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La falsa natura delle regole del commercio a danno dei cittadini

Dentro i carrelli vuoti dell’Esselunga

 

Che nella pandemia Covid 19 non fossimo tutti sulla stessa barca era chiaro dall’inizio.

 

Ma che dopo tre mesi di lockdown gli unici a guadagnare fossero le catene della grande distribuzione organizzata, di fronte a milioni di persone improvvisamente ritrovatesi a fare i conti con gli stenti dalla mancanza di cassa integrazione o a stipendio ridotto, rappresenta un vero e proprio pugno nello stomaco.

 

Il governo Conte a marzo vara un decreto con il quale consegna 400 milioni di euro per buoni spesa e pacchi alimentari, che non riescono a sfamare neanche la metà dei richiedenti, ma in compenso quelle risorse pubbliche finiscono in tasca ai supermercati.

 

Che beneficiano della quarantena forzata anche aumentando vertiginosamente i prezzi delle merci che “tirano”: frutta e verdura, ma anche prodotti dell’igiene intima e per la pulizia domestica. Gli incassi salgono del 20 per cento a livello nazionale.

 

E il “popolo” che fa? Aspetta che l’Inps dia un segno di vita, si stressa telefonando centinaia di volte agli uffici pubblici per fare domande per i bonus, fruga gli ultimi risparmi, si indebita con amici e parenti. Ma soprattutto “rinuncia”. C’è una grande privazione di massa che segna i nervi di tutti coloro che sono stati discriminati dall’utilizzo dei fondi pubblici.

 

Le grandi imprese, le società commerciali e finanziarie, gli “ultimi padroni” si lamentano col governo, e ottengono iniezioni economiche per miliardi di euro, libertà di “non pagare”, sconti e detrazioni, mano libera nello sfruttare i dipendenti, anche a costo della salute pubblica. Invece chi campa della sua fatica è stato condannato ad una attesa fatta di ulteriore sacrifico. 

 

Anche a Pisa, come in tutta Italia, per tre mesi la risposta sotterranea ma fortissima è stata quella di organizzare tre punti di distribuzione di quartiere e condivisione di tutto quello che è stato possibile raccogliere, di cibo e altri oggetti.

 

Più di centocinquanta nuclei familiari, circa 450 persone, si sono conosciute in queste attività e ognuno a suo modo ha contribuito per non lasciare nessuno senza la spesa in tavola.

 

Ci sono persone che già erano abituate a lottare per ottenere dai servizi sociali quei contributi necessari a pagare le tante cose indispensabili rese care da mercato. Ma ce ne sono tantissime nuove che, in attesa di cassa integrazione,  non si erano mai ritrovate a fare i conti con questa penuria.

 

Le raccolte alimentari stanno continuando, ma il numero e la varietà dei bisogni crescono rapidamente, nel mentre che lo Stato continua ad evitare di coprire le spese sociali della popolazione. 

 

La grande distribuzione in questi mesi di Corona virus ha scoperto la fragilità del suo ruolo. Quello che sembrava un  tempio del consumo, dove le persone incantate da pubblicità e obbligate dalle regole del commercio multinazionale spendevano e compravano, si è rivelato un gigante dai piedi d’argilla.

 

Le proteste dei dipendenti, cassieri e magazzinieri, per lo sforzo non ripagato ma anzi peggiorato a causa di turni estenuanti e retribuzioni magre. Lo sfruttamento dei braccianti, che hanno iniziato a scioperare e rivendicare documenti e condizioni sociali dignitose.

 

I facchini delle logistica che hanno continuato sempre a lavorare col rischio di contrarre il Covid 19 per spostare le milioni di merci necessarie; i produttori agricoli schiacciati dalle aste al ribasso della catene commerciali costretti a buttare via i prodotti; le difficoltà legate ai trasporti nella crisi della mobilità indotta dal rischio contagio.

 

Anelli di una catena che si mostra per tutta la propria nocività e alla fine dei conti pericolosità di un modello fatto per sviluppare i fondi d’investimento, più che per “nutrire” la popolazione. 

 

Era ovvio che prima o poi qualcuno iniziasse direttamente a porre il problema. Infatti ieri pomeriggio verso le 17 si è svolta dentro al grande centro commerciale di Pisanova una “strana” dimostrazione. Circa cento persone hanno preso i carrelli della spesa entrando nell’Esselunga.

 

Si è formata una lunghissima fila  di “carrelli vuoti” che si sono posizionati prima di fronte alle casse e poi di fronte al box informazioni.

 

Le richieste talmente semplici e di buon senso da sorprendere la massa dei consumatori presenti erano: non sprecare più nulla, ma redistribuire. Abbassare i prezzi delle merci necessarie rendendoli fruibili a tutta la popolazione. Contribuire con i guadagni della Grande Distribuzione  al pagamento dei Buoni Spesa e dei Pacchi Alimentari. 

 

I carrelli vuoti sono usciti dalle corsie piene di merci, ma la normale tentazione di prendere il necessario non potendo però acquistarlo è stata combattuta questa volta non con lo spirito di sacrificio individuale, col “magone” allo stomaco di chi per l’ennesima volta rinuncia “perché non può permetterselo”.

 

È esplosa, questa volta. I carrelli vuoti si sono ribaltati e ammassati di fronte agli uffici della direzione. La fila si è scomposta cambiando lo scenario da tempio del consumo ad agorà pubblica. Una cosa bellissima. Non più fretta e stress, ma per due ore i consumatori hanno scioperato dal loro “compito”. Hanno preso parola tante voci che hanno raccontato il proprio vissuto e scoperto le ingiustizie subite in questi mesi, in questi anni.

“Un kg di clementine ha 2,20 euro di prezzo al supermercato. La Grande Distribuzione Organizzata lo paga 0,67, risparmia sulla forza lavoro e sui costi di trasporto.” “I fatturati sono aumentati del 19 per cento in questi ultimi due mesi”. “A Pisa 700mila euro di soldi pubblici sono finiti in tasca ai supermercati con i buoni spesa, nel mentre diecimila persone hanno potuto usufruire del buono solo una volta, ed altre migliaia sono state escluse”.

Il numero e il contenuto della presenza sociale ha spiazzato letteralmente le cattive abitudini del supermercato, il “corri, scegli, paga e vai via”.

 

Le decine di persone hanno manifestato non carità ma pretesa di cambiamento di un rapporto tutto sbilanciato a favore dei pochissimi proprietari del mercato. “Non è possibile speculare sulle disgrazie altrui”, questo era il ricorrente motivo della indignazione pubblica. 

