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Il Filantrocapitalismo

Nicoletta Dentico

Ricchi e Buoni? – Le trame oscure del Filantrocapitalismo –

dal Sitio Web Vita Informazione inviata da NM

Un documentatissimo libro-inchiesta di Nicoletta Dentico sul perché Bill Gates, Warren Buffett, Bill Clinton e Mark Zuckerberg sono i protagonisti della nuova mega filantropia. Il ruolo ambiguo di Bill Gates sul vaccino anti-Covid19…


Perché l’élite dell’1% del pianeta, la classe più predatoria della storia umana, è anche la più socialmente impegnata a sostenere cause nobili come salute, educazione, lotta alla fame, con la scusa di cambiare il mondo?

Che cosa si nasconde dietro la rinascita della filantropia a vocazione globale?

L’impegno sempre più pervasivo dei filantropi è davvero la soluzione alle sfide della contemporaneità o non è piuttosto un ambiguo e problematico effetto delle disuguaglianze strutturali che rendono la nostra epoca la più ingiusta di tutti i tempi?

E che cosa è il “filantrocapitalismo“, la versione più sofisticata della filantropia che da due decenni domina la scena internazionale e che si consolida oggi nel tempo di Covid19?

 

Sono queste, e molte altre, le domande che la giornalista Nicoletta Dentico, esperta di salute globale e cooperazione internazionale, affronta nel suo formidabile saggio-inchiesta Ricchi e Buoni? – Le Trame Oscure del Filantrocapitalismo (Editrice missionaria italiana).

 

Si tratta del primo libro in Italia dedicato al tema del filantrocapitalismo, un’abile strategia inaugurata all’inizio del nuovo millennio da una ristretta classe di vincitori sulla scena della globalizzazione economica e finanziaria.

 

Grazie alle donazioni erogate tramite le loro fondazioni in nome della lotta alla povertà questi imprenditori, nuovi salvatori bianchi, hanno cominciato a esercitare un’influenza sempre più incontrollata sui meccanismi di governo del mondo e sulle loro istituzioni, modificandole profondamente.

 

Il tutto, in un intreccio di soldi, potere e alleanze con il settore del business che i governi non sanno più arginare né possono più controllare. Anzi, sono i leader del mondo politico ad accogliere i ricchi filantropi a braccia aperte, ormai, senza più fare domande.

Come è avvenuto in passato con John Rockefeller e Andrew Carnegie, la generosità di chi ha accumulato mastodontiche ricchezze rischia di non essere del tutto disinteressata.

 

“Il Wealth-X and Arton Capital Philantrophy Report 2016 evidenzia come le donazioni dei super-ricchi siano incrementate del 3% nel 2015”, scrive Dentico.

“Numeri alla mano, il rapporto racconta gli effetti benefici di questa arte della generosità: gli imprenditori che hanno versato almeno un milione di dollari hanno finito per ammassare più profitti dei loro pari di classe”.

 

Di questa realtà di costante accumulazione si nutre l’ottimismo win-win che alimenta il fenomeno filantropico, i cui valori, strumenti e metodi sono inequivocabilmente quelli della cultura di impresa, applicata al mondo dei bisogni umani disattesi.

 

I filantropi, per loro stessa ammissione, puntano a creare nuovi mercati per i poveri.

 

“Funziona così: se i poveri diventano consumatori non saranno più emarginati. E da clienti possono riguadagnarsi la loro dignità”.

 

Rispetto alla filantropia classica, il filantrocapitalismo ha assunto dimensioni così pervasive e sistemiche da condizionare la stessa azione degli stati:

 

“Libere da ogni costrizione territoriale, le fondazioni filantrocapitaliste sono riuscite a occupare un campo d’azione sconfinato” si legge nel libro.

“Esercitano un ruolo ingombrante nella produzione di conoscenza, nell’affermazione di modelli, nella definizione di nuove strutture della governance globale”.

“Il liquido amniotico della filantropia è la disuguaglianza” sostiene Nicoletta Dentico, che nella sua poderosa inchiesta motiva accuratamente le ragioni per cui questa élite si è messa alla testa della battaglia per cambiare il mondo.

Invece,

“se nel mondo vigesse un’equa distribuzione delle risorse non ci sarebbe tanto spazio per la filantropia”, perché non ci sarebbero più i pochi plutocrati che detengono più della metà delle risorse del pianeta.

 

Dentico mette in luce uno degli aspetti più controversi e paradossali del fenomeno:

 

le enormi agevolazioni fiscali di cui godono nel mondo filantropi e fondazioni, anche le più opulente:

“Che cosa legittima politicamente l’idea di un incentivo sulle tasse a questi miliardari e alle loro fondazioni?

Quali vantaggi ne avrebbe una società, se si utilizzasse invece la tesoreria pubblica, perduta a causa degli incentivi, per produrre il bene comune?”.

 

Il filantrocapitalismo diventa così una strana forma di legittimazione morale, “una valvola di sfogo” tramite cui investire, detassati, i profitti spesso accumulati con flagranti operazioni di elusione o evasione fiscale.

 

Un esempio per tutti:

 

“Nel 2012, un rapporto del Senato americano calcolava in quasi 21 miliardi di dollari la quantità di denaro che Microsoft era riuscita a trafugare nei paradisi fiscali in un periodo di tre anni, grosso modo l’equivalente della metà dell’incasso netto delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, con un guadagno fiscale di 4,5 miliardi dollari annui”.

 

Oggi il fondatore di Microsoft, Bill Gates, è la figura preminente e più iconica del filantrocapitalismo, con una fondazione intitolata a lui e alla moglie Melinda che al momento della nascita (2000) disponeva di 15,5 miliardi di dollari per esercitare la propria azione, focalizzata su,

 

salute e vaccinazioni, biotecnologie, incremento della produttività agricoltura in Africa (ciò che significa far largo agli OGM), educazione, finanza…

 

La Fondazione Gates mantiene un forte legame finanziario con aziende assai poco virtuose sul piano dei consumi e della salute, che però garantiscono sicure remunerazioni sull’investimento:

 

ad esempio, investe 466 milioni di dollari negli stabilimenti della Coca-Cola e 837 milioni di dollari in Walmart, la più grande catena di cibo, farmaceutici e alcolici degli USA.

 

La Fondazione Gates spicca oggi per l’incontenibile attivismo con cui dirige le attività internazionali nella ricerca di un vaccino anti-coronavirus, con implicazioni non banali data la rilevanza pubblica di un’emergenza mondiale come quella di Covid-19:

 

“Nel 2015, Gates aveva capito che un virus molto contagioso sarebbe arrivato a sconquassare il mondo iperglobalizzato.

Sars-CoV-2 è arrivato, alla fine, e il mondo si è fatto trovare del tutto impreparato. L’unico pronto a un simile scenario è stato il monopolista filantropo di Seattle”, spiega Dentico…

 

300 milioni di dollari subito sul piatto da parte della Fondazione Gates (poi saliti addirittura a 530 milioni di dollari), ormai accreditatasi sulla scena della lotta alla pandemia alla pari di istituzioni internazionali come OMS, Banca Mondiale e Commissione Europea, un pericoloso precedente nella governance di fenomeni globali – come in questo caso la lotta a una pandemia.

