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Una licenza rilasciata dal governo per guarire

 

 Il governo lascerebbe che Gesù curasse il cancro? 

Di Jon Rappoport 

Negli anni 90, ho assistito a un processo federale in un’aula di tribunale di Los Angeles. Il convenuto è stato accusato di vendita di farmaci senza una licenza per praticare la medicina. 

Il convenuto era pronto a sostenere che a) la sostanza che vendeva era prodotta naturalmente nel corpo e b) era efficace.

L’accusa si è trasferita per escludere tale testimonianza, sulla base del fatto che era irrilevante.  

Il giudice ha acconsentito. Pertanto, il processo è stato brutto, brutale e breve. L’imputato è stato dichiarato colpevole e condannato al carcere per diversi anni.

Ecco come funziona la burocrazia federale. “Hai una licenza rilasciata dal governo per guarire? No? Sei un criminale. Fine della storia.” 

Credo che se Gesù di Nazareth avesse camminato sulla Terra oggi, negli Stati Uniti, sarebbe stato arrestato per gli stessi motivi.

Questo sarebbe particolarmente vero se curasse il cancro.  

Immagina questo caso estremo: in uno stadio pieno di 50.000 persone a cui è stato diagnosticato un cancro, Gesù di Nazareth agita la mano e cura tutti loro in pochi secondi.  

Ora sta minacciando i profitti di molte società, per non parlare del potere del governo, che appoggia il monopolio della chemio-radioterapia chirurgica fino in fondo. 

Quindi viene arrestato. È messo sotto processo. Decide di difendersi senza un avvocato. Dice alla corte che curare il cancro non è un crimine.  

Gli oggetti del procuratore giudiziario. “Vostro Onore”, dice, “se quest’uomo abbia guarito o meno il cancro è fuori questione. Non ha la licenza per praticare la medicina. Questo è il motivo per cui siamo qui oggi. Stiamo semplicemente stabilendo che a) stava praticando la medicina e b) non ha una licenza rilasciata dal governo. Questo è lo scopo di questo procedimento.” 

Il giudice è d’accordo. Il verdetto è emesso. Colpevole.  

Naturalmente, su un altro fronte, i principali media, che dipendono per la loro esistenza dalla pubblicità farmaceutica, prendono la palla e corrono con essa. Le reti e i giornali più importanti cercano “esperti”, che affermano con enfasi che ciò che Gesù di Nazareth “ha eseguito” nello stadio è stato semplice ipnotismo. E’ stato un effetto placebo. Qualunque improvvisa “remissione” possa essersi verificata sono solo temporanee. Tragicamente, i cancri torneranno.  

Non solo, queste 50.000 persone sono state distratte e allontanate dalla ricerca di “cure reali da veri medici”. Con la chemio, con le radiazioni, con la chirurgia, avrebbero avuto la possibilità di sopravvivere e vivere una lunga vita normale.

Altri esperti del settore dei media inviano questa bandiera: “Molti dei presenti nello stadio si sono aggrappati aspramente alla loro religione. Rifiutano di accettare la scienza. Stanno vivendo nel passato. Preferiscono la superstizione alle cure mediche reali. In realtà, stanno minacciando l’intera base dell’assistenza sanitaria, dal momento che altri americani confusi e illusi possono ora allontanarsi dai medici e cercare venditori di olio di serpente e predicatori per la guarigione”.  

Dai più alti posatoi del potere politico in questo paese, la parola passa tranquillamente ai media: non dare seguito a quelle persone che erano nello stadio; non cercare di rintracciarli; non compilare statistiche sui loro tassi di sopravvivenza; passare ad altre storie (distrazioni); lascia che questa follia si spenga.  

Ma tra i cittadini si diffonde una consapevolezza: il governo sta controllando la guarigione attraverso l’emissione di licenze. È così che il governo sta essenzialmente proteggendo una forma di “guarigione” e rendendola capace di diventare un cartello onnicomprensivo.

Quale sarebbe l’alternativa alle licenze?  

Contratti:

I contratti sono accordi stipulati da adulti consenzienti, che si assumono la responsabilità dei risultati. Nel caso della guarigione, un contratto dovrebbe specificare che le persone hanno il diritto di sbagliare.  

Diciamo che due adulti consenzienti, Jim e Frank, acconsentono a permettere a Frank di trattare Jim per la sua artrite con acqua da un pozzo sulla terra di Frank.  

I due uomini riconoscono che nessuna responsabilità sarà allegata al risultato. In altre parole, se Jim sta meglio o peggiora, nessuno sta facendo causa. Nessuno andrà al governo per la riparazione dei torti.  

L’acqua del pozzo può essere meravigliosa o potrebbe essere completamente inutile. Entrambi gli uomini capiscono e lo riconoscono. Ma affermano il diritto di provare il trattamento, perché sono liberi.  

