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TecnoPopulismo: accecato dallo scientismo

Che lo scientismo e il populismo siano “gemelli malvagi del discorso civico che scacciano i giudizi sobri e deliberati che possono aiutare una nazione a restare unita e prosperare” è quasi un eufemismo.

I governi basati sul populismo non possono esistere senza la forma e la funzione dello scientismo, che postula che tutta la verità sia derivata esclusivamente dalla scienza stessa, escluse tutte le altre forme di conoscenza e pensiero. Lo scientismo fornisce la “verità assoluta” e i mezzi per imporla.

È una combinazione pericolosa che alla fine cadrà direttamente nella morsa della tecnocrazia. I populisti diranno: “Wow, non l’abbiamo mai visto arrivare”. ⁃ TN Editor

 

Molti governatori, in particolare quelli democratici, hanno giustificato i blocchi dei loro stati con lo slogan comune: “Stiamo seguendo la scienza”. Quando il segretario alla salute e ai servizi umani Alex Azar ha vietato alle agenzie sanitarie della nazione, inclusa la Food and Drug Administration, di firmare in modo indipendente qualsiasi nuova regola riguardante i vaccini, richiedendo invece la sua approvazione, alcuni esperti di virus hanno  espresso la preoccupazione  che la politica ora si sarebbe intromessa. della scienza.

Il mantra di “seguire la scienza” non è unico per la politica del virus. I politici offrono una giustificazione simile per le politiche sul cambiamento climatico. Proprio come la scienza sul Covid-19 “giustifica” i blocchi, la scienza del cambiamento climatico viene utilizzata per sostenere la  spesa e la politica normativa  che fornirà zero emissioni nette.

L’idea di seguire la scienza in opposizione alla politica è un tropo che risale all’inizio dell’era progressista. Nel 1887 Woodrow Wilson, allora professore di scienze politiche al Bryn Mawr College,  scrisse un famoso articolo sostenendo  che la pubblica amministrazione poteva essere separata dalla politica perché poteva seguire una logica scientifica piuttosto che soccombere alla corruzione della politica. Le sue idee e altre simili divennero, a loro volta, una giustificazione per uno stato amministrativo allargato. All’interno dell’amministrazione, gli esperti fornirebbero regolamenti per il bene pubblico basati sulla scienza. Questo modello di diritto amministrativo “nastro trasportatore”, infatti, suggeriva che dovevano esserci meno restrizioni costituzionali sulle agenzie amministrative che sul legislatore, perché le agenzie amministrative erano vincolate dalla scienza.

Il modello di amministrazione del nastro trasportatore è stato in gran parte abbandonato anche dalla maggior parte dei liberali. Gli esperti non sono sempre d’accordo sulla scienza. Inoltre, i fatti stessi non dettano la politica. Le considerazioni di valore sono centrali nella scelta delle politiche, in particolare quando alle agenzie amministrative viene concesso un potere delegato sostanziale dal Congresso. Ad esempio, la FCC concede licenze alle stazioni televisive nell’interesse pubblico. Ma nessun insieme di fatti può dirci qual è l’interesse pubblico. Come risultato di questo riconoscimento, il diritto amministrativo è stato riformato dalla legge sulla procedura amministrativa per richiedere un maggiore contributo pubblico sulle regole e una revisione più approfondita delle regole da parte della magistratura. Da quando Ronald Reagan,ogni presidente ha anche richiesto che le regole principali siano controllate a livello centrale per assicurarsi che siano coerenti con le scelte politiche generali dell’amministrazione.

Ma il mantra del “seguire la scienza” è ancora più problematico quando applicato alla politica che all’amministrazione. Non è possibile rendere la politica sussidiaria alla scienza. In primo luogo, i fatti sono oggetto di controversia, così come alcuni di quelli sul cambiamento climatico, ad esempio. In secondo luogo, è probabile che nessuna serie di fatti determini alcun risultato. Le politiche sui cambiamenti climatici influenzano la crescita economica e questa è un’altra serie di fatti che devono essere indagati.  E come James Rogers ha notato in questo sito , la radicale incertezza presente nella maggior parte dei giudizi sugli affari umani richiede giudizi prudenziali, non solo modelli scientifici.

Ma soprattutto, la politica richiede un dibattito sui valori, non solo sui fatti. Ci sono compromessi tra diverse politiche. Il Green New Deal può ostacolare la crescita economica e quindi danneggiare le generazioni a venire. Di conseguenza, potrebbe essere più saggio adattarsi a un clima caldo piuttosto che cercare di prevenirlo a caro prezzo. Inoltre, è una questione di valore, non di fatto, su chi dovrebbe sopportare il peso delle politiche sui cambiamenti climatici: questa generazione o le generazioni future che, a causa dell’accelerazione tecnologica, potrebbero essere sostanzialmente più ricche.

La visione del nastro trasportatore della politica si basa in ultima analisi su un errore filosofico. Non si possono derivare “dichiarazioni dovute” da “affermazioni”. David Hume ha dimostrato questo punto secoli fa. Questo riconoscimento non serve a svalutare la scienza. Usare la scienza per valutare i probabili costi e benefici delle politiche a vantaggio della scienza ci aiuta a fare migliori compromessi, qualunque siano i valori che adottiamo. Ma non può sostituire i dibattiti tra valori diversi o determinare i compromessi appropriati tra loro.

Se il nastro trasportatore della scienza che detta la politica è caduto in disgrazia nel diritto amministrativo ed è ancora più evidentemente inapplicabile alla politica in generale, perché così tanti politici stanno tornando alla sua retorica? Il motivo è che, anche se è una tradizione intellettualmente fallita, rimane politicamente utile. Lo scientismo è un tentativo di chiudere i dibattiti politici. Sposta la discussione da questioni di valore, accessibili a tutti, a questioni di fatto che sono nel dominio degli esperti, spostando così il terreno del dibattito. Inoltre ostacola l’evoluzione del consenso degli esperti, perché quando la scienza diventa una copertura per la politica, dissentire dalle linee di partito diventa più difficile anche per gli esperti. E permette ai progressisti di ritrarre i loro avversari come ignoranti. Questo è stato un tropo comune della politica progressista:i conservatori sono il partito stupido.

Ma nascondersi dietro la scienza è un male per la politica e peggio per la salute civica della nazione. Il blocco è un esempio calzante. Semplicemente non è vero che i fatti sulla trasmissione del virus siano sufficienti a giustificare da soli un blocco. Una politica di blocco può aiutare a prevenire trasmissioni e alcuni decessi. Ma comporta anche costi enormi per l’economia, per la nostra vita culturale e per il benessere mentale degli americani. Sia la minore crescita che la diminuzione della salute mentale provocano morti e altri danni. Può darsi che il blocco sia stato un fattore che ha contribuito alle rivolte che hanno colpito molte città in tutta la nazione. Questo non vuol dire che un blocco particolare non sia giustificato. Ma imporre un blocco non è una decisione che può essere basata solo sulla scienza. Anziché,richiede giudizi prudenziali del tipo che eleggiamo per fare i leader. Mentre questo saggio veniva scritto, l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato  che i blocchi non dovrebbero essere il metodo principale per controllare il virus. Questo cambiamento di posizione evidenzia i pericoli di legare la politica pubblica a rivendicazioni sulla scienza contestabile.

Leggi la storia completa qui …

 

Pubblicato su: https://www.technocracy.news/technopopulism-blinded-by-scientism/

 

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La fomentazione e ascesa del tecnopopulismo

 

Wikipedia Commons 

L’istabilità globale e l’ascesa del tecnopulismo

di Andy Langenkamp dal Sito Web TheHill traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese 

Andy Langenkamp è analista politico senior presso ECR Research e commentatore politico, specializzato nella valutazione delle ripercussioni sui mercati finanziari di eventi economici e geopolitici.

Le persone di sinistra si ribellano nelle strade di tutto il mondo per protestare contro qualsiasi status quo esistente, ma mentre si fondono inconsapevolmente con la tecnocrazia che potrebbero per principio anche odiare, stanno fomentando l’ascesa del tecnopopulismo.  

fonte

Il mondo sta diventando più instabile

Dalle nazioni in via di sviluppo ai paesi ricchi, le persone scendono in strada. 

