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Almanacco di giugno 2019

fpz_20170611_2829PERCHÉ I ROCKEFELLER CERCANO DI DISTRUGGERE GLI AGRICOLTORI ?

Chiedeva William Engdahl* qualche tempo fa.

Per gran parte del secolo scorso, la cultura pop occidentale ha sistematicamente denigrato e sminuito quella che dovrebbe essere la professione più onorevole di tutte. Chi lavora la terra giorno dopo giorno per produrre il cibo che mangiamo ha troppo spesso assunto lo stesso stato sociale della terra che dissoda. Nessuno si pone una semplice domanda: cosa faremo una volta che avremo fatto fuori tutti gli agricoltori? Alcuni ingenui cittadini diranno: “Ma abbiamo la produzione industrializzata; ormai non c’è più bisogno di lavoro agricolo manuale.”

E i numeri sono davvero notevoli. Prendiamo gli Stati Uniti. Nel 1950 la popolazione totale era di 151.132.000 persone, di cui 25.058.000 agricoltori: poco più del 12% della forza lavoro totale. C’erano 5.388.000 aziende agricole con una dimensione media di 87 ettari. Quarant’anni dopo, nel 1990, gli USA avevano una popolazione di 261.423.000, di cui meno di 3 milioni agricoltori: appena il 2,6% della forza lavoro. Il numero delle aziende si era ridotto a 2.143.150, ovvero una perdita del 60%, ma la dimensione media era diventata di 187 ettari. Continua a leggere QUI

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1518779388_severnoe-siyanie3I ROCKEFELLER E IL LORO PIANO NASCOSTO SUI “CAMBIAMENTI CLIMATICI” 

“A partire dagli anni ’80, il Rockefeller Brothers Fund è diventato uno dei principali sostenitori del programma di riscaldamento globale. … Nella loro recensione del Programma di sviluppo sostenibile, il Rockefeller Brothers Fund si vanta di essere uno dei primi principali attivisti del riscaldamento globale, citando il suo forte sostegno sia per la formazione nel 1988 dell’International Panel on Climate Change (IPCC), sia per l’istituzione nel 1992 della U.N. Framework Convention on Climate Change” (estratto dal rapporto) Continua a leggere QUI

ROCKEFELLER SI FACEVA L’ARCA DI NOÈ. COSA CI NASCONDE?

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trial-160x160Trash Action

di Massimo Lupicino

Che fosse solo questione di tempo era del tutto evidente. In fondo sono prevedibili come il caldo estivo nel Sahara. Fatto sta, anche l’Italia potrà finalmente vantare una bella class action in cui si accusa lo Stato di non fare abbastanza per salvare i propri cittadini dall’arrostimento climatico. Lo annuncia con malcelata soddisfazione e pomposa retorica La Stampa nel suo imperdibile inserto Tuttogreen.

La notizia in sè farà sorridere l’italiano medio alle prese con problemi ben più reali che meriterebbero, loro sì, una class action o per lo meno l’interesse di chi amministra la cosa pubblica. Ma certe agende non le dettano certo i cittadini italiani. E nemmeno i politici italiani. Perché sono agende di importazione. Continua a leggere QUI

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ghana_gold-400x200“La corruzione! il malgoverno!”… e intanto il 98,3 percento dell’oro del Ghana finisce in mano alle multinazionali

di Henry Tougha.

Un articolo su CommonDreams spiega il meccanismo neo-colonialista di saccheggio delle risorse. Le corporazioni multinazionali, sostenute dai creditori come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, si appropriano della totalità delle risorse dei paesi in via di sviluppo (ossia i paesi resi debitori e dipendenti dal capitale estero). Nel frattempo queste stesse istituzioni diffondono la narrazione ipocrita secondo cui la miseria è causata prevalentemente dalla corruzione e dal malgoverno dei funzionari locali — funzionari che di solito sono eterodiretti dalle multinazionali stesse e hanno comunque un limitato potere decisionale. Così si svuota la sovranità nazionale del suo significato mantenendone però le parvenze esteriori, mentre si diffonde surrettiziamente l’idea che i popoli non sappiano governarsi da soli. Continua a leggere QUI

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death-164761_640-640x381Deutsche Bank nella m….. E non sa neanche nuotare

di Massimo Bordin

Che i tedeschi siano falliti quattro volte negli ultimi 100 anni è il segreto di Pulcinella. Che abbiano voluto l’Unione Europea per evitare di fallire una quinta, invece, è cosa molto meno nota. Eppure è proprio ciò che potrebbe ancora succedere, perchè i loro due colossi bancari, Deutsche Bank e Commerzbank sono sull’orlo del precipizio, e solo un Weidmann al posto di Draghi le potrà salvare.

