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L’ALBA DI UNA NUOVA ERA

Élites e Leaders europei alla cerimonia del S.Gottardo

INAUGURAZIONE SATANICA DEL TUNNEL DI SAN GOTTARDO

Il 2016 è stato un anno di outing ed esplicite manifestazioni dei leader burattini dell’èlite occulta verso la fede dei loro superiori. Un caso che ha suscitato scalpore e scandalo non solo da parte cristiana è stata l’inaugurazione del tunnel tra le montagne del Gottardo che collegherà la Svizzera all’Italia alla velocità di 200 KM. Il luogo è conosciuto dalla gente del posto come “il ponte del diavolo” . Secondo l’antica leggenda la costruzione di un ponte in quel luogo era molto difficoltosa, tanto che uno svizzero disperato avrebbe venduto l’anima al diavolo pur di realizzarlo. 

Con questa promessa, il demonio apparve e diede il suo sostegno per la costruzione del ponte, ma in seguito fece arrivare una grande tempesta, distruggendo il ponte di due parti. La gente aveva paura di attraversare il ponte, pensando che il diavolo potesse far cadere le pietre. Ancora interessante notare come questo luogo, denominato San Gottardo, è parte di una rete segreta militare che risiede nelle grotte e nelle gallerie all’interno della montagna. 5

La cerimonia, ricca di simbolismo è stata un vero e proprio inchino al regno del Nuovo Ordine Mondiale satanico, con il saluto finale al serpente, finalmente pronto per essere adorato dall’umanità intera. Riti propiziatori, rituali di fertilità, magia sessuale simulazioni di orge, marce di druidi, risate demoniache in sottofondo. Immagini scioccanti e disgustose, alla quale hanno assistito ovviamente Renzi, Merkel, Hollande e i soliti europeisti “laici”. Descriviamo alcuni passaggi della cerimonia.

Il rituale inizia con la marcia di uomini e donne vestiti di arancione (che richiama l’outfit dei condannati di Guantanamo) dirigersi come zombie verso la “Rivelazione”, che poi si scatenano in maniera inconsulta simulando ritualità deliranti e sfrenate, facendo spazio a ritualità pagane con simulazioni di tipo orgiastico.

Le rappresentazioni delle tradizioni occulte secolari e i loro “ministri” terreni sfilano davanti al loro re lucifero, con tutti i segni magici degli antichi rituali misterici. Il caprone che rappresenta il dio Pan la divinità cornuta coinvolta nella stregoneria, perversione sessuale, stupri e pedofilia, festeggia con un ballo propiziatorio, mentre i sacerdoti della morte vestiti di nero con in mano alberi senza foglie vanno verso il portale tenebroso, man mano che si accendono le torce di lucifero sullo sfondo.

La scenografia a questo punto si sposta all’aperto davanti ad un mega maxi-schermo raffigurante una montagna. Un uomo tenta di scalare il potere e il regno di Eloah (la montagna di Sion, la roccia del Messia) con la propria forza, ma ogni tentativo fallisce. L’uomo cade, ma si rialza sempre aiutato dalla “fratellanza” massonica e della sua conoscenza occulta che spinge l’umanità verso l’alto. Ma finalmente grazie all’uso del Pentalfa (o stella a 5 punte) e il portale del tunnel, che porterà alla rivelazione si apre. L’apertura ispira l’umanità a spogliarsi delle vecchie tradizioni e creare una nuova un’umanità che rinasce in una lussuriosa e frenetica danza rituale di evocazione della divinità, affinché dia successo all’impresa. 

A questo punto sul maxi-schermo vengono raffigurati dei sacrificio umani attraverso il portale aperto al centro della terra, la mano di lucifero afferra alcuni operai e li divora.

Ora che il sacrificio umano è stato offerto, le divinità possono rivelarsi all’umanità. Ecco gli spiriti del sacrificio davanti all’occhio che tutto vede. Il sacrificio porta satana sulla terra sotto forma di caprone, ossia la “divinità” cornuta Pan della mitologia greca, una divinità metà uomo e con la testa di caprone.

Sul maxi-schermo viene proiettato il viso mefistofelico del diavolo con tre scarabei, che rappresentano la RINASCITA DEI RITI SACRIFICALI mentre le trombe in sottofondo danno il benvenuto a satana sulla terra.

Scene raccapriccianti, e urla estatiche e isteriche accompagnano la scena della sodomizzazione della donna con le ali che rappresenta lo spirito “femminino” di Jezebel da parte del caprone-satana mentre viene adorato dalle anime dannate e dagli spiriti immondi.

Adesso mentre due donne vestite di nero che rappresentano le sacerdotesse di Baal cantano un antico canto satanico germanico in italiano, alcuni personaggi sullo sfondo, con in mano rami secchi senza foglie e senza frutti (culto della morte) vanno a rendere il culto alla “radice” nascosta sotto terra. Il disco solare sullo sfondo rappresenta Amon-Ra il “dio nascosto” CHE SI RIVELA ALL’ALBA DI UNA NUOVA ERA e tutta l’umanità si inginocchierà e l’adorerà.

Ecco le genuflessioni davanti ad un enorme orologio proiettato sullo schermo, orologio che rappresenta il tempo, Kronos/Saturno, ossia satana che a questo punto esce dal tunnel-portale tra i salti di gioia dei suoi adepti che saltano di gioia, il regno della dissolutezza ha ora pieno potere sul mondo. 

Ed ecco la scena finale. Il treno proiettato sullo schermo, che rappresenta l‘antico serpente che secondo satanisti ed esoteristi avrebbe regalato la conoscenza al genere umano, si leva in alto e ascende al Cielo, per sedere al posto di Dio tra gli applausi e la gioia dei suoi devoti.

La cerimonia culmina con la celebrazione della morte di Cristo dove alcuni personaggi alzano un agnello morto che rappresenta il Salvatore. Pratiche del genere sono molto comuni nel mondo dell’occulto in cui la Crocifissione rappresenterebbe il fallimento della missione salvifica di Gesù.

«Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli». (Apocalisse 17,14)

Allora i re della terra e i grandi, i capitani, i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o libero, si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti; e dicevano ai monti e alle rupi: Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché è venuto il gran giorno della loro ira, e chi vi può resistere»? (Apocalisse 6,15) 

Eh sì, chi resisterà? Non riesco a credere a ciò che ho visto, la celebrazione di un culto satanico che celebra l’imminente instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale alla luce del sole, alla quale hanno anche assistito i leaders politici che si battono per la “società laica”! Nonostante tutto qualcuno ancora si ostina a chiamare l’evidenza “complottismo”. Essi vivono noi dormiamo era il titolo del film di Carpenter, ma si può ancora dormire quando la realtà ci viene sventolata in faccia preoccupandoci più dei goal segnati dalla nazionale italiana che dal sistema occulto che ha svuotato il mondo intero della dignità, oltre che della ragione e della retta fede? Un sistema di cui ancora oggi l’evidenza si vuol negare mentre gli èlitaristi proseguono dritto per la loro strada, ormai senza alcun katèchon. 

« E ciò che dico a voi lo dico a tutti: VEGLIATE!» (Marco 13,37)

Floriana Castro Agnello Antimassoneria Copyright © 2016

Se volete vedere il video della cerimonia inaugurale lo trovate in basso al link 6.

