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Chi ha controllato il passato controlla il presente e chi controlla il presente controlla il futuro

Biglino: bugie e manipolazione zootecnica, fin dall’antichità

Ci stanno manipolando in modo “zootecnico”, come fossimo animali d’allevamento? Non c’è da stupirsene: secondo i testi antichi, è sempre successo. E l’élite che manipola l’umanità è anche quella che le impone la sua versione della storia. Lo sostiene il biblista Mauro Biglino, già autore di 19 traduzioni dell’Antico Testamento per le Edizioni San Paolo. Ridicolo, secondo Biglino, parlare di complottismo: oggi, a lanciare certe accuse sono personaggi come l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Usa, cui fa eco padre Livio Fanzaga, direttore di “Radio Maria”, ma anche un giornalista come Aldo Maria Valli, storico vaticanista della Rai, che (sul suo blog) accenna a una manipolazione occulta dell’umanità che risalirebbe almeno all’epoca della Rivoluzione Francese. Biglino va oltre: la stessa Bibbia dimostra il carattere “zootecnico” della dominazione esercitata sugli umani. E un libro come “L’altra Europa”, di Paolo Rumor, ipotizza l’esistenza di una struttura-ombra, la cui origine risalirebbe addirittura a migliaia di anni fa.
A segnalare un’enorme deformazione della “storiografia” è anche un vescovo cattolico dei primissimi secoli, Eusebio di Cesarea, basandosi su un sacerdote fenicio del XII secolo avanti Cristo: la prima falsificazione l’avrebbe compiuta la casta sacerdotare, “inventando” le religioni (con tanto di miti e allegorie) per nascondere la vera storia della nostra origine.
«Le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale: un piano mondiale, denominato Great Reset», ha scritto Viganò. «Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare le libertà delle persone e dei popoli». In un accattivante video su YouTube, Mauro Biglino (autore di bestseller basati sulla traduzione letterale della Bibbia) mette Viganò in relazione diretta con il libro di Rumor, uscito nel 2010. “L’altra Europa” parla del memoriale del padre, Giacomo, cugino di Mariano Rumor (più volte primo ministro democristiano) e già rappresentante del Vaticano durante le trattative segrete per la rifondazione dell’Europa postbellica.
Se Viganò scrive – nelle sue lettere a Trump – che questa crisi serve a «rendere irreversibile» il Grande Reset, «in nome di un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale alla instaurazione di una disumana tirannide senza volto», Rumor parla dell’esistenza di una “entità” super-riservata, fatta di persone che «non esitano a ricorrere a tecniche di suggestione, o dissimulazione, per pilotare l’opinione pubblica, le sue aspettative, le sue aspirazioni mentali, e conseguentemente far accettare cambiamenti strutturali che coinvolgono le comunità nazionali».
«L’attività dei singoli governi – aggiunge Rumor – non sembra avere la capacità di interferire con la citata programmazione». Fuori causa anche i partiti politici, «totalmente esclusi da quella che, in gergo, viene chiamata “la Grande Opera”». Questa misteriosa “entità” sarebbe «una sorta di struttura trasversale, che funge da catalizzatrice a determinate decisioni contingenti – di natura economica, sociale e politica – in concomitanza con certi momenti storici importanti». Rumor parla di una struttura-ombra, che esisterebbe «fin dalle origini delle civiltà».
La sua missione? Manipolarci, a nostra insaputa. Biglino ricorda che lo stesso Rudolf Steiner, già all’inizio del ‘900, «parlava di élite che, in modo occulto, cercano di mettere in piedi e gestire programmi di controllo dell’umanità». Le clamorose accuse di Viganò – sottolinea Biglino – sono state ora rilanciate dal direttore di “Radio Maria”, secondo cui oggi saremmo tutti vittime di «un colpo di Stato sanitario e massmediatico».
Attenzione: “Radio Maria” è un network a diffusione mondiale, gestito da 20.000 volontari e seguito da 30 milioni di persone; trasmette in più di 70 nazioni, con programmi in oltre 50 lingue. Biglino non si scompone: «La gestione della storia è fondamentale, per chi vuole governare». E cita Orwell: «Chi controlla il passato controlla il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato».
Vietato stupirsene, avverte Biglino: i testi antichi ci svelano che, di fatto, siamo manipolati da sempre. Clamoroso il caso del vescovo cattolico Eusebio di Cesarea, “Padre della Chiesa”, che nel III-IV secolo rivaluta lo storico greco Filone di Byblos, il quale a sua volta presenta gli studi del sacerdote fenicio Sanchuniaton, vissuto nel XII secolo avanti Cristo. La denuncia di Sanchuniaton? Le religioni sarebbero state “inventate” dall’antica casta sacerdotale, che ha fabbricato mitologie e allegorie «per nascondere la verità» sulla reale identità delle “divinità” con cui l’uomo era stato in contatto.
La stessa Bibbia, ricorda Biglino, ne fornisce una documentazione più che esplicita. Nel Deuteronomio, in premessa, al popolo che si è scelto (i giudei) Yahweh dice: «Tu dominerai molte nazioni, ma su di te esse non domineranno». E già qui, annota Biglino, si introduce il concetto di élite. «Per arrivare a questa gestione dell’umanità, bisogna che noi uomini siamo considerati come merce, come strumenti da utilizzare. Quali sono, dunque, i semi di questa concezione?».
Nell’Esodo, sempre Yahweh («che quindi non è affatto onnisciente») dispone di censire la “sua” popolazione: «Aveva soprattutto bisogno di sapere su quanti maschi validi potesse contare, per combattere le sue guerre di conquista». Nel censire i giudei, Yahweh istituisce una sorta di tassazione: «Ciascuno pagherà il riscatto per la propria vita a Yahweh». In pratica: io ti censisco, e tu mi paghi. «Capite, qual è il concetto di proprietà sugli individui?». C’è anche il prezzo: mezzo siclo (circa 10 grammi d’argento).
«E’ un concetto duro: io ti censisco e tu mi paghi, perché la tua vita è mia. Tu la puoi riscattare pagandola, e io – il preteso dio spirituale, trascendente, onnisciente, onnipotente – mi arricchisco con il tuo argento».
Questo, osserva Biglino, «ci fa comprendere quanto i semi del passato siano presenti nell’attualità, e quanto questo ci aiuti a capire – almeno a livello ipotetico – che cosa ci stanno forse preparando, per il futuro». Tutto ha un prezzo, da versare come riscatto alla “divinità”: uomini, animali, case. Se qualcuno poi ha impegnato i suoi beni con il Tempio (cioè il “demanio” dell’epoca: il fisco), li potrà riscattare versando il loro valore, maggiorato del 20%. «In pratica: l’Iva». Ognuno ha un prezzo: un maschio dai venti ai sessant’anni “vale” 50 sicli d’argento, mentre un anziano 15, una donna 30, una vecchia 10. «Arriviamo quindi a una mercificazione addirittura spaventosa delle persone».
Tutto questo, ragiona Biglino, ci fa capire come un sistema parta dall’antichità (la Bibbia), venga ipotizzato anche da famiglie politiche importanti (i Rumor) e venga documentato da scrittori del 1.200 avanti Cristo (Sanchuniaton). «Un sistema che si è davvero protratto nei secoli, e che dice: io controllo il passato, e attraverso la gestione delle conoscenze del passato gestisco il presente e programmo il futuro. Non meravigliamoci, se qualcuno dice che oggi sarebbe in atto una programmazione sociale di tipo zootecnico, su scala mondiale».
Ci stanno manipolando in modo “zootecnico”, come fossimo animali d’allevamento? Non c’è da stupirsene: secondo i testi antichi, è sempre successo. E l’élite che manipola l’umanità è anche quella che le impone la sua versione della storia.
Lo sostiene il biblista Mauro Biglino, già autore di 19 traduzioni dell’Antico Testamento per le Edizioni San Paolo. Ridicolo, secondo Biglino, parlare di complottismo: oggi, a lanciare certe accuse sono personaggi come l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Usa, cui fa eco padre Livio Fanzaga, direttore di “Radio Maria”, ma anche un giornalista come Aldo Maria Valli, storico vaticanista della Rai, che (sul suo blog) accenna a una manipolazione occulta dell’umanità che risalirebbe almeno all’epoca della Rivoluzione Francese. Biglino va oltre: la stessa Bibbia dimostra il carattere “zootecnico” della dominazione esercitata sugli umani.
E un libro come “L’altra Europa”, di Paolo Rumor, ipotizza l’esistenza di una struttura-ombra, la cui origine risalirebbe addirittura a migliaia di anni fa. A segnalare un’enorme deformazione della “storiografia” è anche un vescovo cattolico dei primissimi secoli, Eusebio di Cesarea, basandosi su un sacerdote fenicio del XII secolo avanti Cristo: la prima falsificazione l’avrebbe compiuta la casta sacerdotare, “inventando” le religioni (con tanto di miti e allegorie) per nascondere la vera storia della nostra origine.
«Le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale: un piano mondiale, denominato Great Reset», ha scritto Viganò. «Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare le Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Marialibertà delle persone e dei popoli». In un accattivante video su YouTube, Mauro Biglino (autore di bestseller basati sulla traduzione letterale della Bibbia) mette Viganò in relazione diretta con il libro di Rumor, uscito nel 2010. “L’altra Europa” parla del memoriale del padre, Giacomo, cugino di Mariano Rumor (più volte primo ministro democristiano) e già rappresentante del Vaticano durante le trattative segrete per la rifondazione dell’Europa postbellica.

