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GERUSALEMME CELESTE

NUOVO ORDINE MONDIALE & NUOVO ORDINE CELESTE

Quando Nostradamus evoca <<un altro Regno di Saturno e un Secolo d’oro>>, difficilmente ci si trova difronte a una semplice coincidenza. Il nuovo Ordine Mondiale potrebbe anche cedere il passo al Nuovo Ordine Celeste e, l’Angelica <<Gerusalemme Celeste>>, suggestivamente citata alla fine dell’Apocalisse di San Giovanni, potrebbe allora scendere dal cielo, e anche atterrare sulla Terra. Sì, perché in effetti si tratta a tutti gli effetti di una immane città volante.

 Eccone infatti la testuale e dettagliata immagine:

“L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa. Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, rispendente della sua gloria. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come una pietra di diaspro cristallino.

E’ cinta da alte e grandi mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.

Le mura della città posano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Angelo (Cristo). Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura.

La città è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla sua larghezza, la larghezza e l’altezza erano uguali. >Ne misurò anche le mura: sono alte centocinquantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini operata dall’Angelo.

Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. I basamenti delle mura della città sono adorni di ogni specie di pietre preziose. Il primo basamento è di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo; il quinto di sardonice; il sesto di cornalina; il settimo di crisòlito; l’ottavo di berillo; il nono di topazio: il decimo di crisopazio; l’undicesimo di giacinto; ol dodicesimo di ametista. e le dodici porte sono di dodici perle; ciascuna porta era formata da una sola perla e la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.

<<In essa non vidi alcun tempio: / il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Angelo / sono il suo tempio. / La città non ha bisogno della luce del Sole / né della luce della Luna; / la Gloria di Dio la illumina / e la sua lampada è l’Agnello / le nazioni cammineranno alla sua luce, / e i re della Terra a lei porteranno il loro splendore. / Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, / perché non vi sarà più notte. / E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni. / Non entrerà in essa nulla d’impuro / nel libro della vita dell’Angelo>> (Ap 21,10-27)

Si tratta solo di una descrizione un po’ cervellotica ma puramente allegorica? Forse. Ma a ben vedere questa volante <<Città di Dio>> di provenienza celeste definita la <<Dimora degli Eletti>> (in quanto questi ultimi – che poi siano i biblici 144 mila espressamente menzionati, o di più o di meno poco importa – portatevi materialmente a bordo per salvarli dalle distruzioni del conflitto finale in corso sulla terra, vi abiteranno fisicamente per mille anni prima di poter poi ridiscendere sul nostro mondo disastrato e ripopolarlo dopo il giudizio finale dei Reprobi e degli Angeli caduti) effettua la sua lenta discesa dal cielo <<con la gloria di Dio>>, ovvero mediante una radiante energia luminosa (divina), ovvero grazie a quella stessa <<gloria>> (energia luminosa) che caratterizza nel linguaggio biblico sia il manifestarsi di Jahvè dal Sinai al tempio di Salomone sia l’aspetto della Shekina (il <<carro>> di Dio) discesa di fronte al profeta Ezechiele.

Ma forse la cosa più interessante è che si tratta a tutti gli effetti di una sorta di <<contenitore abitativi>> (naturalmente <<sacro>> perché vi risiede Cristo fisicamente asceso dal cielo) che presenta dimensioni immani ma anche ben definite: si tratta, per essere precisi, di una colossale struttura quadrata dal perimetro all’incirca di 2400 Km. quadrati e dunque 600 x 600 chilometri di lato )più o meno la distanza che separa Bologna da Napoli).

cloaked-ufo-next-to-mercury-1Il 2 Dicembre 2011 la sonda spaziale della NASA Stereo (Secchi HI-1A) ha registrato una eiezione di massa coronale dal Sole, diretta verso il pianeta Mercurio. Durante il suo tragitto, la massa coronale ha evidenziato la presenza di un misterioso oggetto spaziale abbastanza grande da incuriosire ricercatori e appassionati di UFO. Nelle immagini che vi proponiamo si evidenzia, durante l’espulsione di massa coronale, la presenza massiccia di uno strano oggetto spaziale abbastanza grande, vicino il pianeta Mercurio. All’interno di questo LINK è stato rimosso il video.

In altri termini, considerato l’ambiente da cui proviene (l’alto dei cieli, cioè le estreme profondità dell’universo), le definite caratteristiche funzionali e strutturali, le titaniche dimensioni e il suo ruolo assimilabile a quello di una sorta di <<unità militare>> angelica, potremmo anche dire tranquillamente che potrebbe trattarsi di una colossale fortezza spaziale descritta di forma cubica e munita di 12 portelloni di accesso (tre su ognuno dei suoi quattro lati) di grandi veicoli <<angelici>< di taglia minore: in pratica, una stazione cosmica a tutti gli effetti ( o se preferite nave-madre) in grado di orbitare come pure di procedere autonomamente nello spazio, sul tipo dei pianetini artificiali della classe <<Morte Nera>> nella fantascientifica saga di Star Wars, delle titaniche <<unità d’invasione da sbarco>> aliene di Indipendence Day, ovvero di una versione enormemente maggiorata dell’Interprise di Star Trek.

Solo che qui la science fiction non c’entra affatto. Perché nella Bibbia le <<guerre stellari>> sono una realtà a tutti gli effetti. A suo tempo, come leggiamo nell’Apocalisse di san Giovanni (12,7-9)

Ci fu gran guerra nel cielo. Michele e i suoi Angeli guerreggiavano col Drago. E il Drago guerreggiò insieme a lui e ai suoi Angeli. ma non prevalsero, e non si trovò più posto per loro nel cielo. E fu precipitato giù il Gran Drago, il Serpente Antico che è chiamato “Diavolo” e “Satana”, il seduttore di tutta la Terra. Fu precipitato sulla terra e tutti i suoi Angeli furono precipitati con lui.

La descrizione, fin troppo minuziosa e accurata, che del Gran Drago ci dà il libro di Giobbe è piuttosto sconcertante. <<Leviatàn>>, il nome con il quale il Gran Drago è chiamato in tale libro, come pure in altri libri dell’Antico Testamento, è una parola ebraica dal significato quanto mai oscuro.

La traduzione letterale di tale termine, infatti, è propriamente: <<qualche cosa che è avvolta a mo’ di spira>>. La sua identificazione, pertanto, non è assolutamente stabilita; sappiamo comunque, come ci fa notare il Ricciotti, che, sebbene esso venisse solitamente raffigurato come dimorante del mare (donde il termine finì poi, nel linguaggio poetico, col venire applicato, impropriamente, al coccodrillo, creatura acquatica), gli ebrei gli attribuivano un’origine e una provenienza celeste, dal momento che lo ritenevano il diretto responsabile delle eclissi solare.

