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Zeta Reticuli Guarire il passato per cambiare il futuro della terra

Zeta Eeticuli

 Zeta Reticuli -Trasformazione e Risveglio” 

“Cercano la profondità dell’anima, cercano la comunione.” – Whitley Strieber

Gli inizi della civiltà Zeta Reticuli possono essere fatti risalire durante il periodo dell’Inception del pianeta Apex,avvenuto nel sistema Lirano da parte dei Fondatori. Il loro è stato uno sviluppo unico e toccante, che ha avuto una rilevanza significativa per l’evoluzione del pianeta Terra.

Il pianeta Apex lasciò che la polarità, espressa attraverso un’estrema individualità, facesse a pezzi i suoi abitanti. La loro evoluzione tecnologica avvenne rapidamente, superando lo sviluppo spirituale che impediva loro di coesistere pacificamente nel mondo. Questo squilibrio di energia causò la distruzione virtuale del pianeta Apex. Dal punto di vista di un osservatore dello spazio, il mondo Apex venne annullato. Dal punto di vista degli abitanti di Apex, si verificò una storia diversa.

Il pianeta Apex divenne estremamente tossico. L’inquinamento e le radiazioni ad alto livello resero inabitabile la superficie del pianeta.

Gli Apexiani sopravvissuti alla catastrofe si isolarono sottoterra.1 Divenne imperativo che all’interno di questa nuova società sotterranea avvenisse subito l’integrazione, per timore che si ricreasse il ciclo di distruzione. Riconoscendo la sua importanza, decisero di forzare l’integrazione (fusione) attraverso una ristrutturazione totale della loro realtà.

1 – Questo isolamento sotterraneo ha prodotto varie fazioni di Apexiani. Quello esplorato nel presente capitolo è la razza più benevola. Quelle che erano più orientate negativamente (e che hanno aiutato a creare il caos sul pianeta Apex) alla fine lasciarono il pianeta dopo migliaia di anni e si stabilirono nelle aree di Sirio e Orione, in particolare a Betelgeuse. Gli esseri negativi che hanno interagito con la Terra sono stati etichettati come i Siriani e i Grigi negativi; hanno le loro motivazioni per le interazioni con la Terra.

Mentre il pianeta Apex si avvicinava alla sua distruzione, la mentalità e l’intelletto erano così sviluppati che la cosa divenne evidente nelle forme fisiche degli Apexiani. I crani erano notevolmente aumentati di dimensione nel corso di pochissime generazioni. Il parto naturale ebbe sempre meno successo perché i crani non passavano tanto facilmente dal canale uterino.

Le femmine non riuscirono semplicemente ad adattarsi alla rapidità della crescita cranica. Anticipando quella che avrebbe potuto diventare una crisi della specie, gli ingegneri genetici iniziarono a studiare tecniche di clonazione che avrebbero potuto eventualmente sostituire il processo di nascita. Per gli Apexiani questa mossa salvò la loro specie, poiché dopo che la superficie del pianeta divenne inabitabile, gli Apexiani si ritrovarono sterili.

Quando si resero conto di essere sterili, gli Apexiani decisero di usare la cosa a loro vantaggio. Non volevano più il tipo di civiltà che avevano un tempo; volevano

ricominciare daccapo. Così decisero di controllare scrupolosamente la genetica della loro futura società. Gli ingegneri genetici iniziarono a lavorare sullo sviluppo della nuova razza. Questa razza (così credevano) doveva essere l’aspetto integrato del loro passato.

La prima priorità fu quella di alterare geneticamente le strutture cerebrali per influenzare l’espressione emotiva. Evitarono le passate espressioni di passione e caos; ora volevano ordine. I loro cervelli vennero quindi alterati per produrre una risposta chimica coerente agli stimoli esterni. Raggiunsero il distacco dalla loro struttura egoica.

Attraverso generazioni di manipolazioni neurochimiche, gli Apexiani divennero una mente di gruppo. Le espressioni individualistiche di cui un tempo furono molto fieri, erano ora sparite.

La combinazione delle radiazioni planetarie con gli effetti della loro clonazione, iniziò a produrre una razza con poca varianza fisica da una persona all’altra. Al fine di utilizzare l’ambiente sotterraneo del pianeta in modo più efficiente, i loro corpi furono creati più piccoli di statura. In adattamento all’assenza di luce ultravioletta e luce solare naturale, i loro occhi cominciarono a rispondere a frequenze differenti dello spettro visivo.

Le pupille mutarono fino a coprire l’occhio intero e gli occhi si ingrandirono per fare in modo che la luce sia raccolta in più spazio.

In risposta alla mancanza di cibo fresco, per nutrirsi i loro corpi si adattarono all’assorbimento di certe frequenze di luce. La loro pelle divenne foto termica, fotovoltaica e sensibile alle fonti di luce nelle caverne sotterranee. Le piante recuperate e i minerali luminiferi sotterranei, li aiutarono nel loro nutrimento. Molti dei loro organi, tipo quelli del sistema digestivo e riproduttivo, cominciarono così ad atrofizzarsi.

La trasformazione subita toccò ogni aspetto del loro essere. Fu la nascita di una nuova civiltà.

La forza e la vibrazione delle precedenti esplosioni atomiche degli Apexiani, alla fine piegarono lo spazio attorno al pianeta Apex, per cui emersero “dall’altra parte” della porta dimensionale. Durante l’isolamento sotterraneo, che durò migliaia di anni, gli Apexiani non avevano idea che il loro pianeta avesse cambiato posizione nello spazio tempo.

Fu solo in seguito a quando emersero dalle generazioni di superficie del pianeta, che scoprirono che il campo stellare si era spostato drammaticamente. Fu allora che conobbero l’estensione delle loro azioni. Il pianeta Apex aveva spostato la sua posizione (rispetto al tempo e allo spazio) nel cosmo. Ora esisteva “leggermente” fuori dimensione rispetto ai mondi cui erano abituati. Per capire cosa fosse successo e usare la conoscenza a loro vantaggio, iniziarono a padroneggiare la scienza della curvatura del tempo e dello spazio.

Il giorno in cui finalmente emersero sulla superficie del pianeta, erano diventati una nuova specie. Proprio come la fenice che rinasce dalle ceneri, erano riusciti a produrre una trasformazione dalla distruzione. Non erano più Apexiani. Ora assunsero una nuova identità, quella del Popolo Unico che Riflette il Tutto.

Dal punto di vista della Terra, questo Popolo Unico ora cosi possono chiamare Zeta Reticuli.1 Il loro pianeta, attraverso lo spostamento di dimensione, si è inserito nelle vicinanze di Zeta Reticuli 1 e Zeta Reticuli 2 nel gruppo stellare Reticulum Rhomboidalis. 3

1 – Come affermato nella nota 27, c’erano molte fazioni di Apexiani che si rifugiarono sottoterra. Mentre erano lì, diverse fazioni si svilupparono nelle razze benigne di Zeta Reticuli. Queste entità benigne sono quelle trattate nel Capitolo 9. La fazione discussa nella nota 27 può essere considerata la Zeta Reticuli negativa, che dopo il passaggio nel sistema stellare Reticulum, lasciò il pianeta Apex originale e colonizzò un altro pianeta nel sistema di Zeta Reticuli. Nell’aspetto sono quasi identici; possono essere differenziati solo dalla loro vibrazione o comportamento, che è intrinsecamente negativo per natura. Può essere che quando si vedono versioni contraddittorie di Zeta Reticuli, gli umani interagiscano effettivamente con loro da diversi punti evolutivi nella loro linea temporale storica, anche se provengono tutti dal futuro della Terra. Le manifestazioni più negative potrebbero essere il loro passato, mentre alcune delle interazioni più innocue potrebbero verificarsi da un successivo stato evoluto. Quando arrivarono dagli umani nel presente, si presume che provenissero da un singolo punto nel tempo. Se effettivamente stessero venendo sulla Terra da vari punti del loro sviluppo, si spiegherebbe l’ampia gamma di esperienze documentate di abduzione condotte dagli stessi esseri.

2 – Il Webster Dictionary definisce la parola “reticolare” con “tipo una rete, complicato”. Alcuni potrebbero sicuramente attestare che la psiche degli esseri di Zeta Reticuli è davvero complicata!

3 – Uno dei casi più famosi di abduzioni UFO che supporta l’origine di questi esseri, è il caso di Betty e Barney Hill. Nel 1961, durante il suo rapimento, a Betty Hill fu mostrata la mappa di un gruppo di stelle. Anni dopo disegnò questa mappa mentre era sotto ipnosi. A quel tempo, non c’era alcun riferimento a questo gruppo stellare sulle carte conosciute. Da allora si scoprì che il disegno di Betty corrispondeva a un gruppo di stelle appena scoperto nell’emisfero australe della Terra. Il gruppo di stelle ReticulumRhomboidalis (la Rete Romboidale) ospita il gruppo di stelle ora etichettato come Zeta Reticuli 1 e 2.

Da quella base iniziarono a ristabilire le loro connessioni con i Fondatori della Vita. Continuano ancora fino ad oggi a realizzare i desideri dei Fondatori riguardo all’evoluzione galattica. Quello che hanno appena cominciato a capire è che stanno portando avanti la loro stessa evoluzione.

Oggi, gli Zeta Reticuli hanno bisogno di trovare un modo per rafforzare la loro linea genetica, al fine di creare un futuro per la loro razza. Dopo generazioni di clonazioni, eseguite usando lo stesso materiale genetico, sono diventati fortemente ibridi e stagnanti nella loro crescita evolutiva.

La loro razza sta morendo, ma la loro anima sovrannaturale continua a incarnarsi nella fisicità. Si stanno deliberatamente sottraendo al passaggio verso la quinta densità, per lasciare indietro un loro seme che possa continuare a riprodursi geneticamente. Ciò aiuterà l’intera galassia nella propria evoluzione.

Rendendosi conto della loro situazione, chiamarono i Fondatori.

I Fondatori introdussero i Reticuli su un pianeta diverso, che possedeva un pool genetico proveniente da molte specie umane fin dal principio delle razze Lirane. Invece di continuare ad andare di civiltà in civiltà, per raccogliere materiale genetico, ora potevano averlo tutto in un solo posto. Quel pianeta era la Terra.

I Reticuli furono principalmente attratti dalla Terra negli anni ’40, quando il pianeta iniziò a possedere la tecnologia per autodistruggersi. Sono abbastanza consapevoli che il loro passato rappresenta la possibilità futura della Terra. A causa della loro capacità di viaggiare nel tempo, avrebbero potuto raccogliere il materiale genetico da qualsiasi periodo nel passato della Terra.

Tuttavia, avevano bisogno del materiale genetico di un periodo specifico della nostra storia sulla Terra, quando la civiltà si trovò sull’orlo della distruzione e della trasformazione. Questo li avrebbe potuti aiutare nel loro processo d’integrazione. In un certo senso, è il loro modo per cambiare il loro passato. Interagendo con la Terra di oggi, guariscono il loro passato e cambiano il loro futuro.