 

Ma a ratificare l’inizio di un movimento è la percezione di sostegno, complicità e riconoscimento che è avvenuto dentro l’atrio del centro commerciale, da parte di centinaia di altri consumatori che hanno applaudito, preso il volantino, discusso coi presenti. Non considerare più un problema individuale quello di avere difficoltà a comprare le cose necessarie, quello di compromettere la qualità della spesa, quello di fregarsene delle conseguenze degli acquisti su chi lavora.

 

Non considerare più normale che i prezzi vengano alzati, ma discutere, monitorare, reclamare e contestare la falsa natura delle regole del commercio. Non considerare più normale accettare di vivere lo spazio urbano secondo i ritmi imposti dal portafoglio, e decidere invece di fermarsi e di socializzare, di farsi delle domande e soprattutto di avere delle risposte. 

 

Le risposte ieri però dal vertice dell’Esselunga non sono arrivate. A un certo punto sono spuntati militari, e personale di polizia in borghese della digos, chiamate per verificare quanto stava accadendo.

 

Hanno preso semplicemente atto che tantissime famiglie hanno iniziato a pretendere giustizia da chi in questi mesi ha continuato a buttare via ogni sera quintali di cibo, da chi ha aumentato i prezzi nel mentre migliaia di persone campano con le collette alimentari, da chi non ha dato un euro dei milioni che ha a disposizione per contribuire al benessere della comunità. 

 

Queste risposte non sono arrivate ieri sera, ma c’è da scommettere che le domande aumenteranno.

 

Fonte: http://www.riscattopisa.it/

 

®wld 

La società deil’Hunger Games – giochi della fame

 

La fiducia dietro il coronavirus 

– Covid-19 – bloccare il crollo economico – David Icke – 
 
18 marzo 2020 
dal sito Web di YouTube 
 
di Phillip Schneider 
21 marzo 2020 
dal sito Web PhillipSchneider

“Questa isteria di coronavirus 
dà loro una scusa per fare quello che stanno facendo, 
e le conseguenze di ciò che stanno facendo 
è smantellare il sistema economico mondiale”.   

 

Mercoledì scorso, David Icke è apparso come ospite sul Real di Londra per discutere della sua prospettiva sul coronavirus e sul blocco globale in corso proprio ora.

 

La maggiore implicazione, dice, è che mentre le persone sono in uno stato di paura, stanno permettendo passivamente di aumentare i controlli autoritari sulle loro vite e che questo nuovo potere non verrà tolto quando la crisi finirà.

 

I tipi di totalitarismo governativo che sono stati spinti in mezzo allo scoppio del coronavirus includono l’incoraggiamento a vaccinazioni senza contanti, obbligatorie e, soprattutto, vasti controlli economici che non abbiamo mai visto prima di questo evento.

“Il modo in cui l’intero sistema economico viene fermato è il suicidio. Cosa succede quando raggiunge un punto in cui nel suo stato attuale non può sopravvivere?” 

David Icke

Nella maggior parte degli Stati Uniti, i governi locali hanno chiuso ristoranti, bar, parrucchieri e caffetterie contro gli interessi degli imprenditori come mezzo per fermare la diffusione del coronavirus.

 

Di conseguenza, milioni di persone hanno già perso il lavoro e non sono sicuri se saranno in grado di pagare l’affitto. I governi sostengono che senza misure estreme, molti altri moriranno e i letti degli ospedali si riempiranno troppo.

“Devi mantenere la reazione in proporzione al problema”, dice David. “quindi forse è necessario fare di più in alcune parti d’Italia.”

David ha sostenuto per anni che l’élite finanziaria sta tentando di creare ciò che definisce la “società deil’Hunger Games”, dove la maggior parte delle persone vive in condizioni di povertà, mentre alcune al vertice godono di una vasta ricchezza e sono protette da uno stato di polizia che impone controlli rigorosi su la maggior parte delle persone.

“Questa società dei “giochi della fame” è progettata per non avere piccole imprese, né medie imprese a livello globale, ma solo società gigantesche che controllano e producono tutto …

 

Ciò che questa isteria di coronavirus sta creando è una situazione che si sta sviluppando a ore in tutto il mondo che sta distruggendo le piccole imprese, le imprese familiari e [anche] le medie imprese”

David Icke

È difficile essere in disaccordo sul fatto che il maggiore impatto del virus sarà economico e la spiegazione di David si adatta all’agenda globalista che così tanti patrioti e cittadini preoccupati hanno lavorato per esporre per diversi decenni:

La risposta al Coronavirus è il Nuovo Ordine Mondiale / Agenda 21

Puoi vedere l’intervista completa di seguito: 

 

video

 

Abbonati GRATIS al London Real per vedere l’episodio completo (durata 1:59:45) QUI

https://www.bibliotecapleyades.net/videos/truth-coronavirus-icke.webmClicca l’immagine per vedere il video…

 

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Cinismo & Stoicismo

Statua di un filosofo cinico sconosciuto dai Musei Capitolini di Roma. Questa statua è una copia di epoca romana di una precedente statua greca del III secolo a.C. 

Cinismo antica Filosofia, una maniera per vivere   

di Jacob Bell dal Sito Web ClassicalWisdom traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese

Ho preso alcune decisioni piuttosto strane e inaspettate che sono fuori delle norme sociali ed economiche del nostro 21° secolo.

Il sogno americano, almeno per me, è morto… e in un certo senso, potrei invece seguire in linea generale il sogno cinico. Dico in linea generale perché i Cinici dell’antica Grecia erano un gruppo molto radicale.

La scuola di filosofia conosciuta come i Cinici nacque intorno al V° secolo a.C. e iniziò a svanire quasi mille anni dopo, nel V° secolo d.C.

I Cinici hanno avuto un ruolo importante nell’influenzare diverse altre scuole di filosofia, come gli Stoici, che hanno adattato ed evoluto molti dei principi fondamentali del cinismo (e tralasciato gran parte della pazzia, come la defecazione pubblica)…

A differenza della filosofia speculativa di figure come Platone e Aristotele, la filosofia cinica era una filosofia vissuta. I cinici hanno sviluppato teorie filosofiche come mezzo per vivere bene e hanno ignorato la maggior parte della filosofia astratta.

I cinici sono stati contrari a una vita superficiale, favorendo,

“una vita vissuta in accordo con la natura”.

Per loro, vivere secondo la natura significava seguire un percorso di autosufficienza, libertà e ragionamento lucido.