In ogni caso, esso simboleggia le potenze del cielo avverse a dio. Allusioni bibliche al mitico Leviatàn come un mostro marino, ma anche come un serpente <<alato>> (nahash hariah), oppure come un serpente <<tortuoso>> (nahash aqalaton), il Leviatàn è richiamato dai testi biblici che si possono leggere nella Bibbia. 

Prima edizione giugno 2013 p: 350-351-352-353  

Le pieghe dell’apparenza

La realtà è solo un sentimento

La realtà è un mito. Come dire: tutto ciò che ci sta intorno non è quello che sembra, cioè molte cose stanno lì, davanti ai nostri occhi, eppure non le vediamo. Ossia ciò che percepiamo non è tutto il reale.

A pensarci bene la storia dell’arte non è altro che il tentativo di <<riprodurre>> la realtà nella sua veste completa. I primi grafiti delle caverne ci mostrano i diversi tentativi dell’uomo primitivo di rappresentare sulle due dimensioni virtuali gli animali che gli facevano paura, quasi a esorcizzarli, a domarli in un’eterna immobilità, ma anche a farli riconoscere ai piccoli, una volta capaci di muoversi da soli.

Le scoperte della prospettiva pittorica, delle profondità, del trompe l’oeil, di una possibile resa della terza dimensione attraverso i chiaroscuri, ci racconta di una vocazione al realismo mai abbandonata dall’essere umano.

Prima Raffaello poi Caravaggio creano spazi, profondità e luci che Giotto non poteva neanche immaginare. E Michelangelo ha addirittura capito che sembrano più vere le cose false.

Basta dare un’occhiata alla Pietà: Maria, seduta ha tra le braccia il corpo di Cristo. A guardare bene la scultura ci si rende subito conto che se la madre si alzasse in piedi sarebbe alta quasi il doppio del figlio. Invece in quella posizione l’immagine è perfetta e congrua nelle proporzioni.

La pittura del seicento, i manieristi, fino agli iperrealisti e allo stesso Andy Warhol, si avventurano nel realismo approdando quasi alla fotografia. Solo con la coscienza di una realtà altra, non formalizzata, invisibile a occhio nudo, nascosta nelle pieghe dell’apparenza, comincia a prendere piede l’arte dei nostri tempi, anche in coincidenza con la scoperta dell’inconscio e con la crisi delle filosofie totalizzanti.

Le figure cominciano a sfumare, a farsi indiziarie (impressionismo), a spezzarsi (Picasso), a diventare astratte e informali, dove il colore e linee <<dicono>> della realtà più cose di quanto possano dire le forme.

Alla base di questa vocazione mai abbandonata dall’uomo c’è la necessità, da parte sua, di raccontarsi nelle sue verità più recondite. E non c’è modo migliore di raccontarsi se non mostrando con quale sguardo viene inquadrato il mondo, cioè la realtà circostante.

L’arte, quindi, produce oggetti testamentari che narrano la storia dell’uomo dal punto di vista del suo sentimento della realtà. Una storia più veritiera di quella appiattita sui fatti e sulle vicende politiche ed economiche che è scritta sui libri di scuola.

Ho fatto l’esempio della pittura ma se si va a confrontare il discorso con le altre arti, si noterà che la spinta a raccontare il reale è da tutte condivisa e perpetuata. La letteratura e la musica (con l’innesto di nuove sonorità) hanno attraversato gli stessi processi della pittura. Sono in perenne viaggio verso il mito della realtà, di cui è sempre impossibile un inventario definitivo.

“Pensieri Così” di Vincenzo Cerami  

Nin.Gish.Zid.Da 

VECCHI MESTIERI MILANESI

 

Quest’anno è un anno eccezionale per le castagne, dopo che negli ultimi anni si era quasi azzerata la produzione. Purtroppo non è andata così in tutte le regioni italiane. Ma non di questo voglio parlare, ma di una tradizione molto vecchia che a Milano il venditore di castagne, allo stesso modo di chi le raccoglie, veniva chiamato castagnatt; come pure colui che vende castagne cotte, ancora presente negli anfratti e piazza del Duomo di Milano. Oggi più che mai una prelibatezza molto costosa, non da tutti; quello che una volta era alla base dell’alimentazione meno onerosa.

QUELL DI MARON

“Bej Cuni, bej maron, vaerdée che firon!. Ranti castegn infilàa come perlitt,, cott in del forna ‘me salamitt, a la “fera di Bej o Bej” tradizion. Sui marcàa, a la sagra d’ogni rion, sia ben intes quand n’era la stagion, col ritornell reciamava l’attenzuion: “Bej fironi, bej cuni, bej maron!”

“Belle castagne cotte al forno, guardate che grappoli”. Tante castagne infilate come perline, cotte al forno e legate come salamini, alla “fiera deo Bej o Bej” tradizione. Sui mercati, alla sagra di ogni rione, sia ben chiaro quando era stagione, come adesso, col ritornello chiamava l’attenzione: “Belle castagne al forno, che bei grappoli” 

Oggi si vedono in giro i caldarrostai e più raramente (oggi non più nemmeno raramente) i venditori di fironi, le castagne cotte al forno (le ho fatte ieri) ed infilate come collane a più file. (Va detto che i fironàtt, sono originari del Cuneese)

 EL CASTEGNATT

 Ghe disen castegnatt impunement a chi catta su castegn e a chi ne vend e la question in fund la interessa nient. Forse on Quajghedun el podariss imprend che a Milan, tra i vari mestée ambulant, gh’eren i vendidor de castegn lessàa, pelàa o conte l guss e rostii oltrertant. Incoeu j gent … d’alter gust hin sopressàa!!

Vien chiamato castagnaio impunemente chi raccoglie castagne o chi ne vende e la questione in fondo non interessa affatto. Forse qualcuno potrebbe apprendere che a Milano, tra i vari mestieri ambulanti, c’erano i venditori di castagne lessate, sgusciate o con il guscio e arrostite altrettanto. Oggi le genti … d’altri gusti sono pressate.

Dalle mie letture sull’evoluzione del costume nel corso dei secoli, dando ad ogni mestiere un’immagine viva, spesso curiosa … perché nulla vada perduto. Curiosità: i libri sono in carta di paglia con copertina di cartone da imballo, come lo si evince dall’immagine sopra esposta.