NOTE

1 Sintesi del film “Essi vivono noi dormiamo” di John Carpenter https://www.youtube.com/watch?v=gMlDx6Jk_Ws

2 Copin Albancelli, “Le Drame Maconnique: Le Pouvior Occulte Contre La France”, pp. 165-182.

3 Cfr. A. S. LaVey, The Satanic Bible («La bibbia satanica»), Avon Book 1969

4 I big della terra proni al culto pagano shintoista

http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-i-big-della-terraproni-al-cultopagano-shintoista-16305.htm#.V2VVh7vhHEV

5 La leggenda del Gottardo https://www.youtube.com/watch?v=WdIx0RQM484

6 Cerimonia satanica di apertura del tunnel del Gottardo https://www.youtube.com/watch?v=iqltRuQbs1k

Puoi leggere QUI l’intero e corposo articolo – Fonte LINK

“La Ue sottrae carisma, e lo distrugge. E’ così che muoiono le democrazie.”

Euro-oligarchia: nel panico, ma incorreggibile

 
L’ultima prova di demenza (per ora) è la minaccia di Jens Stoltenberg, il segretario generale della NATO: anche attacchi di hackers nelle reti occidentali possono far scattare la clausola di difesa reciproca. Insomma tutti noi europei saremo obbligati a scendere in guerra contro la Russia, perché una rivista (Oilprice.com) ha scritto che, forse, Mosca è in possesso di tutte le email che Hillary Clinton ha memorizzato sul suo server privato, e potrebbe girarle a Wikileak: in queste mail – su cui Obama ha vietato all’FBI di procedere fino a dopo le elezioni residenziali – ci sono prove delle porcate che possono rovinare a campagna a Hillary, che è (come ha detto genialmente Donald Trump) una donna “croocked”, parola che significa “stortamente disonesta, tortuosa malandrina”.
Sono nel panico. Tanto che il partito democratico Usa ha accusato i servizi russi di aver violato i suoi server – ciò sarebbe stato appurato da una ditta specializzata, la This’ve – e questa volta il motivo del panico è: adesso i russi sono in possesso del dossier che i democratici hanno messo insieme su Donald Trump e le sue porcherie varie ed eventuali – e certamente l’hanno passato a Donald, che conoscendolo in anticipo lo può controbattere…è incredibile come la classe di potere americana veda giganteggiare Putin all’interno della campagna elettorale presidenziale: una presenza allucinatoria, un incubo-fantasma.

Non c’è male, per un paese di cui la Superpotenza si sforza ogni giorno di dimostrare l’insignificanza. Ma il tema è più generale. L’Impero assiste, e forse provoca, lo sgretolamento del suo principale vassallo – l’Unione Europea – e non riesce a pensare ad altro che ad aggredire il nemico che s’è creato da sé, in base a un progetto di conquista del mondo che si sta sfasciando..

In Europa, il fenomeno è ancora più accentuato, e sconfina nella patologia: gli inglesi stanno per votare la Brexit, probabilmente decretando la fine del progetto di un’Europa anti-nazionale, costruita alle spalle delle nazioni e della democrazia, da tecnocrati-congiurati; ma da Bruxelles e da Berlino non arriva una sola autocritica. Non la minima proposta di riforma, di apertura alle obiezioni, di ripensamento dell’agghiacciante inglobamento di una dozzina di paesi dell’Est, estranei alla mentalità comune. Solo il proposito di “dare all’Inghilterra una lezione durissima, facendole pagare cara l’uscita, nella speranza di dissuadere i cittadini europei dal cercare simili avventure”, secondo il corrispondente a Bruxelles di 24 Ore. E’ il bastone che hanno già usato per la Grecia, ed anche per l’Italia, dandoci governi decisi a Francoforte, Berlino e Bruxelles; sugli inglesi, quasi certamente questa minaccia che si sta decidendo in massa a “uscire”: sanno riconoscere una dittatura quando ne vedono una.

 
Parigi in insurrezione permanente  

La Francia è in stato insurrezionale, ma il Budino dell’Eliseo non si dà per inteso: esegue il programma sul lavoro da svalutare che gli è stato dettato dall’Europa, e non è in grado di capire che quel tempo è passato. Parimenti, tutti i politici europei, dopo aver demandato per cinquant’anni le scelte decisive a Bruxelles, o ancor peggio ai “mercati” –ossia all’economia predatoria – non hanno più la legittimità per dare ordini ai loro popoli.

Non hanno un piano B. Questa crisi potrebbe essere l’occasione per rifondare l’Europa, ma la Merkel con sul volto (secondo uno psichiatra tedesco) “ tutti i segni della depressione” non fa’ che ripetere le stesse minacce di una egemonia tedesca ormai messa in forse, come le impone il dettato di un impero americano in piena confusione allucinatoria. Già basterebbe, come disse Varoufakis ad Evans-Pritchard, che riconoscessero che “la UE di oggi è una casa deformata e mezzo-finita che nessuno ha voluto in questo modo”, sarebbe un segno di resipiscenza e onestà intellettuale. Niente, vogliono più Europa, più deformità.

Non ammettono di aver sbagliato 

E’ sintomatico il fatto che quando lorsignori e i loro media elencano i motivi per cui la Gran Bretagna deve restare in Europa, non sanno pensar ad altro che a motivi economici: se uscite ci perdete, crollerà il Pil, i mercati vi puniranno. Tanto si sono asserviti ai “mercati” (globali per giunta) da non aver più coscienza che la questione è politica, ed esige scelte politiche. Attenzione: non la politica ornamentale, arma di distrazione di massa, dei “diritti civili” ai gay, o la chiacchiera sulla Boschi, nei talk shows; la Politica con la P maiuscola. La cui irruzione terrorizza i tecnocrati e i loro caudatari.

Evans Pritchard, il giornalista del Telegraph che emerge ormai come la guida intellettuale del Brexit, ha già risposto alle obiezioni di tipo economico: “Chiunque creda che sarà facile alla Gran Bretagna svincolarsi dopo 43 anni di avviluppamento negli affari UE, è un ciarlatano o un sognatore”. Ma qui, gli inglesi devono scegliere “se vogliono vivere sotto un regime sovranazionale, governato da un Consiglio Europeo che noi non eleggiamo, e che il popolo britannico non può rimuovere, anche se persiste nell’errore”. Bisogna “restaurare in pieno l’autogoverno di questa nazione”; questa è una scelta “elementare”. Nessuna convenienza economica vale la libertà politica. E’ una frase che, ad un blogger italiano, ricorda quella con cui Churchill criticò il governo britannico che aveva accontentato Hitler a Monaco: “Dovevano scegliere tra la guerra o il disonore. Hanno scelto il disonore, e avranno la guerra”. 


Ambrose Evans-Pritchard

Noi possiamo a buon diritto parafrasare: abbiamo barattato la sovranità per il benessere economico; abbiamo ottenuto la servitù e la più grave recessione dagli anni ’30, milioni di disoccupati, una generazione perduta per il lavoro, la perdita di mercati internazionali che si è accaparrata Berlino, l’annullamento del 25% delle nostre industrie – proprio come in una guerra.

“Da sei anni nella crisi dell’eurozona, e non c’è ombra di unione fiscale: niente eurobonds, nessun fondo di riscatto hamiltoniano dei debiti, nessuna messa in comune del debito pubblico, e nessun trasferimento dei bilanci” dai paesi attivi ai passivi: tutte le cose normali e obbligatorie di una unione monetaria, a cui la Germania si oppone con pietrificata ostinazione. E’ questo che ha decretato la rovina dell’euro, moneta “comune” che comune non è, ma è il marco tedesco gestito come vogliono solo i tedeschi. Un colossale fallimento, anzi un crimine economico, dice Evans-Pritchard: ma “nessuno è mai stato chiamato a rispondere per gli errori di progettazione e arroganza dell’euro, o per la contrazione monetaria e fiscale che ha trasformato la recessione in depressione, e ha portato a livelli di disoccupazione giovanile in Europa, che nessuno avrebbe mai pensato possibile o tollerabile in una società civile moderna”. Non c’è stata alcuna commissione di verità e riconciliazione per il più grande crimine economico dei tempi moderni. Non sappiamo esattamente chi era responsabile perché il potere è stato esercitato attraverso un gioco oscuro delle élite a Berlino, Francoforte, Bruxelles e Parigi”.

