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Dèi di un Nuovo Ordine Mondiale

 

Sollevando il Velo

Dove sono andati gli dèi, e quali le implicazioni per il futuro? Sono interrogativi che ci portano inevitabilmente a una rivalutazione della storia del mondo, soprattutto per ciò che concerne il periodo che va dal 2000 al 200 a.C.

Un arco di tempo, questo, che iniziò dopo la distruzione nucleare di Sodoma, Gomorra e della base spaziale del Sinai e in cui troviamo personaggi biblici quali Isacco, Giacobbe, Giuseppe e Mosè.

Un periodo a proposito del quale i resoconti scritti abbondano ma scarseggiano le documentazioni archeologiche. Altri periodi presentano il fenomeno inverso: buone documentazioni archeologiche, scarsi resoconti scritti.

Un velo di oscurità discende su un’epoca di grande disordine e di guerre: quando terminò, la gran parte delle città del mondo antico erano state rase al suolo.

Prima del 200 a.C. i Sumeri registravano tutto, anche le cose qutidiane più secondarie. Ma nel periodo 2000-200 a.C. le conache divengono scarse, e ancor meno sono quelle giunte fino a noi.

L’archeologia, pertanto, diventa il principale strumento di conoscenza, ma è uno strumento spuntato che consiste in gran lavoro e in molto a tirar a indovinare e che dunque è assai lontano dall’essere una scienza esatta.

La conseguenza è che possediamo una comprensione molto limitata degli eventi di questo che è un periodo chiave della storia umana.

Pur non essendo uno storico ufficialmente riconosciuto come tale, ho potuto rapidamente rendermi conto che per questo particolare periodo non esistono esperti. Anzi, si finisce con il pensare che gli Imperi siano sorti e poi crollati senza motivo apparente, i misteriosi Hyksos conquistarono l’Egitto, un altrettanto “popolo del mare” comparve dal nulla per mettere a ferro e fuoco il vicino Oriente e civiltà progredite sorsero come dal nulla nel Nuovo Mondo delle Americhe.

Mentre tentavo di sbirciare sotto il velo della storia per osservare la presenza incessante (o meno) degli dèi, ho potuto appurare che molti inspiegabili avvenimenti storici cominciavano ad avere una logica.

Senza verne l’intenzione stavo mettendo alla prova il nuovo paradigma che sta alla base di questo libro, e i risultati sono positivi a dir poco.

Il mio obiettivo principale era comunque di effettuare delle ricerche sulle attività mdegli dèi, una bella sfida. Come si fa a individuare la presenza degli dèi in un’epoca così tanto caotica?

Sorprendentemente, gli indizzi da seguire erano molti. Per esempio, il nome di un re o di un faraone assai spesso segnala la sua alleanza con un particolare dio. E in modo analogo un’opera artistica raffigura molto spesso la figura di un dio, vuoi nelle sembianze di un serpente o di un toro o anche una dea dal seno nudo. Infine, si sono rivelate utili molte iscrizioni che richiamavano direttamente i nomi di determinati dèi in determinate nazioni.

Procedendo in questo modo è stato possibile costruire un panorama politico generale degli avvenimenti nel mondo. Ma come appurare la presenza fisica di questi dèi? Come essere certo che i sovrani non si stavano rivolgendo a degli dèi assenti?

Il primo indicatore attendibile era costituito da interventi di tipo tecnologico. A volte si trovavano descritti nei testi, per esempio l’Arca dell’Alleanza nella Bibbia. Altre volte risultavano riscontrabili in forma fisica, per esempio nel caso delle Piramidi che ancora oggi esistono a Teotihuacan.

Il secondo indicatore è stato anch’esso fisico: l’intensità delle distruzioni di antiche città. Un’intensità che si evidenzia agli occhi degli archeologi ogni volta che scavano, ma com’è possibile che così tante città abbiano potuto essere rase al suolo soltanto con il fuoco, le spade, gli archi e le frecce?

