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Il Virus Dormiente

Oxford: il virus non viaggia, era qui e qualcosa l’ha attivato

Altro che Cina: il coronavirus potrebbe essere rimasto inattivo un po’ in tutto il mondo per chissà quanti anni, prima di riattivarsi grazie a nuove condizioni ambientali favorevoli. È la tesi di Tom Jefferson, medico al Center for Evidence-Based Medicine (Cebm), con sede al Dipartimento di Scienze della salute delle cure primarie di Nuffield, presso l’Università di Oxford, nel Regno Unito. Jefferson – secondo quanto riporta il quotidiano inglese “The Telegraph” – sostiene che ci siano prove sempre più consistenti che il virus fosse già altrove, ben prima che emergesse a Wuhan. Una teoria, scrive Biagio Simonetta sul “Sole 24 Ore“, che farebbe traballare tutto ciò che sappiamo fino ad oggi, su questa pandemia. «La tesi si rafforza grazie alla scoperta di alcuni virologi spagnoli, che la scorsa settimana hanno annunciato di aver trovato tracce del coronavirus in campioni di acque reflue raccolti nel marzo 2019, circa dieci mesi prima che Wuhan diventasse il focolaio del mondo». Anche in Italia, ricorda sempre il “Sole”, alcune tracce del virus sono state rinvenute nei campioni di acque reflue di Milano e Torino risalenti a metà dicembre 2019. E in Brasile una analisi analoga riporta a novembre.

Tom Jefferson ritiene che molti virus siano inattivi in tutto il mondo, e a un certo punto emergano quando le condizioni diventano favorevoli. Un meccanismo che potrebbe anche voler dire che i virus riattivati possano svanire rapidamente dopo un L'epidemiologo inglese Tom Jeffersonpicco. «Dov’è oggi il virus Sars 1? È appena scomparso», ha detto il medico inglese al “Telegraph”, aggiungendo: «Dobbiamo porci queste domande. Dobbiamo iniziare a ricercare l’ecologia del virus, capire come ha avuto origine, come è mutato. Penso che il virus fosse già qui, e “qui” significa ovunque. Potremmo essere davanti a un virus dormiente che è stato attivato dalle condizioni ambientali». Per sostenere la sua teoria, Jefferson – che è anche professore alla Newcastle University – ricorda che a inizio febbraio c’è stato un caso di coronavirus alle Isole Falkland: «Com’è arrivato laggiù? Chi lo ha portato?». E poi ancora: «Una nave da crociera è andata dalla Georgia del Sud a Buenos Aires, i passeggeri sono stati sottoposti a screening e poi, l’ottavo giorno, quando hanno iniziato a navigare verso il Mare di Weddell, è emerso il primo caso di infezione. Dov’era il virus? Nel cibo preparato che era stato scongelato e attivato?».

L’esperto ricorda che stranezze come questa si erano già verificate con l’influenza spagnola: nel 1918, circa il 30% della popolazione delle Samoa (isole dell’oceano Pacifico meridionale) morì di spagnola, «senza aver avuto alcuna comunicazione con il mondo esterno». La spiegazione di quanto accaduto allora potrebbe essere la segente: «Questi virus non vengono né vanno da nessuna parte», afferma Jefferson: «Sono sempre qui e qualcosa li accende, forse la densità umana o le condizioni ambientali. E questo è ciò che dovremmo cercare». Lo stesso dottor Jefferson ritiene che il virus possa essere trasmesso attraverso il sistema fognario o servizi igienici condivisi, non solo attraverso goccioline espulse parlando, tossendo e starnutendo. E per questo, insieme al collega Carl Henegehan (direttore del Cebm) chiede un’indagine approfondita, simile a quella condotta da John Snow nel 1854, che dimostrò come il colera si stesse diffondendo a Londra da un pozzo infetto a Soho. Per i due medici inglesi, insomma – conclude il “Sole” – si deve cambiare l’approccio di ricerca sul coronavirus, perché la teoria della trasmissione respiratoria non sarebbe del tutto convincente: «I focolai devono essere investigati correttamente. Bisogna Leonardo Settifare ciò che John Snow ha fatto con il colera. Mettere in discussione tutto, e iniziare a costruire ipotesi che si adattano ai fatti. Non viceversa».

Guardando all’Italia, e basandosi sempre sulle conclusioni di Jefferson, i meteorologi de “IlMeteo.it” puntano l’indice contro l’inquinamento atmosferico. «La correlazione tra virus e pessima qualità dell’aria – scrivono – è emerso, in particolare, da uno studio curato da ricercatori italiani e da medici della Società italiana di Medicina Ambientale (Sima): le polveri sottili avrebbero esercitato un cosiddetto “boost”, ovvero un’accelerazione nel contagio dell’infezione». Conferma Leonardo Setti, ricercatore dell’Università di Bologna: «Le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura Padana hanno prodotto un’accelerazione alla diffusione del Covid-19. L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai». Altri virus potrebbero dunque essere dormienti, in attesa di essere “attivati” magari dall’inquinamento? E se davvero la diffusione del coronavirus non dipendesse direttamente dalla respirazione? «Se questo fosse confermato, le varie misure di restrizione e di protezione che stiamo ancora adottando (lockdown, mascherine, distanziamento sociale, guanti, sanificazioni) potrebbero risultare inutili». In compenso, chiosano gli specialisti de “IlMeteo.it”, «sempre col beneficio del dubbio», ci sarebbe anche una bella notizia: «Il virus potrebbe andarsene via da solo, così come è arrivato».

Pubblicato su: https://www.libreidee.org/

Correlazione:

I NUMERI DELLA MENZOGNA

Lo Studio di febbraio, è ancora vero

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Tampone: pratica invasiva e pericolosa

 

Marcello Pamio

Sta girando da un po’ di tempo un post secondo il quale il tampone naso-faringeo per il Sars Cov-2 è in grado di perforare la BEE, la Barriera emato-encefalica.

Diciamo fin da subito che si tratta di una sciocchezza enorme perché NON è possibile arrivare fino alla BEE: con il bastoncino si può arrivare fino alla parte superiore delle vie respiratorie.

 

Andando in profondità si può danneggiare la lamina cribrosa dell’etmoide: un osso particolare e forellato dove ci sono dei vasi molto importanti. Questo osso funge da “stufa” per l’aria che entra che deve essere riscaldata anche grazie alle vie nasali superiori con i peli.

Quindi quello che possono danneggiare è la lamina cribrosa, ma non si può arrivare a sfondare la BEE che si trova molto più in alto.

