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Egemonia

HAMBURG, GERMANY JULY 7, 2017: Russia’s President Vladimir Putin (L) and US President Donald Trump shake hands during a bilateral meeting on the sidelines of the G20 summit in Hamburg. Mikhail Metzel/TASS (Photo by Mikhail MetzelTASS via Getty Images)

 

La valutazione di Putin su Trump al G20
determinerà il nostro futuro

Postato da Davide su come donchisciotte

Articolo di: DI PAUL CRAIG ROBERTS

Sullo sfondo della riunione di Putin-Trump ci sono le aspirazioni di Israele e dei neocon. Sono queste che guidano la politica estera americana.

Perché Washington si impegna così tanto a rovesciare il presidente siriano Come si spiega l’improvvisa apparizione nel 21° secolo della “minaccia musulmana”? La preoccupazione su tale minaccia come fa ad essere coerente con le guerre fatte contro Saddam, Gheddafi ed Assad, leader che hanno soppresso il jihadismo? Come si spiega l’improvvisa apparizione della “minaccia russa”, pompata fino a farla diventare una pericolosa russofobìa priva di fondamento?

Le minacce musulmana e russa e le bugie usate per distruggere Iraq, Libia e parti della Siria sono tutte orchestrazioni che servono i desiderata di israeliani e neocon.

La lobby ebraica in America, fortemente presente in Commentary, Weekly Standard e New York Times, ha sfruttato l’11 settembre per costringere Bush ad intraprendere un “energico sforzo per detronizzare Saddam” (vedi qui e qui).

Saddam Hussein era un leader laico, il cui compito era di sopire i conflitt tra sunniti e sciiti e mantenere una stabilità politica. Lui, Assad e Gheddafi hanno soppresso l’estremismo che porta al jihadismo. Saddam non ha avuto nulla a che fare col 9/11, e sotto il suo governo l’Iraq non costituiva alcuna minaccia per gli Stati Uniti. Era stato un fedele vassallo, attaccò persino l’Iran per conto di Washington, che sperava di usare il suo paese per rovesciare il governo persiano.

Rimuovere leader secolari è ciò che crea il jihadismo. L’America ha scatenato il terrorismo musulmano con regime changes che hanno ucciso i presidenti ed hanno lasciato i paesi nel caos.

Fomentare il caos in Iraq è stato l’inizio, poi si è passati a Siria ed Iran. Questi due paesi sostengono Hezbollah, la milizia nel Libano meridionale che per ben due volte ha battuto l’esercito israeliano, inviato per appropriarsi delle risorse idriche.

Le guerre dei neocon in Medio Oriente servono a rimuovere i governi che forniscono sostegno militare e finanziario ad Hezbollah. Spingendo il jihadismo più vicino ai confini russi, queste guerre peraltro coincidono perfettamente con la politica statunitense della World Hegemony. Come ha espresso Paul Wolfowitz, sottosegretario alla Difesa:

“Il nostro primo obiettivo è impedire il riemergere di un nuovo rivale che costituisca una minaccia simile a quella sovietica. Per questo, dobbiamo impedire che qualsiasi potenza ostile possa dominare una regione le cui risorse, sotto un controllo consolidato, sarebbero sufficienti a creare una potenza globale”.

Israele vuole che anche Siria ed Iran finiscano nel caos come Iraq e Libia, così da poter rubare l’acqua nel sud del Libano. Se i due paesi vengono indeboliti, Hezbollah non avrà il sostegno militare e finanziario per resistere all’esercito israeliano.

I neocon hanno invece obiettivi più grandi. Vogliono attaccare Siria ed Iran per poter dirottare il jihadismo in Russia e Cina (quest’ultima ha anche una provincia musulmana che confina col Kazakistan). Provocando problemi interni a Mosca e Pechino, i neocon possono ridurre le loro capacità di ostacolare l’unilateralismo americano.

Ecco perché si fa guerra in Siria, nient’altro.

