Crea sito

La Stella Rossa

nwo188_01_smallIl nuovo Ordine Mondiale è “Comunismo”

di Henry Makow, Ph. D  15 Marzo 2013  dal Sito Web HenryMakow traduzione di Nicoletta Marino  Versione in spagnolo  Versione in inglese

Il comunismo è un monopolio su tutte le cose, incluso il pensiero, imposto dallo “Stato”. Lo “stato” è un insieme di banchieri centrali ebrei Illuminati, che sono i padroni del suo debito. Tutto ciò che incrementa il potere dello “stato” è comunista. Il governo mondiale porterà tutto questo al livello seguente. “La guerra non ha già una funzione rivoluzionaria? La guerra? La Comune (1870). Da allora tutte  le guerre sono state un passo gigantesco verso il comunismo.”

La maggioranza delle persone crede che il comunismo è un’ideologia che si dedica a difendere i lavoratori e i poveri. Questa è stata solo una gran trovata con cui sono state manipolate milioni di persone.

Nascosto dietro quest’artificio, il “comunismo” ha come obiettivo concentrare tutta la ricchezza e il potere nelle mani del cartello bancario centrale (i Rothschild e i loro alleati) mascherandolo come potere statale.

Il ‘cartello’ (organizzazione criminale) bancario centrale è il monopolio ultimo.

Ha un monopolio quasi globale sul credito dei governi. Il suo obiettivo è trasformarlo in un monopolio su tutto quanto è politico, culturale, economico e spirituale.

Governo mondiale = monopolio Rothschild = comunismo.

Una qualsiasi ideologia che permette di concentrare ancora di più la ricchezza e il potere nelle mani dello “stato” è comunismo camuffato.

Queste ideologie – socialismo, liberalismo, fascismo, neo-conservatorismo, sionismo e femminismo- sono fronti del comunismo organizzato e sono dotati di fondi dal cartello bancario centrale.

Tutti i fatti attuali sono stati diretti dai banchieri centrali con il fine di incrementare il potere dei governi.

(da sinistra: Rakowski e Trotsky)

 La Sinfonia Rossa

Dopo i Protocolli dei Saggi di Sion, ‘La Sinfonia Rossa‘ costituisce la più grande rivelazione della vera situazione in cui si trova il mondo.

La Sinfonia Rossa è una domanda che la polizia segreta stalinista ((NKVD)) fece a Christian Rakovsky. Christian Rakovsky era una persona che aveva informazioni privilegiate e legata all’ebreo e agente dei Rothschild, Leon Trotsky.

Il testo si trova disponibili quì o nel Fourth Reich of the Rich, di Des Griffin. Io ho presentato ai miei lettori questo documento esplosivo di cinquanta pagine nel 2003.

Questo documento rivela e spiega il vero significato della Rivoluzione del comunismo, della framassoneria e della guerra. L’intenzione era di tenerlo nascosto al pubblico, ma il suo traduttore, il dottor J. Landowsky, fece una copia senza il loro consenso.

L’esperimento umano è minacciato dagli interessi privati che hanno usurpato dappertutto la funzione della creazione del denaro.

La storia moderna riflette il processo graduale mediante il quale trasferiscono a loro stessi tutta la ricchezza e il potere distruggendo la civiltà occidentale, creando uno stato di polizia a livello mondiale.

Nel 1938, Rakowsky disse che tutto il mondo si trovava sotto il controllo dei banchieri ebrei sabatei (Illuminati, massoni) e dei suoi alleati.

Nella sua autobiografia, My Life, León Trotsky scrisse:

“Christian G. Rakovsky… ha svolto un ruolo attivo nei lavori interni di quattro partiti socialisti, quello bulgaro, russo, francese e rumeno, fino ad arrivare a essere finalmente uno dei capi della federazione Sovietica, fondatore della Internazionale Comunista, Presidente del Soviet Ucraino dei Commissari del Popolo e rappresentate diplomatico sovietico in Inghilterra e Francia…

Rakovsky, il cui vero nome era Chaim Rakover, fu condannato a morte quando ci fu la purga della fazione trotskista del partito.

Cercò di salvarsi dando a Stalin un messaggio degli Illuminati.

“Durante il processo, Rakovsky raccontò a chi lo interrogava che i banchieri avevano creato uno stato comunista come fosse ‘una macchina di potere totale’ senza precedenti nella storia.

In passato c’era sempre stato, per molti fattori, spazio per la libertà individuale si rende conto lei che coloro che già dirigono in parte le nazioni e i governi del mondo hanno la pretesa di dominarle in assoluto?

Pensi che questa è l’unica cosa che ancora non hanno raggiunto”.

Una forza nociva paralizza la nostra vita nazionale.

