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La dittatura del clima e le sante alleanze tra lobbisti e salvamondisti

Lobbisti Salvamondisti 

By Massimo Lupicino

I sacerdoti della religione globalista non fanno che spergiurare che il Global Warming è questione “esclusivamente scientifica” appellandosi, tra le altre cose, alla balla spaziale sul 97% di consensus, una delle più grandi fake news del 21° secolo. A riportarci alla realtà ben diversa dei fatti è il Washington Times, gemello povero ma bello del più noto “Post”, con un articolo che non ha avuto nessuna risonanza sulla stampa mainstream. Per ovvie ragioni, come si capirà dal resto di questo pezzo.

Santa Alleanza

Ricordate la delegazione di volenterosi americani anti-CO2 che si è presentata recentemente alla COP23 di Bonn in antitesi al loro stesso presidente rovinamondo? Ne abbiamo parlato più volte su questo Blog grazie alle ottime e puntuali cronache di Donato Barone. Bene, è forse interessante sapere che due dei volenterosi delegati in questione, Jay Insley e Jerry Brown (rispettivamente governatori di Washington e della California) fanno parte della cosiddetta US Climate Alliance: associazione di 15 stati americani nata con splendido tempismo il giorno stesso in cui Trump ha cestinato l’accordo di Parigi, con il proposito di portare avanti ad ogni costo l’agenda climatista dell’amministrazione precedente. L’associazione in questione è formata dai governatori di 14 stati + Porto Rico, e ama definirsi con involontaria ironia “bi-partisan”, per la presenza di ben 2 governatori repubblicani su 15, per altro in stati di rigoroso rito liberal come Massachussets e Vermont.

Che la causa del Climate Change trovi a tempo di record soluzioni originali a qualsiasi incidente politico non deve ovviamente sorprendere: sono salvamondo, e in quanto tali sono dotati di super-poteri. Ma la cosa realmente interessante è il modo in cui quei super-poteri sono acquisiti e utilizzati.

Lobbismo Verde

La pubblicazione di una serie di email ottenute attraverso regolare richiesta dal Competitive Enterprise Institute, mostra uno spaccato molto interessante dell’attivismo climatico americano. In particolare, il quadro che emerge è quello di governatori che in cambio della disponibilità a spendersi per la causa climatista ne ricavano benefici molto materiali, ad esempio sotto la forma di attivisti climatici messi a disposizione gratuitamente per sostenere le attività dell’Alleanza Climatica stessa: un vero e proprio ufficio-ombra gentilmente offerto da gruppi di attivisti a loro volta foraggiati da entità dotate di disponibilità economiche non indifferenti. Tra le tante associazioni della galassia climatista citate nelle email in questione si segnalano:

  • Climate Nexus, progetto sponsorizzato da Rockefeller Philantropy Advisors;
  • RhodiumRhodium Group di Trevor Houser, già consigliere speciale di Hillary Clinton per Clima ed Energia; Group di Trevor Houser, già consigliere speciale di Hillary Clinton per Clima ed Energia;
  • Climate Registry e Under-2 Coalition, a loro volta partecipati da molti degli stessi Stati appartenenti alla Climate Alliance, in un curioso gioco di scatole cinesi;
  • Georgetown Climate Centre

I benefici forniti ai governatori in questione paiono non limitarsi alla fornitura materiale di uffici, centri di ricerca e staff a titolo gratuito e al di fuori di ogni contabilità, ma includono persino servizi di pubbliche relazioni finalizzati a promuovere storie politiche di “leadership” da pubblicare sul megafono giornalistico liberal per eccellenza: il New York Times.  

Quello che emerge è una forma pura e semplice di lobbismo climatico: ovvero l’esistenza di un gruppo di pressione ambientalista estremamente organizzato, ramificato e sovra-nazionale che si alimenta di donazioni molto generose da parte di entità riconducibili all’ambiente finanziario, molte delle quali amano dare di sè una immagine “filantropica”. In un articolo correlato Delingpole menziona tra i generosi donatori in questione la già citata Fondazione Rockefeller (recentemente impegnata in una battaglia “etica” contro la stessa Exxon che pure aveva attivamente sostenuto per decenni), gestori di hedge-fund miliardari come Tom Steyer e gli immancabili mega-gruppi della Silicon Valley: i nuovi padroni del vapore.  

Volendo riassumere in poche parole, la narrativa ambientalista si configura come uno dei tanti mezzi attraverso i quali alcune lobby finanziarie particolarmente esposte sul business del “verde” proteggono i loro investimenti. Contribuendo a tenere alta la tensione sul catastrofismo attraverso l’influenza sui media, per esempio. O, più semplicemente, aiutando quei politici che promettono di potare avanti le politiche più redditizie per le lobby in questione. Un mero finanziamento politico mediato (e occultato) attraverso la galassia dell’attivismo climatico e ambientalista.

