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Professor Barbero, la pianti di dire la verità sull’Europa

Oh, Barbero! Che hai fatto

Lo storico piemontese Alessandro Barbero è l’intellettuale italiano oggi maggiormente coccolato dai media. Non è divisivo come Vittorio Sgarbi e Diego Fusaro, non si acconcia da hipster come Massimo Cacciari e non si improvvisa tuttologo di calcio come Mughini. Barbero buca il video con il suo aplomb anglosassone ed i suoi occhiali da secchione; sa catturare l’attenzione anche dello spettatore più pigro grazie ad una voce entusiasta e così “chiara e distinta” da far impallidire le idee di Cartesio. E’ simpatico, Barbero, anche quando ti dice cose che non avresti mai immaginato e ti fa sentire ignorante. 

Non solo. Barbero è riuscito ad imporsi come il conferenziere più amato dagli italiani anche sul web, dove spopolano i suoi video-pipponi lunghi due ore su figure storiche come Carlo Magno e Napoleone. Roba che Paolo Mieli non ci dorme la notte, per l’invidia!  

Ecco perchè il medievalista torinese è riuscito in questi anni ad uscire dalle polverose stanze dell’Accademia per entrare nei salotti buoni della televisione. Non è raro vederlo come conduttore a Rai Storia oppure a fianco di Piegiorgio Odifreddi a riempire i teatri. Insomma, Barbero è uno storico che sembra venire dal mondo anglosassone: uno storico che ce l’ha fatta. 

Eh già, perchè mentre in Italia l’allegra brigata del Ciccap è riuscita a convincerci tutti che al primo potere ed al quarto potere devono sedere solo i positivisti in stile Piero Angela and Son, altrove anche i classicisti, i filosofi e gli storici hanno un ruolo che non rimane relegato ai banchi di scuola. Boris Johnson – pochi lo sanno – è un classicista, Noam Chomsky un filosofo ed un sociologo, Henry Kissinger, uno storico. 

Barbero, dunque, è uno dei pochissimi umanisti che in questo Paese non è costretto a sbarcare il lunario dando ripetizioni di latino agli studenti del ginnasio. 

Fino a quando… 

Fino a quando, poco prima di natale, Massimo Bernardini non ha commesso il passo falso di intervistarlo sulla democrazia. In quel di Reggio Emilia, per l’esattezza al Teatro Asioli di Correggio, il conduttore di Tv Talk ha (mal)pensato di portare Barbero sulla strada dell’europeismo convinto. Un dialogo che nelle intenzioni del giornalista doveva condurre il pubblico emiliano (e come tale di sinistra per definizione) nel petaloso mondo dell’invincibile Europa, dell’euro irreversibile, e dell’antisovranismo militante. 

Qualcosa, però, è andato storto. 

Non senza lo stupore dell’intervistatore e del pubblico, sull’Eurosistema Barbero ha avuto l’ardire di dire la verità. 

Dopo aver chiarito la funzione principale dei parlamenti in una democrazia moderna (legiferare e controllare l’operato dei governi), il dialogo è andato circa così: 

Barbero. “La costituzione vuol dire: eleggiamo un parlamento! dalla rivoluzione francese in poi i popoli hanno voluto le costituzioni ed in esse il ruolo del Parlamento è chiarissimo. Il popolo ha detto eleggiamo un parlamento. Ed il governo? Il governo deve rispondere al parlamento!!! 

Su queste cose c’è una confusione enorme oggi, anche nel nostro Paese. Storicamente, la differenza tra PARLAMENTO e GOVERNO è chiarissima. Il governo prende le deicisioni dopo essere stato nominato da un Presidente della Repubblica (una volta era il Re). Non è un dettaglio da niente… il presidente della repubblica, che è un po’ come l’equivalente del Re, nomina il governo. Ma il governo deve avere l’approvazione del parlamento eletto dal popolo. Il parlamento serve a quello! Quando il parlamento non vota la fiducia, il governo cade. 

Ora, io come molti non ho le idee chiarissime di come funzioni l’Europa, ma non mi sembra proprio che funzioni così… 

Non mi sembra che tutti i giorni la commissione europea prenda le decisioni e debba poi andare tutti i giorni in Parlamento col rischio di cadere perchè ai rappresentanti del popolo non va bene… 

A me non sembra che funzioni così (e se funziona così riesce a non farlo vedere molto bene), e la gente questo lo percepisce”. 

Giornalista. “Però da 40 anni noi stiamo votando direttamente questo Parlamento Europeo. Tutti gli europei votano il parlamento, mandiamo rappresentati dal 1979”. 

Barbero. “Ma – chiedo per sapere… – il Parlamento Europeo, può far cadere il governo europeo?” 

A questo punto, sul teatro Asioli cala il gelo.  

Bernardini non risponde. 

Il pubblico non fiata. 

In pochi secondi, in una riga dattiloscritta, seppur con educazione e attraverso la forma dubitativa della domanda, Alessando Barbero – storico dei media ufficiali – dice quello che tutta la controinformaione degna di questo nome urla da anni fino a farsi uscire le vene dal collo, e cioè che 

L’UNIONE EUROPEA NON E’ UNA DEMOCRAZIA 

Insomma, il Re è nudo, solo che stavolta a dirlo non è stato un bambino, ma uno dei più grandi accademici italiani.

Allora faccio un appello allo stimato storico torinese: professore si fermi qua! 

Professore si fermi ora!

Vuole continuare ad andare da Piero Angela? Vuole rimanere in cima alle classifiche dei libri e pubblicare per Sellerio, Laterza e tutta la compagnia? Vuole continuare ad essere invitato dai media che contano e ad essere osannato nei teatri? 

Allora la pianti di dire la verità sull’Europa. E’ pericolosissimo! A sto punto, non mi stupirei se la sbattessero fuori dall’Università.  Ma cosa le è saltato in mente? Preghiamo. 

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La Società – La Compagnia delle delle Gallerie sotterraneee e Sottomarine

 

La CIA, i compagni di viaggio e le loro tane clandestine sotterranee e sottomarine

Questo post sul blog sarà un po ‘lungo e tortuoso, ma per favore abbi pazienza. Ci sono cose interessanti.

Mi sono reso conto della natura cupa della CIA all’inizio della vita. Sono nato e cresciuto a breve distanza, saltando e tenendomi lontano dalla principale struttura di addestramento della CIA, a Camp Peary, a Tidewater, Virginia. Sono stato sul posto mille volte nel corso degli anni. Nella mia infanzia e nella mia età adulta ho sempre avuto una sorta di aspetto oscuro, raggiante e presuntuoso dall’esterno, solo passando oltre l’ingresso – la barriera di sicurezza, e nel silenzio meditabondo. Il luogo emana un’aura negativa. Come potrebbe essere altrimenti?

Quindi ero direttamente a conoscenza della CIA fin dai miei primi anni, quando ero solo un bambino.

Alla fine degli anni ’70 e ’80 ho letto un’intera serie di libri eccellenti sulla CIA, che consiglio a tutti.

Alla ricerca di nemici: una storia della CIA, di John Stockwell

La squadra segreta: la CIA e i suoi alleati nel controllo degli Stati Uniti e del mondo, di Fletcher Prouty

The Politics of Heroin: CIA Complicity in the Global Drug Trade, di Alfred W. McCoy

The Crimes of Patriots: A True Story of Dope, Dirty Money, and the CIA, di Jonathan Kwitney

Il primo libro, di John Stockwell, un ex ufficiale del Corpo dei Marines degli Stati Uniti e agente della CIA, fu molto rivelatore per me all’epoca, forse 30 anni fa, quando l’ho letto per la prima volta. Stockwell raccontò come divenne progressivamente sempre più consapevole della massiccia criminalità della CIA e del suo ruolo in essa, fino a quando fu condotto dalla sua coscienza a rassegnare le dimissioni dall’agenzia con disgusto. Il libro, in quel momento, ha avuto una buona tiratura di stampa. Ricordo che la CIA cercò di bloccarlo e alla fine raggiunse un accordo in cui la CIA stessa riceve i canoni dalla vendita del libro! — o qualcosa di simile. Questo per quanto riguarda i diritti del secondo emendamento alla libertà di stampa.

The Secret Team, di Fletcher Prouty, è apparso per la prima volta negli anni ’70. L’ho divorato, avidamente quando l’ho letto negli anni ’80. Prouty mette tutto a posto – la CIA da allora aveva già metastatizzato in tutto – Hollywood, accademia, Wall Street, Madison Avenue, editoria, trasmissioni radiofoniche e televisive, giornali e riviste, politica, banche, esercito, religione e molto altro Di Più. 

 

I suoi tentacoli e agenti erano ovunque, insinuando la CIA in tutto, ovunque. Prouty ha sottolineato che già all’inizio degli anni ’70, centinaia di unità compartimentate nell’esercito americano erano di fatto operazioni della CIA, rimosse dal controllo effettivo della catena di comando militare. Pensate alle implicazioni di tutto ciò. Poco dopo in questo post del blog fornirò un esempio concreto di un’istanza di ciò che Prouty significa.

Gli ultimi due libri, di Alfred McCoy e Jonathan Kwitney, hanno a che fare con il coinvolgimento massiccio e di lunga data della CIA nelle operazioni globali di traffico di stupefacenti e le associate attività di riciclaggio di denaro. Si potrebbe sostenere che la CIA è indirettamente e direttamente il più grande cartello criminale al mondo di narcotraffico e riciclaggio di denaro sporco.

