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Tradimenti e incapacità politica? O … Programmata?

 

Come Angela Merkel ha tradito il popolo tedesco  

di HAF  

Come rivela il seguente video, Angela Merkel non è mai stata a favore della migrazione, ma ha tradito la sua stessa gente come cancelliere.  

La Merkel è una bugiarda senza principi che ha usato la sua successiva posizione favorevole alla migrazione per guadagnare potere in un regime tedesco di sinistra. 

Angela Merkel è un politico di carriera che ha avuto visioni completamente diverse in passato. Nel 2000 la Merkel ha dichiarato:

La società multiculturale non è una forma di vita praticabile e lo credo anche io.”

Più tardi, nel 2002, critica l’allora governo per non avere un limite di migrazione, qualcosa che lei stessa non ha avuto per molto tempo. Lei dice:

Prima di avere una nuova migrazione, dobbiamo prima migliorare l’integrazione dei bambini stranieri che vivono con noi“. 

La Merkel parla anche del sobborgo multiculturale di Kreuzberg di Berlino.

Dice al governo che non hanno speso un solo marchio (il marco tedesco era la valuta tedesca prima dell’adozione dell’euro nel 2002) sui problemi nell’area, mentre continuano a parlare di migrazione. 

Il tentativo di dire che faremo un po ‘di multiculturalismo qui e vivremo uno accanto all’altro e siamo felici l’uno dell’altro. Questo tentativo fallito! È completamente fallito! 

Sotto la Merkel, Kreuzberg è diventato un criminale, dove in alcune zone le donne non sono le benvenute. Alcune parti si sono trasformate in zone vietate al limite.

La Merkel, diventata cancelliera nel 2005, nel 2010 afferma che i lavoratori migranti hanno mentito e che il multiculturalismo ha completamente fallito:

“Siamo uno stato, a partire dagli anni ’60, che ha portato i lavoratori migranti in Germania. Ora vivono con noi, ci hanno mentito per un po ‘. Questa non è la realtà.

“E ovviamente il tentativo di dire che faremo un po ‘di multiculturalismo qui e vivremo uno accanto all’altro e siamo felici l’uno dell’altro. Questo tentativo fallito! È completamente fallito!”

Che cosa ha fatto la Merkel con la sua vasta conoscenza dei problemi migratori della Germania? 

Niente , ha fatto il contrario di quello che aveva promesso. I problemi di migrazione della Germania sono cresciuti senza controllo sotto di lei.

Non ha limitato la migrazione, ha aperto i confini da sola e ha accettato 1,6 milioni di migranti dal 2014. 

I risultati? Devastante. Diverse giovani ragazze tedesche brutalmente violentate e assassinate dai migranti, e il crimine violento è aumentato nel paese.

La distruzione dell’Europa: i migranti musulmani sono un cavallo di Troia (e dopo verranno in America) 

Le buone notizie? I furti di bici sono probabilmente diminuiti. Dormi bene Angela Merkel? È tempo di dimettersi e assumersi la responsabilità di ciò che hai fatto.

Fonte: Voiceofeurope.com 

Pubblicato su: https://humansarefree.com/

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Come fermare l’estinzione degli italiani

di

La situazione della natalità in Italia sta peggiorando anno dopo anno. E’ un paese che sta sparendo, in pratica. Gufismo, pessimismo? No, dati Istat, forniti da gente che fa statistica per mestiere.

La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2018 è inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all’anno precedente pari al -0,2%. Si tratta del quarto anno consecutivo di diminuzione: dal 2015 sono oltre 400 mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia. Al primo gennaio 2019 risiedono in Italia 60.359.546 persone, di cui l’8,7% sono straniere. Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%). (fonte)

Ora, preso atto che questi sono numeri e che quindi neanche Mattarella nella sua forma più smagliante può negarli, viene da chiedersi: perché? E, soprattutto, questo trend è davvero inarrestabile?  

