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“il ricatto della “pace” è falso come una banconota da tre euro”

I NAZISTI TECNOCRATICI PIANIFICANO
LA “SOLUZIONE FINALE”
IN DANNO DELLE CLASSI SUBALTERNE 

di Francesco Maria Toscano

Questa Europa è un lager. Perfino il Corriere della Sera ha pubblicato giorni fa uno studio dove si evidenzia come negli ultimi anni sia esploso anche in Italia il numero dei bambini poveri, dei bambini che, cioè, nel cuore dell’Occidente “opulento” e “libero”, vivono in condizioni paragonabili a quelle che scandiscono la vita delle famigerate favelas brasiliane. Il Corriere della Sera, al pari dei boss mafiosi che mandano una corona di fiori per onorare il funerale di quelli che hanno appena finito di scannare, è parte del progetto genocida in atto.

Un progetto che espleta i suoi velenosi effetti senza ricorrere a metodi formalmente cruenti. Perché uccidere quando si può indurre al suicidio? Perché depredare con la forza ciò che può essere estorto con la carta bollata? Devo ammettere che i nazisti tecnocratici che comandano il globo, appena riunitisi in Giappone per pianificare nuovi stermini e rappresaglie contro una umanità che considerano inferiore e bestiale, sono davvero scaltri. Uno dei miti più in voga che dà forza alla narrazione luciferina prevalente che tende a legittimare un modello di governo fondato sulla menzogna, sul sopruso e sull’imbroglio riguarda il tema della guerra. 

“Chi di voi ha nostalgia delle brutture del Novecento, quando le guerre lasciavano sul campo milioni di morti sacrificati sull’altare di un nazionalismo anacronistico e aggressivo? Se oggi domina la pace, anzi, se da settanta anni gli europei vivono in armonia, il merito è del processo di unificazione avviato all’indomani del secondo conflitto mondiale. Nessuno ha il diritto di buttare a mare un patrimonio così nobile nato con Spinelli sull’isola di Ventotene”.

Non è forse questo il ritornello che i servi del regime massonico-mondialista ripetono di continuo come pappagalli ammaestrati? Siete poveri, disoccupati, disperati, ammalati e non curati? Non lamentatevi, dal momento che vi abbiamo perlomeno lasciato la libertà di ammazzarvi da soli, rispondono tra le righe i padroni del vapore. Ebbene, sappiate che il ricatto della “pace” è falso come una banconota da tre euro. Intanto quelli che si gloriano di avere condotto l’umanità sulla via della tolleranza e del progresso sono gli stessi che fomentano, finanziano, pianificano e realizzano di continuo stragi in Medio Oriente. 

Basta studiare en passant il profilo di una Hillary Clinton, appoggiata discretamente pure dal clan Bush nella corsa alle presidenziali americane, per rendersene conto. In secondo luogo non è vero che la guerra è stata bandita nel “mondo libero”, avendo semmai assunto forme asimmetriche, ipocrite e dissimulate. La guerra, è vero, non si combatte più “orizzontalmente” tra eserciti regolari. La guerra moderna, che è in atto ed è altrettanto sanguinaria e spietata, la combattono trasversalmente i pochi potenti-ovunque dislocati nell’orbe terracqueo-contro i tanti poveracci che brulicano senza sosta in cerca di sicurezze che mai troveranno.

Detta in termini più chiari ed espliciti: Obama, Merkel, Hollande, Abe, Cameron e compagnia non si combattono tra di loro perché già impegnati nel combattere insieme una guerra sporca contro tutti noi; i rappresentanti politici delle élite economiche e finanziarie dei rispettivi Paesi colpiscono come un sol uomo gli esclusi e i deboli in quanto tali, senza cioè farsi condizionare da questioni di razza, sesso o religione, fattori da essi stessi marxianamente considerati poco più che “sovrastruttura”.

In questo modo le élite colpiscono nell’ombra e non rischiano quasi nulla. Immaginate come sarebbe oggi il mondo se Hitler e Stalin, anziché sfidarsi mortalmente, avessero trovato all’epoca un accordo tra di loro sulle pelle delle classi subordinate tanto russe quanto tedesche. La “pace” di cui oggi “godiamo” è frutto di uno scellerato patto che “blinda” soltanto i vertici della Piramide.