Rakovsky la identifica:

“Immaginate se può un piccolo numero di persone con un potere illimitato basato sul possesso della vera ricchezza e si renderà conto che sono i dittatori assoluti del mercato dei valori e dell’economia…

Se avete sufficiente immaginazione… vi renderete conto della loro influenza anarchica, morale e sociale, cioè della loro influenza rivoluzionaria… Capito?”

“…Hanno creato il credito economico con l’idea de farlo diventare quasi infinito… E’ un’astrazione, un modo di pensare, una cifra, un credito, una fede…”
(245-246)

Naturalmente hanno bisogno di proteggere il loro monopolio sul credito mediante la creazione di un “governo mondiale”.

E’ quindi impossibile che i paesi possano emettere il proprio credito monetario o rifiutare i loro debiti.

MARXISMO

Il movimento rivoluzionario che definisce la storia moderna, fu un mezzo per rendere istituzionale il potere dei banchieri distruggendo il vecchio ordine. Il marxismo,

“invece di essere un sistema filosofico, economico e politico è una cospirazione per la rivoluzione.”

Rakovsky si burla del “marxismo elementare, popolare e demagogico” che si usa per blandire gli intellettuali e le masse. (238) I Rothschild si misero d’accordo con Marx affinché ingannasse le masse.

Rakovsky dice che Marx,

“ride in faccia all’umanità.” (Griffin, 240).

Naturalmente Marx non ha mai menzionato i Rothschild.

Per quanto riguarda la Massoneria:

“Tutte le organizzazioni massoni cercano di creare tutti i requisiti necessari per  il trionfo della rivoluzione comunista; questo è il fine ovvio della Massoneria” così dice Rakovsky, massone lui stesso di grado elevato.”

Il fine delle rivoluzioni è solo definire di nuovo la realtà secondo gli interessi dei banchieri. Questo implica la promozione della verità soggettiva di fronte alla verità oggettiva.

Se Lenin “sente che qualcosa è reale” allora è reale.

“Secondo lui, ogni realtà, ogni verità era relativa alla luce dell’unica e assoluta realtà: la rivoluzione.

Questo è cabalistico.

Gli Ebrei creano la realtà perché credono che sono i veicoli della volontà di Dio. (In altre parole, l’umanità ha ceduto a una frode massiccia). Detto con altre parole: il bianco è nero e alto è basso.

In Unione Sovietica le cose funzionavano così e adesso in Occidente la verità e la giustizia stanno per essere sostituite dal dettato politico.

“La correzione politica”, termine bolscevico, è adesso di uso comune.

Per esempio, adesso, l’omosessualità che gli psichiatri hanno sempre trattato come un disordine dello sviluppo, si trasformò in una “scelta del modo di vivere” nel 1973 per dettato politico. Adesso le scuole pubbliche incitano i bambini eterosessuali a “sperimentare la loro sessualità”.

Questo non è sano e anti-naturale, si stratta in verità di “satanismo” e la rivoluzione cerca di invertire l’ordine salutare inerente.

Rakovsky si meraviglia che,

le banche su cui contavano i grassi usurai per commerciare con il loro denaro si siano trasformati adesso in templi che si mantengono magnificamente ad ogni angolo delle grandi città contemporanee con le loro arcate pagane, dove vanno le masse… per depositare sistematicamente tutto ciò che posseggono davanti al dio denaro…

Dice che la stella a cinque punte sovietica rappresenta i cinque fratelli Rothschild con le loro banche che possiedono cumuli colossali di ricchezze, le più grandi e impossibili da immaginare.”

Non è strano che Marx non menzioni mai questo fatto?, domanda Rakovsky.

Non è strano che durante le rivoluzioni, le masse non attaccano mai i banchieri, le loro mansioni e le loro banche?

La guerra è il mezzo con cui i banchieri centrali portano avanti il loro piano. Rakovsky dice che Trotsky stava dietro l’assassinio dell’Arciduca Fernando (che innescò la IGM).

Ci ricorda la frase che usò la madre dei cinque fratelli Rothschild:

“Se i miei figli lo vogliono, non ci sarà guerra.”

Questo significa che erano loro gli arbitri, i padroni della pace e della guerra, non lo erano certo gli imperatori.

Siete capaci di visualizzare questo fatto di importanza cosmica? La guerra non ha dunque una funzione rivoluzionaria? La Guerra? La Comune. Da quel momento tutte le guerre sono state un passo gigantesco verso il Comunismo.

Dopo l’assassinio di Walter Rathenau (membro degli Illuminati e Ministro degli Esteri di Weimar), gli Illuminati concedono solo posizioni politiche o finanziarie a intermediari, dice Rakovsky.

