismo” e chi più ne ha più ne metta, di imbecillità in imbecillità. La verità è che il Pensiero Unico Dominante ha in odio la cultura classica per un altro dirimente, ma dissimulato, motivo: perché è la patria della filosofia, cioè della riflessione libera e indipendente, del dominio della ragione sull’istinto, della logica sull’irrazionalità, del pensiero sulla materia, delle virtù sui vizi, dell’ordine etico sul disordine morale, del dominio di sé sull’attitudine al servaggio, della legge sul caos, della giustizia sulla iniquità.

Insomma, nella classicità vi è la radice di quanto di meglio abbia mai saputo partorire la parte “divina” dell’essere umano. E questa è una colpa intollerabile per i signori di una “agenda” affatto angelica. Con la quale si punta, piuttosto, a degradare l’uomo al rango di bestia al pascolo o di appendice robotica di una matrice digitale. Nel quale hanno da funzionare solo la “pancia”, il “cuore”, le “emozioni”, i “gusti”. In uno scenario di ottundimento psicologico e inebetimento individuale e collettivo, in cui nessuno sia in grado di ricordare (o di capire) chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com
https://scenarieconomici.it/perche-lera-presente-teme-i-classici-antichi/

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Vi racconto una storia come tante

Cordialissimi Lettori, mai al mondo avrei voluto scrivere queste righe, ma da quello che sta succedendo in Italia e nel Mondo, non posso fare a meno di tacere, vi racconto una storia come tante di persone che hanno vissuto nel periodo in cui ho vissuto io:

Ho ’71 anni, genitore e nonno di nipoti ventenni che vivono in Germana.

Ebbene nella mia vita vissuta, speravo di non vedere più certe cose (come ho postato nei video).

“Non ho più niente, vengo per un pezzo di pane”: i nuovi poveri in coda per il cibo a Milano

Avevo appena ‘8 anni, in quel 1958, la mia famiglia si è trovata per varie vicissitudini in ristrettezze economiche, cose che possono succedere nel corso della vita, abbiamo perso la casa e ogni bene materiale; io e mia mamma ci siamo ritrovati a girovagare per Milano con una piccola valigetta a dormire in piazza Duomo alla porta sinistra della Cattedrale, mia mamma (classe 1910) a quel tempo aveva ’48 anni, il papà introvabile, mio fratello più piccolo dato agli zii in Piemonte, il fratello più grande stava facendo la leva militare.

Mi mamma mi lavava le mutandine nella fontana dei giardini pubblici di Porta Venezia, andava ad aiutare una sua amica in un trattoria/latteria per preparare i cibi per la clientela e in cambio del suo aiuto chiedeva solo un piatto di minestra per me.

Con il tempo (dopo vari consigli di brave persone) siamo stati indirizzati in un dormitorio pubblico (quello di Viale Ortles Milano (credo ancora attivo), successivamente siamo stati in una struttura di Corso XII Marzo, la casa di ricovero era una donazione dei Conti Senavra, ora diventata una Chiesa, ebbene in quella struttura ci è stato dato uno spazio di cartongesso con due letti e una stufetta a legna (parigina), subito poco tempo dopo una stanza tutta per noi dove poi abbiamo fatto rientrare dagli zii del Piemonte il fratellino e il ritorno del fratello dal servizio di leva, anche papà si è unito alla famiglia.

In quel periodo sono andato a scuola, io e mio fratello più piccolo, nel pomeriggio si andava a raccogliere le palline da tennis (Tennis Club Lombardo) e a tirare il fratasso nei campi per rifarli, si prendeva 100£ all’ora e venivano dati tutti alla mamma, i quel periodo, in Largo Marinai d’Italia c’era ancora il verziere di Milano, dove io e mio fratellino si andava a scaricare le cassette di frutta e verdura per poter portare a casa alla mamma una piccola cassetta di verdura e frutta che si tirava con uno spago legato alla vita per tutto il corso.

Soldi non ce n’erano e dovevamo vestirci e calzarci, stavamo crescendo, e la mamma con il suo ingegno riuscì a trovare il Viale Piave (Milano) una congregazione di Frati  (Frate Cicilio) che ci hanno vestiti e calzati, perfino gli occhiali da vista mi sono stati dati; ma non c’erano solo quei benedetti Frati, vi era anche la Tazzinetta Benefica a Milano e il Corriere Lombardo che dispensava cibo, sia cotto che da cuocere.

Dopo un lungo periodo, passato in quel ricovero, eravamo in lista per usufruire delle Case Popolari del Comune di Milano, era il 1959, e mio fratello ha potuto trovarsi un lavoro alla Pirelli, mio papà cominciava a fare piccoli lavoretti edlizi, io e mio fratello più piccolo in questa nuova casa, abbiamo ripreso le scuole elementari…l’incubo era finito … anche se per il Natale andavamo ancora a prendere da mangiare, ci si andava con il tram e l’odore della pastasciutta invadeva tutto il tram stesso, facendoci vergognare.

Francia: studenti si mettono in fila per ricevere pacchi di cibo

A ’14 anni mi sono trovato un lavoro come garzone di drogheria e mio fratello come garzone di macelleria, abbiamo continuato gli studi di sera dove poi mi sono diplomato, il fratello maggiore nel ‘1962 si era sposato,

Il resto è vita vissuta intensamente senza mai demordere; ora vivo in quella casa del Comune che ci è stata assegnata perché me la sono comperata.