Immediatamente la gente dice “Questo è ridicolo. L’acqua non può curare l’artrite. Frank sta tradendo Jim. Jim è una vittima. Ha bisogno di vedere un dottore. Ha bisogno di droghe per l’artrite.”  

No, Jim non deve fare nulla. Lui è libero. 

Per dirla in altro modo, Jim ha il diritto di avere ragione o torto. È una sua decisione, che va oltre lo scopo di ogni autorità.  

Se il governo cerca di rimuovere questo diritto da tutti noi, sta essenzialmente dicendo che sa cosa è corretto, sa cosa è vero, sa quello che ci serve e lo richiede, e ce lo darà anche se lo deve spingere giù per le nostre gole. Ti sembra una libertà per te?  

Se oggi Gesù di Nazareth vivesse negli Stati Uniti, e se andasse in giro a curare il cancro, sarebbe stato arrestato. Non sarebbe accusato di blasfemia o tradimento. Sarebbe stato accusato di qualcosa di molto più semplice e più banale: praticare la medicina senza una licenza.  

E sarebbe condannato e ostragizzato. 

Perché il governo, nel suo trono di corruzione, nella sua partnership con le multinazionali, vuole monopolizzare i suoi illegali interessi. 

Fonte:  https://jonrappoport.wordpress.com/

®wld

Oscurantismo medioevale

Vaccinazioni:
Lettera al Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano
Dottor Dario Miedico – 25 gennaio 2017

Egregio dr. Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano e, per suo tramite, egregi Colleghi aderenti ho riscontrato con stupore la lettera di convocazione presso la sede dell’Ordine per il giorno 27 gennaio p.v. e devo dire che, occupandomi specificatamente in qualità di medico legale di vaccinazioni da quasi quarant’anni, di centinaia di casi di reazioni avverse a vaccinazione, anche gravi e persino mortali, di innumerevoli domande di risarcimento in base alla Legge 210 del 1992 anche in decine e decine di procedimenti legali, dopo aver tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e non solo (ho tenuto un discorso su questo tema anche al Parlamento Europeo nel 2003) aver rilasciato interviste scritte, radiofoniche e televisive, aver sostenuto dibattiti televisivi e partecipato ad approfondimenti davanti alle Istituzioni sia a livello regionale che in Commissione al Senato della Repubblica, in fase iniziale avevo maturato la convinzione che prima o poi sarebbe arrivata, ma dopo un certo punto avevo mutato opinione arrivando a pensare che, in un paese che ha nella sua legislazione il principio del Consenso Informato, della Libertà Terapeutica e del rispetto della Libertà Individuale, le mie tesi a favore della Libertà di Vaccinazione, di Informazione e di democratico confronto tra posizioni scientifiche diverse avessero avuto ragione del mio precedente scetticismo.

Evidentemente mi sbagliavo, ma mi sorge il sospetto che dietro alle accuse scorrette ed infondate che mi vengono mosse, dopo tutto questo tempo nel quale ho potuto professare liberamente le mie convinzioni, non vi sia un particolare accanimento nei miei confronti, ma in realtà vi sia il motivo che l’Italia, divenuta nel 2015 Capofila delle vaccinazioni su incarico dell’OMS, abbia la necessità di dimostrare che non lascia nulla di intentato per scoraggiare le voci, più o meno autorevoli, che muovendo critiche alle modalità, alle tempistiche ed alle imposizioni più o meno ricattatorie con le quali si affrontano le campagne vaccinali attualmente, hanno fatto si che i livelli di copertura in diverse regioni siano scesi al di sotto delle medie precedenti.

Mi spiace, perché ritenevo che il tempo dei processi alle streghe fosse stato in qualche modo superato, ma nello stesso tempo mi sento onorato e contento di questa inaspettata opportunità, che mi consente di fare pubblicamente strame di tutta una serie di affermazioni, accuse e menzogne che mi sono state attribuite ed insieme a me vengono scaricate su chiunque, attualmente, abbia il coraggio di esprimere senza peli sulla lingua il proprio pensiero, anche in tema di vaccinazioni.

Non posso fare a meno di ricordare, in questa occasione, che anche il prof. Giulio Maccacaro, con il quale ho avuto l’onore di fondare nel 1976 Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute, organizzazione della quale tutt’ora faccio parte, venne convocato presso la direzione dell’Ordine e scrisse una famosa lettera al Presidente, reperibile nella raccolta dei suoi scritti, con la quale rifiutò di mantenere nell’ambito di un procedimento disciplinare interno un dibattito che meritava invece la massima diffusione, partecipazione e pubblicità.