Il problema maggiore che mi son trovato ad affrontare nel redigere il presente capitolo è stato quello della cronologia. In seguito alla pubblicazione del libro A Test of Time (1995) di David Rohl enormi punti di doanda si sono sollevati sulla cronologia convenzionale dei faraoni egiziani. Inltre, la nuova cronologia di Rohl ha messo in allarme anche altri settori, specie a motivo della datazione del regno del babilonese Hammurabi che viene posticipato di due secoli.

Personalmente trovo la nuova cronologia di Rohl piuttosto convincente e ho quindi deciso di adottarla lingo tutto questo capitolo, indicandola, là dove sia il caso, con le iniziali NC. Comunque, mentre tutti questi temi restano oggetto di dibattito, è buona regola esercitare una certa prudenza.

Torniamo all’inizio

Prima di avviarci alla ricerca della presenza o meno degli dèi dopo il 200 a.C., è bene ripassare brevemente il contesto storico sinora affiorato, prestando particolare attenzione alle origini tribali e alle alleaze dell’uomo.

La nstra rassegna ha inizio con il Diluvio, quando dell’Arca di Noè emersero tre figliazioni umane. Le tribù di pelle scura con Cam per capistipite si diressero verso i territori africani a sud, le tribù di sem si stabilirono nel Levante e nei monti circostanti la Mesopotamia, mentre le tribù di Iafet andarono a nord, all’altopiano dell’Anatolia (la moderna Turchia) e altre ancora.

Ci fu però un’importante eccezione. Prima della guerra degli dèi(c. 8700 a.C.) Caanan un figlio di cam, aveva occupato illegalmente il Libano. Sebbene fosse poi stato concesso alla sua tribù di rimanerci, la Bibbia ci dice che vennero condannati a svolgere mcompiti servili.

Tra i’11000 e il 4000 a.C. l’uomo disponeva del medesimo potenziale di intelligenza di oggi, ma in genere conduceva un’esistenza nomade.

La popolazione crebbe dovunque nel mondo. Poi, dal 3800 a.C. in poi, una serie di sviluppi portano all’avvento di una nuova èlite di uomini civilizzati.

Questa fase iniziò nelle città di Sumer ricostruite negli stessi luoghi in cui erano sorte prima del diluvio. Ciò avvenne in coincidenza del pianeta Nibiru e la visita reale di Anu.

In quello stesso periodo il dio Ishkur avviò una nuova fase della costruzione di Tiahanaco volta alla produzione del bronzo.

Tratto dalle mie letture “Il Mistero della Genesi delleAntiche Civiltà

di: Alan F. Alford

Capitolo 15 P: 391-392-393

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La Mano Occulta

 La Mano Occulta che ha Scritto la Storia 

dal Sito Web VigilantCitizen 

traduzione di Nicoletta Marino 

Versione originale in ingles  

Versione in spagnolo 

Il corso della Storia è stato diretto da un piccolo gruppo di persone con interessi comuni?

I dipinti e le fotografie dei grandi uomini dei secoli passati rivelano un filo comune che li unisce. E’ una coincidenza che molti di loro nascondessero una delle loro mani quando posavano per un ritratto? Sembra poco probabile. 

Vedremo l’origine massonica della “mano occulta” e gli uomini potente che utilizzano il segno nei ritratti famosi.

Stalin e Washington – due ideologie opposte, una stessa posa della mano

“Il pensiero odierno per uno stato democratico mondiale non è una nuova tendenza, una circostanza accidentale, il lavoro per creare la base di conoscenze necessarie per stabilire la democrazia illustrata tra tutte le nazioni è stata portata a buon fine per centinaia di anni dalle società segrete.”  Manly P. Hall  Secret Destiny of America 

  • Dietro gli avvenimenti mondiali degli ultimi secoli esiste una forza occulta?
  • La caduta delle monarchie europee, l’epoca dell’Illuminismo e il nostro cammino verso una democrazia mondiale può far parte di un grande piano orchestrato da una” mano occulta”?

