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“l’ultimo Petrus Romanus”

San Malachia,
dell’artista Duccio di Buoninsegna, circa 1308.
(Wikimedia Commons) 

Citazione di una trascrizione del secolo scorso, esistono due versioni diverse che sostengono questa predizione.

 Le profezie degli ultimi pontefici e il Papa Nero

Nel secolo scorso ha circolato una versione, che si suppone persa, che riporta che tra gli ultimi pontefici del Vaticano regnerà un Papa Nero.

Questa affermazione proverrebbe da una profezia originaria di San Malachia o da una delle sue trascrizioni, oltre ad essere un tema che riporta a cui fa riferimento nelle sue quartine l’altrettanto Nostradamus.

Máel Máedóc Ua Morgair, meglio conosciuto come San Malachia, nacque a Armagh, Irlanda, nell’anno 1094, e morì a Claraval, Francia, nel 1148. Fu un arcivescovo cattolico asceso alla carica in Irlanda grazie a Papa Innocenzo II nel 1139.

Dopo la sua morte fu canonizzato da Papa Clemente III nell’anno 1190.

Danza Macabra: La Morte conduce il Papa all’inferno, bassolrilievo di Karner di Metnitz (Austria). (Public Domain)

La tradizione vuole che redasse una lista di papi detta Profezia dei Sommi Pontefici che fu trascritta nel libro Lignum Vitae dal monaco benedettino Arnold de Wyon.

Il libro sarebbe stato pubblicato e stampato da Giorgio Angeleri nel 1595, 455 anni dopo la morte di Malachia.

Arnold de Wyon fu, apparentemente, il primo ad attribuire pubblicamente a Malachia questa profezia inserendola in un libro che tratta anche dell’albero genealogico dei benedettini.

La tradizionevuole che San Malachia redisse una lista di papi la “Profezia dei sommi Pontefici”. Nell’immagine, la facciata e la cupola della Basilica di San Pietro in Vaticano. Public Domain

Questa lista è formata da 112 papi e il loro lemma in latino.

Questi lemmi in alcuni casi hanno coinciso quasi del tutto a tal punto che la lista è diventata molto famosa. Il primo posto lo occupa Papa Celestino II (1143) e l’ultimo Petrus Romanus con una descrizione di sofferenze e distruzione.

A Papa Benedetto XVI corrisponde il lemma De Gloria Olivae, e secondo le varie versioni esistenti della lista presumibilmente profetica, sarebbe al penultimo o terzultimo posto.

Secondo versioni non ufficiali derivanti dalla tradizione popolare, poiché il Vaticano non riconosce la profezia, la lista includerebbe in origine un Papa caput nigrum o Papa nero.

Una delle diverse teorie esistenti, afferma che si sarebbe situato giusto prima del Papa De Gloria Olivae, però un’altra teoria sostiene che sarebbe proprio dopo il Petrus Romanus, chiudendo così la lista.

Certo è che non si sa se questo caput nigrum corrisponderebbe a una caratteristica relativa a questi Papi menzionati o se è propria di un Papa diverso. Nell’emblema di Benedetto XVI appare il disegno di un uomo dalla pelle nera con una corona, simbolo della diocesi di Frisinga.

Ecco il nesso che trovano alcuni analisti tra l’uscente Papa Joseph Ratzinger con il mitico “Papa Nero”.

Emblema del papa Benedetto XVI. (Public Domain)

Benedetto XVI era inoltre messo in relazione con la comunità benedettina soprannominata anche gli Olivetani.

Poi nacque il 16 aprile 1927, giusto il giorno della festa di Pasqua, il cui simbolo è l’olivo. Poi proprio lui proclamò santo il fondatore dell’Ordine degli Olivetani, Bernardo Tolomei.

Però l’altra versione della profezia sul Papa Nero afferma che questi verrà proprio dopo “Petrus Romanus”.

Alcuni esperti associano i Gesuiti con il presunto Papa Nero visto che il Generale e massimo responsabile di questo Ordine è chiamato Papa Nero.

A questo punto è bene ricordare che l’attuale papa Francesco appartiene alla Compagnia di Gesù, essendo così di fatto il Superiore Provinciale dei Gesuiti nella natale Argentina.

Al diverse versioni assicurano che esiste realmente una trascrizione del 1820 della celebre lista di San Malachia dove si parla dell’esistenza di un Papa Nero. 

Alcuni speialisti associano ai Gesuiti il presunto Papa Nero. L’attuale Papa Francesco appartiene,alla Compagnia di Gesù.CC BY-SA 2.0

 Il Papa grigio e nero di Nostradamus

Il medico francese Michel de Nôtre-Dame, conosciuto come Nostradamus, nella sua secolo X, quartina 91, dice quanto segue riguardo le elezioni del clero romano su un papa grigio e nero:

Clero Romano anno 1109, All’apice dell’anno si terrà un’elezione: Da un grigio e un nero della Compagnia uscito, che non fu mai così maligno.

Secondo diversi analisti , la data riportata in questi versi il francese Nostradamus non sarebbe il 1109 poiché nelle sue predizioni divise gli anni in forma differente da quella stabilita.

