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La scomparsa della civiltà sumera

Dall’antropologia e dall’archeologia apprendiamo che …

Nel mondo accademico internazionale è ampiamente consolidata la convinzione che i Sumeri erano un popolo dotato di conoscenze straordinarie in ogni ambito dello scibile: scrittura, letteratura, agronomia con relativi sistemi di irrigazione, geometria, metallurgia,astronomia e calendario, unità di misura, legislazione civile e penale, governo pubblico e amministrazione, fiscalità, contabilità, sistemi di trasporto, musica e danza, educazione istruzione scolastica …

Avevano decine di termini con cui identificavano il petrolio e i suoi derivati.

Nell’ambito dell’edilizia hanno dato prova di una perizia straordinaria di cui troviamo conferma anche nella Bibbia (Gen 11, 1-4) la scienza moderna ha testato con prove di laboratorio che i mattoni di argilla cotta sono cinque volte più resistenti di quelli essiccati al sole e le loro costruzioni tenevano conto di questo aspetto: i mattoni essiccati venivano usati per costruire la struttura di base mentre i mattoni cotti in forno servivano per le parti degli edifici che erano sottoposti a particolari oscillazioni, come le scalinate, gli elementi architettonici sporgenti, strutture particolarmente esposti agli agenti atmosferici; il tutto era poi tenuto insieme dal bitume che fungeva da cemento.

E’ stato scoperto di recente (Università di Berlino) che la cultura mesopotamica utilizzava la geometria trapezoidale per calcolarle orbite dei pianti e prevederne quindi le posizioni. La trigonometria  era conosciuta in Mesopotamia almeno mille anni prima dei greci.

Come si comprende facilmente, questo popolo non poteva passare inosservato, eppure i lettori più attenti della Bibbia hanno sicuramente notato ciò che già il sumerologo S.N.Kramer ha evidenziato e cioè che l’Antico Testamento cita solo incidentalmente la terra di Sinàr (Gen 10, 10; Zc 5, 11) che viene identificata come Sumer, ma non nomina mai espressamente i Sumeri.

Nella cosiddetta Tavola delle Nazioni (Gen 10) sono elencati tutti i popoli che abitavano nei territori del Medio Oriente e non solo (Assiri, Babilonesi, Cananei, Filistei, Urriti, Hittiti, Moabiti, Etiopi, Amorrei, Evei, Accadi, quelli di Cipro, Rodi, Tarsi, Ofir …) ma non ci sono i Sumeri.

Non possiamo non porci la seguente domanda: com’è stato possibile dimenticare proprio il popolo da cui l’Antico Testamento ha addirittura tratto gran parte dei suoi contenuti originali!?

Il sumerologo Kramer ci riconduce agli studi del suo mastro Poebel raccolti in un articolo in cui in sostanza si afferma che gli ebrei sono in realtà i diretti discendenti dei Sumeri.

La Bibbia non li cita quindi espressamente perché quando parla degli Ebrei parla con ogni probità di un gruppo etnico diretto discendente di quel popolo.

I Sumeri erano quindi semiti!?

Proviamo a rispondere con l’aiuto della Bibbia stessa.

Sappiamo (Gen 10,21 e segg.) che Shem (Sem), figlio di Noè, ha avuto vari figli da cui sono derivate popolazioni che la storia conosce molto bene: Ashur, Elam, Aram …

Da uno di questi figli discenderà Ebèr (Evèr) capostipite degli Ebrei.

Gli studiosi citati rivelano alcuni aspetti decisamente interessanti e degni di un’attenta considerazione

Lam dicitura corretta presente negli scritti cuneiformi originali riporta Shumer e non Sumer;

  • nel nome Sem la Bibbia usa la consonante שֵׁ (scin) per cui la lettera esatta è Shem;
  • il vocabolo ebraico che indica “nome” è shem e corrisponde all’accadico shumu perché la “e” dell’ebraico equivale alla vocale “u” della scrittura cuneiforme;
  • La parola Shumer era pronunciata Shumi o Shum.

A queste note degli accademici noi aggiungiamo che:

  • I Sumeri avevano il loro territorio si lezione in Mesopotamia (a oriente della Palestina);
  • in Mesopotamia si pone la patria di origine del patriarca Avràm (gen. 15,7 e 24,10), che sappiamo essere discendente di Evèr, e dal cui figlio Isacco prosegue la discendenza genericamente pura;
  • gli usi matrimoniali seguiti da Abramo, Isacco e Gacobbe per garantire la discendenza corrispondevano esattamente a quelli dei governanti Sumeri e, ancora prima, dagli Anunnaki che garantivano la discendenza dinastica attraverso il matrimonio con una donna appartenente alla stessa famiglia finalizzato al mantenimento del patrimonio genetico; in genere si trattava di una sorellastra nel pieno rispetto degli usi dinastici, in Genesi20, 12 Avràm dce espressamente: <<Sara è figlia di mio padre ma non figlia di mia madre ed è divenuta mia moglie>>. E’ un caso che gli usi matrimoniali seguiti da Abramo e dalla sua famiglia corrispondessero a quelli dei governanti sumeri e, ancora prima, a quelli degli Anunnaki?
  • Il nome Isacco pare derivare dall’accadico (cultura che è succeduta a quella sumera) “Ishakku”: un titolo che indicava la più alta autorità della città. Questo ci fa pensare che la famiglia di Abramo occupasse una posizione di potere all’interno della società da cui poi si è mosso per andare a insediarsi nel territorio che il suo Elohim aveva avuto in dotazione per se stesso e per lui.E’ un caso che il nome di uno dei patriarchi fondatori del popolo, Isacco, derivi da un termine accadico che indicava un’altra carica amministrativa?

Dopo queste indicazioni manca un tassello per completare il quadro: la questione del territorio in cui vivevano i Sumeri, il sud della Mesopotamia che si trova a est della Palestina.

Ancora una volta è la Bibbia a venirci in soccorso e lo fa là dove elenca i figli di Ioktàn e ci dice (Gen 10, 29-30) che i figli di Ioktàn occuparono quindi Mesha, probabilmente il territorio dell’attuale Arabia che si spingeva lungo la penisola arabica fino a Sefàr, l’attuale catena montuosa dello Zafar che si affaccia sul mar arabico.

Non sappiamo con certezza se l’ultima parte del versetto indica che Safàr è il nome che si trova a oriente oppure se i figli di Ioctàn hanno raggiunto un’ulteriore catena montuosa non meglio definita che si trova anch’essa a oriente, ma la Bibbia ci dice comunque con chiarezza che una porzione della discendenza di Shem si è spostata a est.

Ricordiamo per inciso che Ioctàn era figlio di Evèr e dunque formalmente “ebreo”, esattamente come i figli di Abramo, discendente di Pelèg, fratello di Ioktàn.

Registriamo un ulteriore dato: la storiografia ufficiale fa terminare la civiltà Sumera intorno al 2000 a.C. e contemporaneamente attribuisce allo stesso periodo la comparsa del teatro mesopotamico prima, e palestinese poi, del patriarca Abramo.

Sappiamo che la storicità di questa figura è messa in discussione anche da molti rabbini ma quand’anche si trattasse di una finzione letteraria in cui sono state convogliate caratteristiche di varia  e vicende di varia origine, rimane un fatto inequivocabile: la consequenzialità storico-temporale che non vede interruzioni tra la scomparsa dei sumeri e la comparsa del capostipite (o dei capostipiti) del popolo che diventerà successivamente Israele, l’eredità data in assegnazione a Yahweh dal comandante Elyon (Dr 32, 8 e segg.).

Questi sono naturalmente spunti, elementi di riflessione certamente molto interessati ma il dato fondamentale non è costituito dall’ipotetica identificazione tra sumeri ed ebrei bensì dalla constatazione che la cultura sumera si è presentata sulla scena essendo nella sostanza già completamente formata (come ci dice la stereografia ufficiale).

L’antropologia e l’archeologia evidenziano la stupefacente assenza di tracce di una sua lenta evoluzione, cioè di quel processo dai tempi necessariamente lunghi che consente a un popolo barbaro e incolto di acquisire tutte quelle ricche, articolate e complesse conoscenze che abbiamo elencato in apertura della scheda e abbiamo visto essere inerenti in sostanza all’intero specchio dello scibile almeno nel modo in cui ce lo possiamo immaginare alcuni millenni fa.

Questa mancanza di tracce ci induce a pensare che la civiltà Sumera non sia il frutto di un processo secondo i  tempi e i modi della lenta evoluzione naturale ma il prodotto di una progressiva, ma sorprendentemente rapida, attività di acculturazione (ammaestramento) condotta da una civiltà superiore che ha trasmesso, almeno parzialmente, le sue conoscenze.

D’altra parte sono gli stessi sumeri ad aver registrato nelle loro memorie un dato di fatto: la loro esistenza e le loro conoscenze sono state un dono degli Anunnaki.