Guardando quei video mi si stringe il cuore perché so’ come possa sentirsi quella povera gente, resa indigente da gente incapace e inimica; sono passati ’63 anni e tutto sembra ripetersi, solo che oggi non c’è misericordia, la gente è incattivita e … manca quella rinascita meravigliosa degli anni ’60.

wlady, alias ®wld

DELIRIO DI IRRAZIONALITA’

Di : Dottor Roberto Slaviero – 11.01.21

Dopo la grande performance dei brogli elettorali in Usa, uno dei giornali della nomenclatura italiana, Repubblica, esce con un titolo:

il voto elettronico può salvare la democrazia

il giornalista, se si può chiamar cosi, apre la strada ad un possibile cambiamento di sistema di votazione anche in Italia.

Infatti, se è più difficile alterare le schede con matita indelebile, con i sistemi elettronici tipo “Dominio”, si può far di tutto.

E l’Italia, pare essersi dimostrata molto attiva nei giochetti elettorali americani pro democratici; chiaramente la dittatura mediatica europea, dice l’esatto contrario, ma lo vedremo nell’immediato futuro.

Nel frattempo, dopo le festività natalizie in clausura, il governo, spaventato dai numeri covidiani in ascesa, prepara nuove chiusure e limitazioni.

C’è addirittura un ebete, non so se virologo o esperto dei parassiti nanometrici, che dichiara che, se una regione ha 250 casi su 100.000, deve diventare automaticamente zona rossa; ciò equivale allo 0,25 % della popolazione! Mamma mia, un rischio colossale per la vita sul pianeta.

Domanda?

Se avete appena chiuso l’Italia ed i numeri sono in aumento: CHE C…O SERVE IL LOCK?

Forse i nanoparassiti si insinuano nelle case attraverso gli spifferi del riscaldamento, ove possono irrobustirsi, per attaccare l’ignaro italico che, stravaccato sul divano, sta chattando sui social o guardando serie Tv!?

Mi pare che vogliano introdurre anche un altro colore, il bianco, ma oramai la confusione regna totale.

La stagione turistica invernale è compromessa nel frattempo, ed i mediocri golpisti se la ridono e se la godono e si danno appuntamento a Davos afine gennaio, per mangiare e bere e farsi beffa dei coglioni che credono ancora al virus mortale o del cinavirus, come lo chiama Trump.

Mi pare che Biden, poco tempo fa, avesse fatto capire che il virus mortale proveniva dall’amata Penisola e non dalla Cina…ma tant’è, l’Italia non mi pare se la stia passando troppo bene ed il peggio a da veni…!

Alla fine del terzo Reich, Hitler, in preda alle ultime follie allucinatorie, fece allagare la Metro di Berlino, facendo crepare quasi 300mila suoi sudditi, che vivevano al suo interno; nessuno deve cadere in mano al nemico!

Pare che il baffetto poi, se la sia svignata in Argentina, fingendo il suicidio di gruppo ..farneticazioni complottologhe…claro!

Quando invase la Russia, era convinto di avere gli Dei dalla sua parte e che il “fuoco“ che muoveva la razza germanica, avrebbe in ogni caso bruciato il “ghiaccio“ della razza russa. Da dove ricavava tali convinzioni?

Dalla teoria di un Ingegnere austriaco, un genialoide, che aveva inventato una valvola per motori, che avrebbe rivoluzionato energia e trasporti

“la valvola di Hoebriger

l’Ing, ebbe un giorno dei pensieri e visioni e formulò una interessantissima teoria sull’evoluzione del nostro cosmo.

Tale teoria, vede fuoco e ghiaccio  contendersi e disputarsi le varie fasi evolutive del sistema solare, con la Luna, una sfera di ghiaccio, che ogni tot. centinaia di migliaia di anni, cade a spirale, come acqua e sassi, sul pianeta Terra e modifica il tutto, compreso gli esseri viventi…quelli che sopravvivono logicamente.

Parla di un’età dell’oro quando, i Re Giganti, insegnarono agli umani le arti e la scienza.

Una teoria che di primo acchito può sembrare folle, ma forse molto folle non lo è!

Egli mori nel 1931 e nel mondo “esoterico“ del nascente nazionalsocialismo degli anni 20, tale teoria venne assunta come il credo assoluto.

“quando i giganti  erano ancora mescolati agli uomini, nei tempi in cui mai nessuno parlò“ diceva tra gli altri Hugo Victor

Nel 1942, Hitler mandò una spedizione nell’isola baltica di Ruegen, al comando del fisico esperto di raggi infrarossi, Heinz Fischer; dopo la guerra, egli si trasferii negli Usa e partecipò allo sviluppo della Bomba H, denigrando la sua vecchia spedizione nazista.

Cosa cercavano?

La Terra non sarebbe convessa, ovvero, noi vivremmo all’interno di una sfera, limitata esternamente dalla volta celeste; sole e luna sarebbero molto più vicini e le galassie non sarebbero altro che una nebulosa sospesa principalmente sopra il centro del pianeta.

