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La saggezza, è il più grande bisogno umano

 

“La gabbia del 5G”: Pandora TV trasmette il docu-film (in italiano) del giornalista investigativo James Corbett (che cita OASI SANA)
Pluripremiato giornalista investigativo, James Corbett ha prodotto il docu-film d’inchiesta sul lato oscuro del 5G, messo on-line da Pandora TV diretta dall’ex europarlamentare e giornalista Giulietto Chiesa, tra gli oltre 300 accreditati alla Camera dei Deputati nel riuscitissimo e recente convegno internazionale dal titolo “Moratoria nazionale, 5G tra rischi per la salute e principio di precauzione” promosso dall’Alleanza Italiana Stop 5G. 
Ecco il docu-film sottotitolato in italiano: parlando di moratoria e azioni per la prevenzione del danno, Corbett cita OASI SANA come fonte per la mozione approvata nel Consiglio Comunale di Firenze.
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Dati, dati ovunque
Ma non un’oncia di saggezza
by Lilian Coral
November 13, 2019
from KnightFoundation Website
Lilian Coral è direttore della Knight Foundation per la strategia nazionale e l’innovazione tecnologica. 
Seguila su Twitter @lcoral.

I dati sono la linfa vitale della tecnocrazia.

  • Riempie le vele dell’IA.
  • È il nuovo olio del 21° secolo.
  • È il gusher dell’Internet of Things.
  • Il sistema ferroviario in tempo reale è il 5G.
La parola “abbastanza” non è nel dizionario dei Technocrati.
La Knight Foundation è alla ricerca di idee più innovative su come raccogliere e utilizzare i dati nella “casa intelligente” e nella “città intelligente”.
Il problema, ovviamente, è che nessuna quantità di dati provocherà mai la saggezza, che è il più grande bisogno umano nel mondo moderno.
fonte
Il potere dei dati aperti per trasformare e coinvolgere le comunità: un appello per idee
Il 13 novembre, Knight Foundation
modi trasformazionali in cui i dati possono essere utilizzati
costruire comunità più forti, fiorenti e più coinvolte.
Knight’s Lilian Coral condivide i dettagli di seguito.
Vedi il comunicato stampa quie
registrati per un webinar informativo qui.
Immagina, all’incrocio principale vicino a casa tua, di vedere strisce pedonali dipinte di fresco e nuovi segnali che avvisano veicoli, ciclisti e pedoni del traffico in arrivo.
L’anno scorso, il quartiere era preoccupato a causa di numerosi incidenti nella zona.
Impressionato che la città abbia finalmente fatto qualcosa su questo problema, chiedi a Siri di far sapere al tuo membro del consiglio locale che sostenga gli sforzi per migliorare la sicurezza dei pedoni.
Ricevi un avviso sul tuo cellulare, ringraziandoti per il tuo feedback e subito dopo vedi una notifica di Facebook sulla riunione del municipio virtuale del dipartimento di pianificazione per ripensare l’angolo rovinato in fondo alla strada.
Dato che hai idee per aggiungere altre attività all’aperto, decidi di partecipare.
Questa visione si basa sulla potenza dei dati aperti.
Tale incrocio è stato identificato in base ai dati di collisione e infortunio. I segnali raccolgono dati su piloti e modelli di utilizzo. Il feedback dei residenti può essere raccolto da diverse piattaforme o servizi, pubblici o privati.
Tale feedback deve quindi essere condiviso – come punti di dati – con il dipartimento di pianificazione o condiviso tramite applicazioni connesse a Siri.
Quando i dispositivi digitali come i nostri telefoni cellulari ci semplificano la vita, lo fanno attraverso lo scambio di dati affidabile e senza soluzione di continuità. Gran parte di questi dati viene sfruttato per migliorare i servizi commerciali: i nostri ordini di cibo, le quote di guida e i siti di social media in cui ci colleghiamo con la famiglia e gli amici.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg.
Il potere dei dati – in particolare i dati “aperti”, resi disponibili dal governo e, in alcuni casi, dalle società private – si estende anche alla possibilità di informare e coinvolgere meglio i residenti, incoraggiandoli a partecipare ad attività più focalizzate sul piano civico.
È in questo contesto che Knight Foundation sta emettendo un invito aperto a presentare idee che promuovono il concetto di open data e impegno civico per incoraggiare una nuova serie di approcci trasformativi per l’utilizzo, la comprensione e l’azione con i dati pubblici.
I destinatari selezionati possono guadagnare una quota fino a $ 1 milione in finanziamenti per le loro idee e progetti.
Se incontriamo persone negli spazi digitali:
Ci avanziamo nuovi approcci per la condivisione, la visualizzazione, l’interpretazione e la comunicazione con i dati?
Quali sono alcuni modi alternativi per raccogliere e analizzare i dati per informare decisioni più intelligenti e collaborative?
Quali sono i modi facili da usare per servire, responsabilizzare e coinvolgere i residenti e aiutarli a costruire comunità più forti e più fiorenti?
L’idea dell’accesso del pubblico ai dati aperti non è nuova.
Oltre al governo, altre imprese private pubblicano attivamente dati aperti.
Per esempio,
Il portale Open Data di Uber Movement fornisce dati anonimi di oltre 2 miliardi di viaggi Uber per il riutilizzo non commerciale.
Questo volume di dati, sebbene tecnicamente “aperto”, non è effettivamente accessibile agli esperti non tecnici.
Molti residenti non sono “cittadini scienziati” e gli sforzi per addestrarli a diventare più esperti di dati sono lenti e li costringono a guadagnare il diritto di impegnarsi civicamente in un’era digitale.
Ma la visione di fare di più con i dati, compreso il coinvolgimento diretto con il governo, è viva e vegeta.
Esempi fiorenti di utilizzo di dati civici che non si basano su competenze tecniche – ma incontrano i residenti dove si trovano – mostrano il potenziale per un impatto significativo sulla comunità.
Lavorando con organizzazioni già focalizzate sull’uso dei dati per coinvolgere le comunità e concentrando i finanziamenti su una massa critica di progetti in un ristretto insieme di comunità, Knight Foundation può ottenere spunti sulle pratiche di successo che avvicinano le comunità a una visione partecipativa, inclusiva e impegnata comunità.
Il nostro nuovo appello aperto sui dati per l’impegno civico fa parte del più ampio lavoro di Knight in Smart Cities, che cerca di supportare comunità più forti e più impegnate consentendo alla voce della comunità di riflettersi nella progettazione e nell’uso della tecnologia.
Che sia,
dati relativi a incidenti e collisioni, punteggi del parco, pedonabilità, densità abitativa, informazioni del governo locale o informazioni demografiche,
… tutti questi punti dati hanno l’opportunità di cambiare radicalmente il modo in cui i residenti interagiscono con i vicini, il governo e la loro comunità.
Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi con dati aperti, dobbiamo sbloccarne l’uso per milioni di americani (… e altri in tutto il mondo) che cercano di partecipare alle loro comunità e prendere decisioni più informate che generano equità, inclusioni e partecipazione…