A meno che tutte le persone menzionate in questo articolo non avessero un’ulcera o mani deformi, il gesto di occultare una delle mani deve avere semplicemente un significato specifico.

E lo ha. La maggior parte delle persone che usano questo segno fanno parte ed è provato (e sono anche entusiaste) dei membri della Massoneria.

Tenendo presente la grande importanza che questo gesto ha nei rituali massonici e il fatto che tutta l’élite o parte di essa apparteneva alla Massoneria o erano a conoscenza della sua esistenza, è proprio impossibile che il ricorrere a questo gesto sia il risultato di una coincidenza.

La “mano occulta” in effetti si trova nei rituali del Grado dell’Arco Reale della Massoneria e i capi mondiali che utilizzano questo segno stanno sottilmente dicendo a altri iniziati dell’ordine:

“Questo ti dice la mia appartenenza, questo è quello in cui credo e questo è quello per cui sto lavorando”.

Il Grado dell’Arco Real

La Triplice Tau

Il grado dell’Arco Reale (il 13° grado del Rito Scozzese o il Settimo del Rito di York) è conosciuto anche come il Massone del Segreto.
 
Durante questo grado, si dice che gli iniziati ricevano grandi verità massoniche.
 
“I membri di questo grado sono chiamati compagni e hanno diritto a una spiegazione completa dei misteri dell’Ordine, mentre nei gradi precedenti sono conosciuti con l’appellativo comune e famigliare di Fratelli e sono mantenuti in uno stato di profonda ignoranza del sublime segreto rivelato in questo Capitolo.
 
Tutto questo concorda con gli usi di Pitagora che faceva distinzione dei suoi alunni nello stesso modo.
 
Dopo un periodo di prova di cinque anni, come abbiamo detto prima, erano ammessi alla presenza del precettore, erano chiamati i suoi compagni e gli era permesso di parlare liberamente.
 
Prima della scadenza di questo periodo le sue istruzioni erano date stando lui dietro uno schermo. John Fellows
Ricerca di Fellows sull’origine, la Storia e il Significato della Massoneria
 
“Se passiamo all’Arco Reale, abbiamo una meravigliosa acquisizione di conoscenze, e troviamo tutto perfetto perché è il non plus ultra della Massoneria, e non potrà mai essere superata da nessuna istituzione umana.” George Olive Lezioni sulla Massoneria
Durante questo grado l’iniziato apprende il nome sacro di Dio.
“Un Grado indescrivibilmente più grande, sublime e importante di qualsiasi altro che lo precede e in effetti è la cuspide e la perfezione della Antica Massoneria.
 
Imprime nelle nostre menti la credenza dell’esistenza di un Dio, senza inizio di giorni e fine di anni, il grande e incomprensibile Alfa e Omega e ci ricorda del rispetto che dobbiamo per il suo santo NOME”. George Oliver Hitos Históricos
Questo nome santo è Jahbulon, una combinazione di parole che significa “dio” in siriano, caldeo ed egizio.
JEHOVÁ -Tra i vari nomi di questo nome sacro in uso tra le differenti nazioni della Terra, tre in particolare meritano l’attenzione dei Massoni dell’Arco reale.
1 – JAH – Questo nome di Dio si trova nel Salmo 68 v.4.2.
2 – BAAL o BEL – Questa parola significa un signore, maestro o possessore pertanto era applicato da molte nazioni dell’Oriente per indicare il Signore di tutte le cose e il Maestro del Mondo.
3 – ON – Questo era il nome con il quale JEHOVA era adorato tra gli Egiziani.” Malcolm C. Duncan Rituale Massonico di Duncan
Il rituale massonico di iniziazione a questo grado ricrea il ritorno a Gerusalemme dei tre massoni più eccellenti che erano prigionieri in Babilonia.
 
