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I Fondatori: un misto pool genetico

 

L’Inception della Terra

“Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza.” – Genesi 1: 26

All’immagine di chi sono stati fatti gli umani della Terra?

Molte delle più antiche scritture della Terra, indicano che lo sviluppo umano era guidato dagli dèi che sono venuti dal cielo. Persino gli antropologi sono consapevoli dello sviluppo insolitamente rapido dell’Homo sapiens. Alcuni antropologi stimano che la specie Homo sapiens sia apparsa milioni di anni prima di quel che si dice.

Mentre per lo sviluppo evolutivo tra l’Australopiteco e il Neanderthal ci sono voluti più di due milioni di anni, ci sono le prove sulla Terra che l’Homo sapiens (Cro-Magnon) è emersocirca 35.000 anni fa. Ciò che è ancora più intrigante è che sebbene i resti dell’uomo continuino a essere scoperti, gli archeologi hanno trovato resti di un Homo sapiens, ancora più antico, nelle aree dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale.

Questi resti risalgono a 250.000 anni prima dell’uomo di Cro-Magnon.

Si potrebbe affermare che l’Homo sapiens non ha avuto dei precursori evolutivi.

Niente si è evoluto nell’Homo sapiens – la specie è semplicemente apparsa.

Gli extraterrestri potrebbero aver dato una mano all’evoluzione della Terra? Se sì, cosa avrebbero potuto guadagnare dagli umani della Terra? Forse era un loro modo per accelerare la propria evoluzione.

Sembra evidente che ci furono tre gruppi principali che orchestrarono l’Inception della Terra.

Li identifichiamo così:

  • ·il gruppo dei Fondatori
  • ·il gruppo dei Lirani
  • ·il gruppo dei Siriani

I Fondatori facilitarono l’Inception dal punto della non-fisicità e furono i supervisori dell’intero progetto. Ignari di queste influenze non fisiche, i Lirani orchestrarono fisicamente l’Inception e impiegarono il gruppo Siriano per assisterla. Ogni gruppo ha le proprie motivazioni per il suo coinvolgimento e sebbene fossero diverse, l’obiettivo era lo stesso: la creazione di una razza umanoide sulla Terra.

Come affermato in precedenza, i Pleiadiani furono coinvolti nell’evoluzione della Terra per un proprio tornaconto.

Sentivano che se avessero interagito con gli umani, non solo sarebbero stati in grado di far parte dello sviluppo della loro dimora precedente, ma avrebbero potuto conoscere la negatività e l’integrazione, senza doversi incarnare direttamente in un mondo che stava elaborando quelle idee. Vennero persuasi dal gruppo Lirano, che era ben consapevole della compatibilità genetica dei Pleiadiani con i nuovi umani della Terra che si stavano sviluppando.

Il gruppo Lirano (formato da una combinazione di razze Lirane) faceva sempre degli esperimenti. Proprio come gli umani che hanno determinate pulsioni istintive (tipo la procreazione), questi extraterrestri sentono l’impulso di emulare i loro “creatori” – i Fondatori. La “progenie” dei Fondatori ha sempre continuato istintivamente l’inseminazione genetica. I Fondatori erano ben consapevoli che la consanguineità avrebbe causato la morte della razza, quindi cercarono continuamente dei nuovi ceppi per mantenere un pool genetico misto.

C’era un’altra motivazione primaria per cui i Lirani si fecero coinvolgere con la Terra. Dopo eoni di conflitto all’interno delle razze discendenti Lirane (Vega, Sirio, Orione, ecc.), erano stanchi di creare civiltà polarizzate che non riuscivano a coesistere pacificamente. Furono determinati a stabilire che la Terra doveva essere un pianeta fondato sull’integrazione piuttosto che sulla polarità.

Il gruppo Lirano sentiva che forse quello di cui avevano sempre avuto bisogno era un pianeta integrato dalle origini, piuttosto che uno che portava con sé i semi della polarità da altri sistemi stellari. Con questo in mente iniziarono a formulare il loro rigido piano per l’Inception della Terra.

Tuttavia, i Fondatori avevano altri piani. Sapevano che la Terra sarebbe stata il terreno finale per la guarigione del dramma di Orione e quindi doveva rimanere polarizzata per risolvere il conflitto. I Fondatori sapevano che la famiglia galattica avrebbe finalmente potuto conoscere l’integrazione attraverso l’esperienza di risoluzione della polarità sulla Terra. I Fondatori permisero al gruppo Lirano di portare a termine il loro progetto, perché sapevano che alla fine avrebbe sostenuto il piano cosmico.