Per cui non bisogna lasciarsi impaurire dalle letture distorte e interessate veicolate da figuri come Giorgio Napolitano, pericolosissimo elemento che ha lavorato e lavora come pochi per disintegrare il benessere materiale e spirituale dell’Italia. Chi governa sulla paura è ontologicamente un farabutto. Chi propone di accettare una scelta dolorosa, non per convinzione ma per evitare guai peggiori, è certamente un delinquente da segnare con matita rossa per poi colpire (politicamente s’intende) con intensità e cinismo nel momento più opportuno.

Fretta e isteria sono sempre cattive consigliere. Per Tony Blair ad esempio, macellaio che falsificò documenti per giustificare una scellerata guerra in Iraq, il momento delle “spiegazioni” è quasi arrivato. Il 6 luglio verrà infatti pubblicato un report all’interno del quale saranno messe in evidenza le tante porcherie commesse dall’ex premier inglese.

Solo chi insegua la “giustizia” prima o poi rischia di trovarla. Il “sistema” eretto dai massoni mondialisti e nazisti tecnocratici, che punta finalisticamente alla creazione di un mondo reso omogeneo dalla divinizzazione dei “diritti cosmetici” (a scapito di quelli sostanziali, economici e sociali), da realizzare per mezzo di endemici shock sapientemente cadenzati nel tempo, comincia a scricchiolare. In Austria hanno dovuto ricorrere all’utilizzo di pacchiani brogli elettorali per insediare al potere l’ennesimo personaggio “tegolato” e “ammaestrato”.

In Francia il premier Valls ha già dato il via a rastrellamenti in stile Petain. Insomma la resa dei conti è già iniziata e i nemici della verità, della libertà e della democrazia sono spietati e pronti a tutto. I loro effimeri troni, a breve, verranno definitivamente spazzati.
Fonte link attivo: http://www.ilmoralista.it/2016/05/27/i-nazisti-tecnocratici-pianificano-la-soluzione-finale-in-danno-delle-classi-subalterne/

Leggi anche: BROGLI IN AUSTRIA. CE LO CHIEDE L’EUROPA… di Maurizio Blondet

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Il “Progetto paura” di Cameron:
vota NO alla Brexit o affronta la Terza guerra mondiale

Dal sito Zerohedge un breve, pungente commento sul discorso del 9 maggio 2016 tenuto dal primo ministro inglese David Cameron al British Museum di Londra. Così come in Italia, Tyler Durden sottolinea che anche in Uk l’argomento principale per convincere gli inglesi a votare contro la Brexit sembra essere la paura. Se in Italia si agitano gli spettri dell’inflazione, dei tassi di interesse che schizzano e del bank run, in Uk David Cameron ricorda le minacce legate alla crisi degli emigranti, all’aggressività della Russia, allo Stato islamico, fino a sollevare dubbi sulla stabilità stessa della pace in Europa. 

di Tyler Durden, 9 maggio 2016

Proprio come il governo ha già fatto nell’avvicinarsi al referendum scozzese del 2014, sembra che David Cameron stia intensificando il cosiddetto “Progetto paura”.

In una sorprendente dichiarazione volta alla pura e semplice “creazione di timore”, che chiaramente riflette il panico dell’establishment di fronte alla crescita nei sondaggi del fronte favorevole alla Brexit, il Telegraph riporta che il primo ministro del Regno Unito David Cameron ha avvertito che la Gran Bretagna pagherà un costo elevato se “volta le spalle” alla UE, invocando Sir Winston Churchill e portando le battaglie di Trafalgar, Blenheim, Waterloo e le due guerre mondiali come prova che la Gran Bretagna non può fingere di essere “immune da conseguenze.”

Come riporta il Daily Mirror, David Cameron ha chiesto che la Gran Bretagna resti nella UE, per aiutare a impedire che il continente sia lacerato da un altro conflitto.

Oggi David Cameron ha sottolineato il ruolo del Regno Unito nel mantenere la pace in Europa, confermando la strada tracciata dalla campagna referendaria – appena poche ore prima di un discorso del rivale, il deputato Tory Boris Johnson.

Parlando al British Museum di Londra, introdotto dall’ex segretario agli Esteri del Labour, David Miliband, Cameron ha detto: “Possiamo essere così sicuri che la pace e la stabilità nel nostro continente siano assicurate senza alcuna ombra di dubbio? È un rischio che vale la pena di correre? Non sarei così imprudente da darlo per scontato”.