Credevano che le convenzioni sociali avessero la capacità di ostacolare la “bella vita” e che potessero condurre alla corruzione,

“compromettere la libertà e stabilire un codice di condotta che si contrapponga alla natura e alla ragione”.

Se me lo chiedete è una specie di musica come quella di un raduno hippy…

 Gli hippies sono Cinici?

Per i Cinici, la natura potrebbe offrire molto divertimento e intrattenimento.

Hanno trovato conforto e felicità in piaceri semplici come

  • uscire a passeggiare
  • sentire il calore del sole
  • bere un bicchiere di acqua fresca in una giornata calda…

Concordo in tutto questo… tranne che cambierei l’acqua per una bella birra artigianale fredda, che probabilmente sarebbe troppo pretenziosa per il vero cinico. Va bene…

Questo perché i Cinici denunciarono lusso e ricchezza.

Credevano che nella loro ricerca, l’uomo si impegnava in inutili lavori giorno dopo giorno.

Per i Cinici, una vita fatta di un’azione frenetica in cerca della ricchezza o del potere era assurda.

Questo tipo di vita farebbe allontanare sia l’uomo antico che quello moderno dalla natura e instillerebbe in lui un bisogno di superficialità che non sarebbe mai soddisfatta.

Non essendo mai soddisfatto e desiderando sempre di più, l’uomo diventerebbe schiavo dei suoi desideri.

 

Diogene seduto nella sua botte di Jean-Léon Gérôme (1860)

Il filosofo greco Diogene (404-323 a.C.) è seduto nella sua dimora, la botte di terracotta, nel Metroon, ad Atene, mentre accende la lampada alla luce del giorno con la quale doveva cercare un uomo onesto.

I suoi compagni erano dei cani che servivano anche come emblema della sua filosofia “cinica” (greca: “kynikos”, simile a un cane), che enfatizzava un’esistenza austera.

Tre anni dopo che questo dipinto fu esposto per la prima volta, Gerome fu nominato professore di pittura all’Ecole des Beaux-Arts dove avrebbe istruito molti studenti, sia francesi che stranieri.

Il più famoso tra i cinici era un uomo di nome Diogene di Sinope, spesso chiamato Diogene il Cane a causa del suo comportamento radicale, compresa la defecazione pubblica.

Chiaramente, ha portato la filosofia cinica all’estremo.

Ha abbracciato il dolore, le difficoltà e la povertà.

Viveva in una botte di terracotta, mangiava avanzi e guadagnava gran parte dei suoi beni con l’accattonaggio.

Diogene il Cane ha passato il tempo prendendo in giro le convenzioni sociali e richiamando l’attenzione sull’assurdità di un comportamento simile a quello di un robot da parte di coloro che lo circondavano (anche a personaggi come Alessandro Magno!)

 

“Alessandro e Diogene” di Caspar de Crayer. Diogene una volta chiese ad Alessandro Magno di spegnere la sua luce.

Diogene considerava gran parte delle attività dell’umanità alla maniera di Sisifo.

Cioè, proprio come Sisifo che trasportava il masso su per la montagna giorno dopo giorno, solo per farlo rotolare giù, le ricerche dell’uomo per la ricchezza e il potere erano altrettanto inutili e insignificanti…

Non abbiamo bisogno di seguire gli esatti valori stabiliti dai Cinici per beneficiare della loro saggezza, perché, beh, ciò sarebbe seguire una convenzione sociale e sfidere l’intera idea della filosofia cinica!

Invece,

Possiamo vedere il vantaggio nella semplicità e possiamo guardare all’interno dei nostri valori.

Possiamo liberarci dalle convenzioni sociali restrittive e coltivare una vita che troviamo appagante e che abbia un significato.

Non sto suggerendo di abbandonare il vostro lavoro quotidiano o di seguire una vita ascetica.

Rimanendo fedele ai Cinici, sarebbe sbagliato per me dirvi “come vivere”…

Ma non è necessariamente una cattiva idea riprendere una prospettiva cinica e rivalutare di tanto in tanto le cose al fine di perseguire ciò che trovate soddisfacente e con un significato interiore.

Dopotutto, indipendentemente dal nostro stato di ricchezza o povertà, nessuno di noi ne esce vivo, e quindi potremmo anche essere noi a scegliere il masso che portiamo giorno dopo giorno sulla montagna…

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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L’Ossimoro della decrescita felice

 Il lavoro da casa aiuta l’ambiente
La Decrescita Possibile – Su cosa dovremo “Decrescere”
di Fabio Pipinato 
La “decrescita felice” è una sorta di ossimoro in quanto,
la felicità viene sempre contrabbandata con la crescita, e l’infelicità con la decrescita.
Per certi versi è così basta vedere la crisi del ’29 con famiglie sul lastrico o a quella più recente del 2008 con il fallimento della Lehman Brothers che causò milioni di licenziamenti, sfratti, fallimenti, una paralisi dell’economia e tanta disperazione.

Questo articolo analizzerà su cosa dovremmo “decrescere” e il prossimo articolo si concentrerà su cosa dovremmo invece “crescere”.

Naturalmente sono solo alcuni punti rubati dal web che potrebbero essere dai lettori addizionati o moltiplicati.
Buona lettura…
Energia

In casa consumiamo:

  1. Fuori casa, in hotel o B&B
  2. In ufficio
  3. Una famiglia di 3 persone consuma a casa 3, mentre un ufficio di 10 impiegati 50. Se siamo impiegati di un’assicurazione che, secondo Jacopo Fo, dovrebbe stare più che attenta a come si spendono le risorse, 6, e se lavoriamo in banca, 7.
Gli impiegati di banca costretti a temperature tropicali d’inverno e glaciali d’estate appena tornano a casa consumano 1.
Insomma, il lavoro da casa, aiuta l’ambiente.
Armi
I 131 bombardieri F35 acquistati dall’Italia dagli USA, descritti da Rocco Buttiglione come la madre di tutte le tangenti costano circa 15 mld di Euro.
Solo Mario Monti riuscì, a budget invariato, a farli diminuire a 91 unità.
Ma il problema non sono solo i caccia ma le armi d’uso comune come fucili e pistole che rendono sempre più insicuro il nostro Paese mentre le armi esportate nei Paesi dittatoriali e non solo rendono insicuri i paesi oltremare.
Ne consegue che ad ogni export corrisponda un proporzionale import di migranti che fuggono da quelle terre.
Come sortire dal “progresso scorsoio” descritto da Andrea Zanzotto?
Carne

Mangiare troppa carne fa male all’ambiente e al clima.

