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IL TRADIMENTO DELLA SCIENZA

La medicina è diventata una religione e per il mito della salute siamo disposti ad accettare ogni imposizione.

Dialogo con Giorgio Agamben

Nuda vita

Nella medicina si stanno facendo strada i concetti di personalizzazione e di predizione: grazie a nuovi strumenti diagnostici ed ai big data pretendedi predire, individualmente, il rischio di sviluppare durante la vita determinate malattie. Una volta noti tali rischi si possono indirizzare le persone verso opportuni stili di vita. In aggiunta a questi screening di predisposizione genetica, le nuove tecnologie note come “wearables” permettono il costante monitoraggio di determinati parametri vitali. Oggi sono prevalentemente usate dagli sportivi mossi dalla ricerca di un continuo miglioramento delle proprie performance ma presto potranno essere estese a tutti i cittadini. Una tale impostazione della medicina sembra dirigerci verso quello che Lei ha definito come vita ridotta a condizione biologica, “nuda vita”. Tuttavia, molti scienziati nutrono forti dubbi sulla realizzabilità – etica e tecnica – di tale scenario.Ci può condividere una riflessione su questo argomento? Inoltre, cosa pensa si debba fare per invertire la rotta?

Nella prospettiva che lei delinea, decisivo è il passaggio della soglia in cui personalizzazione, predizione e screening non si traducono semplicemente in consigli e suggerimenti di stili di vita, ma diventano un obbligo giuridico. Questa soglia oggi è stata oltrepassata e quello che in passato si presentava come un diritto alla salute, si è trasformato in un’obbligazione da adempiere a qualsiasi prezzo. La causa di mortalità più frequente nel nostro paese sono le patologie cardiovascolari ed è noto che queste potrebbero forse diminuire se si praticasse una forma di vita più sana e ci si attenesse a un’alimentazione particolare. Ma a nessun medico era mai venuto in mente che le forme di vita e di alimentazione che consigliavano ai pazienti potessero diventare oggetto di una normativa giuridica, che decretasse ex lege come si deve vivere e che cosa si deve mangiare, trasformando l’intera esistenza in un obbligo sanitario. Del resto questo era escluso dal giuramento professionale del medico, che menziona espressamente “il rispetto dei diritti civili circa l’autonomia della persona”.

È quello che è ora avvenuto per il Covid-19 e, almeno per ora: la gente ha accettato non soltanto di rinunciare alle proprie libertà costituzionali, alle relazioni sociali e alle proprie convinzioni politiche e religiose, ma ha lasciato che i propri cari morissero da soli e senza funerale. In questo senso si può dire che l’esistenza umana è stata ridotta a un dato biologico, a una nuda vita che occorre salvare a qualsiasi costo, nonostante il fatto che l’IFR, il tasso reale di mortalità della malattia sia, secondo gli studi riportati nella vostra rivista, inferiore all’1%. Quel che è avvenuto è che, attraverso un processo di medicalizzazione crescente della vita, l’unità dell’esperienza vitale di ogni individuo, che è sempre inseparabilmente insieme corporea e spirituale, si è scissa in un’entità puramente biologica da una parte e in un’esistenza sociale, culturale e affettiva dall’altra. Questa frattura è secondo ogni evidenza un’astrazione, ma un’astrazione potente, alla quale gli uomini hanno sacrificato le loro condizioni normali di vita. Ho detto che la scissione della vita è un’astrazione, ma voi sapete che la medicina moderna intorno alla metà del XX secolo ha realizzato questa astrazione attraverso i dispositivi di rianimazione, che hanno permesso di mantenere a lungo un corpo umano in stato di pura vita vegetativa. La camera di rianimazione, con i suoi meccanismi di respirazione e di circolazione sanguigna artificiali e le sue tecnologie di mantenimento della temperatura corporea, attraverso i quali un corpo umano è tenuto indefinitamente in sospeso fra la vita e la morte è una zona oscura, che non deve uscire dai suoi confini strettamente medici. Ciò che è invece avvenuto con la pandemia è che questa vita puramente vegetativa, questo corpo artificialmente sospeso fra la vita e la morte è diventato il nuovo paradigma politico, sul quale i cittadini devono regolare il loro comportamento. Il mantenimento a ogni prezzo di una nuda vita astrattamente separata da quella intellettuale e spirituale e imposta come criterio non di vita, ma di mera sopravvivenza è il dato più impressionante nella situazione che stiamo vivendo.