E’ appunto qui che si vede che la mancanza di democrazia ha anche rovinato l’economia, ci ha dato “un altro decennio perduto…Il Progetto ha svuotato il sangue vitale delle istituzioni democratiche, ma non ha saputo sostituirle con nulla di legittimo o che si possa amare. La Ue sottrae carisma, e lo distrugge. E’ così che muoiono le democrazie. Sono lentamente dissanguate da ciò che le rende democratiche, da un processo graduale di degrado interno e crescente indifferenza”.

“C’è forse stata una vera valutazione di come leader democraticamente eletti in Grecia e Italia siano stati sbattuti fuori dal governo e rimpiazzati da tecnocrati UE, magari non con un colpo di stato in senso legale ma certo con metodi furfanteschi? Con quale autorità la Banca Centrale Europea ha scritto lettere segrete ai governanti di Spagna e Italia nel 2011 ordinando loro di cambiare le loro leggi su lavoro, la previdenza sociale, e la politica fiscale, puntando loro alla tempia la pistola dell’acquisto dei titoli pubblici?”. Avete capito: Evans-Pritchard sta difendendo noi; difendendo quella nostra sovranità che noi non abbiamo difeso, ben contenti che “l’Europa” ci liberasse dal Cav. Anche a costo dello spread al 400 per cento, creato apposta da Draghi, Merkel e Sarko, e di un paese stroncato da Mario Monti..

Che vergogna.

“La UE ha superato la linea fatale – continua il nostro – quando ha contrabbandato il Trattato di Lisbona, attraverso la congrega dei funzionari, dopo che il testo era già stato rigettato dagli elettori francesi e olandesi per referendum. Una cosa è far avanzare il progetto di nascosto col metodo Monnet; un’altra indire un plebiscito e poi infischiarsi dei risultati”. Ancora una volta, è un appello allo spirito civico di inglesi, di europei liberi, offeso e violato dalla “congrega”.

Chiudono la prigione e buttano la chiave

Quanto resti di questo spirito nel Regno Unito, è più che dubbio. Contrariamente agli strilli della propaganda, i bookmakers danno per certa la vittoria del “restare”. C’è chi si consola: anche in caso di sconfitta del Brexit, esso ha mostrato che la UE è mortale, che può finire se i suoi cittadini lo decidono per referendum. E’ un ottimismo perlomeno eccessivo: come abbiamo visto, durante tutta la campagna contro il Brexit, Bruxelles, Berlino, Francoforte, Parigi (e Roma) non hanno offerto la minima autocritica, riconosciuto alcun errore, proposto un briciolo di riforma.
Se vincono loro, non sarà consentito più alcun referendum a nessuno dei popoli. La UE, prigione dei popoli, chiuderà il portone e loro butteranno via la chiave.Evans-Pritchard l’ha previsto: “la mia esperienza concreta, e cinque anni a fare il lavoro a Bruxelles, mi dicono che lorsignori si impadronirebbero in trionfo della decisione britannica di restare, giudicandola un atto di sottomissione per paura. Intascherebbero il voto; a parte che troppo è già avvenuto, che non può essere perdonato”.

E c’è anche una conseguenza peggiore, se vince la viltà contro la dignità, se l’economia sulla Politica. Alcuni titoli:

“John Kerry: la pazienza Usa verso Russia e Siria sta finendo. Assad must go. “

“La NATO intima alla Russia di ritirare le truppe dall’Ucraina”.

“Truppe tedesche sono giunte il 14 giugno nel nord della Siria, e hanno preso posizione presso la città strategica di Manbij. L’esercito francese sta allestendo una base militare presso Kobani”.

Abbiamo scelto il disonore e avremo la guerra.

 http://www.maurizioblondet.it/euro-oligarchia-nel-panico-incorreggibile/

Trilateral Commission al Quirinale

Lo Stato Italiano e la Commissione Trilaterale

Il presidente della Repubblica Italiana accoglie al Quirinale la Commissione Trilaterale – una organizzazione paramassonica molto potente – e la elogia. Credo che questo dica molto, ma veramente molto. Anche l’Italia è controllata e influenzata dalla Commissione Trilaterale che conduce al Nuovo Ordine Mondiale

Ora, che cos’è la commissione trilaterale?

La Commissione Trilaterale (in inglese, Trilateral Commission) è un gruppo non governativo e non partitico di studio-discussione sorto nel giugno del 1973 per opera dell’Illuminato David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti e notabili, tra cui l’ebreo Henry Kissinger (ex segretario di Stato USA) e Zbigniew Brzezinski (che fu consigliere per la sicurezza nazionale sotto la presidenza di Jimmy Carter). La Trilaterale conta oltre trecento membri (uomini d’affari, politici, intellettuali) provenienti dall’Europa, dal Giappone e dall’America Settentrionale, e ha l’obiettivo di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree (di qui il nome). Ha la sua sede sociale a New York.

Tra i membri italiani si annoverano tra gli altri: Mario Monti, l’attuale presidente del Consiglio dei ministri italiano nonché senatore a vita e presidente dell’Università Bocconi, che nel 2010 era diventato presidente europeo della Commissione Trilaterale, e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, ma che a seguito della nomina a presidente del Consiglio si è dimesso da questi incarichi il 24 novembre 2011; John Elkann, presidente di Fiat SpA, Exor e della Giovanni Agnelli e C; Enrico Letta, politico italiano e attuale vicesegretario del Partito Democratico; e Marco Tronchetti Provera, imprenditore e dirigente d’azienda italiano (da Wikipedia).

Lo scrittore e giornalista francese Jacques Bordiot (1900 – 1983) ha affermato riguardo ai membri della commissione, che

‘il solo criterio che si esige per la loro ammissione, è che essi siano giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell’organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione’ e che ‘il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale’.(‘Présent’, 28 e 29 gennaio 1985).

E il senatore americano Barry Goldwater (1909-1998) nelle suo libro With No Apologies ha scritto che

‘il vero impegno della Trilaterale è la creazione di un potere economico mondiale superiore al governo politico delle nazioni implicate. Essi sono convinti che lo sfrenato materialismo che si propongono di creare possa superare le differenze esistenti. In quanto dirigenti e creatori del sistema, governeranno il futuro’ (citato in Arthur Goldwag, Il Libro che la Massoneria non ti farebbe mai leggere, pag. 206).

Tratto dal libro “La massoneria smascherata” di Giacinto Butindaro

Posted by Haiaty Varotto

Link diretto alla fonte: http://destatevi.org/lo-stato-italiano-e-la-commissione-trilaterale/

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L’EUROPA DI OGGI, SEMPLICE E IGNARA PEDINA NELLA “GRANDE SCACCHIERA” DISEGNATA DA
ZBIGNIEW BRZEZINSKI
 
Per capire l’attuale stato dell’Unione Europea, più che le fesserie dette di volta in volta da politicanti ora di finta destra ora di finta sinistra, è indispensabile leggere un libro di Zbigniew Brzezinski, “La Grande Scacchiera”, pubblicato da Longanesi nel lontano 1997. Il libro in questione non è facilmente reperibile e, dopo averlo letto, la cosa non stupisce.
 
