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Mattarella convoca i militari: coprifuoco, paura per gli Usa?

Mattarella convoca i militari: coprifuoco, paura per gli Usa?

Coprifuoco notturno come in Francia (con il pretesto del Covid) alla vigilia delle elezioni americane? La notizia rimbalza ovunque: Sergio Mattarella ha convocato per il 27 ottobre il Consiglio Supremo di Difesa. Ordine del giorno: «Conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla Nato e all’Unione Europea», nonché «aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale», e infine «prospettive di impiego delle forze armate nei diversi teatri operativi».

 
Militari presto schierati in modo permanente nelle strade italiane? L’attenzione si sposta immediatamente negli Usa, dove si teme stia per accadere qualcosa di inaudito: voci insistenti danno per certo che il Pentagono sia pronto a vigilare sulle elezioni più drammatiche della storia, probabilmente con risvolti senza precedenti.
 
Devastante la polemica agitata da Trump in queste ore: emergono le prove di finanziamenti indebiti che Joe Biden avrebbe ricevuto dalla Cina tramite il figlio, Hunter, già al centro di uno scandalo petrolifero in Ucraina. Molte città statunitensi sono state devastate dalle violenze di formazioni come “Antifa”, manipolate per creare caos dopo le indignate proteste iniziali per il razzismo della polizia. Le elezioni più blindate della storia finiranno in rissa? E’ per questo che anche l’Italia si prepara al peggio, cioè a una crisi mondiale di rilievo anche militare? 
 
Domande per ora senza risposta, alimentate da notizie necessariamente frammentarie. Il Consiglio Supremo di Difesa – si legge sul sito del Quirinale – è il principale strumento costituzionale attraverso cui il capo dello Stato acquisisce «circostanziate conoscenze degli orientamenti del governo in materia di sicurezza e difesa». In altri termini, «è strumento di dialogo e di confronto preventivo tra i responsabili dell’indirizzo politico in materia di difesa nazionale». I suoi componenti possono quindi «concorrere a definire criteri per il migliore esercizio delle rispettive singole competenze».
 
Oltre al capo dello Stato ne fanno parte essenzialmente il premier, alcuni ministri-chiave (esteri, interno, economia, difesa) e naturalmente il capo di stato maggiore della difesa. «A seconda delle circostanze e della materia trattata», possono essere consultati anche i vertici delle singole forze armate (esercito, marina, aeronautica e carabinieri), nonché il presidente del Consiglio di Stato e ulteriori esperti di valore strategico.
 
«I primi sessant’anni di attività del Csd sono stati avvolti da un impenetrabile alone di mistero, facendone l’organo meno conosciuto della Repubblica», ricorda Wikipedia. In pratica: l’Italia si sta preparando al peggio, di fronte all’ipotesi di un’esplosione mondiale innescata dalle tensioni tra Usa e Cina?

Le devastazioni di Antifa negli UsaDi per sé, la convocazione – pur degna del massimo rilievo – non implica necessariamente la presenza di circostanze straordinarie: il Consiglio Supremo di Difesa, ricorda sempre il Quirinale, viene convocato dal presidente della Repubblica almeno due volte l’anno, con un ordine del giorno che tiene conto anche delle indicazioni fornite dal presidente del Consiglio dei ministri.

 

In questo caso, però, a fare notizia è la data: il summit delle massime autorità civili e militari è convocato a una settimana di distanza dalle presidenziali americane del 3 novembre 2020, valutate come un appuntamento epocale per il destino del pianeta. La nuda cronologia degli ultimi mesi mostra la successione di due eventi di portata strategica: la clamorosa rottura geopolitica e commerciale tra Washington e Pechino, con l’imposizione di dazi da parte degli Usa per frenare l’export cinese, e l’immediata esplosione dell’epidemia di coronavirus.

 

Contagio che da Wuhan si è poi esteso al resto del mondo, travolgendo letteralmente gli Stati Uniti, dove Trump era dato sicuramente vincente: merito della sua politicaeconomica, che aveva ridotto a zero la disoccupazione. Con il Covid, tutto è crollato: America nel panico, e milioni di disoccupati.

 

Ad aggravare il quadro, la guerriglia urbana scatenata da “Antifa”: le iniziali proteste di “Black Lives Matter” contro la polizia, dopo la barbara uccisione dell’afroamericano George Floyd, si sono trasformate in disordini gravissimi, con aggressioni ai supporter di Trump degenerate nel saccheggio indiscriminato di negozi e abitazioni.