Parlavano di Terra vuota o concava! Ma la Genesi biblica non dice più o meno le  stesse cose? Andate a vedervi le recenti rilevazioni ad infrarossi a grandi distanze…

I nazisti, avevano già sviluppato auto teleguidate, nonché  dischi volanti e razzi a lunga gittata V1 e V2, insomma forse qualche aiutino “esterno“  l’avevano avuto…poi tutto passo di mano, in direzione principalmente Anglo-Usa e Russia.

Il barone nazista Werner Von Braun, realizzatore nazista delle V1 e V2, negli Usa poi nel 1958, realizzò il più grande inganno moderno, la Nasa!

Adesso ci pensa Elon Musk a far sognare gli umani intorpiditi, con viaggi marziani…claro, se la Luna è ghiacciata…ah ah ah.

Probabilmente, se fosse stato ancora vivo, Hoerbiger, avrebbe fatto ragionare meglio Hitler, su razze pure etc e forse avremmo evitato disgrazie e milioni di morti.

Ma la storia quasi sempre combina disastri.

In ogni teoria, c’è un qualcosa di buono, ma se viene estremizzata … ahi ahi, son dolori.

Ed infatti adesso, abbiamo i teorici del “reset“, che stanno rivoluzionando il mondo occidentale, stanno facendo una rivoluzione a 180 gradi, una rivoluzione a testa in giù, ossia; normalmente sono i popoli che, sottomessi, si ribellano e poi favoriti comunque da qualche “supporter ricco“, abbattono gli steccati e vanno al potere.

Adesso, i già straricchi, vogliono irretire ancor di più i normali. Per farlo, hanno comprato  partiti, governi, sindacati, media, giornali ed oggi con il virus, medici ed esperti sanitari.

Facebook e Twitter, per non fare nomi, hanno oscurato  il profilo dell’ancora, per 9 giorni, Presidente degli Usa.

Ve lo potevate immaginare 10 anni fa, qualunque cosa si pensi o si dica di un politico, che ha gestito per 4 anni la più potente nazione del pianeta?

Questi gruppi privati, principalmente made in Usa, Silicon Valley, hanno corrotto a suon di miliardi tutta la politica.

Hanno creato enormi strutture di potere mondiale e dettano legge con le loro informazioni teleguidate.

L’ho già scritto mesi fa…uscite dai social, uscite da sta palude controllata che vi controlla, che vi mette uno contro l’altro; ritrovate la vostra indipendenza ed identità.

Nell’immediato futuro, la morsa del controllo si stringerà sempre di più, sempre più blogger e persone indesiderate saranno oscurate, avete solo una via d’uscita:

ANDATEVENE FUORI DA STA MIERDA!

Se non lo farete, sarete loro complici, come per il caso cinavirus!

Non date più uno spicciolo dei vostri soldi, non date più uno spicciolo della vostra attenzione a questi psicopatici, drogati e pedofili magari.

Loro soffrono di Delirio di Irrazionalità, credendosi i sapienti del cosmo; d il cosmo a tempi brevi li punirà.

Ma come sempre, prima, giungerà la follia umana che  includerà molti innocenti, come nella Metro di Berlino – (leggi al paragrafo “La Sconfitta“) o nelle case di una Dresda bombardata a morte e senza pietà per giorni e giorni, con bombe incendiarie dagli anglo-americani a guerra già praticamente vinta e finita.

Cattiverie spinte da odi spaventosi, creati ad arte da chi prima finanzia e fa il saccente e poi toglie e distrugge.

La Ford americana ha creato gran parte dell’esercito Nazi e la finanza Usa l’ha finanziato, anche il Senior Bush!

Nel recente; arte di credito a tutti, mutui a tutti, mutui casa finanziati al 120% ETC…

E adesso? Sono gli stessi del cinavirus! Lo capite  o no? Vi porteranno via quasi tutto, lavoro, beni e benessere!

Soldi con prestiti della banca mondiale nel terzo mondo e poi … rubate tutte le ricchezze del sottosuolo.

Schiavi che lavorano peggio delle bestie, per ricavare metalli rari, per fabbricare i vostri cazzo di telefoni smart e le vostre batterie per le auto elettriche!

A proposito, Toyota e qualche produttore tedesco, cominciano a dire che non sarà possibile una totale riconversione dal motore a scoppio all’elettrico…ma va…sul serio?

Pensate ai lobotomizzati elettrici che, in massa, alla sera mettono in carico tutte le loro auto o scooter, milioni tutti insieme: immaginate cosa accadrà al sistema elettrico del paese…plufffffff

E allora? Minchia che famo? …e…famo e centrali atomiche …per favor in poco tiempo…no se puede volver al diesel, es muy inquinante!

Negli anni 70, ricordate? Diesel diesel please, la benzina es una mierda inquinante!

Pochi anni prima però; “metti un tigre nel motore”! I meno giovani, ricorderanno la pubblicità

Manipolati sempre, creduloni sempre … ma non vi siete rotti los bananitos, ma non vi siete rotti di ascoltare questi inetti politici ed economisti racconta palle, al soldo e busta paga dei manipolatori?

La valvola di Hoeringer esiste, i suoi figli hanno sviluppato una grande azienda, la sua capacità intuitiva, ha coniato parte della storia dei motori e la sua teoria evolutiva … super bistrattata dai falsi odierni?

Chiedete un po’ ai ricconi, come mai si sono creati strutture enormi, tipo nelle Isole Svalbard in Norvegia, per preservare semi e sementi da possibili disgrazie diluviane?