E’ sufficiente avere la mente scientificamente aperta e disponibile a “fare finta che” questa ammissione sia corrispondente al vero e si hanno le risposte alle domande che attualmente ne sono prive.

Mauro Biglino

Tratto dal libro “Resi Umani” di Pietro BuffaMauro Biglino. (2018 Uno Editori) (seconda ristampa Febbraio 2020)

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Corsivo mio:

ho letto questo libro almeno un paio di volte per comprenderne il messaggio; sono un amante delle antiche civiltà e tutto quello che riguarda i sumeri e ancora prima gli Anunnaki. 

Le mie ricerche sono state fatte, (oltre la Bibbia) anche sui libri dello scomparso Zecharia Sitchin e sul sumerologo S.N. Kramer. 

Seguo con veemenza tutti gli scritti e conferenze di Mauro Biglino.

Il libro “Resi Umani”, è avvincente sin dall’inizio, è una buona lettura che consiglio: “avere la mente scientificamente aperta” non è così peregrina, esce dagli schemi paradigmatici a cui siamo portati a credere e il “facciamo finta che” lascia aperti molti interrogativi sulla condizione umana.

Letture consigliate:

Sitchin & Il soggettivo business accademico

la sensibilità accademica sta facendo gridare i critici “al sacrilegio”

L’enigma Anunnaki

La storia della narrazione umana potrebbe non essere come viene raccontata

“IL DIALOGO”

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La Verità storica sul Medioriente

La Verità storica sul Medioriente. La volete sentire SI o NO?  

di   

Quando succede qualcosa in Siria, in Libano, in Israele (o decapitano qualche sfortunato come appena accaduto alle due ragazze scandinave in Marocco) spuntano come funghi ipotesi sulle cause dei mali del medioriente. Si tratta di cause metastoriche, che mescolano espisodi veri a leggende inventate di sana pianta, oppure che prendono per le corna una questione che andrebbe presa per la coda. Alla fine, i lettori di queste analisi concludono dicendo cose del tipo “si ammazzano tra di loro”, “non sanno andare d’accordo”, “gli abbiamo rubato il petrolio”, e cose così.

Allora proviamo a fare chiarezza, ma senza perderci nei mille rivoli dei sunniti, sciiti, palestinesi e partito Baath. 

Bene. Si parte. 

Iniziamo dicendo che tutto il casino ha una data d’inizio e un luogo d’origine. La data d’inizio è il 1916, in piena Guerra Mondiale, il luogo è Londra. Se sfrugugliate su wikipedia leggerete una fesseria assoluta, e cioè che il petrolio fu scoperto in Arabia Saudita nel 1938. In verità gli inglesi sapevano benissimo che l’Arabia sonnecchiava su un mare di petrolio fin dalla Prima Guerra Mondiale e voleva dunque impossessarsene. Sia delle materie prime dell’attuale Arabia Saudita, sia di quelle dei paesi limitrofi (dall’Egitto all’Iran)! 

Nel 1916 la situazione era questa: esisteva un impero musulmano, l’impero ottomano, guidato da un califfo che era il capo politico dei turchi di Istanbul e di tutte le aree del medioriente. Oltre che un capo politico, però, questo califfo era anche il capo spiriturale, cioè una sorta di “Papa” dei musulmani. L’impero Ottomano era all’epoca in guerra contro Francia e Inghilterra e le cose si stavano mettendo male. Gli inglesi, che avevano i piedi ben piantati in mezza Africa, dall’Egitto a Città del Capo, volevano mettere le mani su quest’area mediorientale per sfruttarne le enormi ricchezze. Così anche i francesi, seppur nei  limiti logistici loro propri in quel frangente, visto che avevano i tedeschi del Kaiser ai confini in Europa. 

Gli inglesi, nel 1916, già stavano pensando a come mettere a posto le cose in caso di loro vittoria, peraltro sempre più probabile. La loro difficoltà era legata proprio al fatto che qualora avessero vinto i turchi, non sapevano come fare per sostituirlo, perchè un conto è sostituire un capo di stato con un fantoccio di comodo, un altro è sostituire un capo religioso e spirituale in grado di tenere assieme tutto l’Islam. 

La figura che gli inglesi individuarono era quella di un principe nato a Istanbul e che aveva studiato in Inghilterra e che conosceva bene l’inglese, cioè che lo parlava fluentemente. 

Costui poteva rappresentare il degno sostituto del Califfo turco non solo e non tanto per la sua ampia cultura, ma anche perchè nel 1916 era il custode dei luoghi sacri in Arabia della Mecca e di Medina. Come se qui da noi ci fosse un cardinale con poteri speciali e molto riconosciuto dei fedeli in lizza per diventare il futuro Papa. Il nome di questo Principe era Hussein (al-Ḥusayn ibn ʿAlī in arabo), ed aveva il ruolo, appunto di Sceriffo della Mecca. Insomma, amici, stiamo parlando del pretendente ideale a prendere le redini del califfato: un principe arabo molto colto, conoscitore dell’Inghilterra e della fede musulmana. Non solo, tenetevi forte, costui era anche discendente del profeta Maometto!!!  

Insomma, un taccone decisamente meglio del precedente… gli inglesi avevano trovato la soluzione ideale. 

Durante la Grande Guerra, al-Ḥusayn ibn ʿAlī (Hussein) si era a dire il vero inizialmente alleato con gli Ottomani e la germania, ma fu poi convinto a mutare decisamente orientamento da una corrispondenza durata dall’estate 1915 all’inizio 1916 che ebbe con l’Alto Commissario britannico al Cairo, Sir Henry McMahon (che fu poi improvvidamente resa pubblica dal figlio Faysal davanti al Consiglio supremo inglese anni dopo). Gli inglesi, alla ricerca di una figura che si ponesse a capo dell’insurrezione araba, dettero la garanzia a Hussein che sarebbe stato ricompensato con un “Grande regno arabo” che avrebbe abbracciato il territorio intero fra Egitto e Persia, con l’eccezione dei possedimenti imperiali britannici e di quelli sotto tutela francese. 

Qualcuno ha mai visto il film Lawrence d’Arabia con Peter O’Toole e Omar Sharif? Beh… è quella storia lì e non è affatto inventata, sono ancora custodite le lettere degli accordi presi tra il Principe Hussein e gli inglesi e si possono leggere integralmente. 

ATTENZIONE: Hussein non era uno sprovveduto e non stava affatto svendendo il popolo arabo e turco (che NON sono la stessa cosa, peraltro). Hussein leggeva il Times tutte le mattine e aveva capito benissimo il potenziale delle risorse del medioriente, cioè di Siria, Libano, Arabia ecc ecc, ma sapeva anche che avrebbe avuto bisogno degli occidentali perchè aveva bisogno delle tecnologie e degli ingegneri per estrarre e realizzare grandi infrastrutture per il suo popolo. Quindi l’accordo era molto intelligente e fu semmai sciocco il Califfo ottomano di allora a preferire i tedeschi e quindi posizioni di retroguardia. 

Ad un certo punto gli inglesi fecero la loro offerta a Hussein. La proposta prevedeva di accedere al suolo dei paesi del “nuovo” califfato pagandogli delle royalties. Ora, cari lettori, immaginatevi Hussein che prende la calcolatrice dalla mensola della cucina, che si fa una bella risata e che dice agli algidi interlocutori: “tornate un’altra volta con una proposta almeno dieci volte più alta e ricominciamo a parlarne”.

Gli inglesi, però, non tornarono un’altra volta.

Fecero tutt’altro. 

OCCHIO ORA che siamo arrivati al punto: gli inglesi presero la tribù più sporca e retriva di tutta l’area, i wahabiti e li misero sul trono del nuovo califfato al posto di Hussein.  

Cosa dire dei wahabiti, oltre al fatto che ovviamente accettarono le condizioni di sfruttamento del medioriente? 

Per due secoli il Wahhabismo è stato il credo dominante nell’attuale Arabia Saudita. Esso costituisce una forma estremamente rigida di Islam sunnita, che insiste su un’interpretazione rigida e molto discussa del Corano. I wahhabiti credono che tutti coloro che non praticano l’Islam secondo le modalità da essi indicate siano nemici dell’Islam. I critici affermano però che la rigidità wahhabita ha portato a un’interpretazione quanto mai erronea e distorta dell’Islam, ricordando come dalla loro linea di pensiero siano scaturiti personaggi come Osama bin Laden e i Ṭālebāni. L’esplosiva crescita del Wahhabismo ha permesso l’insorgere di scuole (madrasa) e moschee wahhabite in tutto il mondo islamico… i fenomeni più terribili vengono da qui: da Al Quaeda e dalla sua variante oggi tanto di moda, l’Isis. 

