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Un sofisticato trasmettitore illegale

5G APOCALYPSE – DOCUMENTARIO COMPLETO SUI RISCHI DEL 5G (SOTTOTITOLI ITA)

Titolo originale: 5G APOCALYPSE – THE EXTINCTION EVENT Video originale: https://www.youtube.com/watch?v=ol3tA…

Tutti i diritti vanno all’autore del video originale Traduzione non ufficiale

Estratto delle sole evidenze scientifiche: https://youtu.be/Ttq3VwvdVhI

Un documentario di Sacha Stone che espone la minaccia esistenziale 5G in un modo che non avremmo mai immaginato possibile!  

5G APOCALYPSE – THE EXTINCTION EVENT 

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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Sacsa Stone, nella parte finele del video (che ho trascritto sotto) così si esprimeva sulla quinta generazione (5G):

“Ho incontrato biologi e molecolari del sangue, esperti di armi microscopiche, attivisti e ricercatori in prima linea e tutte le storie che ho sentito da questi esperti, portano tutti alla stessa cosa. Il 5G è quasi certamente la partita finale.”

“E’ un evento di estinzione portato nelle nostre classi sulla strada principale, nelle stesse cellule del DNA, nei nostri corpi umani. Una minaccia così pericolosa che è quasi impossibile da immaginare per non parlare di descriverlo. Quando il segnale 5G sarà lanciato, una moltitudine di satelliti che sono in orbita geostazionaria attorno alla superficie della Terra, milioni di antenne di superficie, quella segnalazione quindi la diffonderanno in centinaia e centinaia di microsistemi di antenne installati su lampioni e persino a casa tua, di cui non sei a conoscenza.”

“Incredibilmente le lampadine a LED nella tu casa contengono condensatori con micro e nano tech lens flaire che riceveranno la segnalazione 5G e prolifereranno la segnalazione 5G ovunque. Esplodendo il segnale in milioni di fotoni che bersagliano tutto contemporaneamente nello stesso tempo.”

“Questa è la tecnologia Stelth, questa è l’invisibile scienza, ma ciò significa in termini semplici che sarai contrassegnato come visibile all’interno della tua casa e ovunque ti sposti sulla superficie della Terra.”

“Avranno una capacità di tracciamento su di te, sarai visibile a padroni invisibili, ognuno di noi tutti per tutto il tempo. Oggi i nostri governi e il settore aziendale sono riusciti in qualche modo a infiltrarsi nel mainframe della nostra civiltà, e stanno andando avanti con il lancio di una infrastruttura da venti trilioni di dollari, senza nessuna e voglio dire nessuna scienza della salute a supporto di essa. O ci sono stati test e il tuo governo e le tue autorità sanitarie sono in collusione con questo problema di genocidio o ecocidio o sono solo incredibilmente stupidi e io suggerirei la seconda.”

“VERGOGNA!”

“Vergogna sui tecno logisti gli elettronici che stanno spingendo questa tecnologia nelle nostre case e nei nostri uffici, nelle nostre strade, vergogna sui legislatori e parlamentari, trogloditi che proliferano nella nostra società oggi.”

“Vergogna per aver messo le loro firme a due contratti che consentono il rapido tracciamento di questa tecnologia nelle nostre case e nei nostri centri, vergogna ai parlamentari e leadership internazionali, le cui firme e sigilli stanno sanzionando e permettendo l’azione di qualcosa che è probabilmente la più grande minaccia per l’umanità.”

“Vergogna su ognuno di noi che ora non riescono ad alzarsi e uscire dalla nostra porta principale e sfidare ogni cosiddetta autorità che osa violare i nostri corpi, le nostre case e le nuove generazioni future.”

Trascrizione degli ultimi minuti del corposo video sopra esposto.

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Li-Fi: come trasmettere dati con la luce

LIFI

  LI-FI: TRASMETTEREMO I DATI CON LA LUCE? 

E luce fu … Il Wi-Fi potrebbe essere a breve rimpiazzato, o quantomeno affiancato, dal Li-Fi, la trasmissione dati con la luce, molto meno nociva delle onde elettromagnetiche. “Tutto ciò che dobbiamo fare è integrare un piccolo chip in ogni fonte di illuminazione, e questo combinerebbe due funzionalità: quella per l’illuminazione e quella per trasmettere informazioni senza cavo”, ha precisato il professor Haas.

Ma il chip come funzionerà? Siamo in attesa di ulteriori
notizie al riguardo.

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LI-FI: TRASMETTEREMO I DATI CON LA LUCE?
Il Li-Fi è un nuovo standard di trasmissione dati, che funziona in modo simile al Wi-Fi, eccetto per un piccolo particolare: usa la luce emessa dai LED anziché le onde radio per trasferire il segnale.