Fonte:  https://www.bibliotecapleyades.net/

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Minority Report – Un mondo smart è clean

L’artista Nickolay Lamm ha creato mappe 3D dei campi elettromagnetici emessi dai cellulari

Le radiazioni 5G fanno male, 170 scienziati per la moratoria

Le radiazioni non ionizzanti sono considerate un possibile cancerogeno dall’OMS. Gli esperti chiedono valutazioni indipendenti prima di commercializzare il nuovo standard 5G

Con le connessioni 5G aumenta l’esposizione ai campi elettromagnetici

(Rinnovabili.it) – Una moratoria sulla realizzazione della rete di quinta generazione, l’attesissimo 5G. È la richiesta contenuta in una lettera aperta firmata da 170 scienziati di 37 paesi, tra cui l’Italia. Gli esperti avvertono che l’arrivo della nuova rete causerebbe un aumento massiccio dei campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF), con la conseguente maggiore esposizione degli esseri umani ad un flusso di radiazioni non ionizzanti – definito anche elettrosmog – che non è privo di controindicazioni.

«Devono essere condotti studi di impatto sanitario e ambientale seri e indipendenti prima di qualsiasi immissione sul mercato», scrivono i 170 scienziati. Il loro appello segue un altro richiamo del 2015, nel quale si chiedeva all’ONU e all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di promuovere misure preventive per limitare l’esposizione alle onde elettromagnetiche. Le preoccupazioni, fino a qualche anno fa liquidate con un’alzata di spalle e portate avanti da pochi esperti, sono oggi una realtà conclamata. Il passaggio discriminante è avvenuto nel 2011 con la classificazione da parte della IARC (l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) delle radiofrequenze come «possibile cancerogeno» per l’uomo.