C’è chi può  

Ben inteso: il lobbismo non è un crimine, o per lo meno non lo è negli Stati Uniti, dove questo fa parte a pieno titolo della lotta politica e sottende in gran parte al finanziamento della politica stessa. È altrettanto vero che in termini di etica politica non è uno spettacolo bellissimo quello dei governatori americani più o meno liberal che corrono dietro alle sirene climatiste in cambio di benefici materiali e di immagine, che si tratti di interviste compiacenti su giornali di area, o di comparsate ben pubblicizzate presso eventi planetari come le COP climatiche. Ma fa parte del gioco, decisamente: la politica è anche questo.

Il problema, semmai, è di opportunità. Come si chiede lo stesso Washington Times, immaginate cosa succederebbe se si scoprisse che qualche politico dispone di benefici materiali o di immagine messi generosamente a disposizione da una compagnia petrolifera in cambio di un impegno a perorare le sue cause: opinionisti scatenati, VIPs sdegnati, starlette inorridite, concertoni di protesta, manifestazioni di piazza, flash-mobs, sponsor in fuga, scomuniche papali e chi più ne ha più ne metta.

Ecco, il punto è proprio questo: c’è chi può e c’è chi non può. Da una parte, le poche voci scientifiche contrarie alla narrativa devono ricorrere, a mo’ di disclaimer, a pietose postille in cui giurano di non ricevere fondi da industrie minerarie o dell’energia. Mentre dall’altra parte c’è chi di fondi ne riceve tanti e generosi, in cambio di benefici politici significativi e per giunta in un contesto di sostanziale anonimato: gli è concesso, perché la loro causa è giusta, mentre quella degli altri è sbagliata. Ché alla fine della fiera è il Marchese del Grillo a celarsi sotto le sembianze solo in apparenza ascetiche delle vestali del Climate Change, con il suo intramontabile:

 Fonte: climatemonitor.it

Jørgen Randers, professore di strategia climatica alla BI Norwegian School of Economics, è uno dei sostenitori di una sorta di “dittatura climatica”. Vede la Cina come un modello. Immagine: Wikipedia Commons  

Europa – La dittatura del clima si propone di risolvere il riscaldamento globale

by Bjørn Lomborg November 05, 2017  from Technocracy Website 

La tecnocrazia sta affondando i suoi denti di ferro nei sistemi politici esistenti, cercando di trasformare l’intero mondo in una dittatura scientifica basata sulle risorse. 

Questa visione dall’Europa dovrebbe essere un campanello d’allarme per gli americani! Questo è un articolo da leggere.

L’ambientalista di spicco propone una dittatura climatica perché la democrazia non è disposta a fare le sue politiche.  

Il coraggio di questa discussione è sbalorditivo. È ancora più sbalorditivo è il quotidiano svedese che porta oggi questa ampia intervista senza dichiarare chiaramente il punto di vista come estremo e irragionevole.

Invece, hanno seriamente chiesto al loro analista politico di capire se una dittatura climatica sia davvero necessaria e finisca con la conclusione di “sì, forse”.

L’affermazione arriva da Jørgen Randers, professore di strategia climatica alla BI Norwegian Business School. 

La sua principale rivendicazione è il coautore del libro Limits to Growth del 1972, che spaventò una generazione a far credere che avremmo esaurito tutte le risorse e ucciso l’umanità con un inquinamento atmosferico soffocante. 

La rivista Time ha messo in risalto la storia del suo libro del 1972, “The Worst Is Yet To Be?” E comincia così:

“Le fornaci di Pittsburgh sono fredde, le linee di montaggio di Detroit sono ancora a Los Angeles, alcuni disperati e magri sopravvissuti da una pestilenza stanno disperatamente strisciando al centro delle strade, cortili e campi periferici, sperando di raccogliere qualcosa per la sussistenza.  

Gli uffici di Londra sono bui, le sue banchine deserte. Nelle terre agricole dell’Ucraina, i trattori abbandonati sono sparpagliati sui campi: non c’è carburante per loro. Le acque del Reno, del Nilo e del fiume giallo odorano di sostanze inquinanti.

Fantastico? No, solo triste inevitabilità se la società continua la sua attuale dedizione alla crescita e al “progresso”.

Certo, i loro scenari di paura erano quasi completamente sbagliati. Puoi leggere di più nel mio articolo sugli affari esteri e il mio breve riassunto in Project Syndicate di seguito.

Ora il professor Randers – correttamente – ci dice che la democrazia non vuole e non è in grado di pagare gli importi esorbitanti che lui e molti altri ambientalisti ci chiedono di pagare.

I sondaggi sulla disponibilità a pagare per le politiche climatiche mostrano che la maggior parte delle persone negli Stati Uniti è disposta a pagare $ 180 per nucleo familiare o $ 70 per persona. In Cina, la disponibilità media a pagare è di $ 30 per persona all’anno. (Preferirebbero usarlo per educazione, salute, alleviamento della povertà, ecc.)  