Per quanto riguarda il gruppo Siriano, le sue motivazioni erano molto più vicine a casa. Ritenevano che la Terra si trovasse all’interno del sistema stellare della triade di Sirio, per cui credevano di avere il diritto di manipolare la genetica della Terra. I Siriani erano interessati semplicemente a costituire delle primitive razze umanoidi sulla Terra da poter utilizzare per i lavori manuali mentre espandevano le loro colonie fino alla Terra. Pertanto, sostennero il progetto Lirano tenendo in mente i propri obiettivi.

Il progetto di Inception della Terra ebbe inizio.

Per molte migliaia di anni, durante le prime fasi del progetto di Inception della Terra, i Lirani 1 – osservarono con occhi cauti la crescente razza dei primati terrestri.

1-1 I Lirani, così come altri, erano conosciuti con il termine ebraico “Nefilim“, erroneamente tradotto in “giganti”. Nefilim significa letteralmente “quelli che sono venuti giù”. In Genesi 6: 4 si dice: “Vi erano i Nephilim sulla terra in quei giorni – e anche dopo – quando i figli di Dio si avvicinarono alle figlie degli uomini ed ebbero dei figli da loro. Erano gli eroi dei tempi antichi, gli uomini famosi di quei giorni.” Il termine ebraico originale che è stato tradotto con “famosi” è “shem”, che significa letteralmente veicolo aviotrasportato, probabilmente un razzo spaziale. Quindi, “Erano gli eroi dei tempi antichi, quelli dei razzi spaziali.”

Prelevarono occasionalmente dei campioni e apportarono delle leggere modifiche alle strutture del DNA Durante i punti critici dello sviluppo, iniziarono a inserire, in questi primati, il materiale genetico dei Pleiadiani 2 (e altri gruppi). Per lunghi periodi divenne sempre più chiaro che l’evoluzione stava accelerando a un ritmo rapido. Quando divenne evidente, si avviarono gli esperimenti cruciali del prototipo.

2 – Come detto in precedenza, i Pleiadiani portavano la genetica della Terra che si integrò con successo nel ceppo Lirano. Per cui diventarono la scelta definitiva per inseminare la razza terrestre.

La storia di Adamo ed Eva è una delle poche eredità rimaste che possa sottilmente ricordare all’umanità le sue origini. Il racconto contiene molti riferimenti simbolici alla saga che avvenne riguardo a quale tipo di specie avrebbe ereditato la Terra.

Come già affermato, il gruppo Lirano voleva una specie fondata sull’integrazione.

Pertanto, sentivano che la specie non doveva conoscere la polarità, vale a dire il “bene” e il “male”. Controllarono rigorosamente l’ambiente di questi nuovi umani, in modo da rimanere concentrati sullo sviluppo di perfetti veicoli di integrazione. Non volevano che i nuovi umani diventassero come loro: polarizzati. Ciò che il gruppo Lirano non riuscì a riconoscere è che, a questi nuovi umani, stava limitando anche la scelta.

Dopo generazioni di lavoro con i primati e la genetica extraterrestre, il gruppo Lirano sviluppò un prototipo umano il cui significato “della terra” venne tradotto con il nome “Adam”. Il prototipo Adam fu introdotto sulla Terra per verificarne l’adattabilità ambientale in molte aree del pianeta. (C’erano molti Adam).

Quando il prototipo fu adattato in modo soddisfacente, gli Adam furono ritirati.

Così il Signore Dio fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò. Poi prese una delle sue costole [o una parte del suo fianco] e richiuse la carne al suo posto.”3

3 – Genesi 2: 21

Attraverso la clonazione el’ingegneria genetica, fu creato un prototipo femminile tradotto con “Eva”.

Vennero restituiti entrambi all’ambiente e furono osservati da vicino. Dal loro desiderio di creare una specie che non avesse conoscenza della polarità, i Lirani istruirono tutti coloro che tendevano vietare ai prototipi la loro conoscenza, di negare a loro il diritto di scelta che venne concesso a tutti gli esseri divini.

Ecco che si riesce a vedere bene il significato dell’affermazione di Dio:

“Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino, ma dall’albero della conoscenza del bene e del male [polarità] non devi mangiare, perché nel giorno in cui ne mangerai, sicuramente morirai.”4

4 –Genesi 2: 16

I Siriani che lavoravano con il gruppo Lirano, non erano d’accordo con questa filosofia. Sentivano che i desideri personali dei Lirani di creare questa specie, erano disallineati con i diritti delle forme umanoidi. I Siriani, sebbene volessero sviluppare la razza umana per i loro scopi, scoprirono cheavevano un affetto genuino per i nuovi umani. Nonostante qesta dualità, decisero di intervenire dando inavvertitamente agli umani l’opportunità di scegliere.