Verità e falsificazione

Nel 2016 “Nature” ha pubblicato i risultati di una Survey dalla quale è emerso che oltre 1.500 scienziati non erano riusciti a riprodurre i dati ottenuti da colleghi. Uno stesso problema lo aveva riscontrato nel 2011 il dott. Glenn Bagley, ai tempi direttore del dipartimento di oncologia della multinazionale Amgen, il quale prima di investire diversi milioni di euro in un progetto di ricerca per un nuovo farmaco, aveva deciso di replicare i 53 esperimenti a partire dai quali si basava la loro strategia di sviluppo di un nuovo farmaco: riuscì a replicarne solo l’11%.Paradossalmente mai come oggi la scienza sta affrontando una profonda crisi di credibilità in quanto ad affidabilità dei dati che produce e a veridicità delle affermazioni. Nonostante ciò, sembra quasi impossibile far emergere sia a livello di opinione pubblica, sia a livello di opinioni accademiche, ipotesi e risultati diversi da quelli che vengono universalmente riconosciuti come “verità scientifiche”. Verità sulla base delle quali spesso vengono anche prese decisioni politiche ed economiche. Lei ha recentemente pubblicato un intervento dal titolo “Sul vero e sul falso”. Ci aiuta ad indagare meglio questo tema?

Qui si può toccare con mano che il problema della verità non è un astratto problema filosofico, ma qualcosa di estremamente concreto, che determina in maniera consistente la vita degli esseri umani. Per quel che concerne la verità scientifica, già Thomas Kuhn, in un libro ormai famoso, aveva mostrato che il paradigma ogni volta dominante in una comunità scientifica non è necessariamente il più vero, ma semplicemente quello che è in grado di procurarsi il più grande numero di seguaci. Ma questo è vero anche al di fuori delle verità scientifiche. L’umanità sta entrando in una fase della sua storia in cui la verità viene ridotta a un momento nel movimento del falso – o, più precisamente, nel dispiegamento onnipervasivo di un linguaggio che non contiene più in sé alcun criterio che permetta di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Vero è quel discorso che viene dichiarato tale e che deve essere tenuto per vero anche se la sua non verità venisse dimostrata. Ma, in ultima analisi, essenziale per il sistema è che venga meno ogni distinzione fra il vero e il falso. Di qui la confusione crescente fra notizie contrastanti diffuse dagli stessi organi ufficiali. In questo modo è il linguaggio stesso come luogo della manifestazione della verità che viene messo in questione.

Ma che cosa avviene in una società che ha rinunciato alla verità e in cui gli uomini possono soltanto osservare muti il movimento multiforme e contraddittorio della menzogna? Per arrestare questo movimento occorre che ciascuno abbia il coraggio di porsi senza compromessi la sola domanda che conta: che cos’è una parola vera? Tutti ricordano nel Vangelo la famosa domanda di Pilato a Gesù, che Nietzsche considerava “la battuta più sottile di tutti i tempi”: “che cos’è la verità?”. In realtà, Pilato rispondeva all’affermazione immediatamente precedente di Gesù “Io sono venuto al mondo per testimoniare della verità”. Non vi è, infatti, esperienza della verità senza testimonianza: vera è quella parola per la quale non possiamo non impegnarci a dare personalmente testimonianza. E qui si misura la differenza fra una verità scientifica e una verità filosofica: mentre una verità scientifica è (o, almeno, dovrebbe) essere indipendente dal soggetto che la enuncia, la verità che è qui in questione è tale solo se il soggetto che la pronuncia si mette integralmente in gioco in essa – è, cioè, una veridizione e non un teorema. Di fronte a una non verità imposta normativamente possiamo e dobbiamo testimoniare.

La scomparsa delle ipotesi

In un suo intervento ha fatto notare come molto spesso il concetto di “notizia” abbia scalzato quello di “idea” introducendo così il termine notizia falsa come arma di silenziamento di quelle che in realtà sono idee o ipotesi diverse. Come mai secondo Lei anche se certe falsità vengono ben documentate vi si continua a credere a prescindere dal livello culturale dell’interlocutore? Quali strategie di comunicazione dovrebbe adottare uno scienziato che abbia una convincente documentazione a falsificazione delle narrazioni ufficiali?

In una società che non è più in grado di distinguere il vero dal falso, la notizia tende necessariamente a sostituirsi alla realtà ed è su questa onnipervasiva sostituzione della notizia alla realtà che operano i media. I media sono oggi uno strumento essenziale della politica proprio perché assicurano questa sostituzione, così essenziale al funzionamento del sistema. In un mondo in cui esistono solo notizie, vera è solo la notizia dominante e, al limite, nessuna notizia è più vera di un’altra; di qui la necessità di istituire, come il nostro governo non ha mancato di fare, una commissione incaricata di decidere quali notizie debbono essere considerate vere e quali false. Negli appunti presi durante la seconda guerra mondiale, Heidegger definisce l’età che stava vivendo come “una macchinazione dell’in-sensato”, in cui un’assoluta assenza di senso viene formulata in un algoritmo e incessantemente calcolata. È qualcosa di simile che abbiamo oggi sotto gli occhi.

Il giuramento tradito

Il primo punto della versione italiana moderna del giuramento di Ippocrate recita: giuro di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione. Quanto spazio resta oggi all’autonomia dei medici? Si sta forse trasformando la figura stessa del medico in qualcosa di nuovo? Come vede il futuro rapporto di fiducia tra medico e paziente? Lei personalmente come si rapporta con il suo medico e con la gestione della propria salute?

