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L’intelligenza artificiale sarà la guerra del futuro

Il visionario transhumanista avverte che l’Europa è in ritardo per la “guerra dell’A.I. (Intelligenza Artificiale)”

Sembra che l’Europa non sia disposta a contendersi per la leadership globale dell’A.I., secondo un esperto francese sul transhumanisme può arrivare in ritardo al tavolo delle trattative.

Laurent Alexandre, imprenditore francese e visionario transhumanista, ha detto a Sputnik France che l’Europa sembra incapace di comprendere la natura dell’intelligenza artificiale e il suo ruolo nel futuro dell’umanità.

“Ci sono quattro entità geopolitiche: gli Stati Uniti con la sua Silicon Valley che hanno capito tutto, la Cina che si sta rapidamente affermando e la Russia che ha compreso l’equazione geopolitica anche se le manca il potere informatico della Silicon Valley o della Cina che, colui che raggiunge la leadership nell’intelligenza artificiale dominerà il mondo … E poi c’è l’Europa che non ha capito nulla e manca sia del potere tecnologico dell’US o della Cina e la visione geopolitica di Putin. In termini di tecnologia, Laurent ha detto: l’Europa non ha ancora realizzato che l’intelligenza artificiale è la guerra del futuro, l’Europa pensa che sarà in pace per i prossimi mille anni e ritorneranno a confrontarsi tra cervelli biologici e le entità geopolitiche”.

Il Presidente Google: la Cina “dominerà” gli Stati Uniti nell’AI entro il 2030  

Ha sottolineato che l’intelligenza artificiale è pronta a superare in alcune aree l’intelligenza umana, in quanto anche “l’A.I. non auto-consapevole può diagnosticare il cancro in modo più efficiente del miglior oncologo al mondo”.

Inoltre ha osservato che: 

“L’intelligenza e il rapido pensiero otterrà più soldi e opportunità di lavoro, mentre altri potranno trovarsi in un vicolo stretto. A causa del fatto di non aver migliorato le loro scuole tenendo conto della difficile situazione di coloro che sono meno capaci di riuscirci, affrontando il rischio dell’emersione degli “Dei” e delle “persone inutili”: l’emergere di un’aristocrazia intellettuale di minime dimensioni che governerebbe il mondo in cui un’orda di naufraghi deve combattere fondamentalmente con un reddito universale”.

PER SAPERNE PIÙ: ‘Invocazione del Demone’, ‘Torre di Babele’: Dibattito su Dio A.I. E Riscaldamento

Laurent ha anche affermato che i transhumanisti finiranno per diventare la maggioranza e, perché trasformeranno le tecnologie che aumenteranno il cervello prima dei “bio-conservatori”, i primi acquisiranno il primato mondiale del potere demografico e successivamente quello politico nel mondo.

Ha aggiunto che i conservatori come Alain Finkielkraut, che hanno affermato che Internet è la creazione peggiore dell’umanità, non contribuiscono al progresso. 

Laurent ha spiegato:

“Il tipo di conservatorismo spinto da Finkielkraut è inutile e sarà eliminato dal progresso tecnologico … Non possiamo lasciare che l’élite intellettuale ignori la situazione di milioni di persone meno dotate. Dobbiamo diminuire la diseguaglianza intellettuale: bisogna ridistribuire l’intelletto per evitare disuguaglianze”.

Fonte: https://sputniknews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

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Il paradosso del progresso e conseguenze prossime future

Imagine dal film Geostorm

Ecco come sarà il mondo nel 2035  secondo l’intelligence americana

Nel 2019 disastri naturali causeranno una distruzione estrema globale. Ci si renderà conto di dover collaborare come una sola nazione per controllare il tempo. Così un team di 17 Stati costruirà insieme la rete di controllo nello spazio. Questa è la visione proposta  nel film ‘Geostorm’, in uscita nei cinema italiani tra pochi giorni.

L’ultimo rapporto dell ‘Intelligence Council USA’ disegna scenari che promuove una visione multipolare. Pechino, secondo il rapporto, è destinata, insieme alla Russia, a scalzare definitivamente gli Stati Uniti dal ruolo di unica superpotenza mondiale.

ll  mondo nel 2035  secondo l’intelligence americana 

L’intelligence USA ha delineato come potrebbe essere il mondo nel 2035. Diciotto anni possono sembrare un lasso di tempo molto breve per poter osservare dei cambiamenti radicali. Eppure molti osservatori sono concordi nel ritenere i prossimi venti/trent’anni come i più rivoluzionari di tutta la storia del genere umano. Inoltre basta guardarsi alle spalle e osservare i cambiamenti avvenuti nei vent’anni precedenti, per verificare come tale lasso di tempo sia più che sufficiente per dei mutamenti radicali. Diciotto anni fa il mondo doveva ancora assistere al crollo delle Torri Gemelle, alla conseguente guerra al Terrore, agli interventi militari in Afghanistan, Iraq e Libia, nonché alla crisi finanziaria del 2008. Insomma cambiamenti sconvolgenti.

