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Il 5G la nuova via della seta Tecnologica

 

I segreti del 5G, tra spionaggio e controllo militare delle masse: Di Maio ci ha venduti ai cinesi (del Partito Comunista)

di Maurizio Martucci

Bonariamente è ‘la via della seta digitale’, ma ha tutte le caratteristiche di una vera e propria guerra di spionaggio industriale, una partita a Risiko nello scacchiere internazionale, dove la posta in palio per la post-globalizzazione sarebbero le sorti dell’umanità nel wireless di quinta generazione. In ballo, oltre investimenti miliardari e salute pubblica minacciata da un nuovo tsunami di inesplorate microonde millimetriche, anche servizi segreti, lobby del datismo e cyberspionaggio nell’infrastruttura digitale, la rete dell’Internet delle cose: con buona pace di Marco Polo e la ‘seta’ nei collegamenti tra antica Roma e impero d’Oriente, chi controllerà il 5G potrà come detenere il mondo? Quantomeno, così pare, la sua stabilità nel controllo di intelligence e security!

Sarebbe questo lo scenario segreto dietro la forsennata corsa al 5G. Le schermaglie di facciata tra USA e Cina per la leadership sul primato sull’intelligenza artificiale non sarebbero altro che un deterrente, se è vero come il proibizionismo di Donald Trump sia finito su Giappone, Australia e Nuova Zelanda, dove alle cinesi Zte e Hawuei sono stati interdetti appalti pubblici e forniture aziendali pel 5G (in USA previsto poi nel 2019 un ordine esecutivo di emergenza nazionale per impedire alle aziende statunitensi l’utilizzo di apparecchiature di telecomunicazione made in China).

 

In questa spy story, l’anomalia occidentale è rappresentata proprio Italia, o meglio, da Luigi Di Maio e i suoi deputati, decisi a fare del 5G italiano la testa d’ariete cinese in Europa, mentre Hawuei viene ostacolata in Germania, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Norvegia: lo si era capito già a Settembre quando, pretesa con forza la delega dello Sviluppo Economico appena insediato Conte al Colle, DI Maio aveva partecipato al summit di Hauwei in Parlamento (c’erano anche i sottosegretari Geraci e Tofalo, la deputata Liuzzi e i Sindaci di Roma e Genova Raggi e Bucci). “Abbiamo rapporti molto costruttivi con il governo italiano – nell’occasione aveva detto Thomas Miao di Huawei Italy – siamo felici che abbia accettato il nostro invito a parlare di rivoluzione 5G, infrastrutture, è fondamentale interloquire con le pubbliche amministrazioni”.

 

Non confondano le recenti audizioni in Commissione Trasporti dei vertici di Vodafone Italia (27/11), TIM Spa, Wind Tre (14/12) e Fastweb (17/12) che puntano sull’innalzamento per legge dei valori soglia dell’irradiazione elettromagnetica (da 6 V/m a 61 V/m?), prevista nel documento elettorale del MoVimento 5 Stelle, perché che Di Maio spostasse l’ago della bilancia in favore del Dragone smarcandosi da Trump (e pure da Putin) lo si era capito nel workshop sulla ‘via della seta digitale’ organizzato nell’ambasciata cinese a Roma, quando l’ambasciatore Li Ruiy senza mezzi termini aveva detto che “il XIX congresso del Partito Comunista Cinese ha ribadito la volontà di realizzare un sistema economico moderno, accelerare lo Stato innovativo, perfezionare il sistema del mercato socialista e farlo arrivare a un’apertura complessiva”. Scrivendo sull’ultimo G20 in Argentina e dell’incontro tra Trump e Xi, anche il quotidiano comunista italiano Il Manifesto ha sostenuto come “di sicuro il partito comunista cinese ha affermato il proprio impegno nello sviluppo della tecnologia 5G”, mentre secondo indiscrezioni da Pechino, China Telecom e China Unicom starebbero per allearsi in ottica 5G creando nuovo gigante da 600 milioni di abbonati controllato dal governo rosso, legato al Dipartimento del Lavoro del Fronte unito, strumento del Partito comunista cinese (il motivo per cui, a differenza di Di Maio, Trump blocca Zte e Hauwei in USA). Ma non è tutto, perché secondo il Quotidiano del popolo (massimo organo di stampa del Partito comunista cinese) avrebbe la tessera del partito anche Jack Ma, fondatore del colosso dell’ecommerce Alibaba che – come in un rompicapo – nel “Russian direct investment fund” (un fondo d’investimenti collegato al Cremlino) punterebbe a collegare la Cina con la Russia di Putin.

 

E qui entrano in gioco Di Maio e l’anomalia dell’entourage pentastellato, criticato anche da Il Sole 24 Ore (organo di Confindustria). Con due missioni internazionali compiute in soli due mesi, a Novembre il ministro dello sviluppo economico era volato a Shanghai per il ‘China International Import Expo’: incontrato il presidente cinese Xi Jinping, segretario generale del Partito Comunista Cinese (dietro le multinazionali hi-tech ci sono le grandi banche governative, Bank of China e Industrial & Commercial Bank of China fondata dall’ex ufficiale dell’esercito di Liberazione popolare cinese Ren Zhengfei), Di Maio ha incassato i dubbi del senatore centrista Giuseppe Esposito, già vice presidente del Copasir (comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti per la sicurezza della Repubblica) secondo cui “non viene ancora posta la giusta importanza sul ruolo dell’infrastruttura. Chi controlla le reti controlla tutte le informazioni, anche h24”. Il nodo, quindi, sarebbe proprio lo spionaggio industriale, ovvero il controllo di una quantità impressionante di dati che, con Zte e Hauwei, finirebbero nelle mani dei cinesi: nonostante la smentita di circostanza di Zte Italia, con l’apertura del Tecnopolo d’Abruzzo a L’Aquila è indubbio però come l’azienda fatta fuori in mezzo occidente annuncia investimenti da 500 milioni di euro in Italia solo nei prossimi 5 anni, mentre per il New York Times Huawei avrebbe speso 600 milioni di dollari per la ricerca 5G dal 2009, destinati 800 milioni solo per il 2018.

 

Ma non è finita. L’ultimo appello del Comitato di tutela per l’Ambiente Monte Porzio Catone (Roma), promotore della raccolta firme Stop 5G (quasi quota 6.500 firme), apre poi un altro scenario, a dir poco apocalittico, tirante in ballo persino armi a microonde, note anche come Active Denial System (ADS), sviluppate dalle forze armate statunitensi per il controllo delle masse (il cosiddetto “goodbye effect” sperimentato in Afghanistan e che – secondo una nota dell’Aeronautica USA – causerebbe anche gravi ustioni).