Quello che lei ha menzionato è solo uno dei punti del giuramento professionale che sono oggi sistematicamente trasgrediti. Oltre ai punti 4 e 5 che ho citato prima sul rispetto dei diritti civili e dell’autonomia della persona del paziente, in questione è anche il punto 15, che impone “di rispettare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che osservo o che ho osservato, inteso o intuito nella mia professione o in ragione del mio stato o ufficio”. Mentre in passato questo segreto è stato sempre osservato, oggi chiunque risulti positivo (non solo malato, anche semplicemente positivo) viene pubblicamente denunciato come tale e isolato. Conseguentemente anche il punto 6, che impone di “curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna” viene trasgredito. Siamo arrivati al punto che i malati positivi non vengono visitati dal medico. È difficile mantenere un rapporto di fiducia individuale con un medico che agisce anche come rappresentante di un sistema di governo. Medicina e potere, terapia e normativa devono restare separati.

La medicina come religione

In diversi interventi Lei ha presentato l’idea che oggi la medicina e la scienza siano diventate una religione. Molti medici e scienziati che la leggeranno tuttavia faranno fatica a percepire sé stessi come rappresentanti di questa religione. Forse stiamo usando un unico terme, quello di medicina o quello di scienza, per nominare due concetti diversi? Ci aiuta a definire meglio quella medicina e quella scienza che sono diventate religione?

L’analogia che suggerivo non è soltanto metaforica. Se chiamiamo religione ciò in cui gli uomini credono di credere, certamente la scienza è oggi una religione. Ma in ogni religione occorre distinguere fra l’apparato dogmatico (le verità in cui bisogna credere) e il culto, cioè i comportamenti e le pratiche che ne derivano. Come il comune credente poteva ignorare i dogmi e le eresie di cui i teologi discutevano appassionatamente, così oggi l’uomo comune può ignorare completamente le teorie scientifiche di cui discutono gli scienziati. Ma dal punto di vista del culto, cioè delle sue pratiche e dei suoi comportamenti, in particolare per quanto concerne la medicina, egli ne è determinato in misura crescente. E come la religione cristiana si proponeva attraverso il culto la salvezza, così la medicina mira attraverso la terapia alla salute: in un caso dal peccato e nell’altro dalla malattia, ma l’analogia salta agli occhi. La salute non è in questo senso che una secolarizzazione di quella “vita eterna” che il cristiano sperava di ottenere attraverso le sue pratiche cultuali. Se già la medicalizzazione della vita negli ultimi decenni era andata crescendo oltre ogni misura, nella situazione che stiamo oggi vivendo, essa è diventata permanente e onnipervasiva. Non si tratta più di assumere dei farmaci o di sottoporsi se necessario a una visita medica o a un’operazione chirurgica: la vita intera degli esseri umani deve diventare in ogni istante il luogo di un’ininterrotta celebrazione cultuale. Il nemico, il virus è invisibile e sempre presente e deve essere combattuto senza una possibile tregua, in ogni momento della propria esistenza.

Transumanesimo

Sempre maggiori finanziamenti alla scienza provengono dal settore dell’info tech. Questi stanno indirizzando numerose ricerche verso la fusione uomo-macchina che da un lato rappresenta un nuovo mercato e dall’altro una nuova promessa: potenziale le facoltà umane e prolungare la vita. Cosa pensa di questa progressiva digitalizzazione e robotizzazione della vita?

Credo che sia opportuno considerare il fenomeno di cui lei parla nella prospettiva dello sviluppo della specie umana. È ormai passato quasi un secolo da quando un geniale scienziato olandese, Ludwik Bolk, a cui si deve l’idea della pedomorfosi o immaturità costitutiva dell’homo sapiens, aveva previsto che gli apparati tecnici cui l’uomo si affida in misura crescente per poter sopravvivere come specie avrebbero raggiunto un punto di esasperazione estrema in cui si sarebbero rovesciati nel loro opposto e avrebbero finito per causare la fine della specie. Paul Alsberg già negli anni venti del XX secolo ha mostrato che nella proiezione tecnologica esterna delle funzioni degli organi corporei, quel che in realtà avviene è che questi organi vengono progressivamente disattivati a favore degli strumenti artificiali che li sostituiscono. Mentre l’animale adatta le proprie funzioni corporee alle condizioni naturali, l’uomo le disattiva per affidarle a strumenti artificiali. A ogni progresso tecnico esosomatico corrisponde così un regresso delle funzioni endosomatiche. Ma se questo regresso si spinge oltre un certo limite, la sopravvivenza stessa della specie viene messa in questione. Credo che ci troviamo oggi su questa soglia. Ma l’esperienza insegna che non sempre ciò che sembra ineluttabile avviene. Nelle parole di Euripide: “ciò che ci aspettavamo non si è compiuto e gli dei trovano una via per l’insperato”.