Se Viganò scrive – nelle sue lettere a Trump – che questa crisi serve a «rendere irreversibile» il Grande Reset, «in nome di un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale alla instaurazione di una disumana tirannide senza volto», Rumor parla dell’esistenza di una “entità” super-riservata, fatta di persone che «non esitano a ricorrere a tecniche di suggestione, o dissimulazione, per pilotare l’opinione pubblica, le sue aspettative, le sue aspirazioni mentali, e conseguentemente far accettare cambiamenti strutturali che coinvolgono le comunità nazionali».

«L’attività dei singoli governi – aggiunge Rumor – non sembra avere la capacità di interferire con la citata programmazione». Fuori causa anche i partiti politici, «totalmente esclusi da quella che, in gergo, viene chiamata “la Grande Opera”». Questa misteriosa “entità” sarebbe «una sorta di struttura trasversale, che funge da catalizzatrice a determinate decisioni contingenti – di natura economica, sociale e politica – in concomitanza con certi momenti storici importanti». Rumor parla di una struttura-ombra, che esisterebbe «fin dalle origini delle civiltà».

La sua missione? Manipolarci, a nostra insaputa. Biglino ricorda che lo stesso Rudolf Steiner, già all’inizio del ‘900, «parlava di élite che, in modo occulto, cercano di mettere in piedi e gestire programmi di controllo dell’umanità». Le clamorose accuse di Viganò – sottolinea Biglino – sono state ora rilanciate dal direttore di “Radio Maria”, secondo cui oggi saremmo tutti vittime di «un colpo di Stato sanitario e massmediatico».

Attenzione: “Radio Maria” è un network a diffusione mondiale, gestito da 20.000 volontari e seguito da 30 milioni di persone; trasmette in più di 70 nazioni, con programmi in oltre 50 lingue. Biglino non si scompone: «La gestione della storia è Paolo Rumorfondamentale, per chi vuole governare». E cita Orwell: «Chi controlla il passato controlla il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato».

Vietato stupirsene, avverte Biglino: i testi antichi ci svelano che, di fatto, siamo manipolati da sempre. Clamoroso il caso del vescovo cattolico Eusebio di Cesarea, “Padre della Chiesa”, che nel III-IV secolo rivaluta lo storico greco Filone di Byblos, il quale a sua volta presenta gli studi del sacerdote fenicio Sanchuniaton, vissuto nel XII secolo avanti Cristo. La denuncia di Sanchuniaton? Le religioni sarebbero state “inventate” dall’antica casta sacerdotale, che ha fabbricato mitologie e allegorie «per nascondere la verità» sulla reale identità delle “divinità” con cui l’uomo era stato in contatto.

La stessa Bibbia, ricorda Biglino, ne fornisce una documentazione più che esplicita. Nel Deuteronomio, in premessa, al popolo che si è scelto (i giudei) Yahweh dice: «Tu dominerai molte nazioni, ma su di te esse non domineranno». E già qui, annota Biglino, si introduce il concetto di élite. «Per arrivare a questa gestione dell’umanità, bisogna che noi uomini siamo considerati come merce, come strumenti da utilizzare. Quali sono, dunque, i semi di questa concezione?».

Nell’Esodo, sempre Yahweh («che quindi non è affatto onnisciente») dispone di censire la “sua” popolazione: «Aveva soprattutto bisogno di sapere su quanti maschi validi potesse contare, per combattere le sue guerre di conquista». Nel censire i giudei, Yahweh istituisce una sorta di Viganòtassazione: «Ciascuno pagherà il riscatto per la propria vita a Yahweh». In pratica: io ti censisco, e tu mi paghi. «Capite, qual è il concetto di proprietà sugli individui?». C’è anche il prezzo: mezzo siclo (circa 10 grammi d’argento).

«E’ un concetto duro: io ti censisco e tu mi paghi, perché la tua vita è mia. Tu la puoi riscattare pagandola, e io – il preteso dio spirituale, trascendente, onnisciente, onnipotente – mi arricchisco con il tuo argento». Questo, osserva Biglino, «ci fa comprendere quanto i semi del passato siano presenti nell’attualità, e quanto questo ci aiuti a capire – almeno a livello ipotetico – che cosa ci stanno forse preparando, per il futuro». Tutto ha un prezzo, da versare come riscatto alla “divinità”: uomini, animali, case. Se qualcuno poi ha impegnato i suoi beni con il Tempio (cioè il “demanio” dell’epoca: il fisco), li potrà riscattare versando il loro valore, maggiorato del 20%. «In pratica: l’Iva».

Ognuno ha un prezzo: un maschio dai venti ai sessant’anni “vale” 50 sicli d’argento, mentre un anziano 15, una donna 30, una vecchia 10. «Arriviamo quindi a una mercificazione addirittura spaventosa delle persone». Tutto questo, ragiona Biglino, ci fa capire come un sistema parta dall’antichità (la Bibbia), venga ipotizzato anche da famiglie politiche importanti (i Rumor) e venga documentato da scrittori del 1.200 avanti Cristo (Sanchuniaton). «Un sistema che si è davvero protratto nei secoli, e che dice: io controllo il passato, e attraverso la gestione delle conoscenze del passato gestisco il presente e programmo il futuro. Non meravigliamoci, se qualcuno dice che oggi sarebbe in atto una programmazione sociale di tipo zootecnico, su scala mondiale».

Pubblicato su: https://www.libreidee.org/

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La scomparsa della civiltà sumera

Dall’antropologia e dall’archeologia apprendiamo che …

Nel mondo accademico internazionale è ampiamente consolidata la convinzione che i Sumeri erano un popolo dotato di conoscenze straordinarie in ogni ambito dello scibile: scrittura, letteratura, agronomia con relativi sistemi di irrigazione, geometria, metallurgia,astronomia e calendario, unità di misura, legislazione civile e penale, governo pubblico e amministrazione, fiscalità, contabilità, sistemi di trasporto, musica e danza, educazione istruzione scolastica …

Avevano decine di termini con cui identificavano il petrolio e i suoi derivati.

Nell’ambito dell’edilizia hanno dato prova di una perizia straordinaria di cui troviamo conferma anche nella Bibbia (Gen 11, 1-4) la scienza moderna ha testato con prove di laboratorio che i mattoni di argilla cotta sono cinque volte più resistenti di quelli essiccati al sole e le loro costruzioni tenevano conto di questo aspetto: i mattoni essiccati venivano usati per costruire la struttura di base mentre i mattoni cotti in forno servivano per le parti degli edifici che erano sottoposti a particolari oscillazioni, come le scalinate, gli elementi architettonici sporgenti, strutture particolarmente esposti agli agenti atmosferici; il tutto era poi tenuto insieme dal bitume che fungeva da cemento.

E’ stato scoperto di recente (Università di Berlino) che la cultura mesopotamica utilizzava la geometria trapezoidale per calcolarle orbite dei pianti e prevederne quindi le posizioni. La trigonometria  era conosciuta in Mesopotamia almeno mille anni prima dei greci.

Come si comprende facilmente, questo popolo non poteva passare inosservato, eppure i lettori più attenti della Bibbia hanno sicuramente notato ciò che già il sumerologo S.N.Kramer ha evidenziato e cioè che l’Antico Testamento cita solo incidentalmente la terra di Sinàr (Gen 10, 10; Zc 5, 11) che viene identificata come Sumer, ma non nomina mai espressamente i Sumeri.

Nella cosiddetta Tavola delle Nazioni (Gen 10) sono elencati tutti i popoli che abitavano nei territori del Medio Oriente e non solo (Assiri, Babilonesi, Cananei, Filistei, Urriti, Hittiti, Moabiti, Etiopi, Amorrei, Evei, Accadi, quelli di Cipro, Rodi, Tarsi, Ofir …) ma non ci sono i Sumeri.

