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Meditazione & Consapevolezza

La meditazione non è il paradiso di pace e tranquillità che alcuni promettono. 

Negli ultimi anni, la meditazione ha guadagnato terreno nella cultura occidentale, in una certa misura perché è stata presentata come una sorta di “antidoto” ad alcuni degli effetti più dannosi dello stile di vita prevalente nelle nostre società.

La fretta in cui viviamo, il desiderio di avere tutto sotto controllo, l’ossessione di essere sempre impegnati sono alcune delle situazioni proprie del nostro modo di vivere in Occidente che conducono a stati come irrequietezza, rabbia o ansia. Di fronte a tutto ciò, la meditazione è stata offerta come una sorta di rifugio di pace e tranquillità, un metodo che, si dice, ci permette di rimanere calmi anche nel mezzo della tempesta delle nostre vite.

Ma è reale o è solo un modo piacevole per presentare la pratica della meditazione? La meditazione porta necessariamente o automaticamente a stati mentali o benessere pacifici?

Secondo i risultati di uno studio recentemente pubblicato, almeno 2,5 persone su 10 che meditano regolarmente affermano che questa attività ha causato emozioni come angoscia o paura.

La ricerca è stata condotta da un team guidato da Marco Schlosser, uno psichiatra collegato all’University College di Londra e, in termini generali, consisteva nel sondaggio di 1232 persone che affermavano di aver meditato almeno una volta alla settimana negli ultimi due mesi. Oltre alle domande sugli stati emotivi, il questionario distribuito tra i volontari includeva anche domande sul tipo di meditazione praticata e sulle condizioni per eseguirlo.

Durante l’analisi dei risultati, Schlosser ei suoi colleghi hanno scoperto che circa il 25% di detta popolazione aveva “esperienze spiacevoli” che si riferivano specificamente alla meditazione, tra cui quella di provare emozioni come angoscia, paura e altre associate a disturbi psicologici.

Secondo lo studio, questa esperienza negativa con la meditazione era ancora più probabile nelle donne, persone religiose, persone che, prima di meditare, avevano pensieri negativi ricorrenti e persone che avevano frequentato un ritiro il cui unico scopo era quello di meditare.

Infine, i risultati suggeriscono un’altra associazione tra il tipo di pratica praticata e questa esperienza negativa. Sembra che le forme di meditazione considerate “decostruttiviste” (come la meditazione Zen o Vipassanā) siano più inclini a “risvegliare” il lato oscuro di una persona, rispetto ad altre forme di pratica come la consapevolezza.

Su quest’ultimo punto, Schlosser nota che la meditazione in cui invita a considerare l’impermanenza di tutte le cose (la sua transitorietà, la transitorietà del mondo) può condurre alcune persone a uno stato mentale disturbante, dominato da pensieri di paura e annientamento. A questo proposito, il ricercatore chiede se la meditazione è davvero su questo o se è in grado di generare sofferenza inutile nel professionista.

Tuttavia, varrebbe la pena di porre questa domanda: quei pensieri “negativi” che i volontari hanno detto di aver provato, erano una conseguenza della meditazione o erano già lì prima? E in questo senso, di fronte a ciò che è dentro di noi, a quelli che ci costituiscono come persone ed è espresso quotidianamente nelle nostre azioni e nelle nostre decisioni, cosa è meglio, sapendolo o ignorandolo?

Va detto, infine, che ci sono molti sistemi di pensiero che parlano di “morire prima di morire” per rinascere in questa stessa vita. Questa è una considerazione in cui le stesse scuole filosofiche come le religioni o le correnti spirituali coincidono. Forse l’angoscia non è piacevole, ma è necessaria. La paura che in Occidente di solito dobbiamo morire (che evitiamo a tutti i costi, con distrazioni di ogni genere) ci impedisce di renderci conto che spesso l’angoscia che ci sveglia è il fuoco che lo spirito ha bisogno per purificare la sua visione e guardare con chiarezza il valore autentico della vita.

IGNAVI: uomini nudi che inseguono una bandiera senza stemma

 

 Ricevo dall’amico Lino e pubblico   

Il tempo dei criminali e degli ignavi

Credo che oggigiorno il delitto più grande sia e sarà per un bel pò di tempo l’ignavia della gente di fronte a tanta sofferenza di anime sorelle.

L’ignavo è colui che pur intuendo, per vigliaccheria, non vuole conoscere la realtà, non sapendo che così facendo altro non farà che posporre la necessità esperienziale ad altre generazioni ed in altre sue incarnazioni. I delitti verso i bambini sono i più odiosi è la condanna ad una vita di terrore qual é quella di tanti bambini e giovani autistici (malattia pressoché inesistente prima dei vaccini) è un delitto ad ogni alba. 
 
E’ come uccidere la stessa anima ogni giorno nel tentativo di privarla di ogni bellezza, di ogni energia, di ogni sogno e distruggendo anche la vita di quanti malauguratamente accompagnano questi disgraziati nella loro vita di stenti.
 
E la quintessenza della crudeltà. Così tanto devono e dobbiamo soffrire? Ed a quanti dicono che è il nostro destino, il nostro karma, dico che lo può essere nella misura in cui l’ignavia di tanta gente crea una aridità delle anime e condensa e indirizza nella energia della mente umana i più reconditi baratri di sofferenza. Questa sofferenza in seguito si avvererà e accompagnerà l’anima che verrà ospitata nel futuro contenitore umano. 
 
