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La Tecnologia come Nuova Religione

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Psicologia della razza umana

In un momento di profonda crisi chi non vorrebbe un salvatore? Nelle giuste condizioni e con un po di tempo la gratitudine diventa Adorazione o peggio DEVOZIONE.

Il nostro senso di smarrimento di fronte alle “catastrofi” e la smarrita capacità di comprendere il mondo, ci rendono pedine manipolabili da chi usa queste tragedie come opportunità – PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE.

Ed ogni aiuto che riceviamo genera due aspetti fondamentali, DEVOZIONE appunto. E altro aspetto è la RICATTABILITÀ L’opposizione rafforza la maggioranza.

La Tecnologia come Nuova Religione. 

Ma che cos’è la TECNOLOGIA? In greco “tekhnologhia” significa: Trattato, grammatica di una lingua, deriva dall’unione tékhne che significa arte e logos che vuol dire discorso. Siamo schiavi di un’Arte fisica che manipola la materia, che sostituisce la tecnologia intrinseca dell’uomo.

Ad esempio, le Api per comunicare hanno sviluppato una tecnologia interna, capace di leggere le frequenze e le vibrazioni, senza far uso di qualche linguaggio. La Telepatia nell’uomo è una TECNOLOGIA di comunicazione.

Ma tutte le scoperte e i mille modi “FISICI” di comunicare, dal Pc, al Cellulare, non fanno altro che atrofizzare queste nostre possibilità. L’uomo vuole trascendere, vuole andare sempre oltre, ed è una dote Sacra che ci ha portato lontano, ma stiamo atrofizzando l’Empatia a vantaggio di una Tecnologia esterna a noi e da cui siamo dipendenti.

E la DIPENDENZA porta a sua volta ad altri DUE aspetti, Schiavitù e Controllo. La Dipendenza porta alla paura del distacco, e la PAURA porta alla manipolazione. La Paura, la Disperazione, l’Odio, sono EMOZIONI di bassa frequenza, figlie della mancanza di CONSAPEVOLEZZA e mentre le emozioni nella maggior parte dei casi portano a delle REAZIONI, spesso inconsce.

Le sensazioni che hanno picchi emozionali più tenui, insieme alla consapevolezza portano all’Azione consapevole. Chi conosce le nostre emozioni, è di conseguenza le nostre reazioni può controllarci e manipolarci semplicemente toccando i nostri punti deboli, giocando con le nostre Reazioni Prevedibili, che mancano di consapevolezza.

E la PAURA è l’arma che tutti noi usiamo per raggiungere certi scopi (pensate all’Uomo Nero che viene raccontato ai bambini per non fargli fare certe cose, o all’Inferno per chi va in chiesa). E di conseguenza è l’arma che viene usata contro di noi per farci fare, o farci accettare realtà che non accetteremmo mai.

Chi conosce la natura umana sà bene come impiantare certe paure a livello globale e sa bene come usare queste Paure per poterci Controllare. Siamo PREVEDIBILI.

La Mente è un grande mezzo ma se non la conosciamo bene diventa una prigione, cominciamo quindi a studiare noi stessi, la nostra psicologia, rafforziamo la “VISTA” del nostro Osservatore esterno e cominciamo ad AGIRE invece di REAGIRE, dominando le EMOZIONI, osservando senza reprimerle e coltivando le sensazioni.

Siamo prima di tutto Esseri Spirituali, non siamo macchine. Ascoltiamo il CUORE che è il collegamento diretto con la FONTE, agiamo il più possibile con Amore Incondizionato. Diamo al cuore il timone della mente e manteniamo la fede in questo principio universale.

Non facciamoci illudere da falsi Profeti, da false Correnti Spirituali che promettono la Pace e la Gioia, escludendo la Sofferenza e la fatica e sarà la Mente il suo vero obiettivo. Addestriamo il cuore, l’empatia e la nostra fede nell’universo.

Smettiamo di essere Prevedibili

Trascrizione dei sottotitoli del video: “Psicologia della razza umana”

Trascendenza o Atrofizzazione della Mente Umana?

 

Psicologia della razza umana

Il Filmato sotto esposto (qui trascritto nda) spiega come funziona la mente Umana e come è possibile Manipolarla per raggiungere un determinato obbiettivo, influenzando le masse o per meglio dire il Gregge Umano di questo Pianeta!