Con il 14,5% delle emissioni totali di gas serra, infatti, il settore zootecnico è una delle principali fonti di emissione di gas climalteranti. Un terzo delle terre coltivate in tutto il mondo serve a produrre un miliardo di tonnellate di mangime, soprattutto attraverso monocolture di soia e mais, destinate agli allevamenti intensivi.
Il 23% dell’acqua dolce disponibile sul Pianeta viene usato per l’allevamento. E servono 15.500 litri di acqua per produrre un chilo di carne di manzo.
Per Slow Food non si dovrebbe mangiare più di 500 grammi di carne a settimana per un totale di 30 kg di carne l’anno. Gli europei ne mangiano in media 74 kg, gli statunitensi arrivano a 125 kg l’anno.
Ciò significa che se la nonna prepara il cappone a Natale è maleducato rimproverarla mentre potremmo volerci un po’ più bene durante l’anno perché oltre a far male all’ambiente e al clima ne va anche della nostra salute.
A.A.A. – Auto, Aereo, Allarme clima

A Copenaghen,

negli anni ’70 c’erano 350 mila automobili e 100 mila velocipedi, e la crisi petrolifera portò in piazza i ciclisti a chiedere più spazio e più sicurezza.
Nel 2017 nel centro di Copenaghen circolavano in media 250 mila vetture e 260 mila biciclette.
Ma il sorpasso non bastò.
Il Sindaco ora vuole/pretende una città ad inquinamento 0 per il 2020.
Aereo

Per i voli interni italiani si consiglia “meno aereo e più treno”.

Un esempio è la tratta Milano-Roma, per cui il treno è la soluzione più rapida e sostenibile:
il viaggio dura 1 ora e 06 minuti in meno rispetto all’aereo, l’anidride carbonica risparmiata è 89,3 kg, mentre la quantità risparmiata di benzina è di 33,5 litri.
Una convenienza simile è stata riscontrata per il viaggio in treno da Milano a Zurigo:
si guadagnano 15 minuti rispetto a un viaggio in aereo, mentre si consumano anche 102,2 kg di CO2 e 39,8 litri di benzina in meno.
E-commerce

Lo shopping on line, senza relazioni di piazza, è di una tristezza infinita.
Non solo. L’impatto ambientale è impressionante.
Secondo Gabanelli nell’ultimo anno 22 milioni di italiani hanno comprato scarpe, cellulari, frullatori, libri e cibo per cani rimanendo seduti sul divano:
clicchi, paghi e in pochi giorni il prodotto è recapitato in casa…
In Italia nel 2017 si stima siano stati fatti 150 milioni di ordini, che vuol dire 150 milioni di pacchi spediti, e altrettanti citofoni suonati. Quando lo stesso prodotto è in vendita nel negozio vicino a casa, comprarlo lì.
Eviteremo di vederlo chiudere e sostituito con una sala giochi.
Fumo

Droghe o alcol. La gara su chi fa più male non mi appassiona.

Detto ciò la scienza afferma che l’alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina.
Le cifre sono spaventose.
In un decennio sono morte 435.000 persone per malattie alcol correlate.
Ma il dato più impressionante è che la metà dei minorenni (54%), per l’Eurispes, ha acquistato alcolici nonostante una legge che lo vieti espressamente.
A condannare l’alcol non si giustificano le droghe e tantomeno quelle leggere che alimenta un mercato criminale da 14 mld. di Euro.
Slot Machine

Queste creano dipendenza e povertà.

Queste macchinette infernali sono distribuite capillarmente in quanto fanno guadagnare mafie e Stato. Creano un introito di 86 miliardi di Euro, (di cui 10 miliardi derivanti dal gioco illegale).
Parliamo della terza impresa del Paese con circa 1.260 Euro di spesa pro capite e una struttura fondata su 400mila slot machine che invadono le città, una ogni 150 abitanti.
Lo Stato ci guadagna molto e si limita a metter il cartello:
“gioca con moderazione”…
A riguardo, alcuni esercenti hanno fatto la scelta etica di farne a meno nonostante significativi guadagni.
I consumatori consapevoli dovrebbero premiare in primis chi rinuncia a questo business rovinafamiglie

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Cosa ha cambiato il modo in cui si pensa?


IMAGE: /WASHINGTONPOST.COM) 

I secoli bui del cambiamento climatico 

di Luis R. Miranda 

I fondi per i cambiamenti climatici andranno a paesi e governi che manterranno al meglio le loro popolazioni in condizioni di assoluta povertà.

Con così tante persone importanti a favore che affermano di compiere azioni che aiutano a evitare una “grande catastrofe”, penseresti che se ci fosse una cosa dietro questa chiamata a salvarci da noi stessi, quella cosa sarebbe la scienza.

Tuttavia, in un’intervista esclusiva, il giornalista e autore Marc Morano spiega che non solo non esiste una scienza credibile dietro le affermazioni sul riscaldamento globale, nonostante il cosiddetto consenso, ma che mette in discussione la realtà del “riscaldamento globale antropogenico” per aiutare a dissipare la paura artificiale propagato dagli allarmisti è diventata una missione molto pericolosa.

Come molti altri, Morano è stato indottrinato a credere a tutti gli argomenti pubblicati da media, celebrità, attivisti, organizzazioni ambientaliste, ONU, entità governative e Vaticano.

Quindi, cosa ha cambiato il modo in cui pensa?

Morano ha condotto le sue indagini, senza filtri ideologici. Ha capito che quando le autorità di regolamentazione, cioè i governi, vogliono stabilire nuove leggi e regole, cercano sempre modi per collegare tali regole e leggi a una questione di interesse al fine di giustificare la loro ambizione di potere

“Hanno usato di tutto, dal raffreddamento globale, dalla sovrappopolazione, dalla carenza di risorse, dalla carestia, come scuse per aumentare il potere regolamentare dello stato”, spiega Morano in un’intervista con TFP Student Action.

Morano afferma che alcuni degli obiettivi alla base del movimento ambientalista includono dare allo Stato il potere di “ridistribuire la ricchezza”, cioè di confiscare risorse private, di ottenere il controllo completo delle risorse pubbliche già nelle loro mani e, attraverso la “legislazione” nelle entità come le Nazioni Unite, a dare alle organizzazioni multinazionali non elette, parte o tutta la sovranità degli Stati-nazione, e, naturalmente, a porre fine una volta per tutte al capitalismo “demoniaco”.