Per questo vi espongo, in modo estremamente sintetico, i capisaldi del mio ragionamento, che in modo più completo ed esaustivo potrete, se vi interessa, leggere sulla rivista Medicina Democratica o ascoltare sulle registrazioni che qualche attento partecipante ha raccolto e postato su You tube, a volte anche a mia insaputa.

Non è vero che sono contrario alle vaccinazioni.
È una affermazione stupida prima ancora che falsa.
Nessun medico potrebbe fare una simile affermazione senza sentirsi ridere in faccia. Sarebbe come affermare che si è contrari per principio agli interventi chirurgici, agli antibiotici o ai parti cesarei.

Ritengo invece, ed ho sempre affermato pubblicamente, che sono critico rispetto alle modalità attuali con le quali vengono praticate le vaccinazioni, a cominciare dall’obbligatorietà di legge, non in linea con i principi del diritto a livello mondiale ed europeo ma soprattutto non più al passo con i tempi, metodo cui non possono fare a meno di ricorrere solo i paesi incapaci di convincere la popolazione governata con argomenti validi e persuasivi.

Sono altresì fortemente critico rispetto alla mancata informazione, soprattutto relativamente alle possibili reazioni avverse, che frettolosamente viene fornita in moltissimi consultori dove in pochi minuti e con rassicurazioni non congrue si pratica una vaccinazione a ritmi da catena di montaggio, così come lamentato da migliaia di mamme e papà nelle numerosissime conferenze dibattito alle quali ho partecipato.

Sono infine fortemente critico sulla scarsa attenzione con la quale spesso i piccoli vengono monitorati prima e dopo la vaccinazione, ignorando in questo modo anamnesi individuale, familiare e possibili controindicazioni che potrebbero in molti casi, quantomeno, suggerire di sospendere o rinviare alcune vaccinazioni se non di non eseguirle affatto.

Eppure non ho mai sentito che un medico che abbia scoraggiato un paziente anziano dal sottoporsi ad un inutile intervento chirurgico, una mamma dal non esagerare nella richiesta di antibiotici per il proprio bimbo al minimo accenno di febbre, o che abbia motivato la propria contrarietà ad un parto cesareo non ritenuto necessario sia mai stato per questo sottoposto ad un qualsiasi procedimento disciplinare, o anche solo considerato antiqualcosa, così come invece attualmente sta succedendo ai laureati in medicina che mostrino pubblicamente un pensiero critico in tema di vaccinazioni.

Non solo, ma ho avuto anche l’ardire di sostenere pubblicamente che le attuali decisioni di alcune Regioni o alcuni Comuni di negare l’accesso ai piccoli al nido se non sottoposti al ciclo vaccinale siano contrarie non solo al diritto ma anche al buon senso, definendole oltretutto discriminanti sotto il profilo di classe.

Questo perché non vaccinato non significa automaticamente malato, perché anche il bimbo vaccinato può essere inconsapevolmente un portatore sano, perché si generano automaticamente false convinzioni, perché non vi sono reali rischi o epidemie in corso che possano giustificare comportamenti limitativi delle libertà individuali ed impedire quindi la libertà di esercitare un proprio diritto costituzionale senza conseguenze sul piano sociale e giuridico, ed infine perché in questo modo solo i figli di cittadini abbienti potranno decidere di continuare a non vaccinare i propri figli se lo riterranno giusto, mentre coloro che non potranno fare a meno del servizio sociale dovranno sottoporsi ad un ingiusto ricatto, attuato inoltre contrapponendo un diritto, quello alla salute, ad un altro diritto, quello alla socializzazione già in tenera età.

Prenderò quindi parte all’incontro propostomi dal Presidente dell’ordine di Milano al quale appartengo, per rispetto Suo e di tutti i Colleghi che ne fanno parte, ma mi rifiuterò di prestare il fianco ad un processo antistorico ed illiberale che fa ripiombare l’Italia nei più bui periodi dell’Oscurantismo medioevale o quantomeno in quelli degli anni 60 quando, a fronte del rifiuto vaccinale, qualche fanatico residuo del ventennio azzardava al Tribunale dei Minori la richiesta della sospensione della patria potestà ai genitori e la vaccinazione coatta.

Più che la mia libertà personale di esprimere liberamente e democraticamente il mio pensiero in tema di vaccinazioni, così come su qualsiasi altra questione, rivendico quindi per ogni medico la piena libertà di applicazione dell’art. 4 del nuovo codice di deontologia medica recentemente approvato: “art. 4 – libertà e indipendenza della professione. Autonomia e responsabilità del medico. L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità. Il medico ispira la propria attività professionale senza sottostare a interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura.”, comprendendo quindi tra le imposizioni ed i condizionamenti anche le minacce ritorsive purtroppo da più parti invocate.

http://www.disinformazione.it/vaccini_lettera_Miedico.htm