Quali sono le abitudini dei wahabiti in Arabia Saudita? Beh, tagliano le mani ai ladri, lapidano le donne, non le lasciano guidare l’automobile, ad esempio. Cosette simpatiche, insomma, che però nulla di nulla hanno a che fare con la grande cultura araba di filosofia e matematica nè con i sogni aulici di Mille e una Notte che tutti abbiamo letto da bambini. 

Da quando gli occidentali, prima gli inglesi e i francesi e, dopo la seconda Guerra, anche gli americani, hanno scelto i wahabiti a fare da padri spiriturali nell’area – nonchè reali d’Arabia –  sono successi i veri casini. Le loro colpe sono di gran lunga peggiori di quelle di Israele, che pure ne ha, e di molto gravi. 

Il terrorismo islamico, dalla Cenenia russa alla Siria, dalla Libia alla Nigeria di Bocho Aram ha come unica matrice spirituale e finanziamento materiale l’Arabia Saudita dei wahabiti alleati degli americani. I sauditi, nostri alleati, presero il posto di Hussein alla guida dell’Islam e ancora oggi consentono la speculazione delle multinazionali sulle materie prime a vantaggio solo loro, che sono numericamente in pochi abitanti e a tutto svantaggio del resto del cosiddetto Islam. 

Quindi, se in Occidente volessimo risolvere per sempre la questione (sia per noi, che per i musulmani di tutto il mondo) dovremo lavorare con gli altri arabi  per ridimensionare o abbattere il regime wahabita che governa da decenni in Arabia. Tutto il resto, le bombe di mia nonna in cariola, Putin che aiuta Assad, Obama che aiuta Erdogan, l’Iran che se la fa con i russi … i bambini morti per colpa di Tizio e di Caio sono specchietti per le allodole, falsi macroscopici ad uso e consumo del lobotomizzato cittadino occidentale, delle grosse tette di Selvaggia Lucarelli e del piccolo cervello di Saverio Tommasi 

Fonte articolo: http://micidial.it/ 

Consiglio: leggere anche i commenti all’interno del post originale

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Ps: se sei arrivato fin qui, non perderti l’articolo appena sotto della situazione della storia attuale … 

I maiali della guerra

  

I maiali della guerra si stanno finalmente rivelando – E questo è solo l’inizio … 

di: Brandon Smith  

Nel 2016 durante la campagna elettorale di Donald Trump uno dei principali fattori della sua popolarità tra i conservatori fu che fu uno dei primi candidati dopo Ron Paul a discutere per aver portato a casa le truppe statunitensi e per porre fine al coinvolgimento americano nelle varie guerre elitarie fabbricate nel Medio Oriente. Dall’Iraq, all’Afghanistan, alla Siria e allo Yemen e oltre, i Neo-Contro e i Neo-Lib per volere dei loro padroni globalisti avevano intrapreso guerre di guerra senza sosta da oltre 15 anni. I tempi erano maturi per un cambiamento e la gente era certa che se Hillary Clinton entrasse alla Casa Bianca, sarebbero stati garantiti altri 4-8 anni di guerra.  

Non c’era nulla da guadagnare da queste guerre. Stavano solo trascinando gli Stati Uniti verso il basso socialmente ed economicamente, e anche l’idea di “ottenere il petrolio” si era trasformata in una farsa poiché la maggior parte del petrolio iracheno andava in Cina, non negli Stati Uniti. Le stime generali sui costi delle guerre ammontano a $ 5 trilioni di dollari USA e oltre 4500 morti americani insieme a circa 40.000 feriti. Le uniche persone che stavano beneficiando della situazione erano i globalisti e le élite bancarie, che chiedevano a gran voce di destabilizzare il Medio Oriente dal giorno in cui avevano lanciato il loro “Progetto per un nuovo secolo americano” (PNAC). Davvero, tutte le guerre sono guerre di banchieri. 

I tentativi dell’amministrazione Obama di indurre gli americani a sostenere la guerra aperta con il regime di Assad in Siria erano falliti. I tentativi coerenti di George W. Bush e Obama di aumentare le tensioni con l’Iran erano svaniti. Gli americani mostravano segni di stanchezza, FINALMENTE stufo delle bugie che venivano costruite per ingannarle e renderle complici nelle guerre dei banchieri. Trump era una boccata d’aria fresca … ma ovviamente, come tutti gli altri burattini dei globalisti, le sue promesse erano vuote. 

Nel mio articolo “Clinton contro Trump e la cooptazione del movimento per la libertà” , pubblicato prima delle elezioni del 2016, ho avvertito che la retorica di Trump potrebbe essere un grande spettacolo e che potrebbe essere scritta dall’establishment per riportare i conservatori in la piega repubblicana / neo-con. A quel tempo, l’outlet mediatico di sinistra Bloomberg si scatenava apertamente nell’idea che Trump potesse assorbire e distruggere il “Tea Party” e il movimento per la libertà e trasformarli in qualcosa di molto più gestibile. La domanda era se il movimento per la libertà avrebbe o meno acquisito completamente Trump o se fosse rimasto scettico. 

Inizialmente, non credo affatto che il movimento si sia aggrappato alla sua obiettività. Troppe persone hanno acquistato Trump alla cieca e immediatamente sulla base di speranze errate e del desiderio di “vincere” contro la sinistra. Neanche il folle cultismo della sinistra politica ha aiutato molto le cose. 

Quando Trump ha iniziato a saturare il suo gabinetto con élite bancarie e globalisti del CFR nel momento in cui è entrato in carica, ho saputo senza dubbio che era una frode. Le strette associazioni con le creature della palude dello stabilimento erano qualcosa per cui aveva costantemente criticato Clinton e altri politici durante la campagna, ma Trump non era migliore o diverso da Clinton; era solo un fattorino per le élite. La differenza singolare era che la sua retorica era stata progettata per attrarre direttamente i conservatori con la libertà. 

Ciò significava che era solo questione di tempo prima che Trump infrangesse la maggior parte delle promesse della sua campagna, comprese le sue affermazioni secondo cui avrebbe riportato a casa le truppe statunitensi. Alla fine, la maschera doveva staccarsi se Trump avrebbe continuato a portare avanti l’agenda dei suoi padroni. 

Oggi, la maschera si è effettivamente staccata. Negli ultimi tre anni Trump ha fatto annunci di un imminente ritiro delle truppe in Medio Oriente, inclusa la recente affermazione che le truppe avrebbero lasciato la Siria. Tutti gli annunci sono stati seguiti da un AUMENTO della presenza di truppe statunitensi nella regione. Sono stati fatti tentativi coerenti per fomentare un nuovo conflitto con l’Iran. L’accumulo della guerra è stato ovvio, ma alcune persone sul treno Trump non l’hanno ancora capito. 

L’argomento più comune che ho sentito quando ho sottolineato tutte le incoerenze nelle affermazioni di Trump e i suoi collegamenti diretti con i globalisti è stato che “Non aveva avviato alcuna guerra, quindi come poteva essere un burattino globalista …?” La mia risposta ha sempre stato “Dagli un po ‘di tempo, e lo farà.” 

Uno dei miei lettori ha notato di recente che la “Trump Derangement Syndrome” (TDS) in realtà va in entrambe le direzioni. Le persone di sinistra raddoppiano il loro odio per Trump in ogni occasione, ma i cultisti di Trump raddoppiano il loro sostegno a Trump indipendentemente da quante promesse infrange. Questa è sempre stata la mia più grande preoccupazione – Che i conservatori nel movimento per la libertà abbandonassero alla fine i loro principi di governo limitato, la fine delle élite bancarie alla Casa Bianca e la fine delle guerre illegali perché si erano investiti così completamente nella farsa di Trump essere troppo imbarazzato per ammettere che erano stati ingannati

Un’altra preoccupazione è che il movimento per la libertà sarebbe stato infettato da un afflusso di persone che sono statisti neoconservatori nel loro nucleo. Queste persone fingono di essere conservatori attenti alla libertà, ma quando il velo viene sollevato mostrano i loro veri colori come i maiali di guerra che sono davvero. Bisogna fare una distinzione tra maniaci del controllo neo-con dell’era Bush e conservatori costituzionali; ci sono poche o nessuna somiglianza tra i due gruppi, ma l’establishment spera che il primo divori il secondo.

Ho notato che i Maiali da Guerra sono entrati in vigore la scorsa settimana, battendo le loro casse e chiedendo più sangue. Il governo americano ha assassinato il comandante militare iraniano Qasem Soleimani, sono iniziate ritorsioni contro obiettivi statunitensi e ora il governo iracheno ha chiesto che le truppe statunitensi fossero rimosse dalla regione, alla quale Trump ha detto “no” e ha invece chiesto il pagamento. È stata avviata una nuova ondata di truppe che finirà in una guerra totale. Il tit-for-tat è appena iniziato. 

Come rispondono i cultisti di Trump? “Uccidi quei terroristi!” 

