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BAMBINI: unici e irripetibili

 Dedicato ai miei nipoti, nonno wlady 

CONOSCERE PER VIVERE  

Cari bambini che state andando a scuola, tutti nasciamo in un mondo già fatto, ed è naturale che per viverci dentro dobbiamo conoscerlo bene. 

La nostra adolescenza e la nostra giovinezza vengono in gran parte spese a capire dove siamo ospitati. Infatti, tutto quanto sfugge alla nostra comprensione rimane estraneo alla vita e non possiamo giovarcene. Non solo: se questa curiosità non viene nutrita, se ignoriamo il Sapere, rischiamo di prendere in continuazione fischi per fiaschi, cioè di essere puntualmente delusi nelle aspettative. 

Quindi la conoscenza è fondamentale alla nostra esistenza. 

Il mondo si svela piano piano e, di concerto, noi ci sveliamo a noi stessi e miglioriamo. Purtroppo nella nostra caotica, massificata, e spesso confusa società, molte cose ci distraggono, ci assordano, lasciandoci di rado soli con noi stessi.  

Ci riconosciamo in gruppo, insieme andiamo a scuola, ai concerti, alle feste, in vacanza. Così, col tempo, abbiamo l’impressione di esistere solo in funzione di come gli altri ci vedono e ci giudicano.  

E questo non va bene perché nel fondo può catturarci uno strano senso di vuoto, di solitudine, di smarrimento. Insomma ogni tanto bisognerebbe guardarsi allo specchio e riconoscersi per unici e irripetibili, diversi dagli altri.  

L’uomo per questo, ha inventato uno strumento preziosissimo: la scrittura. Chi scrive altro non fa che verbalizzare ciò che ha dentro, non fa che mettere ordine nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti. Non fa cioè che immagazzinare informazioni dentro una originale visone del mondo.  

Scrivere ci fa crescere, e anche leggere ci fa crescere, perché gli scrittori offrono altri sguardi sul nostro vivere. Si va più lontano con la scrittura se contemporaneamente si legge qualche libro. Così, conoscendo meglio noi e quel che ci circonda, si vive con più distacco e con più passione.

BAMBINI  

I bambini li stanno facendo diventare antipatici per la prosopopea retorica e demagogica da cui vengono letteralmente soffocati. Ad accarezzarne uno per strada si rischia il linciaggio, tranne poi vederli diventare grandi e pronti a loro volta al linciaggio.  

Diventano antipatici come l’erbetta dei prati che non si può più calpestare: inavvicinabili come la Gioconda; protetti come i panda; sott’olio come i carciofini. Guai a chi lancia loro qualche urlaccio di contadina memoria, gui a turbarne l’equilibro scontentandoli. 

Li spingono a guardarti dal basso in alto con occhi quasi di sfida, e alla fine il modo migliore per non creare loro problemi è far finta di non vederli.  

I bambini in quanto tali, sono oggi una categoria interclassista, la loro condizione di possibile vittime della crudeltà adulta cancella ogni differenza: il poverissimo niño brasiliano, l’affamata creatura africana, il ragazzino per bene che va in piscina appartengono alla stessa specie da proteggere perché i loro nemici sono tanti e vestono panni diversi a seconda del luogo nel quale vivono.  

Questo è vero, ma una visione così riduttiva e generalizzata dalla questione (non certo nuova), invece di promuovere soluzioni concrete, non fa che aprire le inutili porte del cuore e dar voce ai sentimenti più lacrimevoli e ipocriti, a innondare la televisione di vuoti appelli a mielose trasmissioni interrotte con la pubblicità dei giocattoli e delle costosissime scarpe da tennis perché i genitori, catturati dalla paura del senso di colpa, vengano presi dall’impulso di far contenti i loro piccoli acquistando per loro qualcosa di utile e piacevole.  

Tutti i bambini sono buoni e bravi, anche quelli viziati, quelli dispettosi, quelli stupidi. Sono innocenti per definizione. Anche questo è vero. Però c’è da chiedersi quale pedagogia è possibile quando viene svuotato il senso della responsabilità personale e della diversità tra individui.  