Ecco perché l’ignavia è così terribile, perché reitera recidivandolo un dolore assoluto al quale la mente, lo spirito e l’anima umani sono resi impotenti schiavi. … senza andare a leggere le cifre enormi, vi anticipo che si parla di 8 milioni in prevalenza bambini, di persone scomparse ogni anno nel mondo. (vedere documentazione in Sulatesta di G. Lannes ed altre rivelazioni di Missing Children e in siti di lingua inglese che parlano degli utilizzi osceni di queste persone)… E’ il caso di dire “Difendiamoci dagli dei!” come dal titolo del libro di Salvador Frexeido” Sapendo che siamo noi i creatori della nostra realtà, dobbiamo riuscire a staccarci emotivamente da questo immenso dolore, che può nuocerci non poco e vedere e vivere del bello che ancora ci circonda. Non dimenticheremo però che l’ignavia di tanta gente dovrà essere vaporizzata come la nebbia quando il sole inizia a scaldare. 
 
Si lo so che è un esercizio difficilino, ma credetemi, ci si può riuscire, anzi è bene sapere che siamo nati per questo. Un abbraccio caloroso a tutti Lino
danni da vaccini
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 L’Umana Commedia – Il peccato di chi non sceglie: gli Ignavi

Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l’ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.

Gli occhi di chi ha letto la Commedia, insieme a quelli di Dante, hanno attraversato le atrocità dell’Inferno in tutti i suoi gironi e hanno osservato le pene inflitte a chi si è macchiato dei peggiori peccati. La lussuria, la sodomia, il tradimento.  

Ma prima di camminare tra chi ha scelto di fare o farsi del male, il Poeta incontra chi, nella vita, non ha mai scelto, mai voluto, mai fatto. Gli ignavi, i primi dannati che incontra nel suo cammino, sono anime indegne tanto delle pene dell’Inferno quanto delle gioie del Paradiso: non avendo mai preso una posizione, non hanno mai fatto né azioni buoni né tanto meno quelle cattive nella loro vita. Per questo motivo, quindi, Dante li pone all’Antinferno, tra il fiume Acheronte e la porta del mondo degli Inferi.

Gli ignavi, comunque, non sono risparmiati dal contrappasso: per un uomo come Dante, così accorato nelle questioni soprattutto politiche, chi non ha scelto in vita è come se non avesse vissuto mai. Anche se non sono posizionati nei gironi infernali, il poeta non riserva loro certo un trattamento migliore di quello degli altri dannati, tutt’altro.

Qui, nel III canto, tra gli uomini «sanza ‘nfamia e sanza lodo», incontra un personaggio del suo tempo: Celestino V. Il pontefice è condannato per contrappasso a correre nudo per l’eternità insieme ai suoi compagni, tormentato da vespe, mosconi e vermi, inseguendo una insegna,  una bandiera, senza posa. Questa pena umiliante unisce tutti coloro «che mai non fur vivi» compreso Pietro Angelerio, eletto 192° Papa nel 1294. Il conclave per la sua elezione durò quasi due anni e una volta incoronato con il nome di Celestino V, l’ex eremita, si rese conto di non essere adatto al suo ruolo e per questo decide di abdicare al suo ruolo dopo circa tre mesi. La scelta ebbe un impatto enorme sulla comunità, sulla chiesa e sullo stato.

Pochissimi giorni dopo le sue dimissioni il conclave fu riunito a Napoli in Castel Nuovo e qui elesse il nuovo papa nella persona del cardinal Benedetto Caetani. Aveva 64 anni circa ed assunse il nome di Bonifacio VIII. Un nome che diventerà molto famoso nella storia, soprattutto attraverso la voce di Dante.

La figura di Celestino V sembra sbiadire dietro l’ombra ingombrante del suo successore, spietato e ingiusto, tanto grande quanto pericoloso.

In molti sostengono che l’orribile pena che il Sommo Poeta infligge all’ignavo sia in realtà tutta rivolta alla mancanza di coraggio del singolo che ha poi portato a un dramma per molti: l’elezione di Bonifacio VIII, grande nemico di Dante. Come sempre all’interno della Divina Commedia infatti bisogna cercare di leggere le citazioni e gli incontri cercando di districarsi tra il livello analogico, quello allegorico e quello morale.

Il pontefice a cui è inflitta questa pena diventa simbolo di un non-peccato dai risvolti gravissimi che si inserisce in un canto fatto di paure divise tra la porta infernale e l’Acheronte. L’incapacità di decidere, è comunque una decisione, sembra suggerirci il Dante personaggio, che camminando tra i peggiori peccatori si ferma a un passo dall’ingresso dell’Inferno e medita su chi pur di non vivere ha scelto di morire anticipatamente. Un tratto che sarà poi ripreso in tutta la storia della letteratura e che compare nella nostra quotidianità più di trecento anni dopo.

Il più celebre tra gli ignavi è sicuramente quel celebre vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro: il Don Abbondio dei Promessi Sposi. Chi più di lui vive per interesse senza scegliere mai, adeguandosi al facile più che al giusto?

Non è poi cambiato molto da quella schiera di uomini nudi che inseguono una bandiera senza stemma, così tanti e così poveri di spirito. Nel mondo odierno si sono persi anche molti valori di riferimento e, perciò, l’ignavia sta trovando terreno ancor più fertile. La gente cerca il compromesso, vive di egoismo, di guadagno.

Se Ulisse peccherà di presunzione e di curiosità malsana bruciando nel suo desiderio, agli ignavi è riservato un destino senza nome e senza senso, ben peggiore di quello dell’eroe epico. 