 

Tanto più che,

 

“in tutti questi anni, Bill Gates ha molto contribuito al rafforzamento geopolitico di Big Pharma (il cartello composto dalle principali case farmaceutiche mondiali, ndr), erodendo e sottraendo terreno alla società civile in questo duro conflitto politico”.

 

L’implacabile inchiesta di Nicoletta Dentico scruta anche l’azione filantropica di altre figure di imprenditori plutocrati o politici potentissimi diventati improvvisamente “benefattori” globali:

  • Ted Turner
  • Bill e Hillary Clinton
  • i nuovi arrivati sulla scena della filantropia come Mark Zuckerberg

 

Unico nella sua genesi è il caso della famiglia Clinton, che ha fatto della filantropia globale – tramite la Fondazione Clinton – la via maestra per continuare a esercitare il potere dopo due mandati presidenziali, anche a costo di contraddire l’agenda diplomatica statunitense, nel momento in cui Hillary Clinton è segretaria di stato dell’amministrazione Obama.

Molto eloquente a questo riguardo il caso del potentissimo uomo d’affari Frank Giustra che entra nel giro delle estrazioni minerarie in Kazakhstan grazie ai buoni uffici della Fondazione Clinton nel paese centro-asiatico, che gli Stati Uniti hanno stigmatizzato per le sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali della persona.

Come scrive Bandana Shiva nella prefazione,

 

“il libro di Nicoletta Dentico arriva al momento giusto, ed è necessario.

Sarà una bussola importante per difendere le nostre esistenze e libertà dalle forme della ricolonizzazione variamente avallate dal filantrocapitalismo“.

Ricchi e Buoni? – Le Trame Oscure del Filantrocapitalismo

Nicoletta Dentico, giornalista, è esperta di cooperazione internazionale e salute globale.

Dopo una lunga esperienza con Mani Tese, ha coordinato in Italia la Campagna per la messa al bando delle mine vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 1997, e diretto in Italia Medici Senza Frontiere (MSF) – premio Nobel per la Pace nel 1999 – con un ruolo di primo piano nel lancio e promozione della Campagna internazionale per l’Accesso ai Farmaci Essenziali.

Co-fondatrice dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG), ha lavorato a Ginevra per Drugs for Neglected Diseases Initiative (DNDi) e poi per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Più di recente è stata per alcuni anni responsabile della sezione internazionale della Fondazione Lelio Basso.

Dal 2013 al 2019 è stata consigliera di amministrazione di Banca Popolare Etica e vicepresidente della Fondazione Finanza Etica.

Dalla fine del 2019 dirige il programma di salute globale di Society for International Development (SID).

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

Letture consigliate:

Infanzia: diritti celebrati, diritti negati – Un mondo rovesciato

Lo scietticismo del vaccino

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TecnoPopulismo: accecato dallo scientismo

Che lo scientismo e il populismo siano “gemelli malvagi del discorso civico che scacciano i giudizi sobri e deliberati che possono aiutare una nazione a restare unita e prosperare” è quasi un eufemismo.

I governi basati sul populismo non possono esistere senza la forma e la funzione dello scientismo, che postula che tutta la verità sia derivata esclusivamente dalla scienza stessa, escluse tutte le altre forme di conoscenza e pensiero. Lo scientismo fornisce la “verità assoluta” e i mezzi per imporla.

È una combinazione pericolosa che alla fine cadrà direttamente nella morsa della tecnocrazia. I populisti diranno: “Wow, non l’abbiamo mai visto arrivare”. ⁃ TN Editor

 

Molti governatori, in particolare quelli democratici, hanno giustificato i blocchi dei loro stati con lo slogan comune: “Stiamo seguendo la scienza”. Quando il segretario alla salute e ai servizi umani Alex Azar ha vietato alle agenzie sanitarie della nazione, inclusa la Food and Drug Administration, di firmare in modo indipendente qualsiasi nuova regola riguardante i vaccini, richiedendo invece la sua approvazione, alcuni esperti di virus hanno  espresso la preoccupazione  che la politica ora si sarebbe intromessa. della scienza.

Il mantra di “seguire la scienza” non è unico per la politica del virus. I politici offrono una giustificazione simile per le politiche sul cambiamento climatico. Proprio come la scienza sul Covid-19 “giustifica” i blocchi, la scienza del cambiamento climatico viene utilizzata per sostenere la  spesa e la politica normativa  che fornirà zero emissioni nette.

L’idea di seguire la scienza in opposizione alla politica è un tropo che risale all’inizio dell’era progressista. Nel 1887 Woodrow Wilson, allora professore di scienze politiche al Bryn Mawr College,  scrisse un famoso articolo sostenendo  che la pubblica amministrazione poteva essere separata dalla politica perché poteva seguire una logica scientifica piuttosto che soccombere alla corruzione della politica. Le sue idee e altre simili divennero, a loro volta, una giustificazione per uno stato amministrativo allargato. All’interno dell’amministrazione, gli esperti fornirebbero regolamenti per il bene pubblico basati sulla scienza. Questo modello di diritto amministrativo “nastro trasportatore”, infatti, suggeriva che dovevano esserci meno restrizioni costituzionali sulle agenzie amministrative che sul legislatore, perché le agenzie amministrative erano vincolate dalla scienza.

Il modello di amministrazione del nastro trasportatore è stato in gran parte abbandonato anche dalla maggior parte dei liberali. Gli esperti non sono sempre d’accordo sulla scienza. Inoltre, i fatti stessi non dettano la politica. Le considerazioni di valore sono centrali nella scelta delle politiche, in particolare quando alle agenzie amministrative viene concesso un potere delegato sostanziale dal Congresso. Ad esempio, la FCC concede licenze alle stazioni televisive nell’interesse pubblico. Ma nessun insieme di fatti può dirci qual è l’interesse pubblico. Come risultato di questo riconoscimento, il diritto amministrativo è stato riformato dalla legge sulla procedura amministrativa per richiedere un maggiore contributo pubblico sulle regole e una revisione più approfondita delle regole da parte della magistratura. Da quando Ronald Reagan,ogni presidente ha anche richiesto che le regole principali siano controllate a livello centrale per assicurarsi che siano coerenti con le scelte politiche generali dell’amministrazione.

Ma il mantra del “seguire la scienza” è ancora più problematico quando applicato alla politica che all’amministrazione. Non è possibile rendere la politica sussidiaria alla scienza. In primo luogo, i fatti sono oggetto di controversia, così come alcuni di quelli sul cambiamento climatico, ad esempio. In secondo luogo, è probabile che nessuna serie di fatti determini alcun risultato. Le politiche sui cambiamenti climatici influenzano la crescita economica e questa è un’altra serie di fatti che devono essere indagati.  E come James Rogers ha notato in questo sito , la radicale incertezza presente nella maggior parte dei giudizi sugli affari umani richiede giudizi prudenziali, non solo modelli scientifici.