Le proteste stanno portando a spargimenti di sangue dal Sud America all’Asia. Le ragioni delle proteste sono diverse, ma ci sono una serie di domande latenti:

Perché non tutti beneficiano in egual misura dell’aumento della prosperità?

Perché le nostre libertà sono colpite?

Perché le élite politiche si arricchiscono?

Le manifestazioni e il profondo malcontento possono essere ricondotti alla crisi del neoliberalismo e alla risposta populista a questo. 

Le proteste possono quindi essere viste come una faccia della medaglia, con l’altra che è la cuspide dell’America corporativa che chiede un focus oltre l’onnipotente azionista. 

Ad agosto, la Business Roundtable (BR) ha preso le distanze dall’adagio secondo cui l’unica ragione di esistenza delle società è quella di soddisfare i propri azionisti, sostenendo che anche gli interessi dei dipendenti, dei clienti e della società nel loro insieme dovrebbero avere un posto di rilievo nelle operazioni del mondo degli affari.

L’appello di BR arriva quando le élite imprenditoriali temono che i governi e le popolazioni prendano in mano la situazione, ad esempio attraverso imposte molto più elevate su profitti, espropri, frazionamento di società, ecc.

In sostanza, la più importante questione politico-economica contemporanea è come riunire tre obiettivi nel miglior modo possibile:

  • crescita economica ragionevole o elevata
  • una divisione più equa della prosperità (è ovviamente possibile discutere all’infinito di ciò che è giusto)
  • la protezione della terra, in modo che anche le generazioni future possano condurre una vita buona

Il populismo potrebbe offrire qualcosa di buono in questo senso, se ha davvero svegliato l’élite e incoraggiato le riforme prima che l’intero sistema minacci di essere abbattuto.

La storia degli Stati Uniti ce lo dimostra…

Alla fine del 19°secolo, la disuguaglianza era sfuggita al controllo. Il passaggio da una società agricola a una industriale ha fatto sì che in particolare molti agricoltori finissero in bancarotta.

Una depressione di 10 anni, dal 1873 in poi, causò ancora più sofferenza. Il governo era abbastanza impotente e fece poco.

L’emergente ondata di populismo ha trovato la sua espressione nel Partito Popolare, noto anche come Partito Populista, e nel suo programma di partito, la Piattaforma Omaha del 1892 c’era il seguente frammento:

Ci troviamo nel mezzo di una nazione portata sull’orlo della rovina morale, politica e materiale.

La corruzione domina l’urna, le legislature, il congresso e tocca persino la veste d’ermellino. 

Le persone sono demoralizzate…

Le istituzioni erano molto preoccupate.

Per molto tempo, è parso che il Partito Populista fosse sulla buona strada per prendere il potere, ma è crollato.

Tuttavia, ha aperto la strada alle riforme delle istituzioni politiche ed economiche da parte dei presidenti Roosevelt, Taft e Wilson, che hanno contribuito a rendere la democrazia capitalista più gratificante per le masse e a prevenire il collasso dell’intero sistema.

In questo senso, il populismo è radicato nella democrazia ed è forse un meccanismo di correzione necessario.

Come affermano Daron Acemoglu e James A. Robinson:

Quando lo stato e le élite diventano troppo potenti, aprono la strada al dispotismo che mette a tacere o costringe gli altri a seguirlo (pensate alla Cina).

Ma… quando quelle che non sono élite diventano troppo potenti, il risultato non è la libertà ma lo sgregamento dello stato.

Mentre disobbediscono e smantellano le istituzioni statali, quelle istituzioni si atrofizzano, le leggi diventano inefficaci, la libertà viene erosa e le funzioni chiave del governo sono emarginate.

Il pendolo oscilla continuamente avanti e indietro tra la troppa potenza dell’élite e la ribellione delle masse.

È importante seguire una via di mezzo – con l’elite insediata in modo abbastanza sicuro tanto da facilitare il corretto funzionamento delle istituzioni della democrazia capitalista, ma non nella misura in cui prevalgano il clientelismo e la corruzione.

Allo stesso tempo, la società nel suo insieme dovrebbe beneficiare sufficientemente della crescita della prosperità ed essere sicura nella consapevolezza di poter chiamare l’élite a renderne conto quando è necessario. Le parti si sono allontanate troppo da questo corso intermedio.

– Da un lato, c’è il campo con un atteggiamento TINA(There Is No Althernative):

non esiste alternativa alla democrazia liberale.

A volte sono diventati ciechi ai lati oscuri della democrazia liberale, e questo ha portato a una tecnocrazia che è sfuggita al controllo, con i politici che sono essenzialmente manager

– D’altra parte, hai i nazionalisti come contromovimento, che si stanno spostando verso l’autoritarismo in molti luoghi costringendo i giudici a ritirarsi, soffocando la stampa e inclinando il campo da gioco in modo permanente contro gli avversari.

Molte delle attuali proteste in tutto il mondo sono il risultato di sistemi politici che offrono risposte inadeguate agli eccessi e agli spiacevoli effetti collaterali della globalizzazione, del libero mercato e delle burocrazie soffocanti.

Le persone stanno cercando febbrilmente modi di conciliare crescita, maggiore uguaglianza e sostenibilità in un’era di globalizzazione, l’enorme potere delle multinazionali e le forme di corruzione del vertice che sono chiaramente più visibili grazie a Internet e ad altre tecnologie moderne, mentre le proteste possono anche guadagnare slancio più facilmente.

Un’interazione negativa nasce tra più disordini e una crescita globale bassa persistente.

L’FMI e altre organizzazioni hanno continuato a ridurre le previsioni di crescita. Il dollaro si rafforzerà a medio termine, in parte a causa dello status di bene rifugio sicuro che ha ancora. Anche i prezzi delle materie prime continueranno ad essere sotto pressione.

Ciò è sfavorevole a molti mercati emergenti che sono già colpiti dalla turbolenza:

dipendono generalmente dalle esportazioni di materie prime e hanno stipulato enormi quantità di prestiti in dollari, il che rende i loro debiti sempre più difficili da sopportare.

Questo crea ancora più insoddisfazione e minaccia di innescare un circolo vizioso.

Inoltre, perché queste economie emergenti hanno popolazioni molto giovani e i giovani hanno maggiori probabilità di scendere in piazza.

Poi è probabile che la frustrazione continui ad aumentare, poiché l’ascesa democratica si è arrestata in tutto il mondo e le proteste sono certamente aumentate, ma il loro tasso di successo è diminuito enormemente.

Due decenni fa, sette proteste su 10 che chiedevano grandi riforme hanno portato a cambiamenti. 

Dalla metà del decennio precedente, questa percentuale è scesa costantemente al 30 percento.

L’instabilità mondiale crea anche ancora più incertezza tra multinazionali nei paesi occidentali sulla sostenibilità delle catene di produzione internazionali.

Questo li costringe a continuare a ridurre gli investimenti e assumere meno nuovo personale.

Chiaramente, a questo punto, gli sviluppi politici globali indicano un rafforzamento della pressione al ribasso sulla crescita economica invece di agire come fattori scatenanti per affrontare la debole crescita in misura sufficiente.

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/ 

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Quello che all’estero pensano di noi italiani

Wikimedia Commons, di Saffron Blaze  

Il Populismo si lega naturalmente alla tecnocrazia in Italia  

Postato da: Carlo Accetti,

Il movimento populista italiano continua ad abbracciare la tecnocrazia per formare un’alleanza naturale chiamata “tecnopopulismo”. I primi articoli di TN sono apparsi a metà 2018, e ora il globalista Financial Times l’ha notato. 

Il tecnopopulismo è la tendenza più pericolosa nella società moderna perché i populisti generalmente rifiutano la globalizzazione ma poi si rivolgono alla tecnocrazia per gestire le loro società distrutte, non rendendosi conto che la tecnocrazia è la massima espressione della globalizzazione. 