Nel video dimostrativo dell’esercito americano – preoccupato scrive il comitato dell’hinterland capitolino – vedete come può essere utilizzato per evitare proteste e sommosse nella cittadinanza. Immaginiamo che i prossimi ripetitori 5G potranno essere posizionati nelle grandi città, magari su ogni palazzo in modo che ogni cittadino potrà essere irradiato (se necessario), conoscendo la sua posizione grazie alle trasmissioni TLC. Se a questa considerazione aggiungiamo gli ultimi studi del prof. Ben Ishai del dipartimento di Fisica dell’Università Ebraica in cui si evince che le frequenze adoperate per il 5G entrano in perfetta risonanza con i dotti sudoripari trasformandoli in migliaia di antennine elicoidali, che assorbono e ritrasmettono il segnale 5G (dentro e fuori del nostro corpo), lo scenario che si viene a delineare è alquanto allarmante”.

Riproduzione consentita, citando fonte e autore

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La stazione MUOS americana di Niscemi

 

Video: Funzionalità aerospaziali offensive statunitensi dirette contro l’intero pianeta: il sistema di comunicazioni satellitari MUOS in America 

 Di Manlio Dinucci 

Ricerca globale, 13 novembre 2018  

“Il M5S (5 Star Movement) si è diviso sul maxi-radar siciliano”, titolava il Corriere della Sera, diffondendo così una maxi falsa notizia – non sulla direzione del Movimento a 5 stelle, che, dopo aver vinto un consenso elettorale con il “No MUOS” in Sicilia, ora sta facendo marcia indietro – ma sull’oggetto stesso della controversia.  

Definendo la stazione MUOS di Niscemi come un “maxi-radar”, stanno ingannando l’opinione pubblica facendogli credere che si tratti di un dispositivo di scansione elettronica legato alla Terra, e quindi difensivo. Al contrario, il MUOS (Mobile User Objective System) è un nuovo sistema di comunicazione satellitare che estende la capacità offensiva degli Stati Uniti all’intero pianeta. 

Il sistema, sviluppato da Lockheed Martin per la US Navy, è composto da una configurazione iniziale di quattro satelliti (più uno in riserva) in un’orbita geostazionaria, e collegati a quattro stazioni terrestri – due negli Stati Uniti (Hawaï e Virginia ), uno in Sicilia e uno in Australia. Le quattro stazioni sono collegate da una rete di cavi in ​​fibra ottica terrestri e sottomarini (la stazione di Niscemi è collegata direttamente alla stazione in Virginia). 

Il MUOS, che è già in funzione, diventerà pienamente operativo nell’estate del 2019, raggiungendo una capacità 16 volte superiore a quella dei sistemi precedenti. Trasmetterà simultaneamente messaggi codificati ad altissima frequenza di materiale vocale, video e dati. Quindi sottomarini e navi da guerra, cacciabombardieri e droni, veicoli militari e unità terrestri degli Stati Uniti e dei loro alleati, saranno quindi collegati a un’unica rete di comando e controllo sotto gli ordini del Pentagono, mentre sono operando in qualsiasi parte del mondo, comprese le regioni polari.

Quindi la stazione MUOS di Niscemi non è un “maxi-radar siciliano” che custodisce l’isola, ma un elemento essenziale della macchina da guerra planetaria degli Stati Uniti.

Guarda il Video: Il circuito della morte nel “Mediterraneo allargato”

 

Lo stesso ruolo è svolto dalle altre principali basi USA e NATO in Italia. La Stazione Aeronavale di Sigonella, a pochi chilometri da Niscemi, è la base per il lancio di operazioni militari principalmente in Medio Oriente e in Africa, condotte da forze speciali e droni. 

La JTAGS (Joint Tactical Ground Station), una stazione satellitare statunitense dello “scudo antimissile” schierata a Sigonella – una delle cinque con portata globale (le altre sono situate negli Stati Uniti, Arabia Saudita, Corea del Sud e Giappone) – serve non solo per la difesa antimissile, ma anche per le operazioni di attacco comandate da posizioni avanzate. 

Il Comando Forze Alleate Alleate a Lago Patria (Napoli), è sotto l’ordine di un ammiraglio statunitense che comanda contemporaneamente le Forze navali statunitensi in Europa (con la Sesta flotta di Gaeta nel Lazio) e le Forze navali USA per l’Africa, di cui la sede è a Napoli-Capodichino. 

Camp Darby, il più grande arsenale degli Stati Uniti al di fuori della patria, fornisce gli Stati Uniti e le forze alleate per le loro guerre in Medio Oriente, Asia e Africa. 

La 173a Brigata Aviotrasportata degli Stati Uniti con sede a Vicenza, opera in Afghanistan, Iraq, Ucraina e altri paesi dell’Europa orientale. 

Le basi di Aviano e Ghedi – i siti di schieramento di combattenti statunitensi e italiani sotto il comando USA e dotati di bombe nucleari B61, che dal 2020 saranno sostituite da B61-12 – sono parte integrante della strategia nucleare del Pentagono. 

Per inciso, Luigi Di Maio e gli altri dirigenti del M5S [1] ricordano che hanno preso un impegno solenne con l’ICAN (Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari) per garantire che l’Italia aderisca al Trattato delle Nazioni Unite, liberando così l’Italia dalle armi nucleari USA ?

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Nota per i lettori: fai clic sui pulsanti di condivisione sopra. Inoltra questo articolo ai tuoi elenchi di posta elettronica. Crosspost sul tuo blog, forum su internet. eccetera. 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato in italiano su Il Manifesto. 

Tradotto da Pete Kimberley 

Manlio Dinucci è un ricercatore associato del Centro di ricerca sulla globalizzazione. 

Nota 

[1] Il Movimento 5 Stelle è, insieme alla Lega, un partito governativo, in cui Luigi Di Maio è Vice Presidente del Consiglio dei Ministri. 

La fonte originale di questo articolo è Global Research 

Copyright © Manlio Dinucci, Global Research, 2018

Fonte: https://www.globalresearch.ca/

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Almanacco di agosto 2018

 

 

Non regalate Unicredit a Macron proprio ora. E’ alle corde.

 

di Maurizio Blondet 

Ancora alcuni copia incolla per recuperare una notizia di importanza essenziale. 

