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Punti di vista sul lecito e illecito

 

Facebook dice che postare su integratori alimentari è una “violazione”, ma rilasciare minacce di morte contro i conservatori è ok

(Naturale News)

Proprio quando pensavamo che la Big Tech non potesse essere più apertamente ipocrita con i suoi “standard di comunità”, Facebook arriva e lancia una nuova politica che afferma che è ora possibile emettere minacce di morte contro persone che non ti piacciono online, basta che siano conservatori.

Secondo le nuove regole di Facebook, che violano direttamente le sue vecchie regole, gli utenti di sinistra su Facebook sono liberi di incitare alla violenza contro persone che considerano “individui pericolosi”, tra cui Paul Joseph Watson di Infowars, che è stato bandito sia da Facebook che da piattaforma di social media come Instagram a maggio.

Watson afferma che Facebook ha cercato di giustificare questa censura considerandolo un “individuo pericoloso”, anche se la compagnia non ha potuto fornire a Watson esempi del perché. Non molto tempo dopo, Facebook ha emesso un avviso del memorandum “Non pubblicare” che chiede che la violenza “ad alta gravità” sulla sua piattaforma sia off limits “a meno che l’obiettivo non sia un’organizzazione o una persona coperta dalla politica di Dangerous Individuals and Organizations”.

Anche se Watson non ha mai fatto altro che usare l’arguzia e l’umorismo per condividere le sue opinioni tramite i social media, Facebook dice di essere “pericoloso” e quindi un obiettivo consentito per l’odio e la violenza di sinistra, tuttavia dovrebbe manifestarsi.

“Questo è un crimine nel Regno Unito ai sensi della Legge sulle comunicazioni malevoli del 1988 che afferma: “Chiunque invia a un’altra persona una lettera, una comunicazione elettronica o un articolo di qualsiasi descrizione che trasmetta … una minaccia … è colpevole di un reato” Watson scrive.

“La più grande società di social media al mondo con oltre 2 miliardi di utenti dice letteralmente che è bello incitare alla violenza contro di me, nonostante sia illegale”, aggiunge.

Per ulteriori notizie correlate, assicurati di controllare Censorship.news e Facebook.Fetch.news.

Facebook e il resto della Silicon Valley sono apertamente coinvolti in tradimento e devono essere ritenuti responsabili dei loro crimini contro l’umanità

Nel frattempo, Facebook sta intraprendendo azioni aggressive contro fonti di notizie come Natural News che condividono la verità sulla salute e il benessere da una prospettiva indipendente – perché, secondo Facebook vivere naturalmente è anche apparentemente “pericoloso”.

Come forse già saprai, Natural News, proprio come Watson, è stato recentemente bannato da Facebook per aver presumibilmente violato gli “standard della comunità” del gigante della Silicon Valley, che ora includono il coinvolgimento di qualsiasi tipo di libertà di espressione che Facebook trova “offensivo”.

“I tecno-fascisti, inclusa Wikipedia, hanno deciso che nessun discorso che metta in discussione qualsiasi narrativa ufficiale sarà consentito su qualsiasi piattaforma”, avverte Mike Adams, la Guardia forestale.

“Chiunque mette in dubbio la sicurezza dei vaccini tossici, delle torri cellulari 5G, della geoingegneria, della chemioterapia o delle sostanze chimiche assassine ai glifosati viene ora attaccato maliziosamente, imbrattato e spalancato. Non ti è nemmeno permesso di parlare di nutrizione, cibi anti-cancro o integratori alimentari senza essere etichettato come un sito web “vitaminico” accusato di spingere false cure.”

Per quanto riguarda Watson, probabilmente continuerà a ricevere minacce di morte con la benedizione di Facebook, specialmente mentre persegue azioni legali contro la società per violazione della legge britannica non solo per quanto riguarda la legge sulle malevoli comunicazioni del 1988, ma anche per rifiutarsi di ottenere informazioni. richiesto dalla compagnia su ciò che è stato pubblicato e condiviso su di lui sulla piattaforma.

“Due mesi fa, tramite i miei avvocati, ho presentato una Richiesta di accesso per soggetto che chiedeva a Facebook di consegnare tutte le informazioni relative a me”, scrive Watson. “Facebook deve ancora rispondere a questa richiesta, nonostante sia un requisito legale per rispondere entro 30 giorni.”

“Se e quando Facebook risponderà a questa richiesta legale, il prossimo passo sarà quello di avviare il contenzioso”, aggiunge.

Analogamente, Natural News attende la sua stessa opportunità di perseguire la giustizia contro Facebook e il resto dei giganti della tecnologia per aver violato il nostro diritto collettivo alla libertà di parola, come protetto dal Primo Emendamento.   

Le fonti per questo articolo includono:  

Summit.news

NaturalNews.com

Fonte: https://www.naturalnews.com/2 

®wld

Chi mangi oggi?

vegan

Sentenza storica: asilo espelle bambino perché vegano, il TAR lo riammette
Marcello Pamio – 4 agosto 2015

Tutto è iniziato a febbraio. I protagonisti: un bambino vegano e una mamma consapevole!

Ma andiamo per ordine.
Gli anni passano velocemente per tutti, anche per una mamma di Merano che deve iniziare lo “svezzamento sociale” per suo figlio: il piccolo cioè deve iniziare ad andare all’asilo.

La premessa importante è che questa mamma segue per motivazioni personali un regime alimentare sano ed etico che non crea alcuna sofferenza, basato esclusivamente su vegetali.