Guarda anche:  

Il tecnopopulismo nasce in Italia fondendo tecnocrazia e populismo  

Instabilità globale e ascesa del tecnopopulismo  

L’argomento del tecnopolimismo come soluzione ai problemi economici 

⁃ Editor TN

Il nuovo governo di coalizione italiano, composto dal Movimento a cinque stelle e dal Partito democratico, è stato elogiato a livello internazionale in una pletora di improbabili complimenti da Jean-Claude Juncker, presidente uscente della Commissione europea e presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Vaticano.

Questa alleanza di ex nemici giurati non può essere spiegata semplicemente come uno sforzo per mantenere la Lega nazionalista di estrema destra di Matteo Salvini fuori dal potere. Piuttosto, il nuovo esperimento politico italiano rappresenta anche una sintesi delle due forze principali che hanno definito la politica europea negli ultimi dieci anni: populismo e tecnocrazia.

Il movimento a cinque stelle è un partito populista per antonomasia. È cresciuto per la prima volta alla ribalta attraverso le veemente denunce del suo fondatore e leader carismatico Beppe Grillo sulle élite politiche (la casta) e rimane impegnato in una forma dal basso verso l’alto di democrazia diretta, che mette da parte il ruolo del Parlamento e delle istituzioni intermedie.

Tuttavia, il partito chiede ora un “governo responsabile” per evitare uno scontro con l’UE sul prossimo bilancio. Grillo ha anche suggerito che la squadra di governo dovrebbe essere composta da “tecnici” indipendenti, sebbene alla fine solo alcuni ministeri chiave non siano stati assegnati a funzionari esplicitamente partigiani.

Il PD è stato storicamente il partito della proprietà e della stabilità istituzionali. Si schierò dalla parte del sistema giudiziario del paese nella sua lotta contro l’ex primo ministro Silvio Berlusconi e fu uno dei principali sostenitori del governo tecnocratico di Mario Monti dopo la crisi economica del 2011. Tuttavia, ora chiede una “svolta radicale” nel modo in cui il paese è gestito e ha proposto che il nuovo dirigente sia etichettato come “governo della novità”.

Ciò che sta prendendo forma in Italia è un incrocio paradossale di populismo e tecnocrazia – o tecno-populismo. Coniuga un appello contro l’establishment e chiede un radicale cambiamento politico con rivendicazioni di responsabilità istituzionale e competenza fiscale, volte a rassicurare i partner internazionali e gli investitori globali. Ciò che li tiene insieme è ciò a cui entrambi si oppongono.

Lungi dall’essere in contrasto tra loro, populismo e tecnocrazia sono in realtà due facce della stessa medaglia. Come ha sottolineato lo scienziato politico Jan-Werner Müller, “il populismo sostiene che esiste solo una volontà autentica del popolo”, mentre “la tecnocrazia sostiene che esiste solo una soluzione politica corretta”. Condividono quindi una tensione profondamente anti-politica: ognuno afferma di possedere una sorta di “verità” che rende superflua la politica parlamentare e li porta a vedere gli avversari come nemici.

Non è un caso che sia il sig. Grillo sia l’ex primo ministro del PD, Matteo Renzi, abbiano descritto il sig. Salvini come un “barbaro”. Eppure Five Star sta appena uscendo da una coalizione con la Lega, e il governo di Renzi una volta ha fatto affidamento sui voti del centro-destra per mantenere il “pericoloso” Movimento a cinque stelle fuori dal potere.

In un sistema in cui il populismo e la tecnocrazia sono le uniche opzioni disponibili, ogni governo è tenuto a presentarsi come un modo per evitare la catastrofe, poiché l’opposto di “una volontà autentica del popolo” o “una soluzione politica corretta “Deve essere un errore politico o una cattiveria.

Leggi la storia completa qui … 

Fonte: https://www.technocracy.news/ 

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Un bailamme economico-finanziario-climatico

Italia sotto attacco: finanziario e climatico? 

di marceellopamio  

Il periodo storico che stiamo vivendo attualmente in Italia è certamente molto pregnante sotto vari punti di vista. 

Nonostante i tentativi beceri del Sistema di deviare l’attenzione pubblica mediante le armi di «distrazioni di massa» (tragedie umane, violenze e stupri di gruppo, innocenti incarcerati, ecc.), quello che sta avvenendo è scandaloso. E quello che sta avvenendo non deve essere percepito dal popolo-gregge.  

Il nocciolo della questione è questo: che piaccia o meno (che sia coerente o meno) in Italia c’è un governo democraticamente eletto dai cittadini. Abbiamo avuto una serie di governi tecnici (tecnicamente governi golpisti) che nessuno aveva voluto e/o votato. L’ultimo in ordine cronologico, sicuramente il più scandaloso, quello del Pd è stato una emanazione diretta dei Poteri Forti internazionali, e i risultati sono sotto gli occhi di coloro che ancora hanno dei neuroni adibiti a trasdurre la realtà: distruzione sistematica dello stato sociale.

Ora (apparentemente) le cose, anche a livelli internazionali, hanno preso un’altra piega, per qualcuno inaspettata: l’elezione di Donald Trump negli States, l’uscita dalla zona euro dell’Inghilterra e qui da noi l’elezione di un governo per così dire popolare.

Veniamo al punto: il governo giallo-verde, secondo l’establishment dittatoriale europeo, avrebbe la grave colpa di essere un governo populista, quindi molto pericoloso per la stabilità del Sistema stesso. 

Certi Poteri stanno temendo l’effetto domino: l’Italia potrebbe infatti essere un esempio per altri paesi e quindi generare a cascata una deriva destabilizzante per l’ordine costituito. Per questo e altri motivi si deve fermare con ogni mezzo lecito o meno. 

Attacco speculativo e finanziario 

Esistono vari strumenti per far ritornare all’ovile la pecora nera smarrita: dalle agenzie di rating, al fantomatico spread. 

Le agenzie di rating sono nate agli inizi del Novecento negli Stati Uniti e hanno lo scopo di analizzare la solidità finanziaria di soggetti quali stati, enti, governi, imprese, banche, assicurazioni. Le principali agenzie sono tutte statunitensi: Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. 

Il rating, che valuta l’entità del rischio di credito, si divide in due principali categorie: il rischio commerciale ed il rischio paese, ma non misura altri tipi di rischi quale il rischio di tasso o di cambio, ecc. La valutazione della capacità del debitore di far fronte al rimborso del proprio debito finanziario viene fornita ricorrendo ad una scala alfabetica, che va da un valore massimo ad uno minimo.

Un monitoraggio effettuato dall’Adusbef su oltre 1.000 “report” emessi a pagamento dalle maggiori agenzie di rating, anche di origine bancaria, ha rappresentato la prova che tali rapporti sono risultati sballati al 91% ed efficaci al 9%.  

Quando le agenzie diffondono su internet, tramite lettere finanziarie o stampa specializzata i loro reports su società quotate, i consigli (ad acquistare: buy; vendere: sell; o tenere: hold ) 9 volte su 10 si sono rivelati vere e proprie bufale a danno dei risparmiatori i quali hanno messo a repentaglio il loro risparmio, con perdite maggiori rispetto alla loro normale capacità di investimento. 

Le società di rating essendo pagate dai committenti e non dagli investitori, sono portatrici sane di un conflitto di interessi gravissimo. 

Il 19 ottobre 2006, 2 delle 3 agenzie di rating che agiscono in regime di oligopolio, hanno declassato l’Italia, hanno dato cioè un voto negativo alla capacità dell’Italia di gestire la sua economia.

Non è la prima volta che questo accade, infatti nell’agosto 1992, Standard & Poor’s declassava il debito italiano e casualmente a settembre, l’ebreo ungherese George Soros, speculava sterlina contro lira.

Il risultato è stato la svalutazione del 30% della lira, uscita dallo SME (mercato europeo) e l’apertura ai capitali anglo-statunitensi che sono entrati nel nostro paese per comprare a prezzi stracciati aziende e società importanti come Iri, Enel, Ina, Eni, Cirio, ecc. 

Grazie alla deregolamentazione dell’economia, queste agenzie sono diventate il “Grande Fratello” finanziario e hanno progressivamente accumulato un potere immenso, superiore a quello degli stati e delle banche centrali, determinando le decisioni di tutti gli attori economici globali. 

