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Motti e detti milanesi parte 2

Motti e detti milanesi parte 2 

Se sa che coj danée e cont l’amicizia se peurompeg el coll a la giustizia.

Si sa che col denaro e con l’amicizia si può rompere il collo alla giustizia

Mendegant  che puttost de incurvà la s’cena se vestisen de strasc e fan cantilena.

Mendicanti che piuttosto d’incurvare la schiena si vestono di stracci e fanno la cantilena.

Quand che la giustizia a l’èiniquitàla ven amministrada cont l’empietà

Quando la giustizia è iniquità viene amministrata con l’empità.

Se a ‘sto mond gh’è quajcoss d’impunderabill’è la misura del cervell de la gent; de volum, e pes se sa che l’è instabil; a volt el pocch el var tant, el tant el var nient!

Se a questo mondo c’è qualcosa d’imponderabile è la misura del cervello della gente; il volume e peso si sa che è instabile: a volte il poco vale tanto, il tanto vale niente

Quand l’Omm l’è padron l’è istess del can,  se ‘lvmord minga el mord diman.

Quando l’uomo è padrone è come il cane, se non morde oggi morde domani

Tucc i vivent a senten quel tal besogn, che per soddisfall el re ven giò dal tron!

Tutti i viventi provano quel tal bisogno,che per soddisfarlo il re vien giù dal trono!

Poesia e Arte in Cielo

Il tramonto di Milano: un quadro da sogno o incubo?

Il cielo: un quadro di Van Gogh o l’urlo di Munch?

Di Nogeoingegneria

Mentre la Stampa minimizza la mano criminale dell’uomo che brucia la terra in Piemonte, il tramonto di ieri sera a Milano è stato esaltato un ‘quadromeraviglioso’  e ha trovato unacopertura mediatica impressionante.

Non c’entrerebbe l’inquinamento, ma si tratterebbe di condizioni particolari di sole, di vento e di nubi, che ci regalano ‘poesia in cielo’. ‘Le emissioni carboniose (ed altro) degli incendi devastanti non c’entrano nulla’, assicurano i luminari dei nostri istituti: ’e’ solo una questione di vapore acqueo’, come altre volte, in altri casi dubbi…

E come dubitarne.

Mario Tozzi, sulla Stampa, commenta gli incendi in Piemonte: ‘Sappiamo che le condizioni meteorologiche particolari di questo ottobre 2017 hanno contribuito in maniera fondamentale al ripetersi e al propagarsi degli incendi. E ormai conosciamo il ruolo cruciale che il cambiamento climatico gioca nell’innescare e far perdurare condizioni favorevoli ai roghi’.

‘Quasi tutti gli incendi sono dolosi (raramente colposi)’, scrive Tozzi QUI.  Ci è o ci fa?

Il tramonto infuocato di Milano

Come non tener conto del dramma di questi giorni, e aspettare le interpretazioni delle misurazioni di venti e correnti?  Qualcuno le ha fatte ?

Centinaia di immagini sono state scattate e faranno il giro del mondo: uno spettacolo unico, certo, ma le spiegazioni scientifiche non sono poi così poetiche o romantiche…

Non è probabile che c’entri  (oltre alle manipolazioni atmosferiche), l’inferno della Valle di Susa e del Piemonte?

E’ stato chiesto se il cielo al tramonto osservato il 29/10/2017, non sia inquinamento o se non si tratti di scie degli aerei: la copertura con strati nuvolosi artificiali, infatti, era evidente da diversi giorni.

Inoltre, il Corriere della Sera ha notato ’Sciee dune rosso fuoco’, un fenomeno atmosferico  eccezionale, quello delle ‘nubi lenticolari’ e di ‘strati di nubi ondulate’.

‘NO’, ha risposto al Corriere della Sera Maurizio Mugeri, fisico dell’atmosfera presso l’Università di Milano: ‘erano nubi troppo alte, che stazionavano verso il limiti della stratosfera e l’inquinamento, in questo caso, non è la causa del loro effetto spettacolare’: ‘si è creata una condizione particolare dovuta alla diffusione del vapore acqueo’ – precisa Maugeri – per cui la luce del sole, al tramonto, attraversando i cristallini, produceva colori e disegni straordinari simili alle nubi lenticolaro, che, però, in genere, si presentano separate. L’inquinamento agisce a livelli più bassi e, poi, negli ultimi giorni, una ventilazione discreta sulla Val Padana ha abbassato i livelli inquinanti, quindi non può generare conseguenze simili“.

La scienza ha parlato e la rassicurazione è servita.