Ma soprattutto, la politica richiede un dibattito sui valori, non solo sui fatti. Ci sono compromessi tra diverse politiche. Il Green New Deal può ostacolare la crescita economica e quindi danneggiare le generazioni a venire. Di conseguenza, potrebbe essere più saggio adattarsi a un clima caldo piuttosto che cercare di prevenirlo a caro prezzo. Inoltre, è una questione di valore, non di fatto, su chi dovrebbe sopportare il peso delle politiche sui cambiamenti climatici: questa generazione o le generazioni future che, a causa dell’accelerazione tecnologica, potrebbero essere sostanzialmente più ricche.

La visione del nastro trasportatore della politica si basa in ultima analisi su un errore filosofico. Non si possono derivare “dichiarazioni dovute” da “affermazioni”. David Hume ha dimostrato questo punto secoli fa. Questo riconoscimento non serve a svalutare la scienza. Usare la scienza per valutare i probabili costi e benefici delle politiche a vantaggio della scienza ci aiuta a fare migliori compromessi, qualunque siano i valori che adottiamo. Ma non può sostituire i dibattiti tra valori diversi o determinare i compromessi appropriati tra loro.

Se il nastro trasportatore della scienza che detta la politica è caduto in disgrazia nel diritto amministrativo ed è ancora più evidentemente inapplicabile alla politica in generale, perché così tanti politici stanno tornando alla sua retorica? Il motivo è che, anche se è una tradizione intellettualmente fallita, rimane politicamente utile. Lo scientismo è un tentativo di chiudere i dibattiti politici. Sposta la discussione da questioni di valore, accessibili a tutti, a questioni di fatto che sono nel dominio degli esperti, spostando così il terreno del dibattito. Inoltre ostacola l’evoluzione del consenso degli esperti, perché quando la scienza diventa una copertura per la politica, dissentire dalle linee di partito diventa più difficile anche per gli esperti. E permette ai progressisti di ritrarre i loro avversari come ignoranti. Questo è stato un tropo comune della politica progressista:i conservatori sono il partito stupido.

Ma nascondersi dietro la scienza è un male per la politica e peggio per la salute civica della nazione. Il blocco è un esempio calzante. Semplicemente non è vero che i fatti sulla trasmissione del virus siano sufficienti a giustificare da soli un blocco. Una politica di blocco può aiutare a prevenire trasmissioni e alcuni decessi. Ma comporta anche costi enormi per l’economia, per la nostra vita culturale e per il benessere mentale degli americani. Sia la minore crescita che la diminuzione della salute mentale provocano morti e altri danni. Può darsi che il blocco sia stato un fattore che ha contribuito alle rivolte che hanno colpito molte città in tutta la nazione. Questo non vuol dire che un blocco particolare non sia giustificato. Ma imporre un blocco non è una decisione che può essere basata solo sulla scienza. Anziché,richiede giudizi prudenziali del tipo che eleggiamo per fare i leader. Mentre questo saggio veniva scritto, l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato  che i blocchi non dovrebbero essere il metodo principale per controllare il virus. Questo cambiamento di posizione evidenzia i pericoli di legare la politica pubblica a rivendicazioni sulla scienza contestabile.

Leggi la storia completa qui …

 

Pubblicato su: https://www.technocracy.news/technopopulism-blinded-by-scientism/

 

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L’acquisizione globale da parte dei tecnocrati

Approfondimento storico: quando i buoni governi vanno male

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Almanacco di ottobre 2020

Conferenza stampa Camera dei Deputati: “Censura mediatica e pensiero unico” 

Martedì 6 ottobre 2020 alla Camera dei Deputati, Marcello Pamio (intervento al minuto 21) assieme all’onorevole Sara Cunial, ai giornalisti Riccardo Rocchesso, Fabio Frabetti e Margherita Furlan hanno tenuto una conferenza stampa per difendere il diritto di fare informazione in Italia, vista la censura sempre più imperante! Condividete più che potete il video, così da permettere a molte persone di vedere gli interventi e forse prendere coscienza che stiamo vivendo in una vera e propria dittatura mediatica. Grazie di cuore a tutti e Viva la Libertà!!! Marcello Pamio

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Mascherine all'aperto

Il golpe mondiale avanza, ora testano la nostra obbedienza

In questo momento, le élite stanno testando le reazioni delle persone e il loro grado di sottomissione alle loro prevaricazioni.
Stanno, in altre parole, preparando la popolazione mondiale al livello di obbedienza assoluta che sarà richiesto per entrare a far parte del Nuovo Ordine Mondiale. Non ci sarà infatti spazio per il dissenso.
I dissidenti saranno messi al bando e trattati alla stregua di elementi indesiderati da eliminare. In questo senso, l’imposizione delle mascherine, oltre a verificare il grado di sottomissione del popolo, aiuta il regime a comprendere facilmente chi non si allinea alla dittatura.
E’ un modo per poterli individuare rapidamente e vessarli con abusi e sanzioni illegali e incostituzionali. In questo modo, la dittatura cerca di spezzare anche la volontà di chi non vuole allinearsi, avvertendolo del futuro che lo attende se non si adegua.
Questa seconda fase, per quanto potrà sembrare difficile da credere, si annuncia persino più autoritaria di quella di marzo. I controlli che stanno per arrivare saranno non molto dissimili da quelli previsti per la legge marziale. Si inizia già a parlare dell’esercito per le strade per far rispettare le imposizioni della dittatura. Continua QUI

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Vaccino Covid: aumentano gli effetti avversi – Dal Pentagono il microchip che controlla il DNA – Con l’acqua puoi scommettere in borsa – Piero Angela: “Serve l’esercito in strada” – Zingaretti uomo ridicolo. Fonte

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COVID, 12MILA SCIENZIATI CONTRO LE RESTRIZIONI DEI GOVERNI: “IMPATTO DEVASTANTE SULLA SALUTE, MOLTO PIÙ DEL VIRUS”

 
Nella Dichiarazione di Great Barrington l’appello a tornare alla normalità: “Mantenere queste misure fino a quando non sarà disponibile un vaccino causerà danni irreparabili, molto peggiori del virus”. Protezione mirata per anziani, ma “occorre riaprire tutto. Giovani e bambini non sono a rischio”

Martin Kulldorff, Sunetra Gupta e Jay Bhattacharya, epidemiologi e immunologi che hanno redatto la Dichiarazione di Great Barrington sottoscritta da migliaia di scienziati della salute e medici in tutto il mondo. Leggi l’articolo QUI

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Come Bill Gates acquista punti vendita, giornalisti e "fact checker"

Come Bill Gates acquista punti vendita mainstream, giornalisti e ‘fact-checkers’

 
Nell’ultimo decennio, un piccolo gruppo di filantropi miliardari si è mosso silenziosamente per prendere il controllo dei nodi chiave dei media, della politica del governo e dell’istruzione.

Affermano che stanno semplicemente cercando di “colmare le lacune di finanziamento delle organizzazioni giornalistiche in difficoltà”, specialmente sulla scia della “pandemia” del coronavirus.

Di gran lunga, il più grande attore in questa rete è la Fondazione Gates.