Sì, molte delle stesse persone che hanno applaudito la presunta opposizione di Trump alle guerre tre anni fa, ora stanno tifando fanaticamente per l’inizio della guerra forse più distruttiva di tutte. Le razionalizzazioni per questo abbondano. Dicono che Soleimani stava pianificando attacchi contro obiettivi statunitensi in Iraq. E questo potrebbe essere vero, sebbene non sia stata ancora presentata alcuna prova concreta. 

Mi vengono in mente le affermazioni dell’era Bush sulle “Armi di distruzione di massa” irachene, le armi che non furono mai trovate e nessuna prova fu trovata che fossero mai esistite. Le uniche armi che l’Iraq aveva erano le armi che gli Stati Uniti avevano venduto loro decenni fa. Qualsiasi governo può fabbricare una scusa per l’assassinio o la guerra per il consumo pubblico; l’amministrazione Trump non è diversa.

Detto questo, penso che il fattore più importante in questo dibattito sia caduto a margine. La linea di fondo è che le truppe e le basi statunitensi NON dovrebbero essere in Iraq in primo luogo. Trump stesso ha dichiarato più volte. Anche se Soleimani fosse dietro gli attacchi e le rivolte in Iraq, i beni statunitensi non possono essere attaccati nella regione se vengono RIMOSSI dalla regione come Trump ha detto che avrebbe fatto. 

C’è solo un motivo per mantenere le attività statunitensi in Iraq, Afghanistan o Siria in questo momento, e quello di creare tensioni in corso nell’area che possono essere utilizzate dall’establishment per innescare una nuova guerra, in particolare con l’Iran.

I maiali di guerra hanno sempre ragioni e ragioni, però. Dicono che il mondo musulmano è una minaccia per il nostro modo di vivere e sono d’accordo sul fatto che la loro ideologia è completamente incompatibile con i valori occidentali. Detto questo, la soluzione non sta mandando i giovani americani a morire all’estero in guerre basate su bugie. Ancora una volta, queste guerre avvantaggiano solo banchieri e globalisti; non ci rendono più sicuri come popolo. L’unica soluzione morale è assicurarsi che gli elementi fascisti dell’estremismo musulmano non vengano importati nelle nostre coste. 

I maiali di guerra affermano che meritiamo il pagamento per i nostri “servizi resi” nella regione prima di partire, facendo eco ai sentimenti di Donald Trump. Chiedo, quali servizi? Pagamento per cosa? L’invasione che gli iracheni non volevano, sulla base di errori che sono stati pubblicamente esposti? Le basi statunitensi che non dovrebbero esserci in primo luogo? Le centinaia di migliaia di morti di una guerra che non aveva altro scopo se non quello di destabilizzare deliberatamente la regione? 

Non riceveremo mai “pagamenti” dagli iracheni come compensazione per questi sforzi folli, e i maiali di guerra lo sanno. Vogliono la guerra. Vogliono che continui per sempre. Vogliono attaccare i loro ego all’evento. Vogliono rivendicare la gloria per se stessi in modo vicario quando vinciamo e vogliono rivendicare la vittima per se stessi in modo vicario quando i nostri soldati o cittadini vengono uccisi. Sono perdenti che possono essere vincitori solo attraverso i sacrifici degli altri.

I maiali di guerra difendono l’idea che al presidente dovrebbe essere permesso di fare la guerra unilateralmente senza il sostegno del congresso. Dicono che questo tipo di azione è legale e tecnicamente hanno ragione. È “legale” perché i controlli e gli equilibri di guerra sono stati rimossi sotto l’amministrazione Bush e Obama. Il passaggio dell’AUMF (Authorization For Use Of Military Force) nel 2001 conferì al potere esecutivo dittatoriale il potere di iniziare la guerra per capriccio senza controllo. Solo perché è “legale” non significa che sia costituzionale o giusto. 

Alla fine, il carrozzone di Trump ha lo scopo di realizzare molte cose per i globalisti; l’obiettivo principale è che è progettato per trasformare i conservatori della libertà in statisti rabbiosi. È progettato per trasformare gli attivisti contro la costituzione contro la guerra in mongeri e sostenitori del grande governo, purché sia ​​un grande governo sotto il “nostro controllo”. Ma non è sotto il nostro controllo. Trump NON è il nostro ragazzo. È un agente dello establishment ed è sempre stato. 

Per ora, il tintinnio della sciabola è aggressivo ma le azioni sono state limitate. Questo non sarà il caso a lungo. Alcuni potrebbero chiedersi il motivo per cui l’establishment non abbia semplicemente lanciato una guerra totale adesso? Perché iniziare in piccolo? In primo luogo, hanno bisogno di conservatori psicologicamente investiti nell’idea. Ciò potrebbe richiedere un evento di falsa bandiera o un attacco ai civili americani. In secondo luogo, devono eseguire un vasto accumulo di truppe, che potrebbe richiedere alcuni mesi. Le dichiarazioni di un “bisogno di pace” sono sempre usate per bloccare il tempo mentre le élite si posizionano per la guerra. 

La guerra con l’Iran è inutile, e francamente, non vincibile, e le élite lo sanno. Non è solo una guerra con l’Iran, è una guerra con l’Iran, i loro alleati e ogni altra nazione che reagisce negativamente alle nostre azioni. E queste nazioni non devono reagire militarmente, possono reagire economicamente scaricando i titoli del Tesoro USA e il dollaro come riserva mondiale. 

L’establishment vuole che gli Stati Uniti siano coinvolti in Afghanistan, Iraq, Iran, ecc. Fino a quando non saremo così svuotati dal conflitto da crollare. 

Hanno anche bisogno di una notevole distrazione per nascondere la loro responsabilità per l’implosione della bolla di tutto e il dolore economico che ne deriverà. Il fine gioco per l’establishment è che l’America si autodistrugga, in modo che possa essere ricostruita in qualcosa di irriconoscibile ed eternamente mostruoso. Vogliono che ogni traccia dei nostri principi originali venga cancellata, e per farlo, hanno bisogno che siamo complici della nostra stessa distruzione. Hanno bisogno di noi per partecipare. Non partecipare e rifiuta di sostenere nuove guerre di banchieri. Non essere un maiale della guerra. 

Fonte: http://www.alt-market.com/ 

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La catastrofica pazzia dei pochi signori della guerra

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Il militarismo americano è distruttivo per il futuro dell’umanità

by Mahboob A. Khawaja 27 May 2019 from TRANSCEND Website

Il Dott. Mahboob A. Khawaja è specializzato nelle relazioni internazionali – sicurezza globale, pace e risoluzione dei conflitti con acuti interessi nelle culture e civiltà comparative islamico-occidentali e autore di numerose pubblicazioni incluso l’ultimo libro: Risoluzione globale per la pace e la sicurezza: approcci a Comprendere le problematiche attuali e future, Lambert Academic Publications, Germania, 2017.

“La cultura della pace è universale. È condiviso da persone e nazioni in tutto il mondo. La “cultura della guerra” di oggi è un progetto egemonico statunitense basato sulla creazione di conflitti e divisioni  all’interno e tra i paesi.  È questo (unilaterale) progetto di guerra globale che è intento a distruggere la civiltà “. Prof. Michel Chossudovsky  Verso una cultura della pace mondiale  

Il conflitto bellico è un impulso antiumano

La ferocia draconiana delle guerre aggressive continua mentre osserviamo gli ingiustificati eventi aggressivi che si stanno svolgendo contro l’Iran nella regione del Golfo Persico.

Si vede un contrasto tra un problema reale e un problema immaginativo.

Il fattore motivante segnala una cosa che l’élite dominante americana pensa:

“siamo la nazione più potente sulla terra” … e nessun altro dovrebbe sfidare la nostra supremazia.

La mentalità ingenua della malignità dell’attuale leadership americana

Nel XXI secolo i progressi conseguiti nella guerra tecnologica non lasceranno nulla di intatto se non le entità morte di tutti gli esseri viventi.

Che si tratti di Mr. Bolton, Pompeo o Trump, non hanno alcuna comprensione logica di come le loro azioni potrebbero minare il resto dell’umanità vivente. In tutte le probabilità, l’isteria di guerra è una distrazione dalle questioni interne che riguardano l’amministrazione Trump.

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La razionalità per la pace richiede un ragionamento oggettivo.

Potremmo, l’umanità coscienziosa ritenere questi ingenui indietro dall’iniziare un altro disastro nucleare nella regione araba del Medio Oriente?

Risoluzione dei problemi in base alla ragione e al dialogo piuttosto che alla belligeranza e all’aggressione .

La santità della vita umana si fonda sui principi della leadership morale e intellettuale ed è aperta all’ascolto e all’apprendimento delle voci di RAGIONE.

Se la leadership iraniana fosse intelligente, avrebbe dovuto agire rapidamente per cercare l’unità dei paesi vicini (Turchia, Pakistan, Arabia Saudita) e di tutti gli arabi e le nazioni musulmane per contrastare una potente forza morale della ragione per contrastare il piano statunitense.