Non possiamo non porci la seguente domanda: com’è stato possibile dimenticare proprio il popolo da cui l’Antico Testamento ha addirittura tratto gran parte dei suoi contenuti originali!?

Il sumerologo Kramer ci riconduce agli studi del suo mastro Poebel raccolti in un articolo in cui in sostanza si afferma che gli ebrei sono in realtà i diretti discendenti dei Sumeri.

La Bibbia non li cita quindi espressamente perché quando parla degli Ebrei parla con ogni probità di un gruppo etnico diretto discendente di quel popolo.

I Sumeri erano quindi semiti!?

Proviamo a rispondere con l’aiuto della Bibbia stessa.

Sappiamo (Gen 10,21 e segg.) che Shem (Sem), figlio di Noè, ha avuto vari figli da cui sono derivate popolazioni che la storia conosce molto bene: Ashur, Elam, Aram …

Da uno di questi figli discenderà Ebèr (Evèr) capostipite degli Ebrei.

Gli studiosi citati rivelano alcuni aspetti decisamente interessanti e degni di un’attenta considerazione

Lam dicitura corretta presente negli scritti cuneiformi originali riporta Shumer e non Sumer;

  • nel nome Sem la Bibbia usa la consonante שֵׁ (scin) per cui la lettera esatta è Shem;
  • il vocabolo ebraico che indica “nome” è shem e corrisponde all’accadico shumu perché la “e” dell’ebraico equivale alla vocale “u” della scrittura cuneiforme;
  • La parola Shumer era pronunciata Shumi o Shum.

A queste note degli accademici noi aggiungiamo che:

  • I Sumeri avevano il loro territorio si lezione in Mesopotamia (a oriente della Palestina);
  • in Mesopotamia si pone la patria di origine del patriarca Avràm (gen. 15,7 e 24,10), che sappiamo essere discendente di Evèr, e dal cui figlio Isacco prosegue la discendenza genericamente pura;
  • gli usi matrimoniali seguiti da Abramo, Isacco e Gacobbe per garantire la discendenza corrispondevano esattamente a quelli dei governanti Sumeri e, ancora prima, dagli Anunnaki che garantivano la discendenza dinastica attraverso il matrimonio con una donna appartenente alla stessa famiglia finalizzato al mantenimento del patrimonio genetico; in genere si trattava di una sorellastra nel pieno rispetto degli usi dinastici, in Genesi20, 12 Avràm dce espressamente: <<Sara è figlia di mio padre ma non figlia di mia madre ed è divenuta mia moglie>>. E’ un caso che gli usi matrimoniali seguiti da Abramo e dalla sua famiglia corrispondessero a quelli dei governanti sumeri e, ancora prima, a quelli degli Anunnaki?
  • Il nome Isacco pare derivare dall’accadico (cultura che è succeduta a quella sumera) “Ishakku”: un titolo che indicava la più alta autorità della città. Questo ci fa pensare che la famiglia di Abramo occupasse una posizione di potere all’interno della società da cui poi si è mosso per andare a insediarsi nel territorio che il suo Elohim aveva avuto in dotazione per se stesso e per lui.E’ un caso che il nome di uno dei patriarchi fondatori del popolo, Isacco, derivi da un termine accadico che indicava un’altra carica amministrativa?

Dopo queste indicazioni manca un tassello per completare il quadro: la questione del territorio in cui vivevano i Sumeri, il sud della Mesopotamia che si trova a est della Palestina.

Ancora una volta è la Bibbia a venirci in soccorso e lo fa là dove elenca i figli di Ioktàn e ci dice (Gen 10, 29-30) che i figli di Ioktàn occuparono quindi Mesha, probabilmente il territorio dell’attuale Arabia che si spingeva lungo la penisola arabica fino a Sefàr, l’attuale catena montuosa dello Zafar che si affaccia sul mar arabico.

Non sappiamo con certezza se l’ultima parte del versetto indica che Safàr è il nome che si trova a oriente oppure se i figli di Ioctàn hanno raggiunto un’ulteriore catena montuosa non meglio definita che si trova anch’essa a oriente, ma la Bibbia ci dice comunque con chiarezza che una porzione della discendenza di Shem si è spostata a est.

Ricordiamo per inciso che Ioctàn era figlio di Evèr e dunque formalmente “ebreo”, esattamente come i figli di Abramo, discendente di Pelèg, fratello di Ioktàn.

Registriamo un ulteriore dato: la storiografia ufficiale fa terminare la civiltà Sumera intorno al 2000 a.C. e contemporaneamente attribuisce allo stesso periodo la comparsa del teatro mesopotamico prima, e palestinese poi, del patriarca Abramo.

Sappiamo che la storicità di questa figura è messa in discussione anche da molti rabbini ma quand’anche si trattasse di una finzione letteraria in cui sono state convogliate caratteristiche di varia  e vicende di varia origine, rimane un fatto inequivocabile: la consequenzialità storico-temporale che non vede interruzioni tra la scomparsa dei sumeri e la comparsa del capostipite (o dei capostipiti) del popolo che diventerà successivamente Israele, l’eredità data in assegnazione a Yahweh dal comandante Elyon (Dr 32, 8 e segg.).

Questi sono naturalmente spunti, elementi di riflessione certamente molto interessati ma il dato fondamentale non è costituito dall’ipotetica identificazione tra sumeri ed ebrei bensì dalla constatazione che la cultura sumera si è presentata sulla scena essendo nella sostanza già completamente formata (come ci dice la stereografia ufficiale).

L’antropologia e l’archeologia evidenziano la stupefacente assenza di tracce di una sua lenta evoluzione, cioè di quel processo dai tempi necessariamente lunghi che consente a un popolo barbaro e incolto di acquisire tutte quelle ricche, articolate e complesse conoscenze che abbiamo elencato in apertura della scheda e abbiamo visto essere inerenti in sostanza all’intero specchio dello scibile almeno nel modo in cui ce lo possiamo immaginare alcuni millenni fa.

Questa mancanza di tracce ci induce a pensare che la civiltà Sumera non sia il frutto di un processo secondo i  tempi e i modi della lenta evoluzione naturale ma il prodotto di una progressiva, ma sorprendentemente rapida, attività di acculturazione (ammaestramento) condotta da una civiltà superiore che ha trasmesso, almeno parzialmente, le sue conoscenze.

D’altra parte sono gli stessi sumeri ad aver registrato nelle loro memorie un dato di fatto: la loro esistenza e le loro conoscenze sono state un dono degli Anunnaki.

E’ sufficiente avere la mente scientificamente aperta e disponibile a “fare finta che” questa ammissione sia corrispondente al vero e si hanno le risposte alle domande che attualmente ne sono prive.

Mauro Biglino

Tratto dal libro “Resi Umani” di Pietro BuffaMauro Biglino. (2018 Uno Editori) (seconda ristampa Febbraio 2020)

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Corsivo mio:

ho letto questo libro almeno un paio di volte per comprenderne il messaggio; sono un amante delle antiche civiltà e tutto quello che riguarda i sumeri e ancora prima gli Anunnaki. 

Le mie ricerche sono state fatte, (oltre la Bibbia) anche sui libri dello scomparso Zecharia Sitchin e sul sumerologo S.N. Kramer. 

Seguo con veemenza tutti gli scritti e conferenze di Mauro Biglino.

Il libro “Resi Umani”, è avvincente sin dall’inizio, è una buona lettura che consiglio: “avere la mente scientificamente aperta” non è così peregrina, esce dagli schemi paradigmatici a cui siamo portati a credere e il “facciamo finta che” lascia aperti molti interrogativi sulla condizione umana.

Letture consigliate:

Sitchin & Il soggettivo business accademico

la sensibilità accademica sta facendo gridare i critici “al sacrilegio”

L’enigma Anunnaki

La storia della narrazione umana potrebbe non essere come viene raccontata

“IL DIALOGO”

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LE DUE IMMORTALITA’

Ricevo dall’amico Dottor Roberto Slaviero e pubblico.

LE DUE IMMORTALITA’ 

Quando io vidi colui nel gran diserto: 

“Miserere di me“ gridai a Lui. 

“Chiunque tu sii, od ombra od omo certo“ 

Risposemi 

“Non uomo, uomo già fui” 

Questo è il fantastico passo della Divina Commedia di Dante Alighieri, dove lo stesso, nella Selva oscura incontra Virgilio, che lo accompagnerà poi nel viaggio attraverso Inferno e Purgatorio. 