Non è che sotto sotto … in effetti anche molti antichi parlavano di una Terra senza Selene…non è una figa ragazzi, è il nome greco della Luna, della Dea della Luna!

Ogni tanto si scioglie e cade in testa a sti stronzoidi umanoidi, che non capiscono una mazza e si fanno sempre infinocchiare dai potenti di turno!

A Sele’…dai…datte una mossa…ce semo rotti dei colori…cavolo…e i Daltonici?

https://it.wikipedia.org/wiki/Acromatopsia

Presidente e Governatori italiani: attendiamo con estrema sollecitudine, meglio verso una tarda ora serale, una vostra decisione in merito!

Le forze di polizia, devono aver ben chiare le idee, per applicare al meglio le vostre rigide leggi anti cinavirus….o… italianvirus…i tempi cambiano, cari democratici di tutti i tempi !!

Saluti e salute a tutti, soprattutto ai veri irrazionali genialoidi e di gran cuore!

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

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60 resoconti diversi sul leggendario primo re di Roma Romolo

L’indovinello di Romulus: il leggendario primo re di Roma esisteva davvero?

Recenti scavi a Roma hanno riacceso il dibattito sul fatto che il leggendario primo re di Roma, Romolo, fosse un personaggio storico o solo un’opera di fantasia. In effetti, all’inizio di quest’anno, gli archeologi hanno portato alla luce  un presunto santuario di Romolo  che risale a circa 2.600 anni fa. Oltre a questa scoperta, gli archeologi negli ultimi decenni hanno  fatto scoperte  che sembrano essere collegate al mito canonico della fondazione di Roma. Mentre la maggior parte degli accademici ha a lungo scritto Romolo come una “fabbricazione letteraria”,  alcuni hanno contestato  questa opinione prevalente e hanno sollevato nuove prove; ma ce n’è abbastanza per risolvere finalmente la controversia?

Il caso contro l’esistenza di re Romolo

Il caso contro il leggendario fondatore e re romano, Romolo, è piuttosto semplice: ci sono episodi fantastici nel racconto di Romolo che semplicemente non possono essere veri. Dopotutto, per non dire altro, sembra altamente improbabile che Romolo fosse il figlio del  dio Marte, fu salvato da una lupa carnivora selvaggia e ascese miracolosamente nei cieli, dopodiché divenne il dio Quirino che vegliava sullo stato romano . Se queste storie dubbie non fossero abbastanza dannose, ci sono altre leggende della fondazione romana in competizione che non si concentrano su un eroe omonimo.

Oltre a queste questioni, alcuni accademici hanno sostenuto che la datazione archeologica di Roma non è in linea con la presunta fondazione della città nel 753 a.C., e ci sono pochissime, se non nessuna, prove iniziali convincenti dell’esistenza del re  Romolo . Mentre gli scettici di Romolo fanno molti punti giusti, non chiudono necessariamente il caso contro un fondatore omonimo di Roma.

Denario con la testa laureata, dai capelli lunghi e barbuta di Quirino (Romolo). (Classical Numismatic Group, Inc./  CC BY SA 3.0  )

Spiegazioni del mondo reale per le leggende di Romulus

Prima di tutto, semplicemente perché nella leggenda di Romolo esistono componenti soprannaturali non significa che la nozione di fondatore di un eroe sia priva di credibilità, soprattutto considerando che c’erano alternative più plausibili e antiche. Per uno, alcuni storici antichi credevano che il padre di Romolo non fosse il dio della guerra. Piuttosto,  un ammiratore o il re canaglia di Alba Longa  – Amulio – violentò selvaggiamente e impregnò la madre di Romolo – nota come Rea Silvia – portando alla scandalosa gravidanza.

Anche la leggenda della lupa  è di origine discutibile, dato che i lupi hanno maggiori probabilità di divorare i bambini che di allattarli. Tuttavia, alcuni storici antichi sostenevano che un lupo di nome Lupa non avesse aiutato il piccolo Romolo. Invece, una prostituta lo ha fatto, e la giustificazione di questa convinzione è  che  lupa  era un termine antico  che si traduceva essenzialmente in “puttana”. Quindi, una prostituta – forse chiamata Acca Larentia – piuttosto che un lupo avrebbe potuto prendersi cura di Romulus.

Replica della lupa romana, Romolo e Remo, Capitole, Roma, Italia. ( CC0 )

Infine, l’ascensione di Romolo nei cieli dovrebbe essere motivo di scetticismo. La maggior parte dei pensatori moderni richiede prove di qualche tipo quando si confrontano con tali individui che si suppone si smaterializzino e diventino vere divinità, specialmente quelli appartenenti ai pantheon di quelle che ora sono religioni morte. Ma alcuni scrittori romani e greci credevano che la verità sulla morte e scomparsa di Romolo fosse molto più semplice: un quadro di romani  stanchi del regno dispotico e ingiusto del re Romolo, spietatamente  lo uccise,  smembrò il suo corpo, nascose i resti e poi disse a tutti che aveva subito un’apoteosi miracolosa.

Pertanto, l’esistenza di episodi soprannaturali nella leggenda canonica non è necessariamente uno sciopero contro Romolo, dato che esistevano alternative antiche più plausibili. I componenti spettacolari potrebbero essere stati creati solo per rafforzare la reputazione di re Romolo e nascondere verità sgradevoli al pubblico romano.