Il paradosso del progresso 

Ci ha pensato ora il National Intelligence Council USA, organo strategico dell’intelligence USA, a mettere nero su bianco quello che potrebbe essere il mondo fra diciotto anni. Il documento, chiamato PARADOX OF PROGRESS fa parte del più ampio progetto “GlobalTrends” che ogni cinque anni cerca di dare un’idea del futuro più prossimo. Il documento serve così al presidente americano di turno, all’inizio del suo mandato (o al rinnovamento di esso), per farsi un’idea migliore delle sfide che lo attendono.

Per la sua redazione l’analisi si è servita di una dettagliata raccolta dati e di proiezioni basate sull’osservazione dell’evoluzione economica, sociale e tecnologica su scala planetaria degli ultimi anni. Un approccio scientifico per quanto la previsione del futuro non possa essere materia di scienza esatta. Tuttavia lo studio fatto dall’intelligence USA arriva addirittura al punto di prevedere quelli che potrebbero essere titoli di giornale in specifiche date.

La Cina si espanderà fino al largo delle Hawaii 

Ecco che il 3 febbraio del 2019 alcuni giornali scriveranno: “La Cina compra un’isola disabitata dell’arcipelago Fiji per costruire una base militare a 3.150 miglia dalle Hawaii per 850 milioni di dollari”. Pechino, secondo il report, è destinata, insieme alla Russia, a scalzare definitivamente gli Stati Uniti dal ruolo di unica superpotenza mondiale. In quest’ottica anche l’Europa uscirebbe dalla sfera d’influenza americana per entrare in quella euroasiatica.

Droni assassini e lavoratori sempre più flessibili 

Il 13 marzo del 2019 invece si titola che “Il Messico mette al bando i droni per uso privato dopo l’ultimo tentativo di assassinio”. La tecnologia, secondo il report, ha dunque preso il sopravvento e l’utilizzo dei droni diventerà nei prossimi anni dispnibile al grande pubblico. Il report denuncia in particolare come tali droni diventeranno facilmente reperibili anche per la criminalità organizzata, che potrà usare queste silenziose zanzare meccaniche al posto dei più riconoscibili sicari. Se saranno i droni a “sporcarsi le mani”, il lavoro delle forze di sicurezza del futuro diventerà sempre più impegnativo e difficile.

Il 17 settembre del 2021 è invece il turno della “rivolta dei gig workers a Londra”. I “gig workers” sono i lavoratori della cosiddetta “gig economy”. Si tratta di lavoratori senza stipendio fisso che lavorano solo “su richiesta (on demand)”. Lavoratori in proprio che svolgono attività temporanee. Secondo l’intelligence USA, infatti, lo sviluppo tecnologico creerà un ulteriore disequilibrio economico, modificando radicalmente la piramide lavorativa conosciuta dopo la Prima Rivoluzione Industriale. Così lo sviluppo progressivo di Intelligenza Artificiale andrà a sostituire il capitale umano in numerosi comparti, contribuendo allo sviluppo appunto della figura del lavoratore “su richiesta”.

C’è ottimismo per il futuro dell’Africa 

Se il futuro dei lavoratori dipendenti sembra a tinte fosche, pare invece che il 2035 rappresenti per il Terzo Mondo  un’opportunità di rivalsa. Nel documento redatto dall’intelligence USA si fa riferimento infatti a una rivoluzione energetica dell’Africa, che porterà il Continente ad una progressiva autosufficienza. Un traguardo raggiunto grazie allo sviluppo di pannelli solari e batterie fatte in casa facilmente reperibili a basso prezzo. A ciò si aggiunge poi la diffusione della tecnologia di desalinizzazione dell’acqua che contribuirà a stabilizzare la produzione alimentare africana.

Conflitti per acqua e cibo 

Per il resto del mondo invece i problemi legati all’acqua e allo sfruttamento del suolo diventeranno di primaria importanza. Ben 21 delle 37 sorgenti d’acqua più grandi al mondo sono attualmente sfruttate in maniera “insostenibile” e se la tecnologia non porterà un miglioramento a questo, secondo l’ intelligence USA, vi sarà un crescendo di conflitti. Stesso discorso vale per la terra, sfruttata oggi ad un ritmo quaranta volte più veloce rispetto alla naturale rigenerazione del suolo. Quest’analisi lucida arriva da una fonte più che autorevole e mette in guardia l’attuale presidenza americana rispetto ai rischi maggiori per la società contemporanea. Starà ora alla Casa Bianca interpretare al meglio gli avvertimenti lanciati dalla propria intelligence.