Il gruppo Siriano avvertì gli umani:

“E il serpente 5 disse alla donna: “Voi non morirete affatto! Dio sa che nel giorno in cui ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, conoscerete il bene e il male.”

5 – Il serpente 5 è un simbolo archetipo che si trova in molti miti antichi. La natura del serpente rappresenta coerentemente la dualità: è sia temuto che un forte alleato dell’umanità. Nei Testi Sumeri, Enki, il dio (Siriano) che protegge l’umanità, viene anche raffigurato come un serpente. Il giudizio “malvagio” del serpente è più contemporaneo e potrebbe essere stato uno stratagemma usato dagli dei (Lirani) per impedire all’umanità di seguire le istruzioni dei Siriani che stavano tentando di aiutarla.

6 – Genesi 3: 4

Avendo davanti a loro una scelta e dovendo prendere una decisione che coinvolgeva la loro esistenza, gli umani raggiunsero la coscienza di terza densità. Quando si resero conto di essere stati ingannati da “Dio”, optarono per la conoscenza. Una volta che fecero la scelta di ricevere la conoscenza della polarità, rimasero completamente ancorati al piano fisico.

Ora possedevano l’ego, che è la conoscenza di “Io sono” e divennero consapevoli di loro stessi.

“Allora il Signore Dio disse: Guardate, l’uomo è diventato come uno di noi, ora conosce il bene e il male [la polarità]. Non bisogna permettergli di allungare la mano e prendere anche dall’albero della vita e mangiarne, o vivrà per sempre.”7

7 –Genesi 3: 22

Inutile dire che il gruppo Lirano non rimase contento. A causa della loro rabbia negarono l’albero della vita (l’Eredità Divina) alla conoscenza umana. La razza umana fu così costretta a svilupparsi senza sapere della sua connessione con la famiglia galattica e il Tutto. Fu davvero una sfida.

Per assicurarsi che gli umani non avrebbero cercato quella conoscenza, il gruppo Lirano adottò alcune precauzioni:

“… ad est del giardino pose i cherubini e una spada fiammeggiante che girava in
ogni direzione, per custodire la via verso l’albero della vita.”8

8 –Genesi 3: 24

Lasciarono all’umanità la sua eredità: il retaggio di Orione (simbolicamente rappresentato dalla spada), senza lasciare alcuna conoscenza per la sua risoluzione. Negli antichi Testi Sumeri si insinua che i cherubini siano dei veri e propri dispositivi meccanici o robotici che, in questo caso, proteggevano l’albero della vita.

Qual è la traduzione letterale dell’albero della vita? In Sumero, la parola usata per l’albero della vita era GISH.TIL.

GISH voleva dire dispositivo creato dall’uomo; TIL significava missile (ed è così anche nell’ebraico contemporaneo). Invece di un vero albero, stava a indicare il “veicolo per la vita”, ovvero un’astronave. Nei resoconti Sumeri ci sono delle chiare raffigurazioni di razzi spaziali, così come di uomini che le salutano da terra.

Sembra chiaro che l’azione degli dèi di posizionare i cherubini per tener lontani gli umani dall’albero della vita, voleva effettivamente negare agli umani la conoscenza della loro eredità. Agli umani della Terra non fu più permesso di mescolarsi apertamente con gli dèi e lasciare il pianeta con loro. Gli umani furono banditi dai cieli.

Cosa successe al gruppo Siriano che interferì con i progetti Lirani?

A causa della loro interferenza si legarono energeticamente allo sviluppo della Terra. Hanno sempre avuto molti assi nella manica e, in questo caso, sono quelli che hanno riso per ultimi.

Mentre lavoravano con il gruppo Lirano nel programma genetico, inserirono un codice di DNA latente all’interno delle cellule umane.

Questo codice verrà innescato da una vibrazione accelerata che si verificherà quando la civiltà inizierà a evolversi spiritualmente. Come la Terra accelererà verso l’auto – consapevolezza e la quarta densità (che è ciò che sta capitando ora), il codice si attiverà. Una volta attivato, la razza umana srotolerà la sua visione limitata come fosse una spirale, finché la distesa del Tutto Ciò Che È
diventerà visibile. Dopo tutto, si è trattato del loro modo di permettere all’umanità di mangiare dall’albero della vita.

L’umanità è stata sottoposta a una dura sfida da parte dei primi inseminatori del pianeta Terra. Come già affermato, i “bambini” di solito portano dentro di loro i codici genetici e gli atteggiamenti radicati dei “genitori”.