La segnalano persone di cui abbiamo imparato a fidarci:

 

@GuidoCrosetto 

Considero la mormorata fusione di #SocGen ed #UniCredit un atto ostile nei confronti dell’Italia, al pari della guerra alla Libia. Voglio dirlo prima anche questa volta. È il risultato di una strategia nata con la scelta del CEO Mustier, francese, “dimesso” da Soc Gen per insider

 

Andrea [email protected]

Noi consigliamo all’attuale Governo di bloccare in qualunque modo possibile l’ipotesi di fusione con la banca francese, non è interesse nazionale una simile operazione e Unicredit è banca di interesse nazionale, secondo il nostro modesto parere…  

 

Federico Dezzani  

Se andasse in porto la fusione tra Socgen e Uncredit, l’Italia sarebbe stata ridotta ufficialmente a satellite della Francia in 16 anni di euro. Ma si sa, i cattivi sono i tedeschi… 

 

21:55 – 25 ago 2018 

 

Poteri aggiungere: Bagnai, Giacché, persino Renato Brunetta (che non si capisce perché faccia opposizione al governo): 

Ecco come la Francia vuole far pappare Unicredit da Société Générale. Il paper di Brunetta  

https://www.startmag.it/economia/francia-unicredit-brunetta/ 

 

In cosa consista il pericolo per l’Italia, lo spiega bene Paolo Annoni sul Sussidiario, a cui rimando: Continua QUI 

 

 

Magaldi: cade il governo? Tanto meglio per Lega e 5 Stelle 

 

Cade il governo Conte, in autunno? Non reggerà alla prova del fuoco rappresentata dal bilancio 2019 da sottoporre a Bruxelles? Tanto meglio: Lega e 5 Stelle farebbero il pieno di voti, nel caso di elezioni anticipate. Facile profezia: l’eventuale nuovo esecutivo avrebbe un programma meno timido e sarebbe pronto a rompere in modo ancora più netto con l’attuale governance europea, fondata sulla grande menzogna del rigore ammazza-Stati spacciato per amara medicina. Gioele Magaldi non ha dubbi: se l’esecutivo gialloverde dovesse davvero cadere, l’establishment politico-mediatico violentemente ostile a leghisti e pentastellati avrà ben poco di cui rallegrarsi, perché gli elettori premieranno Salvini e Di Maio con un autentico plebiscito, come ben si è visto dagli applausi dei genovesi scrosciati all’arrivo dei due vicepremier ai funerali delle vittime del viadotto Morandi. Tutto si tiene, nei drammi estivi che hanno scosso l’Italia: la responsabilità politica del disastro di Genova ricade sulla stessa élite che ha privatizzato la penisola, regalandola agli “amici degli amici”, salvo poi imporre a un paese impoverito di accogliere senza fiatare i migranti (quasi un milione, negli ultimi tre anni) che l’Europa vorrebbe che restassero interamente a carico nostro.
Continua QUI 

 

 

 

 

 

Per quest’anno non cambiare 

Stesse bufale stesso mare 

Per poterti intrattenere 

Con le solite cazzate leggi me 

 

Autore: Massimo Lupicino  

 

Mina perdonerà l’irrispettosa revisione del celeberrimo testo, ma la tentazione era troppo forte. Eh sì, perché la fake-news sul Mar Glaciale Artico che ribolle, con le navi che scorrazzano tra gli orsi bianchi stremati sta diventando ormai un grande classico della disinformazione mainstream di fine estate. 

 

Esattamente un anno fa, infatti, su queste stesse pagine commentavamo l’incredibile bufala spacciata dalla Stampa in cui si attribuiva allo scioglimento dei ghiacci artici l’imminente assalto delle petroliere russe che agli ordini di Putin si apprestavano a devastare l’Artico. Un falso clamoroso e ridicolo, visto che la notizia vera consisteva nel varo di una nuova classe di navi gasiere con proprietà rompighiaccio atte a trasportare l’idrocarburo liquefatto attraverso il Mar Glaciale Artico: verso l’Asia in Estate, e verso l’Europa in inverno.
Continua QUI 

 


 

 

 

«SINISTRO»: l’assicurazione full inclusive del PD 

 

di marceellopamio 

 

«SINISTRO» è il pacchetto full optional offerto dalla sinistra italiana.

Si tratta dell’assicurazione più completa e sicura attualmente in commercio. Non teme concorrenza.

Costa moltissimo, ma la copertura che garantisce è totale.

Una volta acquistata la polizza e immatricolata l’azienda, si diventa parte vitale della «confraternita».

Ma cosa offre di così interessante il pacchetto?
In caso di incidente, scandalo, bancarotta o tragedia:

  • I nomi degli interessati e delle società, saranno minimizzati o cancellati del tutto dalle notizie dei giornali mainstream che fanno parte della Famiglia, quasi tutti. I media devieranno l’attenzione, spostando le telecamere altrove e cercando altri capri espiatori.
  • La «Maglietta Rossa Ong» non verrà mobilitata, perché i loro interventi mirati – tutti concordati dalla confraternita – sono puntualmente sincronizzati con i media.
  • Vengono messi a disposizione i migliori magistrati e procuratori del Gruppo; se non riusciranno a deviare completamente le indagini, potranno dare tutto il tempo necessario per cancellare le prove…
  • Si è assistiti dai più potenti studi legali a livello mondiale: la colpevolezza diventerà innocenza, e si potrà perfino accusare il governo di turno chiedendo i danni.
  • Se lo scandalo è di tipo bancario, allora l’assistenza di un gruppo di esperti collegati con bankitaly farà pagare il debito ai correntisti.
  • Se le cose si dovessero mettere malissimo, allora l’estrema ratio sarà l’intervento diretto del Presidente della Repubblica, testimonial importante del Gruppo…

 

Il motto: «Fai quello che vuoi, tanto paga qualcun altro» ben rappresenta questo pacchetto full inclusive, unico nel suo genere. Continua QUI 

 

 

 

 

Il socialismo equivale al trionfo per i criminali aziendali 

 

In diversi articoli recenti, ho esposto il mito che il socialismo è una rivoluzione di e per la gente.

 

Ho presentato prove del fatto che il socialismo è in realtà un movimento posseduto, gestito e finanziato da élite ultra-benestanti. 

 

Dupes, fanti, idealisti ciechi, studenti indottrinati e teppisti di basso livello vengono reclutati attraverso i ritagli per servire l’agenda dei globalisti di Rockefeller, che sono determinati a portare il socialismo in tutto il mondo. 

 

Il socialismo, in poche parole, equivale a élite ultra-ricche (rappresentate dal Consiglio per le relazioni estere, la Commissione trilaterale, il Bilderberg, ecc.) Che possiedono il libero mercato, riducono la concorrenza e creano governi centrali più potenti e dominanti.