David Cameron ha anche evocato l’immagine delle file di tombe di soldati britannici caduti nel continente.

Ha fatto inoltre riferimento al ruolo della Gran Bretagna in “momenti cruciali della storia europea: Blenheim, Trafalgar, Waterloo, l’eroismo del nostro paese nella Grande Guerra e, soprattutto, la nostra resistenza da soli nel 1940”.

Ha poi aggiunto: “Quello che accade intorno a noi è importante per la Gran Bretagna. Questo era vero nel 1914, nel 1940, nel 1989… ed è vero nel 2016”.

E ha ricordato come Winston Churchill “ha sostenuto con passione l’unità dell’Europa occidentale, per promuovere il libero scambio e creare istituzioni durature, che impedissero al nostro continente di dover rivedere mai più simili spargimenti di sangue”.

Il primo ministro ha aggiunto che restano molti rischi per la stabilità – da una “Russia recentemente aggressiva” al cosiddetto Stato islamico alla crisi degli emigranti.

Qualche ora dopo, è stato attaccato da Johnson, che sostiene la Brexit, e che ha detto:

“Bisognerebbe pensarci molto bene prima di lanciare questo tipo di avvertimenti. No, non credo la Gran Bretagna lasciando l’UE provocherebbe l’esplodere della Terza Guerra Mondiale nel continente europeo”.

Ma, infine, quello che ragionevolmente toglie forza alla retorica fatta per mettere paura del premier, è che il governo non ha preparato alcun piano per affrontare la Brexit – benché David Cameron sostenga che potrebbe scatenare la guerra: il portavoce di David Cameron ha ammesso che il governo non ha approntato alcun piano di emergenza nel caso che il 23 giugno al referendum vinca il voto per l’uscita – e questo nonostante mettano in guardia contro il pericolo di una guerra.
Forse è questo il motivo per cui Cameron ci è andato giù così duro…

Fonte Link attivo: http://vocidallestero.it/2016/05/17/il-progetto-paura-di-cameron-vota-no-alla-brexit-o-affronta-la-terza-guerra-mondiale/ 

Ombra, penombra e probabili fatti reali

28 Feb 2016

Forze massoniche guidate da Donald Trump lanciano il “prossimo mortale” colpo di stato all’America

Ci sono quasi 500 stupefacenti rapporti e, francamente altrettanti terrificanti pagina preparate per il Consiglio di Sicurezza (SC) da parte della principale Direzione dell’Intelligenza (GRU), Foreign Service Intelligence (SVR) e il Servizio di Sicurezza Federale (FSB), è di comune avviso oggi che gli Stati Uniti possono ora essere classificati come prossimi a subire un colpo di Stato in cui le forze massoniche (per la prima volta in 188 anni) sono guidate dal miliardario americano Donald Trump, e aiutato dall’interno da segreti elementi all’interno sia della mafia siciliana che americana, sono attualmente impegnati a sferrare una mortale “battaglia a tutto campo contro gli Stati Uniti e la Federal Reserve System supportati dal governo ombra“, attualmente al potere quella nazione, che dalla sua parte viene aiutato dalla Central intelligence Agency (CIA) e la Santa Sede ( Vaticano / Santa Sede ).
L’articolo continua QUI in lingua inglese…

24 febbraio 2016

Una audace mossa per fermare la guerra mondiale, Putin ha chiamate il re saudita che si rifiutava di parlare con Obama

Il Ministro della Difesa (MoD) ha riportato oggi che il Presidente Putin è stato costretto a chiamare re Salman bin Abdulaziz Al Saud, dopo che il leader del Regno dell’Arabia Saudita (KSA) ha rifiutato di parlare con il suo presunto e principale alleato, il presidente Barack Obama degli stati Uniti.

Secondo questo rapporto, del re saudita, ha rifiutato di accettare la chiamata del presidente Obama, ha spiegato e fatto intendere al Presidente Putin l’essenza della dichiarazione russo-statunitense congiunta sulla Siria e che il Cremlino ha riportato un successo affermando: “Il re dei L’Arabia Saudita ha accolto gli accordi raggiunti e ha espresso la disponibilità a collaborare con la Russia per la loro attuazione “.