Dietro le agenzie… 

Le «tre sorelle» del rating non sono solamente l’espressione dell’intreccio dominante delle multinazionali, ma una vera e propria struttura organizzata delle principali banche planetarie che controllano il sistema finanziario e debitorio delle nazioni e di tutti i settori dell’economia sia privata che pubblica.  

Dietro le potentissime agenzie ci sono infatti i soliti noti, come Capital World Investors, The Vanguard Group, BlackRock Fund Advisors, State Street Global Advisors. 

Eccoli qua i signori della finanzia internazionale, coloro che decidono le sorti di società, multinazionali, governi e paesi.  

Attacco all’Italia 

E’ fuori da ogni discussione che nel nostro paese sta imperversando dall’esterno una vera e propria dittatura finanziaria e politica (Commissione Europea e banchieri internazionali) che a colpi di normative, spread e declassamenti vuole da una parte avvertire il governo di turno, e dall’altra intimorire le masse mediante spauracchi. 

Si tratta di strategie magistrali che hanno lo scopo di indurre nel cervello delle persone la paura del cambiamento. E’ sempre meglio che le masse «preferiscano rimanere nelle loro catene abbandonando ogni velleità di liberazione».[1]  

La paura di perdere denari, di inficiare il tasso del mutuo, di perdere valore di acquisto sta letteralmente bloccando e condizionando milioni di coscienze.

Una conferma arriva da «Zero Hedge», uno dei più importanti siti economici alternativi americano. 

«L’Establishment europeo ha appena dichiarato guerra all’Italia» è il titolo con cui Zero Hedge commenta un’intervista alla CNBC di Jeroen Dijsselbloem, l’ex ministro delle finanze olandese che è stato presidente dell’Eurogruppo. 

Nell’intervista Dijsselbloem invita apertamente la speculazione a lanciare un attacco alle finanze italiane, spiegando loro (ai mercati) esattamente come devono fare.[2]  

La cosa gravissima è queste dichiarazioni sono uscite dalla bocca di un «consigliere strategico del Meccanismo Europeo di Stabilità, EMS», ossia quell’istituzione europea che dovrebbe fornire assistenza ai paesi dell’area euro che sono in crisi economica, e al quale l’Italia partecipa con più di 125 miliardi di euro, di cui oltre 14 miliardi già versati. 

Ci si mette pure il clima 

Non bastavano le critiche e gli attacchi politici da parte dell’Unione Europea, le speculazioni da parte delle istituzioni finanziarie globaliste, ora ci si mette anche il clima. 

Il cambiamento climatico è oramai una verità oggettiva fuori da ogni discussione, se poi sia un fenomeno ciclico naturale o del tutto innaturale causato dall’uomo, questo è un altro discorso.

In questa sede interessa solo la guerra climatica. Usciamo una volta per tutte dall’aureola della cospirazione perché oggi sappiamo che la «guerra climatica» è una triste realtà. Lo sappiamo anche grazie alla denuncia di Fabio Mini, generale della Nato. 

Secondo Mini: «La guerra ambientale non è più solo una ipotesi: è già in atto. Ma guai a dirlo, si passa per pazzi». 

«La bomba climatica è la nuova arma di distruzione di massa a cui si sta lavorando in gran segreto per acquisire vantaggi inimmaginabili su scala planetaria. Alluvioni, terremoti, tsunami, siccità, cataclismi. Uno scenario che purtroppo non è più fantascienza».

«I militari hanno già la capacità di condizionare l’ambiente: tornado, uragani, terremoti e tsunami alterati o addirittura provocati dall’uomo sono una possibilità concreta»[3]  

Se è vero quello che dice il generale, oggi i militari possiedono e usano una tecnologia in grado di modificare a proprio piacimento il clima di una regione. 

Per cui se il governo di un paese qualsiasi non si sta comportando secondo il ruolino di marcia imposto dal regime, il Sistema può interferire direttamente e/o indirettamente sul clima (Haarp, scie chimiche, ecc. ma anche sul lato economico-finanziario e sanitario con epidemie) facendo piegare le ginocchia ai governanti di turno. 

Viene da sé che in uno stato di calamità o di crisi diventa molto complesso portare avanti le proprie politiche per chi è al comando, anche perché essendo ancora dentro il meccanismo europeo (vera e propria prigione che ha di fatto cancellato le sovranità), non si possono mettere in atto politiche economiche e monetarie (stampare moneta per esempio), per cui si finirà incastrati ancor di più nella morsa degli aguzzini. A meno che… 

Con questo non si vuole affermare che la situazione post-apocalittica che stiamo vivendo in queste ore in Italia sia una macchinazione diabolica di qualche mente perversa, ma la sincronicità quasi perfetta con gli altri accadimenti economico-finanziari fa sorgere almeno qualche dubbio… 

Nonostante tutto questo bailamme economico-finanziario-climatico, il Regime che sta facendo di tutto per non perdere il potere acquisito è prossimo al collasso. E lo sanno alla perfezione. 

Quello che è in atto – ignorato e oscurato volutamente dai media mainstream – è un profondissimo e inesorabile risveglio di coscienze. Certamente un processo lento, ma inesorabile e inarrestabile. 

E va anche detto che dietro a questo movimento, altri governi stanno lavorando nell’ombra, non per contrastarlo ma per agevolarlo…

Note   

[1] Diego Fusaro citazione   

[2] «Hanno progettato il golpe. Per aggiotaggio», Maurizio Blondet, www.maurizioblondet.it/hanno-progettato-il-golpe-dijsselbloem-lo-ha-ammesso/  

[3] «Clima impazzito? No è guerra climatica» Fabio Mini generale Nato,  http://retenews24.it/clima-impazzito-no-e-guerra-climatica-parla-il-generale-nato-ecco-costa-accadendo-davvero-e-cosa-accadra-entro-il-2025/   

Fonte: https://disinformazione.it/ 

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Almanacco di luglio 2018

LA CHIESA CONDANNA SALVINI, MA CON CHE FACCIA? (mettere preti, immobili e miliardi dove stanno le preghiere)   
 
 
La Chiesa di Bergoglio si cucia la bocca prima di condannare Salvini, ipocriti. 
 
E’ facile sparare su Matteo Salvini il “razzista”, il “sorridente sui cadaveri color scuro”, perché Matteo Salvini è in effetti colpevole di ambiguità umanitaria. Primo, non ha mai preso chiare distanze dal razzismo becero e disumano a cui il suo trionfo ha dato la stura in Italia. Chi non vive sui Social non immagina l’orda di bruti e soprattutto brute fasci-nazi-razzisti che dilaga là fuori al grido “Non toccate Salvini” e il porcile agghiacciante che arrivano a pronunciare su quella che è una tragedia storica. Secondo, il leader leghista si contenta di risbattere il problema là dove si è originato, e non ha neppure l’ombra di un disegno politico sistemico di cui l’Italia si faccia portavoce nel G7 per fermare gli immensi flussi (fra 12 anni 1,3 miliardi d’indiani avranno la metà dell’acqua per vivere, e dove vanno?). Questo è meno che umano nel momento in cui Salvini non dice che i migranti, soprattutto quelli economici, hanno crediti di trilioni di dollari e di centinaia di milioni di vittime verso le nostre società, perché sulle loro risorse è stato creato tutto ciò che abbiamo, e ancora accade. Sarebbe gradito che un Paolo Becchi suggerisse a Matteo Salvini di rimediare con urgenza a entrambi i punti, mentre giustamente ferma gli arrivi caotici in Italia
 
Ma che a crocifiggere il leghista sia la Chiesa è molto oltre l’inaccettabile. 
 
Nel 2014 il Ministro delle Finanze Vaticane, Cardinale George Pell, disse che “… abbiamo scoperto centinaia di milioni di euro nascosti in conti dimenticati di cui non avevamo rendicontazione”. E questi sono solo gli spiccioli di Papa Bergoglio.
 
Secondo l’International Business Times, il Vaticano gestisce strumenti d’investimento per 6 miliardi di euro; ha 700 milioni investiti sulle Borse; tiene 20 milioni di dollari in oro alla Federal Reserve in USA. 
 