 

Nascosto nel piano è la concessione di un maggior dominio alle mega-corporazioni. Questo è un fatto chiave. Continua in lingua inglese QUI

 

 

Deficit/Pil: l’incredibile storia del 3%

 

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Il Giochetto …

Vogliono farvi litigare!  

di Marco Cedolin

Quando contro ogni previsione un paio di settimane fa, dopo 88 giorni di tira e molla, confusione e veti presidenziali, il governo Conte vide finalmente la luce, fu subito chiaro a tutti come si sarebbe trattato di un percorso ad ostacoli assai accidentato, dal momento che il suo incedere sarebbe stato ostacolato con tutti i mezzi possibili, leciti ed illeciti. 

Le forze (nazionali e non) che da sempre detestano gli italiani e li vogliono prostrati e con il capo chino sono coscienti di avere ancora fra le proprie mani un potere immenso. Gestiscono praticamente la quasi totalità dell’informazione cartacea e televisiva, gestiscono il 90% degli uomini dello spettacolo, gestiscono i sindacati, gestiscono il sistema bancario e la finanza. Gestiscono in parole povere quasi tutte le leve del potere, anche se in questa occasione, per quello che mi piace considerare uno strano scherzo del destino, non sono riusciti a gestire il voto degli italiani…. 

Il loro unico e vero nemico oggi non è costituito da Salvini o Di Maio, ma dall’opinione pubblica, perché il governo Conte non è in questo momento sostenuto solamente dagli elettori di Lega e 5Stelle, ma anche da molti altri milioni di italiani (come me) che hanno votato altro o non hanno votato affatto e gode di una popolarità mai sperimentata in tempi recenti.  

Di fronte ad una situazione di questo genere, ogni rimbrotto di un politico di opposizione, ogni sparata di un guitto da salotto, di un banchiere o di un imprenditore compiacente, non fanno che rafforzare il sostegno popolare al governo e questo non può che essere chiaro anche a chi ha fatto dell’arroganza e della supponenza una ragione di vita.  

L’unica arma rimasta nelle mani di questi signori (ma si tratta di un’arma potentissima) è il dividi et impera che nella fattispecie deve concretarsi nel dividere Di Maio da Salvini o più precisamente nel provocare un profondo scollamento fra i sostenitori di 5S e della Lega, affinchè si rivoltino gli uni contro gli altri.  

Sapendo che esiste un terreno fertile in questo senso, stanno spendendo ogni energia per far si che tale scollamento si concretizzi. Alimentano polemiche e litigi, ricamando fra le pieghe di ogni affermazione fatta da Salvini, diffondono sondaggi totalmente privi di ogni valenza statistica per indurre l’elettore di 5S a pensare che la Lega stia cannibalizzando il proprio movimento e quello della Lega a fantasticare sul fatto che qualora si tornasse ad elezioni il suo partito diventerebbe la prima forza politica in Italia. Seminano zizzania e malumore in tutte le maniere possibili, 

praticando il “giochetto della questura” dove i due sospettati vengono convocati ciascuno in una stanza e ad entrambi viene fatto credere che il complice ha già confessato facendo il suo nome. Insomma giocano sporco che più sporco non si può, senza porsi alcun problema, sia perché sono totalmente privi di ogni etica e non hanno alcun rispetto per il cittadino, sia perché la posta in gioco è altissima. 

Ora tocca a voi, italiani, elettori di Lega e 5S o meno, decidere se cadere nel tranello che vi riporterà a strisciare con il capo basso o se tenere la testa alta con fierezza e mandarli tutti a quel paese, giudicando il governo per quel poco che riuscirà a fare, ma che sicuramente non hanno mai fatto coloro che l’hanno preceduto.   

http://ilcorrosivo.blogspot.com/ 

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Appelli disperati delle élite

 

 

GLI EUROPEISTI INVOCANO IL GOLPE- per salvare la Democrazia, ovvio. 

di Maurizio Blondet   

Da quel che ho capito io, Mattarella non vuole i ministri che gli propone l’alleanza di governo. Dicono che continua telefonare a Draghi per avere, diciamo, istruzioni o pareri: “Conte ti va?”. Draghi: Per carità, e chi lo conosce. E’ incompetente. E’ un tecnico (i media ripetono: incompetente, troppo tecnico, ha falsato il suo curriculum)  

NON ABBASTANZA competente.

NON ABBASTANZA competente. 

Mattarella: “Mi propongono Paolo Savona lo accetti? Draghi: “Di male in peggio, quello è troppo competente. E’ anche uno del sistema, quindi non possiamo attaccarlo come un barbaro invasore. Ex direttore generale di Confindustria e ministro dell’Industria del governo Ciampi, lunghi anni a fianco di Guido Carli, che da ministro del Tesoro firmò per l’Italia il trattato di Maastricht. Sperimentato. La sa troppo lunga. Riuscirebbe a pilotare l’uscita concordata dall’euro. Sa come fare. Nelle trattative metterebbe in difficoltà Merkel e Macron. No no, proprio no”.  

TROPPO competente.

TROPPO competente. 

I media strombazzano: Paolo Savona è anti-euro, non va bene. Ci vuole un ministro non critico dell’euro, altrimenti l’Europa si sente offesa. Altri spiegano: Paolo Savona è interno al Sistema, dunque in contraddizione col populismo. Bocciato.  

Mattarella mette il veto.  

Il presidente Mattarella si prende tempo. Continua a ricevere messaggi dalla cosiddetta Europa: “L’Italia rispetti gli impegni”; “Presidente, non permetta che i barbari distruggano lo splendido lavoro che abbiamo fatto a Bruxelles”.  

Centocinquanta economisti tedeschi firmano un documento di fuoco in cui esigono che l’Italia esca dall’euro. Cosa che dimostra lo stato di confusione mentale in cui li abbiamo sprofondati: prima, quando l’opzione di uscita dall’euro era comparsa nella bozza Lega-M5S, tutti a strillare che è uno scandalo! E obbligano a cancellare quella opzione. Poi la stessa opzione compare con la firma di 150 economisti germanici, e va bene.  

E Mattarella che fa? Aspetta. Aspetta che Salvini e Di Maio gli propongano i ministri giusti. Giusti secondo gli europeisti e i media. Si capisce che sarebbe contento se Salvini e Di Maio gli proponessero: come presidente del consiglio, vogliamo assolutamente Gentiloni. Come ministro dell’economia, scegliamo di nostra iniziativa, Padoan. Agli Esteri, Alfano. La Fedeli all’Istruzione… 

Quello sarebbe il governo giallo-verde ideale, per Mattarella. Il quale continua a far ripetere ai media che è sua prerogativa presidenziale scegliere i ministri.  