Così i suoi dati corrisponderebbero all’anno 2004 +9, e arriveremmo al 2013, anno dell’elezione di Papa Francesco.

Poi, per Nostradamus l’anno nuovo iniziava con la Pasqua e l’elezione di Francesco è stata proprio durante il periodo delle feste che precedono la Pasqua di Resurrezione dei Cattolici.

E ancora, il verso di Nostradamus “’da un grigio e un nero della Compagnia uscito” va associato, con la Compagnia di Gesù i cui membri si vestono con il caratteristico colore nero.

Ritratto di Nostradamus dipinto da suo figlio Cesare de Nôtre-Dame (c. 1614). Public Domain  

Gli ultimi Papi di Malachia

Con o senza un Papa Nero, la versione attuale della trascrizione del Lignum Vitae afferma che gli ultimi Papi sono i seguenti:

Gloria olivae. In plecusione extrema SER fedebit. Petrus Romanus qui paicet oues in multas tribulationibus: quibus tranfactis ciuitas fepricollis diruetur, Iudez tre medus iudicabis populum fuum Finis.

‘In plecusione extrema SER fedebit’ significa in latino sotto una persecuzione estrema la Santa Chiesa di Roma regnerà.

Si tratta di una frase che sembra corrispondere più a una predizione che a un nuovo pontefice, per quanto può fare riferimento a Papa Francesco, anche se normalmente è considerato parte di una linea che corrisponde al Papa che segue, il Petrus Romanus.

Se si uniscono la penultima predizione all’ultima della lista di Malachia indicherebbe quanto segue:

Durante l’ultima persecuzione della Santa Chiesa di Roma Si siederà Pietro Romano, che nutrirà il suo gregge tra molte tribolazioni. Quando saranno alla fine, la città dalle sette colline (Roma) sarà distrutta, e il temibile giudice giudicherà il suo popolo: così sia. 

Parte finale delle profezie del Lignum Vitæ (1595), p. 311. Public Domain 

La distruzione di Roma era stata vaticinata nelle profezie del Monaco di Padova, Italia.

Un sacerdote anonimo quest’ultimo, autore del libro Magnis tribulationes et Statu Ecclesiae, stampato a Venezia nel 1527, 48 anni prima del Lignum Vitae.

“Quando l’uomo calpesterà la Luna, sulla Terra staranno per succedere. Roma sarà abbandonata, come gli uomini abbandonano le vecchie streghe e nel Colosseo rimarrà solo una montagna di pietre avvelenate.” Così riporta il testo del Monaco di Padova secondo quanto ci dice l’autore e ricercatore italiano Guido Araldo.

Secondo un altro testo dell’Abate Cucherac (1871) sulla successione dei Papi, Malachia diede le sue profezie al Papa Innocenzo II e lui le conservò negli archivi romani fino a che vennero rinvenute nel 1590.

Il gesuita Claude-François Menestrier affermò che le profezie erano false e che furono scritte per propiziare la candidatura del Papa a venire Urbano VII nel 1590, senza comunque darne prova alcuna.

Eppure per lo storico Onofrio Panvinio , le profezie sarebbero autentiche.

Vista aerea del centro di Roma, città che sarà distrutta secondo le profezie attribuite a San Malachia. CC BY-SA 3.0

La maggior opposizione la detiene lo storico spagnolo José Luis Calvo, che sostiene che fino a Papa Urbano VII, epoca in cui sarebbe stata divulgata la profezia, i lemma corrispondo molto bene a ogni Pontefice, mentre a partire da quella data bisogna fare grandi sforzi per farli coincidere.

Argomento quest’ultimo, è chiaro, ribattuto dai difensori dei presunti profeti Malachia e Nostradamus…

di Anastasia Gubin
10 luglio 2015
dal Sito Web LaGranEpoca
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in spagnolo

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…TUTTA L’ACQUA DEL MONDO…

L’élite bancaria sta comprando tutta l’acqua del mondo. 

Sicuramente avrete sentito che le guerre del futuro saranno per l’acqua.

Proseguendo vedremo come nel programma delle élite esiste già un avanzato controllo sul mezzo più importante per la vita del nostro pianeta e come si sta svolgendo ancora di più la schiavitù della razza umana.

Si sta accelerando una tendenza preoccupante:

le banche di Wall Street e l’élite multimilionaria sta comprando l’acqua di tutto il mondo con un ritmo senza precedenti.

Le mega banche e gli investitori giganti come

  • Goldman Sachs
  • JP Morgan Chase
  • Citigroup
  • UBS
  • Deutsche Bank
  • Credit Suisse
  • Macquarie Bank
  • Barclays Bank
  • il Grupo Blackstone
  • Allianz
  • Banco HSBC,

…tra tanti, stanno consolidando il loro controllo sull’acqua.

Anche i magnati come, 

…e altri stanno comprando migliaia di ettari di terra con sorgenti, laghi, diritto di sfruttamento, imprese di distribuzione, azioni di società di ingegneria e tecnologia idraulica.