In breve, Gates ha utilizzato a lungo la patina caritatevole della sua fondazione per guidare e plasmare il discorso pubblico sulla salute globale. 

Nel caso di COVID e vaccini, si ritiene che Gates stia utilizzando i suoi miliardi per sfruttare sia l’accesso che la copertura di notizie favorevoli.

Una recente indagine condotta dalla Columbia Journalism Review (CJR) rivela una serie di risultati inquietanti che indicano una rete multimiliardaria di controllo delle informazioni e gestione narrativa – con Bill Gates esattamente al centro.

“La generosità di Gates sembra aver contribuito a promuovere un ambiente mediatico sempre più amichevole per l’organizzazione di beneficenza più visibile al mondo”. Continua a leggere QUI in lingua inglese.

 

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IL GRANDE SILENZIO DEGLI ESPERTI. PERCHÈ?

LE MASCHERINE PONGONO RISCHI PER LA SALUTE! IL GRANDE SILENZIO DEGLI ESPERTI. PERCHÈ?

Un anno fa, sarebbe stato uno scandalo se gli operatori sanitari – come il Robert Koch Institute (RKI) – avessero richiesto l’uso di maschere che non erano state sottoposte ad una procedura di certificazione per i dispositivi medici e non portavano il marchio CE. Oggi sembra che niente di tutto questo sia più valido….ritengo che l’uso delle maschere nei bambini sia immorale… 

UNA MASCHERA PRIMA DI TUTTO!?

Un’opinione del Prof.Dr. Markus Veit

Il Prof. Dr. Markus Veit, farmacista e amministratore delegato di Alphatopics GmbH, Kaufering, società di consulenza per l’industria farmaceutica, è inorridito! È inorridito dalle dichiarazioni della politica e dei media e infine,  più recentemente, sulle ragioni delle sentenze sulle maschere obbligatorie. Questo orrore vale anche per la gestione indiscriminata della questione da parte dei colleghi coinvolti. Pertanto ha deciso di fare la seguente puntualizzazione. Riflette la sua opinione personale e, per quanto gli è dato di sapere, lo stato attuale delle prove.

Ci sono norme per le maschere protettive che dovevano essere rispettate senza se e ma fino alla fine dello scorso anno e senza la loro conformità (medica) non potevano essere vendute in Germania. Un anno fa, sarebbe stato uno scandalo se gli operatori sanitari – come il Robert Koch Institute (RKI) – avessero richiesto l’uso di maschere che non erano state sottoposte ad una procedura di certificazione per i dispositivi medici e non portavano il marchio CE. Oggi sembra che niente di tutto questo sia più valido. Anche i nostri politici si divertono a indossare le cosiddette maschere di tutti i giorni per la protezione dalle infezioni.

Da cosa proteggono le maschere

Come noi farmacisti dovremmo sapere, le maschere sono utilizzate nel settore sanitario per proteggere le persone e i prodotti. Ad esempio, proteggono i pazienti in sala operatoria dai germi (non dai virus!) provenienti dai medici, o proteggono i medici durante il trattamento dai germi provenienti dai pazienti, o durante la produzione asettica dei prodotti dai germi provenienti dalle persone che li producono. Inoltre, ci sono innumerevoli altre applicazioni per le maschere al di fuori del settore sanitario.

Norme abrogate

Finora tutte le maschere dovevano soddisfare standard individuali, indipendentemente dal campo di applicazione. Queste norme mirano, da un lato, a garantire la funzionalità delle maschere protettive e, dall’altro, a proteggere l’utente dall’inalazione di sostanze respirabili e polveri che possono uscire dalle maschere e a ridurre al minimo la compromissione della respirazione.

Da marzo non ha più importanza quali maschere usiamo (anche in farmacia) per la protezione dalle infezioni, se le prendiamo in officina, se le compriamo al fan club o se le cuciamo noi stessi – l’importante è la maschera! Solo da questo si può dedurre che la protezione di tutte queste diverse maschere contro i virus e la loro efficacia nella trasmissione delle infezioni è dubbia. Basta usare il buon senso, non c’è bisogno di studiare la letteratura scientifica.

Il grande silenzio

Perché gli esperti di questo Paese, compresi noi, signore e signori, tacciono su questo; e non solo; stanno addirittura adottando un approccio pro-attivo: si suppone che ci siano anche farmacie che offrono le loro “maschere di tutti i giorni”.

Virus in goccioline e aerosol

Suppongo che tu sappia tutto questo. Così possiamo vedere che i virus non vengono espulsi singolarmente, ma in goccioline ed eventualmente anche in aerosol, con l’aria che respiriamo e quando tossiamo (anche quando cantiamo). Con queste gocce e gli aerosol, si deve ora osservare quanto segue. In primo luogo, è importante considerare le dimensioni delle particelle, da cui dipendono non solo la loro persistenza e la loro durata, ma anche la profondità con cui possono penetrare nelle vie aeree.

 In secondo luogo, la carica virale è di grande importanza nella valutazione del rischio di trasmissione dell’infezione. Secondo i dati finora disponibili, possiamo supporre che una certa carica virale sia necessaria per la trasmissione di un’infezione. Questa carica virale riguarda i virus in grado di riprodursi e non può essere determinata dalla semplice misurazione dell’RNA virale negli aerosol.

Una questione di dimensioni delle particelle

Più piccole sono le particelle, più a lungo galleggiano nell’aria e più a fondo possono penetrare nelle vie respiratorie quando vengono inalate. Soprattutto le particelle (molto) piccole non vengono trattenute dalle cosiddette maschere di tutti i giorni, ma anche dalle maschere chirurgiche! Solo le maschere che soddisfano almeno il cosiddetto standard FFP2, o meglio FFP3, filtrano goccioline molto piccole o aerosol dall’aria inalata o espirata.

Le particelle di aerosol più grandi e le goccioline possono essere trattenute anche da maschere chirurgiche e, se necessario, dalle cosiddette maschere di uso quotidiano autoprodotte. Con l’aumentare delle dimensioni, aumenta la probabilità che, quando inalano o espirano, gli aerosol si avvicinano così tanto alle fibre della maschera da poterle toccare, da poter poi aderire alla fibra. Questo diventa più efficiente con l’aumento del diametro delle particelle.

Tuttavia, particelle così grandi possono difficilmente essere trasmesse per più di un metro, perché cadono a terra molto rapidamente. Non abbiamo bisogno di maschere per la protezione da tali particelle se non ci avviciniamo troppo alle altre persone. Tutto questo vale soprattutto in spazi chiusi. All’aria aperta, gli aerosol di solito non persistono molto a lungo e, secondo tutto quello che sappiamo, i coronavirus non sopravvivono a lungo nemmeno lì, motivo per cui le maschere non sono realmente necessarie qui, o non sono di alcuna utilità, dal momento che gli aerosol sono più durevoli solo se le dimensioni delle particelle sono molto piccole e quindi non c’è alcuna protezione con maschere “normali”.

La questione dell’efficacia

Oltre alle proprietà dei materiali utilizzati per le maschere, l’efficacia dipende da una serie di altri fattori, come gli affluenti che passano vicino alla maschera, l’adattamento e la manutenzione della maschera, il tipo e la frequenza di pulizia della maschera, e altri ancora.