Portano avanti questo programma genetico ancora oggi sulla Terra. Poiché questo pianeta non ha ancora compreso o abbracciato l’idea della scelta dell’anima, la maggior parte degli individui che partecipano a questo programma genetico si considerano delle vittime. Ci sono migliaia di storie di addotti terrorizzati, che sono tormentati da esperienze ricorrenti di extraterrestri che li strappano dai loro letti caldi. 4

4 – Sebbene la maggior parte dei rapimenti siano effettuati dagli Zeta Reticuli, ci sono alcuni incidenti isolati di altri gruppi che utilizzano lo scenario delle abduction per i loro scopi. Ad esempio, i Siriani orientati negativamente, gli Orioniani e quelli chiamati “Grigi”, usano molto spesso dei metodi di terrore. È essenziale che gli umani imparino a differenziare il contatto benigno di Zeta Reticuli dalle interazioni più malevole. [OCR editor: gli zeta benigni sono delle memorie distorte impiantate dal governo e dagli esseri rettiliani, dalle mantidi e dai nordici per coprire i veri abusi che si verificano con il fenomeno delle abduction. Questo libro è pieno di razionalizzazioni e disinvolte disinformazioni. Fate le vostre debite ricerche prima di credere a tutto quello che c’è scritto.]

Le esperienze di terrore si verificano perché l’umanità non è ancora disposta ad affrontare la propria ombra che si riflette nello specchio rappresentato dai Reticuli.

I Reticuli cercano principalmente delle specifiche caratteristiche umane che furono impiantate dalla loro razza eoni fa. Una di queste caratteristiche è la variabilità della reazione agli stimoli esterni. Per riapprendere questo, devono campionare e studiare le reazioni neurochimiche umane a una miriade di stimoli.

 Il loro metodo più comune di studiare queste secrezioni neurochimiche, è impiantando una sonda organica. Queste sonde vengono inserite nella testa dell’addotto attraverso il naso, gli occhi o le cavità dell’orecchio. Queste sonde assorbono e catalogano i dati neuro chimici e vengono rimosse periodicamente per lo studio e quindi reinserite. Se un individuo muore, la sonda organica può essere assorbita naturalmente dal corpo.

Non solo stanno cercando informazioni biologiche negli umani, ma stanno anche cercando l’apprendimento emotivo. Sono passati eoni da quando furono genitori di bambini. L’abilità del nutrimento umano, per loro è affascinante. Quando cominceranno a modificare le loro strutture neurochimiche, saranno di nuovo in grado di rispondere maternamente alla loro progenie.

Questo è uno dei motivi principali per cui le donne vengono rapite e chiedono di tenere i bambini ibridi. Queste femmine umane stanno aiutando a risvegliare l’istinto materno e procreativo degli Zeta Reticuli.

L’umanità non li sta solo aiutando -loro stanno anche giocando un ruolo vitale per la Terra. I Fondatori sono ben consapevoli che l’umanità della Terra dovrà integrarsi su più livelli altrimenti lo scenario del conflitto continuerà. I Reticuli riflettono sulla razza umana una delle idee più fondamentali che ha sempre negato: l’unità. Gli umani riflettono sui Reticuli la loro individualità, che li terrorizza.

Se il divario creato dalle paure dell’umanità potesse essere colmato, la trasformazione avverrebbe più intensamente e profondamente.

I Reticuli stanno attualmente acquisendo materiale genetico dai volontari che, a livello di anima, hanno accettato di far parte del risveglio della Terra e della nascita di una nuova civiltà. In questa fase del gioco, la paura degli addotti è ancora necessaria. Sulla Terra la paura è l’ostacolo principale alla crescita. Se l’umanità riuscisse a superare la paura, raggiungerebbe molti obiettivi che attualmente sembrano fuori portata.

Verrà fatto attraverso la consapevolezza, non attraverso la convalida del vittimismo. I Reticuli devono anche affrontare la loro paura (che ancora negano) e superarla. Senza quella paura, la crescita sarebbe minima. A volte le più grandi barriere producono i più grandi traguardi.

Uno di questi traguardi è la creazione di una nuova razza ibrida che possegga le qualità integrate degli Zeta Reticuli e degli umani della Terra.

Saranno unificati e diversi. Saranno ricchi di umorismo e fluidi con le loro emozioni. Saranno soprattutto gli araldi incondizionatamente amorevoli che ci ricondurranno alla Fonte del Tutto.

Fonte dal pdf: https://www.bibliotecapleyades.net/

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I Fondatori: un misto pool genetico

 

L’Inception della Terra

“Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza.” – Genesi 1: 26

All’immagine di chi sono stati fatti gli umani della Terra?

Molte delle più antiche scritture della Terra, indicano che lo sviluppo umano era guidato dagli dèi che sono venuti dal cielo. Persino gli antropologi sono consapevoli dello sviluppo insolitamente rapido dell’Homo sapiens. Alcuni antropologi stimano che la specie Homo sapiens sia apparsa milioni di anni prima di quel che si dice.

Mentre per lo sviluppo evolutivo tra l’Australopiteco e il Neanderthal ci sono voluti più di due milioni di anni, ci sono le prove sulla Terra che l’Homo sapiens (Cro-Magnon) è emersocirca 35.000 anni fa. Ciò che è ancora più intrigante è che sebbene i resti dell’uomo continuino a essere scoperti, gli archeologi hanno trovato resti di un Homo sapiens, ancora più antico, nelle aree dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale.

Questi resti risalgono a 250.000 anni prima dell’uomo di Cro-Magnon.

Si potrebbe affermare che l’Homo sapiens non ha avuto dei precursori evolutivi.

Niente si è evoluto nell’Homo sapiens – la specie è semplicemente apparsa.

Gli extraterrestri potrebbero aver dato una mano all’evoluzione della Terra? Se sì, cosa avrebbero potuto guadagnare dagli umani della Terra? Forse era un loro modo per accelerare la propria evoluzione.

Sembra evidente che ci furono tre gruppi principali che orchestrarono l’Inception della Terra.

Li identifichiamo così:

  • ·il gruppo dei Fondatori
  • ·il gruppo dei Lirani
  • ·il gruppo dei Siriani

I Fondatori facilitarono l’Inception dal punto della non-fisicità e furono i supervisori dell’intero progetto. Ignari di queste influenze non fisiche, i Lirani orchestrarono fisicamente l’Inception e impiegarono il gruppo Siriano per assisterla. Ogni gruppo ha le proprie motivazioni per il suo coinvolgimento e sebbene fossero diverse, l’obiettivo era lo stesso: la creazione di una razza umanoide sulla Terra.

Come affermato in precedenza, i Pleiadiani furono coinvolti nell’evoluzione della Terra per un proprio tornaconto.

Sentivano che se avessero interagito con gli umani, non solo sarebbero stati in grado di far parte dello sviluppo della loro dimora precedente, ma avrebbero potuto conoscere la negatività e l’integrazione, senza doversi incarnare direttamente in un mondo che stava elaborando quelle idee. Vennero persuasi dal gruppo Lirano, che era ben consapevole della compatibilità genetica dei Pleiadiani con i nuovi umani della Terra che si stavano sviluppando.

Il gruppo Lirano (formato da una combinazione di razze Lirane) faceva sempre degli esperimenti. Proprio come gli umani che hanno determinate pulsioni istintive (tipo la procreazione), questi extraterrestri sentono l’impulso di emulare i loro “creatori” – i Fondatori. La “progenie” dei Fondatori ha sempre continuato istintivamente l’inseminazione genetica. I Fondatori erano ben consapevoli che la consanguineità avrebbe causato la morte della razza, quindi cercarono continuamente dei nuovi ceppi per mantenere un pool genetico misto.

C’era un’altra motivazione primaria per cui i Lirani si fecero coinvolgere con la Terra. Dopo eoni di conflitto all’interno delle razze discendenti Lirane (Vega, Sirio, Orione, ecc.), erano stanchi di creare civiltà polarizzate che non riuscivano a coesistere pacificamente. Furono determinati a stabilire che la Terra doveva essere un pianeta fondato sull’integrazione piuttosto che sulla polarità.

Il gruppo Lirano sentiva che forse quello di cui avevano sempre avuto bisogno era un pianeta integrato dalle origini, piuttosto che uno che portava con sé i semi della polarità da altri sistemi stellari. Con questo in mente iniziarono a formulare il loro rigido piano per l’Inception della Terra.

Tuttavia, i Fondatori avevano altri piani. Sapevano che la Terra sarebbe stata il terreno finale per la guarigione del dramma di Orione e quindi doveva rimanere polarizzata per risolvere il conflitto. I Fondatori sapevano che la famiglia galattica avrebbe finalmente potuto conoscere l’integrazione attraverso l’esperienza di risoluzione della polarità sulla Terra. I Fondatori permisero al gruppo Lirano di portare a termine il loro progetto, perché sapevano che alla fine avrebbe sostenuto il piano cosmico.

Per quanto riguarda il gruppo Siriano, le sue motivazioni erano molto più vicine a casa. Ritenevano che la Terra si trovasse all’interno del sistema stellare della triade di Sirio, per cui credevano di avere il diritto di manipolare la genetica della Terra. I Siriani erano interessati semplicemente a costituire delle primitive razze umanoidi sulla Terra da poter utilizzare per i lavori manuali mentre espandevano le loro colonie fino alla Terra. Pertanto, sostennero il progetto Lirano tenendo in mente i propri obiettivi.

Il progetto di Inception della Terra ebbe inizio.

Per molte migliaia di anni, durante le prime fasi del progetto di Inception della Terra, i Lirani 1 – osservarono con occhi cauti la crescente razza dei primati terrestri.

1-1 I Lirani, così come altri, erano conosciuti con il termine ebraico “Nefilim“, erroneamente tradotto in “giganti”. Nefilim significa letteralmente “quelli che sono venuti giù”. In Genesi 6: 4 si dice: “Vi erano i Nephilim sulla terra in quei giorni – e anche dopo – quando i figli di Dio si avvicinarono alle figlie degli uomini ed ebbero dei figli da loro. Erano gli eroi dei tempi antichi, gli uomini famosi di quei giorni.” Il termine ebraico originale che è stato tradotto con “famosi” è “shem”, che significa letteralmente veicolo aviotrasportato, probabilmente un razzo spaziale. Quindi, “Erano gli eroi dei tempi antichi, quelli dei razzi spaziali.”

Prelevarono occasionalmente dei campioni e apportarono delle leggere modifiche alle strutture del DNA Durante i punti critici dello sviluppo, iniziarono a inserire, in questi primati, il materiale genetico dei Pleiadiani 2 (e altri gruppi). Per lunghi periodi divenne sempre più chiaro che l’evoluzione stava accelerando a un ritmo rapido. Quando divenne evidente, si avviarono gli esperimenti cruciali del prototipo.

2 – Come detto in precedenza, i Pleiadiani portavano la genetica della Terra che si integrò con successo nel ceppo Lirano. Per cui diventarono la scelta definitiva per inseminare la razza terrestre.

La storia di Adamo ed Eva è una delle poche eredità rimaste che possa sottilmente ricordare all’umanità le sue origini. Il racconto contiene molti riferimenti simbolici alla saga che avvenne riguardo a quale tipo di specie avrebbe ereditato la Terra.

Come già affermato, il gruppo Lirano voleva una specie fondata sull’integrazione.

Pertanto, sentivano che la specie non doveva conoscere la polarità, vale a dire il “bene” e il “male”. Controllarono rigorosamente l’ambiente di questi nuovi umani, in modo da rimanere concentrati sullo sviluppo di perfetti veicoli di integrazione. Non volevano che i nuovi umani diventassero come loro: polarizzati. Ciò che il gruppo Lirano non riuscì a riconoscere è che, a questi nuovi umani, stava limitando anche la scelta.