Tempo fa

‘La magia’ del tramonto rosso fuoco che aveva ‘incantato’ il Salento qualche tempo fa, era stata così spiegata, qualche giorno dopo, dagli esperti del laboratorio Aerosol & Clima dell’Università del Salento: il colore rosso, assunto dal cielo il 30 agosto scorso, era dovuto alla presenza di particelle carboniose, secondo loro prodotte dagli incendi in Canada! Le misure LIDAR effettuate nel corso del 31 agosto 2017 dal dr. Salvatore Romano, presso il laboratorio Aerosol & Clima dell’Università del Salento, avevano rilevato il sopraggiungere nel Salento di uno strato di particelle atmosferiche carboniose, a circa 18 km dal suolo, dovuto al trasporto, in Sud Europa, del fumo prodotto dagli incendi verificatasi intorno al 14 agosto addirittura nel Nord America (1)

La NASA afferma,  che gli agenti inquinanti sono fattori determinati per ottenere un super tramonto.

Ma davvero a Milano non c’entravano nulla con il tramonto spettacolare? 

(1) http://www.leccenews24.it/attualita/8203-il-tramonto-rosso-fuoco-incanta-il-salento-ma-gli-esperti-rompono-la-magia-dovuto-agli-incendi-in-canada.htm

IL PIEMONTE NELFRATTEMPO CONTINUA A BRUCIARE

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com

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Derelitti

Posted By Massimo Lupicino 

Vi ho sbirciati in posti che mi ero ripromesso di non frequentare, come fa un guardone consapevole della sua debolezza e della somma inutilità del gesto. E vi ho visti.

Vi ho visti rabbiosi, lividi, stupefatti e mortalmente offesi dalla sola idea che qualcuno la possa pensare diversamente da voi.

Vi ho visti pavoneggiarvi nel citare a sproposito altisonanti leggi della fisica, ed essere spernacchiati nel vostro stesso campo da forumisti di passaggio, radiati con effetto immediato dalla comunità, immagino per lesa maestà climatista.

Vi ho visti inveire contro chi si è permesso di raccontare altre storie rispetto a quelle che più vi piacciono. Storie comunque referenziate e argomentate, a differenza di quelle che amate leggere e sentire ripetere dalla gran parte dei media.

Vi ho visti insultare persone per nome e cognome, talvolta vostri colleghi ben più noti e titolati di voi, spargendo escrementi nel ventilatore, insinuando in modo volgare e basso.

Vi ho visti definire Christy un dilettante, una macchietta, un non-scienziato. Dall’alto delle vostre cattedre virtuali fatte di sproloqui e di invettive su siti più o meno desolati della provincia dell’Impero Climatista. E che cosa sarà mai l’onorificenza per “Eccezionale merito Scientifico” conferita dalla vostra (altrimenti) amata NASA allo stesso Christy, al cospetto della vostra manciata di “like” sui social network?

Vi ho visti irridere rispettati e stimati scienziati italiani del clima, che ai benpensanti come voi piace chiamare in altri contesti “cervelli in rientro”. Liquidandoli come “astrologi”, negando loro la dignità stessa di scienziato o ricercatore. Titoli che invece vengono generosamente riconosciuti a venditori di olio di serpente che impazzano sui media ma che si comportano come chi la scienza non l’ha mai frequentata in vita sua, nemmeno su Second Life.

Vi ho visti diffidare i pochi forumisti che vi leggevano dal frequentare siti pericolosi, accusati di diffondere fake news. Come si faceva molti anni addietro con quei libri sconvenienti che poi gli stessi censori andavano a leggersi di nascosto, abbandonandosi a pensieri impuri.

Vi ho visti, non mi siete piaciuti, ma sono contento che esistiate. Perché “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Lo dice l’Articolo 21 della Costituzione italiana. E non c’è narrativa pelosa sulle fake news o sull’hate speech che tenga, a fronte di questo diritto. Specie quando la narrativa in questione sembra nata dall’esigenza di chiudere la bocca a qualcuno, magari per lasciare qualcun altro libero di inveire ed insultare a difesa della causa “giusta”.

Vi ho visti, non mi siete piaciuti, ma vi voglio bene. Perché siete dei derelitti, esattamente come il sottoscritto, nel momento in cui andate a sbirciare in casa altrui per poi parlarne male in casa propria, e diffidare altri dal fare la stessa cosa. E quindi, a mo’ di ramoscello d’olivo, vi dedico anche una canzone (una cover in realtà) che vi piacerà, perché è seria come le vostre cause e compunta come le vostre sembianze quando ci annunciate come intendete salvare il mondo. A pensarci bene sembra scritta proprio per voi, anzi, per noi: You’re my Ramshackle, and I’ll love you clean” recita il ritornello, che mi piace tradurre: “Sei il mio derelitto, e ti vorrò bene, se ti dai una ripulita” (in calce il testo completo, con traduzione ;-))

Allora, ce la diamo, questa ripulita?

Fonte: http://www.climatemonitor.it/

La Milano che non c’è più

La Piazza del Ricordo

“La Piazza di tutti i Milanesi”

Grattacielo Pirelli, l’unico grattacielo esistente allora dopo la Torre Velasca

L’Arco della Pace all’inizio di C.so Sempione

Stazione Centrale, quando ancora sussisteva il buon gusto

NOSTALGIA:

Video e canzoni milanesi di una città – Milano – che si è eclissata nelle pieghe del tempo.