Vecchi mestieri Milanesi 1982

Libreria Meravigli Editrice

wlady

Il “Crislam” l’ultima religione

Vatican Insider: Papa Francesco si dimetterà nel 2016 DOPO LA VISITA IN ARGENTINA

Il Papa ha trasformato la Chiesa in una mostruosità che non ha nulla a che fare con gli insegnamenti di Gesù Cristo. La settimana scorsa sono andato a visitare due delle mie fonti più affidabili in Vaticano, un membro dei Cavalieri del Santo Sepolcro e del Pontificio Ordine Equestre di San Silvestro Papa, l’altro, un membro del clero della Segreteria di Stato, il più antico dicastero della Curia romana, che è il centro della burocrazia governativa del papa e della Chiesa Cattolica Romana.

L’attuale situazione della Chiesa è stata discussa in due riunioni separate, così come il Sinodo dei Vescovi in ​​corso che si concluderà il 24 ottobre, 2015. Le informazioni che sono emerse nel corso di questi incontri sono state scioccanti per non dire altro. 

Le due attendibili separate fonti all’interno del Vaticano hanno dichiarato che Papa Francesco si dimetterà il prossimo anno. Ciò si verificherà nel corso della sua visita pastorale alla sua nazione in Argentina, e ai due paesi vicini, il Cile e l’Uruguay, nel periodo di tempo che coincide con il bicentenario della Dichiarazione d’Indipendenza dell’Argentina del 1.816.

La data è stata scelta con cura per evitare interferenze, con il governo argentino che vuole far emergere questo evento dopo le elezioni presidenziali del 2015. Durante questa visita in Argentina, è stato ipotizzato che il Papa potrebbe potenzialmente canonizzare José Gabriel del Rosario Brochero, senza immaginare che questo è il momento in cui Papa Francesco ha scelto con i suoi compagni gesuiti di terminare il suo pontificato.

Il Papa per il Nuovo Ordine Mondiale Jorge Mario Bergoglio, (dopo aver

completato il suo servizio come gesuita) vuole andare in pensione in Argentina e non il Vaticano. Ha promosso con successo l’Agenda 2030 (carbon tax, ecc), la ripartizione dei valori della famiglia, così come la sacralità della Croce. Egli ha sostenuto la crescente immigrazione messicana; così come fa il cattolicesimo più forte negli Stati Uniti e la crisi europea dei rifugiati; fondamentale voluta per distruggere la culla della civiltà cristiana, pronta per essere sostituita dal Crislam un unico mondo con una sola religione. 

Un lavoro ben fatto per questo fantoccio del Nuovo Ordine Mondiale. Papa Francesco ha messo in guardia i vescovi e i cardinali della Chiesa cattolica, per evitare di essere preso da “ermeneutico della cospirazione”, confermando il crescente timore della Chiesa verso la diffusione della verità nell’era dell’informazione. Gli oscuri segreti del Vaticano sono sempre più messi in evidenza, e Papa Francesco sta diventando nervoso. 

In effetti, negli ultimi giorni del Sinodo, Papa Francesco è stato interrogato da autorevoli vescovi conservatori per la sua recente visita negli Stati Uniti. Ai loro occhi è stato un fallimento completo che ha alienato i cattolici tradizionali in favore di un approccio altamente discutibile, liberale, comunista che, naturalmente, è stato realizzato per rispettare l’agenda del New Word Order. 

In cima a tutto questo, c’è stata una mossa senza precedenti, orchestrata dalla lobby gay del Vaticano in aperta ed effettiva collaborazione con vari attivisti cristiani LGBT, le Lobby dei Vescovi durante il Sinodo, con l’apertura della Chiesa all’ordine del giorno sulla realtà gay presente nel clero. Per questo scopo a Roma, sono state organizzate due conferenze da diversi gesuiti, una ha avuto luogo Venerdì 2 ottobre, presso l’Angelicum, la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, l’altra il 3 ottobre, presso il Centro Pellegrini “Santa Teresa Couderc,” in Via Vincenzo Ambrosio dal titolo, “Modi di amare”. 

La riunione, non solo è diventata la fondazione per la rete globale dei Cattolici Arcobaleno, ma anche il luogo scelto per l’uscita della bravata di Padre Charamsa, organizzata dal famoso omosessuale spin doctor, Emilio Sturla Turno, che si dice essere sentimentalmente coinvolto con una persona dell’intelligence israeliana, questo, a dimostrazione dei molteplici interessi nascosti coinvolti in questa operazione. 

E’ stato durante il convegno dei diversi modi d’amare (“Ways of Love”) di fronte ad una folla di circa 80 persone che il vescovo José Raúl Vera López, di Saltillo, in Messico, un domenicano liberale, seduto accanto ai Gesuiti: Pedro Labrín dal Cile, e Pino Piva dall’Italia, dove sorprendentemente ha fatto la seguente dichiarazione: “I gay sono i salvatori della Chiesa.” Durante il Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia, monsignor Giuseppe Casale, arcivescovo di Foggia, ha dichiarato ai media italiani: “l’amore gay non è un peccato ed è un errore vietarlo”, ha inoltre aggiunto: “L’omosessualità aggiunge valore alla Chiesa.”

Non c’è da meravigliarsi che Papa Francesco annuncerà le sue dimissioni al mondo il prossimo anno, ha trasformato la Chiesa in una mostruosità che non ha nulla a che fare con gli insegnamenti di Gesù Cristo. Leo Lyon Zagami è un ricercatore italiano che si basa sulla geopolitica, è l’autore di nove libri, tra cui il suo ultimo libro su Papa Francesco: The Last Papa? Con rivelazioni sul denaro, la Massoneria e l’occultismo dietro il declino della Chiesa cattolica. 

LINK  (Tramite: www.infowars.com)

SIRIA: la mano nascosta

David Icke : che succede veramente in Siria?

Pubblicato: 07 Ottobre 2015
Scritto da Cristina Bassi

“Qualcuno veramente sta pensando che questa situazione di bombe, morti, rifugiati, sta accadendo perché l’Occidente pensa che Assad sia un tiranno e che perciò’ bisogna sostenere l’opposizione nel paese? VERAMENTE qualcuno lo pensa? “

Quanto segue è la mia sintesi e la traduzione dell’ultimo videocast (4 ottobre 2015) di David Icke per i suoi abbonati (www.davidicke.com), a tema SIRIA: le dinamiche dietro le quinte, secondo la sua decennale ricerca sulla struttura della realtà e del potere “visibile”..
Qui i primi minuti del video  disponibili anche per i non iscritti. 