L’orgoglio del re Romolo. ( Dominio pubblico )

Le vedute dei miti e dell’archeologia moderna

Gli antichi scrittori conoscevano  diversi miti di fondazione  che variavano anche al di là di questi.  Dionigi di Alicarnasso  menzionò di conoscere 14 leggende,  Plutarco  ricordò 13, Festo 10 e Servio 8, ma lo stimato storico moderno TP Wiseman affermò di aver scoperto almeno  60 resoconti diversi  che esistono in qualche forma. Alcuni sono simili alla versione canonica; altri variano notevolmente; ci sono numerosi nomi diversi del fondatore e primo re di Roma, inclusi Rhomos, Rhomus, Rhomylos e, naturalmente, Romulus (molte di queste varianti hanno anche diverse genealogie); e alcune narrazioni non menzionano nemmeno un fondatore omonimo. Infatti, ha  scritto Plutarco , “Alcuni dicono che i Pelasgi, dopo aver vagato per la maggior parte della terra abitabile e sottomesso la maggior parte dell’umanità, si stabilirono in quel sito, e che grazie alla loro  forza  in guerra chiamarono la loro città Roma.”

Di solito, le numerose narrazioni contraddittorie sarebbero prove convincenti contro l’esistenza di un eroe fondatore di Roma, ma la maggior parte dei resoconti afferma che qualcuno – il cui nome era Romolo o un derivato simile – ha svolto un ruolo critico nella  fondazione di Roma. Inoltre, ogni volta che venivano incluse le date, gli antichi concordavano ampiamente che Roma fosse stata fondata intorno all’800-700 a.C.

Numerosi accademici moderni hanno rifiutato questa datazione e affermano che le prove fisiche non lo confermano. Tuttavia, i ritrovamenti degli ultimi decenni hanno messo in discussione questo punto di vista. Secondo l’ archeologo moderno  Andrea Carandini  – che non è privo di polemiche –  sono stati scoperti un antico muro del Palatino, un pavimento del Foro Romano, manufatti votivi e persino resti di una casa regale sul  Palatino e risalgono a circa 800-700 AVANTI CRISTO.

Riproduzione del blocco di pietra di Lapis Niger con l’iscrizione in latino antico. (Sailko /  CC BY-SA 3.0  ) Gli  antichi romani credevano che il Lapis Niger segnasse la tomba del primo re di Roma, Romolo, o il punto in cui fu ucciso dal senato, o il luogo in cui Faustolo, il padre adottivo di Romolo cadde in battaglia.

Molti di questi reperti sembrano anche potenzialmente legati al mito di Romolo. Dopotutto, si diceva che avesse costruito un muro sul Palatino, forse preparato il Foro per l’uso, innalzato templi dove sono state trovate reliquie votive e persino eretto una casa sul Palatino. Sebbene questi reperti archeologici siano affascinanti, purtroppo nessuno di essi conferma in modo definitivo l’esistenza di Romolo.

Gli scettici di Romolo sottolineano anche che i primi scritti e manufatti conosciuti che raccontano o almeno alludono al mito di Romolo arrivano centinaia di anni dopo la sua presunta morte. La  prima scrittura nota che  menziona il fondatore di un eroe risale alla metà del IV secolo a.C. e la prima arte e moneta indiscussa e ben attestata raffigurante Romolo risale rispettivamente al 296 e al 269/268 a.C. La prima era una statua di Romolo, Remo e Lupa, e la seconda era una moneta d’argento con il trio sul dritto.

Questo è molto tempo dopo che Romolo presumibilmente visse, ma questa non è una prova definitiva contro di lui, considerando che la scrittura e l’arte romana erano relativamente scarse per gran parte della sua storia antica. Inoltre, l’annalista  Livio affermò  che gran parte dell’inestimabile corpus di documenti antichi di Roma andò perduta durante il saccheggio gallico di Roma intorno al 390 aC, sebbene gli storici moderni mettano in dubbio la reale portata della distruzione. A parte questo, sembra lecito ritenere che la maggior parte dei primi documenti e arte di Roma potrebbero non essere sopravvissuti fino all’era moderna.

 Romolo, Victor su Acron, trascina il ricco bottino al tempio di Giove. ( Dominio pubblico)

Trovare fatti nella finzione?

Se siamo onesti, alla fine le prove a favore e contro Romolo sono nel migliore dei casi deboli. Le prove archeologiche, artistiche e numismatiche sono inconcludenti, il che lascia solo il record letterario. Plutarco ha insistito sul fatto che la nozione di un fondatore omonimo era la “tradizione più autentica”, e  Dionisio di Alicarnasso  – che raccontò una storia dettagliata della prima Roma – affermò di aver fatto affidamento sugli storici e sui resoconti “meglio accreditati”.

Mentre i documenti esistenti della fondazione di Roma sono tristemente carenti, la maggior parte dei resoconti sembra supportare la teoria di un fondatore di un eroe omonimo. Sebbene questa non sia necessariamente una prova di Romolo di  per sé , il consenso della maggioranza all’interno delle storie scritte sembra suggerire che qualcuno di nome Romolo o qualcosa di simile fosse parte integrante della fondazione di Roma intorno all’800-700 a.C.