La “minaccia musulmana” è apparsa all’improvviso con l’attacco al WTC e al Pentagono. La colpa venne immediatamente data ai musulmani. Sebbene il governo americano sostenesse di non aver idea che un attacco del genere fosse in preparazione, sapeva sùbito chi l’aveva commesso. Ovviamente, i documenti lasciati sulla scena identificavano convenientemente i “terroristi”.

Ci sono 3.000 architetti e ingegneri che mettono in dubbio gli eventi di quel giorno. La spiegazione ufficiale della distruzione dei 3 edifici è tecnicamente senza senso. Ci sono infinite prove fornite da esperti. Basta andare in certi siti: Architects & Engineers for 9/11 Truth, Firefighters and First responders for 9/11 Truth e Pilots for 9/11 Truth. Cercate quel che alcuni funzionari stranieri hanno da dire sulla storia assurda raccontata da Washington. Che la gente creda alla spiegazione ufficiale è la prova del fallimento totale dell’istruzione in America. Gran parte della popolazione è incapace di pensare. La gente accetta tutto ciò che il governo gli dice, indipendentemente dall’assurdità.

Da dove viene la presunta “minaccia musulmana”? Che cosa l’ha prodotta? L’11 settembre è avvenuto prima che gli Stati Uniti distruggessero in tutto o in parte sette paesi musulmani, uccidendo, assassinando, rendendo orfani e spostando milioni di musulmani che stanno ora invadendo gli stati europei vassalli. Queste guerre su innocenti possono produrre terroristi, ma l’11 settembre è avvenuto prima delle guerre di Washington contro i paesi musulmani.

Bin Laden ed al-Qaeda erano alleati di Washington contro i sovietici in Afghanistan. Sicuramente non avevano le connessioni interne per superare tutte le 17 agenzie di intelligence americane, il National Security Council, tutti i servizi della NATO, il Mossad e la sicurezza dell’aeroporto per ben quattro volte, nella stessa ora e nella stessa mattina.

Inoltre, nell’ultimo video attribuitogli, bin Laden ha dichiarato di non aver nulla a che fare con quell’attacco. In generale, i terroristi si prendono la responsabilità anche solo per magnificare il movimento. Non ha senso che “il promotore” presunto destinato a rovesciare l’Occidente neghi la più grande umiliazione mai inflitta ad una potenza mondiale. Gli Stati Uniti vennero completamente umiliati, impotenti contro una manciata di musulmani muniti di taglierini. Questa umiliazione è un record mondiale che rimarrà per sempre. È impossibile che il presunto terrorista, bin Laden, non la rivendichi.

Anche solo questo fatto dimostra che bin Laden ed Al-Qaeda non hanno avuto niente a che fare con l’11 settembre.

Chiunque creda alla storia ufficiale, come chiunque creda che Oswald abbia ucciso JFK, che Saddam avesse armi di distruzione di massa e collegamenti con Al-Qaeda, che Assad abbia usato armi chimiche, che la bugia del Golfo di Tonchino fosse vera, che Sirhan Sirhan abbia ucciso RFK, che la Russia abbia invaso l’Ucraina, ecc., è ormai perso nella Matrix e non più salvabile.

Non so se la stupidità occidentale si estenda anche in America Latina, Africa ed Asia. Alcune persone in Venezuela, Ecuador e Bolivia, i cui governi sono regolarmente soggetti a regime changes voluti dagli americani, devono essere consapevoli del fatto che non sono in controllo del proprio destino. Ma quanto è diffusa la consapevolezza del desiderio di Washington di avere l’egemonia mondiale? Gli unici segnali in tal senso sono gli accordi, ancorché iniziali e limitati, tra Russia e Cina.

Ancora oggi nessun governo europeo ha fatto il collegamento tra le guerre di Washington, sostenute dall’Europa, ed i milioni di rifugiati che stanno invadendo il continente, intenti a rubarne il welfare e le donne. Sentiamo tutti i tipi di lamentele per gli immigrati, ma non si fa mai una connessione tra questi e le guerre europee sostenute dagli Stati Uniti.

