Archivi tag: pazienti

Il nostro microbioma

antibiotici-in-ospedale-ecco-come-si-trasmettono-le-infezioni_4946

Antibiotici e infezioni ospedaliere, che legame c’è?

di L.J. Devon
Traduzione a cura di: Emanuela Lorenzi
Fonte: naturalnews.com

I ricercatori del Columbia University Medical Center di New York hanno esaminato quello che possono fare gli antibiotici al microambiente che circonda i pazienti. Si tratta dell’ambiente che non si vede a occhio nudo, l’ambiente di microorganismi che è in costante interazione con noi e fra di noi. Il Dr. Daniel Freedberg e i suoi colleghi hanno osservato più da vicino i letti di ospedale nei quali ai pazienti erano stati somministrati antibiotici.

I ricercatori hanno riportato su JAMA Internal Medicine che “gli antibiotici dati a un paziente possono alterare il microambiente locale ed influenzare il rischio di un altro paziente” ed hanno scoperto che un’infezione comune negli ospedali statunitensi che causa diarrea, il clostridium difficile (C. diff), diventa ancora più pervasiva e mortale dopo che un paziente ha assunto antibiotici. La cosa più scioccante è che i pazienti che hanno utilizzato antibiotici si lasciano dietro un microambiente che espone il paziente successivo ad un maggior rischio di infezione da C. diff .

L’utilizzo di antibiotici mette a rischio gli altri
Lo studio mostra che l’uso di antibiotici effettivamente mette gli altri pazienti a rischio in quanto gli antibiotici destabilizzano il terreno e l’ecologia salutare dell’ambiente circostante, riducendo così i microbi buoni che aiutano gli esseri umani a difendersi dalle infezioni.

Il Dr. Freedberg ha sottolineato “Altri studi hanno anche dimostrato che gli antibiotici possono avere un effetto ‘gregge’  – in altre parole, che gli antibiotici possono avere effetti su persone che non assumono antibiotici.” Freedberg e i suoi colleghi hanno esaminato oltre 100.000 coppie di pazienti, confrontando il microambiente che hanno lasciato dietro di sé i pazienti che stavano assumendo antibiotici. La loro ricerca contemplava ogni paziente che avesse occupato il letto per meno di 24 ore, includendo anche ogni paziente che aveva appena avuto una infezione da C. diff.

Dopo aver preso in esame questi fattori, i ricercatori hanno scoperto che 500 pazienti hanno sviluppato un’infezione da C. diff in ospedale come secondi occupanti di letto. Le infezioni da C. diff avevano il 22% di possibilità in più di prodursi nei letti ospedalieri dove il precedente occupante aveva assunto antibiotici. Quando  i microorganismi del C. diff sono esposti agli antibiotici, emettono un’esplosione di spore che si diffonde nel letto ospedaliero, fino al pavimento e nell’ambiente circostante.

“Il paziente successivo che entra nella stanza è quindi molto più esposto alle spore del C. diff,” afferma Freedberg. “Non è semplice sterilizzare la stanza e il letto fra i due pazienti successivi poiché le spore di C. diff sono estremamente resistenti. Per essere eliminate, devono essere immerse in un detergente a base di candeggina per un tempo adeguato.”

Si tratta di una scoperta importante, visto che quasi la metà dei pazienti in terapia intensiva assume antibiotici. Questi pazienti carichi di antibiotici sono letteralmente veicoli della malattia, in grado di diffonderne le spore infettive agli altri.

Le carenze della teoria dei germi e il tentativo della medicina moderna di controllare i microorganismi
La teoria dei germi, che caratterizza il pensiero moderno sulla malattia, consiste nell’idea che gli esseri umani siano qualcosa di separato dai microorganismi e che i germi debbano essere controllati. Se da un lato la teoria dei germi consente di identificare patogeni potenzialmente infettivi e di cercare di mantenere la pulizia e un’adeguata sanitizzazione, dall’altro essa ignora la relazione cruciale che abbiamo con il nostro corpo e con il nostro ambiente microbico. Il nostro microbioma svolge un ruolo centrale nel determinare la nostra resilienza rispetto alla malattia.