 

Allarme rilanciato nelle ultime ore anche dalla stampa italiana: migliaia di americani in coda davanti alle armerie, dove si stanno acquistando fucili, pistole e mitra. In arrivo elezioni armate, in un clima da guerra civile? Fonti autorevoli riferiscono che il Pentagono sarebbe pronto a intervenire: sia per garantire la regolarità del voto, che poi per gestire la sicurezza nei giorni seguenti, nel caso dovessero esplodere tumulti e turbolenze minacciose.

 

I sostenitori di Trump ritengono che i militari verrebbero schierati a difesa del presidente uscente, mentre quelli di Biden scommettono che i generali garantiranno, anche con la forza, un regolare passaggio di consegne qualora le urne dovessero decretare la vittoria dei democratici.

 

Si teme in ogni caso il manifestarsi di una situazione inedita e pericolosa, con i militari in primissimo piano, specie in quegli Stati in cui le operazioni di voto dovessero essere disturbate (o addirittura sabotate) da iniziative violente, magari intraprese da manifestanti armati.

 

Conte e SperanzaCe n’è abbastanza, parrebbe, per convocare gli stati maggiori della Repubblica italiana, recentemente messa sull’avviso dalla strana visita del segretario di Stato di Trump, Mike Pompeo, che a Roma si è scagliato contro il Vaticano accusando Bergoglio di aver fatto pericolose concessioni ai cinesi: il governo di

 

Pechino, infatti (caso unico al mondo) concorre alla nomina dei vescovi cattolici, in Cina.

Lo stesso Pompeo avrebbe inoltre rivolto un severo monito al governo Conte, e in particolare al “partito cinese” che si muove dietro le quinte dell’esecutivo, attraverso potenti comitati d’affari nonché i terminali italiani dell’emergenza Covid, ispirati da un’Oms ormai controllata da Pechino dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’organizzazione internazionale, accusata di promuovere il modello-Cina (autoritario) con l’alibi della sicurezza sanitaria.

 

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il lockdown imposto in Italia è stato il più severo, in Europa, e ha prodotto l’unico effetto di aggravare la crisi economica. Oggi l’Italia ha l’acqua alla gola: aiuti mai arrivati, aziende chiuse o in procinto di chiudere, cassa integrazione erogata col contagocce, interi settori (come il turismo) ridotti al lumicino. Allucinanti le proiezioni sul Pil, crollato di 18 punti.

 

SoldatiScandalosamente, il governo Conte non ha fatto nulla – nei mesi della tregua estiva – per evitare la situazione che oggi viene rappresentata come esplosiva: i dispositivi sanitari non sono stati potenziati, e ai medici di base (tramite le Regioni) non è stata fornita una procedura per gestire i malati a casa, in sicurezza, evitando la corsa agli ospedali.

 

Nonostante ciò, o forse proprio per questo, si tenta di colpevolizzare i cittadini (patetica la crociata contro la “movida”) per l’eventuale recrudescenza di un virus che, ormai lo si è visto, produce una larghissima maggioranza di contagiati asintomatici.

 

Contagiati che oltretutto, secondo eminenti virologi (non quelli ospitati in televisione) non sono in grado di trasmettere il virus: gli asintomatici non sono contagiosi, ripetono alcuni tra i maggiori epidemiologi del mondo, come i firmatari della Dichiarazione di Great Barrington, ormai sottoscritta da 25.000 medici e scienziati. La loro ricetta: proteggere anziani e malati, lasciando però che il virus infetti la maggioranza della popolazione (immunità di gregge), in modo che si adatti rapidamente al nostro organismo e cessi di rappresentare un problema. Tesi scientifiche autorevoli ma bandite, nel paese dei Dpcm che sorvolano sulla Costituzione. In Italia, la parola d’ordine resta invariata: abbiate paura.

 

Ancora una volta, dopo aver lasciato affondare il paese, Giuseppe Conte si aggrappa all’emergenza? Sfumati gli aiuti europei (Recovery Fund) nel pantano di una contesa infinita, sarà ora l’emergenza geopolitica innescata dalle presidenziali americane a tenere in piedi il governo più catastrofico del dopoguerra? Saranno cioè i militari nelle strade a “congelare” gli italiani, in crisi nera e spaventati a morte dalla propaganda psico-sanitaria dell’esecutivo?