Washington è stata così brava durante la guerra fredda a rappresentarsi come simbolo di pace, giustizia e verità che il mondo non riesce a vedere il suo volto satanico.

Ora che 16 anni di guerra inumana contro le popolazioni musulmane hanno distrutto la vita di milioni di persone, perché non ci sono 9/11 ogni giorno? Invece ci sono solo alcuni presunti attacchi terroristici condotti da individui, palesi false flag, come quelli in Francia e in Inghilterra. Ma niente negli Stati Uniti, “il Grande Satana”, cosa molto sospetta.

Il 9/11 è stato il “New Pearl Harbor” dei neocon per fare guerre per gli interessi propri ed israeliani.

Perché gli americani e gli europei non lo sanno? Perché non hanno media indipendenti ma presstituti.

Washington ha creato “la minaccia russa” quando la falsa accusa di Obama ad Assad sul suo presunto uso delle armi chimiche è fallita. Cameron aveva promesso l’appoggio britannico all’invasione della Siria, ma il parlamento gli ha votato contro. La Russia disse basta alle guerre, di aver raggiunto un accordo con la Siria: raccogliere tutte le armi chimiche e darle agli americani per distruggerle. Gli Stati Uniti stanno probabilmente usando queste stesse armi date dagli ingenui russi per fare attacchi chimici false flag.

Bloccati nei loro obiettivi di guerra contro la Siria, i neocon si sono infuriati con la Russia. Come osano intralciarci! Daremo loro una bella lezione! Washington ha così scatenato le ONG in Ucraina, finanziandole con 5 miliardi di dollari.

Non rendendosi conto della propria vulnerabilità, la Russia concentrata sulle Olimpiadi di Sochi ha improvvisamente scoperto che l’Ucraina aveva subìto un colpo di stato e che le popolazioni russe ivi presenti stavano subendo violenze. In passato, leader sovietici avevano assegnato le province russe alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina dell’URSS. Questi russi attaccati dal governo neonazista installato a Kiev da Washington hanno chiesto di poter tornare nella madrepatria.

La Russia ha accettato di riprendere la Crimea, a causa della base navale nel Mar Nero, ma ha rifiutato le altre aree russe, Donetsk e Luhansk. Sperando contro ogni logica di convincere l’Europa di non essere aggressiva, Mosca ha rifiutato le repubbliche russe in difficoltà e le ha lasciate alla misericordia dei neo-nazisti di Kiev, che continuano ad attaccarli, violando ogni tipo di accordo.

La tolleranza di Putin alle provocazioni ed agli insulti fa apparire il suo governo debole agli occhi dei neocon, che continuano a demonizzarlo e a far pressioni per ulteriori sanzioni e basi militari vicine ai confini russi. Prima del suo incontro con Putin, Trump ha detto che “la Russia deve smetterla di ‘destabilizzare’ l’Ucraina ed altri paesi e deve ‘aderire alla comunità delle nazioni responsabili’”. Come può pensare che le cose stiano così?

Il desiderio dei russi di essere accettati dall’Occidente potrebbe finire per compromettere la propria sovranità, e gli americani lo stanno capendo.

I russi pensano anche che il terrorismo musulmano sia una minaccia globale. Mosca delira se pensa di raggiungere un accordo con Washington per combattere insieme il terrorismo. Non capiscono che quella è l’arma creata contro di loro.

Il jihadismo è stato prima usato contro l’esercito sovietico in Afghanistan. Poi contro Gheddafi in Libia. Poi, quando il piano di invadere la Siria con la scusa delle armi chimiche venne bloccato dal parlamento britannico e dalla Russia, Obama mandò l’ISIS a rovesciare Assad. Il generale Flynn, l’allora direttore della Defense Intelligence Agency, l’ha detto esplicitamente su Al Jazeera: è stata una “decisione deliberata”. Ecco perché le speranze della Russia di un fronte comune contro l’ISIS non hanno mai avuto alcun senso.

