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Almanacco di marzo 2019

 

Rapporto sul Netizen: gli attivisti respingono i piani dell’UE per prevenire le violazioni del copyright e contenuti “terroristici”  

L’Advox Netizen Report offre un’istantanea internazionale di sfide, vittorie e tendenze emergenti nel campo della tecnologia e dei diritti umani in tutto il mondo. Questo rapporto copre notizie ed eventi dal 29 febbraio all’8 marzo. 

Circa 5.000 persone hanno sfidato le temperature gelide a Berlino il 2 marzo per protestare contro una proposta di legge sul copyright dell’UE che potrebbe cambiare radicalmente le dinamiche di pubblicazione e condivisione dei contenuti online.

L’ultima bozza della direttiva sul copyright dell’UE richiederebbe piattaforme Internet come YouTube per installare “filtri di caricamento” – un meccanismo tecnico che impedirebbe agli utenti di caricare contenuti protetti da copyright, imponendo in modo efficace un sistema di “censura preventiva” sui principali social media e internet piattaforme.

I dimostranti portavano cartelli colorati che dicevano “Non siamo bot”, “Filtro diesel invece di filtro di upload”, “Salva Internet” e intonati i testi della canzone “Wir sind keine bot” (We ‘re not bot) realizzati da YouTuber Willboy in particolare in opposizione alla disposizione. La canzone è stata pubblicata venerdì, un giorno prima della manifestazione, ed è diventata una hit virale con oltre mezzo milione di visualizzazioni in pochi giorni.

Se la direttiva sul diritto d’autore è approvata o meno, i sostenitori dei diritti digitali avranno più battaglie da combattere nel breve termine, quando si tratta di proposte politiche che cercano soluzioni tecniche automatizzate per le sfide dei contenuti online.

Una commissione della Commissione europea incaricata di affrontare “contenuti terroristici” online ha proposto una soluzione simile che obbligherebbe le piattaforme online a utilizzare strumenti automatizzati per “rilevare, identificare e rimuovere rapidamente o disabilitare l’accesso ai contenuti del terrorismo”.

Il progetto di regolamento richiede una cancellazione più aggressiva di “contenuto terroristico” (che rimane vagamente definito) e tempi di consegna rapidi alla sua rimozione. Ma non istituisce un tribunale speciale o altri meccanismi giudiziari che possano offrire indicazioni alle aziende che lottano per valutare contenuti online complessi.

Invece, costringerebbe i fornitori di servizi di hosting a utilizzare strumenti automatici per impedire la diffusione di “contenuti terroristici” online. Ciò richiederebbe alle società di utilizzare il tipo di sistema che YouTube ha già messo in atto volontariamente, che è noto per censurare la documentazione delle violazioni dei diritti umani e dei crimini di guerra.

Sia questa proposta dell’UE che la direttiva sul diritto di autore ripongono molta fiducia in questi strumenti, mostrando scarsa preoccupazione per le conseguenze che possono avere per la libertà di espressione, il giornalismo e l’informazione pubblica.

A una conferenza pubblica a gennaio, Evelyn Austin, dell’organizzazione per i diritti digitali con sede in Olanda Bits of Freedom, ha espresso profonda preoccupazione per le politiche che si muovono nella direzione della censura preventiva automatizzata:

Vediamo come inevitabile una situazione in cui esiste un filtro per i contenuti protetti da copyright, un filtro per contenuti presumibilmente terroristici, un filtro per contenuti potenzialmente sessualmente espliciti, uno per sospetto incitamento all’odio e così via, creando un ecosistema di informazione digitale in cui tutto ciò che diciamo , anche tutto ciò che cerchiamo di dire, è monitorato.

Fonte: https://www.activistpost.com/

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Dane Wigington  

GeoengineeringWatch.org 

Il nostro mondo continua a cambiare ad un ritmo che supera in modo esponenziale qualsiasi cosa mai documentata in tutta la storia del pianeta. Realtà artificiali completamente insostenibili stanno mantenendo enormi segmenti di popolazione pacificati per il momento, anche mentre crescono le voci sul conflitto globale. Ciò che si sta rivelando non sembrerà reale finché non lo sarà. L’ultima puntata di Global Alert News è qui sotto.

L’ingegneria meteorologica invernale è uno degli obiettivi primari per i geoingegneri. Manipolando le correnti eoliche di livello superiore e con processi brevettati di nucleazione chimica del ghiaccio per la modifica del clima, gli ingegneri del clima stanno (e stanno già facendo) raffreddando le regioni più popolate degli Stati Uniti (sostenute dal più massiccio complesso industriale militare del pianeta). Questo processo alimenta la continua confusione e divisione della popolazione rispetto al vero stato del clima globale. Gran parte dell’aria più fredda è, in sostanza, sottratta all’Artico mediante manipolazione a getto d’acqua tramite installazioni di riscaldatori ionosferici. Cosa succede allora? La partenza più recente dalla normale mappa ad alta temperatura sotto dipinge un’immagine chiara. La fusione totale dell’Artico accelera, così come le emissioni di metano di massa che si verificano lì dall’aumento di calore accresciuto. Se abbastanza depositi di idrato di metano precedentemente congelati si liberano nell’atmosfera, sarà presto finito. Questo non è per incolpare tutte le nostre sfide sull’ingegneria del clima, ma matematicamente parlando, è il singolo fattore di disturbo climatico più grande in questo momento. Le zone rosso scuro sulle regioni polari sono foriere di un futuro molto grave per tutti noi (e poi c’è lo strato di ozono collasso da considerare, in cui anche l’ingegneria del clima è un fattore causale primario).  

 Partenza dalla normale mappa ad alta temperatura 

Cercare di fare la differenza per il meglio è una decisione personale, è una scelta. Non importa quanto grandi siano le probabilità contro di noi, non siamo sconfitti finché non decidiamo di esserlo. Se stiamo insieme nello sforzo dedicato e incessante per dare l’allarme e risvegliare le popolazioni globali, potremmo ancora realizzare un bene profondo. Se possiamo esporre l’ingegneria del clima, potremmo fermarlo. Se possiamo fermarlo, almeno compreremo il tempo. Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte, condividere dati credibili da una fonte credibile, far sentire la vostra voce.
DW 

Lo stand di sensibilizzazione di GeoengineeringWatch.org di questa settimana è al Del Mar Fairgrounds, a Del Mar, in California, ed è mostrato sotto. La mia più sincera e continua gratitudine agli organizzatori della mostra Gem Faire per aver facilitato e allestito questo stand molto efficace nella location Gem Faire di ogni settimana. Il programma per gli eventi Gem Faire in arrivo è QUI. Uno stand di geoengineeringwatch.org sarà in ogni caso, grazie al supporto costante di Gem Faire.

Le sfacciate configurazioni della griglia nei nostri cieli costringeranno le popolazioni a cercare e prendere atto? Il video di 1 minuto qui sotto è stato catturato lungo la Sierra orientale, in California. Credito video: Athina Kaviris

Fonte: https://www.geoengineeringwatch.org/

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Una Bufala e una Frode Assoluta

di Massimo Lupicino 

“Il Global Warming è una bufala e una frode assoluta”. Sono le parole di Patrick Moore: non un “negazionista” qualsiasi, bensì il co-fondatore di Greenpeace, ed ex-presidente di Greenpeace Canada. È una intervista di fuoco, quella rilasciata da Moore a Breitbart. Di cui ovviamente non sentirete parlare sui (tele)giornaloni italiani, ma che si inserisce in un dibattito altrettanto infuocato che va avanti da mesi oltreoceano. Dibattito del quale in Europa non arrivano nemmeno gli spifferi (qui si discetta delle bigiate di Greta), ma di cui renderemo conto prossimamente su queste pagine. Ma torniamo all’intervista, di cui provo a fare di seguito un sunto.