In un piccolo paese poco più grande del Nord Dakota, con 22 milioni di abitanti, abbiamo bombardamenti di americani, francesi, turchi, israeliani, attacchi di curdi, ribelli finanziati e addestrati dagli USA, ISIS che bombarda ed attacca, l’Iran con una presenza militare  e ora abbiamo la Russia. Sullo sfondo, non troppo lontano c’è la Cina. E non manca lo psicopatico britannico, Cameron, che disperatamente desidera essere coinvolto nei bombardamenti.

Se qualcuno avesse mai bisogno di conferme (e non ne abbiamo bisogno ovviamente) sul fatto che viviamo in un manicomio, questi eventi in Siria … sono un’ulteriore conferma.

Qualcuno veramente sta pensando che questa situazione di bombardamenti, sofferenze, attacchi, morti, rifugiati, sta accadendo perché l’Occidente pensa che Assad sia un tiranno che opprime la sua gente e che perciò bisogna sostenere l’opposizione nel paese? VERAMENTE qualcuno lo pensa??

L’idea che gli USA e la Gran Bretagna possano anche lontanamente essere preoccupati dell’oppressione dei popoli ?… quando l’impero britannico e l’impero americano, che esiste ma non viene citato come tale, per secoli hanno oppresso le genti in tutto i mondo e solo per i loro benefici economici e per accumulare potere.

Non gliene poteva fregare di meno, di ciò che stava accadendo in Siria, in termini di oppressione della gente o cose simili.

Abbiamo una situazione in cui un maggiore oppressore della umanità, sul pianeta, l’Arabia Saudita che decapita persone ad un ritmo attuale di una ogni due giorni, fa parte della coalizione per porre fine alla oppressione in  Siria!!

Abbiamo Isis condannata per l’orrore della decapitazione, come mezzo per creare trauma e controllo e terrore. E abbiamo poi l’Arabia Saudita che decapita senza che si sia un mormorio dallo stesso Occidente “morale”. L’Arabia Saudita sta bombardano senza pietà i civili in Yemen,  senza il minimo sussurro da parte dell’occidente morale, che la arma e le consente di fare tutto questo.

Allora è piuttosto chiaro che il  “dobbiamo aiutare i poveri Siriani” sono solo una montagna di stronzate. Quindi c’è un’altra ragione di cui parlerò in questo videocast.

Sono disgustato oltre ogni definizione, dalla ipocrisia morale degli Obama, dei Cameron, dei Blair, dei Bush e di tutti gli altri … tutti criminali e psicopatici che parlano di come devono stare dalla parte della giustizia e della libertà e nel mentre bombardano come dannati paese dopo paese, lasciando dietro di loro violenza e disperazione.

Abbiamo gli USA che hanno tenuto incarcerato un cittadino britannico a Guantanamo Bay, per 13 anni senza accusa o processo, un uomo innocente, strappato alla famiglia e ai figli a cui è stato negato di vedere crescere i propri figli. Abbiamo un paese guidato dalla mano nascosta che fa queste cose orrende.

Abbiamo una Amministrazione Americana di qualsiasi colore che può fare questo ad un essere umano e che continua a rivendicare il grado di “moralità”.

Quindi questa settimana abbiamo avuto il passo successivo della crisi siriana: la Russia si è introdotta nei bombardare…bombe…bombe Cameron che deve entrare in gioco con altre bombe…

Ed è una situazione molto pericolosa su un più grande livello, perché in questo pezzo di terra che si chiama Siria, abbiamo allineati la Russia e la Cina, ancora sullo sfondo, ed anche l’Iran contro L’Occidente guidato da americani, britannici, francesi, e Israele come l’elefante nel salotto [intendendo che è una enorme evidenza che nessuno vuol vedere] dietro di loro.

E ovviamente il Presidente Putin è entrato in gioco per proteggere il governo di Assad ma anche per proteggere gli interessi navali e militari russi in Siria. I primi attacchi erano contro ciò che la gente non chiamerebbe ISIS ma oppositori di Assad.

Il fattore scatenante iniziale che ha causato questa catastrofe … sono stati i ribelli addestrati e armati dall’America, molti dei quali ridiretti dopo aver fatto lo stesso in Libia …

Abbiamo quindi una guerra per delega in quel pezzo di Terra: Russia e Cina che attaccano i ribelli  sponsorizzati dall’America e suoi alleati e … che chiamano bizzarramente “moderati”… ma non ce ne sono in questo contesto,  di moderati.

L’ipocrisia  toglie il fiato: abbiamo avuto il Segretario della Difesa americana, Ashton Carter,  che ha detto questa settima che l’intervento russo in Siria ha buttato altri proiettili sul fuoco. Ma come? Gli USA e la Gran Bretagna fanno lo stesso in tutto il mondo da centinaia di anni.  Cio’ che accade ora è solo la continuazione di ciò che è sempre successo. L’impero britannico, che di grande aveva solo l’ampiezza dei suoi confini, e l’Americano fanno lo stesso per i propri benefici…L’Impero britannico con la forza entrava nei paesi, subentrava ai governi e lo chiamavano il grande Impero Britannico.

Ma c’è un altro quadro della situazione, uno più profondo,  che anche i media alternativi non indagano.

Se prendete Putin, Obama, Cameron, Hollande e credete  siano i soli a prendere decisioni e a orchestrare il tutto, Putin compreso, allora vi perdete una buona parte della trama, perché c’è una parte, una mano nascosta che ha un network globale  e svolge attività di network in ogni Paese avendo una propria struttura con filiali che chiamiamo Stati Uniti, Francia, Russia…

Abbiamo poi sulla scena primaria Presidenti e Primi Ministri e diciamo “lui ha il controllo della situazione” , ha le redini del governo. Ma non è cosi. Arriva il punto in cui c’è una elezione e questo scompare ed un altro arriva sulla scena.

Sembra che le persone abbiano il controllo degli eventi, ma non è cosi. C’è sempre la mano nascosta, in dipendentemente dai burattini in prima fila.

Se prendiamo la Siria, la questione può essere vista ad un certo livello con la Russia che ora ha preso il sopravvento e a quel livello è vero: è quel che sta succedendo. Ma scendendo in profondità nella faccenda, sembra poi essere altra cosa.

E tutto questo mi porta all’infausta, discussa e spesso screditata lettera di Albert Pike:

1871 Pike scrive una lettera a Giuseppe Mazzini [che Icke definisce uno dei fondatori della Mafie] coinvolto nella rete di cui si sta parlando.