Dopo generazioni di lavoro con i primati e la genetica extraterrestre, il gruppo Lirano sviluppò un prototipo umano il cui significato “della terra” venne tradotto con il nome “Adam”. Il prototipo Adam fu introdotto sulla Terra per verificarne l’adattabilità ambientale in molte aree del pianeta. (C’erano molti Adam).

Quando il prototipo fu adattato in modo soddisfacente, gli Adam furono ritirati.

Così il Signore Dio fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò. Poi prese una delle sue costole [o una parte del suo fianco] e richiuse la carne al suo posto.”3

3 – Genesi 2: 21

Attraverso la clonazione el’ingegneria genetica, fu creato un prototipo femminile tradotto con “Eva”.

Vennero restituiti entrambi all’ambiente e furono osservati da vicino. Dal loro desiderio di creare una specie che non avesse conoscenza della polarità, i Lirani istruirono tutti coloro che tendevano vietare ai prototipi la loro conoscenza, di negare a loro il diritto di scelta che venne concesso a tutti gli esseri divini.

Ecco che si riesce a vedere bene il significato dell’affermazione di Dio:

“Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino, ma dall’albero della conoscenza del bene e del male [polarità] non devi mangiare, perché nel giorno in cui ne mangerai, sicuramente morirai.”4

4 –Genesi 2: 16

I Siriani che lavoravano con il gruppo Lirano, non erano d’accordo con questa filosofia. Sentivano che i desideri personali dei Lirani di creare questa specie, erano disallineati con i diritti delle forme umanoidi. I Siriani, sebbene volessero sviluppare la razza umana per i loro scopi, scoprirono cheavevano un affetto genuino per i nuovi umani. Nonostante qesta dualità, decisero di intervenire dando inavvertitamente agli umani l’opportunità di scegliere.

Il gruppo Siriano avvertì gli umani:

“E il serpente 5 disse alla donna: “Voi non morirete affatto! Dio sa che nel giorno in cui ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, conoscerete il bene e il male.”

5 – Il serpente 5 è un simbolo archetipo che si trova in molti miti antichi. La natura del serpente rappresenta coerentemente la dualità: è sia temuto che un forte alleato dell’umanità. Nei Testi Sumeri, Enki, il dio (Siriano) che protegge l’umanità, viene anche raffigurato come un serpente. Il giudizio “malvagio” del serpente è più contemporaneo e potrebbe essere stato uno stratagemma usato dagli dei (Lirani) per impedire all’umanità di seguire le istruzioni dei Siriani che stavano tentando di aiutarla.

6 – Genesi 3: 4

Avendo davanti a loro una scelta e dovendo prendere una decisione che coinvolgeva la loro esistenza, gli umani raggiunsero la coscienza di terza densità. Quando si resero conto di essere stati ingannati da “Dio”, optarono per la conoscenza. Una volta che fecero la scelta di ricevere la conoscenza della polarità, rimasero completamente ancorati al piano fisico.

Ora possedevano l’ego, che è la conoscenza di “Io sono” e divennero consapevoli di loro stessi.

“Allora il Signore Dio disse: Guardate, l’uomo è diventato come uno di noi, ora conosce il bene e il male [la polarità]. Non bisogna permettergli di allungare la mano e prendere anche dall’albero della vita e mangiarne, o vivrà per sempre.”7

7 –Genesi 3: 22

Inutile dire che il gruppo Lirano non rimase contento. A causa della loro rabbia negarono l’albero della vita (l’Eredità Divina) alla conoscenza umana. La razza umana fu così costretta a svilupparsi senza sapere della sua connessione con la famiglia galattica e il Tutto. Fu davvero una sfida.

Per assicurarsi che gli umani non avrebbero cercato quella conoscenza, il gruppo Lirano adottò alcune precauzioni:

“… ad est del giardino pose i cherubini e una spada fiammeggiante che girava in
ogni direzione, per custodire la via verso l’albero della vita.”8

8 –Genesi 3: 24

Lasciarono all’umanità la sua eredità: il retaggio di Orione (simbolicamente rappresentato dalla spada), senza lasciare alcuna conoscenza per la sua risoluzione. Negli antichi Testi Sumeri si insinua che i cherubini siano dei veri e propri dispositivi meccanici o robotici che, in questo caso, proteggevano l’albero della vita.

Qual è la traduzione letterale dell’albero della vita? In Sumero, la parola usata per l’albero della vita era GISH.TIL.

GISH voleva dire dispositivo creato dall’uomo; TIL significava missile (ed è così anche nell’ebraico contemporaneo). Invece di un vero albero, stava a indicare il “veicolo per la vita”, ovvero un’astronave. Nei resoconti Sumeri ci sono delle chiare raffigurazioni di razzi spaziali, così come di uomini che le salutano da terra.

Sembra chiaro che l’azione degli dèi di posizionare i cherubini per tener lontani gli umani dall’albero della vita, voleva effettivamente negare agli umani la conoscenza della loro eredità. Agli umani della Terra non fu più permesso di mescolarsi apertamente con gli dèi e lasciare il pianeta con loro. Gli umani furono banditi dai cieli.

Cosa successe al gruppo Siriano che interferì con i progetti Lirani?

A causa della loro interferenza si legarono energeticamente allo sviluppo della Terra. Hanno sempre avuto molti assi nella manica e, in questo caso, sono quelli che hanno riso per ultimi.

Mentre lavoravano con il gruppo Lirano nel programma genetico, inserirono un codice di DNA latente all’interno delle cellule umane.

Questo codice verrà innescato da una vibrazione accelerata che si verificherà quando la civiltà inizierà a evolversi spiritualmente. Come la Terra accelererà verso l’auto – consapevolezza e la quarta densità (che è ciò che sta capitando ora), il codice si attiverà. Una volta attivato, la razza umana srotolerà la sua visione limitata come fosse una spirale, finché la distesa del Tutto Ciò Che È
diventerà visibile. Dopo tutto, si è trattato del loro modo di permettere all’umanità di mangiare dall’albero della vita.

L’umanità è stata sottoposta a una dura sfida da parte dei primi inseminatori del pianeta Terra. Come già affermato, i “bambini” di solito portano dentro di loro i codici genetici e gli atteggiamenti radicati dei “genitori”.

Se la Terra fosse stata davvero seminata da un punto di disuguaglianza e mancanza di libero arbitrio,

  • Questo non potrebbe forse spiegare perché gli umani di molte razze hanno ancora oggi la convinzione di fondo riguardo alla superiorità della razza caucasica / ariana (il gruppo Lirana)?
  • Potrebbe essere che le radici stesse del bigottismo razziale risalgano alle origini del pianeta?

Certamente lo ipotizzano i testi antichi a disposizione dei ricercatori.

I testi Sumeri parlano di “quelli dalla testa nera” che lavoravano nelle miniere dell’Africa per gli dèi. Se questo fosse vero, ovvero che l’umanità porta i modelli dei suoi antenati, allora questa sfida sarebbe solo all’inizio. Riuscire a spezzare questo incantesimo divino che è stato scagliato sull’umanità, potrebbe essere la chiave per la liberazione della razza umana sulla Terra.

Nel passato della Terra, la razza umana ha sempre ricevuto segnali contrastanti dagli dèi.

Ci furono dei periodi (alcuni dei quali sono documentati nei testi Sumeri, tipo il grande diluvio), in cui gli umani furono abbandonati e lasciati morire sul pianeta, mentre gli dèi in cui riponevano la loro fiducia, se ne andarono con le loro astronavi. Durante questi periodi, alcuni dèi salvarono “illegalmente” gli umani prescelti. Questo creò una codifica emotiva all’interno della specie umana durante i periodi di crisi. La codifica ricorda entrambi questi schemi e fa attivare una lotta tra la paura dell’abbandono e la gioia della salvezza. È imperativo che la razza umana risolva questa dipendenza dagli dèi e diventi autosufficiente.

Nella Terra dei nostri giorni, i gruppi extraterrestri le cui codifiche sono radicate nel passato, promettono ancora la salvezza. Vengono agli umani come esseri dello spazio fisico e parlano telepaticamente a coloro che possono sentire la loro frequenza.

Spesso chiamano vari “comandanti” o uomini “prescelti” della Terra e continuano a tentare l’ego umano nel perpetuare i propri sentimenti di superiorità. Sebbene questi gruppi dello spazio siano un bene, perpetuano continuamente il divario tra la paura dell’abbandono e la gioia della salvezza, incoraggiando così la separazione e l’elitarismo.

Man mano che gli umani si riprendono il loro potere ed entrano nell’età adulta planetaria, anche quei gruppi rimanenti si trasformeranno. La maggior parte degli altri gruppi extraterrestri ha imparato dalle loro azioni passate e desidera, una volta per tutte, la soluzione definitiva a questo conflitto.

Dal punto di vista dei Fondatori, il Piano sta continuando perfettamente.

Il gruppo Lirano deve interpretare uno scenario per la propria crescita. Queste antiche “divinità” extraterrestri lasciarono molti indizi sulla Terra, che alla fine contribuiranno a risvegliare il pianeta alla sua vera eredità. Mentre l’umanità si risveglierà a questa conoscenza, inizierà a mettere in campo gli strumenti necessari per risolvere il dramma di Orione. La risoluzione risiede nella tolleranza.

Se la razza umana riuscisse veramente a tollerare la diversità all’interno dell’unità da un punto di non giudizio, sulla Terra potrebbe nascere il Paradiso

Tratto dal libro in PDF “Il Prisma della Lira”

di Lyssa Royal e Keith Priest 

Versione originale in Inglese 

testo tradotto in lingua italiana da claudiordali 

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ANTROPOMORFI (terza parte)

I SAUROIDI

“Questo pianeta è il nostro, siamo noi i veri terrestri, non voi.”

La figura mitologica del Serpente
I nativi americani Hopi raccontano dell’esistenza di una razza di uomini rettile che vivrebbe sottoterra chiamata Sheti o “Fratelli Serpente”, mentre nella mitologia precolombiana, l’Eva primordiale di nome Bachue si trasformò in un grande serpente, a lei ci si riferiva anche come “Il Serpente del Cielo”.

Quetzalcoatl, ovvero il serpente con le piume (anche chiamato Viracocha o Kontiki), era il nome azteco del dio Serpente piumato dell’antica Mesoamerica, una delle divinità più importanti per molte civiltà messicane e centro americane.

La divinità del serpente piumato rivestì una certa importanza, sia nell’arte che nella religione, in gran parte del territorio mesoamericano per quasi 2.000 anni, dall’età pre-classica fino alla conquista spagnola: tra le civilizzazioni che praticavano il culto del serpente piumato ricordiamo, 

  • gli olmechi
  • i mixtechi
  • i toltechi
  • gli aztechi
  • i maya

In Asia, invece, nelle scritture e leggende indiane, i Naga (Devanagari) erano esseri a forma di serpente che si riteneva vivessero sottoterra, pur avendo contatti anche con gli uomini, in alcune versioni, si riferiva che tali esseri avessero vissuto su di un continente che si sarebbe poi inabissato nelle acque dell’Oceano Indiano; i testi indiani riferiscono anche di un’altra razza di uomini serpente chiamata Sarpa (Devanagari). 