Tuttavia, le attuali promesse di Parigi costeranno ad ogni americano $ 500 all’anno, $ 600 ad ogni europeo e $ 170 ai cinesi. 

Certo, è improbabile che la maggior parte degli americani e degli europei elegga un leader che in realtà li farà incorrere in un costo molto più alto di quello che la maggior parte delle persone è disposta a pagare.  

Inoltre, queste promesse non “risolveranno” il riscaldamento globale – anzi, insieme realizzeranno quasi nulla: 

Secondo la stima dell’ONU, il trattato di Parigi ridurrà le emissioni meno dell’1% di quanto sarebbe necessario per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2° C e tuttavia costerebbe $ 1-2 trilioni all’anno entro il 2030, principalmente in una crescita ridotta del PIL.

Quindi Parigi consegnerà molto meno di quello che la maggior parte della gente si aspetta, ma costerà molto di più di quanto la maggior parte della gente sia disposta a pagare.  

Naturalmente, la maggior parte delle persone intelligenti sarebbe contro il pagamento di un sacco di denaro per ottenere poco o nulla. Se non altro, questo suggerisce che la democrazia funziona bene.  

Ma Randers, invece, accetta questa riluttanza a spendere fortune con pochi benefici come argomento per porre fine alla democrazia: 

‘se la gente non vuole la mia preferita soluzione, allora le persone sono stupide, non dovrebbero essere autorizzate a decidere il loro destino, e dovremmo invece installare una dittatura climatica’.

L’argomento sembra letteralmente voler dire: se non posso ottenere quello che voglio in democrazia, voglio ottenerlo con una dittatura.  

Questa non è una buona argomentazione. È anche incredibilmente costosa: vanno osservati i costi per ottenere quel tipo di politiche sul clima che Randers e molti altri stanno sostenendo. 

Se la UE adempie alla promessa di ridurre le emissioni dell’80% nel 2050 (che è la più ambiziosa politica climatica del mondo oggi), la media dei migliori modelli sottoposti a peer review mostra che il costo sarebbe di almeno $ 3 trilioni all’anno e più probabilmente raddoppierà tale cifra, ovvero $ 6.000 per ogni cittadino della UE all’anno. Certo, pochi voteranno per questo.  

Inoltre, chiedere una dittatura trascura una delle ragioni principali della democrazia:

“come fai a garantire che il dittatore faccia ciò che è giusto per te?” 

Nel corso della storia, molti hanno chiesto dittature, ma quando l’hanno ottenuta, si è scoperto che il dittatore non ha fatto ciò che speravano – e poi come si cambia il leader? 

Guarda la Cina, che purtroppo è considerata da molti ambientalisti un ideale verde. Ottiene l’86% della sua domanda totale di energia primaria da combustibili fossili (dati dell’Agenzia internazionale dell’energia, ultimi dal 2014, estrapolati al 2017).

Come può essere ultra-verde? Ottiene solo il 12% da fonti rinnovabili (l’ultimo 2% dal nucleare).

Fonte

Anche nel 2040, con tutti i suoi obiettivi parigini, l’IEA ha stimato che la Cina otterrà il 16% della sua energia totale da fonti rinnovabili (e la maggior parte sarà ancora idroelettrica e biomassa, con solo il 4,2% da eolico e solare fotovoltaico).

Come può essere vista come ultra-verde? 

Va ricordato che, la Cina ha ottenuto una quota maggiore della sua energia totale da fonti rinnovabili (soprattutto perché era incredibilmente povera) “ogni anno del secolo scorso” di quanto non sarà nel 2040. 

Ma il fatto più deprimente è che invece di concentrarsi su queste politiche incredibilmente inefficaci che costeranno una fortuna ma che fanno ben poco per sistemare il clima, ci sono molti altri modi che farebbero molto più bene. 

  • In primo luogo, dovremmo aumentare la spesa per la ricerca e lo sviluppo ecologico – se riusciremo a innovare il prezzo dell’energia futura verde e affidabile al di sotto dei combustibili fossili, tutti cambieranno.
  • In secondo luogo, dovremmo concentrarci su un adattamento economico ed efficace, che a lungo termine eviterà la maggior parte dei danni aggiuntivi dovuti agli impatti climatici a costi molto bassi.
  • Terzo, dovremmo riconoscere che la principale vulnerabilità per il clima è la povertà: se sei povero, sarai molto più colpito dai cambiamenti climatici (e, ovviamente, colpisci più duramente e anche più o meno ogni altra sfida).

Quindi, se solleviamo persone dalla povertà, probabilmente li aiuteremo molto di più contro i futuri danni causati dal clima – e li aiuteremo molto, per molto più tempo.