Pike era un eroe massonico, in USA, un ispiratore del KKK…bel personaggio…ed è lui che si crede abbia scritto questa lettera a Mazzini nel 1871 appunto. [si veda qui la lettera di cui già pubblicai su questa pagine:  “La Terza Guerra Mondiale e la lettera di Albert Pike”

In questa lettera si dice tra l’altro (un estratto):

La terza Guerra Mondiale deve essere fomentata svantaggiandosi delle differenze, causate dagli agenti degli Illuminati, tra i sionisti politici e i leader del mondo islamico. La Guerra deve essere condotta in modo tale che l’Islam (il Mondo Arabico Musulmano) e i sionisti politici (lo Stato di Israele) si distruggano reciprocamente. Nel mentre, le altre nazioni, divise ancora una volta su questa questione, saranno costrette a combattere fino ad esaurirsi completamente, fisicamente, moralmente, spiritualmente ed economicamente. Daremo libero sfogo ai nichilisti e agli ateisti, e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che, in tutto il suo orrore, mostrerà chiaramente alle nazioni, quale effetto abbiano l’ateismo assoluto, l’origine della ferocia e i disordini (le rivoluzioni) altamente sanguinari .

Ovunque, quindi, i cittadini obbligati a difendersi dalla minoranza mondiale di rivoluzionari, stermineranno quei distruttori della civiltà e la moltitudine sarà disillusa dalla Cristianità, i cui spiriti deistici da quel momento saranno senza bussola né direzione. Saranno ansiosi di un ideale, ma senza sapere a chi rendere questa adorazione, riceveranno cosi la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, portato finalmente alla vista di tutti. Questa manifestazione deriverà dal movimento reazionario generale, che seguirà la distruzione della Cristianità ed ateismo, entrambi conquistati e sterminati allo stesso tempo”. (lettera Scritta nel 1871)

La Terza Guerra Mondiale predetta in questa lettera non è accaduta, o meglio non è ancora accaduta ma è interessante vedere ciò che sta accadendo in Siria e le parole di Pike … Qualcuno obietterà che c’è una discrepanza tra la data della lettera (1871) e il Sionismo (primo congresso Sionista a Basilea nel 1897) … ma nel 1871 era certo noto nel “network mondiale” che il Sionismo stava arrivando.

Questi piani globali progettati per l’umanità sono all’opera da tempo, non sono di alcune settimane, mesi o anche anni di anticipo. Sono stati programmati da lunghissimo tempo e poi svolti come dei domino nel tempo. 

Abbiamo qui la situazione del Medio Oriente e della Siria per cui si attua una mossa domino: le migrazioni di massa in Europa.

Pike dice anche “diffondere nichilismo”… altresì anche descritto cosi: “nichilismo è un credo politico o azione che commette violenza o terrorismo senza avere obbiettivi costruttivi”. Come non pensare ad Isis?

L’altra sera ho visto un filmato in TV, da “dentro Isis”: persone fuggite in Turchia, che raccontano cosa fanno i militanti di ISIS ai bambini, presi in giovanissima età ed indottrinarli nei modi piu’ duri, per programmarli, dicendo loro che chiunque non appartenga ad Isis è un infedele e deve essere ucciso. Li rendono testimoni di uccisioni e addirittura fanno loro uccidere e dicono loro che devono solo ascoltare ed obbedire e se fanno domande, vengono uccisi o mutili. C’era un ragazzino, che si era rifiutato di unirsi ad Isis ed essere indottrinato e cosi gli hanno tagliato mani e piedi.

Ora … questo livello di estremo, superlativo male psicopatico, è esattamente la mentalità della forza che sta dietro tutto questo, l’”ombra”… Isis è l’impronta di ciò che vogliono che sia ovunque. Quindi la storia del nichilismo calza perfettamente.

Tutto ciò non ha nulla a che fare con i Siriani o Assad…

Ricordo che nel Settembre 2000, un documento del think tank per il Progetto del “Nuovo Secolo Americano” (New American Century), elencava una serie di Paesi nel Medio Oriente e nel Nord-Africa, che dovevano essere destabilizzati. Il Gen. Clark, comandante nella  NATO, disse che in base a questo progetto c’erano 7 paesi che dovevano essere invasi … tutto legato alla “guerra al terrore”: Afghanistan, Iraq Libia, Siria, Iran, Libano…

Quindi ciò che accade in Siria è ciò che era scritto sulla lista… 

Tutto è cosi evidente che anche un cretino potrebbe vederlo … ma i media continuano a riportare le storie secondo la propaganda occidentale.

Questa settimana ho dovuto sorridere: quando ha Russia cominciato il bombardamento in Siria, la  BBC ha riportato che non potevano fare delle verifiche indipendenti con le notizie che venivano date da canali russi; ahahah … ma non sono i giornalisti che dovrebbero farle? Ma ovvio che no, i media non sono indipendenti nel modo in cui trattano i vari Paesi.

Dietro tutto ciò … il solito elefante in salotto: Israele

Coloro che scrissero il documento per il Progetto del Nuovo Secolo Americano, erano tutti sionisti, tutti. Nati sionisti o sostenitori del Sionismo, perché è un partito politico, non una razza.

Questo Israele,  quel piccolo paese geografico, circa 8 milioni di persone, la grandezza del New Jersey, il 47° stato americano per grandezza,  questo piccolo Paese…che sta creando caos per il mondo…Perché questo potere? Perché è un feudo Rotschild.  In Israele trattano i combattenti Isis quando sono feriti, bombardano obbiettivi siriani.

Hanno un concetto: Il Grande Israele, ovvero estendere Israele dal Nilo (Egitto) all’Eufrate (Iraq). e se guardate geograficamente tutta questa area che sarebbe inclusa nel Grande Israele… è tutta quella zona ora colpita in Medio Oriente… inclusa Siria e Libano.

Quel pezzo di terra, Israele, grande come il New Jersery, ha uno dei migliori equipaggiamento militare nel mondo, grazie agli USA e alla Arabia Saudita. Ha anche un arsenale nucleare e lo ha da decenni.

Ma mentre Israele e USA da anni stanno battendo il chiodo sull’Iran, su come sia un pericolo nucleare per il mondo, l’America non solo non dice nulla sull’arsenale nucleare di Israele, di cui ovviamente sanno, ma addirittura anche c’è un accordo ufficiale, rinforzato da quando Obama è al potere, che dice che Israele non parlerà del suo arsenale militare e l’America non chiederà in merito.

Israele si è rifiutata di firmare in Trattato sulla non proliferazione militare, perché nel farlo dovrebbe ammettere di averne uno.

Ma perché dico tutto questo? Certo non è per Israele in sé che esiste tutto questo arsenale. E’ stato costruito per un’altra ragione.