Nella cultura cinese, vietnamita, coreana e giapponese, si conoscono le storie dei Long (Yong in Coreano, Ryu in giapponese ) o dragoni, forme a metà tra il piano fisico e il piano astrale, ma raramente descritte in forma umanoide, e che possono assumere una forma tra l’umano e il rettiliano, mentre i Giapponesi raccontavano le storie sui Kappa, un popolo di rettili umanoidi. In Cina, Corea e Giappone, i reami sottomarini erano mitologicamente popolati da Re Dragoni e i loro discendenti sono considerati, ancora oggi umani, discendenti da una razza di dragoni, tanto che questa discendenza viene spesso rivendicata dagli Imperatori Asiatici, che si credeva fossero in grado di mutare volontariamente da una forma umana ad una forma di drago, forma ritenuta, presso le tradizioni asiatiche, migliore rispetto alla forma del diavolo. 

Nel Medio Oriente sono conosciuti i Jinn, uomini serpente o dragoni di cui si parla fin dai tempi più antichi, mentre nella Genesi ebraica, Dio punì il serpente per aver convinto con l’inganno Eva a mangiare il frutto della conoscenza:

«Allora il Signore Dio disse al serpente: poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame, e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.»

Questo passo della Bibbia suggerirebbe che i serpenti avessero originariamente le gambe.

Nella mitologia sumera il termine Anunnaki (o Anunnaku), ossia “figli di An”, indicava l’insieme degli dèi sumeri ed essi erano costituiti in un’assemblea, presieduta da An, dio del cielo.

Tale assemblea si componeva dei sette supremi, di cui facevano parte i quattro principali dei creatori (An, Enlil, Enki, Ninhursag), con l’aggiunta di Inanna, Utu e Nanna e di 50 dei minori, detti anche Igigi.

Alcuni sostengono, tra cui Zecharia Sitchin, di aver individuato in tavolette sumere il riferimento a una razza aliena (gli Anunnaki) che avrebbe creato la razza umana (mischiando i propri geni con quelli dell’Homo Erectus) allo scopo di utilizzare gli uomini come schiavi in alcune miniere in Africa. Secondo altri, gli Anunnaki però avrebbero sembianze umane (sarebbero discendenti o facente parte della razza aliena Umanoide) e oggi abiterebbero il loro pianeta Nibiru.

Secondo Sitchin le tavolette attesterebbero che il popolo Sumero dalla “Testa Nera” sarebbe stato creato da questi esseri mescolando “l’essenza di vita” di “uomini e bestie” e il “Popolo dalla Testa Nera” sarebbe stato schiavo dei Sumeri, una casta gerarchicamente al di sotto dei loro creatori.

L’esistenza di uomini serpente secondo Sitchin sarebbe provata dalla concezione di regalità e dal suo collegamento alla figura del drago, definita in Babilonia come ‘Sir’ o dragoni (ossia “grande serpente”, dal sanscrito sarpa, parola che originariamente descriveva il grande “Dio-Dragone”, creatore e governatore della antichissima cultura dravidica).

Secondo Laurence Gardner, sarebbe esistita una “Linea del Sangue dei Dragoni”, una variante del Sacro Graal collocata nell’antica Sumeria quando gli Anunnaki sarebbero discesi sulla regione creando una linea di sangue reale attraverso una manipolazione genetica.

In Africa, l’antico dio egiziano Sobek veniva riprodotto come un uomo con la testa di coccodrillo, mentre nel Mali si trova ancora oggi una popolazione, i Dogon, che possiede un mito di fondazione che comprende un uomo rettile: i Dogon dicono di discendere dal dio Amma, proveniente dalla stella Po Tolo (Sirio B).

In Europa, il primo re mitico di Atene, Cecrope, era mezzo uomo e mezzo serpente e nella mitologia greca, avevano servitori serpenti i Titani e i Giganti e, talvolta, i Giganti stessi venivano raffigurati in forma “anguiforme”, ossia con le gambe formate da terminazioni serpentiformi, come il gigante Klyteros, raffigurato nel fregio della Gigantomachia sull’Altare di Pergamo.

Anche il vento Borea (Aquilone per i Romani) veniva descritto in questa forma. Si narra, ad esempio, che al matrimonio di Giove e Giunone ci fu una gara tra tutte le gerarchie divine nell’offrire alla coppia i doni più preziosi. La Terra non aveva voluto essere da meno e regalò degli alberi da frutto molto particolari: infatti ogni primavera sui loro rami nascevano delle mele d’oro.

Questi alberi erano custoditi in un meraviglioso giardino affidato a quattro ninfe, le Esperidi, le quali avevano posto a guardia del cancello d’entrata un drago con cento teste. Ogni volta che qualcuno si avvicinava al giardino con l’intenzione di rubare i pomi, le teste del drago iniziavano a gridare con cento tonalità diverse facendo fuggire via anche il più coraggioso degli uomini.

Ma una delle dodici fatiche date a Ercole da Euristeo chiedeva proprio di rubare quelle mele, ed Ercole grazie al consiglio di Prometeo di farsi aiutare da Atlante e grazie ad Atlante stesso, riuscì ad uccidere il drago e a rubare le mele; infine Era pose il drago nel cielo nella costellazione del Dragone in modo che tutti potessero ricordarlo.

Nei bestiari e nelle leggende greche ed europee, il basilisco (dal greco βασιλίσκος basilískos, “piccolo re” da βασιλεύς basiléus, “re”; in latino rēgulus) è una creatura mitologica citata anche come “re dei serpenti”, che si narra abbia il potere di uccidere con un solo sguardo diretto negli occhi.

Secondo Solino e la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, il basilisco sarebbe un piccolo serpente, lungo meno di venti centimetri e nonostante questo sarebbe la creatura più mortale in assoluto. È infatti velenosissimo ed è in grado di uccidere con il solo sguardo.

Secondo alcune leggende medioevali, se un cavaliere cercava di colpire il basilisco con la lancia, il veleno vi si infiltrava immediatamente uccidendo cavallo e cavaliere. Il basilisco vivrebbe nel deserto da lui stesso creato, perché ha la capacità di seccare gli arbusti oltre che con il contatto, con il solo sguardo. A Plinio si rifece Isidoro da Siviglia, che lo definiva come il re dei serpenti, i quali lo temono per il suo soffio velenoso e per il suo sguardo mortale.

Alessandro Neckham attorno al XII secolo, fu il primo a riferire la teoria secondo la quale non era lo sguardo del basilisco a uccidere direttamente, ma la corruzione dell’aria che esso provocava. Viene chiamato “re” a causa della cresta a forma di mitra che ha sulla testa oppure, secondo Plinio, a causa di un marchio biancastro sulla sommità del capo.

Nell’iconografia dell’arte occidentale vi sono, inoltre, rappresentazioni di una donna con una coda di serpente, qualche volta con piedi da rettile, come nel quadro il Giudizio Universale di Hieronymus Bosch, tanto che nel Medioevo il Diavolo veniva spesso raffigurato con caratteristiche rettiliformi, così come i demoni nella maggior parte dell’iconografia.

Una leggenda: Rettiliani e Draconiani
Supponiamo che sul pianeta Terra in un periodo compreso tra i 245 e i 65 milioni di anni fa (probabilmente tra i 160 – 115 milioni di anni), in piena “Era dei Dinosauri” e tra le variegate razze di Sauri che popolavano il pianeta, si sia sviluppata una razza intelligente, capace di dar vita ad una prima civiltà terrestre.

Supponiamo, inoltre, che attorno a 65 milioni di anni fa un cataclisma di proporzione gigantesche abbia scosso l’intero pianeta, sterminando i Dinosauri e costringendo questa civiltà ad abbondare il pianeta e a trasferirsi verso altri sistemi solari. Infine, supponiamo che comunque, non tutte le forme di vita scomparvero, poche sopravvissero e tra queste, anche alcuni superstiti di questa civiltà di Sauri intelligenti che, per vivere all’inverno nucleare che seguì, si rifugiarono nel sottosuolo, contribuendo poi milioni di anni dopo, ad alimentare il mito della Terra Cava o del regno perduto di Agharti.

Secondo la tradizione induista, esiste un grande regno sotterraneo, dove dimorerebbe il Re del Mondo, colui che da Shamballah (in sanscrito “Città degli Smeraldi”), la capitale di questo grande luogo mitico, domina le menti dei grandi, dei re, degli imperatori e dei capi di stato di tutto il mondo.

Qui vivono esseri superiori, da tempo immemorabile, esseri capaci di cose inaudite, in grado di usare ancora quell’energia che noi, uomini di superficie, abbiamo ormai dimenticato ad usare, un’energia che, volendo, può essere ancora risvegliata, in quanto è presente ancora in tutti noi, ma è “addormentata”.

La capitale di questo regno, che dovrebbe trovarsi in profondità sotto il deserto del Gobi, in Asia, è solo il centro dato che dovrebbe estendersi, attraverso un’immensa rete di gallerie, sotto tutta la superficie del globo, collegando tra loro i diversi continenti. Agharti è questo, un’estesissima rete di gallerie sotterranee abitate da questi esseri, terrestri, che ancora oggi vivono nelle profondità della Terra e che per comodità chiameremo i Rettiliani, dato che è un termine comune agli studiosi di questa teoria.

Ma la razza dei Sauri che era fuggita dalla Terra, si evolse in modo se stante, i “Draco o Draconiani” (gli alieni Sauroidi), andando alla conquista del Cosmo. Per milioni di anni vagarono nella Galassia, entrando in contatto con altre civiltà, sfamando la loro voracità attraverso la conquista e nel predominio dei mondi altrui.

Infine, stabilirono la loro nuova patria nel sistema solare della stella Thuban, nella costellazione del Dragone, da qui continuarono le loro scorribande galattiche arrivando a conoscere le entità luciferine, che divennero ben presto un fedele alleato. Da questa ricostruzione è facile capire come nel loro lungo peregrinare, milioni di anni fa, le due razze entrarono in contatto, più o meno quando i Sauri si erano già da tempo insediati tra i pianeti della costellazione di Orione e, ancor prima, avevano preso contatti con la razza degli Horus, con la quale iniziarono un importante collaborazione futura.

Dapprima, questo vampirismo dei Luciferini iniziò in modo subdolo e silenzioso, poi quando i Sauroidi si evolsero tanto da arrivarne a scoprirne la presenza, iniziarono uno scambio di informazioni, sino a stipulare un patto di mutuo soccorso reciproco.

I Sauri avevano bisogno di acquisire maggiore conoscenza del creato e dell’Universo, sfamando la loro voracità di conquista grazie ad un maggiore sapere, mentre il Luciferino trovava in esso una forza impressionante e un contenitore dove vivere e nel quale sarebbe stato in grado di trarne molta energia, seppur per un tempo limitato (il mito del “Frutto della Conoscenza” di cui i Serpenti furono i portatori e che poi doneranno anche all’Uomo attuale, ovvero la “Conoscenza Luciferina”).

Ma quando entrambi scoprirono che nella Galassia (e in tutto l’Universo) erano stati creati esseri intelligenti dotati di una energia inesauribile, un energia eguagliabile a quella di Dio, decisero di cambiare i piani e di andare a sfruttarla per altri scopi e a loro vantaggio.

Trovata una variante ibrida dell’Uomo (Giganti o Nephilim) su un pianeta meraviglioso e dal quale curiosamente provenivano (l’Eden o la Terra), dopo aver compreso che non era possibile assoggettarlo al proprio volere, decisero di comune accordo con altre razze aliene, che nel frattempo si erano unite al progetto, di creare un contenitore più piccolo in grado di contenere ugualmente quell’energia per poi sfruttarla.