Se la Terra fosse stata davvero seminata da un punto di disuguaglianza e mancanza di libero arbitrio,

  • Questo non potrebbe forse spiegare perché gli umani di molte razze hanno ancora oggi la convinzione di fondo riguardo alla superiorità della razza caucasica / ariana (il gruppo Lirana)?
  • Potrebbe essere che le radici stesse del bigottismo razziale risalgano alle origini del pianeta?

Certamente lo ipotizzano i testi antichi a disposizione dei ricercatori.

I testi Sumeri parlano di “quelli dalla testa nera” che lavoravano nelle miniere dell’Africa per gli dèi. Se questo fosse vero, ovvero che l’umanità porta i modelli dei suoi antenati, allora questa sfida sarebbe solo all’inizio. Riuscire a spezzare questo incantesimo divino che è stato scagliato sull’umanità, potrebbe essere la chiave per la liberazione della razza umana sulla Terra.

Nel passato della Terra, la razza umana ha sempre ricevuto segnali contrastanti dagli dèi.

Ci furono dei periodi (alcuni dei quali sono documentati nei testi Sumeri, tipo il grande diluvio), in cui gli umani furono abbandonati e lasciati morire sul pianeta, mentre gli dèi in cui riponevano la loro fiducia, se ne andarono con le loro astronavi. Durante questi periodi, alcuni dèi salvarono “illegalmente” gli umani prescelti. Questo creò una codifica emotiva all’interno della specie umana durante i periodi di crisi. La codifica ricorda entrambi questi schemi e fa attivare una lotta tra la paura dell’abbandono e la gioia della salvezza. È imperativo che la razza umana risolva questa dipendenza dagli dèi e diventi autosufficiente.

Nella Terra dei nostri giorni, i gruppi extraterrestri le cui codifiche sono radicate nel passato, promettono ancora la salvezza. Vengono agli umani come esseri dello spazio fisico e parlano telepaticamente a coloro che possono sentire la loro frequenza.

Spesso chiamano vari “comandanti” o uomini “prescelti” della Terra e continuano a tentare l’ego umano nel perpetuare i propri sentimenti di superiorità. Sebbene questi gruppi dello spazio siano un bene, perpetuano continuamente il divario tra la paura dell’abbandono e la gioia della salvezza, incoraggiando così la separazione e l’elitarismo.

Man mano che gli umani si riprendono il loro potere ed entrano nell’età adulta planetaria, anche quei gruppi rimanenti si trasformeranno. La maggior parte degli altri gruppi extraterrestri ha imparato dalle loro azioni passate e desidera, una volta per tutte, la soluzione definitiva a questo conflitto.

Dal punto di vista dei Fondatori, il Piano sta continuando perfettamente.

Il gruppo Lirano deve interpretare uno scenario per la propria crescita. Queste antiche “divinità” extraterrestri lasciarono molti indizi sulla Terra, che alla fine contribuiranno a risvegliare il pianeta alla sua vera eredità. Mentre l’umanità si risveglierà a questa conoscenza, inizierà a mettere in campo gli strumenti necessari per risolvere il dramma di Orione. La risoluzione risiede nella tolleranza.

Se la razza umana riuscisse veramente a tollerare la diversità all’interno dell’unità da un punto di non giudizio, sulla Terra potrebbe nascere il Paradiso

Tratto dal libro in PDF “Il Prisma della Lira”

di Lyssa Royal e Keith Priest 

Versione originale in Inglese 

testo tradotto in lingua italiana da claudiordali 

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ANTROPOMORFI (quarta parte)

I Theuthiani (Ibisiani)

Nel Libro dei Morti degli antichi Egizi, Osiride ad un certo punto prende la parola ed esclama:

“Salve o Thot! Che cos’è questo che è accaduto ai divini figli di Nut? Hanno combattuto, hanno sostenuto la contesa, hanno fatto strage, hanno provocato guai: in verità, in tutto il loro operato i potenti hanno agito contro i deboli. O potenza di Thot, concedi che ciò che il Dio Atum ha decretato (sia compiuto)!

E tu non vedi il male né ti lasci provocare dall’ira quando essi portano alla confusione i loro anni e si accalcano e spingono per disturbare i loro mesi; perché in tutto ciò che ti hanno fatto hanno operato iniquità in segreto.”

Thot è il dio della scienza e della saggezza, in quanto ad Atum egli precede, per così dire, la gerarchia divina, descritto in termini puramente metafisici, è l’entità misteriosa da cui ebbe origine il Tutto: il suo nome potrebbe essere Principio-e-Fine.