 

Domande appese a pochi indizi, in attesa del 3 novembre, nel dubbio (fondato) che alla narrazione odierna – dominata dal virus influenzale – possa sostituirsi una narrativa d’altro genere, affidata ai militari, a cominciare dall’altra sponda dell’Atlantico. Impossibile non ricordare che la flotta da guerra statunitense è schierata al largo della Cina, e che l’Italia – sempre strategica, a metà strada tra Europa, Africa e Medio Oriente – ospita in territorio europeo il maggior numero di basi militari statunitensi, alcune munite di considerevoli arsenali atomici.

 

Fonte: https://www.libreidee.org/

 

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Un delirio sanitario senza precedenti

IT 0:02 / 6:55 TRUMP STA AGENDO PER IMPEDIRE LA DlTTATURA DI CONTE! MATTARELLA E’ AVVERTITO MA DEVE AGIRE IL POPOLO

 

A proposito di proroghe: LINK

 

 

 

Conte decide la proroga dello stato di emergenza fino al 31/12

L’assurda decisione di Conte di prorogare lo stato di emergenza al 31 dicembre: “E’ illegittima e non ci sono i presupposti.” La decisione ufficiale non è stata ancora ratificata, ma è lo stesso Premier Conte a confermare la notizia già circolata. 

 

Prima di esporre il nostro punto di vista partiamo dai dati:

 

Ieri su oltre 52.000 prelievi i casi accertati sono stati appena 214, da giorni ormai è cosi, indica che la curva epidemica è praticamente azzerata. I decessi “per” (ci teniamo a sottolinearlo) coronavirus sono ad oggi statisticamente il 4% (fonte ISS). Il Ministero della Salute (senza alcuna spiegazione logica) ha autorizzato solamente 3.857 autopsie per determinare le cause, le quali hanno dato una chiara visione confermata da tantissimi medici e virologi da strada (e non da salotto), ovvero che il Covid-19 non ha una grave letalità e non ha più una carica virale potenzialmente pericolosa per i soggetti sani. 

 

Clicca qui per leggere tutti i dati dal centro supporto e statistico dell’ISS 

 
Alla luce di questi semplici, ma importanti dati, ci chiediamo con quali presupposti si può decidere di prorogare lo stato di emergenza senza alcun fondamento medico/scientifico? Il loro è un delirio sanitario senza precedenti che sfocia in affermazioni del tipo: “fino a quando ci sarà anche un solo caso di Covid-19 queste misure sono necessarie”. 

 

Mentre la Repubblicare Popolare Italiana decide una proroga senza presupposti e senza senso, continuando palesemente a violare le Libertà e i Diritti fondamentali dell’Uomo, la Repubblicare Popolare Cinese altera i dati dei contagi Covid-19 sul più grande dei motore di ricerca del mondo: Google. Coincidenza? Noi non crediamo proprio. In tutto questo l’OMS ovviamente tace, e con loro l’ONU. 

Fonte: https://www.noicontrump.com/conte-decide-la-proroga-dello-stato-di-emergenza-fino-al-31-12.html 

 

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LA TEMPESTA PERFETTA

SCOOP!!! TRUMP CONTRO POLITICA E TOGHE ITALIANE. LA TEMPESTA PERFETTA STA PER ARRIVARE

SECONDA PARTE DELLO SPECIALE DEL NOSTRO BLOG. (La prima parte QUI)

TRUMP CONTRO POLITICA E TOGHE ITALIANE.

LA TEMPESTA PERFETTA STA PER ABBATTERSI CONTRO IL REGIME ED IL NUOVO ORDINE MONDIALE.

Il mainstream tace, ma dagli Usa sembra arrivare un uragano che metterà a rischio tutto il sistema italiano ed il potere internazionale targato Clinton, Soros e Gates.

di Giuliano Castellino

Seconda puntata del nostro speciale sulla tempesta perfetta che si sta abbattendo sull’Italia.

Ancora una volta, in perfetta solitudine, tentiamo di squarciare il muro di gomma dei media di regime, pronti a fare quadrato intorno al potere tirannico italiano.

Tremano Renzi, Carrai, “spioni nostrani” e toghe militanti, mentre l’ex premier salva Bonafede per tenere uniti Mattarella ed esecutivo, perchè sa che Trump è pronto a colpire i democratici italiani.

Uno tsunami che a giugno potrebbe abbattersi su Politica, Magistratura ed Intelligence italiana.

Dopo le accuse di inquinamento politico, le toghe si trovano a fare i conti con le infiltrazioni delle Spie e di una rogatoria internazionale che li coinvolge insieme a pezzi di potere.

Già da mesi sappiamo che Renzi è molto preoccupato per una eventuale ritorsione americana a causa di un suo ruolo – e dei suoi amici di palazzo – da protagonista nel RussiaGate.