FONTE http://www.occhidellaguerra.it/sara-mondo-nel-2035-secondo-lintelligence-americana/

NEWS  Accelerail processo di de-dollarizzazione con la Cina in prima linea per spodestare lavaluta americana come riserva mondiale e come divisa

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Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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Il rifiuto del dollaro da parte della Cina Washingtonn sta distruggendo il potere americano

by Paul Craig Roberts October 16, 2017 from PaulCraigRoberts Websit

Washington sta distruggendo il potere americano

La Cina e la Russia capiscono che Washington, invece di gestire un sistema equo, utilizza il suo ruolo di valuta mondiale per dominare altri paesi.

I lettori a casa e in tutto il mondo vogliono sapere cosa fare dell’annuncio che la Cina ormai condurrà acquisti di petrolio e vendite in moneta d’oro cinese.

  • Il dollaro sarà indebolito e crollerà per essere scartato come la valuta in cui viene effettuato il trasporto del petrolio?

Queste ed altre domande sono nelle menti dei lettori.

Di seguito è la mia opinione:

Il valore del dollaro americano dipende dal fatto che le banche centrali, le società e gli individui sono tenuti a tenere i loro beni o ricchezze in dollari.

  • Se lo sono, non importa quale sia la valuta utilizzata per la transazione del petrolio.
  • Se non lo sono, non ha importanza se tutto il petrolio viene fatto in dollari.

Perché? Perché se non vogliono tenere i dollari, li butteranno non appena la transazione sarà completata e si sposterà in altre valute o in oro.

Ciò che la Cina sta facendo è la creazione di una moneta che potrebbe essere una divisa più attraente da tenere.

È possibile che la moneta cinese appoggiata all’oro sia una mossa contro il potere statunitense, ma io la vedo diversamente. Lo vedo come una protezione contro il potere statunitense.

La Cina e la Russia si dissociano dal sistema del dollaro, perché Washington, sta abusando del suo ruolo della moneta mondiale, usa il meccanismo dei pagamenti in dollari per imporre sanzioni ad altri paesi minacciandoli di escluderli dal sistema di compensazione dei pagamenti.

In altre parole, Washington, invece di operare un ‘sistema equo’, utilizza il suo ruolo di valuta mondiale per dominare altri paesi.

La Russia e la Cina sono troppo forti per essere dominati, e quindi si stanno tirando fuori dal sistema del dollaro. Se seguissero altri paesi, il dollaro smetterà di essere uno strumento di controllo statunitense sul resto del mondo.

Per dirla in parole diverse, Bretton Woods ha dato a Washington la responsabilità del sistema finanziario mondiale. Washington ha abusato del potere affidatogli usando il sistema del dollaro per destabilizzare altri paesi, come attualmente il Venezuela  …

L’abuso di Washington sul ruolo della valuta mondiale per favorire gli interessi finanziari e commerciali americani e il potere di Washington sulle politiche straniere e nazionali di altri paesi ha messo in atto forze che elimineranno il ruolo del dollaro come valuta di riserva mondiale.

Il brutto è che l’arroganza di Washington sta distruggendo il potere americano.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Almanacco di ottobre 2017

 La vera storia dell’indipendenza della Catalonia

Ci dispiace vedere questa farsa della Catalonia, perché nessun paese europeo dovrebbe riconoscerla, ma se ciò dovesse avvenire allora bisognerà rimettere tutto in discussione. In realtà la Catalonia è la vittima di quella guerra che, anni fa, venne profilata dalla Etleboro parlando del conflitto in atto tra le lobbie della Cybernetica e il potere ortodosso. Oggi i  giganti della informatica finanziano le ONG, e non più la politica, attraverso quelle che potremo chiamare le ‘Nuove Banche’, ossia entità che possiedono dati e strumenti forti a sufficienza per sferrare le loro guerre. Continua QUI

UN PIANO DIABOLICO PER DOMINARE IL MONDO, aveva commentato TOM HANKS il film ‘The Circle‘ 

in  questa intervista.

Stroncato non di rado dalla critica, The Circle (il Cerchio) non ha riscontrato neanche troppo il favore del pubblico e, anche se non è costato poco per gli standard hollywoodiani (18 milioni di dollari), può essere considerato un semi-flop. Noi consigliamo la visione del film.

«I segreti sono bugie. Condividere è prendersi cura. La privacy è un furto», recitano i principi guida del ‘Cerchio’, ispirati ovviamente da Orwell («La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza»).

The Circle: tra distopia sociale e l’ossessione della condivisione di Gabriella Giliberti continua QUI

di  Sancho Senza Panza

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo riprendendo una dichiarazione dell’AD di FCA Sergio Marchionne in cui si definivano le auto elettriche un’arma a doppio taglio, essenzialmente per l’aumento di domanda e quindi di produzione di energia che provocherebbe una trasformazione di massa del parco auto e per le emissioni all’origine che, comunque non sarebbero poi così basse.