Quante volte infatti, oggi, un genitore che assiste a una malefatta del figliuolo se ne sta zitto e va a cercare le colpe in sé stesso, nel suo rapporto con il consorte e con la prppria famiglia? 

Sembra che non veda l’ora di colpevolizzarsi per continuare ad inseguire una prospettiva diversa, una impossibile svolta nella propria vita e quella di chi gli sta intorno.  

L’enfatizzazione, in realtà, rimove ogni conflitto, giacché da sola basta a mettere a posto la coscienza. Commuoversi davanti a un appello per la condizione di schiavi cui sono realmente ridotti molti bambini del pianeta soddisfa e tranquillizza gli animi. 

Alcuni adirittura, organizzando concerti e trasmissioni, simposi e convegni, guadagnano fama e soldi nel cercare di commuovere il prossimo sul ricattatorio tema dei bambini. Che lontani dalle nostre lacrime continuano imperterriti a morire di fame, a essere trattati come cavalli da soma, a essere brutalizzati dall’orrore del turismo sessuale. 

Ogni giorno nel mondo 8 mila bambini muoiono di fame 

Ogni giorno nel mondo scompaiono 22mila bambini 

Nel mondo sono più di 220 milioni i bambini abusati sessualmente, senza parlare del traffico di organi che va oltre ogni immaginazione.

Tratto dalle mie letture di Vincenzo CeramiPensieri Così

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Ermete Trismegisto: un nome avvolto nel mistero

Chi era Ermete Trismegisto?

Detto di aver creato il CorpettoErmetico, una serie di testi sacri che sono alla base dell’ermetismo, Ermete Trismegisto è un nome avvolto nel mistero.

Molti autori lo associano al dio greco Hermes, così come al dio egiziano Thoth. Thoth, ad esempio, era fortemente associato alla conoscenza. Nella mitologia egizia, Toth plaid un ruolo cruciale nel mantenere l’ordine nel cosmo. Thoth era fortemente associato alla magia, alla scrittura e allo sviluppo della scienza.

Nell’antica mitologia greca, Ermes veniva indicato come il Dio della religione e della mitologia. Fu spesso ritratto come emissario e messaggero degli Dei. Hermes è identificato con il dio romano Mercurio.

Un collegamento egiziano

Ermete Trismegisto è spesso menzionato nella letteratura occulta come saggio egiziano, parallelo al dio Toth che creò l’alchimia e sviluppò un sistema di credenze metafisiche che oggi sono conosciute come ermetismo.

Per molti pensatori medievali, Ermete Trismegisto era un profeta pagano che annunciò l’avvento del cristianesimo.

Corpus Hermeticum: prima edizione latina, di Marsilio Ficino, 1471 d.C., un’edizione appartenuta in precedenza alla Bibliotheca Philosophica Hermetica, Amsterdam. Immagine di credito: Wikimedia Commons.

Tavolette di smeraldo e Sir Isaac Newton

Gli studi di alchimia sono stati fortemente collegati a lui, così come la tavoletta di smeraldo, che è stata persino tradotta dal latino all’inglese di Isaac Newton.

Questa è la traduzione di Emerald Tablet di Isaac Newton. È stato scoperto tra i suoi documenti alchemici attualmente ospitati nella King’s College Library, Università di Cambridge.

È vero senza mentire, sicuro e vero.
Ciò che è sotto è come ciò che è sopra e ciò che è sopra è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa 

E come tutte le cose sono state e sono nate da una con la mediazione di una: così tutte le cose nascono da questa cosa per adattamento. 

Il Sole è suo padre, la luna è sua madre, il vento lo ha portato nel suo ventre, la terra è la sua nutrice.
Il padre di ogni perfezione nel mondo intero è qui. La sua forza o potenza è intera se convertita in terra. 
 

Separa tu la terra dal fuoco, il sottile dal grossolano dolcemente con la grande industria.
Salita dalla terra al cielo e di nuovo scende verso la terra e riceve la forza delle cose superiore e inferiore. 

Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e quindi tutta l’oscurità volerà da te. 

La sua forza è soprattutto forza. Perché sconfigge ogni cosa sottile e penetra in ogni cosa solida.  

Così è stato creato il mondo. 

Da questo sono e arrivano ammirevoli adattamenti in cui i mezzi (o processi) sono qui in questo. Quindi sono chiamato Hermes Trismegist, con le tre parti della filosofia di tutto il mondo
Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è compiuto e concluso. 

La filosofia è anche fortemente legata a Ermete Trismegisto.

Tuttavia, a causa della mancanza di prove conclusive sulla sua esistenza, la figura storica è stata costruita fittiziamente dal Medioevo fino ad oggi, specialmente dal risorgere dell’esoterismo.

Gli alchimisti europei consideravano la tavoletta smeraldo come il fondamento della loro arte e della sua tradizione ermetica.

Secondo antiche credenze egiziane, gli dei governavano l’antico Egitto prima dei faraoni mortali. Queste divinità alla fine hanno civilizzato le regole mortali trasmettendo loro la conoscenza.

Il dio egizio Thoth era il dio della saggezza e il patrono dei maghi. Era anche il guardiano e il commesso degli archivi che conteneva la conoscenza degli dei.

Clemente di Alessandria stimò che gli Egizi possedessero quarantadue scritti sacri, che contenevano tutti gli insegnamenti dei sacerdoti egizi. Clemente di Alessandria era un teologo cristiano che insegnava alla Scuola di catechesi di Alessandria

Hermes Trismegistus è stato infine accreditato con decine di migliaia di scritti, che erano reputati di immensa antichità. Per esempio, il Timeo e Critia di Platone descrivono che nel tempio di Neith a Sais si potevano trovare innumerevoli sale segrete che custodivano documenti storici che erano stati tenuti lì per almeno 9.000 anni.

La fusione di due dei 

Alla fine, Hermes, il dio greco, e Thoth, la controparte egiziana, furono uniti come uno, diventando il patrono di Astrologia e Alchimia.

L’Asclepio e il Corpus Hermeticum sono i più importanti dell’Hermetica, gli scritti superstiti attribuiti a Ermete Trismegisto.

Alla fine, durante il Rinascimento, molti studiosi vennero ad accettare che Ermete Trismegisto era un contemporaneo di Mosè. Alla fine, questa idea svanì dopo che fu scoperto che gli scritti ermetici furono scritti non prima del secondo o terzo secolo d.C.

Si crede anche da alcuni autori come Sayyid Ahmed Amiruddin che Hermes Trismegisto sia il costruttore delle piramidi di Giza

Altri studiosi propongono una connessione tra Ermete Trismegisto. E il Profeta Muhammad.

Il Profeta Muhammad, che si ritiene abbia viaggiato nei cieli nella notte di Isra e Mi’raj, possa essere un diretto discendente di Ermete Trismegisto, affermano i genealogisti arabi. Ibn Kathir, uno storico molto influente, esegeta e studioso durante l’era mamelucca in Siria, disse:

“Per quanto riguarda Idris … Egli è nella catena genealogica del Profeta Muhammad, tranne che secondo un genealogista … Ibn Ishaq dice che fu il primo a scrivere con la Penna. Ci fu un intervallo di 380 anni tra lui e la vita di Adamo. Molti studiosi sostengono che fu il primo a parlare di questo, e lo chiamarono Tre Ermi-Ermete [Ermete Trismegisto], “- Ismail ibn Kathir (fonte).

Il corpus ermetico

Si crede comunemente che gli Hermetica siano testi di saggezza greco-egizia risalenti al II secolo dC e forse anche più tardi.