Il gioielliere Bulgari a Londra paga l’affitto alla Chiesa di Roma in uno dei palazzi meglio prezzati del mondo a New Bond Street. L’investment bank Altium Capital idem, nella prestigiosa St James’s Square. Secondo il Consiglio d’Europa il merchant banker dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), Paolo Mennini, nel 2012 da solo gestiva 680 milioni di euro per i Cardinali, i quali solamente dallo IOR ricevono dividendi per 60 milioni annui. 
 
I valori delle proprietà immobiliari usate per profitto commerciale e speculativo dalla Santa Sede sono impossibili da calcolare, ma ecco un’idea: il Sole24Ore ha stimato che la sola ‘agenzia immobiliare’ vaticana chiamata APSA, diretta fino al 2016 dal Cardinale Domenico Calcagno, gestisce 10 miliardi di euro in immobili commerciali (esclusi quindi chiese, canoniche, seminari ecc.) che, si ribadisce, è solo una vaga idea del totale in mano alla Santa Sede nel mondo. 
 
Allora, è accettabile che le ‘belle anime’ cattoliche italiane, di cui l’innominabile Catto-Sinistra è pregna, si permettano di tuonare dalle pagine ad esempio di Famiglia Cristiana contro Salvini perché “ha mosso critiche al mondo cattolico che accoglie i migranti”? Accoglie i migranti? Ah, davvero? E come li accoglie? Con quanti denari concretamente sborsati fra i sopraccitati miliardi che tengono in speculazioni finanziarie e di Borsa? Può la Santa Sede mostrarci le cifre? In quanti immobili milionari che posseggono li hanno accolti, quanti sono stati allestiti per loro? Può la Santa Sede, che millanta di “accogliere”, fornirci le mappe? Ma con che inguardabile faccia questi ipocriti intimidiscono con l’abietta superstizione del senso di colpa il Salvini e i suoi elettori? 
 
Allora, Papa Bergoglio, prima di condannare i peccatori, veda di mettere le gabbane dei suoi preti, i miliardi delle vostre speculazioni e le migliaia di proprietà dove stanno le vostre parole. E se proprio dovete sdoganare la politica leghista sulla tragedia dei migranti come politica criminale contro gli innocenti – che non è, perché al peggio è gretta insensibilità dettata da meschina ignoranza personale o da vere difficoltà economiche – ecco chi davvero ha fatto in epoca contemporanea una politica criminale di massa contro gli innocenti, col crocifisso al collo: 
 
(da un mio articolo di 2 anni fa): “Nel 2012 persino JP Morgan ha dovuto prendere le distanze dallo IOR per sospetti di riciclaggio in armi. Vatileaks, scatenato da Gianluigi Nuzzi, già 3 anni fa rivelava il marciume criminale delle finanza vaticane. Mentre l’adorato Papa Francesco scalava in diligente silenzio i ranghi della Chiesa in Argentina, la P2 con lo IOR e Calvi erano i maggiori canali di forniture di missili Exocet proprio alla Giunta di Buenos Aires (30.000 morti), oltre ad armare criminali di massa e torturatori in Guatemala, Perù, Equador e Nicaragua. E scrive Vittorio Cotesta nel libro Global Society, Cosmopolitanism and Human Rights: “Uno dei maggiori obiettivi di questo network (IOR ecc. nda)… è di sostenere i golpisti che gli Stati Uniti e il Vaticano usano per schiacciare la Teologia della Liberazione”. Papa Francesco ne fu complice ideologico e, in due casi, anche fisico fino al 2013.”
 
Sono l’ultimo a sostenere Matteo Salvini in Italia, ma odio gli ipocriti. Creano molta più sofferenza dei razzisti, perché sono loro che al temine di epoche di disgustoso finto buonismo (vero PD?) tradiscono i popoli sui diritti fondamentali e li spingono all’aspetto più deteriore del Populismo, quello di rabbia cieca e poi infine anche disumana. Fonte

 

GIUDICE GIULIANO AMATO, ECCO QUAL E’ LO STATO RAZZISTA 

 
In Israele sorge un razzismo simile a quello del nazismo ai suoi inizi”. A dirlo non è un suprematista ariano, ma Zeev Sternhell, una delle grandi figure della cultura ebraica: membro dell’Accademia ebraica, docente all’università ebraica di Gerusalemme, storico di valore mondiale – i suoi saggi sulla storia dei fascismi europei sono fonti di riferimento esemplari sul tema. Adesso, in un intervento su Le Monde, Sternhell si domanda: quando precisamente questo stato “nato nel 1948, fondato sulle rovine dell’ebraismo … Leggi tutto

 

L’alleanza del Wifi, è in arrivo al tuo vicinato: Wireless 5G

Proprio come ogni nuova tecnologia pretende di offrire lo sviluppo più avanzato; che la loro definizione di progresso curerà i mali della società o faciliterà la vita eliminando la fatica di apparecchi antiquati, la Wifi Alliance è stato organizzato come una rete wireless in tutto il mondo per collegare “tutti e tutto, ovunque” in quanto prometteva “miglioramenti in quasi ogni aspetto della vita quotidiana“. 
 
L’Alleanza, che non ha pretese di potenziali problemi di salute o ambientali, ha ulteriormente proclamato (e potrebbe essere corretto) che ci sono ” più dispositivi wifi che persone sulla terra” . È l’esposizione inevitabile alle tecnologie wireless ubiquitarie in cui si trova il problema. 
 
Poco dopo la scoperta dei xray del 1895, la nuova tecnologia in erba non era priva di rischi per la salute di ustioni e perdita di capelli. Eppure l’uso della radiazione elettromagnetica (EMR) si è evoluto a un ritmo esponenziale drammatico dal giorno di Marie Curie in un settore onnipotente da mille miliardi di dollari creando un mondo totalmente dipendente dalle sue pericolose applicazioni wireless.  

Leggi tutto (articolo in lingua Iinglese)

 

 

Guerra al cancro: quanti morti dal 1950 ad oggi?

 
di Marcello Pamio 
 
Quando nel 1971 il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon firmò il «National Cancer Act», si diede ufficialmente inizio alla «guerra al cancro».
Una guerra violenta, combattuta a colpi di gas vescicanti e napalm in vena. Potremo dire senza sbagliare, l’unica vera guerra mondiale perché portata avanti da tutti i paesi del globo.
L’America è sempre stata la direttrice, e non a caso dopo Nixon tutti i presidenti che seguirono fecero lo stesso, e tra questi si distinse Barack Obama che arrivò a paragonare il conflitto alle «Missioni Apollo» della NASA. Infatti secondo lui, con il «Cancer Moonshot Initiative» l’America sfida il cancro: sarà come conquistare la Luna!

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 Lettera dalla Spagna nell’anno 2050

La tecnocrazia in Europa è garantita, come è chiaramente inteso da molti osservatori.
 
Questo scenario di un futuro disumanizzato in Spagna, è stato descritto da un Professore di Diritto Costituzionale dell’Unione Europea che vive a Santiago de Compostela. 
 
Attratte nell’illusione, 
 
“Il sovraccarico di informazioni unito a una miriade di insiemi di dati,in assenza di una guida ufficiale hanno reso le persone incapaci di discernere il vero dal falso, il giusto dallo sbagliato, mentre il reale e la realtà sono spariti dalla mente pubblica decenni fa.”
 
 
Nell’anno 2050, la Spagna, un tempo un orgoglioso impero globale composto da persone tutte di un pezzo, è diventata la copia perfetta di Bruxelles. 
 
Pochi paesi hanno trasformato la loro antropologia in modo così rapido e completo. La modernizzazione, la tecnocratizzazione e l’europeizzazione sono state spinte così drammaticamente da farla sembrare uno stato super-vassallo dell’Unione Europea. 
 
La ricerca della democrazia ha da tempo lasciato il posto alla ricerca della conformità. La cultura spagnola è piatta come una lastra di vetro. 
 
Gli spagnoli sono diventati “i Prussiani del Sud”, in contrasto con i loro ex cugini italiani, portoghesi e latino-americani.  
 