C’è addirittura qualche media che sostiene: la pretesa dei vincitori alle elezioni di volersi scegliere i ministri è contraria alla Costituzione. Corrado Augias comincia a scrivere che al punto in cui siamo, per salvare la democrazia, bisogna vietare le elezioni: è il pensiero ricorrente della cultura di sinistra. Su Il Foglio, il direttore neocon Claudio Cerasa lancia un appello disperato a Berlusconi e a Renzi: sciolgano PD e Forza Italia e li fondino in una sola “opposizione propositiva pro Occidente, pro mercato, pro Europa” contro il governo giallo-verde votato dal popolo.  

Insomma non sanno più cosa inventarsi. Hanno una gran voglia di golpe. Sperano moltissimo in un aumento dello spread. Invocano l’aiuto dei “mercati”: non vedete l’immane debito pubblico italiano? Chiedete di più di interessi! Rovinate gli italiani che hanno votato male! 

Al che un operatore finanziario domanda: se – come credono i media – c’è una correlazione fra debito grosso e spread, come mai il Giappone che ha un rapporto debito/Pil del 235 per cento, ha uno spread nullo, anzi “NEGATIVO rispetto ai bund tedeschi, e non è sotto la minaccia dei mercati?   

Il Giappone: rapporto debito/Pil è al 235%, ma i “mercati” non si allarmano. Perché ha la moneta sovrana.

Cosa volete, rispondere a questa domanda sarebbe imbarazzante: il Giappone non allarma i mercati perché non è nell’euro, ha una moneta sovrana e una banca centrale sua, che garantisce di pagare tutti li yen che servono per servire gli interessi sul debito.  

Si potrebbe dedurre che i nostri problemi di spread dipendano dalla UE e dall’euro. Un’idea malsana e barbara. Omofoba e antisemita. 

Quindi, gli sguardi si volgono di nuovo a Mattarella. Gli danno suggerimenti. Come nota Massimo D’Antoni, professore di scienza delle finanze a Siena: “I giornali continuano a scrivere che al Quirinale il problema sarebbe la proposta di un ministro [Paolo Savona] che ha dei dubbi sull’euro. Non so se sia vero. Mi rifiuto di crederci, perché se così fosse sarebbe una motivazione a dir poco sconcertante”:  

Già. Avremmo un presidente della repubblica che censura preventivamente le idee politiche di un economista assolutamente rispettato, che è stato ministro, banchiere, boiardo di Stato, persino Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica…. 

Mattarella come presidente che mette il veto – non motivandolo – su un tale nome, concordato dalle forze che rappresentano la maggioranza in parlamento, “introdurrebbe un precedente pesantissimo” (D’Antoni). Il precedente si chiama golpe. Qui, diciamolo chiaro, c’è una grande tentazione di golpe. Lo chiede il PD. Lo chiede Forza Italia. Lo chiedono i media. Ce lo chiede l’Europa. 

Forse Draghi ha trovato una via d’uscita. Telefona a Mattarella: “Dì che scelgano Di Maio. Quello è un novizio, non capisce niente di finanza monetaria, non sa le lingue, riusciamo a intimidirlo nei vertici UE …e lo facciamo su”. (non cito letteralmente: Fare su, è un mio milanesismo per imbrogliare). 

I media cominciano a scrivere: si torna a pensare a un politico come presidente del consiglio. Di Maio, perché no?  

Resta da mettere qualche puntino sulle i. Il professor Conti,che prima non andava bene perché “un perfetto sconosciuto”, poi non va bene perché ha difeso una famiglia che voleva far curare sua figlia malata con la Stamina: occorre precisar che un avvocato difende anche un omicida, senza essere necessariamente un promotore dell’assassinio? Ma la cosa più incredibile è che i media e il PD continuino a dire che”ha taroccato” il curriculum.. Che ha millantato una laurea presa a New York, come un qualunque Oscar Giannino, e che l’Università di New York dice che non è mai stato iscritto. In realtà, ecco cosa Conte ha scritto nel suo curriculum:  

Vuol dire che il professore è stato ad ascoltare lezioni all’università – ciascuno può farlo, l’ingresso è libero – per ascoltare oratorie in un bell’inglese, migliorare la propria comprensione della lingua, impratichirsi della terminologia giuridica. Io stesso l’ho fatto ormai decenni fa alla Tulane University di New Orleans. Certo, andare in una università straniera per migliorare la propria competenza linguistica, è un tipo di problematica che non ha mai interessato la Fedeli, con la sua terza elementare, messa dal PD a fare la ministra dell’Istruzione: e in quel caso, Mattarella ha trovato che le competenza della vecchia rossa bastano e avanzano. Non ha trovato nulla da ridire sulla competenza scientifica della Lorenzin, una liceale, messa alla Sanità, con potere vacinale dittatoriale. Nè ha avuto dubbi sulle competenze di Alfano, che non sa alcuna lingua, come ministro degli Esteri. Se si obbedisce all’Europa, non c’è bisogno di essere cervelli, di sapere qualcosa, di imparare: basta eseguire gli ordini.   

Il debito pubblico: “Il governo giallo-verde lo farà aumentare! Bisogna impedirglielo!”: così esclamano le sinistre che in dieci anni di governo hanno aumentato il debito pubblico così:

(Guardate come cresce dal 2011, ossia dal “competente” Mario Monti)

Stefano Fassina, nel PD uno dei più a sinistra ma oggi cane sciolto e spirito libero, approva Paolo Savona

Stefano Fassina (@StefanoFassina) ha twittato alle 10:16 AM on mar, mag 22, 2018:

Paolo #Savona come ministro economia e finanze @MEF_GOV è competente e equilibrata coerenza con voto @M5S_Camera @M5S_Senato e @LegaSalvini il 4 Marzo. Savona da tempo fa analisi fondate su mercato unico e €-zona e ne rileva insostenibili effetti di svalutazione del lavoro.

 
(https://twitter.com/StefanoFassina/status/998840059033014277?s=03) 
 

BERLINO: non sapeva come rifutare i programmi di Macron sulla messa in comune di profitti e perdite come in una vera area monetaria. Adesso ha colto la palla al balzo per stoppare tutto. “Finché l’Italia non finisce di fare le sue riforme. E siccome non le fa più…”,.  

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-05-21/governo-m5s-lega-timori-tedeschi-ora-stop-riforme-dell-area-euro–124559.shtml?uuid=AEKSmwrE&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter 

La Germania, da sempre contraria alla condivisione dei rischi in Eurozona, coglie la palla al balzo per dire che… non vuole la condivisione dei rischi” (Luciano Barra Caraccio) 

Per i più esperti, propongo l’articolo seguente: 

COSA PONE VERAMENTE IN PERICOLO L’EUROZONA. IL CONTO CHE LA GERMANIA NON PAGHERA’ MAI

https://orizzonte48.blogspot.it/2018/05/cosa-pone-veramente-in-pericolo.html 

E’ la comune spoliazione dell’Italia il vero collante della “unità” franco-tedesca, che altrimenti sarebbe divergente.