Non c’è bisogno di mettere il rossetto su un maiale e fingere che sia qualcosa che non lo è. La CIA è stata un’organizzazione omicida, dispersa, bugiarda, ladra, pugnala alle spalle, sporcizia, e vile, praticamente dal suo inizio nel 1947, quando è stata messa insieme da elementi dell’OSS, l’agenzia di intelligence della Seconda Guerra Mondiale dell’USSA e l’Organizzazione Gehlen, l’apparato di spionaggio gestito dal capo della spia di guerra di Adolf Hitler, il generale Reinhard Gehlen. Gehlen ha stretto un accordo con gli americani alla fine della guerra per consegnare la sua organizzazione di spionaggio NAZI al servizio dell’intelligence americana, in cambio di clemenza. Gehlen consegnò la merce come promesso e diversi anni dopo divenne il capo del servizio di intelligence della Germania occidentale, il Bundesnachrichtendienst, BND. L’OSS e la Gehlen Organization furono unite, dando vita alla CIA moderna, il che significa che sin dall’inizio la CIA è stata un’agenzia ibrida americano-NAZI.

Questo è essenziale per comprendere il mondo in cui viviamo. La seconda guerra mondiale non è finita come ci è stato insegnato; né è stata condotta come ci è stato insegnato. Al di là della natura ibrida NAZI della CIA, per decenni ha strettamente coordinato operazioni e intelligence con il Mossad, l’agenzia di intelligence sionista e altre agenzie come la britannica MI-6, ovviamente la tedesca BND, che l’ex maestro dello spionaggio di Hitler, Reinhard Gehlen, ha continuato a dirigere dopo la seconda guerra mondiale e altre agenzie. Se lo trovi improbabile, tieni presente che dopo la seconda guerra mondiale molte centinaia di tecnici NAZI, ingegneri e scienziati furono segretamente portati negli Stati Uniti come parte del Progetto Paperclip. Hanno giocato un ruolo influente e cruciale nel programma spaziale con equipaggio della NASA e nei programmi missilistici balistici dell’esercito americano. Questo è ora pubblicamente noto a molte persone, anche se non era noto negli anni ’40 e ’50.

C’era anche una meno nota, l’operazione egiziana Paperclip, autorizzata dal presidente Gamal Abdel Nasser, a corto di fabbrica 333, a Heliolopolis, in Egitto. (A parte, gli US NA Paperclip NAZI furono messi in funzione alla fine degli anni ’40 al Launch Pad 33 – era l’unico! – su White Sands Proving Ground nel New Mexico. Riesci a individuare la numerologia massonica in entrambi progetti?) Nasser ha portato un ampio contingente di ex scienziati, ingegneri e scienziati della NAZI per sviluppare un programma egiziano di missili e razzi. Gli israeliani hanno preso il controllo del programma e hanno preso di mira gli esperti di missili tedeschi per assassinarli. Sorprendentemente, il Mossad ha finito per reclutare un ex ufficiale comandante delle SS, Otto Skorzeny, un favorito in guerra di Adolf Hitler, come sicario per uccidere i tedeschi in Egitto. Il Mossad rintracciò Skorzeny in Spagna e gli fece un’offerta che non rifiutò. Sorzeny andò a lavorare per il Mossad e uccise 6 ex esperti di razzi NAZI in Egitto. Il resto dei tedeschi abbandonarono in fretta il progetto e quella fu la fine del progetto dell’operazione egizia.

Cito questo aneddoto curioso, omicida e storico solo per sottolineare che nel mondo dei servizi segreti e clandestini, le cose spesso non sono ciò che sembrano superficialmente, né negli anni ’40, né negli anni ’60, e certamente non oggi.

Un altro aspetto del Project Paperclip che la mia ricerca ha scoperto ha a che fare con il “Programma di impianti sotterranei” del dopoguerra dei militari USSA. Nel 1947 il progetto Paperclip chiese a Xaver Dorsch e a tre suoi colleghi di rendersi disponibili per il suddetto “Programma di impianti sotterranei”. A quel tempo Xaver Dorsch era forse il principale esperto al mondo di costruzioni sotterranee. Alla fine della guerra era il direttore dell’Organizzazione Todt, che era l’agenzia di ingegneria civile dell’esercito NAZI. Era approssimativamente  l’equivalente del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito degli Stati Uniti e delle Seabees della Marina, sebbene fosse un’agenzia nominalmente civile. L’organizzazione Todt è stata fondata da Fritz Todt, il padre del noto sistema di autostrade tedesco Autobahn. Fritz Todt fu ucciso in un incidente aereo a metà guerra, nel 1942, e Xaver Dorsch fu sfruttato per riempire la sua posizione. Sebbene Dorsch riferìva ad Albert Speer, nel 1944 Adolf Hitler chiese a Dorsch di iniziare un programma prioritario di costruzione di basi sotterranee di massa e di riferire direttamente a lui sui suoi progressi, anziché a Speer. La guerra finì e Xaver Dorsch fu preso in custodia militare dell’USSA dove fu ampiamente interrogato, e poi richiesto dal Progetto Paperclip nel 1947. Nel 1951 Dorsch emerse di nuovo pubblicamente e fondò il Dorsch Consult, ora noto come Dorsch Gruppe, una grande e ben nota società di ingegneria internazionale.

Il punto che sto sottolineando è abbastanza semplice: il programma di basi sotterranee in corso, i programmi aerospaziali militari e civili e la CIA, hanno tutti avuto importanti contributi e finanziamenti da elementi esperti del Terzo Reich negli anni immediatamente successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Operazione Fletcher Prouty 

Come ho già accennato, Fletcher Prouty è stato l’autore del libro Secret Team che ha aperto gli occhi, che ha fornito così tante rivelazioni preoccupanti sui rapporti segreti della CIA. Ho parlato con Prouty alla fine degli anni ’90 e mi ha rivelato che oltre ad essere un ufficiale di collegamento durante l’apice della guerra fredda tra la CIA e le forze armate statunitensi, era stato anche responsabile della gestione della linea dei topi che ha portato al Progetto Paperclip NAZIs negli Stati Uniti. Quella conversazione è stata fatta più di 20 anni fa e non ne sapevo quasi nulla, come molte cose, come faccio oggi. Mi ha confidato che lui e gli altri coinvolti nel Progetto Paperclip non hanno inizialmente apprezzato appieno quanto fossero folli gli psichiatri NAZI che avevano portato dalla Germania. In retrospettiva, credo che alludesse alle cose che i NAZI stavano facendo per le tecniche di controllo mentale utilizzate nelle operazioni MK-Ultra e Project Monarch allora sconosciute pubblicamente della CIA, che io e molti altri principalmente crediamo siano in corso ai giorni nostri.

Prouty mi ha anche detto che la settimana in cui il presidente Kennedy è stato assassinato, è stato bruscamente ordinato al Polo Sud. Chiaramente fu ordinato ai cospiratori dalle estremità della Terra di toglierlo di mezzo. Dato il suo accesso di alto livello alla CIA e ai militari, la cabala coinvolta nella trama ovviamente lo voleva fuori da Washington, DC, in modo che non potesse interferire con l’assassinio. 

All’epoca in cui avevo parlato con Prouty avevo già identificato le stazioni di addestramento di Warrenton dell’esercito americano nel nord della Virginia come il sito di una struttura sotterranea della CIA. Nominalmente le stazioni di addestramento erano identificate e gestite dall’esercito americano come strutture dell’esercito americano. Ma in realtà la foglia di fico dell’esercito americano era solo una copertura per quella che in realtà era una struttura sotterranea della CIA. Ho chiesto a Prouty di quella struttura. Non ha negato ciò che avevo scoperto, ma ha risposto che non poteva dirmi nulla sulle stazioni di addestramento di Warrenton o su ciò che è stato fatto lì, perché è entrato nell’area delle “Operazioni speciali” ed è stato classificato, e lui impossibilitato a divulgare informazioni classificate. Per coloro che vogliono saperne di più sulle strutture di Warrenton, provate questo articolo di Wikipedia: Warrenton Training Center. È interessante notare che l’articolo afferma: “Nel 2002, la Brookings Institution ha elencato un “bunker di trasferimento” non specificato del WTC come una struttura con una missione di propulsione nucleare attiva nel campo delle armi nucleari o legata alle armi”. Puoi interpretare quelle informazioni molto insolite come desideri. È probabile che la tua ipotesi sia buona quanto la mia, su ciò che sta realmente accadendo sottoterra a Warrenton, in Virginia.

Non è l’unica struttura sotterranea in Virginia. Ce ne sono sicuramente molte altre, alcune delle quali sono pubblicamente note, come:

Peters Mountain, nella contea di Albemarle non lontano da Charlottesville
Mount Weather, vicino a Bluemont

C’è anche una grande struttura sotterranea sotto il Pentagono e molto probabilmente sotto il quartier generale della CIA a Langley, in Virginia, nella periferia di Washington, DC, da non confondere con la base aerea di Langley, all’altra estremità dello stato a Hampton, in Virginia.

Quanto è esteso il sistema sotterraneo?

Molto.

Ho tutte le ragioni per credere che ciò che conosco graffi solo la proverbiale superficie.  

Sulla base della mia ricerca e attingendo a informazioni che mi sono state trasmesse in modo informale, mi aspetto che al 100% ci siano anche basi e tunnel sottomarini, nonché basi e tunnel sotterranei.