Questo rapporto spiega di come l’accordo russo-statunitense sulla Siria, è stato completato due giorni fa e chiede un cessate il fuoco per iniziare in Siria il 27 Febbraio 2016 alle ore 00:00 (tempo di Damasco), ma non include (e continuerà) gli attacchi aerei condotti dai siriani, russi e la coalizione guidata dagli Stati Uniti contro lo Stato islamico (ISIS / ISIL / Daesh) e le forze terroristiche di al-Nusra.
L’articolo continua QUI in lingua inglese…

Piano UE per l’abolizione dell’esercito britannico, Se il Regno Unito vota per rimanere in Europa

Il piano UE è quello di fondere tutti i militari ed eserciti dell’Unione Europea in un unico gigante Euro Esercito, e se la Gran Bretagna, nel prossimo referendum di giugno votasse per rimanere nella UE, l’esercito britannico verrebbe smantellato.

Se una maggioranza di britannici dovesse votare per rimanere nell’Unione europea, allora i militari del Regno Unito saranno costretti a condividere la tecnologia delle armi sensibili con il resto d’Europa nell’ambito di un nuovo accordo.

L’Express.co.uk riferisce:

La Gran Bretagna sarebbe anche costretta a contribuire e riassumere tutti i 20.000 soldati con una spesa intorno a £ 375 millioni che sono stati saccheggiati nella sua ultima difesa per la spending review.

Le ultime critiche arrivate nella notte, ha marchiato questi piani come “scandalosi”, dicendo che solo un voto per la Brexit nel prossimo referendum è in grado di garantire il futuro del vecchio esercito britannico.
L’articolo continua QUI in lingua inglese…

Parziale traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

L’Europa di Cameron

British Prime Minister David Cameron, right, takes his seat with European Council President Donald Tusk, left, during a bilateral meeting on the sidelines of an EU summit in Brussels on Thursday, Feb. 18, 2016. European Union leaders are holding a summit in Brussels on Thursday and Friday to hammer out a deal designed to keep Britain in the 28-nation bloc.  (Olivier Hoslet, Pool Photo via AP)

Scritto da MMJ in febbraio 19th, 2016.

Due pesi e due misure!
Mentre per tutti i paesi europei la norma è adeguarsi ai diktat di Bruxelles per rimanere in europa, in questi giorni il primo ministro Cameron ha scritto una lettera a Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, elencando le richieste perché il suo paese possa continuare a far parte dell’Unione Europea.

Tra le sue belle richiestine abbiamo:

1. Applicare una legislazione differenziata (cioè più elastica) alle banche e agli organismi finanziari. Non sia mai che non si perda il dominio finanziario da parte della City.

2. Proteggere i paesi che non usano l’euro come moneta. Qui il paradosso è che la moneta unica si è scelta per essere forti e competitivi secondo le leggi assurde del mercato, ma l’Inghilterra chiede appunto che chi non aderisca all’euro sia protetto da questa maggioranza eurofila.

3. Che la competizione entri nel DNA dell’Europa. Quindi, nonostante si chieda nel punto precedente di non farsi schiacciare da una regola inerente al mercato, qui si chiede di esasperare quella regola e quindi via al mercato sempre più libero, con sempre meno vincoli.

4. Mantenere la sovranità del regno unito. Anche qui, in completa deroga a quello che accade negli altri paesi che devono accettare e sottomettersi alle decisioni del consiglio europeo (organo non eletto, ricordiamolo), si chiede che l’Inghilterra possa recedere dagli impegni quando ci sia una maggioranza compatta di parlamentari che lo richiede. La ciliegina sulla torta è che la motivazione addotta è quella di poter lavorare alla creazione di un’unione ancora più stretta con gli altri paesi dell’Unione Europea. (!?)

5. Più controllo sull’immigrazione: tra le altre cose si chiede che gli immigrati possano accedere al Welfare solo dopo essere stati residenti almeno 4 anni. Mi sembra giusto: dopo esser fuggito da una guerra o dalla povertà, dimostri di aver vissuto 4 anni senza sussidi e quindi puoi accedere ai sussidi. Non fa una piega.