Con la connettività 4G e lo standard IEEE 802.11ac che stanno solo recentemente prendendo piede, introdurre un nuovo standard non sembra assolutamente necessario. La tecnologia però evolve sempre, e nuove sperimentazioni e test avvengono per tracciare il futuro che sarà. Futuro che potrebbe vedere nel Li-Fi il successore delle odierne tecnologie, offrendo velocità di trasferimento dati ben cento volte superiori all’attuale Wi-Fi. Il Li-Fi è tecnicamente molto diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora.

Li-Fi sta per Light Fidelity, termine coniato da Harald Haas, professore di comunicazioni mobile all’University of Edimburg, in Scozia. Il ricercatore studia da anni la trasmissione dati attraverso i bulbi di luce, e sostiene che questa modalità possa portare numerosi vantaggi. Haas è stato ospite di una puntata della famosa conferenza TED (evento dedicato alla scoperta di nuove idee nel campo tecnologico ma non solo), in cui ha introdotto il termine ed ha persino messo in mostra un prototipo del Li-Fi, mostrando come un segnale contenente un video possa arrivare da una lampada LED presso una cella solare montata in un notebook. “Il Li-Fi è essenzialmente identico al Wi-Fi, eccetto per una piccola differenza: noi usiamo la luce generata dai LED che ci circondano per trasmettere i dati senza cavi, anziché rifarci alle onde radio.

Queste non sono sufficienti, poiché il troppo utilizzo crea una rete affollata… ce ne rendiamo conto quando andiamo negli aeroporti e negli hotel, luoghi in cui tante persone vogliono accedere ad internet e questo è terribilmente lento.“, ha affermato. Haas, insieme ad un gruppo di studenti e ricercatori dell’University of Edimburg, ha fondato pure LiFi, una compagnia che si occupa dello sviluppo e della ricerca sulla suddetta tecnologia.
Il Li-Fi in breve

L’idea principe su cui il Li-Fi si basa è l’utilizzo di una forma della luce visibile detta VLC (Visibile Light Communication) invece dello spazio radio, come accade oggi per trasmettere dati. Lo spettro della luce sfruttato si trova tra i 400 e gli 800 THz (terahertz). La frequenza è così elevata che, seppur si tratti di luce, essa risulta invisibile all’occhio umano. Le premesse sono molto buone, e tale tecnica potrebbe dare vita a transfer rate più elevati della norma, impensabili fino a qualche anno fa. 

Servirsi della luce abilita tra l’altro una comunicazione bidirezionale in modo simile a quanto fa il Wi-Fi, ma con un grado di sicurezza in più. E’ stato dimostrato che, nella pratica, il Li-Fi è in grado di ottenere una larghezza di banda di 1 Gbps nel mondo reale, ma la velocità teorica massima è di ben 224 Gbps. Il risultato ottenuto dalla tecnologia è ancor più importante se pensiamo che, a differenza delle onde radio, la diffusione di un segnale tramite la luce non è influenzata dal numero di dispositivi connessi. A mezzo del Li-Fi potremo quindi tenere connessi anche una decina di smartphone e tablet senza inficiare sulla qualità della rete. 

Li-Fi: come lavora? 

I bulbi LED per rimanere accesi devono essere sottoposti ad una tensione stabile, che poi permette alla lampada di emettere un flusso costante di fotoni che viene percepito dall’occhio umano come luce. Il Li-Fi stravolge leggermente questa idea e, anziché servirsi di un voltaggio fisso, la tensione viene fatta variare in modo che la luce emessa fluttui. L’output può quindi essere modulato, in maniera simile a quanto si fa con i segnali trasmessi in modo classico.

Accendere e spegnere una lampadina tantissime volte in un intervallo di tempo brevissimo consente alla luce di trascrivere virtualmente codici in binario, con i due stati perfettamente distinguibili (accento o spento). Prendendo l’esempio del segnale di rete internet, prima di essere inviato alle luci di casa, esso passa per un driver fisico che lo manda tramite cavo ottico alle lampade.

Affinché si possa continuare la trasmissione, la lampada in questione deve possedere chip capaci di processare il segnale, per poi inviarlo ad un dispositivo detto photo-detector. Il segnale potrebbe essere processato proprio modulando la tensione in ingresso alle luci, determinando anche il loro raggio d’azione. Il photo-detector non è altro che l’equivalente di una scheda di rete presente negli attuali computer, che cattura e manipola il segnale internet. Oltre ad essere elaborata, nel caso del Li-Fi la luce deve essere anche amplificata e solo poi convertita in segnale elettrico, prima di arrivare al codice binario che un computer può perfettamente comprendere.

Sorprendentemente il Li-Fi è molto sicuro, senza dubbio più dell’attuale Wi-Fi. Il fatto è che questa è una tecnologia non in grado di coprire un’area troppo vasta, e di conseguenza la sicurezza è migliore. La luce, come sappiamo, non è in grado di oltrepassare i muri – come invece fanno le onde radio – rendendo il Li-Fi una tecnologia ideale per ambienti a rischio come gli uffici. 