Questi scritti sono spesso presentati come dialoghi in cui un insegnante, solitamente identificato come Ermete Trismegisto, illumina un discepolo. I testi sono considerati la base dell’ermetismo. Discutono del divino, del cosmo, della mente e della natura. Alcuni toccano l’alchimia, l’astrologia e concetti correlati.

https://www.ancient-code.com/who-was-hermes-trismegistus/

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“il confine con l’informazione critica è talmente lieve da venir meno”

Analfabetismo funzionale e fine della democrazia 

settembre 29, 2016 posted by Ilaria Bifarini

Per comprendere la portata di quanto accaduto con l’approvazione della cosiddetta “legge sul cyberbullismo”, meglio indicata come “Legge Ammazza Web” e la cui valenza è ben riassunta dal popolare blogger Cory Doctorow con “la più stupida legge censoria d’Europa”, dobbiamo rispolverare il grande filosofo e piscoanalista Erich Fromm.

Secondo lo scienziato tedesco, la democrazia può resistere alla minaccia autoritaria sola se riesce a trasformarsi da “democrazia di spettatori passivi” a “democrazia di partecipanti attivi”, nella quale cioè i problemi della comunità siano familiari al singolo e per lui importanti quanto le sue faccende private.

Il particolarismo e l’individualismo della società moderna, sempre più frenetica e affannata nel lavoro e nel consumo, è un fatto già assodato. Quello che invece crea sconcerto, su cui dobbiamo soffermarci, è l’incapacità ormai consolidata di comprendere gli accadimenti della vita collettiva.

Secondo una recente ricerca dell’Ocse, un italiano su due non possiede le abilità di lettura, scrittura e calcolo richieste per lo svolgimento efficiente delle attività della vita quotidiana. Le sue competenze e conoscenze non sono quindi funzionali alla vita nella società moderna: è stato perciò coniato il termine “analfabetismo funzionale”, o di ritorno. Oltre la metà della popolazione (54%) non ha letto alcun libro nell’ultimo anno, e un italiano su 10 dichiara addirittura di non possedere neanche un libro. 

Ma, sempre citando Fromm, il saper leggere e scrivere non è affatto una benedizione qualora la gente se ne serva soltanto per leggere scritti che ne impoveriscono la capacità di sperimentare e immaginare.
Il livello di partecipazione alla vita pubblica e l’utilizzo degli strumenti democratici per la metà degli italiani, affetti da analfabetismo funzionale, è pari a quello di un bambino della scuola elementare.

E proprio questa incapacità di comprendere gli avvenimenti e metterli in relazione deve essere alla base dell’approvazione alla Camera della legge sul cyberbullismo e del quasi unanime consenso – o silenzio assenso – del mainstream mediatico.

La proposta di legge era stata avviata già da tempo e a fine luglio, mentre tutti pensavamo alle vacanze o eravamo scossi da qualche tremendo attentato, ha riportato delle modifiche al testo originario davvero draconiane. Quella più clamorosa e sostanziale è che nella casistica di cyberbullismo non deve più rientrare necessariamente un minore. Chiunque può esserne vittima. E questo dovrebbe bastare per comprendere lo snaturamento e la sopravvenuta inappropriatezza della normativa.

Inoltre, la definizione di cyberbullismo è stata ampliata e rientrerà nella fattispecie “l’aggressione o la molestia reiterate, a danno di una o più vittime, anche al fine di provocare in esse sentimenti di ansia, di timore, di isolamento o di emarginazione ,ecc.”, sia essa attuata attraverso “atti o comportamenti vessatori, pressioni e violenze fisiche o psicologiche (…) offese o derisioni, anche aventi per oggetto la razza, la lingua, la religione, l’orientamento sessuale, l’opinione politica, l’aspetto fisico o le condizioni personali e sociali della vittima.” Insomma, il confine con l’informazione critica è talmente lieve da venir meno.

La pena, per chi si macchierà di questo crimine, sarà durissima: oltre al sequestro del computer e degli altri dispositivi mobili, il testo prevede la reclusione da uno a sei anni, anche per chi usa “la sostituzione della propria all’altrui persona”.

Chissà se la maggioranza che ha votato compatta in aula (contrari solo i Cinque Stelle e il gruppo di Civati) soffriva di analfabetismo di ritorno, come i cittadini che si mostrano tacitamente disinteressati, o di opportunismo, altro grande male della democrazia?

 
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