Fu così che apparve sulla scena l’attuale Essere Umano, sintesi di una operazione genetica che vide l’unificazione del genoma alieno, con quello dei Giganti e delle scimmie. Tutta questa parte è approfondita in diversi studi paralleli e analoghi, ma già è possibile trarre molti spunti di riflessione.

I Sauroidi, che nella mitologia sono i Serpenti, concessero all’uomo nel Giardino dell’Eden (il pianeta Terra), il “Frutto della Conoscenza”, in realtà questo frutto è ciò che portavano dentro di se da molto tempo, la “Conoscenza Luciferina”, questa entità di luce generata dalla stessa materia di cui sono formate le stelle. In questo ritorno al pianeta di origine, ma che da tempo avevano dimenticato, ripresero contatti anche con la razza dei Rettiliani, rimasta nel sottosuolo Terrestre e che aveva visto svilupparsi in superficie, la venuta dei mammiferi e delle altre forme ibrido-umane.

Superata una prima diffidenza iniziale che spesso è sfociata anche in aperti conflitti, attualmente è in atto un programma di riunificazione, dato che gli obbiettivi finali e le origini sono comuni.

I Sauroidi continuano a vivere in varie colonie, la principale si trova su Thuban nella costellazione del Dragone, le altre a Bellatrix nella costellazione di Orione, Zeta Reticoli in quanto fondatori del “Nuovo Ecosistema Alieno” che coinvolge la razza dei Grigi, e su Sirio, in un pianeta esterno al sistema binario, il quale è occasione di scontro e di veri e propri conflitti con la razza degli Umanoidi.


La costellazione del Dragone
Il Dragone (in latino Draco) è una costellazione settentrionale, è una delle 88 moderne costellazioni ed era anche una delle 48 elencate da Tolomeo.

Quella del Dragone è una delle costellazioni più grandi della volta celeste, si presenta completamente circumpolare fino alle latitudini temperate boreali, come le regioni del Mediterraneo. Il gruppo della testa è rappresentato da quattro stelle, tra cui le più luminose chiamate Eltanin e Rastaban, la prima stella riveste una grande importante storica, poiché fu misurando la parallasse di questo astro che James Bradley scoprì nel 1725 il fenomeno dell’aberrazione della luce, che costituisce una delle prime prove della rotazione della Terra attorno al Sole.

Inoltre tra 1.5 milioni di anni, la stella che attualmente si trova a 148 anni luce da noi, transiterà a soli 28 anni luce, a questo punto sarà la stella più brillante del cielo (ovviamente dopo il Sole), arrivando a rivaleggiare con Sirio. Il resto della costellazione si snoda attorno al polo nord celeste, insinuandosi tra l’Orsa Maggiore e quella Minore, circondando quest’ultima sui lati est, sud ed ovest.

Circa 2.700 anni fa, il polo nord celeste si trovava in direzione di questa costellazione e in particolare nella parte della coda, all’altezza della stella Thuban, che all’epoca era considerata la Stella Polare.

Thuban (α Draconis/ Alpha Draconis) è una stella della costellazione del Dragone (Draco, in latino), nell’emisfero boreale e in buone condizioni atmosferiche è individuabile dato che si trova immediatamente sopra l’asterismo del Grande Carro dell’Ursa Major.

Per la precessione degli equinozi, Thuban è stata la stella di riferimento del polo nord dal 3.942 a.C., prendendo il posto di θ Bootis fino al 1.793 a.C., quando venne soppiantata da κ Draconis; il momento in cui è stata più vicina al polo nord è stato nel 2.787 a.C., quando si è trovata a soli 2 gradi e mezzo dal polo. Nonostante la vicinanza al polo è stata usata come punto di riferimento fino circa al 1.900 a.C. quando la più brillante Kochab (β Umi) entrò nella zona del polo nord, allentandosi lentamente negli ultimi 4.800 anni.

Arriverà al massimo di lontananza dal polo nord intorno nel 10.000 d.C., per poi riavvicinarsene gradualmente e tornare ad essere la stella polare nel 20.346 d.C. Thuban, attualmente, ha finito la fusione dell’idrogeno ed è passata alla fusione dell’elio, è quindi una stella gigante brillante circa 250 volte più del Sole e distante circa 300 anni luce, inoltre è una stella binaria, con un periodo di orbita di 51 giorni e la compagna è probabilmente una nana rossa o bianca.

Poche indicazioni abbiamo sui pianeti che compongono questo sistema solare, anche perché la stella essendo una gigante ha inglobato molti di essi durante la sua espansione.

Attualmente presenta pochi mondi, il primo è un gigante roccioso, grande la metà del nostro Giove dove vivono i Sauroidi. Il pianeta, che si trova ad una considerevole distanza dalla stella, ne subisce comunque tutti gli effetti, in quanto il pianeta è arido e caldo e i Sauri vivono nel sottosuolo, ancora ricco di materie prime e in parte di acqua. La sua superficie è per buona parte interamente ricoperta di rocce, mentre vaste aeree sono soggette a continue e spettacolari eruzioni vulcaniche.

Praticamente è un ambiente simile ad un Inferno, deserto e caldissimo, ma base ideale per lo svernamento di questa razza che comunque è riuscita a creare nelle viscere del pianeta, un intricato complesso di città altamente funzionale e sofisticato, sfruttandone ogni proprietà geotermica. Seguono piccoli pianeti, residui di giganti gassosi, nutrite fasce di asteroidi e meteore.

Altre fonti di sostentamento, invece, provengono da un pianeta ancora più esterno, un tempo ricoperto di ghiacci mentre attualmente ricoperto da un vasto oceano allo stato liquido, con un clima temperato ai poli e caldo umido all’equatore, nel quale vivono moltissime specie animali.

Da questo mondo, i Sauri, prelevano l’acqua di cui hanno bisogno e il cibo ittico che vi viene coltivato, nonché viene utilizzato, addirittura, come un vero e proprio luogo di villeggiatura per le classe più abbienti.

Chi sono i Sauroidi
I Sauroidi (anche se spesso vengono erroneamente chiamati “Rettiloidi”) sono in realtà anfibi, tra i quali non è evidente la presenza di sessi e se ne possono riconoscere di due tipi.

Il primo è alto circa 2,80 m, ha cinque dita nelle mani e nei piedi, più sull’avambraccio distante dalla mano, un’unghia rostrata simile al dito che i gatti hanno nelle zampe posteriori, ma con una struttura chitinosa molto dura. La pelle, che sembra sempre umida e traslucida, è di colore verde-marrone e vista da vicino, appare dotata di scaglie, le quali se esaminate attentamente, si rivelano più morbide del previsto.

Sul torace, alcuni esemplari, presentano inoltre un piumaggio, raro da vedersi, perché spesso ricoperto da una tuta o divisa che indossano, questo piumaggio dal colore cangiante con alcune striature azzurre e verdi, si confonde perfettamente con le scaglie presenti. Sembra che questo piumaggio sia presente in un alcune razze di alto lignaggio, probabilmente denotano l’appartenenza ad una casta altolocata o di regnanti.

La pelle diventa progressivamente rossa nella zona ventrale e nei polpastrelli delle mani, in quelle zone si fa addirittura più sottile e si può veder scorrere una linfa rossa all’interno di un intricato quanto mai affascinante sistema sanguigno, soprattutto quando l’alieno sembra comportarsi in modo collerico. Le dita delle mani e dei piedi sono abbondantemente palmate.

Il cranio sui lati destro e sinistro è caratterizzato dalla presenza di due superfici cornee, tondeggianti e poco sporgenti, mentre al centro esiste una struttura più morbida, sotto la quale si vede pulsare la linfa; questa struttura sembra una spina dorsale in rilievo e percorre, bene in evidenza, tutta la lunghezza della testa, del collo, del dorso e della grossa coda.

Disponiamo di pochi dati anatomici sulla lingua, che sembra, però, anch’essa tozza e bifida.

Gli occhi sono dotati di una sotto-palpebra (membrana nittitante) che scorre in diagonale, dal basso verso l’alto e dal naso verso l’esterno. Le pupille sono verticali e le iridi cambiano di colore, dal giallo verde al rosso vivo, a quanto pare secondo l’umore. L’orecchio esterno è inesistente, mentre l’orecchio interno sembra chiudibile a comando.

L’aspetto generale viene descritto come quello di un “drago” o a volte, come quello di un “coccodrillo in piedi”, anche se il viso (o muso?) è arrotondato come quello di un serpente, con labbra sottili e narici poste in fondo al setto nasale, ma laterali, piuttosto che frontali come le nostre. La grossa e tozza coda viene utilizzata come terzo punto di appoggio quando il Sauroide sta fermo sulle due corte e tozze gambe.

Altre volte, viene utilizzata come vera e propria arma per attaccare il nemico, soprattutto nelle battaglie agonistiche per la supremazia del più forte. Ci sono rapporti su “draghi” di varie dimensioni e pare che queste dipendano dall’età, cioè che essi continuino a crescere sempre, senza un vero e proprio limite massimo. Il secondo tipo è rappresentato da Sauroidi senza coda, alti circa 2 m, con pelle traslucida, occhi a palla che conferiscono rigidità allo sguardo (perciò li chiameremo “Rane”) e denti verticali, lunghi e sottili, che ricordano i fanoni delle balene.

Sulla testa hanno come dei piccoli corni che, da lontano, ricordano una capigliatura a spazzola; non si tratta tuttavia di capelli, ma di molte escrescenze cornee ravvicinate.

Questi esseri sono talmente simili l’uno all’altro da rendere impossibile l’identificazione di differenze, anche quando se ne vedono diversi contemporaneamente. Sono caratterizzati da un abito simile alla divisa dei militari nazisti dell’ultima guerra mondiale, spesso presentando dei simboli simili a quelli dell’alfabeto runico e, anche tra di loro, non si nota la presenza di sessi.

Conosciamo poco della loro dieta, anche se è ben nota la loro voracità, alcuni sostengono che i Sauri userebbero gli umani anche come cibo. Fortemente indipendenti e autoritari, soggetti a colleriche reazioni, da sempre si sono imposti una guida o re supremo, definito anche “Re del Mondo”, colui che ha la facoltà di imporre le sorti a tutta la popolazione e prendere le decisioni più importanti, soprattutto riguardo le conquiste da intraprendere su altri mondi (stessa carica di “Re del Mondo” è comune anche nei Rettiliani terrestri).

Comune a molte razze aliene è la struttura piramidale, dove al vertice si trova questo Re e a scendere tutto un intricato sistema di sottocomandanti, una componente strutturale simile al nostro feudalesimo medievale con al comando una sorta di “Barone”. Tutti i “Baroni” formano una “Suprema Casta o Consiglio”, seconda carica più importante dopo quella del “Re”.

Ogni “Barone” comanda un proprio territorio, non solo nel pianeta-capitale, ma anche negli altri pianeti colonizzati sparsi per la Galassia. Sotto di lui e ai suoi servigi, si trova una popolazione composta da funzionari, amministratori, sacerdoti, istruttori, scienziati, ginnasti, operai e schiavi che compongono il tessuto sociale.

Ogni baronia è fortemente autarchica e il suo potere è dovuto non solo allo sfruttamento delle risorse, sia planetarie o sauriane (nel nostro caso si direbbe in materie prime e umane), ma anche alla capacità di conquista di altri mondi e lo sfoggio di potenza e autorevolezza, con la conseguente capacità distruttiva e di saccheggio più totale.