Come ribadisco sempre su queste pagine, l’Italia è stata per la maggior parte della storia delle civiltà, il paese più ricco del mondo. Su questo si trovano opinioni diverse e dati in parte contrastanti, ma basta fare un piccolo test: dove si trovano gli edifici, i monumenti, le infrastrutture artisticamente più belle, costose e grandi del mondo? E in quale paese tali opere sono numerose e diverse sia per stili, materiali impiegati ed epoche storiche? Ecco, appunto! Se andate in Germania, Stati Uniti, Svizzera, Giappone, non c’è niente di simile, ma neanche di lontanamente paragonabile proprio. Questo cosa significa? Significa che gli italiani non sono geneticamente né culturalmente inferiori a nessun altro popolo … ANZI!   

E però gli italiani hanno perso la Seconda Guerra Mondiale ed hanno abbracciato progetti sovranazionali guidati da “altre” nazioni: pertanto, in Italia, si è accettata una lingua straniera per i commerci, una moneta straniera (l’euro) e un governo straniero, quello della Commissione Europea. 

Detto diversamente, ma più chiaramente, l’Italia è oggi una colonia, un luogo dove al limite si può venire in vacanza, così come capitò ai primi del Novecento all’India, per i britannici, durante l’età vittoriana.  

In questa situazione, sposarsi e fare dei figli è un rischio elevato. Conviene di più farne a meno e vivere da single con l’aiuto della famiglia d’origine.  

Ma il quesito più interssante è il secondo: si può invertire il calo della natalità?

Si, perchè questo è già successo diverse volte nella storia dell’umanità.  

Nel Trecento, ad esempio, la popolazione europea crollò letteralmente di quasi un terzo a seguito di malattie come la peste, che non cessarono subito dopo, ma gli europei seppero riadattarsi alla mutata situazione e tornare a crescere di numero. 

Quindi, nella storia e nel lunghissimo periodo, la popolazione è sempre cresciuta, ma non nel breve e medio periodo, durante il quale anzi vi sono stati decenni di decrescita della natalità. In Inghilterra, nel ‘700 si ebbe un’impennata dei nati perché l’industrializzazione consentiva alle coppie di trovare lavoro subito, di sposarsi prima e dunque di avere più figli, e precocemente.

In Italia, dopo la guerra, grazie alla scarsa disoccupazione dovuta alla necessità della ricostruzione, vi fu il fenomeno dei BabyBoomers, che riguardò tutto l’Occidente e che aumentò a dismisura il numero degli abitanti.   

Sono solo esempi, ma che dimostrano come sia possibilissimo invertire un trend. 

L’ultimo caso – nessuno lo sa – è quello della Russia.  

Come si vede da tutti i grafici forniti in questi anni dalla Banca Mondiale, la Russia schiacciata dalle pressioni internazionali all’indomani dell’esperienza sovietica non aveva né fiducia in sè stessa, né una gestione nazionale dell’economia. Poi è arrivato un leader che ha invertito la rotta cambiando le cose grazie alla cura dell’interesse nazionale.  

I russi che erano precipitati come demografia negli anni ’90 si sono “miracolosamente” ripresi mentre tutti gli altri paesi ex comunisti promuovevano la migrazione della loro forza lavoro.  

Su wikipedia si legge: “poche nascite e molti morti ridussero la popolazione russa dello 0,5% ogni anno, durante gli anni ’90.Questo tasso si presentava in continua accelerazione. Per ogni 1000 russi vi furono 16 morti e solo 10,5 nascite, provocando il declino della popolazione da 800.000 a 750.000 l’anno. L’ONU stimò che la popolazione della Russia del 2006, circa 140 milioni, sarebbe potuta diminuire di un terzo entro il 2050.”  

Nel 2005 con il secondo mandato del Presidente Putin la stabilità della situazione politica ed economica ha comportato una maggiore attenzione del governo sulla questione demografica, attraverso strumenti che favorissero da una parte l’aumento della natalità, come incentivi economici alla nascita del secondo e terzo figlio o crediti immobiliari alle coppie di neo-sposi, dall’altra parte la diminuzione della mortalità attraverso una riforma generale del sistema sanitario nazionale.  

Nel 2016, la popolazione russa ha registrato un + 0,2% rispetto al 2015, segnando così una inversione che si protrae nel tempo, pur molto lentamente. Quelli appena trascorsi sono stati anni difficili per i russi a causa di sanzioni, tensioni in Ucraina e nel medioriente.  