Non so se vi è mai capitato di avere un compagno di classe ben vestito, con la riga in parte, che annuiva sempre alle spiegazioni dei prof e che si sedeva in prima fila, ma che sotto sotto non studiava. Io di tipi così ne ho visti parecchi, oserei dire che in ogni classe ce n’è almeno uno. Bè, mi spiace per i cinquantenni frustrati che si sono fatti l’Audi, ma io la Germania la vedo proprio così, come uno studente monello che fa finta di essere un modello. Continua a leggere QUI

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FireShot-Capture-2284-Mediaset-sposta-la-sede-legale-in-Ola_-https___www.iltempo.it_economia_2Mediaset acquista il 9% di Pro-Sieben (tedesca) per giustificare il trasferimento della sede sociale in Olanda, come fece FCA? Chi resterà a pagare le tasse in Italia?

di mittdolcino

Berlusconi, di soppiatto, meno di un mese fa ha comprato circa il 9% della tedesca Pro-Sieben, una rete tedesca. A breve giro ha dunque deciso di fondere le sue attività spagnole ed italiane, con l’aggiunta della partecipazione tedesca, in una nuova entità. Tale aggregato italo-ispano-tedesco ha nei fatti giustificato la ridenominazione del gruppo in società europea di broadcasting, essendo autorizzato a spostare la sede in Olanda, dove i diritti di voti del blocco di controllo valgono doppio. Ovvero Berlusconi, l’unico che tra i miliardari continuava a pagare le tasse in Italia, sposterà anche lui la sede all’estero. Continua a leggere QUI

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tornado-damage-115801_1280-1024x681La pubblicazione Pro-Tech chiede se il 5G aiuterà o ostacolerà la preparazione di un disastro. La NASA, la US Navy, la NOAA e i meteorologi dicono che la 5G la ostacolerà notevolmente.

di BNFrank

L’opposizione 5G sta aumentando negli Stati Uniti e in tutto il mondo per una seriedi validi motivi, uno dei quali potrebbe ridurrenotevolmente l’accuratezza delle previsioni meteorologiche. L’articolo (in lingua inglese) continua QUI

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cellular-tower-2172041_1280UN’ALTRA POTENZIALE CASUALTA’ DEL 5G: PREVISIONI E AVVERTENZE SULLE TEMPESTE

Con tutto il cattivo tempo sopra gli stati delle pianure americane, la gente mi ha inviato molti articoli su guerra, modifiche, brevetti e così via, ma diverse persone mi hanno mandato questo articolo, ed è, come si suol dire, un “whopper doozie”, perché alcuni scienziati stanno dando l’allarme che il 5G potrebbe degradare la loro capacità di monitorare e avvertire la gente di tempeste gravi:

Il monitoraggio delle tempeste potrebbe essere una vittima del 5G

Il focus di queste preoccupazioni è stato il monitoraggio degli uragani:

“Ma ora gli scienziati avvertono che il loro monitoraggio preciso degli uragani potrebbe essere interrotto dai segnali della nuova generazione di reti wireless conosciute come 5G che presto si diffonderanno negli Stati Uniti. In un test che ha imitato le interferenze, Sandy non aveva previsto correttamente di dirigersi verso il mare .

Con i livelli di potenza 5G attualmente proposti, i satelliti potrebbero avere problemi a leggere i segnali naturali emessi dal vapore acqueo. Ciò potrebbe riportare l’accuratezza delle previsioni ai livelli osservati l’ultima volta intorno al 1980, ha affermato Neil Jacobs, capo della National Oceanic and Atmospheric Administration.