Brzezinski, per chi non lo sapesse, è uno dei più influenti player della politica americana da molti anni; appartenente al primo cerchio del potere globale, già ideatore e fondatore di consessi paramassonici potentissimi come la “Trilateral Commission”, Brzezinski fa parte di quella categoria di uomini che i fatti non li analizza: li determina.
 
L’autore ha il dono di parlare chiaro, dipingendo la realtà senza concedere nulla né alla “forma” né al “garbo”. I Paesi “amici” dell’America vengono definiti senza tanti giri di parole “Stati vassalli”, da blandire o minacciare a seconda degli interessi contingenti delle élite statunitensi. Brzezinski parte da un dato di fatto: Gli Stati Uniti esercitano oggi una indiscutibile leadership sul piano globale, leadership che il definitivo crollo dell’impero sovietico ha reso esclusiva e assoluta. 
 
Come mantenere e consolidare un simile primato negli anni a venire? Il libro si snoda intorno a questa priorità, approfondita da Brzezinski con approccio tanto lucido quanto cinico. Il politologo di origine polacca individua nell’Eurasia la zona strategica da presidiare sull’assunto che chi “comanda in Europa comanda nel mondo intero”.
 
Per gli Stati Uniti quindi è decisivo non perdere influenza nel Vecchio Continente, favorendo un progressivo processo di unificazione trainato dall’asse franco-tedesco. Brzezinski sostiene inoltre che, nell’ottica americana, è preferibile avallare la leadership dei tedeschi, considerati più “gestibili” rispetto ai francesi ancora nostalgici di una “grandeur” che ne gonfia l’ego rendendoli più imprevedibili. 
 
La Germania, invece, anche per i trascorsi nazisti, senza l’ombrello militare a stelle e strisce non godrebbe di nessuna legittimazione in campo internazionale, onde per cui un eventuale processo di disallineamento da parte delle classi dirigenti teutoniche rispetto agli ordini impartiti da oltre Oceano viene considerato altamente improbabile. Brzezinski, fautore di un progressivo allargamento ad est dell’Europa (cosa poi puntualmente avvenuta), individua per tempo nella Russia il principale antagonista di un simile progetto, dimostrando anche in questo caso di possedere una certa “lungimiranza”. 
 
I semi delle odierne tensioni in Ucraina sono già presenti all’interno delle pagine de “La Grande Scacchiera” (pubblicato, lo ricordiamo, quasi venti anni orsono), allorquando Brzezinski preconizza il futuribile ingresso della Patria di Poroshenko nella grande famiglia della Ue in un periodo che va dal 2005 al 2010. Nel rapporto con l’Europa l’autore tradisce sentimenti ambivalenti: da un lato ritiene indispensabile scoraggiare il possibile riemergere di nazionalismi intraeuropei non funzionali al controllo americano sul Continente; dall’altro però coglie come una Europa politicamente unita avrebbe tutte le carte in regole per ristabilire in termini paritari il rapporto-ora di “puro vassallaggio”- con lo zio Sam. 
 
La paralisi odierna è tutta racchiusa nell’analisi di Brzezinski. Ai manovratori serve una “Europa unita ma non troppo”. La lettura del libro in argomento è utile anche per capire le fisime sulle politiche di austerità, considerate da Brzezinski funzionali non tanto al rilancio dell’economia, quanto indispensabili per risvegliare lo spirito di un popolo – quello europeo – ora ripiegato a causa dell’eccesso di benessere. Una tesi che ricorda la “riscoperta della durezza del vivere” teorizzata da un altro bel personaggio come Tommaso Padoa Schioppa.
 
E’ interessante notare infine come Brzezinski, legato a doppio filo ai principali circuiti massonici mondialisti, individui proprio nel “cristianesimo” il collante culturale buono per accelerare il progetto di integrazione comunitaria. A pagina 83 del suo libro l’autore rivendica infatti come “imprescindibile, sul piano politico ed economico, l’azione civilizzatrice dell’Europa cristiana, depositaria di una antica eredità religiosa comune”. 
 
Nel libro “Wojtyla segreto” di Galeazzi e Pinotti, d’altronde, si ricostruiscono gli strettissimi rapporti intercorsi fra Giovanni Paolo II e lo stesso Brzezinski, quest’ultimo fortemente sospettato di avere recitato un ruolo nell’elezione del papa polacco, secondo solo a quello esercitato dallo “Spirito”.

NIENTE di BUONO

Famiglia, tradizioni e cristianità contro  il capitalismo e lo sfruttamento.  Scritto da MMJ

 

Tra poco arriva la Pasqua. È importante dirlo perché le feste come questa, o ad esempio il Natale, ci ricordano l’importanza della famiglia, delle tradizioni, della cristianità che difendono i veri valori e soprattutto sono un baluardo contro il capitalismo e lo sfruttamento.

Ricordatevelo e siatene fieri mentre regalate ovetti di cioccolata Nestlé, fatti con olio di palma e il regalino dentro (per cui NON si è disboscato, NON si ha contribuito all’estinzione di molte specie e alla diminuzione degli spazi degli aborigeni, il giochino dentro NON è stato prodotto in qualche fabbrica del terzo mondo, di certo NON da un lavoratore sfruttato e con materiali sostenibili).

…Mentre affettate l’agnellino (che è solo un animale, NON una vita, quindi va benone etichettarlo, trasportarlo, farlo a pezzi e usarlo a nostro piacere, e così fare per tutte le altre specie non umane, pagando altri perché lo facciano, in altri luoghi nascosti alla nostra vista).

…Mentre ringraziate Gesù, Dio e felici di avere la fortuna di essere tutti cristiani e quindi di condividere certi valori (perché è evidente che essere cristiani oggi NON permette che ci siano discrepanze di valori e anzi, è garanzia che siamo tutti d’accordo su tematiche importanti, d’altronde è una delle religioni più diffuse al mondo NON perché ha usato violenza e si è imposta con la politica e sterminando le altre religioni, ma perché è l’unica vera e, il suo credo, seppur implichi una sudditanza a un entità con cui bisogna per forza essere d’accordo qualsiasi cosa faccia e dica, senza mai metterla in dubbio, NON crea una base psicologica di adesione e sottomissione all’autorità e quindi ci mantiene liberi nel corpo e nell’anima).

…Il tutto mentre vi godete le poche ore libere con i vostri cari sperando che non diano di matto (perché il resto delle ore è portato via dal sistema di sfruttamento del lavoro che ovviamente NON è sostenuto e difeso dalla visione classista della società che dà l’istituzione della famiglia stessa, anzi, questa NON è per niente la base legale per la protezione del patrimonio di padre in figlio e NON replica al suo interno i crismi autoritaristici del sistema.) LINK 

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Sospeso da Goldman Sachs: ha fatto donazione a Trump 

di Maurizio Blondet 

Si chiama Luke Thorburn, ed è l’unico addetto del colosso bancario d’affari ad aver dato un contributo alla campagna del candidato: per 534,58 dollari. Si tenga conto che gli altri dipendenti di Goldman Sachs hanno fatto donazioni per oltre 199 mila dollari a Marco Rubio, 99 mila per Hillary Clinton (le contribuzioni alle campagne dei candidati devono essere pubblicamente dichiarate) . Siccome era l’unico, di lui ha parlato il New York Times: così la banca se n’è accorta, ed ha preso le misure.