In questi giorni – quelle che sembravano essere indiscrezioni – si stanno trasformando in un uragano.

Il tutto mentre l’Italia è sotto pressione politica per l’emergenza pandemia e Trump si trova al verdetto elettorale per la riconferma alla Casa Bianca.

Non a caso lo sfidante Joe Biden ha avuto un endorsment pubblico di Obama, quest’ultimo accusato dallo stesso Trump di essere stato autore di un complotto internazionale che aveva il compito di spianare la strada alla Clinton, grazie a Mifsud, Renzi e Carrai.

Quello che sta accadendo in USA si sta ripercuotendo sulla stabilità politica italiana nonostante, sia il Governo che l’Opposizione, abbiano fatto fronte comune per tutelare Renzi ed i protagonisti dello scandalo Russia gate.

Quello che è ormai certo è che in questa vicenda di spie e di politici, sembrerebbe esserci un ruolo protagonista ricoperto da uomini della magistratura, che avrebbero spianato la strada non solo alla componente politica Anti-Trump, ma che avrebbero penalizzato anche alcuni progetti strategici del Bel Paese come il porto di Taranto.

Certo è difficile conoscere con precisione le informazioni di cui dispone il Presidente Trump, tuttavia giorno dopo giorno si moltiplicano gli elementi che collegano i governi PD dell’epoca e lo scandalo americano.

Dall’esclusione del Generale Flynn all’imbarazzante posizione del Governo Italiano sul prof. Mifsud, fino ai caldeggiamenti del capo di FBI a Roma Kieran Ramsey per la nomina di Marco Carrai (migliore amico e braccio destro di Renzi, nonchè suo procacciatore di finananziamenti dai tempi del partito popolare) alla direzione della cyber security Italiana c’è solo l’imbarazzo della scelta…

Ma probabilmente questo è ancora nulla rispetto a quello di cui dispongono Trump e gli Usa.

Ricordiamo che nell’esecutivo Renzi era pesante la presenza di Cantone all’ANAC, tra l’altro fotografato alla famosa cena con Obama, in questi mesi è emerso lo scandalo Palamara – Ferri e Lotti al CSM: alla luce di quello che sta emergendo da Wanshington, tutto sembra essere collegato, toghe e politici uniti e coinvolti per difendere interessi e posizioni.

Riguardo, quindi, al dottor Cantone, l’enigma più pesante è scoprire perchè aveva rapporti così stretti con l’ufficio di Victoria Nuland, grande promotrice del Russiagate presso il Dipartimento di Stato Americano, nonché amica personale dell’ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Attualmente vi sono vari procedimenti alla Procura di Perugia, quella destinata a controllare Piazzale Clodio, tra cui quello contro il Pm Albamonte, indagato per attivitá di hackeraggio di sistemi informatici posti sul territorio Americano.

Un vero colpo di Stato, con registi non solo americani, ma anche italiani, pronti a buttare giù Trump.

Una vicenda che sta tenendo alta l’attenzione di tutto il mondo, ma che in Italia è stata totalmente ignorata e silenziata dalla stampa mainstream.

Dimenticando che l’operazione “anti-trumpista”, non solo doveva favorire la Clinton, ma tendere la mano al nuovo asse “Dem – Soros – Gates – Cina”.

Ancora oggi Renzi e Carrai fanno coppia fissa, l’ex premier è al Governo del paese ed è entrato nel cerchio magico di Obama, Blair e Bildeberg, ma l’aver di fatto fondato ed inventato questo esecutivo e di essere uomo di punta dell’internazionale Dem difficilmente lo salverà da questa bufera.

Nonostante si troverà dalla sua sia Mattarella che le toghe, che faranno di tutto per opporsi alla rogatoria internazionale, sarà difficile fermare l’offensiva di Trump.

La cosa che non ci torna è il comportamento delle destre, dei cosiddetti sovranisti, che invece di favorire la caduta del sistema, sembrano invece difendere il regime.

Perchè Salvini e Meloni sono muti di fronte a questa vicenda? Eppure entrambi si sono sempre definiti sia filo russi, che amici di Trump.

Far cadere il Governo a causa di Renzi e mettere fuori gioco per sempre l’ex segretario del PD, dovrebbe essere “un calcio di rigore” per le destre, eppure non si muovono dalla posizione filo sistema.

Nella migliore delle ipotesi si tratta di uno stato di forte confusione ideologica dei presunti sovranisti, nella peggiore, si tratta di schifosi e viscidi rapporti tra esponenti del centro-destra Italiano e protagonisti dello SpyGate.