Paura e Senso di Colpa

“La paura è sempre stata usata nella storia per controllare la mente della gente, e i portafogli. E quella della catastrofe climatica è una pura e semplice campagna di paura: paura e senso di colpa. Ti spaventi per il fatto che stai uccidendo i tuoi bambini perché li porti in giro in un SUV che emette anidride carbonica, e ti senti in colpa per questo. Non ci sono altre motivazioni per questa campagna, se non queste due”.

Scienziati cooptati e corrotti

“Gli scienziati sono cooptati e corrotti da politici e burocrati impegnati nel portare avanti la narrativa del clima che cambia, in modo da centralizzare a livello politico potere e controllo”.

“Le società ‘verdi’ fanno parassitismo dei soldi dei contribuenti attraverso regolamentazioni a loro favorevoli, e sussidi giustificati esclusivamente alla luce delle minacce collegate alla narrativa sul Climate Change. Lo fanno servendosi della protezione offerta dalla propaganda dei mezzi di comunicazione”.

“I media fanno da cassa di risonanza distribuendo fake news, e ripetendo all’infinito che stiamo uccidendo i nostri bambini, e poi ci sono i politici ‘verdi’ che comprano gli scienziati con i soldi stanziati dai governi per produrre paura su cui speculare, sotto la forma di materiale pseudo-scientifico”.

“E poi ci sono i business ‘verdi’, gli speculatori e i ‘capitalisti di connivenza’ che si avvantaggiano di sussidi giganteschi, tagli fiscali e stanziamenti governativi per usufruire dei loro servizi, e si arricchiscono grazie a tutto questo. E poi, ovviamente, hai gli scienziati che volontariamente si attaccano alla lenza dei contributi statali”

Consensus

“Quando parlano del 99% di consenso scientifico sul global warming, parlano di un numero assolutamente ridicolo e falso. La gran parte degli scienziati (virgolettato) che spingono questa teoria catastrofista sono pagati con soldi pubblici. Non sono pagati dalla General Electric, dalla Dupont o dalla 3M per fare ricerca, laddove società private si aspettano dalla ricerca qualcosa di utile per produrre qualcosa di meglio e fare un profitto perché la gente la vuole. La gran parte di quello che fanno questi cosiddetti scienziati è semplicemente produrre più paura, in modo che i politici possano usare questa paura per controllare la mente della gente e raccattare i loro voti. Perché qualcuno crede davvero che quei politici possano salvare i suoi figli da un destino segnato”.

Una minaccia esistenziale alla ragione

“La narrativa sul Global Warming è una minaccia esistenziale alla ragione. La più grande bugia dal tempo in cui la gente credeva che la Terra fosse al centro dell’universo. È una ripetizione dell’esperienza di Galileo: quello che accade oggi con la narrativa sul Global Warming è la più grande minaccia al pensiero illuministico dai tempi di Galileo: non è mai accaduto niente di così brutto alla scienza da allora. Si sta sostituendo la scienza con la superstizione e con una combinazione tossica di religione e ideologia politica. Non c’è niente di vero in questo. È una bufala e una frode assoluta”.

Qualche riflessione

In attesa che parta la solita character assassination a media unificati che annienta regolarmente le voci dissidenti in fatto di Climate Change, e Moore venga quindi accusato di crimini inauditi o proposto per un ricovero d’urgenza in manicomio, vale la pena fare almeno una considerazione.

Greenpeace è stata co-fondata da Moore nel lontano 1971. L’ambientalismo allora era cosa ben diversa da quello odierno: affrontava problemi seri, reali, e pur tra i soliti inevitabili eccessi, contribuiva a battaglie decisive che hanno reso le nostre vite migliori, e il Pianeta più vivibile. Basti pensare alla battaglia combattuta, e vinta alla grande contro le piogge acide: vinta grazie alle campagne ambientaliste, e alla ricerca scientifica. Ricerca vera, che produce soluzioni ai problemi, come i sistemi di abbattimento delle emissioni di composti solforati che avvelenavano e distruggevano le foreste di casa nostra. Proprio quella scienza “buona” di cui parla Moore.

Il confronto tra quella scienza e quell’ambientalismo di 40 e più anni fa, e la scienza del clima e l’ambientalismo di oggi, è semplicemente disperante. E questo, solo questo, giustifica ampiamente l’amarezza e la rabbia che traspaiono dalle parole di Moore.

Fonte: http://www.climatemonitor.it/?p=50385

®wld

Senza interpellare le profezie, questo è un fatto incontrovertibile

 

UCCIDERE LA BIOSFERA PER ACCELERARE L’ESTINZIONE UMANA

Un lungo articolo di non facile lettura che propone una marea di fonti di approfondimento. L’autore Robert J. Burrowes traccia un quadro complesso di un umanità follemente omicida-suicida. Cercando di individuare le cause suggerisce vie di uscita. Burrowes ha condotto ricerche approfondite dal 1966 nel tentativo di capire perché gli esseri umani sono violenti. È l’autore di Why Violence?  

Traduzione NoGeoingegneria 

La fonte originale di questo articolo è Global Research 

Diversi anni fa, in Camerun, un paese dell’Africa occidentale, fu ucciso un rinoceronte nero occidentale. Era l’ultimo del suo genere sulla Terra. Da quel giorno, il rinoceronte nero occidentale, la più grande sottospecie di rinoceronti che sia vissuta per milioni di anni e il secondo più grande mammifero terrestre del pianeta, non esiste più. Ma mentre probabilmente avete sentito parlare del rinoceronte nero occidentale e forse avete saputo della sua estinzione, lo sapevate che nello stesso giorno in cui si estinse, altre 200 specie di vita sulla Terra si estinsero? 

Succede perché il sesto evento di estinzione di massa nella storia della Terra sta ora accelerando a un tasso senza precedenti con 200 specie di piante, uccelli, animali, pesci, anfibi, insetti e rettili che vengono portati all’estinzione ogni giorno. E altrettanto alte sono le probabilità che voi non ne abbiate mai nemmeno sentito parlare. Ad esempio, avete sentito parlare dei pipistrelli del Christmas Island, recentemente dichiarate estinti? Leggi ‘Christmas Island Pipistrelle declared extinct by IUCN’ (‘Il pipistrello dell‘isola di Natale dichiarato estinto dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura IUCN’). 

Tuttavia, a prescindere dalle estinzioni di 200 specie ogni giorno, e solo per enfatizzare l’estensione catastrofica di questa crisi, una miriade di popolazioni locali di molte specie sono costrette all’estinzione ogni giorno e anche milioni di forme di vita individuali vengono uccise. Vedi ‘Biological annihilation via the ongoing sixth mass extinction signaled by vertebrate population losses and declines’ (‘Annichilimento biologico attraverso la sesta estinzione di massa in corso segnata da perdite e diminuzione della popolazione dei vertebrati’). 

Per un assaggio della vasta letteratura su questo argomento che riguarda solo gli impatti in relazione agli insetti, vedi ‘Death and Extinction of the Bees’, Insectageddon: farming is more catastrophic than climate breakdown’ e ‘‘Decimated”: Germany’s birds disappear as insect abundance plummets 76%’ (‘La morte e l’estinzione delle api’ , ‘Insectageddon: l’agricoltura è più catastrofica della disgregazione climatica’ e ‘Decimati: gli uccelli tedeschi scompaiono e l’abbondanza di insetti crolla del 76%’ ).  

Viene fatto qualcosa per porre fine a questo omnicidio (la distruzione di tutta la vita)?  