Ma il declino è stato fermato, contrariamente a quanto avviene da noi, in Italia.  

Ricette semplici ed efficaci da copiare quanto prima: come noto agli economisti di ogni latitudine ed epoca storica, non è possibile crescere economicamente con un crollo costante della natalità nazionale.

Il grafico semplifica un po’ troppo, ma rende l’idea (fonte) 

Come hanno fatto? In Russia hanno dato soldi a chi fa figli, in buona sostanza, e dagli 8 nati per 1000 sono arrivati a 12/1000. Non hanno agguantato ancora le vecchie statistiche, ma il trend si è nettamente invertito. Qualcosa di simile stanno tentando in Francia e Danimarca. E in Italia?

Fonte articolo: http://micidial.it/

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Lo tsunami elettromagnetico dell’Internet delle cose

E noi dovremmo fidarci di questi: colosso del 5G ammette corruzione e tangenti ai politici di mezzo mondo (sono quelli che non vogliono studi sulla salute) 

di Maurizio Martucci

Regali di lusso, viaggi e divertimenti a dirigenti e funzionati statali per ingraziarseli e vincere agevolmente appalti pubblici. In pratica tangenti e favori alla politica “allo scopo di aumentare il profitto”. Coinvolta in un processo per corruzione, il Dipartimento di giustizia americano ha comunicato che Ericsson, leader incontrastato in Europa per i brevetti sul 5G e fornitore di rete per TIM, ha preferito patteggiare una pena da oltre 1 miliardo di dollari nel procedimento che accusa la multinazionale svedese di essere parte di un sistema illecito longevo ben 17 anni, condotto in 5 diverse nazioni tra Asia e Medio Oriente, “uno schema per pagare tangenti, falsificare i libri contabili e chiudere un occhio sulla corruzione, in Paesi come Cina, Vietnam, Indonesia e Kuwait“. 

Operante in 180 paesi nel mondo per la fornitura di tecnologie e servizi di comunicazione, proprio un giorno prima della notizia bomba lanciata dalla giustizia d’America, l’amministratore delegato di Ericsson aveva tuonato contro i presunti ostacoli al 5G, ovvero “quadro normativo ed eccessiva cautela“, adottati da politici propensi, magari, più al principio di precauzione e alla tutela della salute pubblica piuttosto che al grande salto nel buio prospettato dallo tsunami elettromagnetico dell’Internet delle cose.

Da qui la domanda lecita e spontanea: visto che sempre dagli USA è stato chiarito come la lobby del 5G non abbia investito il becco di un dollaro in una preliminare ricerca scientifica per chiarire gli effetti a breve-medio-lungo termine per la popolazione altrimenti irradiata da possibili cancerogene radiofrequenze totalmente inesplorate, visto che sia il Parlamento Europeo (“Sul 5G investiti 700 milioni di euro, ma non per valutazione sulla salute umana“) che quello italiano (bocciata la moratoria nazionale) ritengono espressamente non necessari studi né valutazioni sanitarie sul 5G nonostante gli appelli contrari lanciati anche da ampia parte della comunità medico-scientifica internazionale, visto che la lobby preme per l’innalzamento del limite soglia a 61 V/m, vista la fretta che hanno nel condurre forsennatamente a termine il lancio del 5G nonostante l’opposizione ferma di quasi 100 Comuni d’Italia, visti i troppi scandali per conflitti d’interessi e legami con l’industria che già in passato hanno coinvolto numerose figure cardine (messi in posti chiave) che invece avrebbero dovuto proteggere la popolazione dall’elettrosmog, vista l’assenza (voluta? forzata?) di un programma politico per una nuova stagione di riforma sui pericoli dell’irradiazione ubiquitaria, vista infine l’ammissione di corruzione di Ericsson, artefice di un sistema di tangenti che ha avuto per lunghi 17 anni proprio in funzionari e dirigenti statali i beneficiari degli illeciti…. beh, allora visto e considerato tutto quanto sopra, noi dovremmo fidarci di questi signori che propinano – a forza di spot pubblicitari – l’immagine di un futuro scintillante e fantascientifico, vendendo di fatto tecnologia non sicura, cioé pericolosa per umanità ed ecosistema? Noi no, non ci fidiamo. L’Italia consapevole non si fida affatto. E non è disposta a fare da cavia.