Ci si aspettava che Marchionne fosse bollato di negazionismo, di fatto liquidando il problema alla solita maniera. La reazione dei guardiani del tempio però è stata un po’ diversa, ed ha spaziato dalle accuse di conflitto di interessi a quelle di aver fatto male i conti. Circa il conflitto di interessi c’è poco da dire, è palese e non è un conflitto. Se qualcuno trova strano che l’AD di un industria dica qualcosa contro gli interessi della stessa quel qualcuno vive su Marte. Circa i conti è doveroso specificare.

Qualche numero è uscito anche nei nostri commenti, ma direi che vale la pena riprendere l’articolo di Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, uscito sul Il Manifesto il 4 ottobre: Il pianeta sul volante di Marchionne (occorre registrarsi per leggerlo). Continua QUI

 CE LO CHIEDE L’EUROPA: tutti gli Stati introducano il reddito minimo garantito

Riporta lo Studio Cataldi una notizia ripresa a sua volta dell’agenzia ANSA, la richiesta da parte dell’Europa, tramite il Parlamento Europeo, per l’introduzione nelle Nazioni che compongono la UE dell’istituzione di un reddito minimo garantito, avvenuta tramite la commissione di Occupazione e Affari Sociali e approvata con 36 voti a favore, 7 contrari e 4 astensioni. Il testo verrà votato a fine ottobre in forma plenaria e quindi con la presenza dei rappresentanti di tutte le Nazioni, compresi anche i rappresentanti Italiani. Continua QUI

 ORA AVETE LE BASI. ECCO LA VERA MINA NELLE A.I. NON SCORDATELA PIÙ.

Vi ho fornito le chiavi di base per capire la più grande trasformazione della vita umana dall’Homo Sapiens a oggi, letteralmente. Ora scrivo una cosa che voi non dovrete dimenticare mai, mai per la vita mentre stanno arrivando le nuove TECH in A.I., e che DOVETE impartire ai vostri figli appena raggiungono l’età della ragione.

NE VA DELLA VOSTRA VITA SE SIETE GIOVANI, MA DI CERTO DELLA VITA DEI BAMBINI DI OGGI.

Parto con una metafora. L’aspetto esteriore della nuova era di A.I., Robotica, Blockchain, Deep Learning, Deep Patient, Visual Abstraction, Machine Learning, Virtual/Augmented Reality, Computer Quantistici, Piattaforme mondiali, ecc. supera in abbagliante perfezione gli effetti speciali dei più avanzati film di fantascienza di oggi. Ma in realtà è un’era delle caverne in larga parte fuori controllo. Ecco la metafora: Continua QUI

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Santa Inquisizione del Web: come fermarla

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24 September 2017
from TheLastAmericanVagabond Website

Il servizio segreto U.S. dirige un’offensiva importante sulle forze russe/siriane, ma ne soffre una devastante sconfitta

“Detto in semplice inglese  questo significa che gli Stati Uniti e Daesh hanno perso la guerra … ” Il Saker

Mercoledì sera, un Insider russo ha pubblicato la storia che il ministro della Difesa russo ha affermato: ‘I servizi segreti statunitensi’ avevano diretto un’offensiva importante contro le forze russe-siriane. L’obiettivo era la cattura di 29 militari russi. L’attacco è sfociato in pesanti e drammatici combattimenti che hanno coinvolto molte truppe russe. Le forze sostenute dagli Stati Uniti hanno subito una devastante sconfitta. Perdite incluse:

850 TERRORISTI, 11 SERBATOI, 46 PICKUPS, 20 TRUCKS e 38 MAGAZZINI D’ARMI

Originariamente questo era semplicemente quello che hanno riportato e affermato i russi.

Se è vero, significa una massiccia sconfitta per gli Stati Uniti e Israele e le loro proxy radicali islamici. Molti erano scettici che questo avrebbe potuto essere vero. Anche noi avevamo i nostri dubbi. Dalla pubblicazione di tale articolo, è emerso un sacco di prove che suggeriscono che è in gran parte corretto:

Continua QUI con foto e filmati in lingua inglese.

Tutti in corsa sulla supremazia dell’AI – Intelligenza Artificiale

 

Elon Musk: La concorrenza per la superiorità dell’AI (Intelligenza Artificiale) a livello nazionale sarà la “causa più probabile della III Guerra Mondiale”

In breve

Elon Musk ha usato Twitter per rispondere ai commenti di Putin sull’AI e la guerra mondiale, ribadendo di nuovo che crede sia più probabile che si verifichi una guerra mondiale in quanto gli Stati Uniti, la Russia e la Cina competono per la supremazia dell’AI più di qualsiasi qualsiasi altra causa.

L’AI va in guerra

Lunedì mattina, in risposta ad un articolo di The Verge che discute le osservazioni di Vladimir Putin sull’intelligenza artificiale (AI), Elon Musk ha usato Twitter per condividere le proprie opinioni.

Cina, Russia e presto tutti i paesi con una forte scienza informatica. La concorrenza per la supremazia dell’AI a livello nazionale sarà probabilmente la causa di una guerra mondiale.

