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Il modo in cui soffia il vento geo-politico-economico-diplomatico-militare

 

La guerra programmata contro l’Iran 

In realtà, la guerra contro l’Iran è già in corso da un po’ di tempo, almeno dal 1953, quando un colpo di stato della CIA contro il governo legalmente eletto di Mohammed Mosaddegh portò al potere il dittatore spietato, Mohammad Reza Pahlavi, che a sua volta fu rovesciato da una rivolta popolare nel 1979.  

Naturalmente, il gioco allora, come ora, ruotava attorno al fatto che l’Iran si trova in cima a una vasta riserva di petrolio. Oggi più che mai, l’USA ambisce alle riserve petrolifere iraniane. La ragione fondamentale è piuttosto semplice: il potere e l’influenza globali dell’impero USA sono radicati nella sua emissione e nell’uso globale del petro-dollaro, così chiamato perché basato sul petrolio e sul commercio globale di petrolio, e anche secondariamente in altri prodotti, beni e servizi, molti dei quali sono anche direttamente o indirettamente petroliferi o dipendenti: automobili, plastica, aerei / aviazione, trasporti pubblici, prodotti agricoli, fertilizzanti, ecc.  

Il problema per gli USA è che sempre più nazioni stanno abbandonando il petro-dollaro nel commercio internazionale, relegando sempre più il petro-dollaro all’irrilevanza, o almeno molto meno alla rilevanza, in modo tale che il suo status come valuta di riserva globale viene definitivamente e nettamente messo in questione.  

Ad esempio, tre settimane fa, la Cina e la Russia hanno firmato un accordo per sviluppare il commercio bilaterale nelle rispettive valute nazionali, il rublo e lo yuan, aggirando efficacemente il dollaro. Dato che esistono già accordi per diverse centinaia di miliardi di dollari di esportazioni di petrolio dalla Russia verso la Cina, questo non è un passo insignificante.

 

E due settimane fa, i funzionari della Russia e dell’Unione europea (UE) hanno annunciato che vogliono “estendere rapidamente” l’uso dell’euro e del rublo nei pagamenti tra la Russia e l’UE, eliminando efficacemente il petro-dollaro dal loro commercio bilaterale.  

La scritta è sul muro. Il petro-dollaro è destinato a un rapido, rapido declino. Cina, Russia, UE: questi sono i maggiori poteri globali.  

Il potere dell’Impero USA è basato sull’uso globale del petro-dollaro. Se il globo abbandona il petro-dollaro, allora l’intero edificio fasullo e folle del controllo globale imperiale basato sul petro-dollaro arriverà a crollare. Quel giorno è duro per l’USA e la sua élite al potere lo sa.  

Questo è assolutamente un fattore enorme nelle continue pressioni politiche, diplomatiche, economiche e militari contro il Venezuela e l’Iran, che si trovano in cima a due delle più grandi riserve di petrolio conosciute sul pianeta.  

Un sistema basato sul petro-dollaro che non ha petrolio da vendere e/o commerciare, che non ha petrolio che controlla, è priva di significato, una contraddizione in termini. È semplicemente una nota storica nell’economia politica globale, niente di più. Di qui le manovre aggressive contro il Venezuela e l’Iran, l’obiettivo trasparente è quello di acquisire la proprietà diretta, o almeno il controllo indiretto, sui loro rispettivi enormi giacimenti di petrolio, per assicurarsi che siano venduti e scambiati sul mercato globale in petrodollari.  

Il mezzo secolo di dominazione globale dei petro-dollari sta rapidamente volgendo al termine. l’USA si sta rapidamente costringendo a una situazione in cui dovrà usare la sua vasta macchina militare per imporre la supremazia globale dei petrodollari, o rischiare di vedere il crollo dei petrolieri e bruciare, mentre il mondo abbandona sempre più il petro-dollaro nel commercio internazionale. Mentre gli oggetti di scena sono cacciati da sotto il petro-dollaro, l’enorme, multi-trilione di dollari, la casa di carte finanziaria eretta sul valore e (presunto) dominio globale del petro-dollaro arriverà a precipitare, e velocemente.  

Siamo a quel punto adesso. La supremazia degli USA sta per finire. Può finire in pace, con una resa dignitosa degli USA alle nuove realtà globali; o può finire in modo iper-violento, se l’USA decide di attaccare militarmente, di imporre la sua volontà schiacciando la forza marziale su altre nazioni.  

Sembra che gli USA abbiano scelto la seconda opzione, la rotta della forza militare. Nelle scorse settimane abbiamo visto una piccola ondata di attacchi contro petroliere nel Golfo Persico e nella regione del Golfo di Oman. Gli israeliani sono i più probabili colpevoli di questi attacchi con false bandiere, che sono stati erroneamente imputati all’Iran.  

Attacchi di bandiera falsa sono stati usati per secoli per provocare guerre, a volte molto grandi ed estremamente rovinose.   

Si veda ad esempio il seguente elenco di punteggi di attacchi con false flag che sono stati impiegati o programmati nel corso dei secoli:

Leggi QUESTO prima di tifare per la prossima guerra
https://www.zerohedge.com/news/2019-06-21/read-cheering-next-war  

Nulla mi sorprenderebbe di meno in questo frangente di vedere un flagrante, famigerato attacco a bandiera falsa, progettato per oltraggiare il sentimento pubblico e accendere le fiamme della guerra contro l’Iran. Questo sembra essere il modo in cui gli eventi attuali sono di tendenza, e sia Israele che gli USA hanno una storia deprecabile di impiegare attacchi con bandiere false per promuovere i loro obiettivi politici.  

Come succede, Donald Trump si è metodicamente circondato di criminali di guerra e guerrafondai; sono i suoi incaricati personali. Il modo in cui soffia il vento geo-politico-economico-diplomatico-militare sembra certamente che gli USA abbiano optato per la guerra.   

A questo punto, l’Impero non mostra segni di morte tranquillamente o pacificamente. Ha una macchina da guerra globale e sembra che intenda usarla. A parte l’intervento benevolo e divino, gli USA mostrano ogni indicazione di perseguire una guerra contro l’Iran, con l’amo o con la truffa (e anche potenzialmente contro il Venezuela, la Russia – che ha anche enormi riserve di petrolio, Cina, Corea del Nord e altro).   

Questa è una follia. L’inferno sulla terra giace lungo il percorso che l’USA sembra determinato a perseguire.  

Se gli USA persiste nella sua follia, la traiettoria geo-politico-economica-diplomatica-militare che è attualmente in corso non può, e assolutamente non lo farà, finire bene.  

Donald Trump ha annunciato un paio di giorni fa che ha interrotto un imminente attacco militare contro l’Iran, perché uno dei suoi generali gli ha detto che probabilmente 150 iraniani sarebbero stati uccisi.  

Traduzione: uno dei suoi generali, forse il generale Joseph Francis Dunford, Jr., il presidente dei capi di stato maggiore, gli disse che se fosse stato attaccato, l’Iran avrebbe combattuto ferocemente e che le perdite dell’USA sarebbero ammontate a circa 150.000 soldati il teatro medio-orientale-centro-asiatico-indiano, così come la perdita di forse $ 100 miliardi o più in materiale militare come navi, aerei, elicotteri, munizioni, magazzini, camion, carri armati, artiglieria, missili, basi militari e porti militari. In altre parole, un attacco contro l’Iran comporterebbe tremende perdite di rappresaglia che supererebbero di gran lunga qualsiasi cosa nella storia militare degli USA. Ciò farebbe sembrare Chancellorsville e Antietam come i picnic della scuola domenicale.  

Dopo aver visto come l’USA e la NATO hanno ridotto e devastato l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia, la Siria, l’ex Jugoslavia, il Vietnam negli anni ’60 e ’70 e la Corea negli anni ’50, gli iraniani andranno sicuramente in difesa della loro gente, della cultura e territorio nazionale.   

I leader militari e politici iraniani hanno ripetutamente, chiaramente e pubblicamente annunciato la loro determinazione ad annientare tutte le forze e le basi USA nella regione, se vengono attaccate. Hanno anche chiarito abbondantemente che livelleranno Tel Aviv e Haifa in Israele.   

Bisogna comprendere che l’Iran può fare tutto ciò con i missili balistici e le munizioni convenzionali; le armi nucleari non sono nemmeno necessarie. Il pubblico non apprezza il potere delle moderne armi termobariche, i cui effetti sono orribilmente incredibili e che possono estendersi su aree relativamente grandi. Dieci grandi testate termobariche consegnate a Diego Garcia, per esempio, avrebbero causato l’inferno sacro e avrebbero potuto effettivamente mettere fuori gioco la base. Gli iraniani possono farlo? Non ci scommetterei contro.   

Hanno certamente missili che possono far fuori qualsiasi gruppo di battaglia nella portaerei nel Golfo Persico e nella regione del Golfo di Oman, o in qualsiasi base militare USA entro 1.000 miglia dal territorio iraniano.   

Conosco tutto questo e non sono nemmeno un militare. In breve, se l’USA dovesse andare in guerra contro l’Iran, potrebbe aspettarsi la mortalità di massa del personale militare USA e molti miliardi di dollari in perdite nel materiale militare USA, proprio il primo giorno del conflitto.  

Sì, tu dici, ma cosa succede se gli israeliani o gli USA usano le armi nucleari contro le città iraniane? In tal caso, puoi aspettarti che le città israeliane e statunitensi sarebbero oggetto di distruzione.  

Certo, ti ricongiungerai, ma cosa succederebbe se gli israeliani o gli USA distruggessero le strutture nucleari iraniane? Allo stesso modo, aspettiamo che l’inferno nucleare venga in Israele e negli Stati Uniti.

La politica più sana, di gran lunga, sarebbe quella di non attaccare l’Iran e di rimuovere le sanzioni economiche che il regime di Trump ha imposto all’Iran.  

Tuttavia, Donald Trump ha annunciato che domani, il 24 giugno 2019, gli USA imporrà sanzioni economiche ancora più restrittive sull’Iran.  

Come ho detto sopra, se l’attuale traiettoria politica del regime di Trump rimane invariata, allora la situazione non può, e non andrà, finire bene. Non per l’Iran, non per Israele e certamente non per gli USA.   

Se fossi in una posizione politica influente, Consiglierei la pace; ma io non lo sono, e i guerrafondai che occupano quelle posizioni di potere sono un inferno piegato alla guerra. Pertanto, se nulla cambia, la guerra potrebbe essere il risultato.

Fonte: https://eventhorizonchronicle.blogspot.com/

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Una Sardegna per ricchi e per gli altri uranio-titanio-torio e cromo

COME LA NATO HA TRASFORMATO LA SARDEGNA IN UN INCUBO RADIOATTIVO 

Sardegna segreta: l’isola di Sardegna è la patria di due mondi completamente diversi. Da un lato si trovano le ville dei super-ricchi, con palazzi costieri valutati in centinaia di milioni. Eppure, dall’altra, si trova il più grande campo di esercitazione militare d’Europa, dove sono stati testati dai mille i missili a punta d’uranio piercing amour. Ora, un numero sproporzionato di tumori e bambini e bestiame nati con deformità orribili hanno portato all’accusa di una copertura per quanto riguarda l’estensione dell’inquinamento della Nato sull’isola.
Pubblicato da Journeyman Pictures

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

Articolo correlato: La legge di Sun Tzu

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Articolo 11 della costituzione italiana

 

FARE DEL 2019 UN ANNO MIGLIORE – COME?

Primo: conoscere e verificare. Secondo: allargare la consapevolezza. Terzo: attivarsi e costruire una strategia. Quarto: condividere il proprio piano con un gruppo di persone fidate. Quinto: generare empowerment e non collaborare con il potere quando mette in atto azioni ingiuste. 

Le linee guida sono chiare: nel 2019 non delegare, agisci in prima persona. Esercita la cittadinanza attiva dal basso.

Promuovere: 

conoscenza 

consapevolezza 

partecipazione 

cittadinanza attiva 

empowerment

azioni di cambiamento, anche attraverso il consumo critico

Ispirato da https://www.peacelink.it/editoriale/a/46005.html

COMUNICAZIONE DEL COORDINATORE DEL GRUPPO NO NATO

Cari tutti,

non so esprimere sinceramente lo stato d’animo con cui mi appresto a formulare a tutti voi i soliti auguri di buon anno nuovo; una cosa è certa: le cose non sono migliorate nel corrente anno; molti fatti si sono succeduti ma quello che per noi è il pericolo centrale, prioritario rispetto a tutti gli altri in quanto portatore di distruzioni inimmaginabili, è il rischio, sempre più prossimo e sempre più tenacemente da qualcuno volutamente ricercato, di un conflitto nucleare.

Nonostante la storica risoluzione dell’Onu del luglio 2018 la Nato ha continuato a rafforzare la sua presenza ostile e aggressiva e nucleare in territorio europeo in funzione dichiarata antirussa, che combinata con le sanzioni economiche imposte illegittimamente ed illegalmente dagli Stati Uniti tramite la stessa Nato appaiono anche al più sprovveduto degli esseri come una evidente dichiarazione di guerra.