E questo potrebbe essere plausibilmente il caso. Dopotutto, è più logico accettare che ci sia un nocciolo di verità all’interno di una leggenda per la quale ci sono ampie prove letterarie, nonostante le sue carenze, e alcune potenzialmente a sostegno di prove archeologiche accessorie   invece di credere in qualcosa quando ce n’è molto meno, se ce ne sono , prova.

Forse dove c’è fumo c’è fuoco e  forse c’è un pizzico di verità  in alcuni dei miti fondanti di Roma. Ricorda che prima che Heinrich Schliemann scoprisse e scavasse Troia, i suoi contemporanei credevano quasi universalmente che Troia e  la famosa guerra di Troia  fossero creazioni di fantasia. Eppure sono stati smentiti e si è scoperto che c’erano frammenti di verità nei racconti antichi. Forse è lo stesso con i vari miti di fondazione romana e Roma prende il nome da una persona che si profilava in grande nella sua storia antica.

Si pensa che lo scrittore e filosofo Albert Camus abbia detto: “La finzione è la menzogna attraverso la quale diciamo la verità”, e questa citazione sembra avere un significato speciale rispetto al dibattito su Romolo. La fondazione di Roma è avvolta nell’incertezza, ed è oscurata dal passare del tempo e da abbellimenti e creazioni letterarie. Tuttavia, è possibile che queste fossero  le bugie attraverso le quali gli antichi dicevano la verità .

Immagine in alto: Romolo, il leggendario primo re di Roma, ( neurobita  / Adobe Stock) esisteva davvero? ( samott  / Adobe Stock)

Di  Marc Hyden

Marc Hyden è il direttore degli affari del governo statale presso il R Street Institute. È anche l’autore di ” Romulus: The Legend of Rome’s Founding Father ” e ” Marius: The Rise and Fall of Rome’s Savior “.

Pubblicato sul siro web: https://www.ancient-origins.net/

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A A A Cercasi Narratore

Corbett – 11/23/2020

COME SALVARE IL MONDO (IN UN SOLO FACILE PASSO!)

“Date a una società la giusta narrazione e si chiuderanno volentieri nella loro prigione e vi consegneranno la chiave.

Una volta che una storia del genere è saldamente radicata nelle loro teste, le persone si controllano volentieri a vicenda.”

Quiz a sorpresa: Qual è l’arma più potente mai inventata?

Il MOAB? chiedete, curiosamente. No, rispondo in modo deciso.

La bomba H? Certo che no. La bomba A, allora. Sbagliato di nuovo. La bomba a neutroni? No.

Ti do un indizio: non è affatto una bomba.

Ahhhh, i Bastoni di Dio! No. (a.d.r. punizione di dio)

Le nuove misteriose armi a microonde cinesi? Le armi a energia diretta in generale? Qualsiasi tecnologia che distrugge il mondo con cui la DARPA sta giocando nell’Area 51?

Il Dipartimento della Difesa e i loro confratelli del MIC in Cina, Russia e altrove sono senza dubbio in possesso di armi che ci farebbero impazzire se venissero rivelate al pubblico, ma senza nemmeno sapere cosa siano quelle armi posso dirvi inequivocabilmente che nessuna di esse si qualifica come l’arma più potente mai inventata.

Le nuove misteriose armi a microonde cinesi? Le armi a energia diretta in generale? Qualsiasi tecnologia che distrugge il mondo con cui la DARPA sta giocando nell’Area 51?

Che ipotesi fantastica. Ottenete punti bonus per un richiamo FLNWO comunque molto azzeccato (a.d.r.: Film, Letteratura e il Nuovo Ordine Mondiale, serie di James Corbett). E, a quanto pare, avete quasi ragione. O almeno siete sulla strada giusta.

Certamente l’arma più potente mai inventata non è considerata tradizionalmente un’arma. In realtà, è quasi completamente trascurata da tutti, anche dai più esperti che hanno saputo trovare la strada per il Rapporto Corbett. Tuttavia, senza di essa, non abbiamo alcuna possibilità di fermare il Grande Reset, di porre fine alla truffa COVID, di fermare il raggiungimento dello stato di biosicurezza o di detronizzare le potenze che non dovrebbero nemmeno esistere.

Ti arrendi? Va bene, te lo dico. L’arma più potente mai inventata è. . .

Aspetta. Aspetta. Invece di rispondere subito, lasciate che vi racconti una storia.

Negli anni Settanta del XVII secolo, le tensioni tra le colonie americane e la Madre Inghilterra erano ai massimi storici.

La legge sui francobolli. Le tasse di Townshend. Il massacro di Boston. La legge del tè. Il Tea Party. Le proteste hanno travolto le colonie, e nessuno può negare che la rabbia americana nei confronti di Re Giorgio III e del Parlamento inglese abbia raggiunto un picco di ebollizione.

Ma tuttavia, anche se gli spari che si sentivano in tutto il mondo suonavano a Lexington e a Concord per segnare l’inizio di quella che oggi chiamiamo la guerra rivoluzionaria, pochi hanno capito che le colonie americane erano impegnate in una guerra per l’indipendenza.

