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La Criminalizzazione delle Relazioni Umane

 

 

Relazioni umane.

 

By Silvana De Mari

La coscienza è un fenomeno interpersonale. Questa astrusa frase vuol dire che noi cambiamo secondo cosa pensano di noi le persone che ci circondano. Le persone con personalità molto forte, con pratiche di consapevolezza esercitate per anni, riescono a sottrarsi a questa regola. Tutti gli altri no. Se una donna latra a un uomo che è un irresponsabile, aumenta la sua irresponsabilità. Se un uomo urla a una donna che è inaffidabile, aumenta la sua inaffidabilità. In realtà nessun uomo è completamente irresponsabile e nessuna donna è completamente inaffidabile.

Urlando insulti aumentiamo le caratteristiche negative dell’altro. Anche solo se li insulti li mormoriamo. Anche solo se li pensiamo nella nostra testa, perché trasmetteremo il concetto con linguaggio non verbale.

L’essere umano quindi è un essere sociale obbligato. Madre natura, che è un’arcigna megera, per essere assolutamente certa che nessun essere umano faccia la scempiaggine di starsene per conto suo, ci ha fatto assolutamente inabili, con degli artigli risibili e delle zanne ancora più risibili dei risibili artigli. Un uomo solo isolato in mezzo a un bosco senza strumenti è praticamente morto.

Potrà rimandare la sua morte di qualche ora mangiando mirtilli, non è escluso che a sassate riesca a uccidere un quantitativo di vermi sufficienti ad arrivare ai grammi di proteine necessarie, ma avrebbe problemi a superare l’inverno. Dato che madre natura non gioca a dadi, vale a dire che segue linee logiche e sensate, il fatto di non poter sopravvivere fisicamente senza gli altri, si accompagna all’impossibilità di sopravvivere anche mentalmente. Possono vivere isolati dagli altri solo individui con particolari straordinari supporti.

Si può trattare di un supporto mentale, per esempio la formidabile religiosità dell’eremita e dell’anacoreta, può trattarsi del calendario tenuto da Robinson Crusoe o dalle conversazioni col pallone tenute dal naufrago del film Cast Away. In condizioni di isolamento sociale, la mente umana si disgrega, la coscienza si disgrega.

Queste per questo motivo la cella di isolamento può essere una punizione addirittura più grave della tortura. D’accordo, dipende dalle torture, ma la cella di isolamento può portare alla perdita dell’identità. Una perdita della coscienza e dell’identità noi l’abbiamo dalla totale scomparsa dei rapporti sociali. Questa è la situazione del barbone, termine molto duro con cui si indica una situazione molto particolare.

Barbone e mendicante non sono sinonimi. Mendicante indica una persona che mendica, che potrebbe avere, anzi che spesso ha, una rete sociale familiare. Tra le persone che mendicano ci sono gli appartenenti ai campi rom, che hanno una forte struttura sociale, purtroppo dato che si tratta di una struttura sociale che tende più a incamerare e a proteggere.

Un secondo gruppo sono i nigeriani, strutturati da una mafia precisa, a volte accompagnati sul luogo di lavoro tutte le mattine con appositi autoveicoli. Un terzo gruppo è costituito dall’uomo e dalla donna che hanno perso il lavoro, che hanno perso la casa, che dormono in macchina e che con gli occhi bassi ti chiedono se qualcosa.

Il mendicante ha perso ogni rete sociale, e di conseguenza ha una disgregazione della coscienza. A volte si scopre che i mendicanti muoiono con migliaia di euro in monetine sotto il giaciglio. Non è un segno di avarizia ma di incapacità mentale a riconvertire il denaro ricevuto in banali generi di conforto. Sarebbe meglio, quando si vede un mendicante, mentre gli fisicamente in mano il panino e la bottiglietta dell’acqua.

La perdita di socialità può essere totale, naufrago, mendicante, oppure supportata da surrogati di comunicazione: questa è la condizione dell’astronauta, dello speleologo, del navigatore solitario attuale. Quello di mezzo secolo fa se ne andava in giro veramente da solo, ma aveva a tenergli compagnia i suoi libri, oltre che le mappe e la meta, quindi non era un isolato, rischiava il naufragio, non l’equilibrio mentale.

La nostra epoca ha creato un tipo particolare di perdita delle relazioni umane: lo schermo. Con l’acronimo GAFA si indica l’insieme di Google, Apple, Facebook, Amazon. Queste quattro società non tendono solo al denaro, denaro a fiumi, tendono anche al controllo. Il loro scopo è creare un’infernale distopia dove le persone siano dissociate dalla realtà e concentrate sullo schermo.