Per una questione di controllo mondiale che gli Stati Uniti si sono arrogati all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, forti del possesso e della dimostrata capacità di utilizzo delle armi atomiche (esclusivamente contro civili inermi), il mondo intero rischia l’olocausto e l’Europa è  nuovamente al centro, anzi è divenuta la prima linea di difesa degli interessi americani. Come voi sapete questo costa al mondo migliaia di € l’anno in armamenti, esercitazioni e veri e propri conflitti locali con decine di milioni di sfollati. Tutto ciò non garantisce in alcun modo la sicurezza individuale e collettiva (il terrorismo non lo si combatte con le armi nucleari) mentre prepara sistematicamente bilanci di genocidio di popoli interi. E’ recente la informazione per cui in una esercitazione in previsione di un attacco nemico (leggi russo) si poteva prevedere come misura di contenimento il bombardamento nucleare di UDINE!!

Il tutto sarebbe scaturito dall’evidente aggressività russa che ha inglobato manu militari la Crimea. Voi sapete meglio di me la verità storica (Crimea russa da sempre e ceduta dall’URSS alla Ucraina, uno  degli stati componenti, allora, della stessa URSS) conoscete gli avvenimenti: il referendum organizzato e realizzato per far esprimere i diretti interessati (molto diversamente la democraticissima europa ha rispettato un analogo legittimissimo referendum fatto in Grecia, o in Italia si sono rispettati referendum popolari sulla Costituzione e sulla difesa della gestione pubblica dell’acqua). La Russia, la cui legittimità democratica non è nostro compito giudicare, spende in armamenti un decimo degli Stati Uniti, anche perché non se lo può permettere e perché ha portato avanti sempre una politica difensiva e non aggressiva. Credo basti ricordare cosa abbiamo rischiato nel mondo per il tentativo di installare a Cuba dei missili sovietici paragonabili a quelli americani presenti in Turchia e neppure lontanamente paragonabili a ciò che sta facendo la Nato in Europa ai confini diretti della Russia, non in una piccolissima isola, ma in tutti gli stati confinanti . Questo in disprezzo dell’accordo che era stato sottoscritto tra Reagan e Gorbaciov per cui si chiudeva il Patto di Varsavia e si lasciavano uscire dall’Urss gli stati che lo avessero deciso (Ucraina, Baltici, Moldavia, Georgia, Armenia etc) purché la  Nato rinunciasse ad estendere la sua attività. Dichiarazioni riportate da esponenti di primo piano delle amministrazioni USA come Johnstone e Craig Roberts.

La nostra azione è quasi insignificante rispetto alla potenza di fuoco militare ed economica messe in campo dalla Nato, ma è l’unica possibilità di salvezza, non di giustizia, di uguaglianza e fraternità tra i popoli ma di semplice, concreta e feroce sopravvivenza:

FUORI L’ITALIA DALLA NATO!

FUORI LA NATO DALL’EUROPA!

OGGI INTANTO SIAMO DIVENTATI 35.000!

Per il 2019 ci accontenteremmo 1) di restituire agli Stati Uniti gli ordigni nucleari presenti attualmente e progettati per il futuro nel nostro paese (ci muoviamo perché ciò accada in tutta Europa) 2) di portare l’Italia fuori da ogni alleanza militare, di ritirare tutti i contingenti operanti all’estero in qualsiasi veste presentati 3) di convertire parte significativa delle crescenti spese militari in investimenti sociali (Sanità, pensioni, lavoro ) 4) di fare del nostro paese un protagonista mondiale di cooperazione tra i popoli non tra le multinazionali.

E’ QUESTO L’AUGURIO CHE VOGLIO FARVI COME ATTUALE RAPPRESENTANTE DEL COMITATO NO GUERRA NO NATO.

E’ QUESTO L’IMPEGNO CUI SIAMO CHIAMATI …

Portare l’Italia fuori dal sistema di guerra

Attuare l’articolo 11 della Costituzione

Giuseppe Padovani

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

Articolo 11 della costituzione italiana:

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

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Le reali conseguenze dell’irrorazione aerea

50 ANNI DOPO “Come Distruggere L’AMBIENTE”: ESTINZIONE ANTROPOGENICA DELLA VITA SULLA TERRA

La guerra trionfa su tutte le attività organizzate dell’umanità. Implica non solo protocolli di segretezza sulla vita e sulla morte ma deforma la trasparenza della ricerca scientifica. La guerra segreta al cambiamento climatico non fa eccezione a questa regola

Traduzione Integrale NoGeoingegneria
.J. Marvin Herndon1 *,Mark Whiteside2e3Ian Baldwin
1Transdyne Corporation, 11044 Red Rock Drive, San Diego, CA 92131, USA.
2Dipartimento della Salute della Florida nella contea di Monroe, 1100 Simonton Street, Key West, FL 33040, USA.
3Chelsea Green Publishing Company, 85 North Main Street, White River Junction, VT 05001, USA.
I contributi degli autori: Questo lavoro è stato uno sforzo congiunto tra gli autori che fa parte di una collaborazione in corso volta a fornire implicazioni per la salute scientifica, medica, pubblica e ambientali e fornire le prove relative all’attività geoingegneria segreta di quasi quotiano e quasi globale. L’ Autore JMH ha progettato lo studio. Tutti gli autori hanno contribuito alla scrittura, e hanno letto e approvato il manoscritto finale
Obiettivi: Cinquant’anni fa, il geoscienziato Gordon J. F. MacDonald scrisse un capitolo del libro intitolato “Come distruggere l’ambiente”, in cui descriveva come una nazione potrebbe alterare l’ambiente in modo da infliggere in modo nascosto un danno a una nazione nemica. Il nostro obiettivo è quello di esaminare i suggerimenti strategici di guerra ambientale di MacDonald alla luce dei successivi progressi tecnologici e nel contesto dell’applicazione attuale dei metodi di guerra da lui descritti.
Metodi: Esaminiamo la letteratura interdisciplinare storica, scientifica e medica.
Risultati: MacDonald ha parlato di guerra meteorologica palese e segreta basata sullainseminazione delle nuvole per provocare precipitazioni. Successivamente è stato sviluppato un metodo per inibire le precipitazioni posizionando dei getti di particelle inquinanti dove si formano nuvole. Per almeno due decenni i cittadini hanno osservato con frequenza crescente queste scie di particolato. Indagini scientifiche forensi mostrano che le ceneri di carbone tossico sono il loro principale costituente. Intorno al 2010 l’irrorazione aerea del particolato è salita a un livello pressochè giornaliero, e pressochè globale. Presumibilmente, un accordo internazionale segreto ha imposto l’irrorazione aerea come un “parasole” per la Terra. Tuttavia, l’irrorazione aerea, piuttosto che raffreddare, riscalda l’atmosfera, ritarda la dispersione del calore della Terra e causa il riscaldamento globale. MacDonald trattava anche della distruzione dell’ozono atmosferico e dell’ innesco di terremoti ed eruzioni vulcaniche, attività ora possibili con riscaldatori ionosferici ad alta frequenza.
Conclusioni: la decisione attuale dei militari statunitensi di armare l’ambiente a fini di sicurezza nazionale è stata accuratamente prevista da MacDonald. Ma non riuscì a rendersi conto che le forze armate nazionali potevano e sarebbero state cooptate da un accordo internazionale segreto la cui conseguenza, per quanto involontaria, era di condurre una guerra al pianeta Terra, a tutto il suo biota e ai suoi processi naturali e bio-geo-chimici. A meno che e fino a quando i politici, giornalisti, scienziati e altri membri della nostra società non affrontino la verità su ciò che sta accadendo davanti ai loro occhi e chiedano collettivamente un’arresto di queste nascoste attività tecnologiche, continueremo a marciare verso la prima estinzione di massa provocata dall’uomo.
1 INTRODUZIONE
Il politicamente potente geoscienziato Gordon JF MacDonald (1929-2002) ha scritto un saggio autorevole intitolato “Come distruggere l’ambiente”, che è stato pubblicato nel 1968 nel volume intitolato A meno che non venga la pace [1].In un momento in cui l’attenzione dei militari era incentrata sulla guerra nucleare, MacDonald profeticamente suggerì: “Tra gli strumenti futuri per ottenere con la forza obiettivi nazionali, una possibilità dipende dalla capacità dell’uomo di controllare e manipolare l’ambiente del pianeta.” MacDonald, un top consigliere scientifico del presidentee partecipò a discussioni nazionali di scienza e di politica, era ben qualificato ad indirizzare il soggetto di future possibilità di guerra ambientale.
Molto di ciò che MacDonald ha predetto o speculato, è avvenuto, non con la tecnologia da lui descritta, ma con una tecnologia potenzialmente molto più efficace e devastante, sviluppata nel corso dei successivi cinquant’anni.
Come MacDonald osservò nel 1968: “La chiave per la guerra geofisica è l’identificazione delle instabilità ambientali, a cui l’aggiunta di una piccola quantità di energia libererebbe una notevolmente maggiore quantità di energia”. MacDonald ragionava sull’innescare l’instabilità su larga scala nei sistemi naturali come il meteo, il clima, gli oceani, e il cervello umano, compresi fenomeni come uragani, terremoti, tsunami e per l’uso in guerra. Era consapevole, considerando i limiti della comprensione geofisica, che si dovrebbero anche anticipare le conseguenze negative impreviste che potrebbero derivare dal disturbare deliberatamente i sistemi naturali complessi che hanno ‘punti critici’ sconosciuti.
Durante i cinquant’anni dalla pubblicazione indicativa di MacDonald [1], la tecnologia necessaria per la militarizzazione dell’ambiente ha visto importanti progressi, ben noti a coloro che hanno finanziato la ricerca. Parallelamente, la comprensione scientifica del comportamento della Terra ha pure registrato importanti progressi nel corso dell’ultimo mezzo secolo.
Tuttavia, i nuovi concetti principali di Geofisica – come quelli in fase di sviluppo da parte del ‘complesso militare industriale’ – sono stati in genere per decenni ignorati dalla comunità della geoscienza. Non è sorprendente quindi, che l’implementazione di tecnologie radicali di guerra ambientali che alterano fondamentalmente i processi naturali del nostro pianeta, sta procedendo senza avvertimenti scientifici o una piena comprensione dei rischi geodinamici sottostanti, che tali tecnologie comportano per la vita umana e in generale. Ad esempio, per essere abitabile la Terra deve mantenere un delicato equilibrio energetico, irradiando nello spazio sostanzialmente tutta l’energia che riceve dal sole e dalle sue fonti geofisiche ed energetiche antropiche intrinseche. Dalla fine degli anni ’90, v’è stato uno sforzo ben organizzato, orchestrato dal Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) e altri, di promuovere l’idea che i gas serra di origine antropica, preminentemente l’anidride carbonica, pregiudicano negativamente la perdita di calore della Terra, provocando il riscaldamento globale [2]. Per compensare, l’IPCC promuove ripetutamente l’idea di impegnarsi nella futura geoingegneria, cioè, piazzando sostanze in atmosfera per bloccare una porzione di luce solare [3]. Tuttavia, l’IPCC non ha riconosciuto la possibilità che la geoingegneria militare venga condotta per decenni con portata e gamma sempre maggiori e che la conseguenza principale non è di raffreddare la Terra, ma provocare il riscaldamento globale e il caos climatico.
Qui, passiamo in rassegna alcune delle idee espresse da MacDonald in “Come distruggere l’ambiente” [1], alla luce degli sviluppi tecnologici successivi Esaminiamo anche la prova, che le tecnologie militari destabilizzanti per l’ambiente sono stati impiegati su scala globale. Laddove applicabile, discutiamo dei potenziali rischi per il nostro pianeta e il suo biota, che probabilmente sono sottovalutati dai responsabili.
2 METODI
Abbiamo esaminato la letteratura interdisciplinare, storica, scientifica e medica.
3 RISULTATI E DISCUSSIONI
Un vecchio sogno dei pianificatori militari di controllare il tempo metereologico cominciò a diventare realtà con la scoperta, nel 1946, che le nuvole, quando inseminate con ioduro d’argento o ghiaccio secco (anidride carbonica solida), in circostanze appropriate, possono provocare pioggia o neve [4 ]. MacDonald [1] ha discusso quella forma di inseminazione delle nuvole e del suo potenziale militare sia per causare piogge per ostacolare le operazioni nemiche di terra, sia per causare segretamente siccità di lunga durata, forzando le nubi a rilasciare la loro umidità prima di raggiungere il paese di destinazione. Queste sono state questioni di serio interesse per l’esercito degli Stati Uniti di allora e di oggi [5].
Il meteo è diventato un’arma di guerra durante la guerra del Vietnam, quando sono state condotte le operazioni di Cloud Seeding per prolungare la stagione dei monsoni sul sentiero di Ho Chi Minh, ostacolando i movimenti di forniture e truppe (Operazione Popeye) [5]. L’esercito americano inseminava anche nuvole a Cuba, nel tentativo di provocare siccità e rovinare il raccolto di canna da zucchero [6].
Inseminare nuvole per causare pioggia, come descritto da MacDonald [1], è stato solo il primo passo nella manipolazione meteorologica. La ricerca successiva ha prodotto la tecnologia per impedire la caduta della pioggia. Affinché le nubi producano pioggia, le minuscole goccioline devono essere nucleate e poi fondersi per formare gocce sufficientemente grosse da cadere sulla Terra.
La tecnologia per impedire la pioggia è nota dalle ricerche sull’inquinamento. Un numero sufficientemente grande di particelle inquinanti, disperse nella regione in cui si formano le nuvole, crea impedimenti alle minuscole goccioline, bloccando e impedendole la coalescenza e quindi di diventare grosse da poter cadere come pioggia. Alla fine il carico di umidità diventa insostenibile e le nuvole rilasciano la loro umidità in diluvi.
Alla fine degli anni novanta i cittadini diventarono preoccupati per i particolati nelle tracce aeree, che si estendevano nei cieli al di sopra di loro da un orizzonte all’altro.
Con il passare del tempo, queste tracce aeree divennero più frequenti, mentre allo stesso tempo, il pubblico veniva fuorviato, dicendo che si trattava di scie di condensa innocue, cristalli di ghiaccio formati dal vapore di scarico [7]. Intorno al 2010 l’irrorazione aerea si espandeva in un’attività quasi quotidiana su gran parte del globo [8]. (Fig. 1)
La modificazione del meteo è un fenomeno limitato nel tempo ed estensione geografica, mentre la modifica del clima è necessariamente globale. L’attuale irrorazione aerea, quasi giornaliera e quasi globale, sembra rappresentare un tentativo di modifica del clima, che MacDonald ha anche discusso [1], e probabilmente riguarda anche l’attività di modifica del meteo. Come ha osservato MacDonald: “il clima è determinato principalmente dall’equilibrio tra la radiazione a onde corte in arrivo dal sole (principalmente luce) e la perdita di radiazione ad onde lunghe uscenti (principalmente di calore).” Egli continua a elencare i tre fattori che dominano questo equilibrio: 1) l’energia solare; 2) la trasparenza atmosferica della Terra alle diverse forme di energia irradiata; e 3) caratteristiche della superficie dellaTerra. L’alterazione di uno dei tre può modificare il clima.
Alterare l’uscita dell’energia del sole non è tecnologicamente fattibile nemmeno oggi, ma ci sono vari modi di effettuare il trasporto di energia radiante attraverso l’atmosfera terrestre. Tra le possibilità menzionate da MacDonald [1], pur senza specificare, è l’idea di immettere nell’atmosfera superiore del materiale che “assorbe la luce in arrivo (perciò raffreddando la superficie) o di calore in uscita (perciò riscaldando la superficie).” Speculando a proposito di tale possibilità, MacDonald ha notato: “Allo stato attuale tuttavia sappiamo troppo poco circa gli effetti paradossali di riscaldamento e raffreddamento, da poter dire quali potrebbero essere i risultati.” Questa affermazione è vera oggi come quando è stata pubblicato 50 anni fa.
La spiegazione del comportamento del materiale posto nell’atmosfera superiore, come indicato da
MacDonald, è semplicistica e non corretta. Così pure, è la proposizione spesso ripetuta dai membri della comunità