 

L’Italia a Bruxelles: un’offerta che non dovrebbe rifiutare

  

La roccia populista incontra il difficile posto nell’UE

Di Tom Longo   

Le cose si stanno muovendo rapidamente in Italia. Nel momento in cui provi a scrivere su ciò che sta accadendo, diventa obsoleto con il titolo successivo. Quindi, per questo pezzo voglio fare un passo indietro e guardare l’immagine più grande. 

Perché, una volta che la guardi in questo modo, non guarderai mai più l’Unione Europea allo stesso modo. 

L’UE è oltre ogni limite. Sanno che non possono lasciare che l’Italia lasci l’euro. Le mosse per fermare il Movimento a cinque stelle (M5S) e La Lega dalla formazione di un governo sono state pungenti e condannate al fallimento come i negoziati sulla Brexit.  

E la ragione di ciò è che non puoi governare senza il consenso della gente. La dirigenza dell’UE sta lavorando duramente per demoralizzare i britannici verso l’apparente inevitabilità del tradimento Brexit. George Soros sta ora pagando attivamente una campagna per tenere un secondo referendum. 

Probabilmente non apprezzeranno questo risultato, se dovesse accadere, rispetto a quello del primo.  

In Italia, gestiranno un simile libro di esercizi che hanno corso per demoralizzare la Grecia nei loro colloqui sul debito del 2015, ora che ai due partiti populisti è stato concesso di formare un governo.  

Ma basta guardare alla penisola iberica per vedere quale forte armamento un governo di cartello approvato dall’UE porta nel tempo. In primo luogo, i movimenti di secessione e la soppressione violenta e poi un rovesciamento politico. 

La carriera politica del premier spagnolo Mariano Rajoy è finita. E il motivo è dovuto alla sua brutale repressione sull’indipendenza della Catalogna l’anno scorso, mentre guidava un governo in stile cartello di Vichy. Rajoy non aveva alcun tipo di mandato popolare da governare. Ha semplicemente represso il movimento indipendentista catalano con una violenza sfrenata.  

E quell’incidente, insieme al consenso silenzioso dell’UE, ha posto la Spagna sulla strada che sta percorrendo oggi, respingendo a pieno titolo le richieste di Bruxelles / Berlino per l’austerità del settore pubblico mescolata con il completo rimborso del debito. 

Ma la Spagna non vuole essere governata da Bruxelles più di quanto la Catalogna voglia essere governata da Madrid, specialmente se Madrid è guidata da qualcuno le cui prime lealtà sono a Bruxelles. 

Prossima fermata la Gronda Italica

Con M5S e La Lega che costringono il presidente Mattarella ad accettare la realtà, il leader della Lega Matteo Salvini dimostra di saper suonare la politica populista fino in fondo. 

Questi due partiti euroscettici non possono essere divisi al primo segno di rifiuto delle élite che ogni giorno più italiani si diffidano. La lega ha raddoppiato il suo sostegno in meno di cinque mesi. Ora comanda un blocco di elettori grande quanto M5S. E questo dà loro un mandato ancora più forte per contrastare la corruzione a Roma. 

Ora che Mattarella ha ripiegato, è iniziata la prossima fase di attacco di Bruxelles all’Italia.  

Il presidente europeo Jean-Claude Juncker ha iniziato la pigra narrazione del Club Med prima che il nuovo primo ministro Guiseppe Conte prestasse giuramento. E’ un importante tassello per aiutare la Germania a mantenere la linea sulla rovinosa austerità imposta all’Italia dal 2011, che non ha fatto nulla per aiutare il paese e lo ha solo scavato ancora di più mentre porta il peso della rovinosa politica di immigrazione del cancelliere tedesco Angela Merkel.

Juncker ha detto: 

Ma non posso più accettare che tutto ciò che è sbagliato nel sud Italia è spiegato dal fatto che l’UE, la Commissione europea non farà abbastanza”, ha detto in una sessione di domande e risposte a Bruxelles.

Gli italiani devono prendersi cura delle regioni povere d’Italia. Ciò significa più lavoro, meno corruzione, serietà.

Li aiuteremo come abbiamo sempre fatto. Ma non giocare a questo gioco di carico con responsabilità dell’UE. Un paese è un paese, una nazione è una nazione. Prima i paesi, l’Europa in secondo luogo.

Queste parole provengono dallo stesso uomo che ha detto, “Non ci può essere alcuna opposizione democratica ai trattati europei”. Prima Paese? Penso che Juncker ne abbia avuto uno di troppo prima di passare davanti a quel microfono. 

No. Quello che succederà dopo è che Bruxelles inizierà l’ostruzionismo sulla ristrutturazione del debito e le regole fiscali. Proverà a sembrare che stia negoziando quando davvero non succederà nulla del genere. 

Ci sarà l’inevitabile “vergogna del debito” e il pieno disprezzo culturale. Il nuovo governo deve essere immune a queste tattiche se vogliono sopravvivere e invece attuare il suo programma e lasciare gli stufati di Bruxelles.  

L’Italia, alla fine, sarà costretta a fare ciò che è necessario, innescare il mercato con una nuova moneta nazionale, secondo il piano della coalizione per un Mini-BOT e rendere perfettamente chiaro agli elettori italiani che l’unico modo per riprendere il controllo L’Italia minaccia di bruciare l’intera zona euro lasciandola. 

Ci saranno sfide legali. Dichiarazioni incendiarie di persone come Juncker, politici tedeschi di ogni colore, il presidente della Commissione europea Donald Tusk e il resto. La FISM spargerà il suo sale sulle ferite e la stampa europea dipingerà gli italiani come spacciatori senza scrupoli che mordono la mano che li ha nutriti negli ultimi sette anni. 

Ci saranno mini-panici e quelli veri. Niente di tutto ciò importa. Quando devi dei trillioni bancari, non è un tuo problema.  

È della banca.  

La dura vendita

Per Salvini Lega e Di Maio, leader di M5S, il loro compito è quello di riflettere queste tattiche e amplificarle. L’unica ragione per cui l’UE ha tenuto in vita l’Italia non è per l’Italia ma per se  stessa. L’Italia avrebbe potuto uscire nel 2011 o il debito sarebbe stato svalutato, ma non è stata l’integrità dell’Unione europea a venire prima e Bruxelles ha orchestrato un rovesciamento del governo Berlusconi per far marciare il barattolo fino a oggi. 

Hanno bisogno di ricordare a tutti quello che è successo alla Grecia, che tre anni dopo ha ancora bisogno di ulteriori ristrutturazioni del debito perché in un euro troppo caro la Grecia non sarà mai competitiva sul mercato mondiale. 

Estendi e fai finta. Spruzza e prega 

Salvini, che sarà il nuovo ministro degli Interni in Italia, è l’uomo giusto per chiamare la leadership di Bruxelles i cattivi autocrati che sono. Ora è in una posizione adeguata per invertire le regole sull’immigrazione dell’UE e portarle alla vista degli occhi.  

Ripetutamente. 

La risposta sarà più autocrazia da Bruxelles. Aspettatevi più “panico” del mercato, perché il debito italiano diventa senza risorse quando la BCE smette di comprare per alcuni giorni, come la scorsa settimana. Queste sono tattiche intimidatorie insieme a minacce di azioni legali e simili. 

Ma questo rende semplicemente il suo lavoro e quello di Conte molto più facile da vendere agli elettori di un’Italia indipendente e sovrana. E, inoltre, non dimenticare mai chi è il principale perdente se il debito italiano fallisce?  

Non l’Italia. Possono esserne liberi per la lira sull’euro.  

Il grande perdente è la BCE e l’UE in quanto dovranno affrontare le perdite di aver comprato tutta questa spazzatura pensando di poterla usare come leva futura per far vergognare gli italiani.  

Dall’altro lato il presidente Trump sta stringendo Merkel, Juncker et.al. sulle tariffe. E mentre questo potrebbe dare il risultato positivo di spingere l’UE verso la Russia e la Cina indebolendo la NATO, rafforza anche la mano dei paesi di Visegrad, dal momento che non sono nella zona euro. 