>> Leggi anche: 70 scienziati chiedono al governo di non alzare ilimiti sull’elettrosmog <<

La valutazione della IARC ha ammesso possibili effetti biologici, non soltanto termici, delle radiazioni non ionizzanti. La lettera degli scienziati alle istituzioni europee raccomanda che tutti i paesi membri seguano la risoluzione 1815 del Consiglio d’Europa sui potenziali danni dei campi elettromagnetici e informino cittadini, insegnanti e medici sui rischi per la salute delle radiazioni RF-EMF.

Gli esperti avvertono che la progressiva diffusione del cosiddetto internet delle cose (IoT) porterà a creare dalle 10 alle 20 miliardi di nuove connessioni, incrementando l’esposizione umana all’elettrosmog in maniera esponenziale. Con essa crescerebbero i rischi di cancro al cervello, morbo di Alzheimer, infertilità o sintomi di elettro-ipersensibilità (forte mal di testa, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza e sintomi simili a quelli dell’influenza).

La tecnologia 5G è in fase di sperimentazione in diversi paesi. Svezia e Finlandia tirano la volata in Europa, con Francia e Germania che hanno già lanciato le aste per le frequenze. Il Giappone punta a offrire servizi di connessione già per le Olimpiadi 2020 di Tokyo. In Italia il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato il bando “Città in 5G” lo scorso maggio, con l’intenzione di arrivare ad una copertura commerciale entro il 2022.  FONTE 

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IL MONDO SMART – IL BRAVE NEW WORLD

In nome dell’abbattimento della CO2 il mondo cambierà. L’Unione Europea prevede di spendere 270 miliardi di Euro l’anno per  “tutelare il clima”. Queste sono le cifre nei prossimi 40 anni secondo Connie Hedegaard. L’obiettivo sarebbe di ridurre le emissioni di gas serra tra l’80 e il 90 per cento entro il 2050 favorendo la creazione di Smart Cities.

La Smart Grid consiste nell’installazione di una rete capillare di controllo elettronico in grado di monitorare e coordinare la vita nella società. In nome della ‘sicurezza e della sostenibilità’ saranno applicati dei dispositivi di controllo e misurazione negli apparecchi di uso quotidiano (lavatrice, frigo, termosifone, caldaie, lampadine…contatori). Tutte le attività, in luoghi pubblici e privati, saranno inseriti in una estesa rete di sorveglianza. Ogni attività collegata ad un dispositivo elettronico (sensori) sarà identificata e registrata. BIG DATA. Dati su abitudini e attività quotidiani delle persone saranno raccolti, registrati e conservati in una banca dati.

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Smart Cities & Communities diventa una parte fondamentale del nuovo programma dedicato alla ricerca Horizon 2020. Uno dei principali motori che spinge verso questa evoluzione sono gli obiettivi Europei di eco-sostenibilità “20-20-20”, che entro il 2020 prevedono la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, l’aumento dell’efficienza energetica del 20% e la provenienza del 20% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

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C’è un piccolo inconveniente.

Saremo spiati, seguiti, controllati. Sapranno ancora di più dove ci troviamo e con chi siamo. Conosceranno ancora meglio i nostri gusti, le nostre abitudini, le preferenze politiche, i prodotti che ci piacciono e quelli che odiamo. Di noi conoscono tutto ormai. Grazie al cellulare, tablet o pc siamo costantemente filtrati, scannerizzati, analizzati.  Qualsiasi informazione possa essere raccolta dalle nostre abitudini è merce preziosa. Oggi 10 miliardi di computer, smartphone e tablet si scambiano continuamente in tutto il mondo flussi di dati.

L’enorme mole di dati che si raccoglie sui singoli individui permettono alle agenzie di intelligence di compiere un’analisi predittiva dei comportamenti dei singoli, questo anche per ‘individuare i potenziali soggetti pericolosi’.

Un mondo smart è clean e sostenibile? Non lo è.

Saremo (ancora di più) immersi nelle microonde, giorno e notte. Sono ormai sempre più numerose le prove e le testimonianze, internazionali e nazionali, sui danni prodotti da “elettrosmog”, cioè da campi elettromagnetici (EM) nocivi per la salute umana, prodotti da antenne, cellulari, cordless, Wi-Fi e altri prodotti similari.  Numerosi studi dimostrano che la radiazione da radiofrequenza danneggia l’ambiente, sia la flora che la fauna. E non avremo via di scampo.Nemmeno George Orwell nel suo libro “1984” si era spinto tanto, era più avanzato Huxley nel suo Brave New World. Pare che abbia scritto un copione per il futuro. La “dittatura dolce” è cominciata. E noi, in nome dellaCO2 e del Global Warming, l’abbiamo accettata? 

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