 

Ieri come oggi, i peccati sono molti, ma non scegliere resta il peggiore di tutti. Uomini che non cercano nemmeno la loro passione, camminando sulla facile strada del guadagno, politici che saltellano tra i partiti politici come nel gioco della campana, giovani svogliati sul divano della rassegnazione. Lì si può vedere tutti passeggiare sulla via delle scelte non prese, in una immagine non così diversa da quella che raccontò Dante. 

Celestino V nei secoli si è quindi fatto perfetta metafora di un peccato fatto di persone normali, di sbadigli senza sogni, di opportunismo. Il peccato di chi non sa nemmeno di peccare, il peccato di chi non è.

Giulia Toninelli per MIfacciodiCultura (Articolo inviatomi dall’amico Lino)

Articolo correlato: ... per tutti noi … 

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Il primordiale sistema gerarchico

La chiave Omerica e il grande segreto de Il Potere nell’Ombra

di Francisco Callejas 16 giugno 2018 dal Sito Web DondeLaVerdadNosLleva traduzione di Nicoletta Marino  Versione originale in spagnolo 

(nda) premessa: l’articolo è stato copiato in forma integrale senza modifiche volutamente, pertanto, il maiuscolo è stile originale dell’autore nel suo blog

In molte occasioni ti sarai chiesto cosa rende il mondo quello che è. Perché la nostra civiltà si basa sulla menzogna, l’inganno, la violenza e la sofferenza continua?

Il sistema di per sé è una grande menzogna “un grande velo di Iside” socio economico e religioso messo davanti a te per mantenerti sottomesso in maniera continua.

IL SISTEMA GERARCHICO PIRAMIDALE BASATO SULLA SOFFERENZA E L’ABUSO RITUALE SATANICO É UN PERFETTO MECCANISMO DI CONTROLLO SOCIALE.

MA C’É QUALCOSA DI PIU’, IL “DEEP STATE” DI CUI PARLAVA IL COLONNELLO PROUTY.

E’ L’ORGANO SUPERVISORE DEL SISTEMA DEL POTERE MA NON LA FONTE DEL SISTEMA.

PER CONOSCERE LA FONTE E I MOTIVI DELL’AUTENTICO “POTERE OSCURO” BISOGNA SAPER INTERPRETARE I DATI CHE I VASSALLI DEL POTERE OSCURO CI FORNISCONO.

PIU’ ANDIAMO INDIETRO NEL TEMPO E MENO CONTAMINATA É LA FONTE DELL’INFORMAZIONE SIMBOLICA CHE L’ÉLITE HA FILTRATO NELLA “CAPPA ESTERNA” DI QUESTA STRUTTURA PIRAMIDALE CHIAMATA CIVILTA’.

UNA DELLE CHIAVI CHE CI CONDURRANNO AI PADRONI LA TROVIAM NEGLI SCRITTI DI OMERO CONSIDERATO IL PADRE DELLA LETTERATURA OCCIDENTALE.

TI HANNO INSEGNATO CHE OMERO FU UN IMPORTANTE SCRITTORE DELL’ANTICA GRECIA, ANCORA UNA VOLTA…FALSO.

HOMERO É UNO PSEUDONIMO, UN “VELO DI ISIDE” SOTTO IL QUALE AGIVANO LE SOCIETA’ SEGRETE DELL’EPOCA.

LO STESSO É LO PSEUDONIMO SHAKESPEARE.

O GLI STESSI SCRITTI BIBLICI, UN’AUTENTICA FRODE COME ABBIAM RIPETUTO FINO ALLA NAUSEA DANDOVENE PROVE SU QUESTO BLOG.

NON É CURIOSO IL FATTO CHE AL LORO TEMPO “L’ILIADE” E “L’ODISSEA”, ERANO CONSIDERATE COME ‘PROVE’ DI FATTI REALI.

ESPERTI INTELLIGENTI E ALTI RAPPRESENTANTI DELL’EDUCAZIONE DELL’EPOCA CONFERMAVANO LA VERIDICITA’ DI QUEI TESTI COME ‘STORICI’ E COSI LO INSEGNAVANO AL POPOLO.

VI DICE NIENTE TUTTO QUESTO?

E’ LA STESSA COSA CHE STANNO FACENDO ADESSO CON LE RELIGIONI DEL NOSTRO TEMPO.

E QUEGLI ERUDITI PARTE INTEGRANTE DI QUELLE SOCIETA’ SEGRETE NEI SECOLI CHE AFFERMANO CHE ‘CRISTO’ O ‘MOSE‘ SONO STATI PERSONAGGI STORICI.

I TESTI OMERICI COME QUELLI BIBLICI VANNO INTERPRETATI IN CHIAVE SIMBOLICA, NON STORICA.

QUESTE SOCIETA’ SEGRETE CHE DOMINAVANO LA CULTURA E LA POLITICA GRECA CI DICONO CHE ATTRAVERSO DELLO PSEUDONIMO “OMERO” CHE L’EROE ULISSE COMUNICAVA CON GLI SPETTRI CHIAMATI “PSICHE” PER MEZZO DI SACRIFICI DI SANGUE.

IL SANGUE DELLE VITTIME FACEVA SI CHE GLI PSYCHE SI MATERIALIZZASSERO NEL MONDO DEGLI UMANI.

QUESTA AFFERMAZIONE CI PORTA AD UNA CHIAVE CRUCIALE.

COME HO GIA’ DETTO IN UN ARTICOLO, STUDI SCIENTÍFICI RECENTI HANNO RIPORTATO CHE I PROCESSI BIOCHIMICI DEL DNA SONO COORDINATI E TUTELATI DA UNA DETERMINATA FREQUENZA VIBRATORIA CHE É DIVERSA IN TUTTI GLI ESSERI VIVI E CHE DETERMINA LA LORO STRUTTURA GENETICA.