Non proprio, sebbene ci sia un gran parlare e si agisca poco in alcuni contesti, eccezion fatta per le persone e le organizzazioni coinvolte, si ignora questo assalto furioso e e pochi affrontano la causa e/o i fattori fondamentali di questo sterminio. Sfortunatamente, la maggior parte degli sforzi è ancora sprecata per fare pressione sulle élite.  

Per esempio, nell’ultimo esempio di inutilità di pressione sulle élite per fare qualcosa in relazione alla nostra lotta per difendere la biosfera terrestre, l’Unione Europea ha nuovamente rinnovato la licenza a Monsanto per proseguire con l’avvelenamento (e in altre parole la distruzione) del nostro mondo – vedi ‘‘Il voto tedesco fa vacillare la decisione dell’Unione Europea sul rinnovo del glifosato per 5 anni ‘ – nonostante la già schiacciante evidenza delle conseguenze catastrofiche nel fare questo. Vedi, ad esempio, Killing Us Softly – Glyphosate Herbicide or Genocide?’ and GM Food Crops Illegally Growing in India: The Criminal Plan to Change the Genetic Core of the Nation’s Food System’ (‘Uccidendoci dolcemente – Glifosato erbicidio o genocidio? ‘e ‘Le colture alimentari geneticamente modificate crescono illegalmente in India: il piano criminale per cambiare il cuore genetico del sistema alimentare della nazione’).  

Naturalmente, l’avvelenamento massiccio della biosfera è solo un modo per distruggerla e anche se sono le élite e i loro agenti a guidare la maggior parte di questa distruzione, tuttavia, spesso contano sulla nostra complicità. Per descrivere solo alcune di queste tecniche per distruggere la nostra biosfera nella maggior parte delle quali siamo complici, consideriamo quanto segue:  

– distruggiamo le foreste pluviali – vedi Cycles of Wealth in Brazil’s Amazon: Gold, Lumber, Cattle and Now, Energy’ (‘Cicli di ricchezza nell’Amazzonia brasiliana: oro, legname, bestiame e ora energia’);

– contaminiamo e privatizziamo l’acqua dolce – vedi Groundwater drunk by BILLIONS of people may be contaminated by radioactive material spread across the world by nuclear testing in the 1950s’ (‘Le acque sotterranee bevute da miliardi di persone possono essere contaminate da materiale radioattivo diffuso in tutto il mondo dai test nucleari negli anni ’50’) e Nestlé CEO Denies That Water is an Essential Human Right’ (‘Il CEO di Nestlé nega che l’acqua sia un diritto umano essenziale’);

– peschiamo eccessivamente e inquiniamo gli oceani – vedi New UN report finds marine debris harming more than 800 species, costing countries millions’ (‘Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite rileva detriti marini che danneggiano più di 800 specie, costando milioni di milioni ai paesi’)  

– mangiamo carne nonostante l’impatto devastante dell’agricoltura animale sulla biosfera terrestre – vedi The True Environmental Cost of Eating Meat’ (‘Il vero costo ambientale del mangiare carne’);  

– distruggiamo il suolo – vedi Only 60 Years of Farming Left If Soil Degradation Continues’ (‘Restano solo 60 anni di agricoltura se la degradazione del suolo continua’) 

– e usiamo le nostre automobili e i viaggi aerei ( insieme al nostro consumo di carne) come armi chiave nella nostra distruzione dell’atmosfera terrestre e del clima con biossido di carbonio atmosferico, livelli di metano e ossido di azoto che hanno superato nuovi record nel 2016. Vedi Greenhouse Gas Bulletin’. 

Ma se pensate che tutto questo sia già abbastanza grave, non avete saputo delle emissioni fuori controllo di metano nell’atmosfera che abbiamo innescato vedi 7,000 underground gas bubbles poised to “explode” in Arctic’ e Release of Arctic Methane “May Be Apocalyptic,” Study Warns’ (‘7000 bolle di gas sotterraneo pronte ad esplodere nell’ Artico’ e ‘Rilascio di metano artico. Può essere apocalittico: alertano gli studi’) – e sapevate che gli scienziati dell’Università di Leicester avvertono che stiamo distruggendo l’ossigeno della Terra? Vedi Global warming disaster could suffocate life on planet Earth, research shows’ e The Extinction Event Gains Momentum’. (‘Il disastro del riscaldamento globale potrebbe soffocare la vita sul pianeta Terra. Lo mostra una ricerca’ e ‘L’evento di un’estinzione guadagna slancio’).  

 

Foto I detriti radioattivi di Fukushima si avvicinano alla costa occidentale del Nord America (fonte: RT) 

Inoltre, contando sulla nostra ignoranza e sulla nostra complicità, le élites uccidono vaste aree della biosfera terrestre attraverso la guerra e altre forme di violenze militari (senza nemmeno considerare la devastazione unica e forse terminale per la vita della recente e ripetuta minaccia di guerra nucleare) – vedi, ad esempio, il progetto Toxic Remnants of War e il film ‘Scarred Lands & Wounded Lives’ (‘Terre sfregiate e vite ferite’) – la sottopongono a rilasci incontrollati di contaminazione radioattiva – vedi Fukushima Radiation Has Contaminated The Entire Pacific Ocean And It’s Going To Get Worse’(‘Le radiazioni di Fukushima hanno contaminato l’intero Oceano Pacifico – E la situazione sta per peggiorare’) – e usano la geoingegneria per fare la guerra al clima, all’ ambiente e in definitiva a noi stessi. Vedi, ad esempio, Engineered Climate Cataclysm: Hurricane Harvey’, Planetary Weapons and Military Weather Modification: Chemtrails, Atmospheric Geoengineering and Environmental Warfare’, Chemtrails: Aerosol and Electromagnetic Weapons in the fOTO Age of Nuclear War’ and The Ultimate Weapon of Mass Destruction: “Owning the Weather” for Military Use”. (‘Cataclisma climatico ingegnerizzato: l’uragano Harvey’ , ‘Armi planetarie e modifica meteorologica militare: scie chimiche, geoingegneria atmosferica e guerra ambientale’ e L’arma suprema di distruzione di massa: “Possedere il tempo” per uso militare”).  

La vita sulla Terra sta scomparendo. Migliaia di specie cessano di esistere. l’uomo sapiens è la causa (Life on Earth is Dying. Thousands of Species Cease to Exist. Homo Sapiens is the Cause).  

Naturalmente, tutto questo viene fatto a spese dirette degli esseri umani, in particolare delle popolazioni indigene – vedi, ad esempio, Five ways climate change harms indigenous people’ (‘Cinque modi con cui il cambiamento climatico danneggia le popolazione indigene’) e di coloro che sono nella peggiore posizione per resistere – vedi Global Poverty: How the Rich Eat the Poor and the World: The Big Lies’ (‘Povertà globale: come i ricchi mangiano i poveri e il mondo: le grandi menzogne’) – ma le élite sanno di poter ignorare le nostre pressioni e le nostre proteste occasionali, puramente simboliche e disorganizzate, facendo affidamento sulla paura e sull’impotenza di molti di noi per garantirsi che non facciamo nulla di strategico per difenderci.  

E dato l’inesorabile assalto criminale della folle élite globale – vedi The Global Elite is Insane’ (‘L’elite globale è pazza’)– diretto contro la biosfera terrestre, supportato dai tanti accademici, burocrati, uomini d’affari, legali, giornalisti, militari, politici e scienziati al servizio dell’élite che negano la scienza e minacciano la sopravvivenza umana nell’interesse di privilegi personali di breve termine, del profitto aziendale e del controllo sociale, dovrebbe essere giunta l’ora che quelli tra di noi che sono veramente preoccupati sviluppino e attuino una strategia che riconosca l’élite e i suoi numerosi agenti come avversari da contrastare con una strategia attenta e potente. (ndr grassetto aggiunto)

Quindi, in sostanza, il problema è questo: gli esseri umani stanno distruggendo la biosfera e stanno portando innumerevoli forme di vita, incluso noi stessi, all’estinzione. E c’è poca resistenza strategica a questo attacco.  