Non sorprende che quando l’ONU ha chiesto a quasi 10 milioni di persone in tutto il mondo su cosa volessero concentrarci, hanno chiesto educazione, salute e nutrizione.

E ha posto il clima in fondo alla lista delle priorità. 

Aumentare la ricerca e lo sviluppo in campo verde, l’adattamento e concentrarsi maggiormente sulla riduzione della povertà è qualcosa a cui la maggior parte delle persone voterebbe. È efficiente, moralmente buono e molto, molto più economico.

E (anche se non posso credere di doverlo sottolineare) potremmo mantenere la nostra ‘democrazia’ … 

Fonti

Citazione:

“Il vantaggio è che una volta presa una decisione, tutto procede rapidamente, non c’è opposizione che ritorni indietro”, 

…è rappresentativo dell’argomento di Jorgen Randers, ma in realtà proviene dallo stesso articolo di Anders Wijkman, che è il portavoce del Club di Roma, di cui Randers è membro del comitato esecutivo.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Almanacco di marzo 2016

Uniamo i puntini [VIDEO]

Scritto da MMJ
Video originale: https://youtu.be/GfYIX_-TJRg?t=2m23s

Che cosa hanno in comune l’innalzamento del livello del mare in Bangladesh, l’interruzione dei servizi pubblici in Ghana e l’austerità nel Regno Unito?
Sono tutti parte della stessa storia globale. La storia di una economia globale che collega varie crisi economiche, politiche, ambientali e sociali affrontate dalle comunità di tutto il mondo.


Facendo domande su questa storia – come è collegato il tutto? Chi c’è dietro e quali sono i motivi? – Cominciamo a scoprire le verità evidenti di quello che rappresenta l’economia globale; l’unico insieme di regole che governano il mondo intero (regole come ‘la crescita a tutti i costi’); il piccolo gruppo di élite di persone che detengono il potere intenzionalmente a livello globale; e il fatto che le persone con più energia nel sistema globale sono quelli che lo proteggono e lo reiterano per promuovere i loro interessi. LINK

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cattura

TTIP e agricoltura. Come l’UE nega il disastro 

Istruttiva, la risposta della Commissione Europea alla nostra interrogazione sul disastro che il TTIP causerà all’agricoltura europea. Mostra come l’UE nega l’evidenza quando difende il trattato.

Abbiamo domandato alla Commissione Europea se non sarebbe meglio abbandonare il negoziato TTIP, quanto meno nel settore dell’agricoltura, alla luce di uno studio d’impatto pubblicato dal Dipartimento per l’Agricoltura USA. Tratteggia gli esiti del TTIP sul settore agricolo legati a due diversi gradi di deregulation del commercio. Dice che in tutti i due casi l’aumento delle esportazioni di prodotti agricoli USA verso l’UE sarà superiore all’aumento delle esportazioni di prodotti agricoli UE verso gli USA. Allo scenario legato alla deregulation più alta (eliminazione sia delle barriere tariffarie sia delle barriere non tariffarie che ora impediscono l’ingresso nell’UE di OGM e carne agli ormoni) corrispondono sia il rovesciamento della bilancia commerciale fra le due sponde dell’Atlantico, che ora pende decisamente a favore della UE, sia la diminuzione nell’UE (ma non negli USA) della produzione agricola e dei prezzi dei prodotti agricoli, dai quali dipende il reddito degli agricoltori.

La Commissione Europea, nella risposta all’interrogazione, riassume lo studio statunitense a suo modo. Secondo lei, gli USA otterrebbero “maggiori vantaggi” dal TTIP solo in quest’ultimo scenario, che però non si verificherà perché … Continua a leggere QUI 

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Preso il terrorista. A 300 metri da dove abitava.

 Preso il terrorista. A 300 metri da dove abitava. 

 Maurizio Blondet

Chissà perché nell’arresto di Salah Abdeslam qualcosa suona falso. Ricercatissimo, doveva essere in Siria nei ranghi di Daesh, invece era nel quartiere dov’è nato e vissuto, Molenbeek, Bruxelles. Ma non aveva amici nel Califfato? Del resto anche il 14 novembre 2015, dopo che lui e la banda jihadista avevano fatto le stragi del Bataclan e del Caffè Voltaire,  più quella mancata allo Stade De France, se n’era scappato con i complici a Molenbeek, da Parigi; tre ore di auto, la macchina viene fermata dalla polizia a Cambrai, e lasciata ripartire verso il Belgio, perché a quell’ora – dice la versione ufficiale – non erano ancora ricercati. E Salah dà all’agente persino il suo indirizzo di Molenbeek. Decisamente è affezionato al suo quartiere. E perché riparare in Siria, dove non conosci nessuno?