QUESTO SIGNIFICA CHE CAMBIANDO LA FREQUENZA VIBRATORIA MODIFICHIAMO UN EMBRIONE O QUELLO CHE SAREBBE UNA RANA DIVENTA UNA SALAMANDRA.

COME SPIEGA L’ÉLITE NELLA SUA FILOSOFIA ERMETICA, L’ESISTENZA NELLA SUA IMMENSITA’ É IN COSTANTE MOVIMENTO E VIBRAZIONE.

CON UN COLLEGAMENTO ADEGUATO UNA FREQUENZA IMPERCETTIBILE AL NOSTRO MONDO, PUO’ ARRIVARE A MATERIALIZZARVISI.

COME AVVIENE QUANDO CI SI SINTONIZZA SUL CANALE RADIO CON UNA DETERMINATA TRASMITTENTE.

ED É ATTRAVERSO IL SANGUE CON DELLE CARATTERISTICHE DETERMINATE CHE QUESTE ENTITA’ CREATRICI DEL SISTEMA SI COLLEGANO CON LE ÉLITE s CHE LI DIRIGONO.

QUESTO É QUANTO “IL VELO DI ISIDE” CHIAMATO “OMERO” CI ESPONE NELLE SUE OPERE.

ESISTE UN TIPO DI SANGUE, L’RH NEGATIVO, CHE É PIU’ SUSCETTIBILE AD ESSERE “SINTONIZZATO” DA QUESTE ENTITA’.

LA MAGGIORANZA DEI DIRIGENTI MONDIALI SONO RH NEGATIVI.

LA ÉLITE HA SEGUITO SEMPRE UN PROCESSO DI SELEZIONE DEI SUOI INTEGRANTI FIN DALLA SUA CREAZIONE.

OSSERVATE

L’OSSESSIONE PER LA GENETICA CHE HA LA CASTA DIRIGENTE OGGI É UNA REALTA’ NASCOSTA DA DIFFERENTI “VELI DI ISIDE” PER IL CONSUMO DELLA MASSA.

OGGI LO SVILUPPO DI UNA CASTA DIRIGENTE GENETICAMENTE DIVERSA STA AVVENENDO IN MODO COPERTO A DIFFERENZA DI ALTRE EPOCHE, AD UN LIVELLO CHE POSSIAMO DEFINIRE INDUSTRIALE.

NELLO STESSO TEMPO, PER “IL CIRCOLO ESTERNO” DELLA CIVILTA’ SI PROMUOVE LA ANDROGENIZZAZIONE E I METICCI DI MASSA.

PERCHE?

SE CERCHI TROVERAI QUELLO CHE MOLTO CHIARAMENTE HA ESPOSTO L’INIZIATO ALDOUS HUXLEY NELLA SUA OPERA, “UN MONDO FELICE“.

SI CERCA DI SEPARARE LE SOCIETA’ IN CASTE GENETICHE DIVERSE E DI AVERE NELLA CUSPIDE UNA RIDOTTA ÉLITE GOVERNATA DA QUESTI “PSYCHE” OMERICI.

“HOMERO” VIENE DAL TERMINE “HOMERIDAI” CHE SIGNIFICA “FIGLIO DI SCHIAVO”.

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Effimera Oscurità

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Dove sta la verità

Quando dico che è la verità, non è per convincere coloro che non la conoscono, ma per difendere coloro che la conoscono. William Blake  Il cammino solitario

Il cammino solitario 

Risvegliare la verità sulla nostra realtà manipolata, sull’accozzaglia umana e la natura del mondo frattale, è uno schiacciante shock tossico e poiché una rivelazione dopo l’altra fa scuotere la nostra psiche e il tappeto della normalità ci viene tolto da sotto i piedi…siamo irrimediabilmente trasformati.

Le nostre idee preconcette sulla realtà si disintegrano e le pareti del comfort che ci siamo costruiti cadono come tessere di un domino e sono spazzare via.

Le nostre necessità e i nostri desideri personali svaniscono fino ad arrivare ad una nuova coscienza.

Non stiamo più vicini ai famigliari, non abbiamo tempo per conversazioni superficiali e senza senso e quando cerchiamo di esprimere il nostro nuovo modo di vedere, anche le persone più vicine a noi ci guardano con apatia e in maniera ridicola.

Siamo “esseri cambiati” che percorrono un cammino solitario, senza sapere di chi “fidarsi” o dove cercare risposte… però dobbiamo cercare… non c’è un’altra opzione per noi.

Per un certo tempo ci troviamo in una terra sconosciuta a lottare con i dubbi e mettendo alla prova il nostro buon senso… una cosa è certa però, non potremo mai tornare alla “normalità”

Il fumo nero del diario spirituale

Visto che abbiamo perso la normalità, possiamo cadere preda del fumo nero dei programmi spirituali negativi durante la nostra ricerca della verità.

Dobbiamo imparare a riconoscere l’ordine del giorno alieno elaborato con cura dalle religioni organizzate, la disinformazione spirituale, “i maestri carismatici”, le teorie ingannevoli, i culti esoterici, il pensiero delirante e le strade che non conducono a niente di spirituale.

Nel web, nelle librerie e nelle biblioteche ci sono tonnellate di informazioni sull’illuminazione e sembra che oggigiorno qualsiasi cosa possa passare per “spirituale”.