Formalmente, la banca non l’ha punito per aver scelto Trump, ma per un altro motivo. Ha scoperto che Luke Thorburn ha con altri un sito, che si chiama “Make Christianity Great Again”, e si propone come un’organizzazione di cittadini che intende “portare Dio al centro delle nostre vite”. Il motto – che evoca quello di Trump, Make America Great Again, appare sui cappellini che l’organizzazione vende per 14.99 http://makechristianitygreatagain.com/ 

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Investimento milionario per la pubblicità dell’olio di palma su tv e giornali per frenare l’emorragia di consumatori che dicono no ai prodotti con l’olio tropicale.

Gli spot dell’olio di palma sulle reti televisive Rai e Mediaset sono iniziati il 28 febbraio 2016 e proseguiranno per tre settimane. Il budget rimane una notizia riservata ma deve ammontare a qualche milione di euro, visto che il programma prevede anche due settimane di inserzioni a tutta pagina sui giornali e altre tre settimane di banner in rete (vedi video sotto). Rispetto alla campagna realizzata nei mesi di settembre/ottobre 2015, promossa solo da Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta Italiane che raggruppa le maggiori aziende italiane di prodotti da forno, gelati, snack, merendine), questa volta il promotore è la nuova associazione “Unione italiana (http://www.oliodipalmasostenibile.it/) per l’olio di palma sostenibile“.

Il numero di aziende sostenitrici e di gruppi industriali è aumentato a dismisura rispetto all’iniziativa dell’autunno. Nella lista troviamo: Ferrero, Unilever, Nestlé e Unigrà, Aidepi, Assitol (Associazione italiana dell’industria olearia che raggruppa le principali aziende del settore che producono olio extravergine di oliva, olio di semi e margarine), Associazioni Prodotti e Preparazioni alimentari aderenti ad Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari). Si tratta di una santa alleanza che riunisce buona parte delle aziende alimentari che usano olio di palma. Questo elemento deve fare riflettere perché dimostra che gli alimenti contenenti l’olio tropicale sono migliaia e che l’invasione si è estesa a tutti i livelli. La stima di 12 grammi di palma al giorno presenti nel piatto degli italiani (dato fornito dalle stesse aziende) è inquietante. Per un ragazzo arrivare al limite non è difficile, bastano mangiare a colazione 5 biscotti tipo Molinetti Mulino Bianco Barilla (ognuno contiene circa 2.5 g di palma e 0,4 g di burro).
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IL FIGLIO DEL CAPITANO MERYLL, AL SECOLO PAOLO MIELI, CONTINUA LA SUA SOLITARIA BATTAGLIA CONTRO L’AVANZARE DEL “COMPLOTTISMO”

A pagina 42 del Corriere della Sera di oggi è pubblicato un lungo articolo di Paolo Mieli che, prendendo a pretesto l’uscita di un saggio di Vladimiro Satta, cerca maldestramente di “smontare” alcune ricostruzioni storiche proditoriamente definite “dietrologiche” proprio dal figlio del “capitano Meryll”.

La sortita di Mieli ha tutta l’aria di essere una “excusatio non petita”, essendo il nostro un noto tessitore di trame lavorate quasi sempre al riparo di occhi indiscreti. Quelli come Mieli, abituati da anni a manovrare masse rese idiote da una disinformazione scientifica, tremano all’idea che una nuova ondata di consapevolezza possa far crollare il vergognoso castello di menzogne costruito nel tempo da uomini “cerniera” fra mondo dei servizi e sistema mediatico. Fortunatamente, però, grazie all’esplosione di internet, molti cittadini hanno ora strumenti utili per demistificare e denunciare le manipolazioni interessate che il modello “mainstream”, per conto di una oligarchia finanziaria feroce, continuamente promuove. Continua a leggere QUI

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Ma i poveri sono bestie, come suggerisce Eugenio Scalfari? 

I tempi attuali hanno questo di particolare: dovremo viverli sino in fondo e berne la coppa sino alla feccia. Uno dei maestri residui del pensiero italiano (un altro, celebratissimo, è crepato recentemente), il nababbo Eugenio Scalfari, nei giorni scorsi se ne è uscito con tale argomentazione: i poveri soddisfano esclusivamente i loro istinti e voglie primari; non ne hanno di secondari: la ricerca di Dio, ad esempio; collezionare ceramiche Ming; leggere trattati di socialisti tedeschi dell’Ottocento; scrivere per il teatro; occuparsi di lirica et cetera. Il loro mondo (il mondo dei poveri) è chiuso, basico, animale. I poveri, ne consegue, dei bruti. Ovviamente Scalfari ha ragione. Tutta la mia famiglia, ad esempio, in particolar modo i miei ascendenti diretti (nonni materni e paterni), son lì a confermare le sue tesi. Aggiungo di più. I poveri, quelli veri, quelli che ben presto popoleranno la nazione, sono pure brutti, sporchi e cattivi.

Brutti poiché le privazioni imbruttiscono; e un lavoro non intellettuale (lavoro intellettuale: scrivere articoli da quattro soldi con l’aria condizionata, i piedi sul tavolo e le sfogliatelle alla propria destra, ad esempio) non regala tempo per curarsi la barba Villaggio in Fantozzi come un orticello (altro esempio). In quanto brutti i poveri attirano altri brutti: ne nascono, a meno di un terno secco cromosomico, figli brutti. I poveri sono sporchi, poi, perché quando si è brutti, con un lavoro di merda, e la mattina ci si sveglia con una donna laida, grassa e sboccata al fianco (è un esempio pure questo) si va in depressione, e, in depressione, come tutti sanno, non si ha mica voglia di farsi la doccia, profumarsi con essenze che nemmeno si è in grado di comprare o tagliarsi i baffi in maniera cool. Va da sè che un tizio che è brutto, con una moglie brutta, e figli brutti, senza una lira, con un lavoro merdoso e le ascelle che gli puzzano, si incattivisca ogni giorno che passa. Continua a leggere QUI

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A BRUXELLES E A FRANCOFORTE HANNO VOLUTO LA DISTRUZIONE DELL’ITALIA. CON LA COMPLICITÀ DEI NOSTRI POLITICI (di Giuseppe PALMA) 

Volete sapere la verità su cosa è accaduto esattamente in questi anni? Bene, allora Vi presento la mia prima opera narrativa, un racconto.

Chi è abituato a leggermi sa benissimo che scrivo saggi (e ne ho scritti davvero tantissimi), ma questa volta la verità Ve la racconterò con un’opera narrativa, in modo tale che tutti – ma proprio tutti – possano capire cosa è accaduto…

Le donne e gli uomini nati dalla fine degli anni Settanta in avanti sono stati lasciati soli: lo Stato italiano, tradendo la Costituzione e le intenzioni dei Padri Costituenti, ha sottoscritto – da Maastricht a Lisbona – Trattati capestro che hanno ridotto alla disperazione e alla fame almeno una generazione. E in tutto questo la fa da padrone uno strumento di morte e schiavitù, l’€uro, una moneta completamente sbagliata che impone la svalutazione del lavoro a vantaggio esclusivo del capitale internazionale e dei mercati finanziari. Continua a leggere QUI

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Italiani in libia

Non dobbiamo invadere la Libia

di stefano.dandrea

Non dobbiamo aggredire la Libia, sia con il “consenso” del governo di unità nazionale fantoccio, sia senza il consenso del fantomatico fantoccio.
Il terrorismo mediatico che paventa attacchi dell’IS è pura propaganda atlantista e guerrafondaia: vuole spingerci a compiere un atto che oltre ad essere contrario alla Costituzione è folle sotto il profilo della razionalità.