La Polonia, l’Ungheria e il resto beneficeranno tutti delle tariffe in acciaio e alluminio di Trump, poiché gli investimenti si riverseranno e indeboliranno ulteriormente le sfide legali della Merkel su cose come il muro di confine dell’Ungheria e le leggi anti-ONG e le modifiche della Polonia al suo sistema giudiziario.  

Juncker parla di un bel gioco sul “paese prima”, ma solo quando promuove le ambizioni dell’UE. 

Anche se Juncker et.al. sono in grado di rompere gli italiani di nuovo e tenerli legati all’euro, sarà una vittoria di Pirro. Perché in nessun modo la Germania può continuare a sostenere l’intera UE senza una significativa rivalutazione e ristrutturazione dell’intero progetto. 

E quando avranno finito di insultare tutti per vincere la giornata, nessuno vorrà più essere governato da loro. Salveranno l’UE costringendo tutti ad affogarci. D’altra parte, Salvini e gli italiani faranno a Bruxelles un’offerta che non dovrebbe rifiutare:  

Lasciateci andare, diversamente l’Europa accetti la responsabilità per tutti allo stesso modo o facciamo saltare tutto.   

https://www.strategic-culture.org/ 

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L’era degli imbecilli

L’uomo è un animale intelligente che si comporta come un imbecille 

di Umair Haque 13 Marzo 2018 dal Sito web Eudaimonia traduzione di Claudiordali  Versione originale in inglese  

Il mondo sta diventando catastroficamente stupido. Ecco come non farne parte…  

Ci scommetto che in questi giorni, appena dopo aver letto i titoli dei notiziari e dei giornali, scuotendo la testa avrete borbottato qualcosa come:

“Gesù. Viviamo in un’epoca piena di stupidi incredibilmente catastrofici…” 

Non vi state sbagliando affatto.   

Circa un decennio fa, sulla scia della crisi finanziaria, è successo qualcosa. Siccome il mondo si è ritrovato ancora una volta povero, si è cominciato a riscrivere una vecchia storia.   

Da qualche parte dentro al cuore umano, ci fu un’esplosione e uno strano tsunami cominciò a fremere per tutto il globo: un borbottio e un mormorio formato da ogni forma inimmaginabile di stupidità: 

un mix di follia, beata ignoranza, avidità autodistruttiva, disprezzo spericolato e crudeltà ottusa, ha cominciato a sfilare facendosi passare per illuminazione. 

Per cui, ora c’è uno tsunami di imbecillità che sta roteando per il mondo come una bomba termonucleare al rallentatore. I suoi lampi di follia fanno rabbrividire.   

Si vedono le nuvole dell’idiozia che gli fluttuano attorno. Qui di seguito elenco i cinque tipi di stupidità che distruggono il mondo, perché dovete sapere che in questi giorni, il nostro primo compito come esseri umani è quello di non farci trasformare in imbecilli da questa ondata di follia.  

La stupidità Economica, ossia 

  • il nazionalismo 
  • il populismo e 
  • l’austerità, 

…tre parole che abilmente significano la stessa cosa.  

L’idea è che, 

“non ci sono i soldi per pagarla!”, 

…di qualunque cosa si tratti, 

  • mense scolastiche 
  • assistenza sanitaria 
  • istruzione 
  • parchi pubblici 
  • biblioteche 
  • mezzi di informazione 
  • treni… 

Certo che ci sono i soldi.  

Cosa pensate che significano i tassi d’interesse pari a zero?  

Significa che ci sono tantissimi soldi nelle casse del tesoro dell’economia globale; significa che il bottino accumulato dai vari Jeff Bezos e Bill Gates è così enorme che non si sa più dove metterlo.

Non c’è più posto. 

tutti gli yacht, le ville da lusso e i castelli, sono stati già comprati.

Se non c’è nada da comprare, il tasso d’interesse per i prestiti equivale a zilch, ossia niente di niente.  

Interessi zero non significa solo che, 

“la società può avere dei prestiti gratis e dare a tutti l’assistenza sanitaria, l’istruzione, un’entrata e qualcosa da risparmiare”, 

… significa anche che se non si fa così , l’economia andrà dritta verso l’oblio

perché quel denaro continuerà ad accumularsi, anziché servire per fare qualcosa di utile, vantaggioso e necessario.   

Ora, qual è il principale esempio di austerity? L’America, ovviamente…   

Grazie a quattro decenni di gente che ha distrutto e sta stupidamente distruggendo il suo stesso governo, quella stessa gente vive indegnamente: 

non hanno assistenza sanitaria, liquidazione, pensione, formule di salvataggio e quindi, non hanno mobilità, opportunità, stabilità, sicurezza e quindi, abbastanza ragionevolmente, non hanno più speranza e ottimismo, motivo per cui stanno usando delle droghe ancora più pesanti per intorpidire tutto questo dolore. 

Ma, ecco il punto, 

  • il nazionalista dice, 
  • “prima gli americani!” 
  • … che molto ironicamente vuole dire, 
  • “dopo gli altri!” 

È così stupido da investire nella sua stessa società.

Anzi, vuole cacciare i capri espiatori, escludere la minoranza e disprezzare i deboli.

Robert Mueller su Trump “O ha delle palle enormi, o è mostruosamente stupido” Fonte

Non riesce nemmeno a vedere che “noi prima” e “loro dopo” non sono due opposti, ma molto spesso vanno di pari passo in una corsa verso l’abisso. Bah, solo un vero imbecille potrebbe confondersi.  

Quindi, la prossima (la seconda) forma di stupidità è la stupidità sociale…   

La stupidità sociale sta nell’idea che una società possa funzionare senza un contratto sociale. Che la Uber possa sostituire le ambulanze, che gli hyperloop siano in grado di rimpiazzare gli autobus e… qual è la prossima?  

Che i distributori automatici possano sostituire gli ospedali e le scuole, suppongo. 

“Aspetta, Umair!”, non piangere. “Chi potrebbe essere così stupido da crederci? LOL!” 

Ahimè, a quanto pare… c’è pieno…   

E tutti quei partiti estremisti che stanno nascendo in tutto il mondo? Guardano all’America come un esempio, non come un avvertimento.  

Questo è quello che vogliono diventare. Per cui, i pomposi demagoghi che tirano le fila stanno per tagliare i servizi pubblici, decostruire la governance, distruggere il contratto sociale e sostituirlo con varie forme di autoritarismo, cleptocrazia e feudalesimo, che non sanno cosa sia un contratto sociale e un impegno di fedeltà.    

Agli esseri umani ci sono voluti millenni per sviluppare i cosiddetti contratti sociali, eppure eccoci qui: ogni mese torniamo indietro di secoli.   

Ma non sono solo i demagoghi e gli estremisti che esprimono fedeltà in questi giorni, vero? Ho letto un articolo su The Guardian, dove Elon Musk ha detto che per sopravvivere alla prossima guerra mondiale, dovremo colonizzare Marte. Ahahaha LOL.

Elon, amico mio. Forse, sarebbe meglio provare a prevenirla… la prossima guerra mondiale. Sai cosa intendo? Salvare milioni di vite, invece di scappare via mentre si trasformano in polvere radioattiva.  

Ecco la terza forma di stupidità, quella tecnologica.  

Potremo chiamarla tecno-determinismo – è l’idea che le soluzioni ai nostri problemi possano essere progettate, come ad esempio, andare su Marte. Elon non ha affatto considerato che se gli esseri umani guerrafondai vanno su un altro pianeta, tutto ciò che potrebbe succedere sono solo delle guerre mondiali su Marte, Venere e Plutone.   

Non si possono risolvere i problemi umani con la tecnologia.   

Questo è il motivo per cui,

  • Twitter si è trasformato nel più grande cesso emozionale del mondo  
  • Facebook fa un sacco di soldi a spese della democrazia  
  • YouTube è diventato un posto frequentato da ragazzi che vogliono istruirsi e imparare a dovere argomenti come l’omicidio, il bullismo e la tortura, non da ragazzi che vogliono studiare, per esempio, la letteratura rinascimentale e gli acquerelli.

Questa forma di stupidità, il tecno-determinismo, è molto più grande di quanto si possa pensare. 

Fatemi provare a condensarla. Pensate davvero che si possano vedere i problemi umani senza mai leggere un libro, guardare un’opera teatrale, studiare noi stessi e imparare la storia? 