Vediamo ridicole manifestazioni di zelo religioso tra giocatori di futbol dopo che hanno segnato un gol, e la religione organizzata è piena di sacerdoti dall’apparenza benevola che molestano i bambini piccoli, bacchettano i loro benefattori con il dogma striminzito, e le crociate spirituali di sangue del nostro Dio contro di loro.

La spiritualità è un grande affare

Il mondo dell’occulto religioso è un affare “pseudo-spirituale”, uno schema per far denaro che approfitta di coloro che hanno paura e sono confusi… diretto dai satanisti, dagli egoisti, da coloro che fanno proseliti, da ciarlatani e predatori spirituali, il tutto mosso dalla loro formula personale che proviene dallo spirito per l’illuminazione la loro mercanzia è la duplicità, l’inganno e il controllo.

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La maggior parte dei venditori di fumo nero sono molto convincenti e carismatici, il loro modo di fare è come quello del dottore con i suoi pazienti, del politico convincente e hanno l’ardente entusiasmo del complesso del ‘messia, salvatore del mondo’.

Sono venditori di olio di serpente spirituale che inseguono denaro, sesso e potere.

Sono stato coinvolto nell’affare dell’esoterismo per quarantacinque anni e sono sorpreso nel vedere la quantità di persone “sensate” che si lasciano  intrappolare dalle stupidaggini, danno denaro, danno mente e corpo a dei bugiardi, delinquenti sessuali e pedofili, guru e maestri di stalking conclamati, che non saprebbero distinguere una verità spirituale anche se gliela mettessero sotto il naso, e per l’esperienza che ho, non serve avvertire il gregge che l’oggetto della loro devozione è un lupo mascherato da pecora.

Separare il grano spirituale dalla paglia

Come possiamo separare il grano dalla paglia, i venditori di fumo nero dalla luce della verità?

L’antico proverbio:

‘Non perché sia bello, è una buona persona’ ci servirà abbastanza.

Se ci soffermiamo ad osservare uno qualsiasi di questi venditori spirituali che incontriamo, vedremo immediatamente chi è amorevole e umile e chi è un predatore in cerca di ‘un’opportunità’.

“Lo conoscerete per i suoi frutti”.

(Matt7: 19)

La spiritualità e il regime vegetariano

“Ho sempre trovato difficile non considerare che il ruolo del macellaio non coincida con quello di un carnefice.” “Le Confessioni” Alphonse de Lamartine”

Probabilmente è sicuro supporre che il lettore sia d’accordo con il fatto che l’assassinio non è cosa buona e che il cannibalismo è riprovevole, però coloro che per cui è giusto uccidere persone sono soliti credere che l’uomo ha diritto di uccidere gli animali.

Questa credenza si basa sul fatto che solo gli uomini hanno un’anima che è potenzialmente immortale.

Abbiamo visto però che è la vanità dell’uomo a fargli pensare che solo lui ha un’anima e che sono loro nelle condizioni migliori per giudicare e per dirci che le creature hanno un’anima. La credenza che non hanno anima e che la personalità è un’invenzione vana del cervello umano che giustifica il desiderio dell’uomo di usare le creature come gli pare e piace.

Quanto più uno osa pensare alle conseguenze del mangiare carne e alla confusione della crudeltà e alla sofferenza che implica, più difficile sarà credere che i maestri religiosi non sono mai riusciti a far sostenere ai propri seguaci, la sconcertante credenza che era un mezzo di sostentamento di un disegno divino.

E’ facile esporre gli orrori del commercio della carne ed è altrettanto incredibile vedere come gli uomini e le donne cristiane possono mangiare coscientemente la carne di creature che erano state condannate alla morte nelle condizioni più spaventose”.  The Rev V.Holmes-Gore Non li abbiamo amati

La lenta frequenza della crudeltà, la sofferenza e la morte

Tutto è ciclico e l’aspirante ricercatore della verità si renderà conto che la risonanza delle vibrazioni del movimento più veloce, la frequenza dell’ascesa, non si può ottenere se il corpo e lo spirito sono saturati da campi di paura e di miseria… e la carne putrida delle creature intrise di anima che con tanta spietatezza inseguiamo, assassiniamo e di cui ci alimentiamo.

Tutto è una risonanza, il vibrare più rapidamente è uguale alla quantità di amore e di compassione che portiamo dentro…

Certo che esistono pessimisti “spirituali” che urlano le loro scuse dai tetti, in uno sforzo per giustificare la loro “vacca sacra”…il consumo delle cose morte! E questo va bene per loro…

Io, però, non ho mai conosciuto un vampiro spirituale.

Non c’è ritorno

Sta a noi risvegliarci, e per quanto brutta possa essere la verità sulla nostra realtà, ci è stato fatto un dono… il dono di vedere.

Dobbiamo aver fiducia nei nostri cuori e nella nostra intuizione che ci guida con sicurezza nel tempestoso mare della vita… E unirci ad altri nel cammino verso la Verità, i nostri pensieri sono attenuati dalla saggezza e i nostri cuori pieni di amore.

*** 

Ascolta uomo, e ascolta la mia voce, apri il tuo spazio mentale  E bevi dalla mia saggezza. Oscuro è il cammino della vita attraverso il quale viaggiate, molte le insidie che si trovano sul tuo cammino. Cerca sempre di ottenere una saggezza maggiore,  raggiungila e avrai luce sul tuo cammino. Apri la tua anima oh uomo, al Cosmo e lascia che esso confluisca con la LUCE DELLA TUA ANIMA, è eterna, e l’oscurità è effimera,  cerca sempre, oh uomo, la LUCE. Sappiate che quando la luce riempirà il tuo essere,  l’oscurità scomparirà presto da te. Le Tavole Smeraldine di Thoth l’Atlante  di Doreal

di Elva Thompson 13 ottobre 2014
dal Sito Web HeartStarBooks
traduzione di
Nicoletta Marino 

Versione originale in inglese 

Versione in spagnolo

http://ningizhzidda.blogspot.it/

Le peggiori idee date al mondo

 

Questi concetti dubbi difendono il conflitto, la crudeltà e la sofferenza.