Fonte articolo: https://oasisana.com/

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L’Italia diventa il primo paese a rendere obbligatorio lo studio del cambiamento climatico nelle scuole

L’Italia adotta studi obbligatori sui cambiamenti climatici per K1-K13

di: Nick Squires

L’Italia è la prima nazione a richiedere studi sui cambiamenti climatici dal K1 al K12. Questa è un’enorme indottrinamento che non ha nulla a che fare con l’educazione ma con la propaganda.

Il corso di studio sulla tecnocrazia del 1934 specificava “un sistema educativo per addestrare indiscriminatamente l’intera generazione più giovane per quanto riguarda tutte le considerazioni diverse dall’abilità intrinseca – un sistema continentale di condizionamento umano”. Siamo arrivati. ⁃ Editor TN

Credo che diventerò il primo paese al mondo in cui lo studio del cambiamento climatico sarà reso obbligatorio nelle scuole, ha annunciato martedì il ministro dell’istruzione.

Secondo una nuova legge, tutte le scuole statali dedicheranno circa un’ora alla settimana alle questioni di sostenibilità e cambiamento climatico dall’inizio del prossimo anno accademico, ha affermato Lorenzo Fioramonti. Ciò equivarrebbe a circa 33 ore all’anno.

“Questo è un nuovo modello di educazione civica incentrato sullo sviluppo sostenibile e sui cambiamenti climatici”, ha detto il ministro a The Telegraph.

“È una nuova materia che verrà insegnata dal primo al terzo grado, dai sei ai 19 anni.”

Il programma si baserà sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, incluso il modo di vivere in modo più sostenibile, come combattere l’inquinamento degli oceani e come affrontare la povertà e l’ingiustizia sociale.

“L’Italia sarà il primo paese al mondo ad adottare questo quadro”, ha affermato Fioramonti.

“Ci sono paesi come il Bhutan che si concentrano sulla felicità e sul benessere piuttosto che sul PIL , ma questa è la prima volta che un paese ha preso l’agenda delle Nazioni Unite e l’ha trasformata in un modello di insegnamento”, ha detto il ministro, che è membro di il Movimento a cinque stelle, che è in coalizione con il Partito Democratico di centro-sinistra.

È stato nominato ministro dell’educazione due mesi fa, quando la nuova coalizione si è formata dopo il crollo del precedente governo, fatto precipitare da Matteo Salvini della Lega ritirando il suo sostegno.

A settembre, quando milioni di scolari di tutto il mondo hanno preso parte alle marce del Venerdì per il futuro, ha espresso critiche dicendo che ai bambini italiani dovrebbe essere permesso di perdere la scuola per il giorno.

Leggi la storia completa qui …

Fonte: https://www.technocracy.news/

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Il Programma Spaziale Australiano

 

 REGNO UNITO, AUSTRALIA, ITALIA, (E CINA) E SPAZIO ...

C’è uno strano articolo fuori dall’Australia che un lettore normale, J.D., ha condiviso, e alla fine mi viene in mente di lavorare sulla speculazione ad alto numero di ottani. La storia riguarda l’Australia e il suo programma spaziale. Normalmente, la maggior parte delle persone non pensa all’Australia come a un paese con un grande interesse per lo spazio, né alle infrastrutture per sostenere un vasto programma spaziale. Torneremo su quel punto in un momento, ma solo per la cronaca, l’Australia, come la maggior parte dei paesi alleati nella seconda guerra mondiale, è partita con un po ‘di bottino tecnologico nazista sotto forma di alcuni razzi V-2. Quindi l’interesse è sempre stato lì. Nel periodo successivo alla guerra, l’Australia fu il luogo scelto dalla Gran Bretagna per testare le sue bombe a sviluppo indipendente e, successivamente, le bombe a h. Più recentemente, in Australia si discute tranquillamente sullo sviluppo delle proprie armi nucleari, ma questa è un’altra storia per un’altra volta. Il punto di tutto questo contesto è semplicemente questo: mentre l’infrastruttura spaziale potrebbe essere piccola, il pool di talenti non lo è, e le cose potrebbero essere impostate per l’espansione di quella piccola infrastruttura nei prossimi anni, e drammaticamente così. Ancora una volta, torneremo su questo. Ecco la storia che J.D. ha catturato e trasmesso:

Obiettivo dei lavori spaziali “realistico” nonostante l’inclusione di avvocati, costruttori di sottomarini e lavoratori NBN

Ciò che attirò la mia attenzione in questo articolo e mi fece partire per il mio viaggio fino alla fine del ramoscello di speculazione ad alto numero di ottani, fu questo:

“La neonata agenzia spaziale australiana è stata “effettivamente notata” dalla comunità internazionale, secondo il Primo Ministro Scott Morrison.

Rimangono tuttavia dubbi sul fatto che l’Australia possa raggiungere l’obiettivo di triplicare i lavori nel settore spaziale locale entro un decennio.

Morrison ha rivelato che l’Agenzia spaziale australiana ha partecipato ai colloqui con le controparti britanniche e italiane durante l’incontro del G7 durante la notte in Francia.

Disse di essere “elettrizzato” e che c’era un “entusiasmo” da parte del Regno Unito e dell’Italia a impegnarsi.

L’obiettivo dell’Agenzia è quello di aggiungere 20.000 posti di lavoro nel settore spaziale (si stima che impiegheranno attualmente 10.000 persone) entro il 2030. (Enfasi aggiunta)”

Questa piccola notizia – che il Regno Unito e l’Italia – ha espresso interesse per l’agenzia spaziale australiana durante il recente vertice del G7 ha attirato la mia attenzione, poiché quei due paesi sono ovviamente i due paesi più in contrasto con Berlino … ehm … . l’Unione Europea. I recenti eventi in Italia potrebbero cambiare questo a breve termine, dal momento che il leader del partito M5s ha avviato negoziati con il partito democratico per formare una nuova coalizione con (avete indovinato) il primo ministro recentemente ritirato Giuseppe Conte come primo ministro. A lungo termine, tuttavia, se si verificherà un ritorno alle politiche di Berlino, quel governo, sospetto, non sarà lungo per il mondo, nemmeno per un governo italiano. Ciò lascia ancora una volta l’Italia con il problema di con chi fare affari e che tipo di affari vuole fare. Lo spazio è una scelta naturale e se l’Italia lascia l’UE o modifica i suoi impegni nei suoi confronti, la sua partecipazione all’Agenzia spaziale europea può essere modificata. In altre parole, all’interno o all’esterno dell’UE, l’Italia non deve mettere tutte le sue uova nel paniere dello spazio. Entra in Australia.

Poi c’è il Regno Unito e il nuovo governo Johnson. Come rivedrò in News and Views dal Nefarium, Johnson ha richiesto che la Corona sospenda il parlamento al fine di prevenire qualsiasi processo legislativo dell’ultimo minuto che impedirebbe una dura Brexit il 31 ottobre. Questo ha fatto la regina. Johnson ha ribadito il suo impegno ad andare avanti con la Brexit e lo ha dimostrato con la sua richiesta (anche se, come menzionerò in News e Views, sospetto che potrebbero esserci alcuni fattori in gioco che contrastano leggermente con la narrativa pubblica). Una forte Brexit significherebbe la partenza della Gran Bretagna dall’Agenzia spaziale europea e, per l’industria aerospaziale britannica, si dovrà trovare una sostituzione. Prima del referendum sulla Brexit, avevo previsto che se davvero gli elettori britannici avessero approvato una Brexit, la risposta sarebbe stata quella di rilanciare il Commonwealth sotto forma di blocco commerciale (e culturale), e questo sembra essere ciò che potrebbe essere dietro questi colloqui. Quindi con una piccola previsione: cerca l’Australia per rafforzare il suo programma spaziale – e in particolare la sua capacità di lancio satellitare – con accordi bilaterali commerciali e tecnologici, e in particolare con la Gran Bretagna. L’Italia, sospetto, alla fine arriverà.