 

Fig. 1. Tracce di particolato per la manipolazione del clima. (Fotografie con permesso) In senso orario da sinistra in alto: Parigi, Francia (Patrick Roddie); Karnak, Eqypt (autore JMH); London, England (autore IB); California del Nord, Stati Uniti d’America (Patrick Roddie); Ginevra, Svizzera (Beatrice Wright); Yosemite, California (Patrick Roddie); Jaipur, India (autore JMH)
La comunità geoscientifica ora discute la possibilità di collocare del materiale nell’atmosfera superiore per riflettere una parte della luce solare verso lo spazio, ‘ombrelloni per la Terra‘.
Come vedremo di seguito, le particelle posizionate nell’atmosfera mostrano in risposta alla radiazione incidente un comportamento che è molto più complesso di quanto descritto da MacDonald, così come le loro reazioni fisiche e chimiche nell’atmosfera e sulla superfice della Terra.
Come notato sopra, l’esercito statunitense è impegnato da decenni in irrorazioni di particolato in aeree delle regioni dove si formano le nuvole per modificare il tempo atmosferico e per altre ragioni, ad esempio per migliorare i sistemi di comunicazione associati ai programmi di radiazione elettromagnetica.
L’irrorazione aerea sembra essere diventata un’operazione internazionale intorno al 2010, ed è presumibilmente basata su un accordo internazionale segreto poiché l’attività di modifica del clima osservata deve coinvolgere, ipso facto,la collaborazione di più stati. Come le figg. 1 e 2 illustrano, diversi paesi indipendenti sono coinvolti. MacDonald suggeriva che la lezione chiave del programma di modifica del meteo altamente segreto durante la guerra del Vietnam, Project Popeye, non era l’incapacità di alterare il risultato della guerra, ma che “si può condurre in una democrazia operazioni coperte che utilizzano una nuova tecnologia, senza che il popolo ne sia conoscenza”[1].
Nel caso di un eventuale accordo internazionale segreto di modificare il clima, la presunzione sarebbe che fosse fatta per avvantaggiare l’umanità.
Tuttavia, come si mostra, la sua attuazione sta aggravando il problema del riscaldamento globale e provoca il caos climatico, ed effetti nocivi per la salute degli organismi, compresi gli esseri umani.
A guardare bene, sembrerebbe che le effettive conseguenze geofisiche e biologiche di tali operazioni militari segrete sarebbero non coerenti con un programma internazionale per il bene del genere umano, a meno che tale accordo/intesa segreta internazionale si basasse su una interpretazione sbagliata. Se è così, una strana dicotomia segna il tema della modifica di meteo e clima, caratterizzato da una palese contraddizione fra fini e mezzi, intenzione e conseguenze.
La scienza dovrebbe essere basata sulla verità, ma la amministrazione impropria e il finanziamento della scienza ha corrotto l’integrità della scienza [9]. Dal 1989, il Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) è rimasto in silenzio sulle irrorazione aeree militari di particolato, e non ha tenuto conto delle sue conseguenze geofisiche nei suoi modelli climatici [10].
Attualmente, la collocazione aerea di particolato su larga scala può avvenire solo sotto l’egida di entità militari, ma c’è uno sforzo globale per incoraggiare la governance che consente alle entità non militari, come le università e le società a scopo di lucro, di impegnarsi anche loro in interventi climatici [11].
Quale motivo è stato dato ai governi nazionali per farli accettare di diventare parti collaborative in queste azioni di dispersione di particolato, quasi tutti i giorni e quasi globalmente, nell’atmosfera? Pochi capi di governo, politici e burocrati sono preparati nelle scienze. E’ stato loro detto che le irrorazioni aeree di particolato agiranno come un parasole per raffreddare la Terra per compensare il presunto riscaldamento globale antropogenico di gas serra?
Se è così, sono stati ingannati sulla più grande truffa “basata sulla scienza” mai perpetrata [12]: Causare il riscaldamento globale e il caos climatico con irrorazioni aeree quotidiane e poi accusare i gas serra antropogenici del surriscaldamento per indebolire l’autorità degli stati nazionali, ed erigere nuove strutture di governance mondiale transnazionale per regolamentare le emissioni di origine antropica di gas serra.
3.1 Le conseguenze reali dell’irrorazione aerea
Uno degli scopi militari originali della dispersione aerea di particolato nelle aree dove si formano nuvole era quello di impedire la precipitazione e di provocare la siccità in un paese ostile. In effetti, l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha accusato i paesi occidentali di fare proprio questo [13]. Fig. 2 mostra scie di particolato che ricoprono la Repubblica di Cipro, i cui cittadini hanno chiesto al loro governo, finora senza successo, una spiegazione sull’oscuramento intenzionale del loro cielo [14]. Non ci sono informazioni a disposizione per il pubblico circa la portata della guerra climatica. È interessante notare che, la guerra ambientale sotto copertura è stata predetta da MacDonald [1]: “… rimuovere l’umidità dall’atmosfera in modo che una nazione dipendente dall’acqua … potrebbe essere soggetta ad anni di siccità. L’operazione può essere nascosta dalle irregolarità statistiche dell’atmosfera. Una nazione che possiede una tecnologia superiore di manipolazione ambientale potrebbe danneggiare un avversario senza rivelare il suo intento.”Non solo l’avversario, ma i cittadini del paese stesso dell’aggressore non si renderebbero conto. Come già detto, MacDonald ha osservato che, in una democrazia“si possono condurre operazioni segrete utilizzando una nuova tecnologia senza la presa di coscienza della gente.”
Presumibilmente un uso di particolato poco costoso già disponibile è stato considerato una necessità pratica ed è stato attuato senza riguardo per i suoi possibili effetti negativi sulla salute. Sappiamo che questo è stato fatto in Vietnam [5].
L’accordo internazionale non divulgato sulla irrorazione aerea, quasi tutti i giorni e globale, e il suo finanziamento concomitante, ha permesso alle entità militari di esporre indiscriminatamente milioni di cittadini non informati al particolato disperso giorno dopo giorno, anno dopo anno, all’interno dei loro paesi sovrani. Inoltre, l’irrorazione aerea è stata accompagnata da una campagna di disinformazione concertata per ingannare il pubblico, così come la comunità scientifica, sulle sue conseguenze negative sulla salute [7,15-17]. Nelle sezioni seguenti, passiamo in rassegna varie conseguenze di irrorazione aerea.
 
3.1.1 Composizione del particolato di aeresol
La composizione (i) del particolato aereo militare spruzzato nell’atmosfera è stata tenuta gelosamente a lungo un segreto. All’inizio del 21° secolo, i cittadini interessati hanno prelevato campioni di acqua piovana dopo le irrorazioni e li avevano analizzati presso laboratori commerciali.

Fig. 2. L’immagine satellitare NASA Worldview dal 4 febbraio del 2016 mostra scie di particolato rilasciate dai jet, che sbiancano l’aria sopra la Repubblica di Cipro, ma sono quasi assenti nelle regioni circostanti. Il Dipartimento dei servizi ambientali del governo di Cipro aveva promesso di indagare sulle irrorazioni aeree, in seguito alla presentazioni al Comitato Ambientale parlamentare nel febbraio del 2016, ma ad oggi non v’è alcun segno di un’indagine.