La pornografia uccide la sessualità. Chi è abituato allo schermo non è più in grado di relazionarsi con una persona vera. La Svezia, paese della libertà e regno del porno, è costituita da una popolazione dove più del 50% degli uomini e delle donne vivono soli e dove più del 25% delle donne che diventano madri lo fa con sperma comprato su Internet. Per distruggere un popolo occorre fare le operazioni: primo tagliare le radici, convincendo quel popolo che i suoi antenati, la sua religione e la sua storia sono malvagi, e, secondo, isolarne gli individui.

Dato che madre natura segue linee logiche, ci ha creato non solo in grado di vivere in mezzo agli altri, ma dipendenti degli altri. Il nostro corpo ha bisogno degli altri: da soli non siamo in grado di procurarsi cibo, acqua, riparo.

La nostra mente ha bisogno degli altri, e dallo sguardo dell’altro capisco che sono, e col confronto con l’altro e imparo cosa posso essere. Il nostro sistema immunitario ha bisogno degli altri, ha bisogno di loro virus, dei loro batteri. Meglio che non siano troppi: onestamente non è consigliabile bere che altro e mangiare con le sue posate.

Questi batteri però non dovevo neanche essere troppo  pochi. Vivere in camere sterili non ci va bene. Il nostro sistema immunitario ha bisogno di nemici con cui combattere. Isolamento sociale che, in una fase dove non è più necessario, continua essere imposto a una popolazione terrorizzata, o dal virus o dalle multe, è assolutamente distruttiva. Distruggerà le menti, distruggerà i corpi. Distruggerà i sistemi immunitari.

Ai bambini è stato rubata l’infanzia. Molti sono fobici, terrorizzati dall’idea di andare in strada, terrorizzati dal virus e di notte li aspetta sotto il letto, luogo da sempre riservato ai mostri. Molti, un terzo circa, hanno perso le lezioni, in quanto non disponevano più computer o di una rete a cui attaccarlo.

Ragazzi hanno osato incontrarsi nelle strade, e non il normale incontro delle persone vive che oggi viene chiamato con un orrido spagnolismo movida. Sono stati criminalizzati come gli ultimi degli assassini.

Non esiste più un’emergenza epidemia. Con antinfiammatori, immunomodulanti, la vecchia idrossiclorichina, l’eparina e se proprio necessario il plasma, la malattia guarisce casa. Abbiamo le rianimazioni vuote. Abbiamo gli ospedali vuoti.

 

Eppure si continuano a criminalizzare le relazioni umane. I centri sociali hanno scatenato una gazzarra incredibile a Milano, chiedendo le dimissioni del governatore Fontana. Ammassati gli unì contro gli altri sono stati fissati dai poliziotti e non si sono permessi intervenire.

 

Poliziotti intervengono come belve su chi ha la mascherina abbassata e su chi osa protestare contro questo governo, inflessibile contro i deboli, e cala le braghe davanti ceti sociali come ha calato le braghe davanti alla violenza nelle carceri, cui ha risposto scalciando anche gli assassini. 

Una vera epidemia mal curata all’inizio ed esasperata in terrorismo sanitario ha annientato i rapporti umani, ha permesso che fossero vietati. Il GAFA sentitamente ringrazia. In questi mesi i suoi profitti sono volati. La gente ha imparato conprare su Amazon, la gente ha imparato a guardare serie televisive, la gente ha imparato a guardare porno, la gente ha disimparato ad avere rapporti sociali. mangiare a una tavola apparecchiata uno di fronte all’altro è considerato un criticità.

L’Eucarestia è stat vietata persino a Pasqua. Tutti abbiamo imparato strada ad avere paura della polizia, cui stanno per aggiungersi 60000 graziosi aiutanti. E se abbiamo una scheda messa male? Il 20% delle famiglie italiane sono già sul lastrico. Non possiamo permetterci anche molto. Meglio rinunciare ai rapporti umani. Tanto ce n’è Neflix. Tenetevi stretti i rapporti una umani. È l’unica cosa che abbia un valore. Spegnete la televisione, spegnete computer, buttate il cellulare.

Cercate qualcuno con cui scambiare due chiacchiere. Mettetevi sul tetto così che i 60.000 volenterosi osservatori di Boccia, non possano denunciarvi.

Fonte: https://www.silvanademaricommunity.it/

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Straordinariamente diversi. Fantasticamente disuguali

La Chimera dell’Uguaglianza

da Alberto Medina Mendez July 19, 2010  Sito TeoduloLopezMelendez

Il discorso politico e civile ha installato una certezza che pretende di essere inconfutabile.
E’ diventato qualcosa di simile a un monumento alla verità senza macchia. E’ l’ossessione di un obiettivo e non solo retorica fondamentalista ma pratico, che si riflette quotidianamente in implementazioni concrete di tutto il mondo. 