Dal punto di vista della teoria dei germi, temiamo ciò che non possiamo vedere e utilizziamo gli antibiotici per annientare questo terreno di micro-ecologia. Questo approccio frettoloso distrugge sia i patogeni infettivi che i microbi buoni che sostengono un buono stato ecologico dentro e intorno a noi.

Danneggiando il terreno dell’ecosistema di batteri buoni, supportiamo e alimentiamo il potere dei patogeni infettivi nel lungo termine. Cercando di isolare noi stessi dai microorganismi, distogliamo anche la nostra attenzione ed energia da quei fattori umorali importanti che consentono al nostro corpo di difendersi in modo resiliente e flessibile dai patogeni.

Le infezioni tentano di approfittare della nostra immunità indebolita. Le sostanze chimiche che ci iniettiamo, mangiamo, respiriamo, beviamo e ci spalmiamo addosso soffocano il microbioma, le ghiandole e gli organi, interferendo con la capacità del nostro organismo di assimilare nutrienti. Non possiamo trascurare ciò di cui ha bisogno il nostro corpo ed annientare al contempo il nostro microbioma con gli antibiotici per poi aspettarci di stare bene.

Fonte:  http://ocp.hul.harvard.edu/contagion/germtheory.html

Il Colesterolo

Il Colesterolo
– perché i medici dovrebbero essere sospesi? –

di Ralf B. Leepman 30 Agosto 2016 dal Sito Web BuscandoLaVerdad traduzione di Nicoletta Marino  Versione originale in spagnol

Di colesterolo ne abbiamo già parlato qui l’1 settembre di quest’anno, da quando le lobbies hanno deciso che non deve superare quota 100 mg/d. Così come di vaccini e tumori ne abbiamo parlato qui. Ma non di questo si vuole parlare oggi; quello che si vuole discutere in questo post è l’etica professionale e, l’imposizione che la legge prevede a coloro che hanno fatto il giuramento di Ippocrate, nonostante gli insegnamenti medico naturisti. L’articolo che segue è stato pubblicato in lingua spagnola, ma può dare spunti di riflessione anche da noi in Italia e per tutta la medicina che segue protocolli dettati dalla legge. (corsivo mio).

Essere medico (in Spagna o in qualsiasi altro posto) implica una serie di azioni contro l’etica professionale. La Legge protegge questi laureati sempre che usino la farmacologia imposta.

Però… perché i medici dovrebbero essere sospesi?

Quando una persona si laurea in medicina, terminati i suoi studi presta un giuramento, il giuramento di Ippocrate, dove si dice che il medico è al servizio del paziente.

Ed era così fino a buona parte del XX secolo dove

  • Le medicine naturali
  • I trattamenti fitoterapici
  • Le tinture
  • Gli unguenti 
…compivano la loro funzione.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il nuovo pensiero inculcato fu che solo il medico ufficiale era autorizzato a prescrivere i farmaci. Dopo gli anni ’70 a qualsiasi medico naturalista fu impedita la diagnostica.

Parliamone…

Chi è un medico naturista? E’ un professionista che ha studiato a scuola scienza medica, usando come risorsa le centinaia di anni di esperienza tradizionale e di conoscenza accumulata da migliaia di terapeuti che utilizzavano le piante, l’acqua e la spiritualità della funzione di medico.

E dico spiritualità perché nei tempi antichi erano il sostegno dei loro pazienti, soprattutto quando questi stavano per morire.

Oggi invece di avere una legislazione coerente con queste discipline, sono emarginate e i medicamenti sono proibiti.

Ricordo che quando era la potere la signora Pajín, che fu ministro della salute (in Spagna) per un periodo di tempo (avanti con altri esempi!) si affermava che un medico naturista non è un medico e che avevano eletto ministro della sanità una ignorante) e si proibiva l’anice stellato perché causava coliche nei neonati.

Il perché stava nel fatto che una famosa marca farmaceutica aveva messo sul mercato un nuovo prodotto molto più caro che nessuno consumava.