In pratica, un malintenzionato che vuole penetrare una rete Li-Fi deve essere nella stanza interessata, rendendo l’operazione molto più complicata. La potenza del segnale non è un problema comunque, perché sfruttando le lampade presenti in ogni stanza di un’abitazione si potrebbe avere un segnale ottimo in ogni ambiente. Altro vantaggio è che la luce soffre di meno delle interferenze, eliminando anche questo problema. 

“Tutto ciò che dobbiamo fare è integrare un piccolo chip in ogni fonte di illuminazione, e questo combinerebbe due funzionalità: quella per l’illuminazione e quella per trasmettere informazioni senza cavo.“, ha precisato il professor Haas. L’unico compromesso riguarda l’accensione dei bulbi, che deve essere costante. Dovremmo quindi tenere le luci in funzione 24 ore su 24 per avere la connessione sempre presente, anche di notte.

 La tecnologia Li-Fi è già in fase di testing in alcuni uffici ed ambienti industriali della città di Tallinn, in Estonia. “Per adesso abbiamo progettato una soluzione intelligente per un ambiente industriale, in cui la comunicazione è effettuata tramite la luce. Stiamo anche lavorando per integrare una rete Li-Fi in un ambiente privato.”, ha fatto sapere Deepal Solanki, CEO dell’azienda tech estone.

Sembra che anche Apple stia lavorando per integrare il Li-Fi sui propri dispositivi, ed alcune voci parlano già dell’implementazione nel prossimo iPhone 7. Questo sistema comunque non rimpiazzerà il Wi-Fi negli anni a venire perché convertire l’intera infrastruttura già esistente non è conveniente, considerato quanto è radicata nella società moderna. Le due tecnologie potrebbero dunque convivere in futuro, installando l’una o l’altra a seconda delle necessità. Alcuni ricercatori stanno già lavorando a dispositivi Li-Fi retro-compatibili con il Wi-Fi per poter usufruire di entrambe le tecniche di trasmissione contemporaneamente.

FONTE: http://tech.everyeye.it/articoli/speciale-li-fi-trasmetteremo-i-dati-con-luce-28672.html

VEDI ANCHE

Appello: “Per il riconoscimento della ipersensibilità elettromagnetica (EHS)” 

Pubblicato su: http://www.nogeoingegneria.com/

IL MODEM CORTICALE

DARPA e il Modem Corteccia Celebrale

18 febbraio 2015 dal sito web EIRobot Pescador  Traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo

Quanto scritto in questo articolo non è Fantascienza.

Sta capitando proprio adesso ed è l’inizio di una rivoluzione tecnologica molto più grande ed ampia dell’avvento di Internet in tutto il pianeta.

L’Agenzia dei Progetti di Ricerca Avanzata della Difesa degli Stati Uniti (DARPA), agenzia che lavora per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, sta sviluppando un dispositivo rivoluzionario che promette di cambiare il volto del mondo e la natura propria dell’umanità.

DARPA sta lavorando attivamente per lo sviluppo di un modem nella corteccia cerebrale, un dispositivo che si collegherà direttamente con il cervello e trasmetterà immagini senza passare attraverso il sistema ottico, cioè per gli occhi né avrà bisogno di occhiali speciali, né di altri simili dispositivi.

 

Col pretesto di sviluppare un “modem per la corteccia cerebrale, affinché le persone cieche tornino a vedere”, i ricercatori di DARPA e gli esperti nel campo della tecnologia e il transumanesimo, dicono che questo dispositivo può arrivare a sostituire tutta la tecnologia di realtà virtuale e di più, qualcosa che può succedere anche prima che queste tecnologie siano applicate.

Secondo i ricercatori questo significa che progetti come Google Glass o Oculus Rift possono essere sostituiti dal programma DARPA il cui obiettivo finale è creare immagini ad alta definizione direttamente nel cervello umano.

Come nel film Matrix, il dispositivo sarà alimentato da un impianto spinale.

I piani per il progetto sono stati rivelati in una conferenza sulla biotecnologia di Silicon Valley.

 Il capo di DARPA Dott.ssa Prabhakar Arati (sinistra)  Intervistata durante le conferenze di Silicon Valley

Così come lo riporta la rivista trans umanitaria Humanity Plus:

“A corto raggio, l’obiettivo del progetto e lo sviluppo di un dispositivo grande come due monete da cinque centesimi una sull’altra, con un costo nell’ordine di 10 dollari, che mediante un’interfaccia collegata direttamente con la corteccia visiva, permetterebbe di visualizzare immagini dalla qualità iniziale pari a quella di un antico orologio a LED.