“Questo porterebbe alla riduzione del tempo di attesa previsto per la pista da uragano di circa due o tre giorni”, ha detto Jacobs al Congresso in un’udienza all’inizio di questo mese.

L’articolo (in lingua inglese) continua QUI

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healthClose Ties & Financial Entanglements: il mercato dei vaccini garantito da CDC

eBook sulla difesa della salute dei bambini: Conflitti di interesse che minano la salute dei bambini. Il primo eBook, The Sickest Generation: I fatti dietro la crisi della salute dei bambini e il perché deve finire, ha descritto come la salute dei bambini abbia cominciato a peggiorare drammaticamente alla fine degli anni ’80 in seguito a fatali cambiamenti nel programma dei vaccini infantili.]

Il Comitato consultivo per le immunizzazioni (ACIP) dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) ha emesso raccomandazioni vaccinali annuali per la popolazione civile statunitense dal 1995. ACIP lavora in collaborazione con importanti organizzazioni del settore medico come l’American Academy of Pediatrics (AAP), l’American Academy of Family Physicians (AAFP), l’American College of Physicians (ACP) e l’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG). Larticolo (in lingua inglese) continua  QUI

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67667214_l-768x512Le persone mangiano e respirano fino a 121.000 particelle di plastica ogni anno

Di John Vibes / The Truth Theory

Secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology, la persona media può assorbire ovunque 74.000 e 121.000 particelle di microplastica ogni anno. Sorprendentemente, metà di questa toxificazione microplastica proviene dall’aria che respiriamo, e l’altra metà proviene dai cibi e dalle bevande che consumano. È stato anche notato nello studio che un sacco di acqua in bottiglia può aumentare la presenza di queste tossine fino a 90.000 particelle. Si dice che questo sia il primo studio per stimare la quantità di inquinamento plastico che viene ingerito dall’uomo. Gli scienziati non sono sicuri degli effetti a lungo termine del consumo accidentale di microplastiche, ma è chiaro che potrebbero rilasciare sostanze chimiche tossiche una volta all’interno del corpo.

Kieran Cox, presso l’Università di Victoria in Canada, e ricercatore capo dello studio, ha avvertito che i rischi esatti per la salute sono ancora sconosciuti, ma ha affermato che esiste ” un alto rischio di esposizione in termini di numeri. Potrebbe essere una potenziale chiamata di allarme di sicuro “.

Cox non sta prendendo rischi nella propria vita personale e raccomanda a tutti di diventare più consapevoli delle materie plastiche che usano. “Devo assolutamente allontanarmi dagli imballaggi di plastica e cercare di evitare il più possibile l’acqua in bottiglia. Rimuovere la plastica monouso dalla tua vita e le aziende di supporto che si stanno allontanando dagli imballaggi di plastica avranno un impatto non banale. I fatti sono semplici Stiamo producendo molta plastica e sta finendo negli ecosistemi, di cui facciamo parte”, ha detto Cox, secondo The Guardian. L’articolo (inlingua inglese) continua QUI

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Microplastiche nel sale marino

Il sale marino è contaminato da microfibre di plastica 

Sale marino contaminato in tutto il mondo. Nuovi studi scientifici hanno trovato diverse quantità di microfibre di plastica nel sale venduto negli Stati Uniti, in Europa e in Cina. La causa sta nel fatto che i mari sono altamente inquinati dalla plastica, che risale la catena alimentare non solo tramite il pesce e l’acqua di rubinetto ma anche con il sale.

Già alcuni mesi fa ci eravamo occupati di come l’acqua dirubinetto sia contaminata da microfibre di plastica, spesso dovute anche ai residui lasciati dal lavaggio dei capi sintetici dalle lavatrici che non riescono ad essere eliminate dai filtri dei depuratori. E a questo allarme si aggiunge quello che i pesci stanno ingerendo questa plastica scambiandola per cibo, che li porta alla morte o all’incapacità di riprodursi. Il fatto è che molto del pesce pescato e allevato ora contiene plastica.