Tuttavia, la segregazione degli aerosol in corrispondenza della maschera significa anche che essi sono poi contenuti nel tessuto della maschera. Se guardiamo le persone infette (vedi paragrafo successivo), i virus si accumulano sulle fibre delle maschere.

Sono sempre più numerosi gli studi pubblicati che, nel contesto di cui sopra, hanno lo scopo di mostrare quali sono le maschere più efficienti in termini di protezione dalle infezioni. Tuttavia, la maggior parte dei dati di tali studi è difficilmente adatta per indagare proprio su questa questione, anche se il titolo degli studi o l’interpretazione dei risultati ottenuti dai “fact checkers” dei media, nella migliore delle ipotesi semi-istruiti, lo suggeriscono.

Controllate voi stessi!

Pertanto, formatevi una vostra opinione e verificate attentamente il significato di tali studi. Sono sufficienti i tre criteri seguenti:

– I dati e i risultati ottenuti sono generalmente validi o riguardano solo uno specifico tipo di maschera esaminato nello studio? Lo studio è rappresentativo? Questo è importante perché una grande varietà di maschere sono indossati per soddisfare i requisiti normativi. I risultati ottenuti con un particolare tipo di maschera non possono di solito essere trasferiti ad un altro tipo di maschera.

– I dati sono rappresentativi delle correnti d’aria e delle concentrazioni di aerosol che si manifestano durante l’inalazione, l’espirazione o la tosse? ( Mettendo una maschera tra due gabbie per criceti questo non può certo essere raffigurato).

I dati mostrano che la carica virale inalata o espirata dei virus replicabili (!) può essere ridotta dalle maschere? La semplice misurazione della capacità di ritenzione degli aerosol o delle goccioline non consente di rispondere a questa domanda, né la misurazione dell’RNA virale negli aerosol.

Questo permette di determinare facilmente se uno studio genera effettivamente la prova che le maschere riducono il rischio di infezione. L’effetto protettivo inadeguato delle maschere di uso quotidiano (e anche delle maschere chirurgiche) come protezione contro le infezioni da virus è indiscusso nel mondo scientifico sulla base dei dati finora disponibili. Anche i nostri politici e l’RKI ne sono consapevoli, ed è per questo che l’uso delle maschere è stato inizialmente sconsigliato. Il motivo per cui ci sia stato un cambiamento nella comunicazione con il pubblico e l’obbligo di indossare le maschere in determinate situazioni può essere solo ipotizzato – soprattutto perché questo è accaduto in un momento in cui la pressione dell’infezione era già in calo.

Maschere quotidiane con rischi

Un rischio delle maschere di tutti i giorni, che anche il RKI ha sottolineato ripetutamente all’inizio, è che suggeriscono una presunta sicurezza. Un altro rischio (scientificamente non provato ma plausibile) è che il rischio di trasmissione aumenti invece di diminuire! Perché è così? Quando respiriamo attraverso la lana o il cotone (che viene spesso utilizzato nelle maschere che produciamo noi stessi ed è raccomandato in innumerevoli forum), ad esempio, l’umidità dell’aria che respiriamo si condensa sulle fibre. Ciò è dovuto alla microstruttura delle fibre. Su di esse si forma una pellicola d’acqua (chiunque può provarla).

 In misura maggiore o minore questo accade anche con i tessuti tessili. I virus sono in grado di sopravvivere molto bene in questo habitat, per loro è praticamente ottimale. A differenza delle maschere professionali, le maschere realizzate dalle persone stesse non vengono smaltite dopo l’uso, ma le persone le mettono da qualche parte e quindi possono contribuire alla diffusione dei virus. Nelle scuole e nei ristoranti, le autorità prescrivono anche che le persone devono indossare una maschera quando vanno e vengono, e poi non più – che assurdità!

L’uso di maschere autoprodotte può quindi, a mio avviso, essere collegato a un pericolo per gli altri. Tutto questo vale se si è infettati. In ogni caso, tutte queste maschere offrono solo una protezione limitata contro le infezioni – se mai (vedi le mie spiegazioni di cui sopra). Questo è vero anche perché si tocca il viso più spesso indossando le maschere.

Le maschere professionali richiedono una gestione professionale

Anche la protezione con maschere professionali funziona solo se usate le maschere in modo professionale. Questo comprende il corretto togliersi la maschera (toccandola nei punti giusti), cambiarla regolarmente e smaltirla correttamente, e poi pulire accuratamente le mani, disinfettandole meglio. Ciò richiede una formazione, anche per personale qualificato! Dopotutto, dipende anche dal tipo di maschera se ha la qualità di catturare adeguatamente le goccioline e, soprattutto, di non trattenere l’umidità. Dopotutto, le maschere – a seconda del tipo di maschera – possono essere indossate solo per un certo periodo di tempo.

Cos’altro è importante

Le maschere aiutano solo quando c’è il rischio che persone infette e non infette si incontrino. Chiunque può capire quanto sia grande un tale rischio sulla base dei dati aggiornati quotidianamente dell’RKI. Non sappiamo se le maschere rappresentano un rischio per la salute. Per il personale addetto alle vendite e agli ordini, nel settore della ristorazione, sui voli a lungo raggio e in molti altri settori, esiste attualmente un obbligo ufficialmente prescritto di indossare le maschere, che si applica a tutto il tempo di lavoro senza che siano disponibili maschere adeguate.

In campo medico, le maschere che sono state testate e certificate per l’uso previsto per un periodo di tempo così lungo sono utilizzate esclusivamente per il loro scopo previsto. A questo proposito, le autorità ci hanno ordinato di effettuare un test sul campo su larga scala con il quale valuteremo i rischi che possono derivare dalle cosiddette maschere di uso quotidiano. Non è improbabile che ci siano dei rischi! Questo vale soprattutto per i bambini dell’asilo e della scuola, che spesso soffrono di infezioni otorinolaringoiatriche durante la stagione fredda, il cui decorso e il cui aggravamento non sono certo non interessati dalle maschere.

Conclusione

Ogni giorno siamo istruiti dai media, autoproclamati ” fact-checkers ” e politici con mezze verità sulle maschere. A causa dell’insicurezza suscitata dalla politica e dai media, ora vedo persino persone con le maschere da sole in macchina o in bicicletta, anche a camminare e fare escursioni a piedi… sic!

Come esperti dobbiamo, a mio avviso, prendere una posizione adeguata in merito. Se un giorno si scopre che il rapporto rischio/beneficio per le “maschere di tutti i giorni” è in realtà peggiore di quanto ipotizzato, almeno non possiamo dire che non avremmo potuto saperlo!
Nota bene: Quando si ha a che fare con pazienti o gruppi a rischio, abbiamo sempre bisogno di maschere. Ma poi certificati e testati e non le maschere di tutti i giorni!