Fatta questa premessa obbligatoria, il tampone è in ogni caso un atto di violenza estrema che va bloccato con ogni mezzo!

 

Anche perché se il virus – come dicono gli esperti – si trasmette attraverso il droplet, cioè le goccioline di Flugge, non si comprende come mai non si possa fare un banale e indolore tampone semplicemente usando la saliva.

Perché devono introdurre così in profondità (circa 13 cm) il bastoncino rischiando contaminazioni e danni?

 

Il tampone è un atto invasivo contro natura: un test non validato che non ha nessun significato clinico nè tanto meno diagnostico (percentuale elevata di falsi positivi), ma è il mezzo ideale per poter dominare e gestire le paure delle masse.

 

Infine c’è il problema delle sequenze geniche prelevate col tampone: che fine fanno?
Forse vengono archiviate in un database con tanto di nome e cognome: una specie di agenda mondiale con il DNA di tutti…

Ovviamente anche i test sierologici non hanno un significato clinico.

Qual è il problema? I sudditi sono convinti che il tampone sia una fonte di tranquillità e sicurezza perché se risulta negativo significa che non sono venuti a contatto col virus, cosa questa totalmente assurda!

Bisogna smentire e sconfessare simili test, ma usando cervello e scienza, e non andando in giro a dire che il tampone sfonda la barriera che protegge l’encefalo, così si fa solo il gioco della Dittatura!

Fonte  https://disinformazione.it/

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Il Valore della Libertà

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Assintomatici – Coronavirus e la Nuova Religione

Marcello Pamio

Il 13 maggio 2020 è stato pubblicato su PubMed un articolo molto interessante dal titolo: “Uno studio sull’infettività dei portatori di SARS-CoV-2 asintomatici”.
Per chi non conoscesse Pubmed.gov è la banca dati di biomedicina più importante del mondo, dove vengono pubblicati praticamente tutti gli studi. Si tratta del National Library of Medicine del NIH, l’Istituto di Salute americano.
In pratica hanno voluto osservare se i portatori asintomatici del virus COVID-19 siano o no contagiosi per la popolazione.
Hanno seguito il caso di un paziente asintomatico venuto a contatto con 455 persone.

Le persone sono state divisi in tre gruppi: 35 pazienti, 196 membri della famiglia e 224 membri del personale ospedaliero. Hanno poi estratto le informazioni epidemiologiche, dai registri clinici, dagli esami ausiliari e dai programmi terapeutici.
Il tempo medio di contatto per i pazienti è stato di quattro giorni e quello per i familiari di cinque giorni.
I risultati sono sconvolgenti: tutte le immagini CT (tomografia computerizzata) non hanno mostrato segni di infezione da COVID-19, quindi non hanno riscontrato alcuna infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) nei 455 contatti. Hanno dovuto infatti concludere che “l’infettività di alcuni portatori asintomatici di SARS-CoV-2 potrebbe essere debole”.

Ma allora di cosa stiamo parlando? L’altro giorno in Inghilterra il professor Adrian Hill direttore del Jenner Institute dell’Università di Oxford (forse il centro più vicino alla produzione del vaccino contro il coronavirus) ha ammesso che il virus sta scomparendo nel Regno Unito, ora viene fuori che un positivo asintomatico non contagia proprio nessuno.
Cosa manca all’appello? Quante informazioni dovremo ancora ricevere prima di svegliarsi dall’incubo?

Articolo originale:
“A Study on Infectivity of Asymptomatic SARS-CoV-2 Carriers”

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32405162/

Fonte: https://disinformazione.it/

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CORONAVIRUS: LA NUOVA RELIGIONE AZTECA PUNITIVA BASATA SULLA COLPA – Enzo Pennetta #Byoblu24

 

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La guida CDC falsifica il numero dei deceduti per COVID 19

 

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Oggi non ci sono dirigenti politici occidentali che vedono oltre il proprio naso

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La trasformazione delle società per il COVID-19 annuncia la militarizzazione dell’Europa

Riportiamo un dibattito con un gruppo di studenti, ove Thierry Meyssan spiega come le risposte politiche al COVID-19 non abbiano scopo sanitario. Un gruppo transnazionale, in parte individuabile, cerca di approfittarsi dell’epidemia per imporre una trasformazione profonda alle società europee, come già utilizzò gli attentati dell’11 settembre 2001 per trasformare gli Stati Uniti. Siamo ancora in tempo per opporci alla gerarchizzazione del mondo futuro.

 

Domanda: Secondo lei, chi ha fabbricato il COVID-19?

Thierry Meyssan: La mia analisi è esclusivamente politica. Non mi pronuncio su questioni mediche, soltanto sulle decisioni politiche.

Generalmente un’epidemia è un fenomeno naturale, ma può essere anche un atto di guerra. Il governo cinese ha pubblicamente chiesto agli Stati Uniti di far luce sull’incidente del laboratorio militare di Fort Detrick; il governo statunitense ha a sua volta chiesto altrettanta trasparenza per il laboratorio di Wuhan. Entrambi gli Stati hanno ovviamente rifiutato di aprire i propri laboratori. Non si tratta di cattiva volontà, ma di necessità militare. Non ci resta che prenderne atto.

La questione è del resto irrilevante perché, con il passare dei giorni, entrambe le ipotesi sono apparse infondate: né gli USA né la Cina controllano il virus. Quindi da un punto di vista militare il COVID-19 non è un’arma, bensì un flagello.

Quindi lei non esclude che il virus possa essere accidentalmente uscito da uno di questi laboratori?

È un’ipotesi, che però non porta da alcuna parte. Dobbiamo escludere la possibilità di un sabotaggio perché non giova ad alcuno. Potrebbe essersi trattato di un incidente, ma in tal caso la responsabilità sarebbe individuale e non avrebbe senso farla ricadere su uno Stato.

Qual è il suo giudizio sulle reazioni politiche all’epidemia?

Il ruolo dei dirigenti politici è proteggere la popolazione. Per questo motivo, in tempi normali, devono preparare il Paese ad affrontare le crisi che potrebbero sopraggiungere. Ebbene, l’Occidente si è trasformato in modo tale da perdere di vista questa vocazione: gli elettori esigono che gli Stati costino il meno possibile e che i politici li gestiscano come grandi imprese. Di conseguenza, oggi non ci sono dirigenti politici occidentali che vedono oltre il proprio naso. Uomini quali Vladimir Putin o Xi Jinping sono bollati “dittatori” solo perché hanno una visione strategica del proprio compito; sono considerati esponenti di una scuola di pensiero che gli Occidentali giudicano superata.