Uomo già fui. 

Scorrendo la Bibbia ebraico – cristiana nella Genesi prima del Diluvio Universale, Dio dice, abbastanza irato con l’uomo, che i sui giorni (giorni dell’uomo) sul pianeta non dureranno più di 120 anni

Infatti i patriarca biblici antidiluviani vivevano molte centinaia di anni. Il grande Enoch fu trasportato in cielo, da VIVO, all’età di 365 anni, Adamo generò Set a 130 anni, Matusalemme visse oltre 1000 anni! 

Insomma a quei tempi si viveva molto (non tutti) e per questo si parlava anche di Immortalità; anche gli antichi Re della Sumeria od antecedenti ad essi si dice vissero migliaia di anni. 

Un altro uomo che salì al cielo SENZA morire fu il profeta Elia, come il patriarca Enoch. Un destino molto particolare lo ebbe Mosè in quanto il Signore non lo lasciò entrare nella Terra promessa!

Il passo si trova nel Deuteronomio (34):

Poi Mosè salì dalle steppe del Moab sul monte Nemon. Mosè, servo del Signore morì in quel luogo, nel paese di Moab … fu sepolto nella Valle, nel paese di Moab… 

Mosè aveva 120 anni quando è morto; gli occhi NON si erano spenti ed il vigore NON gli era venuto meno … nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba … 

Qui gatta ci stracova, dopo tutti i servigi fatti al popolo eletto per conto del Signore Dio … muore senza entrare a Gerico? 

Sapete che la più potente bomba made in Usa si chiama MOAB…strani parallelismi a stampo psicotico. 

Vabbè ricapitoliamo; abbiamo Enoch ed Elia che salgono al Cielo da vivi … Mosè chissà e poi abbiamo visto ridursi drasticamente la durata della vita dai patriarchi antidiluviani ad oggi. 

Ma allora di che ..azzo ci parla la nostra scienza moderna che afferma di averci allungato la vita negli ultimi 50 anni?  

Diciamo che dopo 2 guerre mondiali la media di vita era un po’ bassina … logicamente.  

Un altra cosa strana è l’apparizione agli apostoli sulla montagna dove Gesù pregava, di Elia e Mosè (Trasfigurazione 

Ma Elia non è mai morto fisicamente e anche di Mosè si può supporre, come visto sopra…e allora?  

O son tutte fregnacce, per dirlo alla romana o dobbiamo cercare di capire perché al tempo si viveva di più! 

Una cosa che mi ha fatto pensare su questo tema è il ricordo di quando ero da poco farmacista e ricordo che una grave Malattia Autoimmune, l’Artrite Reumatoide veniva curata anche con i Sali di Oro e precisamente con il Sodio Aurotiomalato. 

A tutt’oggi alcuni reparti ospedalieri lo utilizzano ancora (od altri sali aurei, non si sa bene) e ricerche in tal senso, cioè di come prodotti contenenti Oro siano rigeneranti immunitari e cellulari, pare vengono condotte in alcuni centri universitari o cliniche d’avanguardia tra le quali anche quella di Tel Aviv, nell’antica Terra promessa dell’antico popolo eletto.  

Il problema delle terapie con Oro (Crisoterapie) negli anni passati era la ricerca del giusto dosaggio con minimi effetti collaterali.  

Oggi penso che con le diluizioni colloidali e le famose nanotecnologie il problema dei dosaggi sia più facile da gestire. Ma se ne parla molto poco … quasi nulla.  

Mi pare che soprattutto l’ormai famoso traduttore di testi antichi ebraici, Prof Biglino, abbia portato a conoscenza di molti, la storia dell’oro e del perché i famosi Elohim antichi e Semidei dell’antichità’ ne fossero molto interessati.  

Il ricercatore sumerologo Sitchin parlava dell’oro e dell’uso che ne fecero gli antichi Dei in modo diverso; non tanto per l’utilizzo del metallo per la loro salute ed allungamento della vita terrestre, secondo le ricerche e traduzioni di Biglino, quanto più per problemi atmosferici in atto sul famigerato e sconosciuto e forse inventato Pianeta X. 

La seconda ipotesi è più difficile da credere a mio avviso, ma essendo in piena Rivelazione chi lo sa?!  

Da li nacque comunque la schiavitù dell’oro per la razza umana, costretta pare a lavorare nelle antiche miniere … cosa che continua in parte ancor oggi.  

Il nostro corpo contiene circa, a seconda del peso corporeo 0,2-0,3 mg di oro. 

Da dove noi lo estraiamo è difficile da sapersi, per lo più dalle acque credo.

Quindi l’oro è un metallo presente nel nostro corpo come l’argento ad esempio:

Argento ed oro colloidale molto diluito (circa 20 parti per milione) vengono usati in terapie per lo più naturali, 

L’antroposofia Steineriana ha dei preparati a base di oro, usati principalmente per fortificare il cuore-circolo; ed il metallo aurico è considerato il metallo che assorbe e dona l’energia solare … l’energia Cristica quindi!

Nella Trasfigurazione del Vangelo possiamo pensare a questo messaggio ;

“Si trasfigurò davanti a loro (Pietro Giacomo e Giovanni) 

e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime… 

e apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù …” 

Elia e Mosè assieme a Gesù, unico vivente dei tre presenti alla scena, comunicano ai posteri una possibile ’immortalità’ non solo spirituale e definitiva ma anche fisica, intesa come allungamento della vita terrena, attraverso la luce Cristica solare e le sue implicazioni medico corporali (utilizzo e potenziamento dell’elemento solare oro e Ormone D incluso)?  

Infatti come abbiamo visto sopra, Elia non è morto, ma è salito in cielo da vivo e su Mosè abbiamo già detto …

Mi piace pensarlo…diventa tutto più umano, comprensibile e cosmico multidimensionale nello stesso tempo. 

Possiamo anche diversamente pensare che i sopracitati provenissero da, come la chiamo io, l’ISOLA CHE NON C’E’… ovvero territori oltre l’Antartide a noi sconosciuti ed abitati magari!

Parlando di Esplorazioni in Antartide la Treccani riporta: 

“Una quarta, imponente (1946), durante la quale fu ancora sorvolato il Polo Sud, rilevò centinaia di chilometri di coste, scoprendo, fra l’altro, una specie di oasi alle spalle della Terra della Regina Maria, libera dai ghiacci, rivestita di prateria e cosparsa di laghi dalle acque verdi o azzurre; nel complesso furono rilevati almeno 1.600.000 km2 di nuovi territori.”  

http://www.treccani.it/enciclopedia/antartide/ 

Avete capito?  

Oasi di 1,6 milioni di Km (quasi 3 volte la Francia) 

Come mai Google Mapps non ce la fa vedere?  

Eehh eehhh Gattona ci COVA di nuovo!  

Dovremmo entrare nella disputa sulla forma della Terra …. o meglio sulla Stazionarietà o meno della stessa ma … un altra volta … per adesso (dicembre 2018) ci pensano le Iene a mescolare le acque!  

Torniamo all’oro.  

Parrebbe quindi che in una giusta dose l’oro ripristini il sistema immunitario e quindi, quindi spingiamoci con la fantasia finché non ci controllano anche quella, con chip paggi vari e nanotecnologie usate a fini malvagi.  

Immaginatevi la scena antichissima;  

Gli Dei si accorgono che i primi Sapiens attraverso il famoso Serpente, cominciano a sapere troppo e appunto dicono; 

“cacciamoli dall’Eden affinché non mangino anche dall’Albero della Vita e diventino come noi.” 

Due erano gli alberi del Paradiso Terrestre 

  1. -albero della conoscenza del bene e del male 
  2. -albero della vita 

Vi vengono in mente a quell’epoca degli alberi trattati con oro nel terreno, che potenzia gli effetti del loro frutto, che ingerito stimola le cellule staminali, che ringiovaniscono il corpo!? Fantastico!  

Però pensate che tristezza se pochi di voi lo possono mangiare e vivere centinaia di anni e gli altri, con cui avete legami di amicizia, muoiono tutti molto prima di voi. 

Invece di proporre il Trans – umanesimo con connessioni tra le IA ed i nostri cervelli ed il 5G, i comandanti terrestri potrebbero portarci a conoscenza sugli Alberi della Vita, invece di trattarci come omuncoli da spennare e succhiarci le nostre energie vitali attraverso un lento e continuo avvelenamento delle risorse del pianeta insieme all’oscuramento dei cieli per diminuirne la luce, adducendo problemi inventati di riscaldamento fuori controllo? 