Sempre più persone in Italia e nel mondo stanno abbracciando stili di vita similari.

Tenendo conto di questo, la donna fa legittimamente richiesta all’asilo di sostituire la sbobba innaturale che normalmente viene rifilata ai poveri cuccioli d’uomo (che non possono lamentarsi) magari preparata da qualche società di catering, con pasti sani di origine vegetale.

Il Comune di Merano a questa incredibile e inaccettabile richiesta, non solo nega tale sacrosanto diritto, ma addirittura allontana il figlio dall’asilo!

La mamma avrebbe dovuto produrre certificati medici (che detto tra noi si possono ottenere senza tanta difficoltà da qualche dottore amico e/o compiacente) ed eseguire analisi cliniche al bambino che ne comprovassero il buono stato di salute.

Della serie “O mi dai un buon motivo per cui il bambino è vegano e mi dimostri che sano come un pesce, oppure te lo tieni a casa tua e non ci rompi le scatole!”. Come mai non usano lo stesso metro di giudizio anche con gli altri bambini, magari tutti belli vaccinati e immunodepressi, facendo fare gli esami a tutti?

Stranamente in questo caso il Comune di Merano si è dimenticato di chiedere pure un test genetico al bambino “vegano” per verificarne anche la predisposizione a malattie future, magari all’autismo o a quelle comportamentali come l’ADHD…

Esattamente come una volta quando i bambini cattivi venivano segregati dietro la lavagna, gli esperti assessori del Comune di Merano buttano fuori un bimbo, la cui unica colpa è quella che i genitori si alimentano in maniera corretta.

La linea del Comune non ha dubbi: la dieta vegana sarebbe pericolosa per un minore, specie in età prescolare, per il quale non varrebbero le direttive ministeriali (Linee guida della ristorazione scolastica) in quanto rivolte alla scuola e non all’asilo nido. Lavarsi le mani e scaricare i barili è il comun denominatore della politica.

Linea però questa assai ridicola che dimostra la totale ignoranza degli addetti ai lavori comunali, ignoranza purtroppo condivisa anche in altri ambiti medici. Basta però citare la posizione ufficiale dell’associazione americana e canadese dei dietisti (A.D.A., American Dietetic Association (1) per fugare ogni dubbio: “Le diete vegetariane correttamente pianificate, compreso il regime vegano, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Tali diete se ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti”.

Secondo la massima autorità mondiale in ambito nutrizionale, un regime vegano se ben fatto (e qui viene il punto cruciale), si può applicare in tutti gli ambiti dello sviluppo umano, perfino in gravidanza!

Queste conoscenze sono lontane anni luce dalle sale comunali dell’Alto Adige.

A questo punto la donna impugna tale assurda quanto incivile decisione e va spedita al TAR.

La madre, oltre a dimostrare in sede di giudizio la superiorità dell’alimentazione vegetale rispetto a quella “onnivora” (cosa questa estremamente facile visto che gli studi e le informazioni scientifiche oggigiorno sono copiose), ha sottolineato che la decisione della dirigenza scolastica va contro norme costituzionali e direttive ministeriali, imponendo un onere iniquo (la produzione dei certificati medici) e mettendo in atto una discriminazione, l’espulsione del bambino, sproporzionata e illegittima.

Il TAR, Tribunale Amministrativo Regionale, dell’Alto Adige con una sentenza storica accoglie la richiesta della donna e obbliga la dirigenza scolastica a riammettere il bimbo, condannando il Comune di Merano al pagamento delle spese legali.

Secondo il Tribunale infatti “la dieta vegana è migliore di quella ‘onnivora’ e poterla rispettare è un diritto, anche all’asilo nido”.

Secondo Carlo Prisco, l’avvocato della giovane madre, si tratta di una “pietra miliare” nel riconoscimento del diritto all’alternativa alimentare etica, diritto questo di origine costituzionale.

Il legale prosegue dicendo che “non occorre nessuna certificazione per ottenere il pasto vegano a qualsiasi età, i genitori vegani non possono essere oggetto di discriminazioni, nemmeno mediante l’imposizione di condizioni o adempimenti ulteriori o differenti rispetto a quelli richiesti a tutti gli altri. Questa pronuncia sarà d’aiuto in tutti i casi futuri in cui gli istituti e le pubbliche amministrazioni cercheranno d’impedire ai cittadini di esercitare il proprio diritto a compiere scelte alimentari etiche”.

Finalmente nel Terzo Millennio si inizia a parlare di diritti anche in ambito nutrizionale.

Oggi purtroppo ci si riempie la bocca con i diritti sociali, religiosi, sessuali, ecc., e infatti se una persona decide di essere gay, di cambiare sesso, di affittare o noleggiare un utero, di essere una mamma surrogata, di farsi inseminare a destra o a manca, guai a giudicare, perché si scatenerebbero le potentissime lobbies di categoria e si verrebbe tacciati magari di omofobia, rischiando anche il carcere. Ma quando una mamma consapevole chiede il diritto e il rispetto sacrosanto delle proprie scelte etiche e morali, dimostrate valide dal punto di vista salutistico anche dalla scienza, bisogna chiamare un avvocato e interpellare un Tribunale…
Questa è l’Italia.

[1] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19562864, NCBI, National Center for Biotechnology Information

Di Marcello Pamio

Fonte: http://www.disinformazione.it/

http://ningizhzidda.blogspot.it/