 

Ci sono strutture sotterranee e tunnel in tutta l’USSA. Possono essere ovunque – e lo sono! Sotto foreste, montagne, deserti, città, ecc. La tecnologia per costruire basi profonde un miglio è un “gioco da ragazzi” comparativo nelle parole di un esperto che mi ha parlato a memoria. Mi è stato detto che le basi possono anche essere profonde quanto diverse miglia sotterranee. Non sono un addetto ai lavori e non conosco tutta la tecnologia disponibile per il Deep State, ma credo che ciò che mi è stato detto sia vero. La cifra di un miglio che accetto al 100% come stato dell’arte per i progetti di basi sotterranee.

Sono note molte basi sotterranee: Mount Weather in Virginia, Peters Mountain in Virginia, Camp David nel Maryland, Sito “R” sul confine tra Maryland e Pennsylvania, Cheyenne Mountain in Colorado, la struttura sotterranea della NSA a Laurel, Maryland, la struttura sotterranea sottostante la Casa Bianca, la base di Manzano nel New Mexico, la grande struttura sotto la base aeronautica di Offutt a Omaha, Nebraska, ecc.

Senza dubbio ce ne sono molte altre, e molte strutture di grandi dimensioni, che rimangono clandestine, top secret, compartimentate, pubblicamente sconosciute.

In termini di aree più probabili per queste strutture nell’USSA continentale, sono venuto alla mia attenzione:

a) l’intera regione degli Appalachi dal New England fino all’Alabama settentrionale e alla Georgia, compresi, ma non solo, le White Mountains in New England, il corridoio Interstate-81 in Virginia, la regione del Tennessee orientale, le montagne della Pennsylvania e Maryland occidentale

b) l’intera regione delle Montagne Rocciose

c) la Sierra Nevada in California

d) tutto il sud-ovest del deserto, compreso il Nevada, che si riversa nella California occidentale e meridionale

La mia ricerca indica fortemente una rete di tunnel sotterranei profondi, ad alta velocità e magnetici che collegano almeno alcune delle basi sotterranee. Sulla base di tutto ciò che conosco, compresi dati concreti e software, ritengo probabile che sia stato costruito un sistema di tunnel sotterranei altamente segreto, ad alta tecnologia e ad alta velocità, probabilmente tra la metà degli anni Settanta e l’inizio degli anni Novanta.

Sulla base della mia ricerca archivistica e di altre informazioni che sono arrivate a me, ritengo anche probabile che ci siano importanti tunnel e basi sotto il mare. Capire che una volta che i lavoratori e le attrezzature per l’edilizia sono scesi nella roccia sottostante il fondo del mare, le sfide ingegneristiche non sono significativamente diverse da quelle incontrate in un ambiente di costruzione in roccia solida a migliaia di piedi sotto la superficie della terraferma. In entrambi i casi l’ambiente operativo è un ambiente chiuso in strati profondi di roccia solida.

Esploro le tecnologie coinvolte nella costruzione di basi e tunnel sotterranei e sottomarini nei miei tre libri:

Nascosto in Plain Sight: Beyond the X-Files

Basi sotterranee e tunnel: cosa cerca di nascondere il governo?

Basi subacquee e sotterranee

Basti pensare che per più di mezzo secolo, la tecnologia in ingegneria navale, ingegneria civile, ingegneria mineraria e ingegneria petrolifera ha permesso a questo tipo di costruzione di andare avanti. Le tecniche e i macchinari coinvolti sono molto sofisticati e potenti.

Per quanto riguarda le basi sottomarine, le seguenti posizioni sono aree privilegiate che potrebbero avere basi:

a) la piattaforma continentale al largo della costa orientale dell’USSA continentale, dalla Florida al New England

b) il mare del New England monta nel Nord Atlantico al largo del nord-est del Nord America

c) il Golfo del Messico

d) il Mar dei Caraibi, in particolare (ma non solo) attorno a Puerto Rico e all’isola di Andros alle Bahamas

e) Lago Erie

f) le Isole del Canale al largo della California meridionale

g) la regione delle Isole Hawaii

h) la regione delle Isole Aleutine

i) le isole di San Juan, la regione dell’isola di Vancouver nel Nord America occidentale

E, Che dire del finanziamento?

Intendiamoci che il denaro non è un problema, né per ottenere le somme necessarie, o per nascondere la scia di carta.

Durante la mia ricerca ho avuto il privilegio di avere una lunga conversazione con un esperto di costruzioni di basi sotterranee di alto livello. Gli ho posto la domanda su quanto grandi progetti nascosti possano essere realizzati senza alcuna traccia cartacea del finanziamento.

Con mio stupore, ha continuato a recitare per me in dettaglio come aveva finanziato uno dei progetti clandestini su cui era stato l’ingegnere capo del progetto. Quando ebbe finito, capii a malapena quello che mi aveva appena detto. Ha preparato per me uno schema contabile complicato, Rube Goldberg, che ha coinvolto conti offshore, molteplici agenzie governative dell’USSA, una società di conchiglie egiziana e molto altro ancora che mi è passato per la testa. Il denaro è stato spostato, in quantità molto elevate, in quello che equivaleva a un gioco di shell di alto livello finanziario, internazionale, inter-agenzia e antiriciclaggio.

Ero sbalordito. State tranquilli, cari lettori, che le leggi bancarie e le leggi sul riciclaggio di denaro sono scritte per opprimere e controllare ** voi ** – mentre il Deep State fa tutto ciò che vuole, e in maniera importante, multi-milioni e multi-miliardi, anche in modo di multi-trilione di dollari.

Sì, intendo letteralmente. Mille trilioni di dollari. Lo estrapolano appena fuori dall’economia, truffano il pubblico di somme ingenti e inimmaginabili di denaro e fanno tutto ciò che vogliono: basi sotterranee, basi sottomarine, tunnel segreti per treni ad alta velocità e Dio sa solo tutto il resto.

Come ha documentato Catherine Austin Fitts al Rapporto Solari, il governo dell’USSA non può sostenere finanziamenti per circa $ 21 trilioni.

Il governo federale non può rappresentare $ 21 trilioni. Qualcuno se ne frega?

Dove sono finiti i soldi? Cosa è stato fatto con essi? Chi gestisce veramente il governo USSA?

Sottolineo che molti di questi soldi sono stati probabilmente generati per basi e tunnel segreti sotterranei e sottomarini.

Per quanto riguarda chi o cosa sta realmente gestendo il governo USSA? Non lo so e nemmeno tu, ma chiaramente il Congresso non se ne incarica, e nemmeno il Presidente.

Siamo testimoni di una messa in scena ingannevolmente, Punch and Judy, spettacolo di burattini politici progettato per distrarre la nostra attenzione dall’ENORME furto nascosto artigianalmente a cui siamo soggetti, il tutto mentre ci viene detto di: votate! pagate le tasse! obbedite alla legge! rispetta il governo! giura fedeltà alla bandiera! sostieni i militari! presentati all’autorità ufficiale!

La CIA è coinvolta?

Puoi essere certo del coinvolgimento della CIA. La CIA è coinvolta in maniera massiccia in una vasta gamma di Black Ops, Covert Ops, Special Operations, chiamali come più ti piace lo è stata negli ultimi ’70 anni.

Nel corso degli anni ho sentito il gruppo che gestisce il dominio delle basi segrete sotterranee e sottomarine denominate “Organizzazione” o “Azienda”.

Per molti anni, la CIA è stata informalmente definita la “Società”.

Perché? Molte spiegazioni sono state fornite, ma certamente uno dei motivi principali ha a che fare con il fatto che la CIA è in affari, affari estremamente malvagi per essere schietti. Esecuzione di armi / traffico di armi, traffico di esseri umani, traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro e tutto ciò su vasta scala e su scala globale.

È tutto molto violentemente, fuori controllo. E queste sono solo le cose che sappiamo che la CIA fa, che possono essere e sono state documentate.

Dato ciò che la mia ricerca ha scoperto e il noto coinvolgimento della CIA da molto tempo nella base sotterranea altamente sicura di Warrenton, in Virginia, per me non è facile credere che “La compagnia” che ho ascoltato abbia fatto riferimento e fatto riferimento al segreto delle operazioni sotterranee e sottomarine, sono di fatto, la CIA – o forse la sua filiale Siemens. Sì, sarebbe la stessa Siemens che ha avuto un ruolo nel Terzo Reich ed è ancora un’importante società di ingegneria internazionale, la stessa Siemens il cui nome continua a spuntare nelle mie ricerche sotterranee, sottomarine e gallerie. Senza dimenticare, ovviamente, che la CIA era fin dall’inizio, un’agenzia ibrida USSA-NAZI.

Vi lascio con il pensiero che nulla è come ci è stato detto. Il teatro politico attualmente in corso a Washington, DC e in altre parti del mondo è solo uno spettacolo di marionette Punch e Judy per farti distrarre mentre il Deep State svolge la sua vera agenda, la sua MASSIVA agenda da $ 21 trilioni.

Vorrei poter avere un’altra conversazione con Fletcher Prouty. So molto di più alla fine del 2019 rispetto a quando abbiamo parlato più di 20 anni fa. Ma ora è morto e ha portato i suoi segreti con sé nella tomba.

Ma non preoccupatevi. Viviamo e spetta a noi scoprire l’intero, corrotto, inimmaginabilmente orribile, pasticcio criminale e recuperare il controllo delle nostre vite, della nostra società e del nostro mondo.