Il mondo sta rapidamente diventando un luogo violento al crocevia. Tutte le vie della vita umana richiedono protezione e protezione da grandi mali.

Ben Tarnoff (“L’ intelligenza artificiale sta arrivando – Are Algorithmic Forever Wars our Future? “), Osserva la rapida belligeranza:

Le guerre dell’11 settembre continuano, senza fine in vista. Ora, il Pentagono sta investendo molto in tecnologie che le intensificheranno.

Abbracciando gli ultimi strumenti che l’industria tecnologica ha da offrire, l’esercito statunitense sta creando una forma di guerra più automatizzata, che aumenterà notevolmente la sua capacità di condurre la guerra ovunque per sempre.

L’America oi suoi alleati nel Medio Oriente arabo non affrontano nessun nemico formidabile se non contro i propri ingenui disegni di superiorità militare.

Non c’è sostanza per qualsiasi sfida percepibile o minaccia militare per l’America dall’Iran.

Allora perché l’America dovrebbe precipitarsi armata nel Golfo Persico?

Non è per la pace, e non per proteggere l’umanità da qualsiasi minaccia imminente di guerra da ogni angolo del gioco strategico nella regione.

Razionalmente parlando, la mentalità della leadership americana appare priva di ragione e responsabilità. Le guerre non portano la diversità dell’umanità al processo di pace, ma semplicemente distruggono le opportunità di dialogo e risoluzione pacifica dei problemi.

Indubbiamente, l’attuale amministrazione degli Stati Uniti ha bisogno di una potente sfida per fare un cambio di navigazione.

Immaginate se la Russia o la Cina impiegassero le loro armate attraverso l’Atlantico o le regioni del Pacifico, sarebbe una strategia razionale e pacifica per gli osservatori globali o per la leadership americana?

Oggi circa 62 organizzazioni americane hanno chiesto al Congresso degli Stati Uniti di prendere in considerazione una risoluzione per fermare le minacce di guerra contro l’Iran. L’America sta imponendo una strategia di guerra sadica sul resto dell’umanità.

L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) ei suoi principali organi responsabili della “pace” e della sicurezza globali si sono dimostrati club di discussione cerimoniale e agenti contrari all’essenza e agli scopi della Carta.

L’umanità globale si sente tormentata e vuole prevedere un cambiamento sistematico e lo sviluppo di una nuova organizzazione globale responsabile per la comunità globale, non gli Stati astratti.

Come in passato, ancora una volta pochi leader egoistici occidentali hanno manipolato il tempo e le opportunità per dettare e minare gli interessi dell’umanità …

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L’umanità globale è l’oggetto netto di tutte le loro deliberazioni ma senza alcun ruolo significativo nel mettere in discussione i pochi signori della guerra globali.

Il presidente Trump ha un disperato bisogno di ripensare al suo ruolo di leader effettivo dell’America. Essendo un leader responsabile, non si può spingere piano intenzionale e meditato di animosità insensate e distruzione umana.

Una volta che l’America si è arricchita di previsioni intellettuali per salvaguardare il resto dell’umanità. Ma i suoi leader contemporanei e le principali istituzioni sembrano sfidare la logica di coesistere con il resto della comunità globale.

Di sicuro, i leader americani non hanno nemmeno l’essenza dello storico ” Common Sense “di Thomas Paine (o versione PDF” Common Sense – Rivolto agli abitanti dell’America, sui seguenti temi interessanti“) da cambiare, ma il cambiamento storico sostituirà quello americano immagine di leadership globale con gli altri, più comprensione e pertinenza per l’umanità.

I politici americani sono abituati a ignorare gli imperativi della coesistenza pacifica globale.  

I politici egoisti perseguono l’economia di guerra, ma i soldati statunitensi sono contrari alla cultura della guerra

L’America sembra essere alla soglia di un’inevitabile transizione morale e intellettuale del ragionamento, ma non sta seguendo il processo razionale del cambiamento e della costruzione del futuro.

La cultura di guerra con base a Washington ha reso incapaci ai responsabili politici statunitensi di pensare razionalmente e di agire responsabilmente negli affari globali.

Strano com’è, il presidente Trump e John Bolton non riescono a spiegare perché ogni giorno dai 18 ai 25 veterani di guerra statunitensi si suicidano? (“Perché i soldati commettono suicidio e Global Warlords“).

L’oscurità morale e intellettuale si rinnova sotto l’attuale guida del comandante in capo delle forze armate statunitensi.

I dirigenti si preoccupano di proteggere la preziosa vita umana …?

La maggior parte dei politici contemporanei non sono leader responsabili, ma attori teatrali che fingono di rappresentare gli interessi nazionali. Imparano ad eccitare le emozioni degli elettori per vincere le elezioni ma non riescono ad agire come leader responsabili.

Vedono l’umanità solo in numero , non un oggetto di vita e valore preziosi nel più ampio contesto universale.

Molto spesso, queste persone sono disconnesse con gli annali del normale pensiero umano e degli affari, sospettosi e paranoici e vedono il successo da raggiungere a costo di spietatezza, odio, degenerazione e malvagità – tutto parte del loro sistema di valori innato, facendo politica come un terribile gioco di mente egomane, inganni e priorità strategiche.

Ciò richiede un impegno intelligente nei confronti dei principi di pace internazionale e sicurezza per tutti, non aggressione nel funzionamento dei sistemi globali, protezione della vita e una cultura ecologica equilibrata di convivenza all’interno dell’Universo onnicomprensivo:

L’uomo e l’umanità …

L’America, un importante potere industrializzato è indifferente a questi fattori di vita pertinenti.

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Noi, il Popolo, l’umanità è in grado di sfidare la terribile calamità della guerra

L’obiettivo della felicità umana e della solidarietà non è la violenza, le guerre e l’aggressione.

Tutte le guerre perpetuano la violenza, la paura e la vendicatività contro l’umanità e mirano alla distruzione delle civiltà e alla disumanizzazione delle generazioni successive.

Bruce Gambrill Foster (“Il flagello della guerra – The Shameless Marketing of Violence“), osserva:

“La connessione tra la lotta alla violenza della criminalità organizzata, per esempio, e la guerra è facilmente superata: in entrambi, il sangue viene versato … Se anche le nostre gioie più semplici sono espresse in termini di conflitto, morte e dominio, che speranza c’è di distinguere e aborrire e alla fine porre fine alla vera malvagità del conflitto armato, il flagello della guerra?”

L’umanità globale è la vittima netta della catastrofica pazzia dei pochi signori della guerra.

Il presidente Trump ha imparato qualcosa dal passato a cambiare qualcosa a causa della conoscenza, della storia e dei fatti della vita per conoscere le sue debolezze e punti di forza e per cambiare e riformare la sua mente e il comportamento quando i fatti giustificano un cambiamento, sia nella definizione delle politiche o comportamento interattivo globale …?

Dopo tutto l’ascolto e l’apprendimento sono fattori critici per il cambiamento del ruolo della leadership politica del 21 ° secolo, così come il meccanismo di flessibilità da incorporare per una leadership efficace.

Ma non ci sono leader intelligenti e proattivi con una visione del futuro per vedere l’imperativo dell’Unica umanità, tranne un egocentrico ingenuo e pieno di sé, pieno della sensazione di potere che usa la trivialità e la malvagità per torturare e uccidere l’umanità e distruggere gli habitat ecologici.

Ma contrariamente alle brutali percezioni e azioni degli ex imperialisti europei statunitensi, la comunità internazionale è informata, matura e gode della capacità morale e intellettuale di conoscere e comprendere i fatti della vita e di sfidare l’insensibilità politicamente in pericolo a un accordo universale e Unità dell’Umanità contro la brutalità del Terrorismo delle Guerre che li unisce con un destino comune più che li divide da qualsiasi segno di avversità e identità nazionali separate.

Progressivamente in evoluzione è una nuova cultura globale plausibile dell’era dell’informazione di Thinking of One Humanity e una nuova civiltà proattiva di forti legami e affinità delle persone verso le comunicazioni culturali – partecipazione dei cittadini globali al pensiero sociale, economico e politico e alla globalizzazione – l’uomo in una parte del mondo si sente, pensa e agisce, reagisce a ciò che accade a qualsiasi uomo in altri angoli remoti del globo.

L’umanità non è né cieca, né inetta, definisce il proprio scopo, significato e identità per la pace e l’armonia che le istituzioni stabilite di governance, sia in America, in Medio Oriente o in Europa o altrove miseramente, non sono riuscite a riconoscere o valutare la loro importanza nel mondo affari politici.  

Paul Craig Roberts (La prossima guerra per l’agenda di Washington), ha avuto un pensiero razionale per porre la domanda giusta:

Noi, come americani, dobbiamo chiederci,

  • Di cosa si tratta?
  • Perché il nostro governo è così provocatorio nei confronti dell’Islam, della Russia, della Cina, dell’Iran?
  • Quale scopo, a chi viene servito?