Linguaggio

Lei ha fatto notare come gli stessi termini sembrano scelti per sostenere un paradigma di organizzazione della società. Ad esempio, il termine “distanziamento sociale” avrebbe potuto essere diverso come distanziamento personale o distanziamento fisico. Pensa ci sia una regia del linguaggio oppure che siamo già talmente immersi in un nuovo paradigma di governo che questo linguaggio emerge spontaneamente a tutti i livelli della società? Una sorta di evoluzione naturale? Molti scienziati lottano da tempo contro termini fuorvianti e inappropriati eppure, nonostante numerose argomentazioni forti, non si riesce ad intervenire sul linguaggio universale. Quali sono i meccanismi che rendono acquisiti e consolidati determinati termini?

Il rapporto fra l’uomo e il linguaggio, l’esperienza che il parlante ha della sua lingua non è qualcosa di semplice ed è forse il primo problema di cui il pensiero deve occuparsi. Il linguaggio è qualcosa che gli uomini cercano di padroneggiare e manipolare e, nello stesso tempo, esso è ciò da cui sono già sempre dominati e determinati, cioè qualcosa con cui si deve necessariamente fare i conti. Va da sé che la grande trasformazione operata dalla tecnologia e dalla scienza moderna non sarebbe stata possibile senza un cambiamento profondo nell’esperienza del linguaggio. Il mondo antico non poteva né voleva aver accesso alla scienza e alla tecnologia in senso moderno perché – malgrado lo sviluppo della matematica (significativamente non in forma algebrica) – la sua esperienza del linguaggio non permetteva di riferirsi al mondo in un modo che si pretendesse indipendente da come esso si rivelava nella lingua. Il linguaggio non era uno strumento neutrale, che poteva essere sostituito da  cifre e algoritmi, ma il luogo in cui le cose innanzitutto si rivelano e comunicano nella loro verità. Solo la riduzione della lingua a strumento neutrale, che si compie con Ockham e il tardo nominalismo, permette quella delinguisticizzazione della conoscenza che culminerà nella scienza moderna. E solo quando la verità si sposta dall’ambito delle parole e della lingua in quello dei numeri e della matematica, il linguaggio, divenuto un sistema di puri segni convenzionali, sembra essere, almeno in apparenza, dominabile e manipolabile, non è più il luogo di una possibile verità. Ma proprio un linguaggio senza  più rapporto con la verità può diventare una prigione, una sorta di macchina che sembra funzionare da sé e da cui non sembra possibile uscire. Forse gli uomini non sono mai stati così inermi e passivi di fronte a un linguaggio che li determina in misura crescente.

Filosofia della natura

Un tempo la scienza veniva identificata come “Filosofia della Natura” e persone come Goethe che si interessavano di scienza, di filosofia e di letteratura erano considerate come massima espressione dell’intelligenza. Oggi la scienza si è indirizzata verso una sempre maggiore specializzazione che ha indubbiamente portato ad enormi avanzamenti tecnico-scientifici. Si tratta di due percorsi radicalmente divergenti. Cosa consiglia a quei giovani studenti e ricercatori che oggi muovono i loro primi passi nel mondo della scienza?

Un momento importante nella storia dell’occidente è quando la filosofia si rende conto di non poter più esercitare un controllo sulla scienza, perché la scienza si è resa del tutto autonoma rispetto ad essa. In Kant ciò è perfettamente chiaro e la sua filosofia rappresenta l’ultimo tentativo di mantenere un rapporto con la scienza, ponendosi come una dottrina della conoscenza in grado di fissare dei limiti all’esperienza possibile. Non credo che oggi qualcosa del genere sia tra i compiti della filosofia. Il rapporto fra pensiero e scienza non si gioca sul piano della conoscenza. La filosofia non solo non è una scienza, ma nemmeno si può risolvere in una dottrina della conoscenza, della quale del resto la scienza ha dimostrato di non avere alcun bisogno. La filosofia è sempre etica, implica sempre una forma di vita. Ma questo vale per ogni singolo uomo e quindi anche per ogni scienziato che non voglia rinunciare a essere umano. Certo gli scienziati hanno dimostrato di essere pronti a sacrificare senza scrupoli l’etica agli interessi della scienza, altrimenti non avremmo visto illustri scienziati servirsi dei deportati nei lager nazisti per i loro esperimenti. Quello che ricorderei a un giovane che muove i primi passi nella scienza è di non sacrificare mai un principio etico alla propria volontà di sapere.

Resistenza

Lei ha parlato della necessità di sviluppare nuove forme di resistenza. Cosa intende? Ci può fare degli esempi?