L’IS ha compiuto l’attentato contro la Francia perché quest’ultima lo aveva già bombardato e ha fatto saltare un aereo russo, perché la Russia aveva già bombardato l’IS. L’IS non ha nessun interesse a procurarsi da solo altri nemici, visto che già combatte, su vari fronti, numerose guerre da posizione isolata.

Se aggrediremo la Libia, l’IS diverrà uno dei paladini del “patriottismo libico” (sia pure nella cornice della ideologia “internazionalista” dell’IS), sentimento che si diffonderà nei cittadini libici e nelle tribù contro i membri del governo fantoccio che eventualmente darà il consenso all’aggressione o comunque contro le forze politiche che accetteranno di allearsi con gli invasori per tentare di ottenere il potere o briciole di potere.

Ovviamente, dopo che avremo invaso la Libia, l’IS compirà attentati in Italia. LINK 

Nin.Gish.Zid.Da

Almanacco di febbraio 2016

Piazza vetra 1956

Quella che si estingue è la mia generazione.
Tante scuse.

Un salto nel passato dell’autore che racconta l’Italia dopo il secondo conflitto mondiale e della responsabilità dei “baby boomer” che hanno ereditato l’Italia dai loro genitori, così ce la racconta Maurizio Blondet che vive nella città dove sono nato io solo 6 anni dopo. In quel tempo abitavo in via Disciplini adiacente piazza Missori e, piazza Vetra era ancora bombardata, piena di macerie, case distrutte dai bombardamenti (vedi immagine sopra). La sua storia non è diversa dalla mia, anche se in quel periodo avevo solo 6 anni, era l’anno 1956: 

Di Maurizio Blondet 22 febbraio 2016

Io – la mia generazione, i baby-boomer – l’abbiamo ereditata, questa società, e come eredi viziati, non siamo stati capaci di mantenerla. Ci siamo lasciti sedurre dalla “rivoluzione culturale”; abbiamo creduto alla “Liberazione sessuale” e alle gioie del “consumismo” e dell’edonismo egoista l’egoismo standard voluto dalla società dei consumi. Abbiamo votato con entusiasmo il divorzio, e poi l’aborto legale: 250 mila bambini in meno l’anno, e dopo quarant’anni, abbiamo il coraggio di stupirci perché ci mancano cinque o se milioni di italiani giovani, e dobbiamo importare giovani dal Nordafrica, come lavoratori di una società in decadenza, che non suscita nei nuovi arrivati nessun orgoglio e nessun desiderio di appartenenza: sfruttati, pagati in nero, certo non ci difenderanno nella guerra prossima ventura. Non sono”I nostri” figli. Non gli abbiamo consegnato alcun mandato.”

L’articolo inizia con la scomparsa di Ida Magli, di seguito la storia: “Non ce l’ho fatta mamma”  

Ida Magli

Ida Magli è scomparsa. Non avrà nemmeno lontanamente gli onori funerari che il Sistema ha tributato ad Umberto Eco. E’ logico: è stata la prima a gridare, inascoltata, che l’Europa burocratica era diventata la prigione dei popoli e stava distruggendo la cultura e la civiltà europee. Leggi QUI l’articolo completo.

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Alcune riflessioni su Umberto Eco appena scomparso:

Umberto Eco: erudito e noioso, stimatissimo solo in Italia

 Umberto EcoTroppo difficile e raffinato, inaccessibile alla massa, a quel volgo profano che, da Orazio in poi, ogni intellettuale d’élite che si rispetti si vanta di odiare e tenere accuratamente a distanza? No, solo troppo noioso. Irrimediabilmente noioso. Talmente noioso da risultare illeggibile, “Il cimitero di Praga”. Raramente, però, compaiono sulla stampa italiana aggettivi così semplici e diretti come “noioso” e “illeggibile” quando un romanzo porta la firma di Umberto Eco; per trovarli bisogna sfogliare le rassegne stampa internazionali. Nel lontano 1995, per citare un esempio che risale a 16 anni fa, in pochi hanno avuto il coraggio di tradurre “boring” con il suo sinonimo italiano, paralizzati da una sorta di timore reverenziale: nelle recensioni italiane a “L’isola del giorno prima” vennero sistematicamente ignorati i commenti poco entusiasti della stampa inglese, e taciute del tutto le spietate e circostanziate diagnosi di “Sunday Telegraph” e “Independent”. Continua QUI

Morto Eco, chi ci salverà da Internet? 

Inclassificabile Eco: è l’aggettivo che più fa onore al genio indiscusso del grande semiologo. La sua morte lascia un vuoto profondo nella cultura italiana e non. Nel suo ultimo discusso intervento, il professore ha messo in guardia contro gli imbecilli di internet: contro il rischio di parlare senza pensare. 

Ironico, poliedrico, curioso di tutto, raffinato semiologo ma anche romanziere di successo, autore multitasking. Insomma: inclassificabile. In un mondo in cui la cultura da un lato si chiude in casellari predefiniti, sempre più specialistici, dall’altro si apre all’orizzonte generalista pressoché sconfinato di internet, “inclassificabile” è l’aggettivo che più fa onore al genio indiscusso di Umberto Eco, che ha attraversato tutta la storia di questi anni senza mai farsi travolgere dall’onda delle correnti alla moda. Imprevedibile Eco: lui che con il “Gruppo 63” decretò la morte del romanzo, è stato lo scrittore di romanzi divenuti best seller. Continua QUI

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 La neolingua: dal “1984” al….2016
Federico Catani – tratto da “Notizie ProVita”, febbraio 2016

“1984” di George Orwell  è un romanzo angosciante e tristemente profetico. La storia si svolge in un futuro prossimo: l‘autore scriveva nel 1948 e l’ha intitolato “1984”, appunto. Londra è la capitale dell‘Oceania, un macrostato retto da un regime totalitario al cui vertice c’è il Grande Fratello, che nessuno ha mai visto, se non nei grandi manifesti affissi ovunque. La società è governata secondo i principi del Socing, il socialismo inglese, che é il Partito unico. Tutti sono costantemente sorvegliati da onnipresenti teleschermi, anche in casa. I teleschermi trasmettono propaganda e vedono e ascoltano ogni movimento e ogni parola, anche durante il sonno: in questo modo il governo può controllare e reprimere facilmente ogni minimo atteggiamento, sebbene inconsapevole, che riveli pensieri contrari all’ortodossia del Partito.

“La neolingua é diventata realtà, e chi controlla i mass media la utilizza per attuare un vero e proprio lavaggio del cervello a tutti, bambini compresi”.

Per plasmare un‘umanità nuova, fedele alle sue direttive, il Grande Fratello introduce una nuova forma di linguaggio, la neolingua. Attraverso un lessico creata ex novo, infatti, è possibile instillare in ogni membro del Partito (cioè in ogni suddito) l’unica verità, quella che il Partito stesso decide di volta in volta. Nella neolingua sono ammessi solo termini che abbiano un significato preciso, privo di potenziali sfumature eterodosse: l’obiettivo é quello dl rendere impossibile un pensiero critico individuale.