Certamente non il nostro …

Dove andiamo da qui? Se non alla distruzione nucleare, gli americani devono svegliarsi. Giochi di calcio, porno e centri commerciali sono una cosa. La sopravvivenza della vita umana è un’altra.

Washington, cioè “governo rappresentativo”, consiste solo in pochi potenti interessi acquisiti. Questi interessi privati, non il popolo americano, controllano il governo degli Stati Uniti.

Questo è il motivo per cui nulla di ciò che il governo degli Stati Uniti avvantaggia il popolo americano …

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Il 2019 sarà un anno in cui vivremo pericolosamente.

 

 L’anno che vivremo pericolosamente a livello globale

 di Iosu Perales 14 Gennaio 2019 dal Sito Web AlaiNet traduzione di Nicoletta MarinoVersione originale in spagnolo

Il mondo sta andando verso la destra, più esattamente verso un’estrema destra alimentata dall’ascesa e più diffusione di idee anti immigrazione, xenofobe e di attacchi alla libertà e alla democrazia.

La mappa europea dell’estrema destra si avvicina inoltre all’antierupeismo.

Alcuni dati:

  • Alternativa per la Germania ha un 12,6% di appoggi elettorali raccolti nelle ultime elezioni a cui ha partecipato.

  • il Partito Populare Danese il 21,1%
  • il Fronte Nazionale francese il 21,3%
  • il Partito del Popolo Svizzero il 29,4%
  • Democratici Svedesi il 12,9%
  • Il partito polacco Legge e Giustizia il 37,6%
  • Il Movimento per una Ungheria Migliore il 19,1%
  • Il Partito Liberale di Austria il 26,0%
  • L’italiano Lega Nord il 17,4%
  • Il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito l’1,8%

  • Il Partito per la Libertà, olandese, il 13,1%

Inoltre in Andalusia VOX ha ottenuto il 10,97%

Questo è un elenco significativo che dovremmo completare con le percentuali di altri partiti di estrema destra che sono presenti in Europa Non si tratta più di un problema francese, adesso è un problema di tutta l’Europa democratica.

Per questo vedremo cosa uscirà fuori dalle elezioni del parlamento europeo del 2019. Una contea che già sta dando a vedere lo scambio e la configurazione di una Internazionale di Estrema Destra, il che potrebbe avere gravi conseguenze se ottenesse buoni risultati. 

La cosa grave di questo nuovo scenario è che in Europa i muri per contenere l’estrema destra sono molto danneggiati. La socialdemocrazia non ha capacità di risposta.

Esempi eclatanti sono:

  • la scomparsa del partito greco Pasok

  • la brutale caduta del Partito Socialista francese il cui candidato Benoit Hamon ha ottenuto un 6% alle presidenziali del 2017
  • il Partito Laburista Olandese nel 2017 è passato da trentotto rappresentanti a nove.
  • lo stesso PSOE ha perso quasi al metà dei voti del 2008.

Sono ugualmente umilianti altri esempi.

Molti votanti della sinistra moderata stanno dando il loro voto a forze di estrema destra visto lo stato di frustrazione e di senso di abbandono che provano.

Dodici anni fa l’Unione Europea era un club per progressisti, oggi ci sono appena cinque governi con tratti di sinistra.

In America Latina la vittoria elettorale del fascista Jair Bolsonaro, una misto tra Trump e Pinochet, cambia il bilanciamento di forze e ci avverte:

  • Da una parte la militarizzazione del Brasile e ne consegue l’incriminazione dei movimenti sociali

  • Dall’altra parte, la continuità della brutta influenza nord americana in America Latina.

Il pericolo di contagiare altri paesi del continente è una possibilità reale.

Sarebbe un male leggere separatamente, in modo frazionato ciò che sta succedendo in diverse parti del pianeta. Dalla fine della II Guerra Mondiale non abbiamo vissuto un momento più pericoloso dell’attuale: questo merita una riflessione.

Certo è che il mondo, da quando è arrivato alla presidenza degli USA Donald Trump, è più caotico e imprevedibile.

Ciò che sta succedendo ci porta a due piani di analisi:

  • L’ambito nazionale che ci porterebbe ad approfondire paese per paese sulle cause precise di questa svolta verso la destra.  

  • L’ambito mondiale, che mostra uno stato generale sfavorevole alla pace, che fomenta il moltiplicarsi dei conflitti e lo scontro bellico il che produce una associazione tra globalizzazione economica e globalizzazione armata.

Il declino elettorale tocca le forze politiche di quella che potremmo definire destra civile …

Viviamo la punizione delle forze politiche che dopo la seconda guerra mondiale decisero di comune accordo per lo stato sociale e che sono state neutralizzate da un neoliberalismo di confronto estremo e in più adesso patiscono il castigo elettorale per mano di forze neofasciste.

Certo è che i conservatori e i socialdemocratici sono molto responsabili di essere entrati in una globalizzazione che genera disagi e insicurezza ed è il terreno su cui crescono partiti con programmi settari, esclusivisti e conflittuali.

L’estrema destra è un pericolo per la forza che può arrivare a realizzare da sola.

Però lo è anche per la pressione e la spinta che possono avere sulle destre tradizionali tentate di fare proprio il programma politico estremista per non perdere consenso di voti Il caso dell’Andalusia è molto chiaro.

L’Europa che si sta delineando fa suonare tutti gli allarmi.

Se già l’unione politica è quasi una chimera, d’ora in poi la sovranità condivisa subirà aggressioni e un’unione del contenuto sociale diventerà impossibile.

Però, ad essere sinceri, mi preoccupa più l’aumento delle tensioni globali che ci possono portare vicino a una terza guerra mondilae

Sapete perchè…?

Perchè,

  • mai come adesso, negli ultimi settanta anni, il clima generale mondiale è stato tanto favorevole agli attacchi verso la democrazia e la pace.

  • mai come adesso, si erano visti tanti paesi con una estrema destra in auge.
  • mai come adesso, i tamburi di guerra hanno suonato in tanti luoghi allo stesso tempo.
  • mai come adesso, gli Stati Uniti avevano avuto un presidente così eccentrico e provocatore che si vanta di tenere il pulsante nucleare sulla sua scrivania.
  • mai come adesso il sionismo spinge per ingaggiare una guerra con l’Iran…

A questo si aggiungono gli interessi di un’industria bellica, cioé delle guerre che diventano indefinite.

Il mondo è così globalizzato, collegato, che la sorte della sua stabilità o instabilità si sta giocando su scacchieri che anche se ci sembrano lontani hanno influenza sulle nostre vite:

Medio Oriente e in particolare la lotta tra Israele e Iran può terminare trascinando le grandi potenze a intervenire direttamente.

Il 2019 sarà un anno in cui vivremo pericolosamente.

Come è risaputoo, il sionismo israeliano anela a lanciare un attacco contro l’Iran, bombardando prima il territorio siriano e ampliando poi il conflitto verso il suo nemico principale. Se succede ci sono molte possibilità che la Russia intervenga militarmente e che gli Hezbolla libanesi aprano un altro fronte con Istraele.

Rimane da conoscere il gioco finale degli Stati Uniti che non lasceranno da solo il loro alleato sionista.

Sono i due grandi fattori quelli che causano tanta instabilità bellica:

  • il neoliberalismo di guerra che disputa il controllo delle materie prime.  

  • la geopolitica che cerca il predominio su ampie regioni strategiche, dotate di armi nucleari.

Le tendenze autoritariste delle potenze che si disputano egemonie sono una realtà.

L’ascesa dell’estrema destra in Europa e in America richiedono delle misure nazionali ma anche altre misure a livello globale, mondiale. 

Sono due fatti che pregiudicano la risoluzione dei conflitti su scenari terzi (Medio Oriente, Asia centrale…) con il dialogo e la negoziazione.

La destra radicale capisce solo la violenza e può canalizzare la sua islamofobia solo con altre guerre.

Urge che le relazioni internazionali impongano il multilateralismo e le negoziazioni come strumento per superare i conflitti.

I grandi paesi, le grandi potenze, se lasciate libere, con il loro libero arbitrio, sono un pericolo per la pace mondiale e lo sono ancora di più se sono governate da un tipo squilibrato come Donald Trump, che sicuramente cerca un nuovo ordine geo-economico e geo-politico, a qualsiasi prezzo. 

E’ chiaro che la Cina ha qualcosa da dire e in riguardo alla guerra commerciale già in atto.
 
