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L’ETERNO ESCLUSO

 

Oggi non vogliamo parlare di “scie chimiche” e “Geoingegneria”, anche se l’immagine qui sopra ne ha tutti i tratti salienti. No oggi non parleremo di quel fenomeno che va avanti da oltre cinquanta anni come le irrorazini fatte nel Vietnam negli anni sessanta denominata “Operazione Popeye”.

Oggi parliamo dell’inquinamento rilasciato dagli aviogetti e navi in tutto il mondo, inquinamento mai messo in discussione per la famigerata CO2 che, tutti i governi (proni) sono pronti ad infliggere tasse e balzelli, nonché carbontax a riscaldamenti urbani e autovetture.

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L’ETERNO ESCLUSO – SMOG CON LE ALI 

 

Quanto inquina un aereo?

Molto. Moltissimo. Inquinano in alto e in basso. E parliamo soltanto dei voli ‘normali’.

I viaggi low-cost hanno aumentato considerevolmente il traffico aereo e sta crescendo: secondo i dati IATA – International Air Transport Association – ogni giorno partono circa 200mila voli in tutto il mondo, per un totale di passeggeri di oltre 30 milioni. Cresce quindi anche l’inquinamento nei cieli, visto che gli aerei sono alimentati da cherosene avio

Più di 600 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno vengono rilasciati dagli aerei nella troposfera e nella bassa stratosfera, insieme a ossidi di azoto e ALTRO. Sono aree dove solitamente non arriva l’inquinamento terrestre, e inoltre la troposfera è lo strato dove avviene la maggior parte dei fenomeni di carattere meteorologici, causati dalla circolazione delle masse d’aria e che danno vita ai venti, alle nuovole e alle precipitazioni atmosferiche.

L’inquinamento aereo è maggiore rispetto a quello dei mezzi di superficie. Insieme al trasporto navale, può vantare la più alta quantità di emissioni.

E’ mai possibile che gli aeroporti, come primaria fonte di emissioni gassose per un area ben più vasta del sedime aeroportuale, siano ancora trascurati nei provvedimenti a tutela dei cittadini e per la riduzione dell’impatto in atmosfera, PM 10 compreso?

E’ mai possibile che gli esperti del clima NON hanno considerate le emissioni del traffico aereo e navi un problema.

Chi inquina paga?

Non tutti.

SMOG CON LE ALI.

INCHIESTA di MARCO AMENDOLA  – DOCUMENTI-VIDEO

Come tutti i mezzi di trasporto anche gli aerei inquinano: ecco come, quanto e con quali impatti sull’ambiente. In questa pagina sono consultabili e  disponibili tutti i documenti ufficiali riguardo il settore aereo. Inchiesta scritta e prodotta da Marco Amendola, giornalista. Testo disponibile in licenza Creative Commons CC BY-ND 4.0 VEDI QUI

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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Qui sotto il link dove puoi vedere il traffico aereo in tempo reale 

https://www.flightradar24.com/

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Piccola era glaciale – GRANDE FREDDO

  

Racconto terrificante della Piccola Era Glaciale – Parte 5a 

Di Robert Felix – 11 maggio 2018   

Un video imperdibile 

“Quando parlo con la gente del Grand Solar Minimum (GSM) di solito gli consiglio il documentario della BBC intitolato” Little Ice Age Big Chill”, “dice il lettore Norman Grant Smith. “Dico loro che il documentario mostrerà esattamente quello che è accaduto durante l’ultimo GSM, e questo è esattamente ciò che accadrà nel prossimo GSM che sta iniziando proprio adesso”.  

“Questo video è un’incredibile lezione di storia. Ed è anche una specie di storia dell’orrore.

Le persone mangiano i propri figli.

Migliaia e migliaia di “streghe” vengono bruciate per non “causare nuvole, piogge, tempeste di neve, fallimenti, pestilenze, ecc. È assolutamente da vedere per tutti noi.” 

È un video estremamente lungo, quindi ho preso appunti in parti da 15 minuti. 

Queste le annotazioni dai 57 minuti a 1:08 minuti.

Guerra

La vittoria o la sconfitta dipendevano spesso dal clima gelido. I generali avevano imparato che il tempo poteva diventare il loro nemico più formidabile.

Gli scheletri di oltre 3.000 soldati delle forze di Napoleone Bonaparte furono trovati in una fossa comune a Vilnius, in Lituania, vittime della Piccola Era Glaciale.