 
 

TERRA COME ARMA, GEOENGINEERING COME GUERRA

VIDEOCONFERENZA Laboratorio per l’Alternativa Politico-Culturale AlterLab  Dopocena domenica 20 Ottobre alle ore 21.00.   Dal titolo: ” Pianeta Terra Ultima Arma di Guerra”  Relazione di: Maria Heibel

Ndr: riporto qui solo una parte (interessante) del corposo articolo pubblicato da https://www.nogeoingegneria.com/

 

Cosa si poteva fare per sciogliere i ghiacci? Che tipo di progetti c’erano? E’ una fantasia assurda o ha qualche fondamento?

Dopo la Seconda Guerra Mondiale furono avanzate proposte di fusione delle calotte polari da figure ben note, come il primo direttore generale dell’UNESCO Julian Huxley nel 1946 (bomba nucleare) oppure un alto funzionario presso il US Weather Bureau, l’ingegnere petrolifero russo Petr Mikhailovich Borisov. La sua proposta per scioglierli fu quella di spargere sulla superficie polvere di carbone.

I ghiacciai neri  della Groenlandia  e dell’ Himalaia non possono che suscitare un certa perplessità. Borisov non era considerato uno scienziato pazzo. Il suo lavoro era di grande interesse per il governo sovietico, che stava già finanziando una vasta gamma di ricerche con l’intento di riscaldare l’Artico e tutto questo per il semplice motivo che la Russia ha larghe aree molto fredde. Circa il 63 per cento della Russia è coperta da permafrost, considerato un ostacolo significativo per lo sviluppo della Siberia.

Altro nome di spicco in questo contesto era Harry Wexler, considerato il padre del mondo satellitare, nominato dall’amministrazione Kennedy capo negoziatore statunitense per discutere l’utilizzo congiunto di satelliti meteorologici con l’unica altra potenza spaziale del tempo, l’Unione Sovietica. Il ‘genio Wexler’ della NASA fece delle proposte ben precise su come influenzare clima e meteo. Nel bel mezzo della Guerra Fredda, lui e il meteorologo russo Viktor A. Bugaev posero le basi per un sistema di monitoraggio meteorologico globale.  

Le Proposte di Wexler erano le seguenti:

– AUMENTARE LA TEMPERATURA DELLA TERRA DI 1,7°C iniettando una nube di cristalli di ghiaccio nell’atmosfera polare e facendo esplodere 10 BOMBE NUCLEARI NELL’OCEANO ARTICO;

– DIMINUIRE LA TEMPERATURA DELLA TERRA DI 1,2° C, “lanciando un anello di particelle di polvere intorno all’orbita equatoriale”;

– DISTRUGGERE LO STRATO DI OZONO e di conseguenza aumentare nettamente la temperatura superficiale del pianeta, irrorando diverse centinaia di migliaia di tonnellate di cloro e bromo con aerei stratosferici.

Harry Wexler era più che qualificato per poter parlare autorevolmente di clima, di cambiamento climatico e di climatizzazione e lui non era tanto  preoccupato della travagliata storia delle modificazioni delle nubi (cloud seeding) che influenzavano piogge, grandine, nevi  e nebbie, tempeste etc  a livello locale, ma della manipolazione planetaria (pacifica o ostile è secondario) e degli effetti.

Nei suoi discorsi pubblici sul controllo del clima, sottolineò il ruolo crescente dell’inquinamento e dell’uso di razzi sonda ( per la diffusione di sostanzecon effetti deleteri. Wexler aveva iniziato a mettere in guardia, ma morì all’ improvviso.

Stratega geopolitico e geofisico importante in quei anni  era Gordon MacDonald. MacDonald, membro dell’Organo di Consulenza Presidenziale tracciò possibili scenari futuri nel suo saggio ‘Come devastare l’ambiente” ( dal libro ‘ Unless Peace Comes’ del 1968),  scaricabile in rete e tradotto da noi.

In quegli anni la bomba nucleare veniva considerata efficace per molti usi, tra questi la modifica del  clima e della geofisica della terra. Uno degli usi immaginati era la detonazione sotto le calotte dell’ artico, per fare staccare montagne di ghiaccio.

MacDonald includeva, nel suo abbozzo di  futuri strumenti di manipolazione, l’uso distruttivo delle onde dell’oceano (tsunami),  la fusione o destabilizzazione delle calotte polari (manipolazioni, spostamenti, fusione di enormi superfici di ghiaccio), uragani controllati, la riduzione intenzionale dell’ozono, il raffreddamento e il riscaldamento del pianeta  (raffreddare introducendo materiali nell’alta atmosfera capaci di assorbire i raggi in entrata o riscaldare trattenendo il calore in uscita) … Aveva scritto nel suo saggio:

un meccanismo esiste per modificare catastroficamente il clima della Terra. Il rilascio di energia termica, forse attraverso esplosioni nucleari lungo la base di uno strato di ghiaccio, potrebbe avviare uno scorrimento verso l’esterno della coltre di ghiaccio che sarebbe poi sostenuta dall’energia gravitazionale…

Nella regione artica ebbero luogo numerose esplosioni nucleari. Uno dei più grandi impianti militari per  test nucleari era sull’isola di Novaja Zemlja, dove dal 1955 al 1990 l’Unione Sovietica fece esplodere 88 bombe in atmosfera, 29 sottoterra, e 3 sott’acqua.  Nell’Artico russo , dove le bombe nucleari vennero utilizzate alla fine del 1980 per studi sismici, minerali, e nel tentativo di spegnere incendi di qualche giacimento di petrolio, vi furono decine di esplosioni nucleari. (Fonte).

Scrivevano  Rapetto-di Nunzio:

Oleg Kalugin, alto funzionario del Kgb, nel 1994 racconta a un quotidiano londinese che l’ex Unione Sovietica stava approfondendo la possibilità di realizzare ordigni geofisici in grado di provocare terremoti e onde anomale oceaniche allo scopo di devastare il territorio statunitense. Mitologia di una Guerra fredda che non vuole esser dimenticata? Leggende metropolitane da abbinarsi a quelle dei mangiatori di bambini? E allora che dire delle attività sismiche anomale – rilevate addirittura in Iran – al verificarsi delle esplosioni sperimentali nei test nucleari sotterranei sovietici nel poligono di Semipalatinsk in Kazakhistan?”  

La fantasia agli scienziati non mancava, specie a Edward Teller, padre della bomba termonucleare

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Teller mostrò nel corso degli anni una sorprendente capacità di far rinascere un progetto a lui evidentemente molto caro. Molti ricordano il cosiddetto scudo stellare SDI (1983) passato alla storia come sistema di “guerre stellari” , poi bocciato. L’ SDI si trasformò in seguito in uno scudo per la difesa ambientale (1992)  per poi presentarsi in versione attualizzata come scudo solare (SRM) in cerca di consensi.  La proposta di controllo climatico nel memorandum della CIA nel 1960 venne ripresa in forma  dettagliata  da Teller e Wood nello scudo di  ultima versione, e presentato al seminario annuale sulle emergenze planetarie al centro Majorana di Erice 1997. Il titolo era esplicito: “Effetto serra e glaciazioni. Prospettive per un meccanismo di regolazione dei cambiamenti globali su basi fisiche”.

Nel rapporto del seminario si leggeva, tra l’altro, quanto segue:

suggeriamo l’impiego di scatterers che rimandino indietro nello spazio circa l’uno per cento della radiazione solare che oggi arriva sulla Terra: tanto quanto basterebbe per scongiurare il surriscaldamento globale. D’altra parte quando, come ci si aspetta, arriverà una delle cicliche ere glaciali, un analogo tipo di scatterers potrebbe essere impiegato per impedire l’uscita di quel tre per cento della radiazione termica terrestre necessario per mantenere le nostre temperature medie ottimali e evitare che il nostro pianeta precipiti nel gelo delle glaciazioni….” Troppo freddo  o troppo caldo, il rimedio è offerto. 

E come funzionava?

La proposta era di 1) Rilasciare con razzi, palloni, aerei uno spray di ossidi di zolfo (SO2 o SO3) da disperdere in stratosfera emulando un’emissione simile a quella prodotta dal vulcano filippino Pinatubo; 2) particelle di alluminio allo stato cristallino (Al2O3) da immettere in stratosfera.

Cose grandiose di questo genere furono già fatte in passato. Irrorare  il pianeta  non era una proprosta nuova. Nel 1963, con il  progetto WEST FORD, fu creato una  ‘ciambella’ di particelle  intorno al pianeta, un campo di trasmissione di radioonde artificiali generate da minuscoli dipoli irrorati nello spazio. L’Air Force lanciò un razzo mettendo in circolazione 480 milioni di minuscoli aghi di rame. Visto che le comunicazioni internazionali erano inviate attraverso cavi sottomarini, l’esercito degli Stati Uniti si mostrava preoccupato del fatto che i sovietici (o altri ) potessero tagliare i cavi, pertanto diventava necessario comunicare oltremare solo via ionosfera. Quindi nel mese di maggio 1963 la US Air Force lanciò questi  aghi di rame di minuscola dimensione creando per breve tempo un anello che circondava l’intero globo.

’60 anni dopo, la ciambella-anello  intorno al globo  è diventata un ombrellone e dovrebbe avvolgere il pianeta intero.

Un anno prima delle pubblicazione di Teller e Wood fu presentato nell’agosto del 1996 il documento  Owning the weather in 2025”ovvero essere padroni del clima entro il 2025 (documento tradotto sul sito).