 
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Articolo correlato:
 
 

© Global Look Press Christoph Meyer/DPA © Reuters/Kevin Lamarque © Reuters/Christian Hartmann

di George Gallowa  
09 Gennaio 201 dal Sito Web RT 
traduzione di Claudiordali 

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Un tappeto magico composto di seta verde

Il Kebra Nagast-Re Salomone e il mistero dei tappeti volanti

by Ivan 

In breve: i tappeti volanti sono menzionati in numerose leggende. Ad esempio, si dice che il re Salomone possedesse un tappeto volante lungo sessanta miglia e largo sessanta miglia, capace di trasportare 40.000 uomini. 

In altre leggende, il re Phraate II, un re dei Parti ha ingaggiato il suo nemico mentre volava su un tappeto in grado di sparare luci e fuoco. 

Leggende di divinità e divinità che viaggiano in tempi antichi attraverso la Terra in potenti macchine volanti possono essere trovate in un certo numero di leggende in varie culture in tutto il mondo.

Secondo il libro sacro degli etiopi, ad esempio, il Kebra Nagast, che si credeva fosse stato scritto tra il V e il II secolo d.C., la regina Saba era dotata di un tappeto volante dal re Salomone.

La storia è di grande importanza e la sua importanza è segnata dal fatto che è scritta in uno dei più importanti testi antichi mai scritti.

Si ritiene che il lavoro contenga la genealogia della nuova dinastia salomonica.

Il Kebra Nagast, noto anche come il libro dei Re, sembra essere il libro più sacro e importante degli antichi etiopi.

Si ritiene che Sir Wallis Budge, uno studioso inglese che ha lavorato per il British Museum, abbia creato la prima traduzione in inglese del Kebra Nagast intitolato The Glory of the Kings.

The Flying Carpet, una rappresentazione dell’eroe del folklore russo, Ivan Tsarevich. Immagine di credito: Wikimedia Commons. Dominio pubblico 

Il Kebra Nagast è composto da 117 capitoli ed è considerato un’opera di letteratura composita.

Nell’antica opera letteraria, scopriamo come il re Salomone possedesse una sorta di dispositivo volante. Una macchina volante.

 

In aggiunta a ciò, il libro contiene resoconti su come l’Arca del patto arrivò in Etiopia con Menelik I, il primo imperatore salomonico dell’Etiopia, tradizionalmente ritenuto figlio del re Salomone.

Presumibilmente, Dio aveva conferito al re Salomone la comprensione del linguaggio degli uccelli e un certo numero di altri insegnamenti sacri denominati “il signore degli uomini, dei geni e degli uccelli”. 

Nelle leggende antiche, è descritto come volare attraverso l’aria con un tappeto “magico” composto di seta verde. 

Le leggende dicono che il tappeto volante di Salomone aveva la capacità di trasportare fino a 40.000 uomini mentre era in volo. 

La descrizione del tappeto volante di Solomon è sconcertante. Si dice che fosse lunga sessanta miglia e larga sessanta miglia: e “quando Salomone si sedette sul tappeto, fu preso dal vento, e salpò così rapidamente nell’aria che fece colazione a Damasco e cenò in Media“. 

Oltre a quanto sopra, un certo numero di antiche leggende in Medio Oriente parlano di come il re Salomone aveva in suo possesso un dispositivo volante che gli permetteva di viaggiare senza problemi in diversi posti in Medio Oriente, in un numero di montagne comunemente soprannominate Montagne di Salomone. 

Inoltre, un uomo chiamato Nicholas Rourke, che era un esploratore russo-americano viaggiò attraverso l’Asia e il Tibet e le sue montagne negli anni ’20 e affermò che i tibetani avevano leggende che parlavano del re Salomone che volava in Tibet con la sua magnifica macchina volante. 

Questo mi fa domandare se stiamo davvero parlando di un tappeto volante, o forse, come suggeriscono alcuni teorici dell’antica astronauta, di antiche macchine volanti, conferite all’uomo da un moccio dalla Terra?

Ma queste leggende non parlano di tappeti volanti come solo un mezzo di trasporto. In numerosi racconti, i tappeti volanti sono raffigurati come potenti armi.

Infatti, se guardiamo storie del II secolo aC, scopriamo come Phraates II, un re dei Parti impegnato in battaglia con Antioco VII, re dell’Impero seleucide. 

È qui che la storia diventa interessante.

La storia racconta che re Phraate volò “a bordo” di un tappeto volante dalle alture della montagna Zagros. Quando ha raggiunto il suo nemico, ha sparato, dal tappeto volante, fuoco e lampo. 

Dopo il suo attacco vittorioso, si dice che il re Phraates sia volato sopra le teste dei suoi soldati in un ricevimento trionfale. 

Secondo Hai ben Sherira dell’accademia talmudica, la biblioteca perduta di Alessandria era la patria di innumerevoli “tappeti magici”. 

Quindi, tappeti volanti o antichi Vimana? 

Se diamo un’occhiata all’antica mitologia indù, troveremo una serie di descrizioni che descrivono in dettaglio potenti macchine volanti chiamate Vimana. 

Si dice che questi possenti dispositivi volanti siano esistiti migliaia di anni fa, permettendo a “divinità” e “divinità” di percorrere grandi distanze e persino recarsi nello spazio.

Tutti questi incredibili “antichi dispositivi volanti” potrebbero essere i Carri degli dei di Erich Von Daniken menzionati nei suoi libri? 

Fonte: https://www.ancient-code.com/the-kebra-nagast-king-solomon-and-the-mystery-of-flying-carpets/

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Egemonia

HAMBURG, GERMANY JULY 7, 2017: Russia’s President Vladimir Putin (L) and US President Donald Trump shake hands during a bilateral meeting on the sidelines of the G20 summit in Hamburg. Mikhail Metzel/TASS (Photo by Mikhail MetzelTASS via Getty Images)

 

La valutazione di Putin su Trump al G20
determinerà il nostro futuro

Postato da Davide su come donchisciotte

Articolo di: DI PAUL CRAIG ROBERTS

Sullo sfondo della riunione di Putin-Trump ci sono le aspirazioni di Israele e dei neocon. Sono queste che guidano la politica estera americana.

Perché Washington si impegna così tanto a rovesciare il presidente siriano Come si spiega l’improvvisa apparizione nel 21° secolo della “minaccia musulmana”? La preoccupazione su tale minaccia come fa ad essere coerente con le guerre fatte contro Saddam, Gheddafi ed Assad, leader che hanno soppresso il jihadismo? Come si spiega l’improvvisa apparizione della “minaccia russa”, pompata fino a farla diventare una pericolosa russofobìa priva di fondamento?

Le minacce musulmana e russa e le bugie usate per distruggere Iraq, Libia e parti della Siria sono tutte orchestrazioni che servono i desiderata di israeliani e neocon.

La lobby ebraica in America, fortemente presente in Commentary, Weekly Standard e New York Times, ha sfruttato l’11 settembre per costringere Bush ad intraprendere un “energico sforzo per detronizzare Saddam” (vedi qui e qui).

Saddam Hussein era un leader laico, il cui compito era di sopire i conflitt tra sunniti e sciiti e mantenere una stabilità politica. Lui, Assad e Gheddafi hanno soppresso l’estremismo che porta al jihadismo. Saddam non ha avuto nulla a che fare col 9/11, e sotto il suo governo l’Iraq non costituiva alcuna minaccia per gli Stati Uniti. Era stato un fedele vassallo, attaccò persino l’Iran per conto di Washington, che sperava di usare il suo paese per rovesciare il governo persiano.

Rimuovere leader secolari è ciò che crea il jihadismo. L’America ha scatenato il terrorismo musulmano con regime changes che hanno ucciso i presidenti ed hanno lasciato i paesi nel caos.

Fomentare il caos in Iraq è stato l’inizio, poi si è passati a Siria ed Iran. Questi due paesi sostengono Hezbollah, la milizia nel Libano meridionale che per ben due volte ha battuto l’esercito israeliano, inviato per appropriarsi delle risorse idriche.

Le guerre dei neocon in Medio Oriente servono a rimuovere i governi che forniscono sostegno militare e finanziario ad Hezbollah. Spingendo il jihadismo più vicino ai confini russi, queste guerre peraltro coincidono perfettamente con la politica statunitense della World Hegemony. Come ha espresso Paul Wolfowitz, sottosegretario alla Difesa:

“Il nostro primo obiettivo è impedire il riemergere di un nuovo rivale che costituisca una minaccia simile a quella sovietica. Per questo, dobbiamo impedire che qualsiasi potenza ostile possa dominare una regione le cui risorse, sotto un controllo consolidato, sarebbero sufficienti a creare una potenza globale”.

Israele vuole che anche Siria ed Iran finiscano nel caos come Iraq e Libia, così da poter rubare l’acqua nel sud del Libano. Se i due paesi vengono indeboliti, Hezbollah non avrà il sostegno militare e finanziario per resistere all’esercito israeliano.

I neocon hanno invece obiettivi più grandi. Vogliono attaccare Siria ed Iran per poter dirottare il jihadismo in Russia e Cina (quest’ultima ha anche una provincia musulmana che confina col Kazakistan). Provocando problemi interni a Mosca e Pechino, i neocon possono ridurre le loro capacità di ostacolare l’unilateralismo americano.