Io sono un filosofo e non uno stratega. Naturalmente la lucida coscienza della propria situazione è la prima condizione per trovare una via d’uscita. Posso solo aggiungere che non credo che la via d’uscita passi oggi necessariamente, come si è forse troppo a lungo creduto, attraverso una lotta per la conquista del potere. Non vi può essere un potere buono – e quindi nemmeno uno Stato buono. Noi possiamo solo, in una società ingiusta e falsa, attestare la presenza del giusto e del vero, possiamo solo, nel mezzo dell’inferno, testimoniare del paradiso.

*L’intervista è stata realizzata da Andrea Pensotti e pubblicata in origine su “Organisms. Journal of Biological Sciences” (Sapienza Università di Roma); la si riproduce per gentile concessione

La Redazione

FONTE https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/filosofia/agamben-intervista/

Pubblicato sul sito web: https://www.nogeoingegneria.com/

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NOTIZIA BOMBA…

Di: Dottor Roberto Slaviero – 20.01.21

Sempre più ricerche scientifiche pubblicate ed in pubblicazione, dimostrano che alte dosi di Vit D, riducono, sia le infezioni virali  da corona ed altri virus e riducono soprattutto la mortalità!

INCREDIBILE, INCREDIBILE NON POSSO CREDERCI…..

Gli “idioti“ come me, che lo dicono e lo scrivono da anni e che hanno anche subito svariate critiche e problemi, adesso se la ridono!

Se la ridono, vedendo come una classe di potere medico, falso scientifico, manipola ed adultera le più semplici norme terapeutiche di buon senso.

Ma sappiamo esattamente il perché; sono corrotti da un certo tipo di industrie farmaceutiche, che puntano a guadagnare miliardate con il business vaccinale, anzi nel caso del Covid, da una sperimentazione umana della TERAPIA GENICA  a  mRNA!

Inutile rammentare che, già ad oggi, sappiamo dai primi dati pubblicati dal British Medical Journal

https://blogs.bmj.com/bmj/2021/01/04/peter-doshi-pfizer-and-modernas-95-effective-vaccines-we-need-more-details-and-the-raw-data/

che il famoso Pfizer a mRna,  produce una immunizzazione tra il 19 e 29 % dei “vaccinati“.

Per legge in Europa, non possono venire immessi sul mercato vaccini o similari, che producano MENO del 50 % di immunità attiva dimostrata.

Ma loro se ne fregano e con procedure di urgenza, fanno quel che vogliono.

Come fanno infatti a produrre studi, che abbisognerebbero di almeno 2 anni di sperimentazione?

Frode colossale e utilizzo degli umani come cavie! Politica ed amministrazione marcia e corrotta e furto dei soldi dei contribuenti!

Come già scrissi, 300mila unità di Vit D agli anziani ed ai malati cronici, una volta al mese ed il problema Covid sarebbe eliminato!

Ma appunto … loro non vogliono eliminarlo e vogliono invece, ELIMINARE più anziani possibile.

Ricordatevi le parole del comico genovese, capo’ della banda al governo:

dopo i 75 anni non ha più senso la vita nella società odierna…

Mengele e soci nazisti facevano esperimenti per migliorare, a modo loro, le razze;

sti farabutti di oggi, sono nichilisti psicopatici al soldo dei bastardi del “reset“, dei miliardari distruttori di civiltà.

Penose direi le dispute di ieri al Senato della Repubblica … inchiodati alla seggiola, si mettono d’accordo con tutto e  tutti, per non tornare a fare quello che facevano prima a casa loro: e molti facevano…i fancazzisti.

Stiamo rimpiangendo Fanfani, Saragat e soci ed è un bel dire!

Comunque, la fine tragica della moralità pubblica è sotto gli occhi di tutti, e prima o poi la rabbia di una popolazione bistrattata, umiliata ed impoverita, a causa di una falsa pandemia, curabilissima, a parte i soliti casi particolari, estremi e terminali (muoiono ogni giorno oltre 1600 persone in Italia), esploderà!

Lo schifo maggiore è quello della classe medica al potere, ai comitati tecnico scientifici, come ai tempi del bolscevismo…altri erano allora i comitati.

Una nuova Norimberga arriverà per questi venduti prezzolati!

Tornando alla Pfizer, stanno mancando le consegne del mRna Genico in Italia…

Ragazzi…drinnnnnn!

Si stanno accorgendo di qualche effettuccio collaterale? tipo Norvegia … beh è normale che muoiano gli anziani, anche se dopo un vaccino!

E gli “idioti“ come me, che dicevano che normalmente, ogni inverno, muoiono dai 25 ai 30-35mila anziani per effetti collaterali di infezioni virali e batteriche?

Da sempre! I media dove erano, fino al marzo 2019?

Pagliacci corrotti! Hanno subito cambiato le classificazioni della mortalità a fine febbraio 2019!

Vi ho sgamati subito, delinquenti, ci sono le date!

Concludendo…..

non si uscirà MAI dal problema artefatto della pandemia, con gli apprendisti stregoni della Terapia Genica; se ne uscirà, solo tornando alla normalità medico-terapeutica, ascoltando i grandi Patologi specialisti della vecchia guardia!