“La verità sta proprio nel fatto che l’Italia “allarma” non per la sua debolezza ma per la sua forza, la cui rivendicazione farebbe crollare la grande costruzione oligarchica del capitalismo finanziario che culmina nell’euro.”  

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/

®wld

 

Almanacco di maggio 2018

Mentre Lega e 5 Stelle flirtano, la Bce ci mangia le banche 

di Massimo Bordin

Complottisti si diventa, ma citando Totò io direi che “lo nacqui, modestamente” ed anche se la neolingua ha coniato questa stupida definizione dalle forti tinte negative – il complottismo – chi crede che i complotti non esistano o non ha mai studiato la storia oppure l’ha studiata senza mai capirla. Anche oggi, mentre tutti gli attivisti politici – tutti – riempiono le pagine dei quotidiani e i social pontificando sulla nascita del nuovo governo, solo qualche barbaro debunker seriale si è occupato del colpo gobbo perpetrato dall’Unione Europea contro le banche italiane.

Ma come, verrebbe da dire, il Partito Democratico è caduto sotto l’accusa di aver “aiutato le banche”, e ora grillini pentastellati e leghisti manco si accorgono di quello che sta succedendo alla banche di credito cooperativo? La faccenda è tanto lunga, quanto grave e tristemente nuova.

Val la pena proporre qui una breve sintesi. Per chi non lo sapesse, le Bcc sono banche di diritto diverso da quelle trdizionali e sono sotto il controllo locale; prestano denaro, cioè finanziano le piccole e medie imprese italiane e, pur essendo esse stesse singolarmente piccole, il loro intervento è stato in questi lustri vitale per l’economia nazionale, visto che le piccole e medie imprese, cioè l’artigiano, il commerciante, ecc, caratterizzano il 90 per cento del tessuto produttivo italiano. Continua a leggere QUI

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Se la Kommissione innesca l’orribile arma segreta italiana. L’Otto Settembre 

Maurizio Blondet 

Un finlandese, un lettone e un greco ci hanno ingiunto di obbedire all’Europa. Katainen ci ha detto che l’Europa non cambia il Patto di Stabilità. Dombrovskis, che il nuovo governo continui a ridurre il debito ed anche il deficit (che riduciamo da 20 anni). Avramopoulos vuole che non cambiamo la politica sui migranti.

Insomma  continuano a pretendere che obbediamo alle misure, basate su una teoria sbagliata del debito pubblico, che ci hanno portato alla  rovina.

A loro bisognava mostrare questa tabella: la curva di povertà a cui ci ha ridotto la UE, con la complicità dei nostri politici.

Siccome sono profondamente stranieri, ed ignoranti della storia europea, a maggior ragione della italiana, non sanno quello che provocano obbligandoci a tener fede, costi quel che costi,  agli arbitrari diktat europei.  Non sanno che abbiamo una orribile arma segreta, autodistruttiva  ma distruttiva degli “alleati”, quando ci si obbliga a faccia al muro. L’Otto Settembre. O se volete, Caporetto. La rottura del fronte, della linea, la resa in milioni, il tutti a casa o in prigionia.

Il meccanismo è semplice e ricorrente: i nostri politici e governi (imprevidenti, pressapochisti e incapaci)  impegnano il popolo  italiano in obblighi  ardui e impegnativi, ferree alleanze, irrealistiche gabbie internazionali,  senza darci i mezzi  per tener duro,  e ignorando ogni volta che la nostra fibra morale, la nostra cultura, la nostra stessa posticcia e fragile unità nazionale non sono in grado di reggere.  Il popolo, passivo, regge  e  regge, finché non ce la fa, e allora si  spezza;  divincola, fugge, abbraccia il nemico che lo prende prigioniero (lo raccontò Rommel, quando da capitano ruppe a Caporetto). E’ vergognoso, ma è l’istinto animale e vitale,  di una plebe senza intelligenza, ma  con il buon senso di non farsi ammazzare fino all’ultimo uomo. Per Badoglio, poi…. Continua a leggere QUI

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Cade (forse) il segreto sul trilogo, il buco nero della democrazia nell’UE 

di Dario Tamburrano

E’ la trattativa a porte chiuse che costituisce il cuore del processo legislativo. Una sentenza del Tribunale dell’Unione Europea dispone che i documenti possono essere divulgati. Il Parlamento Europeo ha rinunciato oggi alla possibilità di fare ricorso, ma non è noto l’orientamento di Commissione Europea e Consiglio UE

Non devono essere segreti i documenti del trilogo, il cuore vero del processo legislativo UE che coinvolge Parlamento Europeo, Commissione Europea e Consiglio UE.

Lo stabilisce una sentenza del Tribunale dell’Unione Europea.

Anche il mediatore europeo si era occupato della questione, ma senza ottenere grandi risultati: i documenti del trilogo sono sempre stati riservati agli addetti ai lavori, con possibilità per gli altri di prenderne visione solo a giochi fatti. Oggi, martedì 15 maggio, il Parlamento Europeo ha rinunciato a far ricorso contro la sentenza. Il ricorso potrebbe tuttavia essere presentato da Commissione Europea e Consiglio UE: non si hanno notizie sugli orientamenti di queste due istituzioni.

Il “trilogo” è la trattativa politica a porte chiuse durante la quale prendono forma le leggi dell’Unione Europea. Continiua a leggere QUI

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DA GAZA AL QUIRINALE Popoli fai da noi, cacicchi fai da me. E i Rothschild 

“Ogni volta che siamo testimoni di un’ingiustizia e non reagiamo, addestriamo il nostro carattere ad essere passivi di fronte all’ingiustizia , così, a perdere ogni capacità di difendere noi stessi e coloro che amiamo”. (Julian Assange)

“Si parva licet componere magnis”, premettevano i latini a un azzardato paragone che conducevano tra cose piccole grandi. Procedimento che adotto per passare dalle nostre squallide, ma non del tutto irrilevanti, piccinerie, alle immensità, per una parte orrendamente efferate e, per l’altra, eroiche, di quanto va succedendo in queste settimane e ore tra i palestinesi di Gaza e gli emuli israeliani dei macellai del ghetto di Varsavia.