Il jihadismo è l’arma migliore di Washington con cui destabilizzare la Russia. Perché dovrebbe sconfiggerlo?

La disinformazione dei media occidentali raggiunge anche i russi, e forse anche i cinesi.

Persino gli analisti occidentali che rifiutano la storia ufficiale della Siria continuano a bersi la menzogna che Assad sia un dittatore.

Quando Putin incontrerà Trump, dovrà valutare se l’altro sia un vero presidente o un altro burattino dell’élite.

Nel secondo caso, dovrà prepararsi alla guerra.

Paul Craig Roberts

Fonte: www.lewrockwell.com

LInk: https://www.lewrockwell.com/2017/07/paul-craig-roberts/putins-assessment-trump/8.07.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org acura di  di HMG

Link diretto: https://comedonchisciotte.org/

Almanacco di novembre 2016

 

 DALLA PADELLA ALLA BRACE

di Cinzia Palmacci 

Se c’è qualcuno che sta aspettando come l’avvoltoio sulla carcassa che il “no” al referendum porti anche Renzi alla disfatta, questo è il Movimento 5 stelle. I grillini si sono spesi fino all’ultima energia tra tour turistici su e giù per l’Italia, slogan e striscioni, ed ora il movimento di Beppe Grillo spera che un esito negativo al referendum sia l’occasione imperdibile per occupare gli scranni di Palazzo Chigi. Questa prospettiva ci rammenta un po’ troppo le recenti elezioni presidenziali americane tra Clinton e Trump, la padella e la brace. In Italia tra PD e M5stelle ci sentiamo particolarmente empatici con gli americani (mal comune mezzo gaudio). Continua a leggere QUI

PIECZENIK: “Mai più 11 Settembre, mai più false flag”.
E invece Obama..

di Maurizio Blondet

Steve Pieczenik  ha postato un altro dei suoi video. Si rallegra della vittoria di Trump, che attribuisce alla mobilitazione dei “16 servizi di intelligence”, ed elenca “ciò che il popolo americano non vuole più”: “Non più false flag,  non più 11 Settembre, non più Sandy Hook, Sparatorie di Orlando, o altri imbrogli, propaganda e stronzate! Quel che vogliamo oggi è la verità”. Abbiamo già spiegato che Pieczenik è un esponente dello “Stato profondo”, l’uomo che al tempo del rapimento Moro fu mandato in Italia dal Dipartimento di Stato per assicurarsi che Moro non tornasse a casa; a modo suo un servitore dello Stato – e di quegli apparati nazionali  che i neocon hanno sbattuto fuori l’11 Settembre, prendendo a forza il comando della politica estera Usa nella “lotta al  terrorismo islamico”, per il bene di Israele. Se evoca oggi “Mai più 11 Settembre”, sta avvertendo: sappiamo che siete stati voi,  possiamo riaprire l’inchiesta.  Continua QUI

Cosa accadrà adesso con Trump allo Studio Ovale?
(se ci arriverà..)

1° Quanto ci è costata la disfatta della Clinton- 2° Riuscirà Trump a sedersi sulla poltrona dello studio ovale?- 3° I futuri uomini del presidente- 4° Ombre e strategie- 5° Una primavera colorata anche in USA? -6° Trump o Campi FEMA