 Senza alcune delle innovazioni tecnologiche dell’umanità saremmo stati meglio:

  • la tortura medievale
  • la bomba atomica
  • pozioni di piombo in polvere

…queste mi vengono in mente.

Le religioni tendono a inventare credi o concetti invece di tecnologie, però come qualsiasi altra ditta umana di creatività, produce, con le cose buone alcune cose veramente brutte.

Ho messo in evidenza alcuni dei migliori concetti morali e spirituali del nucleo morale dell’umanità. Qui invece riporto alcuni dei peggiori.

Questi dodici dubbi concetti promuovono:

  • conflitti
  • crudeltà
  • sofferenza
  • morte

…invece di amore e pace.

Parafrasando Christopher Hitchens, essi appartengono alla spazzatura della storia e sono da gettarli subito nel secchio per l’immondizia.

Il Popolo Eletto

Il termine “popolo eletto” in genere si riferisce alla Bibbia ebraica e la brutta idea che “Dio” ha dato a certe tribù una terra promessa (nonostante era già occupata da altre persone).

In realtà però, molte sette, avallano una qualche versione di questo concetto.

Il Nuovo Testamento identifica i Cristiani come gli eletti. I Calvinisti parlano ‘degli eletti di Dio’, e credono di essere tra i pochi speciali scelti prima dell’inizio dei tempi.

I Testimoni di Geova credono che 144,000 anime avranno un “luogo speciale” nella vita futura.

In molte culture si credeva che certi lignaggi privilegiati e potenti discendessero direttamente dagli dei (in contrasto con tutti gli altri)

Le sette religiose sono intrinsecamente tribali e divise perché competono facendo affermazioni che escludono la verità e promettono benedizioni o ricompense nell’aldilà che nessun’altra setta può offrire.

“Simboli da banda”, come il taglio particolare dei capelli, abiti, segni della mano e gergo fanno la differenza tra gli interni e quelli fuori e sottilmente (o non tanto sottilmente) trasmettono che gli iniziati sono intrinsecamente superiori.

Eretici

Eretici, kafir, o infedeli (per usare il termine cattolico medievale) non sono solo coloro che stanno fuori, sono moralmente sospettosi e visti spesso nemmeno come esseri umani.

Nella Torah, gli schiavi presi tra i forestieri non godevano della stessa protezione degli schiavi ebrei. Coloro che non credono in un Dio sono corrotti, commettono atti abominevoli.

“Non c’è nessuno (tra loro) che faccia del bene” dice il salmista.

L’Islam insegna il concetto di “dimmitud” per i non musulmani) e stabilisce norme speciali per soggiogare le minoranze religiose con il monoteismo ricevendo un miglior trattamento rispetto ai politeisti.

Il Cristianesimo fa divergere i concetti di incredulo e “malvagio morale“. Il Cristianesimo mette insieme i concetti di incredulo e malvagio morale e li intorbida.

Alla fine, gli eretici sono una minaccia che deve essere neutralizzata con la conversione, la conquista, l’isolamento, la dominazione o – nel peggiore dei casi – con la morte di massa.

La Guerra santa

Se la guerra può essere santa, tutto è valido.

La “Chiesa Cattolica Romana” medievale portò avanti una campagna di vent’anni di sterminio contro “gli eretici Catari” cristiani nel sud della Francia, promettendo le loro terre ai Cristiani veri che si arruolavano come Crociati.

I Musulmani Sunniti e Sciiti si sono uccisi tra loro per secoli.

Le scritture ebree raccontano battaglia dopo battaglia dove il “loro Dio della guerra, Yahvé, li aiuta non solo a sconfiggere, ma a sterminare le culture pastorizie che occupano la sua “terra promessa”.

Come nelle “guerre sante ” venute dopo, tipo la nascita della moderna ISIS, sanzione divina che gli permette di uccidere gli anziani e i bambini e rendere schiave sessuali le giovani fanciulle – tutto senza perdere un senso di superiorità morale.

Blasfemia

La blasfemia è la nozione secondo cui alcune idee sono inviolabili, al di fuori della portata della critica, della satira, del dibattito o anche della discussione.

Per definizione, la critica di queste idee è una barbarie, ed è proprio questa emozione – l’indignazione – quella che il delitto di blasfemia evoca nei credenti.

L’idea che la blasfemia deve essere prevenuta o vendicata ha causato milioni di morti nei secocoli e innumerevoli altri orrori.

Mentre scrivo, il blogger Raif Badawi aspetta turno dopo turno la flagellazione in Arabia Saudita – 1.000 frustate in serie da 50 – mentre sua moglie e i suoi figli pregano la comunità internazionale dal Canada affinché faccia qualcosa.

Glorificazione della Sofferenza

Immaginate società segrete di monaci che si flagellano da soli.

L’immagine che ci viene davanti probabilmente è quella del romanzo di Dan Brown, Il Codice da Vinci, ma l’idea non l’ha inventata lui. Un presupposto fermo del Cristianesimo è la giusta tortura – se è abbastanza intensa e prolungata – in qualche modo può aggiustare i danni causati dal male e dalla condotta peccaminosa.