Rapporti che non mancheranno di essere portati alla luce, perchè davvero quella che dovrebbe arrivare d’oltre oceano è una tempesta perfetta che sembra destinata a non fare prigionieri.

Tremano il regime Italia e tutto il nuovo ordine mondiale…

Fonte: https://www.litaliamensile.it/

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Appelli disperati delle élite

 

 

GLI EUROPEISTI INVOCANO IL GOLPE- per salvare la Democrazia, ovvio. 

di Maurizio Blondet   

Da quel che ho capito io, Mattarella non vuole i ministri che gli propone l’alleanza di governo. Dicono che continua telefonare a Draghi per avere, diciamo, istruzioni o pareri: “Conte ti va?”. Draghi: Per carità, e chi lo conosce. E’ incompetente. E’ un tecnico (i media ripetono: incompetente, troppo tecnico, ha falsato il suo curriculum)  

NON ABBASTANZA competente.

NON ABBASTANZA competente. 

Mattarella: “Mi propongono Paolo Savona lo accetti? Draghi: “Di male in peggio, quello è troppo competente. E’ anche uno del sistema, quindi non possiamo attaccarlo come un barbaro invasore. Ex direttore generale di Confindustria e ministro dell’Industria del governo Ciampi, lunghi anni a fianco di Guido Carli, che da ministro del Tesoro firmò per l’Italia il trattato di Maastricht. Sperimentato. La sa troppo lunga. Riuscirebbe a pilotare l’uscita concordata dall’euro. Sa come fare. Nelle trattative metterebbe in difficoltà Merkel e Macron. No no, proprio no”.  

TROPPO competente.

TROPPO competente. 

I media strombazzano: Paolo Savona è anti-euro, non va bene. Ci vuole un ministro non critico dell’euro, altrimenti l’Europa si sente offesa. Altri spiegano: Paolo Savona è interno al Sistema, dunque in contraddizione col populismo. Bocciato.  

Mattarella mette il veto.  

Il presidente Mattarella si prende tempo. Continua a ricevere messaggi dalla cosiddetta Europa: “L’Italia rispetti gli impegni”; “Presidente, non permetta che i barbari distruggano lo splendido lavoro che abbiamo fatto a Bruxelles”.  

Centocinquanta economisti tedeschi firmano un documento di fuoco in cui esigono che l’Italia esca dall’euro. Cosa che dimostra lo stato di confusione mentale in cui li abbiamo sprofondati: prima, quando l’opzione di uscita dall’euro era comparsa nella bozza Lega-M5S, tutti a strillare che è uno scandalo! E obbligano a cancellare quella opzione. Poi la stessa opzione compare con la firma di 150 economisti germanici, e va bene.  

E Mattarella che fa? Aspetta. Aspetta che Salvini e Di Maio gli propongano i ministri giusti. Giusti secondo gli europeisti e i media. Si capisce che sarebbe contento se Salvini e Di Maio gli proponessero: come presidente del consiglio, vogliamo assolutamente Gentiloni. Come ministro dell’economia, scegliamo di nostra iniziativa, Padoan. Agli Esteri, Alfano. La Fedeli all’Istruzione… 

Quello sarebbe il governo giallo-verde ideale, per Mattarella. Il quale continua a far ripetere ai media che è sua prerogativa presidenziale scegliere i ministri.  

C’è addirittura qualche media che sostiene: la pretesa dei vincitori alle elezioni di volersi scegliere i ministri è contraria alla Costituzione. Corrado Augias comincia a scrivere che al punto in cui siamo, per salvare la democrazia, bisogna vietare le elezioni: è il pensiero ricorrente della cultura di sinistra. Su Il Foglio, il direttore neocon Claudio Cerasa lancia un appello disperato a Berlusconi e a Renzi: sciolgano PD e Forza Italia e li fondino in una sola “opposizione propositiva pro Occidente, pro mercato, pro Europa” contro il governo giallo-verde votato dal popolo.  

Insomma non sanno più cosa inventarsi. Hanno una gran voglia di golpe. Sperano moltissimo in un aumento dello spread. Invocano l’aiuto dei “mercati”: non vedete l’immane debito pubblico italiano? Chiedete di più di interessi! Rovinate gli italiani che hanno votato male! 

Al che un operatore finanziario domanda: se – come credono i media – c’è una correlazione fra debito grosso e spread, come mai il Giappone che ha un rapporto debito/Pil del 235 per cento, ha uno spread nullo, anzi “NEGATIVO rispetto ai bund tedeschi, e non è sotto la minaccia dei mercati?   