Aggiunge anche che, quando un nuovo stato entra a far parte dell’unione, i suoi cittadini non abbiano immediatamente diritto alla libertà di movimento negli altri paesi finché l’economia del loro paese non si è “allineata” con quella del resto dell’UE. Perché a noi non frega se sono stranieri, mica siamo razzisti, a noi frega se sono poveri!

Questo dovrebbe far capire chi comanda davvero in Europa e quali sono gli orizzonti che ci aspettano.

http://www.masonmassyjames.it/blog/leuropa-di-cameron/

L’oscura trama d’interessi dell’ONU

 

di Wanderer 14 dicembre 2011 dal Sito Web Erraticario

E’ stato appena ripubblicato il libro ONU, storia della corruzione del giornalista e scrittore Eric Frattini, in cui espone i risultati delle sue ricerche sull’oscura trama d’interessi che si nascondono dietro l’organizzazione chiamata a garantire la pace, la sicurezza e lo sviluppo nel mondo, ma che secondo i dati dell’Institute for Global Ethics, citati dall’autore, è uno dei più grandi centri di corruzione del mondo occidentale.

Il problema principale sorge dalla configurazione stessa dell’organizzazione.

Fin dalla sua fondazione, nel 1945, l’ONU ha un Consiglio di Sicurezza con cinque membri permanenti con diritto di veto:

  • Stati Uniti
  • Russia
  • Regno Unito
  • Francia
  • Cina

E’ così che qualsiasi proposta fatta da uno qualsiasi dei 193 paesi che attualmente la compongono può essere rifiutata da uno solo dei cinque paesi menzionati.

E’, quindi, facile supporre che possono passare solo quelle soluzioni che non vanno contro gli interessi nazionali dei paesi suddetti.

La Segreteria dell’ONU è formata da alti funzionari eletti dai membri stessi, cioè non sono soggetti a un esame obiettivo della loro professionalità o dei dati personali.

Questo permette che la corruzione sia premiata oltre al fatto che il sistema non sia limpido.

E’ quindi possibile mettersi d’accordo con i delegati nazionali e farli votare contro quello che il loro stesso paese indica loro; è vero che una volta che hanno disobbedito agli organi di governo del loro paese quei delegati sono espulsi dal corpo diplomatico della nazione stessa ma questo modo di comportarsi sarà premiato da parte della Segreteria dell’ONU con un posto di alto funzionario e la loro iscrizione in una delle agenzie che dipendono dalle Nazioni Unite.

A questo proposito è bene ricordare l’articolo dedicato ai sicari economici, in cui si spiegava come si comprano i voti nazionali dell’ONU mediante altri stratagemmi più “utili”.

Il caso è che perfino la costruzione della sede delle Nazioni Unite in New York fa parte di quegli stratagemmi utili.

Per iniziare, il principale appoggio economico è arrivato da un’anima caritatevole, John D. Rockefeller Junior che ha donato 8,5 milioni di dollari dell’epoca (1952) per acquisire i terreni e il disegno dell’edificio, senza dubbio interessato alla creazione di un mondo libero e prospero senza alcun interesse personale …o familiare.

La zona in questione un pezzo di terra dei sobborghi e a quell’epoca disprezzato, Turtle Bay, però in pochi anni si sarebbe trasformato in una delle aree più care del mondo.

Questa rivalutazione rese milionari molti che poco prima di decidere quale fosse la sede definitiva, comprarono azioni della compagnia proprietaria dei terreni.

Neanche a farlo apposta, una gran quantità di questi visionari erano i funzionari dell’Organizzazione.

I casi personali di corruzione formano una lista interminabile nei sessantacinque anni di esistenza della Organizzazione e Frattini apporta abbondanti esempi.

Però, uno dei fatti più eclatanti e sui quali ci s’interroga sul ruolo dell’ONU è un interminabile impegno per garantire la sua neutralità e imparzialità.

Una tale ossessione, all’inizio lodevole, ha fatto sì che il difendere la pace e i diritti umani sia anche condizionata da questo lemma così tra la pace e la guerra, si mantiene neutrale per non “sbagliare”.

Questo ha fatto sì che ci siano stati genocidi come quello del Ruanda nel 1994 o quello di Sbrenicka del 1995. 800.000 morti nel primo e 8.000 nel secondo, con i caschi azzurri come testimoni ma senza nessuna possibilità di agire visto che la cosa più importante sembra fosse conservare “l’integrità” delle Nazioni Unite come “arbitro imparziale” dei conflitti.