Il documento parla di applicazioni militari riguardanti modifiche del tempo atmosferico le quali possono creare “fenomeni atmosferici di piccola e media scala” utili a migliorare la posizione tattica delle proprie truppe degradando quella dell’avversario, utili ad innescare violenti temporali attraverso l’inseminazione delle nubi per via aerea, utili a consentire la generazione/dissipazione di nebbia con tecniche di energia diretta, e tanto altro ancora …Questo documento (tradotto) illuminante è ampiamente trattato anche da Umberto Rapetto e il generale Mini.

E per concludere:

Ho trovato recentemente uno studio del 1998 di Jay Michaelson con il titolo: “Geoengineering: A Climate Change Manhattan Project. Geoingegneria: un progetto Manhattan per il cambiamento climatico” pubblicato nello Stanford Environmental Law Journal, vol. 17, No. 73, 1998.  Michaelson sosteneva in questo scritto corposo di 53 pagine la necessità urgente di avviare immediatamente progetti di geoingegneria e proponeva un progetto tanto vasto e segreto quanto lo era il progetto Manhattan.

Coincidenza:  dal 1998 sono stati denunciati – prima in USA/ Canada in seguito in altri paesi del mondo, ormai su tutto il globo – cieli modificati.

Questo studio presentava la prima analisi giuridica, politica e scientifica della geoingegneria.

RIASSUMENDO – COSA FARE

Rosalie Bertell indica  nel caos climatico e meteorologico, oggi definito con la sigla ‘cambiamento climatico’, la più grande minaccia del nostro secolo. Questo caos è determinato dalla manipolazione dei strati atmosferici a mezzo di agenti chimici e impulsi elettromagnetici.

Per oltre 50 anni gli esperimenti sulle modificazioni atmosferiche sono stati fatti o tramite l’aggiunta di reagenti chimici che causano reazioni che possono essere o non essere viste dalla Terra, come le aurore boreali , o campi d’onda che usano il calore o forze elettromagnetiche , o anche esplosioni nucleari nell’atmosfera. Quest’ultime interrompono o alterano il normale moto ondoso delle atmosfere più alte, spesso inducendo modificazioni climatiche nella troposfera.

Gli elementi chimici rilasciati nell’atmosfera comprendono bario clorato, bario nitrato, bario perclorato e bario perossido. Sono tutti infiammabili e distruttivi dello strato di ozono. …Sebbene questi esperimenti facciano chiaramente parte dell’ambizione militare di controllare il clima come arma, non si ha traccia di rapporti pubblici sulle conseguenze sul clima. Viene invece data la colpa dello svuotamento dell’ozono ai deodoranti per il corpo, all’acqua di colonia, agli spruzzatori e distributori di farmaceutici!

Bertell riassume molteplici aspetti della manipolazione.

Appare oggi chiaro che si può ‘pilotare’ la corrente a getto, definendo la linea di demarcazione fra aria calda e aria fredda nelle regioni geografiche; o manipolare le grandi correnti di vapore che spostano la pioggia dai tropici alle zone temperate, causando siccità o inondazioni. Gli episodi naturali di instabilità come monsoni, uragani, tornado, ecc. nellatmosfera possono essere accentuati aggiungendo energia. Liniezione di petrolio nelle placche tettoniche, o la creazione di vibrazioni artificiali con impulsi elettromagnetici possono causare terremoti.

Per Bertell non è la CO2 il problema principale nell’ estremizzazione del tempo atmosferico o del  caos climatico,  ma la guerra contro il pianeta e le guerre in generale.  I più grandi devastatori del pianeta sono le forze militari, sono le guerre, la preparazione alle guerre e non per ultimo  le guerre invisibili e nascoste.

Quindi cosa c’è da fare? La risposta è semplice. La via principale di uscita  dalla devastazione del pianeta e la sua  salvezza è di  uscire dal Sistema Guerra. Stiamo di fronte a rischi inimmaginabili e a guerre ormai “finali” grazie agli strumenti a disposizione. Le guerre devono essere abolite! Devono essere dichiarate quello che sono: Crimini!  Greta di queste cose non ne parla.   

E’ una utopia?

Rosalie Bertell aiuta ad immaginare uno scenario nuovo, senza guerre, senza distruzione.

Ha coniato un nuovo compito per il mondo militare e nuovo concetto di sicurezza, che definisce con il termine di “sicurezza ecologica” un nuovo paradigma che pone in primo piano la cura del pianeta e dei suoi abitanti.  Propone che il ruolo dell’esercito sia di protezione e la difesa dovrà  essere vera difesa, assistenza in caso di crisi ecologiche (e non mancano), l’ impegno deve essere in vere missioni di pace attraverso la diplomazia e il dialogo. Occorrono forti investimenti di risorse finanziarie e umane in tale direzione. Per poter invertire la rotta è necessario sensibilizzare tutti, a tutti i livelli, a questa nuova visione. Penso che molti militari sarebbero ben contenti di operare in questa logica.

Questo significa una inversione totale di rotta, che mette al centro la Terra e la vita.  Questo vuol dire diventare custodi e non più devastatori del pianeta che ci ospita. Vuol dire capovolgere una logica di morte. La nostra epoca richiede agli abitanti della Terra di evolversi moralmente e eticamente, unica via per affrontare le enormi conseguenze e minacce creati da menti immorali. E’ necessario un cambiamento epocale che richiede una nuova scienza con coscienza: a livello individuale e collettivo.

Deve nascere la consapevolezza di essere custodi e non padroni di una complessa, delicata  e meravigliosa rete di relazioni che pervade ogni aspetto della Terra e oltre.

E’ richiesto un salto quantico e cambiamento di paradigma.

Maria Heibel

Fonte articolo intero: https://www.nogeoingegneria.com/

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Risultati immagini per planète terre la nuitAeroporto di Bruxelles, Belgio. Credito fotografico: OceAnne Sansoucis

Fonte https://www.geoengineeringwatch.org/

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Monitorare la razza umana

 

OGGETTI COORBITALI E MONITORAGGIO ET

 

V.T. notato questo, ed è uno di quegli articoli che ti fanno andare “hmmm …”. Nel mio caso, non sto solo andando “hmmm”, ma il mio metro di sospetto è nella zona rossa al confine con il viola. Ma torneremo al sospetto speculativo sugli alti ottani di oggi tra un momento.

L’articolo si occupa di “oggetti co-orbitali” scoperti di recente che hanno almeno uno scienziato che si chiede se potrebbero essere “sonde extraterrestri” messe in atto per monitorarci:

 

“Oggetti co-orbitali” appena scoperti potrebbero essere sonde extraterrestri che ci guardano

L’articolo inizia rilevando l’anomalia:

    I fatti: un articolo pubblicato recentemente dal fisico James Benford nell’Astronomical Journal ipotizza che gli oggetti vicini alla Terra appena scoperti (ce ne sono molte migliaia) potrebbero essere un hub per “sonde” extraterrestri per monitorare la razza umana.

Continua offrendo questo:

    Il fisico dottor James Benford, un membro del SETI, ha recentemente pubblicato un documento che ipotizza che forse stiamo venendo monitorati. Lo studio è stato pubblicato sull’Astronomical Journal.

    Ci sono molti che condividono questa convinzione, tra cui l’ex senatore Mike Gravel, che in un’intervista ha affermato che “Qualcosa sta monitorando il pianeta e lo stanno monitorando con molta cautela.” Personalmente credo che la nostra razza sia nota da molto tempo tempo e siamo davvero monitorati da una presenza extraterrestre. Perché? Bene, forse il pianeta è più importante di noi. Forse siamo una minaccia per gli altri e il pianeta? Esistono diversi scenari che si potrebbero ipotizzare.

Il dott. Norman Bergrun, uno scienziato e ingegnere che faceva parte del programma voyager della NASA e ha lavorato per decenni alla NASA presso il Centro ricerche Ames, ne ha chiarito il punto nel suo libro “Ringmakers of Saturn” per sottolineare che questi oggetti (che sono controllati in modo intelligente, secondo lui, da extraterrestri) probabilmente sono stati in giro molto più a lungo di noi. Afferma anche che se ci fosse stata qualche cattiva intenzione nei confronti del nostro pianeta, probabilmente sarebbe già successo qualcosa. Ha anche lavorato a Lockheed Martin dove ha gestito i test missilistici Polaris. Purtroppo, recentemente è passato. Ho avuto la fortuna di ricevere una copia del suo libro da uno dei suoi familiari.

Condivido la convinzione che se ci fosse stata qualche cattiva intenzione o che la presenza di ET rappresentasse una sorta di minaccia, ormai sarebbe già successo qualcosa.

E verso l’inizio dell’articolo otteniamo il solito “giro di rivelazione”:

    D’altra parte, abbiamo una grande quantità di informazioni che devono ancora colpire il mainstream alludendo al fatto che noi, o almeno alcuni di noi, sappiamo per certo che non siamo soli e siamo stati al corrente delle prove suggerendo che siamo stati visitati in passato e che ci stiano visitando ora.

    Questa prova arriva sotto forma di testimonianza di astronauti come il Dr. Edgar Mitchell, per esempio, che ha detto al mondo in più occasioni che nel profondo del Dipartimento della Difesa e del Complesso Industriale Militare, è ben noto che siamo stati visitati e siamoo stati visitati e da diversi anni è in atto un massiccio insabbiamento. Il dottor Brian O’Learyè un altro grande esempio di astronauta che ha parlato. Ci sono state più perdite interne, così come accademici e centinaia di militari di alto rango provenienti da tutto il mondo che hanno anche detto la stessa cosa.