Poscritto: Immediatamente prima che questo documento di opinione andasse in stampa, è stata pubblicata la dichiarazione della commissione ad hoc SARS-CoV-2 della Società di Virologia (GfV) sulle misure di prevenzione della SARS-CoV-2 all’inizio della scuola dopo le vacanze estive (vedi anche pag. 24), che noto con sgomento. A beneficio delle maschere, viene citata una sola meta-analisi (Chu et al. The Lancet June 27, 2020, 395, 1973 – 1987), che è un ottimo esempio di come gli studi con carenze sperimentali, come ho anche menzionato nel mio articolo di opinione, siano usati come base per le decisioni politiche.

In questa meta-analisi è stato analizzato (acriticamente) solo il risultato degli studi, non il loro disegno. Non viene citata una meta-analisi pubblicata di recente (Xiao J et.al Emerging Infectious Disesases 2020; 26/5: 967 doi.org/10.3201/eid2605.190994), che in realtà valuta l’efficacia delle “maschere quotidiane” nelle infezioni virali e giunge a una conclusione completamente diversa. Infine, la commissione ad hoc si occupa solo del presunto beneficio di tali maschere, non dei loro rischi. Non abbiamo dovuto (fino a poco tempo fa) effettuare una valutazione dei benefici e dei rischi per tutti i farmaci e i dispositivi medici? Fintanto che, in particolare, i rischi delle maschere nei bambini in uso continuativo, indossandole e togliendole, non sono chiaramente indagati e la valutazione del rapporto beneficio-rischio è positiva, ritengo che l’uso delle maschere nei bambini sia immorale e possibilmente pericoloso.

Prof. Dr. Markus Veit,
Alphatopics GmbH Regulatory Affairs | GxP, Consulting & Training,
Iglingerstraße 27, 86916 Kaufering

Curriculum https://www.uni-frankfurt.de/53369162/Apl__Prof__Dr__Markus_Veit

TRADUZIONE A CURA DI NOGEOINGEGNERIA

FONTE: Giornale tedesco del farmacista https://www.deutsche-apotheker-zeitung.de/daz-az/2020/daz-33-2020/hauptsache-maske

LE MASCHERINE PONGONO SERI RISCHI PER LA SALUTE ..

 

Fonte: https://www.nogeoingegneria.com/

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Bisogna fare in modo che l’umanità venga messa nella bottiglia (ora nota come OPERAZIONE COVID-19).

Coscienze umane uploadate in macchine.

 

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Buon Ascolto

 

ComiCost in Camera dei Deputati a Roma

 
 
Oggi Mercoledì 29/07/20 ComiCost in Camera dei Deputati a Roma, Dott. Stefano Manera, Avv. Nino Filippo Moriggia ospiti On. Sara Cunial, Gruppo Misto. 
 
CONFERENZA STAMPA Coronavirus e illegittimità dei provvedimenti: il ricorso di Comicost 29 luglio dalle 14.00 alle 15.00 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (in Via della Missione n. 4, Roma) Violazione del principio di ragionevolezza per mancata ponderazione e bilanciamento dei diritti, dei principi, interessi e valori costituzionali, in particolare in riferimento al diritto alla salute contenuto nell’art. 32 della Carta Costituzionale, dell’invalidità del regime sanzionatorio previsto e applicato in virtù dei DPCM impugnati per violazione del famoso principio “nulla poena sine lege, nullum crimen sine lege”. Sono solo alcune delle inadempienze denunciate dal Comitato per le Libertà Costituzionali (COMICOST), presieduto dall’avv. Nino Filippo Moriggia del foro di Brescia e notificate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Interno e al Ministero della Salute un Ricorso Straordinario al Capo dello Stato. Il 29 luglio dalle 14.00 alle 15.00, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (in Via della Missione n. 4, Roma), COMICOST presenterà le motivazioni del ricorso con il qualche si chiede formalmente che venga sollevata la questione di legittimità costituzionale di queste norme. All’incontro interverranno: Avv. Nino Filippo Moriggia, presidente COMICOST che ne illustrerà i principali contenuti; Dott. Stefano Manera, medico anestesista-rianimatore, presenterà il gruppo medico scientifico del Comitato e le sue iniziative.
 
Dott. Pasquale Mario Bacco, medico legale, amministratore delegato di Meleam Spa, ha potuto invece constatare attraverso oltre 7000 esami sierologici ed alcuni esami autoptici che il virus è diventato letale per grave responsabilità del Ministero della Salute e del Governo. Non aver permesso le autopsie e quindi non permettere di comprendere subito le vere cause delle morti è stata una mancanza imperdonabile.
 
L’ OMS avendo seguito mesi prima la casistica cinese ben sapeva quali erano le vere cause dei decessi; lo stesso Ministrero della Sanità, non poteva non sapere. Ora, desecretati i documenti sensibili si potrà finalmente sapere la verità. Prof.re Marco Mamone Capria, PhD., Dipartimento di Matematica, Università degli studi di Perugia, illustrerà aspetti critici dei dati e delle analisi dati forniti da Governo, ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) e ISS (Istituto Superiore di Sanità), in relazione all’emergenza Coronavirus. 
 
Nel suo intervento spiegherà come il Comitato Tecnico-Scientifico (CTS) abbia dato indicazioni largamente arbitrarie, e come alcuni numeri forniti dalle fonti ufficiali siano contestabili e fuorvianti. In complementarità con le altre gravissime negligenze del Governo e dei Ministeri competenti, è verosimile che l’obiettività di certi pareri tecnici sia stata compromessa al fine di fornire una giustificazione “scientifica” del clima di terrore che si è venuto a creare e delle relative misure restrittive, ancor oggi in parte applicate, ma che appaiono sempre più irragionevoli a gran parte della cittadinanza.
 
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=4o6Ym7UePYk&feature=youtu.be

Adrenocromo: la droga dell’immortalità

 

Adrenocromo: la droga dell’immortalità. Il Santo Graal dei pedosatanisti

 

Marcello Pamio 

 

E’ conosciuto almeno dagli anni Trenta del secolo scorso anche se in letteratura uno dei primi a parlare di adrenocromo fu Aldous Leonard Huxley (1894-1963) nel suo libro “Le porte della percezione: paradiso e inferno” del 1954.

 

Huxley è stato uno scrittore visionario ma soprattutto uno sperimentatore. Oltre alla saggistica infatti si è dedicato alla meditazione filosofica indotta dalle droghe: egli era convinto che la felicità e l’infelicità altro non fossero che il frutto di reazioni chimiche all’interno dell’organismo umano.
Questa sua visione della vita lo portò a sperimentare estesamente su sé stesso gli effetti di molte droghe (mescalina, LSD, ecc).