E le nuove emissioni in Giga Hz? Alterando l’energia elettrica del nostro corpo, si possono attivare virus a gogò…infami installatori delle IA (intel.artificiale)

SI DEVE FARE UN PASSO INDIETRO SULLE IA, ASSOLUTAMENTE, ALTRIMENTI CI SARANNO MILIONI E MILIONI DI MORTI.

Comunque, tutti quei pagliacci e falsi virologi delle Tv, andranno processati come minimo per procurato allarme

https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-terzo/titolo-i/capo-i/sezione-i/art658.html

Come minimo ho detto!

  • C’è poi di mezzo la truffa dei tamponi e delle false positività volute ad arte.
  • C’è di mezzo la distruzione sociale e la perdita del lavoro per milioni di persone.
  • C’è di mezzo la distruzione della stagione turistica invernale.

In Germania ed Austria ad esempio, il governo dà quasi l’80% del fatturato dell’anno precedente, se devi star chiuso!

Cari politici e virologi, come la mettiamo? Rosso, arancione …

Tra qualche mese, probabilmente le masse capiranno e allora, come si dice…azzi vostri!

E se le masse non capiranno…meglio emigrare da un paese fottuto come questo!

O forse no, oggi prende possesso del Paese dei nostri colonizzatori, il salvatore della patria negli Usa…50mila soldati a Washington, per presidiarlo, e sarà solo l’inizio credo…Tutti terroristi gli altri? 75 milioni di americani?

Faranno cosi anche in Italia ed in Europa con i “non allineati“…?

Libertas, siempre! Dove c’è lo Spirito, c’è la Libertà! E tiratelo fuori…questo Spirito…se avete ancora un minimo di palle !!!

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

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DITTATURA PRESIDENZIALE

UFFICIALE: SGARBI FA RICORSO ► “CONTE DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE: È DITTATURA PRESIDENZIALE”

Radio Radio TV

Diversamente rispetto a quello che accade in altri Paesi europei, come la Germania, in Italia il comune cittadino non si può rivolgere come singolo soggetto legale alla Corte costituzionale.

In tempo di #emergenza e #Dpcm ne deriva che il popolo costretto a misure restrittive di ampia portata, non può contestarne la legittimità. ▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7

▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/ La legge italiana, però, conferisce questa prerogativa ai rappresentanti eletti dal popolo, cioè ai parlamentari della Repubblica.

E qualcuno, dopo mesi di critiche nei confronti del #Governo si è mosso contro i provvedimenti emanati dal Premier #Conte. Si tratta del deputato Vittorio #Sgarbi che, per mano dell’avvocato Alessandro Fusillo, ha presentato ricorso contro Palazzo Chigi e ha chiamato la Consulta a giudicare un presunto conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

“In estrema sintesi sosteniamo che il #Parlamento è stato espropriato delle sue funzioni”, ha spiegato il legale ai microfoni di Fabio #Duranti e Francesco Vergovich. Queste le motivazioni dell’Avv. #Fusillo a “Un giorno speciale”.

“Noi del Movimento libertario da mesi ci stavamo chiedendo com’è possibile che nessun parlamentare solleva il conflitto di attribuzione? Poi abbiamo conosciuto il deputato #VittorioSgarbi e gli abbiamo proposto di presentare questo procedimento di conflitto di attribuzione.

Cosa diciamo in estrema sintesi? Che il Parlamento è stato espropriato delle sue funzioni. In un Paese democratico le leggi vengono fatte dal Parlamento.

Tutte le fondamenta di un Paese democratico sono state messe in discussione, non da una legge (e già ci sarebbero dei problemi), ma da un decreto del Presidente del Consiglio. Quindi noi siamo al di fuori della legalità costituzionale, in cui il Governo ha delegato il suo Presidente del Consiglio ad adottare delle norme che incidono in modo drammatico e terribilmente invasivo sui nostri diritti fondamentali.

Quello che dice l’Onorevole Sgarbi e che diciamo noi nel ricorso è che questo non è possibile. La #Costituzione italiana non prevede lo stato di eccezione. Il Parlamento ha il diritto di discutere i provvedimenti, di modificarli e di svolgere le sue funzioni. Tutto questo è stato buttato alle ortiche sulla base di un’emergenza sulla quale ci sono dei fondatissimi dubbi. Stiamo vivendo un lento scivolamento verso una forma di #dittatura presidenziale, di #dittaturasanitaria“.

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CIÒ CHE TUTTI DOVREBBERO SAPERE SULL’EMERGENZA

CIÒ CHE TUTTI DOVREBBERO SAPERE SULL’EMERGENZA - Scardovelli intervista Stefano Manera  

 Clicca sull’immagine per guardare il video

Scardovelli intervista Stefano Manera

Mauro Scardovelli incontra il dottor Stefano Manera, anestesista e rianimatore, che nel periodo più cruciale dell’emergenza ha lavorato al pronto soccorso di Bergamo. In questa intervista disponibile su Davvero TV viene analizzato il problema Covid, individuandone e chiarendone gli aspetti più importanti e rendendoli comprensibili a tutti.