Di fronte a una crisi i dirigenti politici devono agire. Gli Occidentali sono invece stati colti alla sprovvista, totalmente impreparati. Furono scelti perché capaci di far sognare un futuro radioso, non per sangue freddo, capacità di adattamento nonché autorevolezza. Molti di loro sono persone che umanamente ben rappresentano i propri elettori, dunque non posseggono alcuna di queste qualità. Prendono le misure più radicali soltanto per timore di essere accusati di non aver fatto abbastanza.

Nell’attuale crisi i nostri politici hanno trovato un esperto, il professor Neil Ferguson dell’Imperial College of London, che li ha convinti che stava arrivando l’Angelo della Morte: 500 mila morti in Francia, ancor più nel Regno Unito, oltre il doppio negli Stati Uniti. Profezie 2.500 volte superiori al tasso di mortalità in Cina. Ferguson è uno statistico avvezzo a preconizzare calamità senza timore di esagerare. Per esempio, predisse che l’influenza aviaria avrebbe ucciso 65 mila britannici, ma ne morirono 457 [1]. Fortunatamente Boris Johnson l’ha estromesso dal SAGE [comitato di consulenza scientifica per le emergenze], ma il danno è fatto [2].

Sicché, presi dal panico, i politici si sono precipitati a cercare consiglio da un’autorità sanitaria internazionale. Dal momento che l’OMS non considerava, a giusto titolo, quest’epidemia prioritaria rispetto a malattie ben più mortali, si sono rivolti alla CEPI [Coalition for Epidemic Preparedness Innovations], di cui tutti conoscevano il direttore, dottor Richard Hatchett, per averlo incontrato al Forum economico di Davos o alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Ciascuno di loro era stato almeno in un’occasione contattato da Hatchett, in questua di finanziamenti per l’industria vaccinale.

Si dà il caso che, quando lavorava alla Casa Bianca, Hatchett sia stato uno dei due autori dell’aspetto sanitario del progetto politico mondiale di Donald Rumsfeld [3]. Nel 2001 Rumsfeld pianificò una divisione geografica dell’economia mondiale: le materie prime sarebbero arrivate dalle zone instabili, i prodotti sarebbero stati trasformati negli Stati stabili (fra cui Russia e Cina), le armi sarebbero state prodotte soltanto negli USA. Conveniva perciò militarizzare la società statunitense e trasferire la maggior parte dei lavoratori in fabbriche di armamenti. Nel 2005 Rumsfeld incaricò il dottor Hatchett di preparare un piano d’isolamento domiciliare obbligatorio per l’intera popolazione, da attivare in caso di attacco bioterroristico, paragonabile a quello all’antrace del 2001, contro il Congresso e i grandi media.

Il dottor Richard Hatchett ha rispolverato il piano e l’ha presentato ai dirigenti occidentali in cerca di consigli. Deve essere ben chiaro che l’isolamento obbligatorio generalizzato non è mai esistito ed è cosa diversa dall’isolamento dei malati. Quello generalizzato non è affatto una misura sanitaria, bensì un mezzo per trasformare le società. La Cina non vi ha fatto ricorso né con l’epidemia H1N1 [4], quello della SARS [5], né con quella COVID-19 [6]. L’isolamento della città di Wuhan a inizio 2020 è stato una misura politica del governo centrale per riprendere il controllo di una provincia mal gestita dal potere locale. Non si è trattato di una misura sanitaria.

Nessuno studio epidemiologico al mondo ha mai preso in considerazione l’isolamento generalizzato obbligatorio, tanto meno l’ha consigliato.

Può darsi, però in Francia siamo isolati non per combattere la malattia, ma per scaglionarla nel tempo, così da non sovraccaricare gli ospedali e non essere costretti a scegliere chi salvare e chi invece lasciar morire.

Nient’affatto. Quest’argomentazione è posteriore alla decisione dell’isolamento. Altro non è che una scusa di cui i politici si sono serviti per mascherare la propria inettitudine gestionale. Sicuramente in due regioni francesi i reparti di rianimazione degli ospedali pubblici si sono rapidamente saturati. Pazienti che avevano bisogno della rianimazione sono stati trasferiti in altre regioni, persino in Germania. Nelle cliniche private c’erano però molti letti disponibili.

È quanto ho detto all’inizio di questa conversazione: i nostri dirigenti politici sono inadeguati a gestire le crisi. Il concetto che hanno di Stato impedisce loro di agire. Sono incapaci di pensare un coordinamento tra settore pubblico e privato, eccezion fatta per alcuni presidenti di regione. Non si tratta in questo caso della tradizionale opposizione fra Stato centrale e regioni. Faccio un esempio: all’inizio dell’epidemia i laboratori privati non avevano mezzi per effettuare test di depistaggio su larga scala, il governo non è stato però in grado di requisire per ragioni di salute pubblica i laboratori del ministero della Ricerca e, soprattutto, dell’Agricoltura. Eppure, ricercatori e veterinari continuavano a offrire la propria disponibilità.

D’accordo per gli ospedali e i test, ma lei ha contestato anche le mascherine.

Sì, ormai da un secolo è dimostrata l’utilità delle mascherine chirurgiche nei blocchi operatori e durante le cure post-operatorie. Sono però situazioni che nulla hanno a che vedere con quanto sta accadendo oggi.

Adesso moltissimi sindacati e accademie raccomandano l’obbligo per tutti della mascherina nei luoghi pubblici. L’uso della mascherina è rassicurante, ma non serve contro il COVID-19. Del resto, in mancanza di mascherine chirurgiche, si arriva persino a indossare un pezzo di tessuto qualsiasi che copre naso e bocca, ma privo delle capacità di filtraggio delle mascherine chirurgiche. Contrariamente a una convinzione diffusa, la contaminazione non avviene attraverso gli schizzi di saliva, bensì attraverso il virus che questi disseminano nell’aria, fino a una distanza di otto metri da chi strilli o starnutisca. Inoltre, per essere contaminati è necessario essere ricettivi al virus, e non tutti lo siamo. Per sviluppare la malattia occorre un sistema immunitario debole.

Siccome non sanno cosa fare, i nostri governanti ricorrono all’isolamento generalizzato e all’obbligo delle mascherine per tutti. Non è dimostrato che queste misure abbiano un impatto sull’epidemia, però tutti lo credono. È l’affossamento della cultura occidentale: un tempo si ragionava pacatamente, oggi portiamo feticci, indossiamo mascherine, sprofondiamo nella magia.

In Francia un bambino è morto di COVID-19.