 

L’adrenocromo – ha scritto – “ è un prodotto della decomposizione dell’adrenalina, può produrre molti dei sintomi osservati nell’intossicazione da mescalina. Ma l’adrenocromo probabilmente si forma spontaneamente nel corpo umano. In altri termini, ciascuno di noi può essere capace di fabbricare minute dosi chimiche di ciò che si ritiene provochi profondi cambiamenti nella coscienza. Alcuni di questi cambiamenti sono simili a quelli che si verificano nella più caratteristica peste del ventesimo secolo, la schizofrenia”. Aveva perfettamente ragione Huxley quando scrisse che “si forma spontaneamente nel corpo umano”, e dopo vedremo come si produce e soprattutto perché…

 

 

A riportare alla ribalta mediatica l’adrenocromo ci ha pensato il romanzo “Paura e disgusto a Las Vegas” scritto da Hunter Stockton Thompson nel 1971, da cui hanno tratto il demenziale film “Paura e delirio a Las Vegas” con Johnny Depp, in cui si parla espressamente della droga descrivendola come uno psichedelico dagli effetti simili all’LSD, anche se “la mescalina al confronto è un gingerino”… 

 

Brevetto chimico 

 

Il 26 febbraio 1985 gli Stati Uniti hanno assegnato il brevetto numero 4,501,923 all’inventore inglese Deryck F. Boot che lavorava per la Minnesota Mining and Manufacturing Company, meglio nota come 3M Co., la potentissima corporation americana che produce oltre 60.000 prodotti industriali di ogni tipo (mascherine, adesivi, abrasivi, dispositivi di protezione individuale, pellicole per vetri, prodotti dentali, materiali elettrici ed elettronici, prodotti medici, software sanitari ecc).

 

Il brevetto descrive un processo per preparare l’adrenocromo comprendente adrenalina ossidante o un suo sale.

 

Oggi in medicina l’adrenocromo viene somministrato per via endovenosa per curare soggetti epilettici, mentre sotto forma di adrenocromo

monosemicarbazone (carbazocromo) viene utilizzato come emostatico nelle emorragie capillari per trattarne la fragilità, ma in questa forma è totalmente privo di azione simpaticomimetica e quindi del tutto inutile per gli scopi tanto desiderati e ricercati dall’élite… 

 

Adrenocromo 

 

Cos’è in realtà questa sostanza, e perché è così ambita?

 

L’adrenocromo, la cui formula è C9H9NO3, è il potente precursore ormonale dell’adrenalina secreto dal corpo in grandi quantità in momenti di intensa paura, rabbia o pericolo di vita. Lo scopo è quello di ottimizzare la risposta adrenalinica dei muscoli e dei nervi, proteggere i tessuti e gli organi dai rigori della scarica di adrenalina, ottimizzando al meglio il meccanismo di combattimento o fuga come risposta alla paura umana in situazioni di estrema necessità come quelle legate alla sopravvivenza.

 

Si può pensarlo come un potentissimo additivo per il carburante della “macchina umana” di fronte ad un pericolo.

 

Sembra non esserci nulla di simile sulla terra.
Possiede, tra le altre cose, capacità rigenerative dei tessuti, sarebbe in grado di ripristinare la reattività nervosa e la funzione cognitiva.
 

 

Miracolo dell’orecchio del coniglio e del cuore della rana 

 

In uno studio belga pubblicato nel 1946, i clinici furono in grado di usare una perfusione di adrenocromo acquoso per riportare in vita l’orecchio di un coniglio congelato, consentendo ai medici di ripristinare la vascolarizzazione e la risposta dello stimolo nervoso al tessuto precedentemente necrotizzato. Cose impensabili non solo allora ma anche oggi.

 

I medici hanno dimostrato la capacità dell’adrenalina ossidata nel ripristinare i sistemi nervosi danneggiati, e i risultati hanno stimolato la pratica di applicare l’adrenocromo nei siti di incisione dei pazienti al fine di accelerare la rigenerazione e la guarigione dei nervi.

 

In un altro studio questa volta del 1939, la perfusione di adrenocromo è stata usata per rigenerare e riavviare il cuore di una rana, riportando in vita l’animale. 

 

Bambini come “donatori” 

 

Come detto precedentemente l’adrenocromo prodotto chimicamente è un farmaco che non ha nulla a che vedere con la sostanza endogena naturale prodotta da un essere umano in pericolo!

 

La cosiddetta “droga dell’immortalità” deve venire estratta direttamente dall’organismo, meglio se giovane e fresco come quello di un bambino perché con l’età la sua produzione cala.

 

L’altro motivo è che la sovraesposizione ripetuta all’adrenalina ossidata dell’adulto porta a nefasti effetti collaterali fisici e mentali: convulsioni epilettiche, sintomi simili al Parkinson, schizofrenia e psicosi delirante. 

 

I bambini risultano essere la migliore “fonte” di estrazione, sia perché è più facile trovare una piccola creatura come “donatore” rispetto ad un adulto, e poi perché l’adrenocromo giovanile è bilanciato chimicamente in modo da ridurre gli orribili effetti collaterali della versione per adulti.

 

Vale la regola: più giovane è il “donatore” e migliore è la droga!

 

Per avere una maggiore concentrazione di adrenocromo è necessaria una potente scarica adrenalinica e questa si genera quando la persona e/o il bambino subisce violenza psicologica o fisica e quando viene letteralmente impaurito e terrorizzato. 

 

Questo abominio potrebbe essere la spiegazione del pernicioso e indicibile traffico di bambini, rapimenti, sfruttamento, abusi e persino sacrifici di minori da parte di queste pericolosissime congreghe? Pochi sanno perché i media non ne parlano, ma ogni anno milioni i bambini nel mondo spariscono nel nulla: una parte torna a casa ma il restante non viene più ritrovato!

 

La Verità è figlia del tempo e per fortuna le cose stanno venendo fuori.

 

L’altra cosa che sta lentamente emergendo è che questa droga sembra essere largamente utilizzata dai membri dell’élite legati a logge pedosataniste, di cui moltissime star di Hollywood, e non solo, ne fanno parte.

 

In pratica l’adrenocromo ha assunto le connotazioni mitologiche della fonte dell’eterna giovinezza: il Santo Graal dei pedosatanisti luciferini che regnano purtroppo in mezzo a noi… 

 

Conclusione 

 

Non possiamo sapere con assoluta certezza se l’adrenocromo è una invenzione fantasiosa di qualche mente perversa o realmente la droga più ricercata e in voga dalla crème de la crème.

 

Ma droga a parte, la cosa certa è che esistono numerose congreghe dedicate al culto luciferino, mi riferisco alle sette pedosataniste che si dedicano alla profanazione rituale dell’innocenza infantile per il potenziamento “spirituale” da una parte (se possiamo chiamarlo così), e forse anche al potenziamento chimico-ringiovanente dall’altra. 

 

Tutto però sta venendo fuori e i segni della verità stanno emergendo quotidianamente.

 

Il caso del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein è illuminante da questo punto di vista.

 

Epstein era un procuratore e organizzatore di questa aberrante pratica sessuale di magia nera, e il suo arresto ha permesso di scoperchiare, almeno in parte, il Vaso di Pandora. 

 

Sappiamo nomi e cognomi dei numerosi clienti (non di tutti purtroppo) di Epstein, quelli che hanno volato con il suo jet privato “Lolita Espress” per andare a impaurire e/o violentare i bambini nella sua isoletta (Isle of Sin, l’isola del peccato)…

 

Il jet privato di Epstein “Lolita Express”
A questo punto chi può negare l’ipotesi che i vari personaggioni non volassero nell’isola degli orrori per partecipare alla produzione della droga? 
 