C’è, naturalmente, una spiegazione per tutto ciò e questa spiegazione deve essere compresa se vogliamo attuare una strategia di successo contro il nostro assalto omnicida alla biosfera terrestre in tempo per salvare noi stessi e per quanto possibile il maggior numero di altre specie all’interno un contesto ecologico vitale .

Questo perché se vuoi risolvere un problema o risolvere un conflitto, è d’obbligo conoscere e agire basandosi sulla verità. Altrimenti stai semplicemente agendo seguendo un’illusione e qualsiasi cosa tu faccia non potrà avere i risultati desiderati per te, per gli altri, per la Terra o per la sua moltitudine di creature. Naturalmente, molte persone si accontentano di vivere nell’illusione: evitano di dover coraggiosamente, intelligentemente e coscienziosamente analizzare ciò che sta realmente accadendo e rispondere ad esso con forza. In breve: rende loro la vita ‘più facile’ (cioè, meno spaventosa) anche se i problemi si ripresentano e i conflitti vengono soppressi, per riesplodere periodicamente, anziché risolversi.

E, naturalmente, questo è il modo preferito dell’ élite. Non vogliono che individui o organizzazioni potenti interferiscano con il loro piano per consolidare (ora rapidamente) il loro controllo militarizzato sulle popolazioni e le risorse del mondo.  

Questo è il motivo per cui, ad esempio, le élite amano la “democrazia”: garantisce il depotenziamento della popolazione. Come è possibile? Potreste chiedervi. Il difetto fondamentale della democrazia è che le persone sono state ingannate per rinunciare al loro potere personale di agire responsabilmente – in relazione alle importanti questioni sociali, politiche, economiche, ambientali e climatiche del giorno – e eleggere ‘rappresentanti’ nel governo che poi rappresentano le élite che effettivamente li controllano (sia attraverso gli incentivi finanziari, sia col sostegno elettorale o con altri mezzi), assumendo che non siano essi stessi membri dell’élite e che non rappresentino semplicemente priorità dell’élite fuori dall’interesse comune (come fa Donald Trump).  

E poiché deleghiamo la responsabilità a quei politici impotenti che timorosi agiscono (o non condividono l’interesse comune) in base agli ordini dell’élite, le migliori informazioni scientifiche in relazione allo stato della Terra sono semplicemente ignorate o rifiutate mentre gli “allarmi scientifici” che propugnano “strategie” destinate a fallire sono ampiamente diffusi. Vedi, ad esempio, World Scientists’ Warning to Humanity: A Second Notice’. (‘Allarme degli scienziati del mondo all’umanità. Un secondo avvertimento’) 

Quindi questa diffusa incapacità di rispondere in modo consapevole e forte è una ragione fondamentale per cui stiamo uccidendo la biosfera e distruggendo la vita sulla Terra. Troppi pochi umani sono disposti ad accettare la responsabilità personale di comprendere perché la violenza sta avvenendo e di partecipare a una strategia attentamente finalizzata ad evitare la nostra stessa estinzione, per non parlare di salvare innumerevoli altre specie dall’ingresso prematuro tra i reperti fossili. È più facile lasciare la responsabilità agli altri. Vedi The Delusion I Am Not Responsible’ (‘La delusione Non sono responsabile’) 

E, chiaramente, il tempo sta per scadere, a meno che non siate abbastanza creduloni da seguire il delirio sponsorizzato dalla élite che allo stesso tempo promuove l’inazione e massimizza i profitti delle imprese, perché pensiamo di avere tempo fino alla “fine del secolo”. Quindi abbastanza lontano dal presente. Come alcuni scienziati coraggiosi, a cui viene regolarmente negato l’accesso ai principali notiziari, spiegano: l’estinzione umana a breve termine è ora il risultato più probabile.  

Uno di questi scienziati è il professor Guy McPherson che offre prove convincenti che gli esseri umani saranno estinti entro il 2030 (ndr sembra un po’ esagerato). Per un riassunto delle prove di ciò, che sottolinea gli effetti sinergici solitamente trascurati di molte di queste tendenze distruttive (alcune delle quali sono annotate sopra ) e cita molti riferimenti, ascoltate la conferenza del Professor McPherson su Climate Collapse and Near Term Human Extinction’ (‘Crollo del clima e estinzione umana a breve termine’) 

Perché il 2030? Perché, secondo McPherson, la “tempesta perfetta” di assalti ambientali che stiamo ora infliggendo sulla Terra, incluse le 28 sequenze di reazioni climatiche auto-rinforzanti che sono già state innescate, è così al di là della capacità della Terra di assorbirla, che ci sarà una successione inarrestabile di crolli terminali di sistemi e processi ecologici chiave – cioè la perdita dell’habitat – tale nel prossimo decennio che accelererà la scomparsa dell’homo sapiens sapiens. 

Leading Global Warming Crusader: Cap and Trade può aumentare le emissioni di CO2 

Solo in relazione al clima, un altro scienziato, il professor Kevin Anderson, che è vicedirettore del principale istituto di modellizzazione del clima del Regno Unito, il Tyndall Center for Climate Change Research, ha avvertito che le emissioni sono ormai fuori controllo e ci stiamo dirigendo verso un mondo che sarà 6 gradi più caldo; ha sottolineato che anche l’Agenzia internazionale per l’energia, e le organizzazioni conservatrici come questa, stanno avvertendo che siamo sulla strada verso un aumento di 4 gradi (rispetto al livello preindustriale) entro il 2040. Ha anche accusato troppi scienziati del clima di tacere riguardo alle valutazioni irrealistiche diffuse dai governi. Vedi ‘What They Won’t Tell You About Climate Catastrophe’ (‘Cosa non ti diranno sulla catastrofe climatica’). 

Quindi, fai attenzione a dare credito alle spiegazioni “ufficiali”, agli obiettivi e ai “piani di azione” in relazione al clima che sono approvati nei grandi consensi, sia governativi che scientifici. Poche persone hanno il coraggio di dire la verità quando è garanzia di impopolarità e può comportare prontamente la fine della carriera e la marginalizzazione sociale e scientifica.  

Per inciso, forse vale la pena ricordare che molte persone hanno dimenticato da tempo che un decennio fa (quando la temperatura globale era di 0,8 gradi sopra il livello preindustriale) era stato suggerito che una diminuzione della temperatura globale di non oltre 0,5 gradi sopra il livello preindustriale sarebbe stata effettivamente necessaria per raggiungere una situazione climatica sicura, con l’Artico intatto (sebbene non esistesse un chiaro metodo fattibile per gli esseri umani per ridurre la temperatura globale a questo livello con qualsiasi velocità). Purtroppo abbiamo fatto pochi progressi nell’ultimo decennio oltre a mantenere il limite “accettabile” (a 2 gradi o “solo” 1,5). La maggior parte degli umani ama illudersi per evitare di affrontare la verità. 

Quindi, per quelli di noi impegnati a rispondere con forza a questa crisi, la domanda fondamentale è questa: perché, appunto, gli esseri umani stanno distruggendo la vita sulla Terra? Senza una risposta precisa a questa domanda, qualsiasi strategia per affrontare questa crisi dovrà basarsi su congetture o su posizioni ideologiche.  

Quindi lasciateci prendere brevemente in esame alcune possibili risposte a questa domanda. 

Alcune persone sostengono che sia genetica: gli esseri umani sono intrinsecamente violenti e, che quindi, comportamenti distruttivi verso se stessi, gli altri e la Terra sono “innati” all’organismo umano; per questo motivo, la violenza non può essere prevenuta o controllata e gli esseri umani sono portati a distruggere all’infinito.