Egli è quindi la Presenza e il Segreto Consiglio che si è tentati di identificare con lo stesso cielo stellato e il suo decreto deve avere una perfezione immutabile. Qui però vi sono, a quanto pare, forze che hanno operato iniquità in segreto, forze che appaiono ovunque e che vengono regolarmente denunciate come “prepotenti” o “inique” o l’uno e l’altro insieme, ma queste “forze” non sono inique fin dal principio: si rivelano per tali, diventano prepotenti nel corso del tempo.

E’ il Tempo, solo il Tempo, che trasforma i Titani, già sovrani dell’Età dell’Oro, in “operatori di iniquità” e l’idea di misura, dichiarata o implicita, mostrerà il delitto di questi “peccatori”, la loro trasgressione, trascinando dietro tutte le altre divinità nella loro caduta.

Ma Thot è anche la divinità egizia della luna, sapienza, scrittura, magia, misura del tempo, matematica e geometria, è rappresentato sotto forma di ibis, uccello che vola sulle rive del Nilo, ma anche sotto la forma, meno frequente, di babbuino.

Originario del 3º distretto del Basso Egitto, capitale Damanhur (Hermopolis Parva), comparve già nel periodo predinastico, mentre la città dove venne maggiormente adorato fu Hermopolis Magna (“Città degli Otto”), capitale del 15º distretto dell’Alto Egitto, dove venne rappresentato in sembianza di ibis, di cinocefalo ed anche di toro.

Nella teogonia di Ermopoli, Thot assunse un ruolo di grande rilevanza e fu considerato una delle divinità creatrici del mondo, mentre come divinità lunare venne associato con il sole morto in quanto la luna stessa (Iah), compare raramente nella teologia egizia.

Come i cicli della luna regolavano molti dei rituali religiosi ed eventi civili della società egiziana, così Thot fu considerato anche il primo regolatore di tali attività. Compagna di Thot fu Seshat che con lui divideva il compito di scrivere nomi ed imprese dei defunti sulle foglie dell’albero ished; secondo altre tradizioni sposa di Thot fu anche la dea-rana Heket.

In quanto inventore della scrittura e patrono degli scribi era al servizio anche del dio Ra nelle vesti di segretario e visir, e di Osiride come scriba; nel Duat, il mondo degli inferi, aiutò Osiride giudicando le anime dei morti.

In un dialogo platonico, il Fedro, Thot viene nominato (come Theuth), in un breve apologo proposto da Socrate per contestare l’importanza della scrittura, di cui il dio egizio sarebbe stato l’inventore, a favore dell’oralità, la quale sola permetterebbe all’uomo di “possedere” nella propria memoria quello che la fredda scrittura fissa su supporti materiali. Successivamente venne identificato con il dio greco Ermes o Hermes Trismegistus.

Hermes Trismegistus
Ermete Trismegisto è un personaggio leggendario dell’età ellenistica, a volte considerato come una divinità, altre volte come un uomo, venerato come maestro di sapienza e ritenuto l’autore del Corpus Hermeticum, a lui fu successivamente attribuita la fondazione di quella corrente filosofica nota come ermetismo.

Ermete Trismegisto significa letteralmente «Ermes il tre volte grandissimo», con questo nome si voleva assimilare Ermete, dio greco del Logos a Thot, dio egizio delle lettere, dei numeri e della geometria.

Essendo costume degli egizi iterare l’aggettivo «grande» davanti al nome delle divinità, Ermete era quindi appunto indicato come il “grandissimo” per tre volte (tris-megisto). Entrambi erano al servizio di una divinità superiore (Ermete è messaggero di Zeus, Thot è lo scriba di Osiride), Ermete era dio della parola mentre Thot era dio della parola e della letteratura; entrambi psicopompi, accompagnavano le anime dei defunti nell’oltretomba.

Sia Ermete che Thot erano inoltre, nelle loro rispettive culture, gli dèi della scrittura, della magia e a seguito di un tale processo di assimilazione tra divinità greche ed egizie, avvenuto nell’atmosfera sincretistica dell’Impero romano, Ermete Trismegisto divenne il dio rivelatore della verità e mediatore tra gli uomini e gli dei.

Athanasius Kircher
nel suo Obeliscus Pamphilius, affermava:

“Gli Arabi lo chiamano Idris, dall’ebraico Hadores, i fenici Tauto, gli Egizi Thot ma lo chiamano anche Ptha, e i Greci Ermete Trismegisto”.

Giamblico attribuiva ad Ermete decine di migliaia di opere, di grande antichità ed immensa importanza, anteriori persino a Pitagora e Platone che a quei testi avrebbero attinto. Nei dialoghi Timeo e Crizia lo stesso Platone riferisce che nel tempio di Neith a Sais vi fossero stanze segrete contenenti registrazioni storiche possedute per novemila anni, forse riconducibili ai famosi “Libri di Thot”.