Quando vedete gli eventi come si sviluppano ora in Medio Oriente e Siria,  forse potete riflettere sul perché tutto ciò è stato messo insieme per una terra cosi piccola ed una popolazione esigua.

Questa settimana ho sentito dire dall’ambasciatore americano in UK,  che tutto questo caos è causato dal Presidente  Assad, che lui è stato quello che ha fatto partire il tutto … ma a dire il vero … sono stati i ribelli finanziati dall’America che hanno messo in moto tutto questo pandemonio.

La falsità di questi individui è straordinaria,  non solo le loro menzogne ma come le veicolano con questo tono della “morale”.

Senza dimenticare Soros, grande miliardario testa di legno dei Rothschild, che in molti casi è il giocatore primario in molte rivoluzioni colorate in Medio Oriente, incluso la “spontanea” insurrezione contro Assad in Siria.

Soros ha una serie di organizzazioni e fondazioni che sono specializzate nell’addestramento di persone per le rivoluzioni dei popoli e di certo non per il loro beneficio, ma invece usano queste rivoluzioni per destituire i regimi di cui si vogliono disfare.

Le “primavere arabe” (nel 2011 iniziò in Siria) non avevano niente a che fare con la libertà per gli Arabi, ma servivano a rimuovere regimi secolari e mettere la gente sotto una dittatura grottesca come accade ora.

Il sistema occidentale ha manipolato anche la parola “regime” che ormai ha assunto collettivamente il senso di qualcosa di orribile come il mostro da combattere invece i “ribelli moderati” sono buona cosa.

Cameron ha parlato di Assad come “macellaio”… lui … Cameron che ha sostenuto i bombardamenti in Libia e ora vuole ardentemente intervenire con gli aerei britannici in Siria…

Se voi foste una organizzazione islamica estrema e radicale, come Isis afferma di essere, dove vi dirigereste per primo? Una volta che avete radunato il vostro esercito e il vostro potere? Verso Israele, no? Gli infedeli. Oppure l’Occidente. Ma no invece… Israele nel mezzo di tutto questo … è stata lasciata in pace. Mentre Isis (organizzazione islamica) è andata in paese arabi secolari “per rimuovere regimi” e prendere il sopravvento.

Perché? Perché Israele è parte di ciò che sta dietro tutto questo.

Una delle cose presenti nel documento del Nuovo Secolo Americano, nel settembre 2000, era anche una chiamata al “regime change” (cambio di regime) in Cina, che adesso vediamo comparire in Siria …

Tutto sta svolgendosi come da programma davanti ai nostri occhi…

L’Impero britannico è veramente quello della mano nascosta, un veicolo. Ci sono state persone come Cecil Rhodes, una testa di legno dei Rothschild, che andò in Africa del sud e creò confitti e guerre tra le tribù del Sudafrica, cosi che alla fine distrussero se stesse. (Ma Kissinger negli anni 70 fece lo stesso…) Quando poi uno delle due parti era prossima alla totale distruzione, si faceva avanti dicendo che la sua sola salvezza era quella di andare sotto la protezione dell’Impero Britannico. Siccome nelle date circostanze la tribù in questione non aveva altre opzioni, ovviamente accettava.

Quindi arrivava l’Impero Britannico con il suo esercito a distruggere l’altra tribù prendendone il sopravvento. Quel che succede oggi con l’Impero Americano … non è diverso.

by David Icke
traduzione e sintesi del video Cristina Bassi per  

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L’IRA DI “ERRA”

IL CROLLO IMPROVVISO DI SUMER

La misteriosa nascita della civiltà di Sumer quasi 6000 anni or sono trova corrispondenza nell’altrettanto improvviso e misterioso suo declino. Le circostanze di questa fine non vengono di solito affrontate nei libri di storia. Ci spiegano che questa meravigliosa civiltà finì con l’avere una rivale nel vicino e altrettanto misterioso impero di Accad, e che intorno al 2000 a.C. sia i Sumeri sia gli Accadi scomparvero senza un motivo apparente.
Ci viene poi detto che due nuove civiltà, quella babilonese e quella assira, spuntarono dal nulla e assunsero il controllo della Mesopotamia. Tutti questi semplicismi sembrano servire solo ad addormentare la questione. Eppure, esistono abbondantissime documentazioni la caduta di Sumer: Come mai, allora, non compaiono nei libri di storia?
La risposta è questa: la natura del definitivo disastro che colpì i Sumeri disorientò loro quanto oggi disorienta gli studiosi. La descrizione lasciata dai Sumeri della catastrofe è talmente strana che si è scelto di sonsiderarla mitologia. Ma è una realtà archeologica il fatto che la morte di Sumer sia giunta all’improvviso.
Nel 1986 Zecharia Sitchin propose un’ipotesi plausibile relativamente all’uso di armi nucleari a ovest di Sumer, in un’epoca che coincide proprio con il misterioso crollo di quella civiltà. (“all’interno di questo blog abbiamo si è già discusso di questa ipotesi plausibile”), ma intanto proviamo a considerare l’asserzione di Sitchin, secondo il quale i Sumeri vennero decimati dalla ricaduta sulla superficie terrestre di polvere e materiale radioattivo.
Le prove sono racchiuse in diversi testi noti come “lamentazioni” per la distruzione di molte città Sumere. Le traduzioni che seguono sono state pubblicate dal massimo esperto di Sumer, il professor Samuel Kramer.
Sulla terra (Sumer) cadde una calamità,
sconosciuta era all’uomo;
una che mai prima fu vista,
una che non poté essere sopportata.
Una grande tempesta dal cielo…
Una tempesta che uccideva la terra…
Un vento maligno, come un torrente impetuoso…
Una cruenta tempesta unita a un calore divampante…
Priva di giorno la Terra di sole splendente…
la sera le stelle non rilucevano …
Le persone terrorizzate a malapena respiravano, 
le ghermiva il vento maligno
senza concedere loro un altro giorno…
Le bocche erano piene di sangue, 
le teste nel sangue sguazzavano…
Il volto era reso pallido dal vento maligno.
Provocò la desolazione nelle città,
la desolazione entrò nelle case;
le stalle divennero desolate, e vuoti gli ovili…
I fiumi di Sumer fece scorrere
con un’acqua amara;
i campi bene arati diedero gramigna,
nei campi crebbe erba appassita. 

La natura del disastro fu tale che neppure gli dèi poterono farvi fronte. Una tavoletta intitolata Il lamento di Uruk racconta: 

Così gli dèi tutti evacuarono Uruk,
lontano si tennero, 
si nascosero nella montagna,
fuggirono sulle lontane pianure.