Tutte le parole sgradite vengono censurate e catalogate come “psico-reato”: in tal modo diventa impossibile anche solo pensare a un argomento “proibito”. Infatti, se si sono eliminate le parole, non esistono più i concetti atti a mettere in discussione l’operato del Partito. La neo-lingua è particolarmente espressiva nei nomi dei vari dicasteri governativi. Il Ministero dell’Amore  è preposto a imprigionare, torturare, rieducare chiunque mostri il minimo segno di eterodossia; il Ministero della Pace si occupa di guerra; il Ministero dell’Abbondanza stabilisce i razionamenti di cibo; il Ministero della Verità fa propaganda e cancella e riscrive la storia, nell’eventualità in cui non si conformi agli interessi del Partito. Continua QUI

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QUANDO LA DISINFORMAZIONE MEDIATICA NON BASTA PIÙ 

INIZIA LA STAGIONE DELLE BOMBE E DELLE STRAGI 

images (1) Centinaia di migliaia di cittadini europei vivono condizioni di miseria pressoché assoluta, privati di qualsiasi tipo di reddito e soggiogati da una disoccupazione galoppante che spaventa, paralizza e annienta generazioni intere. Di converso esiste una ristretta cerchia di super-privilegiati, composta da proprietari di Tv e giornali, banchieri, grandi industriali e titolari di compagnie di assicurazione, che ingrassa e banchetta proprio sulle disgrazie di una massa piegata e afflitta dalla depressione e dal bisogno. Quindi, alla luce di una premessa semplice e vera come quella appena proposta, non resta che trarne una chiara e solare conseguenza: i molti sfruttati devono combattere come un sol uomo contro i pochi sfruttatori, pianificatori ipocriti di strategie assassine che trovano compimento nello svuotamento del welfare, nella compressione dei salari e nell’aumento della disoccupazione. Detta così sembrerebbe facile…Nei fatti invece i tanti poveri, anziché unirsi per disintegrare e ridurre in cenere i pochi neonazisti che continuamente li bastonano protetti dalle tenebre, si combattono fra di loro. Continua QUI

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Top secret anche per i deputati: non osano divulgare il Ttip

 La parlamentare tedesca Katja Kipping, della LinkeUn covo di Cosa Nostra? No, la stanza super-segreta con gli atti del Ttip, il Trattato Trasatlantico che ridurrà a zero la residua sovranità europea: fine delle tutele su salute, servizi, cibo e lavoro. A dominare saranno le multinazionali, grazie a speciali tribunali che daranno loro ragione, contro gli Stati. E’ sotto choc la deputata tedesca Katja Kipping, della “Linke”, a cui è stato eccezionalmente permesso – insieme ad alcuni colleghi – di varcare le soglie del sancta sanctorum del nuovo super-potere euroatlantico che sta rimpiazzando il Wto. Due ore in tutto, per dare un’occhiata a documenti in gestazione da anni, ai quali lavorano in segreto 1.500 lobbysti. Sconcertante la procedura di accesso ai dati: «Secondo i piani, annunciati dal vice-cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, i parlamentari devono prima registrarsi per poter accedere alla stanza, e possono rimanere per solo due ore a leggere i documenti», scritti in inglese (esclusa la possibilità che i parlamentari possano portare con sé consulenti e interpreti). E ancora: «I telefoni cellulari e qualsiasi altro dispositivo elettronico devono essere depositati in una cassetta di sicurezza». Continua QUI

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Verso la battaglia di Berlino: Angela Merkel nel bunker 

Scritto il febbraio 19, 2016 by Federico Dezzani

Aumentano poderose le spinte centrifughe che stanno disintegrando l’Unione Europea: la situazione, come in tutte le fasi che precedono il collasso di un sistema, è ogni giorno più convulsa e concitata, generando una serie di crisi che si susseguono senza soluzione di continuità, dal Portogallo alla Grecia, dall’Italia alla Svezia. L’intera impalcatura europea scricchiola ed è sufficiente un colpo violento per romperne il precario equilibro: ecco perché bisogna tenere gli occhi puntati sulla Germania e sulle imminenti elezioni regionali. Se è ancora possibile tamponare le crisi nell’europeriferia per qualche mese, una forte emorragia di voti per la CDU alla prossima tornata elettorale, seguita dalla caduta di Angela Merkel, sarebbe l’inizio del collasso sistemico. Da quando ha lanciato la politica delle porte aperte a tutti dietro pressioni atlantiche, la cancelliera tedesca vive infatti nel bunker: la battaglia di Berlino incombe. 

Una scommessa clamorosamente errata
È sempre più precario il quadro politico in Europa: a distanza di cinque anni dall’esplosione dell’eurocrisi in tutta la sua virulenza, il malessere economico si è allargato a macchia d’olio, partendo dalla Grecia per estendersi a Cipro, Italia, Slovenia, Spagna e Portogallo, fino ad infettare la Francia, sempre più periferica rispetto al “nocciolo tedesco”. Con un naturale ritardo, dovuto allo sfasamento temporale tra il peggioramento della situazione economica e la sua percezione da parte degli elettori, la crisi si è riversata anche sulla politica: l’ingegnosa idea di creare finti partiti anti-sistema (Syriza, Movimento 5 Stelle, Podemos, etc.) è una difesa tattica, non certo una soluzione strategica. Continua QUI

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“artigli che si uniscono”

In Europa bisogna stare con Renzi, o italioti

di Maurizio Blondet

Premessa:

Sono molte le cose che non condivido dell’attuale governo italiano, ma condivido pienamente l’articolo che qui sotto viene esposto da Maurizio Blondet.

L’intervento che ha fatto il nostro presidente del consiglio alla UE, sulla infrazione che l’Italia avrebbe fatto nei confronti dei migranti per non rilevare le impronte digitali è puerile se non addirittura offensiva nei nostri confronti, e badate bene, nei confronti di tutti noi italiani.

Con i giochetti che i vari burattinai hanno messo le mani sul nostro paese ci hanno portati non all’austerità, ma decisamente all’indigenza di milioni di persone, in tutti i settori della vita, salute, economia ecc. Sanno come prenderci per i fondelli deridendoci, lo abbiamo visto con (l’ultimo vero statista italiano), Craxi, sappiamo tutti da molto che il dividi e impera è un buon viatico per creare fazioni avverse tra la popolazione e, “loro” lo esercitano molto bene.

Nessuno si è mai domandato perché Craxi è stato fatto fuori dalla magistratura italiana, (queste sono due ipotesi: Ipotesi 1 Ipotesi 2) non certo per disonestà, in quel periodo tutti da destra e sinistra facevano i loro affari come è sempre stato in Italia, non è una novità, il motivo è molto più truculento e va ricercato nello sgarbo fatto agli yankee in quel di Sigonella (fate una ricerca e andatevelo a leggere), così “l’ultimo statista vero” è stato cacciato con disonore, (lanciandogli anche le monetine), costretto all’esilio in terra straniera.

Poi, è arrivato il Berlusca con tutti i suoi difetti e addentellati, amico di Putin, amico di Gheddafi. Gli interessi italiani (perché erano nostri interessi di tutti noi non va dimenticato) sull’energia (gas petrolio), davano molto fastidio (come ha dato a suo tempo fastidio Mattei ed eliminato fisicamente) al triunvirato Francia, Inghilterra, USA e anche alla Germania che adesso fa i suoi affari prevaricando l’embargo imposto dagli yankee. 

Tutti contenti che il Berlusca sia stato costretto a lasciare, (pena la distruzione delle sue aziende in borsa) e tutti pronti ad andare addosso all’untore di turno (noi italiani siamo fatti così, facili da strumentalizzare).

Sappiamo cosa è arrivato dopo … “il castigamatti” Dragone che a messo in difficoltà (compresi suicidi di imprenditori dignitosi) migliaia di famiglie; massimi livelli di disoccupazione, esodati destinati (ancora oggi) ad un limbo interminabile. Colpa nostra? Sì colpa nostra! Perché con la paura di fallire gli abbiamo “concesso cessioni di sovranità“.