Ma dai, che dici! Siamo troppi su questo pianeta.

Va bene cosi, vita abbastanza corta e soprattutto malaticcia! 

Ricapitolando: 

SOLE……LUCE…..ORO E ORMONE D 

SISTEMA IMMUNE…CELLULE STAMINALI 

Tutte fantasie?  

Io sono nato nel 1959 e la Regina Elisabetta è Regina dal 1952 … ok salute di ferro ma … dieta particolare? Beh i soldi poi non mancano e debiti non credo.

Un altro longevo che mi viene in mente e che imperversa da decine di anni speculando su mercati e nazioni è il famoso finanziere ungherese-ebreo Soros.  

Ci ha fatto svalutare la lira di quasi il 30% facendoci entrare zoppi nell’Euro … nato nel 1930; lucidità incredibile, complimenti, ma non beve e non fuma? E tutti sti ricconi del pianeta? Li avete visti personalmente? Dove vivono ste persone?  

Non certo sulle falde dell’Himalaya dove vi sono popolazioni che, come in alcuni altopiani del Perù, raggiungono in buona condizione i 120 anni annunciati dal Dio della Genesi biblica.  

Li, probabilmente, l’ambiente è ancora puro, buona genetica ed alimentazione e poche rotture di balle e tasse da pagare.  

E allora? Cari fratelli nati NOMADI su questo pianeta:

“Per correre in migliori acque alza le vele 

la navicella del mio ingegno, 

Che lascia dietro a se mar si crudele.” 

Cambio di paradigma… Passate alla … Sezione aurea!   

https://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea  

Rapporto divino tra Macrocosmo e microcosmo……

I latini usavano dire:

“Aurore aurum in ore habet” 

(Il mattino ha l’oro in bocca) 

Chi viaggia con le scarpe d’oro, può arrivare sino alla fine del mondo…

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/ 

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L’oro della Bibbia, il sesso e l’immortalità

Mauro Biglino, l’oro della Bibbia, il sesso e l’immortalità

A cura di Andrea Pilati.

(Un ringraziamento a Mauro Biglino per link e riferimenti biblici)

Quello che mi accingo a scrivere penso sia l’articolo più impegnativo che abbia mai redatto e, visto l’argomento, farò del mio meglio per redigerlo in maniera completa, fluida e comprensibile.

Mauro Biglino

Spero di non ferire la sensibilità di qualche lettore ma l’argomento è inevitabilmente crudo, esplicito e terribilmente affascinante.

Ieri, sabato 15 dicembre, ho assistito alla conferenza di Mauro Biglino, controverso interprete dei testi sacri e nella fattispecie, a riguardo dei cattolici, del testo Sacro per antonomasia, la Bibbia.

La conferenza è durata circa due ore, dove il relatore ha riportato alcune cose già sentite ma nonostante ciò ricca, come sempre, di spunti sempre nuovi e di nuove modifiche alle traduzioni bibliche presenti nelle case dei fedeli.

Per chi mi conosce, nelle conferenze che seguo cerco di porre attenzione ai parallelismi con le conoscenze che la mia persona ha acquisito in altri ambiti e che collimano, e a volte si scontrano, con quelle espresse dal relatore del momento. È mia abitudine quindi porre a lui le domande chiarificatrici, a volte scomode, per rivedere, confutare o rafforzare i risultati delle ricerche.

Un passaggio che mi ha fatto attivare l’adrenalina è stato quello relativo all’oro che questi Elohim chiedevano di estrarre ai loro schiavi sottoposti, affinché essi potessero giovarsene come elemento per allungare loro la vita.

Biglino cita a questo proposito recenti studi volti a comprovare l’affermazione biblica riguardo la longevità. Leggiamo infatti sul sito “Le Scienze”, un articolo del gennaio 2012:

La lunghezza dei telomeri è un forte fattore predittivo della longevità: la correlazione statisticamente significativa è stata riscontrata nel diamante mandarino (Taeniopygia guttata), un piccolo uccello della famiglia degli Estrildidi, nell’ambito di uno studio condotto presso il College of Medical, Veterinary, and Life Sciences dell’Università di Glasgow e del Centre for Ecology and Conservation, College of Life and Environmental Sciences dell’ Università di Exeter, nel Regno Unito  

Sempre sui telomeri dei cromosomi leggiamo un passaggio interessante riguardante l’invecchiamento e la sua reversibilità, articolo, questo, del 2013:

Recenti studi sui topi hanno dimostrato che la senescenza associata all’accorciamento dei telomeri è un fenomeno reversibile. Se in topi con telomeri corti e chiari sintomi di senescenza veniva riattivata la telomerasi si assisteva ad un rapido ed inequivocabile ringiovanimento. 

Fonte: www.fisv.org 

La relazione diretta tra il prezioso metallo e la telomerasi non è stata ufficialmente comprovata dalla scienza ma che l’oro fosse per i tempi biblici un metallo prezioso, a questo punto se ne può comprendere il motivo, che va al di là della semplice funzione monetaria e per la creazione di monili ed ornamenti. Un passaggio interessante riguarda la descrizione biblica dell’Arca dove il testo ne descrive le fattezze e menziona i particolari della costruzione:

L’arca del patto (Es 37:1-9; De 10:1-5) Cl 2:17

10 «Faranno dunque un’arca di legno d’acacia; la sua lunghezza sarà di due cubiti e mezzo, la sua larghezza di un cubito e mezzo e la sua altezza di un cubito e mezzo.11 La rivestirai d’oro puro; la rivestirai così, sia dentro che fuori; le farai al di sopra una ghirlanda d’oro, che giri intorno. 12 Fonderai per essa quattro anelli d’oro, che metterai ai suoi quattro piedi: due anelli da un lato e due anelli dall’altro lato. 13 Farai anche delle stanghe di legno di acacia e le rivestirai d’oro. 14 Farai passare le stanghe negli anelli ai lati dell’arca, perché servono a portarla. 15 Le stanghe rimarranno negli anelli dell’arca e non ne saranno sfilate. 16 Poi metterai nell’arca la testimonianza che ti darò.17 Farai anche un propiziatorio d’oro puro; la sua lunghezza sarà di due cubiti e mezzo e la sua larghezza di un cubito e mezzo. 18 Farai due cherubini d’oro; li farai lavorati al martello, alle due estremità del propiziatorio; 19 fa’ un cherubino per una delle estremità e un cherubino per l’altra; farete in modo che questi cherubini escano dal propiziatorio alle due estremità. 20 I cherubini avranno le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le loro ali; avranno la faccia rivolta l’uno verso l’altro; le facce dei cherubini saranno rivolte verso il propiziatorio. 21 Metterai il propiziatorio in alto, sopra l’arca; e nell’arca metterai la testimonianza che ti darò.

Fonte: www.laparola.net 

Essendo il cubito circa 45 cm di lunghezza si evince che l’Arca dell’Alleanza avesse le dimensioni di 1 metro di lunghezza per 50 centimetri di larghezza e altezza.

Tutto quel rivestimento d’oro, senza calcolare cosa contenesse, rendeva la stessa decisamente pesante al punto da chiedersi come potessero i due anelli per lato, anch’essi d’oro, riuscire a sostenerne il peso. L’oro è un metallo prezioso ma non è assolutamente adatto nella metallurgia pesante. Quindi è anche facile pensare che l’Arca non servisse a portare alcun ché ma fungesse da dispositivo che oggi potremmo chiamare condensatore. Ma questa è solo una mia congettura…

Ma torniamo ai giorni nostri. Anno 2014, Centro Nazionale delle Ricerche (C.N.R.)

COMUNICATO STAMPA

Nanoparticelle d’oro identificano e uccidono le cellule tumorali

18/12/2014Un team dell’Ifac-Cnr e dell’Università di Firenze mette a punto un nuovo tipo di trattamento del cancro: nanoparticelle d’oro riconoscono le cellule cancerose quando queste sviluppano un enzima che permette loro di sopravvivere senza ossigeno. La tecnologia, illustrata su Advanced Functional Materials, è protetta da brevetto.

Fonte: www.cnr.it

PANORAMA – Un cerotto d’oro per il cuore

Sviluppato un biomateriale con nanoparticelle d’oro in grado di riparare i tessuti cardiaci danneggiati

di Angelo Piemontese

Presto i danni causati al cuore da infarto o altre patologie cardiovascolari potranno essere aggiustati con uno speciale cerotto inserito chirurgicamente nelle aree danneggiate del muscolo cardiaco.