Tra i nomi venuti alla ribalta: Bill, Hillary e Chelsea Clinton, Woody Allen, Kevin Spacey, Bill Cosby, Mick Jagger, Principe Andrea, Charles Spencer (fratello di Lady Diana),il filantropo Bill Gates, Tony Blair, Michael Bloomberg, Richard Branson, Rupert Murdoch, persino Henry Kissinger e moltissimi altri nomi della politica, della finanza e di Hollywood.
 

Anche il filantropo Bill Gates risulta nell’elenco passeggeri

 

Nell’armonia e nell’equilibrio del Sistema, oltre a queste forze indubbiamente di tenebra si stanno muovendo anche le forze di Luce, e difatti le notizie e i nomi iniziano a trapelare…

 

Anche le dichiarazioni inequivocabili del presidente Donald Trump sono su questa linea.

 

La difesa a spada tratta dei bambini e soprattutto le azioni che sta mettendo in atto Trump (il presidente che non doveva essere eletto), indicano senza ombra di dubbio che è in atto una vera e propria guerra ai più alti livelli, o ai più bassi dipende dai punti di vista.

 

Uno scontro senza eguali tra il mondo umano e quel substrato occulto (Deep State) di anime perdute e totalmente pervertite. 

 

Concludo con qualche immagine recente dei divi di Hollywood, perché stranamente il loro corpo sembra aver subito un tracollo fisico nell’ultimo periodo. Tracollo inspiegabile se si confrontano le foto con le precedenti…

 

Siamo di fronte alla prova che molte star sono in astinenza di qualche droga? Oppure si tratta solo di normalissimo invecchiamento fisiologico accelerato dal lockdown?

Jhonny Depp, 57 anni

 

Celine Dion, 52 anni

 

Regina Elisabetta II, 94 anni. Principe Filippo Mountbatten, 99 anni e il papa…

 

Esperimento sulla rana è citato in questo articolo scientifico: https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1113/jphysiol.1949.sp004305  

 

Esperimento sul coniglio è citato in questo articolo scientifico:

http://pharmrev.aspetjournals.org/content/1/1/1 

 

In questo articolo si legge: “Adrenochrome causes an elective inhibition of the process, which determines the content of associative thinking. This occurs in doses that do not heighten the lability of basic processes, do not reduce excitation, and do not loose temporary connections as is the case with LSD“.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0074774208600252 

 

Questo riguardo le possibili reazioni “psicotiche” indotte da adrenocromo:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4813425/

 

Fonte: https://disinformazione.it/

 

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L’occhio di Sauron

 

 

L’occhio di Sauron e la pandemia di sorveglianza

 

I tecnocrati che gestiscono il grande panico del 2020 stanno sfruttando ogni vantaggio per guidare verso la tecnocrazia e la dittatura scientifica. La sorveglianza è un componente chiave perché il monitoraggio fornisce l’input per i programmi di ingegneria sociale. ⁃ Editor TN 

Le mappe pandemiche sono di gran moda, oggigiorno, ma l’ultima della Electronic Frontier Foundation (EFF) è un po ‘diversa; invece di hotspot virali, mostra una piaga di snoopiness ufficiale, organizzato per posizione e ordinabile per tecnologia. Mentre documenta le intrusioni che precedono l’attuale crisi, 

 

l’Atlante della sorveglianza  è fin troppo rilevante per l’età del coronavirus. Le preoccupazioni per limitare il contagio aiutano a normalizzare il controllo dettagliato della vita delle persone e ci spingono verso uno stato di sorveglianza pervasivo. 

 

“Il database Atlas of Surveillance, contenente diverse migliaia di punti dati su oltre 3.000 dipartimenti di polizia locali e locali e uffici degli sceriffi a livello nazionale, consente a cittadini, giornalisti e accademici di rivedere i dettagli sulle tecnologie che la polizia sta implementando e fornisce una risorsa per verificare quali dispositivi e sistemi sono stati acquistati localmente”, ha annunciato EFF  il 13 luglio.

 

Gli utenti possono fare clic sulla mappa per vedere quali tecnologie di sorveglianza vengono utilizzate in determinate località. Se vuoi vedere cosa succede nella tua zona, la mappa è ricercabile con il nome di una città, contea o stato. La mappa può anche essere filtrata in base a tecnologie come telecamere indossate, droni e lettori di targhe automatizzati. 

 

L’ingresso più vicino a me è nella Prescott Valley, in Arizona, dove il dipartimento di polizia è  tra le centinaia  che hanno collaborato con Ring, la società di videocamere di proprietà di Amazon.

 

Le partnership Ring   non forniscono feed live alla polizia, ma possono richiedere registrazioni video relative a un orario e un’area specifici. Mentre la partecipazione dei clienti Ring è volontaria, le partnership sono “una soluzione intelligente per lo sviluppo di una rete di sorveglianza completamente nuova, senza il tipo di controllo che potrebbe accadere se provenisse dalla polizia o dal governo”, avverte Andrew Guthrie Ferguson, un professore presso la David A. Clarke School of Law dell’Università del Distretto di Columbia e autore di  The Rise of Big Data Policing.

 

I ricercatori  trovano pochi crimini risolti  dai partenariati di sorveglianza volontaria, ma il marketing di sicurezza domestica dell’accordo Ring promuove la cultura verso una più facile accettazione di un panopticon che opera al di fuori dell’intera gamma di protezioni per le libertà civili. Anche facilitare lo scivolamento dell’America verso uno stato di piena sorveglianza è il timore della pandemia di COVID-19.

 

I funzionari della sanità pubblica che, pochi mesi fa, si sono preoccupati di  superare le preoccupazioni sulla privacy in  merito ai sistemi di tracciamento dei contatti si sono rivolti alla solita soluzione dei governi: minacciare dure sanzioni per non conformità.

 

“I viaggiatori di alcuni stati che atterrano negli aeroporti di New York a partire da martedì potrebbero subire una multa di $ 2.000 per non aver compilato un modulo che i funzionari statali useranno per rintracciare i viaggiatori e assicurarsi che seguano le restrizioni di quarantena”, ha riferito AP   questa settimana.

 

I moduli di tracciamento obbligatori per i viaggiatori a New York seguono  i precedenti sforzi della Contea di Rockland  per costringere la cooperazione con i traccianti di contatto.

 

“La commissaria per la salute, la dott.ssa Patricia Schnabel Ruppert, ha esortato i residenti a rispettare gli sforzi di tracciamento dei contatti del Dipartimento della Salute e ha minacciato coloro che non rispettano le citazioni in giudizio e multe da 2.000 dollari al giorno”, ha annunciato la contea   il 1 luglio. 

 

Possiamo sperare che il ficcanaso legato alla salute nei movimenti e nelle attività delle persone finisca quando la pandemia passa, ma queste cose hanno un modo di essere incorporate nella cultura quando le persone si abituano a loro. In nome del controllo delle infezioni, molte aziende private stanno  monitorando attentamente i dipendenti, inclusa la loro vicinanza sul luogo di lavoro. 

 

Leggi la storia completa qui … 

 

Fonte: https://www.technocracy.news/

 

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