Dopo tali rivelazioni, nuovi studi hanno dimostrato che piccole particelle sono state trovate nel sale marino venduto in praticamente in tutto il mondo. La ragione è che il sale viene prodotto dall’essiccazione dell’acqua di mare.

I ricercatori ritengono che la maggior parte della contaminazione provenga da microfibre e plastica monouso come le bottiglie d’acqua e i bicchieri di plastica. Fino a 12,7 milioni di tonnellate di plastica entrano ogni anno negli oceani del mondo, il che equivale a scaricare un camion pieno di plastica al minuto nell’oceano, afferma il report delle Nazioni Unite.

“Non solo la plastica è pervasiva nella nostra società in termini di uso quotidiano, ma è pervasiva anche nell’ambiente”, ha spiegato il Prof. Sherri Mason, docente presso la State University di New York al The Guardian, che ha condotto le ultime ricerche sulla contaminazione della plastica nel sale . La plastica è “onnipresente, nell’aria, nell’acqua, nei frutti di mare che mangiamo, nella birra che beviamo, nel sale che usiamo – la plastiche è ovunque”.

Mason ha collaborato con ricercatori dell’Università del Minnesota per esaminare le microplastiche nel sale, nella birra e nell’acqua potabile. La sua ricerca ha esaminato 12 diversi tipi di sale (inclusi 10 sali marini) acquistati dai negozi di alimentari in tutto il mondo. Tutti erano contaminati. La persona media potrebbe ingerire fino a 660 particelle di plastica ogni anno, se rispettano lo standard sanitario di 2.3 grammi di sale al giorno. Tuttavia, la maggior parte delle persone potrebbe ingerirne molto di più, dato che si stima che ad esempio un italiano medio consuma circa 12 grammi di sale al giorno, ovvero rischia di ingerire più di 3600 particelle ogni anno!

L’impatto dell’ingestione di plastica sulla salute è ancora sconosciuto. Gli scienziati fanno fatica ad analizzare l’impatto della plastica sul corpo umano, perché non riescono a trovare un gruppo di controllo di esseri umani che non sono stati esposti.

“Tutti sono esposti a un certo livello in qualsiasi momento, dalla gestazione alla morte”, hanno scritto nel 2013 i ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e dell’Arizona State University. “Sono stati trovati livelli rilevabili di bisfenolo A dalla plastica nell’urina del 95% della popolazione adulta degli Stati Uniti.“

Il lavoro del Prof. Sherri Mason si aggiunge alla ricerca sulla plastica nel sale di altri paesi in tutto il mondo, tra cui Spagna e Cina.

Uno studio spagnolo pubblicato su Scientific Report ha concluso che “i prodotti del mare sono contaminati irrimediabilmente da microplastiche” e che “esiste una presenza di fondo di microplastiche nell’ambiente”. Gli scienziati hanno testato 21 tipi di sale da cucina ed in tutti hanno trovato plastica. Il tipo più comune di plastica che hanno trovato è stato il polietilene tereftalato, il materiale usato per fabbricare le bottiglie di plastica.

C’è stato poi un altro studio realizzato da un team di ricercatori provenienti da Francia, Regno Unito e Malesia che ha testato 17 tipi di sale provenienti da 8 diverse nazioni. Le analisi hanno trovato la plastica in tutti tranne un campione e la maggior parte della plastica era di polietilene e polipropilene.

Uno studio cinese del 2015 ha trovato particelle di plastica microscopiche provenienti da scrub viso, cosmetici e frammenti di bottiglie di plastica in tutti i 15 tipi di sale testati e provenienti dai negozi alimentari.

Conclusioni 

Gli scienziati hanno fatto le loro ricerche e ci vorranno forse decenni prima che si saprà l’impatto che tutto questo sta avendo sulla salute. E’ importante quindi fare prevenzione primaria ed applicare il principio di precauzione. Limitare quindi il consumo di sale, evitando quello marino e preferendo il sale rosa dell’Himalaya che non è a rischio contaminazione dalla plastica.