All’Università di Tel Aviv hanno infatti sviluppato un nuova metodologia biomedica per creare un tessuto ibrido, composto cioè da una miscela di cellule umane e micro particelle d’oro, in grado di sostituire le fibre del miocardio malfunzionanti e inoltre capace di migliorarne le prestazioni.

Fonte: www.panorama.it

Piano piano sembra proprio che stiamo arrivando al centro del labirinto…

Ma l’oro lo troviamo anche in un altro specifico contesto e anche Biglino ne condivide il parallelismo. Parliamo di Alchimia ed elisir di lunga vita; con essa gli alchimisti volevano ottenere la trasmutazione del piombo in oro (ancora lui!) ma la cosa che lascia interdetti è il fatto che questo metallo lo ritroviamo sempre quando c’è la vita di mezzo e se consideriamo che i patriarchi biblici godevano di longevità ultracentenaria allora qualche domanda sul fatto che questi Elohim necessitassero di oro per se stessi porta a pensare a qualsiasi congettura.

L’oro è presente tra gli elementi chimici del corpo che abitiamo e a riprova di ciò riporto le analisi fatte con il test del mineralogramma:

L’Alchimia descritta nel MedioEvo non è quella che ci è sempre stata raccontata come la rudimentale chimica appannaggio di folli metallurghi relegati in oscuri scantinati tra libroni ed alambicchi. Essa è relativa alla possibilità di ottenere un cambio chimico nel corpo, indotto con una pratica molto potente, in grado di sprigionare una enorme energia trasmutatoria. In questa pratica si mettono in atto la respirazione, l’ossigenazione del sangue e dei tessuti, l’equilibrio endocrino, la totale funzionalità cerebrale dei due emisferi in sincrona collaborazione, il controllo del corpo e dei pensieri, il dominio della mente e delle emozioni, il discernimento tra gli istinti e la Coscienza. Sto parlando del Sesso e del relativo rapporto Maschio/Femmina. Come si può capire, qui gli omosessuali non possono accedere, per logica e per Natura cosmica.

Adamo ed Eva – Raffaello Sanzio – Stanza della Segnatura, Vaticano – Particolare della volta

Il rapporto Maschio/Femmina è per il raggiungimento del Cosmo, dell’ordine. Quello omosessuale è chiaramente per il Caos, il disordine. In mezzo la scelta con il libero arbitrio e le relative conseguenze.

Se le ricerche di Biglino sono corrette, gli Elohim crearono l’uomo, e dopo alcuni esperimenti genetici, la sua controparte, la donna. Tutti e due in grado di replicarsi, ma quando una coscienza prende posto in un corpo, altro non può fare che evolversi. Sul suo ultimo libro, “Lacaduta degli Dei” (Uno Editori) spiega altri interessanti dettagli a riguardo.

L’albero della Conoscenza del Bene e del Male altro non è che il rapporto Sessuale Sacro con il quale ci si scontra e si vanno a conoscere le dinamiche delle due energie opposte senza le quali non è possibile la Conoscenza e l’evoluzione della Coscienza. Perché mai la Bibbia ci racconta che Adamo ed Eva, dopo averne colto il frutto (della Conoscenza), si coprirono i genitali? Per caso la Bibbia ci parla di albero di mele? Non mi risulta…

Da allora anche nel generato “genere umano” entrarono preponderanti queste due forze, agenti attraverso l’Uomo, che hanno prodotto dei movimenti che si sono polarizzati per l’una o per l’altra forza, antagonisti l’un l’altro. L’uno, il Male, è votato alla distruzione, al dolore, all’offuscamento della Coscienza, alla degenerazione tissutale e all’invecchiamento precoce, alla tristezza e all’apatia, questi ultimi chiari segni di carenza energetica. L’altro, il Bene, agisce all’opposto fornendo Tenacia, Costanza, Pazienza, Intelligenza, Volontà, tonicità ed elasticità fisica e relativa elasticità mentale, rigenerazione e vigore, Entusiasmo (En-Theos, “Dio dentro”)… Non vi sono dubbi verso quale parte merita porre attenzione.

Ma per come è strutturata questa dimensione su questo pianeta e come siamo strutturati noi psicologicamente parlando, possiamo apprendere solo conoscendo il Male, e Dante ce lo ha mostrato chiaramente.

Se vogliamo conoscerci e risalire la china degli inferi per raggiungere i livelli paradisiaci lo possiamo fare solo attraverso il Sesso, con il quale si può vincere o perdere una battaglia, la più importante, essendo esso stesso l’unica energia che permette la procreazione attraverso l’attivazione della divisione cellulare e la relativa creazione di un nuovo veicolo fisico chiamato “corpo umano” che sarà abitato da una Coscienza con un ben preciso compito.

Se utilizziamo il Sesso per il Bene, come sopra descritto, la nostra vita sarà meno dolorosa e tendente al Paradiso; altrimenti sarà in Inferno. Penso che così sia più chiaro comprendere anche quello che è legato alla fortuna e alla sfortuna, il destino, diretto o subìto, il karma e il dharma orientali. Da ciò si  può comprendere la repressione verso il sesso e la creazione del tabù tramite la Chiesa cattolica e il Satanismo, che divulga la totale perdita del seme/coscienza.

Marina Abramovic

Per notare la deriva alla quale porta il satanismo basta vedere le “opere” di Marina Abramovic, sedicente artista che tra le sue performance utilizza una miscela di sperma, sangue suino e sangue mestruale per scrivere messaggi su muri adibiti a tela, nelle gallerie d’arte a lei dedicate.

Esterniamo quello che siamo, Come dentro così fuori… I mostri che aleggiano in noi prima i poi escono anche se siamo dei bravi dissimulatori, consapevoli o meno.

Chi vuole addentrarsi nel merito della compagine satanica che gira intorno a questi personaggi, ispirati dalla divulgazione di Aleister Crowley, consiglio di leggere l’articolo di Maurizio Blondet sul Pizzagate con “attori” quali John Podesta e il fratello Tony, quest’ultimo proprietario di una galleria d’arte moderna “particolare”, James Alefantis, Bill & Hillary Clinton, Obama,  www.maurizioblondet.it. Altri dettagli li trovate anche suDagospia. Per altri abomini artistici, frutto delle aberrazioni mentali e genesi delle parti oscure in noi, consiglio la visione delle opere di Patricia Piccinini che trovate su Internet.

Un’opera della Abramovic scritta con il mix ideale…

Il seme, come il seme per le piante, è la sintesi dell’essere umano dal quale nasce e si sviluppa il futuro corpo/coscienza. Attraverso il Sesso abbiamo la possibilità, data dai Theoi, Elohim, Divinità, anch’esse operanti per il Bene o per il Male, di diventare come loro, Dei ai nostri occhi.

Il futuro ci vuole responsabili, capaci di prendere in mano il nostro destino, ma dipende SOLO DA NOI. Il tempo, o meglio, il periodo che stiamo vivendo è quello dell’Apocalisse, la Rivelazione, quindi è possibile e doveroso divulgare queste informazioni speciali. Molti di noi ancora non comprendono quello che è stato trasferito in queste righe, non ne comprendono l’enorme potenzialità. Ma ad ogni frutto va dato il tempo per maturare…

E ora, per terminare questo lungo intervento con un messaggio di speranza e di augurio, riporto una frase ripresa dal film “Guerre Stellari – gli  ultimi Jedi”:

“La vittoria non si consegue attaccando il nemico ma salvando chi ami”

I misteriosi Figli delle Stelle

E se poi, un bel giorno, scopri che non era vero niente?

Perché l’oro è così importante? L’oro, non il ferro, l’argento, altri metalli. Forse perché si suppone che l’oro, incorruttibile, possa isolare al 100% da radiazioni pericolose, provenienti da tecnologie avanzate? Lo affermano i controversi studiosi della cosiddetta paleo-astronautica, che si interrogano sul singolare interesse manifestato, per l’oro, da tutti gli “dèi” dell’antichità, chiamati Viracochas sulle Ande nel regno Inca, Túatha Dé Dànann in Irlanda, Elohim in Palestina, Annunaki in Mesopotamia, Theòi in Grecia, mentre Vimana è il nome che in India designa le antiche, ipotetiche astronavi dei Veda. E ancora: i semi-dei “venuti dal cielo” prendono il nome di Kachinas in Arizona, Muxul nello Yucatan presso i Maya, Dogu in Giappone, Wakinyan in Nord America presso i Lakota Sioux, Nommo in Mali presso i Dogo

Una cosa è sicura: a un certo punto, nella storia, l’oro viene improvvisamente apprezzato e ricercato, estratto, lavorato, tesaurizzato, utilizzato come valore di scambio. Tutti quegli esseri appassionati all’oro, spesso chiamati Figli delle Stelle perché comparsi a bordo di formidabili mezzi volanti, raffigurati in sculture e altorilievi ancora oggi visibili in diverse parti del mondo, instaurarono dominazioni di tipo coloniale, imponendo sempre – alle popolazioni assoggettate – lo stesso “sacrificio” quotidiano: bruciare, per loro, il grasso (inizialmente dei neonati primogeniti, poi solo di agnelli) presente in prossimità di certi organi, fegato e reni. Grasso che, una volta bruciato, produce un fumo inebriante e “calmante”, come spiegano nella Bibbia i sudditi di Jahwè, uno degli Elohim dell’area palestinese, divenuto celebre attraverso il drammatico racconto biblico.