1° QUANTO CI E’ COSTATA LA DISFATTA DALLA CLINTON 

Nei giorni scorsi abbiamo lodato la scelta di milioni di elettori americani; proprio quegli americani che sono ridotti allo stremo da politiche globaliste che hanno messo in ginocchio le fasce più deboli della popolazione americana e indebolendo considerevolmente la classe media americana. Festeggiare le facce avvilite di Renzi, Junker, Hollande e tutta la macchina del fango che per mesi hanno imbrattato la figura del tycoon dipingendolo come rozzo, razzista, omofobo, sessista ecc è una soddisfazione impareggiabile, anche perché i televisionari di tutto il mondo cominciano a chiedersi che lavoro svolgano i contapalle a pagamento di TV e giornali. La vittoria di Trump sembra aver shockato anche Mario Monti, ospite di Omnibus su La7 che paventa imminenti crisi per l’Europa e per la globalizzazione (…) Continua QUI

 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.
E i robot?

di Dario Tamburano

Nei prossimi vent’anni un lavoratore su due rischia di essere sostituito da un robot. Se i robot lavoreranno per noi, e non é detto, dovremo reinventarci la vita che oggi ha il lavoro scolpito nel DNA culturale della razza umana.

Elon Musk, il futurista icona della Silicon Valley fondatore e CEO di SolarCity, Tesla e SpaceX (e cofondatore di Paypal), afferma che più i robot occuperanno i posti di lavoro, più le persone dovranno essere mantenute da un “Universal Basic Income“, un reddito universale di cittadinanza. Ovvero detto in altre parole i cittadini saranno, in tutto o in parte mantenuti grazie al plusvalore e quindi alla ricchezza prodotta dai robot. Talvolta addirittura Musk nella sua telefonata sembra un pò spaventato nel tratteggiare il futuro, ma sulla robotica è ottimista.

Tralasciamo per ora di esaminare il rischio che i robot invece, non solo rendano inutili le nostre braccia ed i nostri cervelli, ma che facciano sì che nell’opinione di qualche entità… i miliardi di umani appaiano solo come inutili bocche da sfamare che consumano risorse. Continua QUI

Due terzi dei lavoratori stanno per essere sostituiti
dai Robots in via di sviluppo:
Rapporto

di Jake Anderson

Un nuovo rapporto allarmante delle Nazioni Unite è l’ultimo di una litania di studi che suggeriscono che la venuta dell’età d’automazione e la forza lavoro dominata dai robot ci coinvolgerà velocemente molto più di quanto si possa pensare. Ora, l’ONU sostiene che i due terzi della forza lavoro umano nei paesi in via di sviluppo saranno sostituiti dall’automazione.

Secondo l’Onu, sarà necessario una base di reddito universale per tappare il buco del 75% degli esseri umani lasciati senza lavoro.

Precedentemente, l’Anti-Media ha riportato previsioni che la metà della forza lavoro americana entro i prossimi due decenni potrebbe essere sostituita dall’automazione. Le statistiche di un altro rapporto, ha suggerito che un software automatizzato potrebbe sostituire 1,7 milioni di camionisti dei loro posti di lavoro entro un decennio. L’articolo continua QUI in lingua inglese.

Cosa penserebbe Pasolini di Facebook,
dove tutti credono di avere ragione

Che qualche cosa stesse succedendo nella lingua italiana negli anni del grande sviluppo economico del Dopoguerra, fu avvertito assai bene da uno scrittore sensibile come Pasolini, a cui si deve l’ultimo clamoroso intervento nella ‘questione della lingua’». 

Così inizia il capitolo di un celebre manuale di storia della lingua italiana, di Claudio Marazzini, che dedica uno spazio apposito all’emergere del cosiddetto italiano tecnologico, e agli sforzi con cui il poeta di Casarsa cercò di comprendere il mutamento in atto. 

E adesso, invece? Che direbbe dell’appiattimento surreale causato dai social media? Come indagherebbe la massima democrazia portata da Internet che coincide però anche con la massima approssimazione? Sono domande che mi pongo da anni: Pasolini avrebbe avuto un account Facebook?; si sarebbe messo in gioco scrivendo un fatidico “stato”?; avrebbe avuto voglia di riassumere un pensiero nei 140 caratteri di Twitter?  