Non descriverò tutta la cerimonia e il simbolismo, ma a un certo punto all’iniziato è chiesto di imparare un motto segreto e un gesto con la mano per passare attraverso una serie di veli. 
 
L’Immagine che segue mostra un gesto della mano necessario per passare attraverso il secondo velo come è documentato nel Rituale Massonico di Duncan.
 

Maestro del Secondo Velo:

“Tre Maestri fra i più eccellenti che devono essere esistiti, o fino al punto in cui sono arrivati; però non si può andare oltre senza le mie parole e la parola di esortazione.

Le mie parole sono Sem, Jafet e Adoniram; il mio segno è il seguente: (si mette la mono sul petto); è l’imitazione di uno di quelli dati da Dio a Mosè quando gli ordinò di mettere la mano sul petto e togliendola divenne così bianca come la neve.
 
La mia parola di esortazione spiega questo segno e si trova negli scritti di Mosè, ne quarto capitolo dell’Esodo”.
 
“E il Signore disse a Mosè: metti la mano sul tuo petto. E lui la mise e quando la tolse fu allora che la sua mano era bianca come la neve”. Malcolm C. Duncan di Duncan e il Monitor Rituale Massonico
Questo gesto della mano si ispira all’Esodo 4.6.
 
In questo versetto biblico, il cuore (il seno) è sinonimo di quello che siamo e la mano di quello che facciamo. Quindi si può interpretare come: ciò che siamo è ciò che facciamo.
 
Il significato simbolico di questo gesto potrebbe spiegare la ragione per cui è usato largamente dai massoni famosi.
 
La mano occulta permette di far sapere agli altri iniziati che la persona rappresentata è parte di quel mistero della Fratellanza e che le sue azioni furono ispirate dalla filosofia e dalle credenze massoniche.
 
D’altra parte la mano che esegue le azioni si nasconde dietro la tela che può riferirsi simbolicamente alla natura segreta delle azioni del massone.
 
Questo sono alcuni degli uomini famosi che hanno usta quel gesto con la mano.
 
Napoleone Bonaparte 
 

 

Napoleone Bonaparte (1769-1821) era un comandante militare e un político di Francia, le cui azioni diedero una svolta alla politica europea nel 19 secolo. Fu iniziato nella Loggia Army Philadelphe nel 1798.

Anche i suoi Fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Geremia erano massoni. 

Cinque dei sei membri del Gran Consiglio dell’Impero di Napoleone erano massoni, come sei dei nove ufficiali imperiali e 22 dei 30 Marescialli di Francia.

Associare Bonaparte alla Massoneria è stata sempre riportata nei registri storici.

Nel suo saggio su Napoleone e la Massoneria, Tuckett afferma: 

“Ci sono prove inconfutabili che Napoleone aveva familiarità con la natura, gli obiettivi e l’organizzazione della Massoneria: che approvava e la utilizzava per le sue finalità”. JES Tuckett Napoleone e la Massoneria fonte

Si racconta anche che Napoleone fu aiutato dai poteri occulti.  

Nel 1813 quando fu sconfitto a Lipsia, un ufficiale prussiano il suo “Libro del Destino e Oracolo”. In origine questo Oracolo fu scoperto in una delle tombe reali egizie durante una spedizione militare francese nel 1801. L’imperatore ordinò che il manoscritto fosse tradotto da un famoso erudito e antiquario tedesco. Da quel momento in poi, l’Oracolo divenne uno dei beni più preziosi per Napoleone.

Lo consultò in molte occasioni e si dice che:

“fu di stimolo alle sue imprese più importante e di maggior successo.” 

Karl Marx

Karl Marx oggi è conosciuto come il fondatore del comunismo moderno.

Nonostante fosse disconosciuto da alcuni Massoni, si dice che Marx fosse un Framassone al grado 32 della Grande Loggia d’Oriente. Marx divenne il portavoce degli atei e del movimento socialista europeo.