“Ovviamente a persone che sono di fiducia e leali, quelli che possono garantire su se stessi in mille modi: di conseguenza si può affermare che questi banchieri e politici sono solo uomini di paglia… anche se occupano posti molto importanti e si fanno apparire come autori dei piani che portano avanti”.

Vedi Barack Obama

Nel 1938 Rakovsky ha sottolineato tre ragioni per l’apparire della Seconda Guerra Mondiale. La prima è che Hitler iniziò a stampare denaro proprio.

“questa è una cosa molto seria, molto più di tutti gli altri fattori esterni e crudeli del Nazionalsocialismo.”

In secondo luogo:

“il nazionalismo sviluppato appieno in Europa Occidentale è un ostacolo per il marxismo… la necessità stessa della distruzione del nazionalismo val bene una guerra in Europa.” 

Finalmente, il comunismo non può trionfare se non si sopprime “il cristianesimo ancora vivo”.

Egli si riferisce alla “rivoluzione permanente” che nasce con l’arrivo di Cristo e alla Riforma come “sua prima vittoria parziale” perché separò la cristianità. Questo ci suggerisce chela “cospirazione” contiene anche un fattore razziale o religioso.

In realtà il cristianesimo è l’unico nostro autentico nemico, più di tutti i fenomeni politici ed economici degli stati borghesi. Il cristianesimo che controlla l’individuo, è capace di annullare la proiezione rivoluzionaria dello stato neutrale sovietico o ateo.

Attualmente i banchieri centrali stanno promuovendo la Terza Guerra Mondiale come nel libro “Lo shock delle Civiltà”.

Sostituite islam con cristianesimo, e avrete i cristiani contro di loro.

 CONCLUSIONE

Il Nuovo Ordine Mondiale crea una falsa realtà che rappresenta la nostra schiavitù mentale.

Legioni di commentatori, professori e politici hanno l’incarico di sono incaricati di far sì che i loro precetti siano adempiuti. Questi sono gli argentur (agenti) riportati con grande orgoglio nei Protocolli dei Saggi di Sion.

La società è totalmente invertita. Il governo, l’educazione, l’intrattenimento e i notiziari sono in mano al cartello bancario centrale. Il settore privato si esprime dallo stesso libro di partiture di materie come la “diversità”.

Lo stesso si applica ai think tanks, alle fondazioni, alle ONGs, alle associazioni professionali e agli organismi di carità. Le agenzie di intelligence sono al servizio dei banchieri centrali (l’articolo ‘How the Fed Bought the Economics Profession‘ è il modello di tutte le professioni).

Il risultato è che la società si trova senza difesa per controllare il suo vero problema:

la concentrazione del potere nelle mani dei banchieri centrali che credono nella Cabala.

Ce lo impediscono scusa “dell’antisemitismo” quando la maggior parte degli Ebrei sono estranei all’ambito di cui parliamo.

Non mancano i lacchè, frequentemente massoni e ebrei massoni, ansiosi di condividere le spoglie della frode dei banchieri. Questo è quel che si definisce oggi “successo”.

L’umanità è condannata fino a che questi banchieri controllano la società.

Il rimedio qual è?

  • Nazionalizzare le banche centrali
  • Ripudiare i debiti creati dal nulla
  • Disfarsi dei manifesti, specialmente di Hollywood e dei media
  • Istituire una campagna finanziaria rigorosamente pubblica

Abbiamo inoltre bisogno di una rinascita spirituale, di un ritorno alla religione ‘vera‘ o perlomeno di una affermazione di Dio e di un ordine morale.

Mentre la gente, però, pensi ai propri interessi in termini dello status quo, i nostri problemi continueranno ad essere sistematici e non scompariranno.

Dal Sito: http://henrymakow.com/

Visto su: http://www.bibliotecapleyades.net/ 

 

http://ningizhzidda.blogspot.it/

L’invenzione di un Popolo

 

2 Gennaio 2013
dal Sito Web Tlaxcala-Int
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in Inglese
Versione in spagnolo

Una pioggia di insulti ha coperto in Israele Shlomo Sand quando pubblicò un libro intitolato “Come fu inventato il popolo ebreo – The Invention of the Jewish Peopleche smonta miti biblici che sono il pilastro dello Stato sionista di Israele.

Professore di Storia Contemporaneo all’Università di Tel Aviv, nega che gli Ebrei sono un popolo dall’origine comune e sostiene che fu una cultura specifica e non il discendere da una comunità arcaica unita da legami di sangue lo strumento principale della fermentazione nazionale.

Secondo lui, “lo Stato ebraico di Israele”, lontano dall’essere la concretizzazione del sogno nazionale di una comunità etnica con più di  4000 anni è stato possibile grazie ad una falsificazione della storia resa possibile nel XIX secolo da intellettuali come Theodor Herzl.