Gli stessi quesiti li ho posti anche ad Andrea Di Consoli. Scrittore, giornalista, saggista, autore televisivo per la Rai. Persona dall’intelligenza camaleontica e in grado di adoperare più linguaggi. Proprio come Pasolini, che si destreggiava contemporaneamente fra poesie, romanzi, sceneggiature, opere critiche, articoli e libelli politici. Continua QUI

Nin.Gish.Zid.Da 

L’aspetto occulto di un conflitto crescente

TOTALE PAZZIA

Cresce l’Ombra di una Possibile Guerra Nucleare

13 ottobre 2016
dal Sito Web ElRobotPescador
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
 

Il politico ultra-nazionalista russo e alleato politico di Putin, Vladimir Zhirinovsky, capo del Partito Liberale Democratico di Russia ha dichiarato in un’intervista alla Reuters che se il candidato presidenziale degli Stati Uniti, Donald Trump non arriva al potere, scoppierà una guerra nucleare con la Russia.
“Gli Americani devono eleggere Donald Trump presidente il prossimo mese o prepararsi per una guerra nucleare” ha dichiarato Zhirinovsky, un politico radicale conosciuto per le sue dichiarazioni altisonanti.

Vladimir Zhirinovsky  

 Ecco le parole del politico russo noto per la sua retorica esegetica:

“il candidato repubblicano è l’unica persona capace di allentare le tensioni tra Mosca e Washington scatenatesi su diversi temi come l’attuale crisi della Siria”.

“Invece, l’ex segretaria di Stato americana e attuale rivale di Trump, la democratica Hillary Clinton, potrebbe scatenare una Terza Guerra Mondiale”, avverte Zhirinovsky, un alleato di Vladimir Putin, durante l’intervista pubblicata mercoledì.

Secondo questo legislatore russo appartenente al partito che ha guadagnato il terzo posto nelle ultime elezioni parlamentari:

“le relazioni tra Russia e Stati Uniti non potrebbero essere peggiori. L’unica maniera per farle peggiorare sarebbe l’inizio di una guerra”.

Coloro che voteranno il prossimo 8 novembre negli Stati Uniti

“devono rendersi conto che stanno votando per la pace sul pianeta Terra” se eleggono Trump. Però, se le urne daranno il responso di vittoria alla candidata democratica” è la guerra. Sarà un breve film. Sarà Hiroshimas e Nagasakis dappertutto”.
Zhirinovsky assicura che se il magnate arriva al potere, gli Stati Uniti si allontanano da quanto sta succedendo in Ucraina o in Siria e Irak. Effettivamente: 
“la Clinton è una persona pericolosa”.
Con lei gli Stati Uniti continueranno a intervenire negli affari di altri paesi.
“Lei potrebbe iniziare una guerra nucleare”.

Non è l’unico che la pensa così.

Già in agosto l’economista, scrittore e analista politico Paul Craig Roberts, ha parlato nella stessa maniera…

“Un voto per Hillary è un voto per una guerra nucleare. Se Hillary riesce a insediarsi nello Studio Ovale, pronostico una guerra nucleare prima che termini il suo primo mandato. Un voto per Hillary è un voto per una guerra nucleare”. “Sappiamo che Hillary, come Bill, è bugiarda. Sappiamo che Hillary è una guerrafondaia.

Sappiamo che Hillary ha reso le dichiarazioni più irresponsabili mai pronunciate da un candidato presidenziale quando affermò che il presidente della Russia era il nuovo Hitler, portando così le tensioni tra gli Stati Uniti e la Russia ad un livello più alto di quello della Guerra Fredda.

Sappiamo che Hillary si allea con i neo-conservatori e che crede nell’ideologia dell’egemonia mondiale degli Stati Uniti che può portare ad una guerra contro la Russia e la Cina.”
Un’altra figura importante che ha avvertito il pericoloso divenire dei fatti è il Vice primo Ministro turco Numan Kurtulmus, che ha affermato che: 

“Il mondo è sull’orlo di una grande guerra globale”.