“Il presunto riscaldamento globale è solo l’ultima tattica di paura utilizzata da questi gruppi, che presentano le stesse soluzioni suggerite 50 anni fa”, afferma l’autore.

I membri dei gruppi di potere che supportano il movimento ambientalista di oggi stanno spingendo per un controllo ancora più centralizzato, una pianificazione dall’alto verso il basso e una trasformazione globale senza precedenti, con la forza.

Come affermato dalle stesse Nazioni Unite sui propri documenti di politica climatica, si intende “ridistribuire la ricchezza applicando politiche ambientali relative ai cambiamenti climatici, che, per comodità, non chiamano più” riscaldamento globale “.

Mentre Al Gore e dozzine di celebrità di Hollywood avvertono che abbiamo a malapena 10 anni per salvare il pianeta, continuano a vivere nelle loro dimore che emettono più CO2 di molti quartieri nelle loro città e viaggiano in aerei privati ​​per parlare dell’importanza di non inquinare l’ambiente.

Allo stesso modo, l’ex presidente Barack Obama, che sostiene anche l’agenda ambientale promossa da Gore, Bono, Leonardo di Caprio, Alejandra Ocasio Cortez e altri, ha messo gli occhi su una casa da $ 15.000.000 che, se crediamo che “esperti”, sarà sotto il mare livello tra qualche anno.

Sorprendentemente, nessuna delle politiche proposte dagli ambientalisti, dalle Nazioni Unite, dalle entità governative o dal Vaticano potrebbe “salvarci” dalla “catastrofe climatica” che ritengono imminente.

Anche se tutti gli impegni dell’accordo di Parigi sul clima fossero rispettati e seguiti meticolosamente, si potrebbe ottenere un cambiamento misurabile delle emissioni di CO2 o qualsiasi altro tipo di risultato ambientale. Cioè, nessuna delle misure suggerite dalle Nazioni Unite o dall’accordo di Parigi avrebbe alcun impatto positivo sul riscaldamento globale, non ora, non tra 100 anni.

Sebbene non siano evidenti modifiche significative alle emissioni e ad altri dati misurabili, le misure contemplate in proposte come il New Deal verde, avrebbero un impatto negativo sulla vita di miliardi di persone in tutto il mondo. L’obiettivo, come spiegato da Morano, è mantenere le nazioni del terzo mondo impoverite.

I fondi per i cambiamenti climatici andranno a paesi e governi che manterranno al meglio le loro popolazioni in condizioni di estrema povertà, non per combattere i cambiamenti climatici o il riscaldamento globale.

Gli ambientalisti marginali vogliono già trattare coloro che mangiano carne come i fumatori. Vogliono che si vergognino pubblicamente.

In base al New Deal verde e all’accordo di Parigi, i prezzi del carburante e dell’energia aumenterebbero considerevolmente a causa dell’applicazione delle tasse per scoraggiarne l’uso.

A seguito di un aumento dei prezzi dell’energia, aumenterebbero anche i prezzi dei prodotti alimentari. Alcune proposte includono l’emissione di carte di razione delle emissioni di CO2, mentre la tecnologia è già in atto per i governi per monitorare i dispositivi elettrici attraverso reti intelligenti (contatori digitali) che useranno la tecnologia 5G per connettere o disconnettere in remoto l’alimentazione dalle case.

Come spiega Morano, il mondo è prima del consolidamento di un piano perverso per mantenere miliardi di persone in condizioni di povertà, mentre i loro governi ricevono milioni di dollari in incentivi – tangenti – come premio per tenerli nella miseria. Sono i tecnocrati che gestiscono le nazioni sviluppate e le multinazionali a dire alle persone nei paesi in via di sviluppo che non sarà loro permesso di vivere una vita migliore.

Il movimento ambientalista è pieno di personaggi famosi che sono felici di parlare, ma che non camminano e raccontano al resto del mondo, che per inciso è popolato da persone di colore marrone che altrimenti sostengono di difendere dall’oppressione, che loro, i più poveri dei poveri, hanno bisogno di fare una passeggiata indietro nel Medioevo, perché lo dicono.

Guarda l’intervista completa e approfondita con Marc Morano di seguito:

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Fonte: https://real-agenda.com/ 

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Rinconada: la povertà che uccide mentre si sogna un mondo migliore

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“L’oro del sangue a La Rinconada, Paradiso del diavolo nelle Ande peruviane: Città criminale a banda aperta, i diritti umani non esistono.

di Peter Koenig

La Rinconada, 5.000 a 5.400 metri sopra il livello del mare, baracche di ferro ondulato, incollate sulle colline delle montagne circostanti, abitano da 50.000 a 70.000 abitanti delle miniere e gruppi di mafia in competizione che li controllano. La Rinconada, nelle Ande peruviane, le miniere d’oro più alte, caotiche, velenose e illegali del mondo, circa 210 km a nord est di Puno, a 4 ore di macchina in auto su strade parzialmente asfaltate, anche se piene di buche. La Rinconada, nei pressi della città mineraria Ananea, poco più civilizzata (circa 4.700 m sul livello del mare), è anche considerata uno dei luoghi più orribili del mondo: una città criminale a bande, che si estende attraverso una valle e le colline, no acqua corrente, nessuna rete fognaria, nessuna rete elettrica. La Rinconada ha un aspetto e un odore come una discarica immensa, infestata da una brezza lentamente contaminata dal mercurio giallastro-brunastra – residui di goldmining illegale – quello che era un lago di montagna incontaminato.

L’aria sottile, povera di ossigeno, è carica di vapore di mercurio che penetra lentamente nei polmoni delle persone, influenzando nel tempo il sistema nervoso, la memoria, il motore del corpo, portando spesso alla paralisi e alla morte prematura. L’aspettativa di vita media di un lavoratore minerario è di 30-35 anni, circa la metà della speranza di vita media peruviana.

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 Fonte: amusingplanet.com

La vita non ha valore Le persone vengono uccise per il trasporto di una roccia che può contenere alcune piccole vene d’oro. I corpi vengono spesso gettati su mucchi di immondizia per marcire. Occasionalmente viene trovato un corpo e poi seppellito proprio sulla discarica. Non è raro trovare una tomba nel bel mezzo di un campo di spazzatura.

I diritti umani non esistono a Rinconada. Il lavoro minorile è un luogo comune. E così anche la prostituzione infantile, le donne e il traffico di droga. Il tempo libero è una vita di ubriachezza e delirio di droga. La vita è senza valore Vedi anche il saggio di Andre Vltchek.