Come studiosi accademici israeliani insistono nell’affermare che gli Ebrei sono un popolo con un DNA proprio. Shlomo Sand, basandosi su una documentazione esauriente, mette in ridicolo questa tesi scientifica.

Non ci sono altri ponti biologici tra gli antichi abitanti dei regni di Giudea e di Israele e gli Ebrei del nostro tempo.

Il mito etnico ha contribuito poderosamente sull’immaginario civile.

Le loro radici rimontano alla Bibbia, fonte del monoteismo ebraico. Come nell’Iliade, l’Antico Testamento non è opera di un unico autore. Sand definisce la Bibbia come “biblioteca straordinaria” che sarà stata scritta tra i secoli VI e II prima della nostra Era. Il mito inizia con l’invenzione “del popolo sacro” alla quale fu annunciata la terra promessa di Canaan.

L’interminabile viaggio di Mosè e del suo popolo verso la Terra Santa e la posteriore conquista, manca di qualsiasi fondamento storico. E’ necessario ricordare che l’attuale territorio della Palestina era ora parte integrante dell’Egitto faraonico.

La mitologia dei successivi esili, diffusa nei secoli, finì per guadagnare l’apparenza di verità storica. Fu forgiata, però, a partire dalla Bibbia ed ampliata dai pionieri del Sionismo.

Le espulsioni di massa degli Ebrei da parte degli Assiri sono un’invenzione. Non ne esiste registrazione su fonti storiche credibili.

Il grande esilio da Babilonia è falso come quello delle grandi diaspore. Quando Nabucodonosor prese Gerusalemme, distrusse il Tempio ed espulse dalla città una parte delle élite; ma Babilonia era da molto tempo la città di residenza, per propria scelta, di una numerosa comunità ebraica.

Quella è stata il nucleo delle creatività da parte dei rabbini che parlavano aramaico e introducevano importanti riforme nella religione di Mosè. E’ importante notare che solo una piccola minoranza di quella comunità tornò in Giudea quando l’imperatore Ciro conquistò Gerusalemme nel secolo VI della nostra era. 

Quando i centri della cultura ebraica di Babilonia si disgregarono, gli Ebrei emigrarono a Bagdad e non in Terra Santa.

Sand dedica un’attenzione particolare agli “Esili” come miti fondanti dell’identità etnica.

Le due “espulsioni” degli Ebrei nel periodo romano, la prima ad opera di Tito e la seconda di Adriano, che sarebbero stati il motore della grande diaspora, sono tema di una riflessione profonda dello storico ebraico.

Nelle scuole, i giovani imparano che la “nazione ebraica” fu mandata in esilio dai Romani dopo la distruzione del  Secondo Tempio ad opera di Tito,e poi, da Adriano nel 132. Abbiamo solo il testo fantasioso di Flavio Josefo che testimonia la rivolta degli Zeloti, che toglie credibilità a questa versione, oggi ufficiale.

Secondo lui, i Romani massacrarono 1.100.000 Ebrei e ne imprigionarono 97.000. Questo in un’epoca in cui la popolazione totale della Galilea era secondo i demografi attuali era molto meno di mezzo milione.

Gli scavi archeologici degli ultimi decenni fatti in Gerusalemme e in Cisgiordania hanno creato dei problemi insormontabili agli studiosi universitari sionisti che “spiegano” la storia del popolo ebraico prendendo la Torah e la parola dei Patriarchi come riferimenti infallibili. Le smentite dell’archeologia hanno turbato gli storici.

E’ stato provato che Gerico era poco più di un agglomerato senza le poderose mura citate dalla Bibbia. Le rivelazioni sulle città di Canaan allarmarono anche i rabbini. L’archeologia moderna ha sepolto il discorso dell’antropologia sociale religiosa. 

A  Gerusalemme non sono state nemmeno trovate vestigia delle grandiose costruzioni che secondo il Libro la trasformarono nel X secolo, prima della nostra Era, l’epoca d’oro di Davide e Salomone, nella città monumentale del “popolo di Dio” che meravigliava quanti lo conoscevano: niente palazzi, niente mura, niente ceramica di qualità.

L’utilizzo della prova del carbonio 14 ha permesso una conclusione. I grandi edifici della Regione Nord non furono costruiti all’epoca di Salomone.

“Non esiste in realtà nessuna testimonianza – scrive Shlomo Sand – dell’esistenza di quel re leggendario la cui ricchezza è descritta dalla Bibbia in termini che quasi lo rendono un equivalente dei potenti regni di Babilonia e di Persia”.

Se è esistita una entità politica in Giudea nel secolo X prima della nostra Era, afferma lo storico,potrebbe essere solo una micro realtà tribale e Gerusalemme Solo una piccola città fortificata.