Tuttavia, qualsiasi argomento secondo il quale gli esseri umani sono geneticamente predisposti a infliggere violenza è facilmente confutato dalle prove schiaccianti della cooperazione umana nel corso dei millenni e ci sono infiniti esempi, che vanno dall’interpersonale all’ internazionale, di umani che cooperano per risolvere i conflitti senza violenza, anche quando questi conflitti coinvolgono questioni complesse e forti interessi acquisiti. Ci sono anche abbondanti esempi di esseri umani, in particolare comunità indigene, che vivono in armonia piuttosto che distruggere la natura. 

Altri analisti sostengono che la violenza umana e la distruttività sono manifestazione di strutture politiche, economiche e / o sociali – come il patriarcato, il capitalismo e lo stato, a seconda della punto di vista – e mentre sono d’accordo sul fatto che la violenza strutturale (massiccia) si verifica effettivamente, io non credo che queste strutture, da sole, costituiscano un’adeguata spiegazione della causa della violenza. 

Questo è semplicemente perché ogni spiegazione strutturale non può spiegare la violenza in ogni circostanza (compresa la violenza che ha in primo luogo portato alla creazione della struttura) o spiegare perché non accade in alcuni contesti in cui una particolare prospettiva indica che dovrebbe.

Quindi c’è un’altra spiegazione plausibile per la violenza umana? E possiamo fare qualcosa al riguardo? Consentitemi di offrire una spiegazione e un passo per andare avanti che tragga anche spunto dalle intuizioni di quelle tradizioni che hanno criticato la violenza strutturale nelle sue molteplici forme.  

Ho cercato il motivo per cui gli esseri umani sono violenti dal 1966 e le prove raccolte mi hanno convinto che l’origine di ogni violenza umana è la violenza inflitta dagli adulti sui bambini con il pretesto di ciò che i sociologi chiamano “socializzazione”. Questa violenza assume molte forme – quella che io chiamo violenza “visibile”, “invisibile” e “completamente invisibile” – e crea individui enormemente danneggiati che poi infliggono personalmente violenza a se stessi, a coloro che li circondano (compresi i propri figli) e alla Terra, creando, partecipando, difendendo e/o beneficiando di strutture di violenza e sfruttamento. Per una spiegazione completa di questo punto, vedi ‘Why Violence?’ (‘Perché la violenza?’) e Fearless Psychology and Fearful Psychology: Principles and Practice (‘Psicologia senza paura e Psicologia della paura: principi e pratica’).  

Quindi, a mio avviso, il fulcro è che, se vogliamo porre fine alla violenza umana, inflitta a noi stessi, agli altri o alla Terra, allora la caratteristica centrale della nostra strategia deve essere quella di porre fine alla violenza degli adulti contro i bambini. Vedi My Promise to Children’ (‘La mia promessa ai bambini’). Rivendico che questa debba essere “la caratteristica centrale della nostra strategia” per la semplice ragione che ogni bambino danneggiato cresce fino a diventare un perpetratore volontario e attivo di violenza mentre, se non fosse così danneggiato, sarebbe un potente agente di pace, giustizia e sostenibilità impegnate a resistere alla violenza e allo sfruttamento in tutti i contesti fino alla sua eliminazione.  

Questa profonda eredità evolutiva – essere un individuo integro che sceglie coscientemente e vive il proprio percorso di vita unico, potente e nonviolento – è stata negata in pratica a tutti noi perché gli umani terrorizzano all’infinito i loro figli all’obbedienza e al conformismo sociale senza cervello, lasciandoli incapaci di accedere e vivere una loro coscienza.  

E questo rende molto facile per le élite: usando quindi una combinazione della nostra paura esistente, dell’indottrinamento (tramite il sistema educativo, i media aziendali e la religione) e l’intimidazione (tramite la polizia, i sistemi legali e carcerari), a volte addolcita con alcuni giocattoli e gingilli, le élite nazionali mantengono il controllo sociale e massimizzano i profitti aziendali costringendo il resto di noi a sprecare le nostre vite facendo un lavoro privo di senso, nella negazione della nostra personalità, nell’economia controllata dalle multinazionali.  

Come ho detto sopra, tuttavia, non dobbiamo accontentarci di lavorare per porre fine alla violenza contro i bambini. Possiamo anche lavorare per porre fine a tutte le altre manifestazioni di violenza – compresa la violenza contro le donne, le popolazioni indigene, la gente di colore, la gente della classe operaia e islamica e la violenza contro la Terra – ma riconosciamo che se affrontiamo questa violenza senza affrontare contemporaneamente la violenza alla fonte, fondamentalmente indeboliamo il nostro sforzo per affrontare anche queste altre manifestazioni di violenza .

Inoltre, affrontare la violenza strutturale (come il capitalismo) usando la violenza diretta non può neanche funzionare. Poiché la violenza si nutre sempre della paura che prolifererà e si manifesterà sempre, sia come violenza diretta, sia strutturale,sia culturale che ecologica, per quanto benefico possa apparire qualsiasi risultato a breve termine.  

È importante poi sottolineare che, oltre a comprendere e affrontare la causa fondamentale di questa crisi, dobbiamo attuare una strategia globale che tenga conto e affronti ciascuno delle sue componenti. Non ha senso lavorare per raggiungere un singolo obiettivo che potrebbe affrontare un problema, non importa quanto importante possa essere quel particolare problema. La crisi è troppo avanzata per potersi accontentare di un’azione frammentaria. 

Quindi, se volete affrontare tutte queste violenze simultaneamente, potreste prendere in considerazione l’idea di unirti a coloro che partecipano alla strategia globale spiegata in modo semplice in The Flame Tree Project to Save Life on Earth (‘Il progetto dell’albero della fiamma per salvare la vita sulla terra’) 

Se si desidera affrontare la violenza in un contesto particolare, diretto, strutturale o di altro tipo, si prenda in considerazione l’utilizzo dell’approccio strategico delineato nella Nonviolent Campaign Strategy o Nonviolent Defense/Liberation Strategy (Strategia della campagna Nonviolenta o Strategia di difesa/liberazione non violenta)

E se vuoi impegnarti pubblicamente a partecipare allo sforzo di porre fine a ogni violenza umana, puoi farlo firmando l’impegno online di The Peoples Charter to Create a Nonviolent World (‘La Carta del popolo per creare un mondo nonviolento’) 

Uccidere la biosfera è il modo più efficace per distruggere la vita sulla Terra perché distrugge le fondamenta ecologiche – la vasta gamma di habitat incredibilmente vari e interconnessi – da cui dipendono gli organismi per sopravvivere. E ora siamo molto bravi ad uccidere, ecco perché evitare l’estinzione umana sarà già straordinariamente difficile.  

Perciò, a meno che e fino a quando non prenderete una decisione personale consapevole di partecipare strategicamente alla lotta per salvare la vita sulla Terra, sarete uno di quegli individui che uccide la biosfera come effetto collaterale di una vita senza consapevolezza e impegno: una persona che semplicemente stra-consuma la sua strada verso l’estinzione.  

Quindi la prossima volta che mediti sul destino dell’umanità, che è inestricabilmente legato al destino della Terra, potrebbe valere la pena a considerare l’ineguagliabile bellezza di ciò che la Terra ha generato. Vedi, ad esempio, Two White Giraffes Seen in Kenyan Conservation Area’.(‘Due giraffe bianche viste nell’area di conservazione del Kenya’) 

E mentre lo fate, chiedetevi quanto siete disposti a combattere per salvare la vita sulla Terra.  