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

Musk ha chiarito e crede che la guerra non sarà avviata da un leader mondiale, ma da una AI come una incursione preventiva:

La guerra potrà essere avviata non da un leader di paese, ma da una delle AI, se decide che un attacco preventivo è la via più probabile per la vittoria

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

Musk ha inoltre risposto a diversi utenti di Twitter nella discussione che ha seguito, concentrandosi principalmente sulla fitta relazione che c’è tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti

Se la Kerea del Nord (KN) lanciasse un missile nucleare sarebbe un suicidio per la loro leadership, in quanto la Sud Korea (SK), Stati Uniti e Cina invaderebbero e terminerebbero immediatamente il regime

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

La lista delle alleanze della NK sono molto basse e non destano preoccupazioni di alcun rischio esistenziale per la civiltà. La NK non ha legami di alleanze polarizzate che possano portare il mondo in guerra.

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

I governanti non hanno bisogno di seguire le normali leggi. Otterranno lo sviluppo dell’AI da parte delle aziende e se necessario anche con la forza delle armi.

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

I dominatori del mondo

Sappiamo già che gli Stati Uniti sono generalmente considerati leader mondiali nell’AI e nell’automatico apprendimento. Questa posizione è tuttavia debole, in particolare alla luce della forte concorrenza di altri paesi, nonché della crescente debolezza del sistema educativo, con conseguente diminuzione del numero di adulti con le competenze tecniche necessarie per sostenere e sviluppare le industrie STEM.

Goldman Sachs ha recentemente pubblicato un rapporto che cita la Cina come un potere dell’AI in arrivo e, prevedendo che la nazione continuerà a crescere nello sviluppo dell’AI, probabilmente raggiungerà l’obiettivo del 2030 per diventare un centro globale per l’innovazione dell’AI. A quel tempo, Goldman prevede che le industrie AI della Cina raggiungano un valore totale di produzione di 1 trilione di yuan (147,80 miliardi di dollari).

Anche la Russia sta mettendo un grande valore sullo sviluppo dell’AI. Come la Cina e gli Stati Uniti, il paese sta esplorando l’AI militarizzata sotto forma di velivoli veloci e di missili a lungo raggio. Venerdì Vladimir Putin ha commentato il paese che conduce lo sviluppo dell’AI “sarà il sovrano del mondo”, ma ha aggiunto che in termini di dominio l’AI da parte di una nazione, “sarebbe fortemente indesiderabile se qualcuno avrà una posizione sovrana e monopolista.”

Non è la prima volta che Musk sottolinea che l’AI rappresenta un rischio di guerra molto più grande della Corea del Nord. Infatti, Musk non è il solo nella sua idea che l’AI ​​provocherà la prossima guerra mondiale: Jack Ma, capo della Alibaba cinese, condivide questa credenza – e Alibaba è uno degli sviluppatori principali dell’AI in Cina, secondo la relazione di Goldman Sachs.

Fonte: https://futurism.com/

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da 

Una scelta conveniente

L’attacco di Trump alla Siria per …
EVITARE IL DISASTRO ECONOMICO

da Whitney Webb 7 aprile 2017 dal Sito MintPressNews 

Whitney Webb è un collaboratore MintPress che ha scritto per diversi organi di informazione in inglese e spagnolo. Le sue storie sono state presenti in Zerohedge, Anti-Media, Century filo 21, tra l’altro è un Vero attivista. Attualmente risiede nel sud del Cile.

L’economia degli Stati Uniti sta entrando
in territorio disastroso,
inoltre le migliori banche sono sull’orlo del baratro,
non è una sorpresa l’evidente desiderio di intraprendere
nuove guerre da parte dell’amministrazione Trump.
Senza un nuovo conflitto militare,
l’economia di guerra permanente degli Stati Uniti
rischierebbe di fallire del tutto.

WASHINGTON DC

Ancora prima del presunto attacco di gas a Idlib-Siria, potrebbe essere confermato in modo indipendente, dall’amministrazione Trump, la presa in parola l’accusa degli oppositori del governo siriano.

In uno scenario stranamente analogo al 2013, il governo degli Stati Uniti, insieme a molti altri governi pro-intervento che hanno finanziato e armato i ribelli e gruppi terroristici come Al Nusra, hanno chiesto di adottare un’azione contro il governo siriano del-presidente Bashar Assad, nonostante il fatto che il governo siriano per anni sia stato riconosciuto a livello internazionale non in possesso di armi chimiche.

Mercoledì scorso, Nikki Haley, l’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, ha dichiarato che gli Stati Uniti sarebbero “costretti” ad agire contro Assad se l’ONU non riuscisse a farlo, che è una quasi certezza dato il potere di veto di Cina e Russia al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Tuttavia, Haley non si è fermato lì, andando a incolpare la Russia e l’Iran per l’attacco a Idlib, nonché affermando,

“La verità è che la Russia, l’Iran e [il presidente siriano Bashar] Assad non hanno alcun interesse nella pace.”