Pianificò la sostituzione delle monarchie con le repubbliche socialiste con l’obiettivo di arrivare a questo passaggio: la conversione alle repubbliche comuniste. 

George Washington  

George Washington fu uno die Padri Fondatori degli Stati Uniti ed è considerato “il più importante Massone d’America”.

Charles Willson Pealed dipinse questo ritratto quando Washington aveva 52 anni. 

Osservate la posizione dei piedi di Washington: formano un quadrato oblungo. La posizione dei piedi sono di grande importanza nel simbolismo massonico

Paragonate questo con questo estratto dal Rituale massonico di Duncan

  

Wolfgang Amadeus Mozar

Wolfgang Amadeus Mozart è considerato uno dei compositori di musica più prolifico e influente di sempre.

Anche lui era massone e fu iniziato nella Loggia austriaca ZurZur Wohltatigkeit il 14 dicembre 1784. Le creazioni di Mozart incorporavano sempre importanti elementi massonici.

L’opera il Flauto Magico si basava principalmente su principi massonici. 

“La musica dei massoni conteneva frasi musicali e forme che avevano significati semiotici specifici. 

Per esempio la cerimonia di Iniziazione massonica iniziava con tre colpi che il candidato dava sulla porta per chiedere di entrare.

Musicalmente questo è dato da una figura di punti. 

Questa figura appare nell’ouverture dell’opera il Flauto Magico, il che suggerisce l’apertura dell’iniziazione massonica”. Katherine Thompson Il filo massonico in Mozart

La progressione musical del Flauto Magico si basa sulla proporzione aurea (1,6180…), la proporzione di tutto quanto è considerato divino dalla Scuola dei Misteri.

Qui abbiamo le composizioni créate da Mozart usate nelle logge massoniche:

  • Lied (canto) “Gesellenreise, usata per l’ingresso di lavratorigiornalieri”
  • Cantata per tenore e coro maschile Die Maurerfreude (“Gioia del Massone”)
  • Il Funerale di Musica Massonica (MaurerischeTrauermusik)
  • Due canti per celebrare l’ingresso di “ZurNeugekröntenHoffnung”
  • Cantata per tenore e piano “Voi che onorate l’immenso universo creatore”
  • La Piccola Cantata massonica (Kleine Freimaurer-Kantate ) intitolata Laut verkünde unsre Freude, per solisti, coro maschile e orchestra.

Marchese de Lafayette

Il Marchese de Lafayette era un massone di grado 33.  

Secondo Willam R. Denslow “10.000 massoni famosi”, Lafayette era un ufficiale dell’esercito francese che fu generale nella guerra della rivoluzione americana e un leader della Guardia Nazionale durante la sanguigna Rivoluzione Francese.

Lafayette fu anche Grande Commendatore Onorario del Consiglio Supremo di New York.

Salomon Rothschild

Salomon Rothschild fu il fondatore del ramo viennese della importante famiglia Mayer Amschel Rothschild. 

La famiglia più importante del mondo che ha influenzato enormemente le politiche di Germania, Francia, Italia e Austria. I Rothschild sono anche i principali attori che stanno dietro alla creazione del Sionismo e allo Stato di Israele. 

Il potere dei Rothschild si estese ben oltre i confini della loggia massonica. Si dice che fanno parte dei 13 “Liniaggi Illuminati“.

Un’analisi dell’edificio del Tribunale Supremo di Israele (vedi l’articolo cliccando quì) conferma l’adesione di Rothschild nel simbolismo massonico. 

Simon Bolivar

Conosciuto come “Il Liberatore”, Bolívar è considerato il “George Washington del Sud America”.

Si unì alla Massoneria a Cadice, Spagna, ricevette i gradi del Rito Scozzese a Parigi e fu nominato cavaliere in una Commenda di Cavalieri Templari in Francia nel 1807.