Molti, quasi tutti, dicono che sono in lotta per l’uguaglianza e vantano su di essa come se il termine stesso rappresentasse un valore indiscutibile.
È menzionato come se la parola avesse un’aura speciale, una benedizione superiore, come se fosse una virtù superlativa, un’utopia per un lavoro
senza sosta che ne vale la pena. 

Va detto, senza figure e apertamente, senza equivoci o eufemismi, che l’uguaglianza, è qualcosa di cui gli individui parlano, è l’attributo che almeno descrive la specie umana.
Gli individui,
in quasi tutto, non sono uguali.
Se qualcosa ci distingue,
sono le nostre differenze, ciò che ci rende ovviamente diversi.

Noi non guardiamo al fisico, o nella nostra personalità, tanto meno in esperienze trasferibili che ci toccano sulla fortuna. Tutto, assolutamente tutto, ci rende esseri infinitamente diversi, e questa disuguaglianza, se si tratta di una qualità, è una caratteristica unica e irripetibile. 

Sono le nostre differenze, che ci hanno fatto progredire e sopravvivere come specie. Sono solo queste differenze che ci hanno permesso di evolvere. Queste disparità ci rendono creativi, competitivi, diventando il principale motore che ci spinge a lottare e migliorare noi stessi.

Non l’uguaglianza, ma proprio il suo opposto, la disuguaglianza, è ciò che meglio descrive i nostri talenti e le più grandi virtù. Lei, la disuguaglianza, è anche chiaramente quella che identifica i nostri peggiori difetti, e ci consente la possibilità di trattare con loro. 

Noi non siamo uguali, noi non dovremmo volerlo essere.
Tuttavia, una corrente quasi unanime è in aumento, il discorso più comune sembra essere il politicamente corretto, che fingendo regola ciò che appare come deviazioni. La società sembra applaudire alcuni, perché suppone che qualcuno abbia il potere di dare loro ciò che vogliono, e altri perché non hanno nemmeno il coraggio di dire quello che pensano difendendolo lo stesso. 

Sarebbe auspicabile che tutti svolgessero le loro mansioni  con le stesse regole.
Una certa uguaglianza
può far finta di fronte alla legge di soddisfare i criteri oggettivi che governano la convivenza umana, ma solo per una questione di routine, che è quasi una questione di buon senso.

Nel resto, dobbiamo capire le differenze, le disuguaglianze e le nostre particolarità, che devono essere accolte. Pertanto, è difficile da capire come questa parola, “uguaglianza” sia venuta ad occupare una posizione privilegiata nei discorsi, e la sua effettiva attuazione abbia significato liberarci della nostra unicità. 

  Il fatto è che la pratica quotidiana della politica è diventata il culto dell’uguaglianza,

  • rimuovere i migliori talenti
  • impostare i limiti per progredire
  • stabilire piani artificiali,

Naturalmente, cercando di fornire coercitivamente su ciò che hanno, mentre altri avanzano per mettere a nudo su quanto sopra accada. 

La redistribuzione decantata continua a devastare.
Lo fa sotto lo slogan che è diventato di moda, il paradigma della giustizia umana, rimuovendo alcuni e dando ad altri, discrezionali, arbitrari, selettivi e coercitivi.

La società sembra salutare la distruzione della sua più grande virtù. Si presuppone possa assimilare una comunità, attraverso leggi, decreti e regolamenti. Che l’assunzione di alcuni e dare agli altri, ci aiuti a evolvere. 

Nulla potrebbe essere più lontano dalla realtà.
Tali meccanismi ottengono solo lo scoraggiamento del talento e paradossalmente anche il meno esperto, così, richiedono anche incentivi al progresso, da superare. Dopo tutto, un messia, si prenderà cura di loro, quello che non sono in grado di ottenere per se stessi.

Ma in questo caso, con l’aggravante di trattare indegnamente come vero incompetente e inutile, riducendole alla categoria di favori disonorevoli mendicanti. E minare la loro auto – stima indossata per condannare in eterno la posizione fragile e sconveniente di parassiti sociali, quelli che d’ora in avanti dipenderanno solo dal dono patrocinato del capo turno.

Di certo questo sarà quello che accad, quando i potenti decidono di dare le elemosine. Prima raccoglieranno in giro alcune briciole delle ricchezze di chi produce, in modo da realizzare la loro generosa azione popolare da elargire. 

Questo meccanismo, che gode a quanto pare l’impunità senza precedenti nel mondo, sembra di essere venuto per rimanere. 

Si tratta di politici pratici ed elettori che li celebrano all’unisono. Dare la sensazione che un certo segmento di umanità è disposto ad abbassare le braccia in modo permanente, a vivere ciò che gli altri generano, per essere umiliati da coloro che hanno cercato di mostrare la loro dimostrata incapacità, come una fotografia statica di quella presente immutabile e immodificabile.