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rinconanda

I piccoli ragazzi sono abituati a lavorare nelle gallerie minerarie sotterranee, dove gli adulti difficilmente si adattano. Quando le gallerie crollano e un bambino – o diversi – muore – a nessuno importa. Molti non sono nemmeno identificati. Molto probabilmente non sono mancati. Sono figli di non-genitori, come nei non-umani, quelli che gestiscono questa industria mineraria infernale e quelli che mandano i loro figli lì per aiutarli a guadagnarsi da vivere. Nessun amore, nessuna etica, nessun rispetto per nient’altro che la leggendaria pepita d’oro, per avidità e necessità. Nessuna pietà. Quello è La Rinconada.

I minatori vengono volontariamente. Nessuno li costringe. La maggior parte sono poveri. Alcuni sono semplicemente avidi – il “Rausch d’oro” che non muore mai li attira. Il sogno di diventare ricchi nella miniera d’oro li fa accettare le condizioni di lavoro e di vita più orrende: sopravvivere in una discarica aperta di tutto, spazzatura, metalli pesanti tossici, guadare in sterili inquinati da mercurio, aria sottile, contaminata da vapori velenosi, senza riscaldamento, la maggior parte dell’anno temperature di congelamento sub-detriti e detriti ovunque. Ma i minatori non si lamentano. Alcuni portano le loro mogli, pochi portano anche i loro figli – è una loro scelta. Alcuni rimangono “temporaneamente” solo, 6 mesi, 12 mesi, 2 anni? – Per alcuni il sogno di colpire le ricchezze non muore mai; rimangono finché non muoiono. – Sanno che saranno abusati, ridotti in schiavitù. Loro sanno, possono prenderlo o lasciarlo.

I minatori lavorano solitamente per lunghe ore e lavorano gratuitamente per 29 giorni. Il 30 ° giorno possono tenere qualunque cosa tengano dal terreno, ammontando a circa 800-1000 soli al mese (US $ 250 – $ 320). A volte il giorno 30 non porta nulla. A volte alcune rocce con tracce d’oro. Tutti sperano in una pepita d’oro. Questo tipo di salario minerario non è unico in Perù. La Bolivia e altri paesi andini che sono aperti all’industria più ambientalmente e socialmente distruttiva – l’industria mineraria – applicano sistemi simili. L’illusione di colpirlo GRANDE trovando il leggendario “rock d’oro” è una passione; è ossessivo. E se e quando un minatore trova un tesoro da conservare, è vulnerabile di essere derubato, persino ucciso, il corpo scartato – un altro minatore scomparso. O no. Appena scomparso. Forse in una discarica. Sono senza fine a Rinconada. Riflettono il carattere di Rinconada. Rifiuti, rifiuti, puzza e morte.

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Fonte: researchgate

A nessuno importa – o non abbastanza per indagare sulla morte, sui dispersi. È il nome del gioco. I minatori provengono dal loro libero arbitrio. Non sono coerciti. Si schiavizzano da soli, nella banderuola la speranza di diventare ricchi. Invece, si inebriano dai vapori di mercurio, da un ambiente totalmente velenoso, dall’esposizione giornaliera ai metalli pesanti. Il loro sistema nervoso li fallisce lentamente ma inesorabilmente. Perdita di memoria; danno cerebrale, distrofia muscolare, polmoni collassanti, paralisi, morte precoce. Per molti, è un sogno morto. Questo è ciò che fa la povertà; uccide mentre sogna un mondo migliore.

Rinconada – regole della mafia. La polizia lavora in connivenza. Omicidi e omicidi sono dell’ordine. Prostituzione, abuso di alcool e droghe è dilagante. A nessuno importa. È la sopravvivenza del più adatto – e spesso la sopravvivenza soccombe alle difficoltà, alla miseria e tuttavia spera in una vita migliore.

Queste organizzazioni criminali sono tutte locali, vale a dire nelle vicinanze, Puno, Juliaca e dintorni. Non sono ammesse compagnie minerarie straniere. Loro, enormi (in) famose corporazioni di oro e metalli preziosi, stanno aspettando “a valle” per comprare gli arsenali, senza identità, senza origini. In modo che nessuno possa rintracciarli al crimine.

Le donne generalmente non lavorano nelle miniere. Superstizione. Portano sfortuna. Fanno sparire le vene d’oro. Distaccano gli uomini. Le miniere sono maschili. Solo gli uomini sono autorizzati a lavorarli. Le montagne possono diventare gelose e chissà cosa è in grado di fare la gelosia. Le donne hanno altre faccende: raccogliere rocce sciolte che possono contenere resti di oro; puliscono, preparano il cibo, badano alla famiglia, ai bambini, se una famiglia non è abbastanza saggia da portare la loro prole in questo inferno – e, stanno “prendendo cura degli uomini”, in più di un modo.

La Rinconada – uno dei posti più orribili del mondo. Poco conosciuto nel resto del mondo. La maggior parte della gente a Lima, la capitale del Perù, non ha idea che Rinconada esista e, se hanno sentito il nome, lo associano ad un lussureggiante country club nel quartiere elitario de “La Molina” di Lima. – Non sanno cosa significa anche – Il paradiso del diavolo.

Ciò che produce Rinconada è “oro di sangue”, simile a diamanti di sangue, smeraldi di sangue in altre parti del mondo. 

https://youtu.be/HFpi5faENXs

Chi compra questo oro?

Grandi società Uno di questi è il Metalor registrato in Svizzera, una delle più grandi fonderie d’oro del mondo. Ogni anno vengono estratte da 3000 a 3.500 tonnellate di oro in tutto il mondo.

Grandi società Uno di questi è il Metalor registrato in Svizzera, una delle più grandi fonderie d’oro del mondo. Ogni anno vengono estratte da 3000 a 3.500 tonnellate di oro in tutto il mondo. La Svizzera raffina circa il 70% -80% di tutto l’oro del mondo. Si stima che dal 20% al 30% di esso sia considerato “oro del sangue” – oro che deriva da pratiche illecite di estrazione mineraria, lavoro minorile, distruzioni ambientali e sociali, furto di terreni, corruzione – come da Rinconada.