E la notte del 15-16 novembre 2015? La polizia belga localizza Abdeslam in un strada  – di Molenbeek, naturalmente –  e  ormai gli agenti sono pienamente allertati della strage avvenuta a Parigi, pronti dunque a catturarlo….ma no, cosa andate a pensare. A Bruxelles non si possono far irruzioni poliziesche tra le 23 e le 5 del mattino, si disturba il vicinato. Così il mattino dopo, fatta irruzione in vari appartamenti, il tremendo terrorista non si trova più.

Caccia spietata, comunque. Mesi e mesi. Due polizie, la belga e la francese, ventre a terra sulle sue tracce. Inutile, l’assassino ormai è in Siria, a combattere. Continua a leggere QUI 

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 Geoingegneria: ecco come hanno ridotto la Terra

Edoardo Capuano 

Geoingegneria

 

 

 

Il pianeta Terra è diventato una bolla gigantesca, composta da sostanze volatili molto pericolose, diciamola tutta…una sorta di camera a gas.

La Nasa ha recentemente diffuso le ultime immagini della Terra e sorpresa qualcosa è cambiato rispetto all’immagine della Terra registrata dalla ISS nell’anno 2000.

Oggi non abbiamo più quel cielo limpido e azzurro come una volta, tutto quello che c’era un tempo ora è soltanto un lontano ricordo di quando non eravamo contaminati da chi sa quale schifezza irrorata.

Infatti nel 2015, quel colore “blu” si è trasformato in un pallido e mortifero colore grigio-celestino, come del resto le nuvole, che vengono sistematicamente “divorate” dalle sostanze chimiche rilasciate da aerei cisterna 24 ore al giorno e tutto davanti ai nostri occhi. Continua a leggere QUI

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Geoingegneria ufficiale e geoingegneria clandestina:
una sinossi essenziale

Quali sono le principali differenze che intercorrono tra geoingegneria ufficiale (o accademica) e geoingegneria clandestina (o illegale o bellica)? Vediamole in modo essenziale. Le abbrevieremo rispettivamente con G.u. e G.c.

• G..u. Che cos’è. E’ il complesso dei progetti volti ad arginare il cosiddetto (inesistente) riscaldamento globale ed a governare i fenomeni meteo-climatici, attraverso il dispiegamento di varie metodologie e strumenti tecnologici: diffusione di composti dello zolfo in atmosfera, dispersione di ferro negli oceani per favorire la proliferazione di fitoplancton utile a catturare il biossido di carbonio, l’installazione di specchi nello spazio per riflettere una quota della radiazione solare, uso di mongolfiere etc.

• G.c. Che cos’è. E’ l’insieme delle operazioni chimiche e biologiche compiute nella biosfera con i seguenti obiettivi: ottimizzare le trasmissioni radar nonché controllare i processi economici e demografici, dal dominio del clima in settori strategici e produttivi allo sfoltimento della popolazione. Si veda la criminale Agenda 21.Continua a leggere QUI

Nin.Gish.Zid.Da

CAMBIAMENTI CLIMATICI FUORI CONTROLLO

Parigi non segue i veri problemi dei cambiamenti climatici  

ARGOMENTI: Catherine Frompovich Climate Change 2 DICEMBRE 2015

scie chimiche di Catherine J. Frompovich

Il presidente Barack Obama parla di cambiamenti climatici in questo video. Inoltre, in occasione della Conferenza sul clima di Parigi, egli offre in questo video il suo messaggio.

Il presidente Obama dice che dobbiamo affrontare le nostre responsabilità di fare qualcosa per i cambiamenti climatici. Perché non guarda fuori dalla finestra dell’hotel di Parigi dove risiede per vedere il “cambiamento climatico” che viene attuato nel cielo, così si accorgerà lui e gli altri leader mondiali, di quale tattica viene adottata per i cambiamenti climatici?

L’immagine 1 è abbastanza eloquente per vedere il progetto che viene fatto sui cieli di Parigi. Fonte delle foto credit: Kelcey Rushing.

Indipendentemente da tutti i luoghi comuni, quello che uscirà da questa conferenza che si accinge a fare Obama e tutti i 200, o più, partecipanti alla conferenza del clima avrà esito negativo, o forse, verrà deliberatamente trascurato per affrontare il meccanismo PRIMARIO del GLOBALE cambiamento climatico che i governi e collaboratori esterni sono coinvolti quotidianamente nelle irrorazioni di aerosol nei cieli sopra le nostre teste, creando falsi modelli meteorologici tecnologicamente prodotti dall’uomo, come documentato dalla NASA e dal NOAA. Grafici e video mostrano le griglie degli aerosol spruzzati.

Nell’immagine 2, è così chiaramente palese l’irrorazione dell’aerosol sparso nell’atmosfera. Qui sotto (nella foto satellitare), è visibile e, a dir poco sconvolgente, quello che succede sulla costa della California.

Immagine 3: Questi programmi (in combinazione con le altre operazioni militari statunitensi già citate), hanno svolto un ruolo importante nel crollo della vita nei nostri oceani, soprattutto nel Pacifico. Se gli oceani muoiono, noi moriamo.