Quello che mi ha portato a scrivere questo articolo è il colesterolo, sì, quel grasso cattivo che ostruisce le arterie, riempiendo di cemento viscoso e giallo le nostre vie linfatiche fino a farci cadere nel peggiore degli stati. Allora mangiare da ospedale per tutta la vita!

Cosa è il colesterolo?

Secondo i farmaceutici, che sono coloro che istruiscono i medici, il colesterolo è un grasso, tipo cera, che è dato da un’alimentazione di origine animale e che è presente nei grassi e nelle viscere il cui compito tra gli altri è la vitamina D, ormoni sessuali e sali biliari e che in eccesso ostruisce le arterie.

Contro il colesterolo in eccesso i medici prescrivono statine e dieta povera di grassi.

Adesso vediamo in realtà cosa è il colesterolo…

Si tratta di un lipide, cioè un grasso, che il nostro corpo produce e che acquisiamo anche con l’alimentazione principalmente di origine animale anche se lo troviamo in dei frutti come l’avocado.

Perché il colesterolo aumenta?

In realtà il colesterolo non aumenta, cioè i suoi valori non aumentano tanto da generare molto colesterolo. L’Essere Umano non può assimilare più colesterolo di quanto ne contengano due uova. Il fatto è che questo grasso rimane nel sangue per un periodo lungo se non si trova una soluzione.

Il colesterolo si nasconde nelle arterie, ma non esiste nelle vene. E’ grazie agli idrati di carbonio che il colesterolo si deposita nelle arterie.

Vediamo: immaginiamo che le nostre arterie siano un tubo consumato molto flessibile e incontaminato. Se mangiamo idrati di carbonio semplici, pane, pasta, dolci, zucchero ecc. questi elementi si comportano come fossero una carta vetrata che graffia la superficie della luce delle arterie.

Il colesterolo quando passa e vede il graffio provocato non fa nulla, però dopo alcune volte i graffi diventano solchi ed è proprio lì che si va a depositare per riparare questo danno e cementare le fessure.

Ingeriamo di nuovo dello zucchero e si producono più graffi e il deposito di cemento aumenta fino a che alla fine si chiude l’arteria.

Qual è la soluzione? Molto semplice:

con succo d’arancia cioè vitamina C che ripara le arterie e scioglie il cemento del colesterolo e col Sole che fa sì che quel colesterolo sintetizza la vitamina D.

Non c’è bisogno di prendere medicine per arrestare il colesterolo, si deve smettere di ingerire zucchero.

E’ dimostrato che una persona che smette di consumare HdC e aumenta l’assunzione di proteina animale e grasso riduce drasticamente il colesterolo nel sangue per la semplice ragione che il deposito si dissolve.

I medici lo sanno?

Dovrebbero visto che si studia all’università e fuori. Ma come ho detto all’inizio, è meglio usufruire di una sana economia e di buone vacanze pagate per aver prescritto farmaci piuttosto che dire al paziente di non consumare zucchero che è un veleno che uccide lentamente, e rimanere senza vacanze.

Sapendo tutto questo, un medico che prescrive farmaci senza dare indicazioni al suo paziente su come eliminare il colesterolo, dovrebbe essere sospeso, perché causa alle persone più danni che benefici.

Gli effetti secondari comuni dei farmaci per “ridurre” il colesterolo includono i seguenti:

  • Diarrea o costipazioneDolori addominali, diverticoli, gonfiore o gas.
  • Nausea.
  • Vomito.
  • Dolore di testa.
  • Sonnolenza.
  • Vertigini.
  • Dolori muscolari o debolezza.
  • Arrossamenti (pelle che si arrossa e diventa bollente).
  • Problemi per dormire.
Credo sinceramente che ci sono alcuni medici che praticano la medicina naturale, ma sfortunatamente sono una minoranza.

Non vedo nemmeno che il governo è favorevole a cambiare o migliorare una legge che difenda le medicine alternative, non fintanto che al Ministero ci siano dei farmaceutici al posto di persone oneste…