Trump e altri nella sua amministrazione hanno offerto una retorica simile, Trump, ha detto quanto segue in una conferenza stampa Mercoledì:

“il mio atteggiamento verso la Siria e Assad è cambiato molto. Quello che è successo ieri è inaccettabile per me”, aggiungendo che quello che sto per fare o farò “militarmente, non mi piace. Con questo, non sto dicendo che non farò nulla in un modo o in un altro”.

Vice presidente Mike Pence ha detto a Fox News che,

“tutte le opzioni sono sul tavolo”, compresa l’azione militare unilaterale in Siria che mira al regime di Assad”.

Quei “suggerimenti” rivolti, sono diventati realtà molto presto Venerdì mattina, quando gli Usa martedì hanno lanciato 59 missili Tomahawk su di una base aerea siriana dovuto al presunto collegamento dell’attacco di gas a Idlib.

Dopo il lancio dei missili contro il regime di Assad, è diventato chiaro che l’amministrazione Trump, (forse per necessità) non ha alcun interesse per la pace.

Come è stato osservato da politologi e analisti per decenni, gli Stati Uniti sono un’economia di guerra permanente, interamente dipendente dalle spese militari e di difesa al fine di generare una crescita economica.

Questo è quanto ha riferito il belga Kris politologo romano a Sputnik nel 2015:

“l’intera economia degli [Stati Uniti] è costruita sul tema militare – per mantenere la sua crescita economica, gli Stati Uniti hanno bisogno di una guerra ogni 4 anni, altrimenti la crescita economica rallenta, questo, non è un segreto.”

Con segnali di pericoli economici ovunque e sostanzialmente rallentamento della crescita, Trump non ha altra scelta, che quella di coinvolgere gli Stati Uniti in un’altra guerra, al fine di “rendere grande l’America di nuovo.”

Così come Eric Peters (del CIO di hedge fund di primo piano, un fiume di Asset Management) ha detto a metà marzo, le probabilità che Trump riesca nel suo programma di politica interna è

“zero, se non inizia una nuova guerra”.

Lo stato dell’economia degli Stati Uniti e la sua crescita sta andando sempre peggio, la calamità economica appare ancora peggio di quella che si è svolta al momento della crisi finanziaria del 2008.

Il mercato obbligazionario si blocca, il settore della vendita al dettaglio degli Stati Uniti è al collasso e le perdite di subprime sul prestito delle auto sono al loro livello più alto dopo l’ultima crisi.

L’ultimo è particolarmente preoccupante, in quanto questi prestiti auto subprime, come i mutui subprime del 2008, sono stati raggruppati e venduti agli investitori come “titoli“, questo significa che le banche sono quasi nella stessa posizione come lo erano nel 2008 – solo che adesso sono molto più, e molto più grandi.

Combinate questo con la partecipazione record di bassa forza lavoro, record di debito pubblico e la lenta crescita economica e la visone delle cose che cominciano ad essere sempre più fosche.

Anche se le prospettive economiche sono state deboli per qualche tempo, il mercato azionario è stato costantemente illuminato dopo l’ultimo incidente, in gran parte grazie alle politiche emanate delle banche centrali dopo il 2008.

Mentre le scorte sono salite dopo l’elezione di Trump, il cosiddetto “Trump rally” il 21 marzo, ha preso una picchiata, che si è verificato per i titoli (finora) il giorno peggiore dell’anno.

Il mercato deve ancora riprendersi, con gli stock che continuano ad avere complessivamente uno scarso rendimento – scintille preoccupanti da parte degli investitori e anche dei grandi banchieri di vecchia data, in quanto gli investitori hanno ritirato dagli Stati Uniti stock di 14,5 miliardi di dollari in una settimana.

Le cose sono andate sempre peggio dopo l’ultima riunione della Federal Open Market Committee (FOMC), in cui la Federal Reserve ha annunciato che si è concentrata su ciò che si stava sgonfiando, “alcuni membri” del FOMC l’avevano chiamata una bolla azionaria, inoltre avvertono che i prezzi delle azioni sono troppo gonfiati.

La bolla è stata conosciuta per anni, In particolare la Federal Reserve che stampava denaro, “quantitative easing”, ha pompato i prezzi delle azioni e ha portato i mercati nella più grande bolla della storia – quella che si concluderà non appena la bolla scoppierà.

La risposta negativa del settore finanziario è stata immediata.

Martedì scorso, Jamie Dimon – amministratore delegato della banca di JP Morgan Chase – nella sua lettera annuale agli azionisti ha detto che “qualcosa non va” con l’economia degli Stati Uniti.

Il giorno dopo, Mark Cudmore, ex trader FX di Bloomberg, ha dichiarato che,

“E’ ormai una questione non di come ma di quando, i mercati si suddivideranno in una vera e propria ondata di avversione al rischio. Per quanto riguarda i tempi, stiamo discutendo di ore piuttosto che di settimane.”