Cosa ci accomuna, cosa li accomuna

Altra premessa al discorso di oggi è la constatazione di cosa abbiano in comune coloro che hanno portato alla novità di due fenomeni di massa che, fino all’altro ieri, parevano patrimonio di altri, migliori, tempi. E, per converso,  a cosa ci porta l’esame epistemologico circa la natura logica dei comportamenti di contrasto a questi fenomeni. Parlo della rivolta di masse popolari a Gaza impegnate in un movimento, la Grande Marcia del Ritorno, che, dopo anni di delega a rappresentanti inetti, inefficaci, rinnegati, divisi e divisivi, si appropria del tema che fu loro fin dal rifiuto della colonizzazione degli anni ’40 e poi nelle due Intifade degli anni ’80 e ’90. E parlo della cacciata, in Italia, dal proprio orizzonte politico di coloro, la coalizione di destra variamente denominata Ulivo, governo tecnico, larghe intese, renzusconismo. Usurpatori  che dalla fine del secolo scorso, eletti rappresentanti dei bisogni collettivi, queste masse le hanno conculcate, deprivate, escluse.Continua a leggere QUI

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Matteo Salvini e Luigi Di Maio in una foto combo, Roma 11 maggio 2018 ANSA/ LAMI CARCONI/ANTIMIANI

Governo M5S-Lega, accordo vicino. Di Maio: «Nessun passo indietro»

 di DonatoDe Sena

Continuano gli incontri per la nascita di un governo M5S-Lega. Oggi a Montecitorio è ripreso il lavoro del tavolo tecnico per mettere a punto il contratto di programma, al quale partecipano gli esponenti delle due forze politiche. L’obiettivo è quello di chiudere le trattative in poche ore. In serata previsto anche un nuovo incontro tra i leader, il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e il segretario del Carroccio Matteo Salvini, ai quali spetta il compito di trovare una sintesi sui punti più delicati. Stando a quanto dichiarato dal capogruppo leghista al Senato Gian Marco Centinaio i nodi irrisolti sul contratto di governo sono immigrazione, sicurezza, rapporti con l’Europa e grandi opere.

Ma resta il nodo del premier. Non si sa ancora chi sarà presidente del Consiglio del nuovo eventuale esecutivo. «Per il premier stiamo parlando di un nome politico, come abbiamo sempre detto, non di una staffetta», ha assicurato Di Maio allontanando l’ipotesi di un tecnico a Palazzo Chigi. Fonti M5S hanno parlato dell’esistenza di una rosa di eletti e non. L’ultimo finito nel totonomi è il giornalista e neodeputato 5 Stelle Emilio Carelli. Qui la diretta live.

Governo M5S-Lega, nuova riunione sul contratto:

la diretta ore 17.43. Governo M5S-Lega, Di Maio: «Ora non si torna indietro». Luigi Di Maio è intervenuto nel pomeriggio anche sul Blog delle Stelle, sito di riferimento del Movimento. «Ora indietro non ci si può tirare. Ora questo governo s’ha da fare. Ora l’Italia deve cambiare davvero», ha scritto il capo politico in un post dal titolo ‘Non un passo indietro: questo week end tutti ai banchetti per cambiare l’Italia’. «Il contratto di governo che stiamo scrivendo in questi giorni – ha continuato – è la più grande novità politica degli ultimi 20 anni perché porterà al governo dell’Italia quello che hanno chiesto i cittadini: il cambiamento». «È il momento del coraggio. Non un passo indietro!», ha esortato Di Maio. Continua a leggere QUI

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Italia, Germania e il futuro della UE

Foto di Eric Fischer CC BY 2.0

Italia, Germania e il futuro della UE

by Conn Hallinan
March 22, 2018
from CounterPunch Website

Più di un quarto di secolo fa, gran parte del centro-sinistra europeo ha fatto un cambiamento di rotta, allontanandosi dalla base della classe operaia, adattandosi alla globalizzazione del capitale e consegnando il contratto sociale post Seconda Guerra Mondiale all’industria privata.

Che fosse il “New Labour” di Tony Blair in Gran Bretagna o “Agenda 2010” di Gerhard Schroder in Germania , “la socialdemocrazia ha fatto i conti con il suo nemico tradizionale: il capitalismo …

Oggi quel patto è in frantumi, il centro-sinistra, una volta potente, è un’ombra del suo sé precedente, e l’Unione europea – il più grande blocco commerciale del pianeta – è in guai profondi.

Nelle elezioni successive l’anno scorso, i partiti socialdemocratici sono andati giù per la sconfitta, anche se i partiti di centro-destra hanno perso anche gli elettori.

Le elezioni dello scorso anno nei Paesi Bassi hanno visto la decimazione del partito laburista, anche se il suo partner conservatore della coalizione ha avuto un successo. In Francia, sia il partito socialista che i tradizionali partiti conservatori non hanno nemmeno fatto i ballottaggi.

Le elezioni di settembre in Germania hanno visto i socialdemocratici (GPD) prendere a pugni, insieme ai loro partner conservatori dell’alleanza, l’Unione democratica cristiana e l’Unione sociale cristiana. E il Partito Democratico di centro-sinistra italiano fu decisamente votato al potere.

Sarebbe facile vederlo come uno spostamento verso destra.

  • L’alternativa neonazista per la Germania (AfD) ha 92 seggi nel Bundestag.
  • Il partito anti-musulmano olandese per la libertà ha ottenuto cinque seggi.
  • Il Fronte nazionale di estrema destra ha effettuato i deflussi in Francia.
  • La Lega Nord razzista e anti-immigrati ha preso il 17,5 percento del voto italiano ed è in corsa per formare un governo.

Ma la caduta del centrosinistra ha più a che fare con il cambiamento di rotta degli anni ’90 che con qualsiasi spostamento verso destra del continente.

Quando il centrosinistra si è adattato al capitale, ha eroso la sua base sindacale. Nel caso del New Labour, Blair distaccò esplicitamente il Partito dai sindacati che erano stati la sua spina dorsale sin dalla sua fondazione nel 1906.

In Germania, i socialdemocratici iniziarono a ridurre la rete di sicurezza, tagliando le tasse per le multinazionali e i ricchi, e minando i codici del lavoro che garantivano ai lavoratori posti di lavoro saldi dignitosi.

L’Unione Europea – originariamente propagandata come un modo per porre fine agli anni di conflitto che avevano coinvolto il continente in due guerre mondiali – divenne un veicolo per far rispettare la disciplina economica sui suoi 27 membri.

Regole fiscali rigide hanno favorito paesi come,

  • Germania
  • Gran Bretagna
  • Austria
  • Paesi Bassi,

… mentre i paesi con camicie di forza come,

  • Grecia
  • Italia
  • Spagna
  • Portogallo
  • Irlanda,

… in particolare in tempi di crisi economica.

I partiti di centrosinistra sparsi in tutta Europa hanno salvato banche e speculatori finanziari, infliggendo al tempo stesso delle rovinose misure di austerità alle proprie popolazioni per pagarlo.