In bilico qui, ovviamente, c’è la Cina e, dal punto di vista geopolitico, l’Australia ha bisogno di quell’espansione della propria capacità spaziale indipendente, che tali accordi potrebbero fornire. Se e quando il governo di Trudeau cadrà in Canada, attendiamoci lo svolgersi di incontri interessanti sulle questioni spaziali tra i tre grandi del Commonwealth: Regno Unito, Australia e Canada.

 

Fonte: https://gizadeathstar.com/

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La Grande Ironia

https://www.facebook.com/FDICERVETERI/videos/429455464291028/?video_source=permalink  

Invasione d’Europa, Suicidio Europeo

Si tratta di un documentario di dieci minuti ispirato dal best seller di Jean Raspail (1973) “Il Campo dei Santi” in cui la Francia è invasa dai migranti economici povenienti da paesi del terzo mondo. L’esercito francese non è disposto a fermarli e alla fine i migranti conquistano l’Europa.

Oggi l’Europa sta affrontando la stessa sfida, accettare l’invasione dei migranti economici o respingerla con tutte le risorse disponibili. Esaminiamo come l’Europa si è trasformata in questo caos, l’impatto dei migranti economici sull’Europa, in particolare l’Italia, e quali sforzi sono stati fatti per contenere l’invasione.

Esploriamo anche l’opportunità presentata all’Europa da questa invasione Africana e come entro l’anno 2100 l’Europa possa diventare prevalentemente Africana. Consideriamo anche come gli strateghi europei potrebbero usare la nuova enorme popolazione europea di origine africana per influenzare o addirittura invadere l’Africa usando l’Africanizzata popolazione Europea.

di Politica Analitica

Fonte: http://www.imolaoggi.it/

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Articolo 11 della costituzione italiana

 

FARE DEL 2019 UN ANNO MIGLIORE – COME?

Primo: conoscere e verificare. Secondo: allargare la consapevolezza. Terzo: attivarsi e costruire una strategia. Quarto: condividere il proprio piano con un gruppo di persone fidate. Quinto: generare empowerment e non collaborare con il potere quando mette in atto azioni ingiuste. 

Le linee guida sono chiare: nel 2019 non delegare, agisci in prima persona. Esercita la cittadinanza attiva dal basso.

Promuovere: 

conoscenza 

consapevolezza 

partecipazione 

cittadinanza attiva 

empowerment

azioni di cambiamento, anche attraverso il consumo critico

Ispirato da https://www.peacelink.it/editoriale/a/46005.html

COMUNICAZIONE DEL COORDINATORE DEL GRUPPO NO NATO

Cari tutti,

non so esprimere sinceramente lo stato d’animo con cui mi appresto a formulare a tutti voi i soliti auguri di buon anno nuovo; una cosa è certa: le cose non sono migliorate nel corrente anno; molti fatti si sono succeduti ma quello che per noi è il pericolo centrale, prioritario rispetto a tutti gli altri in quanto portatore di distruzioni inimmaginabili, è il rischio, sempre più prossimo e sempre più tenacemente da qualcuno volutamente ricercato, di un conflitto nucleare.

Nonostante la storica risoluzione dell’Onu del luglio 2018 la Nato ha continuato a rafforzare la sua presenza ostile e aggressiva e nucleare in territorio europeo in funzione dichiarata antirussa, che combinata con le sanzioni economiche imposte illegittimamente ed illegalmente dagli Stati Uniti tramite la stessa Nato appaiono anche al più sprovveduto degli esseri come una evidente dichiarazione di guerra.

Per una questione di controllo mondiale che gli Stati Uniti si sono arrogati all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, forti del possesso e della dimostrata capacità di utilizzo delle armi atomiche (esclusivamente contro civili inermi), il mondo intero rischia l’olocausto e l’Europa è  nuovamente al centro, anzi è divenuta la prima linea di difesa degli interessi americani. Come voi sapete questo costa al mondo migliaia di € l’anno in armamenti, esercitazioni e veri e propri conflitti locali con decine di milioni di sfollati. Tutto ciò non garantisce in alcun modo la sicurezza individuale e collettiva (il terrorismo non lo si combatte con le armi nucleari) mentre prepara sistematicamente bilanci di genocidio di popoli interi. E’ recente la informazione per cui in una esercitazione in previsione di un attacco nemico (leggi russo) si poteva prevedere come misura di contenimento il bombardamento nucleare di UDINE!!