Robert J. Burrowes si è impegnato da sempre per comprendere e porre fine alla violenza umana. Ha condotto ricerche approfondite dal 1966 nel tentativo di capire perché gli esseri umani sono violenti ed è stato un attivista nonviolento dal 1981. È l’autore di ‘‘Why Violence? Il suo indirizzo e-mail è [email protected] e il suo sito web è qui.

FONTE https://www.globalresearch.ca/killing-the-biosphere-to-fast-track-human-extinction/5620827  

http://www.nogeoingegneria.com/ 

®wld

Circa 3,5 miliardi di anni fa c’era vita sulla Terra

 Gli scienziati hanno finalmente confermato, c’era vita sulla Terra circa 3,5 miliardi di anni fa.

Di Ivan 

Più esperti esplorano le origini della vita sulla Terra, più sorprendenti sono le scoperte fatte.

Secondo gli esperti, molto prima che gli esseri umani apparissero sulla Terra, le forme di vita circa 3,5 miliardi di anni fa, chiamarono questo pianeta casa. Stiamo parlando di miliardi, non di milioni.

Per decenni gli scienziati hanno discusso sulle origini della vita e le forme più antiche di vita  prima di chiamare casa il nostro pianeta.

Ora, un nuovo studio pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences ha utilizzato tecniche all’avanguardia per datare gli organismi più antichi sulla Terra. 

“Lo studio descrive 11 campioni microbici da cinque taxa (organismi viventi nda) separati, che collegano le loro morfologie alle firme chimiche che sono caratteristiche della vita. Alcuni rappresentano batteri e microbi ormai estinti da un dominio della vita chiamato Archaea, mentre altri sono simili alle specie microbiche ancora oggi presenti. I risultati suggeriscono anche come ognuno di loro sia sopravvissuto su un pianeta privo di ossigeno”.

I loro risultati sconcertanti hanno rivelato che batteri e microbi si erano già sviluppati sul nostro pianeta 3,5 miliardi di anni fa, e potrebbero aver vissuto sulla Terra per lungo tempo senza ossigeno, o molto limitato. 

Lo studio pionieristico è stato condotto dal paleobattologo William Schopf dell’Università della California-Los Angeles e dal geoscientista John Valley dell’Università del Wisconsin-Madison.  

I ricercatori hanno analizzato batteri e microbi ormai estinti che sono stati scoperti nel 1982 presso l’Apex Chert, una formazione rocciosa situata nell’Australia occidentale.

Gli organismi sono stati trovati nella roccia.

 

Un esempio di uno dei microfossili scoperto in un campione di roccia recuperato dall’Apex Chert. Immagine di credito: J. William Schopf, UCLA  

Un acceso dibattito che dura da oltre due decenni

I primi risultati “controversi” furono ottenuti dal professor Schopf e dal suo team nel 1993, quando, usando l’analisi radiometrica, riuscirono a datare l’organismo fossilizzato a 3,45 miliardi di anni fa.

Il rock Schopf e il suo team analizzati sono risultati la prima prova di vita sulla Terra, e Schopf e il suo team hanno dedotto che “creature” potrebbero essere esistite sulla Terra un miliardo di anni prima di quanto chiunque avesse pensato fosse possibile.  

Queste affermazioni sollevarono numerosi dubbi mentre altri esperti sostenevano che le affermazioni di Schopf erano troppo speculative e che gli organismi che aveva trovato – invisibili ad occhio nudo – non erano altro che rocce stranamente modellate, strani minerali che somigliavano solo a organismi biologici, ma che alla fine non erano. 

Tuttavia, sono passati più di due decenni da quando Schopf ha fatto la scoperta, il che significa che la tecnologia è notevolmente migliorata da allora. 

Il professor Schopf ha trovato nuovi modi per analizzare l’esemplare di roccia dopo aver sviluppato nuovi metodi rivoluzionari. 

Come notato dagli esperti, qualsiasi tipo di sostanza organica ha una caratteristica miscela di isotopi di carbonio. Pertanto gli scienziati hanno identificato nuovi metodi per scoprire le differenze tra organismi. Canta uno strumento molto raro, uno spettrometro di massa di ioni secondari, gli esperti sono riusciti a separare il contenuto di carbonio in ogni fossile in isotopi. Ciò ha permesso loro di misurare la composizione carbonio-isotopico di ciascun fossile separato e confrontarlo con rocce senza fossili della stessa epoca.  

La tecnologia moderna aiuta a confermare una teoria degli anni ’90  

Dopo aver misurato la composizione carbonio-isotopico di ciascun fossile separato, Schopf e il suo team hanno scoperto come la differenza nei rapporti isotopico-carbonio tra i fossili e le rocce senza fossili, il che significa che la loro teoria del 1993 era corretta. 

La roccia, datata (datata radiometricamente) di 3,5 miliardi di anni, ha dimostrato di contenere i resti della prima antica vita biologica quanto la roccia in cui sono stati trovati gli organismi. 

Schopf ei suoi colleghi hanno collegato specifici rapporti carbonio-isotopi a specifiche forme fossili, che li hanno aiutati a identificare vari antichi organismi. 

Hanno poi analizzato i microfossili individualmente e identificato cinque specie di cui due sono state identificate come fotosintesi, due erano organismi che consumano metano e un organismo che produce metano. 

Fonte: i fossili più antichi mai trovati mostrano la vita sulla Terra iniziata prima di 3,5 miliardi di anni fa   

Riferimento: J. William Schopf, Kouki Kitajima, Michael J. Spicuzza, Anatoliy B. Kudryavtsev e John W. Valley. Le analisi SIMS del più antico assemblaggio noto di microfossili documentano le loro composizioni isotopiche di carbonio correlate al taxon. PNAS, 18 dicembre 2017 DOI: 10.1073 / pnas.1718063115 

Quarzo, gli scienziati confermano infine che c’era vita sulla Terra 3,5 miliardi di anni fa 

Fonte:  https://www.ancient-code.com/ 

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

‘mezzo milione di anni fa’

Disco alato

Un solo codice genetico per tutte le forme di vita terrestri Il ruolo chiave del ‘molibdeno’

I Nefilim sulla Terra, potevano essersi evoluti su un altro pianeta, esseri che, verosimilmente, non dovevano essere molto diversi da noi?

E potevano avere, mezzo milione di anni fa, le capacità per compiere viaggi interplanetari? La prima domanda ne implica un’altra, più generale: c’è vita, come noi la conosciamo, da qualche parte nell’universo, al di fuori del pianeta Terra? Gli scienziati oggi sanno che esistono innumerevoli galassie come la nostra, che contengono innumerevoli stelle come il nostro Sole e una serie infinita di pianeti con milioni di possibili combinazioni di temperatura, atmosfera ed elementi chimici: esistono quindi innumerevoli possibilità di vita nell’universo.

Si è scoperto, inoltre, che lo spazio interplanetario non è vuoto. Esso contiene, per esempio, molecole d’acqua, retaggio di quelle che si presume siano state nuvole di cristalli di ghiaccio che dovevano avvolgere le stelle nei primi stadi del loro sviluppo. Tale scoperta sembra confermare i riferimenti dei testi mesopotamici alle acque del Sole che si mescolavano con le acque di Tiamat.

Sono state anche trovate molecole di base della materia vivente “fluttuanti” nello spazio interplanetario ed è stata sfatata la convinzione che possa esservi vita solo a certe particolari condizioni di temperatura e atmosfera. Si credeva, inoltre, che l’unica fonte di energia e di calore disponibile per gli organismi viventi fosse il Sole, ma anche questa teoria cadde quando la navetta spaziale Pioneer 10 scoprì che Giove, molto più lontano dal Sole rispetto alla Terra, era un pianeta talmente caldo che doveva per forza avere delle fonti proprie di energia e di calore.