La seconda tendenza preoccupante è che mentre i nuovi baroni stanno comparando acqua dappertutto, i Governi stanno limitando rapidamente la capacità dei cittadini di prendere acqua da soli, (come nel famoso caso di Gary Harrington, negli USA, dove lo Stato è intervenuto contro la raccolta di acqua piovana che lui aveva fatto in tre recipienti posti nella sua proprietà privata e lo ha accusato con nove tipi di imputazioni e condannato a 30 giorni di carcere).

Raccogliere acqua piovana potrebbe farti andare in carcere negli Stati Uniti 

Mettiamo in chiaro questa situazione penalizzante: il multimilionario T. Boone Pickens possiede più diritti di sfruttamento dell’acqua di qualsiasi altra persona negli Stati Uniti: quasi 250 milioni di litri all’anno.

Il cittadino di cui sopra, Gary Harrington, non può raccogliere acqua piovana nei suoi 68 ettari di terra.

E’ uno strano nuovo ordine mondiale dove i multimilionari e le banche possono possedere risorse idriche e laghi, ma i cittadini ordinari non possono nemmeno raccogliere acqua piovana o neve sciolta nei giardini dietro casa loro.

“L’acqua è il petrolio del 21 secolo.” 

“Solo negli Stati Uniti, l’acqua è un’industria da 425 miliardi di dollari.” 

Andrew Liveris  CEO di Dow Chemical Company Nella conferenza annuale sui “cinque grandi rischi,” Goldman Sachs he la scarsità di acqua potrebbe essere per l’umanità del 21 secolo, una minaccia più grave di quella degli alimenti e dell’energia

 

Nel 2012, Goldman Sachs ha comprato l’industria Veolia, che rifornisce d’acqua circa 3 milioni e mezzo di cittadini nel sud-est dell’Inghilterra.

Nel 2003, insieme al Gruppo Blackstone e Apollo Management, aveva acquisito Ondeo Nalco, leader nel trattamento dell’acqua, con 10.000 impiegati in 130 paesi. 

Nel 2008, Goldman Sachs ha investito insieme ad altri fondi, $50 milioni in acqua e bibite in Cina, diventando leader di imprese nella produzione e distribuzione di acqua imbottigliata in Cina. 

Da quando la Cina è sottoposta a una delle peggiori siccità dell’Asia, il settore dell’acqua imbottigliata è quello in più rapida crescita del mondo e sta vedendo enormi benefici.

“L’acqua si trasformerà affare più redditizio, molto più del petrolio, del rame, delle risorse agricole e dei metalli preziosi.”

Jo-Shing Yang direttore economico di Citigroup (2011)

Di fatto, una delle opportunità redditizie è il fracking per estrarre il petrolio e il gas poiché ha bisogno di molta acqua e dei servizi correlati. Acqua potabile trasformata in acqua tossica per via del fracking

Ogni invaso ha bisogno dai 10 ai 20 milioni di litri d’acqua, l’80% di quell’acqua non potrà essere riutilizzata, poiché è 10 volte più salata dell’acqua di mare e contiene componenti chimici tossici.

Citigroup raccomanda i proprietari dei diritti per lo sfruttamento dell’acqua di venderlo alla società invece che agli agricoltori poiché l’acqua per il fracking si può vendere ad un prezzo 60 volte più alto che al settore agricolo.

La famiglia Bush, nel 2005 e 2006 ha comprato 1.200 chilometri quadrati di terra al confine con la Bolivia, Brasile e Paraguay.

Il terreno si trova nel bacino acquifero più grande del mondo; il volume è di circa 40.000 chilometri cubi. Si stima che questo deposito sotterraneo potrebbe rifornire tutto il mondo di acqua potabile per 200 anni.

Sfortunatamente la strada della privatizzazione dell’acqua non si può fermare:

Molti paesi hanno difficoltà finanziarie e non sono già in grado di mantenersi e aggiornare le proprie imprese di distribuzione.

Difronte alle offerte di milioni di dollari delle mega banche e del l’élite multimilionaria, le città e gli stati avranno molte difficoltà a rifiutare la privatizzazione.

Le società multinazionali e le banche di Wall Street avevano preparato e sperato in questo momento da anni.

L’acqua è e sarà indispensabile per la nostra vita ed è per questa ragione che le élites economiche che controllano il mondo accentrano e accentreranno ancora di più in futuro i loro sforzi sul controllo di questo elemento indispensabile.

Da centinaia di migliaia di anni, l’acqua fluiva liberamente in vallate e pianure e tutti gli animali potevano usufruirne liberamente perché non apparteneva a nessuno.

Adesso, grazie allo sviluppo e alla civiltà, all’ignoranza, mancata azione e poca dignità della popolazione, l’acqua è proprietà di pochi e presto dovremo supplicare per averne come se fossimo schiavi.

Questo è il prezzo che dovremo pagare per non aver agito quando dovevamo farlo.

Continuiamo a guardare con la testa china e pacificamente la televisione mentre un gruppo di psicopatici ladroni s’impossessano dell’intero pianeta e ci riducono in schiavitù…

di Paradigma Terrestre
07 Febbraio 2016
dal Sitio Web ParadigmaTerrestre
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in spagnola

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