Oggi, dopo molti mesi dall’inizio dell’emergenza, non esiste ancora un piano terapeutico ufficiale per la cura del Covid-19 spiega il dottor Manera: “I medici sono disorientati. Alcuni sono addirittura spaventati dal non poter curare i pazienti perché ad oggi nessuno ha fornito, in maniera ufficiale, uno schema terapeutico da seguire”.

Secondo Manera in realtà, le tre fasi del Covid-19, per chi le ha potute osservare da vicino, sono oramai evidenti, ed è chiaro anche il tipo di interventi da adottare, a partire dalla cosiddetta fase 0: “È la fase che abbiamo in tutta la vita: quella della prevenzione. Nessuno in tutti questi mesi ha parlato di prevenzione. Perché un altro dato incontrovertibile è che i pazienti sani non si ammalano, o comunque non si complicano”.

Prevenire e intervenire con puntualità sono le misure indispensabili che, se messe concretamente al primo posto, possono modificare, risollevare e rilanciare le sorti del nostro Paese.

Segui l’intervista di Mauro Scardovelli su Davvero Tv.


VOTA ADESSO NELLA GRANDE CONSULTAZIONE POPOLARE PER SEGNALARE AL PARLAMENTO I NOMI CHE VORRESTI FOSSERO AUDITI, IN UNA NUOVA COMMISSIONE TECNICO SCIENTIFICA DI FIDUCIA DEI CITTADINI. Segui questo link: https://go.byoblu.com/GrandeConsultazionePopolare.

vota adesso la Grande Consultazione Popolare per un Comitato Tecnico Scientifico di fiducia dei cittadini in Parlamento 

 Fonte: https://www.byoblu.com/

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Un delirio sanitario senza precedenti

IT 0:02 / 6:55 TRUMP STA AGENDO PER IMPEDIRE LA DlTTATURA DI CONTE! MATTARELLA E’ AVVERTITO MA DEVE AGIRE IL POPOLO

 

A proposito di proroghe: LINK

 

 

 

Conte decide la proroga dello stato di emergenza fino al 31/12

L’assurda decisione di Conte di prorogare lo stato di emergenza al 31 dicembre: “E’ illegittima e non ci sono i presupposti.” La decisione ufficiale non è stata ancora ratificata, ma è lo stesso Premier Conte a confermare la notizia già circolata. 

 

Prima di esporre il nostro punto di vista partiamo dai dati:

 

Ieri su oltre 52.000 prelievi i casi accertati sono stati appena 214, da giorni ormai è cosi, indica che la curva epidemica è praticamente azzerata. I decessi “per” (ci teniamo a sottolinearlo) coronavirus sono ad oggi statisticamente il 4% (fonte ISS). Il Ministero della Salute (senza alcuna spiegazione logica) ha autorizzato solamente 3.857 autopsie per determinare le cause, le quali hanno dato una chiara visione confermata da tantissimi medici e virologi da strada (e non da salotto), ovvero che il Covid-19 non ha una grave letalità e non ha più una carica virale potenzialmente pericolosa per i soggetti sani. 

 

Clicca qui per leggere tutti i dati dal centro supporto e statistico dell’ISS 

 
Alla luce di questi semplici, ma importanti dati, ci chiediamo con quali presupposti si può decidere di prorogare lo stato di emergenza senza alcun fondamento medico/scientifico? Il loro è un delirio sanitario senza precedenti che sfocia in affermazioni del tipo: “fino a quando ci sarà anche un solo caso di Covid-19 queste misure sono necessarie”. 

 

Mentre la Repubblicare Popolare Italiana decide una proroga senza presupposti e senza senso, continuando palesemente a violare le Libertà e i Diritti fondamentali dell’Uomo, la Repubblicare Popolare Cinese altera i dati dei contagi Covid-19 sul più grande dei motore di ricerca del mondo: Google. Coincidenza? Noi non crediamo proprio. In tutto questo l’OMS ovviamente tace, e con loro l’ONU. 

Fonte: https://www.noicontrump.com/conte-decide-la-proroga-dello-stato-di-emergenza-fino-al-31-12.html 

 

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AMO QUESTO VIRUS

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Ricevo da Anna Dossena e pubblico

[21/5, 00:49] Anna Dossena: Serie di motivazioni che voglio elencarVI:

 

Questo Virus riesce a non farti annoiare mai, infatti muta nella stessa città o paese a secondo di dove si trovi: 

  • In palestra a 2 metri non fa nulla 
  • In casa non esiste – In coda al supermercato a 1 metro non fa nulla 
  • Al Mare a 4 metri nessun problema prima è mortale 
  • In città mentre cammini è pericolosissimo 
  • In autobus a 1 metro puoi stare non succede nulla (si vede che non prende l’autobus) 
  • Se corri non riesce a prenderti ma appena ti fermi occhio metti subito la mascherina che ti prende – Se hai meno di 6 anni no problem ma appena compi i 7 occhio.