Un pianeta che contiene molti elementi radioattivi non soltanto genera da sé il proprio calore, ma manifesta anche un’intensa attività vulcanica; e questa attività vulcanica produce un’atmosfera. Se il pianeta è grande abbastanza da esercitare una forte attrazione gravitazionale, conserverà la sua atmosfera praticamente per sempre.

A sua volta, l’atmosfera crea una sorta di “effetto serra”: protegge il pianeta dal freddo dello spazio esterno e impedisce la dispersione del calore interno al pianeta; si tratta di un effetto simile a quello dei vestiti che indossiamo, che ci riparano dal freddo perché non lasciano disperdere il calore del corpo. Era proprio questo che avevano in mente gli antichi autori dei testi che descrivevano il Dodicesimo Pianeta come «avvolto da un alone», un’espressione che dunque non ha più soltanto un valore puramente poetico.

Il Dodicesimo Pianeta era sempre definito un pianeta “radiante”, “il più luminoso degli dèi”, e nelle raffigurazioni appariva appunto come un corpo che emanava raggi. Esso era dunque in grado di produrre da sé il proprio calore e lo tratteneva grazie al suo mantello atmosferico. Gli scienziati sono giunti all’inaspettata conclusione che non solo è possibile che la vita si sia evoluta sui pianeti più esterni (Giove, Saturno, Urano, Nettuno), ma che anzi è più che probabile che sia cominciata proprio là. Quei pianeti, infatti, sono formati dagli elementi più leggeri del sistema solare, hanno una composizione più simile a quella dell’universo in generale e contengono nella loro atmosfera grandi quantità di idrogeno, elio, metano, ammoniaca, e probabilmente neon e vapore acqueo – tutti elementi necessari per la produzione di molecole organiche.

Per la vita, quale noi la conosciamo, l’acqua è essenziale. I testi mesopotamici non lasciano dubbi sul fatto che il Dodicesimo Pianeta fosse un pianeta ricco d’acqua. Nell’Epica della Creazione l’elenco dei 50 nomi del pianeta ne comprendeva un buon gruppo che esaltava proprio il suo carattere “acquatico”. Sulla base dell’epiteto A.SAR (“re d’acqua”), “che stabilì livelli d’acqua”, il pianeta era chiamato A.SAR.u (“maestoso, luminoso re d’acqua”), A.SAR. U.LU.DU (“maestoso, luminoso re d’acqua la cui profondità è abbondante”), ecc.

I Sumeri erano certi che il Dodicesimo Pianeta fosse un pianeta lussureggiante di vita, tanto che uno dei suoi epiteti era NAM.TIL.LA.KU, “il dio che mantiene la vita”. Era anche il “dispensatore di vegetazione”, «creatore di cereali ed erbe che fa germogliare la vegetazione … che aprì i pozzi, distribuendo le acque dell’abbondanza», l'”irrigatore di Cielo e Terra”.

La vita, dunque, sostengono gli scienziati, non si formò sui pianeti terrestri, con i loro pesanti componenti chimici, ma nelle regioni più esterne del sistema solare. Da qui il Dodicesimo Pianeta venne poi in mezzo a noi, presentandosi come un pianeta rossastro, luminoso, che generava e irradiava calore proprio, che traeva dalla sua stessa atmosfera gli ingredienti necessari per la chimica della vita.

Se un problema esiste, è quello della comparsa della vita sulla Terra. Il nostro pianeta si è formato circa 4 miliardi e mezzo di anni fa e secondo gli scienziati le prime, più semplici forme di vita si trovavano già sulla Terra dopo poche centinaia di milioni di anni dalla sua formazione. Sembra davvero troppo poco. Parecchi elementi indicano anche che le più antiche e semplici forme di vita, risalenti a più di 3 miliardi di anni fa, contenevano già molecole di origine biologica, invece che non-biologica. In altre parole ciò significa che la vita presente sulla Terra così poco tempo dopo la sua formazione discendeva da altre forme di vita precedenti e non dalla combinazione di gas e sostanze chimiche inerti.

Non resta, quindi, che prendere atto del fatto che la vita, che non poteva evolversi facilmente sulla Terra, in effetti non è qui che ebbe origine. In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica «Icarus» (settembre 1973) il Premio Nobel Francis Crick e il dr. Leslie Orgel avanzarono l’ipotesi che «la vita sulla Terra possa essere nata da minuscoli organismi provenienti da un pianeta lontano».

I due scienziati cominciarono i loro studi mossi dal comune senso di disagio nei confronti delle teorie correnti circa l’origine della vita sulla Terra. Come mai esiste un solo codice genetico per tutte le forme di vita terrestri? Se la vita ebbe inizio dal cosiddetto “brodo” primordiale, come ritengono quasi tutti i biologi, allora avrebbero dovuto svilupparsi organismi con codici genetici diversi. Inoltre, come mai l’elemento molibdeno svolge un ruolo chiave nelle reazioni enzimatiche necessarie per la vita, quando il molibdeno è in realtà un elemento molto raro? E perché elementi che sono più abbondanti sulla Terra, come il cromo e il nichel, hanno invece scarsa rilevanza nelle reazioni biochimiche?

La strana teoria proposta da Crick e Orgel non affermava solo che la vita sulla Terra poteva essersi originata da un organismo proveniente da un altro pianeta, ma anche che si sarebbe trattato di un’operazione volontaria – che, cioè, esseri intelligenti di un altro pianeta avrebbero volutamente gettato il “seme della vita” dal loro pianeta verso la Terra con una nave spaziale, con il preciso scopo di avviare la catena vitale sulla Terra.

Senza conoscere i dati forniti dal presente libro, dunque, questi due eminenti scienziati sono arrivati molto vicino alla verità. Non si trattò, tuttavia, di una premeditata opera di “inseminazione”, bensì del prodotto di una collisione celeste. Un pianeta vitale, il Dodicesimo Pianeta con i suoi satelliti, entrò in collisione con Tiamat e la divise in due, “creando” la Terra con una delle due metà.

Durante tale collisione il suolo e l’aria del Dodicesimo Pianeta, che contenevano in sé i semi della vita, “fecondarono”, per così dire, la Terra e le fornirono le prime forme di vita biologicamente complesse la cui presenza non può essere altrimenti spiegata. Ma quando cominciò la vita sul Dodicesimo Pianeta? Anche se la sua origine fosse anteriore a quella della Terra solo dell’1 %, risalirebbe comunque a 45 milioni di anni prima. Persino con un margine così modesto, esseri evoluti quanto l’uomo potevano già vivere sul Dodicesimo Pianeta quando sulla Terra cominciavano appena ad apparire i primi piccoli mammiferi.

Fatte le debite proporzioni, dunque, era certamente possibile che gli abitanti del Dodicesimo Pianeta fossero in grado di viaggiare per lo spazio mezzo milione di anni fa.

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Il 6° Grande Evento

La Geo-ingegneria è causa della nostra morte ed estinzione. Time Event Horizon 

“Inoltre il Prof. Jennifer Francis ha dimostrato che l’attuale contenuto di CO2 nell’atmosfera ha una temperatura ritardata un’anomalia più di 12°C (53,6 F), che è maggiore e superiore alla avvenuta estinzione durante il “Permiano – Extinction Event” (Wignall, 2009) così ci troveremo di fronte alla totale estinzione a meno che non si riduca drasticamente le quantità delle emissioni di anidride carbonica (più del 90%) e il contenuto di metano esistente dell’atmosfera che è oltre il 60%.”

“L’IPCC ha deciso di non avvertire la popolazione mondiale del pericolo che questi grandi emissioni di metano porterà a cambiamenti climatici improvvisi nei decenni avvenire (Carana, 2013).”