 

Le implicazioni di questo progetto sono sorprendenti. Considerate una versione più avanzata del dispositivo capace di creare schermi visivi ad alta risoluzione nel nostro cervello.

 

Primo: questa tecnologia si potrà utilizzare per restituire la funzione sensoriale alle persone cieche.

Secondo: il dispositivo potrà sostituire tutta la realtà virtuale e tutti gli schermi a realtà aumentata come quella dei dispositivi mobile o i dispositivi tipo Google Glass o Oculus Rift.

Superando del tutto il sistema sensoriale visuale e accedendo direttamente al cervello, un modem corticale può mostrare immagini direttamente nella corteccia visuale, facendo sì che quelle stesse immagini si sovrappongano alla visione del mondo reale che noi abbiamo.

Realtà Aumentata offerta da Google Glass

Del resto i metodi della opto genetica permettono una lettura e una scrittura di informazione.

Possiamo immaginare che una volta sviluppato il dispositivo, gli oggetti virtuali che vediamo nel nostro campo visivo saranno integrati del tutto con la nostra percezione del mondo.

Inoltre, un modem corticale di lavoro permetterà lo sviluppo di una specie di telepatia e telecinesi elettronica.

Il progetto si sta realizzando veramente e non è un’idea da ficcion, però certo è che il modem corticale sta ancora alle prime fasi di sviluppo. Ancora non disporremo di una realtà aumentata ad alta risoluzione direttamente nel cervello.

E visto che il punto focale attuale del progetto si basa sulla genetica ottica del DNA nei neuroni, un processo di cui non si conoscono le conseguenze sulla salute sono ancora sconosciute sull’essere umano poiché questa ricerca attualmente si limita a lavorare su modelli animali.

Si è discusso in particolare sulla formazione di immagini in tempo reale nel cervello del pesce zebra dotato solo di 85.000 neuroni anche se ci sono già lettori della rivista trans umanista Humanity Plus che si sono offerti volontariamente di sottoporsi a questo procedimento genetico così pericoloso per poter sperimentare il modem corticale.

Il progetto lo sta supervisionando l’ufficio del Programma di Biotecnologia di DARPA che fu fondata un anno fa con l’obiettivo di elaborare nuove tecnologie nel campo che unisce la biologia con la tecnologia.

L’ ufficio si è centrato su progetto tran umani orientati a migliorare il lavoro e il rendimento dei soldati nordamericani sul campo di battaglia e allo stesso tempo affermano di,

“sviluppare sistemi biologici per la sicurezza nazionale e per il futuro benessere dell’umanità”.

Durante la conferenza sono stati presentati altri progetti a cui DARPA sta lavorando e che sembrano propri della fantascienza, tipo:

  • ciber-insetti
  • exo scheletri
  • elefanti robot gonfiabili a grandezza naturale
  • sistemi che permetteranno che una persona politi vari veicoli solo col pensiero.

Vi ricorderete che l’anno scorso apparvero resoconti secondo cui DARPA stava sviluppando chips da impiantare nel cervello il cui obiettivo sarebbe impiantare o cancellare nei soggetti ricordi specifici.

Peter Rothman, spettatore in questa conferenza di DARPA in Sillicon Valley, riporta i suoi sentimenti dopo aver assistito alla presentazione di tutte le vie di ricerca di DARPA:

“Insieme al modem corticale, questi dispositivi promuovono la rivoluzione nelle capacità umane di riparare noi stessi da soli, ampliarci, comunicarci e alterare inevitabilmente e definitamente ciò che è l’essere umano.

  • Dove sarà il limite tra me e l’altro se possiamo condividere direttamente pensieri, sogni, emozioni e idee? 
  • Che succederà quando saremo capaci di sperimentare non solo i nostri pensieri, ma anche i sentimenti delle altre persone?   
  • Che cambiamenti provocherà lo scambio di informazioni neuronale nel campo dell’educazione, della conoscenza e del lavoro? 

Queste tecnologie pongono molte domande per le quali non abbiamo ancora risposte.

Questa rivoluzione vicina che sta iniziando DARPA implica il fatto che la biologia sarà tecnologia e quindi, rappresenta un salto molto più grande di quello che ci ha fatto fare Internet.

Questo ridefinisce il significato di essere umano…”


Nonostante il fatto che Rothman sia entusiasta delle meravigliose tecnologie e dei progressi che presupponiamo siano meravigliosi, creati da DARPA per “migliorare l’umanità”, non dimentichiamoci qual è l’autentica realtà su DARPA:

è un dipartimento di sviluppo tecnologico militare del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti…

Possiamo stare tranquilli e pensare che queste persone investono il loro denaro pensando esclusivamente al benessere delle persone?

Qualche persona ha bisogni di svegliarsi dai suoi sogni infantili…

Fonti:

http://ningizhzidda.blogspot.it/