Jahwè (o anche Jeohwà o Jihwì, a seconda delle vocalizzazioni convenzionali introdotte solo nel medioevo dai biblisti ebrei della scuola masoretica) era il dispotico, temutissimo padrone della famiglia di Giacobbe-Israele, poi successivamente trasformato, dalla teologia, in “Dio unico”. Nell’antica Roma, quello stesso grasso era chiamato “omentum”. Stesse disposizioni: era la parte “sacra”, cioè riservata esclusivamente agli “dèi”, perché fosse bruciata (“sacrificata”) solo per loro, pena la morte dei trasgressori. Quel particolare grasso che sovrasta gli organi interni non è come l’adipe, provvisorio e accumulato con l’alimentazione, ma è un grasso stratificato fin dall’infanzia, addirittura dalla nascita. Se bruciato, confermano i chimici, produce un fumo che sprigiona molecole pressoché identiche a quelle delle endorfine, fortemente psicotrope, il cui odore ricorda il profumo appetitoso che si libera dal barbecue durante una grigliata.

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, di ritorno dallo spazio, ha dichiarato che, lassù, aleggia un odore di carne bruciata. Gli scienziati spiegano che quell’odore si diffonde, anche in un’astronave, man mano che si prolunga la missione, perché le condizioni ambientali all’interno del veicolo spaziale accelerano la morte di milioni di cellule epiteliali – morte che, appunto, produce quell’odore. Di recente, poi, ricercatori hanno scoperto che il vino rosso contiene una sostanza particolarissima, il resveratrolo, protegge le ossa da svariate complicazioni, inclusa la “friabilità” che colpisce lo scheletro negli astronauti esposti a lunghi soggiorni orbitali. La Bibbia racconta che Jahwè beveva vino spesso e volentieri (fece impiantare una vigna a Noè, subito dopo lo sbarco dall’Arca), mentre i testi sumero-accadici riferiscono che gli Annunaki gradivano molto la birra. Elohim, Dogu e tutti gli altri: Figli delle Stelle, scorrazzanti a bordo dei Vimana? “Vimàn” era il nome di una compagnia aerea del Bangladesh, ricorda Mauro Biglino.

“In India voliamo da tremila anni”, era uno slogan pubblicitario dell’Air India. El-Al è invece il nome della celebre compagnia israeliana.Se la tradizione rabbinica racchiusa nel Talmud ammette con assoluta tranquillità la presenza della manipolazione genetica nella Genesi – basta vedere come vennero al mondo Adamo ed Eva, disse il professor Egael Safran, rabbino e docente universitario di etica medica in Israele, all’epoca della clonazione della pecora Dolly – è davvero impossibile trascurare gli studi più recenti dei genetisti, che mettono in crisi l’evoluzionismo darwiniano: è come se fosse intervenuto qualcosa a “correggere” l’evoluzione, accelerandola – non solo per il Sapiens, ma anche per la pecora e la mucca, la patata, il grano. Cioè gli animali e i vegetali che popolavano il Gan Eden di cui parla la Bibbia, da cui i primi ibridi – Adamo ed Eva, appunto – furono allontanati preventivamente, prima cioè che potessero approfondire “le pratiche dell’albero della vita”, acquisendo cioè le medesime conoscenze e l’estrema longevità, dunque il medesimo potere, dei loro presunti “creatori”, gli Elohim, veri specialisti in genetica sperimentale, a quanto sembra. Emerge un’altra verità, dunque, sui cosiddetti “testi sacri”, da cui discende un impianto di pensiero – e di potere – almeno bimillenario.

Non stupisce, quindi, il grande successo dei bestseller di Biglino, pubblicati anche da Mondadori, né l’entusiasmo delle centinaia di persone che affollano le sue frequentissime conferenze. Di Biglino si può apprezzare innanzitutto la correttezza, nella sua impostazione preliminare: non metto in discussione l’esistenza di Dio, ripete, perché non ho le certezze degli atei; mi limito a dimostrare che quella della Bibbia non è una divinità ma solo un Elohim, di cui la stessa Bibbia nomina almeno una decina di “colleghi”, di equivalente status, senza peraltro mai spiegare il significato della parola Elohim, che nessuno al mondo conosce. Inoltre, nella Bibbia non sono presenti, mai, i concetti-chiave del monoteismo: creazione, eternità, immortalità, divinità. Il verbo tradotto con “creare” è Baraa, che significa dividere, separare (i cieli dalle acque, le acque dalle terre – Genesi). E della parola Olàm, ancora e sempre tradotta con “eternità”, e che in realtà significa “tempo molto lungo”, i dizionari raccomandano: non tradurla mai con il termine “eternità”.

Un anno fa, lo scorso 6 marzo, Biglino è stato protagonista, a Milano, di un importante confronto con eminenti teologi: un importante sacerdote e docente di teologia dell’università cattolica, un arcivescovo ortodosso, il rabbino capo della comunità ebraica di Torino e un insigne biblista, pastore valdese, co-autore di alcuni tra i più importanti dizionari di ebraico e aramaico antico. Nessuno ha messo in discussione le sue tesi. Tutti, al contrario, hanno ammesso che la Bibbia è stata ampiamente travisata. Ma lì si fermano: non denunciano, cioè, il fatto che venga ancora oggi regolarmente travisata. Dice Biglino: nel 95% dei casi, chi professa e propaga le grandi religioni monoteiste che si pretendono originate da quel libro (e quindi: Papi, vescovi, parroci, catechisti, pastori) non conosce neppure la lingua in cui quel libro è stato scritto. Pretende di “far dire” a quelle pagine determinate verità, per di più “sacre”, ma non conosce – alla lettera – il testo, nella lingua originaria.

Senza contare, poi, che la Bibbia resta una raccolta (non uniforme) di testi di epoche diverse, tutti senza fonte: non è possibile risalire con certezza neppure a un autore; nessuno dei testi biblici ha una chiara paternità – tantomeno i libri più famosi e celebrati, come quello attribuito al profeta Isaia. Anche per questo, mezzo secolo fa, i biblisti ebraici hanno varato il “Bible Project” con il compito, entro 200 anni, di ricostruire una Bibbia più attendibile. L’unica certezza, dicono, è che la Bibbia di oggi – riveduta e corretta per l’ultima volta dai masoreti all’epoca di Carlomagno – non è l’originale. Inoltre mancano una decina di libri, pure citati qua e là: quei libri sono scomparsi. E le incongruenze sintattiche presenti nella versione masoretica dimostrano il grado di manipolazione a cui quei testi sono stati sottoposti, nel corso dei secoli. Biglino dice: mi si rimprovera di offrire una lettura letterale del testo, anziché allegorica, simbologica, esoterica, teologica.

Va bene, teniamo pure conto di tutte le interpretazioni possibili. Ma aggiunge: perché privarci della versione letterale, sia pure di un testo che sappiamo essere così pesantemente rimaneggiato? Non si sa neppure in che lingua fosse scritto, l’originale: all’epoca della prima stesura della Genesi, per esempio, la lingua ebraica non esisteva ancora. Dunque non sappiamo come fossero scritte, né tantomeno pronunciate, le parole in esso contenute. Poi intervenne la traduzione in ebraico, ma con le sole consonanti; le vocali furono introdotte solo fra il VI e l’XVIII secolo dopo Cristo, quando appunto “Yhwh” divenne finalmente “Jahwè” (ma anche “Jihwì” e “Jeohwah”).