La lezione di Napoleone iniziò nell’autunno del 1812 dopo aver invaso la Russia con una mastodontica forza di 600.000 uomini.

Sebbene fosse riuscito a conquistare Mosca, non riuscì però a sconfiggere l’esercito russo. Tre quarti degli uomini di Napoleone morirono per la fame.

Mentre ordinava ai suoi restanti 130.000 soldati la ritirata verso il ritorno a casa, il clima gelido prese una svolta da incubo. La temperatura scese in quegli anni a 30 gradi sotto lo zero.

Le truppe stanche e affamate di Napoleone cominciarono a morire a migliaia. Molti congelarono a morte mentre dormivano. Molti combatterono contro il freddo pungente, solo per morire di fame. Solo 40.000 soldati, una piccola parte di quelli che iniziarono la guerra, tornarono a Vilnius. Ma nella città rimase pochissimo cibo e migliaia di soldati morirono di fame. Migliaia di altri soldati morirono negli ospedali da campo di lunga data di cancrena e tifo.

Solo circa 5.000 dei 40.000 soldati fuggirono riuscendo a lasciare la città di Vilnius.

Il video parla anche della distruzione dell’Armata Spagnola con temperature inferiori allo zero … all’inizio di settembre. Alcuni marinai in realtà morirono congelati, ancora una volta, all’inizio di settembre. In tutto, la tempesta distrusse 56 navi da guerra dell’armata. La maggior parte di quelle che tornarono in Spagna risultarono così malconce da essere smantellate. Un totale di 21.000 spagnoli morirono.

Nel 1776, la Piccola Era Glaciale di nuovo aiutò a cambiare il corso della storia.

Sembrava che la rivoluzione americana fosse persa. Ma alla vigilia di Natale, il generale George Washington guidò le sue truppe attraverso il fiume Delaware. Durante la piccola era glaciale, a differenza di oggi, il Delaware era spesso coperto di ghiaccio. E in questa particolare vigilia di Natale, fu “soffocato” dal ghiaccio. Ma dopo nove ore, le truppe di Washington attraversarono il fiume riuscendo nel loro attacco a sorpresa. Il successo di quell’attacco salvò la rivoluzione.

Ancora doveva arrivare: Il famigerato “Anno senza estate”.

Ho smesso di prendere appunti a 1:08 minuti. Altri 15 minuti nella prossima parte.

Grazie a Norman Grant Smith per questo video

Fonte: Ice Age Now

Ma … tutti a far finta di niente

FOTO Gaetano Madonia (altre belle foto sulla pagina dell’ autore)

 VELATURE: E NON CHIAMATELE PIÙ INNOCUE!

 

Articolo di NoGeoingegneria

Buone notizie dalla Svizzera: Ulrike Lohmann, esperta delle nubi, interessata a comprendere le formazioni di nubi artificiali in quota, ha misurato le emissioni di alcuni jet e analizzato il carburante.

I risultati di questa indagine,visionabili in questo articolo , sono inquietanti: indicano infatti che nella composizione di quelle che chiamano “innocue velature” non c’è proprio niente di innocuo!

Ne eravamo convinti da anni, ora ecco la conferma.

Matthias Hancke e i collaboratori del suo film Overcast hanno inviato un comunicato-stampa a tutti i parlamentari svizzeri, informandoli sui risultati dello studio dell’ETHZ.

Diversi parlamentari hanno risposto positivamente e promettono di approfondire la questione.

E i ‘custodi’ dei nostri cieli cosa dicono?

Molte verità stanno per emergere. Ricordiamo l’avvio di azioni legali negli Stati Uniti e in Canada. 

COMUNICATO STAMPA

luglio 2016

Traduzione NoGeoingegneria 

Uno studio del Politecnico di Zurigo dimostra che i gas di scarico rilasciati dagli aerei contengono alluminio e altre sostanze

Le autorità federali responsabili per l’ambiente e per l’aeronautica civile finora classificano l’aumento delle scie di condensazione degli aerei come “non preoccupante”. Le scie di condensazione sarebbero costituite da vapore acqueo, ghiaccio e fuliggine, e rientrerebbero nell’ambito del “normale” e del “naturale”, a seconda di quelle che sono di volta in volta le condizioni di umidità e di pressione atmosferica: questo è quanto viene affermato ad esempio nelle risposte ufficiali fornite a cittadini e cittadine che manifestano preoccupazione. Il Politecnico di Zurigo ha condotto di recente uno studio sui gas di scarico degli aerei. I risultati sono inquietanti.