La US Navy è da tempo passata a munizioni all’uranio impoverito e dispositivi sonar che lungo la costa del Pacifico è stata devastata (la US Navy sta ora conducendo anche una guerra elettromagnetica nelle nostre foreste e nelle nostre coste). Gli Stati Uniti (e altre nazioni) hanno anche regolarmente scaricato scorie nucleari nei nostri oceani. La dichiarazione del brano che segue, fatto dalla US Navy, è al di là a dir poco scioccante (vedi sotto) “dell’impatto Ambientale”. La loro posizione è questa, se non ci sono studi per dimostrare il danno che stanno causando, allora nessun danno è stato causato.

Fonte per le 3 foto e didascalie di cui sopra: https://www.adn.com/article/20151116/toxic-algae-creating-deep-trouble-west-coast-california-alaska

Ogni sfumatura di colore (sopra illustrata), riflette un 2-3 gradi di “partenza di temperature normali”. Se questa mappa NOAA non lo fa bisognerebbe allarmarsi. 

Le temperature oceaniche stanno andando fuori controllo

Fonte per le 2 foto e didascalie di cui sopra:  

http://www.geoengineeringwatch.org/doubling-down-on-geoengineering-upcoming-conference-to-discuss-microwaving-the-atmosphere/

Secondo Dane Wigington, capo ricercatore presso GeoEngineeringWatch.org:

Per il National Weather Service e la National Oceanic and Atmospheric Administration (entrambe le organizzazioni hanno ora degli “ordini federali bavaglio” che gli sono stati imposti) per tutta la modellazione meteorologica fatta dalla Raytheon, che è anche fortemente impegnata nell’ingegneria climatica. Il radicale squilibrio lo si può vedere qui sotto nella mappa del NOAA, di come gli ingegneri del clima continuano ad usare la chimica su regioni fresche su un pianeta in rapido riscaldamento.

I più importanti argomenti “prime time” e problemi che probabilmente non verranno mai discussi alla Conferenza sul clima di Parigi, si possono delineare nel paragrafo precedente: I ruoli degli Stati Uniti e delle agenzie governative federali che lavorano in combutta con “poteri” aziendali come attori predominanti, dove vengono erogate notevoli ricompense finanziarie, per effettuare previsioni sulla geo-ingegneria, gestione della radiazione solare, irrorazione di aerosol alias “scie chimiche”, e il coinvolgimento di frequenze elettromagnetiche generate da HAARP e di altre tecnologie EMF statali-nazionali [1].

Le scie chimiche, quelle strisce bianche onnipresenti nel cielo [3, 4], che la maggior parte della gente pensa siano scie di condensa, [5] – contengono più tossine [6] di quanto tu creda. Ecco le foto che testimoniano di come gli aerei sono stati dotati di dispositivi per la dispersione delle scie chimiche. [2]

Cosa succede alla luce solare che viene riflessa indietro nello spazio dalle nuvole artificiali create con la pittura-spruzzata delle scie chimiche nei nostri cieli, in base a queste informazioni?

Le nuvole [Naturali] riflettono il 17% [della luce solare] nello spazio. Se la terra diventa più offuscata, come alcuni modelli climatici prevedono, più radiazioni solari verranno riflesse verso lo spazio e meno radiazione solare raggiungerà la superficie della Terra. (Fonte)

Meno luce solare colpisce la superficie del Pianeta Terra, molto più impatto avranno gli aspetti della vita in essa contenuta: la carestia alimentare sarà in netta crescita; negativa sarà la salute umana per gli affetti impropri di produzione della vitamina D per la riduzione della luce luce solare che interagisce con il colesterolo sotto la pelle; il disturbo affettivo stagionale (SAD), può diventare un disturbo emotivo a tempo pieno, piuttosto che un disturbo affettivo-psicologico invernale, per la breve luce del giorno. Attualmente, i ricercatori indipendenti stimano che tra il 25 e il 30 per cento in meno della luce solare sta colpendo Pianeta Terra a causa di aerosol a spruzzo.

I lettori probabilmente possono verificare e vedere quanta meno luce solare avviene nei giorni totalmente coperti che sperimentano nelle loro zone, soprattutto quando una giornata inizia con cielo azzurro, e nel giro di poco tempo viene a formarsi una coperta biancastra creata da piloti di aviogetti che rilasciano le scie chimiche tossiche, nubi che coprono il cielo bloccando la luce del sole, creando un umido tetro, una grigia giornata guidata da energie a microonde con condizioni meteorologiche sconosciute altrove sul pianeta.

Per terminare, chiedo a tutti i partecipanti a Parigi una domanda personale (oltre a fornire il mio articolo ai negazionisti delle scie chimiche “Un database Indiscutibile”): non Vi prego di fare la cosa giusta per il Pianeta Terra, Madre Natura e l’umanità, Vi chiedo solo di smettere le irrorazione di aerosol.