Se ce la fate, congratulazioni. Siete dei tecno-deterministi, solo che non lo sapete. 

Tuttavia, il determinismo tecnologico non sta solo nella sua ricerca furiosa di soluzioni facili, comode e per cui non c’è bisogno di pensare, far delle considerazioni, riflettere o crescere.  

Questo mi porta alla quarta forma di stupidità. Quella culturale.   

La chiamerò salvazionismo.

  • La salvezza è nel mondo che viene, quindi chi ha bisogno di questo?  
  • L’ascesa di demagoghi e uomini forti.

La salvezza, ossia la sicurezza tra le braccia muscolose di papà.  

La nascita di forme bizzarre di pensiero magico, sia di sinistra che di destra, (la versione di destra è la “scienza razziale” e il determinismo genetico, proprio come ai bei vecchi tempi del Nazismo, mentre la versione di sinistra è l’idea che sta urlando Donald Trump su Twitter) stanno effettivamente risolvendo i problemi di povertà, abuso e violenza?   

La salvezza, amici miei…  

Ovunque voltiamo lo sguardo, vediamo della gente che vuole una via d’uscita da quest’epoca. Non dovrà sorprenderci se cercherà la più semplice e la meno dolorosa. Magari quelli che si drogano d’oppio vi fanno ridere, ma son pronto a scommettere che se doveste guardarvi un po’ più attentamente, beh…    

E questo mi porta alla quinta e ultima forma di stupidità.

È la più grande di tutte ed è psicologica. Il rifiuto.   

Rifiutiamo e neghiamo, profondamente e intensamente… più o meno tutto. Prendiamo di nuovo l’America. Solo poche settimane fa, dei bambini sono stati massacrati con una mitragliatrice. La nazione è diventata isterica, ma ora è già tornata a occuparsi dei principali programmi TV.  

Il rifiuto. Nessuno può fingere di non sapere che dei bambini che si massacrano è una cosa terribile, ma ci si può rifiutare di pensarci, no? 

Potrei estendere questo esempio all’infinito, perché le mie prime quattro forme di stupidità sono anch’esse delle forme di rifiuto. 

Il nazionalismo, l’estremismo, la demagogia, la rinascita del nazismo letterale, il salvazionismo, il determinismo e tutte le altre molteplici e folli forme di stupidità che definiscono quest’epoca piena di idioti globalmente catastrofici, sono delle strategie di rifiuto e negazione.  

Negare a qualcun altro i suoi diritti, la sua dignità, una possibilità, un futuro, la propria appartenenza, il proprio sé.   

Cos’è il rifiuto? La scelta di restare ignoranti, una delusione di massa socialmente costruita e una presuntuosa follia riguardo al mondo, l’umanità, la vita e il prossimo. 

Le cose andranno bene, torneranno alla normalità. Al minimo accenno della più piccola e scomoda verità, incrociamo le dita e gridiamo “LA LA LA LA!!”, cambiamo canale velocemente, iniziamo ad odiare chi dice quelle cose e sicuramente non lo seguiamo più.   

Ora che vi ho messo in una posizione da cui non potete muovervi facilmente, eccovi alcune di quelle verità: 

  • Il clima sta cambiando 
  • La disuguaglianza sta aumentando 
  • La vita giovanile è decadente 
  • L’economia globale è allo sfascio 
  • La democrazia sta lentamente svanendo, se non morendo…

Siamo nella merda più profonda come mondo, specie ed esseri umani. Potrei andare avanti.  

Non intendo deprimervi. Scusate, ma non siete così importanti…

Il punto è che non si tratta di voi. Di cosa si tratta allora? Di questo. Tutto quanto. Il pianeta, la società, la democrazia, la vita, persino la vostra.  

La negazione è un modo per mantenere il nostro egoismo, aggrappandoci davvero all’illusione di essere onnipotenti.

“Se lo ignoro abbastanza a lungo, se ne andrà via!!”

Scusate, magari non vi importa molto, ma la grande verità di quest’epoca è proprio questa.   

Se solo ascoltassimo, in questi giorni il mondo ci sta dicendo qualcosa di importante. 

È che non ci importa affatto. Non in questo modo. Durante l’ultimo secolo abbiamo vissuto male e in maniera tutta sbagliata. 

  • Materialismo 
  • Razionalismo 
  • Individualismo 

E che cos’hanno prodotto? 

  • avidità 
  • brutalità 
  • malizia 
  • competizione… 

E queste, invece, cos’hanno prodotto? A livello umano, sotto i festoni e le guglie scintillanti? 

  • solitudine 
  • amarezza 
  • rabbia 
  • furia 
  • paura 
  • invidia 
  • disuguaglianza, stagnazione, immobilità e declino 
  • disperazione, crudeltà e infelicità senza senso. 

Siamo stati noi a scegliere tutto questo.

Questa mancanza di significato. Questa futilità, questo vuoto. L’abbiamo scelto dicendo che non ci importava nulla tranne che la vittoria, la conquista, la crudeltà, il possesso. Non ci importava niente se non avere il potere di non fare niente. 

Amici miei, questa è la definizione di imbecillità.   

Questa è l’era degli imbecilli 

Il punto è fare in modo che ci importi ancora. 

Della società, della democrazia, della prosperità, della vita, del pianeta, del prossimo… 

A quel punto conteremo di nuovo anche noi.   

Ma se non daremo importanza a queste cose, non ne avremo neanche noi. Svaniremo senza essere ricordati, come la polvere nel vento. Piccole creature cieche che pensavano di essere importanti – troppo divertente. Saremo spazzati via dagli oceani in un batter d’occhio e non ci sarà una stella nell’intero universo che verserà una lacrima…   

Questo è il messaggio di quest’epoca, il messaggio del momento, ma temo che non siamo ancora pronti a sentirlo. 

Cosa significa veramente la parola “stupido”?  

Significa qualcosa del tipo: 

“quello che pensavo fosse importante non lo era; quello che pensavo non lo fosse, lo era. Ho fatto tutto al contrario. Bah! Come sono stato stupido.” 

Non descrive forse il punto in cui ci troviamo oggi?  

Abbiamo reso tutto insignificante, tutto un gioco, una gara, un reality show, incluso noi stessi, continuiamo a farlo, e poi ci chiediamo… 

“ferma!! perché la mia vita non va da nessuna parte ?! Perché non conto niente?!” 

Ah, beh… 

… è perché per te niente ha importanza, incluso e partendo da te. Non ne ha il pianeta, la democrazia, la società, la prosperità, i tuoi nipotini e neppure la tua mente, il tuo cuore, il tuo corpo e la tua anima. 

Una persona del genere è un imbecille, una che non riesce a dare un significato al mondo, ma solo a togliergliene. 

E questo perché ingoiano delle menzogne a cui non credono nemmeno i bambini. 

  • La crudeltà è gentilezza 
  • Lascia il tuo vicino per ultimo 
  • Disprezza i deboli 
  • Odia gli stranieri

Queste bugie ci fanno diventare scemi, perché quando le crediamo vere, vale a dire quasi subito, ogni cosa non conta più eccetto i nostri desideri immediati, ma in questo modo niente conta più davvero, per cui alla fine restiamo sconcertati dalla mancanza di significato del nostro mondo, di noi stessi e delle nostre vite. 

Questo qui – dare, ottenere e ricavare dei significati – è un test che serve a vedere se c’è dell’intelligenza e gli esseri umani lo stanno sbagliando clamorosamente.  

Il mondo è stato inghiottito dagli stupidi, che è un modo per dire: 

ogni cosa non significa niente, proprio perché l’unico tipo di potere che desideriamo è il potere di togliere significato alle cose, anziché dargliene. 

Un mondo egoistico che prova piacere nel massimizzare i robot in carne umana, sarà felice di vedere che tutto brucia per un’altra botta di avidità, invidia, potere e odio.   

A questo livello di stupidità, la totale e assoluta mancanza di significato, vale a dire il totalitarismo, è ciò da cui dovrà cominciare il cambiamento, se vogliamo tornare di nuovo alle nostre vere sensazioni…   

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net 

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