Di solito è stato richiesta solo l’analisi dell’alluminio; occasionalmente di alluminio e bario; raramente alluminio, bario e stronzio. La presenza di questi elementi nell’acqua piovana indicavano ad uno di noi (JMH) che il particolato spruzzato nell’atmosfera era in grado di essere rapidamente lisciviato dall’acqua atmosferica, elementi estratti parzialmente dal particolato nell’acqua (come il thè è fatto con le foglie di thè), giusto come il rifiuto tossico prodotto dalla combustione di carbone industriale, le ceneri volanti (CFA), viene facilmente dilavato dall’acqua.
Confrontando la CFA percolata in laboratorio [18,19] con campioni di acqua piovana dopo le irrorarizioni [8,20,21], abbiamo dimostrato che le particelle di aerosol corrispondono alle ceneri volanti di carbone. Abbiamo inoltre dimostrato che la proporzione (relazione) degli elementi misurati nella polvere sospesa in aria, e nella materia venuta giù con neve e pioggia raccolta dopo la spruzzatura, corrisponde a proporzioni simili misurati di CFA [18,19].
Le ceneri volanti di carbone si formano nei gas caldi sopra il combustore del carbone. La CFA si forma tipicamente come sfere, del diamaetro di 0,01 – 50 μm [22].
Già disponibile in tutto il mondo a basso costo, la granulometria fine di questo importante prodotto industriale di scarto significa, che poca ulteriore lavorazione è necessaria prima che venga distribuito in forma di aerosol nell’atmosfera.Gran parte del metallo pesante tossico e degli elementi radioattivi originariamente presenti nel carbone finiscono concentrati nelle CFA [23]. A causa della sua tossicità, le normative delle nazioni occidentali richiedono che le CFA vengano raccolte, in genere intrappolandole in precipitatori elettrostatici, piuttosto che all’uscita dalle ciminiere.
Le circostanze della formazione di CFA sono diverse dalle circostanze riscontrate nell’ambiente naturale (eccetto quando i depositi di carbone prendono fuoco).
Poichè le reazioni chimiche durante la formazione di CFA sono diverse dalle reazioni di solito trovate in natura, molti degli elementi presenti in CFA sono in grado di essere parzialmente estratte per esposizione all’umidità [18].
Per i militari questo è vantaggioso, poiché la diffusione di CFA aerea rende l’acqua atmosferica elettricamente più conduttiva, a causa dei numerosi elementi ionizzati disciolti, e quindi più sensibili alle radiazioni elettromagnetiche. Ma per gli esseri umani, le piante e gli animali esposti a queste tossine, le conseguenze sono devastanti.
3.1.2 Preoccupazioni per la salute pubblica e ambientale
Indagini epidemiologiche sull’inquinamento di particolato di aerosol nella stessa fascia dimensionale delle particelle CFA, forniscono alcune indicazioni per gli effetti negativi del particolato spruzzato nella troposfera e nella bassa stratosfera sulla salute. Le particelle di inquinamento nella gamma di dimensioni (PM 2,5) [24] sono associate a stati patologici e mortalità prematura [25-27], la malattia di Alzheimer [28,29], rischio di malattie cardiovascolari [30], il rischio di ictus [31], cancro al polmone [32], infiammazione polmonare e il diabete [33], diminuzione della fertilità maschile [34], ridotta funzione renale nei maschi più anziani [35], insorgenza di asma [36], un aumento dei ricoveri ospedalieri [37], e basso peso alla nascita [38].
Le conseguenze negative degli aerosol CFA per la salute sono gravi. L’inquinamento atmosferico contribuisce globalmente, e con un peso crescente, alle malattie respiratorie, cancro al polmone [39,40]. L’inalazione di aerosol CFA con il suo complemento di sostanze cancerogene, quali arsenico, cromo VI e radionuclidi, si deposita nella profondità delle vie aeree terminali e alveoli, dove rimane e può comportare rischi per il cancro ai polmoni [41].
Magnetite sferico esogena (Fe3O4), nanoparticelle scoperte recentemente nel tessuto cerebrale di persone con demenza [42], suggeriscono un’origine nel tipo di inquinamento atmosferico prodotto da CFA che è caratterizzata da particelle sferiche. Ossidi e allumino silicati di ferro, componenti primari di CFA, si trovano tutti nelle proteine anomale che caratterizzano la demenza di Alzheimer, che porta a stress ossidativo e infiammazione cronica del tessuto cerebrale [43].
Ceneri volanti, se esposte a fluidi corporei o umidità, rilasciano numerose tossine, tra cui alluminio in una forma chimicamente mobile, che è ecologicamente e biologicamente in uno stato innaturale [18]. L’alluminio chimicamente mobile è letale per le piante e alberi nonché anfibi [44]. L’alluminio è associato ai disturbi neurologici [8], ed è stato trovato in alti livelli nelle api [45].
3.1.3 Conseguenze termiche dell’irrorazione aerea di particolato
Oltre a inibire le precipitazioni interferendo con la coalescenza delle goccioline di umidità, le particelle spruzzate nella troposfera e nella bassa stratosfera riflettono una porzione di luce solare verso lo spazio. Ma una parte della luce solare incidente viene assorbita dalle particelle come calore. Questo calore può essere trasferito in atmosfera via collisioni molecolari o può essere irradiato in qualsiasi direzione, e non restituito nello spazio. Le particelle di aerosol agiscono limitando la perdita di radiazione infrarossa dalla superficie terrestre e quindi diventano fonte di riscaldamento atmosferico – riscaldamento globale[46].
Gli ossidi di ferro, una componente significativa di CFA, assorbono fortemente nella gamma degli ultravioletti ma riflettono nell’infrarosso [47]. La maggior parte delle particelle di ossido di ferro, disperse nell’aria osservate nei deflussi continentali di origine antropica dalla Cina, consistono in nanoparticelle di magnetite o particelle di ferro connesse di CFA [48]. Gli aerosol come quelli della CFA, che assorbono fortemente la luce, riscaldano direttamente l’atmosfera e indirettamente riducono l’albedo della neve con il loro effetto di riscaldamento [49]. Poiché le particelle di aerosol cadono a terra, soprattutto nelle lontane regioni del nord e del sud, cambiano l’albedo del ghiaccio/neve, il chè permette alla terra di assorbire più energia solare [50]. Questo comportamento, soprattutto se considerato nel contesto delle irrorazioni di aerosol di quasi tutti i giorni e quasi globalmente, chiaramente può contribuire al riscaldamento globale. Di conseguenza, lo stato termico della Terra è polarizzato verso il riscaldamento, l’esatto opposto delle rivendicazioni ufficiali della geoingegneria.
Ci sono altre conseguenze del particolato atmosferico CFA nella troposfera e bassa stratosfera che portano verso un ulteriore riscaldamento. Ad esempio, le particelle CFA possono causare nell’alta atmosfera goccioline di umidità sovraraffreddate in modo di formare cristalli di ghiaccio, che formano cirri il cui effetto è quello di ritardare la perdita di calore a infrarossi della Terra [51,52]. Si stima che i livelli attuali di emissioni di CFA contribuiscano con un 0,1-0,6 W / m2 ad un surriscaldamento extra attraverso il loro ruolo nella formazione di nubi di cirri [53]. Questa stima, tuttavia, non tiene conto delle massicce quantità di CFA utilizzate nell’irrorazione di particelle aeree.
Con tutte le preoccupazioni espresse sulla stampa e altrove per il riscaldamento globale, sembra per noi inconcepibile che i leader politici avrebbero consapevolmente firmato un accordo internazionale segreto che favorisce il riscaldamento globale. L’alternativa presunta è che i leader politici sono stati ingannati a credere che stavano accettando una operazione che avrebbe raffreddato la Terra, quando in realtà l’effetto netto delle attività scalda la terra e distruggerà la vita se consentito ancora.
3.1.4 Distruzione dell’ozono
Nel 1968 MacDonald [1] ha messo in guardia: “ Sono prevedibili gli effetti più improvvisi, forse più o meno brevi ma tuttavia disastrosi nel caso di sviluppare mezzi chimici e fisici per attaccare uno dei costituenti naturali dell’ozono atmosferico. Negli anni successivi, tali mezzi sono stati sviluppati e dispiegati. I mezzi chimici si sono principalmente manifestati sotto forma di aerosol CFA; i mezzi fisici via radiofrequenze dei riscaldatori ionosferici (ndt:non solo).
Molti ritengono che lo strato protettivo di ozono nella stratosfera si stia lentamente riprendendo, in primo luogo a causa del divieto internazionale nel protocollo di Montreal di clorofluorocarburi (CFC) [54], e che il buco dell’ozono sopra l’Antartide stia lentamente riparandosi [55]. Tuttavia, è venuta alla luce che queste ipotesi possono essere sbagliate. Ci sono prove nuove della continua perdita di ozono nella stratosfera inferiore [56]. Si ritiene che una riduzione di ozono nella stratosfera tropicale, dove si forma la maggior parte dell’ozono, conduce al trasporto di questa aria ricca di ozono alle latitudini medie tramite la circolazione Brewer-Dobson [56].
Nella colonna di ozono le perdite a latitudine alta sono dell’ordine del 6% [57]. L’assottigliamento dell’ozono stratosferico inferiore è stato attribuito precedentemente alla rapida crescita di sostanze antropiche (alcune naturali) di breve durata che contengono cloro o bromo [56]. Tuttavia, l’aerosol CFA utilizzato per l’ingegneria del clima, ora condotta quasi giornalmente e quasi globalmente, rilasciamassicce quantità di cloro, bromo, fluoro e iodio nell’atmosfera (Tabella 1), comprese nano-particelle altamente reattive.Questi sono potenziali distruttori di ozono [58].
C’è un parallelo inquietante per questo degrado dell’ecosistema: nonostante il rafforzamento delle normative sulle emissioni di mercurio èaumentato nelle misurazioni dell’acqua piovana [60]. Poiché si è scoperto ora che la troposfera superiore contiene mercurio ossidato e particolato [61], non è improbabile che l’aerosol CFA occultato, che contiene fino a 2 ug/g di mercurio, sia una delle principali fonti di inquinamento da mercurio quando spruzzato nella atmosfera [21].
Oltre alla distruzione chimica dell’ozono stratosferico, vi sono indicazioni che riscaldatori ionosferici ad alta frequenza, ora disperse globalmente [62,63], possono influenzare negativamente l’ozono stratosferico.
Gli scienziati russi hanno scoperto un nuovo fenomeno fisico della diminuzione dell’intensità dell’emissione a microonde dalla mesosfera nella linea dell’ozono con la modifica della ionosfera con onde radio di alta frequenza (HF) e ad alta potenza [64,65].
La struttura Sura per la generazione di onde radio ad alta potenza, che si trova vicino al villaggio di Vasilsursk in Russia, ha un trasmettitore di potenza effettiva irradiata da 190 MW ed opera nella modalità 30 min on/30 min off. La temperatura della radiazione nella linea spettrale dell’ozono, ad una frequenza di 110836.04 MHz, è diminuita di intensità durante la porzione di riscaldamento del ciclo di una media del 10 ± 2% in tutte le sessioni di misurazione nel marzo 2009, come mostrato nella Tabella 2.
3.1.5 Dirigere l’ambiente contro l’umanità
La scoperta russa potrebbe essere un precursore per gravi problemi a venire. Per 60 anni gli Stati Uniti e altre principali potenze militari hanno condotto ‘sperimentazioni’ di modifiche della ionosfera senza considerare l’integrità dello strato di ozono o la vita in generale, sfruttando la ionosfera per molteplici fini militari, incluso le comunicazioni con i sottomarini, la mappatura delle risorse e lo sfruttamento e militarizzazione del meteo e il clima [5,66]. Nel 1968, MacDonald [1] prevedeva la possibilità che in futuro l’esercito potrebbe su richiesta sviluppare mezzi segreti di modificazioni ambientali per innescare tempeste, inondazioni, siccità, terremoti e maremoti. Anche se non ci si aspetterebbe dai militari immersi nella segretezza un’ammissione, una e-mail all’allora Segretario di Stato Hillary Clinton [67], inviata il 21 febbraio 2011 alle 19:35 dichiara il “terremoto di magnitudo 6,3 a Christchurch, Nuova Zelanda e al momento giusto…”[enfasi aggiunta]. La frase “E al momento giusto”, sembra indicare che il momento di un terremoto di magnitudo 6.3 in Nuova Zelanda era noto in anticipo, probabilmente un’indicazione che il terremoto è stato deliberatamente innescato.
Tabella 1. Gamma di composizioni di elementi alogeni di CFA [59]

Cloro (ug / g)

Bromo (ug / g)

Fluoro (ug / g)

Iodio (ug / g)

13 – 25.000

,3-670

,4-624

,1-200

Tabella 2. Confronto della riduzione della densità di O3 x109 durante la fase di
 
riscaldamento di trenta minuti l’emissione di onde radio polarizzate ad alta potenza X a 4,3 MHz. Dati da [64].

DATA >>>

3/14/2009

3/15/2009

3/16/2009

3/17/2009

Notte

12.1 ± 0.7

13,6 ± 0,7

13.6 ± 0.5

Giorno

9.37 ± 0.48

9.60 ± 0.50

9.55 ± 0.40

9.82 ± 0.35

HF pompaggio

8.03 ± 0.38

8.31 ± 0.29

7.32 ± 0.47

8.97 ± 0.49

Giorno

9.09 ± 0.42

9.23 ± 0.21

9.01 ± 0.24

9.67 ± 0.30

Notte

12,8 ± 0,6

14,4 ± 0,7

11,9 ± 0,6

12.2± 0.5

Nel 1997 il Segretario della Difesa William Cohen ha dichiarato direttamente [68]: “Altri sono impegnati … in un tipo di eco-terrorismo, per cui essi possono alterare il clima, innescare terremoti, [e] vulcani a distanza attraverso l’uso di onde elettromagnetiche … .Questo è reale, e questo è il motivo per cui dobbiamo intensificare i nostri sforzi “.
 
Cinquant’anni fa MacDonald [1] ha osservato: “Le aumentate oscillazioni elettriche a bassa frequenza nella cavità ionosferica terrestre si riferiscono a possibili sistemi di armi attraverso l’aspetto poco compreso della fisiologia del cervello….Non importa quanto profondamente inquietante sia il pensiero di usare l’ambiente per manipolare il comportamento per un vantaggio nazionale, la tecnologia che consente tale utilizzo molto probabilmente si svilupperà entro i prossimi decenni “.
 
Con i trasmettitori di riscaldamento della ionosfera sparsi in tutto il mondo, quel tempo – mezzo secolo secondo le previsioni di MacDonald– potrebbe essere a portata di mano.
 
3.1.6 Estinzione della vita sulla terra
 
Storicamente, i militari delle maggiori potenze del mondo hanno mostrato poca o nessuna preoccupazione per la salute dei propri cittadini, quando sono in gioco quelli che percepiscono come obiettivi di “sicurezza nazionale” [69, 70]. Durante gli anni 1950 e 1960, più di un centinaio di ordigni nucleari sono stati fatti esplodere in superficie in Nevada (USA) [71]. Senza essere stati informati dei potenziali rischi per la salute, migliaia di militari sono stati deliberatamente esposti alle esplosioni nucleari, incluse manovre di “giochi di guerra” che hanno avuto luogo direttamente sotto le nuvole atomiche[71,72].
 
Neppure i residenti locali sono stati chiaramente informati sui rischi o provveduto in modo di minimizzare tali rischi [71]. La ricaduta radioattiva non si è verificata solo nella zona vicino alle esplosioni nucleari, ma i venti spingevano la nube radioattiva attraverso gli Stati Uniti, la ricaduta è avvenuta lungo le traiettorie, mostrate in fig. 3, che dipendevano dalle condizioni meteorologiche locali.
 
I test nucleari atmosferici di superficie sono terminati soltanto come risultato della protesta pubblica dopo che i notiziari avevano riportato che lo stronzio -90 radioattivo, prodotto dalla bomba, si trovava nel latte vaccino ponendo soprattutto pericoli di essere incorporato nei denti e nelle ossa di neonati e nei bambini [73].
 
Ora, più di mezzo secolo dopo, la comunità scientifica tace sui vasti esperimenti militari nei sistemi terrestri, come lo è il clima, e i media di tutto il mondo altrettanto tacciono. Tuttavia, i pericoli della irrorazione di particelle aeree e delle attività di riscaldamento ionosferico, considerate nel loro complesso, possono rivelarsi tanto gravi quanto quelli che una volta erano prodotti dai test nucleari atmosferici[41,43,74].
 
Se non fermati, questi esperimenti militari nella nostra atmosfera rappresentano un rischio di estinzione della vita sulla Terra.
 