In un altro testo, intitolato Il lamento di Eridu, Enki e sua moglie Ninki fuggirono dalla città di Eridu:

Ninki la sua grande signora, volando come un uccello lasciò la sua città…
Padre Enki rimase della città all’esterno…
Per il destino della sua città ferita pianse lacrime amare.

Negli ultimi cento anni sono state rinvenute numerose tavolette sumere contenenti lamentazioni riguardanti Uruk, Eridu, Ur e Nippur. Esse indicavano che tutte le città vennero colpite contemporaneamente dal medesimo fenomeno. Ma non c’è accenno ad azioni di guerra, un argomento assai consueto per i cronisti di Sumer.

Al contrario, il disastro viene presentato non come “distruzione” bensì come “desolazione”. Uno studioso, Thorkild Jacobsen ha tratto la conclusione che Sumer fu colpita non da degli aggressori, bensì da una catastrofe pura e semplice, di natura inspiegabile.

Come i testi spiegano, ciò che colpì le città sumere era un <<evento malvagio>> che recò morte con un invisibile fantasma, cosa <<che mai prima fu vista>>. Nessuna meraviglia che taluni abbiano interpretato questa sciagura come il risultato della ricaduta di polvere e di materiale radioattivo.

Quale alternative potrebbero esserci?  E’ possibile che si sia trattato di una epidemia senza precedenti? Certo, è possibile ma non scordiamo le descrizioni lasciate dai Sumeri, che raccontano di acque diventate amare, di persone che vomitano sangue, di vittime tra gli animali oltre che tra gli uomini, tutte cose che indicano come non si sia trattato di malattie quali oggi le conosciamo.

Inoltre, diversi testi contenenti le lamentazioni, come quelle già citato, fanno riferimento a una <<tempesta>> che si accompagnava all’invisibile fantasma. Coloro che hanno esperienza con l’invisibile radioattività conseguente a una esplosione nucleare non potrebbero descriverla meglio. Vediamo quindi le prove chge si trattò di una esplosione.

SODOMA E GOMORRA 
Per la gran parte di noi è piuttosto familiare il racconto biblico della distruzione operata su Sodoma e su Gomorra dal fuoco e dello zolfo. Ma quanti di noi prendono questo racconto alla lettera? Come è accaduto a molti altri importanti eventi della storia umana, questa storia è stata relegata tra i miti e i simbolismi religiosi.
Ma il resoconto contenuto in Genesi 18-19 descrive un’azione premeditata e gestita portata avanti da un dio che non faceva distinzione tra le persone e la vegetazione della pianura. Si trattò di un evento reale, com’è indicato dalla descrizione del fumo denso che il mattino seguente si levava da quelle zone.
Se leggiamo la storia di Sodoma e gomorra come il resoconto di un testimone oculare, allora dobbiamo pensare che ci fosse stata un’esplosione  talmente potente da poter essere paragonata all’uso di ordigni nucleari, nel 1945, su Hiroshima e su Nagasaki.
La storia viene trattata come un mito per il semplice motivo che i nostri paradigmi non ammettono l’esistenza di armi nucleari migliaia di anni fa. La tentazione di considerare la storia un mito viene poi rafforzata dal riferimento alla moglie di Lot, che si volse a guardare e venne tramutata in una <<statua di sale>>.
Ma il racconto perde molto della sua apparente assurdità quando apprendiamo che diversi studi hanno segnalato che il termine “sale” è un probabile errore di traduzione. Infatti, se leggessimo una versione originale sumera del resoconto, troveremmo la parola NIMUR, che significa sia “sale” sia “vapore”.
Sono ormai stati scoperti numerosi testi antichi che raccontano ciò che la Bibbia racconta, ma che sono stati scritti assai prima. Queste cronache ci forniscono particolari che mancano nell’Antico testamento. Uno dei più antichi testi sumeri anticipa in modo evidente i contenuti della Bibbia laddove descrive la distruzione di città inique mediante il fuoco e lo zolfo.
Il Signore Portatore di Ciò che Arde
e che ha arso l’avversario;
che ha cancellato la landa disobbediente; che ha avvizzito la vita dei seguaci del Mondo del Male;
che ha fatto piovere pietre e fuoco sugli avversari.

Chi erano gli avversari disobbedienti, e qual era il Mondo del Male di cui erano seguaci? Il significato pieno dell’episodio di Sodoma e Gomorra è stato svelato nei particolari di Zacharia Sitchin nel 1985. I fatti che precedettero la distruzione di Sodoma e Gomorra sono questi: una feroce contesa riguardante il dio Marduk, di ritornare nella sua città, Babilonia, e di assumersi il comando degli dèi.

Mentre Enki il padre di Marduk, difese i diritti del suo primogenito, gli altri dèi si schierarono all’opposizione per motivi che ci risultano chiari (motivi che racconterò in un prossimo post). Uno degli dèi di nome Erra, giurò di adoperare la forza contro Marduk. Un lungo testo noto come “l’Epopea di Erra”, descrive cosa successe dopo che il furibondo Erra abbandonò il consiglio degli dèi lanciando la sfida:

La Terra distruggerò,
di loro farò un cumulo di polvere;
le città scardnerò,
le tramuterò in desolazione;
farò scomparire gli animali:
dei mari farò un tumulto
e ciò che in essi vive io decimerò:
la gente farò svanire,
le anime loro si tramuteranno in vapore;
nessuno verrà risparmiato.

Gli dèi, bloccati dalla disputa, chiesero ad Anu di trovare una soluzione al conflitto. Anu approvò l’utilizzo di sette armi potenti per attaccare Marduk, ma Gibil, fratello di Marduk, lo informò del piano di Erra:

Quei sette in una montagna stanno,
in una cavità dentro la terra risiedono.

Da quel luogo con grande fulgore si scaglieranno innanzi dalla Terra al Cielo, rivestiti di terrore.

Un dio di nome Ishum, che significa “portatore di ciò che arde, venne incaricato di unirsi a Erra nel mondo inferiore (l’Africa) per predisporre le armi e indirizzarle sugli obiettivi. Zecharia Sitchin ha individuato questo dio Ninurta. In quaro figlio di Enlil, avuto dalla di lui sorellastra Ninharsag. Ninurta era il rivale diretto di Marduk, figlio di Enki.

Quanto a Erra, sussistono pochi dubbi che questo dio fosse Nergal, un dio sovente menzionato negli antichi testi come il <<dio furioso>>, il violento e, soprattutto, <<colui che brucia>> un dio della guerra e della caccia, nonché un apportatore di pestilenze.