Il Giappone: rapporto debito/Pil è al 235%, ma i “mercati” non si allarmano. Perché ha la moneta sovrana.

Cosa volete, rispondere a questa domanda sarebbe imbarazzante: il Giappone non allarma i mercati perché non è nell’euro, ha una moneta sovrana e una banca centrale sua, che garantisce di pagare tutti li yen che servono per servire gli interessi sul debito.  

Si potrebbe dedurre che i nostri problemi di spread dipendano dalla UE e dall’euro. Un’idea malsana e barbara. Omofoba e antisemita. 

Quindi, gli sguardi si volgono di nuovo a Mattarella. Gli danno suggerimenti. Come nota Massimo D’Antoni, professore di scienza delle finanze a Siena: “I giornali continuano a scrivere che al Quirinale il problema sarebbe la proposta di un ministro [Paolo Savona] che ha dei dubbi sull’euro. Non so se sia vero. Mi rifiuto di crederci, perché se così fosse sarebbe una motivazione a dir poco sconcertante”:  

Già. Avremmo un presidente della repubblica che censura preventivamente le idee politiche di un economista assolutamente rispettato, che è stato ministro, banchiere, boiardo di Stato, persino Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica…. 

Mattarella come presidente che mette il veto – non motivandolo – su un tale nome, concordato dalle forze che rappresentano la maggioranza in parlamento, “introdurrebbe un precedente pesantissimo” (D’Antoni). Il precedente si chiama golpe. Qui, diciamolo chiaro, c’è una grande tentazione di golpe. Lo chiede il PD. Lo chiede Forza Italia. Lo chiedono i media. Ce lo chiede l’Europa. 

Forse Draghi ha trovato una via d’uscita. Telefona a Mattarella: “Dì che scelgano Di Maio. Quello è un novizio, non capisce niente di finanza monetaria, non sa le lingue, riusciamo a intimidirlo nei vertici UE …e lo facciamo su”. (non cito letteralmente: Fare su, è un mio milanesismo per imbrogliare). 

I media cominciano a scrivere: si torna a pensare a un politico come presidente del consiglio. Di Maio, perché no?  

Resta da mettere qualche puntino sulle i. Il professor Conti,che prima non andava bene perché “un perfetto sconosciuto”, poi non va bene perché ha difeso una famiglia che voleva far curare sua figlia malata con la Stamina: occorre precisar che un avvocato difende anche un omicida, senza essere necessariamente un promotore dell’assassinio? Ma la cosa più incredibile è che i media e il PD continuino a dire che”ha taroccato” il curriculum.. Che ha millantato una laurea presa a New York, come un qualunque Oscar Giannino, e che l’Università di New York dice che non è mai stato iscritto. In realtà, ecco cosa Conte ha scritto nel suo curriculum:  

Vuol dire che il professore è stato ad ascoltare lezioni all’università – ciascuno può farlo, l’ingresso è libero – per ascoltare oratorie in un bell’inglese, migliorare la propria comprensione della lingua, impratichirsi della terminologia giuridica. Io stesso l’ho fatto ormai decenni fa alla Tulane University di New Orleans. Certo, andare in una università straniera per migliorare la propria competenza linguistica, è un tipo di problematica che non ha mai interessato la Fedeli, con la sua terza elementare, messa dal PD a fare la ministra dell’Istruzione: e in quel caso, Mattarella ha trovato che le competenza della vecchia rossa bastano e avanzano. Non ha trovato nulla da ridire sulla competenza scientifica della Lorenzin, una liceale, messa alla Sanità, con potere vacinale dittatoriale. Nè ha avuto dubbi sulle competenze di Alfano, che non sa alcuna lingua, come ministro degli Esteri. Se si obbedisce all’Europa, non c’è bisogno di essere cervelli, di sapere qualcosa, di imparare: basta eseguire gli ordini.   

Il debito pubblico: “Il governo giallo-verde lo farà aumentare! Bisogna impedirglielo!”: così esclamano le sinistre che in dieci anni di governo hanno aumentato il debito pubblico così:

(Guardate come cresce dal 2011, ossia dal “competente” Mario Monti)

Stefano Fassina, nel PD uno dei più a sinistra ma oggi cane sciolto e spirito libero, approva Paolo Savona

Stefano Fassina (@StefanoFassina) ha twittato alle 10:16 AM on mar, mag 22, 2018:

Paolo #Savona come ministro economia e finanze @MEF_GOV è competente e equilibrata coerenza con voto @M5S_Camera @M5S_Senato e @LegaSalvini il 4 Marzo. Savona da tempo fa analisi fondate su mercato unico e €-zona e ne rileva insostenibili effetti di svalutazione del lavoro.