Forse è per questo motivo che la serie Visitors è stata interrotta…era troppo evidente che metteva alla luce ciò che opera nell’ombra e quindi potenzialmente poteva risvegliare le Coscienze pronte ad essere svegliate e quindi liberate dalla Manipolazione Mondiale che stanno applicando!In un momento di profonda crisi, chi vorrebbe un Salvatore? 

Nelle giuste condizioni e con un po di tempo, la gratitudine diventa Adorazione o peggio Devozione. Il nostro senso di smarrimento di fronte alle “Catastrofi”, e la smarrita capacità di comprendere il mondo ci rendono pedine manipolabili da chi usa queste tragedie come opportunità.

PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE

Ogni aiuto che riceviamo, genera due aspetti fondamentali, Devozione appunto e, l’altro aspetto è la Ricattabilità. L’opposizione rafforza la maggioranza.

La Tecnologia come nuova religione

Ma che cos’è la Tecnologia? In greco “tekhnologhia” significa: Trattato, grammatica di una lingua. Ad esempio, le Api per comunicare hanno sviluppato una tecnologia interna, capace di leggere le frequenze e le vibrazioni, senza far uso di qualche linguaggio. Ma tutte le scoperte e i mille modi “Fisici” di comunicare, dal Pc, al Cellulare, non fanno altro che atrofizzare queste nostre possibilità.

L’uomo vuole trascendere, Vuole andare sempre oltre, ed è una dote Sacra che ci ha portato lontano, ma stiamo atrofizzando l’empatia a vantaggio di una tecnologia estrema a noi e da cui siamo dipendenti.

La Dipendenza porta a due aspetti. La Dipendenza porta alla paura del distacco, e la paura porta alla manipolazione. La paura, la disperazione, l’odio, sono emozioni di bassa frequenza, le sensazioni che hanno picchi emozionali più tenui, insieme alla consapevolezza portano all’azione consapevole.

Chi conosce le nostre emozioni, è di conseguenza le nostre reazioni, può controllarci e manipolarci semplicemente toccando i nostri punti deboli, giocando con le nostre Reazioni Prevedibili, che mancano di consapevolezza.

La Paura è l’arma che tutti noi usiamo per raggiungere certi scopi (pensate all’uomo nero che viene raccontato ai bambini per non fargli fare certe cose, o all’inferno per chi va in chiesa) e sa bene come usare queste Paure per poterci Controllare.

La mente è un grande mezzo ma se non la conosciamo bene diventa una prigione, cominciamo quindi a studiare noi stessi, la nostra psicologia, rafforziamo la “VISTA” del nostro Osservatore interno, siamo prima di tutto Esseri Spirituali, non siamo macchine.

Agiamo il più possibile con Amore Incondizionato. Diamo al Cuore il timone della Mente. E manteniamo la Fede in questo principio Universale. Ma non facciamoci Illudere da Falsi Profeti, da false Correnti Spirituali che promettono la Pace e la Gioia, escludendo la Sofferenza e la fatica

NEW AGE

Questo è il tempo in cui l’Odio verrà mascherato da Amore, parlerà come un DIO sapiente e saggio, e sarà la MENTE il suo vero obiettivo. Addestriamo il Cuore, l’Empatia e la nostra FEDE nell’Universo.

Trascrizione Video a cura di Nin.Gish.Zid.Da

l’ultima maschera

Tra una maschera e l’altra
Non credo nelle rivelazioni. Non sono altro che ennesime illusioni che proiettano su un traguardo e distolgono lo sguardo da quello che conta: il viaggio. Qui. Ora.

Credo nella catarsi. Nel breve, brevissimo istante in cui trapela uno sguardo vero della fessura lasciata tra una maschera che viene tolta e la successiva che viene indossata, come lampioni che abbagliano ritmicamente, cadendo su una retina stanca e puntata sull’asfalto mentre guidi distrattamente la solita strada buia.

Inondazioni in terreni eternamente aridi, resi aspri e assetati dall’amnesia del quotidiano, dalla cecità causata dall’impossibilità d’intravedere meccanismi cosmici. Così secchi e sterili, ogni goccia non porta ristoro ma si accumula inutile finché non diventa inondazione e porta l’assetato ad odiare ciò di cui più ha bisogno.