Interferenze con l’Uomo

Grande capacità dei Sauroidi, durante le adduzioni, è quella di manipolare il tempo, creando quella condizione meglio conosciuta come “missing time”.

Questi vuoti di tempo, che possono variare da pochi secondi a qualche minuto, sono tipici di quelle adduzioni dove si rende necessaria un interruzione temporale, in grado di creare un buco quantico e nel quale l’alieno può agire indisturbato. Comune a molti addotti è la visione, nelle paralisi apparenti o nei sogni, di serpenti viscidi dallo strano comportamento, di solito di colore marrone, spesso anche di draghi dalle fattezze possenti e dagli occhi rossi, sino ad arrivare alla visione indistinta di ombre o di aloni olografici in movimento.

Spesso nei ricordi più vividi è sovente rammentare un respiro pesante, profondo e rumoroso, accompagnato da sibili e grugniti.

Artefice sin dai primi tempi del vasto progetto di manipolazione genetica su vasta scala, è la razza che per prima arrivò sulla Terra, dopo averla abbandonata milioni di anni prima per motivi di sopravvivenza, nel quale attuò un iniziale piano di nuova conquista e ricerca insieme alla razza aliena degli Horus, a quel tempo all’interno dei vertici della “Gerarchia Superiore”.

Non è un caso che la figura del Serpente o del Drago, sia presente insieme a quella dell’Aquila o del Falco (ma anche del Leone o gli Uomini Pesce), in quanto erano le principali divinità presenti in quel periodo sul nostro pianeta e direttamente responsabili di quanto è stato realizzato.

Durante i vari millenni di permanenza sulla Terra sono cambiate molte cose, non soltanto il progetto di ibridazione umano-aliena per il controllo futuro delle Anime, ma anche la composizione gerarchica delle varie razze aliene. Un tempo potenti e temuti, persero ben presto potere per essere declassati anche da altre civiltà più recenti, ritenuti troppo collerici, voraci e pericolosi, fu necessario ridimensionare il loro potere, per meglio contenere la loro “fame”.

Inoltre, il grande errore imputato ai Sauri fu quello di aver concesso ai Luciferini di entrare all’interno dei contenitori umani, regalando, involontariamente, quello che comunemente nelle nostre religioni è meglio conosciuto come il “Frutto della Conoscenza”.

Il passaggio dei Luciferini, dal Sauroide all’Umano, dette una spinta a quest’ultimo in fatto di intelligenza, portandolo ben presto ad una maggiore consapevolezza di se, attuando, al tempo stesso, un forte parassitaggio condizionando il comportamento umano (vedi la religione, la politica, l’economia).

I Sauri, inoltre, non sono stati da meno in tutta questa operazione, intervenendo molto spesso di persona sulla Terra, portando e regalando importanti conoscenze all’Uomo. E’ molto probabile che questo sviluppo dell’Uomo, sia stato deciso per avere esseri viventi più “svegli e meno dormienti”, in grado di regalare molta più energia, rispetto ad un soggetto più spento o peggio ancora ridotto ad un automa.

Sia i Luciferini che i Sauri, hanno bisogno di grandi risorse energetiche per sopravvivere che solo gli umani sono in grado di dare, per questo sono stati tra i primi a creare i macchinari necessari per strappare le Anime dagli addotti ed immetterli per breve tempo all’interno dei loro corpi per auto-rigenerarsi.

La sua invadenza, non solo nelle gerarchie aliene è ovviamente opprimente, ma anche sulla civiltà umana, perché non a caso il Serpente nella nostra cultura è associato al diavolo e di quanto più malefico possa esistere.

In lui si ritrova uno dei tanti demoni che vogliono rapirci l’Anima, che vivono negli inferi, profusori di versi aberranti, affamati di potere ma anche della nostra carne, del nostro sangue, nonché della nostra energia animica.

Nelle ricostruzioni delle adduzioni, la parte mistico-religiosa di questo essere ha assunto componenti più scientifiche, facendo notare la sua vera natura, la tecnologia che dispone, le grandi capacità tattiche, ma anche una frustrazione latente dovuta ad un ridimensionamento del suo potere, che spesso l’ha portato in aperto contrasto e in lotta con le altre razze.

Infondo si considera padrone di questo mondo, perché qui è nato, ed aspetta un passo falso delle altre razze aliene per riscattare questo diritto.

E’ ovvio pensare che considera l’Uomo di sua esclusiva proprietà, prospettando per lui un futuro di schiavitù a livello sociale ed energetico.

Moderne teorie cospirazioniste
Alcune teorie della cospirazione hanno sostenuto la presenza sulla Terra di stirpi di “rettiliani” di origine extraterrestre, in alcuni casi in grado di mutare la propria forma.

Secondo tali teorie sarebbero per esempio rettiliani gli alieni provenienti dalla costellazione del Drago, che sarebbero le “eminenze grigie”, i padroni nascosti degli alieni più famosi, i cosiddetti Grigi, provenienti dal sistema di Orione, Zeta Reticuli e Bellatrix.

Di extraterrestri rettiliani racconta Herbert Schirmer, che sostiene di essere stato rapito ad Ashland nel 1967 da esseri umanoidi, alti tra 1,4 e 1,8 m, rivestiti da una tuta aderente, con testa sottile e allungata e pelle grigio-bianca; la bocca sarebbe stata simile ad una fenditura e non si sarebbe mossa mentre parlavano e i loro occhi sarebbero stati inclinati. Sulle tute Schirmer avrebbe visto un emblema a forma di “serpente alato”.

Secondo sempre Schirmer tali esseri proverrebbero da un’altra galassia e sarebbero provvisti di basi sul nostro pianeta.

John Rhodes raccolse insieme le testimonianze dei presunti contatti tra esseri umani e rettiliani umanoidi, ha fondato nel 1997 un apposito centro di ricerca ed è apparso in televisione e alla radio per illustrare le sue scoperte e le presunte prove scientifiche di sostegno alle sue teorie.

Rhodes afferma che i rettiliani umanoidi discenderebbero dai dinosauri e sarebbero quindi un sottoprodotto dell’evoluzione terrestre. Rhodes per avvalorare le proprie tesi cita le teorie di Dale Russel degli anni ottanta, relative alla descrizione di quale sarebbe potuta essere l’evoluzione dei dinosauri in una specie intelligente. Secondo Rhodes l’attenzione umana sarebbe intenzionalmente spostata dai mondi sotterranei allo spazio profondo, proprio allo scopo di mantenere segreti gli argomenti riguardanti le dimore dei popoli sotterranei e le loro antiche civiltà.

Secondo David Icke, come pubblicato nel suo libro “The Biggest Secret: The Book That Will Change the World” (in italiano “Il più grande segreto: Il libro che cambierà il mondo”) gli umanoidi rettiliani sarebbero una forza occulta che manipolerebbe e controllerebbe l’umanità.

La razza sarebbe costituita da esseri alti 2,13 m e bevitori di sangue e proverrebbe dal sistema stellare Alpha Draconis.

Antropomorfi, prima parte QUI

Antropomorfi, seconda parte QUI

Tratto da: http://www.bibliotecapleyades.net/ 

http://ningizhzidda.blogspot.it/

MU – il continente scomparso (seconda parte)

La storia nascosta dietro il continente Mu

(leggi QUI la prima parte) 

2. La religione di Mu

David Icke nel suo libro ‘Children of the Matrix’ ci dice che sia nella società di Lemuria che di Atlantide veniva adorata la la Dea Madre (la ‘Dea serpente’), e il ‘figlio del serpente’ (EA/ENKI), veniva spesso rappresentato da un toro.

EA/ENKI, tuttavia, non è l’unico dio che è stato rappresentato da un toro, è anche il simbolo della costellazione del Toro, dove si trova il sistema astrale delle Pleiadi.
E’ noto, ed è stato menzionato in molti luoghi, che EA/ENKI ha trascorso del tempo nelle Pleiadi, e questo potrebbe essere il motivo per cui a volte è associato al toro. Comunque, qui sulla Terra, il Toro è il simbolo “delle Pleiadi”. 

Non solo ai tempi di Lemuria la religione della Dea Madre era praticata, ma successivamente si è diffusa ad ovest nell’Asia minore e in Europa, compresa la Turchia, la Grecia, Cipro e Creta.

Lì in quei luoghi, i templi sono stati costruiti per lodare la Regina delle stelle.

Il più famoso Tempio è quello di Artemide a Efeso in Turchia; una delle Sette Meraviglie del Mondo. Per quanto riguarda la struttura di questo tempio (vedi figura sopra), possiamo vedere chiaramente di quanto siano stati in grado di costruire una tale bellezza, noi, non sapremo mai di quanto esperti possano essere stati e di quanto duramente abbiano lavorato, Oggi non saremo mai in grado di costruirlo con tanta precisione. Questo tempio è stato costruito dagli dei, che hanno avuto la giusta tecnologia.

Una sicura osservazione è che a quel tempo esisteva una società segreta, costruita con una struttura gerarchica ordinaria dal lontano Sirius fuori dal principio di una gerarchia non ariana. Questa società è stata chiamata la ‘Confraternita delle Figlie”, dedicata al culto della dea Ecate.

È interessante notare che, a quel tempo, i cani erano animali sacri che venivano sacrificati alla dea Ecate.
Naturalmente i cani, sono simbolicamente collegati a Sirius, e sacrificando questi animali alla Regina delle Stelle, i Sommi Signori della Stella Sirius, sarcasticamente rendevano omaggio alla dea, che una volta avevano servito, ma che ora disprezzavano.

Ecate era un altro nome per la Dea Madre, che spesso era anche servita da eunuchi; uomini che venivano castrati per una distorta forma del culto della Dea. Come accennato in precedenza, in Orione, quando è stata presentata la corte della Dea, gli uomini si rivolgevano alle donne al fine di collegarsi all’energia universale che era prominente in presenza della Dea.

Qui sulla Terra, questo rituale è stato distorto e male interpretato, portando gli stessi uomini castrati ad avvicinarsi al Divino Femminile. Naturalmente, la castrazione non faceva alcuna differenza in proposito.

Tuttavia in Mu, i sommi sacerdoti/sacerdotesse sciamani, e il resto delle tribù, vissero abbastanza isolati dall’influenza dei siriani e da EA/Enki, l’ariano Principe.

Il principe Enlil (fratellastro di Enki) era occupato a scavare metalli preziosi e alla costruzione di piccole città per i loro padroni, i loro fratelli di Sirio, in modo da farli vivere più comodamente, serviti da schiavi umani, per accontentare ogni loro piccolo desiderio. dall’altra parte, il gruppo di EA/Enki, erano impegnati nell’ingegneria genetica; nell’ambito degli esseri umani, piante e animali.

Pertanto, gli esseri umani ben programmati, e più intelligenti di quanto fossero i minatori, si diffusero in tutto il mondo.

Finché le cose non si stabilirono e non fu progettato un nuovo essere umano, il diritto di prendere decisioni sulle reali energie era relegato solo a vantaggio degli Oscuri Signori, molti esseri umani erano abbastanza liberi di costruire le proprie tribù e società.

Ma in agguato sullo sfondo c’era sempre il calendario dell’Ariano/Sirius, senza nemmeno rendersene conto il più alto in grado degli sciamani ha iniziato ad accumulare energie divine per creare una struttura di controllo che avrebbe funzionato a governare l’umanità sotto un unico ombrello, dopo aver raccolto abbastanza energie divine è stata messa sotto accusa la Regina delle stelle.