Anche secondo Cirillo di Alessandria e Marsilio Ficino, Platone avrebbe conosciuto in Egitto una sapienza antica risalente all’epoca di Mosè e forse ancora molto più primitiva.

I “Libri di Thot” sono dei mitici libri, 42 in tutto, redatti dal dio egizio Thot e lasciati sulla Terra, nei quali si troverebbero i misteri dei cieli e predizioni di eventi planetari futuri, questi libri profetici sarebbero stati nascosti in biblioteche egiziane segrete ed ora risulterebbero dispersi. Si trattava di una conoscenza infinita e coloro che la padroneggiavano venivano indicati come “Capi della Casa dei Libri” e solo i sacerdoti potevano consultare tali testi.

Secondo alcuni studiosi le 22 figure principali dei tarocchi provengono dai libri redatti dal dio, secondo tale teoria le figure altro non sono che fogli staccati dai libri.

Si pensa che all’interno vi fosse spiegata la precessione degli equinozi, tale evento è un movimento dell’asse terrestre, simile a quello di una trottola, che ne fa cambiare l’orientamento rispetto alla sfera celeste, una rotazione talmente lenta che, per compiere un giro su se stesso, l’asse terrestre impiega quasi 26.000 anni, durante i quali la posizione delle stelle sulla sfera celeste cambia, per poi tornare al punto di partenza.

L’intento degli antichi, sarebbe stato quello di trasmettere ai posteri il modo per calcolare la fine di ogni ciclo precessionale, solitamente accompagnato da catastrofi planetarie. Per questo eressero costruzioni talmente imponenti da resistere al peggiore dei cataclismi, monumenti nelle cui proporzioni matematiche e allineamenti astronomici, era contenuto un messaggio che, in questo modo, sarebbe sopravvissuto al trascorrere dei millenni.

Secondo alcune teorie, questi libri, sarebbero nascosti in una camera segreta situata nel complesso monumentale di Giza, mentre altri sostengono che siano stati spostati nell’attuale Iraq.

Il Maestro e “Guardiano Spirituale”
Si conosce dalle leggende e da quanto ci ha tramandato la tradizione, la persona dell’istruttore (guida, iniziatore) del popolo egiziano nella figura di Ermete Trismegisto.

Oltre ai misteri “Ermetici” che il Trismegisto stabilì nella città sacra di Thoth, Khemenu, Ermete fu iniziato ai misteri solari di Zoroastro e tramandò questi insegnamenti al centro di Eliopolis.

E’ quanto dire che la sua visione del mondo era dominata dall’idea del Male, dove l’uomo, a suo giudizio, doveva innanzi tutto aspirare alla perfezione ed alla purezza morale: compiendo la sua scelta fra i due opposti schieramenti quello di Ahura Mazdao e di Angra-mayniu (tra Osiride-Horus e Seth), dalla scelta dipendeva la sua salvezza individuale ed, indirettamente, quella del Cosmo.

Dall’accordo di queste due dottrine, Ermopolitana e Eliopolitana, incise sul “corpo” spirituale dell’Egitto, da queste “nozze alchemiche” e dalle sue reazioni particolari alla mentalità egiziana scaturì tutta la civilizzazione della vallata del Nilo.

Ermete Trismegisto, che ricevette per missione di orientare l’evoluzione storica dell’Egitto mediante questi due centri iniziatici, non era probabilmente di sangue egiziano e nemmeno umano, e l’impresa che dovette assumersi fu, anche per un super-uomo, prodigiosa. Si trovò di fronte ad un popolo ostinato, insensibile quasi insofferente a qualsiasi forma di governo, passibilmente amorale, indifferente al bene e al male, un popolo infine appassionatamente avvinto, poeticamente e nei suoi sogni romantici, alle dolci gioie della terra, indolente, incapace di astrazioni e di interessi speculativi di qualsiasi sorta.

Il Trismegisto seppe trasformare questa mentalità e questo carattere al punto di renderlo inconoscibile, facendo dell’Egitto la “Luce del Mondo”.

Il modo in cui risolse il problema con mezzi di ordine psicologico, esoterico, pedagogico su scala mondiale, può essere così riassunto: il procedimento iniziale tendeva a staccare dalla terra il pensiero egiziano ed imprimergli un sentimento entusiastico per l’Infinito spaziale e per la Durata senza Limiti.

La vita nell’Al di là, egli diceva, poteva essere, senza alcuna soluzione di continuità, indefinitamente prolungata ed organizzata a volontà, meditante una tecnica sapiente; così l’Egitto, con il suo abituale entusiasmo, si lanciò a corpo morto nell’oceano della magia teurgica ed operatoria.