Milioni di crocifissi sporcano il mondo come testimonianze di questo credo. I Musulmani sciiti utilizzarono su loro stessi frustate e catene durante Aashura, una forma di sofferenza santificata chiamata Matam che commemora la morte del martire Hussein.

L’abnegazione sotto forma di ascetismo e di digiuno fa parte di ambedue le religioni, orientale e occidentale, non solo perché la privazione porta a stati particolari ma anche perché la gente crede che in una certa maniera, la sofferenza ci avvicina alla divinità.

I nostri avi vissero in un mondo in cui il dolore arrivava spontaneamente e la gente aveva molto poco potere per controllarlo. Una borsa dell’acqua calda o un’aspirina sarebbero state un miracolo per chi ha scritto la Bibbia, il Corano o la Gita.

Davanti alla sofferenza incontrollabile, il miglior consiglio che la religione avrebbe potuto offrire era “accettarla o farsene una ragione.

Il problema, di glorificare la sofferenza- trasformandola in un bene spirituale – ha fatto sì che la gente sia disposta ad infliggerselo e ad infliggerlo anche ai propri nemici e su coloro che sono indifesi compresi i malati e i moribondi (come nel caso di Madre Teresa e dei Vescovi in America) e bambini (come nel movimento patriarcale dei maltrattamenti ai bambini).

Mutilazione genitale

I popoli primitivi hanno utilizzato la scarificazione e altre mortificazioni corporali per definire l’appartenenza tribale nella durata della storia conosciuta.La mutilazione genitale, però, ha dato ai nostri avi diversi benefici in più – se così li vogliamo chiamare.

La circoncisione infantile per gli Ebrei serve come segno di appartenenza tribale, ma la circoncisione serve anche per mettere a prova l’impegno dei convertiti adulti.

In una storia della Bibbia, un capo tribù si impegna a convertire e sottoporre il suo clan al procedimento come segno di impegno di un trattato di pace. (Mentre gli uomini giacciono incapaci, tutta la città è massacrata dagli Israeliti).

Nell’Islam, la dolorosa circoncisione maschile serve da rito di passaggio all’età adulta, come iniziazione in un gruppo di adulti. Al contrario in alcune culture musulmane, tagliare o bruciare il clitoride e le labbra vaginali femminili stabilisce ritualmente la sottomissione della donna riducendo la sua eccitazione sessuale e il desiderio.

Si stima che 2 milioni all’anno di bambine sono sottoposte al procedimento, con conseguenze che comportano emorragie, infezione, dolore quando si orina e la morte. 

Sacrificio di sangue

Nella lista delle peggiori idee della religione, questo è l’unico che sembra essere ai suoi ultimi momenti.

Solo alcuni indiani (durante il Festival di Gadhimai, dea del potere) e alcuni musulmani (durante il Eid al Adha, Festa del Sacrificio) continuano a sacrificare animali per il sacrificio rituale su larga scala.

Le scritture indiane come la Gita e i Purana proibiscono l’uccisione rituale e la maggior parte degli Indiani adesso si astiene dalla pratica che si basa sul principio di ahimsa, però persiste come un residuo de la religione popolare.

Quando i nostri avi tagliavano la gola di esseri umani e animali, o toglievano il loro cuore e inviavano il fumo dei sacrifici al cielo, molti credevano stavano alimentando gli esseri soprannaturali.

Col tempo, nella maggior parte delle religioni, l parte razionale è cambiata – gli dei non avevano più bisogno di tale e tanto alimento come segno di devozione e penitenza. Il sacrificio che rimane nella Bibbia ebraica (sí, si trova lì) normalmente ha questa funzione.

Nel Cristianesimo, la poca cosa che rimane dell’espiazione grazie al sangue – la nozione di Gesù come agnello senza macchia, “l’espiazione” finale del peccato umano – speriamo che sia l’ultima reiterazione del lungo fascino che l’umanità ha con il sacrificio di sangue.

Inferno

Sia che si parli di Cristianesimo, di Islam o Buddismo, l’altra vita piena di demoni, mostri e tortura eterna è statala peggiore sofferenza che le menti dell’Età del Ferro abbiano potuto concepire e le menti medievali abbiano potuto elaborare.

Inventato, forse, come un mezzo per soddisfare il desiderio umano di giustizia, il concetto dell’inferno degenerò rapidamente in uno strumento di coercizione del comportamento e delle credenze.

La maggior parte de Buddisti vede l’inferno come una metafora, un viaggio verso il male che hanno dentro, però le descrizioni di mostri torturatori e i livelli dell’inferno possono essere abbastanza espliciti.

E’ lo stesso per i Musulmani e i Cristiani che si affrettano ad assicurare che è un luogo reale, pieno di fuoco e angoscia per i non credenti.

Alcuni Cristiani sono andati così lontano tanto da insistere che le grida dei condannati si possono ascoltare dal centro della Terra o che osservare le loro angosce da lontano sarà uno dei piaceri del paradiso.

Karma

Come l’inferno, il concetto del karma offre un incentivo egoista per comportarsi bene, ma ha dei costi enormi.

Il principale è un enorme peso di passività culturale nei confronti del danno e della sofferenza. Poi, l’idea del karma santifica l’amplia pratica umana de colpevolizzare la vittima.

Se ciò che va torna, allora il bambino handicappato o malato di cancro o il povero intoccabile (o il coniglio affamato o un cane rognoso) devono aver fatto qualcosa, sia in questa vita o in una precedente per attirare tutto questo su di sé.

Vita Eterna

Per i nostri stanchi e sporchi avi, l’idea di pareti incrostate di gemme, strade d’oro, la fonte della giovinezza o un’eternità di cori angelici (o il sesso con vergini) può essere sembrato pura felicità.