Estinzione di massa, così definita quando la Terra perde più di tre quarti della sua specie in un periodo di tempo geologicamente breve, è successo solo cinque volte negli ultimi 540 milioni di anni [75]. Caratteristiche comuni dei “Big Five” suggeriscono che le sinergie importanti possono coinvolgere insolite dinamiche climatiche, composizione atmosferica, e fattori di stress ecologici globali che interessano le discendenze in vari modi.
Fig. 3. L’immagine dell’US Department of Energy indica zone degli Stati Uniti continentali attraversate da più di una nuvola nucleare da detonazioni di superficie, come indicato in nero, tra il 1950 del 1960 (per gentile concessione di US Department of Energy) [76]. Drizo et al. [77] hanno affermato che giusto negli ultimi 500 anni gli umani hanno innescato un’ondata di estinzione, minaccia e declino della popolazione, già comparabile in termini di velocità e magnitudo con le precedenti estinzioni. La Terra sta vivendo un’enorme ondata di declino della popolazione e di estirpazioni, con conseguenze a cascata nel funzionamento dell’ecosistema e delle risorse vitali per la civiltà moderna.
Per esempio, un recente studio documenta negli ultimi tre decenni in aree protette della Germania un preoccupante calo, una riduzione del 75%, nelle popolazioni di insetti (biomassa) [78]. Il termine “annientamento biologico” è stato utilizzato per evidenziare lo stato attuale della sesta grande estinzione della Terra in corso [79].
 
3.1.7 Ignoranza geofisica , arroganza e segretezza
Le grandi estinzioni della Terra sono in correlazione con i fenomeni vulcanici epici denominati Large Igneous Province [80]. L’estinzione di massa più estrema della Terra, alla fine del Permiano (o “Great Death – Grande Morte”), 250 milioni di anni fa, coincise con il LIP delle Siberian Traps, una massiccia effusione di lava e intrusione di magma sotterraneo. Il magma sotterraneo mescolato con spessi strati di carbone, una miscela calda di carbone-basalto, fuoriesce in superficie in numerosi luoghi, producendo pennacchi di ceneri piroclastiche, fuliggine, solfato e polvere basaltica che salgono fino nell’atmosfera superiore. [81]. Questo materiale è stato disperso a livello globale, e i conseguenti depositi di carbone nella roccia di età permiana sono stati rilevati come molto simili alle ceneri di carbone volanti odierni [82]. Il Permiano è stato caratterizzato da alti livelli di biossido di carbonio, gas metano e di rapido riscaldamento globale a livelli letali per la maggior parte degli organismi viventi [83]. Un periodo di stress mortale delle radiazioni ultraviolette durante il periodo Permiano può essere il risultato dell’esaurimento dell’ozono stratosferico mediante la massiccia produzione di organoalogeno idrotermico dal vasto vulcanismo delle Siberian Traps, [84].
Le fessurazioni che si sono verificate a est degli Urali 250 milioni di anni fa, hanno come risultato uno dei più grandi giacimenti di petrolio e gas del mondo, come illustrato in Fig. 4 [85]. Vi è una considerevole quantità di metano congelato intrappolato nel permafrost in quella vasta area del nord [86]. Il riscaldamento globale antropogenico, causato dalle quasi quotidiane eglobaliirrorazioni aeree di particolato, pongono un serio rischio di scongelamento e rilascio massiccio nell’atmosfera di quel metano.

Fig. 4. Il rapporto fra maggiore petrolio e pozzi di produzione di gas naturale e il confine delle Siberian Traps, indicato dalla linea nera. La fusione dei depositi di idrato di metano, attualmente bloccati all’interno del permafrost di questa estesa area, rappresentano una grave catastrofe. Da [85]

Le attività militari volte a manipolare l’ambiente terrestre inquinando l’atmosfera con CFA e utilizzando riscaldatori ionosferici per causare terremoti, eruzioni vulcaniche e altri scopi non rilevati stanno causando, sosteniamo, gravi danni alla vita sulla Terra. Uno dei tanti punti cruciali con cui le forze armate più importanti del mondo giocano coinvolge il sistema globale dei monsoni della Terra, che impatta direttamente due terzi dell’umanità, la maggior parte dei quali nel Sud del mondo. Nelle discussioni accademiche sui possibili impatti della deliberata gestione climatica dell’aerosol atmosferico, è ampiamente riconosciuto che il sistema globale dei monsoni è attualmente imperfettamente compreso; che impegnarsi nella deliberata alterazione del regime climatico globale potrebbe distorcere o disturbare il persistente ribaltamento dell’atmosfera sui tropici, con implicazioni potenzialmente gravi per inondazioni, siccità e agricoltura in Africa, Cina, India e Sud-Est asiatico [87,88].
E’ dubbio che l’assenso a un regime di ingegneria climatica segreta da parte delle élite nelle nazioni in via di sviluppo, fortemente dipendenti dal funzionamento naturale del sistema globale dei monsoni, sia un assenso pienamente informato. L’esercito classifica le informazioni che ritiene importanti per l’attuazione dei suoi obiettivi di sicurezza e di guerra, uno dei quali è la lotta contro il cambiamento climatico [90]. Il mondo civile non ha accesso a questi segreti, tranne i più alti e più specializzati livelli di governo [89]. I regimi militari coinvolti nell’esecuzione del massiccio programma sul cambiamento climatico discussi in questo documento sono come l’apprendista stregone: presuntuoso, agisce in segreto e inconsapevolmente arrogante.
4. CONCLUSIONI
La decisione di modificare il funzionamento naturale del nostro pianeta, di inquinare l’aria che respiriamo, di sconvolgere il clima naturale, di militarizzare processi geofisici naturali, di disturbare la ionosfera che ci protegge dalle radiazioni elettromagnetiche mortali del sole, e ad indurre in errore il pubblico sui rischi per la salute, è stato accuratamente previsto nel 1968 da Gordon JF MacDonald nel suo saggio opportunamente intitolato “Come distruggere l’ambiente”. Ma la visione di MacDonald non era al 20/20 (ndt 100/100). Immaginò che una nazione sarebbe stata in grado di sviluppare la tecnologia militare a beneficio dei propri interessi nazionali naturali, ma non è riuscito a prevedere l’evoluzione di un “nemico” planetario e le pressioni risultanti sui militari dei singoli stati ad agire in un concerto planetario contro questo cosiddetto nemico – il cambiamento climatico.
MacDonald non è riuscito a valutare appieno gli impatti negativi delle future tecnologie di guerra ambientale, compreso il loro impatto sulla salute umana e ambientale [20,21,58,41,43,74]. Il novanta per cento (90%) della popolazione mondiale vive oggi in aree con aria malsana. Prodotti di carbone-combustione sono il contributo singolo più importante a questo inquinamento atmosferico globale, con l’esposizione al PM 2,5 particelle che caratterizzano ceneri volanti di carbone il principale fattore di rischio ambientale per così tanti morti (4,5 milioni nel 2015) [91]. L’inquinamento atmosferico colpisce in modo sproporzionato il giovane e il vecchio e quelli con malattie croniche.
La guerra trionfa su tutte le altre attività organizzate dell’umanità. Implica non solo protocolli di segretezza sulla vita e sulla morte ma deforma la trasparenza della ricerca scientifica [92,93]. La guerra segreta al cambiamento climatico non fa eccezione a questa regola. MacDonald non si rese conto mezzo secolo fa, che gli eserciti di tutto il mondo potrebbero essere cooptati da un accordo internazionale segreto per condurre per la prima volta la guerra al sistema planetario della Terra, a tutto il biota della Terra e ai suoi processi biogeochimici fondamentali.
A meno che e fino a quando politici, giornalisti, scienziati e altri membri della nostra società non affrontino la verità su ciò che sta accadendo davanti ai loro occhi e chiedano collettivamente uno stop a queste attività tecnologiche segrete, continueremo a marciare verso la prima estinzione di massa della vita sulla Terra, provocata dall’uomo.
Dichiarazione etica AUTORI
Gli autori sostengono che le rappresentazioni tecniche, scientifiche, mediche e di sanità pubblica fatte nella letteratura scientifica in generale, compresa questa rivista in particolare, dovrebbero essere e sono veritiere e accurate nella massima misura possibile, e dovrebbero servire al massimo grado possibile per proteggere la salute e il benessere dell’umanità e dell’ambiente naturale della Terra.
Interessi in competizione
Gli autori hanno dichiarato che non esistono interessi in competizione.
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L’Italia e la decisione di essere un paese sovrano e neutrale

Video: Italia, dietro la sfilata. Il coinvolgimento attivo dell’Italia nella guerra guidata dagli Stati Uniti e dalla NATO

ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali

Di Manlio Dinucci

Ricerca globale, 8 giugno 2018

L’evento del 2 giugno (il giorno nel 1946, quando l’Italia divenne Repubblica) non fu una parata militare, nemmeno una parata, ma una “revisione”, secondo il ministero della Difesa che la diresse (atto finale del Ministro Pinotti).

La sfilata dei Fori Imperiali – di fronte al governo appena insediato – è stata simbolicamente aperta da 330 sindaci in rappresentanza della società civile, seguiti da tutti i settori delle Forze Armate, per celebrare la “Festa degli italiani – Uniti per il Paese”.

Nel suo messaggio, il Presidente della Repubblica Mattarella ha espresso la gratitudine del popolo italiano alle Forze Armate per “il prezioso lavoro che svolgono in molte regioni problematiche del mondo per aiutare le popolazioni che soffrono di conflitti armati”, un lavoro basato su “La nostra Carta costituzionale, architrave delle istituzioni e punto di riferimento fondamentale per tutti”.

Mentre le unità militari sfilavano, gli annunciatori elencavano le missioni militari in cui le forze armate italiane sono impegnate in oltre 20 paesi: dal Kosovo all’Iraq e all’Afghanistan, dal Libano alla Libia e alla Lettonia, dalla Somalia a Gibuti e il Niger. In altre parole, hanno elencato le guerre e le altre operazioni militari in cui l’Italia ha partecipato e partecipa ancora, in violazione della propria Costituzione, nel quadro della strategia aggressiva espansionistica USA / NATO.

Il numero di operazioni militari all’estero in cui è impegnata l’Italia è in costante aumento. Il 5 giugno, a nome della NATO, i caccia-bombardieri italiani Eurofighter Typhoon hanno iniziato, insieme alle unità della forza aerea greca, a “proteggere” lo spazio aereo del Montenegro, l’ultimo membro dell’Alleanza. I bombardieri da combattimento italiani già “proteggono” i cieli di Slovenia, Albania ed Estonia dalla “minaccia russa”.

Le navi da guerra italiane si stanno preparando a navigare verso il Pacifico, dove parteciperanno a RIMPAC 2018, il più grande esercizio navale del mondo. Le marine militari di 27 paesi parteciperanno all’esercizio, sotto il comando USA, diretto contro la Cina (accusato dagli Stati Uniti di “espansione e coercizione” nel Mar Cinese Meridionale).

Le forze speciali italiane hanno partecipato al Niger in un esercizio gestito dal Comando Africa degli Stati Uniti, sponsorizzato dall’Unione europea, nel quale sono stati formati circa 1.900 soldati provenienti da 20 paesi africani.

In Niger, dove gli Stati Uniti stanno costruendo una vasta base ad Agadez per droni armati e forze speciali, l’Italia si prepara a costruire una base che ospiterà inizialmente 470 soldati, 130 veicoli militari e 2 aerei. Lo scopo ufficiale dell’operazione, ostacolato dall’opposizione all’interno del governo nigeriano, è quello di aiutare il Niger e i suoi vicini a combattere il terrorismo. Il vero scopo è partecipare, sulla scia della Francia e degli Stati Uniti, al controllo militare di una regione ricca di materie prime – oro, diamanti, uranio, coltan, petrolio e molti altri – di cui nemmeno le briciole vanno al popolazione, che per lo più esiste in uno stato di estrema povertà. Di conseguenza, aumenta la tensione sociale e, di conseguenza, anche il flusso migratorio verso l’Europa.

Il nuovo governo intende “rivalutare la nostra presenza nelle missioni internazionali in termini di effettiva importanza per l’interesse nazionale”. Per fare ciò, tuttavia, è necessario determinare quale sia l’interesse nazionale. Cioè, se l’Italia dovrebbe rimanere all’interno del sistema bellico dominato dagli Stati Uniti e dalle maggiori potenze europee, o dovrebbe decidere di essere un paese sovrano e neutrale basato sui principi della sua Costituzione.

La politica interna e la politica estera sono due facce della stessa medaglia: non ci può essere vera libertà in casa se l’Italia, sovvertendo l’articolo 11, usa la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli.

Fonte: PandoraTV 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Il Manifesto.

Manlio Dinucci è un ricercatore associato del Centro di ricerca sulla globalizzazione.