Gente, purtroppo è così!

Non c’è niente di più chiaro in questo per chi ha “occhi per vedere” e “orecchie per sentire” la più sgradevole delle verità che non si sia mai presentata.

Negare la grande prova di un’estinzione agli abitanti della Terra che già si sta verificando con la geo-ingegneria è come si suol dire cuocere una torta in un forno. Siamo oltre il punto di non ritorno, già da un certo numero di anni, come potete leggere qui di seguito.

Negare semplicemente, è quello che si può dire avventato. Nel far accettare una eredità così deprimente e tragicamente triste da lasciare ai nostri figli, perché non riusciranno a sopravvivere nei prossimi decenni.

Quello che hanno causato, sta sempre più accelerando il riscaldamento del nostro clima, causato dal rilascio di metano nell’atmosfera, solo ora, stanno andando disperatamente a cercare di distruggere la “pistola” che ha sciolto il ghiaccio in artico rilasciando metano fatto fuoriuscire attraverso … la geo-ingegneria … che è solo stata testata in laboratorio.

L’ultima metà di questo post mostra le misure disperate utilizzate per rompere le estreme emissioni di metano, o “l’arma sciogli ghiaccio” esattamente usata dagli stessi scienziati della geo-ingegneria, che hanno fatto tutto questo per il nostro collettivo 6° Grande evento di estinzione.

La loro disperazione viene deliberatamente nascosta a tutti, come mostrano gli articoli che seguono, il motivo è che il mondo è molto vicino ad un evento di estinzione di massa, e gli addetti ai lavori geo-ingegneri si disperano per risolvere l’enorme problema comune, in primo luogo, con gli stessi rapidi e accelerati metodi del riscaldamento globale della Terra, mentre mantengono nascosta questa critica notizia a più di 7 miliardi di esseri umani, perché sono troppo pochi quelli che vogliono conoscere e chiedere aperta trasparenza a coloro che stanno accelerando la nostra collettiva estinzione. 

Il metano è l’innesto primario di questa bomba

~ Il Caltharate Gun ~

Enormi quantità di metano si stanno sprigionando in strutture simili al ghiaccio nelle paludi settentrionali fredde e in fondo ai mari. Essi sono chiamati clatrati (o cathrates). Essi sono  e rimangono stabili solo nel freddo o ad una alta pressione. Il metano è 24 volte più potente del gas ad effetto serra CO 2.

L’ammontare stimato di metano immagazzinato in questi clatrati è gigantesco. Sono la più grande concentrazione di metano trovato sulla terra.

La compressione del gas metano che si trova nei clatrati è enorme. Un metro cubo di clatrati portati in superficie dall’oceano rilascia 164 metri cubi di metano.

Il violento degassamento del metano (o “eruttazione”) è stato ipoteticamente chiamato clatrati pistola. Qualcuno ha suggerito che, se le acque del fondo dell’oceano si riscaldassero fino a 8° C., innescherebbe certamente una destabilizzante e massiccia fuoriuscita di clatrati. Questo è ciò che trasforma i clatrati in una bomba ad orologeria.

Questi idrati sono già stati rilasciati. Foto satellitari mostrano enormi ciminiere di metano spumeggianti fuoriuscite dal fondo dell’oceano. Questi incendi li abbiamo già visti con la prima guerra del Golfo in Kuwait, si tratta degli stessi giacimenti di gas che è fuoriuscito ma in versione sotterranea.

Storicamente ci sono stati dei picchi record di metano che può essere spiegato con il violento degasaggio dei clatrati. Alcuni pensano che il periodo della terra chiamato Eocene abbia causato l’effetto serra proprio per la fuga di questi gas, un riscaldamento globale causato da clatrati rilasciati dagli oceani.

La più grande di queste catastrofi si è verificata alla fine del periodo Permiano circa 250 milioni di anni fa. Più del 94% di tutte le specie marine nei reperti fossili sono improvvisamente scomparsi per via del crollo dei livelli di ossigeno, e la vita stessa vacillò sull’orlo dell’estinzione. Ci sono voluti 20 milioni o più anni per far crescere le barriere coralline per cominciare a ristabilirsi, e in alcune zone oltre 100 milioni anni per ripristinare gli ecosistemi e per risanare la loro ex diversità.

Entrambi sono stati causati da aumenti di temperatura inferiori a 6½ ° C  (43,7 F). Ora si tratta di temperature medie, ma nel permafrost della Siberia, dove gran parte dei clatrati sono sepolti sotto la terra, il riscaldando sta avanzando più velocemente che in qualsiasi altro luogo sulla terra.

(Nota: Molte delle informazioni presentate i questo articolo sono di Arctic-News Blogspot e Sam Sam Carana. Carana è un’insieme di scrittori, come viene dimostrato in questo video, “Chi è Sam Carana?” Si dice che il nome sia stato creato in modo da evitare attacchi personali (truthers), ma trasparenti come Dane Wiggington di Geonegineeringwatch.org, che ha contribuito apertamente anche qui per dare pieno credito e la propria paternità). 

 

Negli ultimi 200 anni, le concentrazione di metano nell’atmosfera sono aumentata di tre volte e ad un tasso molto più veloce rispetto al biossido di carbonio il quale si ossida in oltre 10 a 30 anni (Shakova 2013). Inoltre, per periodi di pochi mesi a pochi anni il metano ha un potenziale di riscaldamento globale 1000 -100 volte quello dell’anidride carbonica (Carana, 2013; Luce 2013).

L’IPCC ha deciso di non avvertire la gente del pericolo che questi grandi emissioni di metano porterà a cambiamenti climatici improvvisi all’interno dei prossimi decenni. (Carana, 2013).

Fonte: http://tabublog.com/2015/07/01/geoengineering-to-death-our-extinction-event-time-horizon/

http://www.geoengineeringwatch.org/mysterious-extreme-warming-of-oceans-baffles-scientists/?inf_contact_key=28c4fb94e5e2367a115b3654cfe3d89590d6d6e1ea94b8f06859671236f41a10

https://sites.google.com/site/runawayglobalwarming/the-non-disclosed-extreme-arctic-methane-threat

http://iowa-city-climate-advocates.org/wp-content/uploads/2012/06/ProjectLucyExtendedVersion2.pdf

Fonte dell’articolo da dove è stato preso e tradotto in lingua inglese: QUI

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Pubblicato il 07 ago 2015 da Zengardner.com 

Tutte le vite sono appese sulla bilancia dei Geo-ingegneri e stanno segretamente e disperatamente cercando di fare alternatamente zapping con le frequenze HAARP, per la massa delle emissioni di gas metano che si verificano nell’oceano Artico, Groenlandia e Siberia.

Il nomi dei progetti si chiamano Lucy, Alamo e il Progetto Angeli, tutto fatto in segreto, e di come è stato deciso che l’IPCC non debba essere rivelato, il pubblico non ha bisogno di sapere. Siamo nella sesta grande estinzione. Gli alberi stanno morendo,

il cibo che consumiamo con “i nostri stili di vita” ha difficoltà a crescere in tutto il mondo a causa della Geo-ingegneria. In California ci troviamo nella più grande crisi idrica nella storia causata dalla GE, ma i campi di gioco da golf, autolavaggi aperti, continuano a succhiare acqua preziosa che dovrebbe essere utilizzata per coltivare cibo. Follia pura.

La Profezia Hopi ci consiglia di riunirsi in riva al fiume tutti insieme per lasciare andare il fiume per la sua destinazione. Il 14 agosto unitevi a noi a Redding, CA per essere istruiti sulla protesta. Per parlare. Essere ascoltati perché … L’estinzione è prossima!!

http://ningizhzidda.blogspot.it/