Archivi tag: scultura

Giappone: nuovo sistema educativo, con solo cinque materie

globaleducation60_01_small

Il Giappone rende ufficiale il sistema che forgia Elite s di esseri umani – nuovo sistema educativo

di Gabriel J. Perea R. 04 Giugno 2018 dal Sito Web ElistMopty contributo di Evelyn Lineth Vargas – Psicologa traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo

Il Giappone rende ufficiale il Sistema che forgia Elites di Esseri Umani. – “Cambiamento Coraggioso” (Futoji no henko) –

In Giappone si sta provando un piano pilot rivoluzionario chiamato “Cambiamento Coraggioso” (Futoji no henko), basato sui programmi educativi:

  • Erasmus
  • Grundtvig
  • Monnet
  • Ashoka
  • Comenius…

E’ un cambiamento di concetti che rompe tutti i paradigmi.

E’ talmente rivoluzionario che forma i bambini com “Cittadini del mondo” e non come giapponesi. Capiranno e accetteranno diverse culture e i loro orizzonti saranno globali, non nazionali.

Pensate che questo cambiamento sta accadendo in uno dei paesi più “tradizionalisti” del mondo.

Il programma di 12 anni si basa sui concetti:

  • Zero materie collaterali
  • Zero compiti
  • E hanno solo 5 materie che sono:
  1. Aritmetica per Affari

Le operazioni di base e l’uso di calcolatrici finanziarie.

  1. Lettura

Iniziano aleggere un foglio al giorno del libro che ogni bambino sceglie finiscono a leggere un libro a settimana.

  1. Educazione Civica

S’intende il rispetto totale delle leggi, del valore civile, l’etica, il rispetto delle norme per la convivenza, la tolleranza, l’altruismo e il rispetto per l’ecologia e l’ambiente.

  1. Informatica

Office, Internet, reti e affari on line.

  1. Lingue

4 o 5 Alfabeti, Culture, Religioni, tra queste qulla giapponese, latina, inglese, tedesca, cinese, araba; con viviste per soacializzare con lo scambio tra famiglie durante l’estate.

Quale sarà il risultato di questo programma?

Giovani che a 18 anni parlano 4 lingue, conoscono 4 culture, 4 alfabeti.

  • Sono esperti nell’uso di computer e cellulari come strumenti di lavoro.
  • Leggono 52 libri ogni anno.
  • Rispettano la legge, l’ecologia e la convivenza.
  • Maneggiano l’aritmetica per gli affari e la finanza a menadito.

I nostri figli competiranno con loro!

E chi sono i nsostri figli?

  • Ragazzi che sanno di più sui gossip di moda, che sanno e conoscono i nomi e la vita degli artisti famosi, ma niente di storia, letteraturaa o matematica, tra tutto il resto…
  • Ragazzi che parlano solo spagnolo più o meno,che hanno una pessima ortografia, che odiano leggere libri, chenon sanno fare una somma, che sono esperti nel “copiare” durante gli esami e burlarsi delle norme sotto gli occhi dei loro genitori ed educatori.
  • Ragazzi che passano più tempo guardando e imparando le stupidità in Internet, la televisione o le partite e gli idoli del calcio, piuttosto che studiare o leggere senza quasi comprendere ciò che leggono e perciò credono che un giocatore di di calcio è più importante di uno scienziato.
  • Ragazzi che sono definiti “uomini video” giacché non sono sociali in maniera adeguata ma sono resi stupidi, zombi dall’iPhone e Android, dai tablets, dallo skate, Facebook, Instagram, le chat; dove parlano solo delle stesse stipidaggini di cui parlavamo prima o con i giochi informatici, in un chiaro isolamento che conosciamo come autismo cibernético che attenta alla libertà, all’educazione, contrario all’autostima, all’autonomia, contro il rispetto per i loro genitori o per il prossimo, contro l’ambiente, la solidarietà, la cultura e promuovono un egoismo allarmante lasciando una società cieca e senza una meta e guradano un governo ch mente per rubare a piene mani…!!!

Credo che abbiamo molto lavoro da fare…!

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld

Le pieghe dell’apparenza

La realtà è solo un sentimento

La realtà è un mito. Come dire: tutto ciò che ci sta intorno non è quello che sembra, cioè molte cose stanno lì, davanti ai nostri occhi, eppure non le vediamo. Ossia ciò che percepiamo non è tutto il reale.

A pensarci bene la storia dell’arte non è altro che il tentativo di <<riprodurre>> la realtà nella sua veste completa. I primi grafiti delle caverne ci mostrano i diversi tentativi dell’uomo primitivo di rappresentare sulle due dimensioni virtuali gli animali che gli facevano paura, quasi a esorcizzarli, a domarli in un’eterna immobilità, ma anche a farli riconoscere ai piccoli, una volta capaci di muoversi da soli.

Le scoperte della prospettiva pittorica, delle profondità, del trompe l’oeil, di una possibile resa della terza dimensione attraverso i chiaroscuri, ci racconta di una vocazione al realismo mai abbandonata dall’essere umano.

Prima Raffaello poi Caravaggio creano spazi, profondità e luci che Giotto non poteva neanche immaginare. E Michelangelo ha addirittura capito che sembrano più vere le cose false.

Basta dare un’occhiata alla Pietà: Maria, seduta ha tra le braccia il corpo di Cristo. A guardare bene la scultura ci si rende subito conto che se la madre si alzasse in piedi sarebbe alta quasi il doppio del figlio. Invece in quella posizione l’immagine è perfetta e congrua nelle proporzioni.

La pittura del seicento, i manieristi, fino agli iperrealisti e allo stesso Andy Warhol, si avventurano nel realismo approdando quasi alla fotografia. Solo con la coscienza di una realtà altra, non formalizzata, invisibile a occhio nudo, nascosta nelle pieghe dell’apparenza, comincia a prendere piede l’arte dei nostri tempi, anche in coincidenza con la scoperta dell’inconscio e con la crisi delle filosofie totalizzanti.

Le figure cominciano a sfumare, a farsi indiziarie (impressionismo), a spezzarsi (Picasso), a diventare astratte e informali, dove il colore e linee <<dicono>> della realtà più cose di quanto possano dire le forme.

Alla base di questa vocazione mai abbandonata dall’uomo c’è la necessità, da parte sua, di raccontarsi nelle sue verità più recondite. E non c’è modo migliore di raccontarsi se non mostrando con quale sguardo viene inquadrato il mondo, cioè la realtà circostante.

L’arte, quindi, produce oggetti testamentari che narrano la storia dell’uomo dal punto di vista del suo sentimento della realtà. Una storia più veritiera di quella appiattita sui fatti e sulle vicende politiche ed economiche che è scritta sui libri di scuola.

Ho fatto l’esempio della pittura ma se si va a confrontare il discorso con le altre arti, si noterà che la spinta a raccontare il reale è da tutte condivisa e perpetuata. La letteratura e la musica (con l’innesto di nuove sonorità) hanno attraversato gli stessi processi della pittura. Sono in perenne viaggio verso il mito della realtà, di cui è sempre impossibile un inventario definitivo.

“Pensieri Così” di Vincenzo Cerami  

Nin.Gish.Zid.Da