E’ anche significativo che nessun documento egiziano riferisce “della conquista” da parte degli Ebrei di Canaan, territorio che allora apparteneva al faraone.

IL SILENZIO SULLE CONVERSIONI

La storiografia ufficiale israeliana, nell’erigere un dogma sulla purezza della razza, attribuisce alle successive diaspore la formazione di comunità ebraiche di dozzine di paesi.

La Dichiarazione d’Indipendenza di Israele afferma che, obbligati, gli Ebrei si sforzarono nei secoli di ritornare nel paese degli avi. Si tratta di una menzogna che falsifica molto la Storia.

Shlomo Sand Foto RAZI/Télérama

La grande diaspora è finta, come le altre. Dopo la distruzione di Gerusalemme e la costruzione di Aelia Capitolina, solo una piccola maggioranza della popolazione fu espulsa. La schiacciante maggioranza rimase nel paese.

Allora, qual è l’origine degli avi di almeno 12 milioni degli Ebrei oggi esistenti fuori di Israele? 

Nel rispondere a questa domanda, il libro di Shlomo Sand distrusse simultaneamente il mito della purezza della razza, questa è l’etnicità ebraica.

Un’abbondante documentazione riunita da storici di prestigio mondiale rivela che nei primi secoli della nostra Era ci furono massicce conversioni all’ebraismo in Europa, in Asia e in Africa.

Tre di loro sono state particolarmente importanti e danno fastidio ai teologi israeliani.

Il Corano stabilisce che Maometto trovò a Medina, durante la fuga dalla Mecca, grandi tribù ebree con le quali entrò in conflitto, finendo coll’espellerle. Però non chiarifica che nell’estremo sud della Penisola Arabica, l’attuale Yemen, il regno di Hymar, adottò l’Ebraismo come religione ufficiale.

E’ bene dire che arrivò per rimanerci. Nel secolo VII, l’Islam si stabilì nella regione però, trascorsi tredici secoli, quando si formò lo Stato di Israele, decine di migliaia di yemeniti, parlavano l’arabo, ma continuavano a professare la religione ebraica. La maggioranza emigrò in Israele dove, tra l’altro, è discriminata. 

Anche durante l’Impero romano, l’ebraismo creò radici. Il tema ha meritato l’attenzione dello storico Dione Cassius e del poeta Giovenale.

In Cirenaica, la rivolta degli Ebrei della città di Cirene costrinse alla mobilitazione di varie legioni per combatterla.

Fu soprattutto, però, nella parte estrema occidentale dell’Africa dove ci furono conversioni di massa alla religione ebraica. Una parte considerevole delle popolazioni berbere aderì all’ebraismo e a loro si deve l’entrata in Andalusia.

Furono questi magrebini che diffusero l’Ebraismo nella penisola, i pionieri dei Sefarditi che dopo l’espulsione da Spagna e Portogallo andarono esuli in diversi paesi europei, nell’Africa musulmana e in Turchia.

Più importante per le sue conseguenze, fu la conversione all’Ebraismo dei Giazari, un popolo nomade turcofono, imparentato con gli Unni, che provenendo dall’Altai, si stabilì nel secolo IV nelle steppe del basso Volga. I Giazari, che tolleravano bene il Cristianesimo, costruirono un potente stato ebraico, alleato di Bisanzio nelle lotte dell’Impero Romano d’Oriente contro i Persiani Sassanidi.

Questo impero medievale dimenticato occupava un’area enorme, dal Volga alla Crimea e dal Don all’attuale Uzbekistan. Scomparve dalla Storia nel secolo XIII quando i Mongoli invasero l’Europa distruggendo tutto al loro passaggio.Migliaia di Giazari, fuggendo dalle orde di Batu Khan, si dispersero nell’Europa Orientale.La loro eredità culturale fu insperata.Grandi storici medievalisti come Renan e Marc Bloch e lo scrittore ungherese inglese Arthur Koestler identificano negli Giazari gli avi degli Schenaziti le cui comunità in Polonia, in Russia e in Romania avranno un ruolo cruciale nella colonizzazione ebraica della Palestina. 

UNO STATO NEOFASCISTA 

Secondo Nathan Birbaum, l’intellettuale ebreo che inventò nel 1981 il concetto di sionismo, è la biologia e non la lingua o la cultura che spiegano la formazione delle nazioni.

Secondo lui la razza è tutto. E il popolo ebreo sarebbe stato quasi l’unico a preservare la purezza del sangue nei millenni.

Morì senza capire che  quella tesi era una tesi razzista, prevalendo appagherebbe il mito del popolo sacro “eletto da Dio”.