Numan Kurtulmus

“Il conflitto siriano è divenuto una “guerra suppletiva tra le due super potenze della Guerra Fredda, Russia e Stati Uniti. Se questa guerra suppletiva continua, gli Stati Uniti e la Russia arriveranno alla guerra.

Il mondo è sul filo di una grande guerra regionale o globale”.

Riguardo a questa possibile “guerra nucleare” di cui si parla da mesi, ci sono notizie recenti che non invitano certo alla tranquillità.
La Russia spara con successo 3 missili balistici intercontinentali nello stesso giorno. 
Le Forze Armate russe hanno realizzato tre lanci con successo di missili balistici a lunga gettata, come esempio delle prove da combattimento delle Forze Missilistiche di denominazione strategica.
I lanci sono stati effettuati da diverse parti del paese.

Ecco cosa riporta la Web Sputnik… 

Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, durante la conferenza sulla sicurezza tenutasi a Berlino, ha detto che l’Alleanza atlantica inizia una tattica per intimidire la Russia: si pianifica il rafforzamento dell’infrastruttura e il dispiegamento di un nuovo tipo di proiettili vicino alla frontiera russa.
Precedentemente, l’Amministrazione Nazionale per la Sicurezza Nucleare (NNSA) ha riportato che gli Stati Uniti avevano provato con successo le bombe con capacità nucleare moderna B61-7 y B61-11.

Gli esperti non escludono che queste armi saranno situate nelle basi NATO d’Europa per il 2020, il che aumenterebbe in maniera significante la capacità bellica dell’Alleanza.

Poi, il Capo del Pentagono, Ashton Carter, ha detto in più di un’occasione che tali misure servono da contrappeso alle presupposte “ambizioni aggressive della Russia”.
 

Lo spiegamento in Europa di un’arma di tale precisione costituisce un problema serio per Mosca.

Il direttore del Progetto di Informazione Nucleare della federazione degli Scienziati Americani, Hans Kristensen, ha detto che:

“la NNSA sta sviluppando la prima bomba controllata a caduta libera per installarla sugli aerei da combattimento polivalenti F-35”, che entreranno in servizio nella basi aeree dell’Alleanza che si trovano nei paesi baltici nel 2020.

Ha quindi aggiunto:

“è la modernizzazione nucleare più grande da parte della NATO dalla decade degli anni 80”.

Per raggiungere le basi militari russe e il suo Ministero della Difesa dalle basi della Regione baltica, i caccia americani impiegherebbero solo alcuni minuti.Il vice ministro della Difesa russo, Anatoli Antónov, ha spiegato che la bomba B61-12 è un’arma a doppio uso: può essere utilizzata come un elemento di armi strategiche lanciata da bombardieri pesanti e come una testata nucleare lanciata da aerei tattici.

L’esperto ha precisato che:

“I piani degli Stati Uniti sono di natura provocatoria e contraddicono le affermazioni di Washington sul suo impegno per il disarmo nucleare”

E’ ovvio che in queste circostanze la Russia è obbligata a preparare delle contromisure dirette ad attualizzare i sistemi di difesa aerea sui suoi confini occidentali. Però, il Ministero della Difesa del paese potrebbe considerare di impiegare le sue basi militari nei paesi dove le aveva avute in passato, Vietnam e Cuba compresi.
“I nostri cacciabombardieri a Cuba preoccuparono molto gli Stati Uniti e Washington ci chiamerà a negoziare per diminuire il livello di minaccia sia nei paesi baltici sia nei Caraibi”, queste le parole dell’esperto militare Yuri Netkáchev.
Come si può vedere, è allucinante la leggerezza con cui ultimamente si parla di “guerra nucleare”. 
 
Il problema, però, risiede nel fatto che crediamo sia impossibile una guerra nucleare perché secondo vecchi schemi basati sulla mutua distruzione dei contendenti.
 