Il Politecnico di Zurigo ha rilevato qualcosa di sorprendente nelle particelle di fuliggine dei gas di scarico di tre tipi di aerei. È stata comprovata la presenza complessivamente di 16 metalli1, che rappresentano un rischio per la salute se vengono inalati. L’alluminio, per esempio, secondo le più recenti ricerche è sospettato di favorire l’incremento dei casi di morbo di Alzheimer. L’alluminio potrebbe passare attraverso la barriera emato-encefalica e causare così danni al cervello, nonché provocare malattie neurologiche2. I gas di scarico degli aerei però influenzano anche il nostro clima: “Il particolato di fuliggine che si forma dalla combustione incompleta di idrocarburi usati come combustibile, influenza direttamente l’equilibrio globale dell’irraggiamento solare sulla Terra a causa della sua marcata proprietà di assorbire la luce, e indirettamente a causa della sua interazione con le nuvole, il che di conseguenza influisce sul clima”3.

Le scie di condensazione prodotte dal traffico aereo, che si espandono formando cirri, sbiancano sempre più il cielo e hanno sul clima un influsso maggiore di quanto ammesso finora, secondo quanto afferma Charles Long, dell’Istituto di ricerca sul sistema Terra (Erdsystem Forschungsinstitut) del NOAA. Lui ha addirittura affermato che la formazione artificiale di nuvole causata dal traffico aereo è già una forma di geoingegneria non intenzionale4. La geoingegneria si definisce come modificazione climatica intenzionale. C’è da chiedersi come sia possibile che qualcosa di non intenzionale accada intenzionalmente.

Sta di fatto che sia il governo USA che il governo britannico già nel 2009 hanno cominciato a discutare e ad elaborare linee-guida per l’applicazione della geoingegneria5. Il metodo più verosimile e meno costoso per combattere il riscaldamento del clima tramite la geoingegneria consiste al momento nel diffondere aerosol nell’atmosfera. A questo scopo occorre spargere dagli aerei grandi quantità di solfati o – secondo David Keith – anche di alluminio e bario, nonché titanio, sopra vaste aree.

Da oltre dieci anni, in tutto il mondo, sempre più persone credono che questi esperimenti sul clima siano già in atto; anche in Svizzera. Meteo Schweiz, Greenpeace, le autorità e anche i media hanno finora negato e si sono rifiutati di accostarsi a questo tema. Ma i risultati delle misurazioni effettuate dal Politecnico rendono evidente che c’è la necessità di agire.

Se si pensa che ogni anno volano quasi 37,5 milioni di aerei (fonte ATAG, Air Transport Action Group, 2014), sarebbe necessario chiarire che influsso abbiano sul nostro ecosistema gli scarichi tossici di questi aerei. È da considerare altresì che queste sostanze con la pioggia raggiungono la catena alimentare e quindi vengono assunte dagli organismi. Per tutelare il clima e per il bene dell’ambiente e della nostra salute sarebbe necessario prendere al più presto provvedimenti per impedire che l’aria venga inquinata da questi metalli e per regolamentare una buona volta gli scarichi degli aerei.

Matthias Hancke, un documentarista svizzero autore del premiato film Overcast (trad. it.: “Cielo coperto”), si è dedicato per anni a indagare il fenomeno delle coperture nuvolose artificiali dovute alle scie di condensazione e ha riassunto le sue ricerche nel film. In esso viene mostrata fra l’altro anche l’intervista alla professoressa Ulrike Lohmann, del Politecnico di Zurigo, sullo studio qui presentato 6

1V. Tabella di misure allegata

2V. fra l’altro: http://www.bmgf.gv.at/cms/home/attachments/3/9/6/CH1146/CMS1402477436830/aluminium studie 2 014.pdf, pp. 83 segg.

3V. http://e-collection.library.ethz.ch/eserv/eth:48927/eth48927-01.pdf, V segg.