Il tutto sarebbe scaturito dall’evidente aggressività russa che ha inglobato manu militari la Crimea. Voi sapete meglio di me la verità storica (Crimea russa da sempre e ceduta dall’URSS alla Ucraina, uno  degli stati componenti, allora, della stessa URSS) conoscete gli avvenimenti: il referendum organizzato e realizzato per far esprimere i diretti interessati (molto diversamente la democraticissima europa ha rispettato un analogo legittimissimo referendum fatto in Grecia, o in Italia si sono rispettati referendum popolari sulla Costituzione e sulla difesa della gestione pubblica dell’acqua). La Russia, la cui legittimità democratica non è nostro compito giudicare, spende in armamenti un decimo degli Stati Uniti, anche perché non se lo può permettere e perché ha portato avanti sempre una politica difensiva e non aggressiva. Credo basti ricordare cosa abbiamo rischiato nel mondo per il tentativo di installare a Cuba dei missili sovietici paragonabili a quelli americani presenti in Turchia e neppure lontanamente paragonabili a ciò che sta facendo la Nato in Europa ai confini diretti della Russia, non in una piccolissima isola, ma in tutti gli stati confinanti . Questo in disprezzo dell’accordo che era stato sottoscritto tra Reagan e Gorbaciov per cui si chiudeva il Patto di Varsavia e si lasciavano uscire dall’Urss gli stati che lo avessero deciso (Ucraina, Baltici, Moldavia, Georgia, Armenia etc) purché la  Nato rinunciasse ad estendere la sua attività. Dichiarazioni riportate da esponenti di primo piano delle amministrazioni USA come Johnstone e Craig Roberts.

La nostra azione è quasi insignificante rispetto alla potenza di fuoco militare ed economica messe in campo dalla Nato, ma è l’unica possibilità di salvezza, non di giustizia, di uguaglianza e fraternità tra i popoli ma di semplice, concreta e feroce sopravvivenza:

FUORI L’ITALIA DALLA NATO!

FUORI LA NATO DALL’EUROPA!

OGGI INTANTO SIAMO DIVENTATI 35.000!

Per il 2019 ci accontenteremmo 1) di restituire agli Stati Uniti gli ordigni nucleari presenti attualmente e progettati per il futuro nel nostro paese (ci muoviamo perché ciò accada in tutta Europa) 2) di portare l’Italia fuori da ogni alleanza militare, di ritirare tutti i contingenti operanti all’estero in qualsiasi veste presentati 3) di convertire parte significativa delle crescenti spese militari in investimenti sociali (Sanità, pensioni, lavoro ) 4) di fare del nostro paese un protagonista mondiale di cooperazione tra i popoli non tra le multinazionali.

E’ QUESTO L’AUGURIO CHE VOGLIO FARVI COME ATTUALE RAPPRESENTANTE DEL COMITATO NO GUERRA NO NATO.

E’ QUESTO L’IMPEGNO CUI SIAMO CHIAMATI …

Portare l’Italia fuori dal sistema di guerra

Attuare l’articolo 11 della Costituzione

Giuseppe Padovani

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

Articolo 11 della costituzione italiana:

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

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L’Italia e la decisione di essere un paese sovrano e neutrale

Video: Italia, dietro la sfilata. Il coinvolgimento attivo dell’Italia nella guerra guidata dagli Stati Uniti e dalla NATO

ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali

Di Manlio Dinucci

Ricerca globale, 8 giugno 2018

L’evento del 2 giugno (il giorno nel 1946, quando l’Italia divenne Repubblica) non fu una parata militare, nemmeno una parata, ma una “revisione”, secondo il ministero della Difesa che la diresse (atto finale del Ministro Pinotti).