Riferimenti:

[1] http://www.itwillpass.com/nwo_weather_altering.shtml

[2] http://contrailscience.com/contrail-or-chemtrail/ 

[3] http://thegreaterpicture.com/chemtrails.html 

[4] http://www.chemtrails911.com/archive_photos/00_satellite%20imagery/00_satellite %20imagery.htm  

[5] http://www.chemtrails911.com/archive_photos/00_satellite%20imagery/00_satellite%20imagery.htm 

[6] http://www.geoengineeringwatch.org/chemtrail-syndrome-a-global-pandemic-of-epic proportions-2/

Fonte:  

http://www.activistpost.com/2015/12/non-sequitur-climate-change-issues-in-paris.html

Traduzione e adattamento: ningishzidda

Il grande evento europeo

di http://movisol.org

Nei primi rapporti riservati ai governi furono proposte le seguenti soluzioni:

  • stendere tappeti neri sulle calotte polari; 
  • sbarrare lo Stretto di Bering (soluzione considerata dalle Amministrazioni Kennedy, Nixon, Carter e dal PCUS di Breznev);
  • produrre grandi quantitativi di anidride carbonica;
  • disperdere polveri metalliche in atmosfera;
  • lanciare satelliti dotati di specchi per respingere la luce solare; 
  • fondere i ghiacci della Groenlandia per mezzo di reattori nucleari.

DOSSIER COP21 – I

GHIACCI POLARI SEMPRE IN OTTIMA SALUTE

Alla vigilia della conferenza di Parigi COP21, dopo qualche giorno torniamo a parlare di ghiacci polari, in questo caso quelli artici, visto che sono considerati il vero ago della bilancia climatica, che tra l’altro secondo alcuni catastrofisti, più per fede che per dati oggettivi, avrebbero già dovuto essersi sciolti completamente o quasi qualche tempo fa. Un breve esempio di propaganda catastrofica possiamo sentirla in questo filmato.

 

Intanto in Lombardia cercano di mitigare (in occasione della conferenza di Parigi) il presunto riscaldamento con la geo-ingegneria (naturalmente per il nostro bene). Queste brevi sequenze sono state riprese con un telefonino alle ore 16:00 nella zona di Bergamo; ma non fatevi forviare dai complottismi, sono solo scie di condensa…

Una popolazione debole è una popolazione controllabile.

(Omnia munda mundis; coinquinatis autem et infidelibus nihil mundum, sed inquinatae sunt eorum et mens et conscientia.)
 
Il “Troll” ha questo compito, abbassare le difese immunitarie di discernimento sulla popolazione non solo nella carta stampata e televisiva/giornalistica ma trova il suo terreno fertile anche nel WEB.

“Dal Web”

http://www.maurizioblondet.it/stoltenberg-vuole-la-nato-in-guerra/di Maurizio Blondet 16 novembre 2015

Tutto come da programma: il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha addirittura sollecitato Parigi ad invocare l’articolo 5, che obbliga i paesi membri dell’alleanza a scendere in guerra a fianco di uno di loro che sia aggredito. Stoltenberg obbedisce come sempre ad ordini americani. Se del “governo” americano non è certo. E‘ certo invece che William Kristol, il guru dei neocon, esige dalle colonne del Washington Post l’invio di truppe di terra: mai sprecare un bell’attentato-strage. Segue l’articolo QUI

https://jonrappoport.wordpress.com/

 Every television newscast: staged reality

by Jon Rappoport
November 16, 2015

Focus on the network evening news. This is where the staging is done well.

First, we have the image itself, the colors in foreground and background, the blend of restful and charged hues. The anchor and his/her smooth style.

Then we have the shifting of venue from the studio to reporters in the field, demonstrating the reach of coverage: the planet. As if this equals authenticity.

Actually, those reporters in the field rarely dig up information on location. A correspondent standing on a rooftop in Cairo could just as well be positioned in a bathroom in a Las Vegas McDonald’s. His report would be identical. Continue HERE

http://www.imolaoggi.it/2014/11/13/dite-addio-a-liberta-di-navigazione-e-di-parola-obama-sta-per-distruggere-internet/

Dite addio a libertà di navigazione e di parola. Obama sta per distruggere Internet.