 
(https://twitter.com/StefanoFassina/status/998840059033014277?s=03) 
 

BERLINO: non sapeva come rifutare i programmi di Macron sulla messa in comune di profitti e perdite come in una vera area monetaria. Adesso ha colto la palla al balzo per stoppare tutto. “Finché l’Italia non finisce di fare le sue riforme. E siccome non le fa più…”,.  

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-05-21/governo-m5s-lega-timori-tedeschi-ora-stop-riforme-dell-area-euro–124559.shtml?uuid=AEKSmwrE&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter 

La Germania, da sempre contraria alla condivisione dei rischi in Eurozona, coglie la palla al balzo per dire che… non vuole la condivisione dei rischi” (Luciano Barra Caraccio) 

Per i più esperti, propongo l’articolo seguente: 

COSA PONE VERAMENTE IN PERICOLO L’EUROZONA. IL CONTO CHE LA GERMANIA NON PAGHERA’ MAI

https://orizzonte48.blogspot.it/2018/05/cosa-pone-veramente-in-pericolo.html 

E’ la comune spoliazione dell’Italia il vero collante della “unità” franco-tedesca, che altrimenti sarebbe divergente.

“La verità sta proprio nel fatto che l’Italia “allarma” non per la sua debolezza ma per la sua forza, la cui rivendicazione farebbe crollare la grande costruzione oligarchica del capitalismo finanziario che culmina nell’euro.”  

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/

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Cala il sipario sulla XVII legislatura

https://video.panorama.it/news-video/tutti-numeri-della-xvii-legislatura-video/Clicca sull’immagine per vedere il video

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  10 cose orribili di questa legislatura

di Adriano Scianca

Roma, 28 dic – Cala il sipario sulla XVII legislatura, quella che qualcuno ha definito la peggiore di sempre. Di sicuro in questi cinque anni ne abbiamo viste delle belle (e soprattutto delle brutte). Ecco le 10 cose orribili viste in politica dal 2013 a oggi.

1 – Sarà banale, sarà diventato ormai uno stereotipo, ma servirà un po’ di tempo prima di riuscire a comprendere il significato politico e metapolitico di un personaggio come Laura Boldrini. Raramente un simile concentrato di spirito anti-italiano era riuscito a insediarsi in una posizione istituzionale di simile prestigio. Ora la Laurona (anti)nazionale ha annunciato che farà politica con “Liberi e uguali”: peggio per loro. Gli italiani, dal canto loro, sperano solo di dimenticarsene.

2 – Letta, Renzi, Gentiloni: una legislatura, tre governi, nessun mandato popolare. D’accordo, d’accordo, l’Italia non è una repubblica presidenziale, i semicolti ce l’hanno spiegato in continuazione. Ma va ricordato come il Porcellum, legge elettorale con cui è stato eletto il parlamento appena sciolto, prevedesse l’indicazione obbligatoria del “capo della coalizione”, che per il centrosinistra era Pier Luigi Bersani, uscito vincitore da primarie che, nel linguaggio corrente e nella percezione comune, servivano proprio a designare il candidato premier. Chi tiene tanto alla letteralità costituzionale dovrebbe avere il coraggio oggi di andare in campagna elettorale dicendo che non propone alcun candidato premier e che sarà il Parlamento a decidere, come accadeva nella prima repubblica. Che è passata da un pezzo, anche se i semicolti non se ne sono accorti.

3 – I pasdaran della Costituzione ricordano anche che nella Carta è espressamente vietato il mandato imperativo: una volta eletto, il parlamentare rappresenta la nazione intera e non una parte, quindi può fare ciò che vuole. Bene, ma senza esagerare. La legislatura appena finita ha visto infatti il record dei cambi casacca (546) e il record di voltagabbana (345). Una transumanza continua, al ritmo di 9,5 al mese. Alla Camera un deputato su tre ha cambiato gruppo. Al Senato quasi uno su due.

4 – La XVII legislatura è stata anche quella dei renziani, questa bizzarra popolazione parlamentare composta da un terzo di berlusconismo, un terzo di banalità liberal e un terzo di legami con le banche. Maniche di camicia arrotolate e “ciaone” sparati come se piovesse, li abbiamo visti colonizzare il Pd con l’arrivismo arrogante degli homines novi, salvo poi implodere per via di un costante disastro comunicativo e politico.