Louis Elizondo, ex funzionario del Dipartimento della Difesa di alto rango e parte dell’Accademia TTSA che ha pubblicato diversi video di UFO della Marina (che la Marina ha recentemente confermato essere reali) ha dichiarato di ritenere che questi oggetti siano extraterrestri, ma ufficialmente sono stato intenzionalmente lontano da questa domanda perché molte persone hanno “sentimenti” nei suoi confronti.

 

Inutile dire che ho problemi con tutto questo tipo di analisi, e questo è l’argomento oggi del sospetto ad alto numero di ottani. Nel caso in cui non l’avessi notato, recentemente c’è stato un leggero “aumento” in questo tipo di reportage sugli UFO, anche nei media lamestream. Non meno del New York Times, ad esempio, ha riportato sulla storia di Louis Elizondo, con i suoi video e immagini di accompagnamento. Colorami scettici semplicemente per il motivo per cui abbiamo conosciuto “connessioni tra quella carta e tra Elizondo e quella “comunità”, e tutti sanno che la “comunità” dell’intelligence non mente, giusto? E per quanto riguarda Mitchell e O “Leary, abbiamo un problema epistemologico simile, poiché come astronauti sono collegati al governo, e questo governo non ha mai mentito su nulla, giusto, forse con l’eccezione dell’assassinio del JFK, Waco, Ruby Ridge, l’attentato di Oklahoma City, 9 / 11, lo scandalo della BCCI, l’Iran Contra, il tracollo finanziario e i salvataggi, la missione trilioni di dollari e alcune altre cose minori. Quindi se domani il governo improvvisamente si “pulisse” e annunciasse la presenza di ET, perché qualcuno dovrebbe credere su questo problema? (E c’è quel fastidioso problema menzionato da Richard C. Hoagland nel suo libro Dark Mission, che ci sono indicatori che gli astronauti dell’Apollo potrebbero essere stati deliberatamente sottoposti a una sorta di manipolazione della mente e della memoria. E quelle tecniche e tecnologie certamente esistono ed esistevano al momento. Ma sto divagando.)

L’altro mio problema è quello che ho affrontato in precedenza, e questo è il presupposto che i “visitatori” non rappresentino una minaccia. Se fossero una civiltà di classe III su scala Kardashev, probabilmente no. Ma se la classe I o II, forse lo fanno, specialmente se uno dei miei fattori ipotizza che l’umanità abbia già raggiunto la capacità di progettare sistemi su scala planetaria e forse persino stellare. In tal caso, allora si potrebbe guardare a una sorta di versione “interplanetaria” della dottrina della distruzione reciproca assicurata.

Non fraintendetemi: se l’ipotesi dell’antica guerra cosmica e il suo corollario, l’antica ipotesi del modello di Versailles, è vera, allora è logico che i vincitori stabiliscano una rete per “sorvegliare” il pianeta e i suoi scarsi abitanti certo che non escono dalla zona di quarantena demilitarizzata attorno a una versione celeste della smilitarizzazione della Renania. E mentre speculiamo, c’è sempre anche la possibilità che “loro”, come una Francia celeste, si siano semplicemente stancati e/o troppo stanchi per affrontare gli start up dall’altra parte del fiume.

Fonte: https://gizadeathstar.com/

 

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Ombre e misteri della banca delle sementi del pianeta

Agribusiness: Svalbard Global Seed Vault, ombre e misteri della banca delle sementi del pianeta 

Autore Bizzocchi Andrea

Nel libro di prossima pubblicazione Dietro le Quinte – Rivelazioni sul governo invisibile che controlla il pianeta (Bizzocchi, Pamio, Perucchietti, Uno editori, in uscita a novembre), tra i numerosi argomenti trattati, abbiamo affrontato lo Svalbard Global Seed Vault (letteralmente tradotto, “Deposito globale di semi delle Svalbard”), un argomento non strettamente di attualità dal momento che il succitato deposito è stato inaugurato già nel febbraio 2008, ma attuale come non mai alla luce degli ultimi accadimenti climatici estremi e alle possibili conseguenti implicazioni presenti e soprattutto future.

| Di che cosa si tratta |

Lo Svalbard Global Seed Vault è una sorta di cassetta di sicurezza delle sementi di tutto il mondo. Non propriamente una banca dei semi, ma una sorta doppia copia, di duplicato onnicomprensivo delle collezioni conservate nelle innumerevoli banche sparse per il pianeta.
Detto superdeposito si trova nella sconosciuta isola di Spitsbergen, che appartiene all’arcipelago delle isole Svalbard, a circa un migliaio di chilometri dal Polo Nord. La superbanca è stata attrezzata in una grotta scavata nel permafrost e l’obiettivo dichiarato è appunto la conservazione delle circa 4 milioni di diverse sementi (un vero e proprio patrimonio) che l’uomo ha sviluppato negli ultimi 10.000 anni della sua storia, ovvero dalla nascita dell’agricoltura.
Quale sarebbe la finalità ultima di tale mastodontica impresa? Le motivazioni sono molteplici ma, almeno ufficialmente, tutte riconducibili alla conservazione della biodiversità agricola a favore delle generazioni future in caso di eventuali catastrofi nucleari, scontri tra meteoriti, ma anche cambiamento climatico con le sue inondazioni, grandinate eccezionali e così via. Questo è quanto si premurano di farci sapere. Le intenzioni dunque, come sempre del resto, sono all’apparenza lodevolissime.
Il deposito è ultraprotetto: portoni a prova di bomba, rilevatori di movimento, pareti di cemento armato e via andando. Tutto questo, unitamente a condizioni climatiche controllate, dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) garantire la conservazione attiva dei semi per centinaia e financo migliaia di anni (questo a seconda del tipo di cultivar ovviamente).
Lo Svalbard Global Seed Vault non è l’unica banca delle sementi al mondo, tutt’altro. Quelle di importanza rilevante sono all’incirca poco più di un migliaio. In linea di massima ogni Paese ne annovera una o più, alcune appartenente ad agenzie filogovernative mentre altre sono private. E fin qui, all’apparenza, tutto fila.
L’iniziativa del Global Seed Vault delle Svalbard è ufficialmente del governo norvegese che ne avrebbe (anche qui il condizionale è d’obbligo) finanziato la costruzione, ma appena si comincia a investigare si scopre che in realtà tra i principali promotori (con robusti contributi in denaro ovviamente) troviamo la Fondazione Rockefeller (onnipresente quando c’è da far del bene), seguita da   Monsanto Company[1] DuPont Pioneer [2] e quindi Syngenta[3] (le tre aziende che controllano oltre il 90%del mercato mondiale dell’agribusiness) nonché, tralasciandone altri della stessa risma, Mr. Bill Gates attraverso la sua fondazione caritatevole Bill & Melinda Gates Foundation.

| La Rivoluzione Verde e gli OGM |

 

Come chi si occupa di queste tematiche sa benissimo, la “fissa” del controllo dell’agricoltura da parte dei Rockfeller è di lunghissima data. La Rockfeller Foundation fu infatti la longa manus dietro la cosiddetta Rivoluzione Verde e finanziò sin dagli anni ‘70 i primi pioneristici studi di «rivoluzione agricola genetica». Lo sviluppo genetico (mappatura del gene, sequenza del genoma umano) è da sempre uno degli obiettivi dei Rockfeller (e dei loro sodali) come strumento primario per controllare le popolazioni. La genetica prese sviluppo nei laboratori nazisti sotto forma di ricerca per la purezza razziale (allora si chiamava eugenetica) e anche allora tra i principali finanziatori c’erano i Rockfeller. Con la conclusione della guerra la Rockefeller Foundation si adoperò per portare segretamente molti di questi scienziati in Usa per proseguire le loro ricerche. Questo tanto per inquadrare la questione.
Come illustrato splendidamente nel case study “The Green Revolution: Rockefeller Foundation, 1943” ad opera di Scott Kohler per il Center for Strategic Philanthropy and Civil Society della Duke University (North Carolina), l’avvio della Rivoluzione Verde partì dal Messico nei primi anni ‘40 per poi diffondersi in Colombia (1950) quindi in tutto il Sud America e in Asia (in particolare nel subcontinente indiano). Un certo Henry Kissinger (Nobel per la Pace Nobel nel 1973) sentenziò all’epoca:

«Chi controlla il petrolio controlla i Pesi, chi controlla il cibo controlla le popolazioni».