4Http://www.smithsonianmag.comscience-nature/airplane-contrails-may-be-creating-accidental-geoengineering-180957561/?no-ist

5V. anche http://www.publications.parliament.uk/pa/cm200910/cmselect/cmsctech/221/221.pdf

Milano Nord-Est 12-08-2016

Articolo correlato: 

La guerra ambientale esiste: ne parla a Radio Base il Generale Fabio Mini

 Nin.Gish.Zid.Da

Le “nubi” del CERN

Il CERN E LE NUBI, TRE INDIZI FANNO UNA PROVA

By Guido Guidi 

Abbiamo scritto molte volte dell’esperimento denominato CLOUD che è in corso al CERN da qualche anno. Utilizzando una camera stagna all’interno della quale si tenta di riprodurre il processo di nucleazione, cioè di formazione e crescita fino alle dimensioni ideali del particolato solido che è alla base della formazione delle goccioline di cui sono costituite le nubi, si sta tentando di capire quale sia il ruolo dei solfati – essenzialmente prodotti dalle attività umane – e quale influenza abbiano in questo processo i raggi cosmici, i cui flussi sono regolati dall’attività solare.

Sono appena usciti tre paper molto interessanti, due su Nature e uno su Science, che a detta degli autori, tra cui c’è Jasper Kirby che dirige l’esperimento CLOUD, costituiscono dei passi avanti molto significativi in questa indagine. In particolare perché il terzo di questi studi conferma sostanzialmente i primi due, avendo raggiunto dei risultati paragonabili osservando la libera atmosfera e non quella ‘simulata’ della camera stagna del CERN.

  1. Kirkby, J., et al. Ion-induced nucleation of pure biogenic particles. Nature, doi 10.1038/nature 17953(link is external)(2016).
  2. Tröstl, J., et al. The role of low-volatility organic compounds in initial particle growth in the atmosphere. Nature, doi 10.1038/nature18271(link is external) (2016).
  3. Bianchi et al. New particle formation in the free troposphere: A question of chemistry and timing. Science doi 10.1126/ science.aad5456(link is external)

Qui sotto, invece, c’è un video in cui Jasper Kirby spiega molto efficacemente i risultati del suo lavoro:

Questo il comunicato stampa uscito sul sito web del CERN

In sostanza, si deduce che il clima del periodo pre-industriale possa essere stato caratterizzato da dinamiche relative alla nuvolosità differenti da quanto si pensava sin qui, ovvero con nubi più abbondanti derivate da processi di nucleazione che pare siano meno dipendenti dal contributo dei solfati. Diverso e più incisivo anche il ruolo dei raggi cosmici, cui gli esperimenti al CERN attribuiscono la proprietà di aumentare di un fattore 10-100 le dimensioni dei “semi delle nubi” ionizzandoli, specialmente in un’atmosfera meno inquinata quale quella del periodo pre-industriale.

Secondo Kirby e i suoi collaboratori, se si riuscirà a tener conto di queste dinamiche nella simulazione del clima, si potranno avere informazioni molto più precise anche riguardo all’influenza che le attività umane stanno avendo e potranno avere in futuro, riducendo in parte la distanza, attualmente molto ampia, che ancora sussiste tra ciò che viene simulato e ciò che viene osservato, soprattutto in termini di risposta del sistema all’aumento della concentrazione di CO2. FONTE 

DOVE STA QUESTO DETTAGLIO NELLE SIMULAZIONI, OSSERVAZIONI E VALUTAZIONI ?

Questo estratto dal video della presentazione del dottor Kirkby al CERN nel 2009 fa ben capire che gli scienziati climatologi sono pienamente coscienti del fatto che aeroplani stanno disperdendo degli aerosol con la deliberata intenzione di modellare le condizioni atmosferiche. 

Kirkby spiega queste due immagini satellitari.

Immagini visibili anche all’interno del video,
(corsivo mio per foto mancante nell’articolo originale)  

Indica con il puntatore laser la foto a sinistra e spiega quello che vede. 

These are not smoke trails, these are clouds which are seeded by jets dumping aerosols into the upper atmosphere 

“Queste non sono scie di fumo , queste sono nubi inseminate da jets che scaricano aerosol nell’atmosfera superiore.“ 

Kirkby si sposta verso la seconda immagine satellitare
(destra in alto) e prosegue:

Also less familiar but also very important, these are ship tracks and this is a huge area (…) these are ship tracks over Alaska and their clouds are seeded by extra aerosols 

”Poi ci sono, meno familiari ma sono importanti, ci sono tracce di navi, è un’area grande (…) queste sono tracce di navi sopra l’Alaska e le nubi sono inseminate di extra-aerosol.

Le affermazioni sembrano abbastanza chiare