A partire da ora, la Svizzera, che ospita le più grandi società minerarie e fonderie d’oro del mondo, non vuole conoscere l’origine dell’oro, forse il metallo prezioso più dannoso per l’ambiente e la società. La Svizzera non impone un codice etico alle corporazioni che godono del paradiso fiscale svizzero. Il governo svizzero fa finta che queste società minerarie abbiano i propri codici di condotta e le autorità svizzere confidano nel fatto che aderiscono ai propri standard etici. Che facile via d’uscita!

Quando viene contestato con prove del contrario, cioè Rinconada, o Espinar (anche il Perù), dove Glencore picchia indifese indifese, perché cercano di proteggere le loro proprietà e l’acqua dalla confisca illegale di Glencore – con l’aiuto corrotto delle autorità locali peruviane – le autorità svizzere chiudono gli occhi per aprire i crimini delle loro società e, se pressate, dicono semplicemente “se siamo troppo dure con loro, lasceranno la Svizzera” – e – “se stanno facendo qualcosa di illegale, sono responsabili nei loro confronti paese ospitante “, apparentemente ignorando che la corruzione compra tutto nella maggior parte di questi” paesi ospitanti “.

Questo è il livello di etica che uno dei paesi più ricchi e reputamente più nobili dell’universo si applica per mantenere le sue società felici. Naturalmente, la Svizzera è anche l’unico membro dell’OCSE che consente ai suoi parlamentari di sedersi in tutti i consigli di amministrazione aziendali che desiderano. Immaginare! – Un conflitto di

La Svizzera raffina circa il 70% -80% di tutto l’oro del mondo. Si stima che dal 20% al 30% di esso sia considerato “oro del sangue” – oro che deriva da pratiche illecite di estrazione mineraria, lavoro minorile, distruzioni ambientali e sociali, furto di terreni, corruzione – come da Rinconada.

A partire da ora, la Svizzera, che ospita le più grandi società minerarie e fonderie d’oro del mondo, non vuole conoscere l’origine dell’oro, forse il metallo prezioso più dannoso per l’ambiente e la società. La Svizzera non impone un codice etico alle corporazioni che godono del paradiso fiscale svizzero. Il governo svizzero fa finta che queste società minerarie abbiano i propri codici di condotta e le autorità svizzere confidano nel fatto che aderiscono ai propri standard etici. Che facile via d’uscita!

Quando viene contestato con prove del contrario, cioè Rinconada, o Espinar (anche il Perù), dove Glencore picchia indifese indifese, perché cercano di proteggere le loro proprietà e l’acqua dalla confisca illegale di Glencore – con l’aiuto corrotto delle autorità locali peruviane – le autorità svizzere chiudono gli occhi per aprire i crimini delle loro società e, se pressate, dicono semplicemente “se siamo troppo dure con loro, lasceranno la Svizzera” – e – “se stanno facendo qualcosa di illegale, sono responsabili nei loro confronti paese ospitante “, apparentemente ignorando che la corruzione compra tutto nella maggior parte di questi” paesi ospitanti “.

Questo è il livello di etica che uno dei paesi più ricchi e reputamente più nobili dell’universo si applica per mantenere le sue società felici. Naturalmente, la Svizzera è anche l’unico membro dell’OCSE che consente ai suoi parlamentari di sedersi in tutti i consigli di amministrazione aziendali che desiderano. Immaginare! – Un conflitto di interessi totalmente legalizzato. E nessuno dice “bip”. La popolazione svizzera accetta questa aberrazione smussata – la maggior parte di loro non sa nemmeno che esiste. Vivono confortevolmente e bene, e non si preoccupano molto delle società che abusano dei diritti umani, e meno che il loro Parlamento sia un’enorme lobby aziendale e bancaria incorporata. In questo ambiente di comportamento illecito dei colletti bianchi, società come Metalor e Glencore prosperano.

Un referendum popolare lanciato di recente che propagava “Responsible Mining” è stato minato nel Parlamento svizzero dalla lobby mineraria “integrata”. È prassi comune che il Parlamento, così come l’esecutivo diano il proprio voto prima del voto pubblico su un referendum, un’altra pratica sleale, poiché influenza la decisione finale degli elettori.

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Nel frattempo, il governo del Perù accusa la fonderia svizzera Metalor di finanziare e acquistare tonnellate d’oro da fonti sospette in Perù, che significa oro illecito – o “oro del sangue”. Metalor è anche indagato per aver partecipato alla criminalità organizzata e al riciclaggio di denaro dalle offerte di oro illecito (OjoPúblico, Perù, 14 marzo 2019):

“Il Gruppo Metalor era l’importatore esclusivo di oro proveniente da attività minerarie illegali, vendute o spedite da Minerales del Sur SRL (Minersur) nel periodo dal 2001 al 2018 per un importo superiore a 3,5 miliardi di dollari USA. Metalor ha la propria sede nel cantone di Neuchatel, in Svizzera. “

Metalor è anche indagato per finanziare le operazioni di acquisto e vendita di oro da fonti illegali di Minersur. Una di queste fonti illegali è La Rinconada. Altre fonti illegali derivano dallo scavo dell’oro nella regione amazzonica del Perù, Madre de Dios, dove migliaia di ettari di foresta pluviale sono stati razziati e devastati da organizzazioni di tipo mafioso, simili a quelle di Rinconada. Metalor nega l’accusa, dicendo che si occupano solo di rispettabili compagnie minerarie. Il caso è spalancato e il fetore dell’illegalità che permea Metalor da molti anni è nauseante quanto lo stesso Rinconada.

Che cos’è l’oro che distrugge l’ambiente, le preziose risorse di acqua dolce, lo spirito umano, seminando conflitti tra intere società, abolendo il loro tessuto sociale e portando la morte a milioni di milioni di persone nelle regioni sfruttate e maltrattate del globo? – Il vero valore industriale dell’oro è solo da circa il 15% al ​​20% del suo valore di mercato speculativo. Ma la febbre dell’oro è tale che le banche hanno inventato l”oro di carta’, nel senso che Mr. and Mrs. Qualcuno può comprare oro senza mai vedere la barra d’oro. La banca emette semplicemente un certificato, un pagherò per una certa quantità di oro che, in teoria, potrebbe essere scambiato per la cosa reale in qualsiasi momento Madame Qualcuno vorrebbe tenere il suo lingotto d’oro nel suo caveau personale domestico. Non così semplice. C’è più di 100 volte più oro cartaceo che galleggia rispetto all’oro reale disponibile sul mercato. Se tutti vorrebbero scambiare la loro carta oro in oro vero, il sistema bancario collasserebbe, o semplicemente non riuscirà a consegnare.