La sfilata dei Fori Imperiali – di fronte al governo appena insediato – è stata simbolicamente aperta da 330 sindaci in rappresentanza della società civile, seguiti da tutti i settori delle Forze Armate, per celebrare la “Festa degli italiani – Uniti per il Paese”.

Nel suo messaggio, il Presidente della Repubblica Mattarella ha espresso la gratitudine del popolo italiano alle Forze Armate per “il prezioso lavoro che svolgono in molte regioni problematiche del mondo per aiutare le popolazioni che soffrono di conflitti armati”, un lavoro basato su “La nostra Carta costituzionale, architrave delle istituzioni e punto di riferimento fondamentale per tutti”.

Mentre le unità militari sfilavano, gli annunciatori elencavano le missioni militari in cui le forze armate italiane sono impegnate in oltre 20 paesi: dal Kosovo all’Iraq e all’Afghanistan, dal Libano alla Libia e alla Lettonia, dalla Somalia a Gibuti e il Niger. In altre parole, hanno elencato le guerre e le altre operazioni militari in cui l’Italia ha partecipato e partecipa ancora, in violazione della propria Costituzione, nel quadro della strategia aggressiva espansionistica USA / NATO.

Il numero di operazioni militari all’estero in cui è impegnata l’Italia è in costante aumento. Il 5 giugno, a nome della NATO, i caccia-bombardieri italiani Eurofighter Typhoon hanno iniziato, insieme alle unità della forza aerea greca, a “proteggere” lo spazio aereo del Montenegro, l’ultimo membro dell’Alleanza. I bombardieri da combattimento italiani già “proteggono” i cieli di Slovenia, Albania ed Estonia dalla “minaccia russa”.

Le navi da guerra italiane si stanno preparando a navigare verso il Pacifico, dove parteciperanno a RIMPAC 2018, il più grande esercizio navale del mondo. Le marine militari di 27 paesi parteciperanno all’esercizio, sotto il comando USA, diretto contro la Cina (accusato dagli Stati Uniti di “espansione e coercizione” nel Mar Cinese Meridionale).

Le forze speciali italiane hanno partecipato al Niger in un esercizio gestito dal Comando Africa degli Stati Uniti, sponsorizzato dall’Unione europea, nel quale sono stati formati circa 1.900 soldati provenienti da 20 paesi africani.

In Niger, dove gli Stati Uniti stanno costruendo una vasta base ad Agadez per droni armati e forze speciali, l’Italia si prepara a costruire una base che ospiterà inizialmente 470 soldati, 130 veicoli militari e 2 aerei. Lo scopo ufficiale dell’operazione, ostacolato dall’opposizione all’interno del governo nigeriano, è quello di aiutare il Niger e i suoi vicini a combattere il terrorismo. Il vero scopo è partecipare, sulla scia della Francia e degli Stati Uniti, al controllo militare di una regione ricca di materie prime – oro, diamanti, uranio, coltan, petrolio e molti altri – di cui nemmeno le briciole vanno al popolazione, che per lo più esiste in uno stato di estrema povertà. Di conseguenza, aumenta la tensione sociale e, di conseguenza, anche il flusso migratorio verso l’Europa.

Il nuovo governo intende “rivalutare la nostra presenza nelle missioni internazionali in termini di effettiva importanza per l’interesse nazionale”. Per fare ciò, tuttavia, è necessario determinare quale sia l’interesse nazionale. Cioè, se l’Italia dovrebbe rimanere all’interno del sistema bellico dominato dagli Stati Uniti e dalle maggiori potenze europee, o dovrebbe decidere di essere un paese sovrano e neutrale basato sui principi della sua Costituzione.

La politica interna e la politica estera sono due facce della stessa medaglia: non ci può essere vera libertà in casa se l’Italia, sovvertendo l’articolo 11, usa la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli.

Fonte: PandoraTV 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Il Manifesto.

Manlio Dinucci è un ricercatore associato del Centro di ricerca sulla globalizzazione.

La fonte originale di questo articolo è Global Research

Copyright © Manlio Dinucci, Global Research, 2018

Fonte diretta: https://www.globalresearch.ca/

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