13 nov – Il presidente americano vuole regolamentare internet come servizio pubblico. Forse non c’è un presidente che ha fatto di più per distruggere tutto ciò che Barack Obama ha distrutto, dalla pace nel mondo ai diritti costituzionali degli americani. E, come ricorda Martin Armstrong sul suo blog, rimarrà in carica altri due anni, un lasso di tempo sufficiente per strascinare il paese in una Terza Guerra Mondiale e ridurre la Costituzione a carta straccia. Segue QUI

http://vaticproject.blogspot.it/2015/11/paris-attack-like-mumbai-and-gladio.html

“… 5. Nelle mani degli Stati di oggi c’è una grande forza che crea il movimento del pensiero nel popolo, questa è la stampa. …. Stampa che permette di esprimere e creare malcontento. … questo strumento mediatico è caduto nelle nostre mani. Attraverso la stampa abbiamo acquisito il potere di influenzare le masse, pur rimanendo noi stessi in ombra, grazie alla stampa abbiamo l’oro nelle nostre mani ….” – Protocolli dei Savi di Sion, scritte 1897

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PARIS ATTACK LIKE MUMBAI AND GLADIO ATTACKS – UPDATED BOOM! CIA Director Met with French Security Chief and Mossad Before Paris Attacks

Posted by Vatic Master 2015-11-16 

Vatic Note:  Boy,  I could not write a vatic note as extensive in analysis as this article and I tell you, it was riveting to say the least.   This was big and he or she shows just how extensive, and long term planning this was.  This is an ongoing project with various intel agencies across Europe, the USA, and Mossad.

They really want us to start WW III against the Muslims and have us kill each other off, so they don’t have to do it after the war, like they did in Russia and post WW II Europe,  and they are willing to kill people to do it.  Both Christians and Muslims should join together and fight these satanist Khazars.   They are the real threat to the globe.

Anyway, you read and see what you think.   This above was my reaction to all of this below.  This is excellent research by the author and is very educational. Check out the dates, times, who was involved, and how many countries were involved.  That includes Mossad and even NATO,  as well.  I then follow up with another article showing again, the involvement of mossad and others in this Paris scheme and it had no connection to Muslims at all.

It was the French and Israel governments and the second article shows it included French Intel personnel.  This is truly a MUST READ all the way through.   If Gladio is real, then treason is the call and everyone involved should be arrested, tried and if convicted receive the death penalty. Continue HERE

  http://www.zengardner.com/knees-jerking-yet-let-dose-truth-set-free/

Are your Knees Jerking Yet? Let a Dose of Truth Set you Free

by Vivek Chaturvedi – Nov 16, 2015
Contributor, ZenGardner.com 

Greetings my fellow worlders….

What a time eh? I mean really, what a time.

The mess that is the middle east finally festers into the “situation” in Paris, and I use those inverted commas with due fore-thought.

To beLIEve the script is to buy the story-line and this is an old, old story line. So old in fact, that if you really dared to catch the visible string and started pulling, your MIND would unravel. The depth of deceit, the time-line, the events that you THOUGHT or rather were made to beLIEve shaped your history and therefore your present and thus your and mine, OUR collective future, more so in the last 4-500 years are ALL a fabric of lies. Continue HERE

Parigi sotto attacco – Copiato & incollato

Come sapremo se è un false flag.

di Maurizio Blondet
14 novembre 2015
Leggi l’articolo QUI 
 
À la guerre comme à la guerre
 
di Massimo Mazzucco
14 novembre 2015
Leggi l’articolo QUI 
 

Anonymus “BANNED” su Facebook alcune ore prima dell’attacco 

(Article by Zeidy David; image by #Op309 Media) 
Guarda il video e leggi l’articolo QUI 
 

La civiltà europea sull’orlo dell’estinzione? 

Scritto da Cristina Bassi
13 novembre 2015
 

L’Europa sta attraversando la più grande migrazione di massa dalla seconda guerra mondiale, dice l’autore americano Patrick J. Buchanan :  la civiltà europea sopravviverà nel 21º secolo?

Traduco l’articolo che segue per “riflessione”. Certo la via d’uscita proposta dall’autore americano … solleva qualche interrogativo… Per esempio: la conseguenza di  questo ruolo della America come  “liberatore” , ventilato dall’autore, non sarà per caso la causa stessa che ci ha inondato di genti di “religioni, culture e civiltà diverse”?
Resta legittimo il dubbio  sulla nostra estinzione come europei   

 

L’Europa sta attraversando la più grande migrazione di massa dalla seconda guerra mondiale, così fa rilevare il commentatore politico conservatore, l’autore americano Patrick J. Buchanan , ponendo la questione se la civiltà europea sopravviverà nel 21º secolo.

L’Europa non è in grado di assorbire i milioni di rifugiati che fuggono da regioni di guerra del Medio Oriente e del Nord Africa. Costoro vengono da altre civiltà e culture e cambieranno la faccia dell’Europa per sempre, così fa notare il commentatore e autore politico Patrick J. Buchanan

 
Non sarà mai più come prima 
Continua a leggere QUI 
 

Parigi sotto attacco

di Chiara Sarra – Sab, 14/11/2015 – 00:23 
 Leggi l’articolo QUI 
 

9 motivi per mettere in discussione 
gli attacchi terroristici di Parigi 
 
Liberty 13 novembre 2015
Leggi l’articolo QUI e QUI