Questa sfida difficile ma essenziale per recuperare la fede, non sembra pronta a dare battaglia, si avvia così alla ricerca della propria felicità provando a identificare e soddisfare i radicati loro sconosciuti punti di forza, quello che ogni essere umano ha, il dono prezioso che ognuno di noi ha ricevuto, in particolare, individuale e delegabile, quel magnifico attributo che ci rende essenzialmente diversi e così unici e inimitabili

Straordinariamente diversi. Fantasticamente disuguali

Nessuna legge politica potrà funzionare sugli ingenui cittadini coinvolti. Le regole possono saccheggiare alcuni per dare agli altri, ma non creeranno il talento dove questo è assente o semplicemente addormentato. In quello spazio dove si è generata la creatività, essi se lo sono preso per spegnere la volontà.

Questi attributi, 

  • creatività
  • talento
  • perseveranza
  • sforzo
  • capacità
  • dedizione,

… Non sono solo questioni innate. 

La maggior parte di questi attributi si sono sviluppati e raggiunti solo quando si sono delineati tempi difficili, situazioni reali di crisi che hanno richiesto sfide alle insidie che si sono verificate facendoci passare attraverso.

La lista di invenzioni nella storia umana è infinita, quella lista inesauribile che si è sviluppata in quanto tale, viene dalla migliore specie. E sono loro e non altri, che ha gettato le basi del progresso.

Se noi eliminiamo le differenze, se veneriamo l’omogeneità, ci stiamo condannando a chiedere a coloro che si distinguono di farlo per noi, così facendo, trascurando la mancanza di abilità come quella di un politico, sostenuto dalla stragrande maggioranza dei cittadini per mettere le cose a posto, è il peggio che possa capitarci. 

Chiaramente, l’umanità ha acquisito questa illusione che l’uguaglianza in sé è un obiettivo. 

La fantasia dell’uguaglianza sembra essere presa in consegna da noi senza alcuna resistenza e la tacita civica approvazione viene spiegata dal discorso dei politici, che è solo una mera conseguenza e non la causa reale … 

FONTE 

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da 

l’Apatia del Cittadino

Perché Non Serve un Presidente  

di Gary ‘Z’ McGee
Traduzione di Anticorpi.info
 

“E’ risaputo che chiunque brami di governare la gente sia anche – ipso facto – inadatto a farlo. Quelli che riescono a farsi eleggere non dovrebbero in alcun caso governare.”
Douglas Adams
 

Per quanto competente, degno o saggio possa essere, a nessun essere umano dovrebbe essere permesso di avere il ‘potere’ di cui attualmente gode un presidente. Il potere può spezzare le personalità più forti. 

L’ironia qui è che nessuno che insegua una simile carica dovrebbe essere eletto, in quanto è molto probabile che sia una persona corrotta o corruttibile. Inebriati dai privilegi del potere, dalla bramosia di controllo, coloro che sgomitano per ottenere il potere sono anche i meno adatti a gestirlo. Matematico. 

Certo, lì fuori potrebbero esserci delle eccezioni. Ma è altamente improbabile. Potrebbe esserci un Harry Potter disposto a distruggere la Bacchetta di Sambuco per sfuggire alla corruzione del suo potere. Ma è molto difficile. Chi riesce a superare i luoghi comuni dell’eroismo mitologico comprende che il cosiddetto ‘potere’ è semplicemente una responsabilità troppo gravosa da gestire, sia per i singoli individui che per gruppi di individui. 

Ciò premesso, vado ad elencare sette buone ragioni per cui non abbiamo bisogno di un presidente. 

1 – Il Potere Corrompe

“Il potere corrompe. Il potere assoluto corrompe assolutamente” Lord Acton 

E’ questa, la principale ragione per cui un presidente non ci serve. Semplicemente, l’uomo medio non è in grado di gestire il potere. Come osservò Abraham Lincoln: “Quasi tutti gli uomini sopportano le avversità, ma se vuoi scoprire il vero carattere di un uomo, dagli il potere.” 

Il Potere ‘sano’ autorizza gli altri; non ha bisogno di barricarsi dietro le proprie esclusive facoltà, ma rinuncia ad esse. Si diffonde. Espia se stesso. Autorizza gli altri. 

Non ci serve un presidente potente, ma molti leader che abbiano compreso la natura del potere. Non abbiamo bisogno di un presidente per le stesse ragioni per cui non abbiamo bisogno di leader intenti a fare proseliti. Abbiamo bisogno di leader che allevino nuovi leader di caratura superiore. Sia dannata l’Autorità; sia dannata la Gerarchia. L’unica cosa che conta è la prevenzione della corruzione del potere, perché la corruzione conduce sempre alla tirannia. 