Caso in questione era la Germania. Per tradizione la Germania aveva circa 1.200 tonnellate di oro, del valore di circa $ 50 miliardi, depositate nella FED di New York. Nel 2013, quando l’opinione pubblica tedesca che il loro oro è stato conservato al di fuori dei confini tedeschi ha provocato una protesta pubblica, la Bundesbank ha voluto ritirare e rimpatriare tutto il loro oro depositato all’estero entro il 2020, ma la FED ha detto di no. L’oro era semplicemente non disponibile. La FED utilizzava l’oro e l’oro tedeschi di tanti altri paesi depositati nelle casse della FED per speculazione: renditi in affitto con i beni di qualcun altro?

Sangue e criminalità sono intimamente legati all’oro, a quanto pare. Il nostro sistema monetario occidentale è stato per molto tempo sostenuto dall’oro. Oggi, i soldi occidentali sono moneta legale, nemmeno sostenuti da oro, solo aria calda. Ma il rublo russo e lo yuan cinese sono sostenuti dall’oro, così come dalle rispettive economie. – Chi lo sa – come un ultimo tentativo di salvare il dollaro USA e la piramide del denaro occidentale dal collasso, l’Occidente potrebbe di nuovo tornare a una sorta di gold standard, una follia artificiale, quando in realtà, l’unico vero valore riflette nel sistema monetario di una contea, è la sua economia.

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Tornando a La Rinconada, Metalor e in Svizzera, sede di oltre due terzi della raffinazione dell’oro a livello mondiale, quanta parte dell’oro di riserva nelle casse dei paesi di tutto il mondo è “oro del sangue”? – Quante persone, bambini e alla fine intere generazioni devono vivere nella miseria, la loro salute degenerata dall’esposizione ai metalli pesanti e alla fine conduce alla morte precoce e dolorosa, finché la coscienza umana non è in grado di fermare la mania dell’oro? – Abbandonarsi alle caverne d’oro come Rinconada e Madre de Dios, miniere d’oro dirompenti e distruttive? – E altre centinaia di mine analoghe che distruggono il mondo. Forse quando il valore dell’oro diventa quello che dovrebbe essere – il suo valore industriale, e niente di più e niente di meno, l’umanità diventa più ricca dei valori della decenza umana e del rispetto reciproco.

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Questo articolo è stato originariamente pubblicato su New Eastern Outlook. 

Peter Koenig è un economista e analista geopolitico. È anche un esperto in risorse idriche e ambientale. Ha lavorato per oltre 30 anni con la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo nei settori dell’ambiente e dell’acqua. Tiene lezioni in università negli Stati Uniti, in Europa e in Sud America. Scrive regolarmente per la ricerca globale; ICH; RT; Sputnik; PressTV; Il 21 ° secolo; Telesur; The Vineyard of The Saker Blog, New Eastern Outlook (NEO); e altri siti internet. È autore di Implosion – An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed – fiction basato su fatti e su 30 anni di esperienza della World Bank in tutto il mondo. È anche un co-autore di The World Order and Revolution! – Essays from the Resistance. È un ricercatore associato del Centro di ricerca sulla globalizzazione.

L’immagine in primo piano è di NEO

La fonte originale di questo articolo è Global Research  

Copyright © Peter Koenig, Global Research, 2019

Fonte: https://www.globalresearch.ca/ 

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Omissioni

Il movimento popolare per il clima. Nessuna menzione alla guerra

di Prof Michel Chossudovsky

Mentre milioni di persone in tutto il mondo protesteranno il 15 marzo sotto la bandiera del “riscaldamento globale”, le guerre di oggi tra cui Siria, Yemen, Iraq, Afghanistan, Venezuela non sono menzionate.

Né sono i pericoli di una terza guerra mondiale che minaccia il futuro dell’umanità.

Il riscaldamento globale oscura i pericoli della guerra nucleare. Secondo i media, il programma di Trump sulle armi nucleari da 1,2 miliardi di dollari “rende il mondo più sicuro”.

Mentre Lavoro e Giustizia fanno parte della campagna a fianco del clima, la questione della povertà e della disoccupazione mondiale risultante dall’imposizione di riforme neoliberali viene sviata. 

A metà marzo 2019: ci sono continue minacce militari contro Venezuela e Iran.

Una guerra sponsorizzata dagli Stati Uniti è prevista per il marzo 2019?

È una questione che dovrebbe essere oggetto di un movimento di protesta mondiale?

L’attacco cibernetico alla rete elettrica venezuelana che colpisce fino all’80% del paese costituisce di fatto un atto di guerra.

Il 10 marzo, Washington ha confermato l’intenzione di portare avanti il ​​cambio di regime in Venezuela. Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti di appropriarsi di mezzo miliardo di dollari “per ripristinare l’economia della nazione venezuelana (sic) (e) aiutare Juan Guaido”. Di fatto, questa affermazione dovrebbe essere interpretata come una “dichiarazione di guerra”.

Il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e il segretario di Stato Mike Pompeo avevano precedentemente confermato la loro intenzione di dichiarare guerra all’Iran.

Sfortunatamente, questi piani di guerra sembrano essere stati oscurati da una campagna molto pubblicizzata contro il riscaldamento globale.

Mentre il clima, il lavoro e la giustizia sono menzionati, la parola “pace” viene casualmente omessa. 

Non è troppo tardi per rettificare: DIRE NO ALLA GUERRA il 15 marzo 

La nostra proposta è che il 15 marzo, questa campagna ambientale mondiale incarnerà insieme alle questioni del clima, un fermo impegno contro le guerre guidate dagli Stati Uniti e le politiche neoliberali che contribuiscono a impoverire le persone in tutto il mondo.

Inoltre, il Movimento del Popolo per il Clima dovrebbe prendere posizione contro il dispiegamento dell’apparato di polizia contro coloro che chiedono lavoro e giustizia incluso il movimento delle Maglie Gialle.

Inutile dire che dovrebbero essere affrontati anche gli impatti ambientali delle guerre guidate dagli Stati Uniti e dalla NATO.

Mentre il cambiamento climatico è una preoccupazione legittima, perché questi movimenti di protesta si limitano al riscaldamento globale? La risposta è che molte delle principali organizzazioni coinvolte sono generosamente finanziate dalle fondazioni di Wall Street e dagli enti di beneficenza aziendali, compresi i Rockefeller, Tides, Soros, Et al.

La fonte originale di questo articolo è Global Research

Copyright © Prof Michel Chossudovsky, Global Research, 2019

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