La fonte originale di questo articolo è Global Research

Copyright © Manlio Dinucci, Global Research, 2018

Fonte diretta: https://www.globalresearch.ca/

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La legge di Sun Tzu

Sardegna: alla sbarra otto ex comandanti
che hanno guidato il Poligono di Quirra
Veleni Quirra, dopo 2 anni di stop riprende il processo: Comuni non saranno chiamati a risarcire  

di Monia Melis

Alla sbarra otto ex comandanti (generali e colonnelli) che hanno guidato il Poligono tra il 2001 e il 2012 con l’accusa di “omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri”. Emesso il decreto di citazione come responsabile civile per il ministero della Difesa. Ora in tanti chiedono indennizzi, ma soprattutto verità e responsabilità  

Fermi un lungo giro durato quasi due anni. Riprende il processo sui “veleni di Quirra”: al centro c’è il presunto inquinamento causato dalle esercitazioni militari e civili all’interno del Poligono interforze sperimentale del salto di Quirra, nella Sardegna sud-orientale. Qui, dagli anni cinquanta, gli eserciti europei e Nato hanno sperimentato armi, proiettili e missili da guerra sotto la regia della Difesa. Alla sbarra, ed è il primo caso nazionale, ci sono otto ex comandanti (generali e colonnelli) che hanno guidato il Poligono tra il 2001 e il 2012 con l’accusa di “omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri”. In sostanza non avrebbero fatto nulla per evitare “un persistente e grave disastro ambientale con enorme pericolo chimico e radioattivo per la salute”. A rischio allevamenti, pastori, abitanti e dipendenti militari e civili: chi viveva attorno alle aree ad “alta intensità militare” contaminate da sostanze tossiche tra cui il torio. I pascoli erano non solo confinanti ma all’interno del perimetro della base militare.  

Responsabilità civile:
solo della Difesa non dei Comuni 

Oggi la prima decisione del giudice monocratico del tribunale di Lanusei, Nicole Serra: i Comuni non compariranno come responsabili civili, pur avendo autorizzato il pascolo all’interno del poligono militare. Emesso, invece, il decreto di citazione come responsabile civile per il ministero della Difesa, già citato nella fase preliminare dell’inchiesta. Ora in tanti – allevatori soprattutto – chiedono indennizzi, ma soprattutto verità e responsabilità. Sullo sfondo la dismissione progressiva delle servitù militari in Sardegna – con un dibattito continuo tra Regione e governo – resta ancora un’incompiuta. Mentre a La Maddalena, nell’area tutelata da un Parco nazionale, si programma la modifica di un pontile per consentire l’attracco delle portaerei della Marina.  

Danno di immagine sì, risarcimento no  

Lo stop che ha sospeso di fatto il procedimento era arrivato a fine 2014 quando la Regione Sardegna aveva chiesto di essere ammessa come parte civile. Un passaggio che aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla richiesta di risarcimento per danno ambientale riservato, secondo il Testo unico ambientale, allo Stato. Da lì il rinvio alla Consulta che solo lo scorso giugno ha sciolto il dilemma e rigettato la questione: il risarcimento eventuale spetta solo al ministero dell’Ambiente e quindi allo Stato. Un risultato quasi scontato per molti legali che seguono la vicenda giudiziaria. Si riprende dunque dopo la sospensione – che ha congelato tutto, termini di prescrizione inclusi – in un clima e una tensione dell’opinione pubblica differente. L’inchiesta e il processo nel tempo avevano infatti scatenato reazioni opposte in Sardegna e diviso soprattutto i due paesi su cui cade la servitù: Perdasdefogu, all’interno, e Villaputzu, nella costa orientale. Tra chi denuncia le morti sospette di tumore e leucemia e chi difende la presenza dei militari in nome dell’economia del territorio e delle buste paga. In mezzo ci sono 12mila e 700 ettari di servitù oltre al tratto di mare in cui si sono sperimentati negli anni razzi terra aria e anticarro – anche i Milan francesi.  

L’inchiesta e il presidio  

L’inchiesta giudiziaria era stata aperta nel dicembre 2010 dall’allora procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ora trasferito a Tempio Pausania. Tutto è partito dalle morti sospette per tumori e leucemie tra gli abitanti della minuscola frazione di Quirra, a ridosso del distaccamento a mare. L’incidenza più alta era tra i pastori come rivelò un’indagine sul campo dei veterinari della Asl. Ma le prime denunce non formali risalivano ad anni addietro, raccolte dai comitati popolari che censivano malformazioni e malattie della cosiddetta “sindrome di Quirra”. Tra i venti indagati della prima fase anche docenti universitari e tecnici accusati di omissioni, falso ideologico e altro, il rinvio a giudizio – invece – è arrivato solo per le alte sfere militari che hanno guidato il poligono nell’arco di dieci anni: Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Fois e Fulvio Ragazz. Decine le parti civili: 40 quelle ammesse, tra loro Comuni, parenti di civili e militari morti di leucemia o tumori, comitati e anche gli allevatori in protesta della Coldiretti. FONTE

Mariella Cao:
“Salto di Quirra, il poligono della morte”

FONTE: http://www.nogeoingegneria.com/news/sardegna-alla-sbarra-otto-ex-comandanti-che-hanno-guidato-il-poligono-di-quirra/

Questo per quello che riguarda la Sardegna, in Sicilia c’è il Mous:

“Numerosi esperti internazionali hanno documentato che i fasci emessi dalle parabole del MUOS costituiranno un serio pericolo per la salute delle popolazioni che vivono nei pressi delle infrastrutture militari e per la sicurezza del traffico aereo, civile e militare.” Continua a leggere QUI

QUANTE SONO LE BASI USA IN ITALIA?

“Solo per fare qualche esempio, nelle basi NATO di Aviano nel Friuli e Ghedi in Lombardia, sono presenti novanta testate atomiche e noi sappiamo che un referendum ha stabilito – nel nostro paese – la messa al bando dell’energia atomica per usi civili, figuriamoci per usi militari. Va precisato che le armi nucleari e i vettori custoditi in alcune basi sono nelle condizioni di portare distruzione anche oltre i confini italiani, in altre parole ben al di là di quei limiti che la Costituzione considera come “riferimento” per il concetto di difesa. Sono così violati gli articoli 11 (primo e secondo comma), l’articolo 78 e l’articolo 87 (nono comma), e ci troviamo di fronte ad una deroga al principio del ripudio della guerra ed alle prerogative del Parlamento ed alle procedure costituzionali previste per lo stato di guerra. Va detto in ogni caso, per onestà, che dopo la partecipazione diretta dell’Italia, intesa quest’ultima non come somma indistinta d’individui, bensì come espressione delle congreghe governative rappresentative dei poteri forti (talmente forti da essere totalmente “asserviti agli interessi” dei Padroni d’Oltre Oceano!), alla cosiddetta “Guerra del Kosovo”, essa, da un punto di vista istituzionale è già completamente compromessa, sporcata, infangata dal lordume guerrafondaio tipico d’ogni capitalismo che si rispetti.”  Leggi QUI il corposo articolo

Il declino di una civiltà

Il Declino di un Impero (prima parte

Come alcuni di voi sanno, io sono un appassionato di storia antica. (non solo l’autore di questo articolo è un “appassionato di storia antica, ma anch’io lo sono – corsivo mio)

Ho pensato che potrebbe essere utile per discutere di ciò che è accaduto a Roma e sulla base di questo, ciò che è probabile accada agli Stati Uniti

Va detto che:

Ci sono alcune somiglianze tra gli Stati Uniti e Roma.

Ma prima di continuare a leggere, vi preghiamo di stare seduti comodamente.

In questo articolo vengono necessariamente esplicitate quelle cose nascoste che non si è mai supposto di parlarne prima d’ora come – religione e politica – e cose che non si avrebbero dovuto mai fare, cioè, il male fatto dai militari.

Ci sono buone ragioni per guardare a Roma piuttosto che a qualsiasi altra civiltà quando si cerca di vedere dove sono diretti negli Stati Uniti.

Tutti sanno e hanno conosciuto il declino della Roma Imperiale, ma poche persone ne conoscono le cause. E, credo, ancora meno si rendono conto che gli Stati Uniti sono ormai sullo stesso percorso per più o meno delle stesse ragioni, che a breve io e voi esploreremo insieme.

Roma ha raggiunto il suo picco di potenza militare intorno all’anno 107, quando Traiano ha completato la conquista della Dacia (territorio dell’attuale Romania moderna).

Con la conquista della Dacia, l’Impero Romano ha raggiunto il massimo del suo picco in termini di dimensioni, ma direi che il suo picco maggiore era già passato oltre misura.

Per certi versi, gli Stati Uniti hanno raggiunto il massimo assoluto del suo picco rispetto al mondo, già nel 1950. Nel 1950 questo paese ha prodotto il 50% del PIL mondiale e l’80% dei suoi veicoli. Ora si tratta di circa il 21% del PIL mondiale e il 5% dei suoi veicoli.

Era proprietario dei due terzi delle riserve auree del mondo; ora ne detiene un quarto.

E’ stato, con un enorme margine, il più grande creditore del mondo, mentre ora è il più grande debitore con un margine enorme.

Il reddito di un americano medio era di gran lunga il più alto del mondo; oggi si colloca sull’ottavo, e sta scivolando sempre più verso il basso.

Ma non sono solo gli Stati Uniti – è la stessa civiltà occidentale che è in declino.

Nel 1910 l’Europa controllava quasi tutto il mondo – politicamente, economicamente e militarmente. Ora sta diventando una Disneyland con edifici reali e uno zoo per i cinesi. E’ ancora più in declino e sta scivolando giù per un pendio rispetto agli Stati Uniti

Come l’America, Roma fu fondata dai profughi – da Troia, almeno come è raccontata nel mito.

Roma, come l’America, è stata governata nella sua storia remota da re. Più tardi, i romani si sono dati un auto-governo, con diverse assemblee e un Senato. Più tardi ancora, il potere è stato devoluto all’esecutivo, che probabilmente senza dubbio non è stato un incidente.

I Fondatori degli Stati Uniti hanno modellato il paese sui fondamenti dell’antica Roma, dalle strade fino all’architettura degli edifici governativi, hanno adottato l’uso dell’aquila, come l’uccello nazionale, l’uso di motti latini, e lo sfortunato uso di fasci – la scure circondata da fascine di legna – come il simbolo del potere statale.

Publio, lo pseudonimo dell’autore di The Federalist Papers, ha preso il suo nome da uno dei primi consoli di Roma. Come è stato per Roma, il valore militare è al centro dell’identità nazionale degli Stati Uniti

Quando si adotta seriamente un modello, si cresce fino ad assomigliargli.

Un notevole e capillare lavoro si è sviluppato confrontando tempi antichi e tempi moderni da parte di Edward Gibbon nella pubblicazione del il declino e la caduta dell’Impero Romano nel 1776 – nello stesso anno sono stati scritti da s ‘Adam Smith, La ricchezza delle nazioni e la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati.

Io sono un grande fan di tutti e tre, ma D & F non è solo una grande storia, è una letteratura molto elegante e leggibile. In realtà fa sorridere; comunque Gibbon aveva una sottile ingegno.

Ci sono stati enormi progressi nella nostra comprensione di Roma dal tempo di Gibbon, guidati da scoperte archeologiche. C’erano molte cose che non sapeva, perché era molto più filologo che come storico, e ha basato la sua scrittura su quello che dicevano gli antichi su se stessi.

Non c’era vera scienza dell’archeologia quando Gibbon ha scritto; poco era stato fatto anche per correlare i testi antichi sopravvissuti con quello che era sui monumenti superstiti – anche i monumenti noti – e sulle monete. Per non parlare di scienziati che scavano intorno nelle province di ciò che era rimasto di ville romane, luoghi di battaglia, e questo genere di cose.

Così Gibbon, come la maggior parte degli storici, si possono paragonare a collezionisti del sentito dire.

E come poteva sapere a chi credere tra le antiche fonti?

È come se William F. Buckley, Gore Vidal, HL Mencken, Norman Mailer, e George Carlin abbiano scritto la stessa cosa sullo stesso evento, facendovi intendere che la storia fosse vera.

Oggi è quasi difficile e impossibile dire cosa è realmente accaduto a pochi anni fa … quando in realtà è stata dimentica la storia antica. Ecco perché lo studio della storia è così tendenziosa; così come lo è gran parte di essa, del tipo, “hanno detto/è stato detto.”

In ogni caso, non vogliamo qui fare una lezione sulla storia antica. Ci vogliamo intrattenere un po’ su ipotesi interessanti su ciò che è probabile che accada negli Stati Uniti.

Vorrei iniziare dicendo che io non sono sicuro che il crollo dell’Impero Romano non sia stata una buona cosa.

Ci sono stati molti aspetti positivi a Roma – come ci sono per la maggior parte delle civiltà. Ma a Roma non c’era molto altro, ad esempio io disapprovo, il suo anti-mercantilismo, il suo militarismo e, dopo Cesare, il suo governo centralizzato e sempre più totalitario.

In questa luce, vale la pena considerare se il crollo degli Stati Uniti potrebbe non essere una buona cosa.

Allora perché Roma è caduta?

Nel 1985, un tedesco di nome Demandt ha assemblato 210 motivi. Trovo stupidi alcuni di loro – come la degenerazione razziale, l’omosessualità, e la libertà eccessiva. La maggior parte sono ridondanti. Alcuni di questi motivi sono solo di buon senso – come il fallimento della perdita di fibra morale, e la corruzione.

La Lista di Gibbon è molto più breve. Anche se è piuttosto difficile riassumere i suoi sei grossi volumi in una sola frase, Gibbon, ha attribuito la caduta di Roma a sole due cause, una interna e una esterna:

Rispettivamente, Cristianesimo e invasioni barbariche.