La cosa cambia quando si tratta di diplomatici iscritti all’Organizzazione.

Allora si mette in moto tutta una macchina burocratica disposta a risolvere il conflitto nel minor tempo possibile. Questo è il caso della lotta avvenuta negli anni ’90 tra il Segretario Generale Butros Ghali e il sindaco della città Rudolph Giuliani per le infrazioni del traffico.

In questi casi l’imparzialità e la neutralità perdono il loro peso.

Frattini lo racconta così:

Nel settembre del 1996, una lunga fila di macchine lussuose con targhe diplomatiche appartenenti ad alti funzionari dell’ONU sembra fossero parcheggiate vicino a un famoso e centrale ristorante della città.

Molti dei diplomatici avevano parcheggiato le loro macchine difronte alle uscite delle stazioni dei pompieri. Verso le ventitré, le sirene di emergenza iniziarono a suonare, ma la sorpresa fu immane quando aperte le porte, i camion cisterna non furono in grado di uscire per via delle macchine diplomatiche.

Il comandante della stazione decise di farsi giustizia da solo e salendo su una delle macchine, ordinò di investire ripetutamente ogni macchina che impediva l’uscita dei veicoli dei pompieri.

In pochi minuti i camion dei pompieri uscirono dalla stazione lasciandosi dietro un ammasso di rottami di ferro con il simbolo ONU che risaltava.

La sorpresa fu grande quando al termine della cena i funzionari dell’ONU trovarono le loro macchine distrutte. Quando si resero conto di quanto era successo, molti chiamarono la polizia per presentare denuncia contro i responsabili della stazione dei pompieri.

Quello che poteva essere all’inizio un banale incidente si trasformò in poche ore in un conflitto internazionale che comprendeva la Municipalità della città di New York, la Segreteria Generale delle Nazioni Unite, il Dipartimento di Stato e la Casa Bianca.

E’ chiaro che la morte di quasi un milione di persone non è la stessa cosa. Questo è qualcosa che sanno valutare all’ONU…

E cosa succede quando si scopre un caso di corruzione?

Di regola si chiede scusa, ci si assume una certa colpa poiché “non si era a conoscenza” di quanto stava succedendo.

Le persone implicate sono tolte dal loro incarico, però, e c’è sempre un però, sia per incompetenza o per un’attitudine illecita continueranno a percepire le loro pensioni o si nomineranno “consulenti speciali” di qualche agenzia o del proprio segretariato in modo da continuare con le loro nomine e percepire le loro succulenti entrate.

Ci sono casi di parecchi scaricamenti che, non sapendo come fare con il personale ascritto, si continuano a mantenere comitati “temporanei” come il “Comitato di decolonizzazione” creato nel 1961 per riesaminare i processi di nazionalizzazione delle antiche colonie…

A questo aggiungiamo la non operatività delle agenzie. Nell’ACNUR (Alto Comitato per i Rifugiati) per esempio, sono continue le denunce per la deviazione di aiuti e l’esistenza di mercati neri di alimenti e prodotti di prima necessità all’interno degli accampamenti dei rifugiati.

Sono state anche scoperte azioni abituali di pagamenti per facilitare l’esilio dei rifugiati politici (fino a 4000 Euro a persona).

E per quello che riguarda la tanto onorata UNICEF, a suo tempo si è scoperto che delle 100 ONG che collaboravano con l’agenzia incaricata della protezione dei bambini di tutto il mondo, ne esistevano solo 23.

Le donazioni indirizzate alle restanti 77 andavano in mano ai funzionari…

E non dimentichiamo della famosa UNSCOM, l’agenzia incaricata dell’ispezione delle installazioni nucleari, chimiche e biologiche che diede il suo OK all’invasione dell’Irak affermando che in quel paese esistevano tali pericoli.

A posteriori, quando si è dovuto riconoscere che non c’erano, la cosa fu così liquidata: “Peccato, ci siamo sbagliati”.

Per quanto riguarda le accuse nei confronti dell’UNSCOM per essere stata utilizzata come un burattino manipolato dalla CIA e dal Mossad, cose da cospiratori, naturalmente…

 traduzione di Nicoletta Marino Versione originale

http://www.bibliotecapleyades.net 

 

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