Perché gli Ebrei sono un popolo figlio di una catena di incroci. Ciò che conferisce loro una identità propria e una cultura e la fedeltà ad una tradizione religiosa radicata è un falso storico.

Sui passaporti dello stato di Israele non è accettata la nazionalità israeliana. I cittadini che hanno pieno diritto scrivono “ebreo”. I Palestinesi devono scrivere “arabo”, nazionalità inesistente.

Essere cristiano, buddista, mazdeista i indù, risulta da una scelta religiosa, non è una nazionalità.

In Israele non c’è un matrimonio civile. Per gli Ebrei è obbligatorio il matrimonio religioso anche se si è atei.

Questa aberrazione è inseparabile da molte altre  in uno stato confessionale, etnocratico liberale costruito su miti, uno Stato che cambiò l’yiddish parlato dia pionieri del “ritorno in Terra Santa” con il sacro ebraico dei rabbini, sconosciuto al popolo di Giudea che si esprimeva in aramaico, la lingua in cui fu redatta la Bibbia in babilonia e non in Gerusalemme. 

Lo “Stato del Popolo ebraico” si ritiene democratico.

La realtà però nega la legge fondamentale approvata dal Knesset. Uno Stato che tratta come paria di nuovo tipo il 20% della popolazione del paese, uno stato nato dal mostruoso genocidio in terra straniera, uno Stato le cui pratiche presentano sfumature neofasciste, non può essere democratico.

Il libro di Shalom Sand sull’invenzione del Popolo Ebraico è oltre che una chiara prova storica, un atto di coraggio.

Consiglio la sua lettura a tutti coloro secondo cui la linea di frontiera dell’opzione di sinistra oggi passa per la solidarietà col popolo martire della Palestina e che condanna il Sionismo.

http://www.bibliotecapleyades.net/

Articoli correlati:  “ashkenaziti”  Khazari-ariani

https://ningizhzidda.blogspot.com/

DEMOCRAZIA: orgoglio ed arroganza

votare

L’esperimento democratico è finito.  La politica ingannevole della maggioranza, anche 

“Ed è questa parola “maggioranza” che incapsula il fallimento della democrazia, perché non è ancora stata in possesso della visione e della saggezza necessarie per portare la società verso un obiettivo più “meritorio”’.

by Julian Rose

In Occidente abbiamo vissuto con questa cosa chiamata ”democrazia” per qualche secolo. È stato un esperimento importante, ma uno che, alla fine, è riuscito ad inghiottire la sua stessa coda piuttosto che portare la società in un luogo migliore. Ora il suo tempo è finito e abbiamo il compito di sostituirla con qualcosa di genuinamente migliore.

La definizione più nota di democrazia – ma in nessun caso la prima- è racchiusa nel Gettysburg Address del 1863, che proclama la democrazia come “governo della gente, fatto dalla gente, per la gente”, che – e forse per una buona ragione-  pone un forte accento su “la gente”.

Ma in questo c’è anche la sua debolezza; la gente (si è poi scoperto) aveva altre ambizioni, che questa forma di autogoverno non era invece equipaggiata a soddisfare. Neppure voleva in qualche modo essere responsabile di decidere e gestire tutti gli intrecci dell’esperimento che aveva firmato. La maggioranza, eccoci…

Ed è questa parola “maggioranza” che incapsula il fallimento della democrazia, perché, come alcuni di noi avranno notato,la maggioranza non è ancora stata in possesso della visione e della saggezza necessarie per portare la società verso un obiettivo più “meritorio”’. Al meglio, la maggioranza ha creato una certa forma di giustizia sociale,  che non esisteva con la leadership di un re o una regina,  a meno che questi non avessero una coscienza sociale. 

Quindi la democrazia è diventata simile ad una polizza assicurativa personale, che è uno firma  e di cui paga la copertura annuale, attraverso la tassazione. In cambio si è ottenuta una certa garanzia: si avrebbero “inalienabili diritti”,  sostenuti dalla “legge”. Una legge presumibilmente fatta per sostenere questa forma di auto-governo, ma in realtà che ha prodotto una nicchia che assorbe  un confortevole reddito, sempre legata a quell’elemento elitario, di sfruttamento, che era ben aleggiante intorno prima dell’esperimento democratico.

Cosi poi ha finito con l’essere: ciò che la maggioranza in realtà vuole e che in realtà si basa su un interesse personale e non sulla visione di una società migliore per tutti. Quindi dai alla maggioranza il diritto di decidere su chi desidera che governi il tuo paese e colui che sarà effettivamente eletto da questa maggioranza, sarà quello che per primo deraglierà…. affermando “di avere a cuore i tuoi interessi”. Appunto gli interessi della maggioranza…

Una società sotto il mantello della “democrazia”, quindi , non evolve mai. Al contrario ruota intorno ai desideri e le paure dell’elettorato. Il desiderio “che qualcuno si prenda cura di noi” e la paura che questo non accada.”