Quel che è vero in termini individuali è assolutamente falso in termini collettivi. L’età media dei deceduti in Francia è di 84 anni! Questo significa che oltre la metà dei morti aveva oltre 84 anni.

Ma allora se l’isolamento è assurdo e le mascherine servono a nulla, cosa si deve fare?

Non ho detto che l’isolamento è assurdo di per sé. Parlo dell’isolamento come misura obbligatoria e cieca. In tutte le epidemie bisogna isolare le persone malate, ma soltanto queste. Non riconosco legittimità a un potere che istituisce ammende, manda in prigione, persino spara su cittadini che rifiutano di essere messi agli arresti domiciliari a tempo indeterminato.

Non si tutela la salute pubblica con le imposizioni, ma con la fiducia. Nessuno deve essere protetto da sé stesso. Mi sembra indegno impedire a persone anziane di vedere la propria famiglia, qualora lo desiderino. Forse saranno contagiate, forse si ammaleranno e forse moriranno, ma sarà per loro scelta; la vita è un lungo cammino per prepararvisi e i vecchi hanno diritto di scegliere tra vivere con i propri famigliari invece che qualche anno in più.

Le epidemie si affrontano sempre nello stesso modo. Misure igieniche – lavarsi e aerare – e isolamento dei malati, a casa loro o in ospedale per essere curati. Tutto il resto è spettacolo. Occorre tornare alle misure di base, non inventare costrizioni.

Com’è possibile che i nostri dirigenti ci abbiano imposto un progetto fascista USA?

Capisco cosa intendete per fascista, ma in questo caso non è un aggettivo appropriato. Il fascismo è un’ideologia nata in risposta alla crisi del capitalismo del 1929; Rumsfeld ne possiede alcune caratteristiche, ma pensa a partire da un mondo diverso.

Il dottor Hatchett non è mai stato chiamato a rendere conto negli USA del suo progetto totalitario. Donald Rumsfeld neppure. Alla fin fine, nessuno ha mai dovuto rispondere di quanto è accaduto dopo l’11 settembre 2001: abbiamo collettivamente deciso di non far luce sugli attentati. Questo crimine è all’origine di una catena di conseguenze. L’amministrazione Obama ha continuato a mettere fedelmente in atto il progetto Rumsfeld in Libia, Siria e Yemen (dottrina Cebrowski). E poiché l’amministrazione Trump vi si è fermamente opposta, vediamo gli ex collaboratori di Rumsfeld proseguirne l’opera attraverso altre strutture, al di fuori dello Stato federale USA. Che ci piaccia o no, tutto questo continuerà fino a quando non sarà riaperto il dossier dell’11 Settembre.

Scusi se torno indietro, ma se l’isolamento obbligatorio e generalizzato non è che una misura autoritaria senza scopo sanitario, perché è così difficile uscire dall’isolamento?

Non è difficile. Occorre solo riappropriarci della libertà. Il problema è che oggi non si conosce il virus molto meglio di due mesi fa e che siamo impelagati in conoscenze immaginarie.

Le curve epidemiologiche sono pressoché uguali in tutti i Paesi colpiti, quali che siano le misure messe in atto. Soltanto due tipi di Paesi se ne distaccano: quelli che per ignote ragioni non ne sono stati colpiti, per esempio le nazioni della penisola indocinese (Vietnam-Laos-Cambogia-Tailandia), e quelli che, come Taiwan, hanno reagito molto più velocemente degli altri, isolando immediatamente gli ammalati e curandoli. Perciò, in qualsiasi modo si esca dall’isolamento ci sarà sicuramente un numero più o meno grande di persone contaminate, ma questo non dovrebbe influire.

I governi continueranno a imporre l’isolamento obbligatorio fino alla scoperta di un vaccino?

Non sappiamo se un giorno si troverà un vaccino. Da 35 anni se ne sta cercando uno contro l’AIDS. Del resto, è improbabile che l’epidemia COVID-19 duri più a lungo di quella degli altri coronavirus, la SARS o la MERS.

Il vaccino nonché i nuovi farmaci sono sfide economiche ragguardevoli. Alcune industrie farmaceutiche sono pronte a tutto pur d’impedire che i medici curino le persone con farmaci a buon mercato. Ricordatevi che, quand’era alla guida di Gilead Science, Donald Rumsfeld fece chiudere la fabbrica di Al-Shifa, che produceva farmaci contro l’AIDS, senza corrisponderle le royalties: la fece bombardare dal democratico Bill Clinton, affermando che apparteneva ad Al Qaeda, cosa assolutamente falsa. Ed è proprio il dottor Hatchett che oggi dirige la più importante coalizione vaccinale, la CEPI.

Cosa accadrà adesso?

In qualche settimana abbiamo visto lacerazioni notevoli in alcune società. In Francia sono state sospese alcune libertà fondamentali, come quella di tenere riunioni e manifestare. Tredici milioni di lavoratori sono stati messi in disoccupazione parziale. Sono temporaneamente diventati degli assistiti. La scuola riaprirà, ma non sarà obbligatoria: i genitori potranno decidere se mandarvi o no i figli. E così via. Tutto questo non è conseguenza dell’epidemia, ma, come detto, delle modalità di reazione all’epidemia di politici inetti.

L’isolamento generale obbligatorio era stato immaginato dall’équipe di Donald Rumsfeld per trasformare la società USA. Il progetto non è stato applicato negli Stati Uniti, bensì, dopo 15 anni, in Europa. Il trasferimento da un continente all’altro illustra il carattere transnazionale del capitalismo finanziario, di cui Rumsfeld è mero prodotto. Non c’è ragione perché coloro che hanno finanziato l’équipe Rumsfeld ora non portino avanti il loro progetto politico in Europa.

Se ci riusciranno, nei prossimi anni grandissima parte dei lavoratori europei sarà trasferita nell’industria degli armamenti. La NATO – che il presidente Macron riteneva in stato di morte cerebrale – nonché il suo elemento civile, l’Unione Europea – i cui membri nelle ultime settimane si sono sbranati l’un l’altro per rubarsi carichi di mascherine – saranno riorganizzati. NATO e UE continueranno la distruzione sistematica, iniziata nel 2001, di tutte le strutture statali del Medio Oriente Allargato, poi passeranno al Bacino dei Caraibi.

Tuttavia gli uomini di Rumsfeld hanno commesso un errore. Volendo mascherare il progetto del 2006, quando hanno imposto l’isolamento obbligatorio generalizzato hanno dato l’impressione d’ispirarsi al modello cinese. Così la Cina ha soppiantato di fatto gli Stati Uniti come referente intellettuale degli europei. Diventerà perciò un bisogno ossessivo l’impedirle di costruire le vie della seta. La Cina dovrà essere contenuta a ogni costo.