Credo che Gibbon avesse essenzialmente ragione su entrambi.

Tuttavia, a causa della sensibilità della sua epoca, ha sondato il cristianesimo primitivo (cioè, dalla sua fondazione a metà del 4° secolo) molto delicatamente; Ho deciso di farlo meno delicatamente.

Spero che né la mia analisi della religione, né quella delle invasioni barbariche (allora come oggi) disturberà troppo molti lettori.

In ogni caso, pur accettando le idee di base del Gibbon sui cristiani e i barbari, ho deciso ulteriormente di abbattere le ragioni del declino di Roma, in 10 categorie:

  • politico
  • legale
  • sociale
  • demografico
  • ecologico
  • militare
  • psicologico
  • intellettuale
  • religioso
  • economico,

… Ognuno dei quali mi ha toccato.

E, come bonus, verso la fine di questo articolo, vi darò un altro motivo, completamente indipendente, ed estremamente importante per il crollo di Roma e il crollo degli Stati Uniti

Non è necessario essere d’accordo con la mia interpretazione, ma vediamo quali lezioni ci vengono offerte dalla storia di Roma, dalla sua fondazione semi-mitica da Romolo e Remo nel 753 a.C. (una storia che è in conflitto con il racconto di Virgilio di Enea e dei rifugiati troiani) a ciò che è convenzionalmente indicato come la fine dell’impero occidentale nel 476 d.C., quando il bambino-imperatore Romolo Augustolo fu deposto da Odoacre (un generale germanico che era responsabile di quello che passava per l’esercito romano – che per quel tempo era in carenza di personale militare quasi interamente formato da mercenari germanici che non avevano la fedeltà all’idea di Roma).

Sembra un po’ come l’esperienza americana nel corso degli ultimi due secoli:

prima conquista ed espansione

poi dominanza globale

poi slittamento e declino

Politico

Però, è un po’ fuorviante, parlare di una semplice caduta di Roma, e molto più esplicito parlare di una sua graduale trasformazione, con episodi come quelli che i paleontologi descrivono “squilibri punteggiati.”

Ci sono state molte cadute.

Roma repubblicana è caduto nel 31 a.C. con l’adesione di Augusto e l’inizio di quello che è stato chiamato il Principato. Si è quasi disintegrato nei 50 anni della metà del 3° secolo, un periodo di guerra civile costante, l’inizio di gravi incursioni barbariche, e la distruzione della moneta d’argento di Roma, il denaro.

Roma come qualcosa di simile ad una società libera è caduta nel 290 e poi è cambiata di nuovo radicalmente, con Diocleziano e il periodo Dominate (a breve  sarò più preciso su questo). Forse la fine è venuta nel 378, quando i Goti hanno distrutto l’esercito romano ad Adrianopoli e le grosse invasioni sono  iniziate. Forse dovremmo parlare della fine del 410, quando Alarico – un gotico che in realtà era un generale romano – ha condotto il primo sacco di Roma.

Si potrebbe dire che la civiltà non sia davvero crollata fino alla fine degli anni 600, quando l’Islam ha conquistato il Medio Oriente e il Nord Africa tagliando il commercio mediterraneo.

Meglio ancora, è più opportuno parlare del 1453, quando Costantinopoli e l’Impero d’Oriente è caduto.

Forse l’Impero è ancora vivo oggi, sotto forma di Chiesa cattolica – il Papa è il Pontifex Maximus che indossa pantofole rosse, così come quando Giulio Cesare ha ricoperto quella posizione.

Possiamo vedere un lontano riflesso nello specchio a partire nel periodo del Principato, Roma ha subito un trend di accelerazione verso:

assolutismo

centralizzazione

totalitarismo

burocrazia

Credo che si possa discutere che l’America sia entrato nel suo Principato con l’elezione di Roosevelt nel 1933; Da allora, il presidente ha regnato sovrano sul Congresso, come Augusto fece nel Senato Romano.

Nel corso del tempo Roma è caduta sempre più in basso, proprio come hanno fatto gli Stati Uniti

Dopo il terzo secolo, con la costante guerra civile e la distruzione della moneta, il Principato (quando l’imperatore, almeno in teoria, era solo il primo tra gli uguali) ha dato modo al periodo di Dominazione (dalla parola “dominus”, o Signore, riferendosi a un padrone di schiavi), quando l’imperatore divenne un monarca assoluto.

Questo è accaduto con l’ascensione di Diocleziano nel 284 e poi, dopo un’altra guerra civile, Costantino nel 306. Da quel punto in avanti, l’imperatore non ha fatto nemmeno più finta di essere il primo tra uguali ed è stato trattato come un sovrano orientale.

La stessa tendenza è ora in atto negli Stati Uniti, ma siamo ancora lontani dal raggiungimento del suo obiettivo – anche se va notato che il presidente è ora protetto da centinaia e/o addirittura migliaia di guardie del corpo.

Harry Truman fu l’ultimo presidente che in realtà ha avuto il coraggio di uscire dall’ufficio in forma informale a passeggiare per W-DC, come un comune cittadino.

In ogni caso, proprio come il Senato, i consoli, i tribuni e con i loro veti sono diventati anacronismi impotenti, così come lo sono le istituzioni degli Stati Uniti. Nella fase iniziale, a partire dal quarto imperatore, Claudio, nel 41 d.C., i pretoriani (che sono stati istituiti da Augusto) hanno avuto la possibilità di indicare e nominare l’imperatore.

Così probabilmente è vero che oggi gli Stati Uniti, ha i suoi pretoriani:

la NSA, CIA, FBI e, tra gli altri – naturalmente, i militari.

Vedremo in seguito come la controversia elezione presidenziale verrà risolta.

La mia ipotesi è che la massa delle genti (i romani la chiamavano censi capite, o il conteggio delle teste) richiederà un leader forte che possa risolvere la Grande Depressione, la distruzione del dollaro, e la seria guerra in corso.

Bisogna ricordare che la guerra è sempre stata la salute dello stato. Così come sono sempre stati in guerra gli imperatori romani, non da ultimi i loro soldati, da sempre impegnati in guerra. E non è un caso che i cosiddetti grandi presidenti degli Stati Uniti sono stati presidenti di guerra – Lincoln, Wilson e Roosevelt.

Umoristicamente Possiamo aggiungere il presidente di guerra autoproclamato il bambino Bush.

Eroi militari – come Washington, Andrew Jackson, Ulysses Grant, Teddy Roosevelt e Eisenhower – sono sempre facili da eleggere.

La mia ipotesi è che un generale verrà assegnato per l’ufficio alle prossime elezioni, quando saremo in una vera e propria crisi. Il pubblico vuole un generale, in parte perché i militari sono oggi di gran lunga l’istituzione più rinomata della società statunitense.

La sua probabile elezione sarà un errore per diversi motivi, non ultimo che i militari in realtà sono solo una pesante variante armata del servizio postale.

E’ saggio tenere a mente le parole di Gibbon circa i militari:

“Ogni ordine di uomini abituati alla violenza e alla schiavitù saranno dei custodi deboli della costituzione civile.”

Un parallelo politico supplementare con gli Stati Uniti:

fino a Traiano nel 100 d.C., tutti gli imperatori erano culturalmente romani provenienti da vecchie famiglie nobili. Dopo di loro, pochi lo erano.

Gli Stati Uniti ora hanno il suo primo presidente del Kenya – stiamo solo scherzando, naturalmente …

Seconda Parte

Come i romani, siano stati presumibilmente governati da leggi, non dagli uomini.

A Roma, la legge è iniziata con le 12 tavole incise nel 451 a.C., con pochi dettami e abbastanza semplici da essere inscritte sul bronzo dove tutti potevano vederle. Un corpo separato di diritto comune sviluppato da prove, che si teneva a volte al Forum, a volte in Senato.

Quando la legge è stata breve e semplice, il detto “ignorantia legis non excusat” (l’ignoranza della legge non è una scusa) aveva un senso.

Ma, quando il governo e la sua legislazione è diventata più pesante, il detto è diventato sempre più ridicolo. Alla fine, sotto Diocleziano, il diritto è diventato del tutto arbitrario, fatto tutto da decreti dell’imperatore – oggi noi li chiamiamo ordini esecutivi.

Ho citato Diocleziano già più volte. E’ vero che le sue misure draconiane hanno tenuto insieme l’Impero, ma era una questione distruggere Roma per salvarla.

Come negli Stati Uniti, a Roma lo statuto e il diritto comune a poco a poco si trasformò in un labirinto di regole burocratiche.

La tendenza ha avuto una accelerazione sotto Costantino, il primo imperatore cristiano, perché il cristianesimo è una religione trasmessa dall’alto verso il basso, che riflette una gerarchia in cui i governanti sono stati visti come concessioni date loro da Dio.

La vecchia religione romana non ha mai cercato di catturare la mente degli uomini in questo modo. Prima del cristianesimo, chi violava le leggi dell’imperatore non veniva visto come una persona che violava anche le leggi di Dio.

La devolution è simile negli Stati Uniti Vi ricorderete che solo tre delitti sono menzionati nella Costituzione degli Stati Uniti – il tradimento, la contraffazione, e la pirateria.

Ora è possibile leggere nel libro di Harvey Silverglate s ‘, I Tre Crimini del giorno, in cui si sostiene che nella media dei tempi moderni americani, per lo più inconsapevolmente, è in funzione una propria ondata di criminalità personale – perché la legge federale ha criminalizzato oltre 5.000 atti diversi.

Roma divenne sempre più corrotta col passare del tempo, così come gli Stati Uniti

Tacito (56-117 d.C.) ecco cosa dice:

“Più numerose sono le leggi, più corrotta è la nazione”.

Sociale

Insieme ai problemi politici e legali ci sono i problemi sociali.

Il governo romano ha iniziato ad offrire a bocche inutili pane gratuito e più tardi i circhi, verso la fine del Repubblica, dopo le tre guerre puniche (264-146 a.C.). Panem et circenses erano per lo più limitate alla capitale stessa.

Naturalmente erano estremamente distruttive, ma sono state fornite esclusivamente per una ragione pratica: per mantenere la folla sotto controllo.

Roma al suo massimo apice contava di una grande folla di gente intorno ad un milione di abitanti, e almeno il 30% viveva con il sussidio di disoccupazione. Vale la pena notare che il sussidio di disoccupazione è durato più di 500 anni ed è diventato parte del tessuto della vita romana – termina solo quando le spedizioni di grano provenienti dall’Egitto e dal Nord Africa sono state tagliate fuori dai Vandali all’inizio del 5° secolo.

Negli Stati Uniti, ci sono ora più destinatari di benefici statali che di quelli che lavorano.

Programmi come:

Sicurezza sociale

Medicine

aiuto medico

buoni pasto,

… e numerosi altri programmi di welfare assorbono oltre il 50% del bilancio degli Stati Uniti, e che a lungo termine cresceranno rapidamente ancora di più, anche se prevedo che arriveranno al termine o di essere riformati radicalmente entro i prossimi 20 anni.

Riconosco che è una previsione audace, data la longevità del sussidio di Roma.

demografia

L’Impero sembra aver subito un crollo demografico in ritardo nel 2° secolo, durante il regno di Marco Aurelio, almeno in parte, a causa di una piaga che ha ucciso nell’ordine il 10% della popolazione.

Le piaghe antiche sono poco documentate, forse perché erano viste come eventi normali. Ma ci possono essere altre ragioni, più sottili per il calo della popolazione.

Forse la gente non stava solo morendo, inoltre non si stavano riproducendo, che è molto più grave.

La religione cristiana nascente era puritana e ha incoraggiato il celibato. Soprattutto tra i ceppi gnostici del primo cristianesimo, il celibato era parte della formula per la perfezione e la conoscenza di Dio.

Ma, naturalmente, se il cristianesimo fosse stato efficace nel favorire il celibato, ci sarebbero stati più morti. La stessa cosa sta accadendo ora in tutto il mondo sviluppato – in particolare in Europa e in Giappone, ma anche negli Stati Uniti e in Cina.

Dopo la seconda guerra mondiale, le donne americane avevano in media 3,7 figli. Ora è l’1,8; in alcune parti d’Europa, è l’1.3. Parte di questo è dovuto alla urbanizzazione e partecipare ad una comprensione del controllo delle nascite, ma la verità è che una parte crescente semplicemente non può permetterselo; Oggi, è molto costoso avere un bambino.

Credo che un altro elemento importante sia un nuovo movimento religioso, il Greenism, che per molti modi è analogo al primo cristianesimo. E’ ormai considerata antisociale la riproduzione, dal momento che avere figli aumenta le emissioni di anidride carbonica.

Intellettualità

L’essenzialità anti-razionalista del primitivo e avvelenato cristianesimo l’atmosfera intellettuale del mondo classico.

Questo è vero non solo per le religioni in generale, ma per le religioni desertiche del giudaismo, il cristianesimo e l’Islam in particolare – ogni religione è più estrema rispetto al suo predecessore. In tarda antichità, ci fu una battaglia tra la fede dei Padri della Chiesa e la ragione dei filosofi.