Manly P. Hall, 33° grado d’Onore della Massoneria, è stato un grande fan di Mu e Atlantide, ha scritto ampiamente su questo argomento, anche ispirato dai Rosacroce, Sir Francis Bacon, ha voluto che l’America fosse la ‘Nuova Atlantide’.

Ha scritto che i rituali segreti dell’antica iniziazione sono stati fatti sottoterra, in profonde grotte, cripte sotterranee, lontano dalle distrazioni della superficie. Sono state chiamate le “Grotte dei Misteri”.

3. La multidimensionale Lemuria

L’ordinaria umanità, ha oggi gran parte del suo lemuriano DNA attivo, mentre il popolo dei Lemuriani ha presto imparato a diventare multidimensionale.

I Lemuriani, senza stress e maggiori influenze esterne, hanno sviluppato abilità psichiche del tutto straordinarie. Anche se i siriani hanno messo intorno alla terra una griglia energetica chiudendo i cancelli stellari, i sacerdoti di Lemuria potrebbero ancora fare viaggi astrali, inizialmente appena sufficienti per raggiungere le frontiere appena fuori dal sistema della griglia, ma nel corso del tempo hanno avuto un sostanziale avanzamento.

Se non fosse per la griglia che blocca il pianeta Terra, i primi Lemuriani avrebbero probabilmente raggiunto lo stesso livello di abilità multidimensionali simili ai loro antenati, Namlú’u.

Ma forse, dopo migliaia di anni di pratica sciamanica, le femminili sciamane (a volte in combinazione con un maschio), potrebbero (anche se non del tutto) rompere i confini e raggiungere il 96% di potenzialità.

Questo è stato osservato dai siriani in astrale, riducendo l’energia, impedendo all’uomo di raggiungere il loro vero potenziale.

Gli abitanti di Lemuria erano piuttosto telepatici, hanno usato questa capacità per comunicare tra loro, limitando la loro necessità di avvalersi di veicoli per viaggiare da una tribù all’altra; Essi hanno scoperto che potevano semplicemente fare dei nano-viaggi.

Per molti aspetti l’avanzata tecnologica era quindi per molti aspetti obsoleta qualcosa che i Lemuriani non erano particolarmente interessati.

Invece, hanno vissuto a diretto contatto con la natura da cui sono nati, comprendendo così che Madre Terra e il Sole erano esseri senzienti rispettandone il principio, a differenza di coloro che sono scesi in basso nella società che hanno cominciato ad adorare.

In pratica, lo stesso è accaduto (anche se non del tutto), ai religiosi riti sacri della dea. Dopo qualche tempo, il rito è diventato il culto dea, tra cui anche il sacrificio, invece di collegarsi con esso e rendersi conto che erano tutt’uno.

Questo declino ha creato uno scollamento con entrambi gli elementi, come il sole stesso, e le sue abilità psichiche e multidimensionali che nel corso del tempo è diminuito. Tuttavia, questo processo, ha avuto influenze esterne, come verrà discusso in seguito.

Come detto da Churchward in ‘The Children of Mu’, in una edizione scritta sulla copertina:

“Erano soprattutto socialmente, agricoli, vivevano all’aperto, avevano una cultura alimentare biologico vegetariana, lavoravano in armonia con la natura e la terra, avendo poco e nulla a che fare con l’uso della tecnologia scientifica.”

Inoltre, egli dice che: in Mu vivevano circa 63 milioni di persone al momento del cataclisma.

Per molto tempo, hanno vissuto in una società di relativa uguaglianza. Gli sciamani, pur avendo poteri psichici (più a causa della loro formazione nei rituali sacri che per la loro linea nella discendenza di sangue), non venivano utilizzati per controllare gli altri, ma per la sopravvivenza della tribù. Pertanto, tutti avevano quello che gli serviva, sotto forma di cibo, vestiti e altre necessità per vivere.

Non ci sono state ne guerre o conflitti che sono scaturiti fuori mano; se ci fossero state delle dispute, sarebbero state risolte all’interno della tribù in cui si poteva sentire il parere di tutti e la versione del conflitto, potendo così discutere e risolvere il conflitto che potenzialmente avrebbe potuto essere di lunga durata.

Il fatto di vivere una vita senza relativi stress negativi, arricchiti dall’amore e dalla comprensione, avrebbero potuto vivere per diverse centinaia di anni.

Tuttavia, il loro DNA è stato progettato in modo diverso rispetto a esseri umani di oggi che, probabilmente era il fattore principale della loro lunga vita.

Seguirà:

4. I cittadini di Mu – grandi guaritori in armonia con la Madre Terra
5. Ario Simbolismo in Mu
6. Il ritorno dei titani
7. Giganti le prove nell’antichità
8. La visita di un gigante delle Pleiadi
9. I figli degli “Angeli Oscuri
10. La distruzione di Mu
11. In seguito al Cataclisma Lemuria

Per chi invece vuole accorciare i tempi, può leggere QUI le successive parti in lingua spagnola 

wlady

ANTROPOMORFI (seconda parte)

I Canidi (Anubis)

Il Protettore dell’altro mondo.
Nella religione egizia, Anubi era la divinità che proteggeva le necropoli ed il mondo dei morti, per il quale veniva anche chiamato “Il Signore degli Occidentali”.

Prima divinità dell’Oltretomba, come recitano i “Testi delle Piramidi“, venne successivamente sostituito da Osiride già verso la V dinastia, ma restava il dio protettore del XVII nomos dell’Alto Egitto il cui capoluogo, Khasa, venne chiamato in epoca ellenistica Cinopoli, ossia “Città dei Canidi” per il culto che vi veniva celebrato.

Aveva numerosi titoli che coglievano i vari aspetti della complessa natura del dio, tra i quali:

“Colui che presiede l’imbalsamazione”

“Colui che è sulla montagna” intendendo la montagna ove erano scavati gli ipogei

“Colui della necropoli”

“Colui che è nelle bende” intendendo le bende funerarie ma dall’oscuro significato

Nel primitivo culto zoolatrico, Anubi era raffigurato come un cane dal pelo rossiccio, con grandi orecchie e lunga coda, ma a partire dal Nuovo Regno veniva rappresentato con il corpo di uomo e testa di cane, chiamata poi genericamente testa di sciacallo, per identificare così l’animale che si nutre di carogne e quindi strettamente connesso alla morte.

La testa era raffigurata nera perché questo colore indicava la putrefazione dei corpi, il bitume impiegato nella mummificazione ma anche il fertile limo, simbolo di rinascita, quindi, la comune immagine di questo dio, altro non era che un geroglifico indicante la “natura e le caratteristiche” della divinità.

Le divinità ibride con testa di canide erano diverse e ne citiamo tre:

Anubi, Upuat e Khentamentyu.

Anubi veniva definito nei “Testi delle Piramidi” come quarto figlio di Ra generato con la dea Hesat, dalla testa di vacca.

Le varie teologie, in realtà molto confuse, lo indicavano anche come figlio frutto di un rapporto tra Osiride e Nefti oppure della coppia Nefti-Seth ed era anche indicato come fratello di Osiride mentre, inizialmente, negli antichi testi non venivano citati né genitori né coniuge. La dea Qeb-hwt, anche conosciuta come Kebechet ossia “Colei che versa l’acqua fresca” che ristorava i defunti, era considerata la figlia di Anubi e qualche volta la sorella.

La sua paredra era la dea Inpwt avente anche lei per simbolo il canide ed un centro di culto sempre nel XVII distretto dell’Alto Egitto.

Protettore della sacra terra della necropoli, aveva il compito di accompagnare il Ba del defunto davanti al tribunale supremo degli dei, così come narrato nel “Libro dei morti”, illuminando il cammino con la Luna tenuta nel palmo della mano. In questo caso diveniva la forma sincretica del dio Upuat che significa “Colui che apre la strada” ed era anche assimilato all’altra divinità canide, Khentamentyu, ossia “Colui che è a capo della necropoli”.

Ebbe anche un ruolo importante nel mito di Osiride del quale imbalsamò le spoglie su ordine di Ra, facendone così la prima mummia e divenendo il dio protettore dell’imbalsamazione. Gli stessi imbalsamatori erano suoi sacerdoti e quello che presiedeva ai riti funebri indossava la maschera nera con le sembianze del dio, assumendo egli stesso la personificazione della divinità.

Partecipava inoltre alla psicostasia ove conduceva il defunto nella “Sala delle due verità” e ne pesava il cuore assieme al dio Thot che, come scriba, ne registrava la pesatura.

Procione nella costellazione del Cane Minore
Il Cane Minore (in latino Canis Minor) è una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo ed è anche una delle 88 costellazioni moderne; rappresenta uno dei cani che seguono Orione, il cacciatore.

Il Cane Minore è una piccola costellazione dell’emisfero boreale che consiste principalmente di due stelle,

Procione (α Canis Minoris)
Gomeisa (β Canis Minoris)

Procione (α Canis Minoris) è una stella bianco-azzurra di sequenza principale di magnitudine 0,38 e trovandosi alla distanza di soli 11,4 anni luce è la tredicesima stella più vicina al Sole.

Gomeisa (β Canis Minoris) è una nana bianco-azzurra di magnitudine 2,89 ed è distante 170 anni luce, mentre γ Canis Minoris è una gigante arancione di magnitudine 4,33 distante 398 anni luce. Costituisce il vertice nordorientale dell’asterismo del Triangolo Invernale, ciò rende la costellazione, nonostante le sue piccole dimensioni, immediatamente individuabile anche dalle aree urbane più popolate.

Il Procione, in realtà, è una stella doppia, la componente principale (Procione A o α Canis Minoris A) è una nana sub-gigante giallo-bianca con un massa 1,4 volte quella del sole e 7,5 più volte luminosa, la componente secondaria (Procione B o α Canis Minoris B) è una nana bianca.

Procione B orbita ad una distanza media dalla principale di circa 14,9 UA (2,229 miliardi di km), poco meno di quella che separa Urano dal Sole, sebbene l’eccentricità dell’orbita la porti da una distanza minima di 9 a una massima di 21 UA.

L’età della stella era stimata sui 3 miliardi di anni, ma nuove stime hanno ridotto questo valore a 1,7 ± 0,3 miliardi di anni, ritenendo che la stella nei prossimi 10-100 milioni di anni ultimerà la sua espansione, sino a diventare una gigante rossa di dimensioni da 80 a 150 volte quelle attuali.

Il nome Procione deriva dal greco antico e significa “Prima del Cane”, per il fatto che precede Sirio (la “Stella del Cane”) durante la rotazione della sfera celeste a causa della rotazione della Terra sul proprio asse.

Presso i Romani la stella era nota con la traduzione latina del nome greco Antecanis, gli arabi la conoscevano invece come Al Shira ed Elgomaisa.

Il primo nome deriva dal termine “il Segno Siriano” (l’altro segno era Sirio), il secondo da “la donna dagli occhi annebbiati”, in contrasto con “la donna con gli occhi lacrimanti”, ovvero Sirio. Il nome moderno in arabo di Procione è ghumūş, in Cina è noto con il mandarino nánhésān, “la Terza Stella del Fiume Meridionale”.

Queste due “stelle del cane” sono menzionate nella letteratura sin dall’antichità ed erano venerate sia dai Babilonesi che dagli antichi Egizi.