Tre governi si sono succeduti e senza essere mai stati eletti dal popolo; ora abbiamo un governo, nella figura del suo leader M.R. anche lui non eletto, ma solo per grazia ricevuta, è stato fulminato sulla via di Damasco, parlando chiaro alla UE, buono o cattivo che sia il premier, in questa sua presa di posizione verso la Comunità Europea, va sostenuto e non demonizzato, perché sono sicuro che tra non molto le ingerenze politiche estere faranno in modo di cacciarlo come è stato fatto per gli altri e, quello che lo sostituirà, sarà ancora peggio.

Difficilmente mi cimento nella politica e non sono nemmeno uno scrittore provetto (prevalentemente copio e incollo articoli di mio gradimento raccolti nel web) ma, come me penso siano tanti altri che leggono nel web e questo articolo di Maurizio Blondet merita di essere letto, auspicando un risveglio delle menti ormai atrofizzate degli italiani da molto tempo. wlady.

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Un giornalista idiota ha goduto pubblicamente, sul suo giornale, di come la Merkel ha umiliato e deriso Matteo Renzi “il parolaio”. Mettendone in rilievo il fatto che Renzi in Europa non conta nulla, non lo invitano ai pre-vertici, ci minacciano di infrazione europea perché non abbiamo preso le impronte ai clandestini, eccetera.

Ora, lo so che sono prediche inutili. Ma se in Europa Renzi non conta nulla, è colpa di noi italioti. Non è Renzi; è l’Italia a non contare nulla, perché è divisa e proclama di avere schifo dei suoi leader, e pronta a dargli torto e sbranarli, al minimo segnale che venga da Berlino, Washington, Bruxelles.

Gli stranieri sanno che possono fare qualunque cosa, contro il nostro governo di turno, e trovare in Italia una parte, magari grossa, che applaude – per odio al governante di turno. E’ successo con Berlusconi: lo hanno addirittura mandato via e sostituito con un uomo loro, facendoci per giunta pagare miliardi perché, per cacciare Berlusconi, ci hanno fatto espandere lo spread di 500 punti.

Berlusconi è un pirla, e da pirla s’è lasciato cacciare; ma l’insulto, la diminuzione e l’umiliazione, l’abbiamo subita – e pagata – tutti noi. Metà di noi, pure scodinzolando, e prestandosi al golpe. Dovevamo difendere tutti insieme non Berlusconi, ma la violazione del diritto, della democrazia contro l’ingerenza straniera più offensiva. Non l’abbiamo fatto. 

Gli stranieri non dimenticano, e ce lo fanno continuamente pagare. Ci hanno fatto versare 125 miliardi al Fondo di Stabilità, la Germania se n’è servita ampiamente prendendosene 418 per salvare le sue banche, la Francia da sola se n’è accaparrata 128 – e desso a noi negano il diritto di salvare le banchette. E metà di noi godono, la maggior parte dei nostri media applaudono, perché ciò inguaia la ministra Boschi, “l’amante di Renzi” – ma vergognatevi, italioti..

Lo so che è una predica inutile. Siamo il paese che da secoli chiama lo straniero sul suo territorio, perché distrugga la fazione avversa. Però ci provo. Vi siete accorti che giornali prima favorevoli o rispettosi, cominciano a trattare Renzi come hanno trattato Berlusconi? E’ che dall’estero hanno dato l’ordine di linciaggio – perché Renzi dice cose che l’Europa non vuol sentire. Prima, Renzi piaceva alla Merkel; adeso non piace più. Ed è stata avviato il tritacarne dell’italiota.

La Nuova EuropaLa Nuova Europa

Riusciamo ad essere tutti d’accordo, anche la cosiddetta opposizione, sui punti in cui Renzi ha ragione di fonte alla oligarchia d’Europa?

Ha ragione a dire “surreale” l’apertura di una infrazione contro di noi per come non abbiamo registrato i profughi. Con queste scuse, la UE i profughi continua ad accollarceli sul gobbo, e non se ne prende che 160.

Ci obbliga a mantenerli a 30 euro al giorno, che non ci rifonde. La Merkel, che ha provocato ed aggravato l’ondata immigratoria, non ha alcuna fretta di risolvere il problema: “Ci sono problemi che noi europei abbiamo avuto bisogno di dieci anni per risolvere, e qui sono passati solo cinque mesi”.

“Ci sono un partito e un leader che controllano l’Europa in modo inaccettabile”, ha detto Renzi a preventive dei socialisti. Siete d’accordo che ha ragione? Allora sostenetelo, italioti.

La nuoa sede NATO a Bruxelles: atigli che si uniscono.

La nuova sede NATO a Bruxelles: artigli che si uniscono.

Renzi ha ragione: con la sua imposizione dell’austerità, Berlino ha trasformato la recessione in depressione profonda, in deflazione invincibile: è un comportamento per cui la Germania dovrebbe essere messa sul banco degli imputati, non lasciata alla guida.

Renzi ha più che ragione. “Le imprese tedesche fanno affari con la Russia contraddicendo le sanzioni contro Mosca per la crisi ucraina”. Ha ragione: la Germania fa’ pagare agli altri europei le sue idiozie e errori. Preferibilmente ai mediterranei. E ai piccoli (ungheresi). L’Italia è un paese grosso, che potrebbe essere temibile se dicesse qualche “No”. Bisogna deriderlo, perché se no potrebbe aggregare alleati attorno alle sue posizioni.

Ieri al pre-vertice dei socialisti europoidi, la sua posizione ha incontrato l’approvazione portoghese, belga, dell’inglese Corbyn; l’Austria si è smarcata da Berlino perché è nelle prime linee di invasione di immigrati…chi invece ha mandato a monte la giornata?

I tedeschi- naturalmente col reggicoda francese, il Moskovici. “Di sinistra”, ma quando si tratta di difendere gli interessi tedeschi, anche i più sporchi, sono indistinguibili dalla Merkel.

“Il tedesco Sigmar Gabriel, vice cancelliere, non c’era al vertice”, riferisce Huffington Post,“ E il tedesco Schulz ha parlato prima di Renzi. Il che significa che ha potuto evitarsi l’imbarazzo di commentare i toni forti usati dal premier italiano contro la Germania”. Conclusione del medium italiota: “Schulz non accoglie”.

Schulz il Kapò, è quello stesso che il giorno prima aveva commentato le elezioni in Polonia, dove ha avuto la maggioranza il partito di Kacszynski, “un golpe”.

Capito? Schulz trincia giudizi sulle elezioni altrui. Su un partito che “ha vinto le elezioni in modo legittimo e giusto, un partito che rappresenta una forte e vibrante presenza nella società polacca, che s’è sentita spinta al limite dalla precedente élite liberale e filo-europeista” (come ha scritto il giornale ceco Hospodářské noviny ). 

Ma sul governo tedesco, rispetto al quale dovrebbe essere all’opposizione, nemmeno una parola di critica. Sapete cosa vuol dire questo? Che la Germania ci sta dando di nuovo una dittatura europea. Persino senza volerlo. Una dittatura di cui stiamo già cominciando a pagare il prezzo, ed ancor più lo pagheremo, perché – lo sappiamo – quando questi ritengono di aver ragione ( o temono di non averla, o la loro coscienza di bottegai li avisa che c’è da perdere a dar ragione agli altri) vanno fino in fondo.

Allora: vogliamo provare una volta a dar ragione al governante – che ce l’ha? A non indebolirlo e deriderli preventivamente quando va’ in EU a difendere non solo i nostri legittimi interessi, ma il principio stesso dell’uguaglianza degli stati-membri, che vengono, se sono piccoli e deboli, trattati come straccioni e riempiti Magari raccontiamoci che stiamo “vigilando contro la dittatura fascista risorgente”. E’ vero, anche se non è fascismo questo. E’ peggio.

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