Perfino la Dichiarazione delle Cause e della Necessità di prendere le armi ha puntato sulla ” liberazione dell’Impero dalle calamità della guerra civile”, non sul raggiungimento dell’indipendenza dall’Inghilterra. Sebbene i ranghi di coloro che si agitavano per l’indipendenza fossero in crescita, si trattava comunque di un’idea marginale; il colonialista medio nel 1775 si credeva un suddito leale della corona britannica che cercava di assicurarsi i diritti che gli venivano concessi come cittadini inglesi.

Allora, cos’è successo?

È arrivato il buon senso, ecco cos’è successo. O, più precisamente, è comparso il buon senso. (Common Sense )

L’opuscolo politico di Thomas PaineCommon Sense, fu pubblicato il 9 gennaio 1776 e divenne rapidamente uno dei più importanti trattati politici della storia. Alcuni lo considerano addirittura il vero e proprio documento fondatore degli Stati Uniti e non la Dichiarazione d’Indipendenza. (C’è persino chi sostiene che lo stesso Paine sia stato l’autore della Dichiarazione d’Indipendenza, ma questa è un’altra storia).

È difficile sopravvalutare l’impatto che il Common Sense ha avuto nel plasmare il corso della storia americana. Ha venduto 120.000 copie solo nei primi tre mesi, pari al 5% della popolazione totale delle colonie pari a 2,5 milioni di abitanti.

Alla fine dell’anno aveva venduto 500.000 copie, ovvero un opuscolo per ogni cinque uomini, donne e bambini delle colonie. Per metterla in prospettiva, un libro oggi dovrebbe vendere 66 milioni di copie in America per raggiungere lo stesso risultato, e con queste cifre di vendita sarebbe il  tredicesimo libro più venduto di tutti i tempi.

Ma è importante sottolineare che Paine non ha ottenuto questo successo monumentale dispensando e banalità ovattate e sdolcinate, farfuglianti e scialbe, o rigurgitando quel tipo di “buon senso” che la maggior parte dei suoi lettori ritiene di avere.

No, lo ha fatto cambiando completamente e totalmente il modo in cui è stata raccontata la lotta delle colonie contro la corona. Secondo Paine, i coloni non erano inglesi offesi che cercavano un risarcimento dal loro re, come molti all’epoca credevano; erano una nazione di popoli liberi impegnati in una guerra d’indipendenza da un sovrano straniero.

Paine non ha riversato la sua argomentazione in una retorica vaporosa o in un chiacchiericcio compiacente. Al contrario, ha confrontato direttamente i suoi lettori con il suo punto di vista radicale.

Gli uomini di indole passiva guardano con una certa frivolezza ai crimini della Gran Bretagna e, sperando ancora nel meglio, sono inclini a dire la loro: “Venite, venite, torniamo ad essere amici di nuovo.”

Ma esaminate le passioni e i sentimenti dell’umanità: pensate alla dottrina della riconciliazione come base di riferimento per la natura, e poi ditemi allora se in futuro potrete amare, onorare e servire fedelmente il potere che ha portato il fuoco e la spada nella vostra terra?

Se non potete fare tutto questo, allora state solo ingannando voi stessi e con il vostro ritardo porterete la rovina ai posteri.

Il vostro futuro legame con la Gran Bretagna, che non potete né amare né onorare, sarà costrittivo e innaturale, e si formerà solo sul piano della convenienza presente, e in breve tempo precipiterà verso una crisi più miserabile della prima.

Se però lei dite che si può ancora superare le violazioni, allora le chiedo: la sua casa è stata bruciata? La vostra proprietà è stata distrutta davanti ai vostri occhi?

Vostra moglie e i vostri figli sono privi di un letto su cui sdraiarsi o di pane per vivere? Hai perso un genitore o un figlio per mano loro, e tu stesso sei il rovinato e miserabile sopravvissuto?

Se non lo hai fatto, allora non sei un giudice di coloro che lo hanno fatto. Ma se l’hai fatto, e puoi ancora stringere la mano agli assassini, allora non sei degno del nome di marito, padre, amico o amante, e qualunque sia il tuo rango o titolo nella vita, allora hai il cuore di un codardo, e lo spirito di un leccapiedi.

Paine ci è riuscito, incredibilmente, con la sola forza delle sue parole. Se avesse preso in mano una pistola e avesse sparato ad alcuni soldati britannici, avrebbe potuto farne fuori uno o due prima di essere sopraffatto.

Ma, prendendo la penna, ha fatto qualcosa di incredibilmente più efficace: ha suscitato un’intera nazione in aperta ribellione contro la più grande e temibile potenza militare ed economica del pianeta.

Ovviamente non viviamo nel mondo del 1776. Ma vale la pena di riflettere sulla storia del Common Sense perché in essa è racchiusa la risposta alla domanda: Qual è l’arma più potente mai inventata?

L’avete già capito? La narrazione è l’arma più potente. Il racconto. Idee presentate in modo da provocare certi pensieri o azioni.

Con una pistola si può uccidere un uomo. Con una bomba si può uccidere una famiglia. Con una bomba atomica si può radere al suolo una città. Ma con una storia si può controllare il mondo.

È così che miliardi di persone in tutto il mondo sono state rinchiuse come prigionieri nelle loro case lo scorso anno. Non perché ci sia un’inesauribile scorta di delinquenti della polizia ad ogni angolo di strada pronti a sparare a chiunque metta piede fuori casa, ma perché è stata costruita una narrazione tale che la stragrande maggioranza vuole rimanere a casa. Date a una società la giusta narrazione e si chiuderanno volentieri nella loro prigione e vi consegneranno la chiave.