Il cristianesimo ha fermato il progresso della ragione, che è cresciuto nel mondo greco-romano fin dai tempi dei razionalisti Ionici,

Anassimandro

Pitagora

Eraclito,

… e altri, fino a:

Aristotele

Archimede

Plinio

La conoscenza di come funzionava il mondo è stata conciliata, anche se lentamente – poi si fermò con il trionfo della superstizione nel 4° secolo. E andò in retromarcia durante tutto il Medioevo, a partire dal 6° secolo.

Si ritiene che il Cristianesimo sia stato utilizzato su tutto ciò che sembra in contrasto con la verità rivelata o anche con le estrapolazioni della verità rivelata, un anatema è il modo di quello che oggi fa molto l’Islam.

La chiesa ha attirato generazioni di uomini da attività intellettuali e scientifiche e verso occupazioni ultraterrene – che non ha aiutato la causa romana. Si può sostenere che, se non fosse per il cristianesimo, il mondo antico avrebbe potuto fare un salto di una rivoluzione industriale (io dico un salto planetario, corsivo mio).

E’ impossibile fare progressi scientifici se il meme in carica sostiene che se non è la parola di un dio, non vale la pena conoscere.

Per quasi 1000 anni, ha sfollato e rivelato credenze, scienze della ragione. Questo ha iniziato a cambiare solo nel 13° secolo con Tommaso d’Aquino, un’anomalia in quanto egli ha abilmente integrato il pensiero razionale degli antichi filosofi – Aristotele in particolare – nel cattolicesimo.

Aquino è stato fortunato che non fu condannato come eretico, invece di essere trasformato in un santo.

Però, il suo pensiero ha avuto alcune conseguenze non volute, che ha portato al Rinascimento, la rivoluzione industriale, e al mondo d’oggi. Almeno fino ad Aquino, da secoli il cristianesimo ha rallentato l’ascesa dell’uomo e all’aumento del razionalismo e la scienza, in aggiunta alla sua complicità nella caduta di Roma.

Tuttavia l’importanza della scienza è cresciuta, la religione – o la superstizione, come descritta da Gibbon – è passata in secondo ordine.

Nel corso degli ultimi 100, anche gli ultimi 50 anni, il cristianesimo è sceso al rango di una storia caratteristica posteriore di Babbo Natale e, sia pure poetica, racconti di saggezza popolare …

Terza Parte Le guerre fatte da Roma.

Le guerre hanno ampliato i confini del paese portandolo alla ricchezza, ma ha anche seminato i semi della sua distruzione, soprattutto le tre grandi guerre contro Cartagine, 264-146 a.C.

Roma iniziò come una repubblica di agricoltori piccoli terrieri, ciascuno con il proprio appezzamento di terreno.

Si doveva essere un proprietario terriero per aderire l’esercito romano; questo era considerato un grande onore, e il non appartenere alla marmaglia. Quando la Repubblica veniva minacciata – e le guerre fin dall’inizio sono diventate una costante ininterrotta – un legionario avrebbe potuto essere impegnato per cinque, dieci o più anni.

La moglie e i successivi figli impegnati nell’azienda avrebbero potuto aver bisogno di denaro preso in prestito per mantenere le cose in corso per non andare in default, quindi, i soldati facendo ritorno a casa alle loro aziende agricole avrebbero dovuto rifondere i creditori, diversamente le aziende sarebbero diventate dei cespugli incolti. Quelli che sono sopravvissuti alle guerre, per un ex legionario potrebbe essere stato difficile ritornare alla vita della fattoria dopo anni anni di saccheggio, saccheggiare e schiavizzare il nemico.

In cima a tutto questo, ci sono state maree di schiavi che si sono resi disponibili a lavorare le proprietà appena confiscate. Così, come l’America, Roma divenne più urbana e meno agraria. Come in America, ci sono stati un numero inferiore di famiglie di agricoltori ma più latifondisti su scala industriale.

La Guerra combattuta  nel lago Mediterraneo romano.

Con le guerre puniche, la Spagna e il Nord Africa divennero province

Pompeo Magno (106-48 a.C.) ha conquistato il Vicino Oriente

Giulio Cesare (100-44 a.C.) conquistò la Gallia, 20 anni dopo

Augusto ha preso l’Egitto

La cosa interessante è che nei primi giorni, la guerra era in realtà molto redditizia.

Si conquistava un posto e si rubava tutto l’oro, bestiame e altri beni mobili e schiavizzando la gente. C’era molta ricchezza che si poteva portare a casa – e poi si poteva mungere la zona per molti anni con le tasse.

Ma le guerre hanno anche contribuito a distruggere il tessuto sociale di Roma con l’annientamento degli agrari, le radici repubblicane del paese hanno corrotto tutto con il costante afflusso del lavoro degli schiavi a basso costo e prodotti alimentari importati gratuitamente.

Le guerre hanno creato ancora più confini lontani, che poi dovevano essere difesi. E alla fine, il contatto ostile con i “barbari” effettivamente liquidati e disegnati come invasori.

Le guerre di Roma hanno cambiato radicalmente la società, proprio come sta facendo l’America. Si stima che a volte l’80-90% della popolazione della città di Roma era nata all’estero. Questo ha una similitudine in molte città degli Stati Uniti.

Però, ho sempre cercato di guardare il lato positivo: dopo ogni disavventura straniera, gli Stati Uniti hanno ottenuto un afflusso di nuove culture esotiche.

Il flusso delle ruberie delle ricchezze da parte di Roma si è conclusa con la conquista della Dacia nel 107. Anticipatamente sono stati fermati i Persiani, una potenza militare comparabile a quella di Roma. Dall’altra parte del Reno e del Danubio, i tedeschi – che vivevano nelle paludi e nelle foreste, formati da piccoli villaggi – i quali non erano degni di essere conquistati. A sud c’era solo il Sahara.

A questo punto, non c’era niente di nuovo da rubare, ma c’erano i costi continui di amministrazione e di difesa delle frontiere.

Era scomodo – e forse non solo una coincidenza – che i barbari cominciarono a diventare davvero problematici di cui solo il cristianesimo lo era iniziando a diventare sempre più popolare, nel 3° secolo.

Il Cristianesimo, nei suoi primi giorni, a differenza di oggi, ha incoraggiato il pacifismo … questa non era la cosa migliore quando si è di fronte a invasioni barbariche.

Ricordate, l’esercito ha iniziato come una milizia di cittadini soldati che hanno fornito le proprie braccia. E alla fine ha accettato di trasformarsi e diventare una forza mercenaria completamente organica e guidata in gran parte da stranieri.

Questo è più o meno come le forze armate degli Stati Uniti si sono evolute.

Ininterrottamente la propaganda ha “Sostenuto le nostre truppe”, le forze armate americane sono ora più rappresentative delle stesse Barrios, ghetti, e roulotte del paese nel suo complesso. E sono isolate da esse, una classe a se stante, come l’esercito tardo-romano.

Anche se l’esercito romano era di grandi dimensioni e avevano un enorme costo, nel periodo della Dominazione, rimane il fatto che era pur sempre una tigre di carta.

Dopo la sua sconfitta nella battaglia di Adrianopoli nel 378, l’impero occidentale si è involuto in una spirale di morte. Le forze armate degli Stati Uniti possono ora essere in una postura analoga, paragonabile alle forze sovietiche del 1980.

Anche se gli Stati Uniti hanno vinto molti impegni e alcune guerre non impegnative, non ha mai vinto una vera e propria guerra dal 1945. Il costo delle sue guerre, tuttavia, è aumentato enormemente. La mia ipotesi è che se si arriva in un’altra grande guerra, non vincerà, anche se nel suo conto sconfiggesse enormi quantità di nemici.

Ricordiamo il piano astuto di Osama Bin Laden, vincere mandando in rovina gli Stati Uniti.

La maggior parte delle attrezzature degli Stati Uniti è solo un bene per combattere un replay della seconda guerra mondiale – mezzi come i $ 2 miliardi spesi per i bombardieri B-2, i $ 350 milioni per gli F-22, e 110 milioni di $ spesi per i V-22 Osprey sono dinosauri ad alto prezzo.

L’esercito ha perso 5.000 elicotteri in Vietnam. Quanti Blackhawks si possono permettere di perdere gli Stati Uniti nella prossima guerra a $ 25 milioni ciascuno?

La seconda guerra mondiale è costato agli US nel 1940 $ 288.000.000.000, in dollari. Le avventure inutili in Iraq e in Afghanistan sono una stima approssimativa pari a $ 4 miliardi di dollari, un importo approssimativamente paragonabile in termini reali.

In futuro – a meno che non cambia completamente la sua politica estera e militare – gli Stati Uniti dovranno probabilmente affrontare decine di attori indipendenti non statali, piuttosto che altri stati-nazione.

Noi non conosciamo veramente chi sono, ma saranno molto efficaci nell’attaccare infrastrutture estremamente costose con  l’hacking computer a quasi costo zero. Essi non avranno bisogno di un B-2 quando una bomba nucleare pakistana rubata può essere caricata su di un cargo. Essi possono prendere con $ 5 milioni un serbatoio di M-1 ordigno incendiario essenzialmente improvvisato a costo zero.

Mentre gli Stati Uniti si avvalgono di bancarottieri come appaltatori della difesa le cui armi hanno un tempo di sviluppo di circa 20 anni, i nemici useranno la guerra open-source, una imprenditoria di sviluppo a basso costo, con armi non convenzionali componenti off-the-shelf.

Questo è in realtà analogo a quello che è successo a Roma di fronte all’invasione dei nomadi.

Nel 450 d.C., un aneddoto riferito da Prisco, ambasciatore Romano alla corte di Attila, dopo aver incontrato un greco che si era unito ai barbari vi darà un sapore della storia che racconta Prisco.

Dopo la guerra gli Sciti sono tornati a vivere rimanendo completamente inattivi, godendo di ciò che hanno guadagnato, molestato, depredato, anche quelli che ne hanno tratto un esiguo profitto o per niente.

I romani, d’altra parte, sono molto suscettibili sulle perdite avute in guerra, perché devono riporre le loro speranze di sicurezza sugli altri, e non sono ammessi, all’utilizzo della braccia a causa dei loro tiranni. E coloro che vengono usati sono provati dalla viltà vissuta con i loro generali, che non possono sostenere la condotta della guerra.

Ma la condizione di questi soggetti in tempo di pace è molto più grave di quanto lo siano i mali della guerra, soggetti alle cospicue  e gravose esazione delle tasse, così uomini senza scrupolo infliggono lesioni ai poveri malcapitati, perché le leggi non sono praticamente valide contro tutte le classi.

Le guerre hanno distrutto Roma, proprio come distruggeranno gli Stati Uniti ..

Ma per quanto riguarda le invasioni barbariche che Gibbon indicava correttamente è forse la causa diretta della caduta di Roma? Abbiamo oggi una analoga situazione? La risposta è un qualificato “sì.”

E’ anche vero che gli stessi Stati Uniti andranno in bancarotta combattendo la “ridicola e chimerica guerra al terrore“, per via del mantenimento di centinaia di basi militari e operazioni in tutto il mondo, sperando forse di entrare in una grande guerra. Ma da un punto di vista culturale, è possibile che il confine meridionale presenterà un problema altrettanto grave.

Il confine USA-Messico è un classico, riguardo al confine, non più stabile e altrettanto permeabile come la linea che divideva il Reno-Danubio, era per i romani.

Il problema ora è che non stanno invadendo delle orde barbariche, ma una popolazione che non ha la fedeltà culturale all’idea di America.

Un sorprendente numero di messicani che attraversano il confine degli Stati Uniti parlano seriamente di una Riconquista, in riferimento al fatto che gli americani hanno rubato il terreno in questione a persone che presumono siano i loro antenati.

In molte parti del sud-ovest, i messicani costituiscono la maggioranza decidendo di non imparare l’inglese – loro non ne hanno bisogno, questa è una cosa nuova per l’immigrazione negli Stati Uniti

La maggior parte sono “illegali”, come si potrebbe dire dei Goti, i Vandali e gli Unni negli ultimi giorni di Roma.

La mia ipotesi è che nel prossimo futuro, ci saranno un sacco di giovani maschi ispanici che riterranno attivamente di non pagare la metà di quello che è il loro reddito per la sicurezza sociale, e le tasse di Obamacare al fine di sovvenzionare vecchie donne bianche nel Nord-Est.

Non sarei sorpreso di vedere parti del sud-ovest in zone “no go” per molte agenzie governative nel corso dei prossimi decenni.

Potranno gli Stati Uniti rimediare e rompere lo schema fatto in passato dall’Impero Romano? Assolutamente; i colori sulla mappa sopra non fanno parte del firmamento cosmico. E non deve avere nulla a che fare con la conquista militare.

Nonostante la presenza di Walmarts, McDonald, e concessionarie Chevrolet in un paese le cui strade sono così impressionanti come i quasi 50.000 miglia di autostrada, così come hanno fatto i romani nel passato, ci sono prove che il paese si stia disintegrando culturalmente.

Anche se ciò che sta accadendo nella zona di confine messicano è la cosa più importante, ci sono crescenti differenze culturali e politiche tra gli stati “blu” e gli stati cosiddetti “rossi”.

Semi-gravi movimenti secessionisti sono al lavoro nel nord del Colorado, Maryland occidentale e Kansas occidentale.

Si tratta di un fenomeno nuovo, almeno da quando è stata combattuta la guerra tra gli Stati del 1861-1865 …

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da