Le epidemie non provocano rivoluzioni, ma le guerre e i disastri economici le fomentano. Per l’incapacità dei governanti, le economie della UE sono oggi rovinate e ci stiamo preparando alla guerra. Stiamo per attraversare un’epoca di transizione, da cui potrà nascere il meglio come il peggio.

L’evoluzione del mondo sarà la risposta alla sparizione delle classi medie che implica la globalizzazione finanziaria – denunciata dai Gilet Gialli – così come la seconda guerra mondiale fu la risposta all’indebolimento degli imperi coloniali e alla crisi del capitalismo dei cartelli del 1929.

La Francia ha già vissuto un dramma simile: nel 1880-81, quando il capitalismo industriale non riusciva a sfruttare gli operai a causa del nascente sindacato. Jules Ferry espulse alcune congregazioni religiose e creò la scuola laica obbligatoria per sottrarre i giovani all’influenza della Chiesa cattolica. Li fece educare da partigiani del militarismo, gli “ussari neri”. Ne fece dei soldati del proprio progetto coloniale. Per 35 anni la Francia ha sottomesso molti popoli stranieri, indi è entrata in rivalità con la potenza emergente dell’epoca, la Germania, precipitando nella prima guerra mondiale.

Assisteremo in Europa ai medesimi dibattiti vissuti vent’anni fa negli Stati Uniti. Dobbiamo assolutamente rifiutarci di venire imbarcati in crimini di tal fatta. Questa sarà la lotta dei prossimi anni, e toccherà a voi combatterla.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

A loro non importa …

 

Virus: una prospettiva diversa

 

“Dacci le tue masse riunite, desiderando ardentemente essere vaccinato. Troveremo un virus e diremo che deve essere prodotto un vaccino.” 

Una stima della ricerca suggerisce che ci sono 320.000 virus sulla Terra che infettano i mammiferi.

Ciò significa: tipi di virus. Per ogni tipo, suppongo che potresti dire che ci sono almeno trilioni di singoli virus.

Quindi dovremmo essere tutti morti. Ormai lontani. Ma non lo siamo.

Prima di tutto, ci sono quelli che si chiamano virus endogeni. Vivono nel corpo umano e guardano la televisione e si trovano in giro e non causano malattie. Su test sofisticati, possono presentarsi e i ricercatori assumeranno erroneamente che stanno facendo danni. Non stanno facendo niente.

Quindi ci sono virus esogeni  Arrivano dall’esterno, entrano nel corpo e cercano le cellule in cui possono risiedere e moltiplicarsi. Il sistema immunitario se ne accorge e o li ignora come insignificanti o monta una difesa per sconfiggerli. Questi virus possono anche presentarsi in test sofisticati. I ricercatori tendono a (falsamente) credere che la semplice presenza dei virus segnali problemi (malattia).

Questo è un errore enorme. La cosiddetta infezione virale, se significa qualcosa di significativo, equivale a molto più della semplice presenza. Alcune particelle di virus che si presentano in un test non dicono nulla sulla malattia reale. Devono esserci milioni e milioni di virus che si replicano attivamente nel corpo per causare malattie.

E anche allora, un sistema immunitario sano e forte potrebbe in definitiva sconfiggere questo gruppo di piccoli doofus.

Ciò lascia chissà quanti altri virus là fuori, senza mai vivere o entrare nel corpo umano. Stanno suonando musica o la loro versione di baseball o stanno trovando condomini caldi in mucche o pecore o alci.

Ora veniamo alle ipotesi di tipo cosa succede se. Supponiamo che virus pericolosi arrivino da pianeti lontani? Supponiamo che si combinino in grotte e poi strisciano nei corpi degli scalatori? Supponiamo che i laboratori di biowar stiano giocherellando e manipolando e preparando versioni alterate di diversi virus che uccideranno milioni di persone? PUOI PROVARE QUESTO NON È COSÌ?

No, non posso, così come non posso dimostrare che un serpente viola e bianco nella Cintura di Orione non stia costruendo una radio.

Ma posso dire questo. Fare ricerche sui germi di guerra biologica non è la stessa cosa che fare ricerche di successo su di loro. Supponendo che questi scienziati stiano effettivamente sviluppando germi biowar che funzionano … beh, in un recente articolo intitolato “La gente che muore è uguale al coronavirus?” , Ho pubblicato diversi vecchi avvertimenti terribili sulle passate epidemie virali: la SARS era armata. Anche Zika. Così è stata l’influenza suina. Così è stato Ebola. Eppure … queste epidemie erano un vero disastro.

Ma vedi, le persone che hanno emesso quei terribili avvertimenti allora non si sono preoccupati, e non si preoccupano ora, che le loro previsioni non si siano mai materializzate. A loro non importa. Ogni volta che una nuova epidemia viene annunciata da un’agenzia di sanità pubblica, indicano nuovi avvertimenti.

Noi umani possiamo sistematicamente essere in grado di respingere e sconfiggere, naturalmente, 100 trilioni di miliardi di virus nell’ambiente, ma questo virus armato ci ucciderà tutti. Presto.

Nell’attuale “epopea del coronavirus”, c’è una nuova caratteristica che i profeti della sorte avversa e possono sfruttare: dopo che la parola è finita che è finita e fatta, possono dire: “Bene, vedi, in realtà più di due milioni di persone in Cina sono morte dal virus. Il governo lì lo sta coprendo. È stata un’arma biologica. PROVARE CHE NON ERA.”

C’è un’altra categoria di virus che dovrei menzionare. L’ho dettagliato negli articoli precedenti. È il virus che non c’è affatto (vedi qui e qui). È una bellezza. I ricercatori eseguono varie procedure volte a rilevarlo, ma questi scienziati inventano i MARKER che rivendicano sono prove indirette di un virus che non possono individuare direttamente. Da tali procedure folli, viene creata un’intera storia, una storia e una leggenda sul virus che non hanno mai trovato. I professionisti possono persino segnalare che questo virus mai scoperto sta causando un’epidemia globale. È una meraviglia.

Potrebbero continuare a sviluppare un vaccino contro il virus mai rilevato. Un vaccino tossico.

Oppure possono dire: “Tutti i nostri sforzi per produrre un vaccino efficace contro il virus X finora non sono stati all’altezza.” Significato: “Come potremmo fare un vaccino contro un virus che non abbiamo mai trovato?”