5 – Peggio dei renziani, tuttavia, ci sono solo gli antirenziani di sinistra, questo concentrato di sfiga e rancore ben rappresentato dai capelli di Fassina e dalle occhiaie di Civati. Vorrebbero rappresentare la sinistra che non cede sui valori e sono finiti sul carrozzone di D’Alema, che è un po’ come voler rifondare il Partito fascista partendo da Gianfranco Fini. Su tutto ciò che conta, gli antirenziani sono come i renziani, solo che scopano un po’ meno.

6 – Tra le cose a cui non avremmo mai voluto assistere e invece abbiamo dovuto vedere ci sono sicuramente i grillini, sbarcati in Parlamento nel 2013 con una folla spropositata di eletti, si sono distinti per gaffe improbabili, italiano stentato, proposte surreali. Ideologicamente organici alla sinistra, hanno finito per farne qualcuna giusta solo perché Grillo li ha tenuti a freno e per il loro tabù sul voto in comune col Pd, che spesso li ha fatti astenere in alcuni passaggi cruciali.

7 – Tra gli incubi politici degli ultimi anni, non scordiamoci Valeria Fedeli, il primo ministro dell’istruzione della storia politica occidentale a non aver dato neanche l’esame di maturità. Un esempio di protervia e arroganza del potere, che pretende di poter mettere chiunque dovunque, a prescindere non solo dai meriti, ma anche dalla decenza. Una nomina esclusivamente ideologica, che se fosse venuta da destra avrebbe scomodato fior di editorialisti per spiegare le ragioni dell’ignoranza congenita in quella parte politica e che invece è stata accolta con vergognosa accondiscendenza.

8 – E Cecile Kyenge? Ce la vogliamo dimenticare? Il primo ministro per esclusivi meriti epidermici, di cui nessuno aveva sentito parlare prima e nessuno ha sentito parlare dopo, tanta era la statura politica del personaggio. Una mascotte antirazzista e nulla più, una nomina che ha offeso gli italiani, ma che avrebbe dovuto offendere anche gli immigrati, che di sicuro avranno esponenti più preparati e presentabili da proporre, se proprio di questa proposta si avverte il bisogno.

9 – In questi cinque anni abbiamo visto anche la staffetta al Quirinale: via Giorgio Napolitano, su cui ogni parola sarebbe superflua, dentro Sergio Mattarella. Ovvero, il nulla. Un presidente il cui grigiore ben rappresenta il Parlamento che lo ha eletto.

10 – La legislatura appena finita è stata anche quella che ha visto Silvio Berlusconi, eletto senatore nel 2013, decadere da parlamentare in seguito alla condanna definitiva nel processo Mediaset. Ovviamente il leader di Forza Italia non è certo scomparso dalla politica, ma ha continuato a essere presente a esclusiva tutela dei propri interessi. In quest’ottica vanno visti tanto il patto del Nazareno quanto la sua funzione di “tappo” a ogni autentica tentazione sovranista nel centrodestra italiano. Un finale di carriera politica da pompiere e da inciucista, per un politico che nel bene o nel male aveva voluto invece essere un uomo di rottura. Ce lo saremmo risparmiati volentieri.

 Adriano Scianca

Fonte: http://www.ilprimatonazionale.it/

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IL MINISTRO CHE TUTTO IL MONDO C’INVIDIA

FEDELI, LA RENZIANA; 

PRENDE ANCORA A CALCI LA LINGUA ITALIANA!

In un’epoca in cui tutti starnazzano in inglese, noi abbiamo la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca che parla in un italiano forbito.

Ha detto: “C’è il rafforzamento della formazione per i docenti, che svolgono le funzioni di tutor dedicati all’alternanza, perché offrono percorsi e assistenza sempre più migliori… a studenti e a studentesse”

Abbiamo una grammatica italiana che non perché è difficile deve essere strapazzata. Semmai chi usa l’italiano dovrebbe studiarla o averla studiata, specialmente per un ministro di tale occupazione.

La bestialità della Fedeli mi ha ricordato uno sciocco gioco di parole che facevamo da bambini. Allo stesso modo di “più migliori” neppure si può dire “più maggiore”. Ma il nostro Pierino, compagno di classe, spiegò alla maestra che più maggiore si può dire ed esemplificò: “Mio padre non è più maggiore, è stato promosso colonnello”. Non ridete perché non è il caso. Semmai date mazzate metaforiche a così tanta ministra che tutto il mondo ci invidia.

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