Un pianeta oscuro scavato nella roccia
Dalle ultime e più recenti ricostruzioni, sembra che tra Procione A e B siano collocati ben 13 pianeti rocciosi.

Solamente il secondo e il terzo pianeta hanno condizioni favorevoli ad ospitare la vita, ed è nel secondo che abita la razza Canide o degli Anubis. Il pianeta ha una grandezza poco più ampia della nostra Terra, ma a confronto risulta essere completamente diverso, in quanto al primo impatto appare come un mondo oscuro, con ampie zone della superficie annerite, completamente rivestito di una intricata rete di catene montuose.

E’ del tutto roccioso, con poche zone pianeggianti e fertili, inoltre sono presenti anche dei “piccoli oceani” sparsi qua e là su tutto il globo, non rivestendo comunque una qualche importanza fondamentale.

L’aspetto ancora più particolare di questo mondo risiede nell’atmosfera, pressoché intrisa di nubi e/o nebbia in modo perenne, questo dovuto al massiccio irradiamento solare che rende il pianeta caldo e umido. Anticamente il pianeta doveva essere molto più simile alla Terra, ma una qualche catastrofe, probabilmente dovuta all’impatto di un planetoide, ne ha bruciato l’intera superficie, sterminando buona parte di tutte le creature in esse presenti.

La conseguente vivacità geologica ha scatenato successivi terremoti ed eruzioni vulcaniche che, nel corso dei millenni, hanno modificato per sempre l’aspetto di questo pianeta, nell’opaco e nero di cui abbiamo testimonianza. Certamente un luogo non adatto alla vita dell’Uomo, ma a quanto pare mondo ideale per questa razza aliena.

Gli Anubis vivono all’interno di alte montagne, in immense costruzioni completamente scavate all’interno della roccia, luoghi che presentano tutti i canoni comuni di una normale convivenza tra i propri simili.

Centri di potere, uffici, negozi, luoghi di incontro, case, si trovano tutte internamente a queste caverne, attraverso un intricato reticolo ben costruito e funzionale. L’interno delle montagne, oltre a rendere più accettabile il clima, quindi più temperato, ha anche la particolarità di rendere sicuro da attacchi esterni e di qualsiasi natura, tutto il loro apparato.

Il pianeta è privo di qualsiasi altra forma di vita animale o vegetale, a parte qualche mostro carnivoro che vive negli oceani o pozze d’acqua sparse nelle risacche, e tutte le materie prime (se si escludono sostanze presenti all’interno del pianeta, come gas o combustibili fossili, etc.), provengono dalle due lune che orbitano attorno o dal terzo pianeta.

Le due lune sono tra i satelliti più affascinanti conosciuti, il primo, grande più o meno quanto la nostra Luna, è completamente ricoperto di acqua.

A causa della sua particolare orbita e della composizione atmosferica, durante il suo lento movimento attorno al pianeta, e la sua posizione rispetto a Procione A, presenta metà della superficie acquatica rivolta verso il pianeta ricoperta di ghiaccio, mentre l’altra metà rivolta verso la stella, allo stato liquido. Questa continua fusione e congelamento delle acque, produce una forte attività atmosferica con la formazione di gigantesche cellule temporalesche che riversano continuamente pioggia o neve su tutta la Luna.

La seconda luna, metà della prima, è un piccolo mondo roccioso privo di atmosfera ma ricchissimo di metalli, gas naturali, etc. Nel terzo pianeta, molto più temperato e simile al nostro, sono presenti forme di vita vegetali e animali in grande quantità e varietà.

Questo mondo è sottoposto ad una forte pressione e sfruttamento da parte degli Anubis, utilizzato come una sorta di immenso e totale “mondo da allevamento”, nel quale ogni materia prima, forma animale o vegetale, esiste in funzione alla sussistenza e alla sopravvivenza della specie.

Un alieno di nome Anubi
La razza aliena degli Anubis, rispetto a tante altre che già conosciamo, è tra le poche che presenta un aspetto simile a quello conosciuto nelle nostre antiche culture terrestri.

Vedere una rappresentazione del dio Anubi degli antichi Egizi è come vedere in fotografia un esemplare di questa razza aliena, per quanto siano pressoché somiglianti. Fisicamente presentano un altezza variabile dai 3 ai 6 metri, più alti sono i maschi, più basse le femmine ed entrambi i sessi, come tutti gli appartenenti alla specie, hanno il colore della pelle di un nero ebano, più lucido nei maschi e leggermente più opaco e rossiccio nelle femmine.

La corporatura è del tutto umana, possente e forte, le uniche differenze che esistono con il genere umano si riscontrano nelle mani e i piedi, a forma più di zampa che di arto umano, anche se in grado di poter tenere oggetti di qualsiasi fattura.

Altra differenza è la testa dalla forma canina, simile a quella di un lupo nei maschi, con il muso allungato in avanti e le orecchie lunghe, mentre al contrario più tondeggiante nelle femmine. Entrambi i sessi presentano una capigliatura somigliante a capelli intrecciati finemente, che diventa quasi rasta nei maschi, di lunghezza variabile, ma che non oltrepassa le spalle.

Questa unione di faccia canide con capelli, conferisce un aspetto a caschetto o di copricapo. Sono simili gli uni con gli altri, ci sono leggerissime differenze tra singoli individui, inoltre il loro abbigliamento non lascia spazio ad ulteriori identificazioni. Quasi del tutto nudi, portano soltanto un gonnellino alla vita, di vario colore a seconda della funzione, mentre ai piedi indossano dei calzari o sandali.

Raramente vestono con delle tuniche, soprattutto quando si svolgono funzioni pubbliche di una certa importanza, al contrario, portano svariati gioielli e bracciali, gli unici che permettono di far riconoscere il livello di appartenenza nella società.

Più ornamenti sono presenti sul corpo, più elevato è il potere, anche carismatico dell’individuo sugli altri della stessa specie.

La loro società è gestita in modo “democratico” da un “Consiglio degli Anziani”, retaggio di una antica tradizione e di quando il popolo dei canidi viveva in un diverso mondo, allo stato brado e dove al posto delle città si trovavano tribù erranti guidate dagli anziani (una società simile a quella degli indiani d’America).

Nel consiglio si accede dopo aver raggiunto l’età della massima maturità ed aver conseguito durante la lunga vita (attualmente 1.600 / 1.900 anni, dato provvisorio) innumerevoli riconoscimenti.

Dotati di grande forza fisica, possiedono anche una straordinaria capacità psichica, con la quale riescono a comunicare tra di loro telepaticamente e a riconoscersi.

Nei più anziani sono presenti anche casi di telecinesi, amplificata con l’utilizzo di una appropriata tecnologia.

Interferenze con l’Uomo
L’intervento della razza Canide sul genere umano è legato alla sua protezione e monitoraggio nei riguardi degli alieni Horus e, a diretti contatti, con entità extra-dimensionali (questi ultimi sopravvivono in Universi paralleli al nostro), se è invece la razza stessa ad intervenire direttamente, la situazione si presenta sotto molteplici aspetti.

Al momento non disponiamo di molti dati al riguardo, sia perché questo genere di interferenza è molto raro, sia perché il lavoro che svolgono è ancora pressoché sconosciuto.

La razza dei Canidi, insieme a quella dei Felini e degli Adam fa parte della potente e temuta “Gerarchia Superiore”. Sappiamo per certo che esiste una collaborazione attiva tra le razze che compongono questa gerarchia e che si aiutano a vicenda per raggiungere determinati obbiettivi.

Come spiegato per la razza Felina, svolgono anch’essi azioni di interventi per rimuovere o inserire nuovi microchip, molto più sofisticati e tecnologicamente avanzati, seguono alcuni tipi particolari di impianto di feti (ibridi umano-alieni) nelle donne, sembra non parassitino a livello di memorie aliene, ma sono responsabili della creazione continua di blocchi di acquisizione di coscienza, soprattutto ad un livello fortemente spirituale.

Essendo tra le prime e più antiche razze create, grazie alla sua particolare evoluzione è sempre stata al vertice di un potere, quasi assoluto e soprattutto militare, interferendo su ogni sviluppo di qualsiasi altra razza aliena presente nella Via Lattea.

Guardiani della Galassia?
Se i Felini Sek sono coloro che hanno suddiviso i centri di poteri, per meglio monitorare e controllare le altre razze aliene e mandare avanti il progetto delle Abductions, gli Anubis sono il braccio armato che detta legge nella Galassia (o buona parte di essa), decretando persino la distruzione delle civiltà nemiche.

Compito della Gerarchia Superiore, come ampiamente scritto, è quello di mandare avanti il “Progetto di Perfezionamento Umano”, ovvero una sorta di missione astro-biologica nel quale sia possibile fondere l’attuale Uomo con le razze aliene, soprattutto quelle della Gerarchia, con l’unico scopo finale di acquisire l’immortalità ed arrivare, attraverso una Coscienza quasi divina, alla conquista Universale.

E’ in questa potente razza aliena che la Gerarchia Superiore ha trovato la propria arma per mettere a tacere ogni voce fuori dal coro, soggiogando con la potenza distruttiva in loro possesso, ogni ribellione.

Dotati di avveniristiche astronavi dalle forme più bizzarre (si pensa che possiedano una flotta di migliaia di astronavi, alcune di grandezza simile ad un planetoide), sono equipaggiate con armamenti per noi sconosciuti, ma in grado di distruggere interi pianeti attraverso armi che utilizzano frequenze vibrazionali, in grado di cuocere il pianeta dall’interno (lo stesso effetto che viene innescato dai forni a microonde, ovviamente su scala planetaria).

Ci sono testimonianze uscite da alcune visualizzazioni di addotti, i quali asseriscono di aver visto in stati di trance interi pianeti distrutti da un calore innaturale e che, oltre a surriscaldare l’atmosfera, provocava anche un incremento esponenziale di terremoti ed eruzioni vulcaniche.

Civiltà dalla natura ambigua, stranamente rispecchia la visione che abbiamo della figura del Cane nella visione delle antiche civiltà della Terra, il quale rappresenta simbolicamente la fedeltà e la vigilanza.

Non di rado viene considerato guardiano dell’aldilà oppure viene sacrificato ai defunti per poter servire loro da guida anche nell’altro mondo. I cani sono considerati in grado di “vedere gli spiriti” e quindi di salvaguardare dai pericoli invisibili. In alcune culture primitive, il cane, a causa della sua intelligenza e della facilità di apprendimento, veniva invece considerato portatore di molti beni per la civiltà umana.

Nell’antichità si citavano l’adulazione e la spudoratezza dei cani, ma si sottolineava il loro attaccamento alla casa e le loro doti di guardiani del gregge, ma nel medioevo Cani infernali accompagnavano Satana, il cacciatore di anime.

Nell’antica Cina il cane è l’undicesimo segno dello zodiaco, ma il suo significato simbolico-mitico ha invece caratteri diversi, perché in primo luogo i cani dovevano scacciare i demoni, ma in alcune regioni venivano ritenuti carne commestibile (quindi portatori di cibo), mentre per la popolazione dello Yao, nella Cina meridionale, diviene progenitore dell’Uomo, attraverso numerose leggende di uomini dalla testa di cane.

Leggi QUI la prima parte 

Tratto da: http://www.bibliotecapleyades.net/ 

http://ningizhzidda.blogspot.it/