In fin dei conti. Alla fine, troveranno un modo.  

“Dopo, ahem, sintetizzando un gene da un campione dell’impronta neuroelettrica dell’ombra del virus recalcitrante che nasconde la caverna, siamo stati in grado di iniettare il gene nei volontari e ridurre la presenza del marcatore indiretto CR65-35 del 27,243 percento. Siamo certi che un vaccino derivato dal gene si dimostrerà efficace nel 74,2657843265 percento degli individui sani. Se si ammalano, non dare la colpa a noi. Dai la colpa al virus. Ne siamo sicuri.”

Fonte: https://blog.nomorefakenews.com/

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 MANIPOLAZIONE  ??

Qui sotto la prima pagina dell andamento della normale influenza dell’ istituto superiore di Sanità al 22.02.2020

Qui sotto la stessa pagina aggiornata al 04.03.20

Salta all’occhio una clamorosa variazione sulla: MORTALITA’

Si dice infatti al 04.03 che la mortalità descritta è totale e NON SOLO DI INFLUENZA!

E si evoca l’indicatore ricavato dal sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera

http://www.salute.gov.it/portale/caldo/dettaglioContenutiCaldo.jsp?lingua=italiano&id=4547&area=emergenzaCaldo&menu=vuoto

Come mai hanno fatto questa clamorosa variazioni di dati, che cambia completamente le cause dei decessi?

Vogliono diminuire le normali morti per complicazioni, soprattutto cardio-polmonari, che come potete verificare nella pagina del 22.02, sono 217 al giorno per la normale influenza, per esaltare la VIRULENZA DEL CORONA, cosicché passino tutte le misure coercitive!?

Oppure non ci vogliono raccontare che il Corona, o i Corona erano presenti da mesi e sono stati catalogati, come dovrebbe essere, virus influenzali come gli altri!?

Personalmente sono sconcertato o per la totale incapacità nella rilevazione dei dati o peggio ancora, per una estrema manipolazione della vicenda Corona, che dovrebbe venire seguita con molta attenzione dalle Autorità Giudiziarie!

Non è possibile prendere in giro la nazione e metterla in ginocchio in tutti i sensi e farla diventare lo zimbello e l’untrice del pianeta!

Vogliono prepararci per il passaggio da Epidemia a Pandemia, magari dopo il 15 marzo, data che pare sia l’ultimo giorno di una spropositata speculazione finanziaria, lanciata nel 2017, sulle possibili pandemie che potrebbero esserci sul pianeta?

A che gioco si sta prestando il nostro Governo, ammesso che ne abbiamo uno?

Una vicenda pessima, gestita con la parte opposta della bocca!

Virologi, che volutamente fraintendono la sieropositività  anti corpale, con la malattia in fase acuta e contagiosa.

Uno scandalo di falso ideologico.

Con tutti i virus presenti in questa stagione, possono trovarne decine e decine se preparano i Kit per la loro rilevazione!

E i politici? Tutti chini al soldo del potere…non quello del popolo

E la Magistratura? Questo è un attacco senza precedenti al nostro sistema democratico!

Ci vogliamo lasciar distruggere senza colpo ferire? Uscite dalle paure e rialzate il capo!

Il vero problema non è il corona, il problema sono i parassiti della nostra politica, incapaci o peggio collusi, con chi ci vuole al tappeto!

E alla classe dominante del pensiero unico scientifico, che attornia e consiglia i nostri addetti ai lavori della politica, non specializzati nel settore sanitario…chiedo: esiste ancora la correttezza e la deontologia professionale e la libertà di ricerca, senza correlazioni e finanziamenti delle multinazionali del settore?

Se Si…grazie mille!

di: Dottor Roberto Slaviero

®wld 

 

Topi – Pipistrelli – Serpenti

   

Dopo la suina: pecorina per tutti…  

di Marcello Pamio 

Il 25 gennaio 2020, esattamente con la Luna Nuova, ci sarà il capodanno cinese, detto anche Festa di Primavera. Senza ombra di dubbio è la festa tradizionale più importante della Cina. 

Una miliardata di persone festeggeranno l’addio dell’Anno del Maiale (il 2019), per onorare l’entrata nell’Anno del Topo. Secondo l’astrologia orientale il roditore è simbolo di astuzia e intelligenza, e questo fa tirare un sospiro di sollievo, ma dal punto di vista occidentale è l’animale più massacrato nella sperimentazione chimico-farmaceutica, e quel sospiro diventa uno squittoso lamento. 

La baldoria del capodanno però sarà rimandata, per colpa di un paio di altri animali: serpente e pipistrello!  

La città di Wuhan è stata messa infatti in quarantena per un misterioso virus che sta minacciando (non solo) la Cina. 

Dall’aeroporto di Wuhan, collegato direttamente con il mondo intero, e dalla stazione ferroviaria, nessun aereo o treno potrà partire o arrivare nei prossimi giorni. Stiamo parlando di una megalopoli da 11 milioni di abitanti.  

Ufficialmente i morti sarebbero ad oggi 22, su 600 contagiati, anche se l’Imperial College di Londra parla di oltre 4000 persone infette. 

Il Topo quindi è stato obnubilato dal Serpente e dal collega alato Pipistrello, perché, stando alle dichiarazioni ufficiali, il “paziente zero”, il focolaio originario dell’infezione, sarebbe stato uno strisciante rettile squamato che al mercato del pesce di Wuhan avrebbe contagiato il primo uomo. 

Ma esattamente come per la Sars, dove all’epoca un povero zibetto era stato contagiato da un pipistrello, anche oggi in Cina il serpente tentatore sarebbe stato infettato da un pipistrello! 

Questo almeno è quello che ci raccontano.  

Coronavirus  

Il virus responsabile di questa nuova infezione fa parte della famiglia dei coronavirus, la stessa della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) che ha colpito sempre la Cina allarmando il mondo intero nell’inverno 2002/2003: è un Paramyxovirus del gruppo dei coronavirus. 

Il nome deriva dalla sua forma, perché al microscopio elettronico apparirebbe come una piccolissima mina anti-nave: sferica, con una membrana “corazzata” e irta di “spine” formate da una glicoproteina, usata dal virus per attaccare i recettori delle cellule dell’ospite. 

Di coronavirus se ne conoscono parecchi, suddivisi in tre gruppi in base alle somiglianze del loro patrimonio genetico:  

Gruppo 1: virus della diarrea epidemica suina (PEDV), il virus della peritonite infetta felina (FIPV), quello del cane (CCV) e un virus che colpisce l’uomo (HuCV229E).  