  • Bolivar fondo e servì come Maestro della Loggia Nº 1 Protettrice delle Virtù in Venezuela. 
  • Il paese della Bolivia porta il suo nome.
  • Bolivar ricoprì anche l’incarico di Presidente della Colombia, del Perù e della Bolivia nel decennio del 1820.
  • Appartenne alla Loggia Nº 2 Ordine e Libertà in Perù.

Notate nell’immagine sopra la posizione dei suoi piedi (oblunga) a terra e il pavimento fatto come una scacchiera, che è anche massonico.

La sua postura potrebbe essere stata ispirata a quella dei Cavalieri del grado della Marca Cristiana come si vede qui sotto nei Riti della Massoneria di Richardson: 

Giuseppe Stalin

 

Il regno del terrore di Stalin in Unione Sovietica portò alla morte di milioni dei suoi stessi compatrioti. 

Spesso è ritratto in immagini con la mano nascosta. Non si trovate prove ufficiali che dimostrino l’iniziazione di Stalin alla Massoneria. 

Ovviamente dittatori come Stalin controllavano strettamente ogni informazione su di loro e sui loro problema per cui è difficile provare qualsiasi cosa. 

La mano nascosta ci fornisce una pista iniziale su una possibile affiliazione a una fratellanza occulta.

Come abbiamo visto, i leader che hanno utilizzato il gesto della “mano occulta” ebbero una grande influenza nella storia del mondo e molti sono stati confermati come massoni.

Questo gesto è un dettaglio ignorato che suggerisce l’appartenenza del leader alla filosofia occulta.

Mediante la comprensione di questo fatto e per il riconoscimento dell’immensa influenza che questi leader ebbero sul corso della Storia, possiamo iniziare a renderci conto della forza occulta che attualmente sta dirigendo il mondo verso la democrazia internazionale…

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

L’ascesa al cielo di Etana

Gli scavi condotti nell’antica Kish, hanno confermato vari testi sumeri che definivano il dio Ninurta la divinità titolare della città, dando origine all’idea che forse si trattasse di “Nimrod” che era il “valente cacciatore” di Yahwe.

Ma la lista sumera dei re nominava effettivamente il primo sovrano di Kish; purtroppo non lo si conosce ancora perché l’iscrizione è danneggiata proprio in quel punto, permettendo di leggere solo le sillabe Ga-,-ur. E’ invece chiaramente leggibile l’affermazione che regnò per 1.200 anni!

Il nome del secondo sovrano di Kish è interamente danneggiato, ma il suo regno durò 860 anni, com’è chiaramente scritto. Gli succedettero dieci re, i cui nomi sono leggibli e i cui regni durarono 900,840,720, e 600 anni. Essendo numeri chiaramente divisibili per 60, la domanda senza risposta è se si tratti davvero degli anni di durata dei regni o se gli scribi che li hanno copiati si siano sbagliati a leggerli e non avessero dovuto piuttosto scrivere 200 (o 20) per Ga-,-ur, 15 invece di 900 per il suo successore, ecc. Quale dei due?

I 1.200 anni di regno di Ga-,-ur, se effettivi, lo collocano nella categoria dei patriarchi biblici antidiluviani (ciascuno dei quali visse quasi 1.000 anni) e mettono i suoi immediati successori appena prima dei figli di Noè (Sem visse fino a 600 anni). Se Ga-,-ur fosse un semidio Gibbor, i 1.200 anni sarebbero plausibili.

In tal caso i 1.560 anni sarebbero attribuiti al tredicesimo re di Kish, Etana, a proposito del quale la Lista dei re fornisce questa lunga annotazione << Un pastore che ascese al cielo e unificò i paesi>>. In questo caso l’annotazione reale e raffigurata dalla letteratura scoperta, fra cui c’è un antico testo su due tavolette che racconta La Leggenda di Etana, perché egli fu veramente un re che <<ascese al cielo>>.