Immagine Nin.Gish.Zid.Da

C’è qualcuno dietro l’ultima maschera? Chi siamo in fondo se non le azioni che compiamo mentre siamo mascherati. Ma io continuo a intravedere quegli sguardi veri che trapelano e non riesco a fingere che non esistano, non riesco a fingere che sia solo costante finzione. C’è qualcuno dietro l’ultima maschera ed è lo stesso dietro a tutte le altre. E’ con lui che dobbiamo fare i conti. E’ lui l’unico giudice eterno ed inflessibile. L’unico che non possiamo vedere perché, in quel preciso istante in cui si rivela, siamo chinati a scegliere il prossimo volto da indossare.

Se solo avessimo il tempo e il coraggio di alzare un poco lo sguardo, in quel nanosecondo, e vedere chi c’è nello specchio, la smetteremmo di sguazzare nel letame maleodorante delle nostre scuse. Scuse. Tutto si riduce a questo. Religione, politica, economia, famiglia, legge, scienza, istruzione, a volte persino quello che vogliamo, che crediamo … sono storie che ripetiamo come mantra, ad un unico fedele, noi stessi, al fine di tenerlo in ginocchio in adorazione e non fargli gettare quell’unico fatidico sguardo che sgretolerebbe ogni singola finta battaglia in cui ci impegniamo per non guardare il tutto e quanto siamo piccoli di fronte ad esso.

Credere genera paura. Ecco perché l’unica libertà è l’assenza di paura che coglie chi non ha nulla. Nulla da perdere in tasca e nulla in cui credere nella testa.

“a pochi secondi prima della mezzanotte”

Alla base dei veri sentimenti ci dovrebbe essere l’obiettivo di cercare il dialogo in tutti i rapporti possibili. Almeno questo non ci porterebbe alla guerra, quella guerra che ormai imperversa in ognuno di noi. La nostra guerra diventa inevitabile finché rimaniamo divisi con gli altri ma, sopratutto con noi stessi.

Il nostro modo di interagire con gli altri è offuscato da preoccupazioni meramente egoistiche, piuttosto che da risposte motivate e considerate. Una risposta motivata richiede comunque una pausa. Riflettere su cosa sta veramente succedendo e in quella pausa, riflettere e riordinare il nostro sé emozionale. Cogliere l’attimo e rallentare le cose che stanno accadendo. Guardarsi allo specchio è doveroso, mettersi nei panni dell’altra parte, parte che non è altro che noi riflessa.

Il novanta per cento delle volte, né l’accusatore né l’accusato, ha riflettuto nemmeno un momento su quello che è il suo stato emotivo. Sulla base di questi elementi i partecipanti (idealmente entrambi), non faranno mai un passo indietro per accedere a questo spazio riflessivo – questo territorio non partigiano – portandoli troppo spesso fuori controllo nell’eseguire le cose.

Una corsa sanguinosa che porta Tizio ad essere irrazionale verso Caio, portandolo a sua volta una disarmonia con un forte senso di sospetto. Questo sospetto, a sua volta, diventa terreno fecondo e fertile per le differenze apparentemente inconciliabili. Le differenze inconciliabili portano di fatto ad una guerra, “a pochi secondi prima della mezzanotte”.

Non bisogna andare molto lontano per cercare conferme che siamo sull’orlo di un grande conflitto mondiale. C’è una vastità di divisioni ingegnerizzate che si celano dietro questo stato di cose terribili. Nessuno di noi può facilmente affrontare questa situazione. Nonostante è visibile la follia che tutti i giorni si manifesta sulla scena mondiale, irritazione e nervosismo sono alla base di queste irragionevolmente provocate manifestazioni facendoci sentire in trappola.

Alla fine, tutti noi, inconsapevolmente/irragionevolmente, ci stiamo avviando verso la follia della guerra, se non saremo in grado di sciogliere quelle linee tossiche di divisione che ci separano profondamente, mettendo uomo contro uomo, paese contro paese, fede contro fede. L’empatia a cui ormai siamo devoti, ci ha messo davanti una realtà completamente illusoria, illusione che ci fa percepire una reale paura, non essendo altro che una falsità che si accumula come il grasso nelle pareti di una arteria, invece di dissolversi.