Quello che sta succedendo è molto vicino alla rottura, verso il basso, Trump ha bisogno di agire rapidamente per stimolare la crescita economica, per timore che la massiccia bolla (crisi creata nel 2008 dalla Federal Reserve), infine, esploda e l’intera economia sbandi andando fuori controllo.

Considerando la dipendenza degli Stati Uniti sulla guerra per la crescita economica, è quindi conveniente che Trump e la sua amministrazione stiano già improntando una nuova guerra non solo contro la Siria, ma anche l’Iran, la Russia e chiunque altro scelgano di indirizzarla.

Trump dovrà scegliere tra il fare “di nuovo grande” l’economia americana con la guerra permanente o attuare le sue promesse di campagna anti-interventiste – non può avere entrambe le cose. Ma le azioni che lui e la sua amministrazione hanno preso finora indicano che la scelta è già stata fatta …

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

Ecco chi controlla e ha in mano il debito americano

LINK 

Daniele Ganser: Le vere cause della guerra in Siria.
(Video sottotitolato in lingua italiana)


Distruggere la sovranità della Siria
(Video sottotitolato in lingua italiana)

Riunione di emergenza del consiglio ONU
Dal minuto 5:30 al minuto 20:00,
l’intervento del rappresentante della Bolivia
(in lingua spagnola comprensibilissima)

TRUMP & TRUMP

SU TRUMP COMANDA JARED, IL “CUCK GLOBALISTA”

 Gli USA attaccano la Siria 

 
 

L’azzardo di Trump. Gli USA attaccano la Siria. L’ISIS esulta

 

Duma spiega cosa significa sospensione memorandum
Russia-USA sulla Siria

 US Maintains Desire for Dialogue With Russia Via Flight  Safety Channel on Syria

 Rullano i tamburi di guerra: la propaganda anti-russa invade i palinsesti televisivi

IERI LE ARMI DI “DISTRUZIONE DI MASSA DI SADDAM”,
OGGI “LE ARMI CHIMICHE DI ASSAD”.
TANTO C’E’ CHI CI CASCA SEMPRE 

 TRUMP BORMBARDA LA SIRIA: SIAMO AD UN OBAMA 2?

Il paradigma del Trumpismo

Una Maidan contro Trump? I preparativi in corso.

di Maurizio Blondet 18 gennaio 2017 

trump-inauguration-turmoilQuesta è la correzione di una notizia falsa  “fake news” diffusa dai media americani, che rivela una verità più allarmante della  falsità.  Riguarda il comandante della Guardia Nazionale, generale Errol Schwartz,  uno dei garanti della security nel giorno della inauguration di Trump  il 20 gennaio.  Egli aveva raccontato al Washington Post che   era stato espulso dal posto; esattamente  alle 12.01 del  20,  gli era stato ingiunto di lasciare il comando. “Le mie truppe saranno sulla strada; io le saluterò quando escono, ma non potrò dar loro il bentornati negli alloggi”.

Il transition team presidenziale ha smentito tutto. Il generale Schwartz, che è un “non career status  political appointee”, ossia un nominato politico a quella carica e non di carriera, ha offerto le sue dimissioni, come è regola per i nominati politici. La scelta di scadere alle 12 del 20 è  stata scelta sua. Anzi, “l’Amministrazione Trump gli ha offerto di mantenere il comando fino  a dopo l’inaugurazione, ma lui ha rifiutato”. Nemmeno un minuto sotto Trump. Poi è andato a lamentarsi col Washington Post, facendo credere di essere stato licenziato  in tronco.

Scoperta la falsità, Schwartz ha rifiutato  le richieste di interviste dei giornalisti (e blogger) che gli hanno chiesto di spiegarsi. Il transition team ha comunicato che non ci  sarà un vuoto nel comando delle Guardie Nazionali durante la cerimonia, perché è stato provvisoriamente nominato al posto di Schwartz  il generale di brigata  William J. Walker.

http://www.wusa9.com/news/local/commander-of-dc-national-guard-to-step-down-during-inauguration/385984018

Maurizio Blondet continua QUI con il suo articolo.

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Amministrazione Trump ai blocchi di partenza: chi e perché gioisce

by Federico Dezzani 

troika-ptnIl 20 gennaio Donald Trump si insedierà ufficialmente alla Casa Bianca con la nuova squadra di governo. Molti si pongono un legittimo quesito: perché il prossimo presidente si avvale di numerosi ex-banchieri di Goldman Sachs, se rappresenta davvero un cambiamento rispetto al passato? E quale ruolo riveste l’influente genero Jared Kushner? La sfida tra Hillary Clinton e Donald Trump è stata anche un lotta tra due anime dello stesso sistema: ne è emersa vincente quella più nazionalista e conservatrice, spalleggiata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha garantito l’accesso di Trump alla stanza dei bottoni. All’orizzonte si profila un’inedita alleanza tra Washington, Tel Aviv e Mosca ai danni dell’establishemnt liberal: per i populismi europei è un’occasione unica per riappropriarsi della sovranità politica ed economica, svincolandosi dall’Unione Europea.