È diventato difficile per la maggior parte delle persone distinguere tra le politiche del centro-destra e del centro-sinistra.

Entrambi hanno sostenuto l’austerità come strategia per la crisi del debito. Entrambi sindacati indeboliti attraverso “riforme” che hanno dato ai datori di lavoro un potere maggiore. Contratti a breve termine – i cosiddetti “mini posti di lavoro” – con salari e sussidi più bassi hanno sostituito la sicurezza del lavoro a lungo termine, una strategia che è particolarmente difficile per i giovani.

Le recenti elezioni italiane sono un esempio calzante. Mentre il Partito Democratico (PS) di centro-sinistra ha salvato diverse banche regionali, il suo Ministro del Lavoro ha raccomandato ai giovani italiani di emigrare per trovare lavoro.

È stato il Movimento a cinque stelle che ha chiesto un reddito garantito per i poveri italiani e ha fortemente criticato l’economia dell’austerità.

Al contrario, la PS ha chiesto “responsabilità fiscale” e sostegno per l’UE, difficilmente un programma che ha affrontato la disuguaglianza, il malessere economico e la disoccupazione giovanile. I partiti euroscettici hanno preso il 55% dei voti, mentre i democratici sono crollati dal 41% di quattro anni fa al 19%.

Nelle elezioni tedesche, l’SPD sollevò la questione della giustizia economica, ma poiché il Partito aveva fatto parte della coalizione di governo, gli elettori chiaramente non ci credevano.

Il leader del partito, Martin Schulz, ha chiesto “Stati Uniti d’Europa”, non esattamente una frase da barnburner quando l’UE è sempre più impopolare.

Rompendo una promessa pre-elettorale di entrare in opposizione, l’SPD si è unito alla “Grand Coalition” di Merkel. Mentre l’SPD ha fatto atterrare alcuni importanti incarichi di gabinetto, la storia suggerisce che il Partito pagherà per tale decisione. Permette anche all’odd neo-nazista AfD di essere l’opposizione ufficiale nel Bundestag, passandogli un pulpito prepotente.

La riluttanza dei socialdemocratici europei a rompere con le politiche di alloggio ha aperto un fianco economico per il diritto di attacco, e la riluttanza del centrosinistra a fare i conti con l’immigrazione li rende vulnerabili alla retorica razzista e xenofoba.

Sia il centro-sinistra italiano che quello tedesco hanno evitato il problema durante le elezioni, cedendo la questione alla destra.

L’Europa ha un problema di immigrazione, ma non è lo spettro del diritto di “rubare il lavoro, stupratori musulmani” che sta invadendo il continente.

I membri dell’UE – soprattutto l’Italia – hanno una popolazione sempre più piccola e sempre più anziana. Se il continente non trasforma questi dati demografici in giro – e sostiene i “mini-lavori” che scoraggiano i giovani lavoratori dall’avere figli – è in gravi difficoltà a lungo termine.

Semplicemente non ci saranno abbastanza lavoratori per sostenere l’attuale livello di pensioni e assistenza sanitaria.

In ogni caso, molti degli “immigrati” sono membri dell’UE,

  • poli
  • bulgari
  • Greci
  • spagnoli
  • portoghese
  • romeni,

… in cerca di lavoro in Inghilterra e in Germania, perché le loro stesse economie austerità non possono offrire loro una vita decente.

Il centrosinistra non ha acquistato il razzismo della destra, ma non ha nemmeno fatto capire che gli immigrati sono negli interessi a lungo termine dell’Europa.

Né ha fatto molto per sfidare la politica estera dell’UE e della NATO che aiuta attivamente o incoraggia le guerre,

  • afghanistan
  • yemen
  • Somalia
  • Siria,

… guerre che alimentano milioni di quegli immigrati.

Una delle critiche più significative che Five Star aveva rivolto al DP era che il Partito sosteneva il rovesciamento del governo libico e il conseguente crollo della Libia come nazione funzionante.

La maggior parte degli immigrati diretti in Italia proviene da, o attraverso, la Libia.

Quando i partiti di centro-sinistra hanno adottato politiche socialmente progressiste, gli elettori li hanno sostenuti.

In Portogallo due partiti di sinistra hanno formato una coalizione con i socialdemocratici,

  • riportare l’economia in carreggiata
  • abbassare il tasso di disoccupazione
  • respingere molte delle misure di austerità applicate dal paese all’UE

Nelle recenti elezioni locali, gli elettori hanno dato loro un netto sostegno.

Jeremy Corbyn portò il partito laburista britannico a sinistra con un programma per rinazionalizzare ferrovie, acqua, energia e servizio postale, e adesso i laburisti stanno facendo a testa bassa con i conservatori.

I sondaggi indicano anche che gli elettori amano il programma di energia verde del lavoro, il miglioramento dell’assistenza sanitaria e il finanziamento dell’istruzione e delle opere pubbliche.

Gli esempi di Portogallo e Gran Bretagna sostengono che gli elettori non si stanno allontanando dalle politiche di sinistra, ma dalla direzione che il centrosinistra ha assunto nell’ultimo quarto di secolo.

Le formule della destra – xenofobia e nazionalismo – faranno ben poco per alleviare la crescente disuguaglianza economica in Europa , né affronteranno alcuni problemi esistenziali molto reali come il cambiamento climatico.

La vera minaccia agli olandesi non viene dai musulmani, ma dallo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia e della calotta glaciale dell’Antartide occidentale, che, nei prossimi decenni, invierà il Mare del Nord sulle dighe dei Paesi Bassi.

Quando l’Europa uscì dall’ultima guerra mondiale, la sinistra svolse un ruolo essenziale nella creazione di un contratto sociale che garantisse un alloggio dignitoso, assistenza sanitaria e impiego per le persone del continente.

C’era ancora disuguaglianza, sfruttamento e avidità – dopotutto era il capitalismo – ma c’era anche una compatta che faceva del suo meglio per mantenere il livello del campo di gioco.

Nelle parole di Mette Frederiksen, leader socialdemocratica danese, “per salvare il capitalismo da se stesso”.

Il governo Thatcher in Gran Bretagna e il governo Reagan a Washington ruppero quel patto:

  • Le tasse sono state spostate dalle società e dai ricchi alla classe lavoratrice e ai poveri.
  • I servizi pubblici sono stati privatizzati, l’istruzione è stata debellata e la rete di sicurezza è stata distrutta.

Se il centrosinistra è di fare un ritorno, dovrà riscoprire le sue radici e attirare gli elettori lontano dalla xenofobia e dal nazionalismo ristretto con un programma che migliora la vita delle persone e inizia il difficile compito di affrontare ciò che il capitalismo ha fatto sul pianeta…

Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

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