La divisione e il conflitto, è benzina che alimenta i falsi demoni predatori che usano lo spauracchio della guerra, paura che viene esercitata sui comuni mortali. Questi demoni, morirebbero di fame se togliessimo loro ciò che li alimenta, sarebbero definitivamente sconfitti e consegnati agli annali della storia.

In questo delicato momento di bellicismo assoluto fatto di provocazioni, dovremmo raddoppiare i nostri sforzi, tutti insieme, esternamente e interiormente per debellare definitivamente quello che sta nutrendo questo cancro del ‘dividi e impera’, non c’è un noi e un loro, ci siamo solo noi esseri umani. Ci sono delle forze immonde che sono disposte a terminare la vita sulla Terra, solo per il gusto del loro insaziabile ego.

La nostra realtà emotiva, non è estranea ed ermeticamente sigillata in una camera; alla fine, non ci sarà un noi e un loro, ci siamo solo noi.

Questo breve excursus è l’introduzione a due articoli molto significativi di quello che può essere la manipolazione della nostra emotività sui fatti mondiali del passato e su quelli che si stanno delineando all’orizzonte.

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Libia primo atto:

Libia: dieci cose su Gheddafi che non vogliono farti sapere

Siovhan Cleo Crombie per urbantimes

libia-rolando-segura-Che cosa pensi quando senti il nome del Colonnello Gheddafi? Un tiranno? Un dittatore? Un terrorista? Beh, un cittadino della Libia potrebbe anche non essere d’accordo, ma vogliamo che sia tu a decidere.

Per 41 anni, fino alla sua morte, nell’Ottobre del 2011, Muammar Gheddafi ha fatto delle cose davvero sorprendenti per il suo Paese e ha cercato ripetutamente di unire e rendere più forte il continente africano.

Così, nonostante ciò che puoi aver sentito per radio o visto attraverso i media o la televisione, Gheddafi ha fatto cose rilevanti, che poco si addicono all’immagine di quel “feroce dittatore” dipinto dai media occidentali.

Ecco dieci cose che Gheddafi ha fatto per la Libia che probabilmente non conosci…Continua a leggere QUI

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 Libia Secondo atto:

“L’IS è in Libia, minaccia l’Italia”. Tutto vero, lo dice l’US.

Di Maurizio Blondet

isis-ital-3La notizia-bomba l’ha data il Wal Street Journal (di Rupert Murdoch), quindi c’è da preoccuparsi davvero: “Lo Stato Islamico ha rafforzato la sua presa nella sua roccaforte di Sirte in Libia”. I guerriglieri del Califfo sono cresciuti “da 200 a circa 5 mila”, sono “volonterosi combattenti”, e lo hanno assicurato al giornale (di Murdoch) persone “dell’intelligence libica”. Anzi, il “capo dell’intelligence militare per la regione che include la Sirte. Il quale risponde al nome di Ismail Shoukry, e dichiara: “Loro hanno esplicitato le loro intenzioni. Vogliono portare la loro lotta a Roma”.


Ecco, ci siamo: l’ISIS minaccia direttamente Roma. Vedete com’è difficile la “lotta al terrorismo globale” o  “lotta globale al terrorismo” annunciata ed iniziata nel 2001 da Bush jr.: appena l’ISIS viene schiacciato in Siria, ecco che riappare in Libia. Con la nuova filiale, ampliata e rinnovata. Un miracolo. E’ come un fungo, l’ISIS. Sempre più vicino all’Italia. Anzi, di più, dice il giornale di Murdoch: l’ISIS in Libia “ha cercato reclute che abbiano le conoscenze tecniche per far funzionare i vicini impianti estrattivi petroliferi”.

Quindi succhiano il petrolio anche da lì, e lo vendono (a chi? Le navi di Bilal Erdogan arriveranno?); diventano autosufficienti finanziariamente, e possono procurarsi armi (americane) e addestratori (Cia) per attaccare l’Italia. Essi infatti vogliono conquistare l’Italia, centro della cristianità.

Non è che scherziamo sopra questa minaccia. No, è da prendere sul serio. Soprattutto perché lo Stato Islamico ha postato questo tipo di mappe sui suoi siti. (vedi mappa sopra). Continua a leggere QUI

http://ningizhzidda.blogspot.it/

Articolo correlato: Io Non Ci Credo