Ecco perché si fa guerra in Siria, nient’altro.

La “minaccia musulmana” è apparsa all’improvviso con l’attacco al WTC e al Pentagono. La colpa venne immediatamente data ai musulmani. Sebbene il governo americano sostenesse di non aver idea che un attacco del genere fosse in preparazione, sapeva sùbito chi l’aveva commesso. Ovviamente, i documenti lasciati sulla scena identificavano convenientemente i “terroristi”.

Ci sono 3.000 architetti e ingegneri che mettono in dubbio gli eventi di quel giorno. La spiegazione ufficiale della distruzione dei 3 edifici è tecnicamente senza senso. Ci sono infinite prove fornite da esperti. Basta andare in certi siti: Architects & Engineers for 9/11 Truth, Firefighters and First responders for 9/11 Truth e Pilots for 9/11 Truth. Cercate quel che alcuni funzionari stranieri hanno da dire sulla storia assurda raccontata da Washington. Che la gente creda alla spiegazione ufficiale è la prova del fallimento totale dell’istruzione in America. Gran parte della popolazione è incapace di pensare. La gente accetta tutto ciò che il governo gli dice, indipendentemente dall’assurdità.

Da dove viene la presunta “minaccia musulmana”? Che cosa l’ha prodotta? L’11 settembre è avvenuto prima che gli Stati Uniti distruggessero in tutto o in parte sette paesi musulmani, uccidendo, assassinando, rendendo orfani e spostando milioni di musulmani che stanno ora invadendo gli stati europei vassalli. Queste guerre su innocenti possono produrre terroristi, ma l’11 settembre è avvenuto prima delle guerre di Washington contro i paesi musulmani.

Bin Laden ed al-Qaeda erano alleati di Washington contro i sovietici in Afghanistan. Sicuramente non avevano le connessioni interne per superare tutte le 17 agenzie di intelligence americane, il National Security Council, tutti i servizi della NATO, il Mossad e la sicurezza dell’aeroporto per ben quattro volte, nella stessa ora e nella stessa mattina.

Inoltre, nell’ultimo video attribuitogli, bin Laden ha dichiarato di non aver nulla a che fare con quell’attacco. In generale, i terroristi si prendono la responsabilità anche solo per magnificare il movimento. Non ha senso che “il promotore” presunto destinato a rovesciare l’Occidente neghi la più grande umiliazione mai inflitta ad una potenza mondiale. Gli Stati Uniti vennero completamente umiliati, impotenti contro una manciata di musulmani muniti di taglierini. Questa umiliazione è un record mondiale che rimarrà per sempre. È impossibile che il presunto terrorista, bin Laden, non la rivendichi.

Anche solo questo fatto dimostra che bin Laden ed Al-Qaeda non hanno avuto niente a che fare con l’11 settembre.

Chiunque creda alla storia ufficiale, come chiunque creda che Oswald abbia ucciso JFK, che Saddam avesse armi di distruzione di massa e collegamenti con Al-Qaeda, che Assad abbia usato armi chimiche, che la bugia del Golfo di Tonchino fosse vera, che Sirhan Sirhan abbia ucciso RFK, che la Russia abbia invaso l’Ucraina, ecc., è ormai perso nella Matrix e non più salvabile.

Non so se la stupidità occidentale si estenda anche in America Latina, Africa ed Asia. Alcune persone in Venezuela, Ecuador e Bolivia, i cui governi sono regolarmente soggetti a regime changes voluti dagli americani, devono essere consapevoli del fatto che non sono in controllo del proprio destino. Ma quanto è diffusa la consapevolezza del desiderio di Washington di avere l’egemonia mondiale? Gli unici segnali in tal senso sono gli accordi, ancorché iniziali e limitati, tra Russia e Cina.

Ancora oggi nessun governo europeo ha fatto il collegamento tra le guerre di Washington, sostenute dall’Europa, ed i milioni di rifugiati che stanno invadendo il continente, intenti a rubarne il welfare e le donne. Sentiamo tutti i tipi di lamentele per gli immigrati, ma non si fa mai una connessione tra questi e le guerre europee sostenute dagli Stati Uniti.

Washington è stata così brava durante la guerra fredda a rappresentarsi come simbolo di pace, giustizia e verità che il mondo non riesce a vedere il suo volto satanico.

Ora che 16 anni di guerra inumana contro le popolazioni musulmane hanno distrutto la vita di milioni di persone, perché non ci sono 9/11 ogni giorno? Invece ci sono solo alcuni presunti attacchi terroristici condotti da individui, palesi false flag, come quelli in Francia e in Inghilterra. Ma niente negli Stati Uniti, “il Grande Satana”, cosa molto sospetta.

Il 9/11 è stato il “New Pearl Harbor” dei neocon per fare guerre per gli interessi propri ed israeliani.

Perché gli americani e gli europei non lo sanno? Perché non hanno media indipendenti ma presstituti.

Washington ha creato “la minaccia russa” quando la falsa accusa di Obama ad Assad sul suo presunto uso delle armi chimiche è fallita. Cameron aveva promesso l’appoggio britannico all’invasione della Siria, ma il parlamento gli ha votato contro. La Russia disse basta alle guerre, di aver raggiunto un accordo con la Siria: raccogliere tutte le armi chimiche e darle agli americani per distruggerle. Gli Stati Uniti stanno probabilmente usando queste stesse armi date dagli ingenui russi per fare attacchi chimici false flag.

Bloccati nei loro obiettivi di guerra contro la Siria, i neocon si sono infuriati con la Russia. Come osano intralciarci! Daremo loro una bella lezione! Washington ha così scatenato le ONG in Ucraina, finanziandole con 5 miliardi di dollari.

Non rendendosi conto della propria vulnerabilità, la Russia concentrata sulle Olimpiadi di Sochi ha improvvisamente scoperto che l’Ucraina aveva subìto un colpo di stato e che le popolazioni russe ivi presenti stavano subendo violenze. In passato, leader sovietici avevano assegnato le province russe alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina dell’URSS. Questi russi attaccati dal governo neonazista installato a Kiev da Washington hanno chiesto di poter tornare nella madrepatria.

La Russia ha accettato di riprendere la Crimea, a causa della base navale nel Mar Nero, ma ha rifiutato le altre aree russe, Donetsk e Luhansk. Sperando contro ogni logica di convincere l’Europa di non essere aggressiva, Mosca ha rifiutato le repubbliche russe in difficoltà e le ha lasciate alla misericordia dei neo-nazisti di Kiev, che continuano ad attaccarli, violando ogni tipo di accordo.

La tolleranza di Putin alle provocazioni ed agli insulti fa apparire il suo governo debole agli occhi dei neocon, che continuano a demonizzarlo e a far pressioni per ulteriori sanzioni e basi militari vicine ai confini russi. Prima del suo incontro con Putin, Trump ha detto che “la Russia deve smetterla di ‘destabilizzare’ l’Ucraina ed altri paesi e deve ‘aderire alla comunità delle nazioni responsabili’”. Come può pensare che le cose stiano così?

Il desiderio dei russi di essere accettati dall’Occidente potrebbe finire per compromettere la propria sovranità, e gli americani lo stanno capendo.

I russi pensano anche che il terrorismo musulmano sia una minaccia globale. Mosca delira se pensa di raggiungere un accordo con Washington per combattere insieme il terrorismo. Non capiscono che quella è l’arma creata contro di loro.

Il jihadismo è stato prima usato contro l’esercito sovietico in Afghanistan. Poi contro Gheddafi in Libia. Poi, quando il piano di invadere la Siria con la scusa delle armi chimiche venne bloccato dal parlamento britannico e dalla Russia, Obama mandò l’ISIS a rovesciare Assad. Il generale Flynn, l’allora direttore della Defense Intelligence Agency, l’ha detto esplicitamente su Al Jazeera: è stata una “decisione deliberata”. Ecco perché le speranze della Russia di un fronte comune contro l’ISIS non hanno mai avuto alcun senso.

Il jihadismo è l’arma migliore di Washington con cui destabilizzare la Russia. Perché dovrebbe sconfiggerlo?

La disinformazione dei media occidentali raggiunge anche i russi, e forse anche i cinesi.

Persino gli analisti occidentali che rifiutano la storia ufficiale della Siria continuano a bersi la menzogna che Assad sia un dittatore.

Quando Putin incontrerà Trump, dovrà valutare se l’altro sia un vero presidente o un altro burattino dell’élite.

Nel secondo caso, dovrà prepararsi alla guerra.

Paul Craig Roberts

Fonte: www.lewrockwell.com

LInk: https://www.lewrockwell.com/2017/07/paul-craig-roberts/putins-assessment-trump/8.07.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org acura di  di HMG

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