Avrebbe potuto precipitare molto in basso, tanto profondamente quanto i loro contemporanei di Babilonia, votatisi alla magia nera, ma un colpo di timone del Trismegisto li preservò da questo pericolo, egli incise sul “corpo” dell’Egitto la sublime dottrina di Zoroastro ed insegnò a questo popolo amorale ed “interessato”, l’importanza pratica dell’attitudine morale, conforme alla struttura occulta del Cosmo.

Certamente non tutti gli egiziani erano degli stinchi di santo, tutt’altro, ma la realtà concreta dell’imperativo morale riviveva nelle coscienze della élite che guidava i destini del popolo, e per questa élite, l’ordine morale umano coincideva con l’ordinamento Cosmico. Era la struttura, l’ossatura (occulta) del Cosmo, l’insieme delle linee di forza che lo mantenevano in vita, le leggi spirituali che lo governavano e senza le quali il mondo sarebbe stato sommerso nell’anarchia e nel disordine: era l’Anima stessa del Mondo.

Il Sole, la Luna, i pianeti, procedendo nelle loro orbite, servivano a questo ordine morale, l’incarnavano, lo dirigevano: e la morale umana non era che un particolare aspetto dell’ordinamento cosmico.

Chiunque infrangeva la morale, attaccava frontalmente la Sinarchia Cosmica, diveniva il suo nemico dichiarato ed un alleato in Campo avverso. Grazie a questa prospettiva, così grandiosa quanto concreta, la morale diveniva un legame vivente tra l’Uomo e l’Universo, una fonte d’ispirazione artistica, religiosa e filosofica.

In tal modo, impercettibilmente, l’egiziano si staccava dalla Terra ed era conquistato all’ideale della perfezione morale, e il piano del Trismegisto, vera leva dell’Archimede di ordine psicologico ed esoterico, con le tre tappe della sua realizzazione, riuscì a sovvertire l’Egitto dalla cima alle fondamenta ed iniziarlo al Pleroma e al Cosmo Spirituale.

La civiltà di Theut
Al momento è ancora in fase di studio la loro provenienza, anche se diverse fonti ci indicano la costellazione dell’Aquila come sede originaria, un successivo e breve sviluppo nella vicina costellazione del Cigno, per poi approdare, infine, nella costellazione di Orione, dove probabilmente condividono pianeti con altre razze aliene.

Un Theuthiano medio ha un’altezza che varia dai 2 ai 3 metri e su questi parametri possiamo identificare buona parte di tutta la popolazione, sappiamo che ha l’aspetto di un volatile, ma è dotato di arti, braccia e gambe e che può camminare e levitare; la sua struttura ossea è possente in grado di reggerne la mole, la forza fisica e la considerevole altezza.

Dall’aspetto fisico del tutto quasi umano, si differenzia per la testa a forma di uccello (simile ad un Ibis terrestre) e da una strana capigliatura che si forma nel lungo collo, creando una sorta di ventaglio simmetrico e ben curato. La pelle varia di colore, forse soggetti a mimetismo, sono in grado di cambiare il loro aspetto esteriore in base alle più diverse circostanze climatiche.

Comunicano per via telepatica, ma sono in grado di emettere anche dei suoni e/o parole, attraverso una complessa lingua parlata e scritta. Sembra che non indossino abiti, anche se ci sono testimonianze che riportano di aver percepito questi esseri con indosso bracciali, collane, anelli o ornamenti di un metallo sconosciuto.

Altra caratteristica che ci accomuna è il parto delle femmine, dove i piccoli Theuthiani, una volta formatisi all’interno dell’utero materno, vengono partoriti in un modo simile a quanto avviene nel genere umano.

E’ chiara una forte somiglianza con una componente razziale “umana o umanoide” che si differenzia solamente per il volto decisamente “animale”, questo fa supporre una loro antica genesi, dove a seguito di lontanissime sperimentazioni antropomorfe, si passò successivamente alle ibridazioni umane.

I Theutiani sono cugini degli Horus, probabilmente sono nati da una “costola” di questa seconda e più conosciuta, quanto famigerata, razza aliena.

Nella vasta e complessa tematica della Genesi delle varie razze aliene, seguendo anche le antiche conoscenze terrestri sugli dei ad essi associati, si scopre in realtà che nell’Antico Egitto, si conoscevano due diversi Horus:

  • Horus il Vecchio, figlio di Ra
  • Horus il Giovane, figlio di Osiride e Iside

E’ evidente che Horus il Vecchio, molto probabilmente, corrispondente alla razza aliena degli Horus (conosciuta nei casi di adduzioni), era una delle creature primordiali del Demiurgo Oscuro, razza che successivamente, scendendo a patti con i nuovi signori (gli Adam o Primi Uomini), si rese disponibile a nuove ibridazioni (Umano / Umanoide / Aliene) per la loro sopravvivenza e che porteranno alla nascita dei Theuthiani, ovvero di esseri dalla forma umana ma dall’aspetto ancora “animale”.