Fu dunque Erra/Nergal, un astioso e geloso fratello di Marduk, che si assunse il compito più aggressivo, giurando di distruggere non soltanto Marduk e i suoi sostenitori, ma anche suo figlio Nabu. Erra chiese che le armi venissero impiegate contro le città di Sodoma e Gomorra, dove si pensava stessero nascosti Marduk e suo figlio Nabu. ma anche contro la base spaziale del Sinai.

Tratto dalle mie letture:
Il Mistero della Genesi Delle Antiche Civiltà (1996)
I pro e i contro e le ritrattazioni successive 
di Alan F. Alford 

wlady

L’uomo e l’odio, reattivo/endogeno

Atalanta_e_Ippomene
Chi è l’uomo
La domanda: “Chi è l’uomo”, porta immediatamente al nocciolo d’ogni problematica. Se infatti l’uomo fosse una cosa si potrebbe domandare che cosa è, li si potrebbe definire come si fa con un oggetto naturale o un prodotto industriale. Ma l’uomo non è una cosa, né può essere definito come tale , anche se molto spesso come tale viene visto.
Di lui si dice che è operaio, direttore, medico, eccetera, ma così facendo ci si limita a indicarne la funzione sociale; in altre parole, l’uomo viene definito sulla scorta della sua posizione in seno alla società.
L’uomo però non è una cosa, bensì un essere vivente coinvolto in un perenne processo di sviluppo. E in ogni istante della sua esistenza non è ciò che potrebbe essere e magari diventerà.
L’uomo non può essere definito come un tavolo o un orologio; e dall’altro canto, non è del tutto indefinibile. Di lui si può dire qualcosa di più del fatto che non è una cosa bensì un processo vivente. L’aspetto fondamentale, ai fini di una definizione, è che l’uomo può spingersi col pensiero al di là del soddisfacimento dei propri bisogni.
Per lui il pensiero, al contrario di quanto accade nell’animale, non è solo il mezzo per procacciarsi i beni desiderati, ma anche un mezzo per scoprire la realtà del proprio essere e del mondo circostante, indipendentemente da predilezioni e ripugnanze.
In altre parole, l’uomo non è dotato solo di intelligenza, come l’animale, bensì anche della ragione la quale gli permette di riconoscere la verità. E se l’uomo si lascia guidare dalla propria ragione, opera per il proprio bene sia in senso materiale che spirituale.
L’esperienza insegna tuttavia che molti, accecati da brama e vanità, nella loro esistenza privata non agiscono secondo ragione. Peggio: le nazioni agiscono ancor meno secondo ragione perché i demagoghi hanno buon gioco con i cittadini e riescono a far loro dimenticare che, se ne seguono i consigli, condannano alla distruzione la polis e il mondo tutto quanto.
Molti popoli sono andati in perdizione perché non sono stati capaci di sbarazzarsi di passioni irrazionali che ne condizionavano il fare e perché si sono dimostrati incapaci di lasciarsi guidare dalla ragione. E in questo consisteva il grande compito dei profeti veterotestamentari.
Essi non prevedevano il futuro, come comunemente si ritiene facciano i profeti, ma proclamavano la verità, e quindi indirettamente richiamavano l’attenzione sulle conseguenze future dell’agire presente del popolo.
Non essendo l’uomo una cosa che possa essere descritta in un certo senso dal di fuori, lo si può definire solo a partire dall’esperienza personale del suo essere. Sicché la domanda: “Chi è l’uomo?” porta subito all’altra: “Chi sono io?”. E se non voglio cadere nell’errore di trattare l’uomo come cosa, la risposta può suonare soltanto: sono un uomo.
Ma la maggior parte dei nostri simili non hanno sperimentato questa identità: si fanno mille immagini illusorie di se stessi, delle loro qualità, della loro identità. E a volte capita che rispondano: “Sono un insegnante”, “Sono un operaio”, “Sono un medico”; ma questa informazione sull’attività di un individuo nulla ci dice circa lui stesso, e non comporta risposta alcuna alla domanda: “Chi è lui?”, “Cgi sono io?”.
E qui sorge un’altra difficoltà. Ciascuno segue, sotto il profilo sociale, morale, psicologico, eccetera, un preciso indirizzo. Quando e come posso sapere se l’indirizzo che l’altro ha fatto proprio costituisce un orientamento definitivo, o che l’altro può cambiare strada sotto l’influsso di esperienze determinanti?
C’è nell’uomo un punto fisso, tale per cui sia lecito affermare, a ragion veduta che è quale è e mai sarà diverso? In termini statistici, è forse possibile affermarlo a proposito di molti individui: ma si può dire di ciascuno, e ciascuno dirlo a se stesso, il giorno della morte, che avrebbe potuto essere diverso se avesse vissuto più a lungo?
L’uomo può essere definito anche in altra maniera. A condizionarlo sono due tipi di passioni e impulsi, l’uomo di origine biologica e sostanzialmente uguale a tutti gli individui. Esso comprende il bisogno di sopravvivenza, e dunque quello di placare fame e sete, di protezione, di qualche forma di struttura sociale e, sia pure in misura meno impellente, di sessualità.
Le passioni dell’altro tipo non hanno ragioni biologiche e non sono le stesse in tutti gli individui. Derivano da strutture sociali di vario genere, e tra esse vanno annoverate l’amore, l’amicizia, la solidarietà, l’invidia, l’odio, la gelosia, la competitività, la brama di possesso, eccetera.
Quanto all’odio, dobbiamo distinguere tra odio reattivo ed endogeno, concetti in cui ci si serve nell’esempio della depressione endogena in contrapposizione alla depressione reattiva. L’odio reattivo è la reazione a un’aggressione o a una minaccia contro il proprio io o il proprio gruppo, e per lo più scompare una volta cessato il pericolo. L’odio endogeno è un tratto caratteriale: un individuo animato da un odio del genere è continuamente alla ricerca della possibilità di sfogarlo.
In contrapposizione alle passioni di origine biologica, quelle che hanno origine sociale sono un prodotto della struttura sociale del momento. In una società in cui una minoranza sfruttatrice eserciti il dominio su una maggioranza misera e ribelle, ci sarà odio da tutte e due le parti.
Che gli sfruttati odino, è ovvio; quanto alla minoranza dominante, essa odia per paura della vendetta degli oppressi, ma anche perché deve odiare le masse per soffocare il proprio sentimento di colpa e comprovare la legittimista del proprio comportamento oppressivo.
L’odio non può scomparire finché manchino giustizia e uguaglianza; e allo stesso modo non c’è verità finché si debba mentire per giustificare la violenza dei principi di uguaglianza e giustizia.
Tratto dalle mie letture: “L’amore per la vita” di Erich Fromm