I Rockfeller, oltre al petrolio (Standard Oil) e al cibo, controllavano anche Kissinger.
Dalla progettazione alla messa in atto, la Rivoluzione Verde contemplò uno sforzo notevole. Scrive il ricercatore e autore americano William Engdahl nel suo illuminante libro Seeds of destruction[4]:

«la Fondazione Rockefeller, l’Agriculture Development Council di John D. Rockefeller III e la Fondazione Ford avevano unito le proprie forze per fondare, a Los Baños (nelle Filippine) l’IRRI (International Rice Research Institute)»,

un centro di ricerca agricolturale specializzato sul riso che divenne poi conosciuto per il suo decisivo contributo e sostegno al movimento della Rivoluzione Verde.
Del grande puzzle della Rivoluzione Verde, assieme all’IRRI, facevano parte anche il messicano CIMMYT (Centro Internacional de Mejoramiento de Maíz y Trigo, in inglese International Maize and Wheat Improvement Center, anche qui con il contributo della Rockfeller Foundation) e l’IITA (International Institute of Tropical Agriculture, fondato nel 1967 in Nigeria, sempre con soldi Rockefeller). Nel breve volgere di pochi decenni l’intero pianeta venne conquistato dal cosiddetto agribusinness promosso dalla Rivoluzione Verde (cioè dai Rockfeller).
Occorre capire che questo è lo schema di dominio attraverso il quale si muovono le power élite. Nel nostro caso specifico la Rockfeller Foundation si adoperò per creare un network mondiale di ricerca al fine dichiarato di ridurre la fame nel mondo. E lo schema è proprio questo: prima si crea il problema (la fame nel mondo) poi si propone la soluzione (la Rivoluzione Verde).
All’uopo si creano quindi istituzioni no profit (da loro finanziate) che prendono a collaborare tra loro promuovendo una strada comune. Vengono poi coinvolti altri soggetti (ad esempio la Fao, la Banca Mondiale, l’UNDP, United Nations Development Program) e così via.
Nel maggio 1971 ad esempio venne fondato il CGIAR (Consultative Group for International Agricultural Research), i cui obiettivi e modus operandi vennero messi a punto durante una serie di incontri privati tenutisi a Villa Serbelloni (di proprietà, e di chi altri, della Fondazione Rockfeller) il cui compito precipuo era coordinare lo sforzo per ridurre la povertà e assicurare il cibo nei Paesi in via di sviluppo attraverso 15 non-profit affiliate, le più importanti delle quali erano le succitate IRRI, CIMMYT e IITA.
Tutti questi gruppi si occupavano soprattutto di fare ricerca (la loro ricerca) e formazione (la loro formazione) educando scienziati e ricercatori sui metodi salvifici della Rivoluzione Verde (che è la loro rivoluzione). I risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’Africa, tanto per fare un esempio, negli anni ‘60 del secolo scorso era ancora al 98% alimentarmente autosufficiente (addirittura lo era al 100% agli inizi del ‘900) mentre ora è ridotta alla fame e alla miseria più estrema.
Giusto per far capire al lettore come tutto, letteralmente tutto è parte dello stesso disegno, ecco che Norman Borlaug, l’agro-scienziato acclamato padre della Rivoluzione Verde, viene insignito nel 1970 del Nobel per la Pace. Borlaug, possiamo immaginarlo, lavorava per Rockfeller.
In breve, nel giro di pochi decenni la Fondazione Rockfeller (e i suoi accoliti) fu capace di plasmare l’intera agricoltura mondiale piegandola ai propri desiderata. Ma credere che Rockfeller o chi per lui, spenda soldi e si adoperi per il benessere delle povere popolazioni del terzo mondo (che povere non erano e lo sono diventate solo dopo essere state inserite nel meccanismo della Rivoluzione Verde e del denaro) significa essere, nella migliore delle ipotesi, terribilmente ingenui.
La Rivoluzione Verde ottenne infatti risultati ben precisi che, guarda un po’, coincidevano esattamente con i veri obiettivi dei suoi promotori. Con la Rivoluzione Verde vennero infatti diffusi semi ibridi dalle rese molto alte ma con due caratteristiche peculiari. La prima è che questi semi non si riproducono e la seconda che dipendono, per la loro crescita e protezione, da massicce iniezioni di fertilizzanti chimici, pesticidi, anticrittogamici, ecc. Il tutto, ca va sans dire, rigidamente brevettato. In breve, il contadino viene a dipendere dalle multinazionali per l’acquisto dei semi, per quello di fertilizzanti, pesticidi, fungicidi, anticrittogamici, ecc., per le royalties sui semi brevettati e così via. Dipendenza, in altre parole, da Monsanto, Sygenta, Dupont e dagli altri grandi gruppi soliti noti.
Ora, se in un mondo che pure funziona al rovescio due più due fa sempre quattro, si capisce facilmente che l’obiettivo di fondo di tutto questo è sottrarre ai contadini la produzione agricola libera, indipendente e autosufficiente, per sostituirla con quella di poche grandi, ipertrofiche megamultinazionali che controllano l’intera filiera a livello mondiale e che sono, attraverso un gioco di scatole cinesi, in mano ai soliti noti (con Rockfeller in testa).
| Ma torniamo allo Svalbard Global Seed Vault |
Forse a questo punto possiamo cominciare a intuire perché è stata costruita l’Arca di Noè delle sementi alle Svalbard. Le banche di sementi, secondo la FAO, sono circa 1.400 e si trovano per la maggior parte negli Stati Uniti. Ma non basta, le più grandi sono usate e possedute proprio da Monsanto, Syngenta, Dow Chemical, DuPont, che ne ricavano i corredi genetici da modificare.
Perché dunque c’era necessità di un’Arca di Noè agricola alle Svalbard, con tanto di porte corazzate e allarmi anti-intrusione, scavata nella roccia?
Perché questi personaggi creano una superbanca del genere? Quale futuro si aspettano? Cosa sanno che noi non sappiamo?
E se invece di un’Arca salvifica si trattasse di un vero e proprio furto ai danni delle “normali” aziende agricole e dei piccoli contadini ancora preponderanti in molti paesi del Terzo Mondo e non solo?
O forse ancora, tutto questo potrebbe avere a che fare con un clima impazzito (per loro volere e non per un climate change “naturale” così come si vuol far passare il cambiamento climatico in atto) fino ad arrivare a terremoti, uragani, alluvioni grandinate eccezionali che distruggono i raccolti, siccità, desertificazione avanzante e così via?
O forse una malattia sconosciuta che appare all’improvviso?
Tutto questo è certamente plausibile ma in realtà ci sono anche altri particolari interessanti che unitamente a ciò che abbiamo detto fino ad ora ci svelano in maniera sempre più chiara le finalità di tutto questo.
| Eugenetica e denatalizzazione |
L’eugenetica e la denatilizzazione sono una fissa dei Rockfeller sin dall’inizio del secolo scorso. Orbene, nel 2001 l’azienda di ingegneria genetica EPICYTE PHARMACEUTICALS INC. con sede a San Diego in California, annuncia di aver elaborato un tipo di mais geneticamente modificato contenente uno spermicida. In altre parole questo particolare tipo di mais funziona, anche, da sterilizzatore. In altre parole ancora, i maschi che se ne nutrono diventano sterili. Ma ciò che è forse maggiormente interessante è che le ricerche per arrivare a questo mais geneticamente modificato sono state sostenute da fondi dell’USDA (United States Department of Agricolture, il ministero che condivide con Monsanto i brevetti dei semi Terminator). È quello che si scriveva poc’anzi: alla fine tutti questi soggetti fanno parte dello stesso schema.
Un altro esempio ancora: negli anni ‘90, l ‘Organizzazione Mondiale della Sanità (che sarebbe il Dipartimento dell’ONU addetto alla salute!) lancia una campagna di vaccinazione contro il tetano rivolta esclusivamente alle donne di e in età compresa fra i 15 e i 45 anni. Forse che il tetano colpisce solamente le donne e non gli uomini? Colpisce solamente le donne comprese in questa fascia di età e non quelle più giovani e più vecchie? Forse che al di fuori dei confini di Filippine, Messico e Nicaragua non c’è pericolo di tagliarsi e ferirsi?
Se uniamo queste notizie alla fissa che i Rockfeller hanno per la denatalizzazione (a partire, per ovvi motivi, dalle razze considerate “inferiori”) ecco allora che i conti cominciano a tornare. Il dubbio venne infatti a suo tempo anche al Comité Pro Vida, una associazione cattolica messicana. Il Comité fece analizzare il vaccino in questione verificando ciò che si poteva peraltro intuire, ovvero che questo conteneva gonadotropina corionica umana, ovvero un ormone umano naturale il quale, attivato dal germe attenuato del tetano contenuto nel vaccino, stimolava speciali anticorpi che rendevano incapaci le donne di portare a termine la gravidanza. Insomma, dietro la copertura del vaccino antitetano si celava un agente abortivo. A questo punto l’associazione approfondì gli studi su detto vaccino e scoprì che esso era frutto di studi  ventennali finanziati dalla Rockefeller Foundation, dal Population Council (una delle solite ONG no profit messe su dalla Famiglia), dal CGIAR (di cui abbiamo detto prima), dal National Institute of Health (governo USA) e, sorpresa, anche dalla Norvegia, il paese in cui si trova oggi il Global Seed Vault oggetto di questo articolo, che aveva contribuito agli studi di ricerca sul vaccino antitetanico-abortivo con ben 41 milioni di dollari.
Forse, alla fine di tutto, quando arriverà la Catastrofe (e a noi comuni mortali, non è dato sapere né il come né il quando), le sementi naturali dovranno essere controllate dal gruppo dell’agribusiness  e da nessun altro?
A pensar male si fa peccato ma ci si prende… sempre. Almeno quando ci sono di mezzo i Rockfeller.
Link di riferimento e note:
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=9852:rockefeller-si-fa-larca-di-noe-cosa-ci-nasconde&catid=83:free&Itemid=100021
https://www.voltairenet.org/article162545.html
hhttps://cspcs.sanford.duke.edu/sites/default/files/descriptive/green_revolution.pdf
[1] Mega azienda di biotecnologie agrarie nota per la produzione del glifosato e del famigerato agente orange durante la guerra del Vietnam. Monsanto è il maggior produttore mondiale di sementi convenzionali, produce sementi transgeniche e risulta esserne il maggior detentore di brevetti al mondo. È stata acquisita nel giugno 2018 dalla casa farmaceutica tedesca Bayer per un importo pari a 63 miliardi di dollari. Una volta completata la fusione il marchio Monsanto sarà cancellato (operazione di green washing).
[2] È il più grande produttore statunitense di semi ibridi per l’agricoltura e il secondo al mondo di semi OGM dopo Monsanto. Produce e rivende inoltre semi ibridi di mais in oltre 70 paesi.
[3] Syngenta AG produce sementi e prodotti chimici per l’agricoltura. Nata nel novembre 2000 dalla fusione di Novartis Agribusiness e Zeneca Agrochemicals è stata poi rilevata nel 2017 da ChemChina per 43 miliardi di euro. Risulta essere il terzo rivenditore al mondo di semi e prodotti biotecnologici, dietro a Monsanto e DuPont Pioneer.
[4]   Articolo originale “Doomsday Seed Vault in the Arctic” by F. William Engdahl. https://www.voltairenet.org/article162545.html