Gruppo 2: vari coronavirus che infettano soprattutto uccelli e pollame.  

Gruppo 3: virus dell’epatite del ratto (MHV), virus bovino (BCV), coronavirus umano OC43 e un virus che provoca nel maiale l’encefalite emoagglutinante.

Stranamente il virus della Sars non appartiene a nessuno dei tre gruppi, per cui i genetisti hanno dovuto assegnargli un gruppo a sé. La mappa genetica dei Sarsa appare in parte quasi identica al coronavirus bovino BCD e al virus avicolo AIBV, «ma il resto del genoma appare molto diverso». 

Secondo il dottor John Tam, il microbiologo dell’Università di Hong Kong che l’ha studiato meglio, la causa sarebbe «una mutazione che ha alterato la preferenza del virus per certi tessuti, così che attacca l’intestino e non solo i polmoni»; secondo altri potrebbe invece trattarsi di ingegneria umana… 

Cosa questa non assurda, se pensiamo che vi sono scienziati in Australia (CSIRO, Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization) che per studiare una malattia dei maiali, innestano frammenti di DNA estraneo, creando veri e propri mostri.

A cosa lavorano infatti al Geelong in Australia, al Lawrence Livermore, a Los Alamos, centro nucleare militare con laboratorio microbiologico? Cosa sperimentano nel centro di Porton Down in Gran Bretagna o nel laboratorio segretissimo di Nes Zyona di Tel Aviv? 

E’ possibile che siano stati creati dei virus in laboratorio?  

Il fatto che sempre più frequentemente certi virus siano capaci di superare la barriera interspecifica (virus che infettavano solo certi animali, ora infettano l’uomo) possono essere il risultato – anziché di un fenomeno “naturale” – di una manipolazione genetica? C’è o non c’è il rischio che “accidentalmente” vengano trasformati in una mutazione “straordinariamente virulenta”, diciamo come il virus Ebola? 

Queste e tante altre domande rimangono prive di risposta! Ma la guerra biologica e il bioterrorismo sono un fatto assodato. 

Il 29 novembre del 2011 il Corsera pubblica un articolo dal titolo: “Creato il virus che può uccidere la metà della popolazione mondiale“. 

I ricercatori dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam (Paesi Bassi) hanno infatti prodotto una variante estremamente contagiosa del virus dell’influenza aviaria H5N1 in grado di trasmettersi facilmente a milioni di persone, scatenando una pandemia. Hanno scoperto che bastano cinque modificazioni genetiche per trasformare il virus dell’influenza aviaria in un agente patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia in grado di uccidere la metà della popolazione mondiale. 

Nonostante le polemiche sulla pubblicazioni giunte da tutto il mondo, simili ricerche continuano a ritmo frenetico.  

Sars causata da un conoravirus?  

Il Times di Londra ha pubblicato un articolo secondo il quale gli scienziati all’epoca della Sars “hanno subìto una sconfitta dopo aver scoperto che il coronavirus, incolpato della potenzialmente fatale malattia, non era presente nella maggior parte dei pazienti contagiati”. 

Il 16 aprile del 2003 l’OMS disse ufficialmente che il coronavirus era la causa della Sars. 

Secondo il dottor Frank Plummer, direttore scientifico del Laboratorio Nazionale di Microbiologia del Canada di Winnipeg: “solamente il 40% delle persone con quello che chiamiamo Sars hanno il coronavirus. Non abbiamo trovato nessun altro virus, ma la connessione tra la Sars ed il coronavirus in realtà è molto debole”. 

Il dottor Plummer ha trovato il coronavirus solo in una minoranza dei casi di Sars.

Come la mettiamo? Tante sono le cose che non tornano…  

Dal serpente a Burioni  

Il vaccino non arriverà, scordiamocelo“, parola di Burioni, il quale continua dicendo che non lo convincono “i numeri diffusi dalla Cina. Il virus potrebbe mutare, questo mi preoccupa”. 

Quello che purtroppo non muta mai, è la presenza del vate della vaccinocrazia nei media mainstream. 

La chicca arriva subito dopo: “dovremo imparare la lezione che tanti coronavirus hanno fatto il salto di specie da animale a uomo. E investire per nuovi vaccini, così da essere pronti al prossimo nuovo virus. Il vaccino ora scordiamocelo, arriverà tardi: combatteremo il nemico senza“. 

Et voilà, il leit motiv è sempre lo stesso: investiamo soldi (i nostri soldi) per sfornare vaccini contro qualunque cosa minacci la salute pubblica, poco importa se si tratta di virus inventati.  

Conclusione  

Dicono che la storia docet? Forse, ma bisogna saperla leggere e interpretare correttamente. 

Negli ultimi anni siamo stati letteralmente terrorizzati da infezioni virali pandemiche che avrebbero dovuto decimare la popolazione mondiale. 

Ricordiamo solo le più importanti:  

2001 Mucca pazza 

2002 Sars 

2005 Aviaria 

2009 Suina 

2015 Zika 

2019 Ebola 

Se avessimo dato retta ai media di Regime, avremmo dovuto ingollare e inocularsi di tutto (antibiotici, vaccini, antivirali), per poter camminare con tanto di mascherina sulla faccia, sopra montagne di cadaveri disseminati per le strade delle città. Ma cosa è realmente successo? NULLA di nulla. Cioè non proprio, perché la paura tra i sudditi cresce sempre di pari passo con le quotazioni in borsa delle lobbies della chimica e farmaceutica. Big Pharma sguazza sul panico e grazie alle pandemie fa profitti enormi vendendo centinaia di milioni di dosi di prodotti chimici.  

Fonte: https://disinformazione.it/ 

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Anna Dossena: 

Vi invito a leggere questo articolo e vi ricordo che l’attuale virus è del tipo coronavirus, stessa famiglia SARS. 

Ciò che tutti dovrebbero sapere – ma l’OMS non te lo dice – della protezione naturale dalla nuova epidemia 

LO SAPEVATE? 

La gente di Hong Kong, dell’Asia e di tutto il mondo ha paura del virus SARS (Severe Acute Respiratory Syndrom). Ma questa paura è davvero giustificata? È un fatto scientifico che tutti i virus che sono stati studiati possano essere bloccati da specifici nutrienti essenziali. La sostanza naturale acido ascorbico (vitamina C) è nota per ridurre o bloccare completamente la replicazione di tutti i virus a cui è applicata. Le malattie virali sono essenzialmente sconosciute nel mondo animale, poiché la maggior parte degli animali – contrariamente all’uomo – produce elevate quantità di vitamina C nel loro corpo. Inoltre, tutti i virus si diffondono nel corpo usando gli stessi enzimi (collagenasi) che possono essere parzialmente o completamente bloccati per mezzo dell’amminoacido naturale lisina. Numerose ricerche cliniche documentano anche il ruolo benefico della vitamina A e di altri nutrienti essenziali nel potenziamento del sistema immunitario. 