Viene concesso troppo potere ai presidenti. Questa è la linea di fondo. E alla lunga tale potere finisce per danneggiare la gente. Ed infatti eccoci qui: alla fine siamo scivolati in un contesto storico in cui la corruzione dilaga all’interno di un sistema elefantiaco e malsano basato sulla vessazione e l’inganno. E le urne elettorali traboccano dei voti miopi delle persone prone. 

2 – La Presidenza, Legittima il Potere Obsoleto dello Stato

“La Grande Menzogna è che questa sia civiltà. Non c’è alcunché di civile. E’ letteralmente il sistema più brutalizzante ed assetato di sangue mai imposto su questo pianeta. Questa non è civiltà, questa è la Grande Menzogna. Oppure, ammesso e non concesso che questa sia civiltà, allora la Grande Menzogna è stata far credere che la civiltà sia per noi un beneficio.” John Trudell 

Lo stato: una massa di paranoia ed ignoranza che nel tempo si è coagulata nella più mostruosa egregora mai concepita dal pensiero umano. Lo stato: miliardi di persone impegnate a sgomitare tra loro in mezzo alle miserie della violenza gerarchica. Lo stato: un’entità inquietante che ha un solo modo di rapportarsi ai cittadini: bastone e carota. Lo stato: il concetto di potere che si dilata, ingrassa e prolifica sull’inganno (disumano) della mercificazione umana. O, come affermò Nietzsche:

“Si chiama Stato il più gelido di tutti i mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: Io, lo Stato, sono il popolo”. Friedrich Nietzsche 

Purtroppo, la dilatazione dello Stato ha comportato l’erosione delle libertà individuali. Una struttura piramidale che ha neutralizzato il potere e la libertà individuale, la cui tutela dovrebbe venire prima di qualsiasi altra cosa. Questo significa che è necessario un crollo sistematico, dall’alto verso il basso. Il crollo inizierà quando la maggioranza riuscirà a superare una serie di concetti obsoleti, tra cui quello secondo cui avremmo bisogno di un presidente. 

3 – L’Anarchia è Preferibile a Qualsiasi Altra Forma di Governo

“Le persone per bene non hanno bisogno di leggi che le obblighino ad agire in modo responsabile, mentre quelle malvagie trovano sempre un modo per aggirare le leggi.” Platone 

L’anarchia non gode di una buona reputazione. Ciò è dovuto in larga parte alle false accuse inventate e diffuse dagli statalisti con il cervello ridotto in pappa dalla propaganda.

L’anarchia è semplice come il buon senso. Letteralmente significa: nessun padrone, nessun governante. Non significa: nessuna regola. Significa attenersi semplicemente alle leggi naturali (legge cosmica, buon senso, principio di non-aggressione, ecc), piuttosto che obbedire a miriadi di regole e leggi concepite da esseri umani fallibili.

La cieca obbedienza è il problema, il bug che si manifesta in qualsiasi governo che cada tra le grinfie corrotte dello statalismo. La cieca fedeltà ad un presidente non può che rappresentare un ostacolo per qualsiasi essere umano che cerchi di affrancarsi dalla tirannia di governanti e padroni. 

4 – La Democrazia Orizzontale E’ Preferibile alla Democrazia Rappresentativa

“Nulla è più difficile del modificare l’ordine delle cose; chi ci prova si troverà contro tutti coloro che traggono profitto dal vecchio sistema.” Machiavelli 

Il nostro non è un problema di contrapposizione tra democratici e repubblicani. Quella è solo una trappola fatta di fumo e specchi; l’ennesimo espediente finalizzato a mantenere le persone divise, così da rafforzare il ruolo del governo ogni volta che assume decisioni sbagliate. 

No. Il vero problema non è la fazione opposta, ma il sistema stesso. La vera battaglia da combattere è quella contro un sistema corrotto, non contro i nostri pari. Questo tipo di lotta richiede una tattica diversa. Lo scopo qui non è vincere, ritirarsi oppure ottenere vendetta, ma creare qualcosa di differente. 

Contribuendo alla propaganda bipartisan non facciamo che peggiorare le cose. La vera democrazia, la democrazia orizzontale, non funziona in questo modo. Come ebbe a dire JFK: Non cerchiamo la risposta repubblicana o la risposta democratica, ma la risposta giusta. E la risposta ‘giusta’ non può che prefiggersi di smarcare la libertà individuale dallo schematismo del bipartitismo rappresentativo. 