Una faida dentro all’establishment? Comunque, un’imperdibile occasione

Il 20 gennaio, a distanza di più di due mesi dalle presidenziali americane che hanno sorpreso il mondo (ma non noi), si insedierà la nuova amministrazione di Donald Trump. Per l’ordine internazionale sarà una rivoluzione copernicana che impatterà qualsiasi aspetto delle relazioni tra Stati Uniti ed il resto del mondo: l’assetto internazionale post-1945, basato sul predominio angloamericano, sul binomio NATO/CEE-UE e su dosi crescenti di globalizzazione, tramonterà definitivamente, causa sfinimento del sistema stesso. Per la prima volta dagli anni ’30, siederà alla Casa Bianca un presidente “isolazionista”. Gli Stati Uniti, in sostanza, abdicheranno al loro ruolo di potenza egemone, concetto implicito “nell’America first” di Trump, condannando a morte certa le vecchie istituzioni figlie di quest’epoca. Federico Dezzani continua QUI con il suo articolo.

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L’Establishment vuol scippare la Presidenza a Trump con l’Aiuto della Sinistra-Liberale (il neo-presidente è già finito?)

DI PAUL CRAIG ROBERTS

InformationClearing House

comedonchisciotte-controinformazione-alternativa-mattisjpg-640x330La Reuters riferisce che truppe americane composte da 2.700 persone e da carri armati si stanno muovendo dalla Polonia verso il confine con la Russia. Il Col. Christopher Norrie, comandante della 3° Armoured Brigade Combat Team,  ha dichiarato: “L’obiettivo principale della nostra missione è deterrenza e prevenzione delle minacce”. A quanto pare, il colonnello non è sufficientemente brillante da rendersi conto di essere ben  lontano dal prevenire minacce, ma anzi è la sua stessa forza che si presenta come una minaccia. Tanto che ( la sua brigata) non esprime una potenza militare inferiore a quella Russia.

Qual è il vero significato di questa minuscola  forza?  Non costituirebbe nessuna minaccia per la Russia nemmeno se fosse 100 volte più grande, forse nemmeno se fosse mille volte più grande. Ricordiamoci che Hitler invase la Russia cogliendo uno Stalin impreparato con la più grande e meglio armata forza militare che esistesse al mondo, con la più grande operazione militare della storia umana. La forza di invasione tedesca era composta da 3.800.000 soldati, da 600.000 veicoli a motore, da 3.350 carri armati, da 7.200 pezzi di artiglieria, e da 2.770 aerei. L’Armata Rossa, malgrado le purghe di Stalin che aveva già fatto fuori buona parte del suo corpo ufficiali, si è sgranocchiata tutta questa magnificenza di forza e ha vinto la guerra contro la Germania.

Confronto a quello che era la Russia di Stalin, oggi la Russia di Putin è pronta. La NATO non è in grado di mettere insieme una forza sufficientemente grande da invadere la Russia. Allora, qual è il motivo per  far muovere 2.700 soldati americani da tutta la Polonia verso la Russia?

La risposta è mantenere viva la propaganda occidentale che la Russia è una minaccia e rendere il più difficile possibile per Trump la normalizzazione delle relazioni con la Russia. E’ incredibile che l’esercito americano stia portando avanti una esercitazione tanto provocatoria e tanto in contraddizione con la futura politica del presidente entrante. I militari americani, la CIA, e le loro puttane dei media USA stanno anti-democraticamente seguendo una propria agenda,  indipendente della politica che vorrà fare il presidente eletto. Secondo il quotidiano israeliano, Haaretz, agenti dell’intelligence USA hanno chiesto al governo israeliano di non condividere nessuna informazione di intelligence con l’amministrazione Trump, perché Putin ha mezzi per  far “pressione” su Trump e Trump dovrà svelare le loro stesse informazioni a Russia e Iran

http://www.haaretz.com/israel-news/1.764711

Possiamo vedere come tutto il complesso si muova per il sabotare tutta la politica militare e del security di Trump. Accuse continue hanno costretto Trump a dire che forse i russi sarebbero stati coinvolti in un attacco che non c’è mai stato, né da parte della Russia né da parte di nessun altro. Il candidato di Trump al ruolo di Segretario di Stato, Tillerson, ha dovuto dichiarare che la Russia è una minaccia nel corso della sua udienza di conferma per poter essere confermato. Il candidato di Trump al ruolo di  Segretario della Difesa, Mattis, ha dovuto dire nella sua udienza di conferma che gli Stati Uniti devono essere pronti a confrontarsi militarmente con la Russia ed ha dovuto aggiungere che sono poche le aree in cui gli Stati Uniti possono collaborare con la Russia, un paese che  sta cercando di far saltare la  NATO.

Autore della traduzione Bosque Primario

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