Sovrano benevolo, Etana era avvilito per la mancanza di un erede maschio, dovuta lla difficoltà di concepimento di sua moglie, che potevano essere curate solo con una pianta celeste, la pianta della nascita. Così Etana si rivolse al suo dio protettore Utu/Shamash affinche lo aiutasse  a ottenerla.

Shamash lo indirizzo alla “fossa di un’aquila” e, dopo aver superato vari ostacoli, l’aquila lo condusse alla “porta del cielo di Anu”. Mentre salivano sempre più in alto, la Terra sotto di loro sembrava sempre più piccola.

Dopo averlo portato in alto per un beru, l’aquila disse a Etana: <<Amico mio, guarda come appare il paese! Osserva il mare a lato della casa sulla montagna. Il paese è diventato una collina, e il vasto mare è come una tinozza>>.  

Dopo essere saliti di un altro beru (una misura di distanza come i gradi dell’arco celeste), l’aquila spinse di nuovo etana a guardare in basso:

<<Amico mio,

dai un’occhiata a come appare la terra!

Il paese si è trasformato in un campo arato …

e il vasto mare è come un cestino del pane>>.

<<Dopo che l’aquila l’ebbe innalzato per un terzo beru>>, il paese <<si trasformò nel fossato di un giardiniere>>. E poi mentre continuavano a salire, la Terra scomparve improvvisamente alla vista e, come disse in seguito Etana, spaventato: <<Mentre mi guardavo intorno la Terra è scomparsa!>>.

Secondo una versione del racconto, Etana e l’aquila <<attraversarono la porta di Anu>>. Secondo un’altra Etana si allarmò e gridò all’aquila: <<Sto cercando la Terra, ma non riesco a vederla!>>. Terrorizzato, urlò all’aquila:<<Non posso andare in cielo! Riportami indietro!>>.

Prestando ascolto alle grida di Etana, che <<si era accasciato sulle ali dell’aquila>>, l’uccello ritornò sulla Terra, ma (secondo questa versione) Etana e l’aquila fecero un secondo tentativo che a quanto pare ebbe successo, perché il re successivo di Kish, Balih, viene identificato come “figlio di Etana”. Balih regnò per soli 400 anni (o 410) anni.

Il racconti di Etana venne illustrato dagli antichi artisti su sigilli cilindrici (vedi immagine sopra): uno inizia con “l’aquila” nella sua “fossa” e un altro mostra Etana che volteggia fra la Terra (vedi nell’immagine i sette puntini) e la Luna (identificata dalla sua falce).

Il racconto è istruttivo sotto vari aspetti: fornisce una descrizione realistica di un volo nello spazio con la Terra che diventa sempre più piccola alla vista e conferma ciò che numerosi altri testi suggeriscono, ovvero che i viaggi tra la Terra e Nibiru erano più frequenti che una volta ogni 3.600 anni.

Il racconto non si pronuncia sulla condizione mortale o semi-divina di Etana, ma si può solo supporre che il re non sarebbe stato autorizzato a compiere voli spaziali e neppure avrebbe regnato per un millennio se non fosse stato un semidio.

Il fatto che un’iscrizione più tarda doti il nome di Etana del prefisso determinativo “Dingir” supporta la conclusione che il re fosse di origine divina e in un’annotazione in un altro testo, secondo cui Etana era dello stesso “seme puro” di Adapa, può servirci da indizio per capire chi fosse il padre.

La possibilità che fra i ventitré re che regnarono a Kish ci sia stata un’alternanza di semidei e loro discendenti mortali si affaccia alla mente sopratutto quando arriviamo al sedicesimo re, En.me.nunna. che regnò per 1.200 anni e al quale succedettero i due figli con regni mortali di 140 e 305 anni.

 

Tratto dalle me letture:

“Quando i Giganti abitarono la Terra”(2010)

di Zacharia Sitchin  

p: 244-245-246-147  

http://ningizhzidda.blogspot.it/