5 – Abbiamo Bisogno di Leader Virtuosi, Non di Gente Assetata di Potere

“Sei un discepolo perché i tuoi occhi sono ancora chiusi. Il giorno che li aprirai, vedrai che non vi è alcunché che tu possa imparare da me o chiunque altro. A cosa serve un maestro? A mostrarti l’inutilità di averne uno.” Anthony de Mello 

Dare il buon esempio sarà sempre preferibile a far valere le leggi con la forza. Solo gli esempi virtuosi sono in grado di alimentare la fioritura dello spirito umano. Mentre la tirannia ostacola questo processo. I veri leader non hanno bisogno di seguaci. Non hanno neanche bisogno del potere. Si limitano a fornire un esempio virtuoso e a scivolare fuori dalle lusinghe del potere come un serpente scivola fuori dalla propria stessa pelle. 

Ora come ora il profilo tipico di chiunque cerchi di diventare presidente, è sempre contraddistinto da una marcata vocazione autoritaria. E questo è un altro grande motivo per cui non abbiamo bisogno di un presidente. 

6 – Il Potere del Presidente Rispecchia l’Apatia del Cittadino

“La scomparsa del senso di responsabilità è la più vasta conseguenza della sottomissione all’autorità.”Stanley Milgram 

Una comunità auto-governata tende ad essere attiva. Una comunità sottomessa ad una gerarchia di potere tende ad essere apatica, politicamente miope e civilmente inerte. Abbiamo un’intera nazione che ormai si è abituata ad interpretare il ruolo della vittima imprigionata in una feroce spirale di dipendenza ed obbedienza. 

Avere una cittadinanza sveglia è quasi impossibile in queste condizioni di barbarie culturale e mediatica. Dobbiamo avere il coraggio di ribaltare la situazione, capovolgere la potenza dinamica, riprenderci il potere che ci fu sottratto da questo obsoleto sistema di comando. E’ assurdo sperare che dopo aver consegnato il nostro potere nelle mani di qualcuno, costui un giorno ce lo restituisca volontariamente. 

7 – La Nostra Evoluzione è Ostacolata dalle Obsolete Forme di Governo.

“Che cos’è questa rivoluzione interiore? Questa rivoluzione frantuma le vecchie e ripetitive e mortifere strutture di pensiero e di percezione in cui l’umanità si ritrova intrappolata. Una tale rivoluzione richiede un continuo svuotamento delle vecchie strutture di coscienza e la nascita di una vita ed intelligenza fluida. Questa intelligenza ristruttura tutto il nostro essere-corpo, la nostra mente, la nostra percezione. Questa intelligenza libera la mente dalle vecchie strutture radicate nella coscienza umana.” Adyashanti 

Libera evoluzione significa rivoluzione sana. All’esperienza umana deve essere concesso di fluire e rifluire attraverso il tempo tra gli errori ed i tentativi. Se i tentativi e gli errori si trasformano in leggi e controllo, è una rovina per l’evoluzione umana. Come intuì James Russell Lowell: “Il tempo rende rozze le cose vecchie.” 

Dunque spetta a noi ricordare gli errori dei nostri antenati per non ripeterli; imparare da essi ed usarli come pietre miliari da cui ripartire per raggiungere qualcosa di più sano. Questo può voler dire contrapporre l’anarchia alla cosiddetta ‘morale’ dello Stato, ed un appassionato amore per la libertà alle costrizioni dello status quo. 

Un giorno Aldous Huxley disse che “la più importante delle lezioni insegnate dalla Storia, è che l’umanità non impara niente dalle lezioni della Storia.” Ci conviene tenere bene a mente questo concetto e darci da fare affinché tali strutture obsolete cessino di ostacolare la buona salute e l’evoluzione della nostra specie. Il concetto mal concepito secondo cui avremmo bisogno di un Presidente, fa parte di quelle strutture obsolete, strutture da accatastare e dare alle fiamme. Burn, Baby Burn! E già che ci siamo, gettiamo nella pira anche la Corona imperiale inglese. 

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Waking Times

Link diretto: http://www.wakingtimes.com/2016/08/30/7-reasons-not-need-president/ 

Traduzione a cura di Anticorpi.info

Fonte: LINK

Donna-Mujer-Femme-Woman

IL RISVEGLIO DI UNA PERA

Le cronache di questi giorni e, non solo di questi giorni, sono costellate di innumerevoli e atroci delitti rivolte verso le Donne; uomini che maltrattano e uccidono Donne inermi, violentandole, umiliandole, soggiogandole psicologicamente, sfigurandole e mutilandole, il più delle volte rimanendo impuniti. Questo articolo comincia di come una società vede la Donna, con quali occhi viene dato un giudizio di ‘bellezza’, imprimendo nella mente manipolata di come bisogna apparire. Successivamente, la visione di un video “Il ritorno del Femminile Divino” per chiudere alla fine con “L’Archetipo Governante, i tre tipi di Matriarcato”. Dedicato alle Donne ma sopratutto al sesso opposto, gli Uomini.

Oggi mi è successo qualcosa di orribile.
Mi hanno detto che sono una pera. Si, si, proprio così. Sono una povera pera.