Però non si bisogno di molta analisi per rendersi conto quanto rapidamente si possa trasformare il paradiso eterno in inferno – una ripetizione senza fine di nessun cambiamento (perché come potrebbero cambiare se erano perfetti?).

La vera ragione del perché la nozione di vita eterna sia una brutta invenzione, è senza dubbio il grado con cui diminuisce e degrada l’esistenza su questo piano terreno. Con gli occhi rivolti al cielo, non possiamo vedere la bellezza che si estende ai nostri piedi.

Devoti credenti mettono la loro energia spirituale nel prepararsi per un mondo futuro invece di accarezzare e amministrare il selvaggio e prezioso mondo che ci hanno dato.

Proprietà maschile sulla Fertilità Femminile

La nozione delle donne come fattrici e dei bambini come attività non hanno origini nella religione, però l’idea chele donne furono create per questo fine e che se una donna dovesse morire di parto perché così fu fatta‘, andava bene.

Le religioni tradizionali con delle varianti affermano che gli uomini hanno un diritto ordinato da Dio di dare le donne in matrimonio, di portarsele in guerra, di escluderle dai cieli e di ucciderle se le origini della loro discendenza non poteva essere assicurato.

Da questo nasce l’ossessione maniacale che ha il Cattolicesimo sulla verginità di Maria e delle martiri femminili.

Man mano che ci avviciniamo ai confini del nostro sistema di supporto della vita planetaria e affrontiamo la distopia, la definizione delle donne come riproduttrici e dei bambini come attività diventa sempre più costoso.

Adesso sappiamo che la scarsità di mezzi è un fattore scatenante per i conflitti e che la domanda di acqua e di terra coltivabile sta crescendo mentre diminuiscono le risorse.

E, poi, un Papa che dice che si preoccupa dei poveri disperati e tiene loro conferenze contro la contraccezione, capi musulmani che proibiscono le vasectomie con il fine di superare di numero i loro nemici.

Bibliolatria (anche conosciuta come Culto al Libro)

La gente prima della scrittura dettò le migliori congetture sugli dei e sulla loro bontà per mezzo della tradizione orale e facevano oggetti di pietra e legno, idoli, per canalizzare la loro devozione.

Il concetto di ciò che era buono e di ciò che era reale e come vivere in comunione morale era libera di evolversi man mano che la cultura e la tecnologia cambiava.

Però l’avvento della parola scritta cambiò tutto questo. Mano a mano che i nostri avi dell’Età del Ferro registravano e compilavano le loro idee sui testi sacri, quegli stessi testi fecero sì che comprendere gli dei e la loro bontà fosse una cosa estatica.

I testi sacri ebraici, cristiani e islamici proibiscono l’adorazione di idoli, ma col tempo, gli stessi testi diventano idoli e molti credenti moderni praticano – essenzialmente – il culto al Libro, anche conosciuto come bibliolatria.

“Visto che la fede dell’Islam è perfetta, non permette nessuna innovazione alla religione”, così dice un giovane musulmano spiegando la sua fede.

La sua dichiarazione rivela un’ingenua mancanza di informazione dell’origine dei suoi dogmi.

Con termini più generici, egli riassume la sfida che affrontano tutte le religioni per progredire.

Immaginatevi se un fisico dicesse:

“Visto che la nostra comprensione della fisica è perfetta, nel suo campo non è permessa nessuna innovazione.”

I sostenitori che pensano che la loro fede è perfetta, oltre che ingenui sono male informati.

Fermano il suo sviluppo, e nel caso delle principali religioni del mondo, sono rimasti all’Età del Ferro, un’epoca di violenza, schiavitù, disperazione e morte prematura.

Ironicamente, la mentalità che i nostri testi sono perfetti tradisce la ricerca stessa che ha portato i nostri avi a scrivere quei testi. Ognuno degli uomini che scrissero parte della Bibbia, del Corano o della Gita presero la tradizione ricevuta, la controllarono e offersero la migliore stesura di ciò che era buono e vero.

Possiamo rendere onore alla ricerca dei nostri avi spirituali o possiamo rendere onore alle loro risposte, ma non possiamo fare le due cose.

Gli apologisti religiosi cercano a volte di negare, minimizzare o giustificare i peccati delle Scritture e i mali della storia religiosa.

“In realtà non schiavitù.”

“Questo è solo l’Antico Testamento.”

“Egli non ha voluto dirlo in quel modo.”

“Dovete capire che i cattivi erano i loro nemici.”

“Quelle persone che fecero danno in nome di Dio non erano veri [cristiani/ebrei/musulmani].”

Queste forme possono offrire consolazione, però negandole non risolvono i problemi.

Tutto il contrario invece. Il cambiamento arriva con l’introspezione e la conoscenza, la volontà di riconoscere le nostre mancanze e difetti e al tempo stesso abbracciare la nostra forza e il nostro potenziale di crescita.

In un mondo pieno di esseri umani, armati di bombe fatte in casa e mitragliatori e armi nucleari e aerei senza equipaggio, non abbiamo bisogno di difensori dello status quo della religione – noi abbiamo bisogno di una riforma reale, radicale come quella del 16mo secolo e molto molto più ampia.

Solo riconoscendo le peggiori idee della religione che abbiamo qualche speranza di trovare la migliore…

di Valerie Tarico 21 Gennaio 2015 dal Sito Web AlterNet

Traduzione di Nicoletta Marino

Versione originale inglese 

http://ningizhzidda.blogspot.it/