Nonostante tutto ciò, insiste Biglino, perché non provare a leggere il testo così com’è, dando per buona – per un attimo – l’idea che racconti fatti realmente accaduti? Si scoprirebbe, conclude, che la storia narrata – vera o falsa che sia – non è priva di coerenza. Ed è, tra l’altro, la fotocopia perfetta di molti altri libri antichi preesistenti, “sacri” e non, come la trilogia fondativa di un popolo geograficamente contiguo a quello ebraico, i sumero-babilonesi. Quei testi mesopotamici sono l’Atrahasis, l’Enuma Elish e l’Epopea di Gilgamesh. Raccontano tutti la stessa storia: e cioè l’arrivo (da cielo?) di individui potentissimi ma non onnipotenti, molto longevi ma non immortali, in possesso esclusivo di tecnologie fantascientifiche, decisi a colonizzare territori imponendo la loro legge (i comandamenti di Jahwè non sono 10, ma oltre 600) e stabilendo alleanze con singole tribù, in lotta perenne tra loro per la spartizione di piccoli territori. Il patto: voi lavorate per me (mi servite, mi nutrite, mi bruciate quel famoso grasso e mi obbedite in tutto) e io vi aiuto a conquistare “terre promesse”. Se disobbedite, vi stermino. Jahwè, è scritto nella Bibbia, arrivò a uccidere in massa 24.000 sudditi disobbedienti.

Quello che Biglino contesta è che, nonostante le evidenze e le conferme provenienti dagli ambiti di studio più disparati (dall’esegesi ebraica all’autorevole École Biblique dei domenicani di Gerusalemme) le traduzioni erronee continuino a essere presenti nelle Bibbie attualmente stampate. In sintesi, il primo “problema” è proprio Dio. Nella Bibbia, semplicemente, non c’è, dice Biglino. C’è Jahwè, che però è sempre in compagnia dei “colleghi” Milkòm, Kamòsh, e tanti altri. Viene tradotto con “Altissimo” il nome Eliòn, che invece è un individuo «chiaramente indicato come il capo degli Elohim: è scritto nel testo biblico che ne presiede un’assemblea, nientemeno». E addirittura è tradotto coi termini “eterno” e “onnipotente” il nome El Shaddai, letteralmente invece “signore della steppa”, cioè l’Elohim nel quale si imbatté Abramo. Allo stesso modo, altri termini vengono sempre tradotti in modo consapevolmente inappropriato e fuorviante: Kavod, per esempio. Il contesto biblico lo presenta come un’arma da guerra, un oggetto volante e pericoloso, dotato di armamenti micidiali. Viene tradotto: “gloria”. Così, il “Kavod di Jahwè” diventa la “gloria di Dio”.

Quando appare, il Kavod solleva un gran vento, il Ruach – che viene tradotto “spirito”. Sotto il Kavod sono fissati 4 Cherubini. Mezzi meccanici volanti, secondo i rabbini: robot, monoposto. Per l’esegesi teologica cristiana, invece, i Cherubini sono “angeli”, così come gli altri “angeli”, incorporei e alati, che la Bibbia invece chiama Malachìm, presentandoli come individui in carne e ossa, di cui gli umani hanno paura – sono soldati, ufficiali degli Elohim, portaordini pericolosi e molesti, inquietanti. Si racconta di un angelo che apparve alla vista di Gedeone, «volando con leggerezza», per poi «scomparire», mentre nell’originale, in ebraico, il testo dice semplicemente che «il Malach» si fece vedere dal testimone, e poi «se ne andò camminando». Pura invenzione, il volo, così come l’attraversamento miracoloso del Mar Rosso: «Nel testo c’è scritto che Mosè e i suoi attraversarono solo uno Yam Suf, un canneto.

Nessun mare, tanto meno Rosso». Quanto agli “angeli”, più tardi, il fondatore del cristianesimo, Paolo di Tarso, raccomanda alle giovani donne di coprirsi il capo con il velo, se partecipano ad assemblee, e di farlo «a motivo degli angeli», poiché  – come si spiega in altri passi – sono sessualmente eccitabili e poco raccomandabili, violenti. Biglino “corregge” anche l’interpretazione della comparsa dell’Arcangelo Gabriele, quello dell’Annunciazione evangelica: «Gabriele non è un nome proprio ma solo un termine comune, funzionale: deriva da Ghevèr-El, e essere “il Ghevèr di un El”, per di più “arcangelo”, significa essere un potente ufficiale di alto grado».

Dallo studio condotto da Biglino appare evidente la fabbricazione artificiale di un culto, la cui radice viene attribuita a un libro debitamente leggendario, in quanto antico, scritto in una lingua sconosciuta ai più. Lo studioso contesta chi ritiene obbligatoria una  lettura necessariamente cifrata: «Quando furono scritti, i testi biblici, a saper leggere e scrivere erano in pochissimi: perché mai avrebbero dovuto nascondere il loro racconto sotto il velo simbolico-allegorico?».

La prima versione della Bibbia divulgata nel Mediterraneo oltre la Palestina, detta “Bibbia dei Settanta”, fu tradotta in greco ad Alessandria d’Egitto, secondo Biglino ricorrendo a una massiccia interpolazione interpretativa ispirata dal pensiero platonico, che – a differenza della Bibbia – contempla le nozioni filosofiche di trascendenza, divinità, creazione, eternità. Gli ebrei considerano la “Bibbia dei Settanta”, letteralmente, «una tragedia per l’umanità». Eppure, sottolinea lo stesso Biglino, è proprio quella Bibbia in greco ad aver poi originato quella in latino, che è alla base della teologia cattolica e quindi delle Bibbie in italiano per le famiglie. Il lavoro del ricercatore torinese non mette in crisi solo la teologia ufficiale su cui si basano le istituzioni religiose, ma anche l’esegesi alternativa fornita dall’esoterismo, acutamente suggestiva, fondata sulla lettura allegorica e simbolica del testo – lettura che, come quella cattolica, non mette mai in discussione la presenza della divinità nell’Antico Testamento.

Certo è singolare la diffusione, negli ultimi anni, di una tale quantità di informazioni, ormai di pubblico dominio, che riguardano in particolare l’interpretazione della storia antica, sacra e non, ma anche una radicale rilettura dell’approccio scientifico alla conoscenza, rivalutando sia i testi sacri, fondativi delle grandi religioni, sia l’opera di esoteristi particolarmente illuminanti – filosofi, medici, artisti, alchimisti, proto-scienziati – che tendono a fornire chiavi di interpretazione delle “leggi universali”, cioè le “leggi di natura” di cui, ogni tanto, affiorano nuove tracce anche in ambito scientifico, da indagini sull’energia e sulla reale consistenza della materia.  Da qui le più recenti riflessioni sulla percezione del tempo e della vita stessa, sulla cosiddetta Energia Oscura, sulla Materia Bianca cerebrale di cui i neurologi ammettono di essere a corto di informazioni.

Fisici come Vittorio Marchi e Giuliana Conforto sostengono che la realtà sensibile non sia altro che rappresentazione, e che il nostro cervello non percepisca che il 2% di quanto ci circonda, sulla Terra – per non parlare dell’universo, di cui non sappiamo molto, al di là del nostro piccolo sistema solare. Un numero sempre maggiore di storici e antropologi sospetta che la storia sia interamente da riscrivere: a quanto pare non furono gli egizi a erigere le piramidi; quelle scoperte in Bosnia sono più antiche e più grandi di quelle dell’Egitto. Né tanto meno conosciamo la storia misteriosa dei Sumeri, che sorsero all’improvviso come civiltà già formata, in possesso di conoscenze evolute (architettura, agricoltura, scrittura). Forse, ipotizza Biglino sempre prendendo la Bibbia alla lettera, i Sumeri erano la discendenza di Caino, che – essendo cresciuto nel Gan Eden – era stato formato e istruito dagli Elohim.

L’esegesi ebraica ormai sospetta che Abramo, storicamente, non sia mai esistito. Quantomeno, ipotizza Biglino, il personaggio biblico rispondente a quel nome era evidentemente un sumero, spinto dagli Elohim a vagare “lungi dalla casa di padre mio”, viaggiando fino in Palestina. Poi, i Sumeri scomparvero di colpo, in coincidenza con la distruzione delle città ribelli di Sodoma e Gomorra, operata dagli Elohim che impiegarono “l’arma dei terrore”, che sprigionò nell’atmosfera una nube letale – i venti dovettero sospingerla fino alla regione di Babilonia, dove è documentata la strage della popolazione (con sintomi da contaminazione nucleare) e la fuga precipitosa degli “dèi” locali, gli Annunaki, che presero il largo a bordo dei loro “carri celesti”, in tutto simili al Kavod di Jahwè. A morire, sul posto, restarono gli umani – o meglio gli Adàm, per dirla con Biglino: creazioni di laboratorio, “fabbricate” non si sa dove e poi “poste in Gan Eden”; riprodotte in serie per lavorare, come docili schiavi, per conto dei misteriosi Figli delle Stelle.

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