La maggioranza elegge semplicemente una banda di  baby-sitter, così da poter uscire e andare a giocare, lasciando ad altri la vera responsabilità per la forma e la funzione della società; cosi la si lascia in mano soprattutto a coloro che si divertono a flirtare col potere che a loro è stato garantito.

L’elettorato poi si lamenta a gran voce se le cose fatte da coloro a  cui ha consegnato il potere, non vanno in porto nè sono all’altezza delle aspettative delle seduttive promesse pre-elettorali .

È uno schema che costantemente si ripete, che non mostra segno di ridursi di intensità. Ciò che è in azione cosi è la “regola della massa”: la voce inconsapevole,  senza direzione, di una maggioranza che soccombe prontamente ai poteri dei persuasori occulti.

La “gente”, quando questo significa “una maggioranza della gente”, in tutta la storia non è mai stata ne è ora in possesso della saggezza e della visione che sono prerequisiti necessari per una società in evoluzione. Una società a cui si chieda di innalzare il livello di consapevolezza, di coscienza e di responsabilità.

L’esperimento democratico è così un mezzo totalmente inappropriato per uscire dal casino in cui attualmente siamo ed andare oltre- . È semplicemente ingenuità in mostra, quella delle manifestazioni in cui ci sono cartelli che dicono che questo e quell’altro non è democratico: “il TTIP non è democratico”, “il nuovo ordine mondiale non è democratico”, “evitare le tasse non è democratico” etc. etc…

Negli anni, la democrazia si è formata intorno ad un’alleanza irremovibile con il capitalismo. Il capitalismo in genere viene considerato come “democrazia in azione”, particolarmente in relazione al fatto del libero mercato, dicendo che si autoregola, poiché sarebbe  una voce silente della gente.  Infatti è “nel mercato” che la maggioranza ha riposto la sua fede e ha lasciato operare coloro che affermano di saper gestire tutte le sue varie tortuosità, seguendo regole nefaste di competizione ed avidità, che dominano l’economia globale neo-liberale: il gioiello sulla corona dell’impero capitalista.

democracy

Una economia in cui negozi di caramelle delle multinazionali, nel terzo mondo, possono dare alla maggioranza esattamente quel che vogliono: “abiti a poco prezzo” , “cibo a poco prezzo”, “macchine a poco prezzo”. Ecco cari amici, questa è la nostra famosa democrazia in azione… E quelli che dicono che questo “non è democrazia”,

mancano di rendersi conto che la maggioranza ha votato coloro che condonano e che seguono queste politiche altamente sfruttatrici. Quelli votati tramite l’elezione determinata dalla maggioranza: la pietra miliare ammaccata dell’esperimento democratico.

Non solo questo, ma quando tutto questo è messo in discussione da qualcuno che promuove il comunismo, la risposta è “ma il comunismo non è democrazia”. Così intenzionalmente o meno, sì mantiene la bandiera della democrazia come se fosse un simbolo di una società libera e progressiva.

Come la religione e come la mafia, la democrazia ha fornito una formula che offre protezione per coloro che prescrivono un sistema deformato di controllo di pochi. Mette dei bei brillantini su ciò che in realtà è un gioco sofisticato di duplice inganno. Un inganno che ha le sue radici nel fatto che l’elettorato ha abdicato al controllo sul proprio destino e ha invece scelto di giocare il ruolo di vittima, in un sistema che ha contribuito a mettere in atto.

Oggi si stanno lentamente aprendo gli occhi su cio’ che ci siamo rifillati. Che sia sotto il nome di Conservatore, Socialista, Liberale, Democratico, Repubblicano o altro ancora…non fa la minima differenza: sono semplicemente delle varianti di intrattenimento dello stesso tema, quel che rimane gestito e controllato da una elite nell’ombra, che tira tranquillamente le fila del potere e che consentirà che siano giocati solo quei giochi rigorosamente previsti nei suoi termini, senza andare oltre.

Dunque partendo da questo, dove possiamo andare noi?

Quel “noi” che qui intendo, è una esigua minoranza in grado di produrre un pensiero razionale, informato, con visione e saggezza. Questo gruppo non può esercitare nessuna seria autorità sulla società in cui siamo, perché in una democrazia una minoranza non può formare la maggioranza necessaria per diventare un corpo amministrativo eletto.

Ma almeno non lo stiamo negando: ci fosse un consiglio di saggi al timone degli affari regionali, nazionali e globali, il mondo sarebbe un luogo diverso. I sistemi di valore sarebbero preservati . Anziché essere il denaro, il potere,  l’egoismo e l’interesse personale a dominare la scena, ci sarebbero i valori umani, una profonda etica ed una giustizia genuina, come prerogative di una società eclettica e multirazziale.