Amo questo Virus ancora di più perché ha debellato tutte le malattie che esistevano, nessuno muore più di nulla, quindi abbiamo sconfitto infarti, tumori, influenze, ictus etc etc etc.

 

Amo questo virus perché era dal ’92 che non sentivo più la frase “L’HA DETTO LA TELEVISIONE” Amo questo Virus perché ha pure insegnato che fare attività fisica in carenza di ossigeno è salutare, e io che pensavo che l’ossigenazione cellulare fosse importante, che stupida, poi c’è chi ancora dice che la medicina sia scienza esatta. 

 

Amo questo Virus perché ha fatto cambiare idea a chi non voleva far dire la propria a chi non fosse laureato in medicina, oggi invece amano all’inverosimile e addirittura osannano chi non ha mai avuto una laurea in medicina e detta le linee guida dall’OMS (Bill santo subito) Ma ancora di più amo questo Virus perché ha delineato un concetto importantissimo:

 

“la laurea in medicina non è per tutti la stessa cosa, il miglior medico è quello che sta di più in TV da Fazio” Davvero incredibile questo Virus, lo amo perché finalmente ha creato nuove figure lavorative: 

  • I FACT CHECKER, gente o Bot ancora non si sa cosa siano e che decidono se una notizia sia da diffondere o meno, ooops no scusa, reale o meno. 
  • I Task Torcer, uomini (perché donne manco l’ombra) che non hanno mai lavorato in nessun settore commerciale direttamente e decidono le linee guida di chi ci lavora da anni in quei settori. 
  • Le vedette dai balconi 
  • I cantanti dai balconi 
  • I panettieri da casa… 

Per non parlare del fatto che finalmente si capisce a cosa potessero servire questi droni, altro che cercare e scovare spacciatori o trafficanti di uomini, servono a REPRIMERE chi va da solo in spiaggia o si sdraia un attimo a prendere il sole….vero rischio per questa umanità e il pianeta. 

 

Amo questo Virus perché da “Bella Ciao” a “Faccetta Nera” o da “Mai più Campi di Prigionia” a “Rastrelliamoli in casa e staniamoli tutti con le app e le forze dell’ordine” è un attimo.  

 

Amo questo Virus perché ho capito che i miliardi ci sono (almeno a sentire CONTE e la Politica) ma non si vedono, insomma la vera natura della VALUTA FIAT, basata sul nulla.

 

Ma soprattutto Amo questo Virus perché Mi ha permesso di fermarmi un attimo, guardare il mondo e capire che non tutti siamo realmente lobotomizzati. 

Buona giornata a tutte/i” 

 

Cit. Ringrazio anche il contatto da cui ho copiato

 

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Che cosa c’è nella società che ti delude tanto? || Mr.Robot

I Mengele del XXI° Secolo & i suoi finanziatori

Come Bill Gates ha monopolizzato la salute globale

 

Chi è Bill Gates? Uno sviluppatore di software? Un uomo d’affari? Un filantropo? Un esperto di salute globale?

Questa domanda, una volta solo accademica, sta diventando una vera domanda per coloro che stanno iniziando a rendersi conto che la ricchezza inimmaginabile di Gates è stata utilizzata per ottenere il controllo su ogni angolo dei campi della salute pubblica, della ricerca medica e dello sviluppo dei vaccini. 

E ora che ci viene presentato il problema di cui Gates parla da anni, scopriremo presto che questo sviluppatore di software senza formazione medica farà leva su quella ricchezza per controllare il destino di miliardi di persone.

GATES: […] ” perché fino a quando non avremo quasi tutti vaccinati a livello globale, non saremo ancora completamente tornati alla normalità.” – (Fonte , fonte)  

Bill Gates non è un esperto di salute pubblica. Non è un medico, un epidemiologo o un ricercatore di malattie infettive. 

Eppure in qualche modo è diventato una figura centrale nella vita di miliardi di persone, presumendo di dettare le azioni mediche che saranno necessarie al mondo per “tornare alla normalità”. 

La trasformazione di Bill Gates da perno del computer a zar della salute globale è tanto straordinaria quanto istruttiva e ci dice molto su dove stiamo andando mentre il mondo si tuffa in una crisi che non abbiamo mai visto prima.

Questa è la storia di come Bill Gates ha monopolizzato la salute globale:

Josef Mengele escaped capture until his death by accidental drowning in Sao Paulo (Rex Features)

 

UNA VERGOGNA LA VERITA` VERRA` A GALLA (A VOI I COMMENTI)

 

Puoi leggere l’intero articolo e i due video qui sopra di Maurizio Blondet QUI

 

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