Ecco perché miliardi di persone in tutto il mondo sono pronti a arrotolare le maniche per un “vaccino” sperimentale e non provato per una malattia con un tasso di sopravvivenza del 99%. Alle masse è stato dato un racconto in cui questo “vaccino” li libererà da una piaga mortale. Non importa quale controprova venga loro presentata; quelli che prendono il vaccino sono gli eroi giusti di questa storia, e quelli che mettono in discussione i vaccini sono i cattivi.

Ecco perché – come continuo a sottolineare nella mia serie #PropagandaWatch – i poteri che non dovrebbero esistere spendono così tanto tempo, denaro e sforzi per cercare di influenzare il pubblico attraverso la propaganda.

Se il mondo potesse essere governato semplicemente mettendo guardie armate ad ogni angolo di strada e dispositivi di ascolto in ogni casa, si può supporre che coloro che cercano di governare su di voi ricorrerebbero a questa opzione. Ma come farebbero a far sì che le guardie armate controllino i loro concittadini? Come farebbero a indurre la gente a spiare i loro vicini? Da dove verrebbero gli scagnozzi? La popolazione ha bisogno di una storia convincente sul perché coloro che detengono il potere comandano e perché è sbagliato resistere al loro dominio. Una volta che una storia del genere è saldamente radicata nelle loro teste, le persone si controllano volentieri a vicenda.

C’è un rovescio della medaglia, tuttavia, in questa visione apparentemente deprimente. Sì, le persone possono essere ingannate e ridotte in schiavitù attraverso la propaganda e la manipolazione narrativa. Questo spiega in larga misura la situazione in cui ci troviamo oggi. Ma è vero anche l’inverso. Possiamo essere liberati da una narrazione che ci aiuta a uscire dalla nostra prigione mentale. Un narratore con una storia avvincente da raccontare può ridisegnare la nostra realtà collettiva in un istante, e il mondo cambierà tutto in una volta.

Purtroppo, sembra che i poteri che non dovrebbero esistere ne siano molto più consapevoli di noi.

Per questo motivo l’esercito olandese sta prendendo di mira le voci dissenzienti nei Paesi Bassi.

Per questo motivo i militari canadesi hanno dichiarato di aver preso di mira la popolazione canadese con la guerra dell’informazione (ma non preoccupatevi, da allora hanno completamente abbandonato quel piano).

Per questo motivo l’esercito britannico ha un’intera brigata cibernetica dedicata a influenzare il comportamento pubblico online, così come le forze armate statunitensi, gli israeliani, i cinesi e i russi e ogni altro grande governo del mondo.

È proprio perché i grandi resettatori e i nuovi regolatori del nuovo ordine del mondo riconoscono il potere della storia, temono l’ascesa di un potente narratore. Hanno paura che i dissidenti arrivino e distruggano la loro narrazione costruita con cura.

Una volta etichettavano come eretico chi sovverteva il loro controllo narrativo e lo mettevano al rogo. Oggi li etichettano come agenti di disinformazione e cercano di censurarli. Tuttavia, la paura che motiva queste risposte è la stessa.

Ancora una volta, il mondo è in crisi. E, come nel 1776, siamo in pochi a comprendere la vera natura della lotta in cui siamo impegnati. Ciò di cui abbiamo bisogno è un modo per spiegare questa lotta alle masse ingannate che si sono bevute le false narrazioni.

A differenza del 1776, però, non sarà un pamphlet politico ad accendere quella scintilla di comprensione tra le masse. Ma qualcuno emergerà con una storia da raccontare. Un docente universitario o un blogger online o un attivista di strada o un pazzo venuto fuori dal deserto con barba e sandali per ricordarci che siamo esseri umani liberi e che abbiamo tutto il potere, non il piccolo gruppo di psicopatici squilibrati che cercano di dominarci.

Chiunque sia a portare questo messaggio al mondo, e qualunque forma questo messaggio prenda, si presenterà come una rivelazione; una risposta che è sempre stata sotto il nostro naso. E quando arriverà, non ci sarà bisogno di persuasione o di incantesimi per convincere il pubblico ad agire. La storia stessa costringerà il mondo ad agire.

So che queste parole cadranno per lo più nel vuoto. Una delle narrazioni che i controllori narrativi ci hanno impiantato è che le parole non hanno senso e solo un eroismo bellico di alcuni Rambo carichi di steroidi e pieni di armi può salvarci dai cattivi.

Ma chi ha studiato davvero la storia lo sa bene. Capiscono che le idee e le storie sono le uniche cose che hanno cambiato il mondo.

Dov’è Thomas Paine nel momento del bisogno?

Traduzione a cura di Nogeoingegneria 

FONTE https://www.minds.com/CorbettReport/blog/how-to-save-the-world-1177272972404084736

Guarda questo video di James Corbett.

In poche parole

Se sei un sostenitore dei lockdown, sei complice della divisione delle famiglie, sei responsabile dell’enorme sofferenza di milioni di persone in tutto il mondo. Sei complice nel far diventare le persone povere e vulnerabili della nostra società in una povertà ancora maggiore. Sei complice dell’omicidio.

QUELLO CHE NESSUNO DICE SUI LOCKDOWN

Pubblicato da: https://www.nogeoingegneria.com/

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