Giappone: nuovo sistema educativo, con solo cinque materie

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Il Giappone rende ufficiale il sistema che forgia Elite s di esseri umani – nuovo sistema educativo

di Gabriel J. Perea R. 04 Giugno 2018 dal Sito Web ElistMopty contributo di Evelyn Lineth Vargas – Psicologa traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo

Il Giappone rende ufficiale il Sistema che forgia Elites di Esseri Umani. – “Cambiamento Coraggioso” (Futoji no henko) –

In Giappone si sta provando un piano pilot rivoluzionario chiamato “Cambiamento Coraggioso” (Futoji no henko), basato sui programmi educativi:

  • Erasmus
  • Grundtvig
  • Monnet
  • Ashoka
  • Comenius…

E’ un cambiamento di concetti che rompe tutti i paradigmi.

E’ talmente rivoluzionario che forma i bambini com “Cittadini del mondo” e non come giapponesi. Capiranno e accetteranno diverse culture e i loro orizzonti saranno globali, non nazionali.

Pensate che questo cambiamento sta accadendo in uno dei paesi più “tradizionalisti” del mondo.

Il programma di 12 anni si basa sui concetti:

  • Zero materie collaterali
  • Zero compiti
  • E hanno solo 5 materie che sono:
  1. Aritmetica per Affari

Le operazioni di base e l’uso di calcolatrici finanziarie.

  1. Lettura

Iniziano aleggere un foglio al giorno del libro che ogni bambino sceglie finiscono a leggere un libro a settimana.

  1. Educazione Civica

S’intende il rispetto totale delle leggi, del valore civile, l’etica, il rispetto delle norme per la convivenza, la tolleranza, l’altruismo e il rispetto per l’ecologia e l’ambiente.

  1. Informatica

Office, Internet, reti e affari on line.

  1. Lingue

4 o 5 Alfabeti, Culture, Religioni, tra queste qulla giapponese, latina, inglese, tedesca, cinese, araba; con viviste per soacializzare con lo scambio tra famiglie durante l’estate.

Quale sarà il risultato di questo programma?

Giovani che a 18 anni parlano 4 lingue, conoscono 4 culture, 4 alfabeti.

  • Sono esperti nell’uso di computer e cellulari come strumenti di lavoro.
  • Leggono 52 libri ogni anno.
  • Rispettano la legge, l’ecologia e la convivenza.
  • Maneggiano l’aritmetica per gli affari e la finanza a menadito.

I nostri figli competiranno con loro!

E chi sono i nsostri figli?

  • Ragazzi che sanno di più sui gossip di moda, che sanno e conoscono i nomi e la vita degli artisti famosi, ma niente di storia, letteraturaa o matematica, tra tutto il resto…
  • Ragazzi che parlano solo spagnolo più o meno,che hanno una pessima ortografia, che odiano leggere libri, chenon sanno fare una somma, che sono esperti nel “copiare” durante gli esami e burlarsi delle norme sotto gli occhi dei loro genitori ed educatori.
  • Ragazzi che passano più tempo guardando e imparando le stupidità in Internet, la televisione o le partite e gli idoli del calcio, piuttosto che studiare o leggere senza quasi comprendere ciò che leggono e perciò credono che un giocatore di di calcio è più importante di uno scienziato.
  • Ragazzi che sono definiti “uomini video” giacché non sono sociali in maniera adeguata ma sono resi stupidi, zombi dall’iPhone e Android, dai tablets, dallo skate, Facebook, Instagram, le chat; dove parlano solo delle stesse stipidaggini di cui parlavamo prima o con i giochi informatici, in un chiaro isolamento che conosciamo come autismo cibernético che attenta alla libertà, all’educazione, contrario all’autostima, all’autonomia, contro il rispetto per i loro genitori o per il prossimo, contro l’ambiente, la solidarietà, la cultura e promuovono un egoismo allarmante lasciando una società cieca e senza una meta e guradano un governo ch mente per rubare a piene mani…!!!

Credo che abbiamo molto lavoro da fare…!

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Ipotesi di Simulazione

 

Gli scienziati affermano: stiamo vivendo una simulazione al computer

Postato da: Dan Falk

La mente dei Technocrati che è affidata a tali vane speculazioni non dovrebbe mai essere attendibile per fornire soluzioni scientifiche che potenzialmente interessino tutta la società. È tempo che le persone razionali “dicano semplicemente no” ai loro piani e ai loro sogni. ⁃ Editor TN

E se tutto intorno a noi – la gente, le stelle in alto, il terreno sotto i nostri piedi, persino i nostri corpi e le menti – fosse un’illusione elaborata? E se il nostro mondo fosse semplicemente una simulazione iper-realistica, con tutti noi solo personaggi in una specie di sofisticato videogioco?

Questo, naturalmente, è un concetto familiare di libri e film di fantascienza, tra cui il film di successo del 1999 “The Matrix”. Ma alcuni fisici e filosofi dicono che è possibile vivere davvero in una simulazione, anche se questo significa mettere da parte ciò che sappiamo (o pensiamo di sapere) sull’universo e sul nostro posto in esso.

“Se viviamo in una simulazione, allora il cosmo che stiamo osservando è solo un piccolo pezzo della totalità dell’esistenza fisica”, ha detto il filosofo di Oxford Nick Bostrom in un articolo del 2003 che ha iniziato la conversazione su ciò che è diventato noto come ipotesi di simulazione. “Mentre il mondo che vediamo è in un certo senso ‘reale’, non si trova al livello fondamentale della realtà”.

Simulare mondi e esseri

Rizwan Virk, fondatore del programma PlayLabs del Massachusetts Institute of Technology e autore di “The Simulation Hypothesis”, è tra coloro che prendono sul serio l’ipotesi della simulazione. Ricorda di aver giocato a un gioco di realtà virtuale così realistico che ha dimenticato di trovarsi in una stanza vuota con un auricolare acceso. Ciò lo portò a chiedersi: siamo sicuri di non essere radicati in un mondo creato da esseri più tecnologicamente esperti di noi stessi?

Quella domanda ha senso per Rich Terrile, un informatico del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California. Dettagliate come sono, le migliori simulazioni di oggi non coinvolgono le menti artificiali, ma Terrile pensa che la capacità di modellare gli esseri senzienti potrebbe presto essere alla nostra portata. “Siamo all’interno di una generazione di essere quegli dei che creano quegli universi”, dice.

Non tutti sono convinti. Durante un dibattito del 2016 all’American Museum of Natural History di New York, la fisica della Harvard University Lisa Randall ha detto che le probabilità che l’ipotesi della simulazione sia corretta sono “effettivamente zero”. Per i principianti, non ci sono prove che il nostro mondo non sia la matrice di stelle e galassie che sembra essere. E si chiede perché gli esseri avanzati si prenderebbero la briga di simulare l’Homo sapiens. “Perché simularci? Voglio dire, ci sono così tante cose da simulare”, ha detto. “Non so perché questa specie più alta dovrebbe disturbarsi con noi.”

Echi di Genesi

Eppure, c’è un anello familiare all’idea che c’è un simulatore, o un creatore, che si preoccupa per noi. Allo stesso modo, l’idea che un essere superiore forgia un universo simulato paragona la nozione di una divinità che crea il mondo – per esempio, come descritto nel Libro della Genesi.

Alcuni pensatori, incluso Terrile, accolgono l’analogia con la religione. Se l’ipotesi della simulazione è corretta, dice, “c’è un creatore, un architetto – qualcuno che ha progettato il mondo”. È un’idea antica riformulata in termini di “matematica e scienza piuttosto che solo fede”.

Ma per altri studiosi, incluso il fisico dell’Università del Maryland, Sylvester James Gates, la somiglianza tra l’ipotesi della simulazione e la credenza religiosa dovrebbe essere presa come un avvertimento che siamo fuori strada. La scienza, come ha detto in una recente intervista radiofonica, ci ha portato “lontano da questa idea che siamo burattini” controllati da un’entità invisibile. L’ipotesi della simulazione, ha detto, “inizia a sembrare una religione”, con un programmatore che sostituisce dio.

Chi, o cosa, è l’entità divina che potrebbe aver creato un universo simulato? Una possibilità, sostenitori dell’ipotesi della simulazione, è che si tratta di una razza di esseri avanzati – alieni spaziali. Ancor più inclinazione alla mente è la possibilità che siano i nostri discendenti – “i nostri sé futuri”, come dice Terrile. Cioè, gli esseri umani che vivono centinaia o migliaia di anni nel futuro potrebbero sviluppare la capacità di simulare non solo un mondo come il nostro, ma i corpi e le menti degli esseri al suo interno.

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Fonte: https://www.technocracy.news/

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