Ci sono ancora società tribali che operano su un tale sistema e sono chiamate “primitive” e vengono collegate in modo vendicativo ad un mondo spaventoso di voodoo, stregoni e sciamani ribelli. Si è fatto ogni tentativo per spazzarli dalla cartina geografica, sia fisicamente che “democraticamente” con il nostro sistema di valori occidentali, ovvero attraverso una visione altamente giudicante di questa forma antica, testata nel tempo, della “leadership dei saggi”.

Nel ritrovare le nostre vere fondamenta spirituali, i nostri pensieri naturalmente ritornano a questa forma di società gestita da saggi, perché è una risposta organica ai nostri bisogni più profondi, veri e non superficiali. Non stupiamoci se le tribù indiane del Nord America sono state spazzate via o spinte in “riserve speciali”, come è successo anche alle tribù native sudamericane e agli Aborigeni in Australia. La democrazia che le ha soppiantate non avrebbe potuto avere traccia, senza queste culture così profondamente radicate e in sintonia con la natura.

Il libero mercato capitalista ha avuto bisogno di sfruttare i loro sacri territori e depredarli di uranio, oro e altri preziosi metalli che, mentre stavano nel sottosuolo, informavano la geografia vibrazionale dei loro siti sacri. 

La presunta “civiltà”,  che ha saccheggiato i territori dei nativi, è stata una macchinazione ampiamente giudeo cristiana, ovvero con forti pregiudizi euro-centrici  e una propensione per la “grandeur” e una vergognosa ricchezza materiale. Nelle origini pagane o tribali dell’antichità, un simile dispiegamento di grandezza e vergognosa importanza di sè, non ha mai avuto un posto cosi rilevante.

Ma è da questa tradizione, che la più parte delle persone che stanno leggendo questo articolo, probabilmente sono state educate, o meglio “indottrinate”. 

Insieme a questo orgoglio ed arroganza, ci sono state alcune avventure idealistiche in varie parti del mondo, in territori che in qualche modo ricordano la “leadership dei saggi”. E queste appartengono alla categoria definita “dittatura”. Fidel Castro di Cuba, Federico il Grande di Prussia, Mustafa Kamal Atutuk della Turchia, il re del Bhutan…per citare alcuni esempi.

La dittatura è molto meno complicata della nostra forma di democrazia, ma solo se è”benigna” puo’ essere ritenuta genuinamente superiore. Un numero di grandi leader spirituali, hanno avuto questo ruolo di dittatore benevole durante i tempi di crisi nazionale. I loro seguaci hanno visto le loro qualità che combinano amore e leadership e  di conseguenza si sentono felici di vivere alla loro guida. I grandi leader incoraggiano sempre il meglio da tirar fuori dalla umanità, bypassando il potere e prestigio personali, per essere piuttosto un esempio al comando.

Questa forma di “essere un esempio al comando”, si avvicina molto di più ai principi universali spirituali, di quanto non abbia fatto mai alcuna democrazia. 

Se ciò avviene in modo radicato ed unito al “livello di autodeterminazione del villaggio” nonché ad un consiglio di anziani saggi, questo costituisce con ogni probabilità il miglior modello che abbiamo a disposizione per guidare l’umanità fuori della crisi che ora incombe su di noi e che è solo probabile peggiori. Questo fino a quando una maggioranza di essere umani finalmente saprà riconoscere se stessa come entità divina e quindi potrà rispondere solo al Supremo.

Ciò nonostante è d’ obbligo investire ora tempo ed energia, sia per chi è desideroso che per chi è in grado di vedere il quadro più grande della situazione, per riflettere a fondo sui fondamenti principali che è necessario porre in essere per creare il mondo che sappiamo deve sostituire l’attuale fatiscente distopia.

E’ imperativo ora porre le fondamenta della vita futura persino prima che il fiasco presente abbia raggiunto il suo massimo. Questo è il vero significato del prenderci responsabilità per i nostri destini

by Julian Rose

Julian è uno dei primi pionieri nella agricoltura biologica in UK , un’ attivista internazionale, attore e autore  di ‘In Defence of Life – A Radical Reworking of Green Wisdom

fonte: http://www.zengardner.com/democratic-experiment-finished/

traduzione e adattamento Cristina Bassi

dallo stesso autore:

Le “Arche della Resistenza”. Come superare la “zona comfort” e inoltrarsi nel cambiamento 

Transumanesimo versus Coscienza del Potere Divino in noi

Forse ti svegli, ma ti alzerai dal letto? 

 

http://ningizhzidda.blogspot.it/