Vedi anche:  

“Motti e detti milanesi” 

“Vecchi mestieri milanesi” 

“Quand la corda la se s’ceppa!”

Nin.Gish.Zid.Da 

Grande festa a Milano

SOLSTIZIO D’ESTATE

Oggi, dopo giornate di pioggia, bufera e vari cicloni tropicali, allagamenti si sono aperti i festeggiamenti per l’elezione del primo cittadino. Il primo giorno d’estate in una giornata di sole. Auguri milanesi …

Milano Nord-Est 21-06-2016
Milano Nord-Est 21-06-2016
Milano Nord-Est 21-06-2016
Milano parco nord 21-06-2016
Milano parco nord 21-06-2016
Milano parco nord 21-06-2016
Milano zona Niguarda 21-06-2016
Milano zona Niguarda 21-06-2016
Milano zona Niguarda parco nord 21-06-2016

Rapporto fotografico a cura di Dany

Ogni tanto guarda il cielo

MILANO nord-est 10-11-2015

Ciò che vediamo oggi nel nostro cielo, è tutt’altro che normale. L’intero ecosistema è già cambiato. Pochi osano parlare di cosa sta realmente accadendo nei nostri cieli. E’ abbastanza ovvio che queste non sono normali scie. Nessuno dei politici osa sostenere i cittadini che denunciano la geo-ingegneria perché temono conseguenze negative per se stessi dai livelli superiori della gerarchia.

Le autorità e i politici dicono che non c’è nulla di cui preoccuparsi perché sono fenomeni normali di aerei normali che solcano il cielo. Questa affermazione delle autorità e dei politici è comunque in netto contrasto con i principali fondamenti fisici. Fondamenti contrastanti che conducono ad una coscienza critica basata – sostenuta da migliaia di cittadini interessati alla loro salute. 

VECCHI MESTIERI MILANESI

 

Quest’anno è un anno eccezionale per le castagne, dopo che negli ultimi anni si era quasi azzerata la produzione. Purtroppo non è andata così in tutte le regioni italiane. Ma non di questo voglio parlare, ma di una tradizione molto vecchia che a Milano il venditore di castagne, allo stesso modo di chi le raccoglie, veniva chiamato castagnatt; come pure colui che vende castagne cotte, ancora presente negli anfratti e piazza del Duomo di Milano. Oggi più che mai una prelibatezza molto costosa, non da tutti; quello che una volta era alla base dell’alimentazione meno onerosa.

QUELL DI MARON

“Bej Cuni, bej maron, vaerdée che firon!. Ranti castegn infilàa come perlitt,, cott in del forna ‘me salamitt, a la “fera di Bej o Bej” tradizion. Sui marcàa, a la sagra d’ogni rion, sia ben intes quand n’era la stagion, col ritornell reciamava l’attenzuion: “Bej fironi, bej cuni, bej maron!”

“Belle castagne cotte al forno, guardate che grappoli”. Tante castagne infilate come perline, cotte al forno e legate come salamini, alla “fiera deo Bej o Bej” tradizione. Sui mercati, alla sagra di ogni rione, sia ben chiaro quando era stagione, come adesso, col ritornello chiamava l’attenzione: “Belle castagne al forno, che bei grappoli” 

Oggi si vedono in giro i caldarrostai e più raramente (oggi non più nemmeno raramente) i venditori di fironi, le castagne cotte al forno (le ho fatte ieri) ed infilate come collane a più file. (Va detto che i fironàtt, sono originari del Cuneese)

 EL CASTEGNATT

 Ghe disen castegnatt impunement a chi catta su castegn e a chi ne vend e la question in fund la interessa nient. Forse on Quajghedun el podariss imprend che a Milan, tra i vari mestée ambulant, gh’eren i vendidor de castegn lessàa, pelàa o conte l guss e rostii oltrertant. Incoeu j gent … d’alter gust hin sopressàa!!

Vien chiamato castagnaio impunemente chi raccoglie castagne o chi ne vende e la questione in fondo non interessa affatto. Forse qualcuno potrebbe apprendere che a Milano, tra i vari mestieri ambulanti, c’erano i venditori di castagne lessate, sgusciate o con il guscio e arrostite altrettanto. Oggi le genti … d’altri gusti sono pressate.

Dalle mie letture sull’evoluzione del costume nel corso dei secoli, dando ad ogni mestiere un’immagine viva, spesso curiosa … perché nulla vada perduto. Curiosità: i libri sono in carta di paglia con copertina di cartone da imballo, come lo si evince dall’immagine sopra esposta.

Vecchi mestieri Milanesi 1982

Libreria Meravigli Editrice

wlady