Riferimenti scientifici

– Ali Karami et al. The presence of microplastics in commercial salts from different countries. Scientific Reports volume 7, Article number: 46173 (2017)

– Emily J. North and Rolf U. Halden. Plastics and Environmental Health: The Road Ahead. Rev Environ Health. Author manuscript; available in PMC 2014Jan 1.

– Maria E. Iñiguez et al. Microplastics in Spanish Table Salt. ScientificReports volume 7, Article number: 8620 (2017)

– Dongqi Yang et al. Microplastic Pollution in Table Salts from China. Environ. Sci. Technol., 2015, 49 (22), pp 13622–13627

Fonte: https://www.dionidream.com/

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Grandi quantità di fibre nella ricaduta atmosferica

Fibre sintetiche ricadono dall’atmosfera: Una fonte di microplastiche per l’ambiente? 

Rachid Dris ⁎, Johnny Gasperi, Mohamed Saad, Cécile Mirande, Bruno Tassin Université Paris-Est, LEESU (Laboratoire eau environnement et Systèmes urbains), 61 avenue du Général de Gaulle, 94010 Cedex Créteil, Francia

RIASSUNTO

Storia dell’articolo: Ricevuto 2 ottobre 2015, ricevuto in forma riveduta 22 dicembre 2015 accettato il 5 gennaio 2016 disponibile xxxx on-line

Fonti, percorsi e serbatoi di microplastiche, particelle di plastica inferiore a 5 mm, restano poco documentati in un contesto urbano. Mentre alcuni studi hanno sottolineato che negli impianti di depurazione sono un potenziale percorso per le microplastiche, però, nessuno lo ha messo a fuoco sul compartimento atmosferico.

In questo lavoro, la ricaduta atmosferica di microplastiche è stata studiata in due siti urbani e sub-urbani differenti. Le microplastiche sono state raccolte continuamente con un imbuto in acciaio inox. I campioni sono stati filtrati e osservati con uno stereo-microscopio. Le fibre di microplastiche sono state rilevate in quasi tutti i campioni raccolti. Nei campioni raccolti è stato evidenziato una ricaduta atmosferica compresa tra 2 e 355 particelle / m2 / al giorno. I flussi registrati erano sistematicamente superiori ai centri urbani rispetto a siti sub-urbani.

La caratterizzazione chimica ha permesso di stimare al 29% la proporzione di tali fibre essendo tutte sintetiche (fornita con la petrolchimica), o una miscela di materiali naturali e sintetici. L’estrapolazione delle fibre raccolte (con peso e volume), ha permesso una stima approssimativa che mostra che tra le 3 e 10 tonnellate di fibre ogni anno si sono depositate dalla ricaduta atmosferica nell’agglomerato parigino (2500 km2).

Questi risultati potrebbero servire alla comunità scientifica che lavora sulle diverse fonti della microplastica sia in ambienti marini che continentali.

risultati e discussione

Sulla base di un monitoraggio a lungo termine (un anno), i nostri risultati mostrano grandi quantità di fibre dalla ricaduta atmosferica, che non è ancora stata riportata in letteratura. Durante il monitoraggio di tutto l’anno (sito 1), la ricaduta atmosferica variava dai 2 a 355 particelle / m2 / al giorno (Fig. 2) con una ricaduta media atmosferica di 110 ± 96 particelle / m2 / al giorno (media ± DS), che indica un elevata variabilità annuale. Sulla posizione 2 (controllo a 6 mesi), la ricaduta atmosferica è stata di circa 53 ± 38 particelle / m2 / al giorno (media ± SD). PDF  

FONTE 

Oggetto: microplastiche nel miele e nell’acqua

La plastica e i micro-detriti sono fatti principalmente di polietilene, ma anche etilene / butilene e copolimeri etilene / acetato di vinile, si è pensato che potessero venire da cosmetici e da toelette contenenti particelle esfolianti come il gel doccia e il dentifricio, che passa attraverso l’ambiente dai sistemi fognari e l’aria portandoli direttamente al nostro cibo. Le microplastiche possono costituire fino al 10% del peso totale del prodotto. Inoltre, le particelle granulari utilizzate come abrasivi per trattare superfici (come per esempio nei cantieri) possono passare direttamente nell’ambiente.