Sembra che noi donne siamo classificate secondo la forma del nostro corpo e delle sue proporzioni.

Se hai spalle larghe e fianchi stretti, sei una mela. Se invece hai poco seno e fianchi larghi sei una pera. Se sei magra e sei una donna con poche curve allora sei …una banana!

E se hai seni e fianchi di misura media e un giro vita molto marcato, allora sei una clessidra!


Quindi, risulta che dopo decine di millenni di evoluzione umana, secondo questo dire, una cameriera non è altro che una volgare pera!

E colmo dei colmi… essere una pera non va bene! Molto male! L’ideale è essere una clessidra. Quindi devo vestirmi per dissimulare e “nascondere” la vera forma del mio corpo e apparire come una clessidra (che è quello che va bene).

Allora devo usare reggiseni imbottiti, giacche con spalline, scollature a V ed evitare pantaloni o gonne strette.

Il mio ragionamento sembra assurdo no?

Però per me, per molti anni, è stata una verità assoluta che era indice di come mi vedevo nello specchio, di come mi vedevano gli altri e di quale abito dovevo indossare ogni giorno. Credevo proprio che era veramente una pera, è ho impiegato tempo a ripristinare la salute mentale e a rendermi conto che ciò che credevo non aveva nessun senso.

Per prima cosa, non sono un frutto, sono una donna, una donna con le sue virtù, i suoi difetti, i suoi dubbi, la sua personalità, la sua storia e le sue idee.

La seconda cosa:

  • Perché “diavolo” devo dissimulare la vera forma del mio corpo?
  • Perché il corpo “tipo clessidra” va bene e il mio no?
  • Chi lo ha deciso?

Se fossi nata all’epoca del Rinascimento, il mio corpo rientrerebbe perfettamente nel canone della bellezza del tempo.

Gli artisti dell’epoca pagherebbero oro per dipingere il mio corpo a pera nella sua nudità, natura e splendore; e le “clessidre” morirebbero di invidia e cercherebbero di apparire una pera come me, indossando stretti corsetti e voluminose crinoline.

Con questo esempio non sto dimostrando quanto siano stupidi i canoni di bellezza o le infinite forme con cui cercano di creare complessi nelle donne.

Dico quanto sia facile metterci un’etichetta e di come lo permettiamo, di come interiorizziamo e assimiliamo quest’etichetta per poi passare ad un’altra e un’altra ancora.

Puttana, negro, checca, calvo, fallito, povero, coglione, ciccione, volgare, vecchio, casalinga stupida, terrorista, pidocchioso, camionista, brutta, effeminato.

Senza dubbio fa male essere etichettati con uno di questi appellativi che non ti fanno ricordare chi dovresti essere o come dovresti essere; che dovresti sembrare un’altra persona o un’altra cosa.

Però in fondo è molto più triste e patetica la reazione che siamo soliti avere di fronte a questi attacchi.

Pensiamo per esempio ad un uomo etichettato come “fallito” che nel linguaggio del nostro Sistema significa “non aver denaro o potere”.

Quale sarebbe la reazione più logica?

La cosa più logica sarebbe che quest’uomo, in un modo o nell’altro, si difendesse dicendo

  • Che non è inferiore a nessuno solo per il fatto di non avere denaro o potere.
  • Che la sua vita e il suo tempo hanno un valore infinito (a differenza del denaro che è solo un pezzo di carta).
  • Che la sua situazione economica non è un motivo di vergogna, ma rabbia e indignazione per quanto i mezzi nel mondo sono distribuiti male.

Eppure, questa reazione non è la più abituale.

In questo caso, la cosa più probabile è che questo nostro ipotetico fallito corra a richiedere un prestito e a comprare qualche oggetto che lo faccia apparire più di successo, più potente; che lo faccia imitare a un giocatore di calcio o a un fortunato uomo d’affari.

In realtà continua ad essere un triste mortale, uno schiavo con l’illusione che il nuovo Iphone X lo farà sembrare un uomo libero.

E cosa succederebbe con una ipotetica donna che è definita “puttana” perché usa a suo piacimento il sesso? Mi farebbe piacere ascoltare questa donna rispondere con fermezza, che il suo corpo è suo e che il valore di una donna non dipende da quello che decida di fare della sua vita sessuale e personale.

Eppure è probabile che la donna in questione reagisca chiamando altre donne puttane, cagne e troie nell’intento di dimostrare quanto lei sia decente e santa.

Si , I due casi che ho riportato sono molto semplici e sembrano due autentiche stupidaggini.

Però queste stupidaggini hanno delle conseguenze gravi e profonde…

Il comportamento dell’uomo del primo esempio, riportato su larga scala, genera ingenti benefici alle corporazioni, che raggiungono quote di denaro e potere inimmaginabili grazie ai nostri complessi, ai nostri mezzi e al nostro affanno di apparire ciò che non siamo.