E forse la guerra nucleare che si sta pianificando, si centra sull’uso di artefatti di valore tattico destinati a distruggere determinate infrastrutture del nemico, in ciò che non sarebbe altro che l’estensione di una guerra convenzionale.

Se così fosse, allora ci troveremmo davanti a una guerra pianificata da ambedue le parti in cui

“si rispetteranno determinate regole di scontro”.
A questo livelli, è difficile dirimere la vera minaccia da ciò che sono solo prese di posizione o sproloqui minacciosi tra i due contendenti.Comunque sia chi ne pagherà le conseguenze saremo noi…
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COMMENTO (E CONFESSIONE PERSONALE) DI ‘EL ROBOT PESCADOR’:

Generalmente, in questo blog mi sono limitato a esporre informazioni estratte dalla rete e provenienti da diversi ambiti a volte insieme a analisi appropriate.

Sono poche le volte, però, in cui espongo le sensazioni interiori che le notizie producono su di me , oltre ogni ragionamento.

Ma i n questo caso, faccio un’eccezione e commenterò ciò che provo nella speranza che alcuni lettori facciano lo stesso ed esprimano (se lo desiderano) quali sono i loro sentimenti per il conflitto che viviamo.

So che quanto dirò qui di seguito potrebbe sembrare a molti lettori una stupidaggine o una pazzia.

Ma per una ragione che non arrivo a definire con parametri razionali, ho l’intima sensazione che CI STANNO PRENDENDO IN GIRO.

Gira e rigira, però dentro di me non posso eliminare questa sensazione
 

Forse perché voglio ingannarmi, o perché non voglio accettare la possibilità che dovremo vivere una grande guerra in pochi mesi o anni.

Nella mia testa, però, c’è una vocina che non vuole zittirsi e che mi dice che tutto quanto stiamo vivendo (malgrado i milioni di morti e la distruzione che stanno avvenendo) sa molto di inganno. Da tutte e due le parti…

E’ come su tutti si fossero messi d’accordo nel voler impaurire la popolazione.

Non vi ingannerò: non ho nessuna spiegazione razionale per questa sensazione personale; tutto quello che vedo e ascolto mira proprio nella direzione opposta. Pertanto mi posso sbagliare.

Non posso però evitare di sentire che c’è un aspetto occulto in tutto questo conflitto crescente.

E’ come se tutta questa probabile guerra mondiale fosse un pretesto per la realizzazione di un altro tipo di manovra che non ci aspettiamo. Come se ci minacciassero con una grande guerra mondiale che “distruggerà tutto” però all’ultimo momento apparirà “una soluzione” forse veicolata per mezzo di un certo “tipo di fenomeno o evento” tale da farci accettare “la soluzione proposta” come “l’unica opzione per salvarci dalla catastrofe”.

So che molti penseranno “all’arrivo degli UFO e degli extraterrestri“, agli “anticristo che scendono dal cielo” e a altre “fantasie” abilmente infiltrate nella rete in questi ultimi anni.

Non so dove saranno diretti i colpi (visto che ho parlato di un possibile contatto extraterrestre orchestrato in precedenti articoli a mo’ di ipotesi).

Ultimamente, inoltre, siamo stati sottoposti a un bombardamento costante di informazioni sulla colonizzazione di Marte. Ma forse tutto potrebbe essere veicolato attraverso qualcosa di molto più mondano e meno fantasioso.

Ripeto: so che non ha senso perché tutte le prove e gli indizi puntano in altra direzione.

C’è, però, qualcun altro che abbia la sensazione che tutta questa minaccia di terza guerra mondiale non sia altro che una manovra orchestrata e che in realtà ci stanno preparando qualcos’altro?
Fonti

Fonte: 

http://www.bibliotecapleyades.net/sociopolitica/sociopol_russia94.htm 

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Navi e missili, e se questa guerra ora ci esplodesse addosso?

Articolo di libreidee.org