Anche le fibre degli abiti possono passare nell’ambiente attraverso il sistema fognario in quanto, come le particelle granulari nei cosmetici, alcuni di questi scivolano attraverso gli impianti di trattamento delle acque reflue. Se vengono utilizzati fanghi contenenti microplastiche come i fertilizzanti in agricoltura, la plastica e i micro-detriti possono essere soffiati in atmosfera e quindi si possono anche immettere nel nostro cibo.

I sorprendenti risultati delle ricerche svolte presso l’Università di Oldenburg, hanno rilevato che le fibre, frammenti e materiali anche granulari si trovano nel miele, acqua e altre bevande potabili.

1. Quali informazioni dispone per l’ambiente la Commissione sugli attuali livelli di plastica e micro-detriti?

2. quali informazioni dispone la Commissione in merito al livello di plastica e micro-detriti negli organismi acquatici?

3. Di quali informazioni dispone la Commissione sulla misura in cui le microplastiche contengono additivi utilizzati nella produzione di polimeri, e le sostanze inquinanti assorbite dall’ambiente?

4. Alla luce degli studi che sono stati condotti, quali azioni ritiene la Commissione siano necessarie?

5. Intende la Commissione presentare una proposta legislativa per eliminare gradualmente l’uso delle microplastiche nei cosmetici e prodotti per la pulizia?

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+P-2013-013557+0+DOC+XML+V0//EN

Guarda anche: Ces mystérieux filaments qui tombent du ciel

Pubblicato su: http://www.nogeoingegneria.com/

Acqua e plastica

Bottiglie di plastica – Quello che bisogna sapere

Bevi l’acqua in bottiglie di plastica? Ecco cosa devi controllare prima di acquistarla.

Generalmente è sconsigliabile l’acquisto di acqua in bottiglie di plastica. Questo sconsiglio non deriva soltanto dall’aspetto ecologico, ma anche per il bene della nostra salute. Ormai anche i sassi sanno che l’uso indiscriminato della plastica ha causato (e causa) non pochi danni all’ambiente. La plastica è una sostanza che il nostro pianeta fa fatica a metabolizzare, più o meno come un alimento che facciamo fatica a digerire.

Nel caso comunque si decida di bere l’acqua nelle bottiglie di plastica sarebbe opportuno controllare prima le etichette.

– Perché

Le lettere presenti nel simbolo del riciclo, come PP e HDP, ci dicono tanto sulla plastica stessa. Questo è quello che bisogna sapere:

Se nell’etichetta c’è scritto PET o PETE (Polietilene tereftalato), la plastica delle bottiglie può aver contaminato l’acqua con metalli e sostanze chimiche in grado di influenzare l’equilibrio ormonale nel vostro corpo.

Se nell’etichetta c’è scritto HDP o HDPE (Polietilene ad alta densità), l’acqua presente nella bottiglia molto probabilmente non è stata contaminata da nessuna sostanza nociva.

Se nell’etichetta c’è scritto 3V o PVC (Cloruro di polivinile), non bisogna assolutamente bere quell’acqua. Questo tipo di plastica rilascia sostanze chimiche tossiche che influenzano il nostro equilibrio ormonale.

Se nell’etichetta c’è scritto LDPE (Polietilene a bassa densità) è molto strano. Perché l’LDPE è usato soltanto per fare i sacchetti di plastica.

Se nell’etichetta c’è scritto PS (Polistirene o Polistirolo), la plastica potrebbe rilasciare sostanze cancerogene. Solitamente questo materiale viene utilizzato per la produzione di tazze da caffè americano (stile Starbucks) e i contenitori per cibo da fast food.

Se nell’etichetta c’è scritto PC (Policarbonato) oppure non c’è nessuna etichetta, molto probabilmente la plastica contiene la BPA (Bisfenolo) un distruttore endocrino. Questo tipo di materiale è usato spesso nella produzione di contenitori per alimenti e borracce per l’acqua (come quelle dei ciclisti).

Fonte: altrogiornale.org.

Fonte diretta:.http://www.panecirco.com/controllare-etichette-bottiglie-plastica-acqua/