E la reazione della donna del secondo esempio, ripetuto a livello di massa, si auguro solo che le donne continuino a essere divise e nemiche tra loro; e ciò che è peggio è che ci giudichiamo l’una con l’altra per qualcosa di così sacro come la libertà sessuale.

Questo ci impedisce di non essere più in secondo piano e di abbandonare la posizione di schiave sottomesse ed obbedienti dove la società ci ha sempre tenuto relegate.

Sia chiaro che non sto colpevolizzando nessuna di queste persone.

Sia lui che lei, come la maggior parte di noi, è cresciuto sotto la pesante pietra di chi ci circondava e hanno una programmazione mentale forte che li fa reagire in quel modo. Inoltre hanno una autostima troppo ferita che non rende chiara la visione di una persona e impedisce di ragionare correttamente.

Però la realtà è che quest’uomo e questa donna, senza esserne coscienti, e senza nemmeno volerlo, stanno alimentando due bestie: il potere delle multinazionali e il macismo.

E la cosa peggiore è che queste due conseguenze sono solo la punta dell’iceberg.

Perché le etichettature ci rendono deboli, codardi, ci dividono, mentre cambiare questo mondo che nemmeno ci piace richiede coraggio, forza e unione.

La cosa peggiore è che: ci spersonalizzano, ci tolgono quel poco che abbiamo di esseri umani. Ci trasformano in caricature, in archetipi, in satirici personaggi di questo assurdo e burlesco teatro che è la società in cui viviamo.

Senza un patrimonio, senza un passato, un presente e un futuro. Senza identità, senza idee proprie, senza personalità, senza sogni, senza libertà, senza amore, senza volontà, senza destino.

E così

  • Che possibilità ci resta?
  • Come cambieremo questo Sistema che ci tiene nel più assoluto astio e stanchezza, se sentiamo più vergogna per i nostri chili e delle stupide guerre tra uguali che affliggono il mondo?
  • Come progrediremo in quanto specie se ci preoccupano più i commenti degli altri che l’inarrestabile distruzione di nostra Madre Natura?
  • Che futuro abbiamo se ci scandalizza di più vedere una persona nuda di un animale maltrattato o i nostri simili che hanno fame?

Facciamo allora uno sforzo collettivo.

Abbandoniamo questo uragano di stupidità e di ipocrisia e smettiamola di mettere un’etichetta sull’altra che ci hanno affibbiato o mettendole agli altri. Dobbiamo strapparle, buttarle per terra, pestarle con tutte le nostre forze e bruciarle per sempre.

Togliamoci questa benda fatta di pregiudizi e apparenze che portiamo sugli occhi, e guardiamo il mondo reale, il nostro mondo:

una Terra preziosa che stiamo annichilendo

un cielo azzurro e diafano che stiamo tingendo di grigio fumo

persone che stiamo classificando con stereotipi mentre ognuna di loro è unica, irripetibile e ha un potenziale straordinario.

Per quel che mi riguarda, già da molto tempo mi sono risvegliata da quell’insana cecità e ho smesso di vedere me stessa come una pera.

E ho smesso anche di guardare le altre donne come banane, mele o clessidre. Ho iniziato a vederle solo come donne, o meglio come persone.

Ho iniziato a vedere sguardi, sorrisi, tenacia, energia, forza; compagne di lotta per cambiare la direzione deviare di fronte a questo macello dove ci stanno portando silenziosamente.

di Libre Pensadora
28 Gennaio 2015
dal Sito Web GazzettaDelApocalipsis
traduzione di Nicoletta Marino
Versione in spagnolo

Il ritorno del Femminile Divino

Il video è in lingua inglese – scegliere i sottotitoli

L’Archetipo Governante, i tre tipi di Matriarcato

La Madre Divoratrice

“La madre divorante ‘Consuma’ i suoi figli psicologicamente ed emotivamente e spesso inculcandole sensi di colpa portandoli a chiedere il permesso di diventare indipendenti.”

La Regina dei Ghiacci
“Di come gli uomini e gli animali sono tenuti a servire, e di quanto bene abbia fatto loto essere riusciti a fare il giro del mondo, a piedi nudi come lei.” (Hans Christian Andersen ‘The Snow Queen’)

La Dea Benevola

“Storicamente, i governanti / conquistatori maschili delle terre e delle società, Hanno usurpato il potere della dea in queste società che conquistavano hanno assorbito e distorte queste dee nelle proprie convinzioni che più somigliava loro”. (Nancy creazioni)
Leggi QUI l’intero articolo in lingua spagnola; QUI in lingua inglese

http://www.bibliotecapleyades.net/