Non è da escludere che inizialmente possano aver convissuto e collaborato insieme, questo spiegherebbe l’iniziale sede originaria su Altair (la stella principe della costellazione dell’Aquila) come punto di partenza, arrivando ad una scissione a seguito di contrasti e guerre e che porteranno i Theuthiani a trasferirsi brevemente nella vicina costellazione del Cigno, per poi approdare in quella di Orione, dove più tardi, sopraggiungeranno anche gli Horus, precisamente su Alnitak, la prima stella della Cintura.

Non a caso nell’antichità queste due costellazioni erano spesso unite insieme, mentre proprio sotto di loro se ne trova una terza, quella della Lira, che secondo la leggenda fu lo strumento musicale creato da Ermes/Thot.

Le leggende raccontano che:

“fu la prima lira a essere costruita, inventata da Ermes, il figlio di Zeus e di Maia (Zeus = Primo Uomo / Maia = razza aliena umanoide?).

Ermes fece la lira dal guscio di una testuggine che aveva trovato a brucare fuori dalla sua grotta sul Monte Cillene in Arcadia. Ermes pulì il guscio, fece dei buchi lungo il bordo e vi legò diagonalmente sette corde fatte di budello di mucca, tante quanto il numero delle Pleiadi. Grazie a quella lira Ermes si tirò fuori dai guai in cui s’era cacciato per un’impresa giovanile, che l’aveva portato a rubare del bestiame di proprietà di Apollo.

Infuriato Apollo si presentò a reclamare la sua restituzione, ma quando sentì la bella musica che proveniva dalla lira lasciò che Ermes si tenesse le bestie e in cambio si prese la lira.”

Sappiamo poco della loro società, non esiste un capo supremo dell’intera razza, ma un sistema democratico composto da tante piccole comunità auto-gestite e che riunite formano agglomerati di città.

Un sistema ad incastro e a numero chiuso, ben articolato e ristretto, dove tutti i componenti, pur nella massima libertà di agire e vivere il loro quotidiano, sono costantemente monitorati e sorvegliati.

La discendenza dinastica è maschile, in una società del tutto patriarcale, anche se non sono rari i casi di dinastie di stampo matriarcale.

Interferenze con l’Uomo

Sappiamo che non interagiscono con il Genere Umano sino a quando nessuno di noi raggiunge un alto livello di presa di Coscienza.

Anche se non è da escludere un intervento silenzioso, se vogliamo “indolore”, e che può avvenire durante l’arco della vita di qualsiasi terrestre, non è loro intenzione palesarsi per non intralciare il nostro cammino, anche se facciamo parte del contendere con le altre razze aliene, che invece conducono su di noi le abductions e gli esperimenti a noi conosciuti.

Dal poco che conosciamo, tendono a guarire le “ferite spirituale degli uomini”, chiedendo una sorta di tacito permesso alla Monade della persona coinvolta (soprattutto la parte Spirituale e Animica, escludendo la Mente, in quanto ritenuta corrotta).

Sembra che non inseriscano microchip, mentre dalle rare visite fisiche, dato che interagiscono con noi per lo più a livello spirituale, prelevano del tessuto organico in grado di monitorare il nostro livello di trasformazione genetica e, successivamente, di intervenire per arrestarne una ibridazione condotta dalle razze aliene della Gerarchia Inferiore, operazioni che conducono anche in collaborazione con altre razze aliene.

Una particolarità di queste entità aliene è quella di manifestarsi raramente negli esseri umani, e se ciò avviene, la forma o il nome che assumono, è quello di “Guardiani” o di “Maestri”. Ancora è incerto il compito del guardiano, mentre l’essere maestri si manifesta nella necessità di istruire alcuni uomini su antiche conoscenze e di farli elevare a stadi di sapienza superiore.

Quando avviene tale contatto, spesso non si mostrano mai nella loro forma aliena, ma agiscono attraverso la psiche della persona prescelta grazie ad un gioco di incastri archetipici, andando a pescare la figura più consona alla cultura e allo sviluppo della persona stessa.

Solo dopo un lungo periodo di apprendimento o di particolare ascesi, arrivano a manifestarsi per ciò che sono realmente, in base al diverso livello di coscienza raggiunto.

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