Il fatto che siano disponibili sostanze naturali per aiutare a proteggere milioni di persone dalla SARS deve essere immediatamente diffuso in tutto il mondo. Queste sostanze naturali non sono solo efficaci ma anche senza effetti collaterali e – soprattutto – disponibili in qualsiasi parte del mondo in questo momento. 

In questa situazione, le persone del mondo guardano verso le organizzazioni responsabili delle problematiche sanitarie globali per chiedere aiuto e consulenza. Ma sono delusi. Il fatto che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stia fallendo così tanto nella diffusione di informazioni salvavita su misure sanitarie naturali e non brevettabili non è una coincidenza. Riflette il fatto che l’OMS non serve principalmente gli interessi sanitari delle persone in tutto il mondo, ma è apparentemente influenzata dagli interessi dei loro maggiori sponsor aziendali: l’industria farmaceutica. Questo settore degli investimenti si basa sulle vendite di droghe sintetiche brevettabili. 

Il fatto che le informazioni salvavita sulle misure di salute naturale per combattere l’epidemia di SARS siano trattenute dalla gente del mondo è irresponsabile e deve essere immediatamente interrotto. Le persone nel mondo non possono più tollerare il fatto che la loro salute e la loro vita siano sacrificate ai trilioni di dollari di “affari con malattie” basati su farmaci brevettabili. 

Invito ogni persona, ogni operatore sanitario e ogni funzionario del governo a familiarizzare con i fatti scientifici sull’uso delle vitamine nella lotta contro le malattie virali tra cui la SARS. 

®wld 

Il BIDONE SARS la più grande storia di copertura sul pianeta Terra

Ricordate la pandemia che avrebbe spazzato via l’umanità? Siamo ancora qui.  

di Jon Rappoport  1 agosto 2018 

 

Ogni pochi anni si presenta un nuovo virus che, secondo gli esperti, può spazzare via mezzo mondo in sei mesi … e poi non succede. 

 

Potrei darvi diversi esempi In questo pezzo, torniamo alla SARS, la vaga influenza simile a quella che improvvisamente si presentò nel 2003 e stava per decimare la Terra. 

 

Quando la SARS ha colpito, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo in guardia il mondo affinché non volasse a Toronto. La città ha perso miliardi di dollari del turismo. 

 

Il leggendario “coronavirus”, propagandato come causa della SARS, era malvagio, nascosto e unico. Così hanno detto dieci laboratori dell’OMS, che hanno rilevato tutte le ricerche ufficiali sulla “peste”. 

 

Ma il 1 ° maggio 2003, il dott. Frank Plummer, capo del laboratorio dell’OMS a Winnipeg, ha fatto un colossale summit sulla SARS in Canada. Stava cercando il coronavirus in una percentuale su zero dei casi SARS. 

 

La settimane prima, Plummer aveva detto che l’ottanta percento dei pazienti mostrava il virus, poi era sceso a sessanta, quaranta, trenta, e ora era ZERO. 

 

Devete capire che anche l’ottanta percento non è sufficiente per chiamare il virus la causa di qualsiasi condizione di malattia. 

 

Ma ZERO? 

 

Sì, hanno tutti la malattia, la stessa malattia che abbiamo dietro il virus. Il virus è presente nella percentuale di casi uguale a ZERO. 

 

E il dottore dice che questo è un insider consumato, il capo principale del laboratorio WHO canadese. Il WHO è l’agenzia, insieme al CDC, che è responsabile di tutte le ricerche sulla SARS. 

 

Giusto per comprendere, la SARS è presumibilmente composta da un elenco di sintomi vaghi – tosse, febbre, affaticamento, infezione polmonare – il coronavirus è l’unica cosa che lega insieme questi casi – E QUANDO QUESTO VIRUS SI E’ RILEVATO SENZA SIGNIFICATO, tutti i casi sono stati lasciati alla deriva, per così dire, entrando nelle fila della normale vecchia influenza e dell’infezione polmonare. 

 

E, il tasso di mortalità della SARS era basso, così basso che l’intera faccenda si rivelò un vero disastro. Un disastro. 

 

Naturalmente, nessuno al CDC o all’OMS ha ammesso questo. Queste persone sono esperti nel “muoversi”. E sono abili nello scrivere la storia per rivedere i fatti e coprire le loro parti posteriori. 

 

Ma un’intera sfilata di finte pandemie – e di terribili allarmi – nel tempo ha raggiunto un obiettivo: condiziona le persone ad accettare la menzogna secondo cui i vaccini sono la soluzione migliore per la malattia.

 

E non è un’impresa da poco. È particolarmente importante quando si considera il fatto che il CDC, che ha il compito di supervisionare la sicurezza e l’efficacia del vaccino, acquisti e venda vaccini per un valore di 4 miliardi di dollari l’anno. Questo è il BUSINESS di cui stiamo parlando e, al fine di promuovere gli affari, le persone PR cucinano tutti i tipi di schemi. 

 

Le pandemie, anche se non saltano fuori, sono una propaganda intelligente.

 

Inoltre, la storia sull’orrore dei GERMI che può causare piaghe in qualsiasi parte del mondo alla goccia di un cappello – l’incessante tamburo di germi, germi e altri germi – oscura ogni sorta di cause ambientali di malattia e morte. Ad esempio, sostanze chimiche tossiche prodotte da importanti e favorite corporazioni. 

 

“It’s the virus” è la più grande storia di copertura sul pianeta Terra.

Non dimenticatelo.

 

Volete conoscere i dati ufficiali sulla SARS? Ebbene: 8000 casi in tutto il mondo, 774 morti, tra il 2002 e il 2003. Nessun caso registrato dal 2004. Di qualsiasi livello, si tratta di un BIDONE. Ma andiamo avanti, leggete i racconti ufficiali e le storie. Vedete se riuscite a trovare una chiara ammissione sull’intera faccenda senza senso. In bocca al lupo. 

 

Ricordatevi, non è importante la pandemia. È l’avvertimento sulla pandemia. Questo è ciò che sposta il prodotto dagli scaffali … 

 

Fonte: https://jonrappoport.wordpress.com/ 

®wld